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Diritto dei Lavori Pubblici - Teoria e riassunti

Appunti del corso di Diritto dei Lavori Pubblici tenuto dal professor De Cilla presso l'Università degli Studi di Cassino, facoltà di Ingegneria, Corso di laurea in Ingegneria Civile. Questo file è l'unione degli appunti presi durante il corso con il Codice dei Lavori Pubblici. Anche se non ci crederete, grazie a questi appunti da me precedentemente preparati, ho preparato l'esame... Vedi di più

Esame di Diritto dei lavori pubblici docente Prof. M. De Cilla

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ESTRATTO DOCUMENTO

promuovere l’innovazione tecnologica, la tutela ambientale e la tutela

dei lavoratori;

promuovere la lotta alla corruzione attraverso procedure trasparenti

rimuovendo le incertezze normative.

Tali obiettivi si traducono (nel Codice 2004) con importanti modifiche quali:

strumenti di aggiudicazione innovativi quali il partenariato per un più

ampio impiego del dialogo competitivo;

strumenti elettronici di negoziazione ed aggiudicazione;

preferenza per il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa;

suddivisione degli appalti in lotti;

criteri di sostenibilità ambientale nell’affidamento e nell’esecuzione dei

contratti;

disciplina dei conflitti di interesse;

risoluzione dell’appalto per gravi violazione commesse in sede di

aggiudicazione. CODICE 2016

“Attuazione delle direttive sull’aggiudicazione dei contratti di concessione,

sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto nonché il riordino della

disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e

forniture.”

L’Italia ha attuato le precedenti direttive comunitarie nel nuovo Codice dei

lavori pubblici entrato in vigore il 19 aprile 2016 seguendo tre principali

direttrici:

emanare un codice snello che assicuri un riordino del quadro normativo

per un più elevato livello di certezza del diritto e di semplificazione dei

procedimenti, in cui tutti gli atti siano chiari e trasparenti assicurando il

divieto di gold plating ovvero il divieto di introduzione di livelli di regolazione

superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive;

garantire una maggiore facoltà di decisione (entro i limiti fissati dalla

legge) delle stazioni appaltanti col presupposto della riduzione del loro

numero, una maggior qualificazione della committenza e che ci siano

strumenti di controllo e monitoraggio efficienti;

accordare le diverse esigenze derivanti dalla suddivisone in lotti con una

maggior flessibilità delle regole così da avere una maggior semplificazione e

rapidità dei procedimenti.

Si compone di 220 articoli (contro di 271 del precedente Codice)

PRINCIPI GENERALI

Le tre direttive riportano la loro base sui principi di parità di trattamenti, di

non discriminazione, di proporzionalità e trasparenza escludendo sia il

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rischio di candidati preferiti nell’attribuzione di appalti da parte delle

amministrazioni aggiudicatrici, sia la possibilità corruttiva e mafiosa.

Ciò porta ad una crescita intelligente del mercato italiano basato sulla

concorrenza. PRINCIPIO DI TRASPARENZA ART. 29

Il nuovo Codice dedica l’art. al principio di trasparenza.

29

La trasparenza è funzione principalmente di promuovere la partecipazione

del maggior numero di operatori alle gare e di produrre un effetto deterrente

nei confronti del fenomeno corruttivo.

E’, quindi, stabilito che tutti gli atti delle amministrazioni aggiudicatrici e

degli enti aggiudicatori relativi alla programmazione dei lavori e alle

procedure per l’affidamento dei contratti pubblici devono essere pubblicati

ed aggiornati sul profilo del committente nella sezione “Amministrazione

trasparente”. Deve inoltre essere stabilito il provvedimento che determina le

esclusioni dalla procedura di affidamento.

Si introduce anche l’obbligo di pubblicazione dei resoconti della gestione

finanziaria dei contratti al termine della loro esecuzione.

Tutta la documentazione deve infine essere pubblicata sul sito del Ministero

delle infrastrutture e dei trasporti.

APPALTO

L’appalto è definito come un contratto col quale una parte, dotata di propria

organizzazione economica, assume l’obbligo del compimento di un’opera o

di un servizio, dietro corrispettivo in denaro e a proprio rischio.

Un’importante distinzione è tra contratti attivi (disciplinati dalla legge di

Contabilità dello Stato) e contratti passivi (regolati dal Codice degli appalti). I

primi sono quelli produttivi di un’entrata per l’amministrazione mentre i

secondi sono quelli con cui la stessa amministrazione si procura beni e

servizi.

Un appalto pubblico è un contratto a titolo oneroso stipulati per iscritto tra

una o più stazioni appaltanti e uno o più operatori economici, aventi per

oggetto l’esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti e la prestazione di

servizi. Esso prevede un corrispettivo economico da parte della pubblica

amministrazione a beneficio dell’appaltatore.

Gli appalti pubblici si dividono in:

speciali: relativi a gas, energia termica, elettricità, acqua, trasporti,

servizi postali;

ordinari: non riconducibili a quelli precedentemente elencati.

Il contratto di appalto pubblico è di tre tipi: appalto di lavori, appalto di

servizi ed appalto di forniture.

L’appalto di lavori consiste nell’esecuzione di un’opera corrispondente alle

esigenze specificate dall’amministrazione aggiudicatrice o dall’ente

aggiudicatore. Moho95

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L’appalto di forniture ha come oggetto l’acquisto di prodotti.

L’appalto di servizi ha per oggetto la prestazione di servizi.

CONCESSIONE

Il Codice prevede l’affidamento di lavori e servizio anche mediante l’istituto

della concessione che viene a costituire una forma contrattuale distinta da

quella dell’appalto pubblico.

L’art. definisce la concessione di lavori come un contratto a titolo oneroso

3

stipulato per iscritto in virtù del quale una o più stazioni appaltanti affidano

l’esecuzione dei lavori ad uno o più operatori economici i quali assumono il

rischio legato alla gestione delle opere.

Lo stesso articolo definisce le varie tipologie di rischio legate alla

concessione di lavori e servizi:

rischio operativo nel quale il concessionario non viene garantito dal

recupero degli investimenti o dei costi sostenuti per la gestione dei lavori e

dei servizi;

rischio di costruzione legato al mancato rispetto degli standard di

progetto quali, ad esempio, i tempi di consegna o l’aumento dei costi in

corso d’opera.

La concessione rappresenta la più importante forma di partenariato

pubblico-privato prevista nel Codice dei contratti.

DIFFERENZA TRA APPALTO E CONCESSIONE

L’elemento distintivo tra appalto e concessione sta nelle differenti modalità

remunerative di cui usufruisce l’operatore economico: mentre nell’appalto la

realizzazione delle prestazioni è controbilanciata da un prezzo fisso, nel caso

della concessione il corrispettivo e rappresentato dalla stessa gestione

dell’opera o del servizio.

La seconda importante differenza tra le due si trova nel fattore rischio in

quanto nel caso della concessione grava sul concessionario a fronte della

richiesta dell’utenza; la responsabilità di gestione, quindi, è incentrata su un

rapporto trilaterale tra l’Amministrazione, il concessionario e gli utenti

mentre nell’appalto il prezzo grava esclusivamente sulla stazione appaltante.

MODALITA’ DI AFFIDAMENTO

Appalti e concessioni possono essere affidati con le sole modalità imposte

dalla legge.

L’art.30 distingue tra principi aventi valenza generale, e quindi applicabili

sia alla fase pubblicistica dell’affidamento sia a quella privatistica

dell’esecuzione, e principi aventi valenza particolare, applicabili alla sola

fase dell’affidamento ovvero della scelta del committente. Moho95

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Ai principi generali appartengono quelli di economicità, efficacia,

tempestività e correttezza; appartengono alla seconda i principi di libera

concorrenza, non discriminazione, trasparenza e pubblicità.

Elemento di novità è, come già detto, l’art. che tratta il buon andamento,

29

alla trasparenza e all’imparzialità.

Viene previsto un obbligo di pubblicazione e di aggiornamento sul profilo

committente, nella sezione “Amministrazione trasparente” di tutti gli atti

relativi alle procedure per l’affidamento di appalti e concessioni pubbliche.

Inoltre le amministrazioni aggiudicatrici devono pubblicare il provvedimento

che determina le esclusioni dalla procedura di affidamento.

La norma è quindi volta a garantire non solo la trasparenza dello

svolgimento delle procedure di affidamento ma anche un controllo

immediato sulla legittimità dell’operato della pubblica amministrazione.

L’art. prevede l’obbligo per le stazioni appaltanti di adottare misure

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adeguate per contrastare corruzione e frodi (atto o comportamento

destinato a ledere con l’inganno il diritto altrui) non ché per individuare,

condizione

prevenire e risolvere ogni ipotesi di conflitto di interesse ovvero la

che si verifica quando viene affidata un'alta responsabilità decisionale a un

soggetto che abbia interessi personali o professionali in contrasto con

l'imparzialità richiesta da tale responsabilità.

Il personale che di trova in conflitto di interessi ha l’obbligo di astenersi dalla

partecipazione alla procedura di aggiudicazione; in caso di mancata

astensione, il personale che si trova in conflitto di interessi sarà fonte di

responsabilità penale. MODALITA’ DI AFFIDAMENTO

L’art.59 individua le procedure utilizzabili per la scelta del contraente che si

suddividono in procedure aperte o procedure ristrette; tale decisione è a

discrezione della stazione appaltante.

Si definiscono procedure aperte quelle procedure in cui qualsiasi operatore

economico interessato può presentare un’offerta in risposta ad un bando. Il

nuovo Codice dei contratti pubblici le disciplina nell’art.60 prevedendo una

riduzione dei termini ordinari minimi per la ricezione delle offerte da 50 a 30

giorni.

Si definiscono procedure ristrette, disciplinate dall’art.61, quelle procedure

in cui ogni operatore economico può chiedere di partecipare ma solamente

gli operatori economici invitati dalle stazioni appaltanti, in seguito alla

valutazione delle informazioni fornite, possono presentare un’offerta. Tra le

novità c’è la riduzione a 30 giorni dei termini minimi sia per la ricezione delle

domande di partecipazione sia per la presentazione delle offerte

Ci sono, inoltre, modalità eccezionali per l’affidamento di appalti pubblici

quali il partenariato ed il dialogo competitivo.

Naturalmente la scelta della tipologia di procedura deve essere pubblicata

precedentemente nel bando di gara. Moho95

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L’art.62 disciplina la procedura competitiva con negoziazione la quale è una

nuova procedura di scelta del contraente con cui le stazioni appaltanti

consultano gli operatori economici da loro invitati e negoziano con uno o più

di essi le condizioni d’appalto. E’ una sorta di procedura ristretta (qualsiasi

operatore economico può presentare domanda di partecipazione; le

amministrazioni aggiudicatrici invitano gli operatori economici, in seguito

alla valutazione delle informazioni fornite, a presentare un’offerta iniziale)

nella quale, però, si attua la negoziazione che si presta ad essere strumento

di miglioramento dell’offerta esistente in modo da garantire un appalto

adatto alle esigenze della pubblica amministrazione.

L’art.63 del Codice dei contratti pubblici prevede la possibilità per le

amministrazioni appaltatrici di aggiudicare appalti pubblici mediante

procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara, purché

venga fornita adeguata motivazione dei presupposti e delle circostanze che

hanno portato a tale modalità di affidamento onde evitare un uso distorto di

tale procedura. E’ una procedura di carattere eccezionale cui le stazioni

appaltanti possono ricorrere per cause di estrema urgenza (eventi

imprevedibili tali da compromettere il rispetto dei termini stabiliti) o la

mancata presentazione di un’offerta o di una domanda di partecipazione.

L’art.64 disciplina il dialogo competitivo ovvero una procedura di

affidamento nella quale la stazione appaltante avvia un dialogo con i

candidati ammessi a tale procedura, al fine di elaborare una o più soluzioni

atte a soddisfare le sue necessità e sulla base della quale i candidati

selezionati sono invitati a presentare le offerte. Durante il dialogo le stazioni

appaltanti garantiscono la parità di trattamenti di tutti i partecipanti e, a tal

fine, non forniscono informazioni che possono avvantaggiare determinati

partecipanti rispetto ad altri.

Dopo aver dichiarato concluso il dialogo, le stazioni appaltanti invitano i

partecipanti a presentare le offerte finali procedendo all’aggiudicazione con

il ricorso del solo criterio dell’offerta economica più vantaggiosa.

L’art.65 disciplina il partenariato per l’innovazione ovvero la nuova

procedura di scelta del committente a cui le amministrazioni aggiudicatrici

possono ricorrere nelle ipotesi in cui l’esigenza di sviluppare e

successivamente acquistare lavori, servizi e forniture innovativi non può

essere soddisfatta ricorrendo a soluzioni già disponibili sul mercato.

Presenta i tratti tipici di una procedura competitiva con negoziazione.

Il criterio di aggiudicazione degli appalti è quello del miglior rapporto

qualità/prezzo.

L’art.54 disciplina l’accordo quadro ovvero quell’accordo concluso tra una o

più stazioni appaltanti ed uno o più operatori economici al fine di stabilire le

condizioni relative agli appalti da aggiudicare durante un dato periodo (non

superiore ai 4 anni per gli appalti nei settori ordinari e ad 8 per gli appalti nei

settori straordinari) in particolare per quanto riguarda i prezzi.

Gli accordi quadro definiscono le clausole generali che, in un determinato

periodo temporale, regolano i contratti da stipulare. Nell’ambito dell’Accordo

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quadro, le Amministrazioni provvedono poi a negoziare i singoli contratti,

personalizzati sulla base delle proprie esigenze.

I principali vantaggi degli Accordi quadro sono:

Per le Amministrazioni:

una maggiore garanzia, attraverso la possibilità di invitare imprese pre-

 selezionate;

un miglior rapporto qualità / prezzo associato ad una maggiore

 competizione dei fornitori;

una grande flessibilità e possibilità di personalizzazione del prodotto /

 servizio;

Per i Fornitori:

la semplificazione e la trasparenza della relazione con la Pubblica

 Amministrazione, attraverso la standardizzazione delle procedure;

la possibilità di operare per un arco temporale esteso all'interno di

 un mercato pre-selezionato, di cui si conoscono i concorrenti.

L’art.55 riguarda i sistemi dinamici di acquisizione ovvero prevede la

possibilità per le stazioni appaltanti di avvalersi di un sistema dinamico di

acquisizione, basato su un procedimento di tipo elettronico ed aperto a

qualsiasi operatore economico che soddisfi i criteri della selezione.

L’art.56 disciplina le aste elettroniche ovvero una particolare modalità di

svolgimento della gara pubblica caratterizzata dall’utilizzo di mezzi

informatici e telematici che consentono una semplificazione delle procedure

di scelta del contraente.

Possono essere oggetto di aste elettroniche solo gli elementi adatti alla

valutazione automatizzata con strumenti elettronici senza intervento da

parte della pubblica amministrazione, quindi per l’affidamento di appalti

aventi ad oggetto prestazioni come la progettazione di lavori non può essere

utilizzata.

L’art.57 prevede la possibilità per le stazioni appaltanti di chiedere che le

offerte siano presentate sotto forma di catalogo elettronico: essi sono un

formato per la presentazione e l’organizzazione delle informazioni in un

modo comune per tutti gli offerenti che consentono un aumento della

concorrenza in termini di risparmio di tempo e denaro.

L’art.36 del nuovo Codice dei contratti pubblici disciplina i contratti sotto

soglia ovvero delle procedure semplificate cui le stazioni appaltanti possono

ricorrere per l’affidamento di contratti pubblici di importo inferiore alle soglie

comunitarie, distinguendo, in relazione all’importo, tra procedure di

amministrazione diretta, affidamento diretto e procedure negoziate.

Tali modalità di affidamento devono avvenire, oltre che nel rispetto dei

principi di economicità, efficacia, rispetto, pubblicità, trasparenza etc., anche

dal principio di rotazione in modo tale da garantire l’effettiva partecipazione

delle microimprese, piccole e medie imprese.

Le stazioni appaltanti procedono all’affidamento dei lavori, servizi e forniture

di importo inferiore alle soglie seconde le seguenti modalità: Moho95

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per affidamenti di importo inferiori a 40mila euro mediante affidamento

diretto;

per affidamenti di importo pari o superiore a 40mila euro ed inferiore a

150mila euro mediante procedura negoziata;

per i lavori di importo pari o superiore a 150mila euro ed inferiori ad

1milione di euro mediante procedura negoziata;

per i lavori di importo pari o superiore ad 1milione di euro mediante

ricorso alle procedure ordinarie.

L’ANAC stabilisce le modalità di dettaglio per supportare le stazioni

appaltanti e migliorare la qualità delle procedure.

OGGETTO DEL NUOVO CODICE

L’art.1 stabilisce che il Codice si applica ai contratti di appalto e di

concessione aventi ad oggetto l’acquisizione di servizi, forniture, lavori ed

opere.

Le disposizioni si applicano all’aggiudicazione dei seguenti contratti:

appalti di lavori, di importo superiore ad 1milione di euro, finanziati in

misura superiore al 50% da amministrazioni aggiudicatrici nel caso in cui tali

appalti comportino lavori di grandi opere civili o di ospedali, impianti sportivi,

ricreativi e per il tempo libero, edifici scolastici ed universitari;

lavori pubblici affidati dai concessionari di lavori pubblici che non sono

amministrazioni aggiudicatrici;

lavori pubblici affidati dai concessionari di servizi;

lavori pubblici da realizzarsi da parte dei soggetti privati, titolari di

permesso di costruire, che assumono in via diretta l’esecuzione delle opere

di urbanizzazione.

Il nuovo codice si applica esclusivamente ai contratti passivi ossia quelli che

comportano una spesa per l’Amministrazione. I contratti attivi, ovvero quelli

con cui l’Amministrazione realizza un’entrata, rimangono disciplinati dalle

disposizioni sulla contabilità pubblica.

Un aspetto di innovazione è la definizione di ‘appalto pubblico di lavori’ ove

si stabilisce che il contratto può avere ad oggetto la realizzazione di

un’opera corrispondente alle esigenze specificate dall’amministrazione

aggiudicatrice o dall’ente aggiudicatore che esercita influenza determinante

sul tipo o sulla progettazione dell’opera.

Inoltre fa una distinzione proporzionale tra le diverse soglie dei contratti per

quanto riguarda le regole: i contratti maggiormente rilevanti sotto l’aspetto

economico possono giustificare un pesante corredo di prescrizioni e vincoli.

Appunto l’art.35 disciplina che ai contratti il cui importo è pari o superiore

alle soglie indicate si applica la relativa disciplina codicistica. Inoltre si

prevedere che, se il contratto è diviso in lotti, il valore del contratto è dato

dalla somma del valore die singoli lotti ed, in caso di superamento della

soglia, la disciplina codicistica si applica all’affidamento di ogni lotto. Inoltre

le soglie sono periodicamente rideterminate. Moho95

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Inoltre la disciplina del ‘sottosoglia’ è molto semplificata rispetto alla

previgente.

L’art.4 dispone che l’affidamento dei contratti pubblici avviene nel rispetto

dei principi di economicità, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e

tutela dell’ambiente.

Si escludono dall’ambito di applicazione del Codice gli appalti dei settori

speciali se hanno determinati prerequisiti, le concessioni nel settore idrico, le

opere pubbliche realizzate a spese del privato.

IN HOUSE PROVIDING

Ad esulare dall’ambito di applicazione del Codice sono anche gli affidamenti

in house.

Per in house providing si intende quel modello di organizzazione e gestione

dei pubblici servizi (erogazione di servizi, forniture, lavori) che le pubbliche

amministrazioni adottano attraverso propri organismi, cioè senza ricorrere al

libero mercato.

Due sono, pertanto, i criteri cumulativi elaborati dalla giurisprudenza

comunitaria atti a giustificare la sottrazione di un servizio all’ambito di

operatività delle regole dell’evidenza pubblica: la circostanza che

l’affidamento abbia luogo in favore di soggetti che, sebbene giuridicamente

distinti dall’amministrazione aggiudicatrice, costituiscano elementi del

sistema che a tale amministrazione fanno capo essendo soggetti a “controllo

analogo” e il fatto che il destinatario dell’appalto svolga la parte più

importante della propria attività in favore dell’amministrazione o delle

amministrazioni che la controllano.

Trattasi, quindi, di un modello organizzativo: la pubblica amministrazione si

avvale di propri organismi appartenenti all’organizzazione amministrativa

che fa loro capo.

Inoltre l’art.5 introduce un terzo requisito che vieta la partecipazione diretta

di capitali privati nelle società in house.

L’art.192 del Codice dei contratti pubblici impone obblighi di pubblicità e

trasparenza per gli affidamenti in house. La norma dispone di un elenco delle

stazioni appaltanti che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di

proprie società in house. Le amministrazioni aggiudicatrici dovranno

provvedere ad iscriversi con apposita domanda e l’ANAC è tenuta ad

emanare un provvedimento nel quale dovrà definire modalità e criteri per

l’accertamento delle domande di iscrizione.

Inoltre la norma prevedere che le stazioni appaltanti devono effettuare

preventivamente una valutazione sulla congruità economica dell’offerta dei

soggetti in house. Moho95

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SOGGETTI DEL NUOVO CODICE

L’art.3 del Decreto rubricato “definizioni”, delimita anche il sistema delle

stazioni appaltanti per costituire un quadro delle diverse categorie di

soggetti presenti.

Una prima grande classe di soggetti obbligati al rispetto della disciplina del

Codice, nel momento in cui assumono il ruolo di committenti, è:

Organismi di diritto pubblico:

sono quella nozione funzionale di pubblica amministrazione che assicura la

libera concorrenza nel mercato e scongiura la costituzione di posizioni di

privilegio per determinati operatori economici. Ne fanno parte tutti gli

organismi dotati di personalità giuridica, istituiti per svolgere attività di

interesse generale, aventi carattere non commerciale né industriale.

Imprese pubbliche:

sono quelle imprese su cui le amministrazioni aggiudicatrici possono

esercitare un’influenza dominante. Tale influenza dominante si presume in

determinati casi normativamente previsti. Tale nozione assume rilevanza

solamente nei settori speciali in quanto le imprese pubbliche si pongono sul

mercato al pari di ogni altro imprenditore privato garantendo il rispetto del

principio di concorrenza.

In relazione al tipo di schema contrattuale e all’oggetto del contratto che le

stazioni appaltanti si determinano a concludere, vi è distinzione tra:

Enti aggiudicatori:

sono le amministrazioni aggiudicatrici e le imprese pubbliche che svolgono

attività nei settori speciali. Rientrano in essi anche le amministrazioni dello

Stato, gli enti pubblici territoriali, gli organismi di diritto pubblico o le

associazioni e consorzi costituiti da tali soggetti operanti sulla base di diritti

speciali. Si tratta di tutte le attività in settori di notevole rilevanza quali ad

esempio quelli dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dell’estrazione dei

combustibili fossili.

Soggetti aggiudicatori:

sono tutti i soggetti di amministrazioni aggiudicatrici ed enti aggiudicatori ed

i soggetti privati a cui sono stati assegnati dei fondi in caso di finanziamento

di progetto.

Altri soggetti aggiudicatori:

sono tutti i soggetti privati comunque tenuti all’applicazione delle norme del

Codice. AGGREGAZIONE DELLE STAZIONI APPALTANTI

Profili di novità si hanno nella disciplina dettata in materia di aggregazione

delle stazioni appaltanti e di centrali di committenza.

La riduzione del numero delle stazioni appaltanti è infatti uno degli obiettivi

posti dalle direttive comunitarie oltre ad essere uno dei principali ostacoli al

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raggiungimento di un meccanismo di aggiudicazione efficiente e che

minimizzi i costi attraverso la riduzione del numero di procedure.

La disciplina è contenuta dell’art.37 del Codice che stabilisce i limiti alla

libertà di aggiudicazione delle singole stazioni appaltanti e ne descrive le

diverse modalità di aggregazione. Esso garantisce la piena libertà delle

stazioni appaltanti di provvedere autonomamente ad aggiudicare servizi e

forniture non eccedenti il valore di 40mila euro e lavori non eccedenti i

150mila euro. Al di fuori di tali limiti le stazioni appaltanti necessitano della

qualificazione dettata dall’art.38.

Le stazioni appaltanti non in possesso della necessaria qualificazione,

procedono all’acquisizione di lavori, servizi e forniture ricorrendo o ad una

centrale di committenza ovvero mediante aggregazione con una o più

stazioni appaltanti oppure attraverso l’associazione con altre stazioni

appaltanti provviste della necessaria qualificazione.

In entrambi i casi l’effetto è quello di una sostanziale riduzione delle stazioni

appaltanti portando le stazioni di minori dimensioni ad aggregarsi in modo

da agevolare un maggior ricorso agli strumenti telematici di negoziazione.

Da queste norme sono esclusi gli enti aggiudicatori quando operano nei

settori speciali a cui non sono imposti particolari vincoli di aggregazione.

Le sono definite, nell’art.3, come amministrazioni

centrali di committenza

aggiudicatrici o enti aggiudicatori che svolgono attività di centralizzazione

delle committenze ed eventuali attività ausiliarie: sono quindi soggetti

pubblici che si pongono come punto di riferimento per la stipula dei contratti

pubblici per conto di altre stazioni appaltanti. Le attività di centralizzazione

consistono sia nell’acquisto di forniture per conto di stazioni appaltanti, sia

nello svolgimento di gare per conto di stazioni appaltanti.

Una stazione appaltante può far affidamento ad una specifica centrale di

committenza con adeguata motivazione della sua scelta con il vincolo di non

poter affidarsi a centrali ubicate in un diverso Stato Membro dell’Unione

Europea.

La stazione appaltante, però, resta responsabile dell’adempimento degli

obblighi previsti dal Codice per quanto riguarda tutte le fasi di procedura di

sua competenza e, in maniera corrispondente, anche la centrale di

committenza è responsabile delle parti di procedura che si svolgono a sua

cura.

La necessità di assicurare una celere e trasparente gestione degli

affidamenti degli appalti pubblici costituisce l’esigenza che ha condotto il

legislatore alla previsione di un sistema di qualificazione delle stazioni

appaltanti più complesso.

In base alle nuove norme è istituito un sistema di qualificazione teso a

valutare, sulla base di principi quanto più oggettivi possibile, la capacità e

l’idoneità delle singole stazioni appaltanti e centrali di committenza a

svolgere appieno il proprio ruolo. In primo luogo, infatti, la legge definisce gli

ambiti rispetto ai quali dovrà svolgersi la valutazione dell’idoneità o meno

della stazione appaltante: essa deve dimostrare il possesso di requisiti sia in

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fase di programmazione e preparazione della gara, sia in fase di

affidamento, sia in fase di esecuzione. Questi requisiti sono i parametri

minimi sulla cui base valutare la qualificazione della singola stazione

appaltante in quanto sottintendono il possesso di interne strutture

organizzative, di personale qualificato ed aggiornato e di un nuove rilevante

di procedure svolte a cui va aggiunta la regolarità nei pagamenti alle

imprese e ai fornitori.

La qualificazione diviene un requisito necessario per svolgere in autonomia

procedure di gara eccedenti le soglie massime consentite.

La legge affida all’ANAC il compito di tenere un registro delle stazioni

appaltanti qualificate.

Questo sistema è stato studiato anche il fine di costituire un meccanismo

incentivante verso una sempre migliore qualità delle stazioni appaltanti.

L’art.42 detta le misure di contrasto e prevenzione di possibili conflitti

d’interesse tra funzionari delle stazioni appaltanti ed imprese partecipanti

alla gara. Si ha conflitto d’interesse quando il personale di una stazione

appaltante che interviene nello svolgimento della procedura di

aggiudicazione degli appalti e delle concessioni ha un interesse finanziario,

economico o personale che può essere percepito come una minaccia alla sua

imparzialità.

La norma stabilisce obblighi di sorveglianza per le stazioni appaltanti con

l’adozione di idonee misure di prevenzione ed obblighi di astensione per i

soggetti che si trovino in tali situazioni.

GLI OPERATORI ECONOMICI

Sono ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei contratti

pubblici gli operatori economici di cui all’art.3.

Un operatore economico è una persona fisica o giuridica, un ente pubblico,

un raggruppamento di tali persone o enti che offre sul mercato la

realizzazione di lavori o opere, la fornitura di prodotti o la prestazione di

servizi. I soggetti rientranti della definizione di operatore economico sono:

gli imprenditori individuali, anche artigiani, e le società (si definisce

imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica

organizzata ai fini della produzione o dello scambio di beni o di servizi);

i consorzi fra società cooperative di produzione e i consorzi tra imprese

artigiane (il consorzio è definito come il contratto con cui più imprenditori

istituiscono un’organizzazione comune per la disciplina e per lo svolgimento

di determinate fasi delle rispettive attività). I consorzi, nonostante non hanno

personalità giuridica, sono dotati di una propria personalità;

i consorzi stabiliti tra imprenditori individuali tra imprenditori individuali,

anche artigiani, società commerciali, società cooperative di produzione e

lavoro. I consorzi stabiliti sono formati da non meno di tre consorziati che

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abbiano stabilito di operare in modo congiunto nel settore dei contratti

pubblici di lavori, servizi e forniture per un periodo di tempo non inferiore a 5

anni;

i raggruppamenti temporanei di concorrenti i quali, prima della

presentazione dell’offerta, abbiano conferito mandato collettivo con

rappresentanza ad uno di essi il quale esprime l’offerta in nome e per conto

dei mandanti. Questa è una formula volta a dar luogo a rapporti di

cooperazione tra imprese: in altre parole si tratta di una forma di

collaborazione temporanea ed occasionale tra operatori economici, tesa alla

partecipazione congiunta alle gare per l’affidamento di appalti pubblici. Il

legislatore pensò a questa modalità con una funzione antimonopolistica tesa

a consentire l’aggiudicazione di grandi appalti anche a imprese che

singolarmente non avrebbero potuto accedervi.

le aggregazioni tra le imprese aderenti al contratto di rete. Mediante tale

contratto, il legislatore ha voluto creare un nuovo strumento aggregativo che

favorisca la collaborazione strategica tra piccole o medie imprese per il

raggiungimento di comuni obbiettivi di sviluppo, senza però incidere sulla

rispettiva autonomia imprenditoriale;

i soggetti che abbiano stipulato i contratti di gruppo europeo di interesse

economico (GEIE). Si tratta di una forma associativa con funzione

prevalentemente mutualistica (soccorso) nella quale possono entrare a far

parte, oltre a imprenditori e/o società, anche enti di diritto pubblico e

privato, nonché persone fisiche che esercitano attività industriale,

commerciale e artigianale. Il contratto che ne deriva viene inquadrato fra

quelli di collaborazione, con lo scopo di agevolare e incrementare l’attività

economica dei soggetti.

L’art.80 reca la nuova disciplina dei motivi di esclusione dalla

partecipazione alle gare per l’affidamento di contratti pubblici.

Per l’accesso alle procedure ad evidenza pubblica, la normativa di

riferimento prevede l’obbligo di determinati requisiti: morali, formali,

economico-finanziari e tecnici. Questi requisiti devono essere posseduti per

tutta la durata della procedura stessa, fino all’aggiudicazione definitiva e alla

stipula del contratto, non ché per tutto il periodo dell’esecuzione dello

stesso.

In sede di offerta o di domanda di partecipazione, i concorrenti sono

obbligati a dimostrare il possesso dei requisiti; la stazione appaltante

verificherà in seguito, estraendo a campione uno tra i concorrenti, che tali

requisiti sono davvero posseduti. Il legislatore con il nuovo Codice ha

introdotto una serie di disposizioni per la semplificazione dei requisiti formali

imposti ai concorrenti delle gare pubbliche.

Le irregolarità, invece, possono essere suddivise in:

irregolarità non sanabili, ovvero le violazioni che determinano

un’incertezza assoluta sul contenuto o sulla provenienza dell’offerta le quali

comportano l’immediata esclusione del concorrente; Moho95

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irregolarità essenziali ma sanabili, per le quali una stazione appaltante

non può procedere all’esclusione di un concorrente che abbia una mancanza

o un’incompletezza senza prima aver richiesto allo stesso di sanarle entro un

termine non superiore a 10 giorni;

irregolarità non essenziale, ovvero in caso di mancanza o incompletezza

di dichiarazioni non essenziali le quali sono superflue allo lo svolgimento

della gara. SOCCORSO ISTRUTTORIO

Il soccorso istruttorio è un istituto volto a consentire agli operatori

economici, in sede di gara, di integrare eventuali domande di partecipazione

che risultano essere incomplete e/o irregolari, evitando così di essere esclusi

dalla stessa.

Il soccorso istruttorio oggi viene disciplinato dall’art.83.

Il nuovo codice degli appalti contiene rilevanti novità in merito al soccorso

istruttorio rispetto alla precedente disciplina: in particolare viene in rilievo

l’aspetto della sanzione: il previgente codice prevedeva che, qualora la

domanda di partecipazione fosse carente di documenti o dichiarazioni

richieste dalla legge o dal disciplinare di gara, a pena di esclusione,

l’operatore economico dovesse essere invitato dalla Stazione Appaltante a

regolarizzare la propria posizione, procedendo alle integrazioni stesse. A

fronte della regolarizzazione lo stesso operatore economico era tenuto a

versare un certo importo a titolo di sanzione, non inferiore all’uno per mille

dell’importo dell’appalto e fino ad un massimo di € 50.000. Ed è proprio in

merito alla corresponsione della suddetta sanzione che è sorto un lungo

dibattito: secondo la giurisprudenza la sanzione andava applicata non solo

quando il concorrente avesse deciso di avvalersi del soccorso istruttorio,

integrando o regolarizzando la dichiarazione resa, ma anche nell’ipotesi in

cui l’operatore economico, non avvalendosi del soccorso istruttorio, venisse,

di conseguenza, escluso dalla procedura di gara. In tal senso si sosteneva

che è l’essenzialità dell’irregolarità a determinare in sé e per sé l’obbligo del

concorrente di pagare la sanzione prevista nel bando di gara, a prescindere

dalla circostanza che questi decidesse di aderire o meno all’invito, da parte

della stazione appaltante, di sanare l’irregolarità medesima. Secondo l’ANAC,

invece, la sanzione sarebbe strettamente correlata alla sanatoria delle

irregolarità riscontrate; cosicché, in caso di mancata regolarizzazione, si

sarebbe proceduto solo all’esclusione del concorrente dalla gara.

Da qui, esaminando la nuova disposizione contenuta nell'art. 83 emergono

una serie di differenze e novità nella disciplina del soccorso istruttorio

rispetto a quella contenuta nel previgente codice. Si stabilisce infatti che:

- la sanzione è dovuta solo in caso di domanda incompleta;

- la sanzione non può essere superiore a € 5.000;

- la sanzione dovrà essere versata dall'operatore partecipante solo qualora

questo decida di procedere alla regolarizzazione della domanda.

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Si tratta di una novità assai rilevante la cui ragione va rinvenuta nel rispetto

della libera iniziativa economica e dell’autonomia decisionale delle imprese.

Il nuovo Codice circoscrive comunque la portata dello strumento del

soccorso istruttorio il quale non trova applicazione di fronte a carenze

documentali insanabili e, in tal senso, ha il pregio di precisare cosa debba

intendersi per insanabili definendole carenze della documentazione che non

consentono l’individuazione del contenuto o del soggetto responsabile della

stessa.

Da un punto di vista sostanziale la nuova Direttiva appalti e lo stesso art. 83

si contraddistinguono per aver ampliato l’insieme delle fattispecie

“regolarizzabili”, nell’ottica di privilegiare, al fine di favorire la massima

partecipazione alle gare, gli aspetti sostanziali rispetto agli adempimenti di

natura strettamente formale.

L'art. 83 disciplina, inoltre, un terzo genere di irregolarità, ovvero le

irregolarità formali caratterizzate dalla non essenzialità delle dichiarazioni

prodotte in gara. E' previsto in tal caso che la stazione appaltante proceda

alla regolarizzazione attraverso lo strumento del soccorso istruttorio ma

senza applicare la sanzione.

L'art. 83, comma 9, del nuovo codice degli appalti, disciplina infine il

procedimento per la regolarizzazione stessa. E' previsto, infatti, che il RUP

(responsabile unico del procedimento), in presenza di irregolarità sanabili

assegna all’operatore economico un termine entro cui dovrà procedere alle

dovute integrazioni, non superiore comunque a 10 giorni. Il RUP dovrà altresì

indicare sia l’operazione da compiere che i soggetti eventualmente tenuti

all’integrazione. L’AVVALIMENTO

La nuova disciplina dell’Avvalimento conferma, da un lato, parte delle

disposizioni dettate dal previgente Codice e dall’altro, introduce rilevanti

innovazioni.

Nello specifico, nel nuovo Codice dei contratti pubblici, l’istituto

dell’avvalimento è disciplinato dall’art. il quale cita che il ricorso

89

all’avvalimento consente all’operatore economico, che difetti dei requisiti di

partecipazione, richiesti nell’ambito di una gara pubblica, di avvalersi delle

capacità possedute da altre imprese, a condizione che sia in grado di

provare di disporre effettivamente dei mezzi di questi soggetti

economici, necessari all’esecuzione dell’appalto.

Una prima novità, introdotta dal nuovo Codice degli Appalti nell’art. è

89,

rappresentata dall'indicazione dei titoli di studio e professionali, o delle

esperienze professionali dell’ausiliaria. Infatti, gli operatori economici

possono fare affidamento sulle capacità di altri soggetti solo se questi ultimi

eseguono direttamente i lavori o i servizi per cui tali capacità sono richieste.

Altra novità rilevante, è la facoltà riconosciuta alle stazioni appaltanti di

escludere in determinati casi il ricorso all'avvalimento. In particolare

all’art.89 è stabilito che per gli appalti di lavori e servizi, nonché per le

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operazioni di posa in opera e installazione nell'ambito di un appalto di

fornitura, le stazioni appaltanti possono prevedere nei documenti di gara che

taluni "compiti essenziali" debbano essere svolti direttamente

dall'offerente. Ciò sta a significare che l'offerente deve possedere in proprio

la qualificazione relativa ai suddetti compiti, non essendo quindi ammessa la

possibilità che si avvalga di un'impresa ausiliaria, ricorrendo ai requisiti della

stessa. Su quali possano essere i "compiti essenziali" per i quali si può

precludere il ricorso all'avvalimento e la conseguente esecuzione da parte

dell'impresa ausiliaria, non viene data alcuna interpretazione e dunque

occorrerà verificare se qualche informazione maggiormente dettagliata in

merito verrà precisata nelle Linee Guida emanate dall’ANAC.

Altra novità, introdotta con il nuovo Codice degli Appalti

nell'Art.89, riguarda l’esclusione dell’istituto di Avvalimento nell’appalto o

concessione di lavori di notevole contenuto tecnologico o di rilevante

complessità tecnica quali strutture, impianti e opere speciali, qualora il loro

valore sia superiore al 10 % dell'importo totale dei lavori. Questa limitazione,

a differenza della precedente, non è rimessa alla scelta discrezionale del

singolo ente appaltante, trattandosi di un divieto assoluto esplicitamente

fissato dalla norma. Inoltre, all’Art. del nuovo Codice degli Appalti,

146

viene posto un altro divieto all’utilizzo dell’istituto di Avvalimento,

relativamente ai contratti nel settore dei beni culturali. Ugualmente, non può

essere oggetto di avvalimento l'iscrizione all'Albo nazionale dei gestori

ambientali.

E’ poi rilevante la previsione che riguarda la fase successiva alla gara in cui

si chiarisce, all’art. 89, che, in corso di esecuzione, il RUP deve eseguire

le verifiche sostanziali circa l'effettivo possesso dei requisiti dell'avvalimento

da parte dell'impresa ausiliaria.

IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO (RUP)

E’ il punto d’incontro tra le stazioni appaltanti e gli operatori economici

rivestendo un ruolo predominante nell’insieme dei soggetti contemplati dal

Codice.

La legge obbliga l’amministrazione ad individuare un responsabile che

gestisca e sovrintenda ciascun procedimento per garantire il buon

andamento dell’attività amministrativa. Il ruolo e le funzioni del RUP, il cui

nominativo deve essere pubblicato nel bando, sono individuati dall’art.31

del Codice:

formula proposte e fornisce informazioni al fine di creare il programma

triennale dei lavori pubblici e dei relativi aggiornamenti annuali;

cura il controllo a livello di prestazioni, qualità e prezzi;

cura il corretto svolgimento delle procedure;

segnala eventuali disfunzioni e ritardi nell’attuazione degli interventi;

fornisce all’amministrazione aggiudicatrice i dati relativi alle varie fasi di

svolgimento dei lavori;

verifica e vigila sul rispetto delle prescrizioni contrattuali; Moho95

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sospende l’esecuzione del contratto per ragioni di necessità o di pubblico

interesse;

autorizza le modifiche e le varianti dei contratti in corso di efficacia;

controlla la regolare esecuzione del contratto insieme al direttore dei

lavori.

Per quanto riguarda i requisiti richiesti per l’esercizio della funzione, il Codice

stabilisce che il responsabile deve possedere il necessario livello di

inquadramento giuridico e di competenze professionali adeguare in relazione

ai compiti per cui è nominato. Per i lavori ed i servizi attinenti all’ingegneria

e all’architettura il RUP deve essere un tecnico.

Inoltre il Codice introduce la possibilità di istituire una struttura a supporto

del RUP.

Nel caso la stazione appaltante non disponga di soggetti con requisiti adatti

a ricoprire il ruolo di RUP, tale compito viene affidati a soggetti aventi le

specifiche competenze di carattere tecnico, economico-finanziario,

amministrativo e legale con specifica polizza assicurativa e copertura dei

rischi professionali. DIRETTORE DEI LAVORI

Di centrale importanza nella fase di esecuzione dei contratti pubblici è il

direttore dei lavori, individuato dalla stazione appaltante su proposta del RUP

prima dell’avvio delle procedure per l’affidamento, il cui ruolo è il

coordinamento, direzione e controllo tecnico-contabile dell’esecuzione.

I compiti demandati al direttore dei lavori sono:

verificare periodicamente il possesso e la regolarità da parte

dell’esecutore e del subappaltatore della documentazione prevista dalle

leggi vigenti;

curare la costante verifica di validità del programma di manutenzione;

svolgere, qualora sia in possesso dei requisiti previsti, le funzioni di

coordinatore per l’esecuzione dei lavori;

accettare i materiali sulla base del controllo quantitativo e qualitativo

degli accertamenti ufficiali delle caratteristiche meccaniche;

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha introdotto le linee guida che

individuano le modalità e la tipologia di atti mediante i quali il direttore dei

lavori svolge i propri compiti, così da garantire trasparenza e

semplificazione.

Nell’esercizio delle proprie funzioni, il direttore dei lavori può essere

affiancato da un ufficio di direzione di cui egli stesso è responsabile: si tratta

di assistenti cui possono essere affidati diversi compiti fra cui il controllo

della regolare esecuzione dei lavori, ispettori di cantieri, etc.

AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE (ANAC)

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L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC)è individuata dall’art.213 quale

vero e proprio arbitro del nuovo sistema degli appalti pubblici garantendo la

vigilanza ed il controllo sui contratti pubblici.

Essa garantisce la promozione dell’efficienza e della qualità delle attività

delle stazioni appaltanti, oltre a valutare la trasparenza delle amministrazioni

pubbliche e a portare alla luce eventuali fenomeni di corruzione.

Nell’ambito dei poteri ad essa attribuiti, l’ANAC:

vigila sui contratti pubblici;

vigila affinché sia garantita l’economicità dell’esecuzione dei contratti

pubblici;

segnala al Governo e al Parlamento eventuali fenomeni di inosservanza

e di applicazione distorta della normativa del settore;

invia al Governo e al Parlamento una relazione annuale sull’attività

svolta evidenziando le disfunzioni riscontrate nell’esercizio delle proprie

funzioni;

vigila sul sistema di qualificazione degli esecutori dei contratti pubblici

ed esercita eventuali poteri sanzionatori;

Gestisce inoltre il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle

centrali di committenza; può disporre ispezioni avvalendosi della

collaborazione di altri organi dello Stato quali, ad esempio, la Guardia di

Finanza; gestisce la banca dati nazionale dei contratti pubblici nella quale

confluiscono tutte le informazioni contenute nelle banche dati esistenti, onde

garantire accessibilità unificata, trasparenza e tracciabilità delle procedure di

gara; ha il potere di irrogare sanzioni amministrative nei confronti di soggetti

che rifiutano di fornire informazioni richieste dalla stessa nei confronti degli

operatori economici.

CONSULTAZIONI PRELIMINARI DI MERCATO

Tra le novità del nuovo Codice c’è quella contenuta nell’art.66 che riconosce

alle amministrazioni aggiudicatrici la possibilità di svolgere consultazioni

preliminari di mercato, prima dell’avvio di una procedura di appalto al fine

della preparazione dell’appalto stesso. Le stesse amministrazioni

aggiudicatrici possono, quindi, acquisire relazioni e documentazioni da parte

di esperti. Cosa fondamentale riguardante le consultazioni preliminari di

mercato risiede in ciò che è contenuto nell’art.67 il quale chiede che la

concorrenza non sia falsata dalla partecipazione del candidato che ha fornito

la documentazione riguardante la consultazione preliminare di mercato. Se

ciò avviene, la stazione appaltante comunicherà agli altri candidati le

informazioni pertinenti scambiate con l’esperto.

AVVISI DI PREINFORMAZIONE

L’avviso di preinformazione è un obbligo che la stazione appaltante ha di

comunicare entro il 31 dicembre di ogni anno l’intenzione di bandire appalti

per l’anno successivo. Moho95

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E’ disciplinato dall’art.70 che norma che questo avviso deve essere

pubblicato dalla stazione appaltante sul proprio profilo. Inoltre in caso di

appalto aggiudicato mediante procedura competitiva con negoziazione,

l’avviso di preinformazione può anche essere utilizzato come mezzo di

indizione di gara. BANDI DI GARA

Il bando di gara costituisce l’insieme delle regole del procedimento di

selezione del contraente, individuate dalla stazione appaltante.

Sono disciplinati dall’art.71 il quale impone che tutte le procedure di scelta

del contraente siano indette mediante la pubblicazione di bandi di gara

conformi ai bandi tipo predisposti dall’ANAC. Le norme affidano quindi

all’ANAC la redazione dei bandi tipo al fine di agevolare l’attività delle

stazioni appaltanti.

Gli e regolano rispettivamente la pubblicazione a livello europeo e

art.72 73

la pubblicazione a livello nazionale dei bandi di gara.

Con riferimento alla prima, l’art.72 prevede che i bandi debbano essere

trasmessi all’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione Europea per via

elettronica e che debbano essere pubblicati entro 5 giorni dalla loro

trasmissione. Rispetto al previgente Codice la differenza è che non è più

possibile trasmettere bandi di gare e avvisi per via non elettronica.

Per quanto riguarda la pubblicazione a livello nazionale, l’art.73 contempla

differenti modalità di pubblicazione quali pubblicazione sul profilo del

committente della stazione appaltante e sulla piattaforma digitale dei bandi

di gara presso l’ANAC.

COMMISSIONE DI AGGIUDICAZIONE

L’art.77 del Codice disciplina la composizione della commissione di

aggiudicazione e i requisiti dei commissari.

La differenza riguardo il previgente Codice sta nella formazione della stessa

commissione di aggiudicazione in quanto mentre prima i commissari

venivano selezionati tra i dipendenti della stazione appaltante, nel nuovo

Codice la scelta avviene mediante pubblico sorteggio da una lista di

candidati, comunicata dall’ANAC, costituita da un numero di nominativi

doppio rispetto a quello dei componenti da nominare ed estrapolata

dall’elenco degli esperti iscritti all’Albo dei componenti delle commissioni

aggiudicatrici.

Questo è un nuovo strumento per la prevenzione e la lotta alla corruzione e

all’infiltrazione criminale nella gestione delle gare pubbliche.

I commissari devono anche soddisfare il requisito della competenza

professionale che è provato dall’iscrizione all’Albo dei componenti delle

commissioni aggiudicatrici. L’art.78 ritiene che possano svolgere il ruolo di

componenti delle commissioni aggiudicatrici i seguenti soggetti:

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professionisti, con almeno 5 anni di iscrizione all’Albo, che svolga

un’attività relativa al settore di riferimento;

docenti universitari di ruolo, con almeno 5 anni di esperienza specifica

nell’area di competenza.

L’art.78 definisce inoltre le modalità di iscrizione all’Albo secondo cui gli

esperti devono presentare la propria candidatura all’ordine, università o

amministrazione di appartenenza, dichiarando di possedere i requisiti

richiesti. L’ordine, l’università e l’amministrazione, verificata la

documentazione prodotta, inviano all’ANAC la domanda di iscrizione per gli

stessi. CRITERI DI AGGIUDICAZIONE DELL’APPALTO

Ai sensi dell’art.95 il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa

diviene il criterio di aggiudicazione preferenziale. Tale preferenza è volta non

solo a garantire la migliore qualità della prestazione ma anche a prevenire

fenomeni come ad esempio sfruttamento della manodopera o pratiche

abusive e corruttive che si manifestano facilmente con l’adozione del

metodo del prezzo più basso. L’offerta economicamente più vantaggiosa ha

maggior rilievo, infatti, proprio dove c’è un maggior fattore umano.

Riguardo i criteri di valutazione dell’offerta economicamente più

vantaggiosa, l’art.95 specifica che questi devono essere oggettivi quali

aspetti qualitativi, sociali ed ambientali; l’ANAC ha inoltre predisposto un

documento di consultazione di natura tecnico-matematico volto a fornire

indicazioni per il calcolo del criterio dell’offerta economicamente più

vantaggiosa. OFFERTE ANORMALMENTE BASSE

L’art.97 disciplina le offerte anomale: le offerte anormalmente basse non

vengono automaticamente escluse dalla stazione appaltante ma viene

chiesto agli operatori economici di fornire spiegazioni sul prezzo proposto.

La novità del nuovo Codice sta nei criteri adottati dalla stazione appaltante

per determinare la soglia di anomalia: dispone che è necessario un sorteggio

tra una pluralità di nuovi criteri per decidere quello da utilizzare. Inoltre la

stazione appaltante ha la possibilità di sottoporre a verifica di anomalia

qualsiasi offerta che appaia sospetta.

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Una volta completata la valutazione delle offerte si perviene al momento

dell’aggiudicazione del contratto mediante un nuovo metodo di ‘proposta di

aggiudicazione-aggiudicazione’ delineata dall’art.32 del Codice.

La proposta di aggiudicazione è soggetta a verifica da parte dell’organo

competente, secondo le previsioni contenute nell’art.33, che ha 30 giorni di

tempo per approvarla; il termine viene interrotto in caso di chiarimenti o

documentazioni.

L’aggiudicazione costituisce la fase conclusiva di selezione del contraente:

con tale atto la stazione appaltante esprime la propria scelta riguardo

l’affidamento del contratto. L’aggiudicazione non equivale ad accettazione

dell’offerta in quanto diviene efficace solo dopo la verifica del possesso dei

requisiti.

Sostanziale novità sta nell’art.98 che riduce il termine entro il quale le

stazioni appaltanti devono inviare l’avviso relativo ai risultati della procedura

di aggiudicazione da due mesi a 30 giorni.

STIPULAZIONE DEL CONTRATTO

Ai sensi dell’art.32, una volta divenuta efficace l’aggiudicazione, la stipula

del contratto ha luogo entro i successivi 60 giorni. Il momento della

stipulazione del contratto segna il confine tra la fase pubblicistica e la fase

privatistica.

La stipula del contratto deve rispettare, però, un duplice termine detto

‘stand still’: il primo termine afferma che il contratto non può essere

stipulato prima di 35 giorni dall’invio dell’ultima comunicazione di

provvedimento di aggiudicazione (primo stand still), il secondo termine

afferma che se è proposto ricorso il contratto non può essere stipulato.

Durante il periodo di stand still è ammissibile l’esecuzione d’urgenza prima

della stipulazione del contratto in caso di eventi oggettivamente

imprevedibili, per ovviare a situazioni di pericolo per persone, animali o cose,

ovvero per l’igiene e la salute pubblica, per il patrimonio artistico e culturale.

ESECUZIONE DEL CONTRATTO PUBBLICO

La fase che ha inizio con la stipulazione del contratto e prosegue con

l’attuazione del rapporto negoziale ha carattere privatistico. Gli operatori

economici sono dovuti a rispettare gli obblighi in materia ambientale, sociale

e del lavoro stabiliti dalla normativa europea e nazionale.

L’esecuzione di un contratto può a volte presentare aspetti patologici che

possono risolversi in un danno per la stazione appaltante; da qui la necessità

di prevedere la prestazione di garanzie per l’esecuzione. Il Codice provvede

a ciò con l’art.103 che prevede l’obbligo di prestare una garanzia a

copertura del risarcimento dei danni derivanti dall’eventuale inadempimento

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delle obbligazioni, nonché a garanzia del rimborso delle somme pagate in

più all’esecutore. Le stazioni appaltanti hanno il diritto di avvalersi della

cauzione anche per eventuali maggiori spese sostenute in fase d’opera.

La garanzia è ridotta parallelamente all’avanzamento dello stato di

esecuzione fino ad un massimo dell’80%.

L’esecutore deve altresì sviluppare una polizza assicurativa che copra i danni

subiti dalle stazioni appaltanti a causa del danneggiamento di impianti ed

opere, anche preesistenti, verificatisi nel corso dell’esecuzione dei lavori.

L’art.104 prevedere una garanzia per l’esecuzione di lavori di particolare

valore: garanzia al risarcimento dei danni derivanti dall’eventuale

inadempimento delle obbligazioni e garanzia di conclusione dell’opera.

COLLAUDO

La disciplina del collaudo è contenuta nell’art.102 de Codice che rimanda

ad un decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la definizione

delle modalità tecniche di svolgimento del collaudo.

Il collaudo deve verificare che l’oggetto del contratto sia stato realizzato ed

eseguito nel rispetto delle previsioni contrattuali e delle pattuizioni

concordate in sede di aggiudicazione. Esso deve avere luogo non oltre 6

mesi dall’ultimazione dei lavori e conserva carattere provvisorio fino a due

anni dalla sua emissione, periodo entro il quale l’esecutore risponde dei vizi

e dei difetti dell’opera. IL SUBAPPALTO

Il Codice disciplina l’ipotesi di subappalto all’art.105.

Il subappalto consiste in qualsiasi contratto avente ad oggetto attività

dell’appalto che richiedano l’impiego di manodopera.

Rispetto alla previdente disciplina, la facoltà di subappalto ne esce

ridimensionata in quanto è ammessa se:

la possibilità di subappalto deve essere stata prevista nel bando di gara;

nell’atto dell’offerta il concorrente deve aver indicato i lavori o le parti di

opere che intende subappaltare;

il subappalto non deve eccedere la misura massima del 30% dell’importo

complessivo del contratto.

MODIFICHE IN CORDO DI ESECUZIONE

Il Codice prevedere all’art.106 una specifica disciplina circa l’ammissibilità

di modifiche al contratto in corso di esecuzione.

Si stabilisce che i contratti di appalto, sia nei settori ordinari che in quelli

straordinari, possono essere modificati senza una nuova procedura di

affidamento nei seguenti casi:

se le modifiche sono state previste nei documenti iniziali di gara;

se la necessità di modifica è determinata da circostanze imprevedibili;

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se un nuovo contraente sostituisce quello a cui la stazione appaltante

aveva inizialmente aggiudicato l’appalto in caso in cui all’aggiudicatario

iniziale succede, in caso di morte o per contratto, un altro operatore

economico;

se le modifiche non sono sostanziali ossia non alterano gli elementi

essenziali del contratto originale pattuiti.

I contratti possono inoltre essere modificati anche a causa di errori od

omissioni del progetto esecutivo.

Per quanto riguarda la durata del contratto, essa può essere modificata

esclusivamente se è prevista dal bando: tale proroga è limitata al tempo

strettamente necessario alla conclusione delle procedure necessarie.

SOSPENSIONE

La disciplina della sospensione, contenuta nell’art.107 del Codice, prevede

quattro ipotesi:

sospensione disposta dal direttore dei lavori per circostanze speciali che

impediscono in via temporanea che i lavori procedano a regola d’arte;

sospensione disposta dal responsabile unico per ragioni di necessità o di

pubblico interesse;

sospensione parziale dei lavori non eseguibili disposta dal RUP per cause

imprevedibili o di forza maggiore;

sospensione richiesta dall’esecutore e decisa dal RUP in ragione della

sussistenza di cause non imputabili all’esecutore e che non rendano

possibile l’esecuzione dei lavori nel termine fissato.

L’esecutore ha diritto al risarcimento dei danni quando la stazione

appaltante disponga la sospensione dell’esecuzione.

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO

L’art.108 del Codice individua le ipotesi al ricorrere delle quali la stazione

appaltante può disporre la risoluzione di un contratto in corso di efficacia

ovvero l’estinzione della prestazione.

SI prevede che le stazioni appaltanti hanno la facoltà di risolvere un

contratto pubblico durante il periodo di sua efficacia al ricorrere di una delle

seguenti condizioni:

il contratto ha subito una modifica sostanziale che avrebbe richiesto

nuova procedura di appalto;

sono state superate le soglie di modificabilità del contratto previste dal

Codice.

La risoluzione è, invece, obbligatoria quando:

nei confronti dell’appaltatore sia intervenuta la decadenza

dell’attestazione di qualificazione;

nei confronti dell’appaltatore sia intervenuto un provvedimento che

dispone l’applicazione di una o più misure di prevenzione di cui il Codice

delle leggi antimafia; Moho95

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quando il direttore dei lavori accerta un grave inadempimento delle

obbligazioni contrattuali da parte dell’appaltatore;

quando l’esecutore per negligenza ritardi lo svolgimento delle

prestazioni.

Nel caso di risoluzione del contratto, l’appaltatore ha diritto solamente al

pagamento delle prestazioni relativi ai lavori, servizi o forniture eseguiti.

RECESSO

La disciplina del recesso è regolata dall’art.109 che afferma è esso è

consentito finché il contratto non abbia avuto un principio di esecuzione.

La stazione appaltante può recedere il contratto in qualunque momento

previo pagamento:

dei lavori eseguiti o dalle prestazioni relative ai servizi o forniture

eseguiti;

del valore dei materiali utili esistenti in cantiere;

del decimo dell’importo delle opere, dei servizi o delle forniture non

eseguiti.

L’esercizio di diritto al recesso deve essere preceduto da una formale

comunicazione all’appaltatore con un preavviso non inferiore a 20 giorni.

Il recesso è l’unico strumento che consente alla stazione appaltante di

sciogliersi dal vincolo contrattuale.

APPALTI NEI SETTORI SPECIALI

Per appalti nei settori speciali si intende quelli nel settore del gas e

dell’energia termica, dell’elettricità, dell’acqua, dei servizi di trasporto, dei

porti ed aeroporti, dei servizi postali etc.

Essi erano assoggettati ad una disciplina speciale, meno rigira e semplificata

di quella prevista per i settori ordinari, in ragione della natura di tali settori in

gran parte ricompresi nella categoria dei servizi pubblici, di importanza

strategica per lo Stato.

L’attuale disciplina codicistica ha esteso ai settori speciali disposizioni di

maggior rigore dettate per i settori ordinari.

Il legislatore ha applicato a tali settori, al fine di tutelare la concorrenza,

disposizioni in materia di trasparenza, pubblicità e partecipazione: in materia

di trasparenza, ad esempio, nella partecipazione a dibattiti pubblici che

consentono la partecipazione democratica alle scelte di localizzazione delle

opere pubbliche nei settori speciali.

AFFIDAMENTO A CONTRAENTE GENERALE

Gli aspetti fondamentali del contraente generale sono disciplinati

dall’art.194 del nuovo Codice, nella cui ottica egli è il soggetto che assume

su di sé le funzioni di progettista, costruttore ed in parte di finanziatore

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dell'opera da realizzare e ne assume, di conseguenza, integralmente

la responsabilità economica.

Il contraente generale si fa in particolare carico del rischio economico

dell'opera; in sostanza, la figura giuridica del general contractor è stata

concepita quale dominus dell'intera opera - e delle singole fasi del suo

concreto venire in essere -, tenuto, in quanto tale, a garantire alla pubblica

amministrazione committente, l'obbligazione di risultato da esso assunta,

quale aggiudicatario dell'appalto di lavori da realizzare.

La legge evidenzia la necessità di un adeguato sistema di qualificazione; per

ottenere la qualifica di general contractor l’impresa dovrà comprovare di

essere in possesso di una adeguata struttura progettuale e tecnico-

organizzativa, tale da fornire alla pubblica amministrazione committente la

garanzia della sua capacità a realizzare completamente l'opera, nel rispetto

dei tempi, dei costi e delle esigenze di qualità concordati.

Il general contractor è quindi un realizzatore dell'opera che ha il compito di

rispondere a due importanti esigenze del mercato degli appalti di lavori

pubblici:

realizzare gli interventi con processi e tecnologie innovative;

affidare l'opera ad un'unica unità organizzativa dotata di competenze

multidisciplinari, progettuali ed esecutive, necessarie alla corretta

realizzazione delle opere richieste.

Inoltre, per essere validamente operativo, è previsto che esso dovrà essere

in grado di garantire la pubblica amministrazione committente, circa i tempi,

i costi e la qualità del suo operare.

Egli ha il divieto, però, di ricoprire incarichi quali direttore dei lavori e

collaudatore in quanto la nomina di questi soggetti è attribuita al soggetto

aggiudicatore nelle modalità disciplinate dall’art.196 che dispone di un albo

nazionale obbligatorio per i soggetti che possono ricoprire i ruoli di direttore

dei lavori e collaudatori. Sono esclusi da incarichi di collaudo coloro i quali

hanno svolto attività di controllo, verifica e vigilanza.

L’art.195 disciplina che, ai fini del ricorso alla formula del contraente

generale, è necessario che il soggetto aggiudicatore fornisca una specifica

motivazione, fondata su criteri di qualità, sicurezza ed economicità

dell’opera.

Il nuovo Codice introduce inoltre l’obbligo, per il soggetto aggiudicatore, di

porre a base di gara il progetto definitivo per l’affidamento a contraente

generale al quale spetterà di redigere il progetto esecutivo e curare le

attività tecnico-amministrative occorrenti alla sua approvazione.

L’art.199 del Codice definisce le modalità di gestione del sistema di

qualificazione per tutti i vari soggetti presenti, rimettendo all’ANAC la

determinazione delle relative classifiche di qualificazione. Moho95

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TUTELA STRAGIUDIZIALE

La materia della tutela stragiudiziale è stata innovata dal legislatore in

quanto si è vista la necessità di razionalizzare i metodi di risoluzione delle

controversie.

Vanno ricondotti a tale funzione i rimedi dell’accordo bonario, della

transazione e dell’arbitrato (già presenti nel previgente Codice) e il collegio

consultivo tecnico e i pareri di precontenzioso dell’ANAC (nuovi istituti).

Accordo bonario.

L’Accordo bonario è previsto dall’art.205. Può essere utilizzato per le ipotesi

di iscrizioni di riserve, qualora l’importo economico dell’opera possa variare

tra il 5 ed il 15% dell’importo contrattuale.

Compete al responsabile unico del procedimento la richiesta ad ottenere una

lista di cinque esperti aventi competenza specifica in relazione all’oggetto

del contratto; da questa lista le due parti scelgono d’intesa l’esperto

incaricato nella formulazione della proposta di accordo bonario. Nel caso di

accettazione, entro 45 giorni dal ricevimento della proposta, le parti

concludono l’accordo bonario.

Transazione.

La transazione è contemplata dall’art.208 in riferimento alle sole

controversie relative ai diritti soggettivi.

L’istituto della transazione prevede l’acquisizione del parere dell’Avvocatura

di Stato ovvero di un legale competente alla controversia generatasi.

Arbitrato.

Il nuovo Codice dei contratti pubblici mantiene l’istituto dell’arbitrato,

riconducendolo all’ANAC.

Le controversie su diritti soggettivi, derivanti dall’esecuzione dei contratti

pubblici relativi a lavori, servizi o forniture possono essere deviate ad arbitri.

L’ANAC nomina il collegio arbitrale introducendo una serie di divieti alla loro

nomina per garantire requisiti di imparzialità e integrità.

Collegio consultivo tecnico.

L’istituto del collegio consultivo tecnico (CCT) rappresenta un’innovazione

del Codice nel quale è disciplinato dall’art.207. Si tratta di un organo

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collegiale composta di tre membri che può essere costituito dalle parti prima

dell’avvio dell’esecuzione del contratto.

La funzione del collegio è quella di prevenire le controversie relative

all’esecuzione del contratto: esso formula una proposta scritta di soluzione

della controversia, sinteticamente motivata. Tale proposta può essere

accettata come può essere respinta.

Pareri di precontenzioso dell’ANAC.

I pareri di precontenzioso dell’ANAC sono disciplinati dall’art.211. Essi sono

finalizzati alla risoluzione delle questioni insorte durante lo svolgimento delle

procedure di gara.

Tali pareri sono vincolanti in quanto, se su richiesta di una delle parti l’ANAC

esprime un parere, tale parere diviene un obbligo per le parti.

Inoltre tale istituto pone delle raccomandazioni alle stazioni appaltanti,

affinché esercitino l’autotutela sugli atti illegittimi: quando l’ANAC rileva un

vizio di legittimità di un atto di procedura di gara, invita la stazione

appaltante ad agire in autotutela entro un termine non superiore a 60 giorni

scaduti i quali, in caso di mancato adeguamento della stazione appaltante

alla raccomandazione, essa è punita con sanzione. Moho95

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CODICE DEI CONTRATTI

Il codice affronta il problema delle competenze legislative di Stato, regioni e

province autonome, dedicandosi l'Art.4.

Tale disposizione non solo conferma la competenza esclusiva dello Stato a disciplinare

i contratti relativi alla tutela dei beni culturali, i contratti nel settore della difesa, i

contratti segretati o che esigono particolari misure di sicurezza ma ascrive alla

competenza esclusiva dello Stato tutta la disciplina relativa all'affidamento dei

contratti pubblici, ivi inclusa la disciplina della qualificazione e selezione dei

concorrenti, quella relativa ai criteri di aggiudicazione e quelle riguardante la

stipulazione dei contratti, nonché la disciplina del contenzioso, lasciando fuori da tale

competenza esclusiva soltanto i profili di organizzazione amministrativa attinenti alle

procedure di affidamento.

Art.1: regola i lavori, servizi e forniture.

Art.2

Comma1: principi comunitari (Libera Concorrenza, Par condicio, Trasparenza,

• Pubblicità, Affidamento).

Il codice esplicita i principi sui quali deve fondarsi l'attività contrattuale pubblica e,

quindi, anche la fase della contrattazione. Seguendo le direttive comunitarie il codice

fa riferimento sia al mercato che alle esigenze dell'amministrazione, dichiarando che

l'affidamento e l'esecuzione di opere e lavori pubblici, servizi e forniture deve

garantire la qualità delle prestazioni e svolgersi nel rispetto dei principi di

economicità, efficacia, tempestività e correttezza; l'affidamento deve altresì

rispettare i principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione,

trasparenza, proporzionalità, nonché quello di pubblicità.

Nel rapporto con i soggetti in gara, essi devono essere trattati in condizione di par

condicio, in collegamento con il principio di trasparenza.

Quindi si assicurano condizioni di Par Condicio, Equità e Legalità.

Comma1b/5: ratifica la disciplina comunitaria, dando la possibilità agli enti

• appaltanti di suddividere i lavori secondo il LOTTO FUNZIONALE, cioè dividere

un grande lavoro in lotti, cioè parti, totalmente autonomi, collegati da “presecutio”

tra loro. Specificare, nel caso, il motivo per cui non si suddivide in lotti.

I criteri di partecipazione devono essere tali da non escludere PICCOLE e MEDIE

imprese (ANAC).

Il concorrente singolo può partecipare alla gara qualora sia in possesso dei requisiti

economico-finanziari e tecnico-organizzativi relativi alla categoria prevalente per

l'importo totale dei lavori ovvero sia in possesso dei requisiti relativi alla categoria

prevalente e alle categorie scorporabili per i singoli importi.

Comma1ter: coinvolgimento piccole e medie imprese (comm1bis).

Le stazioni appaltanti possono accedere alle banche dati per verificare i requisiti delle

imprese partecipanti.

Il cittadino non può farlo necessita di autorizzazione.

INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) e INAIL (Istituto nazionale per

l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) possono accedere direttamente come le

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amministrazioni.

Art.3: fissa i principi generali del codice dei contratti.

Comma 4: individua i settori.

• Comma 5: settori speciali (gas, luce, etc.) sono disciplinati da titoli specifici e sono

• regolati da norme meno rigide e formali.

Comma 6: ad una gara i soggetti possono partecipare sia come imprese sia come

• associazioni di imprese come consorzi o cooperative.

Comma 7: il codice dice la tipologia di gara e la progettazione.

• PRELIMINARE- DEFINITIVA- ESECUTIVA

Il contenzioso è il progetto, per valutare se è esecutivo solo sulla carta o nella realtà.

ESECUTIVO= da relazione a progetto fino al dettaglio, il progetto poi validato dal

RUP con verifica dei presupposti previsti nelle norme.

Comma 8: opera (insieme di lavori)

Comma 11: CONCESSIONE--> realizzazione e gestione dell'opera.

Il privato partecipante attivamente per realizzazione e gestione per recuperare.

Comma 12-13: concessione servizi e accordo quadro, usato dagli operatori dei

• settori esclusivi per le forniture, impegna le imprese e permettono di avere un

quadro complessivo delle spese e budget.

Comma 15 bis: origine estere, poco sviluppata in Italia.

Il contraente generale non fa gare per gli appalti e i tecnici per la verifica sono scelti

dallo stesso contraente generale.

Comma 16: stabilisce la soglia.

• Comma 19: GEIE all'estero, non si sono costituite in Italia.

IMPRESA COOPTATA= possono eseguire al 20% dei lavori anche se non hanno

qualificazioni specifiche nel lavoro in questione. Questo va in aiuto delle nuove imprese

che non hanno qualifica.

Comma 25: soggetti tenuti ad applicare codice dei contratti.

• Comma 34: CONSIP = centrale di committenza, affida appalti o fa acquisti con

• sconti. Comma 36: l'amministrazione può affidare la progettazione all'estero. Il

concorso idee non implica l'utilizzo dall'amministrazione.

Comma 37-38: procedure aperte o ristrette, presenti (le ultime) in amministrazioni

• che hanno l'albo delle imprese di fiducia. La stazione appaltante invita un numero di

imprese.

Comma 40: TRATTATIVA PRIVATA (discrezioni entro limiti)

• Comma 44: AUTORITA' VIGILANZA---> ANAC

• Comma 45: OSSERVATORIO= banca dati regionale a disposizione dell'ANAC (ex

• autorità)

ART.4 REGIONI, PROVINCE AUTONOME con legislazione per appalti diversi

(leggere soltanto basta i concetti generali)

Comma 1: le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano esercitano la

• potestà normativa nelle materie oggetto del presente codice nel rispetto dei

vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e delle disposizioni relative a

materie di competenza esclusiva dello Stato. Moho95

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Comma 2: relativamente alle materie oggetto di competenza concorrente, le

• Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano esercitano la potestà

normativa nel rispetto dei principi fondamentali contenuti nelle norme del presente

codice, in particolare, in tema di programmazione di lavori pubblici, approvazione

dei progetti ai fini urbanistici ed espropriativi, organizzazione amministrativa,

compiti e requisiti del responsabile del procedimento, sicurezza del lavoro.

Comma 3: le Regioni, nel rispetto dell’Art.117, comma secondo, della Costituzione,

• non possono prevedere una disciplina diversa da quella del presente codice in

relazione: alla qualificazione e selezione dei concorrenti; alle procedure di

affidamento, esclusi i profili di organizzazione amministrativa; ai criteri di

aggiudicazione; al subappalto; ai poteri di vigilanza sul mercato degli appalti

affidati all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e

forniture; alle attività di progettazione e ai piani di sicurezza; alla stipulazione e

all’esecuzione dei contratti, ivi compresi direzione dell’esecuzione, direzione dei

lavori, contabilità e collaudo, ad eccezione dei profili di organizzazione e

contabilità amministrative; al contenzioso. Resta ferma la competenza esclusiva

dello Stato a disciplinare i contratti relativi alla tutela dei beni culturali, i

contratti nel settore della difesa, i contratti segretati o che esigono particolari

misure di sicurezza relativi a lavori, servizi, forniture.

Comma 4: nelle materie di competenza normativa regionale, concorrente o

• esclusiva, le disposizioni del presente codice si applicano alle Regioni nelle quali non

sia ancora in vigore la normativa di attuazione e perdono comunque efficacia a

decorrere dalla data di entrata in vigore della normativa di attuazione adottata da

ciascuna regione.

Comma 5: le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano

• adeguano la propria legislazione secondo le disposizioni contenute negli statuti e

nelle relative norme di attuazione.

ANOMAILA DELL'OFFERTA

L'offerta più bassa va giustificata dall'impresa che ha effettuato il ribasso.

Quale che sia il criterio di aggiudicazione, quello del prezzo più basso o quello

dell'offerta economicamente più vantaggiosa, prima di procedere alla aggiudicazione

provvisoria vanno preliminarmente escluse della sezione le offerte che risultano

anormalmente basse. Ai fini dell'individuazione dell'offerta sospetta di essere

“anormalmente bassa” il codice, oltre a prevedere meccanismi automatici, conferma

espressamente la facoltà discrezionale della stazione appaltante di sottoporre a

valutazione di congruità ogni altra offerta che, pur non rientrando tra le “sospette” in

base al parametro automatico, tuttavia, “...in base ad elementi specifici, appaia

anormalmente bassa”

Nel caso del criterio di aggiudicazione del prezzo più basso, le stazioni appaltanti

devono sottoporre a valutazione di congruità le offerte che presentano un ribasso

pari o superiore alla media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte

ammesse, con esclusione del 10%, arrotondato all'unità superiore, rispettivamente

delle offerte di maggior ribasso e di quelle di minor ribasso, incrementata dello scarto

medio aritmetico dei ribassi percentuali che superano la predetta media. Moho95

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stazione appaltante

La deve:

Prendere in considerazione i ribassi di tutte le offerte ammesse;

– Escludere 10% rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e di quelle di

– minor ribasso;

Calcolare la media aritmetica dei ribassi delle offerte residue dopo il taglio

– delle ali;

Incrementare tale media dello scarto medio aritmetico dei ribassi percentuali

– che superano la predetta media.

Art.5 REGOLAMENTO E CAPITOLATI

Regolamento di attuazione (207/2015) regola i comportamenti dell'amministrazione

COSTI STANDARDIZZATI = omogeneità nazionale per avere gli stessi prezzi

standard a livello nazionale.

Art.6 AUTORITA' VIGILANZA.

Art.9 SPORTELLO CONTRATTI

Comma 1: le stazioni appaltanti possono istituire un ufficio, denominato

• <<sportello dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi, forniture>>, con il

compito di:

a) fornire ai candidati e agli offerenti, e ai soggetti che intendono presentare una

candidatura o un’offerta, informazioni relative alle norme vigenti nel luogo di

affidamento e di esecuzione del contratto, inerenti agli obblighi fiscali, alla tutela

dell’ambiente, alle disposizioni in materia di sicurezza e condizioni di lavoro, nonché

a tutte le altre norme che devono essere rispettate nell’esecuzione del contratto;

b) fornire ai candidati la documentazione utile per la presentazione delle

candidature e delle offerte, in conformità alle norme del presente codice.

Comma 2: le informazioni possono essere fornite anche per via telematica in

• conformità alle norme vigenti che disciplinano l’uso delle tecnologie informatiche

da parte delle amministrazioni aggiudicatrici. Per i soggetti pubblici tenuti

all’osservanza del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (codice

dell’amministrazione digitale) il funzionamento telematico dello sportello è

disciplinato nel rispetto delle previsioni di tali atti legislativi e successive

modificazioni, e delle relative norme di attuazione ed esecuzione.

Comma 3: l’istituzione di detto sportello avviene senza oneri aggiuntivi per il

• bilancio delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che sono

soggetti pubblici.

Comma 4: i compiti dello sportello possono anche essere affidati ad un ufficio già

• esistente, sempre nel rispetto del comma 2.

Comma 5: le informazioni di cui al comma 1 vengono fornite verso un corrispettivo

• destinato a coprire il costo del servizio fornito dallo sportello, e che viene fissato

dai soggetti che istituiscono lo sportello medesimo.

Comma 6: le stazioni appaltanti che abbiano istituito lo sportello di cui al comma 1 o

• ne abbiano attribuito i compiti ad un ufficio già esistente indicano nel bando o nel

capitolato lo sportello o l’ufficio a cui possono essere chieste le informazioni di cui

al comma 1, precisando altresì il costo del servizio. Moho95

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L'AFFIDAMENTO DEI LAVORI PUBBLICI, SERVIZI E FORNITURE

Art.10 CODICE DEI CONTRATTI: responsabile delle procedure di affidamento e di

esecuzione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

Il RUP (RESPONSABILE UNICO DEL PROCEDIMENTO) in particolare:

Cura il controllo dei livelli di prestazione, qualità e prezzo;

– Cura il coretto svolgimento delle procedure;

– Segnala eventuali disfunzioni, impedimenti e ritardi;

– Accerta la disponibilità di aree e immobili necessari;

– Propone l'indizione della conferenza dei servizi.

Comma 5: il responsabile sarà un tecnico e verrà scelto tra i dipendenti

• dall'amministrazione aggiudicatrice.

Comma 8: chi sottoscrive il bando è sempre il responsabile del procedimento.

Il responsabile del procedimento deve possedere titolo di studio e competenza

adeguati in relazione ai compiti per cui è nominato,

Nei lavori pubblici deve essere un tecnico, abilitato all'esercizio della professione o,

quando l'abilitazione non sia prevista dalle norme vigenti, un funzionario tecnico,

anche di qualifica non dirigenziale, con anzianità di servizio non inferiore a cinque anni

citato prima).

(Art.9, comma 4,reg, va indicato nel bando o avviso con cui si

Il nominativo responsabile del procedimento

indice la gara per l'affidamento del contratto i lavori, servizi forniture, ovvero, nelle

procedure in cui non vi sia bando o avviso con cui si indice la gara, nell'invito a

presentare un'offerta.

Le stazioni appaltanti che non sono pubbliche amministrazioni e enti pubblici devono

individuare, secondo i propri ordinamenti, uno o più soggetti cui affidare i compiti

propri del responsabile del procedimento.

REGOLAMENTO 207/2015 (REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE)

Art.10: funzioni e compiti del responsabile del procedimento.

(codice dei contratti)

Art.11 FASI DELLE PROCEURE DI AFFIDAMENTO

Programmazione: ciascun concorrente può presentare una sola offerta

Art.12: controlli sugli atti delle procedure di affidamento

Art.13: accesso agli atti e divieti di divulgazione.

Art.14: contratti misti.

Art.16 CONTRATTI FUORI CODICI

Vengono utilizzati dal Ministero della Difesa.

Il minimo dei partecipanti alla gara sono 5 operatori

Art.19 CONTRATTI SERVIZI ESCLUSI

Acquisti o locazione;

– Contratti di lavoro;

– Contratti di ricerca.

Art.27 PRINCIPI DEI CONTRATTI ESLCUSI

Rispettano i principi generali con affidamento dopo gara con minimo 5 concorrenti. Si

stabilisce se è ammesso il subappalto, se le amministrazioni aggiudicatrici consentono

applicano l'Art.118.

Art.28: importi delle soglie di contratti pubblici di rilevanza comunitaria, si Moho95

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti del corso di Diritto dei Lavori Pubblici tenuto dal professor De Cilla presso l'Università degli Studi di Cassino, facoltà di Ingegneria, Corso di laurea in Ingegneria Civile. Questo file è l'unione degli appunti presi durante il corso con il Codice dei Lavori Pubblici. Anche se non ci crederete, grazie a questi appunti da me precedentemente preparati, ho preparato l'esame in due giorni!
Non ve ne pentirete!


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di Laurea in ingegneria civile e ambientale
SSD:
Università: Cassino - Unicas
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moho94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dei lavori pubblici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cassino - Unicas o del prof De Cilla Michele.

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