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Diritto dei beni culturali, parte 1 (prof. Zagato - egart)

Parte I per l'esame di L. Zagato (corso Egart): beni culturali; fonti, soggetti e adattamento; protezione dei beni culturali in tempo di pace e di guerra; identità/diversità culturale. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.

Esame di Diritto internazionale ed europeo dei beni culturali docente Prof. L. Zagato

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DIRITTO INTERNAZIONALE ED EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE

Parte I : Protezione e salvaguardia del patrimonio culturale e delle identità culturali

Unità 1: Elementi introduttivi funzionali al corso:

DIRITTO INTERNAZIONALE: ordinamento a se stante, diverso dall’ordinamento dello Stato. È un ordinamento

orizzontale, inorganico (non ha dei propri organi) in cui si muovono soggetti uguali:

secondo la Pace di Vestfalia fine guerra dei 30 anni (1649-'50): fine delle potenze cattoliche di creare un grande

Impero. da quel momento ogni stato/sovrano è padrone a casa sua → nasce così l'Ordinamento Internazionale.

I soggetti del diritto internazionale intrattengono reciproche relazioni giuridiche valutabili all'insegna di un sistema di

fonti proprio, diverso da quelle che caratterizzano l'ordinamento interno di uno Stato qualsiasi.

LE FONTI:

1. CONSUETUDINE: fonte generale e non scritta del diritto internazionale. Comportamento dichiarato nel tempo,

tenuto dalla generalità degli Stati nella convinzione si tratti di un comportamento dovuto.

A questo proposito si parla di 2 elementi.

- Oggettivo: tutti gli stati in certe occasioni si comportano in un certo modo senza bisogno di accordi scritti.

(Diuturnitas)

- Soggettivo: convinzione che quel comportamento sia giuridico, necessario. (Opinio Juris dive neccesciatatis).

Se un solo stato contesta una consuetudine è un PERSISTENT OBJECTOR commette un illecito

Se si tratta di un gruppo di stati la consuetudine non esiste più (in quanto tale) stati di nuova

 

indipendenza: durante la decolonizzazione non hanno riconosciuto norme consuetudinarie. Se alcuni stati

continuano a rispettarle, si parla di CONVENZIONI REGIONALI (es. pena di morte).

2. ACCORDI (o patto, o trattato, o convenzione): lega solo le parti che vi consentono. Manifestazione di volontà in

cui due o più stati vengono coinvolti in un affare, che decidono di collaborare in una determinata questione (nel

diritto privato = contratto)

 TRATTATO IN FORMA SOLENNE: consta di 4 fasi più un eventuale:

1) Negoziazione (trattativa)

2) Firma del testo. Certifica il testo definitivo (caso del trattato di Uccialli modificata la

traduzione italiana: Etiopia accettava il protettorato → mai accettato) → Valore di

autenticazione

3) Ratifica: gli stati assumono i diritti e gli obblighi previsti dall’accordo

4) Scambio degli strumenti di ratifica. Nel caso so di più stati deposito delle ratifiche presso la

sede centrale (in questo caso: UNESCO a Parigi)

5) Registrazione presso il segretariato delle NU a New York

 TRATTATO IN FORMA SEMPLIFICATA: si conclude con la seconda fase (trattativa – firma). Nella

nostra materia è ampiamente utilizzato (MOU)

3. FONTI DI TERZO GRADO (o fonti previste da accordi): quando un trattato non prevede solo regole materiali, ma

anche regole strumentali volte a istituire ulteriori fonti di produzione normativa. Un caso è quando un OIG è

abilitata dal trattato istitutivo ad emanare decisioni vincolanti (hard law) per gli stati che ne fanno parte. Es il

caso degli atti vincolanti (regolamenti, direttive, decisioni) emanati dagli organi della UE. Nella nostra materia si

parla più spesso di atti di soft law (atti non vincolanti per i soggetti internazionali interessati)

I SOGGETTI

Il diritto internazionale regola (avvalendosi delle fonti) le relazioni tra i soggetti dell’ordinamento internazionale.

STATO: lo stato del diritto internazionale è l’ente apparato = insieme degli organi che esercitano il potere di imperio sui

sudditi (sulla popolazione stanziata in un certo territorio). Si tratta di una nozione ridotta al nucleo della funzione

esecutiva (di governo) ed a coloro che tale funzione esercitano. Nell'ordinamento interno si parla di Stato-comunità:

comunità umana stanziata in un determinato territorio e sottoposta a leggi che la tengono unita.

I requisiti di un ente-apparato per poter essere definito stato e quindi assolvere al ruolo di soggetto internazionale sono

l’indipendenza e l’effettività:

INDIPENDENZA: l’organizzazione dello stato non dipende da alcun altro soggetto internazionale. Per essere ente-

apparato lo Stato deve avere la caratteristica di sovranità esterna → consiste nel nella idoneità a concludere accordi

internazionali. Non sono soggetti internazionali:

- Stati fantoccio → Stati costituiti da un diverso ente-apparato (repubblica Turco-cipriota: la Turchia è

responsabile per le lesioni dei diritti umani verificatesi nella repubblica indipendente turco-cipriota)

- Stati federati di stati federali

EFFETTIVITA’: l’ente apparato è soggetto internazionale in quanto è in grado di esercitare il proprio potere di imperio su

una data comunità, e quindi di assumere di assumere obblighi nei rapporti con gli altri stati. Non sono soggetti

internazionali: gli stati in esilio: privati di un rapporto di governo con i propri (ex) sudditi.

Non rientra tra le caratteristiche fondamentali per essere un Ente-apparato il RICONOSCIMENTO da parte degli altri

soggetti internazionali (Israele, primi anni dell'Unione Sovietica e la Francia Rivoluzionaria)

ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI GOVERNATIVE (OIG): Associazioni fra stati dotate di organi per il perseguimento di

interessi comuni.

La corte internazionale di giustizia ha definito nel 1980 le OIG “soggetto del dirotto internazionale, vincolato, in quanto

tale, da tutti gli obblighi che gli derivano dalle regole generali del diritto internazionale, del suo atto costitutivo e degli

accordi di cui è parte”.

UNESCO: (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) istituto specializzato delle

Nazioni Unite secondo l’art.57 dello statuto delle NU (Carta di San Francisco) paragrafo 1 afferma:

I vari istituti specializzati costituiti con accordi intergovernativi ed aventi, in conformità ai loro statuti,

vari compiti internazionali nei campi economico, sociale, culturale, educativo, sanitario e simili sono collegati

con le NU in conformità alle disposizioni dell’art. 63.

La convenzione istitutiva dell'UNESCO consta di 15 articoli. → É stata firmata a Londra il 16 novembre 1945 ed è entrata

in vigore il 4 novembre 1946, a seguito del deposito del xx strumento di ratifica (numero minimo)

il 6 dicembre 1946 la Conferenza generale UNESCO approvava l'accorso con le NU che ne faceva un istituto specializzato

di queste ultime. → L'accordo è stato approvato dall'Assemblea Generale ed entrato in vigore il 14 dicembre 1946.

Attualmente gli stati membri sono 191.

Scopo: contribuire alla pace ed alla sicurezza internazionali promuovendo la collaborazione tra Stati attraverso

l'educazione, la scienza e la cultura, rafforzando il rispetto per la giustizia, per la legge e per i diritti umani e le libertà

fondamentali.

L'UNESCO inoltre concorre al mantenimento, al progresso e alla diffusione della scienza e della cultura attraverso la

conservazione e la protezione del patrimonio librario, artistico, storico e scientifico, tanto rivolgendo raccomandazioni

agli stati per la conclusione di accordi internazionali in questo campo, quanto incoraggiando la cooperazione tra questi

in tutti i rami dell'attività intellettuale, favorendo gli scambi di personale nei campi dell'educazione, della scienza e della

cultura, nonché lo scambio di pubblicazioni e di “oggetti di interesse artistico e scientifico”.

L'UNESCO è dotato di 3 organi (art.3):

1. SEGRETARIATO: in particolare il direttore generale gode di vasto potere di iniziativa sia nei confronti degli altri

organi e degli stati membri, sia delle altre organizzazioni ed agenzie internazionali. Viene designato da

CONSIGLIO ESECUTIVO e nominato per n periodo di 6 anni (raddoppiabile) dalla CONFERENZA GENERALE.

2. CONFERENZA GENERALE: compiti:

- definizione delle politiche dell'organizzazione,

- approvazione del suo programma e del budget

3. CONSIGLIO ESECUTIVO: è composto (art. 5) di 58 membri in carica per 4 anni. Compiti:

- preparare l' o.d.g. della CONFERENZA GENERALE (anche se il direttore generale ha vasto potere di iniziativa)

- sottoporre alla CONFERENZA GENERALE il programma di lavoro e previsioni finanziarie preparate dal DIRETTRE

GENERALE.

ADATTAMENTO

Procedimento attraverso il quale il diritto di un ordinamento statale si “adegua” al diritto dell'ordinamento

internazionale.

Nel caso delle norme consuetudinarie → l'ordinamento italiano si conforma alle norme di diritto internazionale

generalmente riconosciute → ADATTAMENTO SPECIALE AUTOMATICO.

Nel caso delle norme contenute in accordi internazionali, adattamento interno può avvenire in due modi:

1. PROCEDIMENTO ORDINARIO: si ha quando l'organo statuale preposto alla funzione legislativa emana una norma

avente lo stesso contenuto dell'obbligo internazionale assunto dallo stato

2. PROCEDIMENTO SPECIALE: preferibile → il primo può causare errori di traduzione o trascrizione. Può richiedere

misure integrative rispetto a quelle stabilite nell'accordo.

Unità 2: BENI CULTURALI / PATRIMONIO CULTURALE

Le nozioni di BENE CULTURALE (cultural property) e PATRIMONIO CULTURALE (cultural haritage) → passato di

contrapposizione → dibattito giuridico/politico della seconda metà del xx secolo.

Prima definizione di BENE CULTURALE è offerta dalla CONVENZIONE DELL'AJA (1954) in seguito ai danni subiti dei beni

culturali durante la 2° guerra mondiale.

I danni arrecati ai beni culturali, a qualsiasi popolo tali beni appartengono, costituiscono un danno al patrimonio

culturale dell'intero genere umano.

ogni popolo contribuisce alla cultura mondiale

– la conservazione del patrimonio culturale presenta una grande importanza per tutti i popoli del mondo →

– necessario assicurare una tutela internazionale.

Convenzione dell'Aja del 1899 e 1907, relative alla guerra terrestre e navale (1899 -1907) → nozione autonoma e

omogenea di bene culturale (ogni convenzione viene fatta sulla base dell'ultima guerra e degli strumenti usati → le armi

cambiano nel corso dei secoli → normative devono adeguarsi ai tempi).

Perché ci sia la nozione di bene culturale bisogna arrivare alla convenzione del 1954:

Art 1: sono considerati beni culturali, prescindendo dalla loro origine o dal loro proprietario:

a) i BENI MOBILI o IMMOBILI di grande importanza per il patrimonio culturale dei popoli: monumenti architettonici, di

arte e storia, religiosi o laici, le località archeologiche, i complessi di costruzioni che offrono un interesse storico-

artistico, le opere d'arte, manoscritti, libri, collezioni scientifiche di libri o archivi.

b) gli EDIFICI la cui destinazione principale ed effettiva è di conservare o di esporre i beni culturali e mobili: musei, grandi

biblioteche, depositi di archivi.

c) i centri comprendenti un numero considerevole di beni culturali → CENTRI MONUMENTALI (Vaticano).

La convenzione del 1954 non si limita a sostituire quelle precedenti a livello internazionale, ma si impone a i singoli

ordinamenti nazionali → usata anche nel diritto interno.

In Italia la nozione di bene culturale è usata per la prima volta dalla COMMISSIONE FRANCESCHINI che darà vita poi al

Ministero dei beni culturali e ambientali.

Il preambolo della convenzione del '54 (utile per analizzare una legge, aiuta a interpretarla) → beni di grande

importanza per il patrimonio culturale (dell'Umanità) → SOMMA MATERIALE dei rispettivi patrimoni propri dei vari

paesi

Patrimonio → dal latino patrimonium /pater = padre e monius = compito → compito del padre poi oggetti appartenenti

al padre.

Da un lato: patrimonio = omni comprensivo = patrimonio culturale della sua interezza

dall'altro: tocca ai singoli stati stabilire qual'è il loro patrimonio culturale.

1999 → Blake: bisogna liberarsi della nozione di bene culturale, in nome di una assunzione omni comprensiva della

valenza di patrimonio culturale.

“Guerra” tra beni e patrimonio culturale:

Prima: polemica dei paesi dell'est che consideravano i beni qualcosa di capitalistico.

Poi: polemica tra nord-sud: i paesi ex coloniali che erano stati depredati selvaggiamente. I loro beni erano finiti nei

musei europei di arte primitiva. Volevano, una volta ottenuta l'indipendenza, indietro i loro beni che rappresentano il

loro patrimonio, espressione della loro identità.

Si crea un grande contrasto tra:

convenzione del '54 → definita cosmopolita: parlava dei beni che costituiscono il patrimonio comune

• dell'umanità.

convenzione del 1970 → sulla lotta contro l'esportazione illegale dei beni culturali → convenzione nazionalistica

• che vuole restituire i beni alle rispettive civiltà in quanto espressione dell'identità dei popoli.

Da un punto di vista di vista contemporaneo stiamo sempre parlando di beni. Oggi il discorso è più complesso: esiste un

patrimonio culturale tangibile comprensivo di beni.

TANGIBILE MOBILE

PATRIMONIO IMMOBILE

INTANGIBILE

E' bene parlare di bene culturale perché non sempre il patrimonio tangibile ha un popolo proprietario (ci sono culture

che non esistono più). Non tutti i beni culturali costituiscono il patrimonio culturale di qualcuno oggi. (la convenzione

del '54 parla ancora di beni e patrimonio come termini intercambiabili).

Unità 3: LA PROTEZIONE DEI BENI CULTURALI IN CASO DI CONFLITTO ARMATO

Primo problema emerso a livello internazionale.

La materia è disciplinata oggi dalla Convenzione dell'Aja del 1954 e riprende le norme contenute nelle Convenzioni

dell'Aja del 1899 – 1907 (guerra terrestre e navale): bisogna risparmiare per quanto possibile, edifici consacrati al culto,

alle arti, alle scienze, alla beneficenza e monumenti storici.

CONVENZIONE DELL'AJA DEL 1954

Rispetto quelle precedenti:

introduce la nozione di bene culturale

– raccoglie in un unico testo norme frammentarie disperse in vari trattati

Obbliga solo gli stati che l'hanno ratificata → 123

dopo gli avvenimenti degli anni '90 → adozione del secondo protocollo (1999)

contenuto: due livelli di protezione:

1. PROTEZIONE GENERALE:

- OBBLIGO DI SALVAGUARDIA: obbligo positivo, di fare. Adozione preventiva (già in tempo di pace) di tutte le

misure necessarie per assicurare la tutela dei beni culturali presenti nel territorio in caso di conflitto. Ogni parte

deve provvedere misure opportune a tal fine.

- OBBLIGO DI RISPETTO: obbligo negativo. Lo stato deve astenersi di utilizzare beni o complessi culturali per

scopi militari.

2. PROTEZIONE SPECIALE:

E' concessa ad un numero limitato di beni culturali di grande valore (città del Vaticano) e di rifugi destinati a

contenere i beni in caso di conflitto, alla condizione che si trovino a distanza adeguata da impianti industriali,

centrali di comunicazione. I beni sono contrassegnati 3 volte con il simbolo della convenzione → condizione

necessaria della protezione.

I beni devono essere iscritti in un apposito REGISTRO INTERNAZIONALE DEI BENI CULTURALI SOTTO

PROTEZIONE SPECIALE, tenuto dal direttore generale dell'UNESCO.

Protezione speciale → fallita. Dal 1978 il procedimento non è stato più attivato.

Con il secondo protocollo si passa dalla protezione alla PROTEZIONE RAFFORZATA.

Contenuto del 2° protocollo:

Art. 5: detta una serie di misure da prendere in tempo di pace, innova in materia di obblighi di salvaguardia.

Art. 9: vieta ogni illecito trasferimento di proprietà dei beni dei beni culturali dal territorio occupato e impone che

qualsiasi scavo archeologico, alterazione o cambio di uso di beni culturali nel territorio occupato, avvenga in stretta

cooperazione con le competenti autorità del Paese occupato.

Perciò che un bene culturale goda della protezione rafforzata deve sottostare a 3 condizioni:

1. Il bene costituisca un patrimonio culturale della massima importanza dell'umanità

2. che goda di adeguata protezione nell'ordinamento giuridico interno a causa del suo eccezionale valore culturale

e storico.

3. Che i bene culturale stesso non venga utilizzato per scopi militari o per mascherare installazioni militari.

→ compito che spetta al COMITATO PER LA PROTEZIONE DEI BENI CULTURALI. LA protezione rafforzata non fa

differenza di grado di protezione, rispetto alla protezione generale. Il bene culturale non può in ogni caso essere oggetto

di attacco e distruzione salvo nell'ipotesi in cui si trasformi in obiettivo militare (you use, you loose) → fa perdere

l'immunità a tale bene.


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AUTORE

salola

PUBBLICATO

5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e gestione delle arti e delle attività culturali (Facoltà di Economia, di Lettere e Filosofia)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher salola di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale ed europeo dei beni culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Zagato Luisa.

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