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carattere esecutivo e propulsivo e quelle concernenti la gestione dell’attività sociale. Gli

amministratori hanno la rappresentanza istituzionale della società.

SISTEMI DI AMMINISTRAZIONE

L’s.p.a può scegliere tra forme di amministrazione:

- modello classico: organo amministrativo controllato da collegio sindacale/revisore

esterno;

- modello dualistico: consiglio di gestione controllato da consiglio di sorveglianza;

- sistema monistico: consiglio di amministrazione nomina un comitato di controllo.

MODELLO TRADIZIONALE

Il numero degli amministratori dev’essere indicato nell’atto costitutivo e l’organo

amministrativo può essere costituito da un amministratore unico o più amministratori che

formano un consiglio di amministrazione. Nel caso del c.d.a esso è retto da un presidente

e delibera collegialmente. Per la validità delle deliberazioni è necessaria la maggioranza

degli amministratori in carica e il voto favorevole della maggioranza assoluta di quelli

presenti. Per quanto riguarda l’invalidità, la legge consente al collegio sindacale e agli

amministratori assenti o dissidenti di impugnare la delibera entro 90 giorni. Anche i soci

possono farlo solo se solo lesi i loro diritti. Il c.d.a può delegare le proprie funzioni ad un

comitato esecutivo fatto salvo per redazione del bilancio, aumento del capitale sociale,

convocazione dell’assemblea per perdite oltre 1/3 del capitale sociale, redazione progetto

di fusione/scissione.

CONFLITTO DI INTERESSI

Gli amministratori sono obbligati a fornire in modo dettagliato informazioni agli altri

amministratori e al collegio sindacale di ogni interesse che essi abbiano. E’ inoltre imposto

un obbligo di astensione. E’ comunque rimessa allargano collegiale la valutazione

dell’eventuale conflittualità con l’interesse della società. In caso di inosservanza degli

obblighi di comunicazione, astensione o motivazione le deliberazioni potranno essere

impugnate entro 90 giorni.

NOMINA E CESSAZIONE DELLA CARICA

La nomina degli amministratori spetta all’assemblea ordinaria salvo i primi che sono

nominati nell’atto costitutivo. Tale nomina non può essere fatta per più di 3 anni e sono

rieleggibili, salvo diverse disposizioni. La cessazione può aversi per scadenza del temine,

revoca da parte dell’assemblea (risarcimento se senza giusta causa), dimissioni,

decadenza e morte.

SOSTITUZIONE DEGLI AMMINISTRATORI

Se vengono a mancare uno o più amministratori nel corso dell’esercizio il c.d.a provvederà

alla loro sostituzione con una delibera che dovrà essere approvata dal collegio sindacale,

sempre che sia rimasta in carica la maggioranza degli amministratori. In caso contrario

quelli rimasti devono convocare l’assemblea affinché provveda alla sostituzione di quelli

mancanti.

POTERE DI RAPPRESENTANZA

Gli amministratori hanno il potere di rappresentare la società nei rapporti con i terzi ed in

giudizio. In presenza di un c.d.a tale potere spetta a quelli indicati nell’atto costitutivo, se

sono più di uno va indicato se operano congiuntamente o disgiuntamente.

Gli amministratori possono conferire tramite procura poteri rappresentativi ai dipendenti e

ai direttori generali per categorie di atti o singoli affari.

RESPONSABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI

Gli amministratori rispondono del loro operato verso:

- la società: gli amministratori devono adempiere i dovere ad essi importi da legge e

statuto con diligenza professionale. La responsabilità degli amministratori è solidale a

mano che non si tratti di funzioni affidate in modo specifico (se sapevano ma non hanno

fatto nulla rispondono tutti ugualmente). Il legislatore permette di sottrarsi agli

amministratori esenti da colpa che abbiano fatto annotare il proprio dissenso nel libro

delle adunanze e deliberazioni del c.d.a dandone comunicazione al presidente del

collegio sindacale;

- verso i creditori sociali: sono responsabili per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla

conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. Tale responsabilità nasce solo se le

perdite non si sarebbero verificate se gli amministratori avessero adempiuto ai loro

doveri rettamente;

- verso i singoli soci o terzi: sono responsabili per i danni arrecati direttamente a costoro

nell’esercizio delle loro finzioni, quindi l’oggetto di tutela è il patrimonio personale del

socio o di terzi

DIRETTORI GENERALI. AMMINISTRATORI DI FATTO

Il direttore generale rappresenta il vertice della piramide organizzativa aziendale,

gerarchicamente p un dipendente subordinato agli amministratori. L’amministratore di fatto

è un soggetto privo di investitura che si inserisce nella direzione dell’impresa

condizionandone le scelte (azionista di comando).

SISTEMA DUALISTICO

La funzione di amministrazione è svolta dal consiglio di gestione affiancato durante le

deliberazioni da un consiglio di sorveglianza. Al consiglio di gestione spetta in esclusiva la

gestione dell’impresa con l’obiettivo di attuare l’oggetto sociale. Può inoltre convocare

l’assemblea, impugnare le delibere annullabili e compere le funzioni attribuitegli dallo

stato. Tali attribuzioni possono essere delegate a uno o più membri. Dev’essere formato

dal almeno 2 componenti per un periodo non superiore a 3 esercizi. La nomina spetta al

consiglio di sorveglianza. La revoca può avvenire anche senza giusta causa, salvo

risarcimento.

SISTEMA MONISTICO

Non è possibile affidare l’amministrazione ad un amministratore unico, viene eliminato il

collegio sindacale e sostituito dal comitato per il controllo sulla gestione nominato dal

consiglio di amministrazione al suo interno.

ORGANO DI CONTROLLO

Nel sistema tradizionale è presente il collegio sindacale al quale è affidata la funzione di

controllo sull’amministrazione. E’ un controllo che riguarda la regolarità degli atti ed il loro

rispetto di legge e statuto. Nel sistema monistico e dualistico tale funzione è esercitata nel

primo dal comitato per il controllo e nel secondo dal consiglio di sorveglianza.

COLLEGIO SINDACALE (SISTEMA TRADIZIONALE)

Il collegio è composto da 3 o 5 membri effettivi e due sindaci supplementari. I primi sono

nominati nell’atto costitutivo, successivamente dall’assemblea ordinaria. I sindaci durano 3

anni e sono rieleggibili. Decade il sindaco che non assiste all’assemblea senza motivo o

diserta due riunioni nello stesso esercizio sociale o due riunioni del collegio.

Nomina e cessazione vanno iscritte nel registro delle imprese entro 30 giorni. In caso di

morte, rinuncia o decadenza subentrano i supplementi in ordine di età e restano in carica

fino alla prossima assemblea che dovrà nominare i sindaci necessari. I sindaci devono

avere particolari requisiti di onorabilità e di indipendenza di posizione. Due sindaci devono

essere scelti tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro. La cancellazione da tale

registro comporta la decadenza dell’ufficio di sindaco. La loro carica è revocabile solo per

giusta causa. I sindaci sono obbligati ad informare l’assemblea, prima dell’accettazione, di

eventuali incarichi di amministrazione svolti in altre società.

DOVERI E RESPONSABILITA’ DEL COLLEGIO

Il collegio deve riunirsi almeno una volta ogni trimestre e redigere processo verbale che

viene trascritto nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale. Le

delibere sono prese a maggioranza assoluta. Il quorum costitutivo è dato dalla

maggioranza dei sindaci nominati, quello deliberativo dalla maggioranza assoluta dei

presenti.

- funzione di controllo: vigila sull’osservanza della legge e statuto, sul rispetto dei principi

di corretta amministrazione e sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo. E’ un controllo

quindi di legalità. I sindaci possono segnalare agli amministratori e all’assemblea la

pericolosità economica di certe operazioni, possono esporre il loro dissenso ed

impugnare le decisioni non prese in conformità di legge o statuto. Il collegio può anche

compiere la revisione legale dei conti, solo nelle società che non sono tenute alla

redazione del bilancio consolidato o enti di interesse pubblico;

- funzione di amministrazione: al collegio spettano altresì funzioni di amministrazione

attiva e poteri ordinatori. Quanto all’amministrazione attiva il collegio può convocare

l’assemblea se obbligatoria e non convocata dagli amministratori, convocare

l’assemblea in caso di inerzia degli amministratori per ridurre il capitale sociale,

compiere atti di ordinaria amministrazione se cessata la carica di tutti gli amministratori

ed effettuare le pubblicazioni prescritte dalla legge quando non vi provvedono gli

amministratori. Sotto il profilo ordinatorio il collegio può convocare l’assemblea qualora

ravvisi fatti censurabili e gravi a cui bisogna provvedere e presentare denuncia al

tribunale per gravi irregolarità compiute dagli amministratori;

- responsabilità: i sindaci devono compiere i loro doveri con professionalità e diligenza

richieste dalla natura dell’incarico. La loro responsabilità si divide in responsabilità

esclusiva dei sindaci, quando il danno è imputabile a loro inadempimenti, e

responsabilità solidale con gli amministratori per atti o omissioni da questi compiuti

qualora il danno si sarebbe evitato con la loro vigilanza.

SISTEMA DUALISTICO (CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA)

La funzione di controllo è esercitata dal consiglio di sorveglianza, il quale è costituito da

almeno 3 membri, i primi nominati nell’atto costitutivo poi dall’assemblea. Essi sono

revocabili anche senza giusta causa, restano in carica per 3 esercizi e sono rieleggibili.

Almeno un membro va scelto tra i revisori. Il consiglio ha funzioni di vigilanza e

responsabilità come il collegio sindacale, funzioni dell’assemblea ordinaria e ulteriori

compiti di alta amministrazione (piani industriali, operazioni strategiche).

SISTEMA MONISTICO (COMITATO PER IL CONTROLLO SULLA GESTIONE)

Esso è nominato dal consiglio di amministrazione al suo interno ed è composto da

amministratori che non svolgono funzioni gestionali. Il comitato svolge funzioni di vigilanza

e ulteriori compiti affidatigli dal c.d.a.

CONTROLLI ESTERNI - REVISIONE LEGALE DEI CONTI

Nelle s.p.a e in accomandita per azioni la revisione è affidata ad un soggetto esterno

purché iscritto al registro dei revisori. Per le società quotate la revisione è affidata ad un

revisore legale o ad una società di revisione.

conferimento dell’incarico: l’assemblea conferisce l’incarico su proposta dell’organo di

a) controllo con rispettivo pagamento al revisore o alla società di revisione. L’incarico

dura 3 anni;

revoca del revisore: l’assemblea può revocare l’incarico conferendolo ad un altro

b) revisore. Il revisore deve informare il ministro dell’economia in ordine alla revoca/

dimissioni/risoluzione fornendo adeguate spiegazioni;

indipendenza: il revisore dovrà astenersi qualora sussistano relazioni finanziarie tra lui

c) e società che compromettano la revisione legale. Ministro dell’economia e consob

vigilano sulla revisione. Entrambi possono richiedere la comunicazione di dati e notizie

e la trasmissione di documenti, eseguire ispezioni;

responsabilità del revisore: i revisori sono responsabili in solido tra loro e con gli

d) amministratori nei confronti della società che ha conferito l’incarico, dei soci e di terzi

per l’inadempimento dei loro doveri;

revisione legale delle società quotate: al fine di garantire l’indipendenza dei soggetti

e) incaricati in questo caso la durata dell’incarico è fissata a 9 anni per le società di

revisione e 7 per i revisori legali. L’incarico non può essere rinnovato o riconforto se

non dopo 3 esercizi. Essi devono pubblicare annualmente sul proprio sito (entro 3

mesi dalla fine di ogni esercizio) una relazione di trasparenza che deve contenere:

forma giuridica e della struttura proprietaria e di governo, sistema di controllo interno

della qualità con l’ultima data del controllo, gli entri di interesse pubblico i cui bilanci

sono oggetto di revisione legale, le misure che garantiscono l’indipendenza del

revisore dalla società.

DENUNCIA AL TRIBUNALE

Il legislatore ha elaborato controllo esterni che garantiscano il corretto funzionamento

dell’ente. Tale attività è svolta dal tribunale. I soci che possiedano almeno 1/10 del capitale

possono richiedere il controllo giudiziario sull’ente e se gli amministratori sospetti vengono

sostituiti tempestivamente e adeguatamente il tribunale può sospendere il controllo. Nei

casi più gravi il tribunale revoca gli amministratori (ed i sindaci eventualmente) e nomina

un amministratore giudiziario. Egli è un pubblico ufficiale che deve sanare le irregolarità di

gestione, non può compiere atti di straordinaria amministrazione senza il consenso del

tribunale e può portare alla ripresa della società o alla sua liquidazione.

LE OBBLIGAZIONI

Per ottenere finanziamenti una s.p.a può attingere al mercato offrendo obbligazioni. Un

obbligazionista non mette a disposizione capitale di rischio bensì fa un prestito da cui

esiste la restituzione con gli interessi. Esistono differenti tipologie di obbligazioni:

- indicizzate: rendimento adeguato all’andamento del mercato finanziario;

- a premio: diritto di concorrere a premi estratti tra tutti gli obbligazionisti;

- partecipanti: diritto per i possessori all’interesse più una remunerazione in base all’utile;

- convertibili: facoltà di convertire il titolo in azione;

- con warrant: diritto di sottoscrivere azioni;

Tutti i tipi di obbligazioni hanno le stesse caratteristiche, stesso piano di ammortamento e

hanno una garanzia collettiva.

DISCIPLINA DEL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO

Salvo diversa disposizione di legge o statuto l’emissione di obbligazioni con convertibili è

deliberata dall’organo amministrativo (in sede straordinaria). Il notaio dovrà verbalizzare la

delibera di emissione e registrarla nel registro delle imprese. Le obbligazioni possono

essere nominative o al portatore e devono contenere:

- denominazione, oggetto e sede sociale;

- capitale sociale e riserve esistenti al momento dell’emissione;

- ammontare complessivo dell’emissione, valore nominale di ciascun titolo, diritti attribuiti,

rendimento e metodo di pagamento/rimborso;

- garanzie;

- data del rimborso del prestito.

Una società può emettere obbligazioni per somme complessivamente non superiori al

doppio del capitale sociale, della riserva legale e di quelle disponibili.

ORGANIZZAZIONE DEGLI OBBLIGAZIONISTI

La loro organizzazione si articola in:

assemblea degli obbligazionisti: essa delibera su nomina/revoca del rappresentante

1. comune, modifiche delle condizioni del prestito, proposte di concordato, costituzione di

un fondo per tutelare i propri interessi, altri oggetti di interesse comune. Tali

deliberazioni devono essere iscritte nel registro delle imprese a cura del notaio.

L’assemblea può essere convocata dal c.d.a, dal consiglio di gestione o dal

rappresentante degli obbligazionisti o ancora da almeno 1/20 dei titoli emessi e non

estinti;

rappresentante comune: viene nominato dall’assemblea degli obbligazionisti e può

2. essere un terzo non obbligazionista, in mancanza è nominato dal tribunale. Resta in

carica per non più di 3 esercizi e può essere rieletto. Il suo compenso è determinato

dall’assemblea. Egli deve provvedere all’esecuzione delle deliberazioni

dell’assemblea, tutelare gli interessi comuni e assistere al sorteggio delle obbligazioni.

OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI IN AZIONI

Tali obbligazioni incorporano un patto d’opzione in quanto il loro titolare può trasformare le

proprie obbligazioni in azioni. Con tale conversione il soggetto non è più creditore dell’ente

ma acquista lo status di azionista. All’atto di emissione viene stabilito il tasso di cambio tra

obbligazioni ed azioni. Il legislatore ha deliberato che:

- l’emissione di tali obbligazioni richiede due delibere, una di emissione e una di aumento

di capitale;

- non è possibile emetterne se il capitale sociale non è stato totalmente versato;

- se durante la conversione la società aumenta il capitale sociale agli obbligazionisti

spetta il diritto di opzione sulla base del rapporto di cambio.

NUOVI STRUMENTI DI FINANZIAMENTO PER SOCIETA’ NON QUOTATE

cambiali finanziarie: sono titoli di credito all’ordine emessi in serie con scadenza non

a) inferiore ad 1 mese e non superiore a 36 mesi della data di emissione;

obbligazioni;

b) obbligazioni partecipative subordinate.

c)

MODIFICAZIONI DELL’ATTO COSTITUTIVO

Sono di norma di competenza dell’assemblea straordinaria. L’assemblea delibera con il

voto favorevole di più della metà del capitale sociale sempre che lo statuto non richieda

una maggioranza più elevata. Tali modificazioni vanno iscritte nel registro delle imprese. Al

socio assente o dissenziente è riconosciuto il diritto di recesso dalla società la cui

disciplina è stat notevolmente modificata. Se la società è a tempo indeterminato e le azioni

non sono quotate, il socio può recedere con il preavviso di almeno 180 giorni. Il recesso è

un negozio unilaterale e può avvenire entro 15 giorni dall’iscrizione delle deliberazioni o se

non si tratta di una deliberazione entro 30 giorni. Comporta il rimborso delle azioni.

AUMENTO DEL CAPITALE SOCIALE

Può avvenire con un corrispondente aumento del patrimonio sociale mediante

conferimento di attività da parte dei soci (aumento reale) o mediante trasferimento di

riserve (aumento nominale). Con l’aumento del capitale sociale, l’ente può emettere nuovi

titoli o aumentare il valore nominale di quelle esistenti. Non può esserci aumento se le

vecchie azioni non sono state totalmente liberate. In caso di aumento reale la delibera

deve indicare il termine entro cui devono esauristi le sottoscrizioni. Se non previsto da

subito (aumento di capitale scindibile), in caso in cui non venga sottoscritto tutto l’aumento

di capitale, chi ha effettuato il versamento ha diritto ad un rimborso della quota versata. In

caso di aumento nominale si tratta di una semplice operazione contabile, è un aumento

del capitale sociale che non è accompagnato da un amento del patrimonio quindi non da

luogo a nuovi conferimenti.

DIRITTO DI OPZIONE

In caso di aumento reale gli azionisti hanno un diritto di opzione sulle nuove azioni, ovvero

il diritto può essere preferito nella sottoscrizione di nuove azioni. Il socio ha tempo 15

giorni per esercitare il proprio diritto di opzione. La società può emettere azioni escludendo

tale diritto nel caso di: nuove azioni che devono essere liberate mediante conferimenti in

natura, l’interesse della società lo esige o se le nuove azioni devono essere offerte ai

dipendenti della società.

RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE

La riduzione comporta la restrizione, almeno parziale, agli azionisti dei conferimenti.

Anch’essa può essere reale o nominale a seconda che comporti la restituzione o si tratti di

un operazione contabile.

- riduzione facoltativa del capitale sociale (reale): può avvenire o rimborsando i soci dei

conferimenti in denaro o liberandoli dei conferimenti ancora dovuti, trasferendo parte del

capitale a riserva, annullando azioni proprie gia in portafoglio. La riduzione facoltativa

può avvenire se il capitale non scende sotto il limite legale (50 mila euro), se ha emesso

obbligazioni e il loro limite di emissione è rispettato;

- riduzione del capitale sociale per perdite (nominale): è un operazione contabile volta ad

adeguare il valore del capitale sociale nominale al valore del capitale reale. LA riduzione

non arreca nessun danno ai creditori sociali. La presenza di perdite prova che non si

possano ripartire utili fino a quando il capitale non viene reintegrato o ridotto. Se la

perdita è superiore ad 1/3 non si può aumentare il capitale sociale senza prima ridurlo.

PATRMINONI DESTINATI: TIPOLOGIE

Si utilizza il patrimonio delle società assegnandogli mirate destinazioni su cui si commisura

il rischio d’impresa. La società cosi facendo può articolare la propria responsabilità

creando masse patrimoniali a cui corrispondono diverse classi di creditori. Il legislatore ha

previsto due tipologie di tali patrimoni: patrimoni destinati e finanziamenti dei terzi.

PATRIMONI DESTINATI AD UNO SPECIFICO AFFARE

La società isola una parte di patrimonio destinandolo ad uno specifico affare. Il vantaggio

sta nel gatto che si eliminano i costi di costituzione, mantenimento ed estinzione che la

creazione di una società comportano. Tutto ciò provoca l’individuazione dei beni o di una

parte del patrimonio che cessa di costituire oggetto di garanzia patrimonio generica dei

creditori sociali per divenire garanzia dei soli creditori del singolo affare. I patrimoni

destinati non possono avere un valore supremo al 10% del patrimonio netto della società.

La delibera è adottata dall’organo amministrativo a maggioranza assoluta dei componenti

e va depositata ed iscritta presso il registro delle imprese. I creditori sociali anteriori

all’iscrizione possono opporsi entro 60 giorni. Decorso il termine suddetti creditori non

possono più far valere alcun diritto sul patrimonio oggetto di separazione ne sui suoi frutti.

Vige l’obbligo di separare i libri contabili. Quando si realizza o diviene impossibile gli

amministratori redigono il rendiconto finale.

FINANZIAMENTI DESTINANTI AD UNO SPECIFICO AFFARE

La società ottiene un finanziamento da terzi finalizzato a realizzare uno specifico affare, il

cui rimborso deriverà dai frutti dell’affare. Il contratto deve contenere: descrizione

dell’operazione, modalità e tempi di realizzazione, costi previsti e ricavi attesi, piano

finanziario, beni strumentali necessari, garanzie che la società offre, controlli che può

effettuare il finanziatore, proventi destinati al rimborso, tempo massimo di rimborso. I

proventi costituiscono il patrimonio separato a condizione che copia del contratto sia

depositata per l’iscrizione che la società adotti sistemi di incasso e contabilizzazione idonei

ad individuare i proventi dell’affare. In questo caso non è prevista opposizione dei creditori,

in caso di fallimento della società il finanziatore può insinuarsi nel passivo per recuperare l

credito. Tale operazione prevedere pubblicità nel bilancio societario.

LIBRI SOCIALI E IL BILANCIO

Tutte le società commerciali sono tenute agli obblighi di redazione e conservazione delle

scritture contabili imposti all’imprenditore. E’ inoltre previsto dalla legge la tenuta di capitali

di determinati libri sociali:

- libro dei soci, in cui sono indicate il numero di azioni, i titolari di esse, i trasferimenti ed i

vincoli relativi ai titoli nonché i conferimenti eseguiti;

- libro delle obbligazioni, che indica l’ammontare delle obbligazioni emesse e quelle

estinte, i titolari e i trasferimenti e vincoli ad esse relativi;

- libro delle adunanze e delle deliberazioni assembleari, in cui sono trascritti i verbali

redatti per atto pubblico;

- libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione o di gestione;

- libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale, del consiglio di

sorveglianza o del comitato per il controllo;

- libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo, se esiste;

- libro delle adunanze e delle assemblee degli obbligazionisti;

- libro degli strumenti finanziari.

I soci hanno diritto ad esaminare il libro dei soci e delle assemblee degli azionisti e

ottenerti estratti a proprie spese. Il rappresentante comune degli obbligazionisti può

esaminare il libro degli obbligazionisti e delle assemblee degli azionisti mentre i singoli

possono consultare il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee degli

obbligazionisti.

Il bilancio di esercizio è invece il documento contabile che rappresenta la situazione

patrimoniale/finanziaria della società ed il risultato economico dell’esercizio stesso.

principi di redazione:

a) - principio della chiarezza della redazione, che consiste in una modalità

dell’esposizione che renda il bilancio comprensibile ai destinatari;

- principio della verità e correttezza delle rappresentazioni, ovvero ciò che viene

scritto deve essere veritiero (quindi utili e perdite subite durante l’esercizio) nel

rispetto dei principi di redazione e dei criteri di valutazione.

b) contenuto del bilancio: il bilancio di esercizio è composto da due elaborati contabili e da

una nota integrativa, tali documenti sono lo stato patrimoniali (prospetto contabile della

consistenza patrimoniali al termine di ogni esercizio degli elementi attivi e passivi), il conto

economico (contiene una rappresentazione dinamica dei movimenti del patrimonio durante

l’esercizio, riassume il risultato economico della gestione annuale) e la nota integrativa

(essa è parte integrante e contiene informazioni sulla situazione patrimoniale e finanziaria,

sul risultato di esercizio, sul numero di dipendenti, sui compensi e sui titoli).

Il bilancio va reato ogni anno alla chiusura di ciascun esercizio. Prima gli amministratori

redigono il progetto di bilancio coerentemente all’entità e complessità degli affari societari

e con una descrizione dei principali rischi ed incertezze. Dopo di che il bilancio e la

relazione devono essere comunicati al collegio sindacale e al soggetto incaricato della

revisione almeno 30 gg prima di quello fissato per la discussione in assemblea. Dopo

averlo visto che loro e aver scritto la propria relazione, il bilancio va depositato nella sede

della società entro 15 gg all’assemblea. A conclusione l’assemblea ordinaria delibera sul

processo e dispone, se approva, la distribuzione degli eventuali utili. Una copia del

bilancio dev’essere depositata entro 30 gg presso l’ufficio del registro delle imprese.

DISTRIBUZIONE DEGLI UTILI AI SOCI. LE RISERVE

Il bilancio costituisce il documento per accertare i risultati dell’attività sociale. La

deliberazione sulla distribuzione degli utili compete all’assemblea ordinaria che approva il

bilancio. La presenza di utili rende possibile la distribuzione di dividendi agli azionisti

poiché possono essere corrisposti soltanto utili realmente conseguiti e risultati dal bilancio

approvato. In caso di perdite non possono distribuirsi utili fino alla reintegrazione del

capitale o alla sua riduzione. Non tutti gli utili però vengono distribuiti ai soci sotto forma di

dividenti in quanto esistono dei vincoli di destinazione: la ventesima parte va dedotta e

costituisce una riserva e dal restante vanno erogate le partecipazioni eventualmente

spettati ai promotori, ai soci fondatori e agli amministratori.

I dividendi erogati in violazione della legge non sono ripetibili se i soci li hanno riscossi in

buona fede. Se l’esercizio è avanzato e gli amministratori possono prevedere con

sufficiente approssimazione i risultati con deliberazione del consiglio di amministrazione

può essere disposto un acconto sui dividendi che verrano distribuiti a chiusura

dell’esercizio. Tale procedura è permessa solo se la società è soggetta a revisione legale

dei conti, se prevista dallo statuto e deliberata dagli amministratori dopo aver ascoltato il

giudizio positivo del revisore legale.

BILANCIO IN FORMA ABBREVIATA. BILANCIO CONSOLIDATO DI GRUPPO

E’ prevista una formulazione più semplice per le società che non superano determinate

dimensioni, calcolate in base all’attivo patrimoniale, al numero di dipendenti ed al fatturato.

Le società che non hanno emesso titoli negoziati in mercati regolamentati possono

redigere il bilancio in forma abbreviata se non superano 2 dei seguenti limiti:

- totale all’attivo dello stato patrimoniale ammontante a 4.400.000 euro;

- ricavi da vendite e prestazioni ammontanti a 8.800.000 euro;

- numero 50 dipendenti occupati in media durante l’esercizio.

Totalmente differente è il bilancio consolidato di gruppo, esso si tratta di un documento

contabile redatto dalla società capogruppo in cui è descritta la situazione economico-

patrimoniale del gruppo stesso. Si tratta di un utile strumento di informazione sulla

situazione globale del gruppo.

Sono tenute a redigere tale bilancio le s.p.a, le società in accomandita per azioni e le s.r.l

che controllano almeno un impresa di capitali o di persone. La redazione di tale bilancio è

imposta anche alle società capogruppo che abbiano la forma di enti pubblici, di

cooperative, di mutue assicuratrici, purché tra le imprese da esse controllati vi sia almeno

una s.p.a, una s.r.l o una in accomandita per azioni.

Tale bilancio si compone di stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa, ed è

redatto secondo i principi di consolidamento ovvero nella ripresa integrale degli elementi

all’attivo e al passivo e dei proventi e oneri relativi alle singole società incluse nel

consolidamento valutati secondo criteri comuni. Non è assoggettato ad approvazione da

parte dell’assemblea, ma obbligatoriamente a revisione legale.

SOCIETA’ IN ACCOMANDITA PER AZIONI

E’ una società di capitale con personalità giuridica. E’ caratterizzata dalla presenza di due

distinte categorie di soci: i soci accomandatari (che rispondono solidalmente ed

illimitatamente) e i soci accomandanti (sono obbligati solo nei limiti della quota di capitale

sottoscritta). Anche in questo tipo di società la quota di partecipazione è determinata dalle

azioni.

I caratteri peculiari della s.a.p.a sono:

- due tipologie di soci;

- principio gerarchico dei soci con superiorità degli accomandatari in virtù della loro

funzione gestori e del diritto di vero;

- abbinamento della funzione gestori alla responsabilità illimitata.

Riguardo alla costituzione dell’ente: l’atto costitutivo deve indicare i soci accomandatari, la

denominazione della società è costituita dal nome almeno di uno dei soci accomandatari

con l’indicazione di s.a.p.a.

LE DIVERSE CATEGORIE DI SOCI

La qualità di accomandatario coincide con quella di amministratore, è quindi caratterizzato

dalla responsabilità illimitata solidale per le obbligazioni sociali e dal potere di gestire

l’ente. Gli accomandati sono soggetti agli obblighi degli amministratori per le s.p.a,

rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali ma solo dopo

l’escussione infruttuosa del capitale sociale da parte dei creditori, possono essere sempre

revocati anche senza giusta causa salvo risarcimento, possono rinunciare al loro ufficio, il

fallimento della società comporta anche il fallimento dei soci accomandatari.

ORGANI SOCIALI

L’assemblea svolge le attività secondo le modalità stabilite per le s.p.a, è costituita da tutti i

soci . I soci accomandatari non hanno diritto di voto per quanto riguarda la revoca/nomina

dei sindaci e del consiglio di sorveglianza per garantirne l’autonomia e l’indipendenza. Le

modificazioni dell’atto costitutivo devono essere accettate da tutti i soci accomandatari. La

nomina di nuovi amministratori dev’essere approvata da quelli rimasti in carica.

Per quel che riguarda il collegio sindacale, la differenza con le s.p.a è che è vietato agli

accomandatari di votare riguardo nomina o revoca dei singoli sindaci o dei componenti del

consiglio di sorveglianza.

SCIOGLIMENTO DELLA S.A.P.A

La società si scioglie per le cause prevista per la s.p.a e nell’ipotesi di cessazione

dell’ufficio di tutti gli amministratori, infatti la società si scioglie se entro 180 gg non si è

provveduto alla loro sostituzione e i sostituti non hanno accettato la carica. Durante questo

periodo il collegio sindacale assume la nomina di amministratore provvisorio.

S.R.L

L’s.r.l è un ente dotato di personalità giuridica e da parte delle società di capitali. Essa

consente di fruire del beneficio della responsabilità limitata dei soci. Tale ente, come

l’s.p.a, gode di autonomia patrimoniale perfetta in quanto per le obbligazione sociali

risponde soltanto la società con il suo patrimonio. In questo tipo di società le quote di

partecipazione non possono essere rappresentate da azioni. L’s.r.l è un tipo di società

meglio predisposta all’organizzazione di imprese di modeste dimensioni e richiede un

capitale sociale minimo di 10 mila euro. C’è la possibilità di iniziare un capitale sociale di 1

euro con l’obbligo però di dedurre dagli utili netti una cifra pari almeno ad 1/5 da

accantonare fino ad arrivare ad almeno 10 mila euro.

COSTITUZIONE DI UNA S.R.L

La sua costituzione avviene in due fasi: stipulazione dell’atto costitutivo e iscrizione della

società nel registro delle imprese. I requisiti per la sua nascita sono: capitale sociale

integralmente sottoscritto, 25% dei conferimenti in denaro versati all’atto della

sottoscrizione, nella denominazione non devono per forza comparire i nomi dei soci ma

sempre s.r.l, l’atto costitutivo dev’essere iscritto nel registro delle imprese della sede dove

nasce l’ente.

CONFERIMENTI E QUOTE

Le partecipazioni sociali possono non essere proporzionali ai conferimenti prestati. Il

valore totale dei conferimenti non può essere inferiore all’ammontare del capitale sociale.

Nelle s.r.l è reintrodotta la possibilità di conferire prestazioni di opera e servizi, che p

ammesso solo le il socio presti anche una garanzia assicurata o una fideiussione bancaria

a garanzia degli obblighi assunti. Ovviamente se nell’atto costitutivo non è permesso

altrimenti, i conferimenti vanno effettuati in denaro. A seguito dei conferimenti ciascun

socio acquista una quota sociale che rappresenta la misura della partecipazione alla

società. I diritti sociali spettanti ai soci sono attribuiti in misura proporzionale alla

partecipazione da ciascuno posseduta, tuttavia è prevista l’attribuzione ai singoli soci di

particolari diritti relativi all’amministrazione o alla distribuzione degli utili. La quota è

trasferibile e divisibile. In quanto alla trasferibilità, essa può avvenire per atto tra vivi o per

successione a causa di morte (se previsto dall’atto costitutivo). L’atto di trasferimento va

redatto per iscritto con firma autenticata dal notaio, o in alternativa da un dottore

commercialista, il quale provvederà entro 30 giorni a depositarlo nel registro delle imprese.

E’ prevista la cessione a presone diverse con altre tipologie di contratti ma in tal caso è

attribuita prevalenza all’iscrizione effettuata per prima. La partecipazione può essere

oggetto di pegno, usufrutto e sequestro.

Se il socio non effettua i conferimenti entro i termini, gli amministratori diffidano il socio

moroso a pagare entro 30 giorni, decorsi i quali, se non ha ancora pagato, possono

vendere la sua quota ad altri soci. In mancanza di offerte è venduta all’incanto e se non si

riesce a vendere si procede alla riduzione proporzionale del capitale sociale.

ORGANI SOCIALI

assemblea: il modello decisionale è quello dell’assemblea collegiale che opera

a) riguardo a modifiche dell’atto costitutivo, modifiche sostanziali dell’oggetto sociale,

riduzioni del capitale per perdite. L’assemblea è costituita da almeno la metà del

capitale sociale e delibera a maggioranza assoluta dei presenti. E’ ammessa

l’assemblea totalitaria (ovvero se partecipa tutto il capitale sociale). Un altro modello

decisionale contemplato consiste in un procedimento a formazione progressiva che si

realizza mediante consultazione scritta o consenso per iscritto e quindi non richiede la

convocazione preventivo e la presenza dei soci;

amministratori: gli amministratori possono essere scelti tra terzi non soci se non

b) diversamente disposto dall’atto costitutivo. Se l’amministrazione è affidata a più

soggetti esse devono dar vita al consiglio di amministrazione. E’ possibile scegliere tra

amministrazione disgiuntiva e congiuntiva, alcune decisioni però dovranno essere

prese tramite riunione (fusione o scissione, redazione progetti di bilancio, aumenti di

capitale, ecc..). Non sono previste durate minime o massime dalla legge, spetta ai soci

decidere scadenze e cause estintive durante la redazione dell’atto costitutivo. Gli

amministratori sono responsabili verso la società per i danni derivanti da inosservanza

dei doveri imposti da legge e atto costitutivo. L’azione di responsabilità può essere

promossa da ciascun socio che rilievi un irregolarità;

controlli: tutti i soci non amministratori hanno incisivi poteri di controllo

c) indipendentemente dalla quota di capitale posseduta, è facoltativa la creazione di un

organo di controllo interno se non nei casi obbligatori per legge: se per due esercizi

consecutivi siano superati limiti quali 4.400.000 euro di attivo nello s.p/8.800.000 di

ricavi/50 dipendenti occupati in media, se la società controlla altre società sottoposte a

revisione legale. Il collegio sindacale è stato sostituito da un sindaco unico. Vi sono

controlli di tipo facoltativo e di tipo obbligatorio.

S.R.L UNIPERSONALE

E’ stata introdotta la possibilità di costituire una sr.r.l con un unico socio sempre a

responsabilità limitata. Negli atti e nella corrispondenza dev’essere sempre indicato che vi

è un socio unico, gli amministratori devono depositare una dichiarazione contenente le

generalità del socio per la sua iscrizione, il conferimento in denaro del socio dev’essere

integralmente versato all’atto della costituzione. I contratti e le operazioni a favore

dell’unico socio vanno trascritte nel libro degli amministratori o risultare da atto scritto.

Delle obbligazioni sociali risponde solo la società con il suo patrimonio. La responsabilità

può divenire illimitata se vi è un mancato versamento dell’intero ammontare dei

conferimenti in denaro all’atto della costituzione o se vi è mancata pubblicità dei dati

relativi all’unico socio.

S.R.L.S

E’ una società di capitali con personalità giuridica. Può essere costituita con contratto/atto

unilaterale. L’atto costitutivo è redatto per atto pubblico e deve indicare:

- nome, cognome, luogo di nascita, domicilio e cittadinanza di ciascun socio;

- denominazione sociale + s.r.l.s e il comune ove ha sede;

- ammontare del capitale sociale pari almeno ad 1 euro ed inferiore a 10000 euro;

- oggetto sociale, quote di partecipazione, norme relative al funzionamento;

- luogo e data di sottoscrizione;

- gli amministratori.

Denominazione, ammontare del capitale sociale, sede e ufficio del registro vanno indicati

negli atti, nella corrispondenza e nello spazio elettronico destinato alla comunicazione.

RECESSO ED ESCLUSIONE DEL SOCIO NELLA S.R.L

Le ipotesi che giustificano il recesso del socio sono: cambiamento dell’oggetto o del tipo di

società, fusione/scissione, revoca dello stato di liquidazione, trasferimento sede sociale

all’estero, eliminazione di una o più cause di recesso, compimento di operazioni che

cambiano l’oggetto sociale o i diritti dei singoli soci.

Se la società è a tempo indeterminato il socio può recedere in inno momento dando un

preavviso di 180 giorni. Se è a tempo determinato il socio può recedere se le quote sono

intrasferibili o se il trasferimento è subordinato al gradimento degli organi sociali e ciò non

è previsto. Gli statuti possono prevedere ulteriori ipotesi di recesso oltre a quelli previsti

per legge. I soci che recedono hanno diritto ad ottenere il rimborso della propria

partecipazione proporzionalmente al patrimonio sociale, ed è determinato tenendo conto

del suo valore di mercato al momento della dichiarazione di recesso. I soci possono

essere esclusi per giusta causa.

TITOLI DI DEBITO E FINANZIAMENTI DEI SOCI

I titoli di debito possono essere emessi solo previa previsione dell’atto costitutivo. Non

possono essere collocati presso il pubblico dei risparmiatori ma possono essere sottoscritti

solo da investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale. E’ possibile il

finanziamento dei soci, il rimborso di tali finanziamenti è postergato alla soddisfazione dei

creditori sociali. Se avvenuto nell’atto precedente alla dichiarazione di fallimento della

società dev’essere restituito.

SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE DI UNA SOCIETA’ DI CAPITALI

L’estinzione si realizza in tre momenti: scioglimento, procedimento di liquidazione e

cancellazione dell’ente dal registro delle imprese. Il prodursi di un causa di scioglimento

non determinata automaticamente l’estinzione dell’ente bensì un cambiamento dello scopo

sociale: ora la finalità è ripartire tra i soci i guadagni realizzati insieme al rimborso dei

conferimenti. Lo scioglimento si verifica se:

- decorso del termine;

- conseguimento dell’oggetto sociale o sopravvenuta impossibilità (salvi che l’assemblea

non deliberi le opportune modifiche statuarie);

- impossibilità di funzionamento o inattività dell’assemblea;

- riduzione del capitale sociale sotto la soglia minima (a meno che non sia reintegrato);

- deliberazione dell’assemblea;

- altre cause previste dallo statuto.

Tutte le cause operano di diritto, ovvero non occorre un accertamento a carattere

costitutivo-negoziale. Lo scioglimento ha effetto solo dal momento in cui è iscritto nel

registro delle imprese. L’omissione comporta responsabilità solidale da parte degli

amministratori per danni subiti dalla società, soci o creditori.

STATO DI LIQUIDAZIONE E PROCEDIMENTO

Una volta prodotta la causa di liquidazione, la società entra automaticamente in stato di

liquidazione: il suo scopo diventa quello di saldare le passività e ripartire tra i soci l’attivo

residuo. Tale procedimento inizia con la nomina da parte dell’assemblea di uno o più

liquidatori la quale fissa inoltre i criteri di svolgimento della liquidazione. Una volta

avvenuta l’iscrizione nel registro casa la carica degli amministratori e inizia l’operato dei

liquidatori (iniziata tale fase va affiancato alla ragione sociale “società in liquidazione”).

Inizialmente i liquidatori chiudono i rapporti con terzi cosi da poter dare inizio alla

ripartizione del patrimonio netto. La legge attribuisce ai liquidatori tutti i poteri utili per

liquidare la società, salvo diversa previsione statuaria o assembleare. I liquidatori possono

richiedere ai soci i versamenti ancora dovuti, non possono ripartire ai soci acconti,

possono condizionare la ripartizione alla presentazione di determinate garanzie e sono

personalmente e solidalmente responsabili per danni verso i creditori sociali. E’

obbligatorio redigere e pubblicare i bilanci in fase di liquidazione per assicurare

informazione completa e la nota integrativa deve contenere i criteri utilizzati con una

giustificazione del loro utilizzo. E’ possibile revocare lo stato di liquidazione da parte

dell’assemblea straordinaria se si neutralizza la causa dello scioglimento. L’efficacia di tale

delibera è però subordinata all’accettazione dei creditori sociali entro e non oltre 60 gg

dall’iscrizione della delibera.

BILANCIO FINALE DI LIQUIDAZIONE E CANCELLAZIONE DELLA SOCIETA’

Finita la liquidazione, i liquidatori devono redigere il bilancio finale indicando la parte

spettante a ciascun socio o azione nella divisione dell’attivo. Tale bilancio non è approvato

dall’assemblea bensì dai singoli azionisti mediante approvazione tacita. Il documento,

sottoscritto da liquidatore e corredato da relazione dei sindaci e del revisore legale, è

depositato nel registro delle imprese. Se nessuno reclama entro 90 giorni il bilancio

s’intende approvato e si da via alla distribuzione dell’attivo residuo. Le somme spettanti ai

soci e non riscosse entro 90 giorni vanno depositate in un istituto di credito con i dati

inerenti al socio.

A seguito i liquidatori devono chiedere la cancellazione dal registro delle imprese. Se ci

sono ancora creditori insoddisfatti potranno agire contro i soci e contro il liquidatore se per

sua colpa. I libri devono essere depositati e conservati per 10 anni presso l’ufficio delle

imprese.

TRASFORMAZIONE DI UNA SOCIETA’

Si parla di trasformazione se un ente assume un organizzazione diversa da quella

originariamente indicata nell’atto costitutivo (cambiamento del modello organizzativo

dell’impresa, della veste giuridica). La funzione di tale processo è quello di permettere un

adattamento della società alle nuove esigenze strutturali. Il legislatore ha affermato la

continuità dei rapporti giuridici in seguito alla trasformazione sancendo la conservazione

dei diritti e degli obblighi facenti capo all’ente trasformato e la prosecuzione dei rapporti

processuali.

trasformazione omogenea: si parla di tale trasformazione quando vi è il passaggio una

a) società commerciai di persone a società di capitali o viceversa. La trasformazione da

società di persona a società di capitali è decisa con il consenso della maggioranza dei

soci (secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili). Il socio che non approva può

recedere. I soci a responsabilità limitata non sono liberati per le obbligazioni anteriori

alla trasformazione (salvo approvazione dei creditori che si presume se entro 60 giorni

non si siano opposti). La trasformazione inversa richiede la maggioranza prevista per

la modifica dello statuto e il socio dissenziente può recedere. E’ richiesto il consenso

dei soci che assumo responsabilità illimitata dopo la trasformazione. Il socio che

assume tale responsabilità l’assume anche per le obbligazioni sorte anteriormente la

trasformazione;

trasformazione eterogenea: in casi in cui il nuovo tipo di società sia totalmente diverso

b) da quello originario. Le società di capitali possono trasformarsi (con voto favorevole di

almeno 2/3 gli aventi diritto) in consorzio, cooperativa, comunione di azienda,

fondazione e/o associazione non riconosciuta. E’ necessario il consenso di quei soci

che assumeranno responsabilità illimitata. E’ possibile il cambiamento inverso con

maggioranze diverse a seconda del tipo di società: consorzi—>maggioranza assoluta,

comunioni d’azienda—>consenso unanime, associazioni—>maggioranza scritta

nell’atto costitutivo).

La deliberazione della trasformazione eterogenea ha effetto decorsi 60 giorni dalla

pubblicazione, quella omogenea immediatamente dopo la pubblicazione.

FUSIONE

Tale procedura consiste in una concentrazione delle imprese societarie per aumentarne

dimensione e competitività, dal punto di vista giuridico fa si che ad una pluralità di società

si sostituisca un unico organismo sociale. La fusione può attuarsi: mediante costituzione di

una società nuova che prende il posto delle due società (fusione in senso stretto) o con

l’incorporazione in una società di una o più altre (fusione per incorporazione). La fusione

può effettuarsi tra società dello stesso tipo (fusione omogenea) o anche tra società di tipo

differente (fusione eterogenea). Non possono dare inizio a tale procedura società in

liquidazione che hanno iniziato la distribuzione degli utili, salvo che alla fusione partecipino

solo società con capitale non rappresentato da azioni.

Il procedimento di fusione è articolato in 3 fasi:

progetto di fusione: esso deve contenere caratteristiche generali della società

1) interessata alla fusione, atto costitutivo della società incorporante o di quella risultante

dalla fusione, rapporto di cambio (come vengono assegnate ai soci dell’ente che si

estingue le azioni della nuova società con eventuale conguaglio in denaro), la data di

decorrenza degli effetti, il trattamento riservato a particolari categorie di soci o ti titoli

diversi da azioni, vantaggi particolari proposti a favore degli amministratori della

società partecipante alla fusione. Il progetto va iscritto nel registro del luogo dove

hanno sede le società interessate. Tra la date di delibera e l’iscrizione devono passare

almeno 30 giorni salvo rinuncia dei soci. Bisogna accompagnare il progetto con

situazione patrimoniale, relazione degli amministratori e degli esperti;

delibera: le fusione va deliberata da tutte le società mediante approvazione del relativo

2) progetto;

atto di fusione: il procedimento si conclude con la stipula dell’atto di fusione da parte

3) dei legali rappresentanti le società. Va fatta per atto pubblico che dev’essere

depositato per iscritto nel registro dove hanno sede le società interessate. La fusione

può essere effettuata esclusivamente se passati 60 giorni dall’iscrizione nel registro

delle deliberazione non vi è opposizione dei creditori. La fusione può avvenire

ugualmente salvo presentazione da parte della società di garanzie.

SCISSIONE

E’ un operazione sostanzialmente inversa rispetto alla fusione. Il patrimonio di un ente

viene diviso e attribuito ad altre società. La scissione può essere effettuata in due

modalità: mediante trasferimento del patrimonio di un ente a 2 o più società le cui azioni o

quote vengono assegnate ai soci della società scissa i quali divengono soci della società

assegnatarie, oppure attraverso trasferimento di una parte del patrimonio a vantaggio di 1

o più enti beneficiari preesistenti o di nuova costituzione. Le società possono essere

eterogenee. I creditori possono opposto. Si inizia con il progetto di scissione, poi è

necessaria la delibera delle assemblee straordinarie mediante approvazione del progetto.

Il progetto va iscritto e diviene efficace subito dopo.

SOCIETA’ COOPERATIVA E MUTUALISTICA

Le società cooperative sono enti che nascono per il perseguimento del cosiddetto scopo

mutualistico. Esso consiste nel fornire ai soci beni, servizi, od occasioni di lavoro a

condizioni più favorevoli rispetto a quelle offerte dal mercato. Mediante l’eliminazione di

qualsiasi figura d’intermediario, il costo i prodotti e servizi risulta ridotto. Le società

cooperative si propongono quindi di offrire ai soci un vantaggio patrimoniale che può

consistere in un risparmio di spesa o in un aumento della retribuzione. Tale vantaggio può

essere realizzato in due modi: vantaggio immediato, ovvero quando la società pratica

immediatamente prezzi inferiori o retribuzioni superiori al mercato, o vantaggio differito,

quando la società distribuisce/restituisce ai soci periodicamente somme di denaro.

Le tipologie di cooperative più diffuse sono:

- cooperative di produzione e lavoro: il socio è sia imprenditore che lavoratore;

- cooperative di consumo: forniscono ai soci beni a condizioni più favorevoli, l’acquisto

viene effettuato collettivamente e l’impresa si assume rischi imprenditoriali e spese;

- cooperative agricole: produttori agricoli conferiscono i prodotti per conservazione e

vendita mediante l’organizzazione societaria;

- cooperative di credito: credito a vantaggio dei soci a cui distribuiscono anche utili.

Tutte le società sono caratterizzate da capitale variabile con scopo mutualistico e

dall’iscrizione all’albo delle società cooperative.

COOPERATIVE A MUTUALITA’ PREVALENTE

Sono società che agiscono con i propri soci e posseggono nello statuto determinate

clausole che limitano la partecipazione a utili e riserve. Tali società svolgono la loro attività

prevalentemente in favore dei soci, consumatori o utenti di beni e servizi, si avvalgono

prevalentemente delle prestazioni lavorative dei soci, si avvalgono prevalentemente degli

apporti di beni o servizi da parte dei soci. La definizione di prevalenza è determinata in

base ad alcuni criteri:

- ricavi da vendite e servizi verso i soci superiore al 50% del totale dei ricavi;

- costo del lavoro dei soci superiore al 50% del totale del costo del lavoro;

- costo di produzione per servizi ricevuti dai soci ovvero per beni conferiti dai soci

superiore al 50% dei totale di costi e servizi.

Le cooperative a mutualità prevalente devono contenere nei propri statuti particolari

requisiti di non lucratività:

- divieto di distribuir i diventi in misura superiore all’interesse massimo dei buoni fruttiferi

postali aumentato di due punti e mezzo;

- divieto di remunerare gli strumenti finanziari in misura superiore a 2 punti rispetto al

massimo previsto per i dividendi;

- divieto di distribuire le riserve tra i soci;

- obbligo di devoluzione in caso di scioglimento a fondi mutualistici.

Il mancato rispetto di tali parametri per 2 esercizi consecutivi comporta la perdita della

qualifica di cooperativa a mutualità prevalente.

COSTITUZIONE E DISCIPLINA GIURIDICA

La società cooperativa deve costituirsi con atto pubblico con iscrizione nel registro delle

imprese, con cui si acquista personalità giuridica. Tutte le cooperative devono iscriversi

all’albo delle società cooperative, tale iscrizione ha valore costitutivo. Sono necessari

almeno 9 soci, ma ne bastano 3 se sono persone fisiche e adottano la forma dill’s.r.l. CI

sono cooperative in cui i soci devono avere determinate qualità personali. L’atto costitutivo

definisce le regole per lo svolgimento dell’attività mutualistica e se può svolgere la propria

attività con terzi. La denominazione è libera ma dev’essere sempre indicato che si tratta di

una società cooperativa. Inoltre è necessario indicare l’importo approssimativo delle spese

per la costituzione a carico della società. Per le obbligazioni sociali è responsabile la

società con il suo patrimonio.

PRINCIPIO DELLA PORTA APERTA

Il contratto di società è aperto, quindi consente l’ingresso di nuovi soci alle condizioni

indicate nell’atto costitutivo. L’ammissione è delibera dagli amministratori con annotazione

sul libro dei soci, previo verifica della presenza delle condizioni necessarie. L’atto

costitutivo può prevedere una categoria speciale di soci che devono seguire un periodo di

formazione (non possono superare 1/3 del totale dei soci). Al termine di un periodo

massimo di 5 anni tali soci diventano soci cooperatori a tutti gli effetti.

PARTECIPAZIONI SOCIALI

Le partecipazioni al capitale sociale sono rappresentate da quote o azioni nominative di

valore non inferiore a 25 euro né, per le azioni, superiore a 500 euro. Nessun socio può

avere una quota superiore a 100 mila euro, ad eccezione delle cooperative con più di 500

dipendenti dove questo limite può essere aumentato del 2% del capitale sociale. Se un

socio non esegue, anche in parte, il pagamento delle quote o delle azioni sottoscritte,

questi, previa intimidazione da parte dell’amministratore, può essere escluso senza che si

possa procedere alla vendita forzata delle azioni. Per questo motivo il creditore del socio

non può agire esecutivamente finché dura la società.

ALTRE FORME DI FINANZIAMENTO

E’ stata introdotta la figura del socio avventore, che consente all’ente di raccogliere capitali

di rischio anche da soggetti che non partecipano direttamente agli scopi mutualistici

dell’ente. Tali soci mirano a realizzare un valido investimento. Le loro azioni sono

nominative e trasferibili e con diritto di voto (fino a 5 voti a persona).

Le azioni di partecipazione cooperativa possono essere emesse esclusivamente dalle

società cooperative che hanno un programma pluriennale di sviluppo e ammodernamento

aziendale. Tali azioni sono prive di diritto di voto e sono privilegiate nella distribuzione degli

utili e nel rimborso di capitale. E’ stata introdotta anche la figura del socio finanziatore, è

stato permesso che le cooperative emettano strumenti finanziari cosi da consentire un

agevole raccolta di capitali sul mercato finanziario. Il legislatore ha fissato però un limite ai

diritti dei possessori di tali strumenti: non può essergli attribuito più di 1/3 dei voto spettanti

all’insieme dei soci presenti.

SOCIO LAVORATORE

Sono soci lavoratori di cooperativa coloro che:

- concorrono alla gestione dell’impresa;

- partecipano all’elaborazione di programmi di sviluppo e decidono sulle scelte strat;

- contribuiscono alla formazione del capitale e partecipano al rischio d’impresa;

- mette la disposizione la propria capacità professionale.

CESSAZIONE DELLA QUALITA’ DI SOCIO

Costituiscono causa di cessazione, oltre alla morte, il recesso e l’esclusione. Il recesso è

consentito nelle ipotesi previste da legge e atto costitutivo. E’ vietato il recesso parziale. Il

recesso avrà effetto con la chiusura dell’esercizio se comunicato 3 mesi prima altrimenti

con la chiusura dell’esercizio successivo. L’esclusione può avere luogo, oltre che per il

mancato pagamento delle quote/azioni, nei casi previsti dall’atto costitutivo, per gravi

inadempienze delle obbligazioni, per mancanza/perdita dei requisiti previsti per la

partecipazione alla società, fallimento del socio. L’esclusione dev’essere deliberata

dall’amministratore e solo se l’atto lo prevede dall’assemblea. In tutti i casi di recesso,

esclusione o morte la liquidazione della quota/azioni ha luogo sulla base del bilancio

dell’esercizio in cui il rapporto si scioglie.

ELEMENTO PATRIMONIALE

Il capitale sociale non è ma determinato in un ammontare prestabilito. L’ammissione dei

nuovi soci non comporta modifiche dell’atto costitutivo. La redazione del bilancio ha luogo

secondo le norme della s.p.a. Il 30% degli utili annuali va destinato a riserva e una quota

stabilita per legge ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

Se rimane utile residuo, questo può essere distribuito ai soci.

ORGANI SOCIALI

assemblea: l’atto costitutivo può prevedere modi peculiari di convocazione

a) dell’assemblea e stabilire la maggioranza necessaria per la deliberazione. Tali

maggioranze vengono calcolate secondo il numero di voti spettanti ai soci per testa e

non in base all’ammontare della quota o azione. Il diritto di voto spetta a a coloro che

sono iscritti nel libro dei soci da almeno 90 giorni. Ogni socio ha diritto ad un solo voto,

ad eccezione delle persone giuridiche e ai soci sovventori a cui possono essere

attribuiti 5 voti;

amministratori: si applicano le norme dettate per le s.p.a o s.r.l a seconda del modello

b) societario adottato. La maggioranza degli amministratori è scelta tra i soci cooperatori;

organo di controllo: la nomina del collegio sindacale è obbligatorio negli stessi casi in

c) cui lo è per le s.r.l. E’ obbligatorio inoltre quando la società emette strumenti finanziari;

collegio dei probiviri: è affidata la risoluzione di controversie tra soci o soci e società

d) riguardanti il rapporto sociale o la gestione mutualistica.

Le cooperative sono soggette a rigorosi controlli da parte dell’autorità governativa. Se si

accerta un irregolarità. l’autorità può revocare amministratori e sindaci affidando la

gestione ad un commissario governativo con determinati poteri e per un determinato

periodo.

SCIOGLIMENTO DELLA COOPERATIVA

Per le cooperative valgono le stesse cause di scioglimento delle s.p.a fatto salvo per la

riduzione del capitale sociale sotto il minimo legale: solo la perdita dell’intero capitale

sociale comporta lo scioglimento. Ulteriori cause sono:

- diminuzione dei soci sotto il numero richiesto e mancata reintegrazione entro 1 anno;

- mancato deposito del bilancio o mancato adempimento dei atti di gestione per 2 anni

consecutivi;

- impossibilità di raggiungere gli scopi.

GRUPPO COOPERATIVO PARITETICO

Le cooperative possono costituire un gruppo per l’esercizio delle proprie attività mediante

accordi di partecipazione. Il contratto deve indicare durata, la o le cooperative che dirigono

il gruppo indicandone i poteri, la partecipazione eventuale di altri enti privati o pubblici,

criteri e condizioni di adesione e recesso, criteri di compensazione ed equilibrio nella

distribuzione dei vantaggi derivanti.

MUTUE ASSICURATRICI

Sono società cooperative che esercitano un attività assicurative e sono caratterizzate

dall’interdipendenza sussistente tra socio e assicurato. Una volta diventato socio i ha

subito diritto alla prestazione assicurativa (non si può divenire socio senza assicurarsi

presso la società). I soci sono tenuti al pagamento periodico di contributi che possono

essere fissi o variabili. Le mutue assicuratrici sono assoggettate alle autorizzazioni, alla

vigilanza ed ai controlli stabiliti dalle leggi sull’esercizio delle assicurazioni.

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PARTE TERZA - I CONTRATTI

COMPAVENDITA, PERMUTA E RENT TO BUY

L’articolo 1470 definisce la vendita come un contratti che ha per oggetto il trasferimento

della proprietà di una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un

prezzo. La compravendita è quindi un contratto traslativo in quanto produce il

trasferimento di un diritto in virtù del consenso prestato dalle parti. Per quanto riguarda la

natura giuridica la compravendita è un contratto consensuale, in quanto è sufficiente

l’accordo tra le parti per il perfezionamento dello stesso, e ad effetti reali, in quanto

produce gli effetti dettati dalla articolo 1376 ossia il trasferimento di un diritto reale o di

credito, ad attribuzioni corrispettive, in quanto le parti sono tenute a prestazioni con un

rapporto di interdipendenza (ciascuna è causa dell’altra), commutativo, in quanto fin dalla

conclusione del contratto è possibile conoscere l’entità del sacrificio di ciascuna parte, non

di durata, in quanto la prestazione è istantanea, e a partecipazione bilaterale, nella vendita

infatti devono esistere una parte venditrice e una compratrice.

La causa della compravendita si identifica nello scambio di un diritto verso un corrispettivo

pecuniario. Essa è caratterizzata dal prezzo, ovvero una somma di denaro pagata

dall’acquirente al venditore come corrispettivo del bene trasferito. Il prezzo distingue il

contratto di vendita da quello di permuta, esso è di norma determinato dalle parti anche se

possono esistere casi in cui vi è un terzo a definirlo. Se il prezzo non viene definito

interviene la legge:

- se il contratto ha per oggetto cose vendute abitualmente si presume che il prezzo sia lo

stesso utilizzato in precedenza;

- se su tratta di beni aventi prezzi di borsa o mercato, il prezzo si desume dai listini o

dalle mercuriali.

Il venditore deve ovviare ad alcune obbligazioni ovvero: consegna della cosa al

compratore, fargli acquistare la proprietà della cosa o del diritto se l’acquisto non è effetto

immediato del contratto e garantire al compratore dall’evizione e dai vizi della cosa.

La consegna può avvenire materialmente o simbolicamente e dev’essere consegnato

nello stato in cui si trova nel momento della vendita. Per quanto riguarda il tempo della

consegna esso dovrebbe coincidere con il momento perfezionativo del contratto. Il luogo

della consegna è soggetto ad una disciplina diversa a seconda che l’oggetto della vendita

sia un bene immobile, in cui la consegna si effettua nel luogo dell’immobile, o un bene

mobile, in cui la consegna deve avvenire nel luogo in cui la cosa si trovava al momento

della conclusione del contratto o al domicilio del venditore o presso la sede della sua

impresa.

Per quanto riguarda la garanzia dall’evizione e dai vizi sono previste tre tutele a favore del

compratore: la garanzia per evizione (quando il compratore è privato del bene in quanto

un terzo code di diritti sullo stesso), la garanzia per vizi e la garanzia per mancanza di

qualità della cosa.

L’evizione può essere totale (in questo caso il venditore deve risarcire il prezzo pagato e

rimborsare le spese di contratto) o parziale (in questo caso il compratore può ottenere solo

una riduzione del prezzo oltre al risarcimento del danno).

La garanzia per evizione può essere ridotta, tolta o aumentata previo accordo tra le parti.

Per quel che riguarda i vizi la garanzia vale quanto essi non sono conosciuti dal

compratore, non sono facilmente riconoscibili e sono materiali e preesistenti alla vendita.

Le azioni a tutela del compratore sono definite azioni edilizie e possono essere di due tipi:

azione redibitoria: comporta la restituzione della cosa e del prezzo versato;

1. azione estimatoria: comporta una diminuzione del prezzo fissato dalle parti.

2.

Il compratore decade dal diritto di esercitare tali azioni una volta passati 8 giorni dalla

scoperta.

Anche il compratore ha alcune obbligazioni a cui adempiere. La principale obbligazione

consiste nel pagare il prezzo pattuito entro i termini previsti e nel luogo fissato dal

contratto. In mancanza di pattuizioni al riguardo il pagamento deve avvenire al momento

della consegna e nel luogo dove questa si esegue.

VENDITA OBBLIGATORIA

Tale vendita consiste in un contratto gia perfetto che produce effetti traslativi solo in un

momento successivo. Costituiscono ipotesi di vendita obbligatoria:

- vendita di una cosa futura: oggetto del contratto una cosa che non esiste al momento

della conclusione dello stesso;

- vendita di cosa altrui: se l’oggetto del contratto è una cosa di proprietà altrui il venditore

deve procurare l’acquisto al compratore;

- vendita con riserva di proprietà: il venditore rimane proprietario del bene sino

all’integrale pagamento del prezzo (che è differito);

- vendita di cose generiche: il trasferimento di proprietà non è conseguenza immediata

della conclusione del contratto, è infatti necessaria un ulteriore operazione giuridica che

definisce nella loro concretezza le cose he le parti intendono trasferire (specificazione);

- vendita alternativa: un soggetto si obbliga a trasferire un solo di due o più beni specifici

dedotti dal contratto, il trasferimento di del diritto si realizza al momento della

concertazione, ovvero quando viene esercitata la facoltà di scelta.

VENDITA CON PATTO DI RISCATTO

In questo tipo di vendita il compratore ha la facoltà di riottenere il bene venduto mediante

restituzione entro un termine stabilito del prezzo e dei rimborsi previsti. Tale vendita ha

funzione di concedere al venditore denaro liquido e di riacquistare il bene alienato una

volta ritornato in buona situazione di liquidità. Per impedire di approfittarsi della situazione

del venditore è stato stabilito che il patto di restituire un prezzo superiore a quello stipulato

è nullo per l’eccedenza.

Il riscattante è obbligato a rimborsare il prezzo al compratore, rimborsare le spese ed ogni

altro pagamento fatto per la vendita e rimborsare le spese di riparazioni necessarie e nei

limiti quelle che hanno aumentato il valore della cosa.

VENDITA CON TRASPORTO. VENDITA SU DOCUMENTI

La vendita con trasporto è caratterizzata dal fatto che la cosa venduta va trasportata da un

luogo all altro. La particolarità di tale contratto è costituita dalla consegna liberatoria con

cui il venditore si libera dell’obbligo di consegna

VENDITA CON CLAUSOLE SULLA QUALITA’ DEL BENE

Vendita con riserva di gradimento: tale vendita non si perfezione fino a che il

a) gradimento del compratore non sia stato comunicato al venditore. In questo caso il

venditore è vincolato alla sua dichiarazione mentre l’altra parte ha diritto di accettare o

no la proposta;

Vendita a prova: tale vendita si perfeziona quando le parti hanno convenuto di

b) sottoporre l’efficacia della vendita all’accertamento di determinate qualità del bene

trasferito. Si tratta quindi di una vendita condizionata all’accertamento che la cosa

abbia le qualità pattuite e sia idonea all’uso a cui è destinata;

Vendita su campione: le parti determinano il bene oggetto di contratto facendo

c) riferimento ad un bene esemplare, in caso di difformità il compratore può risolvere il

contratto.

VENDITA A TERMINE DI TITOLI DI CREDITO. VENDITA DI EREDITA’

La funzione di tale vendita consiste nella speculazione che le parti sperano di realizzare

tra il prezzo del titolo al momento della conclusione del contratto e quello dell’esecuzione

della prestazione. La vendita di eredità si ha quando l’oggetto del contratto è un eredità,

senza specificazione degli elementi che la compongono.

Tutti i diritti che maturano dopo la conclusione del contratto spettano al compratore

(dividendi ed interessi), i diritto di voto spesa fino al momento della consegna al venditore.

PERMUTA: NOZIONE E DIFFERENZE DALLA VENDITA

La permuta è un contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di

cose o diritti da un contraente all’altro. Si tratta quindi di un contratto di scambio con una

funzione molto simile a quella della vendita, da cui si distingue però in quanto tale scambio

non è caratterizzato dalla prestazione di un corrispettivo in denaro ma ha per oggetto il

reciproco trasferimento della proprietà di cose o diritti. Per la permuta sono richiamate le

norme stabilite per la vendita.

La permuta è solitamente un contratto consensuale ad effetti reali immediati ma, al pari

della vendita può avere anche un efficacia obbligatoria immediata ed un efficacia reale

differita.

NUOIVO CONTRATTO DI RENT TO BUY

Tali contratti, definiti anche di affitto con riscatto, si sono diffusi negli ultimi anni per venire

incontro alle esigenze di consentire la vendita di immobili anche in situazioni in cui non è

possibile per l’acquirente ottenere un finanziamento bancario. Si tratta di un pagamento di

un canone periodico ed il rinvio ad un momento successivo dell’acquisto del diritto di

proprietà. Le parti possono concordare la periodicità del pagamento dei canoni, il suo

importo complessivo e la parte del canone che dev’essere imputata a corrispettivo del

trasferimento (ovvero che sarà detratta dal prezzo di una futura cessione dell’immobile). In

tali contratti infatti una parte del canone rappresenta un acconto sul prezzo della futura

compravendita.

CONTRATTO ESTIMATORIO

Tale contratto permette ad un soggetto, proprietario di una o più cose mobili, di

consegnarle ad un altro soggetto il quale si obbliga entro termini stabiliti a pagarne il

prezzo convenuto al momento della consegna oppure di restituirle integre. La peculiarità di

tale contratto è appunto la possibilità di restituire le cose entro un termine prefissato senza

pagarne il prezzo. L’obiettivo del contratto non è quindi quello di realizzare uno scambio

contro prezzo ma di rendere possibile un affidamento della merce in funzione di una

successiva vendita della stessa a terzi. Tale contratto consente ai commercianti di rifornirsi

di merci senza essere costretti a pagarle immediatamente al grossista e permette loro di

sfuggire al rischio economico dell’invenduto. Il termine entro cui pagare o restituire la

merce è quindi necessario, in mancanza di accordi è stabilito dal giudice.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matteobranchini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Spiotta Marina.

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