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Esame di Diritto commerciale d'impresa docente Prof. M. Spiotta

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ESTRATTO DOCUMENTO

pagatore: non paga perché ritiene, senza valido motivo, che la merce sia

fallata.

Il concetto di solvenza è diverso dal concetto di inadempimento. L'insolvenza

non coincide necessariamente con lo sbilancio patrimoniale, per esempio:

- Il passivo supera l'attivo ma la banca finanzia l'impresa che non è solvibile

(ricorre al finanziamento bancario).

-Attivo supera passivo ma se è immobilizzato non ho liquidità e non posso

adempiere (se ho tante immobilizzazioni per esempio).

- Organizzata: occorre organizzare i fattori della produzione, che sono

capitale e lavoro, occorre un minimo di eteroorganizzazione (organizzo il

lavoro altrui e il capitale).

- Fine della produzione di beni e servizi: la legge ha diversa

interpretazione, si discute infatti sul fatto che sia sufficiente produrre una

nuova ricchezza ( locazione non è impresa) o se occorra anche lo scambio sul

mercato. Esempio: un soggetto che si costruisce la villa in economia o che

coltiva l'orto ma consuma tutto lui (imprenditore in economia). Una corrente di

pensiero afferma che esso sia un imprenditore perché la norma sostiene che

possa produrre o scambiare, non usa il congiuntivo "e" ma "o".

Non occorre la liceità, è imprenditore anche chi svolge un'attività illecita.

DISTINZIONI IMPRENDITORI

• In base all'oggetto (attività) si distingue tra:

-imprenditore agricolo (art 2135)

-imprenditore agricolo (art 2195)

• In base alle dimensioni: - imprenditore piccolo (art 2083 c.c e art 1

l.fal.)

-imprenditore medio/grande (per sottrazione, chi non è piccolo).

• In base alla natura:

-imprenditore individuale (persona fisica)

-imprenditore collettivo ( società, persona giuridica). 2

• Sempre in base alla natura:

-imprenditore privato

-imprenditore pubblico

IMPRENDITORE AGRICOLO

Art 2153 "È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività:

coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse.

II. Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di

animali si intendono le attività dirette alla cura ed allo sviluppo di un

ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere

vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il

bosco o le acque dolci, salmastre o marine.

III. Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal

medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione,

conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione

che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla

coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali,

nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante

l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda

normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata, ivi comprese le

attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e

forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge."

Distingue tra attività agricole essenziali e per connessione. Le attività

agricole essenziali sono: coltivazione del fondo, coltivazione del

bosco, allevamento di animali (non solo bestiame). Non è più

indispensabile il collegamento col fondo. 3

Vi è l'esonero della coltivazione in fallimento: l'imprenditore agricolo

non può fallire e chi non fallisce non si può sdebitare (possibilità di chi

è fallito (senza ostruzionismo) di liberarsi dei debiti).

Attività per connessione-> è una connessione multipla:

-soggettiva: è lo stesso soggetto che svolge sia attività agricola

essenziale e per connessione.

-oggettiva: l'attività connessa viene svolta con prodotti ottenuti e

attrezzature utilizzate prevalentemente nello svolgimento dell'attività

essenziale.

Esempio: Tizio lavora l'uva per avere il vino, vino ottenuto acquistando

uva sul mercato e un po' dal suo orto -> è un imprenditore

commerciale.

L'esonero dal fallimento è un rischio aggiuntivo.

Si è imprenditori agricoli svolgendo attività connesse-> le attività commerciali

diventano agricole per connessione (deve essere duplice). Esempio se A

coltiva pomodori e trasforma l'uva in vino non è un imprenditore agricolo

perché' l'uva la compra, è un’attività commerciale. Agriturismo-> attività

agricola.

Imprenditore commerciale (diverso dall'agricolo per oggetto) -> art 2195 c.c.

L'imprenditore commerciale lo definiamo per sottrazione: art 2082(definizione

di imprenditore) -2135(imprenditore agricolo) = 2195(imprenditore

commerciale). È imprenditore chi (art 2195):

1) un'attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi;

2) un'attività intermediaria nella circolazione dei beni;

3) un'attività di trasporto per terra, per acqua o per aria;

4) un'attività bancaria o assicurativa;

5) altre attività ausiliarie delle precedenti, come l'agenzia o il mediatore (chi

mette in contatto 2 persone per stipulare un contratto).

IMPRENDITORE PICCOLO

L'imprenditore piccolo è definito da due articoli: art 1 l.fall. e art 2083 c.c. 4

Art 1 l.fall. -> è una definizione oggettiva, basata su soglie aritmetiche. Vi

sono 3 soglie:

-nell’'attivo patrimoniale, l'ammontare complessivo annuo non deve essere

superiore a 300000 euro.

-Ricavi non superiori a 200000 euro.

-Indebitamento (ammontare di debiti anche non scaduti) di massimo 500000

euro.

Se si rimane al di sotto di tutte queste soglie l'imprenditore è piccolo e può

fallire. Se si supera anche solo una soglia l'imprenditore non è piccolo. Le

soglie si misurano nei 3 esercizi antecedenti la data del deposito della

domanda di fallimento.

Su chi grava l'onere della prova? Generalmente chi inizia (l'attore) deve

dimostrare i fatti, mentre tocca al convenuto dimostrarne le modifiche. In

questo caso invece vi è un’inversione dell'onere della prova. Il 2comma infatti

spiega che non fallisce chi dimostra di avere i 3 requisiti, l'onere della prova è

dell’imprenditore, il legislatore ha deciso così per il principio di vicinanza della

prova (onere della prova del convenuto).

Per fallire devi superare tutte e 3 le soglie o solo una? Basta superarne una

(si tratta di possesso congiunto, per non fallire devo rispettarle tutte e 3); se

per un anno supero la soglia dei ricavi allora posso fallire.

Le soglie si misurano nei 3 anni, se un anno sforo 1 punto posso fallire.

Solo l'imprenditore commerciale può fallire.

Presupposto oggettivo del fallimento-> ricavi ma non paghi, sei insolvente.

Art 2083 dice che: Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli

artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attività

professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei

componenti della famiglia.

La norma fa degli esempi. La vera definizione si trova nella seconda parte

della norma: per vedere se è piccolo occorre verificare se soddisfa il criterio

della prevalenza del lavoro proprio ( e dei famigliari) sul lavoro altrui e sul 5

capitale investito. Esempio: orafo di Valenza, apre l'oreficeria solo lui e la

moglie, è piccolo? No! C'è prevalenza del lavoro proprio ma non c'è

prevalenza sul capitale investito (dato che richiede grossi investimenti). Altro

esempio: centri con grandi lavatrici per lavare a conduzione familiare, è

piccolo? No, non c'è prevalenza sul capitale investito ( i macchinari costano

tanto).

Non può fallire il professionista intellettuale (medico, avvocato) perché non è

imprenditore (art 2238) al professionista si applicano le norme sull'impresa

solo se l'esercizio delle professioni costituisce elemento di un'attività

organizzata in forma d'impresa.

Statuto dell'imprenditore-> insieme di norme che lo compongono. Vi sono 4

gruppi: 1 azienda, 2 segni distintivi, 3 concorrenza, 4 consorzi.

Statuto dell'imprenditore commerciale-> contiene norme su: 1 iscrizione

nel registro delle imprese, 2 sulla tenuta delle scritture contabili, 3

rappresentanza commerciale (institore), 4 fallimento.

Statuto dell'imprenditore agricolo-> si avvicina a quello commerciale;

contiene gruppi di norme su: 1 anche le imprese agricole si iscrivono nel

registro delle imprese (RI) in una sezione speciale con effetti di pubblicità

dichiarativa (è opponibili ciò che è iscritto), 2 tengono le scritture contabili a

fini fiscali, 3 non ci sono vere e proprie rappresentanti, ma l'art 2138 parla di

dirigente proposto, simile all'institore (che è il rappresentante per lo statuto del

commerciale), 4 può beneficiare di procedure diverse dal fallimento con

accordi di ristrutturazione dei debiti (art 182 bis l.fall.), di accordi di

composizione della crisi da sovra indebitamento e la transazione fiscale.

STATUTO DELL'IMPRENDITORE 1° GRUPPO (AZIENDA)

DISCIPLINA DELL'AZIENDA 6

(art 2555). L'azienda è un complesso di beni organizzati dall'imprenditore per

l'esercizio dell'impresa. Vi è un rapporto di mezzo (azienda) - fine (esercizio

dell'azienda).

L'azienda presenta un valore economico che non è rappresentato solo dalla

sommatoria dei beni che compongono l'azienda (infatti il valore dell'azienda è

maggiore del valore della somma dei beni che la compongono), in più

troviamo l'avviamento che è la capacità di attrarre clientela. L'avviamento

dipende dalle circostanze soggettive (capacita dell'imprenditore) e oggettive

(posizione dell'impresa, per esempio una libreria vicino all'università avrà

maggior profitto).

L'imprenditore non deve necessariamente essere proprietario di tutti i beni,

basta che ne possa disporre in virtù di un titolo giuridico (leasing, capannone

in affitto).

Nell'azienda sono compresi solo i beni o anche i servizi (tipo rapporti di lavoro,

rapporti con i fornitori, con la clientela e il dipendente)? La dottrina qui si

presenta divisa: nel Campobasso per beni si intendono le cose che possono

formare oggetto di diritti. Un'altra corrente di pensiero sostiene un significato

più ampio facendone rientrare anche i servizi.

Si discute sul fatto che l'azienda debba essere considerata come un blocco

unico o come somma di beni.

La teoria unitaria definisce l'azienda come un tutt'uno.

La teoria atomistica definisce l'azienda come una somma di tutti i beni.

Questa suddivisione nasce dal fatto che l'imprenditore abbia offerto indicazioni

contrastanti. Si può seguire la teoria atomistica in quanto in materia di

circolazione dell'azienda non ha dettato forma unitaria: per le immobilizzazioni

ci si avvale della forma scritta, mentre per i beni mobili (PC...) non la richiede

(quindi si vede come parti scomposte). Si può seguire la teoria unitaria per il

fatto che, come scritto nel codice di procedura civile, l'azienda può essere

sequestrata.

TRASFERIMENTO DELL’AZIENDA 7

Art 2556.

Bisogna distinguere forma “ad probationem” (forma richiesta a fini probatori) e

“ad substantiam” (forma richiesta a pena di nullità ). Ai fini probatori (per

provare che c’è stato il trasferimento) occorre la forma scritta; quest’ultima è

richiesta nella forma “ a pena di nullità” solo quando nell’azienda sono

compresi i beni immobili (e beni sottoposti a locazione superiore a 9 anni); in

altri casi è usata solo per far nota dei trasferimenti.

Il trasferimento viene fatto con atto pubblico o scrittura privata autenticata, per

poter iscrivere il trasferimento nel registro delle imprese.

Per trasferire l’azienda non c’è una forma particolare, per dimostrarlo uso la

forma scritta (richiesta per la natura del contratto/beni immobili, anche per fare

la donazione (atto pubblico più 2 testimoni)).

Art 2556-> Chi vende l’azienda è sottoposto al divieto di concorrenza, deve

astenersi per il periodo di 5 anni dal trasferimento, dall’iniziare una nuova

attività che per l’oggetto o ubicazione (o altre circostanze) sia idonea a sviare

la clientela.

Interpretazione teologica->Se io vendo una panetteria (con la mia clientela), la

vendo quindi con il valore di avviamento, poi ne apro una a 100 metri mi porto

dietro tutta la mia clientela sottraendola al nuovo proprietario di quella che

avevo prima. Se apro un panificio a 100 km non c’è problema, oppure se apro

un’officina a 2 metri. Se apro l’attività (panificio li vicino) a un prestanome è un

aggiramento della norma, viene applicato il divieto e verrà sanzionato.

Esempio 1-> È possibile che l’alienante e compratore si mettano d’accordo

affinché l’acquirente paghi di più al fine di non far aprire al venditore un’attività

per più di 5 anni? No! Sugli altri parametri posso accordarmi, ma sulla durata

no. Il divieto oltre 5 anni contrasterebbe la libertà di iniziativa economica (art

41 della Costituzione).

Esempio 2-> Questo divieto di concorrenza si applica alle aziende agricole?

Sull’attività essenziale non c’è nessun divieto (dopo che ho venduto delle

mucche queste non ritornano da me) ma sulle attività connesse si applica

SOLO quando c’è il pericolo di sviare la clientela. 8

L’azienda oltre che venduta può essere data in usufrutto o affitto.

La norma tende ad applicare questo divieto anche in 3 ipotesi:

• Divisione ereditaria con assegnazione dell’azienda a uno degli

eredi

• Scioglimento della società

• Vendita dell’intera partecipazione sociale o di una partecipazione

di controllo.

Esempio: muore il padre lascia l’azienda al figlio e alla figlia lascia 2

appartamenti; la figlia sa il segreto dell’azienda, si tiene conto dell’avviamento

e quindi si applica il divieto.

Esempio 2: Se si scioglie una società, un socio prende i soldi e l’altro

l’azienda, il primo non può aprire un’azienda medesima d’oggetto nei dintorni

(vige il divieto di concorrenza).

Quando esiste la ratio si applica il divieto.

È fuori discussione che in sede di divisione ereditaria o nello stabilire la quota

di liquidazione spettante al socio si tenga conto del valore di avviamento, di

conseguenza si applica il divieto d concorrenza a favore dell’erede o del socio

che subentra nell’azienda e a carico degli altri eredi o consoci.

EFFETTI DEL TRASFERIMENTO SU CONTRATTI (*), CREDITI E DEBITI

(*) contratti pendenti, stipulati ma non eseguiti da entrambe le parti; se uno

avesse eseguito sarebbe un credito o un debito.

Schema:

Tizio vende a Caio l'azienda, è il venditore

Caio compra l'azienda, è l'acquirente.

Sempronio si immedesima come creditore, debitore e contraente a seconda

dei 3 casi.

Effetti del trasferimento sui contratti pendenti

Sempronio è il contraente ceduto.

I contrati pendenti si trasferiscono all'acquirente ( il leasing per esempio passa

a Caio, anche perché non se ne farebbe nulla Tizio di un macchinario), 9

automaticamente. Sempronio, senza il suo consenso, si troverà a contrattare

(avere come interlocutore) non più Tizio ma Caio.

Sempronio ha un'unica tutela: recedere (uscire) dal contratto solo per giusta

causa entro 3 mesi dalla notizia del trasferimento, che può consultare sul

registro delle imprese. Per giusta causa si intende una motivazione oggettiva,

per esempio se l'acquirente non presenta alcune garanzie di solvibilità (ha

precedenti penali, o è nullatenente). Sempronio può richiedere il risarcimento

del danno, lo può ottenere dall'alienante Tizio che ha mal scelto il nuovo

proprietario (scelta non accurata dell'acquirente).

Fanno eccezione i contratti personali: il passaggio automatico non si applica

nei contratti personali (caratteristiche personali). Secondo la tesi maggioritaria

il legislatore ha voluto tutelare Sempronio, infatti le caratteristiche che contano

sono quelle di Tizio. VI è una tesi minoritaria (Galgano) che afferma che la

norma vorrebbe tutelare l'acquirente Caio, in quanto le caratteristiche

personali di rilievo sarebbero quelle di Sempronio, si dà la possibilità

all'acquirente di scegliere lui il contraente.

Effetti del trasferimento sui crediti

Effetti dei crediti di Tizio.

Sempronio è il debitore ceduto. Si ha una notifica collettiva (in diritto privato ci

voleva l'accettazione di Sempronio), cioè l'iscrizione del trasferimento

dell'azienda nel registro d'impresa. I crediti di Tizio passano automaticamente

a Caio. C’è una prova liberatoria: tuttavia il debitore ceduto è liberato se paga

in buona fede all'alienante, non deve ripetere il pagamento a Caio, ma deve

dimostrare di essere in buona fede. Derogano gli articoli del diritto privato.

Effetti del trasferimento sui debiti

Sempronio in questo caso è il creditore ceduto.

Tizio continua a rispondere dei debiti, in quanto non basta vendere l'azienda

per liberarsi dei debiti, ma ne risponde anche Caio (principio di responsabilità

solidale). 10

Il legislatore tutela l'alienante: sapendo che Tizio si è spogliato di un bene

(che potrebbe essere l'unico bene che possedeva) e quindi potrebbe essere

nullatenente e non più poter fronteggiare il pagamento. In questo caso i

pagamenti deve fronteggiarli Caio che ha l'azienda (ha quindi almeno un

bene).

Il legislatore tutela anche l'acquirente affermando che i debiti ufficiali che

risultano dalle scritture contabili ufficiali deve fronteggiarli Caio. Lo tutela dal

momento che se ci sono debiti, di questi ultimi si tiene conto in sede di

determinazione del prezzo.

Il legislatore ha voluto contemperare (bilanciare) tra 2 esigenze: da un lato

l'esigenza di tutela del creditore che avrà due debitori, dall'altro lato si tutela

l'esigenza di certezza dei rapporti giuridici evitando che sorgano contestazioni

in merito alla conoscenza da parte di Caio dei debiti di cui deve rispondere.

Usufrutto e affitto dell'azienda

Art 2561 "L'usufruttuario dell'azienda deve esercitarla sotto la ditta che la

contraddistingue.

II. Egli deve gestire l'azienda senza modificarne la destinazione e in modo da

conservare l'efficienza dell'organizzazione e degli impianti e le normali

dotazioni di scorte.

III. Se non adempie a tale obbligo o cessa arbitrariamente dalla gestione

dell'azienda, si applica l'articolo 1015.

IV. La differenza tra le consistenze di inventario all'inizio e al termine

dell'usufrutto è regolata in danaro, sulla base dei valori correnti al termine

dell'usufrutto.

L'azienda oltre che venduta può essere data in usufrutto o affittata. 11

L'usufruttuario dell'azienda deve esercitarla sotto la ditta (nome

dell'imprenditore) che la contraddistingue; non può modificarne la

destinazione economica e deve conservare l'efficienza dell'organizzazione e

degli impianti e quelle che sono le normali dotazioni di scorte. Se non

adempie a questo dovere si ha un abuso dell'usufruttuario e quindi il rapporto

cessa.

L'ultimo comma precisa che la differenza tra le consistenze d'inventario ( di

inizio e fine rapporto) è regolata in denaro. Queste stesse regole applicate in

terra di usufrutto si applicano all'affitto, l'art 2562 richiama il 2561.

Il divieto di concorrenza all'usufruttuario coincide con la durata dell'usufrutto e

si applica a carico del nudo proprietario a favore dell'usufruttuario; e nel caso

di affitto grava sul concedente a favore dell'affittuario.

Art 2558 "Se non è pattuito diversamente, l'acquirente dell'azienda subentra

nei contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda stessa che non abbiano

carattere personale.

II. Il terzo contraente può tuttavia recedere dal contratto entro tre mesi dalla

notizia del trasferimento, se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la

responsabilità dell'alienante.

III. Le stesse disposizioni si applicano anche nei confronti dell'usufruttuario e

dell'affittuario per la durata dell'usufrutto e dell'affitto.

Questo articolo si applica tale quale su usufrutto e affitto

Art 2559 "La cessione dei crediti relativi all'azienda ceduta, anche in

mancanza di notifica al debitore o di sua accettazione, ha effetto, nei confronti

dei terzi, dal momento dell'iscrizione del trasferimento nel registro delle

imprese. Tuttavia il debitore ceduto è liberato se paga in buona fede

all'alienante.

II. Le stesse disposizioni si applicano anche nel caso di usufrutto dell'azienda,

se esso si estende ai crediti relativi alla medesima.

Per i crediti si applica solo all'usufrutto, se esso si estende ai crediti relativi

all'azienda. La norma sui debiti (responsabilità solidale) non si applica in

nessuno dei due casi. 12

SEGNI DISTINTIVI DELL'AZIENDA (2° GRUPPO DELLO STATUTO

DELL'IMPRENDITORE)

Sono 3:

- ditta

-marchio

-insegna

DITTA

È il nome dell'imprenditore, nome sotto al quale viene esercitata l'impresa.

Nelle società non si parla di ditta ma di ragione sociale (società di persone) e

denominazione sociale (società di capitale). Deve contenere il cognome o la

sigla dell'imprenditore. Non deve essere uguale o simile a quella usata da un

altro imprenditore; se c’è pericolo di confusione la ditta deve essere integrata

o modificata con aggiunte in grado di differenziarla (onere di modifica: art

2564, chi l'ha iscritta dopo nel registro delle imprese).

La ditta non può essere trasferita separatamente dall'azienda, occorre

distinguere a seconda che il trasferimento sia per atto tra vivi (intervivos) o

mortis causa.

Nel primo caso la ditta non si trasferisce all'acquirente senza il consenso

dell'alienante; nel secondo caso la ditta si trasferisce immediatamente al

successore salvo diversa disposizione testamentaria (art 2565).

MARCHIO

Il marchio contraddistingue i prodotti, per essere valido deve soddisfare 2

requisiti:

- originalità (capacita distintiva)

- novità

Si ha mancanza di novità anche quando il marchio precedente era stato

registrato (registrazione presso l'ufficio italiano brevetti/marchi) per classi

merceologiche diverse; pero gode di una rinomanza tale che l'uso del segno 13

successivo, anche se per prodotti o servizi non affini, consente di contrarre un

indebito vantaggio.

Il marchio può essere tutelato anche se è un marchio non registrato (un

marchio non registrato viene definito "marchio di fatto") è tutelato solo nei limiti

del preuso. Ma ha tutele più circoscritte (art 2571 ->I. Chi ha fatto uso di un

marchio non registrato ha la facoltà di continuare ad usarne, nonostante la

registrazione da altri ottenuta, nei limiti in cui anteriormente se ne è valso.)

Il rivenditore può aggiungere il proprio marchio ai prodotti che mette in

vendita, ma ovviamente non può sopprimere il marchio del produttore

->divieto di soppressione del marchio.

Trasferimento del marchio si presume che il diritto all'uso esclusivo del

marchio sia trasferito insieme con l'azienda (presunzione-> da un fatto noto

risalgo a un fatto ignoto). Questo diritto si ha quando un marchio è costituito

da un segno figurativo o da una denominazione di fantasia.

Ci sono vari tipi di marchio: più il marchio è forte più è tutelato.

Il marchio può essere un marchio di forma (Marchio di forma: marchio

costituito dalla forma dei prodotti e dalle loro confezioni) ma non può essere

monopolizzata (pretendere di avere l'esclusiva) la forma esteriore che

contraddistingue il prodotto.

INSEGNA

Sono le insegne luminose che contraddistinguono i locali. Art 2568, disciplina

l'insegna con la tecnica del rinvio, si applica l'art della dita che afferma che la

ditta (e l'insegna dunque) non devono essere confondibili.

STATUTO DELL'IMPRENDITORE: 3° GRUPPO -> DELLA CONCORRENZA

Art 2595 "La concorrenza deve svolgersi in modo da non ledere gli interessi

dell'economia nazionale e nei limiti stabiliti dalla legge [e dalle norme

corporative]. È possibile stipulare accordi di non concorrenza, ma occorrono

dei requisiti:

-forma scritta (per essere dimostrabile in un processo) 14


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definizione imprenditore, distinzioni imprenditori, imprenditore agricolo, imprenditore commerciale, imprenditore piccolo, statuto dell'imprenditore (disciplina azienda, trasferimento, effetto del trasferimento, usufrutto e affitto dell'azienda), segni distintivi dell'azienda (ditta, marchio, insegna), concorrenza, consorzi e simili, ATI, GEIE, contratti di rete, statuto dell'imprenditore commerciale (iscrizione nel registro imprese), tipi di pubblicità (dichiarativa, costitutiva, normativa e notizia, scritture contabili, regime probatorio, figure di rappresentanza,


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina.gasdi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Spiotta Marina.

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