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Leggi e ordinamenti

Legge giuridica e legge fisica

  • Chiunque s'impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 154 euro a 516 euro.
  • La legge di gravitazione universale di Isaac Newton afferma che nell'universo ogni punto materiale attrae ogni altro punto materiale con una forza che è direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza.

La prima affermazione è una legge giuridica e si riferisce a una causa/effetto, è una legge positiva ed eventuale. La seconda affermazione, invece, è una legge fisica, una prova provata, una legge di natura certa.

Mondo dell'essere e mondo del dover essere

Il diritto si riferisce al mondo del dover essere che, non è certo che sia così. È un mondo per antonomasia incerto, infatti può essere trasgredito.

Norme giuridiche

Le norme giuridiche si possono anche definire norme prescrittive o deontologiche (deontologia = scienza che studia il dover essere). N.B: una norma deontologica può non essere giuridica come ad esempio le norme anankastiche e le regole del galateo (o ad esempio: ama il tuo prossimo come te stesso). Esse non colpiscono le intenzioni e hanno diverse caratteristiche:

  • Prescrittività: anche se non tutte le norme si possono definire tali come ad esempio l'art. 72.
  • Esteriorità
  • Imperiorità/coercibilità
  • Sanzionabilità

La norma giuridica infatti si caratteristica soprattutto per il fatto di essere sanzionata. N.B: l’uso della forza non è legittimo. Caratteristica delle norme giuridiche di tipo oggettivo: sono difficilmente confutabili.

Regolamenti e ordinamento giuridico

I regolamenti sono più facili rispetto alla revisione costituzionale perché prevede un iter più complicato.

L'ordinamento giuridico è costituito da un insieme organizzato di norme giuridiche. Lo Stato è un ordinamento giuridico, per dar vita ad esso bisogna dare delle regole. Coloro che danno vita allo Stato sono i cittadini. Nel XIX le teorie costituzionali affermavano che venisse prima lo Stato dei cittadini e quindi la superiorità dello Stato, mentre tuttavia oggi si può affermare il contrario. La prima afferma quindi una posizione normativista (teorizzata da Kelsen) mentre la seconda è una teoria istituzionalista, teorizzata da Santi Romana che mise in discussione la teoria di Kelsen. Si decise di dar vita a un ordinamento normativo per non vivere in uno stato di natura, o in una situazione di sopraffazione e anarchia. La scintilla che fece nascere un ordinamento giuridico nacque dal fatto di valutare “l’altro come risorsa”. Si iniziò con la scelta di un capo e la sua legittimazione e nel 1948 nacquero formalmente le entità statali facendo una ripartizione su carta dei vari Stati.

N.B: dare il voto = fare delle scelte, legittimare l’ordinamento giuridico dando un segnale di condivisione.

Tipi di ordinamenti giuridici

  • Ordinamenti giuridici originali: hanno una legittimazione per volere dei cittadini e non derivano da altri ordinamenti giuridici (stati). La costituzione è l’atto originario che da vita allo Stato, tutti gli altri ordinamenti sono derivati. N.B ci sono degli stati senza costituzione scritta, come l’Inghilterra, anche se nessuno mette in dubbio che siano stati.
  • Ordinamenti giuridici derivati
  • Ordinamenti giuridici generali: chi comanda può fare cosa vuole, quindi sono solo gli stati. L’UE non ha fini generali, non può fare cosa vuole, deve tener conto degli stati membri.
  • Ordinamenti giuridici particolari: per il conseguimento di obbiettivi specifici, come per esempio l’ordinamento regionale.

Elementi dell'ordinamento giuridico statale

  • Territorio: è l’elemento più importante. La repubblica è una e indivisibile. Essa punta al decentramento del territorio, al contrario della Francia per esempio che ha mirato fino al 2003 all’accentramento del territorio con la creazione di dipartimenti.
  • Popolazione: il termine mira a un concetto statistico, molto più ampio rispetto al concetto di popolo, indica chi in un determinato momento è nel territorio dello stato, mentre il termine “popolo” indica coloro che hanno lo stato di cittadinanza. La popolazione residente può non avere la cittadinanza ma la residenza. Lo stato infatti deve gestire l’anagrafe e controllarne l’organizzazione. La cittadinanza è uno status, è un diritto ma anche un dovere. L’art. 22 della costituzione (che all’inizio doveva essere l’art.2) dice che nessuno per motivi politici può essere privato della capacità giuridica, della cittadinanza e del nome. Una volta chi veniva privato del nome era condannato alla morte civile. Nel periodo fascista milioni di persone furono private del nome. Esistono più criteri per ottenere la cittadinanza, come quelli dell’ IUS SANGUINIS (per sangue) e IUS SOLI (per suolo). In Francia e in Belgio per ottenere la cittadinanza basta nascere sul territorio (ius soli) mentre in Italia trova applicazione solo in casi eccezionali, come per i soggetti apolidi. La legge 91 del 92 sulla cittadinanza afferma che chi è figlio per nascita di cittadini italiani è criterio di IUS SANGUINIS. Oltretutto ci sono altri modi per ottenerla, come per estensione, per beneficio di legge per chi presta servizio militare e per naturalizzazione. La cittadinanza, inoltre, in casi eccezionali può anche essere persa, come per esempio in casi di tradimento militare o per rinuncia. È possibile per il nostro ordinamento giuridico averne più di una, al contrario di altri ordinamenti. L’art. 8 della costituzione stabilisce che nel momento in cui viene ricevuta la cittadinanza italiana si diventa anche cittadini dell’unione europea. Un soggetto non può essere cittadino europeo senza essere cittadino di uno stato membro.
  • Governo:
    • F. di stato indica quel particolare tipo di rapporto tra le entità presenti sul territorio e gli organi di potere (rapporto tra governanti e governati).
    • F. di governo indica il rapporto tra i poteri. Secondo l’aspetto descrittivo, il concetto di organo statale individua 1 o più persone (come l’anagrafe) che agiscono per nome e per conto dello stato (per concorso, nomina etc…) e hanno anche responsabilità per la funzione che svolgono.

Responsabilità e organi dello stato

N.B. In diritto amministrativo l’organo è un centro di imputazione giuridica di atti e fatti. L’Art. 28 della costituzione dice infatti che: I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici. Lo stato può essere diviso secondo due criteri, stato oggetto e stato soggetto. Lo stato soggetto è quello che si accorda con gli individui attraverso organi e uffici. Più uffici compongono un organo. Gli organi costituzionali sono superiori rispetto a quelli statali perché hanno i seguenti caratteri:

  • Necessarietà
  • Indefettibilità, non possono mancare se non mutando la forma di governo
  • Si pongono sullo stesso piano e devono rispettarsi in modo reciproco
  • Sono previsti dalla costituzione

Essi sono:

  • Il Presidente della Repubblica
  • Il Presidente del Consiglio
  • Il Presidente dei Ministri
  • Il Parlamento
  • La Corte Costituzionale
  • Il Governo

L’Italia ha una forma di governo parlamentare. Se dovesse esserci un’interferenza, l’organo invaso illegittimamente può rivolgersi alla corte costituzionale (conflitto tra poteri dello stato). Si possono fare diverse distinzioni tra gli organi:

  • Organi monocratici: Un soggetto che agisce ricoprendo una determinata carica per interesse pubblico (P.R).
  • Organi collegiali: almeno due persone che agiscono per interesse pubblico (Es. Parlamento).
  • Organi complessi: (Es. Presidente del Consiglio + Consiglio dei Ministri).
  • Organi personali
  • Organi territoriali
  • Organi burocratici: si distinguono su base concorsuale o su nomina da parte di autorità superiori (Es. sistema della magistratura).
  • Organi rappresentativi o elettivi: sono eletti dai cittadini.

Gli organi si replicano a livello regionale, comunale etc…

Elezione indiretta

Metodo di reclutamento in base al quale i cittadini eleggono qualcuno incaricato di eleggere un altro componente. Es: Il presidente della repubblica votato dal parlamento che a sua volta è votato dai cittadini. Nel XIX Sec. l’elezione indiretta era reputata una conquista democratica che permise agli organi di fare una scelta burocratica.

Descrizione diacronica dello stato

La condizione prima della nascita degli ordinamenti era quella di uno stato di natura dove dominava la legge del più forte e lo stato di guerra. Le regole sono state create per far sì che ci sia un impedimento della forza (sia fisica che economica) e per il contenimento del potere assoluto nelle mani di pochi o addirittura un solo individuo. Il capo, infatti, all’inizio veniva scelto con l’uso della forza. Tra le forme di Stato più antiche possiamo ricordare lo stato assoluto, ovvero una situazione in cui il potere è nelle mani di uno (monarca assoluto) dove la volontà era quella di contrapporsi al papato. A seconda del monarca il potere poteva essere illuminato, crudele ecc.

Nel periodo del basso medioevo vigeva il particolarismo giuridico ovvero la necessità di dover svolgere del commercio che era favorevole per la chiarezza delle norme giuridiche. La monarchia assoluta, comunque, può durare finché si percepisce di non essere solo dei sudditi, cioè soggetti senza diritti, subordinati alla vita altrui.

Principio di sudditanza

La persona è completamente soggetta all’arbitrio altrui. La situazione di dominio assoluto venne superata in seguito dalla divisione dei poteri, attraverso la costituzione di uno stato liberale: il potere non è più nelle mani di un singolo. Esso nasce per motivi culturali, di tipo economico e commerciale siccome essere soggetti dell’arbitrarietà di uno non andava più bene. Lo stato liberale garantiva libertà e sicurezza sia di tipo fisico che giuridico.

Stato liberale ottocentesco

Lo stato liberale di tipo ottocentesco si caratterizzava per la divisione dei poteri per non far abusare del potere a un solo soggetto (check and balance: divisione dei poteri = pesi e contrappesi). Si parla inoltre di una particolare categoria di individui con maggiore riconoscimento di diritti, non si parla più di sudditi ma di cittadini, ovvero coloro che hanno uno status riconosciuto su base censitaria. In epoca liberale si manifestarono le caratteristiche dello:

  • Stato minimo: lo stato serve per garantire la sicurezza degli individui e battere moneta.
  • Stato di diritto: situazione per cui chi ha il potere non può usarlo arbitrariamente, può esercitarlo solo secondo quanto è consentito dalle norme giuridiche. Non c’è incertezza giuridica ma un quadro chiaro.

N.B.= P. di legalità: anche il potere pubblico deve agire secondo le leggi giuridiche. Legittimare l’essenza dello stato. È prevedibile come il potere può e deve essere esercitato. Epoca liberale.

La classe borghese

La classe borghese (terzo stato), costituito da commercianti e letterati, era la classe dominante durante il XIX sec. Essi hanno forgiato lo stato dopo la rivoluzione francese attraverso la percezione dell’importanza delle persone. La partecipazione politica nello stato liberale, però, era limitata ad alcuni soggetti. In epoca liberale la legge veniva fatta dal parlamento, eseguita dal governo e fatta rispettare dal potere giudiziario.

Stato democratico pluralista

(stato attuale) Vige la separazione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) e in più si aggiunge il potere elettorale (4° potere) riconosciuto a tutti i cittadini. Con lo stato democratico pluralista il voto viene dato da tutti non solo da determinate classi sociali. Il parlamento rappresenta tutti. Tutti sono soggetti alle leggi, situazione per cui gli stessi poteri pubblici possono agire secondo le norme giuridiche previamente poste, che devono essere rispettose per la costituzione.

Principio dello stato di diritto costituzionale

Non nasce con la costituzione ma è stato elaborato nel corso degli anni ‘80 e si lega al principio di libertà individuale. Per i cittadini: deve essere libero di fare cosa vuole salvo ciò che gli impedisce di fare la legge nel rispetto della costituzione (principio di massima espansione). Per i pubblici poteri: non possono fare ciò che vogliono ma devono fare dissequamente/precisamente ciò che dice la legge (principio di legalità). (Durante il periodo fascista lo stato poteva pervadere la vita dei cittadini).

Stato liberale con lo statuto Albertino

Con lo statuto Albertino e la presenza della monarchia si poteva individuare il parlamento, il governo e il monarca. L’organo eletto dai cittadini era il parlamento (eletto dal 10% della popolazione), legittimazione di tipo popolare. Il monarca aveva il compito di mettere i vari ministri al governo, la sua legittimazione poteva essere divina o dinastica. Le leggi le faceva il parlamento ma era sanzionata dal monarca (sanzione regia), erano eseguite dal governo tramite la persona di fiducia del monarca (monarchia costituzionale). Lo stesso monarca era soggetto alle regole costituzionali (es. principato di Monaco). Per stato liberale si intende una forma di stato duale perché a seconda dei rapporti tra monarca e parlamento pesano entrambi sulla formulazione delle leggi. Inoltre, lo statuto albertino, la costituzione presente all’epoca, era una costituzione flessibile, erano leggi abrogabili ecc.

Espansione del suffragio

In epoca statutaria, nel tempo si iniziò ad avere un’espansione del suffragio; il 10% delle persone che potevano votare aumentò. I militari, i professori e le persone più colte rivendicarono il diritto al voto e la percentuale lievitò; verso la fine dell’ottocento si sale al 15% circa. L’organo costituzionale che ebbe maggiore potere da questa situazione fu il parlamento. In via di prassi alla monarchia costituzionale subentrò la monarchia parlamentare: il governo non è più in stretta fiducia con il monarca ma con il parlamento, espressione della volontà di chi lo elegge. Il potere giudiziario era molto legato alla monarchia, sia nella monarchia costituzionale che in quella parlamentare.

Forma di governo presidenziale

Nasce negli Stati Uniti nel 1776, ed è caratterizzata da una netta divisione dei poteri. Essi scrissero la costituzione seguendo il modello inglese e europeo che li portò a delle estreme conseguenze:

  • Presidente: egli può scegliere i suoi sottosegretari. Si elimina completamente l’idea di monarchia e si opta per la repubblica.
  • Parlamento bicamerale: è eletto dai grandi elettori eletti dal popolo ed è composto da due camere: camera dei comuni, rappresentano la federazione americana; senato, rappresenta i singoli stati ed è composto da 2 senatori per ogni stato. È posto alle politiche del presidente.
  • Governo: i ministri si chiamano sottosegretari di stato e sono i diretti fiduciari del Presidente.

La forma di governo presidenziale è molto simile alla monarchia costituzionale ma non c’è il monarca. Gli organi legittimati dal basso sono il Presidente della repubblica e il parlamento. Il parlamento fa le leggi e il governo le esegue.

Forma di governo parlamentare (Italia, Germania e Inghilterra)

Caratterizzato da:

  • Parlamento: votato dai cittadini tramite elezione diretta.
  • Il presidente: eletto dal parlamento tramite elezione indiretta. Ha un rapporto di fiducia imprescindibile con il parlamento.
  • Governo: deve avere la fiducia del parlamento, il presidente del consiglio viene scelto dal presidente della repubblica. Se non ha la fiducia del parlamento o se il presidente del consiglio si dimette c’è la crisi di governo. Inoltre il presidente può nominare i membri del governo.

Forma di governo semipresidenziale (Francia, Austria e Islanda)

Nasce con De Gaulle nella 5° repubblica (1958) ed è caratterizzato da:

  • Parlamento bicamerale: eletto dai cittadini.
  • Governo: ha bisogno della fiducia del parlamento
  • Presidente: eletto dai cittadini, ha un potere molto forte, può nominare i membri del governo e i primi ministri.
  • 1° Ministro: è capo del governo

Può capitare che il parlamento e il presidente abbiano 2 idee politiche diverse (geometria variabile), in questo caso il primo ministro acquista più potere, se invece sono dello stesso colore politico il primo ministro va in secondo piano.

Forma di governo direttoriale (Svizzera)

Non è molto diffusa, ha solo 2 organi:

  • Parlamento
  • Governo

Al posto del Presidente c’è il direttorio, eletto dal Parlamento. A rotazione i vari soggetti diventano presidente. I membri sono irrevocabili per tutta la durata della legislatura. Elezione indiretta: quando non si sa cosa voterà l’elettore. Il ruolo svolto dai partiti politici è essenziale per le forme di governo. I partiti sono un insieme di persone con le stesse idee politiche. Art. 49 della costituzione i partiti politici dovrebbero funzionare da collettore tra cittadini e le sfere alte dello stato per garantire ai cittadini una situazione politica effettiva.

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pi1997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Trucchia Laura.
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