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5. Che differenza c’è tra società e associazione?

La società ha come scopo un’attività economica, se pure essa sia il perseguimento degli utili fra i soci, mentre le

associazioni non hanno finalità economiche.

6. Quali attività possono rientrare nella categoria di società semplice?

La società semplice non può avere ad oggetto l’esercizio di un’attività commerciale, pertanto possono rientrare in tale

definizione:

a) Attività agricole (es. coeredi che continuano l’impresa agricola del padre)

b) Attività professionali (dalla riforma del 1997)

c) Società di revisione

d) Società di utilità civile (es. riscossione imposte, vigilanza notturna ecc.)

7. Chi può essere socio di una società semplice?

I soci devono essere almeno due e non si pongono particolari problemi in caso di persone fisiche. Controversa è la

questione della partecipazione di società di capitali in società di persone . La dottrina prevalente afferma che è possibile

che una società di capitale possa essere socio di una società di persone.

8. Essere soci di società semplice significa essere anche amministratori?

Il legislatore prevede due tipi di amministrazione:

AMMINISTRAZIONE DISGIUNTIVA Salvo diversa pattuizione, l’amministrazione spetta a ciascuno dei soci

AMMINISTRAZIONE CONGIUNTIVA Nel caso in cui l’amministrazione spetti congiuntamente a più soci, le operazioni

sociali devono essere svolte con il consenso di essi all’unanimità, o a maggioranza se previsto nell’atto costitutivo.

Con la nomina degli amministratori, i soci rinunciano al potere di direzione dell’impresa, pur conservando il diritto di

controllo su di essi (diritto di informazione e di rendiconto). Ad essi si applicano le norme sul mandato. Gli

amministratori sono solidalmente responsabili per quanto riguarda le obbligazioni imposti dalla legge e dal contratto

sociale. La revoca degli amministratori può avvenire solo per giusta causa e con consenso unanime in caso di nomina

nell’atto costitutivo, e sempre in caso di nomina con atto separato. La differenza sta nel fatto che nel primo caso

avverrebbe una modifica dell’atto costitutivo.

9. Cosa significa che l’amministratore della società semplice ha la rappresentanza della società?

Significa che la società assume obbligazioni e acquista diritti per mezzo dei soci che ne hanno la rappresentanza, e in

mancanza di diversa disposizione, essa spetta a ciascun amministratore. Il potere di rappresentanza si differenzia dal

potere di gestione, in quanto il primo rileva soprattutto riguardo ai terzi, e conferisce la facoltà di agire in nome della

società, mentre il secondo riguarda lo svolgimento di tutti gli atti volti al perseguimento dell’oggetto sociale.

10. Recesso del socio di società semplice

Il recesso consiste nello scioglimento parziale del rapporto sociale per volontà del socio. E’ un negozio giuridico

unilaterale, recettizio, non formale. Si distingue fra società a tempo indeterminato (in questo caso il socio può recedere in

qualsiasi momento) e in società a tempo determinato (si può recedere solo per giusta causa violazione di obblighi

contrattuali che incidono sul rapporto fiduciario fra i soci). Nell’atto costituivo si può regolare la modalità del recesso ma

non si può mai escluderlo nei casi previsti. Il recesso prevede inoltre la liquidazione della quota conferita in denaro entro

sei mesi. Se il recesso avviene per giusta causa ha effetto immediato, altrimenti produce effetti dopo 3 mesi dall’annuncio

ai soci (anche verbale).

11. Può il creditore di una snc aggredire il patrimonio personale senza aver prima aggredito il patrimonio

sociale?

No, perché nel caso di snc, i soci rispondono illimitatamente e solidalmente alle obbligazioni sociali, ma solamente dopo

che i creditori hanno aggredito il patrimonio sociale. Infatti si dice che la responsabilità dei soci ha carattere sussidiario,

mentre nella società semplice i creditori possono agire direttamente sul patrimonio del socio.

12. Cosa è una snc irregolare?

E’ una società in nome collettivo che non è stata iscritta al registro delle imprese. L’iscrizione svolge la funzione di

pubblicità dichiarativa, in quanto se assente, non pregiudica la validità del contratto, ma l’irregolarità della società.

Ciascun socio può provvedere comunque alla regolamentazione o far condannare gli amministratori a provvedervi.

I vantaggi dell’iscrizione sono fondamentalmente:

a) Il creditore particolare del socio non può chiedere la liquidazione della sua quota finchè dura l’attività

b) Responsabilità dei soci sussidiaria

c) Limitazioni ai poteri di rappresentanza non sono opponibili ai terzi

d) In assenza di iscrizione, per i rapporti fra società e terzi si applicano le norme relative alla società semplice

e) Prescrizione dei diritti di 5 anni (anziché 10 come in caso di società irregolari)

13. Chi sono gli amministratori nelle sas?

Nelle società in accomandita semplice si distinguono due fondamentali categorie di soci: 2

Accomandatari con potere di gestione e responsabili illimitatamente e solidalmente delle obbligazioni sociali (obbligo

anche ai conferimenti e al divieto di attività concorrenziale)

Accomandanti col solo diritto al conseguimento degli utili e con l’obbligo di effettuare il conferimento. Gli

accomandanti quindi non possono compiere atti di amministrazione se non in forza di una procura speciale per singoli

affari (divieto di immistione).

Se un accomandante viola questo divieto, diviene responsabile illimitatamente delle obbligazioni (pur non diventando

accomandatario) anche per gli atti da lui non conclusi, inoltre si espone al fallimento personale come conseguenza del

fallimento della società.

14. Qual è la disciplina dei conferimenti in natura nelle spa?

I conferimenti possono essere effettuati dai soci in denaro o in natura (non possono effettuarsi prestazioni d’opera in

qualità di conferimenti). In quest’ultimo caso, il legislatore contempla una particolare procedura di stima.

A carico del socio, viene predisposta una perizia da parte di un esperto designato dal giudice che presenta una

relazione giurata contenente la descrizione dei beni o dei crediti conferiti, l’attestazione che il loro valore è

almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del CS e dell’eventuale sovrapprezzo e i criteri di

valutazione seguiti. La relazione deve essere allegata all’atto costitutivo.

Entro 180 giorni, gli amministratori devono provvedere alla revisione della stima, e quando questa viene

accertata, le azioni corrispondenti ai conferimenti in natura sono inalienabili e devono restare depositate presso la

società

Se in fase di revisione, il valore del bene conferito risulta inferiore di 1/5 del valore di riferimento, si deve

procedere con la riduzione del CS, annullando le azioni che restano scoperte (a meno che il socio receda o versi la

differenza)

Responsabilità dell’esperto risponde per i danni verso la società e verso i terzi

Questo procedimento viene esteso anche ai 2 anni successivi alla costituzione della società e per acquisti superiori

al decimo di capitale, in modo da evitare il trasferimento successivo alla società di beni o crediti appartenenti ai

fondatori, promotori o amministratori.

15. Quali sono le competenze dell’assemblea ordinaria? (art.2364 c.c)

Si distinguono società prive del consiglio di sorveglianza e società con consiglio di sorveglianza.

Nelle prime:

Approva il bilancio

Nomina e revoca gli amministratori, i sindaci e il presidente del collegio sindacale

Determina il compenso degli amministratori e sindaci se non è scritto nello statuto

Delibera sulle responsabilità degli amministratori e dei sindaci

Approva l’eventuale regolamento dei lavori assembleari

Nelle seconde:

Nomina e revoca i consiglieri di sorveglianza e ne determina il compenso

Delibera sulla responsabilità dei consiglieri di sorveglianza

Delibera sulla distribuzione degli utili

Nomina il revisore

16. Quali sono le competenze dell’assemblea straordinaria?

Delibera sulle modificazioni dello statuto, sulla nomina e sostituzione dei liquidatori. Inoltre può delegare all’organo

amministrativo:

La fusione per incorporazione fra controllante e controllata posseduta interamente o per almeno il 90%

L’istituzione o la soppressione di sedi secondarie

L’indicazione dei rappresentanti (scelti fra gli amministratori)

La riduzione di capitale in caso di recesso del socio

Gli adeguamenti dello statuto a disposizioni normative

Il trasferimento della sede sociale nel territorio nazionale

17. Convocazione dell’assemblea

L’assemblea è convocata dagli amministratori o dal consiglio di gestione, con indicazione del luogo, del giorno, dell’ora e

delle materie da trattare. L’avviso è pubblicato sulla gazzetta ufficiale o su altro quotidiano stabilito nello statuto. La

convocazione nell’assemblea è obbligatoria nei seguenti casi:

Entro una volta l’anno e comunque non oltre i 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale

Quando ne è fatta domanda da tanti soci che rappresentino un decimo del CS (o la percentuale stabilita nello

statuto)

Quando le perdite hanno diminuito il capitale di oltre un terzo

Quando si è verificato un fatto che determina lo scioglimento della società

Quando vengono a mancare tutti gli amministratori o la loro maggioranza

Quando il collegio sindacale ravvisa fatti censurabili e vi sia urgenza di provvedere. E’ lo stesso collegio a

convocarla. 3

18. Che cos’è l’assemblea totalitaria? E la semi-totalitaria?

L’assemblea in cui è presente almeno la metà del capitale sociale e la maggioranza degli organi amministrativi e di

controllo.

19. Qual è il quorum costitutivo per l’assemblea ordinaria in prima convocazione?E in seconda convocazione?

(art.2368 c.c)

Il quorum costitutivo dell’assemblea ordinaria in prima convocazione è della metà del CS con quorum deliberativo a

maggioranza delle azioni rappresentate. Se non si raggiunge il quorum, si procede alla seconda convocazione entro 30

giorni. In questa sede, non è specificato il quorum costitutivo, e il deliberativo è a maggioranza dei presenti.

20. Chi ha interesse a far salire i quorum?

Chi vuole approvare la delibera.

21. Diritto di intervento all’assemblea ed esercizio del voto (art. 2370 c.c)

L’articolo 2370 chiarisce il problema del diritto di intervento, in quanto specifica che tale diritto può essere esercitato

solo dai titolari di azioni con diritto di voto. Il deposito delle azioni per partecipare alla riunione non è più obbligatorio se

non è previsto dallo statuto. Se le azioni sono nominative e il socio le deposita per partecipare, viene iscritto nel libro dei

soci. Inoltre sono state introdotte anche delle novità in merito all’esercizio di voto per via telematica o per

corrispondenza (viene conteggiato anche nel quorum deliberativo).

22. Rappresentanza in assemblea: art.2372 c.c.

I soci possono farsi rappresentare in assemblea, purchè non sia diversamente indicato nello statuto e con l’obbligo della

forma scritta per l’atto di rappresentanza. Per le società che fanno ricorso al capitale di rischio, la nomina ha effetto per le

singole assemblee (comprese le successive convocazioni). Nella delega deve essere specificato il nome del

rappresentante e il rappresentato non può essere sostituito da nessun altra persona. Non può essere rappresentante, un

membro dell’organo amministrativo, di sorveglianza, del collegio o dipendente della società. La stessa persona non può

rappresentare in assemblea più di 20 soci.

23. Che cos’è il conflitto d’interessi? (art.2373 c.c.)

Si parla di conflitto di interessi, quando un socio non può soddisfare un suo interesse esterno alla società, senza

penalizzare l’interesse della società stessa. La deliberazione, in caso di conflitto di interessi, è però impugnabile solo se

arreca danno alla società e se è risultato determinante per il raggiungimento della maggioranza. Ad amministratori e soci

è comunque vietato votare nelle assemblee riguardo la propria responsabilità.

24. Clausola “simul stabunt, simul cadent”

E’ una clausola posta nello statuto che significa letteralmente “insieme staranno, insieme cadranno” ed indica che in caso

di dimissioni o di decadenza di alcuni amministratori, decade l’intero CDA. In tal caso, resta in carica fino alla nomina del

nuovo CDA, o se specificato nello statuto, decadono immediatamente e le operazioni di ordinaria amministrazione sono

compiute dal collegio sindacale.

25. Chi elegge i componenti del collegio sindacale?

I primi sindaci sono previsti dall’atto costitutivo, mentre i successivi sono eletti dall’assemblea ordinaria. Il collegio è

formato da 3 o 5 membri più 2 supplenti. Uno effettivo e uno supplente devono essere iscritti all’albo dei revisori

contabili, mentre gli altri possono essere scelti fra professori universitari, ragionieri, commercialisti, con riguardo alla

professionalità e all’onorabilità. Non possono essere eletti interdetti, inabilitati, falliti e tutti coloro che siano legati da

rapporti di parentela o professionali con amministratori della società.

26. Un appartenente allo stesso studio associato al quale appartiene un soggetto legato alla società, può essere

nominato sindaco della stessa società?

No, perché secondo l’art. 2399 c. c. è ineleggibile il sindaco legato da un rapporto di lavoro ad un dipendente della società

o da un soggetto a sua volta legato alla società, in quanto ne comprometterebbe l’indipendenza.

27. Cos’è il controllo contabile?

E’ il controllo effettuato sulle scritture contabili, sul bilancio d’esercizio e sul bilancio consolidato. Prima era effettuato

sempre dal collegio sindacale, mentre dalla riforma del 2003 spetta ad un revisore esterno, e in caso si società che fanno

ricorso al capitale di rischio spetta ad una società di revisione. L’incarico dura 3 esercizi, è conferito dall’assemblea,

sentito il parere (non vincolante) del collegio. La revoca è ammessa solo per giusta causa e deve essere approvata dal

tribunale.

Nelle società che adottano il sistema dualistico, il controllo è affidato al consiglio di sorveglianza, mentre nel sistema

monistico ad un revisore esterno o ad una società di revisione.

28. Funzioni del collegio sindacale

Ha fondamentalmente funzioni di vigilanza e di amministrazione.

Funzione di vigilanza sull’osservanza della legge e dello statuto

 4

sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e

contabile della società

sostituisce gli amministratori nel caso di ritardo o inerzia per convocare le assemblee obbligatorie (una volta l’anno, per

 riduzione di capitale per perdite), o quando è decaduto il CDA.

Presenta denuncia al tribunale per gravi irregolarità compiute dagli amministratori, e convoca l’assemblea

qualora ravvisi fatti censurabili di rilevante gravità.

29. Denuncia al tribunale per gravi irregolarità (2409 c.c.)

Il legislatore ha previsto un sistema di controlli esterno, in modo tale da garantire una maggiore neutralità nel controllo

della società, in quanto il collegio sindacale, pur dovendo essere estraneo ai rapporti con gli amministratori, è nominato

dall’assemblea, la stessa che nomina l’organo amministrativo. Rilevante in primo luogo risulta l’attività svolta dal

Tribunale. Possono rivolgersi all’organo giudiziario per il controllo sull’ente, i soci che rappresentino un decimo del

capitale sociale (o un ventesimo nelle società che fanno ricorso al capitale di rischio) al collegio sindacale (o comitato di

sorveglianza, o di controllo sulla gestione), nel caso in cui riscontrino attività irregolari degli amministratori che possono

cagionare danno alla società. Conseguenze:

L’assemblea può sostituire gli amministratori ed i sindaci con soggetti di alta professionalità che verificano

l’esistenza delle irregolarità e, in caso positivo, ne elimina le conseguenze. In questo caso il Tribunale sospende il

procedimento giudiziale.

Se l’effettiva delle irregolarità è provata attraverso le allegazioni dei denunzianti, il Tribunale può nominare un

amministratore giudiziario che propone l’azione di responsabilità per gli amministratori.

30. Delibera invalida: artt. 2377-2378-2379

L’invalidità delle delibere può essere causa di nullità o annullabilità delle stesse. Al contrario di quanto avviene nel diritto

privato, l’annullabilità è una figura più generale, causata principalmente da vizi nel procedimento assembleare, mentre la

nullità è una figura speciale, causata da vizi di contenuto della delibera.

Annullabilità:

Secondo l’art. 2377, le deliberazioni prese in conformità della legge, vincolano tutti i soci, ancorché assenti o dissenzienti.

Perciò, sempre lo stesso articolo, sancisce l’annullabilità per tutte quelle deliberazioni non conformi alla legge o all’atto

costitutivo (es. errato conteggio dei voti, partecipazioni di non legittimati purché determinanti al fine della maggioranza).

L’annullamento della delibera ha effetto rispetto a tutti i soci ma non pregiudica i diritti acquisiti dai terzi in buona fede.

La legittimazione dell’azione di annullamento è riconosciuta:

Soci assenti, dissenzienti, astenuti (1 x 1000 CS nelle società aperte e 5% CS nelle società chiuse: se non viene

raggiunto questo limite, ai soci spetta comunque il risarcimento dei danni. Lo statuto può comunque escludere le

soglie)

Amministratori e sindaci

In alcuni casi, Banca d’Italia, Consob, Isvap

Decadenza in 90 giorni (6 mesi per la Banca d’Italia, consob, isvap). La delibera annullabile è sanabile.

Nullità:

Sono 3 le cause di nullità della delibera:

Oggetto impossibile o illecito

Mancata convocazione

Mancanza del verbale

La delibera può essere impugnata da chiunque vi abbia interesse. L’azione è imprescrittibile per le modificazioni

dell’oggetto sociale che prevedono attività illecite, e si prescrive in 3 anni negli altri casi. La nullità inoltre ha efficacia

retroattiva, ed è prevista la sanabilità della delibera. Restano salvi i diritti acquisiti dai terzi.

Inoltre ci sono delle limitazioni dell’impugnabilità delle delibere che riguardano:

APPROVAZIONE DEL BILANCIO entro l’approvazione del bilancio successivo

AUMENTO E RIDUZIONE DEL CS ED EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI giorni (nelle società aperte non si può

180

agire per la nullità della delibera di aumento CS in seguito all’iscrizione nel R.I).

31. Chi può essere nominato amministratore di spa?

Stabilisce l'articolo 2380 bis che possono essere amministratori anche non soci (come avviene nella maggioranza dei

casi). Per la nomina di amministratore sono richiesti requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza, tuttavia

lo statuto può imporre anche altri requisiti, purché non limiti oltremodo la possibilità di scelta dei soci. Le cause di

ineleggibilità sono quelle previste dall'articolo 2382 del codice civile ovvero interdizione, inabilitazione, dichiarazione

di fallimento.

Gli amministratori hanno funzione di:

deliberare sulla gestione sociale;

convocare l'assemblea e fissarne l'ordine del giorno;

redigere il bilancio di esercizio da presentare all'assemblea per l'approvazione;

dare esecuzione alla volontà assembleare;

curare e tenere le scritture contabili;

rappresentare la società di fronte ai terzi e in giudizio. 5


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in business administration
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Cirenei Maria Teresa.

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