Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

 Art. 2476 (= 2261 controllo dei soci in soc. pers.): il controllo è tipicamente esercitato in modo

individuale dal singolo socio che non partecipa all’amministrazione, essi hanno diritto ad avere dagli

amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali, diritto di consultare i libri sociali (che non

sono solo i libri contabili, ma per es il libro delle adunanze e deliberazioni degli amm) e i documenti

relativi alla gestione.

 Per i soci di srl non vale il divieto di concorrenza che opera solo x gli amministratori. Quindi

questo articolo può portare a degli abusi: fino a che punto il socio può esercitare il suo diritto di

controllo? Trib. Bologna 6/12/2006:

o Il diritto di consultazione comprende anche il diritto di fare copia dei documenti

o L’unico limite è quello che deriva dalla buona fede (1375) e non possono essere

formulate richieste che manifestano un carattere ingiustificatamente ripetitivo,

vessatorio, ostruzionistico.

o Gli amministratori non possono opporre al socio il diritto alla riservatezza dei dati

commerciali della società

 Art. 2477: all’atto costitutivo la previsione di un organo di controllo (anche con un solo membro) o di

un revisore con la determinazione delle competenze e dei poteri

 Di solito al sindaco attribuiti tutti i poteri di controllo, se viene affiancato da un soggetto terzo a

questo spetta il controllo contabile

 Obbligo di nominare organo di controllo se:

o Il CS è superiore a 120.000€

o La società è tenuta al bilancio consolidato

o Controlla una società tenuta alla revisione legale dei conti

o Se per due esercizi consecutivi supera due dei limiti del 2435-bis

4) STRUMENTI DI TUTELA DEI SOCI

Fisiologici (durante la vita normale della società, voice ed exit) ≠ Patologici (in presenza di abusi o

irregolarità, voice ed exit con autorità giudiziaria)

GLI STRUMENTI DI TUTELA FISIOLOGICI

 Potere di voice: potere di far sentire la propria voce e di influenzare le decisioni societarie. Spetta ad

ogni socio ma in modo diverso fra soci di minoranza e maggioranza. Nelle società di persone è più forte

per ognuno data l’applicazione generale della regola dell’unanimità.

 Nelle srl è più forte perché le competenze assembleari sono molto estese, soprattutto per

quanto riguarda i principali atti societari (2479)

 Nelle spa è molto limitato perché sono limitate le competenze assembleari, specialmente nel

sistema dualistico

 Potere di exit: possibilità di sciogliersi dal rapporto sociale e uscire dalla società. Si può realizzare con

la vendita della partecipazione (sempre possibile nelle società quotate, più difficile nelle spa chiuse e

nelle srl, dove non esiste un mercato delle quote) o con il recesso. Nelle società di persone tutelato

fortemente perché il socio ha responsabilità illimitata e deve poter disimpegnarsi, l’art. 2285 stabilisce i

casi di recesso (atto cost, giusta causa, tempo indeterminato società o vita del socio). 9

Il recesso nelle società di capitali:

 Prima della riforma non era valorizzato, molto limitati i casi di esercizio e non possibile autonomia

statutaria. Inoltre erano previsti criteri di valutazione della partecipazione svantaggiosi, veniva

utilizzato il valore di bilancio (che principalmente non tiene conto delle prospettive societarie)

 Dopo la riforma del 2003 il recesso è strumento importante di tutela del socio di minoranza (può

anche essere visto come strumento di pressione verso la maggioranza). Estensione dei casi e

autonomia statutaria. I criteri di valutazione ancorano il valore di rimborso al valore reale.

 Aspetti negativi del recesso per la società: è obbligata al rimborso utilizzando le proprie risorse, e nel

caso anche intaccando il CS danneggiando società, creditori e soci. Con riforma strumenti x attenuare:

o Se l’assemblea assume una decisione che implica il diritto di recesso (es modifica dell’oggetto

sociale), entro 90gg può decidere di revocare la delibera e il diritto di recesso perde di

efficacia. In questo senso è considerato strumento di pressione

o Nel caso in cui viene esercitato il diritto di recesso, prevista procedura di liquidazione: gli

amministratori devono offrire la partecipazione agli altri soci, se non sono interessati viene

offerta a terzi (l’obbligo di rimborso viene spostato su altri soggetti). Se nessuno è interessato

l’obbliga di rimborso torna in capo alla società che deve usare prima le riserve disponibili e gli

utili distribuibili, e solo in mancanza intaccare il CS con riduzione, ma in tal caso diritto di

opposizione dei creditori sociali. Se l’opposizione è accolta dall’autorità giudiziaria la società si

scioglie (in realtà i creditori non hanno interesse allo scioglimento ma solo a bloccare la

riduzione del CS)

Il recesso nella SPA

Previsione di casi di recesso inderogabili, derogabili e ulteriori casi previsti dallo statuto (solo per le spa non

quotate). Inoltre specifica modalità di esercizio del diritto di recesso (2437-bis). I criteri di valutazione della

partecipazione considerano la consistenza patrimoniale della società e le sue prospettive reddituali,

eventualmente anche valore di mercato. Complesso procedimento di liquidazione.

Il recesso nelle SRL

La fonte primaria per i casi di recesso è l’atto costitutivo e non la legge.

 Casi legali di recesso (2473) non previsti per la SPA, + tutela alla figura del socio e al mantenimento

dell’entità della partecipazione:

o Fusione o scissione; esclusione del diritto di opzione: non è detto che sia possibile mantenere

invariata la partecipazione, per cui tutela con diritto di exit

o Operazioni modificative dell’oggetto sociale

 Cause comuni alla SPA:

o Cambiamento dell’oggetto sociale; del tipo sociale; trasferimento della sede sociale all’estero;

revoca dello stato di liquidazione; eliminazione di una causa statutaria di recesso

o Società contratta a tempo indeterminato; società con clausola che prevede l’intrasferibilità

della quota o il mero godimento

 Per società a tempo determinato ma molto lungo? C.App. Trento 2006: il recesso

spetta al socio di SRL se ha durata molto lunga anche in relazione alla durata della vita.

Applicazione analogica del recesso in società di persone 10

 Termini e modalità per l’esercizio del recesso

 Spetta all’atto costitutivo fissarli (2473), ma in mancanza di previsione il Trib. Di trapani nel

2007 ha stabilito che è possibile applicazione analogica della disciplina SPA

 Criteri di valutazione

 Il rimborso deve avvenire in proporzione al patrimonio sociale e si deve tener conto del valore

di mercato

 ≠ SPA perché non è possibile derogare al criterio legale di determinazione. Il Trib. Di Milano

2007 afferma che è possibile farlo se il criterio è più vantaggioso per il socio recedente.

 Procedura di liquidazione

 Possibile revoca della deliberazione che lo legittima, il recesso perde efficacia

 Rimborso può avvenire mediante acquisto da parte dei soci della partecipazione del recedente

o da parte di un terzo individuato dai soci. Differenza con la SPA ove il terzo non è individuato

dai soci, ma dagli amministratori. Rimborso mediante riserve disponibili o, in mancanza,

riducendo capitale sociale. Diritto di opposizione dei creditori e scioglimento della società.

 Esclusione del socio: specifiche cause previste dallo statuto per giusta causa. Necessaria decisione dei

soci. Per il rimborso si applica la disciplina del recesso (ma non la riduzione del CS), per cui se la quota

non può essere rimborsata l’esclusione dovrà ritenersi priva di effetto.

GLI STRUMENTI DI TUTELA PATOLOGICI

Il potere di voice in questo caso implica un controllo giudiziario, e può assumere la forma di:

 Tutela reale: tutela invalidatoria, per ottenere una dichiarazione di invalidità di un atto posto in

essere. Tutela la legalità a discapito della certezza e della stabilità dell’azione societaria

 Tutela obbligatoria: l’atto resta valido ma è richiesto un risarcimento per il danno che ha prodotto.

È privilegiata dal legislatore, non influisce direttamente sull’attività sociale ma comporta esborso.

Nella SPA Potere di voice molto ampio, in alcuni casi però richiesto un quorum qualificato per il suo

esercizio, si offre uno strumento di tutela solo alla minoranza qualificata che si presume dotata di interessi

imprenditoriali.

 Tutela reale

 Deliberazioni assembleari: annullabili se contrarie alla legge o all’atto costitutivo o se assunte

in conflitto di interessi (2377); nulle solo per mancata convocazione, mancanza verbale,

oggetto impossibile o illecito. Nullità impugnabile da chiunque, annullabili solo dai soci che

hanno 5% (1 per mille quotate), gli altri hanno solo tutela obbligatoria

 Deliberazioni CDA: annullabili se contrarie alla legge o all’atto costitutivo o se lesive degli

interessi dei soci (2388) o se assunte in conflitto d’interessi (2391). Sono in caso di lesione di

diritti dei singoli soci legittimazione al singolo socio.

 Tutela obbligatoria

 Azione sociale di responsabilità (2392). Promossa dai soci in assemblea (maggioranza) o dai

soci che rappresentano almeno 1/5 CS (1/40 quotate). Anche dal collegio sindacale con 2/3.

 Azione individuale di responsabilità: da ciascun socio o terzo purchè ci sia atto doloso o

colposo che abbia determinato un danno diretto verso di lui.

 Azione dei creditori sociali: esercitabile quando gli amministratori abbiano violato le norme

relative alla conservazione dell’integrità PS e questo risulti insufficiente al soddisfacimento dei

loro crediti 11

 Art. 2409 denunzia al tribunale

 Se vi è fondato sospetto che gli amministratori abbiano compiuto gravi irregolarità che

possono arrecare danno alla società, i soci che rappresentano il decimo del CS (ventesimo nelle

quotate) possono denunciare i fatti al tribunale. Viene alleggerito onere della prova per cui è

sufficiente il fondato sospetto, dopodiché sarà il giudice a verificarne l’esistenza

 Il giudice convoca amministratori e sindaci, può ordinare ispezione e revocare amministratori e

sindaci. Può nominare amministratore giudiziario che può proporre azione di responsabilità

Business Judgment Rule (SPA)

Può un amministratore incorrere in responsabilità verso la società per aver sbagliato delle scelte di

gestione che determinano un danno? E fino a che punto l’autorità giudiziaria potrebbe sindacarne il

merito? Business Judgment Rule (dagli USA).

Gli amministratori nominati dai soci devono amministrare nell’interessi dei soci, che incorrono in costi

d’agenzia (agency costs), cioè quei costi per monitorare il comportamento di chi gestisce da parte di chi

investe. Nella SPA italiana ci sono costi d’agenzia sia da soci verso amministratori, sia da soci di minoranza

verso soci di maggioranza.

Come si fa a indurre gli amm a gestire nell’interesse dei soci (allineare gli interessi)? Due strumenti:

 Legale: prevedere una norma che li obblighi a perseguire l’interesse sociale

 Contrattuale: si cerca di far diventare l’amministratore anche socio, con piani di azionariato:

o Stock options: una parte del compenso dell’amministratore consiste in azioni della società

o Diritto di opzione: oltre al compenso, un numero prestabilito di azioni al raggiungimento di

determinati obiettivi sulle quali gli amm hanno diritto di opzione per azioni di nuova

emissione al valore nominale, l’amm punterà a farne aumentare il valore reale per poterci

lucrare

Considerazioni sulla Business Judgment Rule

 Aspetti positivi: gli amministratori sono interessati a ponderare le decisioni

 Aspetti negativi: soggetti meno disposti a fare gli amministratori, possibilità di Over Deterrance per

cui anche se qualcuno accettasse, non porrebbe più in essere operazioni rischiose.

 Chi giudica nel merito? L’autorità giudiziaria ha le competenze?

Soluzioni USA:

 Non si può configurare in capo agli amministratori una responsabilità oggettiva per perdite della

società. Per i debiti risponde solo la società.

 Per poter accertare la responsabilità per errore occorre accertare la violazione di obblighi di legge, che

sono specifici e generali. In questo si allinea la giurisprudenza italiana (principi recepiti dalla

Cassazione). In particolare, rientrano tra quelli generali:

1. Duty of loyalty: dovere di non agire in conflitto d’interessi con la società. Se l’errore è

determinato da conflitto d’interessi si può configurare responsabilità per errore di gestione.

2. Duty of care: dovere di agire con diligenza (nella SPA è richiesta diligenza professionale,

misurata anche in base alla natura dell’incarico). La non diligenza può portare a errore in 2 casi:

 Assunto decisioni palesemente irrazionali

 Assunto decisioni basandosi su scarsità o inadeguatezza di informazioni (v. 2381)

 In ogni caso il comportamento va valutato in prospettiva ex ante e non ex post, prescindendo dagli

esiti positivi o negativi che sono concretamente derivati. 12

NELLE SRL

Molto diverso, il potere di voice spetta a ciascun socio indipendentemente dal valore della partecipazione.

Maggior tutela del socio di minoranza. I controlli sono privatizzati, cioè esercitabili più facilmente prima

all’interno della società che con intervento dell’autorità giudiziaria.

TUTELA OBBLIGATORIA

 Vs amministratori:

 Azione sociale di responsabilità: gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la società

per i danni derivanti dall’inosservanza dei doveri ad essi imposti dalla legge e dall’atto costitutivo,

salvo che dimostrino il proprio dissenso e di essere esenti da colpa (quindi evitare anche culpa in

vigilando). Può essere proposta da ciascun socio, senza necessità di una delibera o di maggioranze

qualificate. L’eventuale risarcimento è a vantaggio della società. Il singolo socio può anche chiedere

in caso di gravi irregolarità che venga adottato un provvedimento cautelare di revoca degli

amministratori. La società può rinunciare o giungere a transazione con gli amministratori, anche se

l’azione è promossa dai soci (ma con maggioranze elevate).

 Azione individuale di responsabilità: come SPA

 Azione dei creditori sociali: manca espresso riferimento, vuoto normativo quindi cosa succede? Ci

sono stati diversi casi e sentenze:

 Trib. Milano 2006: Tesi restrittiva, i creditori non hanno più azione

 Trib. Napoli 2004: l’azione è di natura extracontrattuale quindi rimane possibile sui

presupposti del 2043 cc.

 Trib. Pescara 2006: applicazione analogica del 2394 alle SRL se ricorrono i presupposti,

altrimenti ingiustificata disparità di trattamento tra creditori di una SRL e di una SPA

 Vs soci, può porre in essere atti di gestione. Responsabilità da voto per il socio che ha autorizzato un

atto dannoso, in solido con gli amministratori. Anche in questo caso vuoto normativo, è possibile

applicare in via analogica l’art. 2409?:

1. Tesi positiva: Roma 2004 e Milano 2005, si crea disparità di trattamento non giustificabile tra

soci di SPA e di SRL (ma per socio qualificato SPA e potere di voice personale SRL?)

2. Tesi negativa: C. costituzionale e di Cassazione respingono la violazione dell’art.3 cost. e

escludono l’applicazione analogica perché nella SRL ci sono già altri strumenti di tutela per i soci

simili al 2409. (Controllo del socio ampio; legittimazione a ciascuno dell’az. Soc. di resp.;

ciascuno può chiedere provvedimento cautelare di revoca per gravi irregolarità). Ma se è

escluso al socio, l’applicazione del 2409 all’organo di controllo (se c’è)?

3. Tesi intermedia: Trib. Milano 2010 conferma l’esclusione ai soci ma si per i sindaci, che hanno

controllo di merito su amministratori. Per cui togliere ai sindaci il potere di denuncia li

renderebbe impotenti spettatori, soprattutto quando i comportamenti abusivi degli

amministratori sono condivisi dai soci. Un forte soggetto controllore è nell’interesse dei

creditori e della società. 13

TUTELA REALE

 Vs le decisioni dei soci (no ass. ord/strao e no nullità/annull ma vizi con gradazione di gravità):

 Le decisioni contrarie alla legge o all’atto costitutivo possono essere impugnate da tutti i soci

che non vi hanno consentito (no quorum minimi e anche individualmente), più amm e sindaci,

entro 90gg dalla trascrizione nel libro decisioni soci. Vale anche per conflitto d’interessi

 Casi più gravi (considerando che si può derogare a collegialità): oggetto illecito o impossibile;

deliberazioni assunte in assoluta mancanza di informazione (alcuni soci non informati della

votazione) da chiunque vi abbia interesse entro 3 anni.

 Senza limiti di tempo: impugnazione per deliberazioni che modificano l’oggetto sociale

prevedendo attività impossibili o illecite

Il procedimento è regolato dalla disciplina della Spa (art. 2378). L’annullamento ha effetto nei

confronti di tutti i soci e obbliga gli amministratori a provvedervi. Non pregiudica i diritti dei terzi in

buona fede. L’annullamento non può avere luogo se la decisione impugnata è sostituita da una valida.

 Vs decisioni degli amministratori:

 Possono essere impugnate unicamente quelle assunte in conflitto d’interessi entro 90gg dagli

altri amministratori e dall’organo di controllo. La norma sembra escludere impugnazione dei

soci, ma è vuoto normativo in mancanza di norma come il 2388:

o T. Terni e Parma 2004: possibile applicazione analogica del 2388 perché stessa ratio;

o T. Verona 2004: no applicazione analogica perché il socio ha già altre forme di tutela

(controllo sull’operato degli amministratori 2476; azione sociale di responsabilità;

provvedimento cautelare di revoca degli amministratori). Il silenzio va letto come

volontà di utilizzare queste altre forme di tutela.

 Verso le delibere del CDA, non è proponibile azione di nullità o annullabilità per vizi di

procedimento o di contenuto diversi dal conflitto d’interessi.

5) I CONFERIMENTI

Funzione di garanzia verso i creditori come contrappeso alla responsabilità limitata, sono funzionali

all’esercizio dell’attività e di norma determinano la partecipazione del singolo all’impresa.

 SRL: possono essere conferiti tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica (art.

2464). Se l’atto costitutivo non prevede diversamente, devono farsi in denaro.

 Conferimenti in denaro: versamento in banca di almeno il 25% (100% se società unipersonale). Può

essere sostituito dalla stipula di una polizza assicurativa o da fideiussione bancaria per uguale importo

(disposizione non ancora operativa).

 Beni in natura e crediti: procedura di valutazione dell’art. 2465, devono essere interamente liberati

alla sottoscrizione ma è sufficiente che l’esperto sia un revisore o una società di revisione. Non è

necessaria revisione della stima che rimane però doverosa per gli amministratori.

 Prestazioni d’opera o servizi: consentiti, ma necessaria polizza o fideiussione per garantire l’intero

valore assegnato.

Socio moroso: art. 2466, se il socio non esegue il conferimento nel termine prescritto gli amministratori

diffidano il socio moroso ad eseguirlo entro 30gg. Decorso inutilmente questo termine, il socio non può

partecipare alle decisioni dei soci. Poi: 14

 La quota deve essere offerta in opzione agli altri soci, in proporzione, per il valore risultante

dall’ultimo bilancio approvato. In mancanza di offerte

 La società può vendere coattivamente le sue quote, in alternativa all’azione giudiziaria, ma solo se

consentito dall’atto costitutivo;

 In mancanza di compratori gli amministratori escludono il socio moroso trattenendo le somme

riscosse. Il CS deve essere ridotto in misura corrispondente.

6) I FINANZIAMENTI

Sono risorse finanziarie che costituiscono capitale di credito. Si distinguono tra forme di autofinanziamento

(utili reinvestiti su delibera assembleare) e eterofinanziamento (tutti gli altri casi). Differenze tra SPA e SRL:

 SPA: società che tipicamente necessitano di maggiori risorse. Con l’aumento del CS a pagamento si

utilizza capitale di rischio. Altrimenti possono emettere obbligazioni di diversi tipo con limiti; titoli

atipici (strumenti finanziari partecipativi) emessi a fronte di apporti a favore della società che forma il

PN (il soggetto non diventa socio) con diritti attribuiti dall’assemblea (no voto); finanziamento

bancario; finanziamento dei soci; finanziamento per uno specifico affare

 SRL: previsto aumento a pagamento (con diritto di sottoscrizione, se si vuole escluderlo necessaria

previsione statuaria e nel caso diritto di recesso); finanziamenti bancari; finanziamento soci (per

rimedio a sottocapitalizzazione nominale i soci sono considerati al parti dei creditori art. 2467 sulla

postergazione); titoli di debito (2482) con limiti fissati dall’atto costitutivo (stabilisce anche l’organo

che decide) ma solo per investitori professionali che poi lo possono cedere a terzi garantendo la

solvibilità della società (non se gli acquirenti sono investitori professionali o soci)

 Postergazione: il rimborso dei finanziamenti dei soci alla società è postergato rispetto al

soddisfacimento degli altri creditori. Gli amministratori non possono rimborsare i finanziamenti dei

soci quando il rimborso metta a repentaglio il soddisfacimento degli altri creditori.

o La somma rimborsata deve essere restituita se il rimborso è avvenuto nell’anno precedente

la dichiarazione di fallimento.

o Finanziamenti dei soci in qualsiasi forma, a condizione che siano concessi in un momento in

cui risulta un eccessivo squilibrio tra indebitamento e PN oppure in una situazione

finanziaria sociale in cui sarebbe stato ragionevole un conferimento.

 Titoli di debito: consentita solo se prevista dall’atto costitutivo, che stabilisce anche chi sia il

soggetto competente all’emissione, determinando eventuali limiti, modalità, maggioranze.

Decisione iscritta nel registro delle imprese. Ampia libertà all’autonomia per il contenuto. Sono

titoli emessi a fronte di un prestito, quindi il rimborso non è condizionato dall’andamento

economico (tranne per gli interessi).

Non possono essere collocati direttamente presso i risparmiatori, necessario che prima siano

sottoscritti da investitori professionali soggetti a vigilanza, che possono cedere a terzi il titolo

garantendo la solvibilità della società (non se gli acquirenti sono investitori professionali o soci). 15

LE MODIFICAZIONI DELL’ATTO COSTITUTIVO DI Srl

Sono di competenza inderogabile dell’assemblea, che delibera con il voto favorevole di almeno metà del

CS. Diviene però efficace solo con l’iscrizione nel registro delle imprese, previo controllo di legittimità del

notaio.

 Aumento CS a pagamento: possibile delega agli amministratori, però determinazione dei limiti e

modalità di esercizio sempre rimessa all’atto costitutivo. Non si può attuare finché i conferimenti

precedenti non sono ancora interamente eseguiti. Esclusione del diritto di opzione solo se prevista

dall’atto costitutivo (mai quando l’aumento è preceduto da riduzione per perdite). I soci dissenzienti

possono recedere dalla società. Iscrizione nel registro imprese entro 30gg dalla sottoscrizione.

 Aumento gratuito: stessa disciplina Spa, la quota di partecipazione di ognuno non deve cambiare.

 Riduzione reale: rimborso ai soci delle quote pagate o liberazione dell’obbligo di versamenti ancora

dovuti. Fermo il diritto di opposizione dei creditori entro 90gg dall’iscrizione registro imprese.

 Riduzione per perdite: gli amministratori convocano l’assemblea e sottopongono relazione sulla sit.

Patr. Della società con osservazioni collegio sindacale e revisore (se nominati). È sempre esclusa ogni

modificazione delle quote e dei diritti spettanti ai soci.

o L’assemblea può ridurre immediatamente. Deve farlo se la perdite di oltre 1/3 riduce il CS sotto

il minimo legale. Quindi o riduce e aumenta; o trasforma la società; o scioglie la società.

o Può rinviare ogni decisione all’anno successivo. Se le perdite non diminuiscono di oltre 1/3

l’assemblea che approva il bilancio deve ridurre il CS.

LA SRL SEMPLIFICATA

 Dal 2012 è prevista una disciplina particolare per incentivare i giovani a creare nuove società.

 Può essere costituita solo da persone fisiche e la costituzione avviene senza pagare l’imposta di bollo e

i diritti di segreteria

 Costituzione con contratto o atto unilaterale redatto da notaio a titolo gratuito

 L’atto costitutivo è un modello standard predisposto dal ministero della giustizia e non può essere

derogato dalle parti. Dal punto di vista operativo è moto rigido e poco scelto, possibili problemi

 Il capitale minimo è almeno 1€ sottoscritto e interamente versato, inferiore a 10.000€. Il

conferimento può essere fatto solo in denaro e versato all’organo amministrativo. Nell’atto costitutivo

e nella corrispondenza sempre indicare che si tratta di SRL semplificata

 Aspetti problematici: è una società di capitali con autonomia patrimoniale perfetta, ma:

 Capitale sociale irrisorio

 Rischio che i creditori forti richiedano garanzie personali ai soci

 Rischio per i creditori deboli e involontari che possono fare affidamento su un CS irrisorio

 L. 99/2013 permette alle SRL ordinarie di costituirsi con un CS inferiore a 10.000€ purchè pari a 1€

(SRL a 1€). Stesse regole sui conferimenti della SRL semplificata. Per il resto la disciplina rimane quella

della SRL.

 Disciplina più rigorosa per la riserva legale: ogni anno dagli utili netti bisogna dedurne 1/5 e girarli a

riserva legale finché la somma tra riserva e CS non raggiunga i 10.000€. Se non si producono utili si

crea un problema, perché la legge prevede solo l’obbligo di accantonamento (e non c’è un obbligo di

girare la riserva a capitale una volta raggiunti i 10.000€) 16

LE SOCIETA’ QUOTATE

Sono SPA che hanno azioni scambiate in mercati regolamentati. Si applica la disciplina delle SPA più la

disciplina particolare del TUIF (d.lgs. 58/1998). Il TUIF è già stato oggetto di varie modifiche perché su molti

aspetti è di derivazione comunitaria, ed è diventata sempre più analitica per evitare competizione tra

ordinamenti che può determinare norme inefficienti per la tutela del socio risparmiatore. Le norme del

TUIF derogano alle norme del c.c. e quindi prevalgono in quanto normativa speciale.

I soci sono investitori/risparmiatori e la sua tutela è garantita da norme societarie e da norme relative ai

mercati finanziari.

 Sono da considerare un nuovo tipo societario (il passaggio da SPA a quotata è trasformazione)? No,

restano sempre SPA. Ciò che le caratterizza è il più elevato grado di tutela dei soci.

 Previsione di tutela del socio per il passaggio da quotata a non, quindi solo se le azioni non

vengono più scambiate (delisting) hanno diritto di recesso per la perdita di tutele del TUIF. Nelle

quotate già è prevista una forma di exit (la vendita delle azioni nel mercato), senza quotazione il

diritto di exit diventa il recesso

 Se si considera la quotata un nuovo tipo, per ogni trasformazione dovrebbe essere previsto il

recesso, che invece è previsto solo per il passaggio da quotata a non, non viceversa.

 Le norme del TUIF sono quasi sempre imperative, smentito l’assunto del nexus of contracts per cui il

mercato è in grado di reagire e indurre i soggetti a tenere comportamenti efficienti. Quando si ha a che

fare con una quotata servono norme che impongano determinati comportamenti che altrimenti i

soggetti non terrebbero: es, necessità di scambio di informazioni sul mercato per la quale la società

potrebbe non avere interesse, se non fosse obbligatoria si arriverebbe al fallimento del mercato.

 Sottoposte a controlli maggiori, in particolare esterni da parte della CONSOB, società di gestione dei

mercati e mercato stesso.

 La CONSOB è un’autorità indipendente con ampi poteri di controllo sulle quotate e sulle contrattazioni

nei mercati regolamentati. Ha tre funzioni principali:

o Regolamentare: potere di fissare le regole per le contrattazioni sui mercati regolamentati

o Controllo e vigilanza: (149, 152, 157 TUIF), può addirittura impugnare le delibere di

approvazione del bilancio (Parmalat). L’organo di controllo interno della quotata deve

informare costantemente la CONSOB

o Sanzionatoria: può adottare sanzioni vs società emittenti che violano disposizioni del TUIF

 Società di gestione dei mercati (borsa italiana) (61-62 TUIF). Introdotte nel 1996, prima di allora era lo

stato che creava mercati e le regole di funzionamento. Con direttiva comunitaria privatizzazione delle

borse con SPA autonome che creano, regolamentano e gestiscono i mercati

 Mercato: inteso come investitori istituzionali, che investono nelle quotate per una molteplicità di

clienti. Sono soggetti qualificati che svolgono funzione di controllo e vigilanza perché cercano di

ottenere tutte le informazioni possibili data la rilevanza degli investimenti, e le utilizza per giudicare la

bontà della società investendoci. L’investimento di questi soggetti provoca l’aumento del titolo o

viceversa il ribasso. 17

 Obiettivi del TUIF: assicurare la circolazione delle informazioni in modo trasparente a favore degli

investitori (patti parasociali, compagine, informazioni privilegiate); garantire efficace tutela per i soci

di minoranza per attrarre più investitori possibili con strumenti di voice; garantire la contendibilità dei

pacchetti di maggioranza cioè l’effettivo mercato ed efficace controllo societario.

1. INFORMAZIONE E TRASPARENZA:

 Art. 114: obbligo di comunicare al pubblico:

 Informazioni periodiche: ad es, il bilancio si riferisce all’anno precedente. Il mercato ha bisogno di

informazioni aggiornate, quindi obbligo di “bilancio” semestrale

 Informazioni relative ad operazioni straordinarie: indicate dalla CONSOB. Sono ad esempio

fusione, scissione, emissione di obbligazioni

 Informazioni privilegiate (che non circolano ancora sul mercato): obbligo di divulgarle. Si intende

l’informazione precisa, non di pubblico dominio, riguarda la quotata, se resa pubblica può influire

sensibilmente sul prezzo del titolo ( abuso di informazione privilegiata). Conflitto tra l’interesse

del mercato ad ottenerla e della società a non divulgarla. Privilegiato l’interesse del mercato.

 Art. 114-bis: comunicazione al pubblico di eventuali piani di stock options che attribuiscono diritti di

opzione per la sottoscrizione/acquisto di azioni ad amministratori e/o dipendenti della società

 Art. 120: necessario che il mercato possa sempre conoscere la compagine azionaria, obbligo di

comunicazione delle partecipazioni rilevanti (superiori al 2%)

 Art. 122: trasparenza dei patti parasociali

 Individuazione della fattispecie: sindacati di voto, consultazione, blocco. Obiettivo di garantire il

ricambio nell’assetto di controllo, i sindacati possono impedirlo

 Trasparenza e informazione: bisogna comunicare analiticamente al mercato il sindacato entro 5gg

dalla stipula del patto alla società, Consob, registro imprese e stampa nazionale. Altrimenti è nullo.

 Durata: si cerca di limitarla il più possibile. Nella SPA non quotate fino a 5 anni, per le quotate 3

anni. È possibile anche a tempo indeterminato ma con diritto di recesso con preavviso. Si può

sempre recedere dal patto, anche senza preavviso, se si vuole aderire ad una OPA

 Art. 122-bis e 122-ter: ogni anno gli amministratori devono redigere e diffondere:

 Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari (struttura del capitale, eventuali limiti al

trasferimento dei titoli, le partecipazioni rilevanti…)

 Relazione sulla remunerazione degli organi di amministrazione e controllo + soggetti che ricoprono

altri ruoli rilevanti

2. TUTELA DELLE MINORANZE:

 Diritti di exit: vendita delle azioni nei mercati regolamentati e diritto di recesso (no casi statutari e per

società a tempo determinato)

 Diritti di voice ampliati anche a seguito di direttive UE in 3 modalità: A) ampliare le competenze

dell’assemblea, anche in relazione ad atti di gestione; B) incentivare il socio a partecipare in modo

informato all’assemblea; C) garantire alla minoranza di nominare propri rappresentanti negli organi

di gestione e di controllo. 18

A) Ampliamento delle competenze:

 Art. 104: in caso di OPA (offerte lanciate sul mercato da un soggetto che intende acquistare azioni per

ottenere controllo di una quotata, vi possono aderire tutti quelli che detengono le azioni di quella

società vendendogli le azioni solitamente ad un prezzo vantaggioso. Possono essere amichevoli se il

soggetto ha rapporti con la società; ostili se soggetto esterno e gli amministratori sono solitamente

contrari perché temono revoca e pongono in essere atti difensivi) la società target può porre in essere

operazioni in grado di contrastare l’offerta solo se c’è autorizzazione dell’assemblea (atto di gestione)

 Se agli amministratori si dà il potere di bloccare in autonomia una OPA si toglie la possibilità ai soci

di cedere le proprie azioni e si ostacola il mercato del controllo societario

 Vantaggi: cavaliere bianco con creazione di un’asta al rialzo se la prima OPA non è vantaggiosa

 Art. 114-bis: i piani di stock options devono essere approvati dai soci

 Art. 121: sono vietate le partecipazioni reciproche fra quotate

 Se una quotata partecipa ad una altra quotata in misura superiore al 2%, quest’ultima non può

partecipare nel capitale della prima in misura superiore al 2%. Tutela del mercato del controllo

 C’è la possibilità di elevare il limite del 2% al 5% solo a seguito di un accordo preventivo autorizzato

dall’assemblea ordinaria delle due società. Atto di gestione

 Se una sola società è quotata, questa può arrivare fino al 10% della non quotata, fermo il limite per

la non quotata del 2%.

Sanzioni nel caso in cui la partecipazione eccede da entrambi i lati le % massime, per la società che ha

superato il limite successivamente:

 Non può esercitare diritto voto per le azioni o quote eccedenti il limite

 Deve alienare l’eccedenza entro un anno da quando ha superato il limite

 In caso di mancata alienazione il diritto di voto è sospeso per l’intera partecipazione

 In caso di inosservanza della sospensione del diritto di voto le delibere sono annullabili ex art

2377 e impugnabili anche dalla Consob.

 Art. 133: se una quotata in un mercato regolamentato vuole quotare le azioni in un altro mercato,

come si garantiscono i soci? Non scatta il diritto di recesso perché non c’è delisting, può essere

ammessa in un altro mercato purchè sia garantita un tutela equivalente ai soci, previa deliberazione

dell’assemblea straordinaria. Atto di gestione

B) i. incentivare l’agire informato del socio:

 art. 125-bis: tutte le quotate devono avere un sito internet dove inserire il maggior numero di

informazioni possibili: avviso di convocazione dell’assemblea e relativo ODG, procedure per

partecipare e votare.

 Art. 125-ter: occorre predisporre relazione sulle materie ODG da mettere sul sito

 Art. 125-quater: devono essere messi a disposizione sul sito internet i documenti che saranno

sottoposti all’assemblea e i moduli necessari per esercitare il diritto di voto. Dopo l’assemblea, sul sito

dovrà apparire un resoconto delle votazioni e il verbale dell’assemblea. 19

 Art. 126-bis: integrazione dell’ordine del giorno che spesso è deciso unicamente dall’organo

amministrativo. I soci che, anche congiuntamente, rappresentano almeno un quarantesimo del capitale

sociale, possono chiedere l’integrazione dell’elenco delle materie da trattare.

 Art. 127-ter: diritto di porre domande prima dell’assemblea sulle materie all’ordine del giorno.

ii. incentivare la partecipazione in assemblea (in via diretta o indiretta con delega):

 Art. 127: voto diretto. Permesso voto per corrispondenza o in via elettronica (ora anche nelle non

quotate: 2370 c.c.)

 Per il voto indiretto, Nel caso di delega di voto non si applicano i limiti soggettivi e quantitativi di cui

all’art. 2372 c.c. (ammessa delega, con istruzioni di voto, agli amministratori, sindaci e dipendenti e

ammessa delega ad un soggetto da parte di più soci).

 La società può designare per ogni assemblea un soggetto al quale i soci possono gratuitamente (perché

pagato dalla società) assegnare deleghe di voto, con istruzioni di voto

 Sollecitazione: dei soggetti hanno interesse a raccogliere deleghe di voto per determinati argomenti (di

solito i partecipanti all’assemblea sono pochi). Quindi il promotore fa una sollecitazione affinché i soci

gli attribuiscano deleghe di voto con una predeterminata istruzione di voto. Se è rivolta a + di 200 soci:

 Predisporre prospetto informativo con tutte le informazioni necessarie per i soci. Su di essa

vigila la Consob che può chiedere integrazioni. Se contiene informazioni errate si espone a

risarcimento del danno.

 Associazioni di azionisti: composta da almeno 50 persone fisiche ciascuna proprietaria di non più dello

0,1% CS. Per favorire coesione dei piccolissimi azionisti e raccogliere deleghe di voto dei partecipanti

all’associazione. Non c’è obbligo di prospetto informativo

C) Nomina dei rappresentanti delle minoranze (amministratori e sindaci di minoranza):

 Amministratore di minoranza con sistema tradizionale e monistico:

 Art. 147-ter: i componenti del CDA devono essere eletti sulla base di liste di candidati presentate

dai soci. Per la presentazione di una lista è richiesta una quota minima di partecipazione pari a

1/40 CS. Almeno un componente deve essere espresso dalla lista di minoranza che abbia ottenuto il

maggior numero dei voti e che non sia collegata con i soci che hanno presentato la lista risultata

prima per numero di voti.

 Non si applica al dualistico perché i soci non votano l’organo amministrativo

 Sindaco di minoranza con sistema tradizionale e dualistico:

 Art. 148: almeno un membro effettivo del collegio sindacale e del consiglio di sorveglianza deve

essere eletto con voto di lista da parte dei soci di minoranza non collegati con i soci che hanno

presentato la lista risultata prima per numero di soci. Non c’è % minima per la presentazione

 Non si applica direttamente al monistico perché l’organo di controllo non è nominato dai soci ma

dal CDA. Al rappresentante della minoranza eletto come amministratore spetta la presidenza ex

lege del comitato per i controllo interno sulla gestione. 20


ACQUISTATO

5 volte

PAGINE

28

PESO

691.41 KB

AUTORE

bigpome

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bigpome di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Daccò Alessandra.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea magistrale in giurisprudenza

Riassunto esame Diritto Civile, prof. La Rocca, libro consigliato Diritto civile, Roppo: il contratto
Appunto
Riassunto esame Diritto penale, prof. Pulitanò
Appunto
Appunti di Diritto dell'Informazione e Comunicazione 2016
Appunto
Lezioni, Diritto Penale
Appunto