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se un’azionista entra in assemblea può esprimere un massimo di voti inferiori alle possibilità. Il

tetto massimo non resta se vendo l’azione. Voto scaglionato vuol dire un voto ogni tot azioni ( ad

esempio fino al 5 % del capitale posseduto spetta un voto ecc.)questo dimostra che avere la

maggioranza delle azioni non vuol dire avere il controllo della società. Siccome il tetto massimo e

il voto scaglionato sono dipendenti da circostanze soggettive individuali, non danno vita a

categoria di azioni non a voto pieno perchè potrebbero incidere su tutte le azioni. Quindi queste

azioni non vengono contate nel calcolo del 50 %. Se però il tetto viene applicato solo a talune

azioni costituiscono categoria e vengono conteggiate nel 50%.

Così come lo statuto può modellare il diritto di voto verso l'alto o verso il basso, non è possibile allo

stesso modo modellare il diritto di opzione perchè questo sorge in occasione di ciascuna delibera

di aumento a pagamento del capitale sociale quindi non può essere escluso in maniera generale e

astratta dallo statuto, ma viene di volta in volta definito dall'assemblea anche perchè per escluderlo

sono necessarie delle motivazioni valide. Diverso è il diritto di recesso che può prevedere

deroghe statutarie in caso ad esempio di fusione o scissione.

Esistono quindi deroghe al voto, deroghe al recesso, non esistono deroghe al diritto di opzione ,

ma esistono categorie di azioni con diritti patrimoniali diversi. Siamo nell'art 2350 e 2348 vi sono

azioni con privilegio sugli utili: di preferenza, ovvero chi ottiene questa categoria ha diritto a

recepire una maggiorazione del dividendo, di priorità(la categoria z ha diritto a partecipare alla

distribuzione degli utili prima delle altre categorie), entrambi e altri privilegi come la distribuzione

automatica del dividendo per esempio sulla base di soglie raggiunte, oppure la possibilità che

vengano distribuite le riserve in mancanza di utili. Preferenza e priorità possono sembrare

sinonimi in realtà non è così. Diritto di priorità significa che un certo tipo di azioni parteciperà agli

utili prima degli altri. Anche qualora l’assemblea decidesse di non distribuire, le azioni con questo

diritto devono cmq ricevere la loro parte. La preferenza invece afferma che io posso avere

qualcosa in più rispetto agli altri. Privilegio sulle perdite: diritto favorevole a sopportare le perdite,

se le perdite hanno colpito solo una categoria devo poi fare in modo di fargli recuperare i soldi e

quindi privilegio di sopportare le perdite prima degli altri oppure un altro modo è prima rimborso

una categoria poi un’altra in caso di perdite. Fintanto che non ci sono le perdite le azioni con

privilegi alle perdite sono completamente uguali alle altre. Postergazione (incidenza residuale nel

caso di riduzione del capitale per perdite)quindi con la postergazione la categoria in esame viene

colpita sono alla fine in modo totale cioè quando le altre riserve finiscono oppure parziale quando

le altre raggiungono un certo livello. Oppure può accadere che si stabilisca che una certa categoria

venga colpita solo fino ad un certo livello. privilegio sulle riserve: (tranne riserve legali), quindi solo

su riserve disponibili cioè non le riserve azioni proprie. La statutaria è indisponibile, ma a differenza

della legale si può modificare. Il fondo sovrapprezzazione non può essere distribuito fino a che la

legale non è arrivata ad 1/5 del capitale sociale, ma è comunque disponibile. Quindi In ordine

azioni proprie, statutaria e legale.

Creazione di azioni a voto plurimo

Se l’introduzione della clausola statutaria che prevede la possibilità di emettere azioni avviene

dopo la costituzione:

- per società già iscritte al 31 agosto 2014, vale il quorum deliberativo di assemblea

straordinaria rafforzato: almeno i 2/3 del capitale deve essere rappresentato anche in

prima convocazione

- diritto di recesso per soci assenti o dissenzienti

- irrilevanza voto plurimo su diritti il cui esercizio richiede determinate aliquote di capitale

siccome vanno a sfavore dei possessri di azioni ordinaria bisogna fare attenzione alle

norme.

Se creo oggi una società non ci sono problemi perché lo statuto conterrà le varie norme. Se

aumento il capitale, la decisione spetta ai quorum rafforzati cioè anche in prima

convocazione deve essere rappresentato i 2/3 del capitale. Comunque i soci hanno diritto

al recesso, quindi se un socio non vuole riconoscere queste azioni può farlo perché ne ha il

diritto.

Se abbiamo aumento di capitale, e questo è offerto in opzione, lo è per tutti i soci anche

quelli con voto già plurimo, ma se questo non è offerto in opzione, è offerto solo ad un

gruppo ristretto di soci.

Per emettere le azioni con voto plurimo si può ricorrere anche a conversione, cioè converto

la metà delle azioni ordinarie in azioni a voto plurimo. Questa operazione deve essere

approvata da tutti i soci per evitare l’abuso della maggioranza. Perché verrebbe introdotto

categoria di azioni.

1. Creo oggi società, nessun problema

1. Inserisco oggi una clausola oppure aumento capitale senza diritto di opzione,

quorum e recesso

2. Faccio conversione, ho bisogno dell’unanimità

AZIONI CORRELATE ART 2350

Si tratta di azioni fornite di diritti patrimoniali correlati ai risultati dell’attività sociale in un

determinato settore emesse al di fuori dei casi di istituzione di patrimoni destinati alla realizzazione

di un affare ( 2447). Lo statuto stabilisce i criteri di imputazione al settore di costi e ricavi e le

modalità di rendicontazione, i diritti attribuiti e le eventuali condizioni e modalità di conversione in

azioni di altra categoria. Sono un strumento di segmentazione dell’attività di impresa conseguente

a diversificazione produttiva, alternativo a scissione, costituzione di società controllata, istituzione

di patrimonio destinato.

Vantaggi: semplificazione, la separazione del settore rileva sul piano nn reale ma contabile,

elimanbilità o convertibilità azioni in caso di cessazione o trasferimento del business in oggetto.

Rischi: maggiore volatilità, no vincoli di destinazione di risorse e minor grado di certezza nella

contabilità divisionale:

Lo statuto stabilisce i criteri di imputazione al settore di costi, ricavi e rendicontazione. Nonostante

il bilancio della società resti unico, si rende necessaria la tenuta di conti divisionali di settore come

base di calcolo per la ripartizione del risultato d’esercizio e strumento di regolazione nel rapporto

tra i soci (imputazione costi comuni, registrazione di costi e ricavi, crediti e debiti del settore

generati da scambi con la gestione generale, nei conti divisionali concorrono a determinare il

risultato del settore, ma del bilancio di essi non si tiene conto. La rilevanza della separazione è

esclusivamente interna e quindi non soggetta ad obbligo di legge di pubblicazione.

Dal pdv patrimoniale, come tutte le azioni anche le correlate partecipano sempre al capitale

unitario e non al settore. L’ancoraggio al settore riguarda solo la particolare modalità di

remunerazione cioè di partecipazione ad utili e perdite. La remunerazione dipende dall’andamento

del settore, ma la remunerazione delle azioni non correlate non è insensibile ai risultati delle

gestioni non correlate.

CRITERI DI RIPARTIZIONE DEL RISULTATO DELL’ESERCIZIO

I suddetti criteri sono rimessi allo statuto nel rispetto di alcuni vincoli:

1. La remunerazione delle azioni correlata è sempre subordinata alla realizzazione di un

complessivo risultato positivo

1. Rispetto di divieto di patto leonino

2. Il meccanismo di ripartizione deve riflettere il contributo di ciascun settore al risultato

complessivo senza sacificare alcuna cateogoria di azioni

3. L’utile va ripartito stabilendo un rapporto proprorzionale tra il possesso diretto e indiretto

del settore da parte delle azioni correlate e cioè

• In caso di perdite incidenti sul capitale lo statuto può prevedre la riduzione del

capitale per classi

• In caso di perdite non incidenti sul capitale lo statuto può prevedere che le azioni

del settore generatore delle perdite non ricevano utili sino al successivo pareggio

rispetto alle altre classi.

• In caso di scissione totale o parziale il progetto di scissione può adottare criteri di

assegnazione delle azioni delle società beneficiarie non proporzionale .

Dal pdv amministrativo l’unicità del patrimonio sociale e l’assenza di vincoli di destinazione delle

risorse acquisite con l’amissione al finanziamento del settore determina conflitto fra azionisti

correlati e non. Il conflitto può essere contrastato sul piano statutario con ripartizione efficace di

utili e perdite, ma anche graduando opportunamente i diritti amministrativi di voto e cioè da nessun

voto a voto correlato al valore dell’attività a voto pieno che è quello di default.

AUMENTO DI CAPITALE

Il capitale sociale non deve essere superiore al valore complessivo dei conferimenti e deve

essere pari ad almeno 50 000 euro per le spa.

Il capitale sottoscritto è quanto i soci si impegnano a versare in sede di aumento di capitale a

pagamento. Si trova nel passivo. La parte non ancora liberata si trova nell'attivo alla voce crediti.

Il capitale versato è quanto è stato già conferito. Le azioni conferite già in toto vengono definite

liberate.

Il capitale esistente indica quanto resta del capitale se questo è eroso dalle perdite.

Il capitale deliberato è quanto si vorrebbe ottenere come capitale sottoscritto quando si pattuisce

l'aumento

Il capitale autorizzato indica ciò che è possibile raccogliere.

L'aumento di capitale può essere:

1. REALE, a pagamento: esistono diversi tipi per tipo di conferimento, per tempi di

esecuzione e per la presenza o meno del diritto di opzione. Ha funzione di rafforzamento

del patrimonio quantitativo con nuovi conferimenti. Si verifica con l'apporto di nuovi

conferimenti. Qui il patrimonio contabile netto aumenta. Le azioni vengono offerte in

opzione ai soci e agli obbligazionisti convertibili salvo eccezioni di esclusione diritto di

opzione.

2. GRATUITO, nominale. L'IMPORTO DEL CAPITALE CRESCE, MA NON C'è INGRESSO DI

NUOVE RISORSE. NON SI Può CREARE NUOVA CATEGORIA. In questo caso il capitale

viene aumentato spostando risorse dalle riserve al capitale sociale. Le azioni che vi

corrispondono vengono distribuite ai soci in proporzione a quelle che già hanno oppure

vengono aumentati i valori nominali delle azioni già in circolazione. E' possibile distribuire

queste azioni anche ai dipendenti, ma mai a terzi. Ha funzione di autofinanziamento e

promozionale.

L'aumento gratuito può essere deliberato, ma non eseguito sino a che le azioni precedentemente

emesse non siano del tutto liberate. Altrimenti risulterebbero molti crediti e poco patrimonio netto.

Lo stesso vale per il reale.

3. MISTO. MESCOLA IL NORMALE E IL GRATUITO. GRATIFICA PER GLI AZIONISTI

- a pagamento e gratuito ( ad un'operazione di emissione gratuita di azioni se ne accompagna una

a pagamento per incentivare il pagamento)

- a pagamento con diversi tipi di conferimento (ad un aumento in denaro se ne affianca un altro

con altra natura.) questo è possibile solo se l'aumento gratuito precede quello a pagamento. Infatti,

poiché nell'aumento gratuito la base di calcolo per l'assegnazione delle azioni comprenderebbe

necessariamente le azioni a pagamento in precedenza emesse, l'assegnazione delle azioni di fatto

non avverrebbe gratuitamente perchè postulerebbe la preventiva esecuzione dell'aumento a

pagamento e quindi il preventivo ulteriore conferimento dei soci.

AUMENTO DEL CAPITALE A PAGAMENTO

AUMENTI DI CAPITALE A PAGAMENTO in base all'oggetto del conferimento

in denaro: bisogna versare subito il 25% del valore dell'azione e il sovraprezzo

– natura diversa: fare stima.

AUMENTO CON COMPENSAZIONE

Si tratta di un aumento di capitale fatto con versamenti già effettuati dai soci in forma di debito,

finanziamenti . In questo caso si tratta di un aumento in denaro che viene liberato dal socio

mediante compensazione del debito con il preesistente credito vantato dalla scoietà. Sposto la

cifra dal debito al patrimonio.

AUMENTO DI CAPITALE CON RINUNCIA AL CREDITO E AUMENTO CON UTILIZZO DI

VERSAMENTI A FONDO PERDUTO

La rinuncia al credito rientra negli aumenti gratuiti di capitale: quando si rinuncia al credito, in

assenza di perdite, questo va a finire come riserve disponibili quindi non va direttamente nel

capitale. Perchè vada nel capitale è necessaria una ulteriore delibera dell'assemblea.

I versamenti dei soci non imputati a capitale e senza diritto alla restituzione, formano riserve

imputabili a capitale sociale e anche in questo caso l'aumento è gratuito. Con un'eccezione:

versamenti rappresentativi di un'anticipata sottoscrizione di un futuro aumento di capitale. Sarebbe

aumento a pagamento con compensazione di credito.

In base ai tempi di esecuzione

-esecuzione immediata: alla fase di delibera segue in breve tempo fase di offerta e sottoscrizione

di azioni e si conclude in fretta.

-esecuzione differita: consente alla società di diluire nel tempo l'assorbimento di aumenti di volumi

e all'investitore di rinviare le decisioni :

1. delibera di aumento e se in presenza di diritto d'opzione il periodo di offerta può essere

prolungato, sennò è fissato in anticipo.

2. In alternativa uso obbligazioni convertibili o con warrant

3. aumento misto: il socio ha due possibilità: o sottoscrivere immediatamente le azioni o

sottoscrivere tra x le anni le azioni. Altrimenti c'è il metodo cumulativo.

AUMENTI DI CAPITALE A PAGAMENTO CON E SENZA DIRITTO DI OPZIONE

Siamo negli aumenti a pagamento con denaro immediati o differiti, in questo caso il diritto di

opzione spetta agli azionisti di qualunque categoria e ai possessori di obbligazioni convertibili e

spetta sulle nuove azioni di qualunque categoria e sulle nuove obbligazioni convertibili.

Il diritto di opzione non spetta quando il conferimento non è a pagamento ma in natura o crediti.

Il diritto di opzione può essere escluso e limitato in 3 casi:

1. nei limiti del 10% del capitale in società quotate

2. quando l'interesse della società lo esige

3. offerta ai dipendenti

La limitazione può essere che non ho diritto di opzione su tutte le azioni oppure che non tutti gli

aventi diritto hanno opzione.

Quando non c'è il diritto di opzione è necessario il sovraprezzo! ( tranne se offerta ai dipendenti)

AUMENTI CON DIRITTO DI OPZIONE

oltre ai soggetti già indicati, l'opzione spetta anche ai possessori di obbligazioni con warrant di

sottoscrizione, ma non a quelli che hanno solo il warrant.

Mentre, in assenza del diritto di opzione il sovraprezzo è necessario, se il diritto di opzione è

presente, il sovraprezzo è facoltativo.

Il presupposto per il diritto di opzione non è la delibera di un aumento di capitale, ma la

pubblicazione dell'offerta in opzione. Per le quotate è necessaria la pubblicazione anche sul

prospetto informativo. Il periodo minimo per le spa di esercizio del diritto di opzione è di 15 gg. Il

diritto di opzione è trasferibile e monetizzabile.

AUMENTI SENZA DIRITTO DI OPZIONE

Intanto serve adeuguata mtoivazione :

possibilità di accedere grazie al nuovo azionariato a mercati commerciali di interesse per la

– società

esigenza di reperire in breve tempo ingenti risorse

– riduzione indebitamento

– razionalizzazione e riorganizzazione dell'impresa

– allargamento base azionaria e accesso a quotazione

Ovviamente è indispensabile il sovraprezzo. Questo è inserito allo scopo di tutelare i vecchi soci e

il loro patrimonio. Infatti potrebbe succedere che il valore nominale della società sia inferiore al

valore reale perchè magari ci sono riserve. In questo caso i terzi che entrano avrebbero azioni

pagate poco ma che valgono molto di più.

Come si determina il sovraprezzo?

Il valore nominale è il limite minimo. Non è riferito al patrimonio contabile, ma quello effettivo.

Quello contabile è solo una base di partenza. Necessità di situazione contabile infrannuale ed è

felssibile nella proporzione. Per quanto riguarda le società quotate, bisogna tenere conto del valore

delle quotazioni dell'ultimo semestre. Quindi di base si usa sempre il valore del patrimonio netto

con eventuali correzioni al rialzo o al ribasso in base all'osservazione dei prezzi dell'ultimo

semestre. Anche qui non serve rigida proporzione, ma bisogna specificare quanto ha pesato il pn e

quanto il prezzo.

Il prezzo di emissione deve essere stabilito in sede di assemblea in modo puntuale e definitivo

oppure si parte da un minimo e si modifica?

I meccanismi di prezzo aperto sono ammissibili e molto usati dalle quotate. Negli aggiustamenti

bisogna tener conto dei risultati, delle prospettive di sviluppo, delle condizioni del mercato

mobiliare, dell'interesse che hanno per la società, della quantità della domanda ricevuta.

AUMENTO DEL CAPITALE CON ESCLUSIONE C.D. SEMPLIFICATA DEL DIRITTO DI OPZIONE

NELLE SOCIETà QUOTATE

Nelle società con azioni quotate in mercati regolamentati, lo statuo può escludere il diritto di

opzione nei limiti del 10 % del capitale sociale preesistente a condizione che il prezzo di emissione

corrisponda al valore di mercato delle azioni e ciò sia confermato in apposita relazione di un

revisore legale o di una società di revisione legale.

Si tratta di un'esclusione semplificata fatta perchè:

1. L'offerta in opzione ostacolerebbe ricapitalizzazioni efficienti. Questa vorrebbe dire infatti

estendere il periodo dell'offerta ad almeno 15 gg questo espone a rischio di volatilità.

2. L'esclusione classica è un procedimento lungo e complesso

con l'utilizzo della modalità semplificata :

dal pdv amministrativo si sacrifica solo il 10 % del capitale

– dal pdv patrimoniale si ha il sovraprezzo

benefici per la società:

non vengono richiesti sconti sul prezzo dell'offerta poiché il prezzo di emissione deve

– corrispondere al valore di mercato delle azioni.

consente collocamenti anche privati

– semplifica il procedimento ( mentre per le non quotate serve relazione degli amministratori

– e dei revisori e la definizione del sovraprezzo, qui non servono tutte le motivazioni nel

dettaglio e il prezzo è quello di mercato)

Per le società quotate la perdita di potere amminsitrativo in seguito a esclusione del diritto di

opzione non è grave perchè già hanno poco potere amministrativo i soci. Il patrmioniale viene

slavagaurdato con il prezzo di mercato.

DEFINIZIONE DEL PREZZO

Siccome abbiamo detto che il prezzo deve corrispondere al prezzo di mercato, ma non esiste un

prezzo di mercato ma diversi è necessario calcolarne la media. Poi siccome il prezzo di emissione


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale e management
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marie Therese di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale progredito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bocconi - Unibocconi o del prof Balzarini Paola.

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