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materia di accertamento da parte degli organi sociali oppure possono essere delle clausole

che subordinano genericamente l’alienazione delle azioni al benestare di un organo sociale,

clausole che subordinano l’alienazione delle azioni ad un placet dell’assemblea,dei sindaci,o

amministratori.

• clausole di prelazione: queste clausole riproducono contenuto e finalità del normale patto

di prelazione: prevedono che il socio il quale intenda alienare tutto o in parte le sue azioni

debba offrirle agli altri soci e solo se costoro non intendono esercitare il diritto è libero di

cederle a terzi.

Quali sono gli obblighi a carico dei soci in materia di conferimenti in denaro ?

I conferimenti da parte dei soci devono essere effettuati o in denaro e (se l’atto costitutivo lo

consente) sono anche ammissibili gli apporti di beni materiali o immateriali valutabili in denaro o

crediti. Nelle s.p.a non sono oggetto di conferimento le prestazioni d’opera o di servizi (non sono

ammissibili soci d’opera). Per quanto riguarda in conferimenti in denaro sussiste a carico dei soci:

- l’obbligo di versare il 25% delle sottoscrizioni

- l’obbligo di conferire la restante parte, su richiesta degli amministratori che possono esigerla in

qualsiasi momento

relativamente al conferimento di beni in natura o crediti essi devono essere integralmente effettuati

alla sottoscrizione.

Nel caso di società unilaterale in sede di costituzione per atto unilaterale(unico socio) il versamento

deve essere integrale, mentre in caso di sopraggiunta unicità del socio(per venir meno della pluralità) il

socio ha tempo fino a 90 giorni per versare i conferimenti mancanti.

Quali sono le conseguenze cui incorre il socio inadempiente all’obbligo dei

conferimenti ?

Qual’ora l’azionista si renda inadempiente, gli amministratori hanno la possibilità di scegliere se

disporre :

- l’esecuzione coattiva dei conferimenti dovuti

- offrire le azioni in opzione agli altri soci in proporzione alla loro partecipazione e per un

corrispettivo non inferiore ai conferimenti ancora dovuti

- vendere le azioni

al socio moroso è precluso il diritto di voto, e l’organo amministrativo può dichiarare decaduto il socio

trattenendo le somme già versate e salvo il risarcimento danni. Se la società non riesce a ricollocare le

azioni deve procedere all’annullamento dei titoli e il contestuale riduzione del capitale sociale.

Cosa si intende per diritti di natura amministrativa del socio ed in quale misura essi

sono esercitati ?

Ai soci delle s.p.a viene riconosciuta una serie di poteri sia di natura amministrativa, sia di carattere

patrimoniale:

- poteri di natura amministrativa: è espresso dal diritto di partecipare alla gestione sociale

come intervenire in sede di assemblea, impugnare delibere,votare ecc.

- poteri di natura patrimoniale: sono i diritti agli utili riconosciuti ai soci e il diritto di rimborso

della quota versata e della ripartizione del residuo attivo in sede di scioglimento della società.

Per quali soggetti è escluso o limitato il diritto di voto ?

sotto il profilo amministrativo la facoltà più rilevante riconosciuta ai soci è rappresentata certamente

dal diritto di voto, il diritto di voto spetta per ogni azione posseduta e consiste in una manifestazione

unilaterale di volontà resa dal socio sulle materie della delibera. Tuttavia la disciplina prevede dei casi

di esclusione e di limitazione al voto dei soci:

• socio in mora nel versamento dei conferimenti

• socio che si astiene in assemblea poiché ha un interesse in conflitto con la società

• socio amministratore nelle delibere riguardanti la sua responsabilità

• soci componenti del consiglio di gestione nelle delibere che li riguardano

• al socio alla cui azione è costituito un diritto di pegno o di usufrutto

• ai titolari di azioni senza diritto di voto o a voto limitato o a voto subordinato a particolari

situazioni

• titolari azioni di risparmio

• società controllata da altre società non puo esercitare voto nell’assemblea della controllante

Quali sono e che caratteristiche hanno le azioni speciali ?

Le azioni non sono tutte uguali perche esistono diverse categorie di azioni che si differenziano dalle

azioni ordinarie; queste sono definite azioni speciali:

• azioni privilegiate: attribuiscono un diritto di preferenza nella ripartizione degli utili o nel

rimborso del capitale al momento dello scioglimento della società. Ai possessori di azioni

privilegiate spetta normalmente il diritto di voto in assemblea

• azioni di risparmio: (possono essere emesse solo da società quotate) tale categoria di

azioni tutela la posizione dei piccoli risparmiatori che con l’acquisto dei titoli perseguono

esclusivamente un interesse di investimento dei propri risparmi. Sono totalmente prive di

diritto di voto ma il possessore può intervenire in assemblea o chiederne la convocazione.

Godono in compenso di privilegi sotto il profilo patrimoniale. Gli interessi degli azionisti di

risparmio sono tutelati mediante la nomina di appositi organi, unitamente alle azioni a voto

limitato non possono superare la metà del capitale sociale.

• Azione a favore dei prestatori di lavoro: in questo caso il capitale sociale deve

aumentare in misura corrispondente

• Azioni con prestazioni accessorie: emesse allo scopo di far interessare ai fornitori le

vicende della società, assicurano all’ente la fornitura di materie prime e finanziamenti

necessari.

• Azioni correlate: fornite di diritti patrimoniali correlati a risultati di un particolare settore di

attività della società

• Azioni riscattabili: lo statuto prevede un potere di riacquisto da parte della società o dei

soci a fronte del pagamento di un prezzo. Il riscatto puo essere determinato al verificarsi di

determinate situazioni

Chi esercita i diritti connessi all’azione nel caso in cui essa sia data in pegno o

usufrutto ?

Nel caso un’azione viene data in pegno o in usufrutto. La costituzione in pegno e in usufrutto delle

azioni nominative si realizza mediante la duplice annotazione del vincolo stesso sul titolo azionario e

nel libro dei soci. La costituzione in pegno può essere attuata anche mediante la semplice consegna al

creditore del titolo, girato con la clausola in garanzia.

Spettano al usufruttuario e al creditore pignoratizio:

- Diritti di voto e diritti ad esso funzionali (con qualche deroga sull’assemblea straordinaria)

- Utili (salvo patto contrario)

Al socio spetta un diritto di opzione che puo esercitare solo tramite l’usufruttuario o il creditore

pignoratizio entro 3 giorni prima della scadenza. In caso di pegno il socio deve versare le somme

necessarie al creditore pignoratizio tre giorni prima della scadenza altrimenti il creditore pignoratizio

vende le azioni trasferendo il pegno sul ricavato. L’usufruttuario deve anticipare i conferimenti richiesti

ma ha diritto alla restituzione dell’equivalente senza interessi al termine dell’usufrutto.

È consentita alla società la sottoscrizione di azioni proprie ?

La sottoscrizione di azioni proprie è vietata per legge, salvo l’ipotesi in cui l’assemblea abbia

autorizzato l’esercizio del diritto di opzione inerente alle proprie azioni. La violazione del divieto

determina: l’operazione di sottoscrizione di nuove azioni rimane valida ma il legislatore imputa la

titolarità delle azioni sottoscritte a titolo personale ai promotori o ai soci fondatori o qual’ora la

sottoscrizione sia avvenuta in sede di aumento di capitale agli amministratori. Tali soggetti si assumono

l’obbligo di eseguire i conferimenti previsti salvo che riescano a dimostrare di essere esenti da colpa.

Nel caso in cui la sottoscrizione delle azioni venga effettuata da un terzo in nome proprio ma per conto

della società, il terzo è considerato a tutti gli effetti sottoscrittore proprio. Tuttavia tenendo conto che

con tutta probabilità a tale iniziativa del terzo è sotteso un preventivo accordo con i soggetti coinvolti

con la gestione dell’ente il legislatore ha disposto che in questi casi per la liberazione delle azioni

rispondono solidalmente (salvo che non dimostrino di essere esenti da colpe) i promotori, i soci

fondatori, gli amministratori (nel caso di aumento del capitale sociele)

A quali limitazioni è sottoposto l’acquisto di azioni proprie ?

l’acquisto di azioni proprie da parte della società è un’operazione che può rivelarsi pregiudizievole

per i creditori sociali, questa infatti può determinare una riduzione della garanzia patrimoniale offerta

loro dal capitale sociale e può creare non in ultimo problemi a carattere amministrativo. Il diritto di voto

delle azioni proprie viene esercitato dagli amministratori che possono in questo modo influenzare le

decisioni dell’assemblea, per questo la legge tende ad assicurare una trasparenza dell’operazione

sottoponendola ad una serie di limitazioni, in particolare l’acquisto di azioni proprie deve:

- Le somme utilizzata per l’acquisto di azioni proprie deve essere contenuto nel limite delle

riserve disponibili e degli utili distribuibili.

- Possono essere acquistate solo azioni interamente liberate

- L’acquisto deve essere autorizzato dall’assemblea, che ne fissa modalità,il numero massimo e

la durata dell’operazione che non deve essere superiore ai 18 mesi, il corrispettivo minimo e

massimo

- L’ammontare delle azioni acquistate non deve superare la decima parte del capitale sociale

(Tenendo conto anche le azioni detenute da società controllate) questa limitazione vale solo per

le società quotate

Qual’ora la società violi una di questa limitazioni, le azioni devono essere alienate entro un anno dal

loro acquisto altrimenti dovranno essere annullate e contestualmente ridotto il capitale sociale. Le

limitazioni per l’acquisto di azioni proprie non si applicano invece nei casi di:

- Esecuzione delibera assembleare di riduzione del capitale sociale che si attua mediante riscatto

e annullamento azioni

- Azioni acquistate a titolo gratuito sempre che si tratti di azioni interamente liberate

- Per effetto di successione ,di fusione e scissione

- In occasione di esecuzione forzata per il soddisfacimento di un credito della società

Finche le azioni restano in proprietà della società il diritto agli utili e il diritto di opzione sono attribuiti

proporzionalmente alle altre azioni, il diritto di voto viene sospeso, gli amministratori non possono

disporre delle azioni della società salvo autorizzazione dell’assemblea, deve essere costituita una

riserva indisponibile pari all’importo delle azioni proprie iscritto all’attivo di bilancio finche le azioni non

sono trasferite o annullate.

Che cosa sono gli strumenti finanziari partecipatevi e in cosa si differenziano con le

azioni ?

Le società possono emettere anche strumenti finanziari partecipativi diversi dalle azioni. Essi non

rappresentano il capitale sociale, e la titolarità di questi strumenti non fa acquisire la qualità di socio,

ma ad essa sono associati diritti patrimoniali e in alcuni casi amministrativi ad esclusione del voto in

assemblea. I RAPPORTI DI PARTECIPAZIONE E I GRUPPI DI

SOCIETA

La società di capitali può partecipare ad una società di persone?

La partecipazione in una società può essere assunta sia da una persone fisica che da una persona

giuridica tanto di diritto privato quanto di diritto pubblico. Le società di capitali possono partecipare ad

una società di persone e divengono soci illimitatamente responsabili. Tuttavia l’ammissibilità alla

partecipazione è soggetta alle condizioni:

- Non si modifichi l’oggetto sociale della società di capitali

- Sia l’assemblea a deliberare l’assunzione di partecipazione

- Si dia una specifica informazione circa le partecipazioni nella società di persone nella nota

integrativa di bilancio

In che cosa consiste ed in che limiti è consentito il collegamento tra società?

I collegamenti tra società è un fenomeno che prevede dei meccanismi di collegamento tra società

finalizzate ad accentuare la posizione contrattuale di questi stessi enti sul mercato. Il fenomeno del

collegamento tra società da vita a:

• Partecipazioni reciproche

• Società collegate

• Società controllate

• Gruppi di società

L’assunzione di partecipazioni di altre imprese non è consentita se per la misura e per l’oggetto della

partecipazione ne risulta sostanzialmente modificato l’oggetto sociale.

Quali società sono considerate collegate e quali controllate?

Le società si definiscono collegate quando su una società viene esercitata da un’altra società

un’influenza notevole, tale influenza è presumibile quando nell’assemblea ordinaria può essere

esercitato almeno 1/5 dei voti, e 1/10 se la società ha azioni quotate. Le società invece si definiscono

controllate quando una società risulta in grado di influenzare in modo determinante l’attività

economica di un altro ente. Il controllo può essere esercitato mediante:

- Controllo interno (azionario): può essere di diritto se la holding della controllante detiene la

maggioranza delle azioni o di fatto quando non avendo la maggioranza la società capogruppo è

in grado di esercitare influenza dominante.

- Controllo esterno ( contrattuale): quando la società è sotto l’influenza della dominante in

virtu di particolari vincoli contrattuali.

Cosa accade in caso di violazione del divieto di sottoscrizione reciproca di azioni?

L’acquisto di partecipazioni incrociate possono determinare dei pregiudizi di natura analoga a quelli

prodotti da sottoscrizione di azioni o acquisto di azioni proprie. In questo modo può essere

sostanzialmente falsata la consistenza patrimoniale (annacquamento dei patrimoni). La legge pone il

divieto alle società di costituire o aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni

anche per tramite di società fiduciaria o per interposta persona. La violazione del divieto comporta

secondo la prevalente dottrina la nullità di entrambe le sottoscrizioni per violazione di norme

imperative.

Entro quali limiti è consentito l’acquisto di una partecipazione in una società

controllante?

L’acquisto reciproco di azioni anche è oggetto di una disciplina limitativa nei casi:

- acquisto di azioni operato da società controllata nei confronti della controllante:

limiti quantitativi: le somme impiegate devono rispettare il limite degli utili distribuibili

 e delle riserve disponibili ed il valore nominale delle azioni acquistate non può eccedere

la decima parte del capitale della controllante.

Limiti qualitativi: operazione autorizzata dall’assemblea e possono essere acquistate

 solo azioni interamente liberate.

È imposto l’obbligo di costituire una riserva indisponibile peri all’importo delle azioni

 acquistate iscritto al bilancio dell’attivo. Tale riserva deve essere mantenuta fino a che le

azioni non sono trasferite. La controllata non può esercitare il voto nella controllante.

Nel caso di violazione delle disposizioni sopra elencate le azioni devono essere alienate entro

un anno dal loro acquisto altrimenti devono annullarle. È di fatto vietata la sottoscrizione di

azioni della controllante da parte della controllata.

- Acquisti reciproci tra società di cui almeno una sia quotata in borsa o in altri mercati

regolamentati.

Sono soggette a obblighi di comunicazione delle partecipazioni rilevanti da loro acquisite.

Cosa è e quale configurazione può assumere la holding ?

il gruppo rappresenta un’aggregazione di forze produttive collegate a livello organizzativo ma

indipendenti sotto il profilo giuridico. Determinata dall’esigenza di organizzare attività economica in

alcuni settori operativi. Le società facenti parti del gruppo tuttavia mantengono un’autonomia giuridica

formale ad unirle è solo la direzione economica. La società che fa capo al gruppo è definita holding . il

gruppo può assumere diverse configurazioni:

- A catena: nel caso in cui la holding controlla direttamente una società che a sua volta ne

controlla un’altra e cosi via

- A stella: quando la holding controlla direttamente tutte le società

Inoltre la holding può essere:

- Pura: la holding svolge essenzialmente attività di direzione e controllo

- Operativa: la holding esplica anche attività di carattere economico e finanziario rispetto le

altre imprese.

In quale responsabilità incorre la società controllante che esercita un’attività di

direzione e coordinamento di società?

Le società o gli enti che esercitano un’attività di direzione e coordinamento di società sono

direttamente responsabili nei confronti dei soci e nei confronti dei creditori sociali. È chiamato a

rispondere in solido anche chi abbia preso parte al fatto lesivo e chi ne abbia consapevolmente tratto

beneficio. Perché ci sia responsabilità dell’ente controllante occorre che:

- L’azione di chi esercita attività di direzione sia riconducibile ad un perseguimento di interesse

proprio o altrui in violazione dei corretti principi di gestione societaria

- L’azione sia lesiva in termini redditizi e in termine di valore delle partecipazioni sociali

- Sia accertabile un danno

GLI ORGANI SOCIALI DELLA S.P.A

Secondo quali diversi modelli può realizzarsi l’organizzazione della s.p.a e quale

modello si applica in mancanza di indicazione nell’atto costitutivo?

La società per azioni svolge la propria attività tramite determinati organi:

- Funzione gestione: organi amministrativi

- Funzione direzionale: organi assembleari

- Funzione di verifica e riscontro: organi di controllo

L’organizzazione della s.p.a può essere realizzata secondo tre diversi modelli in cui sono in ogni caso

individuali un organo amministrativo uno decisionale e uno di controllo:

- Sistema tradizionale: con l’ulteriore presenza di un revisore esterno

- Sistema monistico: composto da un consiglio di amministrazione e un comitato di controllo

- Sistema dualistico: composto da un consiglio di gestione e consiglio di sorveglianza

Le società devono indicare il modello organizzativo adottato nell’atto costitutivo, se questo non è

precisato si presume che la società abbia scelto il modello tradizionale.

Cosa deve contenere l’ordine di convocazione dell’assemblea?

L’assemblea viene considerata come l’organo sovrano della società, essa costituisce la riunione di tutti

i soci con l’intento di manifestare la volontà sociale. È un organo con funzioni esclusivamente

deliberative (è l’organo titolare della funzione decisionale nel modello tradizionale e monistico).

L’assemblea può essere svolta anche in luogo diverso dalla sede della società purché nell’ambito del

comune dove cè la società stessa. La convocazione spetta agli amministratori o al consiglio di gestione

(nel sistema dualistico) nei casi previsti dalla legge. L’ordine di convocazione deve essere pubblicato

nella gazzetta ufficiale o in un quotidiano almeno 15 giorni prima e deve contenere l’indicazione del

giorno, del luogo e dell’ora della riunione, nonché l’ordine del giorno ossia un elenco sintetico delle

materie in esame.

Quando l’assemblea si definisce totalitaria?

L’assemblea si reputa regolarmente costituita quando è rappresentato (presente) l’intero capitale

sociale e partecipi la maggioranza degli organi amministrativi e di controllo (assemblea totalitaria).

Questa assemblea prevede che ciascun partecipante può opporsi alla discussione degli argomenti in

esame poiché non si ritiene sufficientemente informato.

Quali sono i casi di convocazione obbligatoria dell’assemblea e chi deve

convocarla?

la convocazione dell’assemblea è rimessa alla volontà degli amministratori tuttavia in alcuni casi è

possibile riscontrare un vero e proprio obbligo legale di convocazione nei casi:

- Approvazione bilancio d’esercizio

- Sostituzione amministratori quando ne è venuta meno la maggioranza

- Integrazione collegio sindacale

- Diminuzione del capitale sociale di oltre 1/3 per perdita

- Quando si verifica un fatto che determina lo scioglimento della società

- Quando si deve procedere all’annullamento o all’alienazione di azioni proprie illegittimamente

acquistate o mantenute

- Nei casi ne sia stata fatta richiesta da una percentuale significativa dei soci di minoranza

In quali casi l’obbligo di convocare l’assemblea spetta al collegio sindacale?

In alcuni casi particolari spetta al collegio sindacale convocare l’assemblea:

- Gli amministratori abbiano omesso o ritardato la convocazione dell’assemblea

- Siano venuti a mancare tutti gli amministratori e occorre la loro sostituzione

- Una minoranza significativa dei soci presentino denuncia di fatti censurabili e di rilevante

gravità

- Siano ravvisati nell’organo di controllo fatti censurabili di rilevante gravità

Su quali materie è competente l’assemblea straordinaria?

L’assemblea ordinaria è competente in materia di:

- Approvazione bilancio

- Nomina e revoca amministratori, dei sindaci, presidente collegio sindacale, soggetto a cui è

demandato il controllo contabile

- Determina i compensi per amministratori e sindaci

- Approva l’eventuale regolamento dei lavori assembleari

- E sugli altri oggetti attribuiti dalla legge come sua competenza

Al contrario l’assemblea convocata in sede straordinaria ha una competenza speciale limitata

tassativamente a:

- Modificazioni atto costitutivo

- Nomina, revoca , sui poteri dei liquidatori

- Sulla proposta di concordato fallimentare e di concordato preventivo

- Su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge.

Quali sono i quorum costitutivi richiesti per l’assemblea ordinaria?

Al fine della regolare costituzione dell’assemblea e quindi della validità delle relative delibere sono

necessari determinati quorum:

- Quorum costitutivo: rappresenta la quota di capitale necessaria affinché si possa svolgere

l’assemblea

- Quorum deliberativo: è determinato dalla quota di capitale che si deve esprimere in senso

favorevole per l’approvazione di una delibera.

Per l’assemblea ordinaria è richiesto un quorum:

1° Convocazione: costitutivo = ½ del capitale sociale ; deliberativo = maggioranza

assoluta(50+1)

2° convocazione: costitutivo = non richiesto ; deliberativo = maggioranza

Come è regolato dalla legge l’intervento degli azionisti in assemblea?

La legge dispone che in assemblea possono partecipare tutti gli azionisti che hanno diritto di voto.

Tuttavia è anche possibile per l’azionista farsi rappresentare da un terzo. La rappresentanza deve

essere conferita per iscritto ed i relativi documenti devono essere conservati dalla società. In caso di

pegno e usufrutto il diritto di voto spetta al creditore pignoratizio e dell’usufruttario mentre in caso di

sequestro delle azioni il diritto spetta al custode delle azioni.

In cosa consiste il conflitto di interessi e quali conseguenza comporta per il socio?

La legge disposto l’eliminazione del divieto del voto per quel socio che fosse portatore di un’interesse

per conto proprio o di terzi che sia in conflitto con quello della società. Nel caso un socio fosse in

conflitto con gli interessi della società occorre l’accertamento della sussistenza di questo conflitto e

occorre dimostrare:

- Il voto del socio è stato determinante

- La delibera possa recare danno alla società

Nel caso di accertamento del conflitto la delibera può essere annullata.

Quali soggetti sono legittimati all’azione di annullamento delle delibere

assembleari ?

La legge dispone in materia dell’invalidità delle delibere assembleari una distinzione tra:

• Annullabilità: le delibere possono essere annullabili se non sono conformi alla legge o allo

statuto, è il caso in cui la delibera è viziata per cause inerenti alla sua formazione e cioè

attinenti alla costituzione dei quorum in assemblea alla regolarità della votazione. La

legittimità dell’azione di annullamento della delibera è stata riconosciuta ai soci assenti o

dissenzienti o astenuti, agli amministratori, al consiglio di sorveglianza, al collegio sindacale.

L’impugnazione della delibera deve avvenire entro 90 giorni dalla data della deliberazione.

• Nullità: la nullità della delibera è tassativamente prevista per : impossibilità o illiceità

dell’oggetto sociale, mancata convocazione dell’assemblea,mancanza del verbale della

deliberazione. L’azione di nullità puo essere invocata da tutti e può essere anche rilevata

d’ufficio dal giudice.

Nei confronti di quali deliberazioni assembleari l’azione di nullità è imprescrittibile?

In caso di vizio di una delibera assembleare è previsto un termine di prescrizione triennale entro il quale

far valere il vizio e rendere nulla la delibera. Tale termine (3anni) decorre dall’iscrizione della

deliberazione oppure dal suo deposito nel registro delle imprese. Tuttavia rimangono imprescrittibile le

azioni con riguardo alle deliberazioni che hanno modificato l’oggetto sociale prevedendo attività illecite

o impossibili, potendo esse essere impugnate in ogni tempo.

Quali sono le funzioni dell’assemblea nelle società che optano per il sistema

organizzativo dualistico?

Nel modello dualistico tutte le attribuzioni che di norma nel tradizionale spettano all’assemblea , nel

dualistico sono affidate al consiglio di sorveglianza che rimane l’indiretta espressione della

maggioranza dei soci. L’organo assembleare permane in questo modello ma le sue competenze sono

molto ridotte:

- Nomina e revoca dei consiglieri di sorveglianza e determina del loro compenso

- Delibera sulla loro responsabilità

- Delibera distribuzione degli utili

- Nomina gli organi di revisione contabile.

GLI ORGANI AMMINISTRATIVI

Quale funzione è attribuita all’organo amministrativo e qual è la natura del

rapporto di amministrazione?

Gli amministratori costituiscono l’organo a cui è affidata la gestione dell’ente e la direzione dell’attività

imprenditoriale. La qualifica di amministratore può essere assunta dai soci o anche da persone

estranee la società. Gli amministratori solitamente svolgono due tipi di mansioni:

- Carattere esecutivo: relativamente alle delibere e all’organo assembleare

- Concernenti gestione dell’attività sociale: pongono in essere tutte le operazioni necessarie

per l’attuazione dell’oggetto sociale, hanno la rappresentanza istituzionale della società

Cosa sancisce l’obbligo di non concorrenza?

Sancisce che gli amministratori non possono assumere la qualità di soci illimitatamente responsabili in

società concorrenti, né esercitare una attività concorrente per contro proprio o di terzi, né essere

amministratori o direttori generali in società concorrenti salvo autorizzazioni dell’assemblea. Pena è la

revoca dell’ufficio e il risarcimento danni.

Quale sistema di amministrazione trova applicazione in mancanza di diversa

disposizione statuaria?

Le società per azioni hanno la possibilità di scegliere tre diverse forme di amministrazione:

1) Modello classico: basato su un organo amministrativo controllato da un collegio sindacale e da

un revisore esterno

2) Sistema dualistico: consiglio di gestione (amministrazione) controllato da un consiglio di

sorveglianza

3) Sistema monistico: basato su un consiglio di amministrazione che al suo interno provvede a

nominare un comitato di controllo

In assenza di diversa disposizione statuaria la regola è costituita dal sistema di amministrazione

classico.

Quali sono i requisiti per la validità delle delibere del consiglio di amministrazione?

l’amministrazione se affidata a più persone costituisce un consiglio di amministrazione (CDA) retto da

un presidente nominato dall’assemblea o scelto nel consiglio stesso. Il consiglio di amministrazione

delibera collegialmente e per la validità delle delibere è prescritto:

- La presenza della maggioranza degli amministratori in carica

- Il voto favorevole della maggioranza assoluta degli amministratori presenti.

Per quel che riguarda invece l’invalidità delle delibere, è previsto che le delibere non in conformità della

legge o dello statuto possono essere impugnate dal collegio sindacale e dagli amministratori assenti o

dissidenti entro 90 giorni. Anche i singoli soci possono impugnare le delibere consiliari direttamente

lesive dei loro diritti.

Quali funzioni ha il comitato esecutivo e quali compiti sono ad esso delegabili?

In alcune circostanze l’organizzazione interna della società può assumere una conformazione più

complessa, il CDA può delegare le proprie attribuzioni ad un comitato esecutivo composto da alcuni dei

suoi membri o ad uno o più amministratori delegati, determinando il contenuto i limiti e le eventuali

modalità di esercizio della delega. Questa delega può sempre essere revocata e può avere carattere

generale o essere limitata a singole attribuzioni. Tuttavia non possono essere delegate le seguenti

attribuzioni:

- Redazione del bilancio

- Facoltà di aumentare il capitale sociale

- Potere di convocare l’assemblea in caso di perdite oltre il terzo del capitale sociale

- Facoltà di emettere obbligazioni convertibili

- La redazione progetto di fusione

- La redazione del progetto di scissione

Che cosa deve fare l’amministratore i conflitto di interessi?

In materia di conflitto di interessi la disciplina si è ispirata ad un profilo di maggior trasparenza e

prevenzione del danno, innanzi tutto si impone agli amministratori un generale e dettagliato obbligo di

informazione di ogni interesse degli amministratori. L’obbligo di astensione dal voto viene limitati ai soli

amministratori delegati i quali dovranno investire l’organo collegiale.

La valutazione circa l’eventuale conflittualità con l’interesse della società. Il consiglio infatti potrà

decidere se adottare o meno la delibera o nel caso in cui decida di assumerla ugualmente dovrà

motivare adeguatamente la ragione e la convenienza dell’operazione per la società. Il diritto di

impugnativa spetta a tutti gli amministratori e i sindaci.

Quali sono le cause di cessazione della carica di amministratore?

la nomina degli amministratori spetta all’assemblea fatta eccezione per i primi amministratori i quali

sono nominati nell’atto costitutivo. La nomina degli amministratori non può essere fatta per un periodo

superiore ai 3 anni(salvo diversa disposizione nell’atto costitutivo) essi sono anche rieleggibili. La

cessazione del rapporto per un amministratore può manifestarsi per:

- Scadenza del termine

- Revoca da parte dell’assemblea con giusta causa

- Rinuncia (dimissioni)

- Decadenza

- Morte

Come avviene la sostituzione degli amministratori e che cos’è la cooptazione?

Qual’ora venissero a mancare uno o più amministratori nel corso dell’esercizio alla loro sostituzione

provvede lo stesso CDA con una delibera che deve essere approvata dal collegio sindacale. Gli

amministratori nominati restano in carica fino alla successiva assemblea che potrà confermarli o

sostituirli. Se viene meno la maggioranza degli amministratori nominati dall’assemblea quelli rimasti in

carica devono necessariamente convocare l’assemblea affinché provveda al reintegro di

amministratori. È possibile inserire nello statuto una clausola, simul stabunt simul cadent la quale

prevede che nel caso di dimissioni o di decadenza di una parte degli amministratori cessino dalla carica

anche gli amministratori superstiti e l’intero consiglio sia rieletto dall’assemblea.

La cooptazione è la prassi che vuole la nomina dei nuovi amministratori da parte nel CDA solo nel

caso in cui nel consiglio sia rimasta la maggioranza degli amministratori eletti dall’assemblea.

Quali limiti incontra il potere di rappresentanza degli amministratori?

Una delle funzioni essenziale svolte dagli amministratori consiste nel potere di rappresentanza della

società nei rapporti con terzi ed in giudizio. La rappresentanza degli amministratori può essere limitata

da: - Disposizioni che risultano sullo statuto

- Decisione degli organi competenti

Quali novità sono state introdotte in tema di azione sociale di responsabilità?

Gli amministratori rispondono del loro operato nei confronti della società, verso i creditori sociali,verso i

soci e i terzi

- Responsabilità verso la società: si fonda su illeciti di natura contrattuale consistenti nella

violazione di obblighi del contratto sociale. Gli amministratori possono essere soggetti a

un’azione sociale di responsabilità, decisa dall’assemblea ordinaria,dal collegio sindacale

questa comporta l’immediata revoca degli amministratori qualora sia votata favorevolmente

con almeno 1/5 del capitale sociale e l’assemblea provvederà alla loro sostituzione

- Responsabilità verso creditori: si configura come una responsabilità di carattere

contrattuale derivante dall’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità

del patrimonio sociale. In questo caso la responsabilità nasce solo se le perdite non si sarebbero

verificate se gli amministratori avessero adempiuto ai loro doveri e la relativa azione può essere

proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei

loro crediti.

- Responsabilità verso soci e terzi:per danni che direttamente arrechino a costoro per colpa o

dolo nell’esercizio delle loro funzioni

Quanti sono nel sistema dualistico i componenti del consiglio di gestione e da chi

sono nominati?

In consiglio di gestione è formato da almeno due soci nominati per un periodo non superiore a 3

esercizi dal consiglio di sorveglianza. La loro revoca può avvenire anche senza giusta causa però con il

risarcimento dei danni. ORGANO DI CONTROLLO

Quali sono gli organi di controllo nei tre sistemi di amministrazione delle s.p.a ?

A seconda del sistema di amministrazione possiamo individuare diversi organi di controllo:

• Tradizionale: collegio sindacale

• Dualistico: consiglio di sorveglianza

• Monistico: comitato per il controllo sulla gestione

Chi nomina i sindaci e cosa prevede la legge in caso di morte, rinuncia o decadenza

di un sindaco ?

Nell’ambito del sistema tradizionale la funzione di controllo interna delle s.p.a è affidata al collegio

sindacale, organo di natura collegiale che si compone di 3 o 5 membri effettivi (soci o non soci)

chiamati sindaci a cui devono aggiungersi le nomine di due sindaci supplenti. I primi sindaci sono

nominati nell’atto costitutivo in seguito dall’assemblea ordinaria. In alcuni casi la nomina dei sindaci

può essere riconosciuto allo stato che detiene partecipazioni nella società. I sindaci durano per 3 anni e

sono rieleggibili.

Quali requisiti devono avere i sindaci?

I sindaci devono disporre di particolari e specifici requisiti :

- Competenza tecnica e specifica preparazione professionale: è necessario che almeno un

membro e un supplente siano scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili, gli altri

possono essere scelti tra professori universitari ed iscritti ad albi professionali

- Requisiti di onorabilità: devono possedere l’idoneità psichica e morale richiesta per gli

amministratori

- Indipendenza: i sindaci devono essere indipendenti rispetto gli amministratori.

Come è regolata nel sistema tradizionale la responsabilità dei sindaci ?

I sindaci hanno l’obbligo di adempiere ai loro doveri con la professionalità e la diligenza richieste dalla

natura dell’incarico. I sindaci sono responsabili della verità delle loro attestazioni e devono conservare il

segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio. I sindaci ancora

sono solidalmente responsabili con gli amministratori per i fatti o le omissioni da questi ultimi compiuti

qual’ora il danno avrebbe potuto evitarsi con la loro vigilanza (responsabilità indiretta o per culpa

vigilando)

Quali sono le funzioni di controllo concesse ai sindaci?

Il collegio sindacale deve riunirsi almeno una volta ogni trimestre e delle relative adunanze deve essere

redatto per processo verbale che viene trascritto nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del

collegio sindacale e sottoscritto dagli intervenuti. Le delibere sono prese a maggioranza assoluta. Le

funzioni concesse ai sindaci sono:

- Funzione di controllo: la nuova riforma ha sancito la separazione della funzione contabile

tradizionalmente spettante al collegio sindacale da quella di vigilanza sull’amministrazione

della società. La funzione contabile è stata assegnata ad un revisore esterno. I compiti della

funzione di controllo sono limitati alla vigilanza: sull’osservanza della legge e dello statuto,sul

rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo

amministrativo e contabile. Nell’esplicare le loro funzioni i sindaci possono procedere ad atti di

ispezione e di controllo, in qualsiasi momento ed anche individualmente

- Funzione di amministrazione: al collegio spettano anche delle funzioni di amministrazione

attiva con carattere suppletivo e alcuni di carattere ordinatorio: convocare l’assemblea nel caso

di omissione o ritardo dell’amministrazione, compiere atti di ordinaria amministrazione qualora

vengono meno gli amministratori, effettuare le pubblicazioni previste per legge quando non vi

provvedono gli amministratori, presentare denunci al tribunale per sospetto di gravi irregolarità.

I sindaci hanno inoltre l’obbligo di assistere alle adunanze delle assemblee alle riunioni del CDA

e a quelle del comitato esecutivo pena la decadenza dell’incarico.

- Funzione tecnico-contabile: i sindaci hanno il compito di riferire con un’idonea relazione

(durante l’approvazione di bilancio) fare osservazioni e proposte in ordine al bilancio e alla sua

approvazione.

Quali sono nel sistema dualistico i compiti del consiglio di sorveglianza?

Il consiglio di sorveglianza è costituito da almeno 3 componenti anche non soci. Sono revocabili anche

senza giusta causa con diritto di risarcimento danni. I membri del consiglio sono rieleggibili e almeno

un componente deve essere iscritto nel registro dei revisori contabili. I compiti esercitati dal consiglio di

sorveglianza possono essere:

- Vigilanza e responsabilità tipiche del collegio sindacale

- Rilevante porzione delle funzioni dell’assemblea ordinaria

- Ulteriori compiti: denuncia la tribunale per gravi irregolarità riscontrate

Quali sono nel sistema monistico le funzioni del comitato per il controllo di

gestione?

Il comitato per il controllo sulla gestione è l’organo che svolge la funzione di controllo per un sistema

organizzativo monistico. Esso è nominato da amministratori e al suo interno è composto da

amministratori che non svolgono funzioni gestionali. I compiti svolti dal comitato sono: vigilanza e

ulteriori compiti affidati loro dal CDA

Chi compie il controllo contabile nelle società che fanno ricorso al mercato del

capitale di rischio?

Nel nuovo regime societario il controllo contabile viene affidato ad un revisore esterno, persona fisica o

società di revisione iscritti. In particolare:

- Società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio: il revisore contabile deve essere

sempre esercitato da una società di revisione soggetta alla disciplina particolare e vigilata dalla

CONSOB

- Nelle altre società: il revisore può essere anche persona fisica purché iscritto nel registro dei

revisori contabili

- Collegio sindacale: è possibile che le società optano per l’affidamento del controllo contabile al

collegio sindacale purché non siano tenute alla redazione del bilancio consolidato ed abbiano

optato per il sistema tradizionale.

Quali sono i requisiti necessari per l’attivazione del controllo giudiziario?

il principale limite alle funzionalità (e all’indipendenza) del collegio sindacale è rappresentato dal fatto

che i suoi membri vengono ad essere nominati dall’assemblea stessa. Nella consapevolezza di ciò il

legislatore ha predisposto un sistema di controlli esterni volti a garantire il corretto funzionamento

dell’ente. In concreto i soci che rappresentino 1/10 del capitale sociale (1/20 nelle società quotate)

hanno la possibilità di richiedere il controllo giudiziario sull’ente laddove sussistano fondati sospetti

che gli amministratori in violazione dei loro doveri abbiano compiuto gravi irregolarità sulla gestione

che possono arrecare danno alla società o ad una o più società controllate. Il tribunale può sospendere

il procedimento giudiziale qualora non risconti particolari gravità evitando così procedure alla ispezione

dell’amministrazione della società. Se invece l’effettiva esistenza delle irregolarità denunciate sia

provata il tribunale dispone gli opportuni provvedimenti fino a poter disporre la revoca di tutti gli

amministratori e sindaci con la nomina di un amministratore giudiziario legittimato a proporre l’azione

di responsabilità. LE OBBLIGAZIONI

Quali sono i principali tipi di obbligazioni?

Le obbligazioni rappresentano lo strumento tecnico elaborato dal legislatore per consentire alle società

di procurarsi nuove disponibilità finanziarie senza tuttavia essere costretta ad aumentare il capitale

sociale con l’emissione di nuove azioni. Le obbligazioni sono dei titoli di credito a reddito fisso emessi in

massa i quali incorporano un diritto di credito nei confronti della società emittente al pagamento di una

determinata somma ad una determinata scadenza ed al pagamento di interessi ad un saggio

percentuale su detta somma. Le obbligazioni sono valori mobiliari emessi nell’ambito di una operazione

unitaria di finanziamento che determina un aumento del patrimonio sociale. I principali tipi di

obbligazioni sono:

- Obbligazioni indicizzate:

- Obbligazioni a premio:

- Obbligazioni partecipanti:

- Obbligazioni convertibili: garantiscono al titolare la facoltà di ottenere la conversione del

titolo in azioni della stessa società o di altri enti collegati

- Obbligazioni cum warrant: mediante le quali l’obbligazionista oltre alla sua posizione di

creditore sull’ente fruisce del diritto di sottoscrivere o acquistare azioni della società.

- Obbligazioni convertibili con procedimento indiretto:

Chi delibera l’emissione di obbligazioni?

Per quanto riguarda le obbligazioni non convertibili ovvero le obbligazioni ordinarie (per quelle

convertibili esiste una disciplina diversa) l’emissione è deliberata dall’organo amministrativo(CDA), al

notaio è rimesso il compito di verbalizzare la delibera di emissione delle obbligazioni e di provvedere

alla successiva iscrizione della stessa nel registro delle imprese. Anche le obbligazioni come le azioni

possono essere nominative o al portatore.

Quale limite prevede l’art 2412 del codice civile?

L’art 2412 prevede i limiti per quel che riguarda le emissioni obbligazionarie, questo afferma che le

società possono emettere obbligazioni al portatore o nominative per somma complessivamente non

eccedente il doppio del capitale sociale,della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti

dall’ultimo bilancio approvato. Questi limiti sono diretti ad assicurare un certo equilibrio tra

l’indebitamento della società nei confronti degli obbligazionisti e il capitale raccolto. Spetta ai sindaci il

compito di attestare il rispetto del limite fissato. Questi limiti tuttavia sono superabili:

- Se le obbligazioni sono garantite da ipoteche su immobili di proprietà della società

- Società autorizzata con provvedimento di autorità governativa

- Le obbligazioni emesse in eccedenza siano destinate alla sottoscrizione di investitori

professionali (banche)

- L’emissione di obbligazioni sia effettuata da società le cui azioni siano quotate in mercati

regolamentati

Quali sono le competenze dell’assemblea e dei suoi obbligazionisti?

L’organizzazione degli obbligazionisti si articola in due organi:

- L’assemblea degli obbligazionisti: l’assemblea degli obbligazionisti delibera

sulla nomina e revoca del rappresentante comune

 Sulle modificazioni delle condizioni del prestito

 Sulla proposta di concordato

 Sulla costituzione di un fondo per le spese necessarie alla tutela dei comuni interessi

 Su altri soggetti di interesse comune

- Il rappresentante comune: viene nominato dall’assemblea degli obbligazionisti e può essere

scelto al di fuori di questi ultimi, in mancanza la nomina verrà fatta dal tribunale. Il

rappresentante deve provvedere all’esecuzione delle delibere dell’assemblea, tutelare gli

interessi comuni, ha il diritto ad assistere all’assemblea dei soci

Quali deliberazioni sono necessarie per l’emissione di obbligazioni convertibili?

Le obbligazioni convertibili sono dei valori mobiliari che incorporano oltre all’ordinario diritto di

credito anche un patto d’opzione, in quanto attribuiscono al loro titolare la facoltà di trasformare i titoli

obbligazionari posseduti in azioni della società. La società attribuisce al sottoscrittore la facoltà di

rinnovare (entro un certo periodo) l’originario rapporto di mutuo in un rapporto di partecipazione

sociale. La sottoscrizione avverrebbe utilizzando come conferimento le somme già versate dal

sottoscrittore obbligazionario, pertanto con l’esercizio della conversione il sottoscrittore perde la qualità

di creditore e acquista lo status di azionista. Per l’emissioni di obbligazioni convertibili sono necessarie

due delibere:

1) Delibera di emissione: che determina il rapporto di cambio e le modalità della conversione

2) Delibera contestuale di aumento di capitale sociale: per un ammontare corrispondente

alle azioni da attribuire in conversione

Inoltre non vi possono essere emissioni di obbligazioni convertibili se il capitale sociale non sia stato

interamente versato, e finché non siano scaduti i termini per la conversione la società non può

deliberare aumenti o diminuzioni di capitale sociale.

Qual è l’organo competente a deliberare l’emissione di obbligazioni convertibili?

La competenza a deliberare l’emissione di obbligazioni convertibili è rimasta anche a seguito delle

novità introdotte dalla riforma in materia di obbligazioni in capo all’assemblea straordinaria. Lo

statuto può attribuire agli amministratori la facoltà di emettere obbligazioni convertibili fino ad un

ammontare determinato e per un massimo 5 anni dalla data di iscrizione della società nel registro delle

imprese. LE MODIFICAZIONI DELL’ATTO COSTITUTIVO

Per quali modificazioni dell’atto costitutivo la legge richiede una maggioranza più

elevata rispetto a quella di regola prescritta per la seconda convocazione?

Con l’espressione modifiche dell’atto costitutivo si intende far riferimento a tutte le ipotesi di

mutamento dell’originario contratto sociale (atto costitutivo o statuto), realizzato mediante

l’inserimento di nuove clausole o attraverso la modifica di quelle già esistenti. Le modificazioni dell’atto

costitutivo sono di regola,competenza dell’assemblea straordinaria. Per alcune modifiche invece la

legge richiede una maggioranza più elevata di quella ordinariamente prescritta per la seconda

convocazione (più di 1/3 dell’intero capitale, anziché 2/3 del capitale rappresentato in assemblea).

Queste modifiche per la quali la legge richiede una maggioranza più elevata sono:

- Cambiamento dell’oggetto sociale

- Trasformazione della società

- Trasferimento sede sociale all’estero

- Scioglimento anticipato

- Proroga della società

- Revoca dello stato di liquidazione

- Emissione delle azioni privilegiate

Le deliberazioni che importano modificazioni all’atto costitutivo sono soggette all’iscrizione nel registro

delle imprese.

Quali sono le cause di recesso?

A tutela delle minoranze è stata riconosciuta al socio assente o dissenziente( e per certa dottrina

anche agli astenuti) il diritto di recesso dalla società. Le cause che possono giustificare il recesso sono:

- Modifica dell’oggetto sociale quando consente un cambiamento significativo dell’attività della

società

- Trasformazione della società

- Trasferimento delle sedi sociali all’estero

- Revoca dello stato di liquidazione

- Eliminazione di una o più cause di recesso derogabili

- Modifica dei criteri di determinazione del valore dell’azione in caso di recesso

- Modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto o di partecipazione

- Introduzione modifica o soppressione della clausola compromissoria nello statuto

- Per società quotate in borsa per la delibera che comporta l’esclusione della quotazione.

Inoltre se la società è a tempo indeterminato e le azioni non sono quotate il socio può recedere con

preavviso di almeno 180 giorni. Infine ulteriori cause di recesso possono essere previste nello statuto

ma limitatamente alle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio. Il recesso è un

negozio unilaterale recettizio ovvero si esercita mediante una dichiarazione comunicata agli

amministratori mediante lettera raccomandata. Il termine per il recesso è previsto per 15 giorni

dall’iscrizione della delibera che legittima il recesso nel registro delle imprese. L’esercizio del diritto di

recesso comporta il sorgere del diritto al rimborso del valore delle proprie azioni.

Come avviene il rimborso del valore delle azioni del socio receduto?

In primo luogo deve essere determinato il valore reale delle azioni, per le ipotesi nella quale lo statuto

non disponga alcunché in merito al valore delle azioni la legge fa riferimento alla consistenza

patrimoniale della società e alle prospettive reddituali della stessa. Il valore delle azioni è determinato

dagli amministratori, sentito il collegio sindacale e il soggetto incaricato alla revisione contabile. Gli

amministratori devono offrire in opzione le quote del socio recedente agli altri soci in proporzione al

numero delle azioni possedute. Colore che esercitano il diritto di opzione possono contestualmente

richiedere che vengano loro offerte in prelazione le azioni rimaste non optate. Le azioni che non sono

state acquistate dai soci con queste modalità possono essere collocate presso terzi. Se entro 180giorni

le azioni non sono state collocate ne presso i soci ne presso terzi la società provvederà ad acquistarle,

rimborsando il socio recedente con le riserve disponibili. In assenza di utili o di riserve disponibili deve

essere convocata l’assemblea straordinaria per deliberare la riduzione del capitale sociale o lo

scioglimento della società.

Cosa si intende per aumento reale del capitale sociale?Cosa si intende per aumento

nominale del capitale sociale?

L’aumento del capitale può essere di due diverse tipologie:

- Aumento reale del capitale: quello che si attua attraverso un corrispondente aumento del

patrimonio sociale, mediante il conferimento di nuove attività da parte dei vecchi azionisti o di

terzi. In questo caso la delibera dell’aumento deve indicare il termine entro il quale le

operazioni di sottoscrizione devono esaurirsi. Qual’ora alla scadenza stabilita le azioni di nuova

emissione non siano state integralmente sottoscritte è possibile l’aumento parziale di capitale

solo se, nella deliberazione di aumento, sia stata prevista tale ipotesi (aumento di capitale

scindibile) in mancanza di specifica previsione l’aumento di capitale reale è previsto come

un’operazione unitaria e indivisibile e qual’ora l’aumento non sia stato sottoscritto in modo

integrale i sottoscrittori stessi sono liberati dall’impegno assunto ed hanno altresì diritto alla

restituzione della percentuale iniziale versata.

- Aumento nominale del capitale: quello che si realizza senza un corrispondente aumento del

patrimonio sociale,mediante il trasferimento in conto capitale di riserve e degli altri fondi iscritti

in bilancio in quanto disponibili. In pratica si tratta di una semplice operazione di carattere

contabile, realizzata mediante l’imputazione a capitale della parte disponibile delle riserve e

degli altri fondi iscritti a bilancio. Le azioni di nuova emissione devono essere assegnate

gratuitamente agli azionisti in proporzione a quelle già possedute. Tuttavia può essere

realizzato tramite l’aumento del valore nominale delle azioni in circolazione senza procedere

all’emissione di nuovi titoli.

In entrambi i casi a seguito dell’aumento la società deve procedere all’emissione di nuovi titoli. Al fine

di evitare la formazione di capitali sociali formalmente ingenti ma sostanzialmente inconsistenti ( in

quanto formati da titoli azionari per i quali è stato effettuato solo un parziale conferimento iniziale)

l’aumento di capitale non può essere eseguito fino a quando le azioni precedentemente emesse non

siano interamente liberate, cioè fino a quando i soci non abbiano effettivamente eseguito i conferimenti

promessi all’atto della sottoscrizione delle azioni.

Cosa è il diritto di opzione?

Il diritto di opzione consiste nel diritto garantito dal legislatore ad ogni socio di essere preferito,

rispetto a terzi, nella sottoscrizione di nuove azioni, emesse nell’ambito di un’operazione di aumento di

capitale sociale a pagamento. Il diritto di opzione spetta agli azionisti anche privilegiati e senza voto ed

agli eventuali possessori di obbligazioni convertibili: ha come oggetto sia le azioni di qualsiasi categoria

che le obbligazioni convertibili di nuova emissione. La ragione di questo diritto di opzione risiede nello

scopo di mantenere inalterata la proporzione in cui ciascun socio partecipa al capitale e patrimonio

sociale. Per l’esercizio del diritto di opzione deve essere concesso ai soci un termine non inferiore ai 30

giorni (15 giorni per società quotate) decorrenti dalla data della pubblicazione dell’offerta di opzione nel

registro delle imprese. Coloro che esercitano il diritto di opzione purché ne facciano contestuale

richiesta hanno diritto di prelazione nell’acquisto delle azioni e delle obbligazioni convertibili in azioni

che siano rimaste non optate.

In alcuni casi il diritto di opzione non è consentito:

- Per le azioni di nuova emissione che devono essere liberate mediante conferimenti in natura

- Per deliberazione dell’assemblea quando l’interesse della società lo esige

- Per deliberazione dell’assemblea quando le azioni di nuova emissione devono essere offerte in

sottoscrizione ai dipendenti della società o di società che la controllano o che sono da essa

controllate.

Quali sono le diverse ipotesi di riduzione del capitale sociale per perdite?

Anche la riduzione del capitale sociale può essere nominale o reale a seconda se determini il rimborso

ai soci del valore dei conferimenti oppure si esaurisca in una semplice operazione contabile: i casi di

riduzione del capitale sociale sono:

• Riduzione facoltativa del capitale sociale: in questo caso il capitale non deve scendere

al di sotto del limite legale di 120.000€ e nel caso la società ha emesso obbligazioni la

riduzione del capitale deve rispettare il limite fissato per la copertura delle obbligazioni. L a

riduzione può avvenire

Rimborsando: parte dei conferimenti ai soci o liberandoli dall’obbligo di eseguirli

 Acquistando azioni: acquistando azioni proprie e poi annullarle

 Mediante sorteggio: sorteggio di azioni per l’ammontare della riduzione e rimborso

 alla pari ai portatori.

• Riduzione del capitale per perdite: consiste in un’operazione di carattere puramente

contabile, volta ad adeguare la cifra del capitale sociale nominale all’effettivo minor valore

del capitale reale. In questi casi la riduzione in sé per sé non arreca alcun danno ai creditori

sociali. In quanto la stessa non fa che manifestare la riduzione dell’entità patrimoniale che si

è già prodotta per l’effetto di perdite. Al riguardo vengono distinte diverse ipotesi:

1) Perdite < 1/3 del capitale sociale: la riduzione del capitale è facoltativa, viene

attuata secondo la disciplina delle modificazioni dell’atto costitutivo mediante delibera

dell’assemblea straordinaria

2) Perdite > 1/3 del capitale sociale: si impone a carico dell’organo gestorio l’obbligo di

attivarsi e provvedere alla convocazione dell’assemblea per l’adozione di opportuni

provvedimenti. Nel caso si rinvii e nell’esercizio successivo la perdita non è diminuita

bisogna obbligatoriamente ridurre il capitale in relazione alle perdite.

3) Perdite > 1/3 e capitale sotto il minimo legale: l’organo gestiorio deve convocare

l’assemblea che deve deliberare necessariamente la riduzione del capitale per perdite ed

il contestuale aumento dello stesso per riottenere la soglia legale o la trasformazione

della società.

4) Perdita dell’intero capitale: anche in questo caso si può provvedere all’azzeramento

del capitale sociale e contestuale ricostituzione dello stesso.

5) Perdite superiori al capitale: la società può procedere a tre tipi di operazioni:

riduzioni e aumenti in maniera da ristabilire il minimo legale,copertura mediante

versamenti di somme a fondo perduto (senza restituzione), riduzione a zero e aumento

mediante emissione di azioni con sovraprezzo.

I PATRIMONI DESTINATI AD UNO SPECIFICO AFFARE

Quali sono le tipologie di patrimoni dedicati previsti dalla legge?

La legge prevede due tipologie di patrimoni dedicati a specifici affari:

1) Patrimoni destinati: la società può costituire uno o più patrimoni ciascuno dei quali destinato

alla realizzazione di uno specifico affare.

2) Finanziamenti dei terzi: la società può costituire un contratto di finanziamento per uno

specifico affare, rimborsando totalmente o parzialmente il finanziamento medesimo con i

proventi dell’affare stesso.

Quali sono le conseguenze dell’istituzione di un patrimonio destinato nel

patrimonio della società?

La costituzione di un patrimonio destinato in una società comporta l’individuazione di beni o comunque

una parte di patrimonio che cessa di essere oggetto di generica garanzia dei creditori della società per

divenire oggetto della garanzia patrimoniale dei soli creditori delle obbligazioni poste in essere per

intraprendere e realizzare l’affare

Chi risponde delle obbligazioni contratte per realizzare lo specifico affare?

Per le obbligazioni contratte per realizzare lo specifico affare risponde solo il patrimonio ad esso

destinato, tuttavia può essere escluso dalla stessa delibera di costituzione del patrimonio separato con

conseguente responsabilità illimitata della società per le obbligazioni contratte in relazione allo

specifico affare. Ogni atto compiuto per lo specifico affare deve avere indicato il vincolo di

destinazione: in mancanza diviene responsabile direttamente la società che ne risponde con il suo

patrimonio residuo. Inoltre:

- Il patrimonio destinato non può essere formato per un valore complessivamente superiore al

10% del patrimonio netto della società

- Nel termine di 60 giorni i creditori sociali possono fare opposizione con la realizzazione

dell’affare

- È prevista la formazione di un’assemblea speciale per ciascuna categoria di strumenti

finanziari emessi in relazione a specifici affari

- Quando si realizza o quando è divenuto impossibile l’affare cui è stato destinato il patrimonio gli

amministratori redigono un rendiconto finale.

Quali elementi devono essere indicati nel contratto relativo al finanziamento di uno

specifico affare?

Nel finanziamento destinato ad uno specifico affare la società ottiene un finanziamento da parte di terzi

il quale è finalizzato alla realizzazione di un certo affare e nel contratto di finanziamento si stabilisce

che al suo rimborso saranno destinati i ricavi dell’affare stesso. Il finanziamento avviene sulla base di

un contratto tra la società e i soggetti finanziatori esterni, nel quale deve essere stabilito quanta parte

dei proventi dell’affare intrapreso debba essere destinata al rimborso del finanziamento e quanta parte

invece possa essere destinata ad altre finalità. Il contratto di finanziamento deve contenere:

- Descrizione dell’operazione: tempi,modalità,costi previsti ,ricavi attesi

- Piano finanziario dell’operazione

- Beni strumentali

- Specifiche garanzie offerte dalla società

- Controlli che il finanziatore può effettuare sulla realizzazione dell’opera

- Parte dei proventi destinati al rimborso

- Garanzie per il rimborso

- Tempo massimo di rimborso

I proventi dell’operazione costituiscono un patrimonio separato da quello della società e da quello

relativo ad ogni altra operazione di finanziamento effettuata dall’impresa. Anche per tali operazioni è

prevista la pubblicità nel bilancio della società

I LIBRI SOCIALI E DI BILANCIO

Quali libri sociali devono essere obbligatoriamente tenuti da s.p.a?

Le s.p.a in quanto imprenditori commerciali sono obbligate in primo luogo alla tenuta obbligatoria di:

• Libro giornale

• Libro degli inventari

• Libro dei soci: in cui devono essere indicati per ogni categoria e numero di azioni i soci e i

loro conferimenti già versati

• Libro delle obbligazioni: che indica l’ammontare delle obbligazioni emesse e di quelle

estinte, le generalità dei titolari delle obbligazioni nominative.

• Libro delle adunanze e delle delibere assembleari: nei quali vanno trascritti anche i

verbali per atto pubblico

• Libro delle adunanze e delle delibere del CDA o consiglio di gestione

• Libro delle adunanze e delle delibere del collegio sindacalo o del consiglio di

sorveglianza o del comitato per il controllo sulla gestione

• Il libro delle adunanze e delle delibere del comitato esecutivo

• Il libro delle adunanze e delle delibere delle assemblee degli obbligazionisti

• Il libro degli strumenti finanziari emessi

Tutti questi devono essere regolarmente tenuti , numerati progressivamente e bollati in ogni pagina. I

soci hanno diritto ad esaminare il libro dei soci ed il libro delle assemblee degli azionisti con facoltà di

ottenere estratti a proprie spese.

Cosa rappresenta il bilancio di esercizio della s.p.a?

Il bilancio di esercizio è il documento contabile che rappresenta in modo veritiero e corretto la

situazione patrimoniale e finanziaria della società ed il risultato economico dell’esercizio stesso.

Quali principi deve seguire la redazione di bilancio?

Il bilancio di esercizio deve essere redatto secondo dei principi di redazione:

• Principio della chiarezza nella redazione: esso riguarda la comunicazione delle

informazioni che il bilancio contiene e consiste in una modalità di esposizione che consente

la comprensione del documento da parte dei destinatari (forniti di media cultura contabile)

• Principio della verità e correttezza della rappresentazione: la verità della

rappresentazione si attiene alla corrispondenza del valore iscritto nel bilancio all’intrinseco

contenuto del bene, de diritto o del rapporto a cui esso si riferisce, la correttezza della

rappresentazione consiste innanzi tutto al rispetto dei principe di redazione e criteri di

valutazione che la legge indica.

Inoltre dove la quantità di informazioni prescritte non fosse sufficiente a dare una rappresentazione

veritiera e corretta, il redattore deve fornire le informazioni complementari allo scopo. Il redattore può

avvalersi della nota integrativa per motivare scelte intraprese nella redazione.

Quali documenti compongono il bilancio di esercizio?

Il bilancio di esercizio è formato da due elaborati contabili ed una nota integrativa:

• Stato patrimoniale: è il prospetto contabile della consistenza patrimoniale della società al

termine di ogni periodo

• Conto economico: consiste in una rappresentazione dinamica dei movimenti del patrimonio

durante l’esercizio. In concreto mediante l’indicazione dei proventi realizzati e dei costi

sostenuti esso riassume il risultato economico della gestione annuale dell’ente

• Nota integrativa: è la parte integrante del bilancio e contiene una serie di informazioni

sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico, sui dipendenti, sugli

amministratori sindaci e sui titoli emessi.

Quali sono le fasi di formazione e approvazione del bilancio?

Il bilancio di esercizio deve essere redatto ogni anno alla chiusura di ciascun esercizio secondo il

seguente procedimento formativo:

- Viene predisposto agli amministratori che lo corredano di una relazione sulla situazione

societaria e sull’andamento della gestione. L’analisi dovrà ulteriormente tener conto dei

principali rischi e incertezze cui la società è esposta

- Il bilancio e la relazione sulla gestione devono essere comunicati al collegio sindacale, questo

provvede a formare una relazione sulla relazione.

- Il progetto di bilancio insieme alle relazioni degli amministratori dei sindaci e del soggetto

incaricato al controllo contabile deve restare depositato nella sede della società durante i 15

giorni che precedono l’assemblea affinché i soci possano prenderne visione.

- A conclusione l’assemblea ordinaria delibera sul profeto e in caso di approvazione dispone

anche della distribuzione di eventuali utili

- Una compia del bilancio approvato deve essere entro 30 giorni dall’approvazione consegnata

presso l’ufficio del registro delle imprese

Come è costituita la riserva legale?

La deliberazione sulla distribuzione degli utili compete all’assemblea che approva il bilancio. Gli utili

di esercizio rappresentano un’eccedenza del patrimonio sociale sul capitale nominale e quindi un

effettivo guadagno della società. La presenza di utili rende possibile la distribuzione dei dividendi

agli azionisti poiché essi possono essere corrisposti soltanto per utili realmente conseguiti risultati dal

bilancio e approvati. Nel caso si verifichino perdite non può farsi luogo la ripartizione degli utili fino a

che il capitale non sia stato reintegrato o ridotto in misura corrispondente. A causa della presenza di

vincoli di destinazione non tutti gli utili possono essere distribuiti come dividendi, alcuni utili sono

vincolati a:

- Riserva legale: la ventesimo parte degli utili conseguiti deve essere detratta e costituita a

riserva finche questa riserva non raggiunga il quinto del capitale sociale

- Riserve statuarie: somme accantonate per rafforzare la stabilità patrimoniale non sono

obbligatorie ma a discrezione dei soci.

- Dagli utili conseguiti inoltre devono essere erogate le partecipazioni eventualmente spettanti

ai : promotori, soci fondatori e amministratori.

I dividendi erogati in violazione delle disposizioni di legge non sono ripetibili se i soci li hanno riscossi in

buona fede in base si un bilancio approvato regolarmente e in cui risultino utili netti corrispondenti.

Quali giudizi possono essere emessi dalla società di revisione?

Tutte le s.p.a devono essere sottoposte ad un giudizio di conformità delle scritture contabili e agli altri

accertamenti da parte di un revisore contabile esterno al collegio sindacale o ad una società di

revisione iscritta nell’apposito registro. Le società quotate devono necessariamente avere una società

come revisore contabile. L’organo di revisione esprime dei giudizi redigendo un’apposita relazione:

• Giudizio senza rilievi: bilancio pienamente conforme

• Giudizio con rilievi: obbligo di chiarezza e veridicità in merito al bilancio

• Dichiarazione di impossibilità a rilasciare un giudizio:

• Giudizio negativo: accertate gravi violazioni.

Quando le s.p.a possono redigere il bilancio in forma abbreviata?

Le società s.p.a possono redigere il bilancio in forma abbreviata quando nel primo esercizio (o

successivamente per due esercizi consecutivi) non abbiamo superato due dei seguenti limiti:

- Totale dell’attivo dello stato patrimoniale ammonante a 4milioni e 400mila €

- Ricavi delle vendite e delle prestazioni ammontanti a 8milioni e 800mila €

- Numero di 50 dipendenti occupati in media durante l’esercizio

LA SOCIETA IN ACCOMANDITA PER AZIONI

Quale categoria di soci nella s.a.p.a risponde solidalmente e illimitatamente per le

obbligazioni sociali?

La società in accomandita per azioni è una società di capitali dotata di personalità giuridica essa è

caratterizzata dalla contemporanea presenza di due distinte categorie di soci: accomandatari, che

rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali e accomandanti, che sono

obbligati nei limiti della quota conferita.

I soci accomandatari acquistano la qualità di garanti della società rispondendo personalmente ma in

linea sussidiaria delle obbligazioni sociali.

Quale limite temporale è previsto per la carica di amministratore della s.a.p.a?

La qualità di socio accomandatario coincide con quella di amministratore, di conseguenza tale status è

caratterizzato dalla responsabilità illimitata e solidale per le obbligazioni sociali e dal potere di gestire

l’ente. Non vi è limite temporale per l’incarico di amministratore nelle s.a.p.a tuttavia possono essere

sempre revocati anche senza giusta causa con il pagamento dei danni.

Quale particolare disciplina è prevista per le modificazioni dell’atto costitutivo della

s.a.p.a?

L’atto costitutivo deve indicare le persone dei soci accomandatari i quali assumono di diritto la carica di

amministratori, la disciplina dei soci accomandatari è sintetizzabile:

- Gli accomandatari sono soggetti agli obblighi degli amministratori delle società per azioni, nel

caso di violazione sono tenuti al risarcimento dei danni alla società o dei creditori sociali.

- Rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali ma la responsabilità ha

carattere sussidiario, ovvero i creditori sociali devono prima aggredire il patrimonio della società

- Assenza di limite temporale

- Gli amministratori possono rinunciare al loro ufficio

L’assemblea svolge un’attività secondo le modalità stabilite per la s.p.a essa è costituita da tutti i soci e

le maggioranze si formano in relazione al capitale posseduto indipendentemente dalla qualità di socio

assunta. La legge ha posto una disciplina particolare per alcune delibere:

- I soci accomandatari non possono votare nelle assemblee concernenti la nomina dei sindaci o

del consiglio di sorveglianza

- Le modificazioni dell’atto costitutivo devono essere approvate anche da tutti i soci

accomandatari (assemblea straordinaria)

- La sostituzione degli amministratori deve essere approvata dagli amministratori rimasti in

carica

Quali sono le cause di scioglimento della s.a.p.a?

La s.a.p.a si scioglie oltre che per le cause previste per le s.p.a anche nelle ipotesi di:

- Cessazione dall’ufficio di tutti gli amministratori la società si scioglie nel termine di 180 giorni

se non riesce a trovare i sostituti, il collegio sindacale nomina un amministratore provvisorio.

- Non è causa di scioglimento la mancanza di tutti gli accomandanti.

LA SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA

Quali innovazioni ha portato la riforma del diritto societario nel modello s.r.l?

la società a responsabilità limitata è un ente dotato di personalità giuridica che rientra nel novero delle

società di capitali. Essa consente alle imprese sociali di ridotte dimensioni di fruire del beneficio della

responsabilità limitata dei soci. La s.r.l presenta numerose analogia con la s.p.a, in particolare essa

gode di un’autonomia patrimoniale perfetta in quanto per le obbligazioni sociali risponde soltanto la

società con il suo patrimonio. Tuttavia il legislatore ha intesa accentuare il carattere personale dell’ente,

con la predisposizione di una struttura organizzativa che favorisca la partecipazione dei soci alla

gestione dell’attività. Il modello societario è intermedio tra quello delle società di capitale e quello delle

società di persone. Difatto le quote di partecipazione dei soci nelle s.r.l non possono essere azioni,

queste sono definite in relazione alla loro appartenenza ad un socio e possono avere diverso valore. E

inoltre la disciplina prevede l’attribuzione al socio di una partecipazione sociale non necessariamente

proporzionale al conferimento.

Quali sono i requisiti per la costituzione della società a responsabilità limitata?

La società a responsabilità limitata deve costituirsi per atto pubblico ed esclusivamente nella forma

della costituzione simultanea.È possibile dar vita a s.r.l mediante un contratto o per atto unilaterale: i

requisiti predisposti per la nascita di una s.r.l

- Il capitale sociale di ammontare minimo 10.000€ deve essere integralmente sottoscritto

- Almeno il 25% dei conferimenti deve essere versato all’atto della costituzione( puo essere

effettuato con una stipula di valore corrispondente di una polizza assicurativa o fidejussione

bancaria)

- Nella denominazione sociale possono anche non comparire i nomi dei soci ma deve sempre

contenere s.r.l

- L’atto costitutivo deve essere iscritto nel registro delle imprese con il conseguente acquisto

della personalità giuridica da parte dell’ente.

Quale disciplina prevede la legge in ordine di trasferibilità delle quote di s.r.l?

La misura delle partecipazioni sociali può non essere proporzionale ai conferimenti prestati, il valore

globale dei conferimenti inoltre non può essere inferiore all’ammontare globale del capitale sociale. La

vera novità è stata l’introduzione del principio in base al quale possono essere conferiti tutti gli

elementi suscettibili di valutazione economica. In forza a tale norma possono essere conferiti: know

how, esperienze,nome,marchio,brevetto,diritti personali e di godimento superando in questo modo il

divieto di prestazioni d’opera per le s.p.a

A seguito del conferimento ciascun socio acquista una quota sociale che rappresenta la misura della

partecipazione sociale. È prevista la possibilità (nell’atto costitutivo) di prevedere per i singoli soci

particolari diritti relativi all’amministrazione della società o alla distribuzione degli utili. Inoltre caratteri

delle quote di s.r.l sono la divisibilità e la trasferibilità. In merito alla trasferibilità:

- Le partecipazioni sono liberamente trasferibili per atto tra vivi e per successione causa di morte

salvo contraria disposizione nello statuto

- L’acquisizione della qualità di socio dopo l’acquisto di una quota è successivo al deposito

dell’atto di trasferimento nel registro delle imprese.

- L’atto di trasferimento deve essere redatto per iscritto con firma autenticata dal notaio

- Le quote sono soggette a piena espropri abilità da parte dei creditori del socio.

- La quota può essere oggetto di pegno,usufrutto e sequestro.

In conclusione le quote di s.r.l attribuiscono diritti e obblighi inerenti alla qualità di socio tra i quali in

primo luogo: diritto di voto,diritto agli utili,diritto alla liquidazione,diritto di opzione e con l’acquisto

dello status di socio viene contestualmente assunto l’obbligo di eseguire il conferimento promesso.

Quali decisioni richiedono necessariamente la deliberazione dell’assemblea

collegiale?

Spetta all’atto costitutivo stabilire quali sono le competenze dei soci e quelle degli amministratori. Il

legislatore ha individuato delle materie che, in considerazione della loro particolare importanza, non

possono essere statutariamente sottratte alla competenza dei soci:

- Approvazione del bilancio e distribuzione degli utili

- Nomina amministratori, nomina dei sindaci e del presidente del collegio sindacale o

del revisore contabile

- Modificazioni dell’atto costitutivo e decisioni di compiere azioni che comportano una

sostanziale modificazione dell’oggetto sociale.

- Riduzione del capitale per perdite

- Partecipazione della società come socio illimitatamente responsabile in società di

persone

- Messa in liquidazione della società

Il modello decisionale principale salvo altre disposizione è l’assemblea collegiale e operante per le

decisioni maggiormente rilevanti: modifiche atto costitutivo, operazioni che comportano una

sostanziale modifica dell’oggetto sociale, riduzione capitale per perdite,temi su cui vi sia stata la

richiesta qualificata degli amministratori o dei soci.

Quale altro metodo possono utilizzare i soci in alternativa all’assemblea per

prendere decisioni?

In alternativa all’assemblea i soci possono mediante un procedimento a formazione progressiva che si

realizza mediante la consultazione scritta o il consenso espresso per iscritto e che non richiede la

preventiva convocazione dell’assemblea ne la contestuale presenza dei soci presso la sede sociale. La

maggioranza in questo caso deve essere di almeno la metà del capitale sociale.

Come si procede alla nomina degli amministratori, se l’atto costitutivo non prevede

diversamente?

Relativamente alla nomina degli amministratori in virtu di espressa previsione dell’atto costitutivo

possono essere scelti anche tra non soci mentre se nell’atto costitutivo non è specificato alla nomina

degli amministratori si provvede con una delibera adottata con il modello della consultazione scritta o

del consenso espresso per iscritto

Quali modelli di amministrazione sono concessi nella s.r.l e quale si applica nel

silenzio dell’atto costitutivo?

È possibile scegliere tra due tipologie di amministrazioni:

- Amministrazione disgiuntiva: che attribuisce potere gestorio a ciascun amministratore con

diritto di veto

- Amministrazione congiuntiva: che può invece contemplare il consenso unanime di tutti gli

amministratori

Quando è obbligatoria la nomina del collegio sindacale?

l’atto costitutivo della società può disporre la nomina di un collegio sindacale o di un revisore

determinandone competenze e poteri. La nomina del collegio sindacale è obbligatoria:

- Se il capitale sociale non è inferiore a 120.000€

- Se per due esercizi consecutivi siano stati superati i limiti ai fini della redazione del

bilancio in forma abbreviata

4.400.000€ attivo stato patrimoniale /8.800.000€ ricavi per vendite e prestazioni / +50

dipendenti occupati

Se non previsto in diversa modalità al collegio sindacale spetta la funzione di controllo contabile.

Quali sono le ipotesi di deroga alla limitazione della responsabilità dell’unico

azionista di s.r.l?

Sono state introdotte delle deroghe riguardo la limitazione della responsabilità dell’unico azionista, il

legislatore circoscrive le ipotesi di assunzione della responsabilità illimitata da parte dell’unico socio in

caso di insolvenza della società, esclusivamente alla ricorrenza dei seguenti presupposti:

- Mancato versamento dell’intero ammontare dei conferimenti, o in caso di unicità sopravvenuta

mancata effettuazione dei versamenti ancora dovuti dal socio ormai rimasto unico.

- Mancata attuazione della pubblicità dei dati relativi all’unico socio sia esso persona fisica o

giuridica mediante iscrizione nel registro delle imprese

In caso di società insolvente e di una delle seguenti situazione il socio risponderà illimitatamente delle

obbligazioni sociali sorte in cui risulta appartenergli la partecipazione.

In quali casi il socio di s.r.l può recedere ?

Il socio si s.r.l ha visto ampliarsi le ipotesi in cui gli è consentito recedere dalla società:

• Cambiamento oggetto sociale

• Fusione o scissione della società

• Revoca dello stato di liquidazione

• Trasferimento sede all’estero

• Eliminazione di una o più cause di recesso previste dall’atto costitutivo

• Compimento di operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto

sociale determinato nell’atto costitutivo o una rilevante modifica dei diritti attribuiti ai soci.

Se la società è contratta a tempo indeterminato il socio può recedere in ogni momento con preavviso di

180 giorni. Se invece la società è contratta a tempo determinato il socio ha diritto sempre a recedere in

ogni momento se le sue quote sono intrasferibili o se il trasferimento è subordinato al gradimento di

altri organi sociali. Infine l’autonomia dei soci può spingersi fino a prevedere casi di esclusione dei soci

motivati dalla sussistenza della giusta causa.

In che cosa consistono i titoli di debito e qual è la loro funzione?

Le s.r.l possono emettere dei titoli di debito come forma di finanziamento societaria superano così lo

storico divieto stabilito per queste società di emettere obbligazioni (permesse solo alle s.p.a in

precedenza). I titoli di debito possono essere emessi solo previa previsione dell’atto costitutivo che

attribuisce la relativa competenza ai soci o agli amministratori. Questi titoli possono essere sottoscritti

solo da investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale ( banche, sim ,sicav) in caso di

successiva loro circolazione, chi li trasferisce risponderà della solvenza delle società nei confronti degli

acquirenti. SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

Quali sono le ipotesi di scioglimento delle società di capitali e da quale momento ha

effetto lo scioglimento?

L’estinzione della società per azioni si realizza mediante una complessa fattispecie a formazione

progressiva articolate in tre momenti:

1) Scioglimento

2) Procedimento di liquidazione

3) Cancellazione dell’ente dal registro delle imprese

Il prodursi di una causa di scioglimento non determina automaticamente l’estinzione dell’ente, con la

perdita della personalità giuridica. Quello che si verifica è un sostanziale mutamento dello scopo

sociale che passa dalla finalità dello svolgere un’attività economica a quello di ripartire fra i soci i

guadagni realizzati insieme al rimborso dei conferimenti effettuati.

Lo scioglimento delle società di capitali può avvenire per le seguenti ipotesi:

• Decorso del termine

• Conseguimento dell’oggetto sociale o sopravvenuta impossibilità di raggiungerlo

• Impossibilità di funzionamento o continuata inattività dell’assemblea

• Riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale se non si è provveduto

alla sua reintegrazione o alla trasformazione della società

• Incapacità patrimoniale della società alla restituzione della quota al socio

recedente

• Altre cause previste dall’atto costitutivo

La novità introdotta in tema di scioglimento consiste nella separazione tra il momento in cui si è verifica

una causa di scioglimento e lo scioglimento stesso (ovvero quando questa causa ha effetto) essendo

quest’ultimo identificato con l’iscrizione nel registro delle imprese della dichiarazione con cui gli

amministratori accertano la causa e la deliberazione dello scioglimento.

Spetta agli amministratori il compito di effettuare l’accertamento del verificarsi di una causa di

scioglimento ed essi sono personalmente e solidalmente responsabili in caso di ritardo o di omissione di

queste cause nei confronti di soci e terzi.

Verificatasi una causa di scioglimento della società, finche la delibera di nomina dei

liquidatori non sia iscritta nel registro delle imprese, quali poteri spettano agli

amministratori?

Agli amministratori finché non vengono nominati i liquidatori spetta il compito di gestire la società, la

loro operatività è però limitata ai soli fini della conservazione dell’integrità e del valore del patrimonio

sociale.

Qual è la funzione del procedimento di liquidazione?

A seguito del prodursi di una causa di scioglimento, la società entra di fatto in stato di liquidazione,

lo scopo della liquidazione è essenzialmente quello di pagare il passivo e ripartire tra i soci l’attivo

residuo. In questa fase non possono essere esercitate attività economiche volte al perseguimento

dell’oggetto sociale, ma diviene prevalente il diritto dei soci ad ottenere la loro quota di liquidazione. Il

procedimento di liquidazione è il modo di liquidare il patrimonio ed è inderogabile nella società di

capitali, al contrario di quanto avviene nella società di persone in cui il procedimento può essere

stabilito nel contratto sociale e quello legale ha solo funzione suppletiva in quanto si applica solo nel

caso di mancanza di regole pattizie.

A chi spetta la nomina e revoca dei liquidatori e quali sono i loro poteri?

la nomina dei liquidatori spetta all’assemblea appositamente convocata dagli amministratori (salvo

diversa disposizione nell’atto costitutivo) essa delibera con le maggioranze prescritte per l’assemblea

straordinaria. Anche la revoca dei liquidatori spetta all’assemblea straordinaria mentre nell’ipotesi in

cui sussiste giusta causa essa può essere disposta dal tribunale su istanza di uno o piu soci, dei sindaci

o del PM. Nel nuovo sistema l’iscrizione nel registro delle imprese della delibera di nomina dei

liquidatori sancisce il momento esatto della successione dei liquidatori agli amministratori. I liquidatori

hanno la funzione di chiudere tutti i rapporti della società con terzi per consentire successivamente la

ripartizione del patrimonio residuo. I poteri dei liquidatori possono essere disciplinati con ampia libertà

dai soci in sede statuaria. La legge tuttavia attribuisce ai liquidatori il potere di compiere tutti gli atti

utili alla liquidazione della società e quindi vedono nel criterio dell’utilità il limite ai loro poteri.

I liquidatori devono svolgere il loro compito con professionalità e diligenza. In merito alle loro

responsabilità per danni derivanti dall’inosservanza dei loro doveri trovano applicazione le disposizioni

in tema di responsabilità degli amministratori. I liquidatori possono:

• Richiedere ai soci i versamenti ancora dovuti se i fondi per la liquidazione sono insufficienti

al pagamento dei debiti sociali

• Non possono ripartire acconti tra i soci

• Possono condizionare la ripartizione alla prestazione del socio di dovute garanzie

• Sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni ai creditori sociali

I liquidatori sono obbligati a redigere a pubblicare i bilanci in fase di liquidazione.

Quando è possibile revocare lo stato di liquidazione?

È possibile revocare lo stato di liquidazione quando l’assemblea in sede straordinaria vota

espressamente per la neutralizzazione della causa di scioglimento. A tutela dei creditori l’efficacia della

delibera di revoca dello stato di liquidazione è subordinata al loro consenso o alla mancata opposizione

nei 60 giorni successivi all’iscrizione della delibera nel registro delle imprese. Ad ogni modo la revoca

della liquidazione può essere intrapresa purché non sia iniziata la distribuzione dell’ativo.

In quali i casi il bilancio finale di liquidazione si intende approvato?

Completata la liquidazione del patrimonio dell’ente con il pagamento dei debiti sociali e la conversione

in denaro dell’attivo i liquidatori devono redigere il bilancio finale indicando la parte spettante a ciascun

socio o azione nella divisione dell’attivo. Il bilancio finale non viene approvato dall’assemblea ma dai

singoli azionisti mediante un particolare procedimento di approvazione tacita (se in 90 giorni successivi

al deposito del bilancio finale presso il registro delle imprese nessun socio si oppone il bilancio viene

approvato). A seguito dell’approvazione del bilancio finale i liquidatori devono richiedere la

cancellazione della società dal registro delle imprese.

Contro chi possono agire i creditori sociali dopo la cancellazione dal registro delle

imprese?

Dopo la cancellazione della società i creditori sociali rimasti eventualmente insoddisfatti potranno

sempre agire:

- Contro i soci: fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di

liquidazione

- Contro i liquidatori: qualora il mancato pagamento sia dipeso da loro colpa.

TRASFORMAZIONE, SCISSIONE E FUSIONE

In cosa consiste la trasformazione di una società?

Si ha trasformazione in una società qualora la stessa durante la sua vita assuma un tipo di

organizzazione diverso da quello originario di cui all’atto di costituzione. Essa non determina

l’estinzione del soggetto, con la conseguente nascita di un nuovo ente ma solo una semplice modifica

della disciplina normativa. Si verifica solo una modifica dell’atto costitutivo.

In seguito alla trasformazione il legislatore ha sancito:

- Continuità di tutti i rapporti giuridici

- Trasformazione anche in pendenza di una procedura concorsuale

Cosa prevede la disciplina della trasformazione omogenea?

Si parla di trasformazione omogenea le trasformazioni che vedono società commerciali di persone

(società accomandita semplice e società in nome collettivo) in società di capitali ( società per azioni,

società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata) o viceversa. Analogamente si

qualifica la trasformazione in omogenea quella di una società di persone appartenente ad un’altra della

stessa categorie e una società di capitali in un’altra società di capitali.

• Trasformazione di società di persone in società di capitali: è decisa con il consenso

della maggioranza dei soci determinata secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili. A

tutela del socio assente o dissenziente il legislatore ha previsto il recesso. La trasformazione

deve essere accompagnata da una relazione di stima che vieni riferita al capitale sociale. I

soci a responsabilità illimitata rimangono responsabili illimitatamente delle obbligazioni

contratte dalla società quando era di persone, sempre che i creditori sociali abbiano

acconsentito alla trasformazione. Tale consenso si presume quando i creditori non abbiano

espressamente negato la trasformazione nei 60 giorni dal ricevimento della delibera di

trasformazione.

• Trasformazione di società di capitali in società di persone: richiede la maggioranza in

assemblea prevista per le modifiche dello statuto resta sempre valida la possibilità di

recesso del socio. È richiesto il consenso dei soci che assumono la responsabilità illimitata a

seguito della trasformazione.

Quando ha effetto la delibera di trasformazione eterogenea?

Una trasformazione si definisce eterogenea quando una società di capitali si trasforma in (e viceversa):

• Consorzi

• Società consortili

• Cooperative

• Comunioni d’azienda

• Associazioni non riconosciute

• Fondazioni

La delibera per una trasformazione eterogenea avviene con il consenso de 2/3 degli aventi diritti al

voto. A tal fine occorre il consenso di quei soci che acquisteranno la responsabilità illimitata dopo la

trasformazione. L’efficacia della trasformazione eterogenea ha effetto solo dopo trascorsi i 60 giorni

dall’ultimo adempimento pubblicitario contemplato. In questo periodo di tempo i creditori possono fare

opposizione.

Quali sono le due forme di fusione previste dalla legge?

Dal punto di vista economico la fusione è un fenomeno di concentrazione delle imprese societarie che

consente di ampliarne la dimensione a la competitività sul mercato. Dal punto di vista giuridico essa fa

si che ad una pluralità di società si sostituisca un unico organismo sociale. La fusione puo attuarsi

secondo due forme:

• Mediante costituzione di una società nuova : con il sorgere di un nuovo soggetto di

diritto e con la contemporanea estinzione delle società fuse (fusione in senso stretto)

• Mediante incorporazione in una società di un o più società: nel qual caso una delle

società partecipanti conserva la propria individualità mentre le altre vengono assorbite

( fusione per incorporazione)

Procedimento della fusione e quando può essere attuata la fusione?

Il procedimento di fusione si articola nelle seguenti tre fasi essenziali:

- Progetto: il progetto di fusione viene redatto in comune dall’organo amministrativo delle

diverse società interessate all’operazione, deve indicare le caratteristiche generali, l’atto

costitutivo, il rapporto di cambio delle varie azioni, la data di decorrenza degli effetti della

fusione, il trattamento riservato a particolari categorie di soci o di possessori di titoli diversi

dalle azioni, i vantaggi particolari eventualmente proposti a favore degli amministratori delle

società partecipanti alla fusione. Il progetto deve essere iscritto nel registro delle imprese.

L’organo amministrativo delle società partecipanti deve redigere la situazione patrimoniale

delle società stesse e una relazione volta ad illustrate il progetto

- Delibera: una volta completata la fase preparatoria la fusione va deliberata da ciascuna delle

società che vi partecipano mediante l’approvazione del relativo progetto.

- Atto di fusione: il procedimento di fusione si conclude con la stipula dell’atto di fusione da

parte dei legali rappresentanti delle società interessate. La fusione deve essere depositata ed

iscritta nel registro delle imprese dei luoghi dove sono poste le sedi di tutte le società

partecipanti alla fusione.

La fusione potendo creare pregiudizio nei confronti dei creditori dei singoli enti questi hanno il potere e

diritto di opporsi nei 60 giorni che decorrono dall’iscrizione nel registro delle imprese della delibera di

fusione. L’eventuale presentazione di opposizione sospende l’esecuzione della fusione. Tuttavia il

tribunale può disporre che essa abbia luogo egualmente previa prestazione da parte della società di

idonea garanzia.

Che cosa deve contenere il progetto di scissione?

l’istituto della scissione è una operazione girudico-economica sostanzialmente inversa a quella attuata

mediante la fusione. In questa ipotesi il patrimonio di un ente viene suddiviso ed attribuito in tutto o in

parte ad altre società in funzione di un’esigenza di ristrutturazione e di riorganizzazione aziendale. La

scissione opera mediante due distinte modalità:

- Trasferimento dell’intero patrimonio di un ente che si estingue in due o più società

- Trasferimento di una parte di patrimonio di una società (che continua la sua attività)

in uno o più enti beneficiari preesistenti o di nuova costituzione (scorporazione). I

soci della società originaria rimangono tali pur divenendo anche soci delle società beneficiarie.

Anche in questo caso l’elemento di riferimento è rappresentato dal progetto di scissione a cui fanno da

supporto la situazione patrimoniale, la relazione illustrativa degli amministratori e la relazione degli

esperti. Il progetto di scissione deve essere poi iscritto nel registro delle imprese. La scissione diviene

efficace a partire dalla data in cui è stata eseguita l’ultima iscrizione dell’atto di scissione nel registro

delle imprese in cui sono iscritte le società beneficiarie. Anche in questo caso a garanzia dei creditori

ciascuna società è solidalmente responsabile nei limiti e nel valore effettivo del patrimonio netto ad

essa assegnato o rimasto, dei debiti della società scissa non soddisfatti dalla società a cui essi fanno

carico. Per l’invalidità dell’atto di scissione trova applicazione la stessa normativa in materia di fusione.

SOCIETA COOPERATIVE E MUTUALISTICHE

In cosa consiste lo scopo mutualistico?

lo scopo mutualistico (perseguito dalle società cooperative) consiste nell’intento di fornire ai soci

beni, servizi od occasioni di lavoro a condizioni più favorevoli rispetto quelle offerte dal mercato. In

sostanza le società mutualistiche i soci e i destinatari dell’attività sociale sono in pratica le stesse

persone. Le società cooperative si propongono di offrire ai soci un vantaggio patrimoniale che può

consistere a seconda dei casi in un risparmio di spesa o un aumento della retribuzione. Le principali

tipologie di cooperative sono:

• Cooperative di produzione e lavoro: il socio riveste sia ruolo di imprenditore che di

lavoratore

• Cooperative di consumo: mirano a fornire ai soci beni a condizioni più favorevoli evitando

le forme di intermediazione

• Cooperative agricole: i produttori agricoli conferiscono i loro prodotti affinché vengano

conservati,trasformati,venduti mediante l’organizzazione societaria

• Cooperative di credito: banche popolari, esercitano credito a vantaggio dei soci ai quali

distribuiscono utili anche se in forma limitata.

Quali sono le caratteristiche della cooperativa a mutualità prevalente?

La legge ha distinto due categorie di cooperative: le cooperative a mutualità prevalente e le

cooperative non a mutualità prevalente. Il concetto di mutualità prevalente varia in relazione allo

scambio mutualistico realizzato, sono cooperative a mutualità prevalente:

• Quelle che svolgono la loro attività prevalentemente in favore dei soci

• Quelle che si avvalgono prevalentemente del lavoro dei soci

• Quelle che si avvalgono prevalentemente degli apporti di beni o servizi da parte dei soci.

La prevalenza viene quantificata in base a determinati criteri:

- Ricavi dalle vendite dei beni dei servizi verso i soci devono essere superiori al 50% dei ricavi

totali

- Il costo del lavoro dei socie deve essere superiore al 50% del costo del lavoro totale

- Il costo della produzione per servizi e beni conferiti dai soci deve essere maggiore del 50% del

totale dei costi

Inoltre le cooperative a mutualità prevalente devono prevedere nei propri statuti particolari requisiti di

non lucratività in modo da garantirgli le agevolazioni fiscali:

- Divieto di distribuire dividendi in misura superiore ad un certo ammontare

- Divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci di un certo

ammontare

- Obbligo di devoluzione in caso di scioglimento del patrimonio ai fondi mutualistici per la

promozione e sviluppo della cooperazione.

Qual è la disciplina prevista per la costituzione della società cooperativa?

Le norme essenziali per la costituzione delle società cooperative sono:

- Costituzione nella forma dell’atto pubblico, sottoposta all’iscrizione nel registro delle imprese

dalla quale acquisisce personalità giuridica. Non esiste una cooperativa irregolare.

- Per costituire una cooperativa è necessario che i soci siano almeno 9

- In alcune cooperative i soci devono possedere specifiche qualità personali

- L’atto costitutivo stabilisce le regole per lo svolgimento dell’attività mutualistica

- Denominazione sociale può essere formata liberamente ma deve sempre contenere

l’indicazione di società cooperativa

- L’atto costitutivo non deve indicare l’ammontare del capitale sociale ma le quote sottoscritte da

ciascun socio e i versamenti effettuati.(nel caso di capitali ripartito in azioni in valore di esse)

- L’atto costitutivo deve contenere le spese per la costituzione

- Non è previsto il versamento del 25% delle quote per la costituzione.

Qual è il regime di responsabilità delle società cooperative?

Per quanto concerne il regime della responsabilità delle cooperative è stato introdotto un unico regime

di responsabilità prevedendo che per le obbligazioni sociali è esclusivamente responsabile la società

con il suo patrimonio.

Cosa s’intende per “principio della porta aperta”?

Il contratto di società cooperativa è un contratto aperto e consente l’ingresso di nuovi soci alle

condizioni determinate dallo stesso atto costitutivo. L’ammissione deve essere deliberata dagli

amministratori previo accertamento della sussistenza di requisiti prescritti e la delibera va annotata sul

libro dei soci. Il principio della porta aperta che prevede l’adesione di terzi che presentino i requisiti

rispettando le condizioni di ammissione è un principio che protegge l’interesse dei soci. In questo modo

devono entrare a far parte della cooperativa tutti,senza limite, tutti coloro che si dimostrino portatori di

interessi omogenei rispetto quelli che hanno determinato la costituzione della società. Tale principio

rende inammissibile clausole che vietino del tutto nuove adesioni.

Cosa prevede il codice civile in ordine all’acquisto e rimborso di quote o azioni della

società cooperativa?

Le partecipazioni ad una cooperativa sono rappresentate sia da quote che da azioni nominative di

valore non inferiore a 25 € ne superiori a 500€. Nessun socio puo detenere complessivamente quote o

azioni dal valore di 100.000€. qualora un socio non effettui il pagamento delle quote o delle azioni

sottoscritte potrà essere escluso dall’ente, senza che si possa procedere alla vendita forzata della

quota. Per lo stesso motivo il creditore particolare del socio finche dura la società non puo agire

esecutivamente sulla quota o sulle azioni del socio debitore.

Chi sono i soci sovventori?

I soci sovventori sono soggetti che non hanno interesse a partecipare direttamente agli scopi

mutualistici della cooperativa, tuttavia mirano a realizzare un valido investimento. In questo modo la

cooperativo può procedere alla raccolta di capitale di rischio attraverso questi soci sovventori. A questi

soci vengono attribuite azioni nominative e liberamente trasferibili

Chi sono i soci lavoratori?

Per le società cooperative di lavoro è stata disciplinata la figura del socio lavoratore; questi hanno un

rapporto con la società di natura duplice ovvero associativa e lavorativa insieme.il legislatore ha voluto

disciplinare questa figura in merito al trattamento economico con le relative integrazioni fiscali e

previdenziali. I soci lavoratori sono coloro che concorrono alla gestione dell’impresa partecipano alla

formazione del capitale sociale e mettono a disposizione le proprie capacità professionali

Quali sono le cause di estinzione della partecipazione sociale?

Costituiscono cause di estinzione della partecipazione sociale oltre alla morte dell’associato, il recesso e

l’esclusione:

in particolare l’esclusione del socio può avvenire:

- Mancato pagamento delle quote o azioni

- Nei casi previsti nell’atto costitutivo

- Per gravi inadempienze

- Mancanza o perdita dei requisiti necessari alla partecipazione in società

- Per interdizione,inabilitazione o condanna

- Per fallimento del socio

Qual è la disciplina dettata per l’organo di controllo delle società cooperative?

le società cooperative sono costituite con i tradizionali organi delle società di capitali

(assemblea,CDA,collegio sindacale)

- L’assemblea: il diritto di voto appartiene a quei soci iscritti nei libro dei soci da almeno 90

giorni, ogni socio indipendentemente dalla quota ha diritto ad un solo voto

- Gli amministratori: si applicano in via generale le norme dettate per s.p.a o s.r.l

- L’organo di controllo: la nomina del collegio sindacale è obbligatoria se il capitale sociale non

è inferiore a 120.000€

Quali sono le cause di scioglimento della società cooperativa?

Per le società cooperative valgono le medesime cause di scioglimento dettate per le società di capitali

ad eccezione dell’ipotesi di riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale sostituita da

quella relativa alla perdita dell’intero capitale.

Quali sono gli aspetti peculiari della disciplina della società di mutua assicurazione?

Le società mutue assicuratrici sono dei particolari tipi di cooperative che hanno ad oggetto l’esercizio

dell’attività assicurativa e sono caratterizzate dalla stretta interdipendenza sussistente tra la qualità di

socio e quella di assicurato.

A seguito del semplice ingresso nella compagine societaria il socio acquisisce il diritto alla prestazione

assicurativa (non si può acquistare la qualità di socio non assicurandosi presso la società) e si perde la

qualità di socio con l’estinguersi dell’assicurazione.

Per le obbligazioni sociali risponde in solido l’ente con il suo patrimonio. È possibile la presenza di soci

sovventori.

I TITOLI DI CREDITO

I TITOLI DI CREDITO

Per quale motivo e in che modo alla circolazione dei crediti si applica la disciplina

dei beni mobili?

I titoli di credito svolgono una funzione insostituibile nel moderno sistema delle relazioni di affari. Essi

infatti consentono la mobilitazione della ricchezza conferendo celerità e sicurezza alla circolazione del

capitale. La forma tradizionale e ordinaria della circolazione dei crediti prevista dalla legge è la cessione

del credito, tuttavia questa disciplina è molto rigida e comporta anche dei rischi ( il cessionario acquista

un credito derivato con la conseguenza di vedersi opposte tutte le eccezioni che erano opponibili al

cedente) per questo per i titoli di credito viene applicata la disciplina dei beni mobili:

- L’acquirente del bene purché ne abbia conseguito il possesso in buona fede è tutelato contro il

rischio che l’alienante non ne sia il legittimo proprietario e contro ogni altra eccezione a lui

sconosciuta e non risultante nel contratto

- La legittimità ad esercitare i diritti sul bene acquistato deriva dal possesso in buona fede a

prescindere dalla prova circa l’esistenza di un valido atto d’acquisto, inoltre il principio del

possesso vale titolo risolve ogni dubbio in caso di alienazione del bene a più persone.

Tuttavia per affidare ai titoli di credito la disciplina dei beni mobili era necessario conferire ai crediti una

materialità, sta proprio in questo la ragione della nascita dei titoli di credito ovvero dei documenti

cartacei rappresentativi del diritti di credito in essi incorporati.

Che cosa comporta il principio di incorporazione?

Uno dei requisiti di cui il titolo di credito deve essere fornito è l’incorporazione, ovvero il diritto di

credito deve essere associato ad un apposito documento cartaceo la cui presenza è necessaria perché

il diritto possa circolare o essere esercitato. Sarà applicabile il principio del possesso vale titolo; il

possessore in buona fede di un titolo di credito non è soggetto a rivendicazione. Il principio

dell’incorporazione comporta che:

• Per provare l’esistenza del diritto è necessario il documento in quanto il diritto è

immedesimato in esso

• Per ottenere la prestazione è necessaria le presentazione del documento

• La distruzione del documento(salvo ammortamento) può comportare la perdita del diritto

• Con il trasferimento del documento si trasferisce anche il diritto

• Qualsiasi vincolo sul diritto (pegno,sequestro,pignoramento) non ha effetto sul credito

incorporato se non colpisce anche il titolo.

In cosa consiste l’autonomia e letteralità dei titoli di credito?

Per quel che riguarda l’autonomia come requisito del titolo di credito, ogni possessore del documento

acquista la titolarità del diritto in esso incorporato in modo autonomo dai precedenti possessori. Perciò

al possessore attuale in buona fede di un titolo di credito non saranno opponibili le eccezioni personali

che il debitore vantava verso i precedenti possessori né il difetto di titolarità (perché un precedente

aveva acquistato il titolo). Bisogna distinguere tuttavia:

- Titoli astratti: non vi è menzionato il rapporto che ha causato il credito

- Titoli causali: è specificata la causa dell’emissione. La differente natura del titolo ha rilievo

poiché per i titoli causali le eccezioni derivanti dal negozio che ne causò l’emissione sono

opponibili a tutti i possessori successivi.

I titoli di credito devono possedere inoltre il requisito di letteralità, ovvero il contenuto del diritto

cartolare è quello e solo quello risultante dal testo del titolo in cui esso è incorporato.

Come circola il titolo di credito?

il titolo di credito viene ad esistenza con la sua creazione (redazione e sottoscrizione) in seguito il titolo

viene emesso ovvero consegnato materialmente alla parte attiva (il creditore). Successivamente di

norma il titolo comincia a circolare, esce dalla sfera giuridica del primo prenditore e viene consegnato

ad un terzo soggetto e cosi via. La circolazione del credito è strettamente connessa alla circolazione del

documento a cui è incorporato: la titolarità del diritto cartolare consegue all’acquisto della

proprietà del titolo, la legittimazione all’esercizio cartolare invece è collegata al possesso

materiale del titolo eventualmente qualificato.

Come può essere la girata?

Con il possesso legittimo e qualificato del titolo è possibile esercitare il diritto. La qualificazione di titolo

di credito circolabile deriva dalle forme prescritte dalla legge, i titoli si distinguono in:

• Titoli al portatore: nel testo del titolo non è specificato nessun nome, il trasferimento del

titolo e la legittimazione del diritto cartolare avviene con la semplice consegna o

presentazione del titolo (assegni bancari, azioni di risparmio)

• Titoli all’ordine: sono intestati ad una persona determinata e circolano con la consegna

materiale del documento accompagnato da girata. Il possessore del titolo è legittimato in

base ad una serie di girate. In questo caso è necessario un possesso qualificato del titolo.

• Girata: è l’ordine fatto dall’attuale possessore(girante) al debitore di pagare ad un terzo

soggetto (giratario) cui viene trasferito il titolo essa puo essere: piena, se è fatto il nome del

giratario ; in bianco se non è indicato il nome

• Titoli nominativi:sono intestati al possessore, la legittimazione si acquista con la

presentazione del titolo e con la doppia intestazione del nome del possessore sul titolo e su

un apposito registro tenuto dall’emittente. Anche in questo caso è necessario un possesso

qualificato del titolo. I titoli nominativi si trasferiscono attraverso la consegna del titolo e il

cambiamento della doppia intestazione.

Come sono classificati i titoli di credito in base ai diritti enunciati nel titolo?

in base ai diritti enunciati nel titolo possiamo distinguere titoli di credito:

- Titoli di pagamento: attribuiscono il diritto ad una determinata prestazione di natura

monetaria (cambiale ,assegno)

- Titoli di partecipazione: conferiscono al possessore un particolare status giuridico(azioni)

- Titoli rappresentativi di merci: incorporano il diritto alla consegna al possesso ed al

trasferimento delle merci in essi descritte

Qual è il regime previsto per le eccezioni cartolari?

Grazie al regime previsto per le eccezioni cartolari al portatore del titolo di credito sarà opponibile:

• Le eccezioni inerenti al rapporto tra lui e il debitore (eccezioni personali)

• Le eccezioni reali che derivano da:

Inosservanza dei requisiti formali previsti dalla legge

 Contenuto del diritto cartolare specificato nel titolo (illiceità della prestazione)

 Falsità firma del debitore stesso

 Difetto di capacità di rappresentanza del debitore all’atto di emissione del titolo

 Mancanza delle condizioni necessarie per l’esercizio del diritto cartolare.

Sono in opponibili le eccezioni personali.

Quali sono le fasi del procedimento di ammortamento?

Per ovviare ai casi di perdita del diritto di credito dovuti a smarrimento, perdita ,furto del titolo cartaceo

il legislatore ha predisposto un apposito procedimento di ammortamento, questo è finalizzato a

reintegrare la legittimità dell’ex possessore del titolo ovvero a sancire la nullità del titolo sottratto o

disperso. L’ammortamento è ammesso solo per i tioli all’ordine e nominativi e consta di due fasi:

1) Fase necessaria: su ricorso del titolare spossessato il presidente del tribunale del luogo in cui il

titolo è pagabile dopo sommario accertamento può stabilire con decreto da notificare al debitore

e pubblicato sulla gazzetta ufficiale, l’ammortamento del titolo. Con ciò si toglie valore al titolo

in circolazione e si autorizza il pagamento del credito al ricorrente.

2) Fase eventuale: la legittimazione del ricorrente è reintegrata decorsi 30 giorni dalla

pubblicazione del decreto di ammortamento. Se in questo periodo intervengono opposizioni da

parte del detentore del titolo, verrà istituito un ordinario giudizio di cognizione volto ad accertare

l’effettiva titolarità del diritto cartolare. Nel caso di nessuna opposizione il diritto di credito sarà

legittimato al ricorrente.

Casa prevede la legge in caso di smarrimento o sottrazione di titoli al portatore?

Nel caso di smarrimento o sottrazione di un titolo al portatore la legge non prevede l’ammortamento,

tuttavia il proprietario spossessato può notificare l’avvenuto al debitore. Tuttavia la sua legittimazione

ad ottenere la prestazione sarà reintegrabile solo trascorso il termine prescritto dal titolo. Nel contempo

il titolo può continuare a girare e può venire acquistato in buona fede e legittimamente da un terzo. Se

però il portatore fornisse una comprovata prova di distruzione del titolo può ottenere dal debitore un

duplicato o un titolo equivalente. LA CAMBIALE

Quali sono le caratteristiche della cambiale?

La cambiale è disciplinata da un’apposita legge: la legge cambiaria. Tra tutti i diritti di credito la

cambiale occupa, certamente una posizione di rilievo a causa della sua funzione economica:

rappresenta uno strumento giuridico capace di agevolare ed accelerare il trasferimento attuale di

ricchezza futura. La cambiale è un titolo di credito di pagamento incorporante il diritto al

pagamento della somma di denaro in essa specificata ad una certa scadenza. Le

caratteristiche della cambiale sono:

- È un titolo all’ordine trasferibile mediante girata

- È un titolo rigorosamente formale: deve redigersi nella forma e con requisiti essenziali

previsti dalla legge

- È un titolo a letteralità completa: tutti i diritti del titolo sono desumibili dal testo della

cambiale

- È un titolo a cui si ricollega una pluralità di obbligazioni autonome e solidali tra loro

- È un titolo astratto, non vi è menzione del rapporto causale

- È un titolo esecutivo: se con bollo il possessore legittimo di una cambiale insoluto può

ottenere dal giudice una sentenza di condanna con riserva.

Qual è la differenza tra cambiale tratta e pagherò?

Si distinguono due tipi di cambiale:

• Cambiale tratta: contiene l’ordine di pagamento impartito da un soggetto (traente) ad un

suo debitore (trattario) in favore di una terza persona (beneficiario) portatore del titolo

• Cambiale pagherò: contiene la promessa resa da un soggetto (emittente) di pagare alla

scadenza la somma specificata al prenditore del titolo

Cosa si intende per cambiale di favore?

Puo accadere che venga emessa una cambiale anche quando non vi sia un rapporto di debito tra

emittente nei confronti del prenditore, si parla in questo caso di cambiale di favore il cui fine è quello di

conferire al prenditore uno strumento di credito, il rapporto causale è costituito dall’accordo tra

emittente e primo prenditore

Quali sono i requisiti di validità della cambiale?

La dichiarazione cambiaria deve essere redatta in forma scritta e deve avere carattere autonomo, non

vale pertanto una scrittura cambiaria inserita nel contesto di un altro documento. Per la validità della

cambiale devono essere presenti i seguenti requisiti:

- La denominazione: cambiale, vaglia cambiario,pagherò devono essere scritti sul titolo

- L’ordine (o la promessa) incondizionato di pagare la somma deve essere specificato

in cifre o lettere

- Il nome, il luogo,la nascita il codice fiscale di chi è designato a pagare

- Il nome del primo prenditore

- La data di emissione

- La sottoscrizione autografata dell’emittente o traente

Di regole nelle cambiali possono anche essere indicati elementi non necessari (accidentali ) come il

luogo di emissione,il luogo di pagamento,la data di scadenza (in caso di mancata indicazione la

cambiale si paga a vista). Proprio in relazione alla data di scadenza la cambiale può essere:

- A vista: sempre pagabile

- A certo tempo vista: scade dopo un certo tempo dall’accettazione

- A certo tempo data: scade decorsi tot giorni dall’emissione

- A giorno fisso: scade nel giorno indicato.

Quale disciplina è prevista per l’ipotesi di abusivo riempimento della cambiale?

La cambiale può essere emessa e circolare anche se priva dei requisiti di validità (cambiale in bianco)

purchè il titolo sia firmato dal traente(tratta) o dall’emittente(pagherò) e porti la denominazione di

cambiale, tutti gli altri elementi possono essere specificati ovvero scritti al momento della

presentazione per il pagamento. Di regola le parti saranno accordate circa il riempimento successivo

della cambiale che dovrà comunque avvenire entro tre anni dalla sua emissione. Una apposita

disciplina è prevista per le ipotesi di abusivo riempimento delle cambiali: l’eccezione di abusivo

riempimento non potrà essere opposta al prenditore successivo del titolo che lo abbia acquisito in

buona fede. È salvo il diritto dell’obbligato al pagamento da rivalersi contro l’autore abusivo del

riempimento.

Qual è la funzione della girata e quali sono le sue caratteristiche?

La cambiale tratta viene emessa a causa di un negozio concluso tra il traente e il trattario (rapporto

di provvista)in forza del quale il traente vanta un credito ed il trattario ne è obbligato al pagamento.

Essa è poi consegnata dal traente al beneficiario a causa di un’ulteriore rapporto(rapporto di valuta) in

cui il traente è debitore del beneficiario. La cambiale potrà essere trasferita dal beneficiario ad un terzo

e da questi ad un altro e cosi via finche non sarà incassata. Ogni trasferimento avviene in genere

perché chi trasferisce deve denaro a colui che prende la cambiale. La modalità naturale del

trasferimento delle cambiali è mediante girata, ovvero l’ordine impartito dal possessore attuale del

titolo al debitore originario di pagare al nuovo prenditore della cambiale. Colui che impartisce l’ordine

consegna(gira) la cambiale è detto girante, la persona che riceve la cambiale girata è il giratario. La

girata presenta le seguenti caratteristiche:

- Deve essere sottoscritta in maniera autografa dal girante

- Deve essere incondizionata: qualsiasi condizione apposta è nulla

- Puo essere piena o in bianco

La girata ha la funzione di trasferire la legittimità all’esercizio del diritto cambiario: il presentatore del

titolo è infatti legittimato ad ottenere la prestazione del debitore sulla base di una serie continua di

girate.

Quali sono le caratteristiche principali dell’avallo?

L’avallo è una garanzia cambiaria tipica: consiste in una firma di garanzia posta sul titolo da un

soggetto (avallante) a favore di un obbligato cambiario(avallato). L’avallo può essere dato per uno

qualsiasi degli obbligati, la persona dell’avallo dovrà però essere specificata poiché in caso contrario

l’avallo risulterà offerto in favore del traente o emittente.

- L’avallante garantisce il pagamento della somma da parte dell’avallato

- La responsabilità dell’avallante è solidale

- L’obbligazione dell’avallante è la medesima dell’avallato

- Il pagamento dell’avallante libera l’avallato e i successivi prenditori del titolo.

Il trattario è sempre un obbligato cambiario?

Il trattario poiché egli assuma la qualità di obbligato cambiario è necessario che accetti firmando la

cambiale. Con l’accettazione egli assume l’obbligo di pagare alla scadenza la somma portata dal titolo.

Benché facoltativa solo con l’accettazione il portatore del titolo può vantare un vero e proprio diritto di

credito verso il trattario. Di conseguenza nel caso di rifiuto di accettazione la legge riconosce il diritto di

agire in regresso contro il traente e gli altri obbligati cambiari anche prima della scadenza. Ad

accettazione avvenuta il trattario diventa l’obbligato principale nei confronti di qualunque possessore

anche se questi è il traente.

Quali sono le categorie di obbligati?

alla cambiale sono connesse una serie di obbligazioni: quella del trattario accettante, del traente o

emittente e quelle dei giratari. Ognuna di tali obbligazioni è autonoma dalle altre: l’invalidità di una di

esse non pregiudica la validità delle altre. Gli obbligati cambiari si distinguono in:

- Obbligati principali: l’emittente e i suoi avallanti nel paghero, il trattario accettante e i suoi

avallanti nella tratta. Essi sono obbligati verso tutti i prenditori del titolo

- Obbligati di regresso: il traente e i suoi avallanti, il girante e i suoi avallanti. Ciascuno di essi

è responsabile solidalmente per il pagamento del titolo. Il pagamento di uno di essi tuttavia

libera solo gli obbligati a lui successivi.

Chi ha diritto al pagamento della cambiale e che cosa deve fare se il pagamento

viene rifiutato?

il pagamento della cambiale deve essere richiesto in primo luogo presso il domicilio dell’obbligato

principale (trattario o emittente) presso il suo domicilio e nei termini della scadenza del titolo. Ha diritto

al pagamento il portatore del titolo legittimato in base ad una serie continua di girate: egli dovrà

risultare l’ultimo giratario della cambiale. Effettuato il pagamento il debitore chiede a titolo di quietanza

la cambiale. Il mancato pagamento del trattario o dell’emittente dà diritto:

- Azione diretta: contro gli obbligati principali

- Azione di regresso: contro i relativi obbligati

In entrambi i casi il portatore della cambiale può pretendere il pagamento di suddetti obbligati cambiari

nei seguenti modi:

- Esecuzione forzata sul patrimonio del debitore, utilizzando la cambiale come titolo esecutivo

- Promuovere un giudizio di cognizione

- Avvalersi del procedimento di ingiunzione

Quale azione cambiaria richiede la levata del protesto?

l’azione di regresso contro il traente i giranti e i relativi avallanti presenta le seguenti caratteristiche:

- Puo essere esercitata alla scadenza se il pagamento non ha avuto luogo

- Oppure prima della scadenza per fallimento del trattario, parziale o mancata accettazione del

trattario

- È soggetta a decadenza

- È subordinata alla levata del protesto

Il protesto è la constatazione solenne (accolta con atto pubblico) che non vi è stato pagamento alla

presentazione della cambiale

Che cosa puo eccepire l’obbligato chiamato a rispondere del mancato pagamento al

portatore?

L’obbligato chiamato a rispondere per il mancato pagamento puo far opposizione:

- Eccezioni reali: possono essere mosse contro qualsiasi portatore

- Eccezioni personali: possono essere opposte solo ad un determinato firmatario del titolo sulla

base del rapporto personale tra questi e l’obbligato chiamato al pagamento.

Da quali enti possono essere emesse le cambiali finanziarie?

Le cambiali finanziarie possono essere emesse dalle società finanziarie e assicurative assoggettate a

vigilanza ed autorizzate ad effettuare la raccolta del risparmio, dalle società e dagli enti con titoli

quotati, spa, sapa, cooperative,srl purché l’emissione non superi il limite previsto.

GLI ASSEGNI

Cos’è l’assegno bancario? Quali sono le differenze con la cambiale?

L’assegno bancario è un titolo di credito, all’ordine o al portatore, contenente l’ordine incondizionato

rivolto da un soggetto (traente) ad una banca (trattario) di pagare a vista la somma specificata

all’ordine di una determinata persona o al portatore.

Lo schema è lo stesso della cambiale tratta: in particolare anche nella fattispecie dell’assegno bancario

è ravvisabile un rapporto di provvista (quello tra correntista e banca trattaria) e un rapporto di valuta

(tra correntista emittente e prenditore dell’assegno tra girante e giratario). Le differenze principali con

la cambiale tratta sono:

- Il trattario nell’assegno è sempre una banca, tuttavia lei non diviene mai obbligata verso il

portatore d’assegno

- L’assegno è sempre pagabile a vista

- L’assegno circola essenzialmente come strumento di pagamento

- L’ordine di pagamento contenuto nell’assegno, non è come nella cambiale un ordine generico

bensì un ordine qualificato dall’esistenza della provvista: il rapporto di provvista è un

presupposto necessario per l’emissione dell’assegno

- L’assegno è sottoposto ad una disciplina parzialmente diversa da quella cambiaria.

Quali sono le condizioni di regolarità dell’assegno bancario?

L’assegno deve possedere dei requisiti essenziali e delle condizioni di regolarità:

requisiti essenziali:

- Denominazione di assegno bancario o cheque

- L’ordine incondizionato

- L’indicazione della banca trattaria e del luogo del pagamento

- La sottoscrizione autografata del traente

- Data e luogo di emissione

Le condizioni per la sua regolarità invece sono:

- L’esistenza di un adeguato rapporto di provvista (nella banca devono esserci fondi sufficienti

alla copertura del titolo)

- L’esistenza di un accordo (convenzione d’assegno) anche tacito tra traente e banca, del quale il

traente sia autorizzato a disporre di fondi attraverso il rilascio di assegni.

Di regola entrambe le condizioni sono soddisfatte con l’apertura di un conto corrente bancario.

Come è regolata l’ipotesi in cui la banca paghi nei confronti del presentatore del

titolo,il quale non è titolare del diritto?

La banca trattaria non si configura mai come obbligato cartolare, ovvero non è mai obbligata verso il

portatore dell’assegno ad effettuare il pagamento. Il rifiuto ingiustificato della banca la espone a

conseguenze giuridiche ma di fatto essa ne risponderà solo vero il traente non già verso il portatore

dell’assegno. (L’assegno non deve essere accettato). La banca infatti è solo tenuta a controllare la

regolare continuità delle girate non ché a verificare le autenticità delle firme dei giranti: la banca che

senza dolo o colpa grave adempie la prestazione nei confronti del prestatore è liberata anche se questi

non è titolare del diritto purché provi di aver utilizzato la normale diligenza professionale.

Quali mezzi tutelano l’aspettativa del prenditore al pagamento dell’assegno da

parte della banca?

Nella pratica sono utilizzati de mezzi legali o convenzionali per tutelare l’aspettativa del prenditore a

che l’assegno sia pagato dalla banca, abbiamo:

• Assegno vistato: il visto posto dalla banca sul titolo non equivale ad accettazione:esso

attesta semplicemente l’esistenza di fondi di cui la banca si impegna a garantire la

persistenza fino alla scadenza del termine di presentazione dell’assegno

• Bene fondi bancario: è la conferma dell’esistenza di fondi a nome del traente, resa dalla

banca trattaria ad altra banca a cui è stato girato l’assegno per l’incasso.

Come circola l’assegno bancario?

L’assegno bancario può essere emesso all’ordine o al portatore: nel primo caso si trasferisce

mediante girata e consegna del titolo, nel secondo attraverso la semplice consegna, l’assegno è

pagabile a vista esso deve essere però presentato dal trattario per il pagamento entro i prescritti

termini di legge (8giorni se il pagamento è nello stesso comune di emissione , 15 giorni se in altro

comune) oltre tali termini non consegue l’automatico e necessario rifiuto del pagamento della banca ,

ma solo la possibilità che l’ordine di pagamento venga rifiutato dal traente. La banca che effettua il

pagamento è tenuta ad accertare la regolare continuità delle girate e l’identità di chi incassa l’assegno.

Se l’assegno non è interamente coperto il trattario potrà pagarlo sino a concorrenza della provvista ed il

presentatore non potrà rifiutare il pagamento parziale. Qualsiasi stipulazione di interessi inserita

nell’assegno bancario si ha per non apposta.

Con che azioni può agire il possessore dell’assegno in caso di mancato pagamento

della banca? A quali termini sono soggette le azioni?

In caso di mancato pagamento della banca trattaria , sono responsabili verso il possessore attuale del

titolo solo, il traente, i giranti e gli avallanti. L’azione contro i giranti e i relativi avallanti è subordinata

alla leva di protesto. Mentre l’azione contro il traente non è soggetta ad alcuna formalità. Dette azioni si

prescrivono in sei mesi dal termine di presentazione. L’azione di regresso di chi ha pagato l’assegno

contro gli altri obbligati si prescrive in sei mesi dal giorno in cui fu effettuato il pagamento, oppure dal

giorno in cui l’azione di regresso fu esperita contro di lui. Anche per l’assegno bancario, il presentatore

del titole deve dare avviso agli altri firmatari del mancato pagamento pena la responsabilità per i danni

arrecati.

In cosa consiste l’assegno non trasferibile?

L’assegno non trasferibile è pagabile solo all’immediato prenditore: esso non può essere in alcun modo

trasferito ad altri se non ad un banchiere e solo per l’incasso. La clausola di non trasferibilità è

obbligatoria solo nel caso di assegni bancari d’importo superiore a 12.500€

In cosa consiste l’assegno sbarrato?

Sull’assegno vengono tracciate due rette parallele e all’interno delle quali può essere inserita la parola

banchiere o il nome di un banchiere. La clausola limita la circolazione dell’assegno solo nella fase finale,

in quanto esso sarà pagabile solo ad un banchiere oppure ad un cliente della banca trattaria. In questo

modo con l’apposizione del titolo non si limita la circolazione bensì si avrà la certezza che l’assegno

sarà pagato ad un soggetto conosciuto si riducono in questo modo i rischi in caso di furto o

smarrimento poiché il ladro o il ritrovante non potranno girare l’assegno o riscuoterlo direttamente a

meno che non siano clienti della banca.

Qual è la nozione di assegno circolare?

È un titolo contenente la promessa incondizionata resa dalla banca emittente di pagare a vista,presso

uno dei qualsiasi recapiti indicati, la somma specificata. Presenta i seguenti elementi di differenziazione

dell’assegno bancario:

- Non può essere emesso al portatore

- Comporta un obbligazione cartolare diretta e principale della banca emittente

- È subordinato alla sussistenza e creazione di adeguati fondi disponibili: in genere il prenditore

verserà l’importo in contanti contestualmente al rilascio dell’assegno.

- È pagabile in tutti i recapiti della banca emittente

- Può essere emesso solo da banche autorizzate previo deposito di cauzione presso banca d’Italia

Ad esso si applica quasi conformemente la disciplina del vaglia cambiario, disposizioni particolari

risultano le seguenti:

- La girata in favore dell’emittente estingue l’assegno

- Se all’assegno è posta la clausola non trasferibile la girata è illegittima

- È inammissibile l’istituto dell’avallo

- In caso di mancato pagamento(a differenza del’assegno bancario) la banca assume un

obbligazione cartolare

- L’assegno circolare deve essere presentato per l’incasso entro 30 giorni pena la decadenza

dell’azione di regresso contro il girante.

- L’azione cambiaria contro l’emittente si prescrive entro 3 anni dall’emissione

LE PROCEDURE CONCORSUALI

LA CRISI DELL’IMPRESA E IL CONCETTO DI PROCEDURA CONCORSUALE

La procedura giudiziale:


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia dei mercati e degli intermediari finanziari
SSD:
A.A.: 2011-2012

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