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Diritto Commerciale - Appunti Appunti scolastici Premium

Appunti di diritto commerciale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Annunziata dell’università degli Studi Bocconi - Unibocconi, della facoltà di economia, Corso di laurea in economia e finanza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto commerciale docente Prof. F. Annunziata

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ESTRATTO DOCUMENTO

L’atto costitutivo è redatto con atto pubblico, quindi occorre la presenza di un notaio. Comprende due documenti

 Atto costitutivo (i soci si riuniscono e dichiarano di voler costituire una società), ha valenza istantanea

 Statuto (regole di funzionamento della società nel corso della sua vita), generalmente allegato all’atto

costitutivo.

Se ci sono delle incongruenze tra atto costitutivo e statuto è espressamente previsto che prevalgano le norme statutarie.

Che cosa deve contenere l’atto costitutivo?

1. Le generalità del socio e dei soci fondatori e il numero di azioni da loro sottoscritte

2. La denominazione (anche il tipo “spa”)

3. Le sedi, è sufficiente indicare il comune in modo che non sia necessario andare dal notaio ogni qual volta la

società di trasferisce di poco

4. L’oggetto sociale (lo scopo mezzo, cioè l’esercizio di una specifica e determinata attività economica). Il sistema

anglosassone è molto libero sulla definizione dell’oggetto sociale che praticamente risulta non definito mentre

negli ordinamenti continentali, siccome impatta sulle condizioni di rischio, la definizione dell’oggetto è

importante.

Es. discussione nata a causa della Scalini (società di costruzione di Roma) a Impregilo (grossi appalti in giro per il

modo di autostrade, centrali e grossissimi impianti). La Scalini ha accusato il management di aver modificato

l’oggetto sociale perché l’Impregilo “costruiva opere e progetti pubblici” ma ora, siccome il pagamento avviene

2016 con il project finaning (ti pago 50% e ti concedo i proventi della gestione dell’autostrada che hai costruito per i

50 anni a venire), l’Impregilo ora costruisce e gestisce. La modifica dell’oggetto sociale comporta il diritto di

Spring recesso dei soci che non hanno votato a favore, perché se sono modificate le condizioni di rischio chi non è

d’accordo ha diritto ad uscire.

|

Commerciale 5. Il capitale sottoscritto e versato (non può essere inferiore a 50.000 euro, ci sono limiti diversi le società speciali

– banche, assicurazioni, sim, sgr ecc.)

6. Partecipazioni azionari (numero, VN, caratteristiche, modalità di emissione, legge di circolazione)

7. Valore attribuito ai crediti e beni conferiti in natura

Diritto 8. Norme per la ripartizione degli utili

9. I benefici eventualmente accordati a fondatori e promotori

Appunti

41 10. Il sistema di amministrazione, i poteri degli amministratori e chi di essi ha la rappresentanza (occorre indicare il

modello dualistico, monistico o tradizionale vedremo poi)

11. Il numero dei componenti degli organi sociali

12. I primi componenti degli organi social i

13. Le spese di costituzione

14. La durata (se non è indicata si suppone illimitata, nel caso si applicano particolari norme per il recesso)

Che cosa succede se mancano alcuni di questi elementi?

Si distingue tra elementi necessari la cui mancanza determina la nullità dell’atto costitutivo, elementi la cui mancanza

non comporta l’invalidità dell’atto e elementi che possono essere inclusi o non inclusi facoltativamente (es. valore

nominale delle azioni, non è un problema se manca perché lo stesso è ricavabile come rapporto tra capitale sociale e

numero di azioni emesse).

Entro 20 giorni dalla data di stipulazione dell’atto costitutivo o il rilascio delle autorizzazioni amministrative, il notaio

che stipula l’atto deve depositarlo presso il registro delle imprese. Il notaio si collega elettronicamente alla camera di

commercio del luogo e spedisce l’atto, allegano eventuali autorizzazioni amministrative necessarie ottenute.

Se il notaio non provvede entro 20 giorni possono provvedere quelli che sono nominati nell’atto costitutivo come

amministratori oppure i soci a carico della società.

Contestualmente viene richiesta l’iscrizione, la velocità dipende dalla Camera di commercio o dal periodo necessario.

L’Ufficio del Registro procede solo ad un controllo formale (che venga da un notaio, requisiti minimi formali…) ma il

controllo effettivo è dovere del notaio.

Solo dal momento dell’iscrizione e non dal deposito la società acquista personalità giuridica. 2016

Ci sono delle norme che dicono qual è il termine massimo se il notaio non dovesse adempiere entro 20 giorni. Se viene

depositato entro 90 giorni si paga solo una sanzione, ma se viene depositato oltre il 90esimo giorno perde efficacia e i Spring

soci (o coloro che hanno costituito l’atto) possono richiedere le somme indietro al netto delle spese sostenute. |

Commerciale

Prima dell’iscrizione a registro siamo di fronte solo ad un contratto privato e ad un fondo che è potenzialmente destinato

all’attività d’impresa ma non c’è società. Si pone quindi il problema degli atti compiuti prima dell’iscrizione.

 L’atto costitutivo potrebbe già contenere i costi per la costituzione definendo che il costo è a carico della società

allora questa è già obbligata nei confronti dei terzi. L’unico atto che viene generalmente indicato fa riferimento Diritto

alle spese di costituzione. Appunti

42

 Chi è responsabile per ogni altro atto? Se sono strettamente necessari alla costituzione e la clausola sopra è

compresa nell’atto allora vanno a carico della società. Per tutti gli altri atti non essenziali alla costituzione sono

responsabili illimitatamente

o coloro che gli hanno posti in essere

o i promotori (nel caso di un comitato)

o l’eventuale unico socio fondatore

o i soci che gli abbiano autorizzati o consentiti.

Per gli atti successivi all’iscrizione nel registro delle imprese gli organi sociali approvano l’operazione e si

aggiunge la responsabilità della società.

Una volta che viene costituita la società gli amministratori non consegnano al socio il certificato azionario. L’emissione

delle azioni può avvenire solo successivamente all’iscrizione della società, per evitare che vengano coinvolti terzi nel caso

in cui il procedimento non vada a buon fine (e acquistino azioni di società che non esistono).

Fanno eccezione le azioni che vengono offerte sulla base del metodo di costituzione alternativo della pubblica

sottoscrizione, in tal caso le azioni possono essere offerte al pubblico nei limiti previsti.

Nullità della società

Prima dell’iscrizione al registro delle imprese abbiamo di fronte solo un contratto plurilaterale con comunione di scopo

(contratto associativo, in cui le parti hanno uno stesso interesse invece che interesse contrapposti come nei contratti

sinallagmatici). Fino a quando la società non è iscritta se il contratto fosse nullo per qualche ragione si applicano le

discipline civili per la nullità dei contratti plurilaterali. Se, per qualsiasi ragione, la partecipazione di un soggetto

indispensabile fosse nulla allora è nullo il contratto.

La disciplina antecedente al 2003 il legislatore aveva deciso che la mancanza di qualsiasi elemento provocasse la nullità. Il

legislatore, per garantire il più possibile la conservazione degli effetti e della società, ha limitato le cause di nullità.

Le cause di nullità sono tassative e sono

1. mancato rispetto della forma dell’atto pubblico per la stipulazione dell’atto costitutivo

2. illiceità dell’oggetto sociale (es. commercio di esseri umani, droga… potrebbe essere qualcosa di lecito nel

momento in cui stipulo l’atto ma divenuto illecito quando arriva il momento dell’iscrizione)

3. mancata indicazione nell’atto costitutivo di

a. denominazione

b. conferimenti

c. ammontare del capitale sociale

d. oggetto sociale

2016 Se il contratto nullo viene comunque, per negligenza di qualcuno, iscritta a registro si pone il problema di come

Spring considerare la nullità. Un’importante differenza rispetto al diritto civile è che la nullità opera ex nunc (nel diritto civile è

ex tunc, cioè fin dall’istante in cui l’atto nullo è stato costituito) quindi dal momento in cui la nullità viene accertata con

| sentenza. Che cosa succede a tutti gli atti che sono stati compiuti prima della nullità? Tutti gli atti compiuti tra

Commerciale l’iscrizione e la dichiarazione di nullità sono pienamente efficaci nei confronti dei terzi, la nullità della società non

comporta l’invalidità dei contratti stipulati (sono opponibili ai terzi e dai terzi).

La sentenza che dichiara la nullità fa però entrare la società in stato di liquidazione e deve essere sciolta perché non può

più svolgere l’attività come prevista.

Diritto Si tratta però di una nullità sanabile (NB altra differenza rispetto al diritto dei contratti che in generale prevede nullità

Appunti non sanabili), agendo sull’elemento che determina la nullità (ad es. se l’oggetto sociale è illecito è sufficiente stipulare

l’atto che modifichi l’oggetto o inserirlo nel caso in cui mancasse).

43 NB: è importante notare che la nullità viene sanata con un procedimento societario non con un atto pubblico! Per

cambiare l’atto costitutivo in qualcosa di lecito è sufficiente che i soci si riuniscano in assemblea straordinaria e deliberi la

modifica a maggioranza, non è necessario che si radunino di nuovo tutti per stipulare un nuovo atto dal notaio.

L’unica non sanabile è la mancata forma dell’atto pubblico.

Se la nullità non viene sanata, nel caso in cui i soci siano ancora tenuti al conferimento perché non hanno ancora versato

tutto, non sono immediatamente liberati ma solo dopo aver messo quanto è necessario per pagare i creditori sociali. Per

la parte residua alle obbligazioni assunte dalla società sono liberati.

I conferimenti

Elemento caratterizzante delle società per capitale e delle Spa sono i conferimenti, ed è qui che rileva l’elemento

“capitalistico” rispetto alle società di persone (l’apporto economico dei soci).

I conferimenti sono la prestazione patrimoniale che i soci promettono di versare alla società e in conseguenza della

promessa ottengono la qualità di soci. È un contratto sinallagmatico dove da una parte ho la persona che vuole diventare

socio e che è disposto a pagare e la società che offre in cambio lo status di socio.

Il socio è consapevole di conferire capitale di rischio e non di debito. È quindi consapevole di essere l’ultimo creditore

residuale, ma il rischio è limitato all’impegno assunto nell’atto costitutivo e non sarà tenuto a pagare ulteriori forme

perché non c’è la responsabilità solidale e illimitata.

I conferimenti possono essere in denaro o in natura. Se nulla è indicato è in denaro, altrimenti deve essere indicato il tipo

di beni. La somma del valore di tutti i conferimenti danno il valore del capitale sociale iniziale.

Il capitale sociale ha una funzione vincolistica perché è la somma di PN che non può essere distribuita. Tutto il PN>

capitale sociale può essere distribuito ai soci, ci sono delle norme per evitare che PN diventi troppo negativo rispetto al

capitale sociale. La funzione di questa norma è quella di garanzia dei creditori sociali.

Serve anche per valutare i poteri dei soci: tutti i soci possono partecipare all’assemblea ma non tutti possono chiedere la

convocazione o il rinvio di un’assemblea. Ha quindi anche una funzione organizzativa per l’esercizio di alcuni diritti.

L’altra funzione del CS è quella produttiva: i mezzi di cui la società viene dotata servono all’esercizio dell’attività.

La disciplina del legislatore sul tema dei conferimenti parte dall’idea che il capitale sociale tutela i creditori sociali, quindi

è volta da un lato a garantire che i conferimenti promessi vengano di fatto acquisiti alla società, dall’altro (soprattutto nel

caso dei conferimenti in natura) a controllare che i conferimenti non siano sopravvalutati ma valutati in modo oggettivo e

corretto. 2016

I conferimenti in denaro rappresentano la regola (si presuppone). Nel caso il socio che al momento di consegna l’atto Spring

costitutivo è obbligato a versare subito il 25% e il restante 75% viene versato su richiesta degli amministratori

successivamente (conto crediti verso soci per conferimenti in SP). |

Nel caso di spa unipersonali occorre versare il 100% subito, perché il legislatore tende a considerare peggio le situazioni Commerciale

in cui l’organo societario è gestito da un unico socio. Se non lo fa perde il beneficio della responsabilità limitata (che

perde anche nel caso in cui non sia data adeguata evidenza del fatto che la società non sia a socio unico – es. “Spa a socio

unico” negli atti, nella corrispondenza e nel registro delle imprese). Diritto

Che cosa succede se i decimi vengono richiamati e i soci non pagano? Appunti

Le azioni non interamente liberate (per le quali non sono stati versati tutti i decimi) sono liberamente trasferibili

(possono circolare tra il pubblico) ma acquirente e venditore sono responsabili entrambi per 3 anni per il versamento dei 44

decimi residui. La responsabilità del socio che ha venduto le azioni è comunque sussidiaria: gli amministratori devono

prima chiedere i decimi al nuovo socio ma poi possono chiedere anche al vecchio socio.

Dopodiché sono previste delle conseguenze nei confronti del socio che non ha pagato

 può partecipare all’assemblea ma non votare

 gli amministratori possono mettere in vendita le azioni dopo aver inviato tutti i solleciti previsti (vendita

coattiva)

 Se le azioni non riescono ad essere venduti né dalla società né dagli intermediari allora le azioni vengono

annullate ma le somme che il socio aveva versato rimangono della società senza obbligo di restituzione da parte

della società

Il regime dei conferimenti in natura è più complicato perché è volto a verificare il valore reale dei beni.

È previsto un divieto: i conferimenti devono essere di beni o crediti ma non prestazioni d’opera e di servizi (mentre nelle

società di persone aveva rilievo anche l’opera del socio, qua la predominanza è data al capitale: siccome il valore di

un’opera o di un servizio non è facilmente determinabile non può essere un conferimento).

Possono essere previste però delle prestazioni accessorie: il socio, oltre a conferire denaro/beni, si impegna a certe

opere/servizi e ottiene delle azioni “a prestazioni accessorie” (non possono essere autonome, devono andare con un altro

conferimento).

I beni in natura o i crediti devono essere conferiti immediatamente alla sottoscrizione dell’atto costitutivo per l’intero.

Non è possibile conferire cose generiche (es. non 25 tonnellate di grano, devono essere quelle specifiche 25 tonnellate

indicate).

Problema: Conferimento del know how. È differente conferire un brevetto che può essere difficile da valutare ma è

facile da individuare a differenza del know how. Si dice che il know how possa essere oggetto di conferimento (o almeno

è la tesi prevalente) e soprattutto se conferiti insieme ad un’azienda o ad un ramo d’azienda (complesso di beni

organizzato per l’attività produttiva + know how).

Per garantire una valutazione oggettiva e veritiera il legislatore prevede tutto un meccanismo per valutare i beni.

Ci sono due gruppi di norme

 Metodo di valutazione tradizionale – il socio che intende conferire dei beni in natura o dei crediti è tenuto a

presentare una relazione di stima da parte di un esperto che viene nominato dal tribunale del luogo ove la società

avrà sede. La relazione di stima redatta dall’esperto deve descrivere quali sono i beni e il loro stato e deve dare

un valore attestando che è almeno pari a quello iscritto a bilancio (cioè non posso iscrivere a CS valori superiori,

ma vanno bene iscrizioni a valori < valore vero del bene secondo la valutazione).

La relazione di stima viene allegata all’atto costitutivo.

2016 Entro 180 giorni dall’iscrizione della società al registro gli amministratori sono tenuti a verificare che il valore

indicato nella relazione di stima sia corretto ed eventualmente procedere alla revisione della stima. La soglia di

Spring rilevanza è pero quella del quinto: se il bene è stato iscritto per 100 e gli amministratori rilevano che è in realtà

tra [80;100] non succede niente, il problema è se il valore è [0;79] quindi inferiore ad un quinto. Gli

| amministratori e il socio che ha conferito hanno una serie di possibilità

Commerciale o Riduzione del CS per la misura necessaria e riduzione proporzionale della partecipazione del socio

o Il socio però potrebbe decidere di mantenere la partecipazione uguale e versare la differenza in denaro

o Il socio al contrario potrebbe anche decidere di recedere dalla società, in questa ipotesi il socio riceve il

Diritto bene che ha conferito se possibile o un equivalente in denaro (il valore stimato, es. 70 non 100).

 Metodi alternativi (recenti), che sono tendenzialmente volti a semplificare il meccanismo di stima da parte

Appunti dell’esperto – prevede dei casi di conferimenti in natura/crediti senza relazione di stima.

45 o In alcuni casi è evidente la logica per cui non è più necessaria la valutazione: valori mobiliari o strumenti

di mercato negoziati (in tal caso il valore deve essere pari o inferiore al prezzo medio ponderato al quale

sono stati negoziati su uno o più mercati regolamentati negli ultimi 6 mesi precedenti il conferimento).

o Per i beni diversi da valori mobiliari si può iscrivere il valore che il bene aveva in un altro bilancio da

non oltre un anno, redatto correttamente e sotto il controllo di un revisore legale dei conti a patto che

la relazione del revisore non esprima rilievi in ordine alla valutazione dei beni oggetto di conferimento.

o Sempre per i beni diversi da valori mobiliari posso sfruttare un’altra valutazione fatto per altri fini

purché questa non sia precedente di oltre 6 mesi. Sempre a patto che sia conforme ai principi adottati

per la valutazione dei beni oggetto di conferimento, effettuata da un terzo esperto indipendente rispetto

a chi effettua il conferimento e alla società e dotato di comprovata professionalità (deve essere

chiaramente un esperto del settore).

Di fatto però, la verifica del valore di stima deve comunque essere svolta dagli amministratori. Il processo è

quindi in due fasi: la sostituzione della relazione di stima e la verifica da parte degli amministratori.

L’atto costitutivo contiene i documenti sostitutivi ed entro 30 giorni dall’iscrizione gli amministratori devono

verificare

Che nel frattempo non si siano verificati eventi straordinari che abbiano inciso in modo sensibile sul

- valore del bene conferito (anche fatti che incidono sulla liquidità dei mercati)

La professionalità ed indipendenza dell’esperto.

-

Se accertano il verificarsi di una di queste due condizioni si torna all’ipotesi standard e si applica il 2343. Devono

procedere ad una nuova valutazione.

Se invece non rilevano nessun elemento che modifichi la valutazione, allora gli amministratori devono depositare

presso il registro delle imprese una dichiarazione che descriva i beni conferiti, che dichiari che, in base alla loro

opinione, non siano avvenuti fatti straordinari e anche la dichiarazione di idoneità dell’esperto. Il procedimento

così si chiude.

Per entrambi i procedimenti vale la regola che finché non è stato chiuso le azioni sono inalienabili e devono essere

depositate presso la sede sociale (i certificati azionari). Solo una volta che il procedimento di stima è chiuso possono

essere distribuite agli azionisti.

Le norme sulla valutazione di stima, sia per il procedimento standard che per quelli alternativi, si applicano anche agli

aumenti di capitale con gli adattamenti necessari dovuti alla struttura del procedimento di aumento di capitale.

Una differenza sostanziale è che nel caso di costituzione i soci non hanno alcun diritto di opposizione mentre nel caso di

aumento di capitale i soci hanno il diritto di chiedere la valutazione dei beni oggetto di conferimento. Al momento della

costituzione infatti tutti i soci si presentano dal notaio già d’accordo e con la firma dell’atto esprimono il loro consenso

rispetto ad un particolare assetto di interessi. L’aumento del capitale invece può essere deliberato a maggioranza e quindi 2016

alcuni soci potrebbero non essere d’accordo sull’aumento o sulla valutazione dei beni in natura. I soci che rappresentano

almeno il 5% del capitale determinato prima dell’aumento, possono chiedere comunque una nuova valutazione. Spring

Fino al decorso del termine di 30 giorni l’aumento di capitale non può essere iscritto a registro, per dare il tempo di

chiedere la nuova valutazione, se invece decorre il termine il capitale viene iscritto. |

Commerciale

Fa riferimento alla valutazione di stima anche la “norma sugli acquisti pericolosi” che vuole evitare che nei 2 anni

successivi alla costituzione la società acquisti beni da soci fondatori e promotori. Per evitare che il socio metta del denaro

nell’atto di costituzione ma fare acquistare subito dopo un bene ad un prezzo esagerato – sarebbe come aggirare la Diritto

norma sulla valutazione dei conferimenti e di fatto il socio finisce a conferire un bene ad un valore superiore.

La norma prevede che gli acquisti effettuati entro 2 anni dalla data di costituzione per un valore eccedente il 10% del Appunti

capitale sociale debbano essere preventivamente approvati dall’assemblea straordinaria e si richiede al socio venditore

una relazione di stima ai sensi delle norme viste (metodo standard o alternativi). 46

Questa norma non si applica per acquisiti a condizioni di mercato o per l’acquisto di beni in mercati amministrativi o

regolamentati.

La norma prevede anche la responsabilità solidale degli amministratori e dei soci alienanti per i danni eventualmente

causati dalla società.

Riassumendo

Conferimenti imputabili al capitale sociale

 In denaro (nessun problema)

 In natura o crediti (si pone il tema della valutazione per la tutela del capitale sociale)

Non sono imputabili al capitale

 Prestazioni d’opera e servizi (perché non valutabili)

 Qualunque apporto utile alla società, i cosiddetti conferimenti atipici (network, capacità personali…)

Le azioni vengono consegnate sulla base

1) Del principio di proporzionalità (più capitale più azioni)

2) Del principio secondo il quale il valore dei conferimenti non può essere complessivamente inferiore

all’ammontare globale del capitale sociale

Tuttavia per non penalizzare chi mette l’idea e non ha i soldi il legislatore ha stabilito dal 2003 la possibilità che le azioni

vengano attribuite in modo non proporzionale. L’importante è che la somma dei conferimenti non sia inferiore al

capitale sociale (che deve essere sempre integralmente sottoscritto e coperto), della ripartizione interna tra soci il

legislatore si disinteressa.

Es. un ricercatore va da un venture capital che finanzia la sia idea. Il ricercatore mette 10 e il venture capital mette 90,

potrebbero però decidere di diversi le azioni 20:80 invece che 10:90 per dare il merito al ricercatore che ha l’idea.

L’unico limite è quello del patto leonino (ad esempio se il ricercatore prendesse 99 azioni mettendo 10 di capitale e il

finanziatore prendesse solo 1 a fronte di un capitale di 100), che esclude le partizioni estreme.

S.p.A. unipersonale

Il socio unico deve versare integralmente tutto il capitale al momento della sottoscrizione (a fronte del 25% per le altre).

Cosa succede se la società da più soci diventa a socio unico? C’è una piccola differenza se la società viene subito costituita

come a socio unico o se lo diventa successivamente.

Es. all’inizio la spa è con più soci e non è stato conferito ancora tutto il capitale, quando la spa diventa a socio unico il

socio deve versare tutto il capitale ancora dovuto entro 90 giorni.

Deve essere indicata l’unipersonalità nel registro delle imprese, se così non fosse il socio unico risponderebbe

personalmente e illimitatamente per gli obblighi assunti dalla società.

2016 Azioni

Spring A fronte del conferimento i soci ottengono dei titoli azionari, incorporati in un certificato azionario. Il certificato deve

indicare il nome della società, il capitale sociale, il numero di azioni rappresentate e, a seconda dei casi, può anche

| indicare il valore nominale (che appunto può anche non essere indicato nell’atto costitutivo e in tal caso non occorre

Commerciale neanche indicarlo nel certificato).

Per le azioni diffuse in maniera rilevante tra il pubblico l’emissione di certificati non è prevista.

Le azioni sono quote di partecipazione al capitale sociale

Diritto a) Standardizzate e Omogenee

Appunti Tutte le azioni rappresentano la medesima frazione del capitale sociale, quindi sono tutte uguali sotto il profilo

della rappresentatività del capitale sociale.

47 Le azioni attribuiscono uguali diritti sotto il profilo patrimoniale e amministrativo (un voto per ciascuna azione e

partecipazione proporzionale agli utili).

L’uguaglianza è però relativa (di categoria) perché possono essere emesse più categorie di azioni con diritti

patrimoniali e amministrativi diversi ma mai diverse per rappresentatività del capitale sociale.

Tutte le azioni valgono la stessa frazione 1/n del capitale anche se hanno diritti diversi.

Ciascuna azione rappresenta la frazione minima del capitale sociale e quindi non possono essere ulteriormente

divisibili, è però possibili operare sullo statuto modificando il frazionamento del CS con un’operazione di

raggruppamento (es. dice che il CS è 100 diviso in 10, quindi ogni azione è 1/10 del CS; posso cambiare e dire

che il CS di 100 è diviso in 100, facendo diventare ogni azione 1/100) o di frazionamento (aumenta la quota di

capitale per un’azione in questo caso).

Ogni azione è considerata autonomamente, con una differenza sostanziale rispetto alle quote della Srl.

Spa – capitale di 100, diviso in 100 azioni uguali e distribuite poi in base ai conferimenti (un socio ha una

partecipazione rappresentata da x azioni)

Srl – ci sono tante quote quante sono i soci (un socio ha sempre una quota) che non sono tutte uguali

I diritti sulle azioni sono inscindibili e quindi non possono essere divise tra soggetti a meno di

 Comunione sulle azioni (più soggetti hanno la proprietà, ad esempio in caso di decesso prima della

divisione ereditaria). L’azione rimane una sola e non viene divisa, è solo di proprietà comune.

 Pegno (permette la scissione tra diritti patrimoniali e amministrativi). I diritti di voto spettano

normalmente al creditore ma può essere previsto il caso contrario (ad esempio le banche

tendenzialmente non assumono mai il diritto di voto per normativa di Banca d’Italia a meno di casi

particolari e lo lasciano al debitore)

 Usufrutto. Spesso per ragioni ereditarie viene trasferita magari la proprietà dell’azione ai figli ma viene

mantenuta l’usufrutto e il diritto di voto.

Il capitale e il VN sono insensibili alle vicende societarie, può essere cambiato solo con la modifica dello statuto.

b) Rappresentate da titoli

c) Liberamente trasferibili

d) Circolano secondo la disciplina dei titoli di credito

Problema - Stefanel era indicato il valore nominale di circa 1euro nello statuto ma con quotazioni del titolo

costantemente sotto (un problema che si è presentato per moltissime società quotate). Se Stefanel deve fare un aumento

di capitale deve emettere nuove azioni con lo stesso valore nominale delle vecchie, perché non possono esserci azioni

con un diverso valore nominale. Se ho espresso il valore nominale devo mantenere la stessa proporzione (se aumento il

cs di 100 devo emettere 100 azioni, non posso emetterne 150). Dal 2008 in poi quasi tutte le società quotate hanno 2016

eliminato il vn dallo statuto per poter raccogliere capitale tenendo conto della quotazione di borsa, anche provocando

una diluizione delle azioni dei già soci (per evitare il fallimento accettano anche la diluizione). Spring

La non indicazione del VN facilita le operazioni di finanza straordinaria. |

Commerciale

Il valore nominale di un’azione, quando è espresso, viene considerato nell’applicazione di altri istituti

 Limite quantitativo alle azioni a voto non pieno, che non possono essere superiori alla metà del valore nominale

 Determinazione dell’utile spettante agli azionisti nel caso di godimento

 Limite all’acquisto di azioni proprie Diritto

 Quantificazione del sovrapprezzo e della relativa riserva Appunti

 Calcolo dei versamenti da effettuare in sede di sottoscrizione dell’aumento del capitale

Nel caso in cui manca il valore nominale si fa riferimento alla percentuale del capitale sociale ovvero al valore inespresso. 48

NB: In nessun caso il valore complessivo dei conferimenti può essere interiore al valore complessivo del capitale sociale.

Il sovrapprezzo è dato dalla differenza tra il valore di conferimento e il valore del capitale sociale

Il conferimento potrebbe non essere imputato tutto a capitale (es. ipotesi 1) per creare una riserva che potrebbe essere

utile in caso di perdite. Le norme sulle perdite si calcolano sul capitale sociale quindi se ho imputato tutto a capitale

sociale la perdita massima è calcolata come 30% di 100 (ipotesi 2), se invece ho formato una riserva vado prima ad

intaccare la riserva di 20 e poi, perché si applichino le norme in termini di perdite, posso perdere ancora il 30% del CS

cioè 24 (perdita tollerabile 20+24=44).

Il valore di bilancio dell’azione è il rapporto PN/numero di azioni, varia nel tempo in funzione delle vicende

economiche della società.

Il valore di mercato invece è quello che risulta dalla contrattazione sui mercati regolamentati. Viene considerato da varie

norme, ad esempio nel caso in cui un socio voglia recedere ha diritto al pagamento di un prezzo che è una via di mezzo

tra il patrimonio e il valore di mercato considerate le prospettive di guadagno.

2016 Un principio fondamentale è l’autonomia dell’azione (posso richiedere, al posto di un certificato da 1.000.000 di azioni,

un singolo certificato per ogni azione). Vale quindi che

Spring a) Le azioni possono essere cedute individualmente

b) Ma in alcuni casi possono essere considerate come un complesso unitario

|

Commerciale 

Problema se possiedo 100 azioni posso esprimere voti divergenti per ogni azioni? È una questione discussa; è

sicuramente possibile il voto divergente se colui che si presenta in assemblea ha raccolto deleghe, in tal caso esprimerà il

voto corrispondente alle posizioni di ogni soggetto. Per le società quotate c’è il rappresentate designato che raccoglie le

Diritto deleghe per gli azionisti.

Caso OPA Se un azionista arriva ad acquistare il 30% delle azioni di una società quotata, per continuare a comprare

Appunti deve fare un’opa nel confronti di tutti gli altri azionisti al prezzo pari al maggiore pagato negli ultimi 12 mesi per

acquistare le azioni. Questo perché il 30% di una società quotata permette generalmente il controllo quindi è probabile

49 che l’acquirente abbia già comprato dal socio di maggioranza pagandogli un prezzo superiore a quello di mercato che

incorpora il “premio per la maggioranza” che, per legge, deve quindi essere offerto a tutti gli altri soci.

Il certificato azionario può mancare se

a) lo statuto esclude l’emissione dei relativi titoli o prevede l’utilizzazione di diverse tecniche di legittimazione e

circolazione.

b) per legge, per i titoli negoziati in borsa. Il trasferimento dei titoli avviene tramite il sistema dei conti e i diritti

amministrativi vengono esercitati in base ad un documento rilasciato dall’intermediario. Nel momento in cui

un’azienda si quota ritira tutti i titoli cartacei in circolazione e emette titoli smaterializzati.

In Italia Monte Titoli controlla il sistema di gestione accentrata dei titoli. Ogni intermediario finanziario ha dei

conti in cui registra la posizione in azioni di tutti i clienti, quando vengono vendute/acquistate le azioni

l’intermediario comunica la nuova posizione nei confronti del complesso di tutti i clienti.

Gli azionisti devono incaricare della gestione dei propri titoli un intermediario finanziario, Monte Titoli apre un

conto per ogni intermediario.

Un azionista che vuole partecipare in assemblea deve comunicare alla banca alla Record Date (7 giorni di

mercato aperto prima della data dell’assemblea), l’intermediario comunica alla società tramite sistemi elettronici

che Sig.X titolare di N azioni parteciperà. Se prima della record date non ho la proprietà di azioni non posso

partecipare all’assemblea, anche se le acquisto successivamente.

Le azioni attribuiscono ai loro titolari diritti uguali relativamente alla loro categoria. Alcuni spettano in quota rispetto al

numero di azioni possedute (voto, diritto agli utili e al PN), altri spettano solo a chi detiene una determinata soglia di

azioni (in questo caso il legislatore considera le azioni come un complesso unitario), altri prescindono dal numero di

azioni e ne basta una (diritto di intervento, denuncia al collegio [in questo caso il collegio deve intervenire

immediatamente se il socio possiede almeno il 10%, altrimenti deve farlo ma non immediatamente], esame dei libri

sociali).

Possono essere

1. Amministrativi

a. Intervento in assemblea

b. Voto

Vale il principio one share – one vote, per cui chi più rischia ha più diritto di voto. Si possono però

creare delle azioni con diritto di voto diversamente modulato, tra cui

o Azioni con diritto di voto limitato (es. solo per certe assemblee)

o Voto condizionato (es. voto condizionato al mancato raggiungimento di certi risultati di

bilancio: compro un’azienda e lascio la gestione al precedente imprenditore ma se lui non mi 2016

garantisce un certo EBITDA allora esercizio il mio diritto di voto)

o Senza diritto di voto (es. le azioni di risparmio) Spring

o Voto tetto o voto scaglionato, solo per le società non quotate (es. il diritto di voto non può

essere esercitato per la partecipazione eccedente il 10% oppure un voto per ogni azione fino a |

10 e poi uno ogni due per ridurre la differenza tra azionisti di maggioranza e minoranza) Commerciale

o Azioni a voto plurimo. Fino al 2014 non si potevano emettere, ora si possono emettere con il

limite che ogni azione può al massimo attribuire 3 diritti di voto e, per le azioni quotate, il

limite sono le loyalty shares (attribuiscono 2 diritti di voto purché l’intermediario certifichi che Diritto

si è stati soci per almeno 24 mesi). Devono essere previste nello statuto.

c. Richiesta di rinvio Appunti

d. Impugnare le delibere

e. Denuncia al collegio sindacale 50

f. Denuncia al tribunale

g. Esame dei libri sociali

2. Patrimoniali

a. Diritto agli utili (quando si delibera la loro distribuzione)

b. Diritto ad una parte del patrimonio netto della società (quando viene liquidata)

3. Complessi

a. Diritto di opzione (sottoscrivere nuove azioni nel caso in cui si emettano)

b. Diritto di recesso (se si verificano eventi che modificano sensibilmente il mio interesse a partecipare

nella società)

Il quorum sussiste per evitare che azionisti che non hanno un reale interesse intraprendano azioni di mero disturbo. Sotto

una certa soglia si ritiene che non vi sia interesse.

Le categorie di azioni sono gruppi di azioni che attribuiscono diritti diversi rispetto allo standard (categoria ordinaria),

che siano più o meno. Le differenziazioni sono state introdotte per creare categorie che soddisfino i bisogni dei

sottoscrittori. I limiti sono che

Le azioni senza diritto di voto o con diritto di voto limitato non possono rappresentare più della metà

- del capitale sociale

Patto leonino (non posso creare il 10% di azioni a cui è attribuito il 90% dei voti)

-

Sono stati abrogati i limiti delle azioni a diritto maggiorato e quella del bilanciamento dei diritti (che prevedeva, ad es,

2016 che se tolgo un po’ di diritti amministrativi devo mettere un po’ di diritti patrimoniali).

Spring Le azioni speciali sono

| 

a) Categorie tipizzate i soci possono sfruttare una delle categorie già previste dal legislatore, che offre una

Commerciale “consulenza gratuita”.

a. Azioni privilegiate

Diritto

Appunti

51 NB: nei limti del rispetto del divieto di patto leonino

b. Azioni di risparmio – per gli azionisti interessati solo al diritto economico

C’è una gestione di disciplina di categoria per cui gli azionisti di riparmio nominano un rappresentante

comune che può partecipare alle assemblee della società (mentre gli azionisti di risparmio non possono).

Dovesse l’assemblea proporre una modifica che limiti i privilegi il rappresentante dovrebbe opporsi.

c. Azioni correlate

Nel caso sia possibile dividere l’attività della società in vari settori è possibile emettere delle azioni il cui

rendimento sia collegato al rendimento di quel settore di attività. Lo statuto deve definire quali

rendimenti e costi sono attribuibili alle varie aree di business in modo che si possa fare un calcolo dei

rendimenti ad esso attribuibili.

Non possono essere pagati dividendi ai possessori della azioni previste se non nei limiti degli utili

risultanti dal bilancio della società.

Es: comporo un’area di business dalla soceità X e le vendo delle azioni ad esso correlate, in questo modo 2016

se il settore continua ad andare bene ottengono comunque un rendimento. A fine anno ho un utile di

100 che viene per 200 dal settore comprato da X e per -100 da tutto il resto della società. Gli azionisti Spring

correlati non si distribuiranno una torta di 200 ma di 100, perché i dividendi vengono pagati nei limiti

del bilancio della società. |

Commerciale

d. Azioni di godimento

Sono previste nel caso di riduzione volontaria del capitale sociale. In tal caso la società dovrà rimborsare

le azioni al loro valore nominale, il socio restituirà le azioni che vengono annullate e ottiene in cambio

delle azioni di godimento. Le azioni di godimento hanno dei diritti minori perché è stato già rimborsato Diritto

il capitale infatti non hanno diritto di voto (perché si suppone abbia meno interesse vicende sociali) ma

ha un diritto economico subordinato. Nel caso di liquidazione hanno diritto a conocrrere ai valori Appunti

ulteriori ma al netto dei pagamenti ai soci rimanenti per un utile almeno pari all’interesse legale (chi è

usciuto prima ha avuto i soldi in anticipo e deve concedere gli interessi a chi invece è rimasto) e al netto 52

del pagamento del valore nominale degli altri soci. Una volta equiparate le situazioni anche gli azionisti

di godimento hanno diritto alla quota di plusvalore.

e. Azioni a favore dei prestatori di lavoro

Sistema di premiazione dei prestatori di lavoro. Gli utili in eccesso possono essere destinati a capitale

sociale e contestualmente è possibile emettere azioni a favore dei lavoratori. Possono essere previste

delle clausole che limitano il trasferimento delle azioni e non devono necessariamente essere ordinarie

ma possono anche avere diritti inferiori.

Non sono stock option/grant che sono sistemi di incentivazione del management regolate dal TU della

finanza.

f. Azioni con prestazioni accessorie

L’atto costitutivo deve determinare esattamente quali obblighi il soggetto titolare ha nei confronti della

società, la durata, la modalità, l’eventuale compenso e le sanzioni per indampimento. Si tratta di azioni

chiaramente nominative perché è il soggetto specifico ad essere impegnato e sono trasferibili solo con il

consesno dell’amministratore perché è interesse della società continuare ad avere la prestazione

accessoria.

2016

Spring

|

Commerciale

Diritto g. Azioni riscattabili

Appunti

53 Sono azioni caratterizzate dal fatto di essere assoggettate al potere di riscatto (acquisto mediante

pagamento del prezzo) da parte della società o dei soci.

Il prezzo determinato in base ai criteri stabiliti per la determinazione del prezzo nel caso di esercizio del

diritto di recesso

b) Categoire non ripizzate libertà nella definizione delle azioni nello statuto

È possibile diminuire in peggioramento la situazione di alcune categorie sociali (es. ridurre la quota di utile spettante)?

Le decisioni che pregiudicano i diritti devono essere approvate dall’assemblea generale degli azionisti e da parte

dell’assemblea speciale dei possessori. La decisione avviene a maggioranza ma i possessori di azioni speciali hanno diritto

di recesso nel caso di modifiche concernenti i diritti di voto o di partecipazione.

I pregiudizi possono però essere diretti (ad es. si elimina il privilegio patrimoniale) o indiretti (quando vi è la creazione di

un’ulteriore categoria con diritti maggiorati rispetto alla categoria speciale, ad es. creo una categoria che ha diritto

all’utile al 15% in preferenza alla più vecchia categoria che aveva un diritto al 10%). Ci sono diverse opinioni

sull’applicazione o meno dell’approvazione da assemblea speciale nel caso di pregiudizio indiretto.

Le azioni sono dei titoli di credito causale (perché nascono a fronte del conferimento) a letteralità limitata (perché il

diritto di credito dovrebbe indicare proprio sul titolo tutti i diritti e le modalità necessaire per il loro esercizio, nei titoli

azionari invece i diritti non sono indicati espressamente ma indicati per rifermento e dipendono dal tipo di azione

detenuta).

Le uniche azioni che circolano al portatore sono le azioni di risparmio emesse da Spa quotate o azioni di SICAV, ove il

nome del proprietario non sia espresso.

Le azioni circolano in due modi

 Transfer – cioè il cambiamento contestuale del nome sul titolo e sul libro soci a cura della società emittente

 Il socio si presenta dalla società consegna il titolo e chiede l’emissione di un nuovo titolo a favore dell’acquirente

 Oppure l’acquirente si presenta dalla società con il contratto che dà diritto al cambio dell’intestazione

 Girata – ci sono due iscrizioni (sul titolo e a libro soci) che non necessariamente sono contestuali. L’alienante va dal

notaio o da un altro agente autorizzato e scrive la girata, cioè “in data X Tizio ha girato le azioni a favore di Caio”. Il

notaio verifica che Tizio sia l’originario proprietario, autentica la firma e il titolo viene consegnato a Caio, che non

necessariamente deve presentarsi dal notaio. Caio si tiene il titolo e ne fa quello che vuole, anche senza mai

presentarsi alla società, che potrebbe non avere mai aggiornato il libro soci.

Chi si presenta con una serie continua di girate e il titolo in mano ha diritto ad essere iscritto a libro soci ma non è

necessario che ad ogni passaggio ci si presenti dall’amministratore per chiedere l’iscrizione.

Ci sono dei limiti alla circolazione delle azioni che possono essere 2016

a) Legali

a. Azioni con prestazioni accessori, che possono girare solo con il consenso degli amministratori (quindi Spring

c’è un limite alla circolazione)

b. Azioni liberate con beni in natura /crediti, per le quali vale che, fino a quando non è terminato il |

Commerciale

processo di valutazione dei beni, le azioni rimangono depositate presso la società.

b) Convenzionali

a. Limiti statuari – sono contenuti nello statuto e hanno efficacia reale (se vengono trasferite azioni in

violazione di limiti statutari la società può rifiutarsi di iscrivere il nuovo socio e mantiene il precedente) Diritto

i. Clausole di prelazione –prima di vendere le azioni a soggetti che non fanno parte della

compagina sociale bisogna offrirle ai soci. Può essere variamente scritta ma prevede che se un Appunti

socio riceve un’offerta in buona fede da un terzo gli altri soci possono acquistare la quota a

parità di condizioni. La logica sottostante è quella di mantenere una compagine sociale coesa. 54

ii. Clausole di non mero godimento – consente la circolazione delle azioni con il ‘gradimento’ del

consiglio di amministrazione o dell’assemblea degli azionisti in certi casi e sotto determinate

modalità (es. subordinano la vendita all’approvazione per evitare che le azioni siano vendute a

concorrenti).

iii. Clausole di mero godimento – non condizionano l’acquisto ad alcun criterio oggettivo, quindi il

socio potrebbe trovarsi imprigionato nella società se l’assemblea negasse il godimento senza

alcuna motivazione. Per evitare che accada sono inefficaci se non prevedono un obbligo di

acquisto a carico della società o degli altri soci oppure il diritto di recesso dell’alienante.

Lo stesso vale per le clausole che sottopongono a particolari condizioni il trasferimento a causa di

morte.

Non possono essere previsti dei divieti di circolazione assoluti superiori ai 5 anni.

b. Contenuti nei patti parasociali – sono vincolanti solo per le parti, chi non ha rispettato i vincoli è solo

tenuto a risarcire il danno nei confronti delle altre parti. Il trasferimento rimane valido e efficace. I patti

parasociali sono spesso sfruttati dai fondi che acquistano la maggioranza e fanno rimanere il management

con impegni reciproci che non appaiono sullo statuto.

Le azioni proprie presentano una serie di problematiche

Tutela dell’integrità del patrimonio sociale - utilizza dei mezzi finanziari per acquistare sé stessa e

- liquidare la partecipazione di alcuni soci, quindi sostituisce la cassa con dei titoli di sé stessa con un

flusso a favore dei soci

Tutela del corretto funzionamento dell’assemblea - il capitale diventa ad essere costituito dallo stesso

- numero di azioni ma con soci diversi e bisogna stabilire chi vota per non alterare le maggioranze

Tutela del mercato - per evitare operazioni speculative e vale solo per le società i cui titoli sono quotati

- in borsa. Una società quotata che sa che i risultati dell’esercizio stanno andando molto bene potrebbe

essere interessata ad acquistare sul mercato propri titoli poco prima di pubblicare il bilancio per poi

rivenderli subito dopo o viceversa. Valgono le norme sull’abuso di informazione privilegiata e insider

trading.

L’acquisto di azioni proprie può avvenire in due momenti

1) Momento della costituzione o di aumento del capitale

La società non può sottoscrivere azioni proprie o azioni della società controllante perché uno non può essere allo

stesso tempo creditore e debitore di sé stesso (se aumento il capitale da 100 a 200 devono entrare 100 nelle

casse di nuova ricchezza, non ricchezza che è già della società).

La sanzione è che se vengono acquistate azioni proprie in questa fase si presume che le azioni siano state

2016 sottoscritte dai soci fondatori (al momento della costituzione) o dagli amministratori (durante un aumento di

Spring capitale). Fondatori o amministratori sono quindi responsabili per il versamento della liquidità.

Se vengono acquistate da un terzo in nome proprio ma per conto della società allora il terzo è considerato a tutti

| gli effetti sottoscrittore e rispondono solidamente soci e terzo.

Commerciale È vietata anche l’operazione con cui la società A aumenta il capitale di 100 acquistando azioni di B e B fa lo stesso

con le azioni di A (sottoscrizione reciproca).

2) Acquisto di azioni già circolanti (è meno problematica)

Diritto In questo caso le azioni ‘sono già state pagate’ e il conferimento già incassato. Non è previsto un divieto assoluto

Appunti di acquisto di azioni proprie già circolanti ma per acquistarle non si deve intaccare il capitale sociale, sfruttando

quindi utili o eccedenze di bilancio disponibili. In questo caso il capitale sociale non è intaccato.

55 Una società non quotata non ha limiti di acquisto di azioni proprie già circolanti. Per le società quotate il limite è

1/5 del proprio capitale sociale.

Per l’acquisto delle azioni proprie è necessaria una preventiva approvazione assembleare (durata 18 mesi).

Non si applicano

Se la delibera è finalizzata ad una riduzione del capitale sociale allora non si applicano i limiti (posso

- acquistare metà delle azioni purché io abbia utili disponibili)

Se vengono acquistate a titolo gratuito purché si tratti di azioni interamente liberate (non rimangono

- altri diritti al socio venditore)

Se l’acquisto avviene per effetto di successione universale o fusione

- Nel caso in cui vi sia esecuzione forzata per il soddisfacimento del credito della società.

-

Per quanto riguarda l’assemblea le azioni proprie vengono computate ai fini del quorum costitutivo (si considerano

presenti in assemblea) per facilitarne il raggiungimento. Ai fini del quorum deliberativo si contano però il diritto di voto

è sospeso (è come se fossero astenute), rendendo difficile la deliberazione (es. un socio unico al 49% con azioni proprie

per il 51% non potrebbe mai far passare niente). Il diritto all’utile e al diritto d’opzione sono attribuiti

proporzionalmente agli altri soci.

Le azioni acquistate in violazione dei limiti imposti dalla legge devono essere alienate entro un anno, se così non fosse

deve essere adeguatamente ridotto il capitale sociale e annullate le azioni.

Modelli organizzativi

Tipico della società di capitali è l’organizzazione corporativa che prevede organi specifici con compiti e attività diversi.

Esistono tre modelli possibili 2016

Spring

In tutti e tre è presente l’assemblea, con ruoli leggermente diversi. Il consiglio di sorveglianza ha funzioni simili ad un

collegio sindacale e nomina un consiglio di gestione. È di derivazione tedesca ma nella legislazione italiano non c’è |

l’obbligo di integrazione di lavoratori nel consiglio di sorveglianza. Commerciale

Nel monistico l’assemblea nomina il consiglio di amministrazione all’interno del quale c’è il comitato per il controllo

della gestione. È un modello anglosassone. Diritto

Il controllo contabile esterno è affidato al revisore ma può essere affidato al collegio sindacale quando non si superano

determinati limiti quantitativi e se non si deve redigere il bilancio consolidato. Il collegio sindacale viene spogliato della Appunti

funzione di controllo contabile ma solo di controllo di legalità 56

Assemblea

L’assemblea è il luogo deputato a formare la volontà comune dei soci, non è l’organo deputato all’organizzazione

giornaliera (che spetta all’organo amministrativo). È composta dalla generalità dei soci con diritto di voto e si riunisce

con il metodo collegiale e decide secondo il principio maggioritario.

NB: Nella Srl i soci possono decidere anche senza il metodo collegiale con una delibera per iscritto senza la necessità di

riunirsi.

Si distingue l’assemblea ordinaria da quella straordinaria per compiti, quorum e modalità di verbalizzazioni (per quelle

straordinarie occorre la presenza del notaio). Nel caso in cui ci siano speciali categorie di azioni, quando le decisioni

incidono sui diritti degli azionisti speciali, si affiancherà l’assemblea speciale dei possessori di questo tipo di azioni.

La competenze dell’assemblea sono di

 Approvazione annuale del bilancio (entro il 30 aprile)

 Nomina e revoca degli amministratori, nomina dei sindaci e del presidente del collegio sindacale e, quando

previsto, del soggetto deputato a svolgere il controllo contabile

 Determinazione del compenso degli amministratori e dei sindaci ove non stabilito statutariamente. Se

l’assemblea non stabilisce niente sta al giudice decidere la misura del compenso in base a situazioni simili.

 Deliberazione in merito alla responsabilità dei sindaci e degli amministratori. Se si vuole fare causa agli

amministratori/sindaci per mala gestio è l’assemblea che la delibera. Adesso è consentito anche al socio di

minoranza, con una determinata partecipazione del CS, esercitare l’azione di responsabilità autonomamente.

Nel caso in cui siano ritenuti responsabili il rimborso viene incassato dalla società. (Altrimenti se il socio di

maggioranza nomina il suo amministratore e l’azione di responsabilità può essere solo approvata dall’assemblea,

è chiaro che non sarebbe mai esercitata)

 Deliberazione delle autorizzazioni eventualmente richieste dallo statuto per il compimento di atti degli

amministratori, ferma la responsabilità del compimento degli atti da parte di quest’ultimi. È solo un ‘via libera’

da parte dell’assemblea che lascia liberi gli amministratori di decidere se compiere o meno l’azione approvata.

 Approvazione del regolamento dei lavori assembleari. Tipicamente solo nelle grosse aziende, regola lo

svolgimento dell’assemblea (es. modalità per chiedere il diritto di intervento, lunghezza dell’intervento …) in

modo da non creare assemblee ‘fiume’.

 Deliberazione su qualunque altro oggetto attribuito dalla legga alla sua competenza (es. autorizzazione

all’acquisto di azioni proprie).

Le materie di competenza straordinaria sono

 Modifica dello statuto

 Messa in stato di liquidazione volontaria (che alla fine è una modifica dello statuto). Nomina, sostituzione e

2016 poteri dei liquidatori.

Spring Ogni altra materia attribuita dalla legge alla sua competenza (es. emissione di obbligazioni convertibili, fusione,

scissione, trasformazione…)

|

Commerciale Ci sono poi alcune materie tipicamente riservate all’assemblea straordinaria ma che, per Statuto, possono essere

devolute al consiglio di amministrazione

Fusione tra società controllate e controllante nei casi previsti (società interamente controllate o società con

- partecipazione superiore al 90%). Si ritiene inutile l’assemblea straordinaria della controllata, che è dominata

Diritto dalla controllante.

Appunti Indicazione degli amministratori con rappresentanza

- Istituzione e soppressione di sedi secondarie

- Materie gestorie

57 Trasferimento della sede sociale nel territorio nazione

- Riduzione del capitale in caso di recesso del socio

- Adeguamento dello Statuto a disposizioni normative. Solo se non sussiste un’opzione di attuazione, quindi se la

- norma è imperativa e non può essere derogata. Se la norma è opzionale allora la modifica (non necessaria per

legge) dello Statuto deve essere approvata dall’assemblea straordinaria.

Chi decide la convocazione dell’assemblea è l’organo amministrativo, e deve convocarla

 Almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio fino ad un massimo di 180 giorni dopo la chiusura

dell’esercizio

 Quando ne sia fatta richiesta da tanti soci che rappresentano almeno un decimo del capitale sociale ovvero 1/20

nelle società aperte (indicando l’ordine del giorno)

 Nelle spa quotate i soci che rappresentano 1/40 del CS possono richiedere l’integrazione dell’ordine del giorno

La convocazione e l’integrazione dell’ordine del giorno da parte della minoranza non sono ammesse quando l’assemblea

deve deliberare su proposta degli amministratori.

La convocazione è disposta dal collegio sindacale in ipotesi patologiche

 Quando la convocazione è obbligatorio ma gli amministratori non provvedono

 Sono venuti a mancare tutti gli amministratori o l’amministratore unico

 Siano stati ravvisati fatti di rilevante gravità e sia necessario provvedere. I sindaci, nell’attività di controllano,

individuano dei fatti strani (es. conflitti di interesse, soldi intascati…) allora convocano l’assemblea per

informare e proporre le misure necessarie (tipicamente la revoca degli amministratori e l’esercizio di

responsabilità).

Nelle società quotate il diritto di chiedere l’assemblea in questi casi non è in mano a tutto il collegio sindacale ma sono

sufficienti due sindaci. Tuttavia, su 3 sindaci, 2 sono nominati dal socio di maggioranza e 1 dai soci di minoranza quindi

la norma non facilita la convoca.

L’assemblea è convocata mediate avviso presso la sede sociale (se lo statuto non dispone diversamente) mediante

a. Avviso pubblicato in Gazzetta Ufficiale o in un quotidiano indicato nello statuto almeno 15 giorni prima

dell’assemblea

b. Avviso comunicato ai soci almeno 8 giorni prima dell’assemblea (con prova della ricezione)

c. Le modalità di convocazione per le società aperte sono state modificate. I termini di convocazione

cambiano a seconda dei casi e possono essere più o meno lunghi.

L’avviso deve contenere l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo dell’adunanza nonché l’ordine del giorno. Non

possono essere oggetto di discussione solo le questioni indicate o quelle consequenziali e accessorie.

La presenza dell’intero capitale sociale e della maggioranza dei membri degli organi amministrativi e di controllo

determina la formazione dell’assemblea totalitaria. In questo caso l’assemblea si considera regolarmente costituita anche 2016

senza l’avviso di convocazione e si può quindi deliberare su qualsiasi materia. È una norma utile per deliberare nelle Spring

società con pochissimi soci, per facilitare la convocazione. |

Quorum costitutivo – percentuale di capitale sociale che deve essere presente perché l’assemblea sia regolarmente Commerciale

costituita

Quorum deliberativo – per la delibera

 Per l’assemblea ordinaria di prima convocazione è sufficiente un quorum costitutivo della maggior

 Per l’assemblea straordinaria di prima convocazione è necessaria la presenza di almeno la maggioranza del Diritto

capitale sociale e la delibera avviene a maggioranza. Appunti

58

Nel computo del quorum costitutivo non si tiene conto delle azioni prive del diritto di voto, mentre si computano le

azioni con voto occasionalmente sospeso.

Per la validità della delibera deve essere rispettato un quorum deliberativo diverso in base al tipo e alla convocazione

assembleare.

Nel computo del quorum deliberativo non si tiene conto delle azioni con voto occasionalmente sospeso e delle azioni del

socio in conflitto d’interesse che abbia dichiarato di astenersi (la regola è esattamente opposta a quella delle azioni

proprie).

Lo statuo può prevedere maggioranza diverse. È discusso se sia possibile o no richiedere l’unanimità per l’approvazione.

In generale si ritiene che non sia possibile perché andrebbe conto il principio maggioritario delle spa e renderebbe troppo

difficile l’approvazione. Se però i soci sono molto pochi (es. 70% ad X e 30% ad Y) la norma è facilmente aggirabile (es.

un quorum deliberativo del 71% equivale all’unanimità). Il quorum non può essere però elevato in relazione a due

materie, per evitare la paralisi della società

L’assemblea di seconda convocazione di approvazione del bilancio

- Nomina e revoca delle cariche sociali.

-

Per le società quotate è possibile convocare l’assemblea in unica convocazione con i quorum della seconda convocazione.

Questo perché la prima assemblea andava sempre deserta e si prendevano le decisione sempre in seconda.

Delle delibere viene redatto dal segretario (nominato al momento) il verbale, che deve indicare

a. Data

b. Identità dei partecipanti e capitale rappresentato

c. Le modalità e il risultato delle votazioni

d. L’indicazione dei soci astenuti, favorevoli e dissenzienti. Per consentire poi l’eventuale successiva impugnativa

della delibera: solo i soci che non hanno votato a favore (assenti, astenuti e dissenzienti) possono impugnare la

delibera. Il voto segreto può essere ammesso in alcuni casi solo nelle società cooperative.

2016 L’assemblea straordinaria deve essere iscritta a registro e il segretario deve quindi essere il notaio.

Spring I soci hanno diritto ad esaminare il verbale.

| Il presidente è deciso per statuto (il presidente del CdA, l’AD, il consigliere più anziano…), se fosse assente viene

Commerciale nominato un sostituto dai soci sul momento. Il presidente dirige i lavori dell’assemblea (concede la parola, toglie la

parola, mette a votazioni le delibere, dichiara il risultato…) e i soci non possono sottrarsi o impedire l’esercizio dei

poteri spettanti all’assemblea. Possono poi essere previsti ulteriori poteri rispetto alla garanzia di un ordinato

svolgimento dei lavori.

Diritto

Appunti In assemblea possono intervenire gli azionisti con diritto di voto, gli amministratori e i sindaci (per loro è obbligatorio),

usufruttuari o creditori pignoratizi, l’azionista che ha dato le proprie azioni in pegno e l’usufrutto, l’azionista con diritto

59 di voto sospeso. Non è necessario il preventivo deposito della zioni, salvo che non sia espressamente previsto dallo

statuto, spesso viene semplicemente richiesta la presentazione del titolo.

Per le società con titoli dematerializzati si applica la disciplina della record date.

I soci possono farsi rappresentare in assemblea sempre he lo statuto non disponga diversamente. Il trade off è evitare che

alcuni soggetti delegati abbiano troppo potere e, al contempo, facilitare la partecipazione dei soci alle decisioni. È

possibile anche vietare in Statuo la partecipazione in assemblea con rappresentante.

Nelle società aperte la delega può essere concessa per ogni assemblea e vale anche per le altre convocazioni. Nelle società

chiuse può essere anche a tempo.

Deve essere sempre indicato il rappresentante e può essere ritirata in ogni momento.

Non è possibile dare la delega ai membri degli organi amministrativi e di controllo e ai dipendenti della società (per

evitare conflitti di interesse), alle società controllate e ai membri degli organi amministrativi e di controllo e ai loro

dipendenti. Nelle società quotate queste norme non si applicano: si consente ai soci di dare la delega agli amministratori

purché questi dichiarino di essere in conflitto di interesse.

Una persona non può rappresentare

Più di 20 soci nelle società chiuse

- Più di 50 soci nelle spa aperte con capitale <5milioni

- Più di 100 soci nelle spa aperte con capitale >5milioni e <25milioni

- Più di 200 soci nelle spa aperte con capitale >25milioni

-

Le modalità di voto vengono definite dall’assemblea, generalmente è voto palese. È possibile il voto per corrispondenza

ma deve essere previsto in statuto. Ci sono dubbi sulla possibilità del voto divergente: sicuramente possibile per il

rappresentate di più soci.

Versa in conflitto d’interesse l’azionista che, in una determinata delibera, ha un interesse personale contrastante con

l’interesse della società. Prima del 2003 il socio in conflitto doveva astenersi, ora il socio può autonomamente votare o

astenersi. Nel caso in cui voti e il suo voto sia determinante, se la delibera è dannosa per la società questa sarà

impugnabile. Occorrono le tre condizioni: conflitto d’interesse, prova di resistenza (il voto è stato determinante cioè la

delibera non sarebbe passata senza il voto del socio in conflitto di interessi), delibera dannosa per la società.

In due casi il conflitto si presume e quindi il divieto di votare è mantenuto

I soci amministratori, che non possono votare nelle delibere riguardanti la loro responsabilità

- Nel sistema dualistico, i soci componenti del consiglio di gestione non possono votare la nomina, revoca e la

- responsabilità dei consiglieri di sorveglianza.

Assemblea Consiglio Sorveglianza Consiglio Gestione 2016

L’invalidità può comportare Spring

 Nullità – può essere fatta valere da chiunque ne abbia interesse ed è una nullità ‘sanabile’. È previsto un termine

di decadenza di 3 anni. Non sono previsti limiti di tempo solo per le delibere che modificano l’oggetto sociale |

prevedendo attività illecite o impossibili. Commerciale

o Impossibilità o illiceità dell’oggetto

o Mancata convocazione dell’assemblea

o Mancanza del verbale Diritto

 Annullabilità – sono annullabili tutte le delibere prese in difformità alla legge o allo statuto. In particolare se

o La partecipazione all’assemblea di non legittimati, se la partecipazione è stata determinante ai fini della Appunti

regolare costituzione dell’assemblea (prova di resistenza)

o L’invalidità dei singoli voti e l’errato conteggio se determinanti per il raggiungimento della maggioranza 60

o L’incompletezza o inesattezza del verbale se il difetto impedisce l’individuazione del contenuto degli

effetti e della validità della delibera.

L’impugnativa può essere proposta tassativamente entro 90 giorni dalla delibera,

o Dai soci assenti, astenuti o dissenzienti purché abbiano un minimo dell’1 per mille nelle spa aperte e il

5% nelle altre

o Dagli amministratori

o Dal consiglio di sorveglianza

o Dal collegio sindacale

I soci non legittimati possono richiedere il risarcimento del danno (non l’impugnazione della delibera).

Il tipico esempio di delibera abusiva è quella di aumento di capitale quando non c’è necessità nella

consapevolezza che il socio di minoranza non ha i mezzi finanziari per sottoscrivere l’aumento di capitale allo

scopo di diluirlo. È un abuso di maggioranza.

I patti parasociali sono degli accordi che intervengono tra soci al di fuori del contratto sociale. A differenza dello Statuto

hanno efficacia obbligatoria e non efficacia reale, obbligano solo i soci che li hanno sottoscritti (che possono essere i soci

che rappresentano l’intero capitale sociale o solo una parte). Non hanno inoltre effetti nei confronti di terzi: impegnano

solo ed esclusivamente i soci che li hanno sottoscritti.

Si è discusso sulla liceità dei patti: se due soci si accordano al di fuori dell’assemblea per votare in un certo modo

l’assemblea viene ‘svotata’ del suo ruolo tipico decisivo (la volontà sociale si formava al di fuori dell’assemblea).

Tuttavia, realisticamente, in assemblea non si forma mai la volontà ma le decisioni sono già prese e vengono solo

formalizzate nell’assemblea. Sono stati quindi accettati prima a livello giurisprudenziale, poi disciplinati prima nel TUF

per le quotate e poi nel 2003 per tutte le società.

I patti parasociali disciplinati dal legislatore sono patti stipulabili in qualsiasi forma con lo scopo di stabilizzare gli assetti

proprietari che intervengono sulla circolazione delle azioni (sindacati di blocco), o con lo scopo di stabilizzare il governo

della società votando in modo coerente.

Si possono distinguere

 Patti che hanno per oggetto l’esercizio del diritto di voto nelle società per azioni o nelle società che le

controllano

 Patti che pongono limi al trasferimento delle relative azioni o delle partecipazioni in società che le controllano

 Patti che hanno per oggetto o per effetto l’esercizio anche congiunto di un’influenza dominante su tali società

Le limitazioni inserite dal legislatore sono mirati a garantire la trasparenza degli assetti di potere (es. un conto è sapere

che c’è un socio di maggioranza al 30%, un altro è sapere che questo socio ha stipulato un patto con un altro socio al

21%).

L’unico limite rilevante è quello della durata

2016

Spring

|

Commerciale

Diritto

Appunti È possibile prevedere che siano stipulati a tempo indeterminato (senza durata) allora ogni altro socio deve avere il diritto

di recesso con 180 giorni di preavviso. Sono comunque sempre rinnovabili alla scadenza.

61 Per la pubblicità si differenziano

 Società non quotate e non diffuse – non hanno l’obbligo di pubblicazione del patto parasociale

 Società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio – i soci che hanno sottoscritto un patto parasociale

devono informare la società e devono essere dichiarati (deve essere dichiarata l’esistenza non il contenuto)

all’inizio di ogni assemblea. La dichiarazione viene trascritta nel verbale che deve essere depositato presso

l’ufficio del registro delle imprese. Se i soci non comunicano il patto sociale allora non possono esercitare il

diritto di voto e le deliberazioni approvate con il loro voto sono impugnabili se il voto è stato determinante.

Tuttavia è una sanzione difficilmente applicabile se il patto è segreto.

 Società quotate – il regime di pubblicità è più invasivo perché ci sono degli interessi superiori (mercato, piccoli

investitori …). Devono essere comunicati alla Consob entro 5 giorni dalla stipulazione, pubblicati per estratto

sulla stampa quotidiana (si dice chi ha sottoscritto il patto in quale società quotata, il numero di azioni degli

stipulati, in modo da capire che importanza di voto hanno, e quali sono gli impegni che i soci sottoscrittori

hanno assunto) entro 10 giorni. Inoltre devono essere depositati presso il registro delle imprese.

Sono nulli i patti non pubblicati, è quindi vietato l’esercizio del diritto di voto e la delibera è impugnabile se il

voto è stato determinante (non solo dai soci ma anche dalla Consob in questo caso).

Es: patto che impone di non vendere le azioni per un certo periodo di tempo. Il principale problema è cosa accade se le

azioni vengono venuti a terzi ignari in buona fede del patto. Spesso il patto prevede anche che le azioni vengano

depositate presso un depositario terzo che ha la gestione dei titoli e il divieto di trasferirli senza l’accorso di tutti gli

stipulati del patto parasociale. In questo modo si tenta di avvicinarli all’efficacia reale dello statuto.

Consiglio di amministrazione 2016

Spring

|

Il sistema tradizionale (basato sull’assemblea, il Cda e il consiglio sindacale) prevede la presenza di diverse strutture per Commerciale

le quotate e per le non quotate.

 Nelle Spa non quotate l’amministrazione può essere affidata

o Ad un amministratore unico Diritto

o Ad un Cda

 Nelle Spa quotate invece, per la tutela delle minoranza il consiglio di amministrazione deve essere un organo Appunti

collegiale (es. su 3 consiglieri la nomina di 1 è riservata alle minoranze). 62

Il numero di componenti del Cda è liberamente fissato dallo statuto. In generale la clausola viene formulato in modo

vago, per avere più libertà nello stabilire il numero di membri volta per volta (spesso vengono stabiliti nei patti

parasociali per bilanciare gli interessi negli accordi).

Lo statuto può prevedere al suo interno

Amministratori delegati

- Comitato esecutivo. Tipico degli organi bancari, nei quali il Cda è molto numeroso all’interno del quale pochi

- membri hanno competenza a deliberare su particolari materie (es. finanziamento sopra certi importi che non

competono più alla gestione ordinaria della banca)

Gli amministratori esercitano

a) Un potere gestori che spetta a loro in via esclusiva. La gestione della società spetta in via esclusiva agli

amministratori. L’assemblea può deliberare e dare particolari approvazione ma, in ultima istanza, sono gli

amministratori ad essere responsabili della gestione (possono anche decidere di non compiere un’azione

approvata dall’assemblea).

b) Un potere di rappresentanza generale della società: agiscono in nome e per conto della società.

c) Convocano l’assemblea, definiscono l’ordine del giorno, eseguono le delibere, impugnano le delibere annullabili

d) Redigono il progetto di bilancio e curano la tenuta dei libri delle scritture contabili (anche se non sono loro

direttamente l’attribuzione agli amministratori li rende responsabili)

e) Devono prevenire il compimento di atti pregiudizievoli per la società e, quando vengono compiuti, devono

cercare di eliminarne o attenuarne gli effetti.

I primi amministratori sono nominati nell’atto costitutivo, i successivi dall’assemblea ordinaria (nella Spa quotate di

delibera a voto per lista). Lo statuto può riservare la nomina di un componente del Cda ai possessori di strumenti

finanziari particolari, oppure la legge può riservare allo Stato /enti pubblici la nomina di uno o più amministratori

(attività di pubblico interesse).

Cooptazione se, nel corso del mandato, vengono meno uno o più amministratori, gli altri amministratori rimanenti

possono nominarne alcuni sostitutivi nell’attesa della prima assemblea utile. Gli amministratori riformano

temporaneamente l’integrità del Cda nominando loro stessi i membri.

Nelle società quotate lo statuto deve garantire che i soci di minoranza nominano almeno un amministratore: l’elezione

funziona per liste.

1) Si convoca la nomina

2) Si invitano i soci a presentare le liste. Ogni socio può votare e presentare una sola lista, dalla lista con il maggior

numero di voti si estraggono tutti gli amministratori meno 1. Dalla lista di minoranza con il maggior numero di

voti si trae il primo amministratore. Il consiglio si compone della maggioranza nominato dalla lista di

maggioranza e da un amministratore per la minoranza. Se non viene presentata la lista per la minoranza saranno

2016 tutti dalla lista di maggioranza, se non viene presentata nessuna lista si vota per maggioranza (il socio di

Spring maggioranza nomina tutti gli amministratori). Se viene meno un amministratore eletto si va a prendere il primo

dei non eletti della liste di maggioranza o di minoranza. Nelle Spa quotate almeno un amministratore (se i nomi

| sono <= 7) o almeno due (se >7 nomi in lista) devono essere indipendenti. È inoltre obbligatorio rispettare il

Commerciale requisito di genere: almeno 1/3 degli amministratori deve essere del genere (M o F) meno rappresentato.

Chi presenta la lista per la maggioranza è generalmente il socio, chi invece presenta la lista per la minoranza sono

spesso gli investitori istituzionali.

Diritto Es: Unicredit ha fatto molti aumenti di capitale che hanno diluito i soci storici (fondazioni bancarie), quindi è successo

Appunti che si sono creati più nuclei: uno di fondazioni bancarie, uno della Banca di Libia e uno di investitori istituzionali. Le

fondazioni, che sono sempre state in maggioranza, hanno presentato l’anno scorso la lista che pensavano essere di

63 maggioranza con 10 membri e gli altri hanno presentato una lista di minoranza con 3 o 4 membri. La lista di minoranza

ha avuto il maggior numero di voti ma per completare il Cda sono stati presti i membri rimanenti dalla lista delle

fondazioni che si aspettavano fosse di maggioranza (come evidentemente non è stato).

I requisiti per la nomina degli amministratori non sono particolarmente limitanti.

 Possono essere soci o non soci

 Devono, a pena di decadenza, possedere i requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza previsti dallo

Statuto (che può anche non prevedere niente). Spesso viene inserito il limite di età (es: Fiat aveva come limite

di età 70 anni, infatti Agnelli, superato il limite, è stato nominato Presidente onorario).

Nelle società quotate devono possedere i requisiti di onorabilità previsti per i sindaci del Ministero della

giustizia (non devono avere condanne per determinati reati). Fino a 7 membri uno deve essere indipendente,

oltre i 7 membri devono esserlo due.

 Non possono essere nominati: interdetti, inabilitati, falliti o interdetti da pubblici uffici (come pena accessoria)

 Per leggi speciali che prevedono cause di incompatibilità (es. impiegati civili dello Stato, membri del

Parlamento, notai …)

Lo statuto può prevedere sempre ulteriori requisiti.

Gli amministratori durano in carica per 3 esercizi, poi scadono con l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio.

È possibile una nomina anche per un periodo più breve ma non è possibile una nomina per un periodo più lungo ma lo

deve dire espressamente l’assemblea. Sono rieleggibili se lo statuto non predispone diversamente.

Le cause di cessazione della carica sono

1. Scadenza del termine

NB: La cessazione non è automatica, l’organo amministrativo deve essere rinominato perché vale il

principio di prorogatio: siccome l’organo amministrativo non può essere mai vacante, in attesa della

nomina del nuovo organo amministrativo, i vecchi amministrativi rimangono in carica con tutti i poteri

anche oltre la scadenza del termine (anche atti di straordinaria amministratori)

2. Per la revoca da parte dell’assemblea. Se l’assemblea delibera l’esercizio dell’azione di responsabilità con

l’approvazione di almeno 1/5 del capitale sociale, come effetto automatico si ha la revoca degli amministratori.

Infatti se più del 20% dei soci citano in giudizio gli amministratori per mala gestio viene meno il rapporto di

fiducia. Contestualmente alla delibera dell’azione di responsabilità andranno nominati anche i nuovi

amministratori.

3. Per la rinuncia (dimissione) con effetto immediato (fino a che i dimissionari non fanno venire meno la

maggioranza del Cda) o ritardato (in tal caso si dimette ma rimane in carica e deve convocare l’assemblea

attendendo la nomina di un nuovo organo). 2016

4. Per decadenza dell’ufficio se sopravviene una causa di ineleggibilità

5. Per morte Spring

Nel caso in cui gli effetti della cessazione non siano differibili (es. morte, decadenza, dimissioni della minoranza) è

previsto |

Commerciale

a) La cooptazione

b) La convocazione dell’assemblea da parte die superstiti per la nomina dei nuovi membri

c) La convocazione dell’assemblea da parte del collegio sindacale se sono venuti meno tutti gli amministratori. Nel

mentre le società è gestita dal collegio sindacale ma non con pienezza di poteri, è limitato alle operazioni di Diritto

ordinaria gestione. Appunti

64

In linea di massima il potere gestorio della società spetta collegialmente, la rappresentanza invece è individuale degli

amministratori designati nell’atto costitutivo o individuati dallo stesso c.d.A.

Al Presidente del Cda spetta una rappresentanza generale, gli AD invece hanno rappresentanza nei limiti delle deleghe a

loro attribuite (es. AD che si occupa di Finanza e controllo avrà la delega per tutti gli atti bancari ecc..).

I poteri di rappresentanza possono essere delegati o subdelegati a dipendenti (es. i vari direttori di banca hanno potere di

firma nelle filiali per i contratti di mutuo entro certi importi sotto certe condizioni). Di solito le delibere che

attribuiscono i poteri di rappresentanza sono iscritte al registro delle imprese con gli effetti probatori corrispondenti.

La funzione di vigilanza sull’andamento della gestione spetta invece a tutti gli amministratori individualmente.

Il cdA è un organo collegiale che si riunisce su convocazione del presidente, gli statuti poi possono prevedere che le

riunioni siano convocate non solo su impulso del presidente ma su richiesta di un certo numero di amministratore (ma

sempre per opera del Presidente). Nelle Società a responsabilità limitata non è necessario il momento formale della

riunione di tutti i soci: le decisioni possono essere prese tramite delibera scritta. Per le Spa invece è necessaria la

riunione.

Il ruolo di amministratore è un ruolo personale quindi non è ammesso il voto per rappresentanza; si ritiene che non

possa essere delegata anche per le responsabilità che poi comporta.

Es. CdA di 5 membri quorum costitutivo di 3, per la delibera ne bastano 2. Se per qualsiasi ragione un

amministratore dei 5 è decaduto il CdA si considera formato da 4 membri, quindi i quorum si calcolerebbero su 4 e non

su 5.

Si possono prevedere quorum qualificati per certe decisioni 

Es. il Cda è formato da 3 amministratori del socio di maggioranza e 2 del socio di minoranza per tutelarsi il socio di

minoranza può richiedere che le delibere abbiano un quorum qualificato che comprenda almeno un amministratore della

minoranza. Può prevederlo o nello statuto o nei patti parasociali.

Generalmente i soci non possono impugnare le delibere del CdA a meno che queste delibere non ledano direttamente i

diritti dei soci. Sono fatti salvi i terzi che sono entrati in contatto con la società e sono stati influenzati dalle delibere che

sono oggetto di impugnativa (non potevano saperlo).

2016 Es. delibera del CdA con la quale si delibera l’esclusione del socio moroso (che non ha pagato i decimi), oppure la

delibera con la quale si nega il consenso per i trasferimenti azionari (qualora questi siano subordinati all’approvazione del

Spring CdA).

C’è una regola particolare che riguarda gli interessi degli amministratori. Prima la norma si occupava solo del conflitto di

|

Commerciale interessi, dal 2003 invece l’ambito di applicazione è esteso a tutti gli interessi. Fino al 2003 l’amministratore che aveva

un conflitto di interessi doveva astenersi dalla delibera (con le conseguenti problemi in cui il presidente voleva togliere il

diritto di voto e il socio negava l’esistenza di un conflitto di interessi).

Nel caso in cui un amministratore abbia un interesse in un’operazione che la società sta per compiere ha degli obblighi

Diritto informativi: deve dire chiaramente se è un interesse proprio o di terzi (per la moglie, il figlio, la controllata…), dare

Appunti notizia della natura, dei termini, dell’origine e della portata degli interessi. Se si tratta dell’AD deve astenersi

65 dall’operazione e rimetterla a delibera del CdA, se approva la delibera deve allegare le motivazioni per cui l’operazione

viene comunque ritenuta conveniente per la società. La delibera è impugnabile se

a) C’è un danno potenziale per la società

b) Il voto dell’amministratore interessato è stato determinante

c) Sono stati violati gli obblighi di trasparenza e motivazione

La norma ora non prevede l’astensione ma obblighi informativi peculiari.

In caso di amministratore unico

a) Deve dare notizia degli interessi che ha in una data operazione al collegio sindacale e alla prima assemblea utile

b) Deve adempiere all’obbligo di motivazione (perché è conveniente per la società)

Solo per le società quotate vi sono particolari norme per gli interessi con le parti correlate (quelle consolidate nel

bilancio). Queste decisioni passano al vaglio del comitato correlato che valuta se l’operazione è conveniente o meno. Se

la decisione è rimessa al CdA i voti della parte correlata non vengono considerati per la maggioranza. È un regolamento

di Consob e generalmente rivisto da ogni società (che prevede un suo regolamento per le operazioni in parti correlate).

Il Consiglio di amministrazione funziona tipicamente sulla base del principio collegiale (riunione e votazione a

maggioranza). Ovviamente questo non è efficiente per le operazioni ordinarie nelle società grandi, è quindi possibile

attribuire deleghe ad uno o più amministratori che vengono poi definiti amministratori delegati o amministratori

esecutivi (executive director). Può essere sia un comitato ristretto di amministratori (generalmente nelle banche) sia

diversi amministratori a seconda delle aree di competenza (tipicamente nelle società industriali).

Premesso che la delega di poteri deve essere prevista in statuto, la scelta di delegare uni personalmente o ad un comitato

spetta al consiglio di amministrazione. Il cda ha anche il potere di modificare, ridurre, ampliare le deleghe o riportare a

sé certe decisioni che ritiene importanti.

Si suppone che gli AD siano quelli più presenti in società rispetto agli altri amministratori, quindi a loro la legge impone

degli obblighi più importanti. In particolare, oltre alle deleghe loro conferite, gli organi delegati (amministratori

delegati/comitato) devono

a) Sovraintendere e curare un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle 2016

dimensioni della società. Devono organizzare le funzioni e controllare che tutto sia adeguatamente stabilito. Spring

b) Riferire periodicamente agli altri amministratori sull’andamento generale della gestione e sulla prevedibile

evoluzioni, nonché sulle operazioni di maggior rilievo, almeno ogni 180 giorni. Per le società più grandi in |

generale sono previsti obblighi informativi temporalmente più stringenti. Commerciale

Ci sono poi dei compiti che non possono essere delegati per legge

a) Redazione del progetto di bilancio – spetta al consiglio di amministrazione nel suo complesso. Diritto

b) Facoltà di aumentare il capitale sociale e di emettere obbligazioni, nel caso in cui l’assemblea l’abbia delegata al

consiglio di amministrazione (non può essere ulteriormente delegata agli AD) Appunti

c) Adempimenti necessari in caso di riduzione obbligatoria del capitale sociale per perdite

d) Redazione del progetto di fusione e scissione 66

Il potere di rappresentanza riguarda il potere di rappresentare nei confronti dei terzi. In genere iene attribuito

Dallo statuto

- Dalla delibera di nomina

-

Si possono prevedere poteri diversi a seconda della materia, altrimenti è supposto generale.

Quando ci sono più amministratori con rappresentanza deve specificarsi se si ha potere di agire:

1 congiuntamente (firma congiunta)

2 disgiuntamente (firma disgiunta)

Non è opponibile ai terzi in buona fede per la mancanza di potere di rappresentanza dovuto all’invalidità dell’atto di

nomina o conferimento dei poteri. La società è vincolata verso i terzi dagli atti compiuti dagli amministratori in

violazione di limiti al loro potere di rappresentanza.

Es: Se un amministratore ha un potere di rappresentanza fino a 100.000euro e firma un contratto per 200.000 questo

non è opponibile ai terzi in buona fede. L’amministratore che dovesse violare i vincoli è responsabile nei confronti della

società.

Il divieto di concorrenza prevede che gli amministratori hanno un divieto di compiere attività in concorrenza con quella

della società, salvo espressa autorizzazione statutaria o assembleare.

Es. quando l’amministratore viene nominato viene espressamente detto che è esentato dal divieto di concorrenza

Le ipotesi espressamente prese in considerazione prevedono che gli amministratori

Ci sono tre tipi di responsabilità degli amministratori

a) Verso la società – l’amministratore che non si comporta in modo diligente (viola i doveri che sono importi dalla

sua carica in vario modo) è tenuto al risarcimento dei danni subiti dalla società. Non sempre è facile distinguere

l’amministratore onesto ma sfortunato (per cui vale l’esenzione dalla business judgment rule: i tribunali in

generale evitano di giudicare le operazioni imprenditoriali) dall’amministratore che invece ha violato la diligenza

2016 richiesta. Se le operazioni compiute sono sensate a livello imprenditoriale il tribunale non va a valutarle

criticamente. L’imprenditore che è incapace di gestire la società senza colpa non è responsabile se non viola i

Spring limiti di comportamento.

Es. la società italiana X compra le azioni della società francese ad 1euro impegnandosi a ristrutturarla. Siccome è

|

Commerciale stata fatta con preventiva due diligence e tutti i dovuti piani, allora è sicuro sensata a livello imprenditoriale per

il tribunale. Gli amministratori sono esenti da responsabilità se hanno gestito diligentemente.

La regola è che la responsabilità degli amministratori è solidale, tuttavia sono previste delle gradazioni. Se sono

previste delle deleghe e l’amministratore delegato ha solo provveduto ex post agli obblighi informativi, gli altri

Diritto amministratori possono essere esentati dalla colpa dimostrando che non ne avevano avuto notizia prima che

l’azione fosse già compiuta. Gli amministratori non delegati però non possono sempre fingere di non sapere

Appunti nulla: quando è ragionevole che sorgano dubbi sull’operato è loro dovere operare per riportare la gestione alla

diligenza. L’amministratore che non sapeva dell’operazione compiuta deve cercare di bloccarla se può o

67 esprimere il proprio dissenso alla prima occasione utile (es. prima assemblea), altrimenti risponde per cula in

vigilando non avendo impedito l’attività dannosa.

La responsabilità è di tipo contrattuale e l’azione si prescrive in 5 anni dalla cessazione dalla carica.

Un altro caso di esenzione o limitazione di responsabilità riguarda le specifiche competenze: se nel cda l’AD con

competenze specifiche in materia di biologia molecolare e presenta il farmaco invenzione del secolo,

l’amministratore che si occupa di finanza non ha le competenze per valutarlo. Se si scopre che i risultati dei test

erano falsi, la responsabilità sarà dell’amministratore per i farmaci perché l’altro non aveva le competenze.

Gli amministratori non possono votare nella delibera che valuta la loro responsabilità, se viene votata a

maggioranza determina il termine della carica. Mentre l’azione di responsabilità può essere attivata o

dall’assemblea o dal Cda, la rinunzia all’azione deve essere votata dal Cda.

Es: l’amministratore italiano e quello cinese sottoscrivono un aumento di capitale, il terzo amministratore (socio

fondatore) chiede un finanziamento per sottoscrivere l’aumento di capitale. La banca concede il finanziamento al

socio per sottoscrivere l’aumento di capitale a patto che vengono sottoscritte azioni della banca con i soldi della

società. E’ chiaramente un’azione nell’interesse del socio e non della società. La banca è mezza fallita e le azioni

sottoscritte dalla società non valgono quasi più niente. Di chi è la responsabilità? L’azione di responsabilità non è

passata perché il cinese ha votato contro, il terzo è ora libero perché la società ha rinunciato perché crede che il

valore della società sia molto influenzato dal socio fondatore.

NB: la rinuncia è preventiva: viene proposta dal sindaco l’azione di responsabilità e l’assemblea dice subito di no

rinuncia). Se invece l’azione è già avviata le parti possono comunque mettersi d’accordo e decidere di transare

l’azione di responsabilità con un altro accorso.

È logico che l’azione di responsabilità possa essere anche esercitata dalla minoranza in nome e per conto della

società, perché la maggioranza non lo farebbe mai nei confronti degli amministratori da lei eletti. I soci che avviano

questa azione se vincono fanno ottenere i risarcimenti alla società (agiscono in sostituzione di questa). Anche

quest’azione non è particolarmente usata se non in situazioni in cui il socio di minoranza non riesce a vendere e

uscire perché il socio minore non ottiene un risarcimento diretto (solo nei limiti della percentuale di capitale

sociale detenuta) ma ne sostiene direttamente i costi e perché ha difficoltà a recuperare la documentazione 2016

riguardante l’azione dell’amministratore (salvo altre norme stipulate nel contratto sociale, il socio di minoranza Spring

ha accesso solo al bilancio annuale).

È diverso nel caso delle Srl: il socio ha sempre diritto di ispezione e di controllo, a prescindere dalla partecipazione |

detenuta, su tutta la documentazione sociale. Inoltre l’azione di responsabilità può essere avviata da tutti i soci a Commerciale

prescindere dalla quota.

Riassumendo Diritto

Appunti

68

b) Verso i creditori sociali – Quando

Vi è inosservanza degli obblighi relativi alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale

- Vi è insufficienza patrimoniale per il soddisfacimento dei crediti

-

Non è una norma molto usata se non dal curatore fallimentare in ambito fallimentare, prima è molto difficile

dimostrare l’insufficienza patrimoniale. Nella sostanza la prova di insufficienza patrimoniale equivale alla

dimostrazione della situazione di fallimento, quindi il creditore si sta autocondannando ad essere pagato

residualmente durante la procedura fallimentare.

c) Verso i soci – si ha se si verificano i due presupposti di

Il compimento da parte degli amministratori di un atto illecito nell’esercizio o in occasione del loro ufficio

- La produzione di un danno diretto al patrimonio del singolo socio o del singolo terzo indipendentemente dal

- danno alla società

Es. un socio acquista da un altro socio delle azioni sulla base di un bilancio falsato e paga un prezzo

esagerato. Questo provoca un danno sul patrimonio personale del socio entrante.

Originariamente il collegio sindacale doveva avere due funzioni

Vigilanza della società

- Controllo contabile

-

Negli anni è stato modificato prima per le società quotate e poi anche per le non quotate. Dal ’74 nelle società quotate il

controllo contabile è sottratto al collegio sindacale e affidato ad un revisore esterno o ad una società di revisione.

L’estensione alle società non quotate è avvenuta nel ’98 e ora ha solo un compito di vigilanza sulla società. Nel 2005

dopo lo scandalo Parmalat sono stati introdotti dei requisiti per i sindaci delle spa quotate ed è stata rivisita la

composizione del collegio sindacale.

La struttura del collegio è ora semi-rigida cioè il numero di membri è in parte definito dalla legge: per le non quotate

sono previsti 3 o 5 membri più due supplenti, nelle società quotate invece è previsto un minimo di 3 membri effettivi e

di 2 supplenti.

La nomina avviene per i primi sindaci con la nomina nell’atto costitutivo, successivamente in assemblea ordinaria dei

soci. Per le società quotate è prevista per la minoranza la prerogativa di nominare un singolo che viene eletto presidente

2016 del collegio automaticamente. Il voto è di lista, con lo stesso meccanismo per la nomina dell’amministratore di

minoranza. Non è un obbligo avere il sindaco di minoranza: dipende se la minoranza presenta la lista o no.

Spring Sono richiesti requisiti di onorabilità e professionalità. Nelle spa non quotate

| Almeno un sindaco effettivo ed un supplente devono essere iscritti al registro dei revisori contabili

-

Commerciale Gli altri sindaci devono essere professori universitari in materie economiche o giuridiche o iscritti ad albi

- professionali individuati dal Ministero della Giustizia (avvocati, dottori commercialisti…)

Nelle spa quotate

Diritto 1 sindaco su 3 o 2 (se il numero è superiore a 3) e un supplente devono

- a. Essere iscritti nel registro dei revisori contabili

Appunti b. Aver esercitato da almeno 3 anni l’attività di revisione dei conti

69 Gli altri sindaci devono essere professori universitari in materie economiche o giuridiche o iscritti ad albi

- professionali individuati dal Ministero della Giustizia (avvocati, dottori commercialisti…)

Non possono essere nominati sindaci

I parenti e gli affini (4° grado) degli amministratori anche facenti parte dello stesso gruppo

- Coloro che sono legati alla società o a società facenti parte dello stesso gruppo da rapporti continuativi di

- consulenza o di prestazione d’opera retribuita o da altri rapporti di natura patrimoniale che compromettono

l’indipendenza

Es. sono un commercialista che ha come unico cliente la società, non posso essere sindaco del suo collegio

In più per le società quotate esistono dei limiti al cumolo degli incarichi. L’idea è quella che se uno stesso soggetto siede

in più collegi sindacali non può efficacemente controllare tutti i collegi, esiste un limite calcolato secondo un metodo

imposto da Consob a seconda della dimensione e del tipo di società. All’atto della nomina i soci sono edotti degli

incarichi dei sindaci (dichiarano quanti incarichi hanno).

Il compenso deve essere predeterminato all’atto della nomina e invariabile in corso di carica, per evitare che vi siano

delle situazioni di ricatto/scambio con oggetto il compenso del sindaco.

La durata in carica dei sindaci è di 3 esercizi, non è possibile prevedere una durata superiore o inferiore. La cessazione

dell’ufficio prima della scadenza avviene per

Morte

- Per revoca – Può essere revocato al pari degli amministratori ma solo per giusta causa, mentre la revoca

- dell’amministratore può avvenire anche senza giusta causa. Devono quindi violare in qualche modo i doveri

concernenti la loro carica, es. un sindaco che rivela dati riservati a terzi. La giusta causa deve essere inoltre

specificatamente indicata nel verbale di revoca che deve essere trasmesso al tribunale del luogo ove la società

ha sede. Il tribunale deve deliberare e approvata dal tribunale.

Per rinuncia

- Per decadenza dell’ufficio – quando sopraggiunge una causa di ineleggibilità, la sospensione o la

- cancellazione dal registro dei revisori, dall’albo … Nel caso in cui venga superato il numero degli incarichi

in generale il problema si risolve per rinuncia dell’amministratore alle cariche che meno gli interessano.

In caso di morte, decadenza, rinuncia subentrano i supplenti fino alla scadenza dell’assemblea. Subentra in generale il

supplente più anziano di età.

Nel caso in cui sia il presidente a cessare l’incarico la carica di Presidente viene assunta dal sindaco più anziano d’età.

Nelle società quotate le regole sono diverse

Lista maggioranza Lista minoranza

Sindaco 1 Sindaco 1

Sindaco 2 Sindaco 2

Sindaco 3 2016

Supplente 1 Supplente 1

Supplente 2 Spring

Vengono eletti quelli in giallo, poi il supplente in verde se viene meno uno dei sindaci di maggioranza o il supplente in

blu se viene meno il sindaco della minoranza. |

Commerciale

Il compito principale del collegio sindacale è l’attività di vigilanza sia sul funzionamento dell’organo amministrativo che

sull’organo assemblale. Ha dei poteri di ispezione e di controllo per cui i membri del collegio possono procedere anche

individualmente ad ispezioni presso la società (documentazione…). Possono fari aiutare da dai propri collaboratori e i Diritto

costi relativi sono sostenuti dal collegio sindacali. Nel caso di ispezione da parte dei collaboratori però la società può

rifiutarsi di concedere informazioni riservate. Appunti

1. Intervento nelle riunioni dell’organo amministrativo o assembleare. L’assenza ingiustificata da due riunioni

amministrative consecutive nello stesso esercizio e all’assemblea è causa di rimozione dalla carica. 70

2. Impugnazione delle delibere se queste dovessero essere invalide (negli stessi casi in cui potrebbe farlo il socio)

3. Convocare l’assemblea qualora si ravvisano fatti censurabili di rilevante gravità con urgenza di provvedere

4. Promozione dell’azione di responsabilità avverso gli amministratori

5. Sollecitazione del controllo giudiziario sulla gestione

La stessa attività di controllo può avvenire anche su proposta o denuncia al collegio sindacale da parte dei soci (in tal caso

il collegio deve intervenire).

Tipicamente il controllo contabile è esternalizzato, è possibile però per le società che non redigono il consolidato

attribuire al collegio sindacale anche il controllo contabile (come prima del 2003). Devono essere società non bancarie,

non assicurative, non quotate e che non redigono il consolidato. In questo caso però tutti i membri del collegio sindacale

devono essere revisori dei conti.

Nel caso di gruppi di società il collegio sindacale può scambiare informazioni con i sindaci delle controllanti e delle

controllate. Per efficienza di tende a far sì che i membri dei vari collegi sindacali nel gruppo siano omogenei (nei limiti

della possibilità di cumulo di incarichi).

L’intervento principale del collegio sindacale sarà in sede di approvazione del bilancio: deve sempre redigere un

resoconto. Inoltre nel caso di determinazione del valore in caso di recesso o in caso di aumento di capitale con esclusione

del diritto di opzione, il collegio sindacale deve esprimere il proprio parere sul prezzo. Infine deve esprimere pareri su

vari elementi (es. sulla remunerazione spettante agli amministratori con particolari cariche).

Se vengono a mancare tutti gli amministratori il collegio sindacale si occupa dell’ordinaria amministrazione e convoca

urgentemente un’assemblea per la nomina dei nuovi amministratori.

2016

Spring

|

Commerciale Il socio può denunciare i fatti che ritiene censurabile al collegio sindacale, il quale deve tenerne conto nella relazione

all’assemblea. Di norma deve indagare e alla prima assemblea utile fare presente che ha ricevuto una denuncia. Se la

Diritto denuncia è fatta da 1/20 del capitale sociale allora il collegio dovrà indagare senza ritardo (la tempestività è l’unica

differenza) sui fatti denunziati e presentare le sue conclusioni ed eventuali proposte all’assemblea.

Appunti

71 Il presidente del collegio sindacale è nominato dall’assemblea e dalla spa quotate è il sindaco di minoranza, se c’è.

Le delibere sono sempre collegiali (deve prima deliberare).

Ma ci sono dei poteri individuali di

Ispezione e controllo

- Partecipazione alle riunioni degli organi sociali

-

Si deve riunire ogni 90 giorni.

Per la delibera c’è un quorum costitutivo della maggioranza dei componenti e deliberativo a maggioranza dei

componenti. Non sono previste autonome cause di invalidità delle delibere.

La responsabilità dei membri del collegio sindacale può essere

a) Esclusiva – quando violano gli obblighi e i doveri inerenti alle loro funzioni quindi la violazione non coinvolge gli

amministratori. Nei casi di

a. Violazione del segreto d’ufficio (es. rivela segreti ai concorrenti)

b. Verità delle attestazioni (es. dichiara che il capitale sociale è 100 quando invece è 90)

b) Concorrente con gli amministratori – nel caso in cui abbiano svolto una cattiva vigilanza sull’operato degli

amministratori. I sindaci rispondono in solido con gli amministratori per i danni causati da questi nel caso in cui

se avessero vigilato in modo diligente avrebbero potuto evitare i danni. I sindaci rispondo per “omessa vigilanza”

se avrebbero potuto impedire il fatto.

In genere le norme sull’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori valgono anche per i sindaci,

soprattutto se la responsabilità è concorrente.

Art. 2409 – ultimo strumento di controllo della società. Consente al collegio sindacale o ai soci che determinano una

determinata percentuale (10% nelle non quotate, di meno nelle quotate) di denunciare fatti di rilevante gravità al 2016

tribunale. Sentiti gli amministratori e i sindaci il tribunale prende le precauzioni adeguate: revoca di amministratori,

sindaci o entrambi, nomina di un commissario giudiziale… Spring

Si discute se questo metodo sia utilizzabile solo quando gli altri strumenti siano inutilizzabili (es. se posso impugnare una

delibera non posso applicare il 2409). È un procedimento che, se portato a termine per fatti di effettiva gravità (es. CdA |

Commerciale

che non convoca mai l’assemblea per l’approvazione del bilancio o che viola sistematicamente le norme di legge senza

lasciare spazio all’impugnazione delle delibere), comporta un intervento importate del tribunale della società.

È uno strumento che per i sindaci è sicuramente ‘boomerang’: non è intervenuto prima quindi viene revocato insieme

agli amministratori, ma può esserlo anche per i soci di minoranza. Diritto

Appunti

La riforma del 2003 ha introdotto almeno due sistemi alternativi di controllo

1) Dualistico 72

Che prevede la presenza di due organi

a) Consiglio di sorveglianza – ha delle funzioni assembleari e ha quasi tutte le funzioni del collegio sindacale.

Deve essere formato da almeno 3 membri e il loro numero è fissato nello statuto. Nel modello dualistico

l’approvazione del bilancio e la nomina del consiglio di amministrazione spettano al consiglio di sorveglianza

(per questo ha funzioni assembleari) mentre la distribuzione degli utili rimane a delibera dell’assemblea. Lo

statuto potrebbe inoltre prevedere che il consiglio di sorveglianza approvi i piani strategici industriali (che

dovrebbe essere compito del CdA).

Può agire inoltre in azione di responsabilità contro il consiglio di amministrazione.

Possono essere nominati soci e non soci, valgono le stesse regole di onorabilità dei sindaci e sono

liberamente revocabili dall’assemblea (a differenza del collegio sindacale). La responsabilità è la stessa dei

sindaci (responsabilità sussidiaria per mancata vigilanza sui soggetti gestori).

I requisiti per la nomina per le società non quotate sono di onorabilità, professionalità e che almeno uno

deve essere iscritto negli albi contabili, inoltre non si può essere allo stesso tempo membri del consiglio di

sorveglianza e di gestione, inoltre valgono gli stessi casi ineleggibilità degli amministratori (inabilitato,

interdetto, fallito …).

Vale il regime di prorogatio e la revoca da parte dell’assemblea può avvenire anche senza giusta causa se

l’approvazione avviene con almeno il 20% del capitale sociale.

Non è obbligatorio partecipare alle riunioni del consiglio di gestione tranne per le quotate dove almeno un

membro deve partecipare e riferire al consiglio di sorveglianza. Non è possibile svolgere singolarmente atti

di ispezione e controllo.

L’approvazione del bilancio tipicamente spetta al consiglio di sorveglianza tranne quando il consiglio non lo

approva (allora la decisione è rimessa all’assemblea) o quando 1/3 dei membri del consiglio di gestione o

sorveglianza richiedano che venga approvato dall’assemblea.

2016 La competenza sull’approvazione dei piani strategici e industriali compete al consiglio di sorveglianza solo se

Spring c’è un’espressa previsione statutaria.

|

Commerciale

Diritto

Appunti

73 b) Consiglio di gestione – Ha le funzioni del CdA.

Deve essere formato da almeno 2 membri che restano in carica per 3 esercizi e sono rieleggibili. I primi

componenti sono nominati nell’atto costitutivo poi dal consiglio di sorveglianza.

Le funzioni possono essere delegate ad uno o più componenti

La revisione contabile è sempre fatta da un revisore interno

2) Monistico 2016

Spring

Si deve garantire, nelle società quotate, che il membro della minoranza vada sicuramente a far parte del

comitato per il controllo interno della gestione. |

La caratteristica è la soppressione dell’organo di controllo (collegio sindacale). L’amministrazione e il controllo Commerciale

sono esercitati dal CdA e dal comitato per il controllo sulla gestione costituto all0interno del cda.

La revisione contabile deve essere necessariamente esterna.

Il cda è eletto dall’assemblea e almeno 1/3 dei membri devono possedere i requisiti di indipendenza stabiliti per

i sindaci. Un amministratore indipendente deve essere nominato dalla minoranza nelle quotate. Diritto

La revoca avviene da parte dell’assemblea e provoca anche la perdita della carica di componente del comitato Appunti

interno.

I requisiti per i membri del comitato sulla gestione sono 74

1) Indipendenza

2) Onorabilità e professionalità

3) Almeno uno revisore contabili

4) Non devono svolgere funzioni gestorie, neanche in controllate / controllanti

La revoca avviene anche senza giusta causa ad opera del Cda e le funzioni corrispondono a quelle spettanti al

collegio sindacale. Nelle spa quotate ciascun componente del comitato può chiedere la convocazione del Cda o

del comitato stesso. Si riunisce almeno ogni 90 giorni.

Revisione legale dei conti

È stata disciplinata nel 2010 in modo uniforme con un decreto legislativo. Su alcuni aspetti il decreto lascia al governo il

potere di meglio definire e regolare alcuni aspetti (decreti ministeriali), tra cui

Albo revisori

- Tirocinio

- Nomina/cessazione dell’incarico

- Altre materie

-

La principale distinzione è tra

 Enti di interesse pubblico – sono le società diffuse, quotate, le banche, le assicurazioni, gli intermediari e le loro

controllanti.

 Enti non di interesse pubblico

Conferimento dell’incarico – al pari dei sindaci, i primi revisori vengono nominati nell’atto costituivo della società.

Successivamente viene conferito dai soci in assemblea su proposta motivata dell’organo di controllo. Quando scade il

mandato il collegio sindacale si presenta in assemblea presentando più proposte per i nuovi revisori.

I requisiti sono simili a quelli del collegio sindacale: indipendenza (rispetto alla società, socio di controllo e

amministratori), professionalità (dovrebbe essere garantita dall’iscrizione all’albo), compenso (determinato

dall’assemblea all’atto di nomina, non può essere modificato successivamente se non in base a criteri oggettivi – es. un

prezzo orario, se si sfora dalle 500ore perché cambia il perimetro di revisione perché si fanno fusioni e acquisizioni).

L’assunzione di una società di revisione per lo svolgimento dei servizi non audit può far venire meno il requisito di

indipendenza (ed è quindi vietato) e deve essere comunque indicato nella relazione di revisione.

La durata dell’incarico varia a seconda delle società di interesse pubblico e non. Per gli enti non di interesse pubblico

l’incarico è per 3 esercizi rinnovabile all’infinito. Per gli enti di interesse pubblico invece la carica dura 9 esercizi con un

cooling-off di 3 esercizi (l’incarico non può essere rinnovato subito dopo i nove anni, è necessario aspettare almeno 3

esercizi). È stata scelta una durata più lunga perché nelle società di interesse pubblico l’attività di revisione comporta dei

costi notevoli: i primi anni i costi sono molto elevati e molto decrescenti, se si riducesse la durata dell’incarico il costo

sarebbe elevatissimo (media dei C dei primi 3 anni invece che media di 9 anni). Sarebbe possibile aggirare la norma

2016 trasferendo alcuni revisori (persone fisiche) da una società di revisione all’altra.

Spring Per la revoca occorre giusta causa e sentire il parere dell’organo di controllo (che deve esprimersi sull’esistenza o meno

di una effettiva ragione), non è però necessario l’approvazione del tribunale (come è per il collegio sindacale). La norma

| precisa che la divergenza di opinioni sulla revisione non è una giusta causa di revoca, un regolamento del ministero

Commerciale definisce le altre cause di cessazione e le altre giuste cause.

Altre cause di cessazione

Dimissioni

-

Diritto Risoluzione del contratto

-

E le giuste cause di revoca

Appunti Es. quando all’interno dei gruppi cambia il revisore di una società. Una società di interesse pubblico che fa

- poco più che da holding, ha delle controllate con degli incarichi a 3 anni. In generale la società della

75 revisione della holding fa la revisione anche di quelle sotto, se si vuole cambiare revisore nella holding si fa

scadere l’incarico di quelle sotto, si nomina un nuovo revisore di quelle sotto e al quel punto c’è una giusta

causa di revoca.

La cessazione dell’incarico, per qualsiasi causa, deve essere comunicata al Ministero e a Consob (per le società di

interesse pubblico), spiegando le ragione che hanno determinato la cessazione dell’incarico.

La società di revisione risponde dei danni nei limiti del suo contributo causale (la violazione delle norme di revisione ha

comportato un danno).

Bilancio

Si compone di

Stato patrimoniale

- Conto economico

- Nota integrativa e relazione sulla gestione

-

Redatto secondo i principi di competenza, prudenza e continuità.

Sono allegati la relazione del consiglio di amministrazione, del collegio sindacale e del revisore legale dei conti.

[Saltare i paragrafi da 2 a 7 e 12 del capitolo sul bilancio, la parte sui criteri di redazione ecc.]

L’approvazione del progetto di bilancio spetto al consiglio di amministrazione ed è materia non delegabile. Il progetto di bilancio

viene presentato al CdA che lo approva in una riunione formale. Nelle società quotate c’è un dirigente preposto alle redazione dei

documenti contabili (generalmente il CFO della società) che deve seguire l’approvazione e fare una dichiarazione che dichiara che il

bilancio corrisponde alle scritture contabili che sono state regolarmente tenute (dichiarazione di correttezza del bilancio).

Almeno 30 giorni prima della scadenza il CdA approva il bilancio. Il revisore/ società di revisione hanno 15 giorni per la redazione

della loro relazione e devono consegnarla presso la sede sociale, i soci hanno poi altri 15 giorni per esaminare la relazione. Il

termine per il collegio sindacale e quello per i soci sono termini rinunciabili dai soggetti che ne hanno diritto: la società di revisione

può rinunciare al termine di 15 giorni per la revisione della relazione (es. avevano avuto una bozza prima e non hanno bisogno di

tutti e 15 i giorni), i soci possono decidere all’unanimità al termine di 15 giorni (es. accade spesso nel caso di socio unico).

Il bilancio approvato deve essere depositato entro 30 giorni al registro delle imprese. Molti commercialisti suggeriscono di fare due

delibere divere per il bilancio e per la distribuzione degli utili, in questo modo non è resa pubblica la quota di utili distribuiti fino al

bilancio dell’anno successivo.

Le delibera di approvazione del bilancio può avere vizi di

o Nullità –in generale fa riferimento ai vizi di redazione del bilancio (es. non prudenziale) e può essere fatta valere entro

3 anni. Comunque il bilancio non può essere impugnato se viene approvato il bilancio dell’anno successivo (riduce il

periodo da 3 ad 1 anno). La logica sottostante fa riferimento al fatto che il bilancio successivo può essere o continuo o

discontinuo nell’errore. Se il CdA viene informato da un socio dell’errore o decide di continuare allora è impugnabile

l’ultimo bilancio approvato, se invece corregge l’errore allora sarà inutile impugnare quello dell’anno prima (il nuovo

bilancio apporta la modifiche necessarie e le giustifica in luce dell’errore nella nota integrativa).

o Annullabilità – in generale fa riferimento a vizi di formazione del bilancio e devono essere sanati entro 90 giorni 2016

Spring

C’è un regime particolare per quanto riguarda la legittimazione all’impugnativa:

Il soggetto incaricato della revisione non ha formulato rilievi o in generale nelle società quotate, la legittimazione

- all’impugnativa spetta a gruppi di soci che rappresentano il 5% del capitale o, per le quotate, anche alla Consob |

Commerciale

Nel bilancio successivo a quello impugnato occorre tenere conto della sentenza sul precedente (es. “per nullità del bilancio

precedente si fanno le seguenti modifiche...”).

Sulla distribuzione degli utili decide l’assemblea, anche nel dualistico (dove il bilancio potrebbe essere approvato dal consiglio di Diritto

sorveglianza). Il CdA fa una proposta che può non essere rispettata dai soci.

Fino a quando non c’è la delibera di distribuzione non c’è un diritto soggettivo dei soci a ricevere l’utile annuo. È espressamente Appunti

necessaria una delibera che disponga la distribuzione degli utili, l’approvazione del bilancio non è sufficiente. 76

Gli utili annui sono accantonati per il 5% fino a che la riserva legale non raggiunge il 20% del capitale sociale. Se ci sono delle

riserve statutarie perché previste dallo statuto lì devono essere accantonati (spesso ci sono dei patti parasociali che espressamente

prevedono qual è la quota di utili che deve essere distribuita e quale accantonata).

Sono distribuibili, al netto delle perdite registrate negli anni precedenti (se il CS è eroso bisogna prima ricostituirlo), gli utili che

eccedono la riserva legale e le eventuali riserve statutarie. È possibile la distribuzione di acconti su utili (lo fanno spesso le società

energetiche quotate), in seguito ad una relazione che dice che non ci sono perdite registrate.

C’è una norma sugli utili fittizi (non effettivamente conseguiti): se vengono distribuiti sulla base di un bilancio regolarmente

approvato, i soci non sono tenuti a restituirli se in buona fede.

I libri sociali obbligatori dipendono dalla struttura della società ma generalmente come minimo comprendono

o Libro soci – sono indicati i soci e la circolazione della proprietà delle azioni

o Libro delle delibere del CdA

o Libro delle delibere del collegio sindacale

o Libro delle delibere assembleari

o Libro degli obbligazionisti

o Libro delle delibere degli obbligazionisti

o Libro degli azionisti a categoria speciale

o Libro delle delibere categorie speciali

Sono tenuti a carico degli amministratori. Nelle Spa soci possono verificare solo il libro soci e delle assemblee (perché può

eventualmente impugnarle) ma non gli altri libri. Nella Srl invece i soci che non partecipano hanno un ampio potere di controllo:

possono supervisionare tutta la documentazione relativa. Nella Srl è venuto meno l’obbligo di tenere il libro soci, i trasferimenti

delle quote risultano solo dal registro delle imprese.

Le modifiche statutarie

Le modifiche statutarie riguardano le modifiche al contenuto dello statuto. A differenza delle società delle persone (ogni volta che si

cambia un socio si ha una modifica dei patti sociali che deve essere formalizzata), la modifica della titolarità delle azioni non

modifica lo statuto nelle società di capitale. Le modifiche statutarie sono solo quelle che incidono sul contenuto del regolamento per

il funzionamento della società (es. sede legale, capitale sociale, numero di azioni, modalità di convocazione dell’assemblea,

quorum…). Le modifiche devono essere approvate dall’assemblea straordinaria se non sono attribuite dallo statuto alla

competenza dell’organo amministrativo (modifiche di tipo gestionale meno rilevanti, es. soppressione di sedi secondarie).

Il procedimento per la modifica era prima subordinata all’omologazione del tribunale, ora eliminata. Il notaio esegue il controllo di

legalità e verbalizza l’assemblea straordinaria ed entro 30 giorni la deposita presso il registro. Il notaio può non ritenere adempiute

le condizioni stabilite dalla legge e lo comunica agli amministratori. Gli effetti si hanno solo dopo l’iscrizione della modifica a

registro delle imprese. Gli amministratori possono

Convocare l’assemblea per gli adempimenti opportuni

- Ricorrere al tribunale perché, verificato il rispetto delle condizioni stabilite dalla legge, ordini l’iscrizione a registro

-

Alcune modifiche vengono ritenute pregiudizievoli per il socio di minoranza che non hanno approvato la modifica dello statuto

2016 (quando questo modifichi in modo sostanziale le condizioni di rischio dell’attività) che può esercitare il diritto di recesso. Nel ’42

erano causa di recesso

Spring o Il cambiamento dell’oggetto sociale (es. è molto discusso il caso di passaggio da holding a operativa, passo da holding nella

produzione di yacht all’operativa produzione di yacht. La giurisprudenza si orienta alla garanzia del diritto di recesso anche

| in questo caso)

Commerciale o Trasformazione (es. passo da una Srl ad una Spa o ad una società di persone)

o Trasferimento della sede sociale all’estero

Adesso si distinguono

 Cause inderogabili di recesso, sono

Diritto  Modifica dell’oggetto sociale purché sia una modifica significativa

Appunti  Trasformazione della società

 Trasferimento della sede sociale all’estero

77  Revoca dello stato di liquidazione

 Eliminazione di una o più cause di recesso derogabili o previste dallo statuto

 Modificazione dei criteri di valutazione della azioni in caso di recesso

 Modificazioni dello statuto concernenti il diritto di voto o di partecipazioni

Il diritto di recesso può essere esercitato da chi non ha partecipato all’adozione della delibera (i.e. soci assenti, dissenzienti o

astenuti). In tutti questi casi il diritto di recesso non può essere soppresso dallo statuto ed è nullo ogni patto contrario. Il

recesso può essere esercitato anche solo per una parte della partecipazione azionaria

 Cause derogabili di recesso (che possono essere inserite nello statuto) sono

 La proroga del termine di durata della società

 L’introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni

Può essere esercitato da chi non ha partecipato all’adozione della delibera (i.e. soci assenti, dissenzienti o astenuti). Il recesso

può essere esercitato anche solo per una parte della partecipazione azionaria.

 Cause statutarie (non definite dal legislatore ma inserite nello statuto). Nelle spa chiuse lo statuto può prevedere cause ulteriori

di recesso purché si tratte di cause non pretestuose e tali da fondare un giustificato interesse del socio a recedere.

Cause di recesso particolari sono poi stabilite nel caso particolare di società previste per un tempo determinato.

Il diritto di recesso deve essere esercitato dal socio con raccomandata inviata alla società entro

15 giorni dall’iscrizione della delibera che lo legittima

- 30 giorni dalla conoscenza del fatto che legittima il recesso se questo non è rappresentato da una delibera (es. gli

- amministratori smettono di fare attività operativa e fanno solo attività holding, non è una modifica che appare in una

delibera ma può essere considerata una modifica dell’oggetto sociale sufficiente per il recesso)

Le azioni per le quali si recede non possono essere cedute e devono essere depositate presso la sede sociale, per evitare la

circolazione di queste. Siccome il recesso prevede una fuoriuscita a favore dei soci che lo chiedono, la società potrebbe rivalutare la

delibera che ha originato il problema. La società entro 90 giorni può

Revocare la delibera

- Oppure deliberare lo scioglimento della società, in tal caso tutti aspettano la liquidazione dell’attivo prima di ricevere la

- loro quota

Il legislatore prevede dei criteri per il calcolo del valore delle azioni

 Nelle Spa quotate il valore da rimborsare viene determinato dagli amministratori, sentito il collegio sindacale e il soggetto

incaricato della revisione contabile e si basa sia sulla consistenza patrimoniale della società sia sulle sue prospettive

reddituale (e, se applicabile, il valore di mercato).

 Nelle Spa quotate il prezzo per l’esercizio del recesso è la media aritmetica delle quotazioni degli ultimi 6 mesi che

precedono la convocazione assembleare (non dal momento in cui l’assemblea si tiene, perché si suppone che prima della

convocazione il mercato non sapesse della causa di recesso. Dopo la convocazione invece il mercato potrebbe sapere che

l’assemblea è stata convocata per una questione di recesso e potrebbero esserci modifiche di prezzo).

I soci hanno il diritto di conoscere il valore delle azioni, in caso di esercizio del diritto di recesso, almeno 15 giorni prima

dell’assemblea. Per questo gli amministratori devono redigere una relazione di stima e depositarla presso la sede sociale per 2016

informare i soci. Spring

Per evitare che vi sia un esborso diretto della società c’è un procedimento che prevede che le azioni vengano prima offerte agli altri

soci (così da non intaccare il CS e farle pagare agli altri soci) e ai possessori delle obbligazioni convertibili. Se c’è un residuo (azioni

non collocate) possono essere offerte a terzi. Se ancora c’è un residuo la società deve acquistarle ma nei limiti degli utili distribuibili |

Commerciale

e delle riserve disponibili. In assenza di sufficienti utili o riserve la società deve convocare l’assemblea per deliberare

 La riduzione del capitale

 Oppure lo scioglimento della società Diritto

Modifiche del capitale sociale

L’aumento del capitale sociale può essere: Appunti

 Reale (o a pagamento) con aumento del capitale sociale nominale e del patrimonio della società per effetto di nuovi

conferimenti. 78

Se la nuova ricchezza viene dagli stessi soci è aumento di capitale ‘in opzione’, se invece la ricchezza viene da nuovi soci è

aumento del capitale ‘senza diritto di opzione’. Non è consentito eseguire un aumento di capitale se le azioni

precedentemente emesse non sono state integralmente liberate (effettati tutti i versamenti). La logica è che non possono

essere chiesti ulteriori soldi se non è stato ancora interamente adempiuto l’obbligo precedente: si può deliberare

l’aumento di capitale ma non posso chiederne il versamento prima del versamento delle quote rimanenti.

L’assemblea straordinaria delibera sull’aumento di capitale ma può anche delegare agli amministratori se la delibera indica

chiaramente sia l’ammontare massimo di aumento del capitale sia il periodo di tempo in cui è possibile farlo (purché non

sia un periodo superiore a 5 anni dalla data di iscrizione nel registro delle imprese della delibera di delega).

Si distingue tra

o Aumento di capitale inscindibile – può dire che il capitale viene aumentato da 100 a 200 e se non si raggiunge la

quota di 200 (si raccolgono sottoscrizioni per solo 99 e non 100), allora l’aumento di capitale non si esegue.

L’aumento si esegue solo se è sottoscritta tutta la quota.

o Aumento di capitale scindibile – l’aumento di capitale avviene nella misura in cui il capitale viene sottoscritto,

anche se non si raggiunge la quota obiettivo. La scindibilità deve essere espressamente prevista nella delibera, se

non è detto nulla si suppone che l’aumento di capitale sia inscindibile.

Il procedimento funziona così

1. Iscrizione a registro della delibera

2. Offerta in opzione

3. 30/15 (se quotate) giorni per la sottoscrizione. Al momento della sottoscrizione deve essere versato almeno il

25% di quanto sottoscritto (per le società quotate) o il 100% del capitale (per le società quotate).

4. Entro 30 giorni gli amministratori devono iscrivere a registro delle imprese la sottoscrizione della quota/ di tutto

il capitale sociale. Da questo momento è possibile cambiare la carta intestata dell’impresa iscrivendo il nuovo

valore del capitale sociale.

Tipicamente l’aumento del capitale sociale deve essere offerto in opzione ai già soci e ai possessori di obbligazioni

convertibili. Il diritto di opzione è attribuito in proporzione alle azioni possedute, in modo tale da mantenere le stesse

proporzioni post aumento di capitale (non muta il loro peso) se tutti sottoscrivono. Viene data la possibilità ai soci di

mantenere la propria proporzione azionaria. Il termine per l’esercizio del diritto di opzione deve essere almeno di 30

giorni (15 nelle spa quotate) dall’iscrizione a registro dell’offerta.

Il legislatore limita i casi che riducono o escludono il diritto di opzione (per tutelare i soci). Infatti il diritto di opzione può

essere escluso

a) Per legge quando le azioni devono essere liberate mediante conferimenti in natura (es. l’impresa farmaceutica vuole

un certo brevetto e lo ‘compra’ facendo entrare il proprietario nella società e accettando il brevetto come

conferimento in natura.

b) Quando l’interesse della società lo esige (es. situazione di grave difficoltà, l’aumento di capitale è necessario)

c) Quando le zioni devono essere offerte in sottoscrizione ai dipendenti della società

d) Per le società quotate nei limiti del 10% del capitale preesistente, a condizione che il prezzo di emissione corrisponda

al valore di mercato.

Il diritto di opzione non si considera escluso o limitato quando le azioni di nuova emissione sono sottoscritte prima da

2016 banche o soggetti autorizzati al collocamento di strumenti finanziari con l’obbligo di offrirle successivamente agli azionisti

(opzione indiretta). In questo modo l’aumento di capitale è sottoscritto subito, poi dopo distribuito tra gli azionisti. Se gli

Spring azionisti non sottoscrivono rimane proprietario il consorzio di collocamento.

Se le azioni nuove vengono sottoscritte a valore nominale allora

| o Non c’è nessun problema se i soci preesistenti sottoscrivono con diritto di opzione e mantengono le stesse

Commerciale proporzioni, perché la ricchezza latente rimane a loro nella stessa quota.

o Se invece vengono offerte a terzi è previsto un sovrapprezzo per compensare la differenza tra il valore nominale

dell’azione e l’effettivo valore (considerano l’attitudine a produrre ricchezza futura).

Es. emetto 100 nuove azioni, il VN=1euro ma il valore effettivo è più alto. Le faccio pagare 1,20 l’una, 1euro

Diritto per ogni nuova azione sottoscritta va all’aumento di capitale, lo 0,20 invece va in una riserva per sovrapprezzo

azioni.

Appunti  Nominale (o gratuito) con aumento del capitale senza aumento del patrimonio

79 L’aumento è posto in essere dall’assemblea straordinaria “imputando a capitale le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio

in quanto disponibili” (art. 2442, 1° comma, c.c.): non ci sono nuovi conferimenti, non c’è incremento del patrimonio

sociale

Non è imputabile a capitale la riserva legale, almeno per la parte che non supera il 20% del capitale sociale.

Può essere attuato

a) Aumentare il valore nominale delle azioni in circolazione

b) Oppure mediante l’emissione di nuove azioni che andranno assegnate gratuitamente agli azionisti in proporzione alla

partecipazione posseduta.

La riduzione del capitale può essere:

 Reale con riduzione del patrimonio della società (art. 2445 c.c. restituzione o liberazione dall’obbligo di eseguire

conferimenti ancora dovuti)

Prima della riforma la riduzione reale incontrava la propria ratio esclusivamente nell’esuberanza del capitale sociale

rispetto all’oggetto sociale. Oggi può avvenire anche per ragioni diverse

Non si può scendere al di sotto del limite legale di 120.000 euro

L’avviso di convocazione deve indicare le ragioni e le modalità della riduzione

La delibera non può essere eseguita fin quando non siano trascorso 90 giorni dall’iscrizione nel registro delle imprese.

Entro tale termine i creditori anteriori all’iscrizione possono fare opposizione

La riduzione reale può avvenire

a) Mediante liberazione dei soci dall’obbligo dei versamenti ancora dovuti

b) Rimborso del capitale versato

c) Acquisto di azioni proprie da parte della società e conseguente annullamento

In ogni caso deve essere rispettata la par condicio tra gli azionisti (non offro la possibilità di vendere ad un solo azionista e

non annullo il debito di un solo azionista, devo sempre offrire la stessa cosa a tutti).

 Nominale senza contestuale riduzione del patrimonio della società (per perdite) – è la circostanza più comune

E’ una riduzione puramente nominale, in quanto si adegua il capitale sociale al capitale reale di ammontare più basso a

causa delle perdite subite dalla società

La legge distingue

a) Quando la perdita del capitale è inferiore ad 1/3 – in questo caso la società non è obbligata a ridurre il capitale. Lo

può fare al fine di distribuire gli utili (perché altrimenti negli anni dopo posso distribuire utili solo dopo aver

compensato tutte le perdite e ripareggiato il capitale). Oppure per far gravare le perdite sugli azionisti attuali e

rendere più facile una futura sottoscrizione.

b) Quando la perdita del capitale è superiore ad 1/3 – in questo caso la riduzione del capitale è obbligatoria. Si distingue

tra

o Quando il capitale non è sceso al di sotto del limite legale

Gli amministratori (o il consiglio di gestione) o nel caso di loro inerzia il collegio sindacale (o il consiglio di

sorveglianza) devono:

•convocare senza indugio l’assemblea straordinaria 2016

•redigere una relazione sulla situazione patrimoniale della società con le osservazioni del collegio sindacale Spring

•redigere un bilancio (straordinario infrannuale)

L’assemblea adotta i provvedimenti più opportuni (riduzione del capitale o rinvio a nuovo delle perdite).

Se entro l’esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di 1/3 l’assemblea ordinaria (o il consiglio |

Commerciale

di sorveglianza) che approva il bilancio deve provvedere alla riduzione del capitale. In mancanza la riduzione

viene disposta d’ufficio dal tribunale.

Il primo anno che si ha la perdita superiore ad 1/3 si può soprassedere e rinviare all’esercizio successivo, se la

perdita è assorbita entro il terzo anno tutto bene. Se invece non è assorbita entro il terzo anno devo ridurre il Diritto

capitale sociale, oppure deliberare lo scioglimento (il minimo che devo fare è comunque ridurre il capitale

sociale) Appunti

o Quando è sceso sotto il limite legale

L’assemblea deve deliberare immediatamente e non può soprassedere per un anno. Può decidere per 80

•o la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento ad una cifra non inferiore al minimo legale

•o la trasformazione della società (ad esempio in una srl)

Se non vengono adottate queste decisioni la società si scioglie ed entra in stato di liquidazione. L’obbligo di

intervenire è immediato.

Le obbligazioni

Esistono poi tutta una serie di obbligazioni che avvicinano gli obbligazionisti agli azionisti

a) Obbligazioni a premio – prevedono l’attribuzione di utilità aleatorie che sono funzione dell’andamento della società

b) Obbligazioni partecipanti – i tempi e l’entità degli interessi variano in dipendenza dell’andamento economico della società

c) Obbligazioni indicizzate – tasso di interesse o valore di rimborso ancorata a indici di diversa natura

2016 d) Obbligazioni in valuta estera

e) Obbligazioni convertibili in azioni – posso decidere che il mio credito nei confronti della società venga convertito in azioni

Spring f) Obbligazioni con warrant – non sono convertibili ma attribuiscono il diritto di sottoscrivere o acquistare azioni, fermo

restando la qualità di obbligazionista

|

Commerciale g) Obbligazioni subordinate – il pagamento è subordinato al pagamento di altri crediti ma prima degli azionisti

Solo per le obbligazioni convertibili è prevista una disciplina specifica. I regolamenti che riguardano l’emissione di obbligazioni sono

a discrezione dell’emittente che le può strutturare come preferisce.

Diritto È ora prevista la possibilità di emettere obbligazioni per una somma non eccedente il doppio del capitale sottoscritto, più riserva

legale e riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato. Possono essere emesse obbligazioni oltre questo limite solo se

Appunti

81 a) Se sono originariamente destinate ad investitori istituzionali, che sono in grado di valutare il rischio dell’investimento. Se

l’operatore istituzionale poi fa circolare le obbligazioni a soggetti terzi poi risponde anche della solvenza e si assume il

rischio.

b) Se le obbligazioni sono garantite da ipoteca di primo grado su immobili di proprietà della società

c) Se ricorrono particolari ragioni di economia nazionale e sempre previa autorizzazione dell’autorità governativa (es. per

società che operano in particolari settori)

La società che ha emesso obbligazioni non può volontariamente ridurre il capitale sociale o distribuire riserve se non viene più

rispettato il limite del doppio. Nel caso di riduzione obbligatoria per perdite, si deve ridurre il CS per forza ma tutti gli utili

successivi devono essere comunque accantonati fino a che il limite del doppio non viene ripristinato.

Tutti questi limiti non si applicano

Nelle spa quotate per le azioni destinate alla negoziazione sui mercati regolamentati, perché si suppone che il mercato

- sappia prezzare il rischio

Per le società bancarie

-

Siccome vengono considerate operazioni di finanziamento in massa, sono considerate operazioni gestorie (come l’amministrazione

può chiedere un finanziamento in banca può emettere obbligazioni). È ovviamente possibile che lo statuto preveda che l’emissione

di obbligazioni sia di competenza assembleare.

La delibera di emissione viene redatta dal notaio e deve essere iscritta a registro delle imprese.

Tutte le operazioni eseguite su operazioni vengono annotate nel libro degli obbligazionisti.

L’emissione di obbligazioni convertibili invece non è vista come operazione di mero finanziamento ma come una delibera di

aumento di capitale, è quindi riservata all’assemblea (che nel caso potrebbe delegare il CdA all’emissione).

[Esclusione: SAPA, Gruppi, Trasformazione vediamo poi quanto riusciamo a fare su fusioni e scissioni]

Prima l’emissione di un prestito obbligazionario era considerata un’operazione straordinaria che modificava sensibilmente gli assetti

aziendali. Prevedeva quindi l’emissione approvata da assemblea straordinaria. Possono avere forme di rimborso del capitale diverse

dallo standard azionario.

Lo statuto potrebbe eventualmente decidere di lasciare all’assemblea straordinaria la decisione di omissioni di obbligazioni (molto

molto raro se non nei fondi di private equity).

Le obbligazioni possono essere sottoscritte o collocate in modo diverso

Emissione tramite offerta pubblica (dovrà essere rispettata la disciplina speciale del TUF e la società dovrà redigere un

- 2016

prospetto informativo, soggetto ad approvazione della Consob)

Canali diversi (le regole dettate per l’emissione al pubblico non si applicano e le obbligazioni possono essere collocate

- Spring

diversamente, tipicamente presso i soci o presso un numero ristretto di persone – 150 persone) |

Le banche storicamente emettevano obbligazioni, anche atipiche, senza scontare la disciplina del TUF indipendentemente dal Commerciale

numero di destinatari e senza dover passare per l’assemblea (a quel tempo non era delegata agli amministratori per legge). Era del

tutto assimilata alla raccolta di depositi. Oggi le obbligazioni sono sottoposte alla disciplina del prospetto informativo anche se sono

emesse dalle banche. Diritto

Appunti

82

Le obbligazioni convertibili possono essere convertite in azioni (la disciplina del codice si applica solo a quelle obbligazioni che

possono essere convertite in azioni a discrezione del titolare). Sul mercato però esistono anche obbligazioni che si convertono

automaticamente in azioni; a questa fattispecie si applica la disciplina delle obbligazioni convertibili ma vengono chiamata

obbligazioni ‘convertendo’.

Sono degli strumenti ibridi perché hanno in potenza l’idoneità a diventare azioni. L’emissione potrebbe comportare un aumento di

capitale, se viene esercitata la conversione. C’è una modifica statutaria che l’assemblea deve approvare subito, perché nel momento

in cui il diritto di conversione è esercitato l’azienda deve essere pronta ad emettere le azioni. Negli statuti è spesso compresa una

digressione in cui si dichiara che l’assemblea straordinaria ha approvato un aumento di capitale fino ad un certo massimo per la

conversione delle obbligazioni. È quindi competente l’assemblea straordinaria. L’aumento di capitale in generale può essere

delegato (purché non duri più di 5 anni…), quindi chiaramente l’assemblea può delegare agli amministratori anche l’aumento per la

conversione di obbligazioni. Se poi gli amministratori non si avvalgono della delega la clausola andrà espunta dallo statuto.

Si distinguono due tipi

Obbligazioni convertibili in azioni della società (procedimento diretto). È disciplinato nel cod. civ.

- Obbligazioni convertibili in azioni di un’altra società (procedimento indiretto). Si usa tipicamente quando la società che

- emette obbligazioni ha nel patrimonio le azioni dell’altra. In questo caso non c’è aumento di capitale ma uno scambio. Non

è espressamente normato.

Il centro della disciplina è il rapporto di cambio che esprime il numero di azioni che vengono assegnate al titolare delle obbligazioni

al momento della conversione. È frutto di una scelta discrezionale della società, generalmente è calcolato in modo da incentivare la

sottoscrizione delle obbligazioni. Il rapporto di cambio esprime la potenzialità dell’obbligazione convertibile a diventare azione.

Quando si emettono obbligazioni convertibili queste devono essere offerte in opzione agli azionisti. Quando poi emetto azioni devo

offrirle anche agli obbligazionisti convertibili (il diritto di opzione si esercita in entrambe le direzioni). Se emetto obbligazioni

convertibili e ne ho già in essere, dovrò offrire le nuove obbligazioni convertibili sia agli azionisti sia ai vecchi obbligazionisti

convertibili.

Ci sono delle regole che si preoccupano della tutela del capitale sociale, infatti

Non si possono emettere convertibili se il capitale precedentemente sottoscritto non è già stato interamente versato (vale

- la stessa regola che vale per le azioni: non posso emettere nuove azioni se non sono state liberate le altre). Risponde ad

un’esigenza di buona struttura finanziaria della società.

NB: la delibera potrebbe essere approvata prima del totale versamento del capitale ma non si possono emettere le

obbligazioni convertibili fino a che non viene versato tutto.

Come per azioni, le obbligazioni convertibili non possono essere emesse per somme inferiori al valore nominale (se non è

- espresso il VN si applica la parità contabile, il rapporto).

2016 Non può essere violato il limite generale previsto per le emissioni di obbligazioni (< metà del CS).

-

Se c’è un aumento gratuito del capitale sociale (gli azionisti ricevono le azioni derivanti dall’aumento del capitale), è necessario

Spring correggere il rapporto di cambio in modo da far sì che al momento della conversione anche gli obbligazionisti convertibili ricevano

quella parte di azioni derivanti dall’aumento gratuito (viene aggiustato verso l’alto: più azioni per ogni obblgiazione).

|

Commerciale Se c’è una riduzione nominale del capitale (per perdite), il rapproto di cambio viene ridotto. Gli obbligazionisti convertibili

partecipano alla riduzione del capitale per perdite.

Non si possono deliberare delle riduzioni volontarie del capitale sociale, fusioni, scissioni o modifiche dell’atto costitutitivo fino al

termine della scadenza per la conversione. Oppure possono offrire la conversione anticipata delle obbligazioni.

Diritto

Appunti

83 L’organizzazione degli obbligazioni, sempre prevista nel caso di emissione di titoli obbligazionari tanto convertibili quanto non

convertibili. [non è detto che ci sia quando vengono emessi strumenti finanziari partecipativi diversi dalle obbligazioni]

Si crea un’organizzazione corporativa degli obbligazionisti che si articola in due organi

l’assemblea degli obbligazionisti

- il rappresentante comune degli obbligazionisti

-

È fondamentale che l’assemblea degli obbligazionisti deliberi sul punto 2) modifiche delle condizioni del prestito. Replica lo schema

delle assemblea speciale quando ci sono diverse categorie di azioni. Per le azioni speciali la formulazione è un po’ meno ampia:

delibera sulle questioni ‘che possono comportare pregiudizio’. L’assemblea degli obbligazionisti invece deve deliberare su qualsiasi

modifica delle condizioni di prestito, in meglio o in peggio.

Nella prassi è raro che gli obbligazionisti nomino il rappresentante comune, viene fatto solo quando devono agire in giudizio o far

valere i loro diritti collettivi, perché è un costo.

Funziona secondo le regole dell’assemblea straordinaria. 2016

Spring

|

Commerciale

Diritto

Appunti

84


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99

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7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chelafi306 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bocconi - Unibocconi o del prof Annunziata Filippo.

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