DIRITTO COSTITUZIONALE.
Diritto: è ciò di cui il giurista vive con cui opera quotidianamente. Viene impiegato in 2 modi
diversi:
In senso oggettivo: indica una pretesa.
In senso soggettivo: il termine diritto indica un insieme di norme giuridiche, ossia un ordinamento.
Ubi societas cibi jus = dove esiste l’uomo la vi è una società, dove esiste la società la cè il diritto.
Il diritto dello Stato ha il monopolio della forza coercitiva.
1 LO STATO.
1) IL POTERE POLITICO.
- Definizioni : Potere sociale, economico. Ideologico e politico.
- La legittimazione: Potere tradizionale, carismatico e legale razionale.
2) LO STATO.
- Definizione.
- La nascita dello Stato moderno.
- Sovranità.
- Nuove tendenze della sovranità.
- Sovranità e organizzazioni internazionali.
- Territorio.
- Cittadinanza.
- La cittadinanza dell’Unione europea.
3) LO STATO COME APPARATO.
- L’apparato burocratico.
- Lo Stato come persona giuridica.
- Gli enti pubblici.
- La potestà pubblica.
- Uffici ed organi.
- Gli organi costituzionali.
LO STATO.
1° Capitolo. IL POTERE POLITICO.
Definizione.
Il potere politico è quella specie di potere sociale che si basa sulla possibilità di ricorrere in ultima
istanza alla forza legittima per imporre la propria volontà.
Il potere sociale è la capacità di influenzare il comportamento di altri individui, esistono tre tipi
diversi di potere sociale :
IL POTERE ECONOMICO è quello che si avvale del possesso di certi beni per indurre
• coloro che non li posseggono a seguire una determinata condotta.
IL POTERE IDEOLOGICO è quello che si avvale del possesso di certe forme di sapere per
• influenzare i membri di un gruppo nel compiere o nell’astenersi dal compiere di certe azioni.
IL POTERE POLITICO è quello che per imporre la propria volontà può ricorrere sia pure
• come un ultima risorsa, alla forza.
Lo stato incarna la figura tipica del potere politico.
LA LEGITTIMAZIONE.
Tipi di potere legittimo:
IL POTERE TRADIZIONALE (carattere sacro delle tradizioni e delle autorità).
• IL POTERE CARISMATICO (carattere sacro della persona o degli ordinamenti).
• IL POTERE LEGALE RAZIONALE (potere limitato dal diritto) .
• LO STATO.
Lo Stato è il nome dato ad una particolare forma storica di organizzazione del potere politico. Lo
stato moderno si differenzia dalle precedenti forme di organizzazione del potere politico, per la
presenza di due caratteristiche
a) concentrazione del potere di comando legittimo nell'ambito di un determinato territorio in capo
ad un’unica istanza.
b) la presenza di un’organizzazione amministrativa in cui opera una burocrazia professionale.
LA NASCITA DELLO STATO MODERNO.
Il Sistema feudale era costituito dal rapporto vassallo/signore. Come corrispettivo del feudo il
vassallo aveva obblighi sia militari che finanziari nei confronti del signore.
I rapporti erano di tipo privato e personale e si riproducevano a vari livelli: il cavaliere sfruttava il
feudo esercitando un potere e lo faceva da vassallo di un signore che a sua volta era vassallo di un
signore più elevato.
I Parlamenti medioevali erano delle assemblee in cui il principe ed i corpi della nazione
dialogavano ed il cui consenso era necessario affinché le richieste finanziarie del primo potessero
essere accettate.
SOVRANITA’.
Lo Stato moderno è un apparato centralizzato che ha il monopolio della forza legittima in un
determinato territorio. Questo concetto giuridico che inquadra questa caratteristica dello Stato si
chiama sovranità. La sovranità ha due aspetti interna e esterna.
La sovranità interna : consiste nel supremo potere di comando in un determinato territorio.
La sovranità esterna : consiste nell’indipendenza dello Stato rispetto a qualsiasi altro Stato.
Sulla questione di chi esercitasse effettivamente il potere ci sono tre teorie:
1) la teoria della sovranità della persona giuridica Stato: per i giuristi i italiani e tedeschi
configurano lo Stato come persona giuridica, titolare della sovranità.
2) la teoria della sovranità della nazione: Inventata dal costituzionalismo francese dopo la
rivoluzione francese del 1789. L’art 3 della dichiarazione dei diritti dell’uomo e dei cittadini
afferma che la sovranità appartiene alla Nazione da cui emaniamo tutti i poteri. La sovranità
nazionale era diretta contro la sovranità del re, se la sovranità spettava alla Nazione decadeva
automaticamente quella del re.
3) la teoria della sovranità popolare: si deve a Rosseau il quale faceva coincidere la sovranità con
la volontà del popolo, considerando l’insieme dei cittadini un ente collettivo.
Sovrano non era più una persona fisica ma un ente astratto, slegato dalle persone che lo governano.
Nello Statuto Albertino sovrano non era né il re né il popolo, ma era lo Stato.
NUOVE TENDENZE DELLA SOVRANITA’.
La vigente Cost. italiana afferma che la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e
nei limiti previsti dalla Cost. La sovranità del popolo ha perduto quel carattere di assolutezza che
aveva nel secolo precedente per 3 motivi:
1) La sovranità popolare non si esercita direttamente, ma viene inserita in un sistema
rappresentativo espresso tramite le elezioni;
2) La seconda è la diffusione di Cost. rigide che hanno un efficacia superiore alla legge e possono
essere modificate attraverso procedure molto complesse;
3) La terza tendenza è costituita dall’affermazioni di organizzazioni internazionali.
Le Organizzazioni sovrastatali sono : la Comunità economica europea atomica istituita nel 1957,
la Comunità europea del carbone e dell’acciaio istituita nel 1951 e la Comunità europea per
l’energia atomica istituita nel 1957 che si racchiudono in un'unica comunità la COMUNITA’
EUROPEA ( CE ).
TERRITORIO.
La sovranità è esercitata dallo Stato su un determinato territorio.
La Terraferma: è la porzione di territorio delimitata da confini, che possono essere naturali o
artificiali. Di regola i confini sono delimitati da trattati internazionali.
Il Mare territoriale: è quella fascia di mare costiero interamente sottoposta alla sovranità dello
Stato.
La Piattaforma continentale: è costituita dallo zoccolo continentale, cioè quella parte del fondo
marino, che circonda le terre emerse prima che la costa sprofondi negli abissi marini. Gli Stati
utilizzano le risorse estraibili dalla piattaforma continentale, purché sia assicurata la libertà delle
acque.
CITTADINANZA.
E’ uno status cui la Cost. riconnette una serie di diritti e doveri. La Cost. italiana stabilisce che
nessuno può essere privato della cittadinanza per motivi politici. La cittadinanza si acquista, si
perde e si riacquista nei seguenti modi:
- ius sanguinis: acquista la cittadinanza il figlio, anche adottivo, che abbia padre o madre di
cittadinanza Italiana;
- ius soli: acquista la cittadinanza colui che nasce in Italia da genitori privi di qualsiasi cittadinanza;
- su richiesta dell’interessato in taluni casi previsti dalla legge.
La perdita della cittadinanza può avvenire:
per rinunzia qualora il cittadino possieda una cittadina straniera o abbia deciso di stabilire la
propria residenza all’estero;
oppure automaticamente quando un cittadino svolgendo funzioni alle dipendenze di uno Stato
estero, intenda conservare questa posizione nonostante l’intimazione del Governo italiano a cessare
tale rapporto di dipendenza.
La cittadinanza si riacquista:
- quando l’interessato presti servizio militare o accetti un impiego alle dipendenze dello Stato
italiano;
- quando l’interessato dichiara di volerla riacquistare e stabilisca la propria residenza nel territorio
della Repubblica entro un anno dalla dichiarazione;
- quando l’interessato risieda da oltre 1 anno nella Repubblica;
- quando l’interessato abbia abbandonato il rapporto di dipendenza da uno Stato estero e risieda
almeno due anni nel territorio della Repubblica.
LA CITTADINANZA DELL’UE.
Il trattato di Maastricht (1992) ha introdotto l’istituto della cittadinanza dell’unione che completa
la cittadinanza nazionale e non la sostituisce. Questo istituto permette:
- il diritto di circolazione nel territorio degli Stati membri, fatte salve le limitazioni previste dal
presente trattato;
- c’è la possibilità di godere della tutela da parte delle autorità consolari e diplomatiche di qualsiasi
Stato membro;
- l’attribuzione al cittadino europeo del diritto di elettorato attivo e passivo alle elezioni comunali e
del parlamento europeo dello Stato membro in cui risiede.
LO STATO COME APPARATO.
L’APPARATO BUROCRATICO.
Nello Stato vi è la presenza di un apparato organizzativo servito da una burocrazia professionale.
L’organizzazione è stabile nel tempo perché esiste e funziona sulla base di regole predefinite.
LO STATO COME PERSONA GIURIDICA.
Persona giuridica = Soggetti che hanno la capacità di agire in modo giuridicamente rilevante. Oltre
alle persone lo Stato può attribuire personalità giuridica anche ad enti immateriali. Oggi si dice
spesso che lo Stato è dotato di personalità giuridica, ma si tratta di un affermazione che non
corrisponde alla realtà, infatti lo Stato giuridicamente non agisce mai unitariamente. Nelle liti, attive
e passive, parte in giudizio non è mai lo Stato, ma sempre un certo ministro o dirigente responsabile
dell’apparato.
GLI ENTI PUBBLICI.
Gli enti pubblici ( regioni, province, comuni ) sono dotati di personalità giuridica.
Gli enti pubblici sono definiti come degli apparati costituiti dalle comunità per il perseguimento
dei propri fini.
UFFICI ED ORGANI.
L’Ufficio: unità strutturale elementare dell’organizzazione.
Gli Organi: sono uffici particolarmente qualificati da una norma come idoneo ad esprimere la
volontà della persona giuridica e ad imputarle l’atto e i relativi effetti.
Gli Organi rappresentativi: i cui titolari sono eletti direttamente dal corpo elettorale o che sono
collegati ad organi elettivi.
Gli Organi burocratici: sono preposte persone che professionalmente prestano la loro attività in
modo pressoché esclusivo a favore dello Stato o di altri enti pubblici.
Gli Organi attivi: decidono dell’apparato di cui fanno parte e assolvono un compito deliberativo.
Gli Organi consultivi: danno dei consigli agli organi attivi sul modo in cui esercitare il loro potere
decisionale.
Gli Organi di controllo: devono verificare la legittimità alle norme.
I pareri espressi dagli organi consultivi si distinguono in:
Il parere facoltativo: se l’organo deliberativo ha la facoltà di richiederlo, ma non l’obbligo;
Il parere obbligatorio: qualora essi debbono essere obbligatoriamente richiesti;
Il parere vincolante: che devono essere obbligatoriamente seguiti dell’organo che decide.
ORGANI COSTITUZIONALI.
Gli Organi costituzionali dotati delle seguenti caratteristiche:
- sono elementi necessari dello Stato, la mancanza di uno di essi determinerebbero l’arresto della
complessiva attività statale;
- sono elementi indefettibili dello Stato, può aversi la loro soppressione o sostituzione con altri
organi senza determinare un mutamento dello Stato;
- la loro struttura di base è interamente dettata dalla Costituzione;
- ciascuno di essi si trova in condizione di parità giuridica con altri organi costituzionali.
2 FORME DI STATO.
1) FORMA DI STATO.
- Definizioni : Forma di Stato e di Governo.
- Classificazioni e modelli.
- Lo Stato assoluto.
- Lo Stato liberale.
- I caratteri ( strutturali e principali ) dello Stato liberale.
- La nascita dello Stato di democrazia pluralista.
- I partiti politici di massa.
- Crisi delle democrazie di massa e nascita dello Stato totalitario.
- Le alternative allo Stato di democrazia pluralista nel XX secolo.
- I caratteri dello Stato di democrazia pluralista.
2) RAPPRESENTANZA POLITICA.
- Definizioni : Rappresentanza politica.
- La rappresentanza politica nello Stato di democrazia pluralista.
- Democrazia diretta e democrazia rappresentativa.
3) LA SEPARAZIONE DEI POTERI.
- Il modello liberale.
- La separazione dei poteri nelle democrazie pluraliste.
4) LA REGOLA DI MAGGIORANZA.
- Definizione.
- Democrazie maggioritarie e democrazie consociative.
- Le minoranze permanenti.
5) STATO UNITARIO, STATO FEDERALE E STATO
REGIONALE.
6) L’UNIONE EUROPEA.
- Definizione.
- L’organizzazione.
2° Capitolo. FORME DI STATO FORMA DI STATO.
FORMA DI STATO E FORMA DI GOVERNO: Definizioni.
FORMA DI STATO Si intende il rapporto che corre tra le autorità dotate di potestà di imperio e la
società civile, nonché l'insieme dei principi e valori cui lo stato ispira la sua azione.
FORMA DI GOVERNO Si intendono i modi in cui il potere è distribuito tra gli organi principali
di uno stato-apparato e l'insieme dei rapporti che intercorrono tra essi.
CLASSIFICAZIONI E I MODELLI.
Forme di Stato: Stato assoluto, liberale, di democrazia pluralista, totalitario e socialista.
Forme di governo: parlamentari, neoparlamentari, presidenziali, direttoriali e semi presidenziali.
Le diverse forme di stato e di governo elaborate dalla dottrina costituzionalistica sono dei modelli.
Il modello è un concetto riassuntivo, essi assolvono funzioni importanti come le seguenti:
Permettono di comprendere l’individualità distintiva di ciascun sistema costituzionale
• ed evitano di assimilare realtà storico-istituzionali diverse.
consentono di individuare le condizioni storico-istituzionali in cui può operare un certo
• modello di forma di stato o di forma di governo.
facilitano l'individuazione di certi elementi che sono peculiari di un determinato
• ordinamento .
orientano l'opera di interpretazione dei documenti costituzionali.
•
LO STATO ASSOLUTO.
Lo Stato assoluto è la prima forma di stato dello stato moderno. Si caratterizzava per l’esistenza di
un apparato autoritario separato e distinto dalla società e per l'affermazione di un potere sovrano
attribuito interamente al RE o meglio alla Corona.
Stato assoluto = potere sovrano nelle mani della Corona che era titolare sia della funzione
legislativa che di quella esecutiva. Il potere giudiziario era esercitato da Corti e Tribunali formati da
giudici nominati dal Re.
L'assolutismo regio si affermò soprattutto in Francia, la nobiltà feudale fu sottomessa allo stato. In
Inghilterra l'assolutismo regio si affermò solo parzialmente nel cinquecento, ci furono ostacoli di
tipo sociale. In paesi come Austria e Prussia si affermò il cosiddetto ASSOLUTISMO
ILLUMINATO il cui compito del sovrano era di promuovere il benessere della popolazione detto
anche STATO DI POLIZIA.
LO STATO LIBERALE
Lo stato liberale è una forma di stato che nasce tra la fine del settecento e la prima metà
dell'ottocento a seguito della crisi dello stato assoluto e dell’affermazione della Borghesia
I CARATTERI STRUTTURALI :base sociale ristretta ad una sola classe; il principio di
libertà; il principio rappresentativo e lo stato di diritto.
La crisi dello stato assoluto fu dovuta soprattutto a ragioni finanziarie (peso fiscale ritenuto
insopportabile). In Francia la crisi assunse la forma traumatica della rivoluzione del 1789, in
Inghilterra l'affermazione dello stato liberale fu più graduale e quindi più stabile, il caso americano
e ancora diverso; l'Inghilterra si rivolgeva alle colonie americane con lo scopo di ripianare le casse
provate dalla guerre imponendo nuove tasse, a seguito del conflitto si giunse alla dichiarazione di
indipendenza (4 luglio 1776).
Importante fattore che ha promosso l'organizzazione dello stato liberale è l'avvento di un economia
di mercato (basata sul libero incontro tra domanda ed offerta). Lo stato assoluto ostacolava la nuova
economia per l’assenza di unitarietà e di coerenza delle leggi vigenti in ciascuno Stato, questo
fenomeno venne indicato con il termine di particolarismo giuridico.
CARATTERI PRINCIPALI DELLO STATO LIBERALE.
Il modello Stato liberale è caratterizzato dai seguenti tratti essenziali:
Da una finalità politico costituzionale garantistica. Lo Stato è considerato uno strumento per la
a) tutela della libertà e dei diritti degli individui;
Dalla concezione dello Stato minimo, Stato limitato titolare solamente di quelle funzioni
b) necessarie all'adempimento della finalità garantistica;
Dal principio di libertà individuale, Lo Stato riconosce e tutela la libertà
c) Dalla separazione dei poteri, il potere politico viene suddiviso tra soggetti diversi che si
d) controllano reciprocamente
Dal principio di legalità. La tutela dei diritti è affidata alla Legge basata su due premesse: la
e) prima premessa è che la legge abbia i caratteri della generalità e dell’astrattezza.La seconda
premessa è che la legge sia formata dai rappresentanti della Nazione .
Dal principio rappresentativo, i rappresentanti vengono eletti da un corpo elettorale ristretto
f) solo alla classe borghese - .
Quest’ultima caratteristica è molto importante. In tutti gli stati liberali vengono esclusi
dall'elettorato tutti coloro che hanno un livello di cultura o di reddito inferiori a una certa soglia. Lo
Stato liberale ha una base sociale ristretta , alla classe borghese e pertanto viene chiamato Stato
monoclasse.
STATO DI DEMOCRAZIA PLURALISTA.
Lo stato da monoclasse diventando pluriclasse porta a un processo di allargamento dell'elettorato
attivo che porter
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