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Per l’acquisizione di dati e informazioni, le Camere possono rivolgersi ad istituti appositi (ISTAT, CNEL) e al

Governo.

Il Procedimento Legislativo è complesso e si articola essenzialmente in tre fasi:

1. Fase dell’Iniziativa

2. Fase di Perfezione dell’atto legislativo

3. Fase Integrativa di efficacia

FASE DELL’INIZIATIVA

Il Governo è il principale protagonista dell’Iniziativa.

Le Camere sono titolari del diritto di presentare e ritirare al tempo stesso i disegni di legge; la

presentazione di quest’ultimo segna la fine della prima fase preliminare.

Sotto il profilo procedurale, l’iniziativa si diversifica per alcune peculiarità:

1. Iniziativa Governativa: esprime l’indirizzo politico del Governo e ha le maggiori possibilità di

successo potendo contare sulla Maggioranza.

2. Iniziativa Parlamentare: compete a ciascun parlamentare il quale deve seguire una particolare

procedura del gruppo di appartenenza.

3. Iniziativa Popolare: deve essere esercitata da almeno 50mil elettori i quali presentano un disegno

di legge redatto in articoli ed accompagnato da una relazione illustrativa.

4. Iniziativa Regionale: compete ai singoli consigli Regionali. Essi seguono la procedura di

approvazione di una legge regionale.

5. Iniziativa del Consiglio Nazionale dell’economia e del lavoro

6. Iniziativa Comunale: è limitate dall’Art. 133 al mutamento delle circoscrizioni provinciali e

all’istituzione delle nuove Provincie.

FASE DI PERFEZIONE DELL’ATTO PROCEDURALE 

Verifica della sussistenza dei requisiti formali del progetto di legge assegnazione alla Commissione

La Procedura Ordinaria è disciplinata direttamente dalla Costituzione, meno rapida di quella speciale, ma

maggiormente seguita. Si articola in 4 fasi:

1. Esame delle questioni che possono essere sollevate da ciascun parlamentare.

2. Discussione sulle caratteristiche generali del disegno di legge

3. Esame e Votazione degli articoli

4. Dichiarazione di voto e votazione finale

Dalla procedura ordinaria si distinguono quelle che operano in sede deliberante ( le Commissioni

sostituiscono le assemblee nella II e IV Fase della procedura ordinaria) e in sede redigente (particolare

riparto tra assemblee e commissioni).

Procedimenti Legislativi Differenziati sono previsti per:

 Le leggi Costituzionali e di Revisione Costituzionale.

 La concessione di Amnistia e Indulto

 Approvazione della legge di bilancio e finanziaria.

 Approvazione della legge comunitaria Nazionale.

L’istruttoria legislativa prende in considerazione durante il procedimento legislativo:

 La necessità dell’intervento

 Gli obiettivi dell’intervento

 La conformità alla Costituzione

 La chiarezze delle Disposizioni

FASE INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA

Quest’ultima fase si compone di due distinti sub procedimenti:

1. La Promulgazione: compete al Presidente della Repubblica. Egli ha a disposizione 1 mese dalla data di

approvazione in casi ordinario e meno (in base a quanto stabiliscono le Camere) in caso di Maggioranza

Assoluta.

2. La Pubblicazione: è condizione di efficacia della legge. La legge va pubblica entro e non oltre 30gg dalla

promulgazione, nella prima parte della Gazzetta Ufficiale della Costituzione e da tale date inizia la

vacatio legis (lasso di tempo allo scadere del quale le sue norme diventano applicabili) di 15gg.

PARTE II – CAP. II

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

ART. 83: “Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni”.

ART. 85: “Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune”.

Secondo la disposizione costituzionale, il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e

rappresentante dell’unità nazionale. In questa sua qualità esso si pone in una posizione di autonomia

rispetto alle forze politiche ed ai rapporti tra Governo e Parlamento.

Il ruolo del Presidente della Repubblica è sezionato in 4 principali parti:

1. Garante della Costituzione (funzione di garanzia)

2. Reggitore dello Stato nei momenti di crisi

3. Organo di impulso costituzionale

4. Istanza di sintesi e di intermediazione tra i diversi poteri

potere di esternazione

Il Presidente della Repubblica è titolare del , ovvero di far conoscere il proprio

avviso sulla situazione politica o in ordine a una determinata vicenda. Questo potere costituisce, in un certo

senso, la proiezione delle funzioni vere e proprie del Presidente. Il Presidente della Repubblica può

esprimere il proprio pensiero sia Formalmente che in maniera Informale; il messaggio di tipo informale,

non trova un diretto riferimento nella costituzione e avviene in forma libera (interviste, conferenze,

dichiarazioni). Il messaggio di tipo formale invece, può essere:

 Messaggio alle Camere (proposta di legge)

 Messaggio dopo il giuramento (divenuto prassi, nel quale il Presidente della Repubblica comunica

le sue intenzioni)

 Messaggio in tema di politica estera

 Messaggio di rinvio di una legge al Parlamento (Art. 74)

L’elezione del Presidente della Repubblica avviene a Maggioranza qualificata. I requisiti per poter essere

eletti sono enunciati dall’Art. 84, e sono:

 Essere cittadini,

 Avere compiuto 50 anni,

 Godere dei diritti civili e politici.

Una volta eletto, il neopresidente presta giuramento innanzi al Parlamento in seduta comune. Con il

giuramento, il Presidente della Repubblica entra nel piena della sua carica e scattano così automaticamente

le incompatibilità previste con tutte le altre cariche.

La Costituzione non vieta la rielezione e si propone inoltre, di assicurare che il nuovo Presidente della

Repubblica sia in carica al momento della scadenza del mandato del precedente Presidente.

impedimenti

La Costituzione prevede anche il possibile insorgere di all’esercizio delle attribuzioni

presidenziali. La cessione anticipata della carica può avvenire per:

1. Morte

2. Dimissioni

3. Decadenza, quando viene meno uno dei requisiti di eleggibilità

4. Destituzione, in caso di condanna per reati presidenziali

5. Altri impedimenti permanenti

Per impedimento permanente si intende causa ad mortem, dimissioni o grave malattia fisica o psichica.

Mentre gli impedimenti temporanei, come motivi di viaggio o malattia breve, lasciano libera valutazione

allo stesso Presidente della Repubblica per una eventuale supplenza: la supplenza è affidata al Presidente

del Senato che è limitato nel tempo ed esercita funzioni transitorie.

Secondo l’Art. 90 della Costituzione, il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti

nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per i reati presidenziali (Alto Tradimento o Attentato alla

Costituzione). Ma si parla in termini di responsabilità limitata.

Responsabilità

Le principali del Presidente della Repubblica sono qui elencate:

 Responsabilità Politica: il Presidente della Repubblica può essere chiamato a rispondere politicamente

per gli atti presidenziali.

 È direttamente responsabile: degli atti che compie al di fuori dell’esercizio delle sue funzioni.

 Responsabile per Reati Presidenziali: quali Alto Tradimento e Attentato alla Costituzione.

Per i reati presidenziali si denota un iter procedurale per la messa in stato di accusa del Presidente della

Repubblica, questo si compone di due parti:

1. La messa in stato di accusa, deliberata dal Parlamento in seduta comune e a maggioranza assoluta.

2. Il giudizio di accusa vero e proprio, dinanzi alla Corte Costituzionale. al Presidente

Un’elencazione delle principali attribuzioni è contenuta nell’art. 87 Cost., secondo il quale

della Repubblica compete :

 inviare messaggi alle Camere;

 indire le elezioni delle Camere e fissarne la prima riunione;

 autorizzare la presentazione dei disegni di legge del Governo;

 promulgare le leggi;

 emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti;

 indire il referendum popolare;

 accreditare e ricevere i rappresentanti diplomatici;

 ratificare i trattati internazionali;

 assumere il comando delle Forze armate e dichiarare lo stato di guerra deliberato dalle Camere;

 presiedere il Consiglio superiore della magistratura ed il Consiglio supremo di difesa;

 concedere la grazia;

 conferire le onorificenze della Repubblica.

Altre competenze non previste dall’art. 87 Cost. sono:

 nominare senatori a vita cinque cittadini

 convocare in via straordinaria il Parlamento;

 promulgare o rinviare le leggi per una nuova deliberazione;

 nominare il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i Ministri;

 disporre con decreto motivato lo scioglimento di un Consiglio regionale;

 nominare 1/3 dei componenti della Corte costituzionale.

classificazione delle diverse attribuzioni spettanti al Presidente della

Si può procedere alla

Repubblica secondo diversi criteri distintivi:

1. Qualora si consideri l’organo o il potere nei confronti dei quali si manifesta l’azione.

2. Qualora si consideri la natura dell’attività esercitata.

3. Se si considera il soggetto istituzionale che assume nella sostanza la decisione.

Secondo l’Art. 89, formalmente nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è

controfirmato da un Ministro, che se ne assume la responsabilità. Alcuni atti del Presidente della

Controfirma

Repubblica sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri. La natura della

varia ovviamente dall’atto:

 Atti Composti: esprime l’avvenuta collaborazione tra due organi.

 Atti Presidenziali: consente al Governo di controllare il Presidente della Repubblica.

 Atti Governativi: determina l’assunzione di responsabilità del governo.

Un caso particolare di controfirma Ministro della Giustizia firma l’atto con cui il Presidente della

Repubblica concede la Grazia.

competenze che pongono il

Tra le molteplici elencate rivestono uno spiccato interesse quelle

Presidente della Repubblica in rapporto diretto con gli altri organi costituzionali attivi , facendo di

esso il grande regolatore del gioco costituzionale. Si tratta in particolare di:

 La nomina del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri;

 L’emanazione degli atti di maggior rilevanza giuridica e politica del Governo, quali gli atti aventi

forza di legge ed i regolamenti;

 Lo scioglimento anticipato delle Camere;

 Il rinvio delle leggi approvate dal Parlamento al momento della promulgazione.

Il rinvio presidenziale è praticamente un invito alle Camere ad approfondire la deliberazione prima di

promulgarla: infatti, nel caso in cui il rinvio sia rifiutato dal Parlamento, il Presidente della Repubblica è

costretto a promulgarla (fatta eccezione per l’improbabile caso in cui la ritenga un attentato alla

Costituzione o un atto di Alto Tradimento).

Lo scioglimento anticipato delle Camere è soggettivo alle idee e al pensiero del Presidente della

Repubblica, non è quindi regolato dalla Costituzione. Inoltre, non può avere luogo negli ultimi sei mesi del

mandato presidenziale. PARTE II – CAP. III

IL GOVERNO

Negli ordinamenti costituzionali a democrazia parlamentare l’organizzazione del Governo ha oscillato tra la

direzione Collegiale, ove il Presidente del Consiglio risulta come primus inter pares (primo tra i pari)

rispetto ai Ministri, e la direzione Monocratica, ove il Presidente del Consiglio acquista una certa

autonomia che si manifesta esercitando un potere di direttiva e di revoca dei Ministri.

Governo Parlamentare

La posizione del Governo all’interno della forma di ha registrato una significativo

evoluzione; i profili più interessanti possono essere individuati:

 Nel progressivo spostamento del potere decisionale dal Parlamento al Governo

 Nell’affermazione della Democrazia Maggioritaria

 Nella crescente rilevanza del Potere Normativo del Governo

Al riconoscimento della posizione del Presidente del Consiglio si affianca un’accentuazione dell’autonomia

del Governo rispetto al Parlamento. Il Governo risulta quindi essere un Comitato Direttivo del Parlamento,

nel senso che detiene il ruolo di attore principale nella determinazione dell’indirizzo politico.

In seguito alla scelta di un tipo di Governo Parlamentare, la Costituzione presuppone che si instauri un

rapporto fiduciario tra Governo e Maggioranza Parlamentare, come riportato dall’Art. 94 della

Costituzione sulla fiducia delle Camere e la revoca di quest’ultima tramite mozione motivata. La revoca

Crisi di Governo

disciplina formalmente la situazione di .

Diverse ipotesi di crisi di governo che si possono essere:

1. Crisi parlamentare: crisi che si formano attraverso una votazione esplicita da parte di almeno uno

dei due rami del parlamento per quanto riguarda la FIDUCIA o la SFIDUCIA nel governo.

All’interno del parlamento avvengono delle discussioni per stabilizzare il Governo.

2. Crisi extra-parlamentari: che si formano all’esterno di una votazione esplicita del parlamento e si

determinano esclusivamente a causa del Presidente del Consiglio.

3. Crisi obbligatorie: quelle che scaturiscono da un mancato voto di fiducia, quelle che comportano

un voto negativo del parlamento sull’approvazione di un importante decreto.

4. Crisi facoltative: quelle che non vengono vincolate da decisioni strettamente parlamentari.

5. Crisi che sfociano nella creazione di un nuovo Governo.

6. Crisi che ripristinano l’ordine nel Governo attuale.

7. Si rompe il rapporto tra Governo e Maggioranza Parlamentare.

8. La crisi si espande all’interno di tutto il Parlamento stesso.

La crisi 2011 può essere definita come extra-parlamentare, facoltativa, nata dalla rottura tra governo e

maggioranza e che sfocia nella creazione di un nuovo governo.

Non vanno confuse con la crisi di Governo le seguenti nozioni:

Le dimissioni di un Ministro, volontarie o in seguito alla sfiducia individuale, non determinano

necessariamente la crisi di Governo. Il Parlamento ha la facoltà di votare una mozione di sfiducia

individuale ovvero nei confronti di un singolo ministro.

Se si apre un conflitto di natura politica tra il Presidente del Consiglio e un ministro, il Presidente del

Consiglio non ha la possibilità di sostituirlo perché presentando il Governo al parlamento, quest’ultimo ha il

potere unico di procedere alla sostituzione del Ministro, Revoca dei Ministri.

Il Rimpasto invece consiste nel favorire l’omogeneità e la funzionalità del Governo, individuando nuovi

responsabili dei ministeri di maggior rilevanza politica ed istituzionale.

Prendiamo in considerazione per le diverse tappe per risolvere le Crisi del Governo:

1. Fase delle Consultazioni: l’iniziativa è nelle mani del Presidente della Repubblica che inizia le

consultazioni con i partiti politici e nomina il nuovo Presidente del Consiglio con una Riserva.

Nel caso in cui le consultazioni non producano nessun risultato si attua un Mandato Esplorativo, il

Presidente della Repubblica individua una personalità di rilievo tra i partiti per sondare l’umore tra

questi.

2. Fase della composizione del Governo: è la fase più lunga. L’iniziativa è in mano al Presidente del

Consiglio che scioglie la Riserva e accetta l’incarico.

Deve prima di tutto individuare la sua maggioranza politica, deve costituire il programma politico e

deve creare la nuova struttura del Governo.

3. Fase dell’entrata in carica del nuovo Governo: il Governo formale si costituisce ed infine entra in

funzione con il giuramento.

4. Fase di realizzazione del Principio Parlamentare: si va al voto, ad appello nominale, della fiducia da

parte del Parlamento che agisce secondo la condizione sin equa non.

L’organizzazione del Governo

Il Governo è un organo complesso, composto da una pluralità di organi. si

divide in due primi grossi “rami”, che distinguono organi necessari da organi eventuali.

Tra i primi rientrano:

1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri: esso, in quanto presidente del Consiglio, formula l’ordine

del giorno, lo convoca e lo presiede, oltre che a svolgere le sue attività di rappresentate del

Governo disposte dalla Costituzione. Le competenze più significative però, sono da attribuirsi alla

sua posizione di Premier, responsabile dell’indirizzo politico del Governo.

2. Il Consiglio dei Ministri: è l’organo del Governo a competenza generale. La sua funzione compete

nel determinare la politica generale del Governo e fissarne l’indirizzo in concomitanza del

Presidente del Consiglio.

3. I Ministri: essi rappresentano il punto di saldatura tra l’indirizzo politico e lo specifico indirizzo al

quale è preposto. Giuridicamente parlando il Ministro emana veri e propri atti normativi. Una

posizione speciale la detiene il Ministro della Giustizia al quale è riservata la facoltà di promuovere

l’azione disciplinare (Art. 107) e la competenza di organizzare e far funzionare i servizi relativi alla

giustizia (Art. 110). Da distinguere anche i c.d. Ministri senza Portafoglio, ovvero senza la

possibilità di gestire uno stato di previsione del bilancio.

4. I Sottosegretari: sono dei collaboratori dei Ministri. Essi sono eletti dal Presidente della Repubblica,

su proposta del Presidente del Consiglio ma sono soggetti comunque al gradimento del Ministro,

che decide autonomamente se accettare o no. Le loro funzioni sono incaricate dal Ministro stesso.

5. I Comitati Interministeriali: assumono alle determinazioni la cui responsabilità politica ricade

direttamente sul Governo. (es. CIPE, Comitato Interministeriale per la Programmazione

Economica).

Tra gli eventuali, invece:

1. I Comitati di Ministri: svolgono un’attività istruttoria e del tutto preliminare alle deliberazioni del

Consiglio dei Ministri.

2. I Vicepresidenti del Consiglio dei Ministri: svolgono funzione di supplenza del Presidente del

Consiglio dei Ministri.

3. Il Consiglio di Gabinetto: viene costituito su volontà del Presidente del Consiglio. Le sue

competenze sono circoscritte alle attribuzioni di rilievo politico del Presidente, sono preliminari alle

determinazioni formali del Governo.

4. I Commissari Straordinari: fronteggiano particolari e temporanee esigenze di coordinamento

operativo tra le amministrazioni statali.

Nel Consiglio dei Ministri, negli ultimi decenni, sono avvenute varie modifiche:

1. L’introduzione della mozione di Fiducia: attualmente viene presentata dal Governo per accelerare i

tempi di un dibattito parlamentare e per coagulare una Maggioranza dispersa così da “costringerla” ad

approvare una determinata legge molto contrastata. A questo punto non si vota più direttamente sul

provvedimento, ma si vota sulla fiducia di chi lo propone.

2. Modalità di voto: nasce la presenza del voto Palese, che è chiaro a tutti, oltre al voto Segreto, che non

è conoscibile da nessuno oltre al votante. Si sostiene che il primo possa garantire un’assunzione di

responsabilità al momento del voto, anche se quello segreto può viceversa garantire maggiore

coerenza con le vere idee del votante che è libero di esprimere la sua opinione senza essere giudicato.

3. Corsie privilegiate per i disegni di legge del Governo: vi sono dei punti nel lavoro del Parlamento dove i

disegni di leggi giudicati importanti dal Governo, vengono analizzati con tempi molto più stretti a un

qualsiasi altro disegno di legge. Le decisioni prese dall’UE hanno un carattere vincolante per i 27 Stati

dell’Unione Europea e devono essere attuate con precedenza sulle altre .

(rif. Art. 117)

4. Procedimenti legislativi accelerati: il Governo può chiedere e ottenere che un proprio disegno di legge

sia sottoposto a una procedura più veloce.

5. Meccanismo di contingentamento dei tempi: a) in primo luogo vengono assegnati i tempi nei quali

deve concludersi il procedimento legislativo, in una seconda fase vi è la presentazione in aula degli

emendamenti; in terzo luogo vi è la discussione della legge e quarta ed ultima fase è la votazione della

legge. Con il contingentamento si ha un calendario certo dei tempi. b) in base a un principio di

proporzionalità viene definito un limite di tempo ai parlamentari per il dibattito; il gruppo parlamentare

ha la piena autonomia su come gestire il proprio tempo di dibattito.

6. Programmazione dei lavori: un’assemblea parlamentare si basa su una complessa programmazione,

data dal parlamento, di tipo settimanale e trimestrale. Se un disegno di legge non entra nella

programmazione non potrà mai essere approvato.

L’attività normativa del Governo è stata accentrata attraverso il crescente ricorso alla Delegazione

Legislativa (disciplinata dall’Art. 76) da parte del Parlamento, in favore del Governo (Delegificazione). Nel

caso di una delegazione nei confronti delle attività autonome territoriali si parla di Decentramento

Normativo; nel caso invece, dell’autonomia dei privati, Deregolazione.

Il Parlamento delega al Governo la funzione legislativa a tempo determinato. I decreti adottati dal

Governo devono contenere nel preambolo, oltre alla deliberazione del Presidente del Consiglio, la legge di

delegazione e la denominazione Decreto Legislativo (atti aventi forza di legge): in quanto tali possono

essere sindacati dalla Corte Costituzionale. [tra gli atti aventi forza di legge vanno annoverati anche i

Decreti di attuazione degli Statuti Speciali e gli Atti emanati in caso di guerra.]

Quando il Governo adotta un Decreto Legge lo invia alle Camere. Per quanto riguarda i decreti legge vi sono

due importanti strumenti di controllo:

1. Il Presidente della Repubblica: il decreto deve essere trasmesso a Lui perché lo firmi; in questo

modo ha sia a) il potere di rinviare al parlamento un decreto ma anche b) la possibilità di rifiutare

un decreto sulla base della mancanza dei presupposti della necessità e dell’urgenza.

2. La Corte Costituzionale: essa è il “giudice” che decide se le leggi rispettano la Costituzione e

giudicare la fattezza della legge in base all’Art. 77 della Costituzione.

 Il decreto legge deve essere deliberato dal Consiglio dei Ministri e firmato dal Presidente della

Repubblica ed entra immediatamente in vigore. Deve essere trasmesso subito al Parlamento che ha 2

mesi per concludere con la votazione finale. Quindi nasce come decreto del Governo ma si trasforma

poi in un decreto parlamentare. Il Parlamento ha la possibilità in oltre di proporre modifiche.

 La Costituzione prevede che le norme entrino immediatamente in vigore. Una volta approvato il

decreto legge, viene consegnato alle Camere che iniziano a discuterne. Dopo un po’ di tempo (per

esempio 1 mese) il Governo approva degli emendamenti che possono entrare in vigore solo quando è

approvata la legge di conversione.

 Come detto, il Parlamento può introdurre delle nuove norme, quindi modificare il decreto legge con un

nuovo emendamento. La mancata conversione fa decadere dall’inizio tutti gli effetti.

Il Parlamento deve sanare il disguido causato dagli effetti o con una legge o comunque con un

intervento sull’errore: (per esempio: nel caso di un decreto legge che preveda l’aumento dell’IVA, poi

bocciato dal Parlamento, quest’ultimo deve o emanare una legge che consenta a chi ha già pagato l’IVA

erroneamente maggiorata di riavere gradatamente i suoi soldi; o restituendo la differenza e/o l’intera

somma ILLECITA).

 La REITERAZIONE consisteva nel ripresentare, da parte del Governo, più volte un decreto legge non

approvato dopo i 60gg. Oggi a) se la mancata conversione del decreto è conseguenza di un voto

negativo da parte del Parlamento, il decreto non può essere reiterato. b) Nella maggior parte dei casi

però, questo avviene a causa di un ingolfamento della procedura, e in tal caso è concessa la

reiterazione. Potestà Regolamentare

Il Governo è il principale titolare della . I regolamenti del Governo possono

essere oggetto di classificazioni sulla base dell’organo che li adotta:

1. Regolamenti Governativi

2. Regolamenti Ministeriali

3. Regolamenti Interministeriali

Sulla loro struttura tipologica:

1. Regolamenti di Esecuzione (esecuzione delle leggi e decreti legislativi)

2. Regolamenti di Attuazione ed Integrazione (riferite alle leggi e ai decreti recanti norme di principio)

3. Regolamenti di Organizzazione (per il funzionamento delle amministrazioni pubbliche)

4. Regolamenti Indipendenti (per la disciplina di materie in cui manchi la disciplina di leggi o atti)

5. Regolamenti Delegati (per la disciplina delle leggi che determinano le norme generali)

PARTE II – CAP. IV

LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

nozione di Amministrazione Pubblica

La può essere intesa sia in senso oggettivo (attività volta al

raggiungimento di finalità pubbliche ed alla produzione di beni e servizi a favore della collettività) o in

senso soggettivo (complesso di organi ed enti all’esercizio dell’azione amministrativa).

All’interno della Costituzione, troviamo rilevanti disposizioni costituzionali dirette alle Amministrazioni

Pubbliche, a titolo di esempio:

 Art. 97: sull’organizzazione dei pubblici uffici e l’accesso agli impieghi pubblici tramite concorso

 Art. 98: i pubblici impiegati sono al servizio della Nazione.

 Art. 28: responsabilità dirette dei funzionari dello Stato

 Art. 51: nessuna distinzione di sesso agli incarichi pubblici

 Art. 54: obbligo di svolgere le funzioni pubbliche con disciplina e onore

Le disposizioni in merito agli Arrt. 97, 98 pongono dei canoni organizzativi generali degli uffici pubblici. I

Principi inerenti all’Amministrazione Pubblica sono:

 Principio di Democraticità: il quale è riconosciuto nella partecipazione popolare alle cariche e

all’amministrazione pubblica.

 Principio di Imparzialità: tutela l’uguaglianza all’interno dell’attività amministrativa e

l’affermazione dell’esigenza di evitare discriminazioni arbitrarie.

 Principio di Buon Andamento: presuppone che si realizzi un’amministrazione efficiente ed

appropriata per il raggiungimento degli obiettivi assegnati a quest’ultima. Questo principio viene,

dopo un’evoluzione, reso efficente da controlli, finalizzati a valutare l’efficacia e l’efficienza

dell’attività amministrativa.

 Principio di Responsabilità dei Pubblici Dipendenti: stabilito dall’Art. 28 della Costituzione. Una

particolare forma di responsabilità è costituita dalla Responsabilità Dirigenziale: i dirigenti sono

responsabili del risultato dell’attività, della realizzazione dei programmi e dei progetti assegnati dal

Governo e dei risultati di gestione finanziaria. lo sciopero nei pubblici

Lo sciopero è un diritto del lavoratore, ma incontra dei limiti nell’esercizio del

uffici , nella salvaguardia di altri fondamentali beni tutelati dalla Costituzione, quali vita, salute, pubblica

sicurezza, libertà, ecc.

Nel caso di violazione degli obblighi posti dalla legge prevede rilevanti sanzioni:

 I singoli lavoratori sono soggetti a sanzioni pecuniarie e disciplinari proporzionate alla gravità

dell’infrazione.

 Le org. Sindacali che hanno proclamato lo sciopero sono soggette a sanzioni pecuniarie.

 I responsabili delle amministrazioni pubbliche sono soggetti a sanzioni pecuniarie e proporzionate

alla gravità dell’infrazione. PARTE II – CAP. VI

LA MAGISTRATURA

I principi che regolano l’organizzazione dell’ordinamento giudiziario sono funzionali ad assicurare che la

funzione giurisdizionale sia esercitata nel rispetto del principio di legalità, di giustizi abilità e d separazione

dei poteri.

La Costituzione contiene disposizioni finalizzate ad assicurare un’effettiva tutela dei diritti, oltre che

l’autonomia e l’indipendenza dell’organo giudiziario. Tra i quali:

 Art 24: afferma l’inviolabilità del diritto di difesa.

 Art 25: afferma il diritto di essere giudicati dal giudice naturale precostituito per legge.

 Art 111: introduce la disciplina del Giusto Processo (durata, organi competenti, sentenze …)

 Art 113: afferma il principio di giustiziabilità; ammette il ricorso alla Corte di Cassazione per motivi

di legittimità per i provvedimenti inerenti alla libertà personale.

Funzione Giurisdizionale

Inoltre, secondo gli Arrt 102 e 104, la è esercitata da Magistrati istituiti e

regolati dall’ordinamento; la Magistratura è un organo autonomo e indipendente da ogni altro potere.

L’ordinamento giudiziario dovrebbe essere disciplinato da una specifica legge ma, tuttavia, ciò non è

avvenuto, poiché il Parlamento ha approvato solo alcuni interventi settoriali.

La Magistratura è un organo di garanzia giurisdizionale, i quali principi fondamentali possono essere

individuati:

Nell’unicità della Giurisdizione

1. : la funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari. La

giurisdizione ordinaria può essere distinta in:

 Contenziosa e Volontaria: la prima risolve controversie, la seconda nasce in assenza di queste.

 Civile e Penale: si distinguono in base al valore della controversia e all’entità della pena

irrogabile.

I Giudici Civili sono:

 Il Giudice conciliatore

 Il Pretore

 Il Tribunale

 La Corte di Appello

I Giudici Penali sono:

 Il Pretore

 Il Tribunale

 La Corte di Assise

 La Corte di Assise in appello

Al vertice delle diverse giurisdizioni troviamo la Corte di Cassazione.

 Decidente e Requirente: la prima è svolta sia da organi monocratici, sia da organi collegiali; la

seconda esclusivamente da organi monocratici (I Pubblici Ministeri), i quali sono incardinati in

appositi uffici (Le Procure).

 Di merito e di Legittimità: la seconda è riservata alla Corte di Cassazione.

L’Art 102 inoltre, vieta di istituire giudici straordinari, ma prevede l’istituzione di giudici speciali inerenti a

certe materie (Consiglio di Stato, Corte dei Conti, Forze Armate, le Regioni).

Nell’autonomia dei Magistrati e nell’Indipendenza dell’organo

2. : una Magistratura deve essere

autonoma, non condizionata da altri poteri, per offrire ai singoli Magistrati le condizioni organizzative

ottimale per svolgere la propria funzione giurisdizionale.

Il principio della soggezione del giudice alla legge (Art. 101 I giudici sono soggetti soltanto alla legge)

introduce una garanzia, nel riconoscimento che ciascun giudice possa interpretare la legge

autonomamente senza subire condizionamenti, e un limite, nel fatto che l’attività del magistrato deve

essere comunque correlata alle norme vigenti e non può essere quindi arbitraria.

Inamovibilità

Tra le garanzie che salvaguardano tali principi possiamo rinvenire la garanzia dell’ :

secondo l’Art. 107 “i Magistrati sono inamovibili. Non possono essere sospesi dal servizio, né destinati

ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio Superiore della Magistratura”.

Le decisioni dei giudici sono insindacabili, tuttavia ciò non esclude né l’esistenza di un diritto di critica,

l’adozione in casi limite di provvedimenti disciplinari

né , anche riguardanti la responsabilità

penale (per omissione, ritardo o rifiuto di un atto del suo ufficio) e civile (per diniego di giustizia).

Consiglio Superiore della Magistratura

Il è un organo costituzionalmente necessario e di garanzia

dell’indipendenza dell’organo giudiziario e dell’autonomia dei magistrati.

Il Consiglio Superiore della Magistratura è composto da 27 MEMBRI.

 3 sono di diritto, il Presidente della Repubblica, il Presidente della Corte di Cassazione e il

Procuratore Generale della Corte di Cassazione.

 24 sono elettivi, eletti per 2/3 da Giudici, Pubblici ministeri e Corte di cassazione. Il restante 1/3 a

tutti i magistrati. La carica di questi dura 4 anni.

I principali organi interni del Consiglio Superiore della Magistratura sono:

1. Presidente

2. Vicepresidente

3. Comitato di Presidenza

4. Commissioni Referenti

5. Commissione Disciplinare

Il Consiglio Superiore della Magistratura si compone di competenze implicite, quali la garanzia dei principi

sopra elencati, e esplicite:

 Assegnazioni

 Trasferimenti

 Promozioni

 Provvedimenti disciplinari

Le Attribuzioni spettanti al Consiglio Superiore della Magistratura possono essere suddivise anche in tipiche

e atipiche. Le Determinazioni del Consiglio Superiore della Magistratura assumono a tutti gli effetti la veste

di Atti Amministrativi. Pubblico Ministero

Non esistono disposizioni costituzionali che disciplinano la posizione del , ma possiamo

evidenziare le sue principali attribuzioni in:

1. Vegliare e regolare l’amministrazione della Giustizia.

2. Promuovere la repressione dei reati e le eventuali misure di sicurezza.

3. Far eseguire i giudicati e i provvedimenti previsti dalla legge.

4. Tutelare i diritti di Stato, persone giuridiche e incapaci, richiedendo nei casi di urgenza dei

provvedimenti cautelari necessari.

Il Pubblico Ministero può essere considerato a tutti gli effetti un organo di giustizia. Esso ha avuto

un’evoluzione storica che passa dall’affermazione di dipendenza dal Governo, fino all’Affermazione del

Pubblico Ministero come magistrato Indipendente e Autonomo.

All’interno della Costituzione, però, possiamo trovare delle disposizioni che fanno riferimento al Pubblico

Ministero, nel quale individuiamo:

 Il Principio dell’obbligatorietà dell’azione penale: questo principio non deve essere interpretato

come monopolio del Pubblico Ministero nell’azione penale; anzi, in accordo con i Costituenti, la

formulazione sancisce 2 principi:

Il divieto di sospendere o ritardare l’azione penale e,

La possibilità di privati o organi pubblici di esercitare l’azione penale

 Le deroghe all’obbligatorietà dell’azione penale: queste non vanno in contrasto con il principio

sopra enunciato, evidenziano anzi la presenza di casi limite. Le deroghe possono essere di natura

soggettiva o procedurale.

La Costituzionalizzazione del Pubblico Ministero è pertanto da ritenersi implicita, nel complesso di articoli

che disciplinano l’ordine giudiziario. Secondo il sistema legislativo Italiano, l’ufficio del Pubblico Ministero

rappresenta un’unità indivisibile, evidenziando così, ulteriori caratteristiche organizzative dell’ufficio del

Pubblico Ministero:

 Impersonalità: all’interno dell’ufficio ogni singolo Magistrato ha la competenza per intervenire sulle

questioni affidate al capo dell’ufficio.

 Gerarchia: l’azione dei singoli Magistrati si svolge nel rispetto di un potere di supremazia

riconosciuto dalla legge nel capo dell’ufficio.

PARTE III – CAP. I

LA DISCIPLINA COSTITUZIONALE DEI DIRITTI FONDAMENTALI

È compito essenziale delle Costituzioni proprie dello Stato di diritto garantire la persona umana.

In questo senso, si sta assistendo ad una universalizzazione dei diritti fondamentali dell’uomo, che incontra

però ostacoli nella varietà e diversità dei diversi ordinamenti. Tuttavia, non esiste un’inconciliabilità assolta

tra rispetto delle tradizioni e riconoscimento dei diritti fondamentali.

I diritti fondamentali costituiscono lo strumento giuridico attraverso il quale la persona può affermare la

propria libertà ed autonomia.

Le principali Dichiarazioni dei diritti della persona sono:

 Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino (1789)

 Bill of Rights (1689)

 Habeas Corpus (1679)

Le Costituzioni dello Stato Sociale, pur richiamandosi allo Stato Liberale, presentano innovativi profili:

 Vengono potenziati gli strumenti di garanzia

 Sviluppo dei Trattati Internazionali in materia di diritti umani

 Introduzione di una nozione evoluta di “persona”

In ambito europeo, identifichiamo due carte dei diritti con significativa rilevanza Costituzionale:

1. La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (1950)

2. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2001)

I diritti fondamentali della persona possono essere suddivisi in:

 Diritti Assoluti:

 Diritti Civili

 Diritti Politici

 Diritti Condizionati:

 Diritti Sociali

 Diritti Economici

 Diritti come Libertà Negativa e di Prestazione:

1. I primi, si realizzano attraverso la difesa del singolo nei confronti del legislatore, dei pubblici

poteri e dei privati.

2. I secondi, postulano un intervento della legge.

Le Costituzioni attuali tendono a essere distinte su due diversi livelli, in base alla loro tendenza a

dettagliare le situazioni tipiche dei diritti fondamentali:

1. Il primo, si limita a disciplinare dei diritti, considerati essenziali per la tutela e la promozione della

persona

2. Il secondo, accentua il ruolo di codificazione, inserendo una disciplina dettagliata.

clausole

Di norma, le Costituzioni contengono finalizzate a implementare i diritti riconducibili alla libertà

personale. Di conseguenza non mancano clausole relative alla dignità umana ( clausola multiculturale [ART.

28 Carta dei diritti fondamentali dell’UE] l’UE rispetta la diversità culturale, linguistica e religiosa), al

principio multiculturale, ai principi propri di una democrazia.

I diritti fondamentali stanno acquistando una valenza universale, anche grazie al fenomeno della

tecniche di incorporazione dei diritti internazionali

globalizzazione. La dottrina individua 3 :

1. Riproduzione nei testi costituzionali di norme rispecchianti quelle internazionali

2. Incorporazione indiretta, che avviene nella giurisprudenza in via interpretativa

3. Incorporazione diretta, attraverso apposite clausole internazionali

I diritti fondamentali concorrono a caratterizzare la forma di Stato Democratica, dal momento che il venir

Diritti Sociali

meno degli stessi comprometterebbe le basi costituzionali dell’ordinamento. I sono un caso

particolare, poiché rappresentano sia un arricchimento del principio personalistico, ma sono anche principi

orientatori dell’attività dello Stato. I diritti Sociali sono espressione del dovere dello Stato di assicurare

determinate prestazioni sociali.

Spesso si è ricorsi a un’unica definizione per identificare la persona con il cittadino; per questo, nella

posizione giuridica degli stranieri

Costituzione, è nata una particolare attenzione alla . Il fenomeno

dell’immigrazione è regolato dal d. lgs. N. 286 del 1998 e dalla legge n. 189 del 2002: la normativa

introduce la differenziazione di trattamento tra presenza regolare o irregolare di stranieri sul territorio. Nel

primo caso lo straniero va tutelato e inserito. Lo straniero ha diritto d’asilo (Art 10 c. 3) e non può essere

estradato in caso di reati politici: qui incontra una deroga nel caso di delitti di genocidio.

limiti ai diritti fondamentali

La Costituzione Italiana pone dei :

 Art 14: particolari intromissioni di domicilio per ragioni di sanità, incolumità pubblica o fini

economici e fiscali.

 Art 16: restrizioni a libertà di circolazione e soggiorno per motivi di sicurezza e sanità.

 Art 17: carattere armato e non pacifico di una riunione.

 Art 18: segretezza e perseguimento di finalità politiche con associazioni di carattere militare.

 Art 19/21: buon costume nei riti religiosi e pubblicazioni ricollegabili alla libertà di pensiero.

È stato precisato dalla Corte Costituzionale Italiana, non pare né irragionevole, né contrario ai principi

costituzionali consentire al Parlamento di adottare misure insolitamente restrittive di un diritto

fondamentale, purché ciò sia determinato da una situazione di urgenza e di necessità e non si protragga

ingiustificatamente nel tempo. (es. stato di guerra, Art. 78)

La tutela dei Diritti Fondamentali nella Costituzione Italiana si fonda essenzialmente su 4 principi,

che sono:

1. Il riconoscimento dell’inviolabilità di determinati diritti.

2. La riservazione al legislatore della competenza di determinare i limiti.

3. È prevista in molti casi una riserva di legge rinforzata

4. È affidata all’autorità giudiziaria la facoltà di adottare i concreti provvedimenti di limitazione del

diritto. PARTE III – CAP. II

LA TUTELA COSTITUZIONALE DEI DIRITTI DELLA PERSONA

La Costituzione Italiana ha disciplinato i diritti fondamentali dell’individuo sulla base di alcuni importanti

principi: DIGNITA’, EGUAGLIANZA, LIBERTA’ e PLURALISMO.

Il riconoscimento della dignità umana , regolato dall’Art. 3, può considerarsi un’acquisizione tipica del

costituzionalismo democratico e sociale, in questo ambito acquisisce una duplice funzione:

1. È il fondamento costituzionale di tutti i diritti.

2. Esprime un principio supremo che caratterizza l’’ordine costituzionale.

Il riconoscimento costituzionale della dignità può essere individuato a livello individuale (no atti di

discriminazione) e relazionale (tutti uguali tutti trattati ugualmente).

La dignità è un bene spirituale, immateriale che appartiene a ogni persona; non è comprimibile né dai

pubblici poteri, né dai privati, e nel suo riconoscimento si pone il divieto assoluto di porre in essere

comportamenti degradanti l’essere umano.

Nelle Carte costituzionali sono presenti diversi diritti riconducibili alla dignità umana:

1. La dignità influisce sulla modalità di limitazione della libertà personale e sul sistema delle pene.

2. Il principio di dignità incide sul sistema delle relazioni economiche (liv. min. di benessere).

3. La dignità influisce anche sui diritti della personalità.

Il principio di eguaglianza esprime la condanna dell’egoismo e delle discriminazioni a danno di individui

e di gruppi sociali. Da questo principio, si ricavano alcune regole interpretative dell’Art. 3, secondo le quali:

 

Situazioni uguali trattamento uguale

 

Situazioni diverse trattamento diverso

 Situazioni diverse devono avere trattamenti razionalmente diversificati.

Il principio di eguaglianza ha particolari significati costituzionali, identificabili in:

 Pari capacità giuridica tra uomini e donne.

 Pari dignità sociale e divieto di discriminazione.

 Ragionevolezza nelle scelte legislative.

 Eguaglianza in senso sostanziale, ovvero la garanzia a tutti i partecipanti alla società di accedere

alla vita economico-politico e sociale della comunità.

I Diritti connessi all’Autonomia della Persona :

La Libertà Personale : l’Art. 13 afferma che la libertà personale è inviolabile e vieta ogni forma di

detenzione, ispezione o perquisizione personale. Ogni persona gode del diritto di autodeterminazione

del proprio corpo e della propria persona. Per meglio tutelare la libertà personale, la Costituzione ha

introdotto una doppia Riserva (di legge e di giurisdizione); la riserva di giurisdizione incontra però, due

deroghe:

1. Art. 82: possibilità delle commissioni parlamentari di procedere con indagini.

2. Art 13: consente in casi eccezionali di urgenza di adottare provvedimenti limitativi della libertà

personale.

I casi che autorizzano l’autorità pubblica sono determinati dal legislatore:

1. Arresto in flagranza

2. Fermo per pericolo di fuga

3. Fermo di Polizia giudiziaria

4. Fermo di identificazione

5. Accompagnamento negli uffici della Polizia per rifiuto di dichiarare le generalità o qualora si

sospetti siano false

6. Rilievi segnaletici per persone che si rifiutano o non sono in grado di provare la loro identità

Possono essere adottate misure cautelari (divieto di espatrio, arresti domiciliari, custodia cautelare, ..)

Il Diritto di Domicilio : l’Art. 14 definisce il domicilio inviolabile, in quanto necessaria proiezione

spaziale della persona.

La nozione costituzionale di domicilio, prevede che esso sia intenso in senso estensivo, ovvero ogni

spazio isolato ove il singolo intende appartarsi nella propria autonomia.

Il Diritto alla Riservatezza: gli Art. 13, 14, 15 si riferiscono anche al diritto positivo di poter svolgere

liberamente la propria personalità, la garanzia di una vita privata che tuteli la propria identità.

La Libertà di Corrispondenza e di Comunicazione: l’Art. 15 protegge la comunicazione con la

segretezza. Esiste una differenza tra le due nozioni, per Corrispondenza si intende la trasmissione del

pensiero da A B; mentre per Comunicazione, si intendono tutte le forme di trasmissione del

pensiero e della volontà, che escludono terzi dalla conoscenza del contenuto.

Intercettazioni

Particolari problemi insorgono nel caso delle : in proposito, la Corte Costituzionale ha

indicato le garanzie per rendere l’intervento conforme alla Costituzione, prevedendo che le

intercettazioni:

a) siano compiute sotto il controllo costante dell’autorità giudiziaria.

b) siano autorizzate con atto motivato.

c) siano limitate nel tempo.

d) assicurino il segreto delle parti irrilevanti ai fini del procedimento in corso.

La Libertà di Circolazione: nel diritto sostanziale alla mobilità (Art. 120, divieto alle Regioni di

adottare provvedimenti che ostacolino la libertà di circolazione) rientra anche il diritto all’uso degli

strumenti necessari per circolare.

Viene riconosciuta la libertà di emigrazione e la libertà di espatrio, condizione necessaria è il rilascio

del passaporto. Quest’ultima è però limitata, negando il rilascio del passaporto a:

1) chi è assoggettato alla potestà genitoriale

2) il destinatario di un ordine di cattura

3) chi deve espiare una pena detentiva

4) chi sottoposto a misure di sicurezza

5) chi ha obblighi militari

Il Diritto alla Salute: è regolato dall’Art. 32 della Costituzione e prevede una doppia natura, in quanto

fondamentale diritto dell’individuo e fondamentale interesse della collettività. I contenuti di tale

diritto possono essere ricondotti a tre fattispecie fondamentali:

1. Tutela l’Integrità psichica e fisica.

2. Tutela il Diritto di essere curato e di rifiutare determinati trattamenti sanitari (esclusi quelli

obbligatori)

3. Riserva allo Stato la competenza a determinare i livelli delle prestazioni.

I Diritti connessi al Pluralismo delle Idee

:

La Libertà di Religione : gli Arrt.7, 8 riguardano rispettivamente la Chiesa Cattolica e le altre

confessioni religiose. La Libertà religiosa garantita dall’Art. 19 comprende molti diritti:

1. Libertà di coscienza

2. Libertà di culto

3. Libertà di propaganda

4. Libertà di Ateismo

5. Libertà di non rivelare la propria fede

6. Libertà di aprire templi ed edifici religiosi

La Libertà di Manifestazione del Pensiero: regolata dall’Art. 21, rappresenta un cardine

fondamentale nel nostro ordine democratico, dal momento che non esisterebbe, senza questa, una

democrazia. Tale libertà è un diritto assoluto e in quanto tale non sono ammissibili limiti finalistici alla

manifestazione del pensiero.

La titolarità di tale diritto comprende sia i cittadini che gli stranieri e le persone giuridiche.

La Disciplina dei Mezzi di Comunicazione: regolata sempre dall’Art. 21 tutela anche il diritto di usar

diversi mezzi di diffusione del pensiero.

La stampa non può essere sottoposta a autorizzazioni o censure, ma può essere limitata nella forma

del sequestro per delitti o violazione delle norme che la legislazione prescrive.

In tale ambito, troviamo anche il diritto di informazione (ben più vasto e distinto dal diritto di cronaca),

e l’esercizio del mezzo televisivo in quanto servizio pubblico e privato.

Infine, è stata istituita un’Autorità per la Garanzia delle Comunicazioni.

La Libertà di Ricerca Scientifica: viene riconosciuta dall’Art. 33 insieme alla Libertà di insegnamento.

La sua tutela è assoluta, pertanto la libertà di ricerca scientifica non incontra limiti.

La disciplina costituzionale è in perfetta concordanza con la normativa dell’UE.

I Diritti di Riunione e di Associazione :

La Libertà di Associazione : riconosciuta dall’Art. 18 che garantisce i seguenti enunciati:

1. La libertà del vincolo associativo.

2. Postula che tutte le persone sono titolari del diritto di esercitare la libertà associativa.

3. Apre alla possibilità di perseguire qualsiasi scopo, esclusi i divieti ai singoli dalla legge penale.

4. Vieta le Associazioni di stampo militare.

5. Vieta le organizzazioni segrete.

Occorre non confondere la segretezza di un’associazione, con la riservatezza della stessa.

Qualora un’associazione contravvenga ai divieti della Costituzione, l’ordinamento prevede un duplice

tipo di sanzioni:

1. Sanzione penale per i promotori e i partecipanti.

2. Lo scioglimento dell’organizzazione.

La Libertà di Riunione: riconosciuta dall’Art. 17 che tutela il diritto di riunione in sé, a prescindere

dai suoi obiettivi. Questa libertà prevede un regime differenziato in base alla luogotenenza della

riunione, distinti in:

 Riunioni in luogo privato: non sono disciplinate.

 Riunioni in luogo aperto al pubblico: accesso selettivo, non necessita preavviso.

 Riunioni in luogo pubblico: accesso libero, necessita preavviso per le misure di sicurezza dello

svolgimento della stessa. PARTE III – CAP. III

I DIRITTI CULTURALI

Le società sono disomogenee non soltanto in quanto pluriclasse, ma anche in quanto multietniche e

multiculturali.

gruppi etnici e culturali

I diversi che compongono le diverse moderne società sono classificati in:

1. Minoranze Volontarie

2. Minoranze Forzose

3. Gruppi Autoctoni

4. Minoranze Diffuse

5. Nuove Minoranze

Esistono particolari politiche di integrazione, volte ad assicurare la conservazione delle specificità culturali.

I meccanismi istituzionali per tutelare le identità culturali sono di diverso tipo, dall’istituzione di organi

rappresentativi, alla previsione di rappresentanti delle comunità all’interno degli organi costituzionali e

l’esistenza di forme di giurisdizione speciale. la lingua

Sono molti gli ordinamenti che hanno istituito il divieto di assumere quale criterio per introdurre

norme discriminatorie, anzi, coerentemente con questo pensiero, il pluralismo linguistico è considerato

dalle Costituzioni una ricchezza da salvaguardare, piuttosto che un pericolo.

Troviamo due diverse politiche linguistiche, quali il Separatismo Linguistico, che implica la non necessità di

conoscere entrambe le lingue Nazionali, ma di conoscere solo la propria, e il Bilinguismo Totale, dove

viceversa si necessita la conoscenza di entrambe le lingue indifferentemente.

La garanzia e la promozione dei diritti linguistici è assicurata da:

 Norme Internazionali di protezione dei diritti linguistici.

 Dichiarazione sui Diritti delle minoranze.

 Carta Europea delle lingue Regionali.

In Italia le Regioni a Statuto Speciale (Friuli V.G., Valle d’Aosta e Trentino A.A.) hanno utilizzato la

competenza legislativa per tutelare il loro patrimonio linguistico.

In alcuni ordinamenti deve essere assicurata:

1. La rappresentanza dei gruppi etnici negli organi costituzionali.

2. L’inserimento dell’elemento linguistico tra i fattori costitutivi la rappresentanza politica.

3. Il diritto ad utilizzare la propria lingua nei procedimenti giurisdizionali ed amministrativi.

Nella Costituzione, l’Art. 6 è volto a tutelare con apposite norme le minoranze linguistiche.

Cultura Beni Culturali

Il fenomeno della e dei viene preso in considerazione all’Art. 9 della costituzione,

tutelando il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della Nazione. Il bene culturale comprende

“tutti i beni che compongono il patrimonio storico, monumentale, demo-etno-antropologico,

archeologico, archivistico e librario e gli altri che costituiscono testimonianza avente valore di civiltà”.

I beni culturali sono caratterizzati dalla loro Funzionalità e dalla loro Pubblicità.

PARTE III – CAP. IV

I DIRITTI DI PARTECIPAZIONE POLITICA

Partecipazione

La nozione di appare comprensiva di una molteplicità di fenomeni, le cui principali forme

possono essere individuate nella:

1. Partecipazione all’Indirizzo Politico.

2. Partecipazione all’Attività Giuridica.

3. Partecipazione ai Procedimenti.

4. Partecipazione alla Gestione dei Servizi.

Le forme di partecipazione, oltre a differenziarsi per partecipazione individuale o per gruppi, si diversificano

anche in riferimento alla funzione alla quale si concorre partecipando:

1. Funzione Amministrativa: la Costituzione non contiene accenni su tale funzione.

2. Funzione Giurisdizionale: Art. 102 dispone la partecipazione di cittadini estranei alla

Magistratura e regola i casi e le forme di partecipazione diretta del popolo.

3. Funzione Legislativa: Art. 50 afferma la possibilità di tutti i cittadini di rivolgere petizioni alle

Camere. Partiti Politici

La Costituzione, riguardo i , :

 Tutela la partecipazione ed il pluralismo politico.

 All’attività politica non possono essere poste ulteriori limitazioni rispetto a quelle previste in

generale (Arrt. 17.18.21)

 L’attività politica organizzata non deve incriminare l’imparzialità dell’azione amministrativa.

 I partiti hanno un’importante rilevanza nel diritto costituzionale poiché influiscono sulla forma di

Governo.

 L’organizzazione politica è uno strumento a disposizione dei cittadini per meglio esercitare la loro

sovranità.

 Si limita a disporre la metodologia democratica dei partiti.

 Finalizza la funzione di determinazione della Politica Nazionale.

I partiti ricevono per il loro funzionamento un Finanziamento da parte dello Stato. Il Parlamento ha

approvato una nuova legge (legge n. 157 del 1999), la quale ha introdotto differenti regole rispetto al

passato. In base ad esse i partiti ed i movimenti politici hanno diritto ad un rimborso delle spese elettorali

sostenute per il rinnovo del Parlamento, del Parlamento europeo e dei Consigli regionali. il Diritto

Il popolo, organizzato in un corpo elettorale, sceglie la propria rappresentanza politica attraverso

di Voto , riconosciuto dall’Art. 48 della Costituzione, il voto è personale, eguale, libero, segreto ed il suo

esercizio costituisce non solo un diritto, ma anche un dovere civico, e la giuridicità di tale implica la

possibilità del legislatore di prendere provvedimenti e/o sanzioni a carico di quei cittadini che, senza

giustificato motivo, non partecipano con il proprio voto alla formazione rappresentativa politica.

Partecipazione agli Organi Politici

La da parte dei Cittadini trova il suo fondamento Costituzionale

direttamente nell’Art. 1 della Costituzione, dove si attribuisce al popolo la possibilità di esercitare la

sovranità.

A tal fine, l’Art. 51 invece, introduce tre principi essenziali in materia di cariche elettive:

1. La possibilità di accesso alle cariche deve avvenire in condizioni di eguaglianza, senza

discriminazioni.

2. Il cittadino eletto deve trovarsi nelle condizioni idonee per svolgere le proprie funzioni di

rappresentante.

3. Si riconosce la possibilità di azioni positive per favorire anche la partecipazione delle donne alle

competizioni elettorali e la loro presenza negli organi elettivi.

Referendum

L’istituto del consente al corpo elettorale di intervenire attivamente al processo decisionale

in ordine a una specifica questione di rilevanza politica.

Può essere distinti in relazione agli effetti giuridici che produce in:

1. Referendum Abrogativo

2. Referendum Approvativo

3. Referendum Consultivo

… in considerazione del soggetto che richiede il referendum in:

1. Referendum di Maggioranza

2. Referendum di Minoranza

… in base all’ampiezza del corpo elettorale in:

1. Referendum Nazionale

2. Referendum Regionale

3. Referendum Locale

… in base alle modalità di coinvolgimento del corpo elettorale in:

1. Referendum Obbligatorio

2. Referendum Eventuale

Il Referendum Abrogativo può assolvere a diverse importanti funzioni:

 Funzione limitata, circoscritta al caso concreto su cui il corpo elettorale si è pronunciato.

 Strumento sanzionatorio, nei confronti del Parlamento e del Governo.

 Funzione di Stimolo, al Parlamento affinché si faccia interprete di determinate esigenze sociali.

Nel caso del Referendum abrogativo sono posti dei limiti cautelari, questo per evitare che i partiti

potessero usarne le funzioni per ostacolare la giusta manovra politica. Limiti degni di nota sono:

 Art. 75 esclude determinati settori materiali dalle richieste di Referendum quali: leggi tributarie e

di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

 Limiti connessi alla natura giuridica dell’istituto del Referendum, in quanto l’effetto abrogativo non

può intaccare e/o contrastare i principi costituzionali.

 Limiti connessi alla struttura del Referendum, il quale richiede un’espressione sintetica di tipo

SI/NO e pertanto non può applicarsi in questioni contenenti più di una disposizione.

Il procedimento Referendario coinvolge diversi organi:

1. Il Comitato Promotore: formula la richiesta di referendum e raccoglie le firme.

2. I Presentatori della Richiesta: depositano la richiesta corredata delle firme.

3. I Sottoscrittori della Richiesta: almeno 500.00 elettori che assicurano la sua legittimità. Tale

numero serve a garantire che l’istituto referendario non venga attivato a sproposito.

4. Il Corpo Elettorale: costituito da tutti gli elettori.

5. L’Ufficio centrale per il referendum: (organo supremo dello Stato) costituito presso la Corte di

Cassazione, verifica la legittimità della richiesta e proclama i risultati.

6. La Corte Costituzionale: (organo supremo dello Stato) verifica l’ammissibilità della richiesta.

7. Il Presidente della Repubblica: (organo supremo dello Stato) indice con decreto, e sentito il

Consiglio dei Ministri, il referendum e dichiara l’avvenuta o non abrogazione della legge o dell’atto

avente forza di legge.

Tale procedimento si svolge in 4 fasi:

I. Presentazione della Richiesta: iniziata dal voto di almeno 5 consigli regionali su iniziativa di almeno

10 cittadini. Si va nella cancelleria della Corte di Cassazione a presentare la richiesta ufficiale.

II. Verifica della Legittimità e della Ammissibilità: la prima avviene attraverso l’ufficio centrale per il

referendum, mentre la seconda compete alla Corte Costituzionale.

III. Indizione del Referendum: compete al Presidente della Repubblica che fissa la data della

convocazione, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri (data compresa 15 Aprile – 15 Giugno)

IV. Proclamazione dei risultati: spetta all’Ufficio centrale per il referendum che dopo aver visionato i

verbali, proclama il risultato. Se l’abrogazione è avvenuto viene pubblicata immediatamente dal

Presidente della Repubblica sulla Gazzetta Ufficiale come Decreto.

Il Referendum Costituzionale, previsto dall’Art. 138 della Costituzione, nei casi di Revisione costituzionale o

Approvazione delle Leggi Costituzionali, è un referendum di tipo eventuale. La legge può essere promulgata

dal Presidente della Repubblica soltanto se è stata approvata dalla maggioranza dei voti validi, comprese le

schede bianche.

Altri tipi di Referendum sono previsti in ambito regionale e locale:

1. Referendum inerenti alla modifica del Territorio.

2. Referendum regionale per l’approvazione di diposizioni statutarie.

3. Referendum Propositivo. PARTE III – CAP. V

LA DISCIPLINA DELLE AUTONOMIE SOCIALI

Negli ordinamenti dello Stato sociale è cresciuta l’attenzione per la dimensione collettiva e comunitaria

Formazioni Sociali

della persona, con il conseguente riconoscimento dei Diritti di gruppo. Persone e , non

sono poste sullo stesso piano ma bisogna anzi, considerare le seconde strumentali allo sviluppo della

persona.

A tal proposito, l’Art. 2 della Costituzione considera la dimensione associativa del vivere sociale,

attribuendo rilievo ai rapporti tra Stato e Società, inoltre tutelando specificatamente alcune formazioni

sociali.

 

Le Confessioni Religiose : Art. 8 solo con l’approvazione di tale articolo s ebbe il riconoscimento

delle confessioni religiose riconoscendone la piena libertà e la loro autonomia.

La fonte competente a disciplinare i culti acattolici è la legge che deve essere preceduta da una

sottoscrizione tra Governo e Rappresentanza della confessione.

 

La Famiglia: Arrt. 29 – 30 – 31 la Repubblica riconosce innanzitutto la Famiglia come società

naturale, fondata sul matrimonio. Oltre ai diritti sulle Famiglie effettive resi validi dall’Art. 29, l’Art. 30

delinea disposizioni sul dovere e diritto dei genitori di mantenere, istituire ed educare la prole, anche

se nati fuori dal matrimonio.

Dalla vecchia concezione di Pater Familias sono stati apportati dei cambiamenti, come:

1. Principio di Eguaglianza tra coniugi; conduzione paritaria del governo familiare,

2. La comunione dei beni,


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher acca46 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Rolla Giancarlo.

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