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Responsabilità per danni da prodotti difettosi in prospettiva comunitaria e comparata

Significato del titolo

Ho scelto di fare il matrimonio concettuale tra questi due concetti perché la responsabilità civile è una materia che si presta all'armonizzazione. Ora vedremo per quali motivi alcune sfere della responsabilità sono state armonizzate, alcune lo sono in parte e altre no. Comunque c'è la tendenza ad armonizzare la responsabilità civile, come alcune aree ad esempio come la responsabilità per danni da prodotti.

Perché non si può parlare di responsabilità comunitaria?

Quanto all'aspetto comparato, se concettualmente vediamo un'unione europea nel senso del diritto sovrannazionale, esiste una responsabilità sovrannazionale ma esiste anche quella nazionale. C'è una quindi dinamica verticale tra le due.

Perché non è opportuno parlare di responsabilità comparata?

Quando mi riferisco al diritto comparato, la comparazione si fa prendendo A e B e si vede quali sono i punti in comune, quali cioè sono le analogie, ma anche le differenze. Ciò viene fatto in modo da migliorare un modello e quindi guardiamo altrove cosa si fa, ad esempio guardiamo al modello americano per quanto riguarda il diritto commerciale e sfere del genere. Questo è l'aspetto fondamentale del diritto comparato.

Ritengo che lo studio della responsabilità per prodotti difettosi non può prescindere dall'analisi di queste due metodologie (diritto comunitario europeo e diritto comparato). Questo serve per scoprire le radici, le fonti storiche della responsabilità per danni da prodotti difettosi.

Analisi del diritto comunitario

Possiamo dire, analizzando soprattutto il diritto comunitario, che si ha l'impulso appunto del diritto sovrannazionale comunitario e poi si hanno impulsi che provengono anche dai singoli diritti nazionali tra i quali si può fare una comparazione orizzontale, cioè una comparazione tra stati. Sono stati presi a cuore i parametri di questa comparazione.

All'inizio i comparatisti hanno guardato alle singole normative, cioè ai singoli testi legislativi degli stati senza dare tanta importanza alla giurisprudenza. In un secondo momento si è pensato che sia utile leggere le normative dei singoli stati, però è utile dare un'occhiata anche alla giurisprudenza dato che analizzando la normativa non si traggono molte informazioni; talvolta è stato ritenuto utile addirittura dare un'occhiata ai vari contesti socio-economici degli stati. Questa è la comparazione orizzontale tra i singoli stati.

Prodotti difettosi e armonizzazione

I prodotti difettosi sono comunque una parte ridotta della responsabilità civile armonizzata perché è evidente che sia a livello sovrannazionale che nazionale ci sono altre forme di responsabilità civile che sono state armonizzate (responsabilità civile per le auto, per le sostanze pericolose; l'aviazione civile è stata armonizzata sia a livello sovrannazionale che nazionale).

Importante sul danno ambientale è stata la direttiva 35/2004. È una fetta grossa sul piano della responsabilità civile e ancora, danni catastrofici, e ancora il danno nucleare: sono tutte sfere che sono state armonizzate.

Perché alcune sfere sono state armonizzate e altre no?

Per quali motivi queste sfere di responsabilità civile indicate sono state armonizzate e altre no? Come mai per esempio non c'è una responsabilità sovrannazionale per danno causato dagli animali domestici? Perché questo caso rientra nella sfera nazionale mentre altre materie come l'inquinamento, il trasporto sono elementi che interessano sia l'ordinamento nazionale che altri ordinamenti.

C'è un elemento di estraneità in queste materie proprio perché evocano la circolazione di materie ed anche la possibilità di un danno tra diverse frontiere, evocano la mobilità delle persone e degli oggetti. È per questo motivo che alcune forme di responsabilità civile non vengono armonizzate, proprio perché ad esempio la materia degli animali domestici viene regolata tranquillamente dal diritto nazionale non c'è bisogno di altre normative.

Evoluzione del commercio e responsabilità

Mentre in passato la produzione era soprattutto quella locale, oggi tutti i prodotti circolano e la catena di circolazione e di commercializzazione di conseguenza si è allargata notevolmente. Prima ad esempio c'era il singolo contadino che produceva il prodotto, ora invece c'è il produttore che si può trovare in qualsiasi parte del mondo. Basti pensare che un prodotto Made in China arriva tranquillamente in Italia e ciò attraverso due attori: l'imprenditore che si occupa dell'importazione e poi vi è il distributore il quale, una volta arrivato il prodotto dalla Cina all'Italia, si occuperà di distribuirlo nelle varie città. Inoltre vi è anche il dettagliante, cioè colui che provvederà a vendere il prodotto al consumatore finale.

Danni da prodotti difettosi

Per quanto riguarda i danni che eventualmente può provocare un prodotto difettoso non è bastato l'articolo 2043 del codice civile, il quale è basato sul fatto illecito e sulla colpa soggettiva. Poi vi è l'articolo 2050 che riguarda la responsabilità per attività pericolosa (ad esempio la produzione di sigarette). È stato ritenuto che questi due articoli non sono in grado di risarcire i danni causati al soggetto che ad esempio ha bevuto un succo di ananas scaduto da tanto tempo. L'articolo 2050 aiuta solo il danneggiato sul versante dell'onere della prova. Il motivo principale per cui tali norme non sono in grado di risarcire quel soggetto è perché non è sempre facile individuare il soggetto, e cioè il danneggiante al quale si vuole fare causa.

Negli anni negli Stati Uniti si è cercato di risolvere questo problema con una riforma sociale che toccava questo paese: siamo in America in epoca Hippy, dove c'era un forte movimento femminista e quindi c'erano dei militanti i quali ritenevano dinnanzi a danni di massa che la causa era dovuta ai prodotti, soprattutto ai farmaci. Da ricordare è Ralf Nader, il quale prendendo la situazione sul serio iniziò a promuovere la situazione dei danneggiati da prodotti dicendo che il sistema della responsabilità civile per colpa che conosceva gli Stati Uniti all'epoca non bastava più.

Successivamente Kennedy fece un commento dicendo: "Tutti siamo consumatori", quindi era uno status che tutti avevano. Questa idea è stata ripresa in un programma della comunità europea del quando in un documento si era dichiarato che la sicurezza dei prodotti era un diritto fondamentale dei consumatori.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato Comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università della Sicilia Centrale "KORE" di Enna o del prof Gaggia Fausto.
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