Il concetto economico d’imprenditore
Capitalisti: offrono il proprio capitale per ricevere come corrispettivo quella remunerazione fissa detta interesse.
Lavoratori: offrono in cambio di un salario le proprie energie di lavoro.
Consumatori: coloro che domandano per soddisfare i propri bisogni determinati beni o servizi.
Imprenditore: attivatore del sistema economico, svolge una funzione intermediatrice fra quanti offrono capitale o lavoro e quanti richiedono beni o servizi.
Rischio economico: l’imprenditore si obbliga a corrispondere in compenso fisso a capitalisti e lavoratori, su di lui incombe perciò il rischio di non coprire con il ricavo il costo dei fattori produttivi impiegati. Questo rischio trova remunerazione nel profitto e nella facoltà di dirigere la produzione essendo egli capo dell’impresa.
Imprenditore vs capitalista
Smith-Ricardo: Capitalista è colui che è proprietario del capitale e colui che lo utilizza nel processo produttivo. Il profitto era posto in rapporto con la proprietà dei mezzi di produzione e considerato come reddito della proprietà.
Say: Appare per la prima volta il concetto d’imprenditore. Concezione “classica” (imperava in Italia nel 1942).
- Capitalista: proprietario.
- Imprenditore: colui che organizza. Funzione intermediatrice + Rischio
Il concetto giuridico d’imprenditore
Imprenditore e commerciante
Nel diritto privato vigente l’imprenditore prende il posto occupato anteriormente dalla figura del commerciante (trova radici nella figura del mercante del diritto medievale). Nel primo capitalismo dominava il privilegium mercaturae, ovvero gli artigiani non potevano produrre se non dietro commessa del mercante, al quale erano riservati il potere di decidere cosa produrre e come collocare i prodotti sul mercato.
Il rapporto tra produttore e mercante si inverte con la rivoluzione industriale. L’attivatore del sistema economico diventa il produttore. Il commercio assume una funzione servente rispetto all’industria. Ma il sistema giuridico rimane imperniato sulla figura del commerciante (lo erano ad esempio anche gli imprenditori di fabbriche e costruzioni, e di manifatture industriali).
Nella scienza economica, il commerciante è un particolare tipo di imprenditore la cui attività consiste nello scambio di beni. Nei codici dell’epoca invece, l’imprenditore era trattato come una specie del commerciante.
Nel codice del commercio italiano venivano elencati una serie di “atti di commercio”, chi per professione abituale eseguiva questi atti erano imprenditori. Coloro che eseguivano operazioni non definite negli “atti di commercio” erano riguardati come semplici commercianti (es. assicurazioni, compere per rivendere, mediazione in affari commerciali).
L’imprenditore e il metodo dell’economia – Art. 2082
Art. 2082 Imprenditore: "È imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi."
Fine dell’attività imprenditoriale è la produzione o lo scambio di beni o servizi. La sostituzione di questo concetto all’originale avviene per mezzo dell’applicazione del cd. Metodo dell’economia. Si voleva che le forme giuridiche corrispondessero alla sostanza economica dei fenomeni. È l’imprenditore la figura centrale del sistema economico e deve esserla anche del corrispettivo ambito giuridico.
Lo speculatore di borsa (speculatore differenziale)
Si tratta di colui che scommette sull’andamento dei prezzi, non diventa né proprietario del titolo né si interpone nella compravendita. Era commerciante per l’abrogato codice del commercio ma non è imprenditore per il codice vigente perché non svolge attività di intermediazione. Un tempo erano soggetti al fallimento, oggi ne sono esonerati (previsto solo per gli imprenditori commerciali). I redditi conseguiti dagli speculatori, agli effetti dell’imposta sui redditi, non sono considerati come redditi d’impresa ma redditi diversi.
Imprenditore e professionista intellettuale – Art. 2238
Secondo l’art. 2238, ai professionisti intellettuali e agli artisti si applicano le disposizioni regolatrici dell’impresa solo se l’esercizio della professione costituisce elemento di un’attività organizzata in forma d’impresa. Il professionista intellettuale o l’artista diventano imprenditori solo se svolgono un’ulteriore attività diversa da quella intellettuale o artistica, definibile come attività d’impresa rispetto alla quale la professione si ponga come elemento.
- Es. Medico che gestisce casa di cura, Professore che gestisce istituto d’istruzione Imprenditori.
Le prestazioni intellettuali
Nell’ambito del diritto l’esercizio della professione non è un servizio, perché attività squisitamente intellettuale. Non è imprenditore chi offre le proprie prestazioni intellettuali ma lo è chi offre quelle altrui (es. colui che dirige un istituto composto da specialisti in riorganizzazione aziendale).
Il farmacista, benché sia da ritenersi professionista poiché è iscritto nell’apposito albo e debba possedere particolari conoscenze, è imprenditore, perché il fatto di possedere determinate conoscenze va a semplice tutela della salute.
Le professioni protette – Art. 2229
Vi sono delle professioni per cui è richiesta l’iscrizione agli albi, ossia l’appartenenza a corporazioni. La loro protezione consiste nell’interdizione a esercitare la professione per chiunque non sia iscritto (es. commercialista, avvocato, ecc.). L’art. 2232 impone al professionista intellettuale di eseguire personalmente l’incarico assunto, a salvaguardia della dignità e del decoro della professione.
Coloro che esercitano prestazioni intellettuali non protette (es. agenti di pubblicità, esperti in ricerche di mercato ecc.) eseguono prestazioni d’opera (art. 2230), e se le esercitano professionalmente sono qualificabili come professionisti intellettuali. I principi dell’esecuzione personale e del decoro della professione non possono dirsi inderogabili per quanto riguarda le professioni non protette in quanto non devono necessariamente regolare il rapporto con il cliente secondo lo schema del contratto d’opera intellettuale, ma liberi di scegliere di operare anche secondo il contratto di appalto. Possono scegliere se operare come imprenditori o come professionisti intellettuali.
La professionalità dell’imprenditore
Professionalità: stabilità o non occasionalità dell’attività esercitata. Anche l’attività stagionale (es. alberghiera) è da considerarsi d’impresa.
Imprenditore pubblico e privato
È imprenditore anche l’impresa pubblica (art. 2093), ma non può fallire.
L’affare isolato
L’affare isolato non pone in essere un’attività professionalmente esercitata.
Scopo di lucro
L’art. 2082 non richiede lo scopo di lucro, sono infatti imprenditori le società cooperative e le imprese pubbliche.
L’erogazione gratuita
Non esercita professionalmente attività economica chi fa erogazione gratuita di beni o servizi.
L’impresa mutualistica
Le imprese mutualistiche (es. cooperative) sono soggette al fallimento, che presuppone la qualità d’imprenditore commerciale. Il loro scopo è di agevolare i propri soci. Scopo egoistico.
Impresa pubblica
Perché rientrano nella categoria degli imprenditori anche gli enti pubblici, i quali hanno come finalità scopi d’interesse sociale? Lavorano traendo lucro, ma non traggono per sé alcun vantaggio perseguendo uno scopo “altruistico”.
L’economicità dell’imprenditore
Attività economica: attività creativa di ricchezza. Produzione o scambio di beni o servizi.
I criteri di economicità
Lo svolgimento professionale di attività economica comporta che chi la compie ritragga, almeno tendenzialmente, dalla cessione dei beni e dei servizi, quanto occorre per compensare i fattori produttivi impiegati. Economicità significa produrre in condizioni di pareggio di bilancio (es. Onlus o Enti Pubblici Sociali che comprano a 10 per rivendere a 5 non hanno la propensione al pareggio, no economicità).
L’obiettiva economicità
Mirare a coprire i costi con i ricavi. Es. Società Cooperative.
L’impresa per conto proprio
È imprenditore solo chi produce beni o servizi per il mercato, ciò non è requisito espresso dall’art. 2082 ed è considerata impresa anche la cooperativa edilizia che produce appartamenti destinati alla vendita ai propri soci (art. 2511). Quando è che l’attività per conto proprio è classificata come impresa? Quando i soggetti che intraprendono la produzione per conto proprio danno vita a un’autonoma organizzazione (es. cooperative).
Il requisito dell’organizzazione
Organizzazione intermediatrice
Organizzazione dei mezzi della produzione (capitale e lavoro) in modo da consentire di avere un ritorno economico o almeno azzerare i costi dell’attività con i ricavi della stessa.
Gli artigiani e i piccoli imprenditori
Sono considerati come piccoli imprenditori coloro che svolgono un’attività organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. Prevalentemente: presuppone il ricorso al lavoro altrui. Es. imprenditore non piccolo (utilizza prevalentemente il lavoro altrui) rinuncia al lavoro umano per l’automatizzazione. Dovrebbe diventare piccolo imprenditore (artigiano). La giurisprudenza dice che per essere piccolo imprenditore occorre la prevalenza del lavoro proprio su ogni altro fattore produttivo. Non è coessenziale alla figura dell’imprenditore lo svolgimento di una funzione intermediatrice del lavoro.
Organizzazione del capitale
Art. 2555: L’azienda è il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa.
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Diritto commerciale - imprenditore e imprenditore occulto
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