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Diritto costituzionale - Appunti Appunti scolastici Premium

Appunti del corso di diritto costituzionale tenuto dalla professoressa Cinzia Piciocchi nell'anno accademico 2012/2013. Gli argomenti trattati sono i seguenti: costituzionalismo, del passaggio dallo Stato di diritto allo Stato costituzionale, del concetto di Costituzione, del sistema delle fonti, della funzione giurisdizionale e di garanzia costituzionale.

Esame di Diritto costituzionale docente Prof. C. Piciocchi

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dichiarato sulla questione, la questione abbia carattere serio. La corte di Cassazione o il

Consiglio di stato vagliano poi la serietà e la presenza di un fumus. Questo doppio controllo fa

si che sia pochi i casi che il Conseil reputa inammissibili.

Circola in altri paesi. Vi sono casi particolari: si prende la costituzione francese che mai

sarebbe entrata in vigore, si radica in Svizzera. Forma direttoriale. Il governo è un emanazione

del parlamento e la presidenza è esercitato a turno dai membri del governo. Deve esserci un

consenso. Ci sono fotirssimi ricorsi alla democrazia diretta, la costituzione è molto analitica e

viene continuamente modificata. Il tribunale federle può controllare solo la costituzionalità

degli atti cantonali, sugli atti della federazione interviene per mezzo compatibilità delle leggi

federali con i principi internazionale.

- Costituzione rigida: maggioranze qualificate, di per sé non è una garanzia.

IT art 138.

 USA (The supreme law of the land) art 5. 2/3 delle Camere o 2/3 delle Legislature di

vari Stati  convocazione di una Convenzione. Se ratificati dai ¾ dalle Legislature o dai ¾

delle Convenzioni riunita in ciascuno scopo.  così sono stati proposti gli emendamenti dei

Bill of rights.

GE art 79 2/3 Bundestag e 2/3 Bundesrat.

 FR art 89 iniziativa Presidente della Repubblica, proposta primo ministro,

Parlamentari, identico testo, definitiva se approvata con referendum, no se si hanno i 3/5.

La rigidità può essere variabile, i costituenti canadesi hanno riconosciuto

l’importanza diversa delle diposizioni, seconda delle disposizione la maggioranza è diversa:

CA Amendig Power 2/3 legislativi delle Province = 50% popolazione ma Camere + tutte le

Province (uso della lingua inglese/francese); materie relative a una provincia, consenso della

provincia.

I limiti alle revisioni costituzionali. Possono essere:

Limiti temporali. Le costituzioni prevedono che prima di un determinato periodo di tempo

 non si può modificare. Es. periodo di transizione tra una dittatura e una democrazia.

Limiti circostanziali. Limite alle revisioni a causa di particolari circostanze. Non è possibile

 revisionare la costituzione durante le invasioni.

limiti procedurali. La revisione totale  non è quantitativo, si sta cambiando parti essenziali

 della costituzione. ES. Spagna -> Il parlamento approva la modifica poi deve essere sciolto,

rieletto e la modifica deve essere confermata. Servono soprattutto alle corti di assicurare la

garanzia della costituzione.

limiti materiali:

 espliciti. Le costituzioni dicono cosa non si può cambiare, forma repubblica in Italia.

o Se si arriva al punto di modificare questi limiti il cambio non è solo giuridico  è

cambiata la costituzione materiale. Non è possibile modificare la ripartizione

legislativa tra bund e lander, la protezione della dignità umana, la repubblica federale

democratica e sociale. diritto di resistere. GER clausola di eternità.

impliciti.

o

E’ possibile un judicial review delle leggi di revisione costituzionale?

India il Parlamento e al Corte Suprema si contestavano il diritto di fare la revisione

 costituzionale. LA Corte deve avere il diritto di trattare come oggetto i limiti costituzionali

(le costituzioni di solito non dicono qual è il parametro.) La costituzione diceva che le leggi

in antinomia con la costituzione sono void, nel 1951 la Corte non ritiene di avere il diritto a

valutare le leggi di revisione costituzionale, nel 1967 la Corte ritiene di avere il diritto di

valutare le leggi di revisione se vanno contro il contenuto essenziale dei diritti fondamentali.

Il parlamento del 1971 cambia la costituzione e impedisce che la Corte valuti le leggi di

revisione. La corte nel 1973 ribadisce la propria giurisprudenza, affermando che comunque

nessuna fonte può violare “the basic features of the Constitutuion”. Il parlamento modifica

l’art sulla judicial review dice che gli emendamenti alla Costituzione non possono essere

giudicati, si dice anche che non c’è alcun limite alla modifica, variazione o eliminazioni di

provvedimenti costituzionali. La Corte dichiara incostituzionali gli emendamenti.

Ci sono costituzioni dove la procedura di revisione è limitata a non alterare lo spirito della

costituzione.

In Italia ci sono dei principi supremi che devono essere protetti nei confronti delle leggi di

 rango costituzionale (leggi di revisione costituzionale, fonti europee, statuti speciali,

concordato). La questione arriva in corte nel 1988, la Corte ritiene la questione

inammissibile. Statuto Speciale Regione TAA. Un consigliere provinciale di Bolzano

vilipende la bandiera. Il consigliere si avvale dell’insindacabilità che lo statuto garantisce

ai consiglieri, che però è meno protettivo rispetto a quello dei parlamenterai, ma più di

quello garantito ai cittadini comuni (La corte non potrà che considerare inammissibile la

questione). Ma comunque la corte afferma il principio che la Corte può valutare le norme

di rango costituzionali, alla luce dei soli principi supremi.

Ci sono leggi più complesse ma che comunque hanno un rango più elevato rispetto alle leggi.

“norma a copertura costituzionale” (non incontrano il tetto della costituzione ma quello dei

principi supremi). Alcune norme sono speciali, pur essendo norme ordinarie si possono ricondurre

a leggi costituzionali.

Norme a copertura costituzionale:

- Statuti speciali.

- Norme di revisione costituzionale.

- Concordato art 7 costituzione. E’ una norma a copertura costituzionale. (come le leggi di

revisione). Per modificare i patti è necessario che le modifiche siano accettate da entrambe

le parti, le modifiche non richiedono procedimento di revisione costituzione. Ci sono

comunque limiti costituzionali  matrimonio, (lo stato riconosce gli effetti civili con il rito

del diritto canonico). I tribunali ecclesiastici decidono sulla nullità del matrimonio.

Elementi di incostituzionalità stanno: nei rapporti con persone di altri credi, si tratta

dell’istituzione di un giudice speciale. La corte dice che l’art 7 non sancisce un generico

principio pattizio, ma si riferisce al concordato in vigore, che non è una legge come le altre.

Se si violasse i diritti fondamentali, la posizione di indipendenza della chiesa cattolica non

può portare alla negazione dei principi costituzionali dallo stato. L’art sul giudice speciale

è applicabile solo sulla giurisdizione interna.

Nel 1982 dichiara l’incostituzionalità del concordato individuando la lesione di un

principio supremo dell’ordinamento. La parte ricorre per nullità di un matrimonio rato e

non consumato: 1) contrasto coi principi supremi, 2) diritto di agire e difendersi in giudizio,

3) diritto alla tutela giurisdizionale  il processo ecclesiastico è quasi un atto

amministrativo. 1) la riserva ai tribunali ecclesiastici non è incompatibile;2) il

procedimento dei tribunali ecclesiastici contrasta con i diritto di agire in giudizio perché

non c’è nessun sindacato, la delibazione non va vedere: se i principi siano stati rispettati, se

gli elementi essenziali del diritto di agire e resistere a difesa dei propri diritti, non si

possono attuare le disposizioni contrarie agli elementi essenziali. 3) contrasta con il

principio la tutela giurisdizionale, essendo il procedimento della sacra rota quasi

“amministrativo”. La corte dichiara l’illegittimità della legge che immette il concordato

nella parte in cui non prevede che la Corte d’appello debba accertare che sia stato

assicurato alle parti di agire e resistere in giudizio, che la sentenza non contenga la

disposizione contraria all’ordine pubblico italiano; e nella parte in cui prevede che la Corte

debba rendere esecutivi il provvedimento di nullità per rato e non consumato. Caso

Lombardi Vallauri. L’università cattolica e i requisiti morali richiesti sono previsti dal

concordato. Lombardi Vallauri viene escluso perché non ha più il gradimento della santa

sede avendo egli scritto “nera luce e riduzionismo e oltre”. [Precedente (libera

manifestazione del pensiero, libertà di insegnamento, diritto all’identità delle formazioni

sociali). Il tribunale dice che non può sindacare la decisione altrimenti si sindacherebbe

uno stato estero, e poi la scelta di aderire ai principi del cattolicesimo è libera. Non c’è

violazione di libertà religione, manifestazione del pensiero né libertà di insegnamento. Nel

1972 c’era stata una sentenza della Corte Costituzionale, deve esserci lo scrutinio del

diritto di difesa. Caso del 1972, (deve ancora intervenire la sentenza dell’ 1982.), non c’è

una totale libertà di insegnamento nella Cattolica, libertà religiosa, diseguaglianza.]

Lombardi Valluari avrà successo alla Corte europeo dei diritti dell’uomo, Lombardi

Vallauri lamenta la violazione del proprio diritto ala difesa  mancanza di contradditorio e

procedimento segreto. La questione Lombardi Vallauri non è fondata, in virtù della laicità

“collaborativa” tra Italia e chiesa cattolica, diritto all’identità delle formazioni sociali, la

cattolica ha il diritto di scegliersi i docenti. La sentenza della Corte europea per la tutela

dei diritti umani non è in contrasto con la sentenza Cordero. Il concordato è un parametro

interposto, il concordato è una fonte a copertura costituzionale.

- Norme comunitarie. Art 11 e art 117. Costa vs Enel. La corte si trova davanti al quesito per

cui un giudice italiano dovrebbe rispettare i regolamenti europei. Quando una norma

contrasta con i regolamenti, c’è un contrasto con l’art 11? La corte dirà che non è un

contrasto che comporta la prevalenza, l’art 11 viene in considerazione che l’Italia consente

le limitazioni di sovranità. La legge di ratifica è una fonte ordinaria. la Corte non affermò

neanche che la legge era un parametro interposto,la violazione importava sul diritto

internazionale, non su quello interno. Allora non lo fece: i tempi non sono maturi, non sono

tutelati i diritti in forma scritta, la comunità era solo una comunità economica . Con la

sentenza Granital si afferma che non è possibile trovare compatibilità tra la norma interna

e quella comunitaria è quest’ultima a prevalere. Il meccanismo di primazia non vale

sempre: vale solo nel caso in cui si continuino a rispettare i diritti fondamentali (contro

limiti). Oggi il principio è riconosciuto anche dalla corte, si parla di norma a copertura

costituzionale, [una norma a copertura costituzionale trova il limite solo dei principi

supremi]. Il cerchio si è chiuso con il rinvio pregiudiziale alla CdG per il caso della “tassa

sul lusso”.

Parametro interposto:

- CEDU: organizzazione non sovranazionale, ma diritto internazionale. La Convenzione

europea dei diritti dell’uomo tutela tutta una serie di diritti umani, si può accedere alla Corte

di Strasburgo quando tutti i gradi di giudizio sonno stati esperiti. anche la CdG si appiglia

alla CEDU. I cittadini hanno diritto a un risarcimento se riconosciuti lesi nei loro diritti. Il

diritto a costituire la famiglia è innegabile, ma ogni ordinamento ha un margine di

apprezzamento (matrimonio omosessuale). ≠ il diritto europeo funziona per cui vi è un

comune meccanismo di applicabilità, tutte le costituzionali hanno parlato della tutela dei

diritti per giustificare la perdita di sovranità, per quanto riguarda la CEDU non si ha la

medesima vigenza in tutti gli ordinamenti, ogni ordinamenti ha elaborato le sue strategie,

anche se gli stati non danno uqella stessa garanzia sanno di essere condannati.

UK penetra nel 1998 con lo Human Rights Act, c’è una sorta di Bill of Right,

o incorporazione della CEDU nel diritto nazionale, fa non c’è il modo di dare una

forza particolare alle leggi, ci sono dottrine (giudice Laws) che ci ritnìengono ci

siano leggi speciali, che possono essere abrogate solo in maniera palese, il limite è

politico; non si ha nemmeno una corte costituzionale che si faccia garante dei diritti:

obbligo di interpretazione conforme, i “public body” non possono agire in maniera

contraria alla CEDU, “declaration of incompatibility”se non è possibile un

interpretazione conforme, questa dichiarazione ha l’effetto si segnalare l’antinomia,

ma non ha effetto perché la norme non applica, la dichiarazione non è applicabile al

caso concreto, il contrasto non si può sanare in sede del caso concreto.

In Austria è costituzionalizzata, vi sono atti a livello costituzionale e la CEDU è uno

o di questi.

Francia i trattati hanno dal momento della loro pubblicazione una autorità superiore

o rispetto alle altre leggi, le da un “capello” costituzionale. Il Conseil nel 1975, è

ancora debole è appena stato iniziato il bloc e la saisine, loi sur l’interruption de la

grossesse. E’ il periodo in cui le corti occidentali stanno affrontando queste

problematiche. LA maggior parte delle leggi sull’interruzione di gravidanza sono

introdotte dalle corti costituzionali. Il conseil Constitutionelle viene chiamato perché

il Parlamento ha approvato l’aborto, si va davanti dicendo che la legge è contraria al

diritto alla vita previsto nella CEDU. Ci si aspetta che dal punto di vista delle fonti.

E’ vero che la costituzione dice che i trattati internazionali sono superiori alle altre

leggi, però questo non implica che quest’autorità sia fatta valere nell’ambito del

controllo di costituzionalità, il giudice non è il Conseil, la competenza si da alla Cour

de Cassation e al Conseil d’Etat che effettuano un controllo successivo (controllo di

convenzionalità, vincolo di autorità delle corti).

Italia la corte costituzionale è necessaria la norma di ratifica. Il problema si presenta per la

prima volta nel 93. Nel 93 la Corte si trova davanti a un caso di traduzione di atti giuridici.

Le norme internazionali e la Cedu dice che gli imputati devono essere messi nelle

condizioni di capire le accuse. LA corte dice che norme internazionali e la CEDU hanno

“competenza atipica” e dunque non suscettibili di abrogazione do modificazioni con legge

ordinaria. Non sono leggi come le altre, si son presi obblighi sul piano internazionale. E’

una sentenza che non avrà seguito. Con la riforma del titolo V si è dato un “capello

costituzionale” all’ordinamento comunitario e agli obblighi internazionali. Cosa succede

per la CEDU? Vale anche per la CEDU solo il limite dei principi supremi? La limitazione

di sovranità non producono l’effetto di dare applicazione diretta nel caso di contrasto

dell’applicazione italiana. L’art 117 distingue ordinamento comunitario da obblighi

internazionale, si sta anche differenziando in maniera sostanziale. Con i trattati comunitari

si è entrato in un ordinamento sovranazionale, con la CEDU no. Nella situazione di

ambiguità nel periodo in cui non vige la riforma del titolo V qualcuno aveva disapplicato.

La Cedu è composta di norme che integrano il parametro costituzionale, livello sub –

costituzionale. ogni profilo di contrasto tra le norme interposte e quelle costituzionali.

Come per i decreti legislativi. A partire dalla riforma del titolo V questo parametro vale per

i trattati internazionali. 348, 349/2007.

Con l’articolo 6 del trattato di Lisbona la CEDU entra come fonte dell’Ue. Parte della

dottrina italiana dice che la CEDU è diventata diritto comunitario. Questo può creare una

serie di problemi: quando la CEDU è applicata nell’ambito di diritto interno è parametro

interposto e poi quando si applica il diritto costituzionale è norma a copertura

costituzionale? Il Tar Lazio richiama la convenzione CEDU, le norme divengno

immediatamente operanti negli stati membri dell’unione. (Il TAR applica la sentenza

Granital) Le stesse cose vengono richiamate dal Consiglio di Stato. Una relazione del

governo sulla esecuzione delle pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo,

riconosce la “comunitarizzazione” della CEDU. la Corte costituzionale 80/2011 ribadisce

quello che ha detto nel 2007, ma non può limitarsi al richiao di queste precedenti sentenze.

La corte afferma che: la CEDU è un parametro interposto, è necessario che ci sia

un’antinomia insanabile. Tre motivi: 1) Il Consiglio d’Europa funziona con i meccanismi

tipici del diritto internazionale, mentre l’Unione è un organizzazione diversa e che funziona

diversamente dal diritto internazionale. 2) i principi geneali del diritto comunitario,

assicurati dalla CdG, rilevano esclusivamente rispetto alla fattispecie nei casi di

applicazione del diritto comunitario. 3) il rapporto tra CEDU e ordinamenti di Stati membri

è un rapporto variamente disciplinato da ciascun ordinamento.

Deroghe.

Rotture: possono essere previste dalla costituzione, oppure no  caso francese. La costituzione del

58 cambia: cambia la forma di governo. Charle de Gaullle, è il 1962, Guerra D’Algeria. C’è il

timore di colpo di stato. De Gaulle ha una grandissima popolarità, ma il parlamento è estremamente

frastagliato. L’introduzione dell’elezione presidenziale si ha con quello che secondo molti è una

rottura costituzionale. Se si fosse voluto cambiare la costituzione era necessaria una maggioranza

forte, la maggioranza non c’è. Il presidente per costituzione può sottoporre a referendum ogni

progetto di legge che riguarda i pubblici poteri (De Gualle per modificare la costituzione usa la loi

referendaire); la norma c’è ma si è di fatto fatta un’eccezione che non è razionalizzata dalla

costituzionale. Si deroga alla rigidità della costituzione. La modifica viene approvata con

un’amplissima maggioranza. Il parlamento sfiducia il governo. Vince nuovamente le elezioni, il

presidente del senato ricorre al conseil constitutionelle. Il conseil constituionelle dice che non può

giudicare l’atto perché la legge non è stata approvata dal parlamento, se si fosse effettuato uno

scrutinio di merito la costituzione risuletrebbe violata. Le leggi approvate per referendum sono

espressione diretta della sovranità popolare. Il conseil non ha competenza. Oggi il presidente rimane

in carica 5 anni, aumentava il rischio di coabitation, il presidente è molto più limitato.

Diritto di resistenza. Le norme che razionalizzano le emergenze non possono che essere generiche il

più possibile, l’emergenza per sua natura non può essere razionalizzata. Si prevedono meccanismi,

procedure, cosa non si può fare. In Italia si era proposto di inserire il diritto di resistenza, Mortati

rispose che una statuizione in questo senso non ha ragione d’essere, poiché si vuole indicare il caso

in cui i poteri dello stato siano saltati; le garanzie si sono messe, se non funzionano il sistema è

ormai saltato.

Norme anti terrorismo, non sono una novità nel panorama costituzionale (anni di piombo in Italia,

terrorismo basco). Si adottano leggi di emergenza: si irrigidiscono le garanzie costituzionale, la

tutela del diritto si riferisce solo al nucleo essenziale del diritto. Carcerazione preventiva in Italia, si

prevede che per i delitti ivi previsti la prolunga di un terzo la durata massima della detenzione ante

judicium, potevano passare anche 20 anni tra rinvio a giudizio e processo di primo grado. In quel

momento il referendum non ha successo. La CEDU si opponeva, ma nell’82 la CEDU era una

legge ordinaria. La corte ammette che esiste un criterio di ragionevolezza, che si lega all’art 3. I

limiti massimi non sono irragionevoli, a causa delle obiettivi difficoltà istruttorie e dibattimentali, e

per le finalità che i reati hanno (eversione). Non è compito della corte valutare la discrezionalità

del legislatore: non può chiedersi se quello sia il migliore strumento! La corte pone comunque dei

limiti: legata alla necessità, deve essere temporanea, oggi quella norma non è costituzionale, deve

sempre esserci una proporzionalità.

Dopo l’11 settembre si sono moltiplicate questo genere di leggi e le Corti Supreme hanno

dovuto confrontarsi. In Germania dopo l’11 settembre ha adottato un legge in cui si razionalizzava

una serie di situazioni di emergenza. Ci si preoccupava, ad esempio, del dirottamento di aerei, è

possibile l’uso della forza (l’abbattimento dell’aereo dirottato) se vi è il rischio di vite umane. Un

gruppo di parlamentari agisce di fronte al Tribunale federale costituzionale per la violazione della

dignità umana (fa parte della clausola di eternità). Il Tribunale effettivamente non può negare la

situazione di emergenza ma non può negare nemmeno il diritto alla vita, non può neanche negare

che ogni essere umano ha uguale dignità. Il tribunale dichiara la legge incostituzionale, una tale

fattispecie non si può razionalizzare. Viola il diritto alla vita (anche degli attentatori), viola la

dignità umana delle persone a bordo due volte – dai terroristi usano le persone come mezzi,

proiettili; e dallo Stato che non ha scelto di essere utilizzata come mezzo e lo stato non può violare

la costituzione. La violazione della dignità umana non c’è se sull’aereo ci sono solo terroristi – i

terroristi hanno scelto di usare loro stessi come arme. (La questione non è l’abbattimento dell’aereo,

ma il fatto che una tale questione sia posta in una legge e che tale legge sia costituzionale.).

La CdG ha dovuto giudicare su un caso di confisca di beni ai cittadini inseriti nelle “black

list”, Kadi si lamenta di non essersi potuto difendere. La corte dice che non si possono attuare le

risoluzioni del Consiglio di Sicurezza senza garantire le tutele giurisdizionali, almeno finchè l’ONU

non garantisca la tutela dei diritti. (Solange e Granital).

La limitazione della libertà personale c’è anche a livello inferiore, sempre con la

giustificazione dell’emergenza Ordinanze pazze. Si trattava di un decreto legislativo che dava la

possibilità di emettere ordinanze non necessariamente in caso di emergenza (“anche in situazioni

con tingibili e urgenti”). Si limitava la libertà delle persone con una fonte che non è la legge.

L’emergenza può aver bisogno di una fonte di quel tipo ma non la regolazione di fonti di ordinaria

amministrazione.

Pronunce delle corti costituzionali.

Controllo diffuso: il giudice disapplica la legge

Controllo accentrato: il giudice annulla la legge

controllo preventivo: la legge non entra in vigore.

Non necessariamente le corti si limitano a ottenere questi risultati. La duttilità degli strumenti può

permettere, anche situazioni creative. Si può lavorare sulla modulazione dell’efficacia temporale

delle sentenze e sul contenuto delle sentenze.

Ci sono casi in cui il momento dell’uscita della norma dall’ordinamento avviene con un termine

temporale (Polonia). Può essere utilizzata per dare il tempo la legislatore di coprire il buco

legislativo. In Belgio prima della riforma che trasformasse la Cour d’Arbitrage in Cour

Constitutionelle.

A volte non sono le norme che attribuisce questo potere di modulazione. A volte è la corte:

Germania “sentenza di ancora costituzionalità”. La Corte dice che c’è un antinomia ma non si può

cancellare, si crea un buco, o c’è la possibilità di scelte non costituzionalmente obbligate ma

politiche, perché se lo si fa si creano dei problemi e quindi deve essere il legislatore a provvedere.

Italia: sentenza monito. Le sentenze hanno efficacia dal momento della pubblicazione in G.U.

anche in materia fiscale, questo ovviamente crea dei problemi nel bilancio, dunque la corte rigetta

la questione, ma avverte il legislatore che c’è un problema di costituzionalità. Si segnala

l’incostituzionalità, e spesso al monito costituzionale della corte segue l’intervento del legislatore.

Sentenza sul cognome: l’obbligo del cognome del padre è incostituzionale, ma manipolare la legge

richiede un operazione che esorbita dai poteri della Corte. La corte avverte che e è necessario un

intervento, se non ci sarà un intervento probabilmente la corte interverrà. Si può aumentare la

forza delle pronunce anche con l’introduzione di un parametro interposto.

Tipologia di sentenze della corte costituzionale italiana.

- Sentenza di accoglimento: la questione è fondata, a questa sentenza è vincolato il giudice a

quo e nei confronti dei contenziosi aperti e i casi passati in giudicato, l’unica eccezione è il

diritto penale, principio del favor rei (quando si è in carcere si è soggetti al giudizio del

tribunale di sorveglianza).

- Sentenze di rigetto vincolano il giudice a quo ma non vincolano pro futuro (avremmo

ancora il reato di adulterio  nel 62 la corte si era espressa per il rigetto di una questione su tale

reato).

La corte suprema americana non si pronuncia sulla costituzionalità ma sulla non

incostituzionalità. In Francia la norma deve essere portata dalla Corte costituzionali: serieuse,

nouvelle “purché non vi siano stati cambiamenti rilevanti”. In toto non possono vincolare,

valvola data dalla formulazione dell’articolo. La società cambia.

- Sentenze additive: è incostituzionale la legge nella parte in cui non prevede. C’è qualcosa

che la norma non prevede e che sarebbe costituzionalmente obbligata a prevedere per essere

costituzionale. Sentenza sulle vaccinazioni: sono legittime perché ci sono motivi di pubblica

salute (art 32), riserva di legge rinforzata (vincoli)  rispetto della persona umana. Se ci sono

conseguenze negative si prevede che ci sia un ristoro, un gruppo di persone chiedono

l’indennizzo che non si sono sottoposti alla vaccinazione in base alla legge che prevedeva la

vaccinazione obbligatoria, ma in base a una legge precedente che non la prevedeva come

obbligatoria ma era fortemente incentivata, la sottrazione alla vaccinazione li esponeva a

conseguenze discriminatorie. Per le persone che si sono vaccinate in base a questa campagna

non hanno diritto all’indennizzo in caso di effetti avversi, due gruppi (vaccino dopo 66 e vaccino

dopo 59) che son trattati diversamente. Non è lecito che il singolo si esponga a rischio per la

salute per la salute pubblica e in caso di effetti avversi non sia ristorato. Non c’è ragione di

differenziare. La legge privilegia infatti chi è stato obbligato rispetto a chi si è vaccinato per

ragioni di solidarietà sociale. La corte non può abrogare la norma ma deve estenderla. Sentenza

additiva “dichiara l’incostituzionale nella parte in cui non prevede il diritto all’indennizzo di

coloro che si siano sottoposti a vaccinazione nel periodo di vigenza della legge”. (additiva di

prestazione). Sentenza 218, 1994 Ad un’assistente sanitaria viene obbligata a sottoporsi a un

test dell’HIV, dato che il suo compagno è sieropositivo; la lavoratrice invocherà il rispetto i dati

sensibili, che non si può fare un prelievo ematico forzoso art 32 diritto a non essere costretti a

un trattamento sanitario. Nell’ordinamento italiano vige l’obbligo di sottoporsi è previsto per

determinate categorie, gli appartenenti alle forze di polizia. Interessi in gioco: diritto alla salute

degli ospiti della casa di cura, art 32 diritto di non essere costretti a trattamento sanitario,

solidarietà sociale art 2. Bisogna salvaguardare la dignità della persona, il diritto alla

riservatezza, non discriminazione del mantenimento della vita lavorativa e di relazione. Si

dichiara l’incostituzionalità della legge nella parte in cui non prevede accertamenti sanitari

dell’assenza di sieropositività all’infezione da HIV come condizione per l’espletamento di

attività che comportano rischi per la salute dei terzi. (E’ un additiva di principio, perché

mancano le modalità, non è stabilito chi sono i soggetti la cui attività comporta un rischio per la

salute dei terzi, la persona deve portare un certificato? cosa succede se non espleta l’onere?)

Limiti delle sentenze additive: materia penale. Irretroattività della legge penale, intervento come

extrema ratio, proporzionalità: solo lil legislatore può intervenire. La corte fa self-restrain.

“sentenze a rime obbligate”, il giudice a quo deve indicare il verso, la dottrina non è del tutto

d’accordo, altri ritengono che non sia necessario indicare il pezzo che si vuole aggiungere.

Sentenza sul reato di vilipendio della religione (508/2005), si trattava per esempio della

fattispecie in cui durante un rito si offende l’officiante. La corte non può usare le additive in

questo caso, ma deve dichiarare illegittimità la norma. Per quanto riguarda la bestemmia, oggi

è un illecito amministrativo, prima era un reato: profili di incostituzionalità: è l’eguaglianza,

anche art 21 ma la bestemmia potrebbe anche rientrare nel buon costume. La sentenza che

riguardava la bestemmia (444/1995), non può ampliare la fattispecie con un additiva e non

vuole neanche dichiarare l’incostituzionalità, è una tto di malcostume. Di nuovo si riferisce ai

mutamenti sociali, non è la rilevanza della maggioranza dei credenti, ma si deve tutelare il

sentimento religioso, non lì identità nazionale. La corte dice di non star facendo l’additiva, una

prima parte della norma la bestemmia è rivolta alla divinità, in senso astratto,

nell’indisposizione il riferimento della religione di stato riguarda solo i simboli o le persone. In

realtà la giurisprudenza non l’ha mai interpretata così.

- sentenza sostitutiva: è incostituzionale nella parte in cui prevede x invece che y. (215/1987)

Ragazza portatrice di handicap viene reiscritta un allieva ritenuta inclassificabile, l’istituto

decide di rigettare la domanda di iscrizione, frequentare la scuola è un modo di socializzare, il

valore va oltre i contenti che la persona può apprendere. La norma prevede che “sarà facitlità

la frequenza alle scuole medie superiori e universitarie”. C’è un diritto direttamente

applicabile: art 3, il principio di eguaglianza non si applica se tutti partono dalle stesso punto

con diverse possibilità. Il legislatore non può semplicemente parlare di facilitazione, deve

garantirlo. il diritto all’educazione. Sono diritti immediatamente precettivi, ci sono le strutture.

L’art 28 3c 118/71: è incostituzionale nella parte in cui l’accesso sarà facilito anziché è

assicurato.

L’adozione di una sentenza additiva o sostituva riguarda i rapporti tra parlamento e corte

costituzionale: I due poteri devono dialogare e a volte scontrarsi (New Deal, Corte indiana sui

basic features). Diverso è il caso del dialogo tra giudici e corte costituzionale:

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sentenze interpretative. Principale interlocutore è la Cassazione . La corte di Cassazione è la

custode dell’interpretazione delle leggi mentre la Corte costituzionale è la custode della

costitudinone. Il problema si pone quando ci sono interpretazioni della legge contrarie a

costituzione. Il problema può diventare: chi interpreta l enorme? AL corte costituzionale può

decidere qual è l’interpretazione costituzionalmente conforme? Per questo, in un dialogo con la

Cassazione, si è creato il principio “dell’interpretazione costituzionalmente conforme” come

obbligo dei giudici ordinari. Le sentenze interpretative, la fondatezza o l’infondatezza della

questione è vincolata a una particolare interpretazione. Le sentenze interpretative di rigetto o di

accoglimento. Nella sentenza di rigetto la questione non è fondata: la norma pareva

incostituzionale, ma non c’è antinomia perché la questione “non è fondata nei limiti e nei sensi di

cui in motivazione” esiste una via interpretativa per non rilevare lì incostituzionalità della norma.

L’interpretazione del giudice però magari è legata al “diritto vivente”, tutti i giudici interpretano

così. Si richiede una sentenza così per evitare che poi in Cassazione verrebbe seguita

l’interpretazione incostituzionale. Il conflitto è tra corte di cassazione corte costituzionale. Vincola

solo il giudice a quo e non nel senso che vincoli per interpretazione da seguire, vincola il giudice a

non perseverare nell’interpretazione proposta. Sono un tentativo di dialogo. Sei giudici

perseverano nell’interpretazione si dichiara incostituzionale l’interpretazione. Con queste sentenze

la corte pine dei paletti nei confronti degli altri giudici, l’interpretazione della corte è prevalente.

Non è solo la corte costituzionale che interpreta al costituzione, essa deve valere, per quanto

riguarda la sua situazione, in tutti i gradi di giudizio, la corte rappresenta un “extrema ratio”. Le

interpretative di rigetto seguono o declatorie di incostituzionalità o interpretative di accoglimento.

Sono sentenze che vincolano la fondatezza della questione, la corte si pronuncia sempre sul

petitum. Dialogo tra la Corte di Cassazione e Corte di costituzione, inizialmente rapporti difficili,

si usano le sentenze interpretative di rigetto per imporre un interpretativa. Due stagioni: casi in cui

la Cassazione resiste alle sentenze di rigetto, non adeguandosi. esntenza 8/56 oggetto: norma del

periodo fascista, “testo unico delle leggi di pubblica sicurezza”, i vincoli sono posti dal prefetto in

caso di necessità, la corte costituzionale afferma che la legge è costituzionale se interpretata come

un potere amministrativo che non può ledere i diritti fondamentali. La cassazione non segue

l’interpretazione della corte, continua a ritenere che si possano limitare i diritti fondamentali. La

corte costituzionale a questo punto o la corte giudica con l’interpretativa di accoglimento o con

l’accoglimento secco. Nella sentenza in questione la corte lancia un monito, minacciando una

nuova sentenza se si desse adito ad arbitrarie applicazione. Nel 26/1961 la Corte interviene

nuovamente, la Corte ribadisce al propria giurisprudenza, e ricorda che aveva detto che la

questione sarebbe stata riesaminata se si fossero proposte interpretazioni contrarie a costituzione.

Si pronuncia con un interpretativa secca. Le sentenze interpretative di rigetto possono sfociare

anche in interpretative tout cour. 9/1965 Altre situazioni simili si crearono per i casi degli articoli

del codice penale che riguardavano i “delitti contro l’integrità e la sanità della stirpe”. Riguarda

l’art 533, si trattava di propaganda contro la procreazione, l’unica interpretazione

costituzionalmente conforme è interpretare l’articolo come ricondotto alla tutela del buon costume.

La norma colpisce solo le manifestazioni del pensiero che vanno contro il buon costume. AL norma

era intepretata però in maniera molto ampia, la corte allora indica in che modo ‘intepretaizone sia

compressa e applicata ai comportamenti che violino il buon costume (es. immagini espliciti).”non

dndata nei sensi e nei limiti di cui in motivazione”. LA giurisprudenza di merito non seguirà lì

interpretazione, e allora la corte dichiara incostituzionale la norma.

5 . Dal punto di vista costituzionale la Cassazione si è ritagliata ruoli importanti, durante il periodo fascista aveva tentato di opporsi al

governo. La corte costituzionale sarebbe cominciata a funzionare solo dal 56, il ruolo della corte costituzionale era occupato dalla Cassazione.

Interpretative comparate. Spagna: caso in cui si stabiliva che quando muore una persona il coniuge

o i figli possono subentrare, nella costituzione c’è una norma che prevede che il legislatore faccia

tutto quanto in loro potere per garantire la famiglia. Famiglia è un concetto in ridefinizione, CEDU

e rilevanza giuridica. Sono esclusi dalla norma il convivente more uxorio. La corte può: usare una

sentenza interpretativa ma il problema è che non si può evitare il tenore letterale della disposizione,

la questione non è inammissibile perché non si può invocare un’interperetazione adeguatrice. La

corte si è pronunciata per una sentenza che non è di monito, essendo valida erga omnes,(la

questione non crea dei problemi per quel che riguarda il matrimonio dello stesso sesso).

Interpretativa di accoglimento, dichiara l’incostituzionale della norma nella misura in cui esclude il

convivente.

Altre tecniche: USA. Caso di quasi legislazione. Roe v. Wade, esplica anche un’altra tecnica delle

corti. Texas era vietata l’interruzione volontaria di gravidanza, il problema non era l’inizio della

vita, si tratta di una problematica etica non giuridica, la corte non prende posizione su questo

argomento. La corte non poteva dichiarare tout cour la legge incostituzionale, la corte ha dovuto

dettare la cornice normativa, ha dettato limiti temporali. L’interruzione di gravidanza non può

essere del tutto legittimata, c’è comunque l’interesse dell’embrione. La corte arriva a dettare un

quadro normativo, primo trimestre decisione lasciata al parere medico, nel primo trimestre la madre

ha un interesse privilegiato (psicologico sociale), dopo il primo trimestre lo stato promuove

l’interesse alla salute può decidere di regolare lì interruzione di gravidanza tenendo conto la salute

della madre, non c’è più un disequilibrio nei confronti e della madre, il termine finale dice che dopo

la “viability” (il feto può vivere fuori dal corpo materno) lo stato può creare un eccezione solo nel

caso sia in gioco la vita della madre e far tutto perché il feto sopravviva. Ci sono dei limiti

costituzionali. Problema affrontato anche in Italia. Italia 27/1975 In Italia si poteva abortire solo se

era a rischio la vita della madre (stato di necessità), la corte non può emanare additive in maniera

penale, se la si amplia, sì se la si restringe. Pro reo è fattibile. Interviene non sullo stato di

necessità ma nella parte in cui non prevede che la gravidanza sia interrompibile in caso di danno o

pericolo grave sulla salute della madre, per la salute della madre. La corte dice che esistono degli

interessi in gioco, non equiparabile a quello della madre ma comunque è portatrice di interessi; la

madre è già persona, il concepito non ancora. Francia. Il Conseil fa dei ragionamenti simili, c’è un

bilanciamento di interessi, la figura dell’embrione non è assente.

Tecnica del bilanciamento degli interessi: si crea una gerarchia destinata a valere solo per quel caso,

non si può spesso raggiungere un compromesso, bisogna necessariamente scegliere. Si fa prevalere

un diritto costituzionale sull’altro, ma il meccanismo è mobile. Le libertà costituzionali devono

essere entrambe tutelate per causare un bilanciamento. “propaganda ed apologia sovversiva o

antinazionale”, propaganda non è solo la manifestazione del pensiero, si riferisce alla violenza. La

corte dice che il primo comma ha come oggetto casi che hanno come finalità un comportamento

concreto, violenza, le parole talmente incisive, talmente legate all’azione per cui distinguere diventa

quasi impossibile “clear and present danger”. L’art 21 copre anche azioni, ma a patto che non siano

violente. Nella bilancia c’è l’art 21solo se si rispettano questi limiti. E’ possibile salire sul piatto

della bilancia anche se la costituzione non prevede direttamente un diritto. Es. diritto all’abitazione,

implicito nel secondo comma dell’art 3.

I bilanciamenti sono previsti nella costituzione: art 21 (buon costume) art 41 (dignità umana)  art 5

codice civile “atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino diminuzione

permanente dell’integrità fisica, se contrari la buon costume o la dignità umana.” Negli anni 30

c’era un chirurgo russo che affermava di poter ridare vigore sessuale attraverso il trapianto di

testicolo, uno studente vende un testicolo. Ordine pubblico, dignità, buon costume: le fasce

disagiate saranno spinte a vendere non gli altri, diseguaglianza tra fasce economiche. Se ci sono

principi supremi prevalgono sugli altri principi. Il bilanciamento c’è anche a livello di

giurisprudenza costituzionale. Es nucleo essenziale alla difesa, caso dell’annullamento del


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilaria.todde.77 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Piciocchi Cinzia.

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