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È società occulta la società costituita con l’espressa e concorde volontà dei soci di non rivelarne l’esistenza

all’esterno, così per comune accordo l’attività di impresa è svolta per conto della società, ma senza

quindi non viene esteriorizzata; nei rapporti esterni l’impresa si presenta come

spenderne il nome. La società

impresa individuale di uno dei soci o di un terzo, che operano spendendo il proprio nome al fine di limitare la

responsabilità nei confronti dei terzi al patrimonio del solo gestore, cioè di evitare che la società e gli altri

soci rispondano delle obbligazioni di impresa e siano esposti al fallimento.

Se l’esistenza della società occulta viene scoperta i terzi possono invocare la responsabilità della stessa

l’esistenza del contratto di società non esteriorizzata.

purchè provino

I CONFERIMENTI

Con la costituzione della società il socio assume l’obbligo di effettuare i conferimenti determinati nel

contratto sociale.

La determinazione del conferimento dovuto da ciascun socio non è condizione essenziale per la valida

costituzione della società di persone quindi nel caso in cui esso non sia determinato si presume che i soci

siano obbligati a conferire, in parti uguali tra loro, quanto è necessario per il conseguimento dell’oggetto

sociale, salvo patto contrario.

Nelle società di persone può essere conferita ogni entità (bene o servizio) suscettibile di valutazione

economica ed utile per il conseguimento dell’oggetto sociale.

Vi è una specifica disciplina per alcuni tipi di conferimenti diversi dal danaro:

 Conferimento di beni in natura tra cui i beni in proprietà dei quali la garanzia dovuta al socie e il

passaggio dei rischi sono regolati dalle norme sulla vendita. Il socio si impegna a trasferire questo

bene con la determinata forma; fino a che non è trascritto che la proprietà è passata, il socio è ancora

proprietario; se il conferimento è per godimento e il bene perisce, allora il socio deve rimediare.

 Conferimento di crediti: il socio che conferisce crediti risponde nei confronti della società

dell’insolvenza del debitore ceduto nei limiti del valore assegnato al suo conferimento; sarà inoltre

tenuto al rimborso delle spese ed a corrispondere gli interessi. Se non versa tale valore può essere

escluso dalla società.

 Conferimento di servizi: nelle società di persone il conferimento può essere costituito anche

dall’obbligo del socio di prestare la propria attività lavorativa (manuale o intellettuale) a favore della

socio d’opera

società. È il cosiddetto che non va confuso col socio che ha stipulato un contratto di

lavoro subordinato con la società. Il socio d’opera non è un lavoratore subordinato e non ha diritto al

trattamento salariale e previdenziale proprio dei lavoratori subordinati. Il compenso per il suo lavoro

dalla partecipazione ai guadagni della società. Il socio d’opera rischia di lavorare

è rappresentato

invano, come il socio che ha apportato capitale rischia di non ricevere alcun corrispettivo per l’uso

sociale del proprio danaro. Sul socio d’opera grava ance il rischio dell’impossibilità di svolgimento

E’ un socio un po’ penalizzato. Il valore della

della prestazione anche per causa a lui non imputabile.

prestazione d’opera non è imputato al capitale sociale, perché è un valore troppo mutevole

PATRIMONIO E CAPITALE SOCIALE

I conferimenti dei soci formano il patrimonio iniziale (attivo patrimoniale iniziale) della società che diventa

proprietaria dei beni conferiti a tal titolo dai soci. I soci non possono servirsi delle cose appartenenti al

patrimonio sociale per fini estranei a quelli della società.

- Nelle società semplici è del tutto assente la disciplina del capitale sociale, né è richiesta la

valutazione iniziale dei conferimenti; ciò si spiega col fatto che essendo una società destinata

esclusivamente all’esercizio di attività non commerciale, non è obbligata alla tenuta delle scritture

contabili e alla redazione annuale del bilancio.

- Nelle società in nome collettivo vi è invece una disciplina del capitale sociale (seppur frammentaria).

È prescritto che l’atto costitutivo indichi non solo i conferimenti dei soci, ma anche il valore ad esso

attribuito e il modo di valutazione, consentendo di determinare l’ammontare del capitale sociale

nominale. Non è dettata alcuna disciplina per la determinazione del valore dei conferimenti diversi

dal danaro che è rimessa alla volontà delle parti. Tale lacuna si riflette nell’applicazione di due norme

a tutela dell’integrità del capitale sociale:

1) Divieto di ripartizione fra i soci di utili non realmente conseguiti (fittizi) e, in caso si verifichi

una perdita, divieto di ripartizione di utili fino a che il capitale sociale non sia reintegrato o

ridotto nella misura corrispondente. (art. 2203)

Divieto di rimborsare ai soci i conferimenti eseguiti o di liberarli dall’obbligo

2) di ulteriori

versamenti in assenza di una specifica deliberazione di riduzione del capitale sociale. (art. 2306)

PARTECIPAZIONE A UTILI E PERDITE

Tutti i soci hanno il diritto di partecipare agli utili e alle perdite della società. Essi godono della massima

libertà nella determinazione della parte spettante a ciascuno e non è particolarmente necessario che la

l’atto costitutivo

partecipazione sia proporzionale ai conferimenti. Solitamente è stabilito dal contratto ma se

non dispone nulla a riguardo vengono applicati i seguenti criteri legali di ripartizione:

a) Se il contratto non dispone nulla, le parti spettanti ai soci nei guadagni e nelle perdite si presumono

proporzionali ai conferimenti

b) Se non è stato determinato neppure il valore dei conferimenti, le parti si presumono uguali

c) Se è determinata solo la parte spettante a ciascuno nei guadagni, si presume che la partecipazione sia

di egual misure nelle perdite (e viceversa)

Il solo limite posto all’autonomia privata (valido per tutte le società lucrative) è rappresentato dal divieto di

patto leonino: è nullo il patto con il quale uno o piu soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle

Però è possibile nell’atto costitutivo escludere in parte un socio da utili e/o perdite,

perdite (art 2265). ma

non totalmente.

DETERMINAZIONE DI UTILI E PERDITE

il diritto del socio di percepire la sua parte di utili nasce con l’approvazione di un

Nella società semplice

rendiconto predisposto annualmente dai soci amministratori, salvo che il contratto stabilisca un termine

diverso. Solo nelle s.s. è possibile escludere i soci dalle obbligazioni sociali, non nelle s.n.c.

invece il documento destinato all’accertamento degli utili e delle perdite è

Nella società in nome collettivo

un vero e proprio bilancio di esercizio, predisposto dai soci amministratori e approvato a maggioranza.

Gli utili sono percepiti dopo l’approvazione del bilancio

1.

2. Le perdite incidono direttamente sul valore della singola partecipazione sociale riducendola

proporzionalmente, con la conseguenza che in sede di liquidazione della società il socio si vedrà

rimborsare una somma inferiore rispetto al valore originario del capitale conferito

3. Divieto di distribuzione degli utili fino alla reintegrazione del capitale sociale.

LA RESPONSABILITà DEI SOCI PER LE OBBLIGAZIONI SOCIALI

Nella società semplice e nella società in nome collettivo delle obbligazioni sociali risponde innanzitutto la

società con il proprio patrimonio che costituisce perciò la garanzia primaria di quanti concedono credito alla

società.

N.B.: Garanzia primaria, ma non esclusiva, dato che per le obbligazioni sociali rispondono personalmente e

illimitatamente anche i singoli soci.

Nella società semplice, la responsabilità personale di tutti i soci non è principio inderogabile: la

responsabilità dei soci non investiti del potere di rappresentanza della società può essere esclusa o limitata da

un apposito patto sociale, il quale è opponibile ai terzi se portato a loro conoscenza con mezzi idonei.

Nella società in nome collettivo, la responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci è inderogabile, quindi la

L’eventuale patto

responsabilità personale non può essere esclusa o limitata con effetti verso i terzi.

contrario è valido ed efficace tra i soci, ma non ha effetto nei confronti dei terzi (non è opponibile).

In entrambi i tipi di società la responsabilità per le obbligazioni sociali precedentemente contratte è estesa

anche ai nuovi soci: che entra a far parte di una società già costituita risponde con gli altri soci per le

sociali anteriori rispetto all’acquisto della qualità di socio.

obbligazioni

Inoltre lo scioglimento del rapporto sociale per morte, recesso o reclusione, non fa venir meno le

obbligazioni sociali anteriori al verificarsi di tale eventi, che devono essere però portati a conoscenza di terzi

con mezzi idonei, altrimenti lo scioglimento non è opponibile a terzi che lo hanno senza colpa ignorato.

In entrambi i tipi di società i creditori hanno piu patrimoni su cui soddisfarsi: il patrimonio della società ed il

patrimonio dei singoli soci illimitatamente responsabili. 

Responsabilità della società e responsabilità dei soci non sono sullo stesso piano autonomia patrimoniale

delle società di persone.

I soci sono responsabili in solido tra loro, ma non sono responsabili in via sussidiaria rispetto alla società in

quanto godono del beneficio di escussione del patrimonio sociale: i creditori sociali sono tenuti a soddisfarsi

sul patrimonio della società prima di poter aggredire il patrimonio personale dei soci. Tale beneficio opera

diversamente:

 Nella s.s. e nella s.n.c irregolare: il creditore può rivolgersi direttamente al singolo socio

illimitatamente responsabile il quale deve chiedere la preventiva escussione del patrimonio sociale

indicando i beni su cui il creditore possa agevolmente soddisfarsi. Il beneficio di escussione opera

quindi in via di eccezione ed il socio sarà tenuto a pagare dove non provi che nel patrimonio sociale

esistono beni non solo sufficienti, ma prontamente e agevolmente aggredibili dal creditore.

 Nella s.n.c.: il beneficio di escussione opera automaticamente, è quindi piu intenso; i creditori sociali

non possono pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo l’escussione del patrimonio

sociale con azione esecutiva.

Riassumendo la responsabilità dei soci è:

1. Personale

2. Illimitata

3. Solidale, con azione di regresso in proporzione alla partecipazione alle perdite

4. Sussidiaria: beneficio di preventiva escussione (nelle snc)

5. Estesa ai nuovi soci

6. Permanente per gli ex soci per le obbligazioni anteriori al verificarsi della causa di scioglimento.

deve essere portata a conoscenza dei terzi con mezzi idonei.

_Quest’ultima

_ In mancanza è inopponibile ai terzi che hanno senza colpa ignorato lo scioglimento.

CREDITORI PERSONALI DEI SOCI

Il patrimonio della società è insensibile alle obbligazioni personali dei soci ed è intangibile da parte

dei creditori di questi ultimi autonomia patrimoniale delle società di persone. Il creditore

personale del socio non può in alcun caso aggredire il patrimonio sociale per soddisfarsi, né può

compensare il suo credito verso il socio con il debito che quest’ultimo eventualmente ha verso la

società, perché in tal modo il creditore finirebbe col soddisfarsi sul patrimonio della stessa.

Il creditore personale può, in entrambe le società:

a) Soddisfare il suo credito sugli utili spettanti al socio suo debitore (art. 2270)

b) Compiere atti conservativi sulla quota spettante al debitore nella liquidazione della società

Nella s.s. e nella s.n.c. irregolare: il creditore personale del socio può chiedere la liquidazione della

quota del suo debitore se prova che gli altri beni dello stesso sono insufficienti a soddisfare i suoi

crediti. La richiesta opera come causa di esclusione di diritto del socio, cioè il creditore non può

soddisfarsi direttamente sul patrimonio sociale.

La società sarà solo tenuta a versargli, entro 3 mesi, una somma di danaro corrispondente al valore

della quota al momento della domanda.

Nella s.n.c. regolare: il creditore personale del socio NON può chiedere la liquidazione della quota

personale del socio debitore finchè dura la società, neppure se prova che gli altri beni dello stesso

siano insufficienti a soddisfarlo.

AMMINISTRAZIONE DELLA SOCIETA’

L’amministrazione della società è l’attività di gestione dell’impresa sociale; il potere di

amministrazione è il potere di compiere tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale.

Per legge ogni socio illimitatamente responsabile è amministratore della società.

Il rapporto che lega amministratore e società è contrattuale.

L’atto costitutivo può però prevedere che l’amministrazione sia riservata solo ad alcuni soci, dando

così luogo alla contrapposizione tra soci amministratori e non.

I “modelli” di amministrazione:

 Amministrazione disgiuntiva (art. 2257):

se il contratto sociale nulla dispone in merito alle modalità di amministrazione, trova applicazione il

modello legale dell’amministrazione disgiuntiva. Ciascun socio amministratore può intraprendere da

sociale, senza essere tenuto a richiedere il

solo tutte le operazioni che rientrano nell’oggetto

consenso o parere degli altri amministratori, né informarli preventivamente. L’ampio potere

individuale è temperato dal diritto di opposizione riconosciuto a ciascuno degli altri soci

che l’operazione sia stata compiuta.

amministratori che paralizza il potere del singolo prima

Sul conflitto decidono tutti i soci (amministratori e non) a maggioranza determinata secondo la parte

attribuita a ciascun socio degli utili (dipende da quanto uno partecipa agli utili, non tutti i soci in

questo caso sono uguali) maggioranza per quote di interesse, non per teste.

 Amministrazione congiuntiva (art.2258):

deve essere espressamente convenuta (prevista) nell’atto costitutivo: essa prevede il consenso di tutti

i soci amministratori per il compimento delle operazioni sociali, o in alcuni casi basta la

maggioranza di essi, sempre calcolata secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili. Tale

amministrazione può rivolgersi sia all’unanimità sia a maggioranza a seconda degli atti. La maggior

rigidità di questo tipo di amministrazione è però temperata dal riconoscimento ai singoli

amministratori del potere di agire individualmente quando vi sia urgenza di evitare un danno alla

società.

LA RAPPRESENTANZA

Fra le funzioni di cui gli amministratori sono per legge investiti vi è anche quella di rappresentanza della

società. Il potere di rappresentanza è il potere di agire nei confronti dei terzi in nome della società dando

luogo all’acquisto di diritti e all’assunzione di obbligazioni da parte della stessa.

N.B.: il potere di gestione riguarda l’attività amministrativa interna, la fase decisoria delle operazioni sociali;

il potere di rappresentanza riguarda l’attività esterna, la fase di attuazione con i terzi delle operazioni sociali.

La rappresentanza è sia sostanziale sia processuale, cioè la società può agire o può essere convenuta in

giudizio in persona dai soci amministratori che ne hanno rappresentanza.

LIMITI DEL POTERE DI RAPPRESENTANZA

Nelle snc: le limitazioni al potere di rappresentanza sono opponibili ai terzi solo se:

 Sono iscritte nel registro delle imprese (dove gli amministratori sono tenuti a depositare una firma

autografa) oppure

 Si prova che i terzi ne abbiano avuto effettiva conoscenza.

Nelle ss: solo di recente è stato introdotto un regime di pubblicità legale quindi: le limitazioni si possono

opporre ai terzi se sono originarie, altrimenti devono essere portate a conoscenza con mezzi idonei; in

mancanza sono loro opponibili solo se la società prova che le conoscevano.

N.B: nella società semplice agricola vi è pubblicità legale e si applica l’art. 2193.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher birillo44 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Mucciarelli Federico M..

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