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Diritto dei Trasporti

02/10/2020 - L1

Il trasporto è svolto per spostare oggetti o persone a vocazione internazionale: la maggior parte delle regole

che analizzeremo infatti saranno equivalenti per tutti i paesi che hanno regolato congiuntamente la disciplina.

Il trasporto per sua natura nasce come disciplina per la difesa dello stato: tutti gli aeroporti erano legati ad

attività militari, quindi tutte le attività svolte erano di proprietà dello stato, come ad esempio la propria

compagnia di bandiera. Non esistevano ancora operazioni concorrenziali ma solo attività protezionistiche, e lo

stato stesso dettava le regole di svolgimento. Solo nel 1992 con la liberalizzazione del trasporto aereo siamo

in grado di poter scegliere il vettore per spostarsi.

Il trasporto legato alla logistica ha preso parte delle grandi società, cambiamento che va di pari passo

all’incremento con operatori o trasportatori logistici che sempre di più riescono ad essere presenti sul territorio.

Analogamente si può dire per il trasporto di persone, cercando di avvicinarlo ai termini di rapidità ed efficienza.

La filosofia si sposa con la sperimentazione di veicoli a guida autonoma, da cui sorgono però anche problemi

di tipo essenziali, come ad esempio riguardo il tema della responsabilità.

Il diritto, le regole, sono di vari tipi, distinguibili in “

privatistici ” regolate dalla legge raccolte in codici (il codice

civile) e “

pubblicistiche

” tra il soggetto privato e la pubblica amministrazione in tutte le sue articolazioni.

Il trasporto nel rapporto tra privati ha un proprio codice, il codice della navigazione aerea e marittima.

Le leggi sono le nostre fonti primarie, al di sotto del vertice occupato dalla costituzione. Le leggi sono scritte ed

emanate dal Senato e dalla Camera dei Deputati, le quali si rimbalzano a “navetta” le proposte. In casi

straordinari, di emergenza o di necessità, il governo può emanare un decreto legge che ha la stessa forza

della legge: andando in Parlamento questo decreto legge poteva essere concretizzato o rigettato entro 60

giorni.

Il codice civile, come dicevamo, è una raccolta di leggi: il trasporto avendo una importanza rilevante e primaria

per lo stato, era necessario disciplinare. Tutte le norme ormai sono figlie di attuazioni o di norme europee che

dettano prevalentemente la strada che ogni paese deve tenere. La derivazione Europea nei trasporti come in

tante altre materie deriva proprio dalla nascita e sviluppo della Comunità Economica Europea.

Dopo la seconda guerra mondiale le risorse che vi erano disponibili, carbone e acciaio, vengono messe in

comune nella CECA ed era la prima volta che stati misero una accordo comune per la gestione comune delle

risorse. Fu la prima avvisaglia per un accordo tra stati, con l’obiettivo di creare, in futuro, un mercato comune.

Visto il buon successo di questo esperimento, 6 stati nel 1957 fondarono la CEE, Italia, Francia, Germania,

Belgio, Olanda e Lussemburgo. Questi stati crearono quindi questo unico mercato in cui si muovevano

liberamente merci, personali, capitali e servizi: era un'idea futuristica, non un semplice accordo tra stati. Tutto

ciò era fondato con il principio della libera concorrenza, il contrario di un mercato protezionistico come in alcuni

casi tutt’ora. Firmato con il Trattato di Roma, nel 1958 questo accordo venne reso effettivo.

Questo progetto aveva una serie di problematiche, che abbiamo tutt’ora:

● gli stati avevano accettato che la CECA e le sue istituzioni potevano decidere per conto degli stati,

ossia un ente che stava al di sopra ad ogni stato. Il mercato unico e libero sembrava potesse non

reggere queste resistenze da parte di alcuni paesi, Francia e Germania in primis che cercavano di

tutelare la loro economia interna.

La comunità economica crescendo rapidamente, passa ad essere una comunità politica a tutti gli

● effetti. Questa progressione avvenne tramite una serie di trattati, ossia accordi tra Stati. Monetaria =

Maastricht, Amsterdam-Lisbona = attuale architettura. Da 6 stati membri si è arrivati a 28 stati. Queste

istituzioni che vennero creati non cambiarono la filosofia della UE, ma cambiarono il ruolo e la loro

formazione.

○ Queste istituzioni che hanno un impatto sul decreto legge sono:

Commissione Europea: è il governo dell’Unione Europea, che ha più importanza di tutte.

■ La commissione è formata da commissari che sono nominati uno per ogni stato membro

(o due per gli stati più grandi, sino a qualche decennio fa). Con il progredire degli stati,

più era difficile avere una commissione troppo numerosa, quindi si scelse di assegnare

solo 1 commissario per stati membri (anche GB, sino al completamento dell’uscita). I

commissari sono scelti dallo stato membro, il quale viene interrogato dalla commissione

che può respingere o approvare la candidatura. I commissari votano poi tutti il

Presidente della Commissione. Riassumendo, è un governo emanato da ogni singola

nazione. La commissione ha un potere di proposta legislativa, la quale potrò diventare

legge. Il secondo grande potere è quello di controllare che i trattati vengano rispettati:

possono essere sindacati gli operati di una nazione o di una azienda.

■ Consiglio dei Ministri dell’unione Europea: non è un consiglio permanente, composto da

ministri di un certo settore, congiunti. Il consiglio una volta discusso un tema, si deve

mettere d’accordo con il Parlamento per una Posizione Comune.

Parlamento Europeo: viene eletto dai cittadini degli stati membri. Il parlamento oggi ha

■ un potere più forte, di controllo sulla commissione. Sino ad oggi non veniva posta la

fiducia alla Commissione, mentre ora deve dare il suo consenso alla Commissione che

si viene a formare. I singoli commissari andranno quindi a discutere il proprio

programma al Parlamento. Il Parlamento può approvare o meno il bilancio della

commissione, chiedendo di orientare alcuni capitali in un settore piuttosto che un altro. Il

grande potere è quello di fare le leggi proposte dalla Commissione, dopo averle

discusse.

La direzione trasporti si occupava anche del tema ambientale. Ora invece il settore si

■ chiama solo “trasporti” data la separazione e l’importanza delle tematiche. Sotto di esso

vi è una sorta di ministero: quindi, riepilogando, c’è un Commissario e una Direzione

Generale che si occupa, in questo caso, di tutti i trasporti della Comunità Europea.

■ Corte di Giustizia: assieme al Tribunale di Primo grado, si discute il Diritto Europeo.

Comitato Economico e Sociale: comitato tecnico in cui vengono presentate le istanze di

■ un settore. E’ come se fosse un grande sindacato, in grado di comunicare anche

correzioni da far esercitare ai Trasporti.

Le norme che l’UE propone sono di tre tipologie:

● la più importante è quella che prende il nome di “ Regolamento

”.

Il Regolamento è una norma immediatamente e direttamente (e universalmente) applicabile a tutta la

Comunità.

○ Aspetto secondario

: Libri Verdi e Libri Bianchi: sono atti che preparano la norma. Il verde è lo

studio preliminare che la commissione adotta e se ne serve, con l’aiuto di esperti del settore

interessato. Nel libro bianco invece pone quelli che sono gli obiettivi da dover conseguire, ossia

le metodologie che servono per arginare i problemi descritti nell’altro libro. Nel settore dei

trasporti si è soliti fare un libro bianco ogni 10 anni: vengono descritti gli obiettivi e le proposte

che la commissione voleva fare nel momento dell’emanazione.

● alternativamente può utilizzare la “ Direttiva

”: mentre nel regolamento tutto ciò è applicato subito, per la

Direttiva l’UE invita gli stati membri ad allinearsi alle richieste. Come si può ben capire, sono modalità

molto più tenui e non sono direttamente applicabili, ma lasciano spazio all’arbitrio degli stati membri di

come arrivare al risultato. La commissione usa questo metodo quando non vuole intervenire “a gamba

tesa” ma solo ad inviare gli stati a mirare nella stessa direzione. Se lo stato non ha recepito una

direttiva apre una procedura di infrazione, ossia una multa per non aver conseguito le indicazioni.

Riassumendo, è una procedura che prevede il recepimento da parte dello stato.

● ultima modalità è quella che prende il nome di “ Decisione

Altri strumenti secondari sono:

La comunicazione viene utilizzata per operazioni informative ma non vincolanti: è un metodo che

● possiamo definire soft, ossia un consiglio che l’UE vuole sottolineare.

La raccomandazione è una sorta di “alert” che la commissione manda ad un soggetto in grado di

● pre-allertare una futura decisione.

Il regolamento, la direttiva e la decisione prevalgono sulle norme interne per ogni stato membro: le pubbliche

amministrazioni devono applicare le norme vigenti in ambito europeo, e non quelle nazionali. Nel settore dei

trasporti ormai questa è la prassi: non vengono più fatte norme a livello di trasporto nazionale, ma ormai ci si

basa su quelle europee. I settori con un certo spazio di manovra sono il “trasporto locale” che hanno una

importanza locale, in cui la pubblica amministrazione di prossimità si fa carico della sua disciplina. Dal punto di

vista della normativa, quello più disciplinato a livello Europeo è quello aeronautico.

Le convenzioni internazionali coinvolgono non solo gli stati membri della comunità europea: per primo il

settore dei trasporti, gli stati hanno avuto il dovere di mettersi d’accordo in tutti i suoi aspetti. In poche parole,

sono patti internazionali negoziati tramite delegati nazionali che, nei congressi, fanno valere la posizione del

proprio paese. Quando ci si accorda su un testo, ogni delegato deve confermare quel testo accordato

all’interno del proprio paese: è in pratica un finale procedimento di recepimento da parte dello stato membro.

Passando ora a parlare delle questioni privatistiche riguardo il trasporto, se da un lato ci sono delle regole per

accedere al mercato, dall’altro lato c’è il rapporto tra il vettore e il passeggero o proprietario della merce.

Quindi, oltre all’ambito pubblicistico, devo tenere conto il rapporto con il cliente.

Il trasporto può essere inteso totalmente come un contratto tra le parti, avente la stessa forza di una legge, ma

in questo caso è solo tra due parti. Il rapporto privatistico dunque è un rapporto ugualmente importante come

per le regole pubblicistiche.

Tutti i rapporti privatistici sono contenuti nel codice civile, con tutto ciò che riguarda sulle norme dell’impresa

commerciale, sui rapporti civilistici, sul contratto eccetera. Il contratto è un accordo in cui due o più parti per

costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale. Vi sono anche contratti atipici, che

non sono presenti nel codice civile, che però fanno parte della vita comune: se non vi sono delle regole che

disciplinano quello che sto facendo, si usa il contratto tipico che più si avvicina al contesto. I contratti tipici

invece sono quelli inclusi nel codice civile, e sono la maggior parte.

La parte privatistica è molto rilevante poiché disciplina in senso stretto il vero utilizzatore del servizio: viene

infatti interpellato il tema della responsabilità; in ogni contratto troviamo infatti le parti, ognuno dei quali ha

delle obbligazioni distinte. In caso di inadempimento, grave o poco significativo, il cliente può impugnare il

contratto per tutelarsi; quindi, riassumendo, nel contratto nascono ogni volta degli obblighi e delle

responsabilità.

In caso di inadempimento vi sono delle regole europee che sanciscono le conseguenze: questo è uno dei

vantaggi di avere una regola internazionale, cosa che non è presente in tutti i settori.

09/10/2020 - L2

RIASCOLTA PRIMI 5/10 MIN

Modi di trasporto, combinato + trasporto spaziale poiché esiste un trasporto spaziale che sta assuemndo una

sua importanza.

Trasporto Aereo

Nonostante sia il tipo di trasporto più giovane, è quello più normato dal punto di vista disciplinare e quello più

rilevante per i singoli stati poiché nasce come difesa della nazione. E’ il maggior settore per il trasporto

passeggeri, e questo è il motivo per cui l’evoluzione è stata molto rapida: la necessità di far evolvere il settore,

di pari passo anche la disciplina ha subito in poco tempo norme e regolamenti.

Le sue caratteristiche vertono sia su nozioni che riguardano le attività di mercato, sia le regole di carattere

pubblicistico, che regolano il rapporto tra azienda e privato.

Il trasporto aereo è per la maggior parte per il trasporto passeggeri: una buona parte però occupa il trasporto

merci. La maggior parte delle nazioni aveva una compagnia di bandiera, che veniva tutelata in vari suoi

aspetti: all’aumentare della domanda però è variato il modo di intendere il trasporto aereo, facendo flettere

quelle compagnie che hanno subito delle regole protezionistiche, danneggiandole dal punto di vista delle

offerte sul mercato. Per favorire il mercato del trasporto aereo venne variato quel modello protezionistico: da

una compagnia per nazione, a un libero mercato.

Il trasporto aereo è stato regolato dal punto di vista internazionale dalla Convenzione Internazionale (ossia

un accordo tra stati) di Chicago il 7 Dicembre 1944, poiché a grande vocazione internazionale. Già subito

dopo la seconda guerra mondiale si era percepita l’esigenza di normare questo mercato. Questa convenzione

è rilevante, in grado di istituire il più grande ente esistente, ICAO - International Civil Aviation Organization -

un’organizzazione internazionale che ha titolo per normare dal punto di vista tecnico il trasporto aereo. La

grande vastità di regole e di normative ha reso omogeneo il linguaggio aereo per tutto il mondo, sia dal punto

di vista normativo sia esecutivo. Ogni stato, gestendo lo spazio aereo della propria territorialità, ha titolo per far

entrare o non entrare entro i propri confini di terra e di aria: ogni stato è dunque sovrano della propria regione.

Approfondendo questo diritto di sovranità, vi sono però 5 libertà dell’aria, ossia una serie di norme

comportamentali che gli stati devono garantire per il transito o permanenza del vettore sulla propria regione.

Prima vi erano solo accordi bilaterali, con il limite di ingessare completamente il mercato. La convenzione di

Chicago invece annulla questa capacità del singolo stato di accordarsi singolarmente per generalizzare la

situazione.

1. Ogni aeromobile può passare sul territorio di uno stato senza atterrare, ma solo transitare

I primi a credere nel trasporto aereo furono gli Stati Uniti, dovuto dal fatto di un grande mercato interno e una

grande estensione territoriale.

Con il Airline Deregulation Act ci fu un drastico cambiamento, intervenendo per incentivare il loro trasporto

aereo (cabotaggio interno, ossia un servizio di trasporto interno allo stato). La novità fu quella di consentire

alle società di abilitarsi per lavorare in questo settore, in modo tale che ogni vettore potesse liberamente

determinare le proprie tratte e tariffe.

Chiunque quindi poteva creare una agenzia di trasporto aereo, ciascuno con la propria idea di mercato.

Nel 1980 ---- gli USA spinsero nella direzione in modo tale che questi stessi principi vengano applicati anche

su larga scala, ossia a livello internazionale: si abbandonino gli accordi bilaterali per proseguire verso un libero

mercato. Inizialmente si trovarono delle resistenze ma data la forza economica e politica degli Stati Uniti, si

arrivò alla proliferazione degli accordi Open Skies, ossia rapporti che non erano validi sono negli USA ma

anche nei rapporti tra vari stati.

In circa 40 anni dunque, grazie all’esperienza e alla forza degli USA, si arriva ad un sistema libero, ossia al

nosto sistema europeo.

Il sistema europeo verte sulle decisioni del Parlamento Europeo: si comincia dunque a studiare ciò che era

successo negli Stati uniti, credendo di trovare un sistema già pronto da copiare anche nella nostra Comunità.

Lo scopo era quello di avere un unico mercato: il Parlamento si convince di avere in mano una buona proposta

politica e analizzando la situazione che era all’ora vigente, si scoprono i vari accordi bilaterali che erano stati

stipulati. Il Parlamento dunque decide di procedere, chiedendosi se intervenire tramite un Regolamento

oppure una Direttiva: ci si convincerà in poco tempo di procedere tramite l’utilizzo dello strumento più forte,

ossia tramite un Regolamento. Improvvisamente il mercato subì una drastica variazione: con il rilascio di

pacchetti di norme a partire dal 1992 e con un Regolamento, decide di cambiare la storia dell’aviazione civile

Europeo, diventando totalmente liberalizzato.

Il terzo pacchetto di liberalizzazione istituisce alcuni principi generali:

● Libero accesso al mercato: chiunque deve avere la possibilità di accedere al mercato

● Liberalizzazione delle rotte: vengono istituite 4 nuove libertà dell’aria, creando un mercato interno

liberalizzato. In poche parole, oltre a far accedere tutte le compagnie nel mercato, ognuna di queste ha

avuto libertà di scegliere le tratte. Qui nascono le compagnie low cost: su questi principi le nuove

compagnie riuscirono a lavorare su alcuni criteri generali (tipo di passeggero, modalità prenotazione,

tipologia aeroporti utilizzati)

il processo di liberalizzazione è stato riassunto in due diagrammi: a sinistra, vediamo la

○ situazione nell’inverno 2008, a destra nel 2011. I posti di Alitalia si sono ridotti di 11 punti,

mentre le compagnie low cost crescono più di 20 punti. Le compagnie tradizionali non hanno

retto il cambio di passo, chiedendo tutti dei prestiti allo stato.

Vediamo il regolamento 2407 del 1992: Regolamento su proposta della Commissio

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Scienze giuridiche IUS/06 Diritto della navigazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mat99p di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dei trasporti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Pozzi Cristina.
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