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ATTENZIONE → l'ipotesi non va confusa con l'eventualità in cui al lavoratore

siano assegnate delle azioni della società: in questo caso non sarà più dipendente ma

socio e non si tratterà di retribuzione.

b) in natura → tramite la trasmissione di beni e servizi; è suppletiva a quella in denaro. Il

calcolo della retribuzione in natura deve comunque avere una giusta equivalenza in denaro.

partecipazione ai prodotti: il lavoratore prende parte alla spartizione dei prodotti

aziendali, anziché degli utili.

retribuzione in natura in generale: somministrazione di vitto, alloggio, vestiario, uso di

riscaldamento e così via. Sono i decreti ministeriali che agiscono provincia per

provincia a determinare il valore in denaro di questi servizi.

finge benefits (o benefici collaterali): benefici aggiuntivi rivolti ai posti più alti della

gerarchia lavorativa. Spesso erano usati nel passato come un metodo per eludere il

fisco e gli enti previdenziali in quanto non venivano calcolati come retribuzione. Si

tratta di benefici quali l'uso dell'automobile aziendale anche per uso personale, la

stipulazione di polizze assicurative, sconti, benefici, la cessione dell'uso

dell'abitazione, l'iscrizione a circoli privati, l'erogazione di borse di studio per i figli

dei lavoratori, e così via.

Negli anni '90 il problema si risolse istituendo la c.d. indennità sostitutiva di mensa:

un servizio che dà un valore retributivo corrispondente al tipo di lavoro svolto e

che, prima dell'approvazione della Legge, aveva un valore irrisorio, ora invece è

molto più reale.

LA STRUTTURA DELLA RETRIBUZIONE

La struttura retributiva è complessa, nel senso che accanto agli elementi fondamentali ve ne

sono altri di carattere accessorio e variabile.

Il trattamento complessivo del lavoratore, detto retribuzione globale, comprende:

paga base o retribuzione minima: fissata in genere dai contratti collettivi con riferimento alla

categoria professionale ed al livello di inquadramento

scatti di anzianità: aumenti periodici della retribuzione minima che aumentano in base

all'anzianità del lavoratore. I contratti collettivi stabiliscono le scadenze degli scatti, la

loro entità, l'eventuale assorbimento in caso di passaggio a mansioni superiori,... .

indennità di contingenza: originariamente era l'istituto che prevedeva un progressivo

adeguamento della retribuzione all'inflazione. L'istituto è stato poi soppresso nel 1992

perché era lui stesso a favorire la crescita del tasso inflazionistico (↑ salari, ↑ costi per

l'impresa, ↑ prezzi prodotti, ↓ potere d'acquisto, ↑ inflazione), ma la sua soppressione

non ha portato ad un brusco abbassamento dei salari in quanto la quota dell'indennità

percepita con l'ultimo stipendio venne assorbita nella paga base. Attualmente

l'adeguamento inflazionistico avviene ad ogni rinnovo del contratto collettivo.

elemento distinto della retribuzione (E.D.R.): introdotto nel '92 dopo la soppressione

dell'indennità di contingenza, è creato in modo da essere un adeguamento all'aumento

del costo della vita.

attribuzioni retributive accessorie: in aggiunta alla retribuzione globale dei punti 1,2,3;

possono essere previste da parte di:

norme di legge:

maggiorazioni per lavoro straordinario, notturno e festivo;

tredicesima;

compensi per ferie e mensilità non godute;

disposizioni contrattuali:

superminimi individuali (assegni ad personam) o collettivi

mensilità supplementari (quattordicesima, quindicesima)

indennità legati a fattori temporali, ambientali, rischi professionali (come il

maneggio di denaro),...

incentivi legati alla produttività individuale o collettiva aziendale o del fattore lavoro

o dell'andamento economico dell'impresa

indennità di vacanza contrattuale: se manca il rinnovo del contratto, dopo tre mesi

dalla scadenza vi è un adeguamento automatico all'inflazione

elementi della paga senza carattere retributivo:, cioè non viene calcolato per il fisco, né per

gli enti previdenziali, né ha finalità normative e/o contrattuali

indennità di rimborso spese e di trasferta: non dà alcuna ricchezza al lavoratore ma lo

rimborsa delle spese sostenute in precedenza.

rimborso spese a vista → calcolato sulla base delle fatture pagate dal lavoratore e

poi portate al datore. È valido solo per chi ha spese eccezionalmente;

indennità di trasferta → fatto per i trasfertisti abituali, sono calcolate su una base

forfettaria: 50% di spese sostenute e 50% di elemento forfettario.

attribuzioni di carattere previdenziale: assegni familiari per chi ha un eventuale carico

familiare

mance: non sono obbligatorie e sono variabili, a meno che non siano riconosciute

quasi come obbligatorie (vedi per i croupier): in quest'ultimo caso la mancia fa parte

della retribuzione

gratifiche una tantum: date occasionalmente e saltuariamente

La retribuzione può poi essere:

periodica → data a certe scadenze prestabilite

differita → si consolida nel rapporto di lavoro e viene data alla conclusione dello stesso

(TFR)

oppure

lorda → ritenute fiscali + ritenute previdenziali + retribuzione globale

netta → stipendio netto

LA NOZIONE DI RETRIBUZIONE

Abbiamo visto che non tutte le voci che compaiono nella busta paga devono considerarsi

come retribuzione; ma allora vediamo quali sono i caratteri distintivi della retribuzione:

obbligatorietà

corrispettività → riconducibilità del compenso allo schema causale del contratto di lavoro

determinatezza ovvero determinabilità → deve essere immediatamente determinata nel suo

ammontare o quantificabile a posteriori in base a criteri prefissati

continuità → l'erogazione non è occasionale ma avviene a scadenze stabilite.

Quindi non fanno parte della retribuzione:

compensi erogati con liberalità

somme corrisposte a titolo indennitario, cioè i rimborsi spese

L'individuazione degli elementi retributivi è necessario per il calcolo di quegli istituti di

origine legale o contrattuale. Ad esempio, l'indennità sostitutiva del preavviso deve

calcolarsi computando le provvigioni, i premi di produzione, le partecipazioni agli utili o

prodotti e ad ogni alto elemento con carattere continuativo, di qui la definizione di

OMNICOMPRENSIVITA' DELLA RETRIBUZIONE (art. 2121 c.c.).

Vi sono poi altre tre fondamentali istituti legali: l'indennità di anzianità, che segue l'art.

2121; il TFR, che comprende tutte le somme, comprese quelle delle prestazioni in natura,

corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale e con esclusione di

quanto corrisposto a titolo di rimborso spese. (art. 2120 c.c.).

Per le festività infrasettimanali si richiama alla normale retribuzione di fatto giornaliera,

compreso ogni elemento accessorio.

Per gli altri istituti si rimanda alla contrattazione collettiva e, se non fosse previsto nulla si

rimanda all'art. 2121.

per quanto riguarda invece l'adempimento dell'obbligo retributivo l'art. 2099 c.c. stabilisce

che la retribuzione debba essere corrisposta con le modalità e nei termini in uso nel luogo di

lavoro; inoltre si prescrive che il datore debba fornire un prospetto paga con la singole voci

della retribuzione e che riporti firma, timbro o sigla del datore.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Fontana Giorgio.

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