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Diritto costituzionale

Regole giuridiche: è il diritto che studia le regole di base che presiedono all’organizzazione, regolano i confini e tutelano i beni, regolano i rapporti tra i soggetti in un ordinamento giuridico, ovvero lo Stato, che di norma si trovano all'interno della Costituzione.

Lo Stato è diverso dagli altri ordinamenti giuridici per particolari caratteristiche.

Ordinamento giuridico

  • Regole di organizzazione comuni vincolanti per tutti gli appartenenti ad uno Stato.
  • Popolazione stanziata.
  • Territorio e confini.
  • Entità politica sovrana.

Particolari caratteristiche

Originarietà:

  • Lo Stato deve a se stesso la sua esistenza e non deriva la sua validità da un altro ordinamento superiore.
  • Struttura autocratica e stabile.
  • Generalità dei fini: si occupa della vita dei cittadini a 360 gradi.
  • Potere di imperio: ogni individuo all’interno di esso è giudicato sotto la legislazione italiana.

La Costituzione e il costituzionalismo moderno

È un ordinamento giuridico, l'insieme di principi e valori che regolano il nostro Stato.

La Costituzione può essere scritta o non scritta, rigida o flessibile.

  • Rigida: modificata solo per una revisione per aggravato motivo.
  • Flessibile: può essere revisionata o modificata con legge ordinaria.

Con la nascita del costituzionalismo moderno si cominciarono ad avere costituzioni scritte.

La prima fu quella americana, del 1787, dove ci fu anche per la prima volta una sezione che parlava di diritti dell'uomo.

  • Rigidità.
  • Stabile.
  • Modello organizzativo.

Di diritti si sentì parlare per la prima volta durante la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, Parigi 1789.

  • Art. 1: gli uomini nascono e rimangono eguali davanti al diritto.
  • Art. 2: il fine di ogni organizzazione politica è quello di assicurare i diritti dell’uomo.
  • Art. 6: ogni cittadino ha la libertà di seguire i loro rappresentanti senza restrizioni.
  • Art. 12: se in una Costituzione non c’è la certezza di garantire i diritti umani allora non è una Costituzione.

Le novità che ha portato la Costituzione

  • Emanata da un’assemblea.
  • Limitazioni del potere al Re.
  • Superiore a tutte le altre fonti.
  • Diritti umani → Norimberga.

Dall'ordinamento costituzionale, la Costituzione è diversa poiché all'interno di essa restano fuori le leggi costituzionali e consuetudini costituzionali.

La Costituzione contiene disposizioni che, per quanto importanti, difficilmente sono all'interno di un ordinamento.

La Costituzione può contenere norme non più effettivamente vigenti.

Sentenza Marbury vs Madison

Nel 1803 la Corte Suprema riconosce e afferma la superiorità della Costituzione nelle leggi del Congresso.

Nel decidere il caso Marbury, la Corte Suprema proclama le ragioni della superiorità della Costituzione rispetto alle leggi; di conseguenza l’atto legislativo è nullo al contrasto con la Costituzione.

  • Le costituzioni scritte sono fondamenti nello Stato.

Questa sentenza è importante, ma bisogna aspettare gli anni 20 per far sì che sia capita in Europa: la Costituzione deve essere rispettata più delle altre leggi, visto che è come un fondamento.

Nascita del parlamentarismo in Inghilterra

1215: Re Giovanni Senza Terra convocò un'assemblea di vescovi, conti e baroni per imporre tributi di auxilium, inoltre una commissione di 25 baroni controllava le violazioni del patto.

1265: viene convocato il magnum parliamentum, cui sono invitati due cavalieri per contea e due borghesi per bourgh. Nel corso del 300 poi si consolidarono le regole di composizione del Parlamento, comuni e lords.

1362: il Re non può imporre le tasse senza l'approvazione del Parlamento. Il Parlamento inglese non legifera ma controlla le spese del Regno.

Evoluzione del Parlamento inglese

Nel 500 i Tudor si appoggiarono al Parlamento contro l'aristocrazia terriera e per la creazione della Chiesa anglicana.

Gli Stuart invece entrarono in conflitto con il Parlamento e non lo convocarono per molti anni. Nel 1641 Carlo 1 deve concordare il triennal act.

1642-48: la lotta tra Carlo 1 e il Parlamento si conclude con la decapitazione del Re.

1688: Bill of Rights, sono una serie di cose che il Re non può fare senza l'autorizzazione del Parlamento, tipo emanare leggi, fare atti, emanare tributi.

Nascita dello Stato moderno

Fase iniziale: crisi degli ordinamenti medievali → tra feudi e proprietari terrieri.

Fase intermedia:

  • Lotte di religione.
  • Potere nelle mani del Re.
  • Difesa dei confini.
  • Potere delle classi alte.

Fase avanzata:

  • Poteri nelle mani del sovrano.
  • Potere nobiltà.
  • Cariche per via ereditaria.

Nascita dello Stato moderno 2

Fase matura: dopo la guerra dei 30 anni inizia l’età dell’assolutismo regio, Stato assoluto.

Continuità con il passato

  • Il Re rimane il capo di una gerarchia di vassalli e conserva l’idea di un legame personale con i sudditi.
  • La nobiltà conserva privilegi e permangono sistemi di rappresentanza.
  • Il funzionario non è il burocrate dei nostri giorni, non esistono ufficiali a tempo pieno e i servitori del Re sono legati ad esso.

Forma di Stato

Nozione: rapporto tra chi governa e chi è governato, tra le istituzioni che esercitano la sovranità e la società civile, individui e articolazioni sociali.

Altri studiosi parlano di regime politico o di modo di essere dello Stato-comunità.

Evoluzione storica

Stato assoluto, ’600-’700:

  • Legittimazione del sovrano da Dio.
  • Accentramento in capo al sovrano di tutto il potere pubblico.
  • Rigida divisione in classi sociali, più erano ricchi più privilegi.

Stato assoluto → ancien régime

  • Concentrazione formale del potere politico.
  • Il monarca gestisce il potere.
  • Non c’è Costituzione ma consuetudini che anche il Re deve rispettare.
  • Assemblea dei ceti: solo consultive e rappresentanza privatistica.

Nell’ancien régime, il potere era diviso in:

  • Legislativo: il monarca crea le norme giuridiche con le proprie ordinanze.
  • Esecutivo: il Re governa servendosi dei consiglieri.
  • Giudiziario: il Re può decidere della vita e morte dei suoi sudditi.

Stato liberale

Dopo il 1815 i sovrani sono costretti a limitare il proprio potere assoluto concedendo costituzioni che prevedano un Parlamento con funzioni legislative.

Le costituzioni europee ottocentesche sono concesse dalla monarchia nazionale, derivano dal potere del Re e non sono espressione del potere costituente.

Vengono definite costituzioni dualiste poiché derivano dall’accordo tra due forze opposte: Re e borghesia.

La Costituzione non è superiore alle leggi, non esiste quindi un sistema di giustizia costituzionale.

Si tratta sempre di costituzioni flessibili, ad eccezione del modello americano.

Il concetto di Stato di diritto si afferma in due condizioni:

  • La prima è che ogni limitazione della libertà e dell’autonomia individuale non può derivare se non dalla legge.
  • La seconda condizione risiede nel principio di legalità, ovvero nella possibilità di sottoporre gli atti delle pubbliche autorità al controllo dei giudici affinché se ne verifichi la conformità alla legge e la non arbitrarietà.

Lo Stato di diritto, quindi, implica che i poteri pubblici siano sottoposti al diritto e implica l’affermazione dei diritti di libertà.

Diritti fondamentali

La formazione dello Stato moderno è stata accompagnata da una serie di dichiarazioni dei diritti, tuttavia il principale organico riconoscimento delle libertà individuali viene considerato la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, con la quale i francesi nel 1789 proclamarono i diritti naturali, inalienabili e sacri.

Assemblea dei ceti

Era un’assemblea della quale facevano parte i rappresentanti di vari ceti sociali.

  • Origine contrattuale: il Re, per ottenere il riconoscimento della supremazia, deve riconoscere privilegi.
  • Nei singoli paesi hanno denominazioni e caratteri diversi.
  • Assemblee controllate da ceti esenti dal pagamento dei tributi.

All’epoca il Parlamento non c’era e vi era presente l’assemblea dei ceti, nella quale le persone partecipanti erano particolarmente della borghesia.

Quando nacque il Parlamento, aveva solo funzione giudiziaria e non legislativa come ora.

La giustizia del sovrano era riservata alla giustizia di appello, il Re non controlla la giustizia di primo grado. Ad esempio, in Francia la giustizia del Re era affidata al consiglio del Re, 7 parlamentari e tribunali provinciali; i parlamenti erano corti giudiziarie con compiti amministrativi, quello di Parigi registrava le ordinanze reali.

Nelle corti giudiziarie quale diritto era esercitato?

Diritto romano al sud e diritto comune al nord.

La fiscalità diventa terreno di scontro tra potere centrale e le richieste delle assemblee, non c’era uniformità poiché vi era differenza tra le città e i ceti sociali. Le tasse venivano riscosse da autorità periferiche.

Stato liberaldemocratico

Si delinea agli inizi del Novecento e si afferma al suffragio dei ceti.

Deve intervenire per ridurre le disuguaglianze e non limitarsi a garantire l’uguaglianza.

In Italia si raggiunse nel 1912, porta soprattutto all'organizzazione dei cittadini in partiti politici, lo Stato diventò pluriclasse.

La Repubblica Italiana è uno Stato sociale che si ispira al costituzionalismo liberaldemocratico.

Lo Stato sociale è anche fondato negli USA con il New Deal.

Lo Stato liberaldemocratico si differenzia perché punta sui diritti dell'uomo e cittadinanza, persona, il riconoscimento dei diritti come il significato umano, principio di eguaglianza.

Nello Stato liberaldemocratico vi è una Costituzione, superiore rispetto alle altre leggi.

Le costituzioni hanno due caratteristiche:

  • Superiorità della Costituzione sulle altre fonti primarie.
  • Rigidità della Costituzione, essa è pur sempre revisionabile.

Da queste due caratteristiche deriva la necessità di un sistema di giustizia costituzionale.

  • Tutela costituzionale dei diritti e promozione sociale.
  • Tutela delle minoranze.
  • Divisione dei poteri.
  • Intervento dello Stato nell’economia.

Stato sociale: prevede che non ci sia una libertà ma che sia tutto dello Stato, il quale assicura dei diritti ai cittadini. Vi era la garanzia di imponenti formazioni e supporti sociali, come aiuti dalle famiglie o istituti di beneficenza e carità, spesso di natura religiosa.

Lo Stato sociale ha una divisione dei poteri:

  • Governante: motore dell’indirizzo politico.
  • Legislativo: esercitato dal Parlamento.
  • Giudiziario: affidato ad un corpo di magistrati.

Corte costituzionale: potere che controlla che gli altri poteri non violino la Costituzione.

Pubblica amministrazione: potere di fatto.

Le norme all’interno della Costituzione in uno Stato sociale sono superiori a tutte le altre fonti di legge, sono stabili nel tempo e la ripartizione del potere politico.

Prima dello Stato democratico

  • 3 settembre 43: firma armistizio di Cassabile, annunciato l’8 settembre all’EIAR da Badoglio, Re fugge a Brindisi.
  • 9 settembre 43: consiglio per la liberazione d’Italia.
  • Giugno 44: funzione legislativa attribuita al Governo e sanzionata, sarà l’Assemblea costituente a decidere se monarchia o repubblica.

Stato autoritario

Creato in paesi come Italia, Spagna e Germania dopo il crollo dello Stato liberale, comandato da un dittatore.

In Italia ci fu Benito Mussolini.

  • Concentrazione del potere nel capo del Governo.
  • Centralità delle ideologie.
  • Partito unico che diventa Stato.
  • Limitazioni dei diritti, associazione e stampa.

Lo Stato fascista

  • La marcia su Roma.
  • 1923/5 legge Acerbo, delitto Matteotti, secessione dell’Aventino e leggi fascistissime del 25.
  • 1928 costituzionalizzazione del Gran Consiglio.
  • 39 camera dei fasci.
  • 43 caduta Mussolini, sfiduciato.

Stato socialista

In Russia, dopo la rivoluzione sovietica del 17 e dopo la WW2, esso si ispirava alla lotta di classe e alle teorie di Marx, basate sulla lotta di classe dei proletari; si tratta di forme in regressione fra loro antitetiche per base di fini politici e sociali.

La Costituzione socialista accoglieva una parte dedicata ai diritti dell’uomo e tra questi rilevanti quelli economico-sociali.

Lo Stato confessionale

Ordinamenti che non accettano separazione tra potere religioso e civile.

Statuto Albertino

Lo Statuto Albertino venne concesso da Carlo Alberto di Savoia nel 1848 a seguito dei moti che scossero il Piemonte.

È una Costituzione liberale, la concessione è da parte del Re.

È una Costituzione flessibile, non prevede infatti nessun processo di revisione, non erano previsti procedimenti aggravati, neanche nessuna forma di controllo della conformità della legge; una legge si intendeva automaticamente abrogata all’inserimento di un’altra legge; in quanto Costituzione di tipo liberale lo Statuto Albertino riconosceva teoricamente i diritti fondamentali civili dell’individuo, anche se formalmente si verificarono delle limitazioni dei diritti civili.

Forme di governo

La forma di governo attiene al modo come, fra gli organi di una comunità politica organizzata, si distribuisce il potere.

Le principali forme di governo sono:

Parlamentare

È la forma di governo più diffusa in Europa, l’esecutivo è nominato da un terzo, il capo dello Stato.

In alcuni casi il voto parlamentare riguarda il ministro, in altri il Governo; l’esecutivo dipende dalla disponibilità del Governo a mantenerlo in vita, poiché in qualsiasi momento possono votare la sfiducia e in questo caso se il Governo assume i poteri senza voto non ha valore.

Infatti si tende sempre a far sciogliere il Parlamento prima della scadenza per evitare paralisi del sistema, modello Westminster; in questa forma di Parlamento il capo dello Stato ha una posizione appannata, il potere è dato principalmente al capo del Governo.

L’esecutivo nelle forme parlamentari è collegiale, con compiti di direzione politica è il primo ministro.

Fra tutte le forme di governo quella parlamentare è quella maggiormente sensibile al formato e le elezioni assumono carattere decisivo immediato.

È immediato poiché il Parlamento elegge un partito avente un presidente con maggioranza parlamentare, differente da quello USA.

Presidenziale

Si chiama così perché il titolo di potere esecutivo ce l’ha il presidente; si tratta così di una forma di governo monocratica. Il corpo elettorale elegge il Congresso formato dalla Camera dei rappresentanti e il Senato ha una separazione dei poteri per cui il legislativo non può sfiduciare il presidente, ma anch’esso non può sciogliere le assemblee.

La logica istituzionale è quella dei pesi e contrappesi, ovvero che un potere controlla e condiziona l’altro; infine il Governo presidenziale non ha un Governo di partito come può essere quello.

Semipresidenziale

Si chiama così perché mischia il Governo presidenziale e parlamentare; il modello di riferimento è la Francia della Quinta Repubblica. Dal punto di vista giuridico, come nel modello presidenziale, presidente e Parlamento sono eletti dal corpo elettorale separatamente; in questo caso il presidente ha potere sul Parlamento e può condizionarlo, ed esso ha il potere sul Governo.

Accanto al presidente vi è il Governo e si può dire che l’esecutivo è a direzione monocratica.

Direttoriale

Il direttorio è al tempo stesso vertice del Governo e dello Stato come il presidente nelle forme presidenziali. Questo collegio non è eletto dai cittadini bensì dal Parlamento, infatti pur esprimendo il Governo non può sfiduciarlo ed obbligarlo a dimettersi a differenza del Governo parlamentare.

Il modello di riferimento è quello svizzero dove le due camere riunite in assemblea eleggono l’esecutivo; all’interno non vi è alcuna gerarchia, la carica di presidente dura un anno ed è a rotazione, direzione collegiale.

L’assemblea deve eleggere il consiglio in modo che siano equamente rappresentate le regioni che compongono la federazione elvetica; il Governo infine lavora secondo la dinamica consensuale alla quale concorrono forze politiche dagli ideali tedeschi.

Ancien régime

Nell’ancien régime il potere era soltanto nelle mani del Re, le caratteristiche sono:

  • Potere nelle mani del Re.
  • Ordinamento giuridico con leggi da rispettare anche per il Re.
  • Tassazione usata per finanziare l’esercito.

I poteri erano divisi in:

  • Legislativo: monarca.
  • Esecutivo: monarca con l’aiuto di consiglieri.
  • Giudiziario: il monarca decideva chi far morire.

Stato moderno

La Costituzione:

  • Limita il potere politico.
  • Esprime il potere costituzionale.
  • Tavola dei valori.
  • Programmi sociali.
  • Superiorità gerarchica.
  • Rigidità.
  • Giustizia costituzionale.
  • Il monarca gestisce il potere attraverso personale burocratico.

La Repubblica Italiana nasce il 2 giugno 1946 a seguito delle elezioni della Repubblica.

La Costituzione invece entra in vigore dal 1948, prima passò molti referendum costituzionali.

  • Referendum giugno 1944 → provvisoria data al Governo.
  • Referendum marzo 46 → provvisoria dove si decide la forma di Stato e il potere e dovere del Governo nei suoi confronti.
  • 2 giugno 1946 → referendum istituzionale.

La Costituzione è

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Francescoalzati99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Furlan Federico.
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