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13 03 2007.

RESPONSABILITA’ PER DANNI DA PRODOTTI DIFETTOSI IN PROSPETTIVA COMUNITARIA E

COMPARATA.

COSA SIGNIFICA QUESTO TITOLO? PER QUALE MOTIVO NON SI PUO’ PARLARE DI

RESPONSABILITA’ COMUNITARIA? E PER QUALE MOTIVO NON E’ OPPORTUNO PARLARE DI

RESPONSABILITA’ COMPARATA?

Ho scelto di fare il matrimonio concettuale tra questi due concetti perché la responsabilità civile è una materia che si

presta all‟armonizzazione, ora vedremo per quali motivi alcune sfere della responsabilità sono state armonizzate,alcune

lo sono in parte e altre no, comunque c‟è la tendenza ad armonizzare la responsabilità civile, come alcune aree ad

esempio come la responsabilità per danni da prodotti.

Quanto all‟aspetto comparato se concettualmente vediamo un unione europea nel senso del diritto sovrannazionale

esiste una responsabilità sovrannazionale ma esiste anche quella nazionale, c‟è una quindi dinamica verticale tra le due.

Quando mi riferisco al diritto comparato la comparazione si fa prendendo A e B e si vede quali sono i punti in comune

quali cioè sono le analogie ma anche le differenze ciò viene fatto in modo da migliorare un modello e quindi

guardiamo altrove cosa si fa, ad esempio guardiamo al modello americano per quanto riguarda il diritto commerciale e

sfere del genere = questo è l‟aspetto fondamentale del diritto comparato, ma ritengo che lo studio della responsabilità

per prodotti difettosi non può prescindere dall‟analisi dall‟analisi di queste due metodologie ( metodologie: diritto

comunitario europeo e diritto comparato). Questo serve per scoprire le radici, le fonti storiche della responsabilità per

danni da prodotti difettosi.

Possiamo dire, analizzando soprattutto il diritto comunitario che si ha l‟impulso appunto del diritto sovrannazionale

comunitario e poi si hanno impulsi che provengono anche dai singoli diritti nazionali tra i quali si può fare una

comparazione orizzontale, cioè una comparazione tra stati: sono stati presi a cuore i parametri di questa comparazione,

all‟inizio i comparatisti hanno guardato alle singole normative cioè ai singoli testi legislativi degli stati senza dare tanta

importanza alla giurisprudenza. In un secondo momento si è pensato che è si utile leggere le normative dei singoli stati

però è utile dare un occhiata anche alla giurisprudenza dato che analizzando la normativa non si traggono molte

informazioni; tal volta è stato ritenuto utile addirittura dare un‟ occhiata ai vari contesti socio-economici degli stati- è

questa la comparazione orizzontale tra i singoli stati.

I prodotti difettosi sono comunque una parte ridotta della responsabilità civile armonizzata perché è evidente che sia a

livello sovrannazionale che nazionale ci sono altre forma di responsabilità civile che sono state armonizzate

(responsabilità civile per le auto, per le sostanze pericolose ;aviazione civile è stata armonizzata sia a livello

sovranazionale che nazionale. Importante sul danno ambientale è stata la direttiva 35/2004 è una fetta grossa sul piano

della responsabilità civile e ancora , danni catastrofici, e ancora il danno nucleare: sono tutte sfere che sono state

armonizzate- Per quali motivi queste sfere di responsabilità civile indicate sono state armonizzate e altre no? Come mai

per esempio non c‟è una responsabilità sovrannazionale per danno causato dagli animali domestici? perchè questo

caso rientra nella sfera nazionale mentre altre materie come l‟inquinamento, il trasporto sono elementi che interessano

sia l‟ordinamento nazionale che altri ordinamenti. C‟è un elemento di estraneità in queste materie proprio perché

evocano la circolazione di materie ed anche la possibilità di un danno tra diverse frontiere evocano la mobilità delle

persone e degli oggetti è per questo motivo che alcune forme di responsabilità civile non vengono armonizzate (

proprio perché ad esempio la materia degli animali domestici viene regolata tranquillamente dal diritto nazionale non

c‟è bisogno di altre normative).

Mentre in passato la produzione era soprattutto quella locale, oggi tutti i prodotti circolano e la catena di circolazione e

di commercializzazione di conseguenza si è allargata notevolmente. prima ad esempio c‟era il singolo contadino che

produceva il prodotto ora invece c‟è il produttore che si può trovare in qualsiasi parte del mondo basti pensare che un

prodotto Made in China arriva tranquillamente in Italia e ciò attraverso due attori l’imprenditore che si occupa

dell‟importazione e poi vi è il distributore il quale, una volta arrivato il prodotto dalla Cina all‟Italia si occuperà di

distribuirlo nelle varie città, inoltre vi è anche il dettagliante cioè colui che provvederà a vendere il prodotto al

consumatore finale.

( vedi pag 377ss del materiale)Per quanto riguarda i danni che eventualmente può provocare un prodotto difettoso non

è bastato l‟articolo 2043cc il quale è basato sul fatto illecito e sulla colpa soggettiva. Poi vi è l‟articolo 2050 che

riguarda la responsabilità per attività pericolosa ( ad esempio la produzione di sigarette) è stato ritenuto che questi

due articoli non sono in grado di risarcire i danni causati al soggetto che ad esempio ha bevuto un succo di ananas

scaduto da tanto tempo. L‟articolo 2050 aiuta solo il danneggiato sul versante dell‟onere della prova . Il motivo

principale per cui tali norme non sono in grado di risarcire quel soggetto è perché non è sempre facile individuare il

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soggetto e cioè il danneggiante al quale si vuole fare causa. Negli anni negli stati uniti si è cercato di risolvere

questo problema con una riforma sociale che toccava questo paese: siamo in America in epoca HIPPY dove c‟era un

forte movimento femminista e quindi c‟erano dei militanti i quali ritenevano dinnanzi a danni di massa che la causa

era dovuta ai prodotti soprattutto ai farmaci. Da ricordare è Ralf Nader il quale prendendo la situazione sul serio iniziò

a promuovere la situazione dei danneggiati da prodotti dicendo che il sistema della RESPONSABILITA‟ civile Per

Colpa che conosceva gli stati uniti all‟epoca non bastava più . Successivamente Kennedy fece un commento dicendo

Tutti siamo consumatori”, quindi era uno status che tutti avevano. Questa idea è stata ripresa in un programma della

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comunità europea del quando in un documento si era dichiarato che la sicurezza dei prodotti era un diritto

fondamentale dei consumatori. In realtà questo argomento non è stato mai ripreso da nessuna normativa.

Negli stati uniti accaddè che alcuni studiosi hanno iniziato a pensare che l‟armonizzazione per danni da prodotti fosse

una buona idea anche perché tale elemento si ritrova in tutte le sfere del diritto che andavano armonizzate in qualche

modo. Man mano ci si è chiesti come conciliare le varie tradizioni normative diverse e alla fine questi studiosi hanno

cominciato a volere esporre il diritto.

I RESTATEMENTS ON TORT LAW

Restatement Vuol dire Raccolta, interpretazione, riformulare, scoprire il denominatore comune. Quindi si è detto

troviamo il denominatore comune a tutte queste legislazioni statali magari si riuscirà a ragionare e quindi a vedere il

diritto Americano come una grande area. Questa operazione viene posta in essere dai professori universitari americani (

3000 dotti) che riunendosi si occupano di leggere le normative dei vari stati con l‟obbiettivo di trovare i punti in

comune per armonizzarli. Questi studiosi sono raggruppati sotto un organismo che si chiama AMERICAN LAW

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INSTITUTE. i Questo organismo nel ha partorito il primo restatement sulla responsabilità per danno da prodotti che

integrano il diritto americano in due modi:

1) abbiamo un diritto americano creato dai giuristi americani studiosi

2) abbiamo un diritto comunitario creato dal parlamento e dal consiglio attraverso le direttive e i regolamenti. Le

direttive devono essere recepite dallo stato mentre i regolamenti sono direttamente applicabili.

Si può dire che tra restatemene direttive e regolamenti abbiamo un testo normativo certamente armonizzato.

Riprendendo il discorso dei restatemene nel 1965 viene prodotto il primo restatemene e a tal proposito bisogna

menzionare la sezione 402a del RESTATEMENT diceva ai lettori che quando un prodotto che risulterebbe difettoso

viene utilizzato da un soggetto creando situazioni di pericolo è necessario che quel soggetto faccia causa al

responsabile il quale dovrà risarcire il danno (il responsabile farà naturalmente parte della catena di produzione). Il

consiglio d‟europa in quel momento ha detto, recependo questa idea che sarebbe nata una direttiva la direttiva 1985 n

374 cee questa direttiva è stata promulgata in seguito ad un impulso mirato alla tutela dei consumatori in materia di

responsabilità per danni da prodotti difettosi.

“solo la responsabilità del produttore indipendente dalla sua colpa , costituisce un adeguata soluzione del problema

specifico di un epoca caratterizzata dal progresso tecnologico di una giusta attribuzione dei rischi inerenti alla

produzione tecnica e moderna.”

Tale direttiva riproduce il modello americano che materializzava l‟ipotesi dell‟internalizzazione dei costi ( Calabresi)

ford -pinto

Un esempio pratico è il caso del 1981. Tale esempio bene spiega l‟ipotesi dell‟internalizzazione dei

costi . Il problema nasce dal fatto che vi è una macchina che dalla famiglia GRIMSCA viene considerata difettosa.

Mentre la famiglia andava in autostrada a 40 km/h ci fù un tamponamento e siccome il serbatoio dell‟auto era troppo

vicino al paraurti impatto aveva portato il serbatoio a perdere benzina scatenando un incendio. Il risultato fù che un

soggetto morì mentre un altro rimase ferito cosicché i soggetti fecero causa al produttore e cioè alla Ford. La Ford Pinto

faceva parte della categoria delle auto utilitarie tant‟è vero che costava poco. La ford tra l‟altro conosceva il difetto del

serbatoio. Al momento della produzione dell‟auto la stessa ford poteva o lasciare tutto così cioè mettendo sul mercato

un auto difettosa oppure poteva al momento della costruzione risolvere il problema. Ovviamente il costo dell‟auto se

fosse avvenuta la modifica sarebbe lievitato. Tra le due ipotesi la ford sceglie la prima e cioè mette sul mercato

consapevolmente un prodotto dofettoso. Alla fine la ford viene condannata ad un mega risarcimento dei danni.

L‟internalizzazione dei costi consiste nel fatto che il produttore nel prezzo del suo prodotto calcola il prezzo anche

dell‟eventuale risarcimento.

SINDELL

Altro caso è il caso nato nell‟ambito dei farmaci. Di un farmaco in particolare non era stata accertata

la sicurezza, il prodotto infatti una volta assunto da una donna incinta avrebbe causato problemi di fertilità al suo feto

una volta che questo sarebbe divenuto adulto. Si trattava di un medicinale largamente usato e di tipo generico cioè

commercializzato da diverse case farmaceutiche. Le donne danneggiate vollero fare causa ma non sapevano a chi

indirizzare il ricorso. A tal proposito un noto professore americano george prist con alcuni elementi aveva inventato la

teoria della responsabilità d‟impresa la quale ci diceva , riprendendo la teoria dell‟internalizzazione dei costi che se

non conosciamo i soggetti responsabili di quel danno è pur vero che questo farmaco è prodotto solo da alcune case

farmaceutiche cosi il costo del risarcimento andrebbe diviso fra tutti coloro i quali producono questo medicinale. Questa

soluzione fù l‟unica e non ebbe altri riscontri pratici.

La direttiva dell‟85 ha ripreso quello che era stato detto negli stati uniti ove si diceva che il danneggiato deve provare il

danno, il difetto e la connessione causale tra difetto e danno.

LA CREAZIONE DEL MERCATO INTERNO

( vedi primo considerando pagina 1 del materiale della prima parte)

A tal proposito bisogna menzionare l‟articolo 2 del trattato CE il quale ci dice che dopo la seconda guerra mondiale

risulterebbe che la pace tra le diverse nazioni potrebbe essere assicurata tramite l‟instaurazione di un mercato comune di

un unione economica e monetaria. La base di tutto è l‟economia di mercato e inoltre la creazione del mercato interno.

La nostra materia e cioè i danni derivanti da prodotti difettosi è legata allo scambio commerciale, non si può parlare di

risarcimento dei danni da prodotti senza parlare di sicurezza dei prodotti

USA/CE

Si cerca un denominatore comune tra i vari stati.

Dallo schema si comprende che ci sono legislazioni più generose per le vittime cioè danno più protezione ai

consumatori, questo potrebbe portare gli imprenditori a spostarsi altrove cioè in paesi in cui le legislazioni offrano una

minore protezione ai consumatori. Ad esempio un soggetto imprenditore non andrà mai in Francia perché il

risarcimento è garantito a tutti gli effetti al consumatore quindi tanto vale se ne va in Bulgaria dove invece il fenomeno

è meno accentuato e quindi sta più al sicuro. Quindi il primo considerando ci dice proprio questo e cioè bisogna stabilire

delle condizioni che saranno le stesse per gli imprenditori in tutti i paesi cosicché questi ultimi non si porranno mai il

problema di sapere se devono andare Inghilterra dove sono meno esposti o se non devono venire in italia perché qui il

consumerismo è spinto e quindi si troverebbero con troppi danni da pagare. questo è il fondamento della direttiva

Vedi OBIETTIVO 1) DALLE FOTOCOPIE DEL NEGOZIO.

L‟obbiettivo è quello di rendere il panorama tutto uguale, prevedibile per chi importa e per chi esporta ci sarebbe cioè

maggiore certezza del diritto.

LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI

ARTICOLO 28 sono vietate fra gli stati membri le restrinzioni quantitative alle importazione nonché qualsiasi misura di

effetto equivalente.

ARTICOLO 29 sono vietate tra gli stati membri le restrinzioni quantitative alle esportazioni nonché qualsiasi misura di

effetto equivalente.

È considerata restrizione o misura di effetto equivalente qualsiasi divieto di importazione in assoluto o in una certa

quantità di merce ad esempio non può accadere che la legislazione italiana preveda che non si possano importare in

Italia più di tre bottiglie di vino dalla Francia.


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luca d.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato Comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Kore Enna - Unikore o del prof Gaggia Fausto.

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