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- il diritto di circolazione nel territorio degli Stati membri, fatte salve le limitazioni previste dal

presente trattato;

- c’è la possibilità di godere della tutela da parte delle autorità consolari e diplomatiche di qualsiasi

Stato membro;

- l’attribuzione al cittadino europeo del diritto di elettorato attivo e passivo alle elezioni comunali e

del parlamento europeo dello Stato membro in cui risiede.

LO STATO COME APPARATO.

L’APPARATO BUROCRATICO.

Nello Stato vi è la presenza di un apparato organizzativo servito da una burocrazia professionale.

L’organizzazione è stabile nel tempo perché esiste e funziona sulla base di regole predefinite.

LO STATO COME PERSONA GIURIDICA.

Persona giuridica = Soggetti che hanno la capacità di agire in modo giuridicamente rilevante. Oltre

alle persone lo Stato può attribuire personalità giuridica anche ad enti immateriali. Oggi si dice

spesso che lo Stato è dotato di personalità giuridica, ma si tratta di un affermazione che non

corrisponde alla realtà, infatti lo Stato giuridicamente non agisce mai unitariamente. Nelle liti, attive

e passive, parte in giudizio non è mai lo Stato, ma sempre un certo ministro o dirigente responsabile

dell’apparato.

GLI ENTI PUBBLICI.

Gli enti pubblici ( regioni, province, comuni ) sono dotati di personalità giuridica.

Gli enti pubblici sono definiti come degli apparati costituiti dalle comunità per il perseguimento

dei propri fini.

UFFICI ED ORGANI.

L’Ufficio: unità strutturale elementare dell’organizzazione.

Gli Organi: sono uffici particolarmente qualificati da una norma come idoneo ad esprimere la

volontà della persona giuridica e ad imputarle l’atto e i relativi effetti.

Gli Organi rappresentativi: i cui titolari sono eletti direttamente dal corpo elettorale o che sono

collegati ad organi elettivi.

Gli Organi burocratici: sono preposte persone che professionalmente prestano la loro attività in

modo pressoché esclusivo a favore dello Stato o di altri enti pubblici.

Gli Organi attivi: decidono dell’apparato di cui fanno parte e assolvono un compito deliberativo.

Gli Organi consultivi: danno dei consigli agli organi attivi sul modo in cui esercitare il loro potere

decisionale.

Gli Organi di controllo: devono verificare la legittimità alle norme.

I pareri espressi dagli organi consultivi si distinguono in:

Il parere facoltativo: se l’organo deliberativo ha la facoltà di richiederlo, ma non l’obbligo;

Il parere obbligatorio: qualora essi debbono essere obbligatoriamente richiesti;

Il parere vincolante: che devono essere obbligatoriamente seguiti dell’organo che decide.

ORGANI COSTITUZIONALI.

Gli Organi costituzionali dotati delle seguenti caratteristiche:

- sono elementi necessari dello Stato, la mancanza di uno di essi determinerebbero l’arresto della

complessiva attività statale;

- sono elementi indefettibili dello Stato, può aversi la loro soppressione o sostituzione con altri

organi senza determinare un mutamento dello Stato;

- la loro struttura di base è interamente dettata dalla Costituzione;

- ciascuno di essi si trova in condizione di parità giuridica con altri organi costituzionali.

2 FORME DI STATO.

1) FORMA DI STATO.

- Definizioni : Forma di Stato e di Governo.

- Classificazioni e modelli.

- Lo Stato assoluto.

- Lo Stato liberale.

- I caratteri ( strutturali e principali ) dello Stato liberale.

- La nascita dello Stato di democrazia pluralista.

- I partiti politici di massa.

- Crisi delle democrazie di massa e nascita dello Stato totalitario.

- Le alternative allo Stato di democrazia pluralista nel XX secolo.

- I caratteri dello Stato di democrazia pluralista.

2) RAPPRESENTANZA POLITICA.

- Definizioni : Rappresentanza politica.

- La rappresentanza politica nello Stato di democrazia pluralista.

- Democrazia diretta e democrazia rappresentativa.

3) LA SEPARAZIONE DEI POTERI.

- Il modello liberale.

- La separazione dei poteri nelle democrazie pluraliste.

4) LA REGOLA DI MAGGIORANZA.

- Definizione.

- Democrazie maggioritarie e democrazie consociative.

- Le minoranze permanenti.

5) STATO UNITARIO, STATO FEDERALE E STATO

REGIONALE.

6) L’UNIONE EUROPEA.

- Definizione.

- L’organizzazione.

2° Capitolo. FORME DI STATO FORMA DI STATO.

FORMA DI STATO E FORMA DI GOVERNO: Definizioni.

FORMA DI STATO Si intende il rapporto che corre tra le autorità dotate di potestà di imperio e la

società civile, nonché l'insieme dei principi e valori cui lo stato ispira la sua azione.

FORMA DI GOVERNO Si intendono i modi in cui il potere è distribuito tra gli organi principali

di uno stato-apparato e l'insieme dei rapporti che intercorrono tra essi.

CLASSIFICAZIONI E I MODELLI.

Forme di Stato: Stato assoluto, liberale, di democrazia pluralista, totalitario e socialista.

Forme di governo: parlamentari, neoparlamentari, presidenziali, direttoriali e semi presidenziali.

Le diverse forme di stato e di governo elaborate dalla dottrina costituzionalistica sono dei modelli.

Il modello è un concetto riassuntivo, essi assolvono funzioni importanti come le seguenti:

Permettono di comprendere l’individualità distintiva di ciascun sistema costituzionale

• ed evitano di assimilare realtà storico-istituzionali diverse.

consentono di individuare le condizioni storico-istituzionali in cui può operare un certo

• modello di forma di stato o di forma di governo.

facilitano l'individuazione di certi elementi che sono peculiari di un determinato

• ordinamento .

orientano l'opera di interpretazione dei documenti costituzionali.

LO STATO ASSOLUTO.

Lo Stato assoluto è la prima forma di stato dello stato moderno. Si caratterizzava per l’esistenza di

un apparato autoritario separato e distinto dalla società e per l'affermazione di un potere sovrano

attribuito interamente al RE o meglio alla Corona.

Stato assoluto = potere sovrano nelle mani della Corona che era titolare sia della funzione

legislativa che di quella esecutiva. Il potere giudiziario era esercitato da Corti e Tribunali formati da

giudici nominati dal Re.

L'assolutismo regio si affermò soprattutto in Francia, la nobiltà feudale fu sottomessa allo stato. In

Inghilterra l'assolutismo regio si affermò solo parzialmente nel cinquecento, ci furono ostacoli di

tipo sociale. In paesi come Austria e Prussia si affermò il cosiddetto ASSOLUTISMO

ILLUMINATO il cui compito del sovrano era di promuovere il benessere della popolazione detto

anche STATO DI POLIZIA.

LO STATO LIBERALE

Lo stato liberale è una forma di stato che nasce tra la fine del settecento e la prima metà

dell'ottocento a seguito della crisi dello stato assoluto e dell’affermazione della Borghesia

I CARATTERI STRUTTURALI :base sociale ristretta ad una sola classe; il principio di

libertà; il principio rappresentativo e lo stato di diritto.

La crisi dello stato assoluto fu dovuta soprattutto a ragioni finanziarie (peso fiscale ritenuto

insopportabile). In Francia la crisi assunse la forma traumatica della rivoluzione del 1789, in

Inghilterra l'affermazione dello stato liberale fu più graduale e quindi più stabile, il caso americano

e ancora diverso; l'Inghilterra si rivolgeva alle colonie americane con lo scopo di ripianare le casse

provate dalla guerre imponendo nuove tasse, a seguito del conflitto si giunse alla dichiarazione di

indipendenza (4 luglio 1776).

Importante fattore che ha promosso l'organizzazione dello stato liberale è l'avvento di un economia

di mercato (basata sul libero incontro tra domanda ed offerta). Lo stato assoluto ostacolava la nuova

economia per l’assenza di unitarietà e di coerenza delle leggi vigenti in ciascuno Stato, questo

fenomeno venne indicato con il termine di particolarismo giuridico.

CARATTERI PRINCIPALI DELLO STATO LIBERALE.

Il modello Stato liberale è caratterizzato dai seguenti tratti essenziali:

Da una finalità politico costituzionale garantistica. Lo Stato è considerato uno strumento per la

a) tutela della libertà e dei diritti degli individui;

Dalla concezione dello Stato minimo, Stato limitato titolare solamente di quelle funzioni

b) necessarie all'adempimento della finalità garantistica;

Dal principio di libertà individuale, Lo Stato riconosce e tutela la libertà

c) Dalla separazione dei poteri, il potere politico viene suddiviso tra soggetti diversi che si

d) controllano reciprocamente

Dal principio di legalità. La tutela dei diritti è affidata alla Legge basata su due premesse: la

e) prima premessa è che la legge abbia i caratteri della generalità e dell’astrattezza.La seconda

premessa è che la legge sia formata dai rappresentanti della Nazione .

Dal principio rappresentativo, i rappresentanti vengono eletti da un corpo elettorale ristretto

f) solo alla classe borghese - .

Quest’ultima caratteristica è molto importante. In tutti gli stati liberali vengono esclusi

dall'elettorato tutti coloro che hanno un livello di cultura o di reddito inferiori a una certa soglia. Lo

Stato liberale ha una base sociale ristretta , alla classe borghese e pertanto viene chiamato Stato

monoclasse.

STATO DI DEMOCRAZIA PLURALISTA.

Lo stato da monoclasse diventando pluriclasse porta a un processo di allargamento dell'elettorato

attivo che porterà in seguito al suffragio universale.

Tre trasformazioni hanno determinato il modo di essere dello Stato di democrazia pluralista:

- AFFERMAZIONE DEI PARTITI DI MASSA che organizzano la partecipazione politica;

- CONFIGURAZIONE DEGLI ORGANI ELETTIVI come luogo di confronto e di scontro tra

interessi eterogenei;

- IL RICONOSCIMENTO dei diritti sociali come strumenti di integrazione nello stato dei gruppi

sociali più svantaggiati.

I PARTITI POLITICI DI MASSA

L'estensione del Diritto di voto ha richiesto che venisse organizzata la partecipazione politica di

milioni di elettori , portando a conoscenza di quest’ultimi programmi e candidati politici. Con

l'introduzione del suffragio universale si sono affermati i moderni partiti di massa caratterizzati da

una solida struttura organizzativa che ha consentito loro di essere radicati nella società e di

diventare strumenti di mobilizzazione popolare. I partiti di massa operano la di fuori del parlamento

e tiene collegati eletti ed elettori; questo apparato è formato da persone che professionalmente si

dedicano alla politica, dando vita ad una burocrazia di partito. Nell’organizzazione interna del

partito c’è una selezione della classe politica, che è stata definita parlamentarizzazione dei dirigenti

di partito. Un altro fenomeno che ha favorito l’affermazione dei partiti di massa, ed è costituito dal

conflitto sociale del ‘900. I gruppi sociali più deboli (classe operaia ) erano formate da persone

prive di potere contrattuale nel mercato, perciò costrette a sottostare alle condizioni di lavoro

imposte dal capitalisti, trovarono aggregazione in centri collettivi in modo da poter sovvertire con la

forza dei numeri il potere basato sul controllo dei mezzi produzione. I partiti e i sindacati così

divennero organizzazioni di lotta per il miglioramento delle condizioni lavorative.

Queste trasformazioni hanno avuto una conseguenza importante: le contrapposizioni presenti nella

società si sono spostate anche nelle sedi istituzionali come il Parlamento. I Parlamenti sono

diventati il luogo dove si realizza il confronto tra i partiti: partiti con identità e programmi

contrapposti. I partiti politici, diventano capaci di controllare e dirigere l’azione del Parlamento e

del Governo.

CRISI DELLE DEMOCRAZIE DI MASSA E NASCITA DELLO STATO TOTALITARIO.

In Germania e in Italia, l’affermazione dei nuovi partiti di massa non furono accettati da parte dei

principali partiti politici. La Germania uscita sconfitta dalla prima guerra mondiale rimosse

l’imperatore dando vita ad un repubblica basata sulla Costituzione di Weimar con la quale si tentò

una profonda democratizzazione delle strutture dello Stato.

Anche in Italia si verificò una situazione analoga. La frammentazione politica, e la non accettazione

da parte dei partiti politici dei valori della democrazia pluralista portò ad una forte instabilità,

innescando una profonda crisi che portò all’avvento del fascismo.

LE ALTERNATIVE ALLO STATO DI DEMOCRAZIA PLURALISTA NEL XX SECOLO.

Nei paesi in cui, l’avvento delle democrazie di massa non furono accettate dai partiti politici, portò

alle affermazioni di forme di Stato basate sulla negazione del pluralismo e sull’identificazione del

partito unico con lo Stato. In Italia ed in Germania ci fu una soppressione del pluralismo politico ed

un unificazione politica. Lo Stato fascista in Italia operò dal 1922 al 1943. Lo Stato fascista

concentrava il potere politico in un unico organo, che assommava sia la funzione legislativa che

quella esecutiva, ed era il Capo del Governo. L’esperienza fascista portò alla formazione dello

Stato nazionalsocialista operante in Germania dal 1933 al 1945. Esso si basava sull’idea secondo

cui lo Stato doveva essere uno degli strumenti per il raggiungimento dei propri fini. Il capo del

movimento era, Capo dello Stato, capo del governo e delle forze armate, concentrando a sé il potere

costituente, quello di revisione costituzionale, quello legislativo, esecutivo e quello giurisdizionale.

Un’altra alternativa alla democrazia pluralista, è rappresentata dallo Stato socialista. Il riferimento

storico è dato dall’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche (URSS) che affonda le sue radici

teoriche nella dottrina marxista-leninista. Questa forma di Stato trovava origine nelle cosiddetta

dittatura del proletariato, con la quale si avrebbe dovuto eliminare la borghesia.

Tale modello costituzionale si reggeva sull’abolizione della proprietà privata e sull’attribuzione allo

Stato del dominio di tutti i mezzi di produzione. Lo Stato socialista abolì il mercato a favore di un

economia collettivistica. La dittatura del proletariato era considerata una forma transitoria di

organizzazione del potere statale. Il congresso del Partito comunista del 1961 riconosceva che

l’URSS aveva superato la fase della dittatura del proletariato e che era entrata in quella dello Stato

di tutto il popolo. Alla fine degli anni ’80 gli Stati socialisti sono entrati in una crisi profonda per

vari motivi tra cui crisi finanziaria e una corruzione dilagante, la crisi ebbe il suo culmine con

l’abbattimento del muro di Berlino.

I CARATTERI DELLO STATO DI DEMOCRAZIA PLURALISTA.

I caratteri dello stato di democrazia pluralista sono:

1° Lo Stato di democrazia pluralista si basa sul suffragio universale, la segretezza, la libertà di voto,

le elezioni politiche e il plutipartitismo. Essi rendono possibile la presenza di una molteplicità di

interessi. Le Costituzioni pertanto contengono le più ampie garanzie del pluralismo. L’insieme di

queste garanzie presuppone l’accoglimento del principio di tolleranza, cioè quel principio secondo

cui il dissenso non può essere represso, ma anzi va garantito.

2° Il pluralismo costituzionalmente garantito non può essere solo di idee e valori, ma è anche

pluralismo di formazioni sociali e politiche. La differenza tra le due specie è la seguente:

le prime operano per la realizzazione di interessi comuni, mentre le seconde hanno come finalità il

controllo del potere politico dello Stato.

3° Attraverso il pluralismo dei centri di potere gia presenti nella società si raggiungono due

obbiettivi: in primo luogo, si limita il potere dello Stato che è costretto a confrontarsi con essi, in

secondo luogo, attraverso le formazioni sociali e i partiti politici si crea la partecipazione dei

cittadini all’attività dello Stato.

4° Le democrazie pluraliste assicurano la più ampia garanzia costituzionale alla libertà di

manifestazione del pensiero ed al pluralismo dei mezzi di comunicazione.

RAPPRESENTANZA POLITICA

Definizione.

Nella nozione rappresentanza politica confluiscono due significati:

1) Da una parte rappresentanza significa agire"per conto di ", e perciò esprime un rapporto tra

rappresentante e rappresentato sulla base di un atto di volontà chiamato mandato, dà al primo il

potere di agire nel suo interesse osservando i limiti e le istruzioni stabilite con il mandato.

2) Dall’altra parte rappresentanza significa che qualcuno fa vivere in un determinato ambito

qualche cosa che non c'e' Per indicare questa situazione la dottrina tedesca preferisce usare il

termine rappresentazione. Nel secondo caso la rappresentanza non presuppone l'esistenza di un

rapporto tra il rappresentato e il rappresentante.

Nello stato liberale il potere decisionale venne tolto dalle mani del re e dato alla Nazione (in senso

astratto), da questa costruzione costituzionale derivarono tre importanti implicazioni

• se i parlamentari erano scelti per decidere in nome e per conto della Nazione, quest'ultima

doveva assicurarsi che gli elettori fossero in grado di scegliere i soggetti più idonei per

curare l'interesse generale; ne derivava la possibilità di restringere l'elettorato attivo per

motivi di censo e di capacità;

• se i parlamentari dovevano rappresentare l'intera nazione essi non dovevano curare gli

interessi particolari del loro collegio elettorale, bensì l’interesse nazionale;

se il parlamentare doveva curare l’interesse generale dell'intera nazione, essi non doveva

• essere vincolato da istruzioni ricevute dagli elettori. Perciò venne sancito il DIVIETO DI

MANDATO IMPERATIVO.

Utile chiarire che la RESPONSABILITA' POLITICA significa che un soggetto dotato di potere

politico dovrà rispondere ad un altro soggetto per il modo in cui ha esercitato questo potere e nel

caso di giudizio negativo andrà incontro alla sanzione rappresentata dalla perdita del potere politico.

LA RAPPRESENTANZA POLITICO NELLO STATO DI DEMOCRAZIA PLURALISTA

Nelle democrazie pluraliste si afferma il principio della sovranità popolare

I parlamenti possono essere paralizzati dalla conflittualità dei diversi gruppi che si fanno carico

delle diverse esigenze dei gruppi sociali che rappresentano.

Il problema della governabilità può essere risolto mettendo insieme e facendo convivere i due

aspetti della rappresentanza politica: la rappresentanza come rapporto con gli elettori, per

garantire la legittimazione del sistema, e la rappresentanza come situazione di potere autonomo,

che è necessaria per assumere una decisione, evitando la degenerazione e la paralisi decisionale.

Tutto ciò si è realizzato per la presenza delle seguenti ipotesi:

Lo stato dei partiti : Ha fatto leva sulla "doppia virtù" dei partiti politici. Da un lato ha assicurato

un collegamento stabile con gli elettori; dall’altro lato viene recuperata l’autonomia del

rappresentante rispetto al rappresentato. art. 67 Cost. "ogni membro del parlamento rappresenta la

nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato".

/DIVIETO DI MANDATO IMPERAT IVO/

Il rafforzamento del governo e l'investitura popolare diretta del suo capo (es. stati uniti), che fa

leva sul rafforzamento del potere esecutivo.

Gli assetti neocorporativi : nel corporativismo pluralista le organizzazioni degli interessi sono

autonome e nascono spontaneamente nella società , il governo tende a negoziare il contenuto dei

principali provvedimenti economici con i sindacati dei lavoratori e le associazioni degli

imprenditori dando vita a trattative triangolari ottenendo in cambio certi comportamenti.

La rappresentanza territoriale Istituzione di una Seconda Camera territoriale in cui sono

rappresentati gli enti territoriali.

La sottrazione della decisione al circuito rappresentativo affida la cura di determinati interessi

ad autorità amministrative indipendenti .

DEMOCRAZIA DIRETTA E DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA

Il costituzionalismo contemporaneo per far fronte alla crisi dei sistemi rappresentativi ha fatto

ricorso agli istituti di democrazia diretta. Attraverso questi istituti si affidano direttamente al corpo

elettorale l'esercizio di alcune funzioni consentendo loro di assumere delle decisione

immediatamente efficaci nell'ordinamento statale.

Gli istituti di democrazia diretta affiancano i meccanismi rappresentativi per assicurare la

partecipazione popolare alle decisioni che riguardano l'intera comunità e per colmare la distanza tra

il popolo e l'apparato statale.

Gli istituti di democrazia diretta sono i seguenti:

1) L’ iniziativa legislativa popolare la Costituzione Secondo l'art 71 della costituzione, la

Costituzione attribuisce il potere di iniziativa legislativa ad un certo numero di cittadini (50.000).

2) La petizione richiesta che i cittadini possono fare agli organi del parlamento o del governo per

sollecitare determinate attività.

3) IL REFERENDUM Il più importante strumento di democrazia che consiste in una

consultazione dell’intero corpo elettorale. Ci sono vari tipi di referendum: costituzionale,

approvativo o sospensivo, abrogativo e consultivo.

LA SEPARAZIONE DEI POTERI

IL MODELLO LIBERALE.

Il principio della separazione dei poteri è stato elaborato con l'obbiettivo di limitare il potere

politico per tutelare la libertà, teoria legata a Montesquieu che nel suo libro scriveva che se il fine

dello Stato è quello di assicurare la libertà politica è necessario che i poteri pubblici siano 3 e siano

tra di loro distinti. I tre poteri sono:

POTERE LEGISLATIVO che consiste nel porre leggi, ossia norme giuridiche generali e astratte

POTERE ESECUTIVO che consiste nell’ applicare le leggi all’interno dello Stato e tutelare lo

Stato stesso dalle minacce esterne.

POTERE GIUDIZIAZIO che consiste nell’ applicare la legge per risolvere una lite.

Gli aspetti che caratterizzano la separazione dei poteri sono:

1) attribuzione ad ogni potere in senso soggettivo, costituito da un Complesso unitario di organi, di

una funzione pubblica ben individuata e distinta dalle funzioni attribuite agli altri poteri.

2) fondamentale che ciascuna funzione sia attribuita a poteri distinti perché se più funzioni fossero

attribuite ad un solo soggetto si aprirebbe la strada all'arbitrio.

3) I poteri sia pure distinti e separati dovrebbero potersi condizionare reciprocamente in modo che

ciascun potere possa condizionare gli eccessi degli altri.

Negli USA il Presidente ed il Congresso sono eletti separatamente. Il congresso non può costringere

alle dimissioni il presidente e il Presidente non può sciogliere il congresso anticipatamente; In

Europa tale separazione ha un applicazione più graduale, prendendo in considerazione 2 elementi:

• Il primo elemento è rappresentato dall'affermazione della forma di governo parlamentare, i

due poteri principali ( cioè il legislativo e l’esecutivo ) sono collegati perché il governo deve

godere della fiducia del Parlamento;

• Il secondo elemento è rappresentato da quei casi in cui un determinato potere esercita una

funzione tipica dell'altro potere, il Governo adotta regolamenti, il Parlamento adotta atti che

contengono norme generali.

La dottrina tedesca e italiana ha elaborato la Teoria formale - sostanziale della separazione dei

poteri. Secondo questa teoria bisogna distinguere il potere in senso soggettivo, dalle funzioni dello

Stato. Le funzioni sono 3 e vengono identificate sulla base di criteri materiali e criteri formali

- Applicando i criteri materiali:

• La funzione legislativa pone norme generali e astratte;

• La funzione esecutiva consiste nella cura in concreto di pubblici

interessi;

• La funzione giurisdizionale applica le norme per risolvere una

controversia.

- Applicando i criteri formali:

Il potere legislativo esercita la funzione formalmente legislativa, ( attraverso atti che hanno la forma

della legge);

Il potere esecutivo esercita la funzione formalmente esecutiva, ( attraverso atti che hanno la forma

del decreto);

Il potere giudiziario esercita la funzione formalmente giudiziaria ( attraverso atti che hanno la forma

della sentenza).

LA SEPARAZIONE DEI POTERI NELLE DEMOCRAZIE PLURALISTE.

Le profonde trasformazioni politico sociali che hanno accompagnato l'affermazione dello stato di

democrazia pluralista hanno modificato il principio della separazione dei poteri, e cosi si afferma

una quarta funzione la funzione di indirizzo politico che consiste nello sviluppo e nell’attuazione

della politica interna ed esterna dello Stato.

La costituzione Italiana espressamente menziona l'indirizzo politico nell'art. 95.

L'art 97 della Cost. dichiara che nell'ordinamento dei pubblici uffici devono essere determinate le

sfere di competenza e di responsabilità dei funzionari. E’ stata introdotta la separazione tra politica

e amministrazione ossia tra la sfera di azione riservata al Governo ed i poteri di gestione riservati ai

dirigenti. Rispetto al modello liberale la separazione dei poteri è molto più estesa:

1° la funzione legislativa non si caratterizza più per la produzione di norme generali e astratte ma

frequentemente la Legge contiene prescrizioni che si riferiscono a determinati soggetti. Possiamo

parlare di LEGGI PROVVEDIMENTO.

2° Anche la funzione giurisdizionale assume tratti differenti:

- l'attività interpretativa è piena di scelte discrezionali;

- C’è la sete di diritti individuali e collettivi che il costituzionalismo liberale prima e lo stato sociale

poi hanno sprigionato. Sugli organi giurisdizionale vengono scaricate delle domande in cui i circuiti

rappresentativi non hanno trovato una risposta, spingendo i giudici a riconoscere e tutelare e a

riconoscere Nuovi Diritti;

- Infine la crisi della legge, per la produzione di leggi frutto di compromesso politico che hanno

significati ambigui, rinviando volutamente l'individuazione del significato del testo normativo,

portando ad accrescere notevolmente la discrezionalità dei giudici.

Cosa resta della separazione dei poteri nella democrazia Pluralista?

esistono più poteri in senso soggettivo tra loro reciprocamente indipendenti;

• resta la possibilità di distinguere la tre tradizionali funzioni dello stato;

• la funzione esecutiva o meglio amministrativa;

• evoluzione dei rapporti tra i poteri.

• LA REGOLA DI MAGGIORANZA.

Definizione.

La regola di maggioranza che caratterizza il funzionamento dello Stato liberale e della democrazia

pluralista assume significati e forme diverse:

principio funzionale e' lo strumento attraverso il quale ampie collettività possono adottare una

decisione, presuppone l'eguaglianza dei membri del collegio e per contrastare il pericolo della

tirannia delle maggioranze le costituzione predispongono vari strumenti di tutela delle minoranze.

principio di rappresentanza riguarda la modalità attraverso cui si forma il parlamento e si

determina la maggioranza e la minoranza, la regola di maggioranza diventa strumento per eleggere

il parlamento.

principio di organizzazione politica determinata concezione delle elezioni e del funzionamento

della democrazia

DEMOCRAZIE MAGGIORITARIE E DEMOCRAZIE CONSOCIATIVE.

Democrazie maggioritarie la regola di maggioranza diventa principio di organizzazione dei

rapporti tra i soggetti politici. Esse sono basate sulla contrapposizione tra due partiti o due

coalizioni di partiti tra loro alternativi, sempre temporanea e reversibile, perché le elezioni sono

comunque periodiche. La contrapposizione esiste durante le elezioni e continua anche dopo le

elezioni, per cui si crea una distinzione funzionale tra la maggioranza che sostiene il Governo e la

minoranza che assume la funzione di opposizione.

Democrazie consociative l'accordo tra i principali partiti al fine di condividere il controllo del

potere politico, i partiti a livello elettorale competono ciascuno per proprio conto. Dopo le elezioni i

partiti tendono ad utilizzare la loro forza politica per negoziare tra di loro e raggiungere dei

compromessi politici.

LE MINORANZE PERMANENTI.

Oltre alle minoranze politiche, esistono anche alcune minoranze permanenti. Le democrazie

pluraliste si preoccupano di tutelarne l'esistenza (lingua, religione, razza art. 3.1 Cost.).

STATO UNITARIO STATO FEDERALE STATO REGIONALE

La separazione dei poteri possono realizzarsi sia a:

livello orizzontale: rapporto tra i poteri dello stato

livello verticale : distribuzione delle funzioni pubbliche e del potere politico tra stato ed enti

territoriali autonomi. Perciò dobbiamo distinguere tra:

stato unitario = potere attribuito al solo stato centrale.

stato composto = potere distribuito tra stato centrale ed enti territoriali distinti.

I caratteri tipici dello Stato federale sono:

Stato federale con una costituzione scritta e rigida, ed enti territoriali dotati di proprie

• costituzioni;

Le costituzioni federali hanno previsto una ripartizione di competenze tra stato centrale e

• stati membri;

Esistenza di un parlamento bicamerale in cui esista una camera rappresentativa degli stati

• membri;

Partecipazione degli stati membri al procedimento di revisione costituzionale, la presenza di

• una corte costituzionale in grado di risolvere le controversie tre stato federale e stati membri.

I caratteri dello Stato regionale sono:

Presenza di una costituzione statale che riconosce e garantisce l'esistenza di enti territoriali

• dotati di autonomia politica e di propri statuti (non costituzioni)

Attribuzione alle regioni di competenze legislative e amministrative, partecipazione limitata

• all'esercizio delle funzioni statali, mancanza di una seconda camera rappresentative delle

regioni, la corte costituzionale risolve i conflitti tra stato e regioni assicurando una

prominenza dell'interesse nazionale anche sulle materie di competenza regionale.

Altra distinzione importante per comprendere il funzionamento di un Stato è quella tra:

FEDERALISMO DUALE = forte divisione tra stato centrale e stati membri.

FEDERALISMO COOPERATIVO = interventi congiunti nelle stesse materie.

L’UNIONE EUROPEA.

L’Unione Europea è una struttura istituzionale che si poggia su tre pilastri. Il pilastro centrale è

quello della comunità europea; i due pilastri laterali sono costituiti dalla politica estera e di

sicurezza e dalla cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni. Il trattato di

Amsterdam ha introdotto, il principio della cooperazione rafforzata, che consente agli Stati membri

di instaurare forme di collaborazione specifiche.

L’ORGANIZZAZIONE.

L’organizzazione comunitaria è composta da diversi organi:

- il Consiglio europeo Organo di impulso politico, ha il compito di definire gli orientamenti

politici, ed è privo di poteri normativi. E’ composto da Capi di Stato o di Governo degli stati

membri e dal Presidente della Commissione.

- il Consiglio dell’UE Adotta atti normativi e coordina le politiche generali degli Stati membri. E’

formato da un rappresentante di ogni Stato, componente del Governo, titolare della materia che si

sta trattando, ed è presieduto a turno per 6 mesi da ciascuno dei suoi componenti. Le deliberazioni

del consiglio sono assunte a maggioranza semplice, ma per le delibere più importanti è prevista una

maggioranza qualificata. Il consiglio è coadiuvato dal Comitato dei Rappresentanti Permanenti.

- la Commissione E’ il centro dei processi di decisione. Dispone del potere di iniziativa normativa,

del potere di decisione amministrativa e di regolamentazione e di controllo sugli Stati membri.

Rilevante è il ruolo della Commissione riguardo ai finanziamenti comunitari perché è essa che

stabilisce l’ammontare dei suddetti finanziamenti.

La commissione è composta da 25 membri che durano in carica 5 anni. La nomina del presidente e

dei componenti della Commissione coinvolge direttamente il Parlamento europeo. I membri della

Commissione sono designati dal Consiglio su proposta degli Stati con il consenso del presidente

della commissione.

- il Parlamento europeo è composto da 732 rappresentanti degli Stati membri che durano in carica

5 anni. Il PE è un organo rappresentativo dotato di legittimazione democratica. Il PE risponde alle

petizioni dei cittadini comunitari e nomina un mediatore che indaga sui casi di cattiva gestione della

amministrazione delle istituzioni comunitarie. Il PE è titolare dei poteri di controllo verso la

commissione che si sostanziano nell’istituzione di una commissione di inchiesta temporanea.

- la Corte di giustizia è l’organo giurisdizionale comunitario. E’ composta da tanti giudici quanti

sono gli Stati membri ed ha il compito di giudicare sulle violazioni del diritto comunitario

commesse dagli stati membri. La corte è coadiuvata dal tribunale di primo grado le cui sentenze

possono essere impugnate di fronte alla corte stessa.

- il Comitato economico e sociale è un organo consultivo del Consiglio, della Commissione e del

PE.

- la Corte dei Conti è l’organo di controllo contabile della comunità.

- il Comitato delle Regioni è un organo consultivo del Consiglio, della Commissione e del PE. E’

composta dai rappresentanti regionali e locali.

3 LA COSTITUZIONE.

1) LA COSTITUZIONE.

- Definizione.

2) POTERE COSTITUENTE E POTERE COSTITUITI.

3) COSTITUZIONI FLESSIBILI E COSTITUZIONI RIGIDE.

- Definizione.

- Sulla nozione di costituzione flessibile.

- Sulla nozione di costituzione rigida .

4) LE GARANZIE SULLA RIGIDITA’ COSTITUZIONALE.

5) COSTITUZIONE SCRITTA E DIRITTO COSTITUZIONALE.

6) DISPOSIZIONI, NORME, REGOLE, PRINCIPI, VALORI E

INTERESSI.

7) LA COSTITUZIONE ITALIANA.

- Genesi.

- Contenuti.

3° Capitolo. LA COSTITUZIONE.

Definizione.

Il termine Costituzione indica gli elementi che caratterizzano un determinato sistema politico, cosi

come esso di fatto è organizzato e funziona. Ogni società ha una costituzione.

La parola “Costituzione” è usata dai “moderni”: come manifesto politico.

La Costituzione è un documento proiettato al futuro con lo scopo di realizzare gli obbiettivi

prefissati. La nostra Costituzione, che non contiene preamboli, è piena di programmi e enunciazioni

di valore. La Costituzione è anche un testo normativo, una fonte del diritto da cui derivano diritti e

doveri, obblighi e divieti giuridici.

Il termine Costituzione è usato in senso descrittivo dai sociologi e dai politologi: essi sono

interessati a come un sistema politico concretamente vive.

Alla Costituzione come manifesto politico guardano soprattutto gli storici e i filosofi che sono

particolarmente interessati a comprendere le origini di un documento così importante per la storia e

il pensiero politico. I giuristi guardano alla Costituzione come ad un testo normativo. I giuristi sono

chiamati a decidere se un determinato atto o comportamento sia conforme o difforme rispetto alla

Costituzione, se sia qualificabile come legittimo o meno.

POTERE COSTITUENTE E POTERI COSTITUITI.

Attraverso la Costituzione il potere politico tende a consolidarsi, strutturarsi, dotarsi di un insieme

di regole fondamentali a cui dovrà sottostare.

Una volta entrata in vigore la Costituzione, si esaurisce il potere costituente ed inizia il potere

costituito. Il potere costituente è definito come l’unico potere libero, poiché nessuna regola

preesistente la vincola anche se questo non è sempre vero. Infatti con l’esito del referendum

istituzionale del 1946 si poneva un limite alle scelte che l’Assemblea costituente poteva compiere in

Italia. Limite trascritto nell’ultimo art. della Costituzione del ’48 dove si vieta di modificare la

forma repubblicana.

COSTITUZIONI FLESSIBILI E COSTITUZIONI RIGIDE.

Definizione.

La distinzione tra Costituzioni flessibili e Costituzioni rigide è generalmente spiegata così: sono

flessibili le costituzioni che non prevedono un procedimento particolare per la loro modificazione,

ma consentono che questa avvenga attraverso la normale attività legislativa; sono rigide, invece,

quelle che prevedono per la modificazione un procedimento particolare, più gravoso di quello

previsto per la formazione di leggi ordinarie. Per le Costituzioni rigide c’è un giudice che garantisce

la prevalenza della Costituzione sulla legge ordinaria, mentre per le Costituzioni flessibili non è

prevedibile una forma di controllo giudiziario, poiché se la legge dispone diversamente è la

Costituzione a cedere.

SULLA NOZIONE DI COSTITUZIONEFLESSIBILE.

La nozione di Costituzione flessibile ha qualche margine di ambiguità. E’ flessibile nella parte in

cui non pretende di essere una regola giuridica, o almeno una regola capace di imporsi sulle leggi;

ma è più che rigida,addirittura irrevocabile, nella parte in cui attribuisce la sovranità alla legge e al

suo processo di formazione.

SULLA NOZIONE DI COSTITUZIONE RIGIDA.

Tutte le Costituzioni rigide pretendono che tutte le loro disposizioni abbiano forza regolativa e siano

trattate come regole inderogabili. Ogni Costituzione rigida è frutto di un compromesso, ed è

necessariamente lunga perché ogni componente accetta l’accordo a condizione che i suoi interessi

siano garantiti da regole costituzionali, che è necessariamente garantita da un giudice a cui è

attribuito il compito di assicurare il rispetto del compromesso.

LE GARANZIE DELLA RIGIDITA’ COSTITUZIONALE.

La Costituzione rigida è una costituzione garantita dalla prevalenza delle sue regole rispetto a

qualsiasi altra regola. Le garanzie sono di due tipi: il procedimento di revisione costituzionale e il

controllo di legittimità delle leggi. Il procedimento di revisione è sempre più gravoso del normale

procedimento legislativo infatti se per fare una legge basta una risicata maggioranza parlamentare

,per modificare la Costituzione bisogna raggiungere consensi più ampi. I processi di revisione

costituzionale sono diversi da paese a paese ma nessuna costituzione è rigida a tal punto da non

ammettere alcun cambiamento. L’introduzione di un procedimento per cambiare la Costituzione

non avrebbe senso se non vi fosse un autorità capace di verificare che le procedure siano rispettate.

La stragrande maggioranza delle Costituzioni affida questo compito a un giudice, sia pure un po’

particolare. E’ necessario che questa autorità sia estranea ai giochi politici. L’autorità è chiamata a

garantire i limiti posti dalla Costituzione.

COSTITUZIONE SCRITTA E DIRITTO COSTITUZIONALE.

Il codice civile italiano ha 2969 art. quello penale 734. La Costituzione italiana, invece, ha solo 139

art. Ogni art. delle leggi può essere impugnato e portato dinanzi alla Corte Costituzionale. La Corte

Costituzionale non si occupa solo del rispetto della Costituzione da parte del legislatore, ma anche

della rigidità di tutto l’assetto costituzionale.

Attorno ai suoi 139 art. vi sono numerose altre componenti che formano assieme il diritto

costituzionale.

Vi sono leggi costituzionali che sono state emanate per modificare singole disposizioni della

Costituzione; altre riguardano questioni specifiche ( statuti delle Regioni; le garanzie

d’indipendenza dei giudici della Corte Costituzionale ).

Per difendere la credibilità del proprio ruolo di giudice, la Corte deve dimostrare di essere coerente

con le proprie decisioni precedenti.

DISPOSIZIONI, NORME, REGOLE, PRINCIPI, VALORI, INTERESSI.

Valori e interessi stanno fuori dal diritto, nel senso che sono obbiettivi che muovono il legislatore.

Ogni norma protegge qualche valore o qualche interesse. I valori nel diritto entrano come principi.

I principi sono un tipo di norma giuridica, che si distinguono dalle regole per il fatto di essere

dotate di un elevato grado di genericità e di non essere circostanziate.

Principi e regole sono norme giuridiche, cioè costruzioni che gli interpreti fanno per dare un senso

coerente a quello che il legislatore ha scritto nelle disposizioni. Le disposizioni sono parte del testo,

enunciati scritti dal legislatore; le norme giuridiche sono il significato che a tali disposizioni

attribuiscono gli interpreti.

LA COSTITUZIONE ITALIANA.

Genesi.

La Costituzione italiana entrò in vigore il 1 gennaio del 1948, fu approvata dall’Assemblea

Costituente eletta il 2 Giugno del 1946 con sistema proporzionale, era composta da 556 membri, il

principale partito era la Democrazia Cristiana composta da 207 membri. La Costituzione fu

approvata col 90% dei voti.

Il fatto che la Costituzione sia stata approvata col 90% dei voti da un’ assemblea politicamente

divisa, spiega alcune caratteristiche della nostra Costituzione. E’ una Costituzione lunga, perché un

consenso cosi vasto si è potuto realizzare soltanto sommando gli interessi e i valori delle diverse

componenti politiche. E’ una Costituzione aperta, nel senso che non pretende di individuare il

punto di equilibrio tra i diversi interessi, ma si limita da elencarli.

Questo aspetto della Costituzione è stato molto spesso criticato. E’ una critica sbagliata, perchè tutte

le costituzioni del ‘900 sono frutto di un compromesso tra le diverse forze politiche, ed è proprio

questo compromesso che le rende tutte lunghe e aperte.

CONTENUTI

La Costituzione italiana del 1948 si compone di diverse parti. Inizia con i principi fondamentali,

che contengono 12 articoli. In questi principi fondamentali vi sono disposizioni importanti:

la Repubblica si fonda sul lavoro art. 1 e che riconosce il lavoro come un diritto fondamentale art. 4

e sono affermazioni essenzialmente politiche, il riconoscimento delle autonomie locali art. 5, la

tutela delle minoranze art. 6 e la valorizzazione del patrimonio culturale della nazione art. 9.

La Costituzione è un testo normativo,i giudici possono impugnare le leggi. Questa funzione

negativa può essere riconosciuta, a tutte le norme programmatiche che sono presenti in più punti

della Costituzione.

L’avvento della Corte Costituzionale, e l’applicazione che essa ha fatto di ogni norma

costituzionale, ha fatto perdere di significato la distinzione, nelle norme costituzionali, tra norme

precettive norme programmatiche.

Essa aveva avuto grande fortuna nei primi anni di applicazione della Costituzione, quando, non

essendo stata ancora istituita la Corte Costituzionale, i giudici ordinari avevano sviluppato un

sindacato diffuso di legittimità costituzionale, in cui però si negava la applicabilità diretta della gran

parte delle norme costituzionali, considerate come semplici programmi indirizzati al legislatore.

Il secondo comma dell’art. 1 pone il grande principio democratico della sovranità popolare, ma

subito ne limita la portata affermando che essa si esercita nelle sole forme individuate dalla

costituzione, e quindi attraverso i canali della democrazia rappresentativa e quelli più limitati della

democrazia diretta ( referendum abrogativo art. 75, referendum approvativi delle leggi

costituzionali art. 138.2 e referendum regionali art. 123). L’art. 2 afferma l’inviolabilità dei diritti

umani, dell’individuo e delle formazioni sociali.

4 FORME DI GOVERNO.

1) LE FORME DI GOVERNO DELLO STATO LIBERALE.

- La monarchia costituzionale.

- Parlamentarismo dualista e parlamentarismo monista.

2) LE FORME DI GOVERNO NELLA DEMOCRAZIA

PLURALISTA ED IL SISTEMA DEI PARTITI.

3) IL SISTEMA PARLAMENTARE E LE SUE VARIANTI.

- Forma di governo parlamentare e razionalizzazione del potere.

- Parlamentarismo maggioritario e parlamentarismo compromissorio.

4) PRESIDENZIALISMO.

5) SEMIPRESIDENZIALISMO.

6) ALTRE FORME DI GOVERNO CONTEMPORANEE .

7) I SISTEMI ELETTORALI E LA LEGISLAZIONE DI

CONTORNO.

- La legislazione elettorale.

- Elettorato passivo e attivo.

- Ineleggibilità e incompatibilità parlamentare.

- Disciplina delle campagne elettorali.

- Il finanziamento della politica.

- I sistemi elettorali.

- Il sistema di elezione in Italia.

- Le elezioni del Parlamento europeo.

- La verifica dei poteri e il contenzioso elettorale.

Capitolo 4. FORME DI GOVERNO

LE FORME DI GOVERNO DELLO STATO LIBERALE.

LA MONARCHIA COSTITUZIONALE.

Le forme di governo conosciute dallo STATO LIBERALE sono : la monarchia costituzionale e il

governo parlamentare e negli Stati Uniti la forma di Governo Presidenziale.

La Monarchia Costituzionale si afferma nel passaggio dallo Stato assoluto allo stato Liberale, e

trova espressa disciplina nelle prime Costituzioni Liberali: le Costituzioni Francesi del 1791 e 1814,

lo statuto Albertino del 1848, la costituzione Prussiana del 1850 e la costituzione dell'Impero

Tedesco del 1871.

La Monarchia Costituzionale si caratterizza per la netta separazione dei poteri tra Re (potere

esecutivo) e Parlamento (potere legislativo), il Re eleggeva i ministri e poteva sciogliere

anticipatamente la Camera elettiva del Parlamento. La monarchia costituzionale si basava perciò

sull'equilibrio che si veniva a creare tra i due centri del potere il Re ed il Parlamento.

RE = PRINCIPIO MONARCHICO EREDITARIO

PARLAMENTO = PRINCIPIO ELETTIVO (anche se circoscritto)

L’evoluzione della Monarchia costituzionale ha favorito l’affermazione della forma di Governo

parlamentare, che si e' affermata quando tra Re e parlamento si è inserito il Governo legato da un

rapporto di fiducia con il Parlamento.

PARLAMENTARISMO DUALISTA E PARLAMENTARISMO MONISTA.

La forma di governo parlamentare si è affermata nello stato liberale attraverso un lento processo

storico distinto in due fasi:

PARLAMENTARISMO DUALISTA dotato dei seguenti caratteri:

• il potere esecutivo era ripartito tra il capo dello stato e governo;

• il Governo doveva avere una doppia fiducia quella del Re e del Parlamento;

• al capo dello stato era riconosciuto il potere di scioglimento anticipato del parlamento.

Durante questa fase il Re costituiva il punto di riferimento della classe aristocratica mentre il

Parlamento rappresentava gli interessi della classe borghese. Pian piano il parlamento è

riuscito a circoscrivere il potere del Re a favore della borghesia in questa fase si afferma il:

PARLAMENTARISMO MONISTA dotato dei seguenti caratteri:

• il governo ha un rapporto di fiducia esclusivamente con il parlamento;

• il capo dello stato e relegato a un ruolo di garanzia estraneo al circuito di decisione politica.

Lo strumento principale di questo passaggio e la CONTROFIRMA nata come attestazione da parte

di un ministro della volontà manifestata dal monarca, trasferendo la responsabilità politica degli

presidenziali al governo.

LE FORME DI GOVERNO DELLA DEMOCRAZIA PLURALISTA ED IL SISTEMA DEI

PARTITI.

Nello stato di democrazia pluralista, il funzionamento della forma di governo è influenzato dalla

presenza di partiti e di gruppi organizzati.

SISTEMA DEI PARTITI numero dei partiti e sistema dei rapporti che intercorrono tra di essi.

Quando è molto elevata la distanza ideologica tra i partiti si dice che il sistema politico è

ideologicamente polarizzato, con minor possibilità di formare una coalizione. In questo caso

difficilmente a livello elettorale può operare la regola di maggioranza per la formazione del

parlamento e del governo. Situazione diversa in quei sistemi politici in cui le distanze ideologiche

tra i partiti sono ridotte, con maggior possibilità di formare una coalizione. In questo caso, anche se

il sistema è pluripartitico esso finisce per dividersi in due poli (sistema bipolare). Il sistema

Bipolare può avere lo stesso tipo di funzionamento del sistema Bipartitico, le elezioni diventano un

confronto tra due forze alternative e il partito(o coalizione) che assume il potere non lo utilizzerà

per eliminare l'altro.

IL SISTEMA PARLAMENTARE E LE SUE VARIANTI.

FORMA DI GOVERNO PARLAMENTARE E RAZIONALIZZAZIONE DEL POTERE.

La forma di governo parlamentare si caratterizza per un rapporto di fiducia tra Governo e

Parlamento il quale può costringere il Governo alle dimissioni votandogli contro la sfiducia.

La Camera Bicamerale = la sfiducia può essere votata da ciascuna Camera. ( Italia )

La Camera politica = E’ il rapporto di fiducia che intercorre con una sola Camera. ( Germania ).

Le costituzioni del secondo dopoguerra per evitare un eccessiva instabilità e debolezza dei governi,

hanno fatto si che prendesse corpo la razionalizzazione del parlamentarismo che consiste nel

tradurre in disposizioni costituzionali scritte, le regole sul funzionamento del sistema parlamentare.

La costituzione italiana prevede una forma di governo parlamentare a debole razionalizzazione,

attraverso il quale il Presidente della Repubblica è titolare dei propri poteri, e di una Corte

Costituzionale a cui è sottoposto l'esercizio della funzione legislativa

PARLAMENTARISMO MAGGIORITARIO E COMPROMISSORIO.

Per comprendere il funzionamento della forma di governo è fondamentale fare la distinzione tra

parlamentarismo maggioritario e compromissorio.

Parlamentarismo maggioritario(a prevalenza del Governo) = Presenta le seguenti

caratteristiche: sistema bipolare - governo di legislatura - la coalizione di minoranza assume il ruolo

dell'opposizione - pratica politica dell'alternanza.

Parlamentarismo compromissorio (a prevalenza del Parlamento) = Presenta le seguenti

caratteristiche: sistema politico multipolare - accordi sulla maggioranza e sulla composizione del

governo dopo le elezioni (governo di coalizione) - debolezza e instabilità del Governo - maggiore

forza del parlamento. PRESIDENZIALISMO.

La forma di governo presidenziale è quella in cui il Capo dello stato è:

• eletto dall'intero corpo elettorale

• non può essere sfiduciato da un voto parlamentare

• presiede e dirige i governi da lui nominati

La forma di governo presidenziale che ha avuto maggior successo è quello degli Stati Uniti.

Negli Usa il Presidente e il Vice-Presidente sono eletti per un mandato di 4 anni. Il Presidente degli

Stati Uniti gode della forte legittimazione politica che deriva dall’investitura popolare diretta. Il

Presidente ha alle sue dipendenze l’amministrazione dello Stato federale e nomina i suoi

collaboratori, che non possono essere membri del Parlamento. I collaboratori quando sono in

riunione formano il cosiddetto Gabinetto privo di rapporto con il Parlamento. Il Presidente dirige la

politica estera ed è al comando delle forze armate. Di fronte al Parlamento vi è il Congresso ed ha

una struttura bicamerale. Le due Camere sono il Senato formato da 2 rappresentanti di ogni Stato

membro e viene rinnovato parzialmente ogni due anni. La camera dei rappresentanti formata da

deputati con mandato biennale. Il Congresso è titolare del potere legislativo; approva il bilancio

annuale, affinché l’amministrazione sia autorizzata a spendere; può mettere in stato di accusa il

Presidente (impeachment) per reati gravi. Presidente e Congresso sono indipendenti l’uno dall’altro,

il Presidente ha il potere di veto sospensivo delle leggi approvate dal Congresso che però può

superare le resistenze presidenziali avendo la maggioranza dei 2/3.

SEMIPRESIDENZIALISMO.

La forma di governo semipresidenziale si caratterizza per i seguenti elementi:

• Il Capo dello Stato è eletto direttamente dal corpo elettorale della Nazione;

• Il Presidente è indipendente dal Parlamento ma non può governare da solo ma deve servirsi

di un governo da lui nominato.

• Il Governo deve avere la fiducia del Parlamento.

Esistono tuttavia:

- forme di governo semipresidenziali a presidente forte e forme di governo semipresidenziali a

prevalenza del governo

Nella forme di governo semipresidenziali a presidente forte il Capo dello Stato:

- nomina del primo ministro;

- può sciogliere l'assemblea nazionale;

- presiede le riunioni del consiglio dei ministri;

- può deferire al Consiglio nazionale una legge prima della sua promulgazione, affinché né controlli

la sue legittimità costituzionale;

- nomina tre membri del Consiglio costituzionale;

- sottopone a referendum ogni progetto di legge attinente all’organizzazione dei pubblici poteri;

- può inviare messaggi al Parlamento.

Nei sistemi semipresidenziali in cui prevale la forma parlamentare - governativa il ruolo del

presidente si riduce a quello di garanzia.

ALTRE FORME DI GOVERNO CONTEMPORANEE.

La forma di governo Neoparlamentare si caratterizza per:

- rapporto di fiducia tra governo e parlamento;

- elezione diretta del primo ministro;

- elezione contestuale di Governo e Parlamento;

- governo di legislatura.

La forma di Governo Direttoriale adottata solamente della confederazione Svizzera caratterizzata

dalla presenza accanto al parlamento di un direttorio eletto ma non revocabile dal primo formato da

sette membri che hanno la funzione contemporaneamente di Governo e di Capo dello Stato.

I SISTEMI ELETTORALI E LA LEGISLAZIONE DI CONTORNO.

LA LEGISLAZIONE ELETTORALE.

Nella legislazione elettorale confluiscono tre componenti diverse:

- cittadinza politica ossia delle norme stabilite dai soggetti che godono dell’elettorato attivo;

- le regole sul sistema elettorale, ossia i meccanismi attraverso cui i voti espressi dagli elettori si

trasformino in seggi parlamentari;

- la legislazione elettorale di contorno, sono le regole che stabiliscono le modalità di svolgimento

delle campagne elettorali, il finanziamento della politica, il regime di ineleggibilità e delle

incompatibilità parlamentari.

L’ELETTORATO PASSIVO E ATTIVO.

L’art. 48 della Cost. afferma infatti che sono elettori tutti i cittadini che hanno compiuto la

maggiore età. Questa norma sancisce il cosiddetto elettorato attivo, cioè la capacità di votare. Esso

è subordinato al possesso di due requisiti: la cittadinanza italiana e la maggiore età.

L’art. 48.2 della Cost. pone alcuni principi che caratterizzano il diritto di voto:

il voto è personale, è eguale, è libero, è segreto è un dovere civico.

Elettorato passivo = consiste nella capacità di essere eletto.

Per essere eletti alla Camera dei Deputati occorre avere 25 anni.

Per essere eletti al Senato della Repubblica occorre avere 40 anni.

INELEGGIBILITA’ E INCOMPATIBILITA’ PARLAMENTARI.

Incompatibilità è invece quella situazione giuridica il cui soggetto, validamente eletto, non può

ricoprire contemporaneamente la funzione parlamentare e un'altra carica.

Ineleggibilità si ha quando un cittadino non possa essere eletto a cagione di una situazione

di inopportunità indicata dalla legge.

Le ineleggibilità mirano a garantire la libertà di voto e la parità di chances tra i candidati, mentre le

incompatibilità mirano a garantire che l’imparziale esercizio delle funzioni elettive non venga

minacciato da conflitti di interessi o da altri motivi. Le cause di ineleggibilità hanno natura

invalidante e determinano la nullità delle elezioni, le cause di incompatibilità sono invece caducanti

e producono la decadenza del titolare della carica elettiva.

Ineleggibilità sopravvenute = è quando le cause di ineleggibilità sopraggiungono nel corso del

mandato elettivo.

DISCIPLINA DELLE CAMPAGNE ELETTORALI.

La libertà di scelta dell’elettore e la parità di chances dei candidati costituiscono principi

irrinunciabili. La Cost. tutela la libertà di voto art. 48 e il diritto di tutti i cittadini di poter accedere

alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza art .51.

IL FINANZIAMENTO DELLA POLITICA.

La politica ha costi crescenti nelle odierne democrazie pluralistiche. Da un lato i partiti

costituiscono organizzazioni complesse che, per funzionare, richiedono ingenti risorse. Dall’altro

lato, le campagne elettorali, basate sull’uso dei mass-media richiedono spese ingenti.

Per far fronte a tutto ciò si è ricorso a forme di finanziamento pubblico, cioè a carico del bilancio

statale. Il finanziamento della politica è un fatto necessario. Il finanziamento pubblico della politica

rischia di trasformare i partiti in apparati burocratici e autonomi insensibili alle esigenze della

società. Nel 1999 è stato reintrodotto il finanziamento pubblico ai partiti politici, sotto forma però di

rimborso delle spese elettorali per l’elezione dei membri del Parlamento.

I SISTEMI ELETTORALI.

Il sistema elettorale è il meccanismo attraverso cui i voti espressi dagli elettori si trasformano in

seggi. Il sistema elettorale si compone essenzialmente in tre parti:

Il tipo di scelta che può essere categorica (una sola preferenza) o ordinale (più preferenze).

• La dimensione del collegio. Si distingue: il collegio unico, più collegi, collegio

• uninominale (un candidato) e il collegio plurinominale (più candidati).

Formula elettorale il meccanismo attraverso il quale si procede sulla base dei voti espressi

• alla ripartizione dei seggi.

Tenendo conto della formula elettorale, i sistemi elettorali si distinguono in maggioritari e

proporzionali.

MAGGIORITARIO = maggioranza assoluta (sistema del ballottaggio) - maggioranza relativa

(chi ottiene più voti). Ha un effetto selettivo perché consente l’accesso al Parlamento solo a chi ha

ottenuto più voti.

PROPORZIONALE =I seggi sono distribuiti a seconda della quota di voti ottenuti da ciascuna

lista in competizione. Ha un effetto proiettivo perché consente l’accesso al Parlamento anche alle

minoranze politiche.

Clausola di sbarramento = possono accedere alla ripartizione dei seggi solo le liste che a livello

nazionale hanno conseguito una percentuale significativa di voti.

IL SISTEMA DI ELEZIONE DEL PARLAMENTO IN ITALIA.

Sino al 1993 in Italia le due Camere erano elette con un sistema proporzionale ciò ha sempre dato

luogo a un parlamentarismo compromissorio a seguito di trasformazioni della società si è spinto per

una democrazia maggioritaria, con il referendum elettorale del 1993 (oltre il 90% di SI). Tuttavia

nel 2005 il sistema elettorale maggioritario è stato abbandonato, al suo posto è stato introdotto un

sistema elettorale proporzionale che si caratterizza per i seguenti elementi:

- lista bloccata cioè l’elettore vota per una delle liste in competizione ma non può esprimere alcuna

preferenza per i candidati;

- la possibilità che i partiti dichiarino il collegamento di più liste in un’unica coalizione che dovrà

presentare un unico programma elettorale;

- preventiva indicazione del capo della coalizione;

- clausola di sbarramento;

- premio di maggioranza

Premio di maggioranza:

- per la Camera dei Deputati è previsto che alla coalizione che ha ottenuto più voti siano attribuiti

ulteriori seggi fino a raggiungere la quota di 340 seggi.

- per il Senato della Repubblica l’attribuzione dei seggi procede su base regionale. E’ previsto che

alla coalizione che ha ottenuto più voti siano attribuiti ulteriori seggi affinché si raggiunga il 55%

dei seggi assegnati alla Regione.

Tale legge elettorale ha trovato la sua prima applicazione nelle elezioni politiche del 9/4/06.

LE ELEZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO.

Le elezioni del Parlamento europeo sono svolte a partire dal 1979, in base alle diverse leggi

elettorali di ciascun Stato. I seggi attribuiti all’Italia attualmente sono 78.

Ai fini della loro ripartizione fra le liste concorrenti si opera nel modo seguente:

- Si calcola il quoziente elettorale nazionale, dividendo il numero complessivo dei voti validi per il

numero complessivo dei seggi da assegnare;

- si determina la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista;

- si divide la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista per il quoziente elettorale;

- il risultato di questa divisione indica il numero dei seggi che spetta a ciascuna lista.

Si passa alla fase successiva, che consiste all’assegnazione dei seggi. Si opera nel modo seguente:

- Si calcola il quoziente elettorale di lista, che è ottenuto dividendo la cifra nazionale di lista per il

numero di seggi ad essa assegnati;

- si calcola la cifra circoscrizionale di lista, che è eguale al numero di voti validi ottenuti da

ciascuna lista nelle singoli circoscrizioni elettorali;

- si divide la cifra circoscrizionale di lista per il quoziente elettorale di lista;

- il risultato indica il numero dei seggi attribuiti;

- ove alcuni seggi non risultino assegnati, si applica il metodo dei più alti resti.

LA VERIFICA DEI POTERI E IL CONTENZIOSO ELETTORALE.

La verifica dei poteri è lo specifico procedimento che ciascuna Camera svolge per controllare la

regolarità delle elezioni, nonché l’esistenza o meno di ineleggibilità o di incompatibilità di ognuno

dei suoi componenti. A decidere se convalidare o meno le elezioni, è in prima fase la Giunta per le

elezioni, che fa la sua proposta all’Assemblea a cui spetta la decisione finale dove non è ammesso

alcun tipo di ricorso.

Per le elezioni del Parlamento europeo, la legge affida le controversie relative alle operazioni

elettorali al TAR del Lazio, mentre quelle in materia di ineleggibilità e di incompatibilità sono

assegnate alla Corte d’Appello competente per territorio.

5 L’ORGANIZZAZIONE COSTITUZIONALE IN ITALIA

1) LA FORMA DI GOVERNO ITALIANA: EVOLUZIONE E

CARATTERI GENERALI.

- Il dibattito costituente e la razionalizzazione del parlamentarismo.

- La disciplina del rapporto di fiducia e la maggioranza politica.

- I caratteri della società e del sistema politico.

- Da un sistema politico multipolare ad un sistema bipolare.

- La formazione della coalizione.

- Crisi di governo.

2) GOVERNO.

- Definizione.

- Formazione del Governo.

- Unita’ ed omogeneità del Governo.

- Formazione del Governo.

- Rapporti tra gli organi di Governo.

- L’unita’ dell’indirizzo politico e amministrativo della legge 400/88.

- La presidenza del Consiglio dei Ministri.

- Organi governativi non necessari.

- I settori della politica amministrative.

- Il governo e la pubblica amministrazione.

- I principi costituzionali sull’amministrazione.

- Gli organi ausiliari.

3) IL PARLAMENTO.

- La struttura del Parlamento.

- Il bicameralismo perfetto.

- Il Parlamento in seduta comune.

- I regolamenti ed il ruolo del Parlamento.

- L’organizzazione interna delle Camere: Presidenti e Uffici di presidenza.

- I Gruppi parlamentari.

- Commissioni parlamentari e giunte.

- Il funzionamento del Parlamento.

- Durata in carica del Parlamento e regole decisionali.

- Come lavora il Parlamento.

- Le prerogative parlamentari.

- Gli interna corporis.

- Le funzioni del Parlamento.

- La funzione legislativa.

- La funzione parlamentare di controllo.

- Atti parlamentari di indirizzo.

- Le inchieste parlamentari.

- Parlamento e comunita’ europea.

- Il processo di bilancio tra Governo e Parlamento.

- La finanza pubblica nella costituzione.

- La spesa pubblica.

4) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

- Capo dello Stato e forma di governo.

- L’elezione del Capo dello Stato.

- La controfirma ministeriale.

- La irresponsabilità del Presidente.

- La soluzione della crisi di governo: nomina del Premier.

- La soluzione della crisi: lo scioglimento anticipato del Parlamento:I dati

costituzionali e il sistema politico.

- L’esperienza italiana.

- Dopo lo scioglimento l’ordinaria amministrazione.

- Atti formalmente e sostanzialmente presidenziali.

- Atti formalmente e sostanzialmente governativi.

- Atti compiuti nella qualità di presidente del consiglio superiore di difesa e del

consiglio superiore della magistratura.

- La supplenza del capo dello Stato.

5° Capitolo. L’ORGANIZZAZIONE COSTITUZIONALE IN ITALIA.

LA FORMA DI GOVERNO IN ITALIA: EVOLUZIONE E CARATTERI GENERALI.

IL DIBATTITO COSTITUENTE E LA RAZIONALIZZAZIONE DEL

PARLAMENTARISMO.

La forma di governo italiana, è una forma di governo parlamentare a debole razionalizzazione in

cui cioè sono previsti solo limitati interventi del diritto costituzionale per assicurare la stabilità del

rapporto di fiducia e la capacità di direzione politica del Governo, ma il rapporto di fiducia ed il

ruolo del governo restano affidati ad una disciplina piuttosto essenziale compatibile con assetti assai

differenti della forma di governo e quindi sia con un parlamentarismo maggioritario che concentra il

potere di direzione politica del Governo sia con un parlamentarismo compromissorio che invece

esalta la centralità del parlamento.

LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI FIDUCIA E LA MAGGIORANZA POLITICA.

La razionalizzazione costituzionale del rapporto di fiducia (art. 94) è diretta a garantire la stabilità

del Governo, esistono alcuni vincoli che dovrebbero rendere più difficoltosa l'approvazione di una

mozione di sfiducia.

La costituzione contempla la mozione di sfiducia ossia l'atto con cui il Parlamento interrompe il

rapporto di fiducia con il Governo obbligandolo alle dimissioni , la mozione di sfiducia deve essere

motivata e votata per appello nominale.

Franchi tiratori = i parlamentari che si nascondono dietro al voto segreto per minare la

maggioranza.

La Costituzione ha avuto cura di precisare che il voto contrario di una o di entrambe le Camere su

una proposta del Governo non comporta obbligatoriamente obbligo di dimissioni (art. 94.4).

Maggiori effetti concreti ha avuto l'altro aspetto della disciplina costituzionale del rapporto di

fiducia secondo cui il Governo entro 10 giorni dalla sua formazione deve presentarsi alle Camere

per ottenere la fiducia che viene accordata o respinta sempre con mozione motivata e sempre votata

per appello nominale.

La questione di fiducia che può essere posta dal Governo su una questione che richiede

l'approvazione parlamentare. In questo caso, il Governo dichiara che ove la sua proposta non

dovesse essere approvata dal Parlamento trattandosi di una proposta necessaria per l'attuazione

dell'indirizzo concordato riterrà venuta meno la fiducia di quest'ultima e rassegnerà le dimissioni,

costituire una maggioranza di Governo è necessità istituzionale.

I CARATTERI DELLA SOCIETA' E DEL SISTEMA POLITICO.

La democrazia Italiana, società attraversata da profonde divisione ha dato origine ad un sistema

politico a multipartitismo esasperato caratterizzato da una notevole distanza ideologica tra i partiti

(tanto la sinistra comunista che la destra neofascista non erano considerate forze utilizzabili per la

formazione di una maggioranza di governo conventio ad excludendum).

MULTIPARTITISMO ESASPERATO E FORMA DI GOVERNO.

Le caratteristiche della società e del sistema politico impedivano l’affermazione di una democrazia

maggioritaria. Tutto ciò aveva conseguenze importanti per il funzionamento della forma di governo.

Erano impraticabili sia la dinamica bipolare del sistema politico, con la contrapposizione

maggioranza – opposizione, sia l’investitura popolare diretta del governo. La forma di governo ha

funzionato sulla base di accordi presi dopo le elezioni sulla base del peso di ciascun partito

(parlamentarismo compromissorio.)

Governo di solidarietà nazionale presieduto dall’on. Andreotti che aveva il sostegno dell’80%

delle forze parlamentari fu data la fiducia a questo governo a seguito del rapimento dell’on. Aldo

moro nel 1978.

DA UN SISTEMA POLITICO MULTIPOLARE AD UN SISTEMA A TENDENZA

BIPOLARE.

Dopo la crisi e la ristrutturazione le forze politiche hanno avviato una forte competizione per

ottenere il consenso degli elettori mobili, gli anni 90 hanno visto una forte modificazione del

sistema politico creando le basi per costituzione di un sistema bipolare che a sua volta costituisce

una premessa del parlamentarismo maggioritario. Il fatto più significativo fu la nascita di nuovi

partiti e dalla scomparsa dei partiti storici. I soggetti più consistenti nell’area di centro – sinistra

sono: la Margherita, i DS, Rifondazione Comunista, i Verdi e il Partito dei Comunisti Italiani,

mentre nell’area di centro – destra i partiti più importanti sono. Forza Italia, UDC, la Lega e AN.

LA FORMAZIONE DELLA COALIZIONE.

La formazione di una maggioranza politica, costituisce una necessità istituzionale. La maggioranza

sarà necessariamente formata attraverso l’accordo tra più partiti che prende il nome di coalizione.

Il Governo che si basa sull’accordo di più forze politiche sarà chiamato Governo di coalizione, per

differenziarlo dal Governo monocolore che costituisce l’espressione di un solo partito che sono

tipici del parlamentarismo maggioritario. Le modalità seguite per la formazione della coalizione

possono essere diverse a seconda delle caratteristiche del sistema politico e della forma di governo.

Vanno distinte le coalizioni annunciate da corpo elettorale e le coalizioni formate in sede

parlamentare dopo le elezioni. Nel 1° caso il corpo elettorale può scegliere tra coalizioni

alternative, quella che vince diventa la maggioranza. Il leader che guida la coalizione di solito

diventa Premier.

Nel 2° caso le coalizioni nascono tra accordi tra partiti dopo le elezioni. Ciascun partito si presenta

davanti agli elettori con la propria identità e il proprio programma per conquistare il maggior

numero di seggi. Solo dopo le elezioni iniziano i negoziati per la scelta della maggioranza e del

Governo, pertanto l’elettore non sceglie né la maggioranza né la persona che ricoprirà la carica di

Premier. In Italia, prima del 1994, le coalizioni si sono sempre formate dopo le elezioni attraverso

negoziati molto complessi tra le forze politiche. Solamente dopo la crisi politica degli anni ’90 si è

passato ad un sistema dove le coalizioni venivano formalmente annunciate al corpo elettorale.

LE CRISI DI GOVERNO.

La crisi del Governo è causata dalla rottura del rapporto di fiducia tra il Governo e il Parlamento.

Si deve distinguere tra le crisi parlamentare e crisi extraparlamentare:

CRISI PARLAMENTARE = mozione di sfiducia o voto contrario a fiducia. In questo caso, il

Governo è giuridicamente obbligato a presentare le dimissioni.

CRISI EXTRAPARLAMENTARE = dimissioni volontarie del Governo causa una crisi politica

all’interno della sua maggioranza.

le crisi EXTRAPARLAMENTARI - si può dimettere anche il solo capo del governo che però

determina la cessazione in carica dell' intero governo.

La prassi delle crisi extraparlamentari ha posto il problema di come far conoscere ai cittadini i

motivi della crisi, affinché quest’ultimi potessero giudicare le responsabilità politiche dei vari partiti

e del Governo, per cui ( da Sandro Pertini ) si e' tentata la strada della

PARLAMENTARIZZAZIONE DELLE CRISI nate fuori dal parlamento che consiste nell'invito

dal Presidente della repubblica al Governo dimissionario a presentarsi alle Camere per esporre i

motivi che hanno portato alla crisi. IL GOVERNO

Definizione.

Organo costituzionale complesso formato dal presidente del consiglio dai ministri e dall'organo

collegiale consiglio dei ministri. Governo = funzione esecutiva.

LE REGOLE GIURIDICHE SUL GOVERNO.

FORMAZIONE DEL GOVERNO.

• Il presidente della repubblica nomina il Presidente del consiglio;

• I ministri sono nominati dal presidente della repubblica su proposta del presidente del

consiglio;

• i membri del governo prima di assumere le loro funzioni devono giurare nelle mani del

presidente della repubblica;

• entro 10 giorni il nuovo governo deve presentarsi alle camere per ottenere la fiducia;

• la fiducia e accordata o revocata mediante mozione motivata votata per appello nominale.

LA STRUTTURA.

L’art. 92 della Cost. si limita ad indicare quali sono gli organi governativi necessari:

• PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

• MINISTRI

• CONSIGLIO DEI MINISTRI

Esistono però organi governativi non necessari (vice – presidente - ministri senza portafoglio-

sottosegretari di stato – comitati interministeriali).

FUNZIONAMENTO.

L’art. 95 della cost. il quale rinvia alla legge sull'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei

Ministri ed al regolamento interno del consiglio del ministri.

RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

Le regole costituzionali sono fissate dagli art. 95, 97 e 98.

UNITA’ ED OMOGENEITA’ DEL GOVERNO.

GOVERNO = soggetto politicamente unitario, responsabile politicamente nella sua unità per

l'indirizzo politico che segue e capace di dare attuazione coerente a tale indirizzo, sia nella sua

attività che nei rapporti con gli altri organi costituzionali.

Perciò l’art. 95 della Cost. prevede che:

Il P.C.D.M. dirige la politica generale del governo e ne è responsabile;

• promuovendo e coordinando l'attività dei ministri; Il P.C.D.M. mantiene l'unità

• dell'indirizzo politico ed amministrativo del Governo,

• i ministri rispondono collegialmente per gli atti del Consiglio e individualmente per gli atti

dei lori Ministeri.

L’art. 95 della Cost. stabilisce tre diversi principi di organizzazione del Governo:

- il principio della responsabilità politica di ciascun ministro ( autonomia di ciascun ministro nella

direzione del suo Ministero);

- il principio della responsabilità politica collegiale, incentrata nel Consiglio dei Ministri;

- il principio della direzione politica monocratica, basata sui poteri del Premier.

LA FORMAZIONE DEL GOVERNO.

La formazione del Governo nelle democrazie pluraliste può avvenire essenzialmente in due modi:

Democrazie mediate = i partiti dopo le elezioni decidono la struttura e il programma del governo

Democrazie immediate = sostanziale investitura popolare diretta del capo del governo.

La Cost. italiana esclude che il corpo elettorale possa formalmente scegliere il presidente del

consiglio, ma il testo costituzionale è compatibile sia con la modalità di formazione di Governo

tipica della democrazia mediata sia con quella che prevede la sostanziale investitura popolare del

vertice del potere esecutivo.

CONSULTAZIONI E INCARICO PER LA FORMAZIONE DEL GOVERNO.

Dopo l’apertura della crisi di Governo, il Capo dello Stato procede alle consultazioni per la

formazione del Governo. Il Capo dello Stato convoca, più per rispetto formale che per avere

indicazioni utili al riguardo, varie personalità politiche importanti come: i Presidenti dei Gruppi

parlamentari, gli ex Presidenti della Repubblica, i segretari dei partiti e i Presidenti delle due

Camere. Il Capo dello Stato attraverso le consultazioni può scegliere il soggetto ritenuto più idoneo

dai vari partiti. L’incarico è conferito oralmente dal Capo dello Stato, e di regola viene accettato con

riserva da parte del candidato perché deve individuare la lista dei propri ministri da sottoporre al

vaglio del Presidente.

LA LISTA DEI MINISTRI, LA NOMINA E IL GIURAMENTO.

Formata la lista dei ministri, il Capo dello Stato nomina con proprio decreto il Presidente del

Consiglio e su proposta di quest’ultimo, i ministri. Dopo la nomina, entro 24 ore il Premier e i

ministri prestano giuramento nelle mani del Capo dello Stato. Con il giuramento il Governo è

immesso nell’esercizio delle sue funzioni. Il primo atto formale del premier è controfirmare i

decreti di nomina di se stesso e dei ministri. Il governo viene formato con lo scopo di ottenere la

fiducia parlamentare, una volta ottenuta la fiducia da entrambe le Camere il Governo è nella

pienezza dei suoi poteri. Entro 10 giorni il Governo presentandosi alle Camere espone il programma

di governo. In ciascuna Camera la maggioranza presenta una mozione di fiducia che deve essere

votata per appello nominale.

I RAPPORTI TRA GLI ORGANI DEL GOVERNO.

per garantire l'unità e l'omogeneità del Governo la Costituzione si basa sul Principio democratico e

sul principio collegiale che servono a contrastare gli eccessi di autonomia dei ministri che

potrebbero minacciare l'unità politica del Governo.

Strumenti giuridici:

• Potere del Pres. del Consiglio di proporre al Capo dello Stato la lista dei ministri da

nominare;

• il Consiglio dei ministri delibera sulla politica generale del Governo;

• potere di indirizzare direttive politiche ed amministrative ai ministri.+

L’UNITA’ DELL’INDIRIZZO POLITICO E AMMINISTRATIVO DELLA LEGGE 400/88.

Nel 1988 è stata approvata la legge 400, che ha razionalizzato gli strumenti di garanzia dell’unità

politica e amministrativa del Governo, seguendo le seguenti direttrici:

- Concentrazione delle decisioni relative alla politica generale del Governo nel C.d.M.;

- Attribuzione al Premier dei poteri relativi al funzionamento del C.d.M;

- Attribuzione del Premier di poteri strumentali rispetto al coordinamento delle attività dei ministri;

Il Presidente del Consiglio:

- può sospendere l’adozione di atti da parte dei ministri competenti;

- adotta le direttive politiche e amministrative;

- adotta le direttive per assicurare l’imparzialità, il buon andamento e l’efficienza della P.A.;

- concorda con i ministri le pubbliche dichiarazioni che essi intendono fare;

- può istituire particolari Comitati di ministri con il compito di esaminare questioni di comune

competenza.

LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI.

Per lo svolgimento dei suoi compiti il Premier dispone di una struttura amministrativa di supporto

che è la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Gli uffici di diretta collaborazione col Premier sono

organizzati nella Segreteria di Presidenza del Consiglio dei Ministri, che sono suddivisi in uffici e

dipartimenti.

GLI ORGANI GOVERNATIVI NON NECESSARI.

Vice – presidente del Consiglio dei Ministri = funzioni di supplente del Premier nel caso sia

assente o impedito.

Consiglio di Gabinetto = che il Premier ha istituito per riunire i ministri che rappresentano le varie

forze politiche.

Comitati interministeriali = che possono essere di due tipi: quelli istituiti per legge e quelli istituiti

con decreto del Premier.

Ministri senza portafoglio = sono ministri non preposti ad un ministero;

Sottosegretari di Stato = sono collaboratori dei ministri o del premier, non fanno parte del C.d.M.

Viceministri = sono quei sottosegretari a cui vengono conferite deleghe relativa alla loro area di

competenza. Possono essere invitati dal Premier nel C.d.M., senza il diritto di voto.

Commissari straordinari di Governo = nominati al fine di realizzare specifici obbiettivi, sono

nominati con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Premier.

GLI STRUMENTI PER L’ATTUAZIONE DELL’INDIRIZZO POLITICO.

Presidente del Consiglio = Rappresenta l’intero Governo, tiene i contatti con il Capo dello Stato,

controfirma leggi e atti aventi forza di legge, pone la questione di fiducia e manifesta all’esterno le

volontà del Governo. Le linnee politiche e amministrative del Governo sono indicate nel

programma di Governo. Per attuare il suo programma, il Governo ha a disposizione una

molteplicità di strumenti giuridici in particolare:

- la direzione dell’amministrazione statale;

- i poteri di condizionamento della funzione legislativa del Parlamento;

- i poteri normativi di cui è titolare il Governo e che consistono nell’adozione di atti aventi forza di

legge.

SETTORI DELLA POLITICA AMMINISTRATIVA.

POLITICA DI BILANCIO E FINANZIARIA principale responsabilità del Governo

POLITICA ESTERA stipula di trattati internazionali

POLITICA COMUNITARIA rapporti con le istituzioni comunitarie.

POLITICA MILITARE Il documento costituzionale ha disciplinato il regime di emergenza bellica

con gli art. 78 e 87, secondo i quali: - Le Camere deliberano lo stato di guerra; il Capo dello Stato

dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere; il Capo dello Stato ha il comando delle forze

armate e presiede il Consiglio superiore di difesa.

POLITICA INFORMATIVA E DI SICUREZZA riguarda la difesa dello Stato democratico e delle

istituzioni poste dalla Costituzione.

IL GOVERNO E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

Ogni ministro è preposto ad uno dei grandi rami dell’amministrazione statale che prende il nome di

Ministero. Il Ministro assume una doppia veste istituzionale: da una parte è membro del C.d.M,

dall’altra parte è il vertice amministrativo di un Ministero.

L’organizzazione dei Ministeri è basata sul principio della separazione tra politica e

amministrazione: agli organi di Governo spetta l’esercizio della funzione di indirizzo politico e

amministrativo; ai dirigenti amministrativi spetta l’adozione degli atti e dei provvedimenti

amministrativi che impegnano l’amministrazione verso l’esterno. Il ministro periodicamente

definisce: obbiettivi, priorità, piani e programmi da attuare ed emana le conseguenti direttive

generali. Accanto ai ministeri operano le agenzie che sono strutture amministrative che svolgono

attività a carattere tecnico – operativo di interesse nazionale, dotate di piena autonomia e sottoposte

al potere di indirizzo e vigilanza di un ministero.

I PRINCIPI COSTITUZIONALI SULL’AMMINISTRAZIONE.

I principi costituzionali sull’amministrazione sono i seguenti:

- la legalità della pubblica amministrazione e la riserva di legge in materia di organizzazione;

- l’imparzialità della pubblica amministrazione, che vieta di effettuare discriminazioni tra

soggetti;

- il buon andamento della pubblica amministrazione, che richiede un attività amministrativa

efficiente ed efficace;

- il principio del concorso pubblico, per l’accesso al rapporto di lavoro con le pubbliche

amministrazioni;

- il dovere di fedeltà, che è sancito in termini generali per tutti i cittadini: art. 54 “tutti i cittadini

hanno il dovere di essere fedeli alla repubblica e di osservare la costituzione e le leggi”;

- il principio della separazione tra politica e amministrazione, secondo cui gli organi di governo

determinano obbiettivi e programmi e gli organi burocratici hanno la titolarità dei poteri di gestione

amministrativa, in modo tale che non ci siano ingerenze della politica nelle scelte amministrative;

- la responsabilità personale dei pubblici dipendenti, che esclude ogni forma di immunità per i

pubblici dipendenti per le violazioni da essi compiute;

- il principio di sussidarietà, che impone l’amministrazione pubblica sia un amministrazione

locale.

GLI ORGANI AUSILIARI.

la Cost. prevede alcuni organi che hanno funzioni di ausilio ad altri organi.

il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL). Organo di consulenza delle

1) Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge.

Ha l'iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e

sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge. I componenti del CNEL sono 121

oltre al Presidente. Sono nominati dal d.P.R e durano in carica 5 anni

Il consiglio di stato. Organo di consulenza giuridico- amministrativa del governo ed organo

2) giurisdizionale di appello della giustizia amministrativa. Si articola in 7 sezioni: 4 con

competenze consultive e tre con competenze giurisdizionali

La Corte dei Conti esercita:

3) Il controllo preventivo di legittimità su alcuni atti delle amministrazioni;

a) Il controllo successivo sulla gestione del bilancio dello stato;

b) Il controllo sulla gestione finanziaria degli enti cui lo stato contribuisce;

c) La funzione giurisdizionale esercita:

d) (1) In materia di giudizi di responsabilità dei pubblici funzionari;

(2) Di giudizi di conto;

(3) Di giudizi in materia di pensioni ( civili e militari ).

La Cost. prevede l'indipendenza del Consiglio di Stato e della Corte dei conti nei confronti del

Governo.

L’avvocatura dello stato (non gode della copertura costituzionale) difende le amministrazioni

statali nei giudizi in cui sono parte. IL PARLAMENTO

LA STRUTTURA DEL PARLAMENTO.

IL BICAMERALISMO PERFETTO.

La Cost. prevede un bicameralismo perfetto o paritario con le due camere dotate delle medesime

funzioni seppure con lievi differenze strutturali, è previsto un aggancio tra Senato e territorio

regionale.

IL PARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE.

Il parlamento in seduta comune è un organo collegiale composto da tutti i parlamentari ( deputati

e senatori ). È considerato però un collegio imperfetto, perché non è padrone del proprio ordine del

giorno; viene riunito solo per specifiche funzioni elencate dalla cost. nelle funzioni elettorali e nella

funzione accusatoria:

- Elezione del Capo dello Stato;

- Elezione di 5 giudici della Corte Costituzionale;

- Elezione di un terzo dei membri del CSM;

- Votazione dell’elenco dei cittadini dal quale si sorteggiano i membri aggregati alla Corte

Costituzionale;

- La messa in stato d’accusa del Capo dello Stato.

Il parlamento in seduta comune è presieduto dal presidente della camera dei deputati e segue il

regolamento della camere dei deputati.

I REGOLAMENTI E IL RUOLO DEL PARLAMENTO.

L’organizzazione interna del Parlamento e lo svolgimento delle sue funzioni trovano la loro

disciplina fondamentale nel testo costituzionale e nei regolamenti parlamentari. A quest’ultimi la

Cost. demanda la disciplina del funzionamento interno di ciascuna Camera. Ciascuna Camera adotta

un proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi membri.

L’ORGANIZZAZIONE INTERNA DELLE CAMERE: PRESIDENTI E UFFICI DI

PRESIDENZA.

Ciascun ramo del Parlamento ha un organizzazione interna molto complessa dove agiscono diversi

organi: il presidente dell’assemblea, l’ufficio di presidenza, le commissioni, i gruppi parlamentari e

la conferenza dei capogruppo.

I due Presidenti dell’Assemblea rappresentano la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica.

Le differenze più significative tra i due presidenti sono le seguenti:


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Moses

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Lamberti Armando.

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