Estratto del documento

DIRITTO DEL LAVORO

  1. RETRIBUZIONE
  2. POTERE DIRETTIVO, DI CONTROLLO E DISCIPLINARE
  3. ORARIO DI LAVORO
  4. INQUADRAMENTO E ARTICOLO 2103 C.C.
  5. DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE
  6. CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI
  7. TRASFERIMENTO D'AZIENDA
  8. MALATTIE LAVORATIVE
  9. DIMISSIONI
  10. LAVORO SUBORDINATO - ARTICOLO 2094 C.C.
  11. LAVORO A PROGETTO E CO.CO.CO.
  12. CODATORI AUTA
  13. DECRETO DIGNITÀ E CONTRATTO A TERMINE
  14. LICENZIAMENTI

DIRITTO DEL LAVORO

  1. RETRIBUZIONE
  2. POTERE DIRETTIVO, DI CONTROLLO E DISCIPLINARE
  3. ORARIO DI LAVORO
  4. INQUADRAMENTO E ARTICOLO 2103 C.C.
  5. DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE
  6. CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI
  7. TRASFERIMENTO D'AZIENDA
  8. MALATTIE LAVORATIVE
  9. DIMISSIONI
  10. LAVORO SUBORDINATO - ARTICOLO 2094 C.C.
  11. LAVORO A PROGETTO E CO.CO.CO.
  12. CODATORI AUTA
  13. DECRETO DIGNITA' E CONTRATTO A TERMINE
  14. LICENZIAMENTI

La Retribuzione

La principale prestazione del datore di lavoro nel rapporto di lavoro subordinato è l'obbligo retributivo, che è il corrispettivo della prestazione del lavoro subordinato.

  • La retribuzione è una prestazione di natura economica con la quale viene compensata l'attività del lavoratore subordinato.
  • La prestazione cui è tenuto il lavoratore subordinato non è volta a un risultato, quindi ciò che il lavoratore subordinato deve dare al suo datore di lavoro non è un risultato compiuto, ma è la messa a disposizione della propria attività.
  • La retribuzione ha un'importanza tale da essere presa in considerazione dalla Costituzione, all'articolo 36.

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

L'articolo stabilisce quali devono essere i requisiti della retribuzione.

  • PROPORZIONALITÀ
  • SUFFICIENZA

sufficienza vuol dire che la retribuzione del lavoratore dovrebbe essere tale da garantire al lavoratore e alla sua famiglia una vita libera e dignitosa in linea con la tutela dei diritti della persona su cui si fonda la nostra Costituzione

proporzionalità -> attiene al rapporto tra attività e compenso

mentre la sufficienza viene misurata in funzione di un parametro esterno all'attività lavorativa perché riguarda il contesto ambientale in cui vive il lavoratore e la sua famiglia

il requisito della proporzionalità si misura con un elemento interno al rapporto di lavoro e cioè la qualità e la quantità dell'attività lavorativa effettivamente svolta.

Come coesistono i due requisiti e a chi spetta la prevalenza?

In linea astratta e di principio la prevalenza è accordata alla sufficienza.

La retribuzione deve essere prima di tutto sufficiente, perché una retribuzione insufficiente per lo stesso è considerata inopportuna.

È molto difficile però andare a verificare caso per caso il contesto in cui vive il lavoratore.

E allora, possiamo l'altro principio: la proporzionalità che è un concetto che si misura con parametri interni alla prestazione lavorativa che è uguale per tutti i lavoratori addetti a una determinata unione e in un determinato settore produttivo.

Una volta arrivata la proporzionalità e accettato l'insieme della proporzionalità tra retribuzione e tipo di attività, si presume esistente la sufficienza.

Con l'inferenza logica, si dice che il requisito primario è la sufficienza, ma siccome non possiamo verificarla caso per caso, accettata la proporzionalità si presume esistente la sufficienza.

Come si fa a stabilire se la retribuzione di un lavoratore è proporzionata?

  • Le retribuzioni minime ad un determinato settore produttivo vengono fissate dal contratto collettivo nazionale di lavoro.
  • Ogni contratto collettivo minimo di ogni categoria produttiva fissa le retribuzioni minime per ogni livello contrattuale.

La retribuzione minima contenuta nei contratti collettivi viene considerata la retribuzione proporzionata e sufficiente in relazione a quelle attività a cui si riferisce.

I contratti collettivi per categoria vengono considerati il parametro più attendibile tecnicamente per un'indicare la retribuzione in termini di sufficienza e proporzionata.

Può succedere però che i datori di lavoro non hanno aderito ai contratti collettivi e quindi non sarebbero tenuti ad applicare le retribuzioni minime dei contratti collettivi, e decidere autonomamente la retribuzione.

  • Nel caso in cui la retribuzione prevista dal datore di lavoro, che non ha aderito al contratto collettivo, non inferiore ai minimi previsti dall'articolo 36
Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 33
Diritto del lavoro (seconda parte) Pag. 1 Diritto del lavoro (seconda parte) Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto del lavoro (seconda parte) Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto del lavoro (seconda parte) Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto del lavoro (seconda parte) Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto del lavoro (seconda parte) Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto del lavoro (seconda parte) Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 33.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto del lavoro (seconda parte) Pag. 31
1 su 33
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/07 Diritto del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Biflo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli o del prof Salimbeni Mariateresa.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community