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Appunti di diritto costituzionale su: Stato e diritto, La Costituzione -procedimento di revisione, Il Parlamento - procedimento legislativo, Il Governo - atti con forza di legge e regolamenti, Il Presidente della Repubblica, Forme di Stato e di Governo,
Tipologie di referendum.

Esame di Diritto Costituzionale docente Prof. L. Violini

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ESTRATTO DOCUMENTO

Re convocava e scioglieva il Parlamento che era un vero e proprio organo ausiliario e dunque non rappresentativo.

­ Pochi diritti di libertà: le libertà erano trattate in soli 9 articoli

­ Sovranità indecisa: le parti dell’accordo costituzionale lasciavano alla modificazione storica dei propri rapporti di forza

­ l’evolversi del modello costituzionale.

Principio di separazione tra Governo e Parlamento, dipendendo il Governo dalla fiducia del Re e non da quella del Parlamento nel

tempo le cose si evolsero e si arrivò così alla prassi per cui i Governi dovevano esporre il proprio programma anche al Parlamento al

fine di ottenere la fiducia anche da lui. (instaurazione in via di prassi della fiducia Governo­Parlamento). Questo ha come conseguenza

l’affievolimento del potere di revoca dei ministri da parte del sovrano. Il doppio appoggio su cui poteva contare il Governo, poi, rafforzò il

potere di quest’ultimo sul sovrano. Il Governo arrivò a poter nominare i membri del Senato.

Periodo fascista

A seguito della Marcia su Roma del 28 ottobre 1922, il re affidò a Mussolini, capo del fascismo, l’incarico di primo ministro. Questa

rappresenta una violazione dello Statuto perché in primo luogo il re si era rifiutato di firmare il decreto di Stato di assedio che il Governo

legittimo gli aveva sottoposto e aveva nominato primo ministro il rappresentante di un partito a seguito di un atto di forza.

1924 Legge Acerbo: consente al partito che ha ottenuto il 25% dei voti di ottenere i 2/3 dei seggi della Camera.

Con la legge 24 dicembre 1925 n.2263 sulle attribuzioni del capo di Governo, fu stabilito che il Governo diveniva superiore gerarchico

rispetto agli altri ministri, che le Camere non potevano più porre la mozione di sfiducia vs. il Governo e che il capo di Governo stabiliva

l’ordine del giorno delle due Camere.

L’autorità del Governo fu poi incrementata con la costituzionalizzazione del “Gran Consiglio del fascismo” attraverso cui il massimo

organo del partito diventava organo dello Stato, direttamente dipendente dal capo di Governo.

Periodo transitorio

Anni che vanno dall’8 settembre ’43 (armistizio) all’entrata in vigore della Costituzione.

Nord Italia: potenze tedesche

Sud Italia: potenze alleate

Tornare allo statuto significava legittimare nuovamente le istituzioni monarchiche e questo non era possibile. I sei partiti antifascisti

riuniti nei Comitati di Liberazione Nazionale tentavano di tenere rapporti con gli alleati e posero fin da subito una questione istituzionale:

passare dalla monarchia alla repubblica.

Primavera ’44: patto di Salerno re ritirato a vita privata e, una volta finita la guerra, un’assemblea costituente avrebbe deciso sia sulla

forma di Stato, sia sul nuovo assetto costituzionale.

Il referendum istituzionale avrebbe dovuto tenersi il 2 giugno del 46. La monarchia però sperava di avere una maggiore forza

presentandosi al referendum con un re meno compromesso col regime e pienamente in carica.

Il referendum si svolse regolarmente e la repubblica vinse, seppur non con grande scarto.

Assemblea Costituente

Il decreto del marzo ‘46 che attribuiva la questione istituzionale ad un referendum popolare e sottraeva alla Assemblea Costituente il

potere di fare le leggi fu considerato limitante in quanto avrebbe impedito di compiere quella rivoluzione sociale di cui si riteneva l’Italia

avrebbe avuto necessità. 6

La Repubblica aveva vinto, ma di poco. Il partito fascista non esisteva più, ma i fascisti sì. La guerra e l’occupazione straniera aveva

distrutto l’economia e il senso di identità nazionale degli italiani.

L’obiettivo della Costituzione era dunque primariamente uno scopo di tipo sociale al fine di evitare veri e propri conflitti sociali.

La Costituzione doveva dunque prevedere una serie di diritti fondamentali inviolabili e una forte protezione delle minoranze, trovandosi

proprio in una società divisa e frammentaria.

Per redigere un progetto iniziale di discussione fu istituita la Commissione dei 75 composta proporzionalmente rispetto ai gruppi

parlamentari e divisa in 3 sottocommissioni:

Per i diritti e i doveri dei cittadini;

1. Per l’organizzazione costituzionale dello Stato;

2. Per i lineamenti economici e sociali

3.

Linee guida della Costituzione:

Carattere democratico dello Stato caratterizzato dalla sovranità popolare. Sovranità comunque limitata esercitata nelle forme e

a. nei limiti della Costituzione articolo 1.

Diritti della persona che poi si allargavano all’interno delle associazioni, per poi parlare di particolari associazioni con fini

b. politici (sindacati e partiti) e solo dopo trattare della forma di Governo.

La forma di Governo scelta fu quella parlamentare in quanto l’Italia si presentava come un Paese spaccato in due grandi

c. blocchi contrapposti. Un Governo presidenziale necessitava di una forte omogeneità che mancava all’Italia.

Per definire il tipo di forma di Governo parlamentare, il 2 settembre 1946 fu votato l’ordine del giorno Perassi:

d. La forma di Governo italiana sarebbe stata caratterizzata da un forte multipartitismo estremo.

a. Il sistema elettorale è di tipo proporzionale

b. Crisi di Governo sarebbero dunque state frequenti: necessità di un modello parlamentare con strumenti di

c. stabilizzazione del Governo.

Decentramento politico: sistema articolato di autonomie territoriale al fine di avvicinare le decisioni politiche ai

d. cittadini.

Costituzione rigida occorreva un sistema di giustizia costituzionale Corte costituzionale.

e.

Congelamento della Costituzione

La Costituzione entrò in vigore l’1 gennaio 1948.

La guerra fredda tra USA e US aveva contribuito alla uscita dal Governo dei partiti di sinistra simpatizzanti per l’Unione Sovietica. la

prima legislatura dell’Italia repubblicana, di riflesso, fu caratterizzata dal c.d. ostruzionismo della maggioranza, cioè dalla volontà della

maggioranza governativa di non rendere applicabili alcune norme costituzionali.

La Corte Costituzionale fu concretamente istituita solo nel ’56; il referendum popolare solo nel ’70.

Inoltre nessuno aveva abrogato la legislazione fascista previgente. Da una parte c’era la Costituzione e dall’altra una legislazione di

origine fascista ancora applicabile.

La Corte di Cassazione, inoltre, rallentò molto la applicazione della Costituzione. Elaborò infatti una distinzione tra norme precettive

(immediatamente applicabili) e norme programmatiche (programmi che il legislatore avrebbe dovuto attuare).

Il disgelo della Costituzione iniziò l’11 maggio del 1955.

Sentenza del 14 giugno n.1 del 1956: la Corte Costituzionale riconosce che tutte le norme costituzionali possono determinare

 l’illegittimità costituzionale delle norme legislative contrastanti. 7

CAPITOLO III: Costituzione e procedimento di revisione

La Costituzione è:

Fonte superiore: espressione del potere costituente eletto dal popolo

a. Rigida: è previsto un procedimento aggravato per la sua modificazione, disciplinato dall’articolo 138

b. Lunga: non tratta solo i diritti classici di libertà, bensì anche i c.d. diritti sociali

c. Sociale: molte norme determinano un programma di mutamento della società

d.

Le norme costituzionali:

Le norme costituzionali sono ad efficacia diretta quando sono sufficientemente complete da non necessitare dell’interpretazione del

legislatore e dunque sono direttamente applicabili dai giudici e dai privati. Esempi in tal senso sono l’articolo 30 che statuisce che “è

dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli anche se nati fuori dal matrimonio” e l’articolo 36 che prevede che “il

lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé

e alla propria famiglia una esistenza libera e dignitosa”.

Svolgono una funzione invalidante in quanto la legge che prevede norme contrarie alla Costituzione è illegittima.

Le norme costituzionali sono ad efficacia indiretta quando la loro attuazione necessita di un ulteriore attività normativa. Si dividono in

sottocategorie:

Norme ad efficacia differita: norme che rinviano la loro attuazione ad un’altra fonte articolo 75 che disciplina il referendum il

a. cui ultimo comma stabilisce che “la legge determina le modalità di attuazione del referendum”. In assenza di tale legge il

referendum sarebbe inutilizzabile.

Norme di principio: pongono regole molto generali applicabili ad una moltitudine di casi. Hanno lo scopo di guidare il

b. legislatore ad applicare il principio da esse sancito. Esempio è il primo comma dell’articolo 13 dove si afferma che la libertà

individuale è inviolabile.

Norme programmatiche: norme ancora più generali delle norme di principio. Stabiliscono un programma generale (rimuovere

c. gli ostacoli economici) che lo Stato deve perseguire per realizzare il fine dell’uguaglianza dei cittadini.

Hanno efficacia invalidante

o Hanno una funzione di stimolo in quanto servono a collocare il dibattito tra maggioranza e opposizione all’interno di

o obiettivi già determinati.

Il procedimento di revisione costituzionale: leggi

Articolo 138: scopo di evitare che la riforma della Costituzione possa avvenire solo per volontà della maggioranza di Governo. “Le

di revisione costituzionale altre leggi costituzionali

e le sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad

intervallo non minore di tre mesi e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda

votazione.

Le leggi sono sottoposte a referendum popolare quanto, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei

membri di una Camera o 500.000 elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non

approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza dei due

terzi dei suoi componenti.”

DUNQUE:

L’intervallo di almeno tre mesi costituisce il periodo di riflessione, periodo che aggrava il procedimento.

1. 8

Maggioranza assoluta della seconda liberazione: metà più uno dei componenti della Camera. Diversa è la maggioranza

2. semplice che serve per le leggi ordinarie ed è costituita dalla metà più uno dei presenti.

Se la legge viene approvata a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti il procedimento è concluso e si passa alla sua

3. promulgazione e pubblicazione.

Se invece la seconda votazione raggiunge una maggioranza assoluta, ma non quella dei due terzi, la legge viene pubblica e

4. entro 3 mesi può essere richiesto un referendum.

Il tipo di referendum richiesto è di tipo approvativo

5.

Il procedimento di revisione della Costituzione è un potere costituito, e non costituente in quanto presuppone l’esistenza della

Costituzione. Allo stesso tempo però, è vero che si può modificare la Costituzione, ma non è possibile sostituirla integralmente perché

altrimenti si tratterrebbe di un potere costituente.

contenuto essenziale della Costituzione

Bisogna dunque stabilire quale è il (che non si può modificare) e quale invece non

determina una nuova Costituzione (modificabile).

Principi fondamentali della Costituzione che non sono suscettibili di revisione in quanto caratterizzano la Costituzione stessa. Diverso

ragionamento vale per l’attuazione di tali principi che non costituisce la parte essenziale della Costituzione e quindi è modificabile. Ciò

comunque significa che la parte riferita ai diritti fondamenti può essere oggetto di revisione, purché vengano salvaguardati i principi

espressi.

ARTICOLO 138

È possibile abrogarlo con lo stesso 138?

A riguardo ci sono molti dubbi, ma in realtà questo non è possibile a causa della differenza tra potere costituente (creare ex novo una

costituzione) e potere costitutivo (modificare una costituzione, ma senza abolirla, poiché vietato).

Nessuna fonte, inoltre, dispone di regole relative alla propria produzione.

Non è possibile abrogare il 138 con lo stesso 138 poiché, inoltre, la rigidità costituzionale è garante dei diritti, spesso definiti inviolabili.

Se ciò viene meno, allora si attua in maniera anti­costituzionale.

Articolo 139 della Costituzione:

questo articolo indica un ulteriore limite della revisione costituzionale.

“La forma (intenzione dei padri principio originalista. Il popolo tramite referendum ha deciso di sostituire il re con un capo di governo)

repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale scopo di proteggere lo Stato dai cambi di regime (no cambio diritti/no

cambio principi fondamentali)

Le altre leggi costituzionali:

le altre leggi costituzionali citate dall’articolo 138 sono quelle norme che non modificano la Costituzione, ma sono quelle che in qualche

modo la completano e la integrano. Le altre leggi costituzionali dunque rappresentano la riserva costituzionale in quanto rinviano

determinate materie ad una legge costituzionale.

Adattabilità delle costituzioni rigide:

Consuetudini costituzionali: comportamenti ripetuti nel tempo posti in essere da organi costituzionali i quali li ritengono vincolanti.

Convenzioni costituzionali: comportamenti ripetuti nel tempo posti in essere da organi costituzionali, applicativi di norme giuridiche che

divengono vincolanti fino a che permangono i presupposti di fatto. 9

Quindi: la consuetudine nasce da un comportamento ripetuto nel tempo, mentre la convenzione da un accordo tra gli organi

costituzionali.

Dalle convenzioni, inoltre, si distingue la c.d. prassi. Quest’ultima, a differenza delle convenzioni, non crea norme in quanto riguarda

l’applicazione ripetuta di una norma costituzionale.

CAPITOLO IV: Verso la riforma della Costituzione

La Costituzione del ’48 aveva come obiettivo quello di realizzare in Italia una democrazia compiuta, con particolare attenzione agli

strumenti di garanzia per assicurare il pluralismo. Non prevedeva strumenti di rafforzamento del Governo. Recentemente è stata

proposta dal Governo una riforma costituzionale che ha superato, in prima lettura, il vaglio del Senato.

Le linee di fondo della riforma sono:

Rafforzamento dei poteri del Governo in Parlamento

­ Abbandono del bicameralismo paritario

­ Semplificazione del modello regionale

­

La struttura della Costituzione

Principi fondamentali (articoli 1­12)

o Parte prima – diritti e doveri dei cittadini

o Titolo I – rapporti civili (articoli 13­28)

Titolo II – rapporti etico – sociali (articoli 29­34)

Titolo III – rapporti economici (articoli 35­47)

Titolo IV – rapporti politici (articoli 48­54)

Parte seconda – ordinamento della Repubblica

o Titolo I – il Parlamento (articoli 55­82)

Titolo II – il Presidente della Repubblica (articoli 83­91)

Titolo III – il Governo (articoli 92­100)

Titolo IV – la Magistratura (articoli 101­113)

Titolo V – Le Regioni, le Provincie, i Comuni (articoli 114­133)

Titolo VI – le garanzie costituzionali (articoli 134­139)

Disposizioni finali e transitorie (I­XVIII)

o

PARTE III: CAPITOLO I Forme di Stato e di Governo

Il diritto disciplina:

Le relazioni verticali tra autorità e individui lo Stato conforma il comportamento dei singoli a regole da esso poste;

a) Le relazioni orizzontali tra individui

b) Le relazioni organizzative tra le autorità aventi poteri pubblici

c) 10

Forma di Stato: risultante dei vari modi attraverso cui le due aree sono tra loro collegate. La classificazione delle forme di Stato si

basa sui rapporti verticali e orizzontali, quindi su quanto e come la libertà viene attribuita al soggetto privato.

La forma di Stato conferisce un “genus” che fa riferimento all’intero sistema del diritto.

Forma di Governo: è qualificata in relazione alla terza area sopra citata. Costituisce una “species” che indica i diversi modi con i quali il

potere è distribuito tra gli organi di vertice.

Ordinamento feudale

Costituisce il punto di partenza dell’analisi delle forme di Stato in quanto, sebbene non considerato ancora tale, rappresenta comunque

il presupposto per la formazione della prima forma di Stato – quella assoluta.

Il sistema feudale che si instaura in Europa dopo la caduta dell’Impero Romano è caratterizzato da un sistema di autorità la cui

legittimazione non è data da un’investitura, bensì da un rapporto privatistico di scambio.

Il feudatario era dotato di un proprio esercito formato da soldati che ottenevano mantenimento ed alloggio in cambio dell’attività militare.

Il feudatario inoltre aveva il compito di applicare le norme e amministrare la giustizia nei confronti delle sue popolazioni, che gli

fornivano i prodotti della terra e lavoro in cambio.

Il Re era un organo confederale, al quale occorreva il consenso del feudatario per disporre delle persone e dei beni. In questo modello

si ha dunque una forte confusione tra potere pubblico e relazioni private in quanto l’esercizio delle classiche funzioni pubbliche, non era

altro che un rapporto privatistico di scambio.

Evoluzione di questo modello organizzativo tra il IX e il X secolo con l’incremento demografico maggiore estensione delle terre

coltivate e villaggi più numerosi sviluppo dei mercati modificazione della società nella sua struttura importanza della classe dei

mercanti e dei banchieri. Man mano che il denaro veniva utilizzato come strumento principale per i pagamenti, la struttura del

feudatario diveniva sempre più complessa. istituzione di nuove autorità con il compito di riscuotere i dazi (figura del funzionario).

Nel periodo delle crociate, inoltre, questo modello si evolse ulteriormente in quanto gli eserciti diventarono sempre più numerosi e

professionali e per questo necessitavano di essere pagati. necessità di un’organizzazione amministrativa articolata in grado di gestire

le ingenti somme di denaro. Nascita di un apparato burocratico.

Stato assoluto

Legittimazione del sovrano direttamente da Dio

o Accentramento di tutti i poteri pubblici in capo al sovrano

o Nascita di un apparato burocratico rigido e gerarchizzato + esercito permanente

o Rigida divisione delle classi sociali e attribuzione di privilegi alla aristocrazia

o

Burocrazia, esercito e sistema tributario costituiscono il fondamento dello Stato moderno, ente non più basato sugli strumenti di diritto

privato (come nell’ordinamento feudale), bensì dotato di strumenti pubblicistici per perseguire finalità pubbliche.

Per realizzare ciò, si dovette accentrare il potere nelle mani del sovrano, togliendolo così ai poteri intermedi che si erano creati.

La funzione giudiziaria veniva comunque esercitata dalla Corte e dai Tribunali formati da giudici nominati dal re.

Eliminazione degli antichi parlamenti medioevali: il re ormai aveva un esercito stabile e quindi non aveva bisogno dei nobili

 riuniti nei parlamenti

Il sovrano aveva la forza di decidere da solo

 Il rapporto tra sovrano­cittadini (definiti sudditi) risultava improntato al principio di subordinazione gerarchica.

Lo Stato assoluto nel 1700 diventa Stato di Polizia (maggiori garanzie offerte ai cittadini): il potere sovrano ha il compito di garantire il

benessere collettivo.

Stato liberale 11

Dopo la rivoluzione francese e l’esperienza napoleonica, in Europa tornarono le monarchie e nacquero le forme di Stato liberali:

Esistenza di una base sociale omogenea, come la borghesia

 Principio di separazione dei poteri

 Diritti di libertà intesi come libertà negative (libertà dallo Stato)

 Stato liberale = Stato di diritto (forma di Stato nella quale gli atti del potere pubblico devono rispettare la legge). Questa forma

 di Stato non si basa sull’autorità senza limiti del sovrano, bensì sulla supremazia della legge in quanto espressione di un

organo rappresentativo.

Le libertà del singolo sono libertà dello Stato, definite quindi anche libertà negative, nel senso che il contenuto essenziale del

diritto di libertà sta nella sua intangibilità da parte dello Stato e nel suo realizzarsi attraverso il non intervento del potere

pubblico.

La classe borghese, protagonista della rivoluzione francese, non era disponibile ad un semplice ritorno dello status quo del modello

assolutistico, bensì voleva che fossero garantiti alcuni principi fondamentali e alcune libertà economiche. Voleva partecipare alla vita

politica dello Stato – non voleva il potere assoluto del re.

Carte costituzionali = accordi tra il sovrano e la classe borghese: fondate sul principio rappresentativo e di separazione dei

 poteri (ideato da Montesquieu, secondo cui la divisione dei poteri è garanzia di libertà individuale in quanto i tre poteri si

possono arrestare ed impedire a vicenda).

Per poter difendere le proprie libertà, la classe borghese aveva bisogno di essere rappresentata in Parlamento, dove si approvavano le

leggi, affinché queste fossero espressione della loro volontà.

Crisi dello Stato liberale tre le guerre

Ceti operai e proletari si affacciano sulla vita politica attraverso i grandi partiti di massa, in conflitto con la classe borghese.

La società diventa così pluralista, basata quindi sui conflitti delle varie parti politiche con il suffragio universale (in Italia nel 1912,

maschile) questi conflitti si spostarono nei Parlamenti.

La legge diventa rappresentativa solo di una maggioranza alla quale si contrapponeva una minoranza

 Gran Bretagna: minor grado di conflittualità

 Germania: Costituzione di Weimar, conflittualità elevata.

 Italia: la classe borghese non riuscì a contenere le spinte innovatrici strada aperta al fascismo.

 Nazionalsocialismo e fascismo sono modelli totalitari basati sul partito unico che esclude la possibilità di opposizione. Si tratta

di un modello non democratico in cui il capo del partito possiede le funzioni fondamentali. Nello Stato totalitario non si ha la

separazione dei poteri.

Stato costituzionale a matrice sociale

Dopo la seconda guerra mondiale i principi della democrazia pluralista ispirano la maggior parte degli Stati che iniziano a definirsi

costituzionali e sociali. Queste forme di Stato rappresentano una evoluzione dello Stato liberale e sono caratterizzate da:

Principio della separazione dei poteri

a. Principio rappresentativo

b. Legge garanzia dei diritti

c. Tutela delle libertà fondamentali non intervento dello Stato.

d.

Libertà positive poteri di intervento da parte dello Stato per rimuovere le disuguaglianze sociali

Nascita delle Corti costituzionali che hanno il compito di controllare la legittimità della legge rispetto alla Costituzione.

Forme di Stato: il rinvio 12

Le forme di Stato possono essere distinte in relazione alla struttura dell’organizzazione del potere:

Stato accentrato: concentra le tre funzioni al centro

­ Stato decentrato: alcune delle tre funzioni sono attribuite ad enti espressione di autonomia territoriale

­

Forme di Governo

Le forme di Governo indicano i vari modi in cui il potere pubblico è distribuito tra gli organi di vertice dello Stato, nonché le relazioni che

intercorrono tra gli stessi organi dello Stato e le norme costituzionali.

Presupposti della forma di Governo:

Sistema dei partiti e sistema elettorale Influenza dei partiti e di sistemi elettorali sulla forma di Governo:

Multipartitismo estremo: i partiti sono numerosi e portatori di posizioni fortemente diversificate

­ Multipartitismo moderato o bipartitico: società omogenee con base sociale non troppo frammentata.

­ Nei sistemi bipartitici le elezioni sono una vera e propria competizione tra due forze alternative, ciascuna delle quali presenta a

capo un leader e un programma ben definito.

Nei sistemi di multipartitismo moderato normalmente i modelli tendono a trasformarsi in bipolari: la competizione si svolge tra

due coalizioni di partiti contrapposti con a capo un leader. La coalizione che perde le elezioni costituisce l’opposizione.

Nei sistemi di multipartitismo estremo il modello non può essere bipolare perché non è possibile formare coalizioni

preventivamente sufficientemente stabili, ma occorre creare una coalizione al centro eliminando le possibilità di Governo delle

ali.

La coalizione in questo caso verrà formata dopo, in base ai risultati ottenuti, intorno ad un programma stilato successivamente

le elezioni. In questo modello non esiste un’opposizione unitaria in quanto vi sono svariati partiti di opposizione, di destra e/o

sinistra.

Il tipo del sistema elettorale è, per forza di cose, proporzionale.

Il sistema elettorale è dunque conseguenza e non causa di una determinata struttura dei partiti.

Sistema delle convenzioni costituzionali

a. Norme costituzionali

b. Check and balances Potere legislativo: potere di approvare le leggi

c. Potere esecutivo: potere di attuare le leggi

Potere giudiziario: applicare le leggi ad una fattispecie concreta in pendenza di una lite

La tripartizione dei poteri il potere è l’insieme di organi che esercitano una funzione: questa qualifica il potere. questo principio di

separazione dei poteri serve a garantire che chi esercita una funzione non deve esercitarne un’altra, ma anche a controllare e

bilanciare l’esercizio dell’altra.

Separazione dei poteri in Europa: laddove si è affermata la forma di Governo parlamentare, questo concetto di separazione dei poteri è

meno rigido. Gli organi si legano tra loro in un processo circolare dove il popolo elegge il Parlamento, che elegge il Presidente della

Repubblica, che nomina il Presidente del Consiglio e il Governo, legato al Parlamento da un rapporto di fiducia.

Separazione dei poteri negli Stati Uniti: i meccanismi di nomina tendono a contrapporre gli organi, anziché collegarli.

Classificazione dei sistemi elettorali:

Sistema maggioritario: elevato livello di selettività e basso livello di rappresentatività. Al Parlamento accedono solo le forze

a) politiche che hanno ottenuto più voti nei collegi, mentre le forze politiche con minore percentuale di consenso non ottengono

seggi. 13

Pur di arrivare al 50%, spesso si stipulano alleanze fragili. Quando si arriva al Governo, poi si hanno problemi.

Qui contano i voti.

Sistema proporzionale: basso livello di selettività e elevato livello di rappresentatività aperto.

b) Le istituzioni rispecchiano la volontà degli elettori.

Garantisce l’accesso al Parlamento anche a partiti dotati di modesta rappresentanza, ma non seleziona in alcun modo.

Secondo questo sistema un partito ha diritto a tanti seggi in Parlamento in base alla % dei voti che ha ottenuto.

Il sistema proporzionale non incentiva però le varie forze politiche ad aggregarsi e quindi queste tendono a correre in maniera

separata. Questo viene corretto con clausole di sbarramento o premi di maggioranza.

Qui conta molto di più la percentuale rispetto al voto. Ma perché si è arrivati al maggioritario? Perché ha una

Per questo molti costituzionali non amano il modello maggioritario.

forte stabilità di Governo, nonostante tutti gli altri svantaggi.

Clausole di sbarramento: limitano l’accesso in Parlamento a quelle forze politiche che una rappresentatività significativa a

­ livello nazionale, con la conseguenza di eliminare i partiti più piccoli. Ha effetto selettivo, per evitare un’eccessiva

frammentazione politica

Premio di maggioranza: attribuire un certo numero di seggi in premio alla coalizione che superi una certa percentuale di voti.

­ Serve per stabilizzare sistemi divisi, nei quali si presume che nessuna coalizione riesca a risultare nettamente vincitrice in una

competizione elettorale.

Sistema maggioritario a doppio turno: adatto a sistemi di multipartitismo moderato: principio che se nessuno dei candidati

c) ottiene la maggioranza dei voti, si procede ad un secondo turno di votazione tra i candidati che hanno ottenuto almeno una

determinata percentuale di voti.

Al secondo turno vince chi ha ottenuto la maggioranza relativa.

Forma di Governo parlamentare

La graduale autonomia acquisita dal Governo attraverso la ricerca del consenso del Parlamento, conduce all’affermazione della forma

di Governo parlamentare.

Rapporto di fiducia tra Parlamento e Governo il Governo appena nominato, deve presentarsi col proprio programma politico

o in Parlamento che deve dare la fiducia. Il Governo deve dunque impegnarsi a perseguire il programma e il Parlamento

propone atti normativi coerenti al programma governativo in modo da permettere e favorire la sua attuazione. indirizzo

politico diviso tra Governo e Parlamento.

Re/Capo dello Stato ha funzioni limitate

o

Forma parlamentare monistica: il Presidente della Repubblica non svolge una funzione di indirizzo politico, ma solamente di garanzia.

Deve solamente garantire la regolarità costituzionale delle relazioni tra Governo e Parlamento senza inserirsi nel circuito politico.

norme costituzionali che sanciscono l’irresponsabilità del Presidente della Repubblica e la responsabilità del Capo di Stato al Governo.

Quindi: indirizzo politico esercitato dal Governo e dalla maggioranza parlamentare che lo sorregge.

Forma parlamentare dualistica: indirizzo politico distribuito tra Governo, Parlamento e Presidente della Repubblica. In questo tipo di

forma parlamentare, il Governo è politicamente responsabile non solo nei confronti del Parlamento, ma anche del Presidente della

Repubblica. Il capo dello Stato può influire sull’indirizzo politico tanto è vero che nomina i ministri, ma in più gode anche del potere di

revoca. 14

Forma di Governo parlamentare a prevalenza dell’esecutivo forte nel sistema politico bipartitico (regole che rafforzano il

a. potere del presidente del Consiglio e del Governo) e più debole nel sistema organizzativo bipolare (il presidente del Consiglio

deve mediare con i partiti che formano la coalizione).

Il sistema bipartitico: la scelta del premier avviene sulla base della volontà degli elettori e cade sul leader del partito che ha vinto le

elezioni. Gli elettori non possono direttamente scegliere il leader, ma comunque questo rispecchia in qualche modo le loro volontà per

quanto concerne il partito di appartenenza.

Il Presidente della Repubblica non può indicare un candidato diverso. forza del potere del Premier nel momento dello svolgimento

dell’indirizzo politico e forza del Governo rispetto al Parlamento in quanto, essendo il Governo composto da persone ai vertici

dell’organizzazione del partito, i deputati della maggioranza non dissentono delle decisioni del Governo, approvandone i disegni di

legge.

Il Parlamento, comunque, sebbene non rappresenti il motore dell’indirizzo politico, svolge importanti funzioni di controllo sull’operato del

Governo: il partito che ha vinto le elezioni governa, mentre quello che ha perso svolge un’attività di opposizione ed evidenzia le

carenze della maggioranza.

Il sistema bipolare: non si ha in questo sistema l’esistenza di due partiti contrapposti, bensì di due coalizioni. questo richiede maggior

forza del Parlamento che svolge un’importante funzione di mediazione e minor rilievo strutturale del Governo. Il Governo è meno forte

nei rapporti col Parlamento in quanto la maggioranza parlamentare è frutto di una coalizione di partiti e questo comporta la necessità di

mediazioni maggiori in Parlamento.

Forma di Governo parlamentare a prevalenza dell’assemblea, e dunque del Parlamento tende a realizzarsi in presenza

b. di un multipartitismo estremo e in costanza di un sistema elettorale proporzionale.

Il momento del voto non consente di individuare né la maggioranza, né il Presidente del Consiglio. All’esito del risultato

elettorale infatti vi saranno molti partiti con rappresentanza parlamentare, ma nessuno con la maggioranza necessaria per

formare da solo il Governo.

La coalizione viene dunque formata dopo il voto programma frutto di un compromesso.

In questo modello si creano norme convenzionali che tendono a procedimentalizzare il modo di esercizio del potere del

Presidente della Repubblica al fine di consentirgli di individuare il Presidente del Consiglio che possa formare il Governo e

ottenere la fiducia dalle Camere.

La funzione di indirizzo politico qui è spostata dal Governo al Parlamento. Il primo assume funzioni attuative dell’indirizzo

politico stesso.

Forma di Governo presidenziale

Rivoluzione americana; emancipazione delle colonie.

La Costituzione è un accordo tra gli Stati.

Questa forma di Governo si basa:

Su un sistema di partiti omogeneo (bipartitismo non conflittuale);

a) Su un modello di tipo federale che prevede un centro di indirizzo politico molto forte e un potere centrale, quello del

b) Presidente;

Sulla rigidità del principio di separazione dei poteri;

c) Sull’applicazione del principio dei checks and balances poiché ogni potere è controllato e bilanciato da altri;

d) Il capo di Stato è eletto dall’intero corpo elettorale

• Il capo di Stato non può essere sfiduciato da un voto parlamentare. La sua carica ha durata prestabilita

• Separazione tra potere legislativo (Parlamento) e esecutivo (Presidente)

• 15

Funzione esecutiva diretta dal Presidente attraverso l’azione dei Segretari di Stato.

PROCEDIMENTI ELETTORALI:

Per la Camera dei Rappresentanti (il popolo elegge il Parlamento)

1. Per il Presidente (popolo) che revoca e nomina i ministri (Secretaries)

2.

Il popolo ha rapporto diretto con il capo di Governo, a differenza del Governo e del Parlamento che non hanno rapporto diretto, bensì

solo comunicativo – non di connessione.

Il Parlamento si sottomette al Presidente solo per la questione del bilancio (chiedere soldi)

Il Presidente è capo dell’esecutivo, ha alle sue dipendenze l’amministrazione dello Stato federale e nomina i suoi collaboratori

(segretari).

Per temperare questo accentramento di potere, la Costituzione americana fissa alcune regole inerenti la durata in carica degli organi ­

checks and balances.

La durata del mandato presidenziale è di 4 anni, con previsione di rieleggibilità di una volta sola.

Le relazioni tra Congresso e Presidente hanno un’ottica di controllo reciproco: il Congresso è composto da Senato (dura sei anni e

rinnovabile ogni due) + Camera dei Rappresentanti (rinnovabile ogni due anni). Queste caratteristiche hanno lo scopo di evitare che la

stessa maggioranza che ha eletto il Presidente sia anche la maggioranza espressa in Congresso. Il Congresso in questo modo può

realmente svolgere la sua funzione di controllo.

Caratteristica ulteriore della monarchia presidenziale è il potere di veto che il Presidente ha verso il Parlamento.

Forma di Governo semipresidenziale

Esempio classico è quello della Francia attuale:

Rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento

 Elezione diretta del Presidente della Repubblica che a sua volta nomina il Presidente del Consiglio

 Esistenza del Presidente dei Ministri, che convive con quello della Repubblica

 Struttura bicefala: accanto al Presidente della Repubblica vi è anche il Presidente del Consiglio al quale compete la direzione

 del Governo.

Presidente della Repubblica esercita poteri di indirizzo e di controllo nei confronti del Governo (nomina e revoca i ministri) e

 nei confronti del Parlamento (può sottoporre a referendum ogni progetto di legge)

Modalità di funzionamento di questa forma di Governo strettamente legate alle maggioranze politiche nell’Assemblea

 nazionale. Se queste sono consonanti con la maggioranza che ha eletto il Presidente, il sistema assume il carattere di

Governo presidenziale, invece che parlamentare.

Forma di Governo direttoriale

Governo molto rigido in cui il popolo elegge il Parlamento, che nomina il Governo (Presidente del Consiglio + ministri = collegio o

direttorio) per un tempo determinato e non può revocarlo.

Il Direttorio svolge sia le funzioni di Governo, sia quelle di Capo di Stato.

Il Parlamento non può controllare il Governo, nemmeno nel caso in cui operi diversamente da come aveva dichiarato.

In Svizzera funziona perché:

Paese fortemente federale controllo pi ù efficace

­

Istituto del referendum molto valorizzato

PARTE III: CAPITOLO VII: Gli strumenti diretti di partecipazione popolare 16

I modelli di democrazia diretta si basano sulla possibilità per i cittadini di esprimere direttamente, senza la mediazione dei partiti politici,

una manifestazione di volontà imputabile allo Stato.

Queste forme organizzative non si rinvengono nelle democrazie contemporanee in quanto necessitano di un corpo sociale molto

ristretto ed omogeneo.

I modelli di democrazia rappresentativa si basano invece sui partiti politici e sull’espressione del voto finalizzato ad eleggere i propri

rappresentanti.

Il controllo popolare sulla coerenza dell’indirizzo politico viene dunque esercitato alle scadenze elettorali, con il rinnovo o meno del

mandato degli eletti.

Nelle forme di Governo parlamentari ci sono regole per sfiduciare il Governo; in quelle presidenziali invece le scadenze elettorali sono

molto ravvicinate allo scopo di poter valutarne la coerenza da parte della volontà popolare.

In quasi tutti i modelli di democrazia rappresentativa sono disciplinati strumenti di democrazia diretta che normalmente assumono la

forma del referendum.

La Costituzione italiana disciplina tre tipologie di referendum:

Referendum approvativo: previsto per le leggi di revisione costituzionale e le altre leggi costituzionali dall’articolo 138

1. Referendum consultivo: previsto in materia di Regioni e enti locali, articolo 123 e 132 II comma.

2. Referendum abrogativo: previsto sulle leggi e sugli atti avente forza di legge disciplinato dall’articolo 75 della Costituzione.

3.

Non si può proporre referendum su leggi tributarie e di bilancio (tutte le leggi che rientrano nella manovra finanziaria, interpretazione

estensiva), di amnistia e di indulto, di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali. (LIMITI DI OGGETTO DEL REFERENDUM)

Perché il referendum possa essere valido, occorre che abbia partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e che sia

stata raggiunta la maggioranza dei voti validi. (QUORUM)

La Costituzione dunque disciplina i principi fondamentali, ma il procedimento referendario e i controlli sulla sua ammissibilità sono

demandati ad una legge ordinaria.

Il procedimento referendario:

la legge attuativa dell’articolo 75 della Costituzione fu approvata nel 1970 e si legò alla approvazione della legge sul divorzio. Il partito

della Democrazia Cristiana, ostile all’approvazione della legge sul divorzio, non osteggiò la legge purché si approvasse la legge sul

referendum in maniera tale da poter chiedere poi un referendum abrogativo su di essa.

Legge 25 maggio 1970 n. 352: disciplina il procedimento referendario

Fase dell’iniziativa: raccolta delle firme da parte dei promotori che sono costituiti da un numero di 10 cittadini che presentano

a) la richiesta di referendum, insieme al quesito da sottoporre al popolo, alla Corte di Cassazione.

Deposito delle firme dal 1 gennaio al 30 settembre presso la cancelleria della Corte di Cassazione, nei tre mesi successivi la

b) richiesta, da parte dei promotori.

Accertamento della legittimità della richiesta da parte dell’Ufficio centrale per il referendum. Questo periodo deve essere

c) iniziare il 30 settembre e concludersi con ordinanza il 31 ottobre.

Giudizio di ammissibilità della Corte Costituzionale che, entro il 20 gennaio, deve accertare se la richiesta del referendum

d) rispetti i limiti di oggetto e i quorum previsti dall’articolo 75.

Questa competenza della Corte costituzionale è prevista dalla legge 352 del 1970 e consiste nel consentire o meno l’indizione

del referendum.

Fase dell’indizione: il Presidente della Repubblica, una volta avuta la comunicazione da parte della Corte costituzionale, indice

e) il referendum previa deliberazione del Consiglio dei ministri, con data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno.

Votazione e scrutinio delle schede

f) 17

Proclamazione del risultato a cura dell’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione.

g) Il Presidente della Repubblica dichiara l’avvenuta abrogazione dell’oggetto referendario e questo decreto viene pubblicato

sulla Gazzetta Ufficiale.

Ruolo dell’Ufficio centrale per il referendum:

Non svolge solo controlli di forma, ma anche sostanziali.

Valuta, in presenza di più quesiti referendari, se questi possano essere o meno accorpati.

a. In caso di abrogazione della legge oggetto di referendum, dichiara la cessazione del referendum stesso

b. Questa norma è stata però in parte considerata incostituzionale e quindi è stato stabilito che l’Ufficio centrale debba valutare

se la nuova disciplina modifichi i principi ispiratore della disciplina previgente.

La abrogazione di una legge attraverso referendum genera un vincolo per il Parlamento in quanto questo non può ripristinare la legge

abrogata per via referendaria.

Diritto di petizione:

L’articolo 50 della Costituzione recita “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o

esporre comuni necessità”.

PARTE III: CAPITOLO II: Il Parlamento

Ragionando sulle caratteristiche del sistema multipartitico italiano, Mortati escluse sia il sistema presidenziale, sia quello assembleare.

Il sistema presidenziale avrebbe infatti aggravato le divisioni già esistenti nella società, mentre quello assembleare avrebbe rischiato di

paralizzare il funzionamento della forma di Governo in conseguenza della elevata frammentazione delle forze politiche.

Il modello parlamentare avrebbe invece permesso di assorbire e lenire i contrasti già esistenti. Una volta scelta questa forma di

Governo, il problema è stato quello di determinarne le regole per la sua stabilità. ordine del giorno Perassi, durante il quale si

sottolineò che la forma di Governo doveva essere razionalizzata e corretta al fine di renderla stabile attraverso strumenti di

rafforzamento del Governo che però non furono mai messi in pratica.

Si può dunque dire che la forma di Governo italiana si basa su tre organi: Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica ai quali

si aggiunge la Corte Costituzionale che deve esprimersi sulla costituzionalità delle leggi del Parlamento e degli atti aventi forza di

legge.

Parlamento eletto direttamente elegge il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio e i ministri. Il Governo,

indirizzo politico, deve avere la fiducia dal Parlamento.

Il Parlamento dunque è al centro del sistema degli organi costituzionali; primo disciplinato dalla Costituzione; ha il maggior

 numero di articoli.

Bicameralismo perfetto o paritario: funzione legislativa esercitata collettivamente dalle due Camere che hanno le stesse

competenze. (articolo 70).

Il Parlamento è dunque un organo complesso in quanto le sue deliberazioni derivano dalla volontà congiunta delle due Camere.

La seconda Camera nel nostro ordinamento risponde ad esigenze di bilanciamento dei poteri. Dal momento che nessun potere può

prendere il sopravvento sull’altro, il Parlamento ha due Camere aventi gli stessi poteri.

Ragioni del bicameralismo paritario: 18

Le origini risalgono alla storia dei parlamentari inglesi i quali, riuniti in un’unica Camera, cominciarono a formare gruppi

­ eterogenei da qui l’esigenza di una seconda Camera per organizzarli.

Anche negli Stati Uniti si parla di bicameralismo (una Camera rappresentante degli Stati membri, l’altra dei cittadini americani).

Differenze tra le due camere:

Numero di componenti: Camera dei deputati (630); Senato (315 + senatori a vita + senatori di nomina presidenziale) Senato

a. è camera di riflessione

Elettorato attivo e passivo: mentre per votare alla Camera dei deputati è sufficiente la maggiore età e per essere eletti aver

b. compiuto 25 anni, al Senato l’elettorato attivo è di 25 anni e quello passivo di 40.

Sistema elettorale: la sentenza n.1 del 2014 della Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il vecchio sistema elettorale di

c. Camera e Senato che era disciplinato dalla legge 21 dicembre 2005 n.270. Esso era un sistema elettorale proporzionale con

correzioni maggioritarie.

LEGGE 21 DICEMBRE 2005, N.270 PORCELLUM SENTENZA N.1 DEL 2014

Questa sentenza ha dichiarato incostituzionale la legge 21

CAMERA dicembre del 2005, n.270 per quanto concerne:

Seggi alla Camera assegnati in maniera proporzionale

­ Il premio di maggioranza

a ciascuna lista/coalizione; a. Le liste bloccate

Se una lista raggiungeva il 53% dei voti (340 seggi), b.

­

ovvero la maggioranza assoluta, l’attribuzione dei seggi

avveniva in maniera proporzionale.

Se nessuna lista raggiungeva il 53% dei voti, veniva

­

attribuito un premio di maggioranza alla lista/coalizione che

avesse ottenuto la maggioranza relativa (più voti degli altri); SISTEMA ELETTORALE PROPORZIONALE SENZA PREMIO

DI MAGGIORANZA E CON UNA PREFERENZA.

Sogli di sbarramento per accedere al riparto dei seggi:

­

4% per le liste e 10% per le coalizioni;

Le liste dei candidati erano bloccate in quanto gli

­

elettori non potevano scegliere le preferenze in quanto i

nomi erano scelti dai partiti stessi.

SENATO:

Articolo 57 1°comma: assegnazione dei seggi su base

­ 19

regionale, ovvero Regione per Regione.

Se una lista avesse ottenuto il 55% dei voti,

­

l’assegnazione dei seggi era di tipo proporzionale;

Se nessuna lista avesse ottenuto il 55% dei voti, a

­

quella che avesse ottenuto la maggioranza relativa sarebbe

spettato un premio di maggioranza;

Accedevano al riparto solo le liste che avessero

­

ottenuto l’8% e le coalizioni che avessero ottenuto il 20% dei

voti;

Norme a tutela del libero arbitrio delle funzioni del PARLAMENTARE:

La Costituzione prevede norme atte a garantire che la elezione dei parlamentari non sia condizionata da fattori esterni Articoli 65 e

della Costituzione.

Status del parlamentare: insieme di riti che sono connessi all’assunzione della carica di membro della Camera dei deputi o del Senato.

Si acquista al momento della proclamazione degli eletti, dopo aver scrutinato le schede. Tuttavia viene acquisito sotto una condizione

risolutiva articolo 66

Dopo le elezioni e la formazione di commissioni e giunte, si forma una proposta di convalida che la Camera potrebbe disattendere. Lo

status che si acquista con le elezioni si perde se si verificano alcune condizioni, raggruppate (tranne per le dimissioni) sotto la categoria

della decadenza.

Le dimissioni, invece, devono essere accettate dall’organo e, in linea generale, vengono sempre una prima volta respinte, ma se

vengono ripresentate vengono accolte e accettate.

Questa era la causa di mancata opzione.

ARTICOLO 65 COSTITUZIONE ARTICOLO 67 COSTITUZIONE

Casi di ineleggibilità: condizione che incide sulla capacità Divieto di mandato imperativo: “ogni membro del

­

elettorale passiva, in presenza della quale l’elezione è invalida. Parlamento rappresenta la nazione e svolge le proprie

funzioni senza vincolo di mandato”.

Cause di ineleggibilità: concepite al fine di evitare che i soggetti

possano influenzare l’andamento delle elezioni (elettorato attivo Il parlamentare, una volta eletto, non è un mero portatore degli

e passivo). L’ineleggibilità può essere rimossa interessi che gli hanno permesso l’elezione, bensì rappresenta

l’intera Nazione e non il partito da cui proviene.

Non ha effetto invalidante, ma caducante se un soggetto viene

eletto, deve scegliere tra l’incarico precedente o quello Le funzioni del parlamentare sono infatti svolte senza vincolo di

parlamentare. mandato (c.d. mandato imperativo) in quanto non può esserci un

legame giuridico obbligatorio tra partito e parlamentare.

La preoccupazione non è la tutela del voto, bensì l’equilibrio dei 20

poteri e che il soggetto possa esercitare l’incarico di

parlamentare in maniera equilibrata ed efficace. Il vincolo di mandato è una garanzia parlamentar attuale. In

Una delle cause di ineleggibilità riguarda il fatto di essere costituzionale, il mandato vuol dire che il parlamentare non ha

sindaco di un comune con più di 20mila abitanti, ma è possibile l’obbligo di rispettare le promesse fatte agli elettori e al proprio

che il parlamentare venga eletto sindaco di un comune con più partito soprattutto: non decade se viene espulso dal partito di

di 20mila abitanti. A riguardo ci sono state sentenze della corte appartenenza; la Corte costituzionale è intervenuta sul tema e

costituzionale. ha precisato che il divieto di mandato operativo non ha effetto

per l’efficacia delle deliberazioni: dottrina dell’interna corporis. Il

Nel 2011 è stata sentenziata l’incompatibilità: sindaco + 20mila vincolo di mandato dunque non ha effetti sulla validità della

abitanti invalida. Sindaco con – abitanti, dovr à esercitare legge in questione.

l’opzione. A seguito della proclamazione, il parlamentare non rappresenta

Capi di polizia, prefetti… non possono essere eletti in più solo il partito da cui proviene, bensì la Nazione intera.

Parlamento.

Anche i magistrati non possono essere eletti in Parlamento, ma

solo all’interno della loro circoscrizione.

180 giorni prima della scadenza delle Camere, chi vuole QUESTI DUE CASI (INELEGGIBILITA’ E

candidarsi alle elezioni, dovrà dimettersi dai propri incarichi. INCOMPATIBILITA’) SONO RINVIATI ALLA LEGGE

ORDINARIA SEVERINO – CASO DE MAGISTRIS:

Se le Camere si sciolgono anticipatamente, bisogna dimettersi

entro 7 giorni dalla pubblicazione del decreto di scioglimento. Altre cause di ineleggibilità sono state introdotte dalla Legge

Severino – caso De Magistris prevede cause di incandidabilità:

ha tratti in comune con l’ineleggibilità perché invalida l’elezione.

Casi di incompatibilità: situazione soggettiva in cui versa un Con l’ineleggibilità, un soggetto può candidarsi ed essere eletto

soggetto in ragione di un’altra funzione da lui svolta, in presenza e poi sarà la camera a dichiarare l’ineleggibilità. L’incandidabilità

della quale la legge prevede incompatibilità con l’esercizio del invece previene questo e preclude la possibilità di presentarsi

mandato parlamentare. Non rende invalida l’elezione, ma alle elezioni.

impone il soggetto a scegliere. L’incandidabilità sopravvenuta comporta l’obbligo della camera a

Cause di incompatibilità: in parte determinate dalla Costituzione, dichiarare la decadenza del componente.

articolo 65, secondo cui nessuno può appartenere alle due Si parla di incandidabilità per soggetti che sono stati condannati,

Camere. L’articolo 84 vieta il cumulo tra parlamentare e con sentenza passata in giudicato, a pene superiori a due anni

Presidente della Repubblica. L’articolo 135 quello tra di reclusione per determinati reati.

parlamentare e giudice costituzionale.

Autonomia e indipendenza del Parlamento rafforzata da:

Insindacabilità degli interna corporis: gli interna corporis sono i procedimenti e gli atti interni posti in essere dalle Camere.

a. esclusione del sindacato da parte di qualunque autorità in questi procedimenti considerati appunto interni al Parlamento.

Potere di controllare la validità dell’elezione dei parlamentari: articolo 66 della Costituzione: “Le Camere hanno il diritto/dovere

b. di giudicare sulla validità dei titoli di ammissione dei propri componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e

incompatibilità”. La proclamazione del parlamentare è sottoposta alla condizione risolutiva della verifica – verifica delle elezioni

21

– da parte della Camera di appartenenza circa l’insussistenza di cause di ineleggibilità e/o incompatibilità. Il procedimento

viene svolto da Giunte per le elezioni, organi interni alle Camere.

Autodichia: potere del Parlamento di decidere sui ricorsi dei dipendenti. Le Camere sono titolari dell’autodichia, ovvero del

c. potere di decidere sulle controversie relative allo status giuridico ed economico dei propri dipendenti.

Responsabilità – garanzie ­ immunità parlamentari: insindacabilità + inviolabilità delle opinioni espresse

INSINDACABILITA’: articolo 68 comma I I parlamentari non devono rispondere dei voti dati e durante

fine: stato

l’esercizio delle proprie attività di non responsabilità del parlamentare. Apparentemente questo contrasta l’uguaglianza

sostanziale sancita nell’articolo 3 comma I. Come avviene spesso nel diritto costituzionale si tratta di fare un bilanciamento: analizzare i

principi delle norme (difesa dei diritti dei singoli cittadini vs garanzia della massima libertà del Parlamento). Il secondo viene fatto

prevalere sul primo principio: la ratio della norma è appunto la massima libertà della discussione parlamentare. Questa non è garanzia

del parlamentare in quanto persona, bensì garanzia dell’Assemblea come tutela del potere legislativo.

Essendo una garanzia dell’Assemblea, il singolo parlamentare non vi può rinunciare. Perdura anche dopo la fine del mandato del

parlamentare e in qualunque sede (civile, penale, amministrativa).

Quali sono i limiti di questa garanzia? Problema.

Opinione espressa durante un’attività parlamentare: coperta dall’articolo 68 comma I

a) Opinione espressa in tv ecc…: non è coperta, a meno che sia una semplice riproduzione di quanto già espresso in

b) Parlamento.

Sentenze 10 e 11 del 2000 della Corte costituzionale per capire se l’opinione è coperta o meno, è importante capire se quello che sta

esprimendo è la riproduzione di quanto detto in Parlamento, oppure no. La Corte ha dunque stabilito che:

“La prerogativa non copre tutte le opinioni espresse dal parlamentare, ma solo quelle legate dal nesso funzionale…” “si tratta di capire

quando sussiste questo nesso funzionale” difficolt à di bilanciare quanto è previsto dall’articolo 68 e quanto dall’articolo 3. La linea di

confine tra i due articoli è il nesso funzionale che è stato posto.

Nesso funzionale: rileva la funzione, quella di garanzia parlamentare, e non il luogo articolo 68 si applica solo durante l’esercizio

dell’attività parlamentare.

In attuazione dell’articolo 68 della Costituzione, la Legge 140 del 2003 ha dettato una normativa che mira a disciplinare i rapporti tra

autorità giudiziaria e Parlamento: introduzione dunque della c.d. pregiudiziale parlamentare.

Presunta esiste di cause di insindacabilità: si stabilisce che sia sempre consentito l’intervento della Camera di appartenenza del

parlamentare. Deve esserci però un giudice che rileva a carico del parlamentare.

Cosa ritiene il giudice? Se ritiene che la questione sia coperta di causa di insindacabilità, arresta il procedimento.

Se invece essa non è coperta, deve mandare gli atti alla Camera di appartenenza che deciderà.

Sentenza 1150 del 1988 spiegato molto bene

INVIOLABILITA’ non si tratta di una immunit à che copre quanto avvenga in un determinato momento. Tutela la persona in quanto

soggetto che ricopre un ruolo di interesse generale.

No consiste nella privazione della libertà personale: articolo 68 comma II e comma III Garanzia di carattere processuale, non

sostanziale. La legge costituzionale n^ 3 del ’93 ha modificato l’inviolabilità del parlamentare: prima si prevedeva che senza

autorizzazione nessun soggetto poteva essere arrestato (ecc..), il nuovo testo invece prevede che non è necessaria autorizzazione e il

processo può iniziare.

Tutela dell’organo, non del soggetto in quanto tale. La Camera di appartenenza deve valutare, in caso di richiesta di inviolabilità, la

sussistenza dell’intervento della magistratura in un intento persecutorio (c.d. fumus persecutionis).

Garanzia per l’intera Camera evitare che il soggetto, a seguito di una serie di arresti, possa influenzare la composizione della Camera

e delle funzioni conseguenti. (disguidi tra poteri) 22

Intercettazioni: dirette (previa autorizzazioni), indirette (fatte a soggetti diversi del parlamentare), casuali (soggetto indifferente, immune)

Articolo 24

Articolo 69 Costituzione indennit à prevista dalla legge. Storicamente l’indennità era un corrispettivo previsto per il danno al

parlamentare che non poteva dedicarsi ad altre attività. Oggi è per il principio di uguaglianza (permettere a tutti di diventare

parlamentare). Per questo non è rinunciabile ed è stabilita per legge.

C’è una parte della dottrina che sottolinea che la previsione di indennità sta alla base della democrazia. (provvedere a tutti un

compenso indipendentemente dalle proprie disponibilità economiche e limitare i condizionamenti esterni)

Previsione del quantum e previsione dell’ann.

LE CAMERE:

La durata delle Camere: fissata dalla Costituzione in cinque anni.

Agli articoli 60 e 61 dichiarano che:

le elezioni delle nuove Camere debbono avvenire entro 70 giorni dalla fine delle precedenti;

­ la prima riunione delle nuove Camere deve avvenire entro 20 giorni dall’elezione;

­ nel periodo che va dalla fine della legislatura sino alla prima riunione, sono prorogati i poteri delle Camere precedenti

­ (prorogatio);

alla scadenza dei cinque anni le Camere devono essere sciolte e possono essere prorogate solo per legge e solo in caso di

­ guerra (proroga).

Fine della legislatura:

I procedimenti legislativi pendenti in aula e in commissione decadono. le nuove Camere, espressione di una nuova e diversa

manifestazione di volontà popolare, sono sovrane ed autonome quindi non possono essere vincolate dalle attività svolte dalle camere

precedenti.

I poteri esercitabili dalle Camere in prorogatio hanno il principale scopo di garantire la continuità costituzionale. Posso svolgere

solamente gli atti di ordinaria amministrazione (attività strettamente necessare al mantenimento della continuità costituzionale).

Organizzazione interna: disciplinata nei principi da norme costituzionali, mentre nella sostanza da regolamenti parlamentari, strumenti

di autoorganizzazione indipendenza del Parlamento rispetto agli altri organi costituzionali.

Articolo 64 Costituzione: ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti

Articolo 72 Costituzione: ogni disegno di legge presentato ad una Camera, è secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una

Commissione e poi dalla Camera stessa.

Regolamenti parlamentari sono fonti del diritto in quanto generali ed astratti, e i loro effetti decorrono a partire dalla data di

pubblicazione. Sono fonti primarie in quanto nessuna altra fonte può intervenire sulla materia e il regolamento stesso è previsto

direttamente dalla Costituzione.

Sono dunque atti con forza di legge, in quanto fonti primarie, e da quanto ne consegue la loro possibilità di controllo di costituzionalità

da parte della Corte costituzionale.

PERO’ dal momento che il Parlamento è un organo autonomo e indipendenti, si sono voluti privilegiare questi suoi caratteri e dunque

i regolamenti parlamentari non sono sottoposti al controllo di costituzionalità da parte della Corte. 23


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Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alicedogni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Violini Lorenza.

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