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Costituzione della società - Diritto commerciale Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto commerciale avanzato sulla costituzione di una società. Nello specifico gli argomenti trattati sono: le indicazioni dell'atto costitutivo, Atto costitutivo e statuto, l'iscrizione nel registro delle imprese, modifiche dell'atto costitutivo, i patti parasociali.

Esame di Diritto Commerciale avanzato docente Prof. N. Salanitro

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dei soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale.

Può accadere che i soci intendano introdurre nell’atto costituivo

un’apposita disposizione della distinzione tra assemblea

ordinaria e straordinaria.

Nessun problema si pone se i soci per assemblea straordinaria

intendano le riunioni che hanno ad oggetto delibere

modificative dell’atto costitutivo. Il problema, invece, si pone se

i soci oltre a distinguere tra assemblea ordinaria e

straordinaria, intendano pure modificare i quorum legislativi:

modifiche ammissibili, ma non per ridurre quorum rispetto a

quelli delle altre delibere aventi altro oggetto.

La delibera modificativa deve essere iscritta nel registro delle

imprese.

Il verbale è redatto dal notaio che se ritiene non adempiute le

condizioni stabilite dalla legge deve darne tempestiva

comunicazione e comunque entro 30 gg. dalla verbalizzazione

della delibera agli amministratori che nei 30 gg. Successivi

possono convocare l’assemblea per gli opportuni provvedimenti

oppure ricorrere al tribunale per l’omologazione della delibera.

In mancanza la deliberazione è definitivamente inefficace.

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Se l’esito del giudizio di omologazione è positivo il tribunale,

verificato l’adempimento delle condizioni richieste dalla legge e

sentito il p.m., ordina l’iscrizione nel registro delle imprese con

decreto soggetto a reclamo.

La deliberazione produce i suoi effetti dopo l’iscrizione.

Le delibere sono adottate dai soci e quindi il notaio non ne può

rifiutare la verbalizzazione anche se ritiene che non siano state

rispettate le condizioni di validità stabilite dalla legge: per

questo motivo il notaio deve procedere alla verbalizzazione

della delibera modificativa ancorché, ma in questo caso ha

l’obbligo di non richiedere l’iscrizione comunicando la sua

determinazione agli amministratori.

Di fronte alla comunicazione del notaio gli amministratori

hanno un’alternativa:

ritenere la delibera legittima ed allora ricorrere al tribunale per

richiederne l’omologazione:

convocare l’assemblea per gli opportuni provvedimenti: ma se

l’assemblea ritiene la delibera legittima, gli amministratori

devono richiederne l’omologazione.

La scelta tempestiva dell’una o dell’altra alternativa evita che la

deliberazione assembleare diventi definitivamente inefficace.

Se entro 30 gg. Gli amministratori non hanno né richiesto

l’omologazione, né convocato l’assemblea la delibera diviene

definitivamente inefficace e l’omologazione non può più essere

richiesta nemmeno dal socio, che però potrà chiedere al

tribunale la revoca degli amministratori per gravi irregolarità

esercitando l’azione sociale di responsabilità ex art. 2476 cod.

civ.

Se, invece, la delibera non è divenuta definitivamente

inefficace dovrebbe essere ammissibile pure l’avvio di un

giudizio contenzioso, anche se ne è stata rifiutata

l’omologazione, per l’accertamento giudiziario della sua

legittimità: se l’esito del giudizio è nel senso della legittimità

della delibera, con la sentenza ne verrà ordinata l’iscrizione nel

registro delle imprese.

Quindi nel caso in cui gli amministratori non richiedano

l’omologazione o la convocazione dell’assemblea il socio non

può più chiedere l’omologazione della stessa.

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Se gli amministratori hanno convocato l’assemblea e questa ha

revocato la delibera, ogni socio che ritenga legittima la delibera

modificativa può, invece, richiedere direttamente

l’omologazione al tribunale. La delibera diventa efficace dopo

l’iscrizione.

N.B.: anche se la richiesta di omologazione viene fatta dal socio

il giudizio camerale si svolge sempre nei confronti della società.

A seguito dell’istanza di omologazione, il presidente del

tribunale designa il magistrato incaricato della decisione

(tribunale in composizione monocratica) contro cui il

provvedimento si può reclamare con ricorso all’organo

collegiale dello stesso tribunale che provvede in camera di

consiglio(...\procedura civile\rito\CAPITOLO 6.doc parteiv.doc)

I PATTI PARASOCIALI

Per le s.r.l. non è stata disposta nessuna regolamentazione

riguardante i patti parasociali e dunque si pone il problema

dell’applicabilità dell’art. 2341-bis che ha per oggetto

l’individuazione delle fattispecie (aperte alle diverse

regolamentazioni negoziali che possono essere convenute tra le

parti) e cioè quei patti che

hanno ad oggetto il diritto di voto

pongono limiti al trasferimento delle partecipazioni sociali

hanno per oggetto o per effetto l’esercizio anche congiunto di

un’influenza dominante sulle società

In quanto alla disciplina, sono regolati

la durata massima dei patti (5 anni, rinnovabili)

il riconoscimento del diritto di recesso (ammissibile con un

preavviso di 180 gg. Quando la durata dei patti è a tempo

indeterminato).

Dal mancato richiamo dell’art. 2341-bis se ne deduce

l’inapplicabilità in via diretta.

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Il problema è stabilire se l’art. 2341-bis e applicabile in via

analogica:

l’applicazione analogica dovrebbe riguardare sia la fattispecie

che la disciplina nel senso che l’applicazione analogica della

disciplina di durata dovrebbe riguardare solo i patti parasociali

rientranti nelle fattispecie indicate dalla norma.

L’art. 2341-bis riguarda anche le società che controllano s.p.a.

, di conseguenza si ritiene applicabile direttamente alle s.r.l.

quando i patti parasociali sono stipulati nell’ambito di s.r.l. che

controllano s.p.a. Nel caso in cui la s.r.l. non controlla s.p.a il

problema di applicazione analogica riguarda la disciplina di

durata.

APPLICABILITA’ INCERTA PER I PATTI A TEMPO DETERMINATO:

considerando la natura eccezionale di una disciplina imperativa

diretta a determinare la durata ammissibile di un accordo

contrattuale.

APPLICABILITA’ IRRILEVANTE PER I PATTI DI DURATA

INDETERMINATA:

essendo sicuramente applicabile il principio generale che è

contrario a riconoscere l’ammissibilità di vincoli contratti a

tempo indefinito, se non vi è la possibilità del loro scioglimento

unilaterale.

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CAPITOLO 2: LA STRUTTURA ECONOMICA E

FINANZIARIA DELLA SOCIETA’

IL CAPITALE SOCIALE.

La struttura economica e finanziaria della società di capitali è

giuridicamente distinta tra valori che rappresentano il capitale

di rischio e cioè i conferimenti dei soci e valori che

rappresentano il capitale di credito e cioè i finanziamenti.

Il primo valore è essenziale, mentre il secondo è solo

eventuale.

VALORE DEI CONFERIMENTI, DEL CAPITALE E DELLE

PARTECIPAZIONI SOCIALI.

In nessun caso il valore dei conferimenti può essere

complessivamente inferiore all’ammontare globale del capitale

sociale.

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Quindi può essere superiore con conseguente eccedenza del

patrimonio iniziale (l’art. 2464, 3 comma, cod. civ. per le s.r.l.

dispone che all’atto della costituzione occorre versare il 25%

del conferimento in denaro e l’intero sopraprezzo: l’ammontare

del sopraprezzo rientra nell’eccedenza del patrimonio sul

capitale.

A ciascun socio è assegnata una partecipazione sociale

proporzionale alla parte del capitale sociale sottoscritta e per

un valore non superiore a quello del suo conferimento.

Se l’atto costitutivo non prevede diversamente, le

partecipazioni dei soci sono determinate in misura

proporzionale ai conferimenti.

Pertanto a socio conferente può essere assegnata una

partecipazione sociale di valore diverso a quello del

conferimento, e si conviene che la differenza di valore va ad

incrementare o a diminuire la partecipazione assegnata ad un

altro socio, o ad altri soci.

L’atto costitutivo può anche prevedere l’attribuzione a singoli

soci di particolari diritti riguardanti l’amministrazione della

società o la distribuzione degli utili.

Se il valore attribuito alla partecipazione è inferiore a quello

assegnato al conferimento, e la differenza non viene destinata

all’incremento di altra partecipazione, si ha un’eccedenza del

patrimonio sul capitale sociale.

L’OGGETTO DEI CONFERIMENTI: PRESTAZIONI

LAVORATIVE E FORMAZIONE DEL CAPITALE SOCIALE.

Nelle s.r.l. possono essere conferiti tutti gli elementi dell’attivo

suscettibili di valutazione economica e quindi può essere

imputato a capitale sociale anche il valore assegnato dai soci

agli obblighi aventi per oggetto la prestazione d’opera o di

servizi a favore della società. Il valore della prestazione

costituisce oggetto di un credito verso il socio che va iscritto

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all’attivo del bilancio e sottoposto a graduale ammortamento in

corrispondenza all’esecuzione della prestazione.

In realtà il legislatore anche nelle s.p.a. avrebbe voluto e

dovuto ammettere la conferibilità di attività, seppure non

espropriabili, tuttavia economicamente valutabili perché

utilizzabili per l’esercizio dell’impresa e per la realizzazione

dell’interesse dei soci e degli stessi creditori sociali. Ma non ha

potuto per via di un vincolo comunitario. Tuttavia, dato che il

vincolo riguarda le s.p.a. , il legislatore ha ammesso la

conferibilità delle prestazioni lavorative solo nelle s.r.l.

Ammettendo ciò si pone il problema di adempiere all’obbligo di

garantire comunque l’effettiva formazione del capitale sociale.

Per quanto attiene alla determinazione del valore del

conferimento d’opera si afferma che la corretta composizione

dei valori del capitale sociale è imposta dalla legge anche a

tutela dei terzi e pertanto ai conferimenti di prestazioni

lavorative si applica la disciplina della stima prevista per i

conferimenti in natura e per i crediti (art. 2465 cod. civ.).

Invece, per quanto attiene alla garanzia dell’esecuzione delle

prestazioni l’art. 2464, 6 comma, cod. civ. , prevede che il

conferimento può anche avvenire mediante la prestazione di

una polizza di assicurazione o di una fideiussione bancaria con

cui vengono garantiti, per l’intero valore ad essi assegnato, gli

obblighi assunti dal socio aventi per oggetto la prestazione

d’opera o di servizi a favore della società. Se l’atto costitutivo

lo prevede, la polizza o la fideiussione possono essere sostituite

dal socio con il versamento a titolo di cauzione del

corrispondente importo in denaro presso la società.

Inoltre, il rilascio della garanzia è previsto dalla legge solo in

via eventuale, in quanto i soci potrebbero evitare di richiederla

quando il patrimonio del socio conferente è tale da permettere

alla società di conseguire comunque il valore della prestazione

non adempiuta. Il tipo di garanzia convenuta va segnalato nella

nota integrativa al bilancio, per consentire una valutazione

anche ai terzi (creditori sociali).

L’ESECUZIONE DEI CONFERIMENTI IN DENARO.

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All’atto della sottoscrizione dell’atto costitutivo i soci devono

versare presso una banca almeno il 25% del conferimento in

denaro e l’intero sopraprezzo.

Il versamento dei decimi iniziali (ma non del sopraprezzo) può

essere sostituito dalla stipula, per un importo almeno

corrispondente, di una polizza di assicurazione o di una

fideiussione bancaria.

I CONFERIMENTI IN NATURA.

Per i conferimenti in natura è prevista una relazione giurata di

stima effettuata da un esperto o da una società di revisione

scelti dal socio conferente.

Gli amministratori non hanno l’obbligo di procedere, de

sussistono fondati motivi, alla revisione della stima.

Tale soluzione è criticabile per due ragioni

si può dubitare della effettiva rilevanza della semplificazione

procedurale;

appare incongrua la mancata previsione di un successivo

procedimento di revisione della stima.

Nelle s.r.l. gli amministratori sono responsabili verso la

società solo per i danni

derivanti dall’inosservanza dei doveri ad essi imposti dalla

legge e dall’atto

costitutivo, tuttavia dovrebbero essere responsabili verso i

creditori sociali per

non avere osservato gli obblighi legali impostigli per

assicurare l’integrità del

capitale sociale.

Con riguardo all’azione sociale: art. 2476 cod. civ.

Se poi si ritiene applicabile in via analogica nelle s.r.l. la

disciplina della

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Exxodus

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (CATANIA e RAGUSA)
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2006-2007

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Commerciale avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Salanitro Niccolò.

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