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Una critica di taluni è che a distanza di 60 anni il Senato non ha fatto da trade-union tra Stato e

Regione, come era nelle intenzioni dei costituenti e come lo stesso art. 5 sancisce: “La Repubblica,

una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo

Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua

Ma proprio con il Senato il

legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”.

principio del decentramento non ha trovato, per alcuni, attuazione e forse questo è alla base dei

cambianti richiesti con la proposta referendaria del 25 giugno 2006.

Nel nostro ordinamento vige un bicameralismo perfetto, in quanto le camere hanno gli stessi poteri

e la stessa durata (art. 60). Al contrario un bicameralismo imperfetto presuppone differenza di poteri

tra le due Camere.

Il Parlamento è l’organo tipicamente legislativo e di indirizzo politico, in quanto la funzione

primaria è quella legislativa.

Il Popolo è partecipe attivo alla vita dello Stato, nonché sovrano ai sensi dell’art. 1.

L’art. 55 sancisce “Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della

Repubblica. Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi

(riserva di legge costituzionale).

stabiliti dalla Costituzione

I casi in cui il Parlamento si riunisce in seduta comune sono:

elezione del Presidente della Repubblica (art. 83),

messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica (art. 90),

giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione del Presidente della

Repubblica (art. 91),

elezione un terzo dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura (art. 104),

elezione un terzo dei giudici ordinari della Corte Costituzionale (art. 135 primo comma),

nei giudizi d’accusa del Presidente della Repubblica, intervengono, oltre i giudici ordinari della

Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a

senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità

stabilite per la nomina dei giudici ordinari della Corte Costituzionale (art. 135 ultimo comma).

L’art. 56 sancisce “La camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto. Il numero dei

”. L’articolo è stato modificato dalla

deputati è di 630, 12 dei quali eletti dalla circoscrizione Estero

legge costituzionale 23 gennaio 2001 n. 1 con il quale la Camera è eletta anche dai cittadini italiani

residenti all’estero.

L’art. 57 sancisce “Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla

circoscrizione Estero. Il numero dei senatori è di 315, 6 dei quali eletti dalla circoscrizione

L’articolo è stato modificato dalla legge costituzionale 23 gennaio 2001 n. 1 con il quale il

Estero”.

Senato è eletto anche dai cittadini italiani residenti all’estero.

La Camera dei Deputati è interamente elettiva (art. 56), mentre il Senato della Repubblica è in gran

parte elettiva (art. 58) ed una piccola parte vi sono membri di diritto (art. 59) che sono i senatori a

vita.

L’art. 61 sancisce “Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro 70 giorni dalla fine delle

(le elezioni sono indette dal Presidente della Repubblica, art. 87).

precedenti La prima riunione ha

(seduta ordinaria, la prima è fissata dal Presidente della

luogo non oltre il 20 giorno dalle elezioni

Repubblica, art. 87). Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle

precedenti.

L’art. 62 sancisce “Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e

(seduta ordinaria).

ottobre Ciascuna Camera può essere convocata in via straordinaria per

iniziativa del suo Presidente o del Presidente della Repubblica o di un terzo dei componenti.

Quando si riunisce in via straordinaria una Camera, è convocata di diritto l’altra.

L’art. 63 sancisce “Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l’Ufficio di

Presidenza. Quando il Parlamento si riunisce in seduta comune. il Presidente e l’Ufficio di

Presidenza sono quelli della Camera dei Deputati.

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L’art. 64 sancisce “Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei

suoi componenti. Le sedute sono pubbliche; tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a

camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta. Le deliberazioni di ciascuna

Camera e del Parlamento non sono valide se non sono adottate a maggioranza dei loro

componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva

una maggioranza speciale.

La maggioranza può essere semplice, assoluta e qualificata:

semplice (o relativa) è formata dal 50 per cento più uno dei presenti;

assoluta è formata dal 50 per cento più uno dei componenti;

qualificata (o speciale) è formata dai due terzi dei componenti. E’ richiesta in due casi: per

amnistia e indulto (art. 79), per i procedimenti revisione costituzionale e le altre leggi

costituzionali che richiedono una procedura aggravata (art. 138).

In virtù del rapporto di fiducia tra Camere e Governo, l’ultimo comma dell’art. 64 sancisce “I

membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti l’obbligo,

di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono.

L’art. 67 sancisce “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni

senza vincolo di mandato”.

Da questo articolo si evince che tra rappresentato e rappresentante vi è una rappresentanza politica

che è diversa dalla rappresentanza giuridica.

Nella rappresentanza politica (rappresentatività) il rappresentante non rappresenta gli elettori che lo

hanno votato, ma tutta la Nazione; non può essere revocata dal rappresentato; non esiste alcun

rapporto giuridico tra rappresentante e rappresentato e pertanto è esercitata senza vincolo di

mandato; il rapporto è unilaterale tra rappresentate e rappresentato.

Al contrario nella rappresentanza giuridica il rappresentante rappresenta il rappresentato, può essere

revocata, è esercitata con vincolo di mandato e il rapporto è trilaterale tra rappresentate,

rappresentato e il terzo.

Bisogna distinguere anche tra rappresentanza e rappresentatività. La prima è quella oggettiva fatta

dagli organi statali e dallo Stato nel suo complesso quando rappresentano le istituzioni o la

sovranità, ad esempio all’estero. La rappresentatività attiene il rapporto con gli elettori ed è

concretizzato dalla identità politica, ideologica, di fini o progetti tra rappresentati e rappresentante.

La rappresentatività è anche uno strumento della sovranità popolare che viene esercitata attraverso i

suoi eletti.

L’art. 68 riguarda le immunità o guarentigie dei parlamentari: “I membri del Parlamento non

possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro

Con questo primo comma i costituenti hanno voluto impedire che la magistratura potesse

funzioni”.

impedire o controllare il libero esercizio dell’attività dei parlamentari.

Il principio che si trae da questo articolo è che il fine pubblico è prioritario rispetto ad ogni altro

interesse, anche la riforma ha posto un freno all’eccessivo garantismo sulle immunità dei

parlamentari che di fatto impediva ogni azione penale nei loro confronti.

Possiamo anche dire che si ritiene più importante evitare l’interruzione di un pubblico servizio,

quale è l’attività parlamentare, rispetto alle esigenze di giustizia.

Un principio analogo esiste per i consiglieri regionali nell’art. 122 “I consiglieri regionali non

possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse nell’esercizio delle loro funzioni”.

Dal secondo comma l’articolo è stato modificato dalla legge costituzionale 29 ottobre 1993, n. 3,

pertanto è necessaria l’autorizzazione a procedere per adottare una misura restrittiva (fermo,

perquisizione personale o domiciliare, detenzione preventiva), mentre non è necessaria alcuna

autorizzazione per l’arresto in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna ed in fragranza

di reato.

Appena proclamato eletto, il parlamentare assume immediatamente la qualità di deputato o senatore

e può esercitare le funzioni inerenti al suo ufficio. Per assicurare, però, il rispetto della Costituzione

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e della legge, la sua elezione viene sottoposta ad un controllo sia sotto il profilo della sussistenza dei

requisiti per la validità dell’ammissione nell’ufficio (in ordine alla capacità elettorale passiva ed

all’esistenza di cause di ineleggibilità o di incompatibilità), sia sotto il profilo della regolarità delle

operazioni elettorali.

Tale controllo è la verifica delle elezioni (o verifica dei poteri o verifica dei titoli di ammissione) ed

è esercitato, in ossequio al principio dell’indipendenza costituzionale delle Camere, da una giunta

permanente costituita presso ciascuna Camera, che prende il nome di giunta delle elezioni alla

Camera e giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari al Senato i cui componenti sono scelti

dai rispettivi Presidenti.

La verifica delle elezioni si svolge attraverso due fasi: una necessaria (controllo di delibazione) ed

una eventuale (giudizio di contestazione).

Il controllo di delibazione mira ad accertare la validità della elezione sotto il duplice profilo sopra

esaminato. Se la giunta delibera di convalidare l’elezione, ne da comunicazione all’assemblea alla

quale non rimane che prendere atto della convalida. Invece, se la giunta ritiene l’elezione non

regolare, la contesta. Contro la validità dell’elezione possono, inoltre, essere presentati reclami e

proteste. In seguito alla contestazione, si inizia la seconda fase che si svolge dinnanzi alla giunta (in

una discussione pubblica alla quale sono ammessi i sottoscrittori delle proteste, il parlamentare a cui

è stata contestata l’elezione) e si conclude con una deliberazione a favore o contro la convalida. In

seguito l’intera Camera esprime un voto (a scrutinio segreto) favorevole o contrario sulla questione.

Questo costituisce un esercizio della funzione giurisdizionale in deroga al disposto dell’art. 102.

L’art. 14, comma III, R.C.D. dispone che i deputati devono dichiarare a quale gruppo appartenere

entro due giorni dalla prima seduta. L’art. 14, comma II, R.S. dispone che i senatori devono

dichiarare a quale gruppo appartenere entro tre giorni dalla prima seduta.

Le commissioni parlamentari devono rispecchiare la proporzione dei vari gruppi politici

parlamentari e sono distinti in permanenti, temporanee, a seconda delle funzioni che devono

svolgere.

Le commissioni permanenti sono organi interni alle Camere e secondo quanto disposto dall’art. 22,

comma II, R.C.D. (valevole anche per il Senato) i compiti delle commissioni sono quelli di riunirsi

per l’esame di questioni sulle quali riferiscono all’Assemblea:

in sede referente per l’esame delle questioni sulle quali devono riferire all’Assemblea (l’art. 72,

primo comma, procedimento ordinario, e secondo comma, procedimento abbreviato);

in sede legislativa per l’esame e l’approvazione dei progetti di legge (l’art. 72, terzo comma,

procedimento decentrato);

in sede redigente per la formulazione degli articoli di progetti di legge (l’art. 96 R.C.D. e art. 36

R.S. - procedimento misto).

in sede consultiva per esprimere pareri;

Le commissione temporanee sono le (art. 82) e (non più

commissioni di inchiesta le deputazioni

menzionate nel nuovo regolamento della Camera) e sono organi straordinari creati quando se ne

presenta la necessità.

Le giunte parlamentari vengono nominate dal Presidente dell’assemblea rispettando la proporzione

dei vari gruppi politici. Alla Camera sono:

la giunta per il regolamento,

la giunta delle elezioni,

la giunta per le autorizzazioni a procedere (art. 68).

Al Senato sono:

la giunta per il regolamento,

la giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (art. 68),

la giunta per gli affari delle comunità europee.

L’art. 70 dispone che E’

“La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”.

una norma di attribuzioni di competenza normativa delle Camere quale organo che detiene il potere

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legislativo, mentre la funzione normativa la esercitano insieme ad altri organi di iniziativa

legislativa.

Sono organi di iniziativa legislativa, a norma dell’art. 71, “L’iniziativa delle leggi appartiene al

(C.N.E.L. e le regioni)

Governo, a ciascun membro delle due Camere ed agli organi ed enti ai quali

(riserva di legge costituzionale).

sia conferita da legge costituzionale Il popolo esercita l’iniziativa

delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto

in articoli. questo è un esempio di sovranità

Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta,

popolare, di democrazia diretta e partecipazione del popolo alla vita politica e sociale della Nazione.

La legge formale è un atto complesso alla cui formazione partecipano in condizioni di parità le due

Camere. Sono atti idonei a rinnovare e integrare il sistema legislativo con norme prevalenti su gli

atti gerarchicamente subordinati.

Possiamo dire che l’iter di formazione della legge ordinaria avviene in quattro fasi:

1. (art. 71) che può essere del Governo o ciascun membro delle due Camere

L’iniziativa legislativa

o il C.N.E.L. o Consigli Regionali o il popolo (fase introduttiva).

2. che può essere solo del Parlamento che ha la funzione legislativa

L’approvazione delle Camere

(fase costitutiva).

3. da parte del Presidente della Repubblica che deve avvenire entro un mese

La promulgazione

dall’approvazione, salvo, in casi di urgenza, le Camere stabiliscono un termine inferiore (art. 73,

1° e 2° comma).

4. della legge sulla Gazzetta Ufficiale (fase integrativa dell’efficacia),

La pubblicazione leggi sono

pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il 15° giorno successivo alla loro

(art. 73, 3° comma).

pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso

Inoltre l’art. 74 sancisce “Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con

messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano

(art. 74).

nuovamente la legge, queste deve essere promulgata”

L’art. 72 primo comma dispone che “Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo

le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che

Il primo comma detta il procedimento

l’approva articolo per articolo e con votazione finale.

ordinario, o normale, in cui le commissioni riferiscono all’Assemblea in sede referente.

L’art. 72 secondo comma dispone che “Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i

Il secondo comma detta il procedimento

disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza”.

abbreviato. Non è un procedimento distinto da quello ordinario, ma vi è solo una riduzione dei suoi

termini interni e dove l’assemblea delibera per alzata di mano.

L’art. 72 terzo comma dispone che “Può altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e

l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in

Il terzo comma detta il

modo da rispecchiare anche la proporzione dei gruppi parlamentari”.

procedimento decentrato in cui le commissioni approvano direttamente il disegno di legge, quindi in

le commissioni si riuniscono in sede legislativa e per questo il procedimento è definito decentrato,

perché il procedimento non si svolge dinnanzi all’intera assemblea che delegano alle loro

commissioni. Il quarto comma dispone che il procedimento decentrato non può essere usato “per i

(art.

disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa

76), (art. 80),

di autorizzazione a ratificare i trattati internazionali di approvazione di bilanci e

(leggi di indirizzo politico)”.

consultivi 6 (o leggi tributarie e di

Le leggi di indirizzo politico sono legge di bilancio e legge finanziaria

7

bilancio ), leggi di approvazione dei programmi economici, autorizzazione a ratificare i trattati

6 La legge finanziaria individua le finalità e il modo in cui si possono raggiungere e deve essere presentata dal Governo

al Parlamento entro il 30 settembre. 19

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internazionali, concessione amnistia e indulto (art. 79) e tutte le leggi del programma politico del

Governo. Sono leggi di indirizzo politico perché riguardano la gestione della cosa pubblica, per

questo devono essere emanate sempre di concerto tra Parlamento e Governo, e tematiche che

rivestono un ruolo fondamentale nell’amministrazione dello Nazione sotto il profilo economico e

sociale. Le leggi di indirizzo politico sono anche quelle contenute nel programma per la nuova

legislatura con cui il Governo ottiene la fiducia all’inizio del mandato.

La leggi di ratifica dei trattati internazionali (art. 80), si svolgono in due fasi: la prima di

negoziazione tra il Governo e gli altri stati e la seconda la ratifica che è la trasformazione del

trattato in una legge interna, cioè si trasforma un accordo esterno in una norma interna.

Il terzo procedimento è misto, in cui le commissioni redigono il testo all’Assemblea in sede

redigente. Il procedimento misto consiste la divisione del lavoro tra commissioni e Assemblea.

Secondo il regolamento della Camera dei Deputati la commissione permanente o speciale redige il

testo e l’Assemblea lo approva, articolo per articolo, senza dichiarazioni di voto e approvazione

finale con dichiarazioni di voto. Invece al Senato la commissione permanente o speciale redige il

testo e l’Assemblea procede solo all’approvazione finale con dichiarazioni di voto. Sia alla Camera

che al Senato, il procedimento misto non può essere adottato negli stessi casi in cui è escluso il

procedimento decentrato.

La funzione legislativa è esercita dal Governo per l’emanazione dei decreti legislativi (art. 76) e

decreti legge (art. 77). La legge 23 agosto 1988, n. 400 è la legge che disciplina l’attività di

Governo e l’esercizio della funzione normativa e agli art. 14 e 15 disciplina i decreti legge e i

decreti legislativi.

L’art. 76 dispone “L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non

con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti

La legge delega deve contenere

definiti”. principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e

ed è il frutto della coesione e della fiducia tra Parlamento e Governo, in virtù del

per oggetti definiti

quale le Camere hanno un forte potere di indirizzo politico.

Il primo comma dell’art. 77 rafforza il principio espresso nell’articolo precedente sui decreti

legislativi “Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano

valore di legge ordinaria.

Il secondo comma dell’art. 77 si occupa dei decreti legge “Quando, in casi straordinari di necessità

e urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di

legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono

appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. I decreti perdono efficacia sin

dall’inizio, se non converti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere

Il

possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti convertiti.”.

decreto legge deve avere i criteri di necessità ed urgenza e deve comunque essere convertito dalla

Camere, perché il decreto legge ha un efficacia provvisoria, di 60 giorni, al contrario della legge

ordinaria ha un efficacia definitiva.

L’iniziativa legislativa popolare può avvenire attraverso due istituti di democrazia diretta: la

proposta di legge ad opera di 50.000 elettori e il referendum abrogativo e costituzionale ad opera di

500.000 elettori.

Dei quattro tipi di referendum esistente nel nostro ordinamento due sono espressamente previsti

dalla Costituzione: abrogativo (art. 75) e costituzionale (art. 138).

“Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di

(cioè leggi di indirizzo politico)”. A questi limiti

autorizzazione a ratificare trattati internazionali

7 La legge di bilancio individua le risorse economiche per far fronte alle spese dello Stato e deve essere presentata dal

Governo al Parlamento entro il 31 luglio. Non può essere modificata perché il Governo ha individuato già le risorse per

far fronte agli impieghi, infatti “con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove

(art. 81).

spese” 20

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espliciti, vanno aggiunti quelli impliciti che sono il frutto dei nuovi criteri definiti della Corte

Costituzionale 16/1978. Secondo la Consulta per essere dichiarato ammissibile deve essere

caratterizzato da:

la chiarezza del quesito

univocità, cioè deve avere un senso univoco e non equivoco.

le leggi non devono essere a contenuto costituzionalmente vincolato, cioè leggi che contengono

principi costituzionali e che in tal modo intaccherebbero la stessa Costituzione.

All’ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte di cassazione spetta di accertare, con

che la richiesta di referendum sia conforme alle norme di legge, rilevando le eventuali

ordinanza,

irregolarità e decidendo, sulla legittimità della richiesta. (ad esempio il numero dei sottoscrittori, la

validità delle deliberazioni dei Consigli Regionali, eccetera).

Alla Corte Costituzionale è conferita la sola "cognizione dell'ammissibilità del referendum", non

conferita espressamente alla Corte costituzionale dall’art. 134, ma dagli artt. 2 della legge

costituzionale n. 1 del 1953, 32 secondo comma e 33 della legge ordinaria n. 352 del 25 maggio

1970 - Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo –

che disciplina nello specifico i quattro tipi di referendum: abrogativo (art. 75), costituzionale (art.

138), territoriale (art. 132) e consultivo (art. 123).

Quindi anche se l’art. 75 non dice espressamente chi deve giudicare sull’ammissibilità dei

referendum, è l’art. 2 della legge costituzionale n. 1 del 1953 che espressamente sancisce l’esclusiva

competenza della Corte costituzionale sulla ammissibilità dei referendum.

L’art. 27 e seguenti della legge ordinaria n. 352 del 1970 regolamenta, in dettaglio, la richiesta di

referendum abrogativo. Infatti al fine di raccogliere le firme dei 500.000 elettori necessari per il

referendum previsto dall'articolo 75 della Costituzione, nei fogli vidimati dal funzionario, si devono

indicare i termini del quesito che si intende sottoporre alla votazione popolare, e la legge o l'atto

avente forza di legge dei quali si propone l'abrogazione, completando la formula “volete che sia

con la data, il numero e il titolo della legge o dell'atto avente valore di legge sul quale

abrogata ...”

il referendum sia richiesto. Qualora si richieda referendum per la abrogazione di parte di uno o più

articoli di legge, oltre all'indicazione della legge e dell'articolo, deve essere inserita l'indicazione del

comma, e dovrà essere altresì integralmente trascritto il testo letterale delle disposizioni di legge

della quali sia proposta l'abrogazione. Il deposito presso la cancelleria della Corte di cassazione di

tutti i fogli contenenti le firme e dei certificati elettorali dei sottoscrittori deve essere effettuato entro

tre mesi dalla data del timbro apposto sui fogli medesimi. Tale deposito deve essere effettuato da

almeno tre dei promotori, i quali dichiarano al cancelliere il numero delle firme che appoggiano la

richiesta.

Le richieste di referendum devono essere depositate in ciascun anno dal primo gennaio al 30

settembre. Alla scadenza del 30 settembre l'Ufficio centrale costituito presso la Corte di cassazione

(composto di tutti i presidenti titolari di sezione della Corte di cassazione e presieduto dal più

anziano tra essi) esamina tutte le richieste depositate, allo scopo di accertare che esse siano

conformi alle norme di legge, esclusa la cognizione dell'ammissibilità, ai sensi del secondo comma

dell'articolo 75 della Costituzione, la cui decisione è demandata dall'articolo 33 della legge n. 352

del 1970 alla Corte costituzionale.

Entro il 31 ottobre l'Ufficio centrale rileva, con ordinanza, le eventuali irregolarità delle singole

richieste, assegnando ai delegati o presentatori un termine, la cui scadenza non può essere

successiva al venti novembre per la sanatoria, se consentita, delle irregolarità predette e per la

presentazione di memorie intese a contestarne l'esistenza.

Successivamente alla scadenza del termine fissato nell'ordinanza ed entro il 15 dicembre, l'ufficio

centrale decide, con ordinanza definitiva, sulla legittimità di tutte le richieste depositate.

Il Presidente della Corte costituzionale, ricevuta comunicazione dell'ordinanza dell'ufficio centrale

che dichiara la legittimità di una o più richieste di referendum, fissa il giorno della deliberazione in

camera di consiglio non oltre il 20 gennaio dell'anno successivo a quello in cui la predetta ordinanza

21

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è stata pronunciata, e nomina il giudice relatore. Della fissazione del giorno della deliberazione è

data comunicazione ai delegati o presentatori e al Presidente del Consiglio dei ministri. Non oltre

tre giorni prima della data fissata per la deliberazione, i delegati e i presentatori e il Governo

possono depositare alla Corte memorie sulla legittimità costituzionale delle richieste di referendum.

La Corte costituzionale, a norma dell'articolo 2 della legge costituzionale 11 marzo 1953, n. 1,

decide con sentenza, da pubblicarsi entro il 10 febbraio, quali tra le richieste siano ammesse e quali

respinte, perché contrarie al disposto del secondo comma dell'articolo 75 della Costituzione.

Della sentenza è data comunicazione al Presidente della Repubblica, ai Presidenti delle Camere, al

Presidente del Consiglio dei ministri, all'Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte

di Cassazione, nonché ai delegati o ai presentatori, entro cinque giorni dalla pubblicazione della

sentenza stessa. Entro lo stesso termine il dispositivo della sentenza è pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale della Repubblica.

Ricevuta comunicazione della sentenza della Corte costituzionale, il Presidente della Repubblica, su

deliberazione del Consiglio dei ministri, indice con decreto il referendum, fissando la data di

8

convocazione degli elettori in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno .

Un esempio di interpretazione di una legge a contenuto costituzionalmente vincolato è la sentenza

35/97 della Corte Costituzionale che ha definito tale, la legge 194/78 (interruzione della

gravidanza), in quanto contiene norme, quali il diritto alla vita e del nascituro, vincolate da norme

della Costituzione e come tale sono modificabili sono con una legge ordinaria. Inoltre l’abrogazione

totale di questa legge creerebbe un vuoto normativo in quanto questa è l’unica che disciplina una

materia così delicata. In questo modo è stata esclusa ogni possibilità di abrogazione, anche parziale,

della legge con l’istituto del referendum.

Ricevuta comunicazione della sentenza della Corte costituzionale, il Presidente della Repubblica, su

deliberazione del Consiglio dei Ministri, indice con decreto il referendum, fissando la data di

convocazione degli elettori in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno.

La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del progetto di legge costituzionale ha solo valore

conoscitivo, o di pubblicità, a differenza delle legge ordinaria che dopo quindici giorni dalla

pubblicazione entra in vigore.

Per il concetto di rappresentatività, essendo il Parlamento organo rappresentativo del popolo, se si

raggiunge la maggioranza qualificata non è possibile ricorre all’istituto del referendum per disegni

di legge costituzionale.

Con le procedure di indirizzo, di controllo e di informazione sull’attività del Governo da parte del

Parlamento, si manifesta il rapporto di fiducia dinamica tra Parlamento e Governo e con il quale

avviene il controllo sull’attività del Governo e dei singoli ministri. In tal modo le Camere hanno un

8 A norma dell’art. 15 della legge 352/70, per il referendum confermativo, o costiutuzionale, previsto dall’art. 138, il

referendum è indetto con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei ministri, entro 60

giorni dalla comunicazione dell'ordinanza che lo ha ammesso. La data del referendum è fissata in una domenica

compresa tra il cinquantesimo ed il settantesimo giorno successivo alla emanazione del decreto di indizione. Qualora sia

intervenuta la pubblicazione del testo di un'altra legge di revisione della costituzione o di un'altra legge costituzionale, il

presidente della repubblica può ritardare, fino a sei mesi oltre il termine previsto dal primo comma del presente articolo,

la indizione del referendum, in modo che i due referendum costituzionali si svolgano contemporaneamente con unica

convocazione degli elettori per il medesimo giorno.

A norma dell’art. 16 della legge 352/70, il quesito da sottoporre a referendum consiste nella formula seguente:

“approvate il testo della legge di revisione dell'articolo ... (o degli articoli ...) della costituzione, concernente ... (o

concernenti ...), approvato dal parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero ... del ...?, ovvero: approvate

il testo della legge costituzionale ... concernente ... approvato dal parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale

numero ... del ...?”

Una differenza tra referendum costituzionale e abrogativo è che nel primo è valido al di là del numero dei votanti (art.

22 L. 352/70), mentre nel secondo è valido solo se vota della maggioranza degli aventi diritto (art. 36 L. 352/70).

22

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potere ispettivo sull’attività del Governo che parte delle indagini conoscitive, la forma più blanda

del potere di controllo, fino al provvedimento più grave che è la mozione di sfiducia.

9

Le procedure di indirizzo sono la mozione e la risoluzione:

La mozione può essere presentata alla Camera da un presidente di gruppo o da almeno 10

deputati o 8 senatori. Ha il fine di promuovere una deliberazione dell’Assemblea su un

determinato argomento per verificare la conformità al programma politico. E l’atto tipico in il

quale il Parlamento accorda la fiducia o la può negare (mozione di sfiducia). “La mozione di

sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può

(art. 94), proprio per

essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione”

permettere a tutti i membri della Camera di essere a conoscenza della contenuti della mozione.

La risoluzione è una proposta su specifici argomenti.

Le procedure di controllo e di informazione sono le interrogazioni, le interpellanze, le inchieste, le

indagini conoscitive in genere della Commissione.

Interrogazioni, sono delle semplici domande, rivolte da un parlamentare per iscritto al Governo

(o un singolo ministro) se un fatto sia vero o meno. La risposta può essere orale o scritta. Per

alcuni autori, l’interrogazione, se portata all’attenzione dell’Assemblea può arriva alla mozione

di sfiducia.

Le interpellanze,

Le inchieste sono dettate dall’art. 82: “Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di

pubblico interesse. A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in

modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione di inchiesta procede alle

indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria

(interferenza funzionale)”. Se l’inchiesta riguarda materie particolarmente complesse può essere

incaricata una commissione bicamerale.

Le indagini conoscitive in genere svolte dalla commissioni che poi riferiscono alle Camere.

L’art. 84 dice: “Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto 50

Il 50° anno deve essere compiuto al momento della

anni d’età e goda dei diritti civili e politici”.

votazione in Parlamento. Se decade una delle condizioni di eleggibilità decade anche il mandato del

Presidente.

Al Presidente della Repubblica non è concesso di esprimere giudizi ne di dare un indirizzo politico.

Anche per questa ragione viene definito un potere neutro ed è il rappresentante dell’unità nazionale.

Ha un potere di richiamo all’osservanza della Costituzione di tutti gli organi dello Stato in qualità di

garante della Costituzione. Questa attività avviene attraverso il potere di esternazione che consiste

nell’invio di messaggi formali ed informali.

messaggi formali sono quelli scritti che il Presidenti invia agli organi dello Stato per invitarli ad

essere in linea con il dettato costituzionale, tra cui quelli richiamati dall’art. 87 alle Camere;

messaggi informali, orali, sono quelli che il Presidenti invia alla Nazione, sia in occasione

dell’inizio del mandato, di fine anno e in occasione di ricorrenze solenni;

Il giuramento del Presidente della Repubblica (art. 91) è l’atto con cui ha inizio il mandato

presidenziale e da cui decorrono i sette anni della carica.

L’art. 85 dice: “Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati

convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente

Fino al 1970 le Regioni a statuto ordinario non erano ancora formate (erano

della Repubblica”.

presenti solo le regioni a statuto speciale) e quindi operava la II disposizione transitoria: “Se alla

9 Atto inteso a promuovere la deliberazione di un'assemblea, spec. del Parlamento, su una data questione, e che va

sottoposto al voto della stessa. Mozione di fiducia, di sfiducia, con cui il Parlamento concede o nega l'approvazione al

programma del governo. 23

tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx

data della elezione del Presidente della Repubblica non sono costituiti tutti i Consigli regionali,

partecipano alle elezioni soltanto i componenti delle due Camere”.

Il Presidente della Repubblica da validità formale agli atti del Governo, infatti il quarto comma

dell’art. 87 “Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo”,

quindi l’attività governativa passa attraverso il decreto del Presidente della Repubblica.

La funzione legislativa del Presidente è data da:

(art. 59).

“Può nominare senatori a vita cinque cittadini”

Può convocare ciascuna Camera in via straordinaria (art. 62).

(art. 87).

“Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione”

(art. 87).

“Può inviare messaggi alle Camere”

“Autorizza (art.

la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo”

87).

(art. 87).

“Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti”

(art. 87).

“Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione”

“Prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova

(art. 74).

deliberazione”

(art. 88).

“Può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di essa”

La funzione esecutiva del Presidente è data da:

“Accredita e riceve rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando

(art. 87).

occorra, l’autorizzazione delle Camere”

“Ha il comando delle Forze Armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo

(art. 87).

la legge

(art. 87).

“Dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere”

La funzione amministrativa del Presidente è data da:

(art. 92).

“Nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i ministri”

(art. 87), tra i quali i

“Nomina, nei casi previsti dalla legge i funzionari dello Stato”

sottosegretari di Stato e i Commissari straordinari del Governo.

(art. 87).

“Conferisce le onorificenze della Repubblica”

La funzione giurisdizionale o giudiziaria del Presidente è data da:

(art. 87).

“Presiede il Consiglio superiore della magistratura”

(art. 87).

“Può concedere la grazia e commutare le pene”

Gli atti presidenziali, sotto il profilo formale e sostanziale, si dividono in tre categorie: atti

formalmente presidenziali e sostanzialmente governativi, atti formalmente e sostanzialmente

presidenziali, atti complessi.

Atti formalmente presidenziali e sostanzialmente governativi, sono quelli frutto della volontà

governativa, ma emanati dal Presidenti della Repubblica. Ad esempio i decreti legge (art. 87).

Questi atti sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri nella sua qualità di

Capo del Governo.

Atti formalmente e sostanzialmente presidenziali sono emanati dal Presidenti della Repubblica,

ma sono anche frutto della volontà presidenziale. Ad esempio la grazia, le onorificenze (art. 87)

e la nomina dei senatori a vita (art. 59).

Atti complessi, sono quelli frutto della compartecipazione governativa e presidenziale. Ad

esempio lo scioglimento delle Camere (art. 88). Un altro esempio è dato dall’art. 126: “Con

decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio

regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla

Il decreto presidenziale in questione è deliberato

Costituzione o gravi violazioni della legge”.

dal Consiglio dei ministri e “sentita una commissione di deputati e senatori costituita per le

quindi approvato dal Parlamento.

questioni regionali”

“Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una di

(art. 88) è una facoltà del Presidente che esercita alla scadenza naturale della Camere, quando

esse” 24

tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx

non si attengono al dettato costituzionale o anche quando viene constatata l’impossibilità di

proseguire il mandato e in questo senso è fondamentale ascoltare i presidenti di ciascuna Camera.

Il Presidente della Repubblica “non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo

(art.

mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura”

88). Questo limite deriva, secondo la dottrina, dal fatto che il Presidente potrebbe influenzare le

Camere per spingere verso una sua rielezione, nell’ipotesi che ritenga di non godere della piena

fiducia del Parlamento, ma anche perché nella parte finale del suo mandato apparirebbe

depotenziato.

Leggendo in maniera combinata l’art. 89 e 90 emerge che il Presidente della Repubblica gode della

totale irresponsabilità giuridica e quindi non è responsabile di tutti gli atti compiuti nell’esercizio

delle sue funzioni.

Per questa ragione ai sensi dell’art. 89 “Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non

e pertanto anche gli

è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità”

atti formalmente e sostanzialmente presidenziali devono essere controfirmati dai ministri

quindi anche la grazia.

proponenti, che ne assumono la responsabilità

Il Presidente gode, inoltre, di una sorta di immunità parlamentare dettata dalla consuetudine ed

avallata dalla dottrina prevalente per la quale fino alla scadenza del mandato non può essere

perseguito penalmente per reati commessi al di fuori delle sue funzioni, anche se ha la possibilità di

dimettersi, pertanto, come avviene per i parlamentari, si ritiene più importante evitare l’interruzione

di un pubblico servizio, quale è l’attività presidenziale, rispetto alle esigenze di giustizia.

Il Presidente risponde solo dei reati di attento alla Costituzione e alto tradimento (art. 90), in sintesi,

secondo buona parte della dottrina, sono reati costituzionali.

“In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza dei suoi

(art. 90). Allo scopo viene nominata una commissione che svolge una sorta di

membri”

procedimento istruttorio e viene nominato un relatore all’interno della commissione che dovrà

svolgere le funzioni di P.M. Laddove venga ravvisata la sussistenza degli elementi delittuosi, il

Presidente può essere oggetto di un provvedimento sospensivo cautelare. Al termine dell’istruttoria,

se l’ipotesi di reato trovano conferma e il Parlamento vuole proseguire nel procedimento, in quanto

potrebbe archiviare il caso, vengono trasmessi gli atti alla Corte Costituzionale. Il Presidente della

Consulta, ricevuto l’incartamento convoca la Corte in relazione a quello che prevede l’art 135,

ultimo comma.

Vi è da dire che l’ultimo comma dell’art. 134 attribuisce alla Corte costituzionale la seconda fase

del procedimento giurisdizionale nelle accuse al Presidente della Repubblica (attribuzione di

funzione), mentre l’ultimo comma dell’art. 135 è specificata la composizione della Corte

costituzionale nei giudizi si accusa al Presidente della Repubblica (attribuzione di composizione).

Questo è l’unico caso in cui il Presidente della Consulta convoca la Corte in una composizione

aggregata o straordinaria in quanto sono aggregati altri 16 membri.

Possiamo anche dire che i reati presidenziali discendono dai doveri assunti con il giuramento del

Presidente (art. 91) e cioè “fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione”.

Gli organi necessari del Governo sono tre: Il presidente del Consiglio dei Ministri, i Ministri e il

Consiglio dei Ministri (art. 92). Si distinguono da quelli non necessari che sono istituiti di volta in

volta, quali i ministri senza portafoglio, Presidente del Consiglio di Gabinetto, Comitati

interministeriali, eccetera.

La fiducia al Governo viene data attraverso la mozione di fiducia motivata, cioè le Camere devono

motivare la mozione, votata per appello nominale.

Quando la crisi nasce per ragioni esterne al Parlamento si dice extraparlamentare e la questione è

posta direttamente dal Governo. 25

tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx

Se viene nominato un muovo Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio, presenta le

dimissioni che il nuovo Presidente respinge. Questo avviene per prassi, o etica, costituzionale ed è

una sorta di ratifica del mandato del Presidente del Consiglio.

In relazione che gli articoli della Costituzione relativi al Governo sono solo quelli che vanno dal 92

al 100, è intervenuta la legge 23 agosto 1988 n. 400 che disciplina l'attività di Governo e

l’ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri.

I ministri possono essere:

ministri con portafoglio (o necessari) se hanno un dicastero;

ministri senza portafoglio (o non necessari) se non hanno un dicastero e fanno capo, di regola,

alla Presidenza del Consiglio e nominati a discrezione di questo. Partecipano all’attività politica

e al Consiglio del Ministri.

I commissari di governo hanno funzioni amministrative e non partecipano all’attività politica nel al

Consiglio del Ministri.

I compiti ed i poteri del Presidente del Consiglio dei ministri sono citati nell’art. 95, ma soprattutto

nell’art. 5 della legge 400/88.

Con la legge costituzionale 16 gennaio 1989 n. 1, è stato modificato l’ultimo comma dell’art. 134,

pertanto la Corte costituzionale non giudica più sulle accuse contro i ministri; si è passati quindi da

una legislazione accentrata, alla Consulta, ad una diffusa, cioè al giudice ordinario. Questo profilo è

stato modificato per mettere in ministri in linea con il dettato dell’art. 28 e quindi alla responsabilità

dei funzionari pubblici ed al giudizio risarcitorio.

L’art. 96 detta: “Il Presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica,

sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria,

previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme

Per i ministri tecnici, o non parlamentari, si applica comunque

stabilite dalla legge costituzionale”.

l’immunità parlamentare durante il loro mandato, ai sensi dell’art. 68, e sono sottoposti

autorizzazione del Senato della Repubblica.

L’art. 96 va letto con l’art. 89, primo comma, “Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido

Quindi

se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità”.

l’immunità non copre le responsabilità derivanti dall’art. 89, secondo comma i quali sono giudicati

dalla magistratura ordinaria ai senso della legge costituzione 16 gennaio 1989 n. 1 che ha stato

modificato l’ultimo comma dell’art. 134 citato sopra.

L’art. 97 detta: “I (riserva legge

pubblici uffici sono organizzati secondo le disposizioni di legge

assoluta), in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione

(riserva legge relativa)”.

Altro principio ricavabile dalla Costituzione, relativo alla pubblica amministrazione, è il principio di

legalità, che può essere distinto in principio formale (l’amministrazione deve agire nei limiti della

legge), e sostanziale (l’amministrazione deve agire conformemente alla legge). In questo senso l’art.

97 si collega all’art. 23 “Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non

ma anche agli art. 13 ss. nella parte che prevedono che alcune libertà

in base alla legge”,

fondamentali dei cittadini possono essere limitate soltanto “nei (art.

casi e modi previsti dalla legge

14)”.

L’atto amministrativo deve avere tre elementi costitutivi: elemento soggettivo, oggettivo e dalla

forma.

l’elemento soggettivo, è l’ente competente ad emanare l’atto.

oggettivo è la natura e il fine per il quale l’atto deve essere emanato.

la forma è il modo in cui l’atto deve essere esternato.

La mancanza di uno di questi provoca la nullità dell’atto, cioè i vizi degli atti amministrativi.

L’atto amministrativo può essere perfetto, valido ed efficace.

è perfetto quando vi sono tutti gli atti costitutivi;

è valido quando oltre che perfetto è privo di vizi;

26

tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx

è efficace quando l’atto può produrre i suoi effetti.

I vizi dell’atto amministrativi si dividono in vizi di legittimità e merito:

i vizi di legittimità riguarda l’eccesso di potere, la violazione di legge e l’incompetenza.

l’eccesso di potere si ha quando l’atto emanato ha ecceduto le competenze chi lo ha

o emanato;

la violazione di legge quando l’atto è in contrasto con la legge;

o l’incompetenza può essere assoluta e relativa, la prima si ha quando l’organo non aveva

o alcuna competenza sull’atto, mentre l’incompetenza relativa si ha quanto quando l’organo

che lo ha emanato pur non competente è dello stesso settore di quello competente.

i vizi di merito sono quelli che attengono il merito o la sostanza dell’atto.

Gli organi ausiliari (art. 99 e 100) svolgono la loro funzione fornendo pareri, il C.N.E.L. “è un

organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che sono

(art. 99 secondo comma).

attribuiti dalla legge”

Inoltre il C.N.E.L. “ha l’iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione

(art. 99 terzo comma).

economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge”

L’iniziativa delle leggi al C.N.E.L. è data anche dall’art. 71, che la conferisce agli organi ed enti ai

quali sia conferita da legge costituzionale.

Il Consiglio di Stato (art. 100 primo comma ) ai sensi della legge 23 agosto 1988 n. 400, emana

pareri obbligatori per:

L’emanazione di atti normativi del Governo e dei singoli ministri e per l’emanazione dei

testi unici;

per le decisioni sui ricorsi al Presidente della Repubblica;

sugli schemi generali di contratti-tipo, accordi e convenzioni predisposti da uno o più

ministri.

I pareri devono essere resi entro 45 giorni dalla richiesta, salva la possibilità di interruzione dovuta

ad esigenze istruttorie, ma solo per una volta; decorso il termine l’Amministrazione procede

comunque.

La Corte dei Conti è un organo ausiliario delle Camere, infatti: “Partecipa, nei casi e nelle forme

stabiliti dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in

(art. 100

via ordinaria. Riferisce direttamente alle Camere sul risultato del riscontro eseguito”

secondo comma ).

La Corte dei Conti: “esercita un controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo”

apponendo il che è requisito di efficacia. Questo controllo è stato abolito su decreti legge e

visto

decreti legislativi della legge 23 agosto 1988 n. 400.

Inoltre esercita un controllo “successivo sulla gestione del bilancio dello Stato”.

La Corte dei Conti a funzioni giurisdizionali in materia contabile, finanziaria e di pensioni.

L’avvocatura dello Stato, pur non prevista dalla Costituzione esercita un ruolo primario di assistere

e difendere lo Stato. Quindi è un organi di consulenza del Governo e dei suoi organi, ma anche

giurisdizionale in quanto difende lo Stato davanti a tutti i giudizi in cui è chiamato.

L’art. 101 “La si collega al secondo comma dell’art. 1

giustizia è amministrata in nome del popolo”

“La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”,

questa riserva di legge costituzionale si realizza anche con il dettato dell’art. 101.

Il primo principio della magistratura coincide con il principio di legalità: “I giudici sono soggetti

(art. 101 secondo comma).

soltanto alla legge”

L’art. 102 “La funzione giurisdizionale è esercitata dai magistrati ordinari istituiti e regolati dalle

Con l’ordinamento giudiziario la Costituzione fa riferimento

norme sull’ordinamento giudiziario”. 27

tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx

al R.D. 30 gennaio 1941 n. 12, precedente alla Costituzione che ha subito diverse modifiche fino

10

alla legge 16 dicembre 1999 n. 479 , modificata dalla legge 27 febbraio 2002 n. 31.

L’art. 102 detta “Non dove per

possono essere istituiti giudici straordinari o speciali”, “non

intende nuovi giudici a quelli già esistenti alla promulgazione della

possono essere istituiti”

Costituzione, inoltre questa norma è collegata con il primo comma dell’art. 25: “Nessuno può essere

Ma la stessa Costituzione pone un limite a

distolto dal giudice naturale precostituito per legge”.

questa norma affermando “Possono soltanto essere istituiti presso gli organi giudiziari ordinari

sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei

per determinate materie tecniche dove è necessaria la presenza di

estranei alla magistratura”

esperti: il tribunale per i minorenni, i tribunale regionale delle acque pubbliche, le sezioni

specializzate in materia agraria e per le tossicodipendenze, le sezioni di sorveglianza delle corti

d’appello.

L’ultimo comma art. 102 detta “La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del

Esempi sono le Corti di assise (di primo grado e di appello)

popolo all’amministrazione giustizia”.

composte da 6 giudici popolari e due ordinari e la composizione allargata della Corte Costituzione

nei giudizi di accusa.

Il primo comma dell’art. 103 “Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa

hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi

si collega all’art.

legittimi e, in particolari materie indicate dalle legge, anche dei diritti soggettivi”,

113 “Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei

diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa.

Tale tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o

per determinate categorie di atti”.

Il primo comma dell’art. 104 detta “La magistratura costituisce un ordine autonomo ed

L’indipendenza ed autonomia dei giudici si concretizza

indipendente da ogni altro potere”.

nell’esclusivo assoggettamento dei giudici alla legge, nel principio di unicità della giurisdizione

ordinaria (infatti sono esclusi i giudici speciali, art. 102) e nella esclusiva dipendenza dei giudici

all’organo di autogoverno dei giudici che è il Consiglio Superiore della Magistratura (art. 104 dal

secondo comma). L’autonomia e indipendenza della magistratura, garantita dalla Costituzione,

impedisce ogni tipo di interferenza da parte di altri poteri dello Stato.

Il Consiglio superiore della magistratura, oltre che dall’art. 104 è disciplinato dalla Legge 28 marzo

2002, n. 44.

La composizione del C.S.M. è mista in quanto vi sono membri di diritto (Il Presidente della

Repubblica, il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione) e membri

elettivi e questi ultimi non sono tutti magistrati. Infatti due terzi sono magistrati (quelli eletti da tutti

i magistrati della giurisdizione ordinaria e amministrativa e un terzo (quelli eletti dal Parlamento in

seduta comune) tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati con almeno 15

anni di attività forense.

L’art. 105 “Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell’ordinamento

giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti

va collegato con il primo comma dell’art. 24 “Tutti

disciplinari” possono agire in giudizio per la

Questo significa che i magistrati, come chiunque altro,

tutela dei propri diritti e interessi legittimi”.

possono ricorre al C.S.M. per la tutela dei loro diritti soggettivi e interessi legittimi.

Possiamo anche affermare che l’art. 105 sancisce che spettano al Consiglio superiore della

magistratura i provvedimenti disciplinari sui magistrati (ad opera di una apposita sezione

10 modifiche alle disposizioni sul procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica e

altre modifiche al codice di procedura penale. modifiche al codice penale e all'ordinamento

giudiziario. disposizioni in materia di contenzioso civile pendente, di indennità spettanti al giudice

di pace e di esercizio della professione forense. 28

tÑÑâÇà| w| Z|ÉätÇÇ| ZxÇà|Äx

disciplinare del C.S.M.), ma “Il ministro della Giustizia ha facoltà di promuovere l’azione

ai sensi del secondo comma dell’art. 107.

disciplinare”

Tra i magistrati non vige un principio gerarchico, l’art. 107 terzo comma sancisce che “I magistrati

si distinguono fra di loro soltanto per le loro funzioni”.

L’art. 109 sancisce: “L’autorità la quale

giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria”,

dipende dal potere esecutivo. Ma questo articolo sta a significare che l’autorità giudiziaria delega

alla polizia giudiziaria per l’espletamento di alcune funzioni ed in questo senso si collegano gli art.

13, 14, 15, 16. Ad esempio “in la polizia giudiziaria,

casi eccezionali di necessità ed urgenza”,

“può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore

all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono

revocati e restano privi di ogni effetto”.

Con l’istituzione della Corte Costituzionale si è passati da una gestione diffusa del controllo della

legittimità costituzionale ad una accentrata, in quanto precedente mente spettava al giudice

ordinario verificare la legittimità delle leggi alla Costituzione, mentre con la Costituzione

repubblicana è competenza esclusiva della Corte costituzionale.

In considerazione che all’entrata in vigore della Costituzione, la Consulta non era ancora in

funzione, il secondo comma della VII disposizione transitoria consentiva il protrarsi della gestione

diffusa di legittimità: “Fino a quando non entri in funzione la Corte Costituzionale, la decisione

delle controversie indicate nell’art. 134 ha luogo nelle forme e nei limiti delle norme preesistenti

all’entrata in vigore della Costituzione”.

La prima riunione della Corte costituzionale avvenne nel 1956.

L’art. 134 sancisce: “La Corte costituzionale giudica: sulle controversie relative alla legittimità

Questo

costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni”.

avviene quando vi è una legge dello Stato che invade la sfera di competenza delle Regioni,

attribuita dalla Costituzione, e viceversa. In questo caso l’organo può adire direttamente la Corte

Costituzionale per promuovere la questione di legittimità costituzionale. Le sfere di competenza

legislativa dello Stato e delle Regioni sono definite dall’art. 117, modificato dalla legge

costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Prima della riforma del titolo V (le regioni, le province, i

comuni), l’art. 117 dettava le materie alle quali le Regioni avevano competenza esclusiva, al

contrario dal 2001 sono dettate le materie di competenza esclusiva dello Stato mentre le restanti

materie sono attribuite alle Regioni. In sintesi si è invertita la collocazione delle disposizioni, ma

soprattutto sono aumentate le materie di competenza delle Regioni e in questo modo meglio

realizzato il decentramento e l’autonomia dettati dall’art. 5 quando dice che la Repubblica “adegua

i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”.

Il primo comma dell’art. 134 si collega all’art. 127 che dispone: “Il Governo, quando ritenga che

una legge regionale ecceda la competenza della regione, può promuovere la questione di legittimità

e nel

costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione”

secondo comma dell’art. 127 vi è un dettato analogo, ma per le Regioni nei confronti dello Stato e

di altri Regioni.

La riforma del 2001 ha modificato anche l’art. 127 in quanto precedentemente lo Stato operava un

controllo di legittimità preventivo alla legge, cioè prima della pubblicazione, invece con la nuova

formulazione dell’art. 127 il Governo, o le Regioni, possono promuovere la questione di legittimità

solo dopo la pubblicazione della legge ed entro 60

costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale

giorni. In sostanza, fino al 2001, con la vecchia formulazione dell’art. 127, lo Stato poteva

intervenire in maniera preventiva sulle leggi regionali attraverso il Commissario di Governo il quale

riceveva la proposta di legge regionale e la trasmetteva al Governo per la valutazione e se non vi era

opposizione apponeva il visto entro 30 giorni.

Infine il primo comma dell’art. 134 dispone che la Corte costituzionale giudica: “sui conflitti di

In questo

attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni”.

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Sara F

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Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Perchinunno Fancesco.

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