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DIRITTO DELLE SOCIETÁ

Art. 2247: CONTRATTO (v pag 7 appunti)

- accordo

- non è un atto unilaterale

- sono coinvolte almeno due persone che stanno fondando, modificando o estinguendo un

rapporto giuridico

 Che siano enti o persone, i due o più soggetti coinvolti “conferiscono BENI e SERVIZI”.

 BENI (art. 2555)

- materiali

- immateriali

- mobili

- immobili

 SERVIZI = attività economica

 “Allo scopo di PRODURRE E DIVIDERNE gli UTILI”

 UTILI = Costi - Ricavi

 A differenza dell’impresa, la società ha la presunzione di marginare i costi

 I due scopi della società (“produrre e dividere gli utili”) sono strettamente connessi tra di

loro, in quanto il primo (produrre) => scopo mezzo è propedeutico al secondo (dividere) =>

scopo fine, ovvero l’oggetto sociale

 “Per l’esercizio in COMUNE”

 Si condividono sia gli utili che le perdite: si condividono/subiscono le conseguenze delle

azioni degli amministratori, che si comportano secondo determinate regole

Gli articoli 2248, 2249 e 2250 sono articoli generali che forniscono indicazioni al fine della

perimetrazione della fattispecie della società.

Art. 2248: la società non è comunione di godimento. La comunione di godimento ha carattere

privatistico e non commercialistico [ad es. due fratelli comproprietari di un fabbricato non

svolgono un’attività imprenditoriale, ma di gestione di un bene]. Questo articolo ci fa capire la

differenza tra :

A. attività di gestione [se vengono affittate le aule della Cattolica]

B. attività imprenditoriale (dove ci sono professionalità, economicità, produzione e scambio di

beni e servizi, dunque attività diverse dalla pura gestione).

Art. 2249: elenco dei tipi societari. Sono sei:

1. società semplice (SS) società di persone

2. società in nome collettivo (SNC)

3. società in accomandita semplice (SAS)

4. società per azioni (SPA) società di capitali

5. società in accomandita per azioni (SAPA)

6. società a responsabilità limitata (SRL)

(art 2259: le imprese commerciali non possono essere esercitate società semplici =>solo le

imprese agricole possono essere società semplici)

Art. 2250: atti: tutti i documenti prodotti dall’impresa.

Il legislatore vuole sottolineare la trasparenza dell’impresa: il cliente/consumatore ha diritto di

sapere con chi sta trattando.

 La sede sociale: è importante perché stabilisce la competenza del tribunale al quale ci si

deve rivolgere nel caso di un contenzioso, o nel caso la società fallisca. Determina la

nazionalità della società.

 Il codice fiscale è il numero di iscrizione nel registro delle imprese

 Il capitale: deve essere espresso per le società di capitali. È la cifra che esprime il valore

complessivo di conferimento. Se la società si scioglie, vuol dire che l’attività imprenditoriale

è in via di liquidazione.

Cosa succede se la società ha un solo soggetto?

SRL e SPA possono essere costituite all’origine in forma di atto unilaterale. La società uni

personale è conveniente per l’imprenditore, in quanto egli può separare ciò che vuole rischiare e

ciò che vuole sottrarre al rischio d’impresa. [esperienza nel Liechtenstein]

AUTONOMIA PATRIMONIALE PERFETTA

AUTONOMIA PATRIMONIALE IMPERFETTA (PERSONALITÁ GIURIDICA)

 

società di persone società di capitali

 

non ci sono soggetti distinti dai metafora antropomorfica: riconosce

membri della società all’ente le stesse facoltà della persona

fisica (può agire, diventare proprietaria,

stipulare contratti ed è responsabile di

quello che fa)

 Il libro dice che la proprietà e la responsabilità di una SNC corrispondono con la proprietà e la

responsabilità dei soci. TUTTAVIA: art 2247!!!!! Anche nelle società di persone, il soggetto che

conferisce un bene sta operando un trasferimento, non a se stesso ma alla società. Lo stesso

vale per la responsabilità e le altre norme che documentano l’avvenuta separazione tra il

patrimonio del socio e quello della società (art 2251).

LA STRUTTURA FINANZIARIA DELL’ORGANIZZAZIONE SOCIETARIA (Art 2251)

Il modello della società semplice è molto semplificato, sia nella forma sia nell’organizzazione, e

solo le attività agricole possono utilizzarlo (art 2195). In generale esso è poco utilizzato, tuttavia è

molto importante conoscerlo in quanto è il modello base per le società a scopo lucrativo (alcune

norme della società semplice sono principi inderogabili).

principio generale della semplificazione :

Quando si stipula un contratto sociale, bisogna guardare la natura dell’ oggetto di conferimento,

ovvero se il bene è materiale o immobile. Nel caso dei beni materiali non c’è un vincolo di forma:

tutte le forme (atto pubblico, scrittura privata autenticata….) sono possibili => la forma è libera

 Per questo motivo intervengono le norme suppletive

Nel caso dei beni immobili gli atti devono necessariamente essere fatti per iscritto. (art 1350).

Art 2252:natura associativa del contratto, prevalenza del silenzio delle parti:

il contratto non può essere sciolto unilateralmente. Secondo il diritto privato esso si conclude e si

scioglie solo con il consenso delle parti. Quest’articolo potrebbe sembrare ovvio, in realtà il

legislatore vuole dirci che nel caso della società viene costituita una rete/ organizzazione di

rapporti (NATURA ASSOCIATIVA DEL CONTRATTO). Ne consegue che le modifiche del contratto

devono essere prese a maggioranza e non con il consenso di tutti.

Il contratto, stipulato dalle società semplici, funziona anche se non viene detta una parola

(PREVALENZA DEL SILENZIO DELLE PARTI) (?).gli articoli 2253-2254-2255 li ritroviamo in tutte le

norme del diritto delle spa (art 2342). Esiste il rinvio, ovvero invece di riscrivere interamente la

norma delle ss e adattarla alle spa, vengono introdotte delle nuove norme.

Art 2253: la natura dei conferimenti.

Il conferimento è un elemento tipologico, indefettibile (se non ci fosse questo elemento non ci

troveremmo di fronte ad una società). La presente norma è definita suppletiva, in quanto essa è

supplice ad un’eventuale lacuna del contratto sociale (se i soci non si esprimono la loro volontà

interviene la presente norma, altrimenti si fa quello che dicono i soci). Se i conferimenti non

vengono definiti nel contratto, essi saranno in parte uguale a carico di terzi.

1. primo comma: ciascun socio è obbligato ad eseguire i conferimenti stabiliti dal contratto

2. secondo comma: il conferimento è il trasferimento necessario per l’esercizio dell’impresa.

Art 2254- 2255: le garanzie .

Chi trasferisce un bene deve garantire la società in ordine a questo bene. Le garanzie cambiano in

base al tipo di conferimento:

1) conferimento di proprietà: ( comma 1, art 2254). I soggetti, legati da un rapporto di

alterità, sono:

- società conferitaria

- socio conferente

Il socio che conferisce il bene intende trasferire alla società la proprietà di un determinato bene. Il

trasferimento è definitivo, quindi anche quando la società chiude il bene non torna nelle mani del

socio, ma viene venduto e il ricavato è diviso tra i soci secondo la quota di partecipazione.

Nell’art 1476 troviamo la garanzia per il perimento delle cose: il rischio del perimento di una cosa

[un fulmine distrugge il macchinario] è a carico del conferente fino al trasferimento del bene, e

dell’acquirente dopo il trasferimento del bene (ovvero dal momento in cui firmo il contratto).

2) conferimento in godimento: (comma 2, art 2254).

il socio conferente non intende trasferire definitivamente la proprietà del bene, la società ha solo

il diritto di godimento, e il socio conferente è tenuto a garantire il godimento (come avviene nel

contratto di locazione). Il rischio del perimento è a carico del socio conferente.

3) conferimento di crediti: (art 2255).

I soggetti sono:

- società conferitaria

- socio conferente

- debitore ceduto

 Con la cessione dei crediti avviene il trasferimento della posizione attiva in un rapporto di

debito. Cedere un credito è la stessa cosa di dare soldi liquidi?

No, perché cedendo un credito si ha il rischio di solvenza (dell’adempimento), ovvero il

debitore potrebbe non pagarmi. Solvenza deriva dal latino solvere => sciogliere il vincolo tra

creditore-debitore attraverso l’adempimento.

Nella cessione del credito ci sono due garanzie [nel caso ad es. che il socio conferente dia un

assegno scoperto]:

1. Garanzia pro-solvendo (solvendo: cosa da adempiere). Il conferente garantisce che il

credito esiste e che dietro c’è un contratto valido/efficace.

2. Garanzia pro-soluto. Il conferente garantisce che il credito esiste, è da adempiere e verrà

adempiuto, quindi la società non corre il rischio di non incassare.

art 2256: uso illegittimo delle cose sociali.

I beni conferiti possono essere usati solo per l’esercizio dell’impresa; se voglio usarli per uso

personale devo avere l’autorizzazione dei soci.

TUTTO QUESTO PER FARCI CAPIRE CHE NELLE SOCIETÀ DI PERSONE, PUR ESSENDOCI

L’AUTONOMIA PATRIMONIALE IMPERFETTA, NON C’È UNA PERFETTA CORRISPONDENZA TRA LA

PROPRIETÀ DEI SOCI E QUELLA DELLA SOCIETÀ.

DIRITTI DEL SOCIO CHE ENTRA IN SOCIETÀ

 Diritto economico alla quota di liquidazione

 Diritti amministrativi (art 2257, 2258, 2259, 2260, 2261)

 DIRITTO ALL’UTILE

Chi esercita l’impresa (ente) consegue un utile, che successivamente viene distribuito ai soci => il

diritto all’utile si giustappone al trasferimento del bene.

Nelle spa l’utile viene chiamato dividendo (“da dividere”). La distribuzione dell’utile non è

automatica: il diritto del socio all’utile è subordinato alla decisione della maggioranza (assemblea)

 L’interesse individuale è subordinato a quello della società

Nella società semplice nel momento in cui il rendiconto accerta che è stato prodotto un utile, il

socio ha diritto ad avere quest’utile

 Il diritto del socio è soggettivo

Art 2262-2263: in che modo il socio a diritto di godere dell’utile?

 Il diritto all’utile è proporzionale al conferimento (se non è stabilito diversamente *)

 Se il conferimento non è determinato si guardano le norme suppletive (si divide in parti

uguali)

 Art 2265 (norma che integra l’art 2247): non si può escludere un socio dalla ripartizione

dell’utile

 Tutti i soci devono partecipare al rischio d’impresa (utile o perdita)

 * può esserci l’adozione di un criterio diverso di distribuzione dell’utile, un patto che

stabilisca un criterio non proporzionale di distribuzione dell’utile: ad esempio, se c’è un

socio carismatico egli ha il diritto di avere maggiori utili! [es: se Giorgio Armani è uno dei

miei soci, e pur avendo conferito un 20% del patrimonio sociale egli vuole avere il 50%

degli utili, ha il diritto di farlo, in quanto le mie vendite aumentano notevolmente grazie al

suo “nome”]. Questa situazione è molto frequente nelle spa, srl ma anche nelle società di

persone.

 Tuttavia dobbiamo ricordare che tutti i soci hanno sempre diritto all’utile (e non parliamo

del 0,00001% ma di qualcosa di sostanzioso), anche se c’è la presenza di un socio

carismatico.

Nota molto importante:

AMMINISTRAZIONE vs RAPPRESENTAZA

Partiamo da una metafora antropomorfica. Quando parliamo ci sono due fasi:

1) Momento del pensiero

2) Dichiarazione verbale

Il momento del pensiero non produce nessun effetto esterno se non usiamo un organo (la bocca)

per esprimerlo. L’atto rimane incompiuto senza la dichiarazione verbale.

Nel diritto societario abbiamo due fasi:

1) Una fase interna, di amministrazione => decisione gestoria

2) Una fase esterna, di rappresentanza => comunicazione/esecuzione all’esterno delle

decisioni gestorie

L’organo che permette il passaggio tra le due fasi è l’amministratore rappresentante.

(le regole sono dell’amministrazione congiuntiva e disgiuntiva(?))

MODELLI DI GOVERNO DELLA SOCIETÀ (corporate governance)

Per capire la differenza tra amministratori e rappresentanti guardiamo le seguenti norme:

 AMMINISTRAZIONE: (art 2257-2258)

Potere solo dei soci e non dei terzi.

Partiamo da un esempio: x, y e z ereditano l’azienda agricola del padre. Chi è l’amministratore? In

una società semplice, in assenza di diversa disposizione dell’atto, il potere amministrativo spetta

disgiuntamente a ciascun socio

 Ciascun socio è amministratore e rappresentante

 Tutti gli amministratori sono autorizzati a decidere l’atto gestorio da soli

 [se c’è da comprare il trattore, sia x, che y che z possono comprarlo, sottoscrivendo il

contratto di acquisto. L’effetto negativo (pagamento) ricade sulla società]

Il sistema disgiuntivo garantisce la celerità del processo decisorio all’interno della società, e tutela

il terzo. Come mai? Perché nel caso in cui non ci fosse un contratto per iscritto (o comunque

l’azienda non fosse iscritta nel registro delle imprese) il terzo non potrebbe sapere il nome

dell’amministratore.

Tuttavia: possono esserci inefficienze dell’entropia. [se x va a comprare semi per il grano, y per la

verdura e z per le violette, cosa semineranno? Si crea un’inefficienza, perché la società è stata

indebitata]

 È il caso di una gestione disgiunta ma disorganizzata

 Esiste il diritto di opposizione: è un diritto individuale (spetta a ciascun socio-

amministratore) e protestativo (gli altri possono solo subirlo) che vale solo prima che l’atto

venga compiuto. Grazie a questo diritto viene spostata la competenza decisoria.

 Diventa competente l’intero aggregato sociale (tutti i soci, amministratori e non

amministratori), che decide a maggioranza. La maggioranza non è pro-capite (criterio

prevalente nelle società di persone) , ma è calcolata secondo la partecipazione agli utili, in

quanto l’interesse maggiore è di chi ha conferito più capitale, chi dunque ha un rischio

d’impresa maggiore. [è l’unica norma in cui interviene un criterio economico capitalistico].

Problema!!!!

Nel 2257 c’è scritto che tutti i soci sono soci-amministratori. Poi dice che anche i soci non

amministratori decidono. C’è una contraddizione! Distinguiamo i soci normali dai soci

amministratori solo se c’è un atto (scritto o verbale) in sede costitutiva, perché altrimenti si dà per

scontato che tutti i soci siano amministratori.

 Parliamo di sistema congiuntivo quando viene attribuito congiuntamente a tutti i soci il

potere di decidere. Con “congiuntamente” di solito indichiamo l’unanimità. Tuttavia, se

espresso chiaramente dall’atto costitutivo, con “congiuntamente” possiamo indicare la

maggioranza dei soci

 RAPPRESENTANZA (art 2266)

L’atto costitutivo sceglie quali amministratori (solo essi) hanno il potere di rappresentanza (che a

sua volta può essere congiuntivo o disgiuntivo [una volta che ho deciso congiuntamente che semi

comprare, mando disgiuntivamente uno dei soci a comprare i semi ])

La società assume diritti e obblighi attraverso l’attività rappresentativa dei soci. L’attività dei soci

avviene in nome e per conto della società. La rappresentanza degli amministratori è legale: non c’è

la procura perché la fonte di quel potere è la legge.

Il limite è dato dall’oggetto sociale: l’amministratore è investito dei poteri di rappresentanza

relativamente all’oggetto sociale! [se ad es. nello statuto c’è scritto che la società può spendere al

massimo 100 euro, e l’amministratore vuole spendere più di 100, cosa succede?]. Se la società

limita il potere rappresentativo nasce un problema di conoscibilità

 Art 1396: La società deve portare a conoscenza i terzi di eventuali modifiche con mezzi

idonei. Dall’altra parte il terzo ha l’onere di accertare il potere ]

 CONTROLLO (art 2261)

- i soci-amministratori hanno il dovere di sapere cosa fanno gli altri soci- amministratori

(vigilanza)

- i soci-non amministratori hanno il diritto di sapere cosa fanno gli altri soci (posso

scegliere se voglio o non voglio sapere => aspetto straordinario di questo controllo).

Questo diritto è:

a) di informativa

b) consultivo (attraverso la consultazione dei documenti sociali)

- il terzo controllo (questa volta non straordinario ma periodico) è quello che si esercita

attraverso il rendiconto

LA RESPONSABILITÀ

Art 2267. L’autonomia patrimoniale permette all’ente di essere titolare dei servizi giuridici. Il

patrimonio sociale è il valore complessivo dei conferimenti. I creditori sociali vantano un credito

nei confronti della società e non del socio:

- creditore sociale: il fornitore può chiedere può chiedere alla società di pagare con il suo

patrimonio; se la società non può pagare, vengono pignorati i suoi beni (tutto questo

avviene in quanto c’è autonomia patrimoniale)

- creditore del socio

antinomia con il libro:

- il creditore sociale può far valere i propri diritti

- coloro che hanno agito personalmente e solidalmente rispondono nei confronti della

società

 parliamo di RESPONSABILITÀ

1) personale: il socio è illimitatamente responsabile (risponde con il proprio patrimonio

art 740). Diversamente, nelle società di capitali ciascun socio risponde nei limiti del

capitale conferito

2) sussidiaria: il creditore può rivolgersi al socio se i beni sociali non sono sufficienti

(altrimenti non può). Vengono indicati al creditore “i beni sui quali possa agevolmente

soddisfarsi”. Il socio può essere chiamato in giudizio dal creditore.

3) solidale: onere della ripartizione della perdita => ciascun socio risponde per tutti.

Questa norma è nell’interesse del creditore [es: il creditore richiede una quota di

denaro che non è presente nel fondo sociale. Decide di rivolgersi al socio che ritiene più

conveniente. Il socio paga e poi con il regresso viene rimborsato proporzionalmente

alla partecipazione]

altra notazione diversa dal libro

Anche chi non ha agito risponde alle obbligazioni sociali. Il libro dice che il patto che limita la

responsabilità non può coinvolgere gli amministratori. Ma con “amministratori” non intendiamo

tutti gli amministratori ma solo quelli che hanno deciso e agito (ovvero che hanno posto in essere

l’atto)

 la limitazione della responsabilità non può applicarsi agli amministratori rappresentanti che

hanno compiuto l’atto, ovvero che hanno esercitato il potere rappresentativo.

Differenza tra ss e snc (art. 2291):

 

ss: la responsabilità è collegata ad uno status se ho agito in un determinato modo,

rispondo in modo ineliminabile. Il regime di responsabilità è inderogabile. Un patto può

però limitare la responsabilità oppure può escludere la solidarietà;

 snc: tutti i soci sono responsabili, ma non solidalmente. Se ci fosse la solidarietà il

creditore dovrebbe rispondere a ciascun socio per la quota di conferimento del proprio

capitale. L’efficacia interna del patto limita l’azione di regresso e per questo motivo non

ha il limite di colui che ha agito. Il regime di responsabilità esterna è inderogabile e

riguarda tutti i soci. Nel caso in cui il creditore si rivolge ad un socio, che non sia

l’amministratore della cassa della società, egli può non pagare per il beneficium ordinis

(ordine della responsabilità).

Responsabilità dei soci (art. 2304): condizione di procedibilità, cioè il creditore deve dimostrare al

giudice che la società non ha beni e quindi non ha ricavato ciò che gli spetta. Ciò avviene solo se il

giudice chiama a giudizio il socio a cui il creditore si è rivolto.

SS SNC

art. 2268 art. 2291 estensione della responsabilità

art. 2268 art. 2304 sussidiarietà

(beneficium ordinis) (beneficium excursionis)

Ragione sociale

Nome di fantasia Nome di almeno Tipo sociale

(es. Antica pasticceria; un socio (ss, snc, sas)

è facoltativo)

Il nome della società Denominazione sociale

(art. 2292) Nome di fantasia Tipo sociale

(es. Antica pasticceria; (spa, srl, sapa)

è facoltativo)

Art. 2295: i soci non possono essere esclusi né dagli utili né dalle perdite.

Art. 2296: la snc è un modello di società più evoluto; deve essere iscritta nel registro delle imprese

 

PUBBLICITÀ DICHIARATIVA: i fatti pubblicati diventano opponibili ai terzi PRESUNZIONE DI

CONOSCENZA (non presente nella ss).

Art. 2251: la modifica all’interno della società avviene solo se approvata da tutti i soci.

Art. 2303 e 2306: norme dirette alla tutela del capitale sociale; prima di distribuire l’utile, la

società deve essere sicura di poterne produrre abbastanza. In caso contrario, si può ricorrere alla

riduzione del capitale per perdite, fino a quando gli utili risultano essere sufficienti. Il creditore si

può opporre alla riduzione del capitale sociale nel caso in cui essa comporti un mancato

pagamento al creditore stesso.

Il passaggio da una norma all’altra viene chiamato rinvio a cascata (art. 2315): il legislatore utilizza,

in materia di società, le stesse norme, ma prima deve valutare se la norma è compatibile o meno

con quel tipo di società. SAS: società in accomandita semplice

(art. da 2313 in poi)

Questa società rappresenta una via di mezzo tra le società di capitali e quelle di persone. La

limitazione della responsabilità è oggettivizzata attraverso l’introduzione di soci accomandati e

soci accomandatari.

Art. 2318: solo i soci accomandatari possono essere designati ad amministratori.

Art. 2320: articolo che stabilisce la posizione dei soci accomandanti, i quali possono ricevere

procure.

Art. 2322: cessione dei trasferimenti delle partecipazioni sociali:

 in caso di morte di uno dei soci: la società continua ad esistere con gli accomandatari

superstiti (art. 2484);

 in caso di trasferimenti inter vivos: non esistono norme specifiche, in quanto si tratta in

realtà di una modifica dello statuto.

Da questo momento studieremo soprattutto le società di capitali che, ricordiamo, si dividono in:

1. Società per azioni (SPA)

2. Società in accomandita per azioni (SAPA)

3. Società a responsabilità limitata (SRL)

Questi tre modelli sono molto diversi gli uni dagli altri.

Il diritto commerciale si divide in diverse branche, come il diritto dei mercati finanziari (che si

occupa delle società quotate). Ma noi non studieremo questo.

Se da un lato la disciplina della società di persone è rimasta immutata fino al 1942 (non ci sono

mai state modifiche rilevanti se non nel campo della pubblicità)

o Nel 2004 viene approvata la riforma del diritto delle società di capitali.

Dopo questa riforma i manuali non sono stati riscritti ma solamente aggiornati => molti elementi

di novità sono stati trascurati, e noi focalizzeremo l’attenzione su questi elementi. In particolare

parliamo delle norme qualificanti della riforma.

Le spa sono società lucrative, cioè hanno come ultimo fine la distribuzione del lucro. Esse sono

caratterizzate da:

 Art 2325. Regime di responsabilità limitata*: risponde delle obbligazioni esclusivamente il

patrimonio della società, il socio non risponde.

 Art 2346. Morfologia della partecipazione: emissione delle azioni. Se nelle società di

persone si partecipa attraverso le quote, nelle spa si partecipa con le azioni (che a

differenza delle quote hanno un’entità standardizzata)

La coesistenza di queste due caratteristiche è fondamentale: se avessimo solo la responsabilità

limitata parleremmo di SRL, se avessimo solo l’emissione delle azioni parleremmo di SAPA.

La disciplina della spa è unitaria sia in una società aperta, sia in una società chiusa.

La società aperta fa ricorso al mercato del capitale di rischio* (art 2325 bis) Ci riferiamo a due tipi

di società:

1) Spa le cui azioni sono negoziate in mercati regolamentati (ovvero la Borsa)

2) Spa le cui azioni sono diffuse tra il pubblico in misura rilevante

*capitale di rischio: capitale apportato alla società. Chi apporta il capitale di rischio non ha diritto

di credito nei confronti della società. Egli infatti non ha interesse a ricevere un rimborso di ciò che

ha dato; il suo unico interesse è partecipare all’esito sociale. [≠ da capitale di debito = ciò che

rilevo nel passivo dello stato patrimoniale].

Le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, raccolgono questo capitale presso la

generalità del pubblico e non specificatamente dalle persone individuate.

COME SI COSTITUISCE LA SPA?

Ci sono due modi:

A. Per pubblica sottoscrizione: procedimento lungo, poco diffuso, di solito usato quando si

devono raccogliere ingenti capitali (ad esempio per costituire una banca) [non la chiede]

B. In modo istantaneo => costituzione simultanea: è costituita da 4 fasi, si tratta di un

procedimento:

1. Procedura del conferimento (art 2247). Il conferimento è un elemento indefettibile

costituito dall’attribuzione patrimoniale che il socio effettua a vantaggio della società. Esso

è la misura del rischio del socio. L’assunzione dell’obbligo di conferimento :per legge il

socio deve depositare in banca almeno il 25% del conferimento in danaro.

 Capitale deliberato: 120.000 euro

 Capitale sottoscritto (valore degli obblighi di conferimento): 120.000 euro

 Capitale versato (ammontare in concreto del conferimento): 30.000 euro [se i

creditori hanno bisogno di più soldi, essi chiamano i crediti bancanti (?) e i soci

versano di più]

I beni che possono essere conferiti sono:

 Danaro.

 Crediti

 Beni in natura: (immobili => casa; registrati => auto, brevetto; materiali => marchio ).

2. Sottoscrizione del contratto di società. I soci si recano dal notaio e sottoscrivono l’atto

pubblico, che è l’unica forma possibile:

 Atto costitutivo (art 2328)

[memorandum (BrE); “incorporation of association” (AmE) ]

 Statuto [articles of association (BrE); by laws (AmE)]

Se essi divergono, il legislatore deve dire quale delle due parti prevale. Arrivati a

questo punto però la società non esiste ancora dal punto di vista formale (mentre la

società semplice e la società in nome collettivo esisterebbero)

Tra la fase 2 e la fase 3 il notaio deve controllare che l’atto sia legale.

3. Fase di pubblicazione => iscrizione nel registro delle imprese. (Art 2331).Nella spa

l’iscrizione nel registro delle imprese ha un valore costitutivo (a differenza delle altre

società). In questo momento la società acquisisce la personalità giuridica

4. Autorizzazione dello stato. È una fase eventuale, obbligatoria solo per le attività

regolamentate (banche, assicurazioni, settore sanitario, farmacie, l’editoria). Queste

imprese possono essere avviate solo dopo un controllo ulteriore da parte dello stato.

Quindi la società non esiste prima dell’iscrizione? Art 2331: per le obbligazioni e i debiti assunti

dalla società prima dell’iscrizione rispondono personalmente e illimitatamente coloro che hanno

consentito il complimento dell’atto (e nel caso di una società unipersonale, l’unico socio).

Successivamente, dopo l’iscrizione, avviene la ratifica degli atti, durante la quale la società

manleva della responsabilità coloro che hanno agito prima dell’iscrizione.

Riprendiamo il tema della responsabilità limitata*: Il creditore agisce nei confronti della società e

non dei soci.

o Il creditore non vuole sapere chi sono i soci, ma vuole essere informato in ogni momento

della situazione patrimoniale della società => rigorosa disciplina dei conferimenti: il socio

deve dare al terzo delle indicazioni veritiere.

[se ad es. A e B costituiscono una società in nome collettivo, essi si mettono d’accordo così:

A mette a disposizione dei pc e delle stampanti che hanno un valore di 5000 euro mentre B

mette a disposizione direttamente 5000 euro. Nel momento in cui il creditore esige il

credito, egli va da uno dei due soci, entrambi illimitatamente responsabili]

Nella spa se il valore del bene conferito è valutato male, il creditore di riferimento subisce

un danno.

Come posso stabilire il valore dei miei beni in natura?

art 2343: è possibile avere una valutazione oggettiva. Il socio chiede con un decreto al presidente

di un tribunale la nomina di un perito. L’esperto valuta il bene secondo i criteri contabili ecc. ma la

valutazione non è sempre facile (se ad es. ho un’azienda). Viene stabilita una cifra, che

corrisponde al valore del conferimento. La perizia deve essere legata all’atto costitutivo e

depositata al registro delle imprese. Gli amministratori hanno 180 giorni di tempo per revisionare

il valore del bene:

- se il perito ha avuto ragione oppure ha sovrastimato il bene non ci sono ripercussioni negative

- se il perito ha conferito al bene un valore inferiore più di 1/5 => gli amministratori devono ridurre

il capitale sociale della differenza, e nel caso in cui il capitale dovesse diminuire di molto, la società

si deve trasformare in essere (il capitale minimo della spa è 120.000 euro), oppure i soci devono

mettere la differenza in danaro.

Il socio che ha conferito il bene in natura non può ritirarlo; il socio che ha conferito il danaro non

può ritirare le azioni fino al momento in cui gli amministratori eseguono la verifica.

Successivamente le azioni sono liberate.

Il principio di responsabilità limitata* ha come conseguenza che gli amministratori sono garanti

della corretta formazione del capitale sociale e della sua conservazione.

=> il capitale sociale è garantito della sua esistenza durante l’intero periodo di vita della società, e

tutte le sue modificazioni devono essere segnalate. Quando questi principi vengono violati, ci sono

sanzioni penali importanti.

Le spa possono essere costituite oltre che col contratto (due o più soci) anche con l’atto

unilaterale (c’è un unico socio). Con l’atto unilaterale:

- Il socio conferisce il 100% del capitale sociale

- Accanto alla denominazione sociale* c’è l’indicazione unipersonale

- Nel registro delle imprese è indicato il nome dell’unico socio

Se uno di questi elementi viene a mancare, la società non esiste.

La denominazione sociale* è diversa dalla ragione sociale, anche se entrambi vengono chiamati in

inglese “company name”. Nella ragione sociale il nome della società è composto da almeno uno

del nome dei soci illimitatamente responsabili [pasticceria Gabriele Borghetti <3]. Nella spa

sparisce l’obbligo del nome del socio perché non c’è un socio illimitatamente responsabile.

Art 2343 ter/quar: il legislatore crea sistemi differenziati in base alla natura del conferimento

[NON C’è SUL LIBRO]. Abbiamo tre ipotesi:

1) [primo comma]. Conferimento di valori mobiliari (ovvero di titoli azionali, azioni negoziate

in mercati regolamentati, ad esempio la Fiat) o Conferimento di strumenti del mercato

monetario: nel caso in cui uso una moneta straniera devo conoscere il tasso di cambio.

Come faccio? [Potrei fare riferimento alla perizia ma sarebbe un procedimento lungo e

dispendioso. Potrei andare sul sito della borsa e vedere il suo valore, ma perderei ancora

tempo]. La soluzione più ovvia è conferire alle azioni la media ponderata degli ultimi 6

mesi, in quanto ci sono fattori politici/economici, che possono alterare la stabilità

o La disciplina si differenzia in base all’oggetto conferito

2) Conferimento di qualunque bene/credito:

il conferente è una società di capitali con un bilancio, con regime di revisione contabile. Se

una spa diviene socio di un’altra spa, e vuole conferire un bene o un credito, il valore di

quest’ultimo risulta nell’ultimo bilancio approvato e revisionato dal punto di vista contabile

(senza bisogno di relazione da parte del perito)

o la disciplina si differenzia in base al soggetto conferente

3) Il bene oggetto di conferimento è valutato da un esperto, il quale ha formulato la sua

valutazione che non è antecedente alla relazione di più di 6 mesi (?), a condizione che il

perito sia indipendente (non deve avere vincoli con chi controlla il conferimento e con chi

lo concede) e di comprovata professionalità.

Dopo essere stati verificati, gli amministratori devono depositare questi valori entro 30 giorni dalla

conferma del registro delle imprese:

1) Conferire alle azioni la media ponderata degli ultimi 6 mesi

2) Conferire al bene il valore che risulta nell’ultimo bilancio

3) Indicare che i requisiti di indipendenza e professionalità del perito sussistono

Per capire meglio il concetto di quote e azioni partiamo da un esempio:

x, y, z costituiscono una società in nome collettivo: x ha il 50%, y il 20% e z il 30%. Essendo il

capitale totale investito di 120.000 euro, ne deduciamo che x = 60.000; y= 24.000; z= 36.000. Ne

deduciamo che:

- x , y , z hanno ciascuno una quota

- le quote hanno valori diversi

- se x vuole vendere a t metà della sua quota, egli gli darà 30.000 euro

caratteristiche delle quote:

- Ci sono tante quote quanti soci

- Possono avere valori diversi

- Possono essere divisi

Guardiamo un altro esempio: x, y e z mettono su una spa, con capitale

120.000 euro. Ciascuno di loro compra rispettivamente il 50, 20 e 30% delle

azioni => x = 10; y = 4; z = 6. Un’azione è rappresentata da un quadratino,

che in questo caso indica il 5% del capitale totale. Essendoci in totale 20

azioni, sappiamo che ciascuna di esse ha il valore di 6.000 euro. Se x vuole

dividere con t il 50% delle sue azioni, il valore dell’azione rimane 6.000, non

diventa 3.000, quindi x = 5 azioni e t = 5 azioni.

Caratteristiche delle AZIONI

Un’azione è l’unità organizzatoria minima standardizzata. Le sue caratteristiche sono:

a) “Organizzatoria”: l’azione è la misura dell’organizzazione alla partecipazione societaria dei

soci

b) “minima”: è indivisibile

c) “standardizzata”: ogni azione ha il medesimo valore (che è convenzionale)

d) Il numero delle azioni è astrattamente predeterminato e svincolato dal numero dei

soci…perché? Perché le azioni sono la risposta alle esigenze della spa di essere aperta,

agevola il frequente mutamento degli assetti partecipativi, degli scambi delle

partecipazioni. È una modalità di partecipazione destinata ad agevolare la partecipazione

stessa.

Quote e azioni sono entrambe dei concetti astratti, quindi intangibili. È un modo d’essere della

partecipazione, e bisogna guardarle sul piano ontologico. (non esiste un nome inglese per “quota”.

Il socio è “quota holder”).

Torniamo alle caratteristiche delle azioni. L’AZIONE ATTRIBUISCE ALL’AZIONISTA (shareholder)

DEI DIRITTI (nell’esempio di prima: diritto al 5% dell’utile, a un voto, al 5% delle quote di

liquidazione…). L’azione rappresenta il diritto e i doveri del socio: alla quantità delle azioni

corrisponde una determinata quantità di diritti (di voto, all’utile…).

I diritti sono oggettivizzati nell’azione. L’azione è un medio concettuale tra titolare e diritto, tra la

società e il socio.

(Nella srl (quote) i diritti del socio competono al socio in quanto membro della società, sono

agganciati direttamente al socio. Le quote sono la misura dei diritti del socio)

I diritti sono:

- Patrimoniali (es: diritto agli utili)

- Amministrativi (es: diritto di voto)

- Misti (es: diritto di recesso)

A differenza delle quote, le azioni possono essere di 3 tipi (art 2346 + 2355) non c’è sul libro:

1) Non cartolarizzata: concetto astratto, idea. Proprio come accade per le quote, trovo tutte

le informazioni sulle azioni (numero, ecc.) nel libro dei soci, che documenta la titolarità

delle azioni. La società può escludere l’emissione dei titoli.

2) Cartolarizzata: possono essere emesse nella forma di titoli, certificati azionari (incorporata

in un titolo di credito). Può essere di tipo nominativo o apportatore.

3) Valore scritturale (o dematerializzale): non sono incorporate nel titolo di credito e non

rimangono sul piano astratto ma viene loro assegnato un codice. La titolarità di queste

azioni risulta non solo dal libro dei soci della società emittente ma anche dalle scritture in

conto degli intermediari (banche) presso le quali sono avvenute le azioni di acquisto.

Queste azioni sono obbligatorie nelle società quotate. La banca compra i titoli dalla Monte

Titoli spa(società in cui domanda e offerta si incontrano)

Art: 2347-2350-2351

MODALITÀ DI TRASFERIMENTO DELLE AZIONI (art 2355)

Vendere le azioni è un ottimo guadagno per chi le possiede. Quindi, ci chiediamo, una volta che

l’azionista ha fatto il conferimento, egli può uscire dalla società? Certo! E in che modo può

vendere le sue azioni? in che misura la vendita può essere limitata?

La modalità di trasferimento delle azioni dipende dalla morfologia azionaria. (2346) Ci sono tre

possibilità:

1. l’azione (non cartolarizzata) rimane sul piano astratto senza essere incorporata nei titoli di

credito, quindi non vengono emesse

o queste azioni vengono trasferite con contratto o trasnfer

2. le azioni (cartolarizzate) sono incorporate in titoli di credito nominativi o al portatore

queste azioni vengono trasferite:

 con girate azionarie se si tratta di titoli di credito nominativi

 con consegna se di tratta di titoli di credito al portatore.

Le girate azionarie sono una dichiarazione unilaterale con sottoscrizione autenticata dal notaio; è

una dichiarazione formale e standardizzata nel suo contenuto (troviamo solo registrato il titolo e

l’annotazione dei soci). Nel transfer invece troviamo tutte le clausole del conferimento (prezzo,

causa…)

3. le azioni con valore scritturale

o queste azioni vengono trasferite con la scrittura in conto

Il trasferimento può altrimenti avvenire tramite intermediari finanziari, ovvero le Banche che

vendono e acquisiscono azioni attraverso la Montetitoli spa.

LIMITI AI TRASFERIMENTI DELLE AZIONI.

2355 bis: Esistono tre tipi di clausole applicabili solo alle azioni che circolano con il contratto e non

alle azioni al portatore e alle azioni con valore scritturale. Gli amministratori hanno il compito di

iscrivere le clausole nel libro dei soci, e di verificare se queste vengono rispettate. È possibile

inserire solo alcune di queste clausole o tutte e tre.

1) CLAUSOLE STATUTARIE (previste dallo statuto).

a. Divieto di trasferimento delle azioni (lockout): viene temporaneamente bloccata la possibilità

di realizzare investimenti (per un massimo di 5 anni). Lo scopo è quello di mantenere stabile

l’assetto dei soci

b. Clausola di relazione: dà la possibilità a ciascun socio, a parità di condizioni, di essere preferito

ad altri nell’eventualità di un trasferimento azionario. Es: [se Giuseppe vuole vendere la sua

azione e non c’è nessuna clausola, egli può venderla a chi vuole. Se invece vige la clausola di

relazione, Giuseppe deve vendere la sua azione a tutti i soci, i quali acquistano in misura

proporzionale alle azioni già possedute, per mantenere inalterata la percentuale di

partecipazione. In definitiva, questa clausola permette di:

- Impedire che le azioni vengano cedute a terzi

- Mantenere inalterati i rapporti partecipativi esistenti

c. Clausola di gradimento. Può essere di due tipi:

 Tecnico: nello statuto vengono stabilite quali caratteristiche i soci debbano avere. Nel

momento in cui un socio vuole vendere le sue azioni, il consiglio di amministrazione deve

verificare la sussistenza dei requisiti soggettivi statutariamente predeterminati. Parliamo di

gradimento tecnico in quanto il consiglio di amministrazione deve verificare solo ed

esclusivamente i requisiti tecnici dello statuto;

 Discrezionale/secondo mero arbitrio: il consiglio di amministrazione ha un potere discrezionale

assoluto e immotivato (non deve dare motivazioni), e sceglie quali sono i criteri. Questa

clausola potrebbe essere rischiosa del momento in cui il consiglio di amministrazione dovesse

dire sempre di no ad ogni acquirente…come fa il socio a vendere la sua azione?

Questa clausola oggi è valida solo se lo statuto assicura al socio che, nel caso di rifiuto, gli altri

soci sono obbligati a comprare le sue azioni, oppure la quota viene comprata dalla società

stessa.

Dobbiamo ricordare che ci sono diversi tipi di limiti statutari ma noi abbiamo studiato solo i tre più

frequenti. Ad esempio nel diritto anglosassone si parla di due clausole che incidono sulla modalità

di circolazione:

- Tag-along: “diritto di covendita” => se il socio di maggioranza vende le sue azioni, egli si

deve preoccupare di vedere anche le azioni del socio di minoranza, anche se l’acquirente

non deve acquistare.

- Drag-along: “diritto di trascinamento” => il socio di maggioranza ha il diritto di pretendere

che il socio di minoranza venda le sue azioni nel caso in cui l’acquirente abbia voglia di

acquistare tutto

Le clausole statutarie hanno come scopo principale quello di mantenere inalterate le proporzioni

degli assetti proprietari [se ad esempio A =è socio al 50%; B=25%; C= 25%. Se B trasferisse a C tutte

le sue azioni, si altererebbe il rapporto di forza tra gli azionisti

o La clausola di relazione prevede che il 25% sia diviso proporzionalmente, in modo tale che

il rapporto A:C=2:1 rimanga invariato anche dopo la vendita

o La clausola di gradimento ha invece l’obiettivo che il nuovo socio sia gradito alla società]

Tuttavia, se B vende a C le sue azioni, la vendita non è opponibile alla società. Cosa vuol dire? Vuol

dire che la vendita non produce effetto nei confronti della società, ovvero C deve consegnare gli

utili a B, e C va all’assemblea ma vota per conto di B. Dire che la vendita non è opponibile alla

società, è diverso dal dire che la vendita non è valida (parliamo di validità quando vengono

prodotti effetti tra le parti)

Cosa succede se il socio viola la causa di relazione? C’è una sanzione molto forte per il socio

2) CLAUSOLE LEGALI (previste dalla legge)

1. 2345: le azioni con prestazioni accessorie non possono essere cedute senza il gradimento

dell’organo amministrativo

2. 2343: (riguardo ai conferimenti in natura), le azioni sono depositate nel capitale sociale e

non possono essere alienate fino a quando il bene non è sottoposto alla revisione della

perizia (entro 180 giorni)

3. 2437 bis: se un socio esercita il recesso, le azioni devono rimanere depositate presso la

sede della società e non possono essere alienate.

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PATTI PARASOCIALI (art 2341 bis)

con il temine “parasociale” intendiamo dire “esterne allo statuto”. Questi patti vengono

sottoscritte da alcuni soci (mentre quelle statutarie vengono sottoscritte da tutti i soci), i quali

si accordano:

- Per stabilizzare il governo della società: il patto sociale che mira a stabilizzare il governo si

chiama sindacato di voto

- Per stabilire gli assetti proprietari: il patto sociale che mira a stabilire gli assetti proprietarisi

chiama sindacato di blocco. Quest’ultimo è la terza limitazione alla circolazione di azioni,

ovvero le

3) CLAUSOLE CONVENZIONALI/PARASOCIALI

Queste clausole vincolano solo i soci che hanno sottoscritto il patto. A differenza delle

clausole statutarie, il trasferimento è opponibile alla società, quindi la società deve risarcire

ma non ci sono effetti nella società stessa. Infatti c’è una tutela risarcitoria, anche se

ovviamente gli effetti della violazione non possono essere bloccati.

La differenza tra limiti legali, statutari e convenzionali non sta nel contenuto della clausola ma

nella modalità:

- Se posta direttamente nella legge => clausola legale

- Se posta direttamente nello statuto => clausola statutaria

- Se posta in un accordo parasociale=> clausola convenzionale

Devi capire che la clausola di gradimento può essere un limite legale se previsto dalla legge; un

limite statutario se previsto dallo statuto; un limite parasociale se inserito in un accordo

parasociale.

ACQUISTO DELLE AZIONI PROPRIE

Quando la società acquista le proprie azioni. Le azioni proprie non possono essere sottoscritte ma

solo acquistate. Qual è la differenza?

- Un’azione sottoscritta è un’azione nuova, che è emessa nel momento in cui si costituisce la

società o c’è un aumento del capitale sociale (viene stipulato un contratto di sottoscrizione

tra socio e società)

- Un’azione acquistata è un’azione che esisteva di già, e che è nelle mani di un socio

Le spa possono acquistare azioni proprie. Tuttavia ci sono dei limiti:

 Per pagare le azioni si possono usare solo le risorse disponibili

 Il prezzo delle azioni è stabilito dall’assemblea ordinaria dei soci

 È possibile comprare le azioni entro 18 mesi dalla decisione dell’assemblea

Prima di poter comprare le azioni, tutti i conferimenti devono essere stati eseguiti. Nel momento

in cui la società acquista le proprie azioni

o Il diritto di voto delle azioni proprie è sospeso

o Il diritto agli utili è accresciuto a favore degli altri azionisti (art 2357)

PRINCIPIO DELLA PARITÀ AZIONARIA (art 2348): ogni azione attribuisce gli stessi diritti, e se voglio

più diritti devo avere più azioni. Tuttavia questa norma subisce delle apparenti deroghe. Abbiamo

due tipi di azioni:

A. Azioni ordinarie: danno il diritto all’utile , alla quota di liquidazione

o Parliamo di diritti proporzionali

[se costituisco una spa e tutti i soci conferiscono lo stesso capitale, ognuno di loro acquista

lo stesso numero di azioni ordinarie=> hanno dei diritti proporzionali]

B. Azioni speciali (o di una categoria speciale):

- Possono agevolare il socio [il socio x prende il 10% in più dell’utile, il resto è distribuito

equamente tra gli altri soci]

- Possono sfavorire il socio

Ci possono essere più categorie di azioni, l’importante è che ogni categoria segua gli stessi principi.

Quando costituisco una società posso decidere quante azioni devono essere ordinarie e quante

devono essere speciali. Questa possibilità serve per soddisfare gli interessi dei soci, i quali non

sono tutti uguali: la discriminazione dei soci deriva da quanto strategico sia il ruolo del socio.

È molto importante non violare:

 Patto leonino (art 2265): lo statuto di una società di persone esclude un socio dalla

partecipazione o dal rischio della perdita (?)

 Norma di fattispecie societaria (scopo mezzo => attività economica e scopo fine => dividere

gli utili)

LE AZIONI E IL DIRITTO DI VOTO. art 2351

 primo comma:

Ogni azione attribuisce il diritto di voto. L’azione non può attribuire un voto plurimo.

Questa norma è inderogabile; tuttavia si possono introdurre delle categorie speciali di

azioni (v. secondo comma)

 secondo comma:

1. azioni senza diritto di voto: [attenta a quello che c’è scritto sul libro, che non è stato

aggiornato dopo la riforma] tutte le società possono emettere azioni senza diritto di voto,

e non solo le società che conferiscono azioni di risparmio

2. azioni con diritto di voto limitato: è possibile votare solo quando si discutono determinati

argomenti (per esempio un’azione ti dà il diritto di votare sullo statuto ma non sul bilancio)

3. azioni con diritto di voto al verificarsi di determinate condizioni: viene modificato il diritto

di voto relativo all’azione [ad esempio il socio ha diritto di voto solo se la società raggiunge

un capitale superiore a 20.000 euro]

Questi tre interventi, per ragioni di coerenza organizzativa, non possono coinvolgere più del 50%

delle azioni in circolazione.

[Tommaso ha un’azione di categoria speciale B, senza diritto di voto. Se Tommaso cede a Giorgio

quest’azione, anche Giorgio non avrà diritto di voto. Supponiamo che Giorgio abbia un’azione

ordinaria: egli può votare. Se Tommaso vende a Giorgio la sua azione, Giorgio ha diritto di voto,

ma solo perché la sua azione ordinaria glielo permette]

 terzo comma:

“Lo statuto delle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio può prevedere

che, in relazione alla quantità di azioni possedute da uno stesso soggetto, il diritto di voto sia

limitato ad una misura massima o disporne scaglionamenti”

Esempio: [lo statuto della società ha una clausola per cui è stabilito che nessuno può esprimere il

voto per più di 20 azioni. Tuttavia Giorgio ha 50 azioni ordinarie…per quante azioni avrà il diritto di

voto? solo per 20 azioni, le restanti 30 azioni perdono diritto di voto, MA SOLO NEL CASO DI

GIORGIO => se Giorgio vende a Tommaso queste 30 azioni, 20 di esse daranno a Tommaso il

diritto di voto]

Conclusioni: il limite è dato dal soggetto e non dalle azioni , mentre nel secondo comma il limite

era oggettivizzato nelle azioni speciali.

Art 2433: a differenza delle società di persone (in cui il socio prende l’utile nel momento stesso in

cui esso è prodotto, quindi il socio ha un diritto soggettivo all’utile), nella spa il diritto non è

soggettivo con l’approvazione del rendiconto ma solo quando l’assemblea ha deciso come esso

deve essere distribuito. Parliamo infatti di DIVIDENDI (“da dividere”)

Le azioni si ottengono partecipando al capitale (ovvero attraverso il conferimento del capitale

sociale). Una volta acquistate c’è tra gli azionisti la compravendita delle azioni.

=> Art 2345: norma delle prestazioni accessorie

Esempio: nella mia società c’è un socio che parla il norvegese: oltre ad essere socio egli svolge una

prestazione accessoria, ulteriore, che in questo caso consiste nel tradurre i testi in norvegese.

Si è dunque instaurato un doppio rapporto tra socio e società, e il mio socio è remunerato:

- con il dividendo, in quanto socio

- con il compenso per l’attività della prestazione accessoria

Si crea dunque un vincolo, un nesso di interdipendenza tra il rapporto societario e il rapporto dei

servizi. Nel caso in cui io voglia vendere l’azione devo chiedere agli amministratori il gradimento

(in questo caso se il socio sostitutivo conosce il norvegese).

DEROGABILITÁ DEL PRINCIPIO DI NON PROPORZIONALITÁ

Prima della riforma del 2003: esempio: immaginiamo due soci di una spa, i signori Bianchi e Rossi,

che conferiscono 50% a testa del capitale sociale. Immaginiamo di avere 120.000 azioni (NB: il

massimo conferibile nel capitale sociale sono 120.000 euro). Abbiamo applicato il principio di

proporzionalità. Infatti, se conferisco il 50%, ho il 50% delle azioni.

Dopo la riforma del 2003: il comma 4 dell’art. 2346 prevede la possibilità che le azioni siano

attribuite in modo non proporzionale al conferimento in capitale, ermo restando che la somma

delle azioni corrisponda al valore del conferimento. Lo statuto quindi può prevedere il metodo non

proporzionale. La prima frase del comma 4 spiega la proporzionalità tra azioni e conferimento. La

seconda frase invece introduce la deroga.

Esempio: se il signor Rossi conferisce 60.000 euro e riceve 40.000 azioni (il 30% del totale), quanto

spetta al signor Bianchi? Egli conferirà 60.000 euro e riceverà 80.000 azioni.

Il totale dei conferimenti deve coincidere con il totale del capitale sociale. Ma come si stabilisce chi

dei soci è disposto a conferire di più? Qual è il senso? Si incentivano i soci e si cerca di coprire

possibili conferimenti atipici (non conferibile in società).

In sintesi:

 il principio generale del comma 4 è quello della proporzionalità nell’attribuzione di azioni ai

soci (le azioni sono proporzionali ai conferimenti);

 la regola della proporzionalità è derogabile, cioè il numero di azioni può essere maggiore o

minore rispetto alla regola della proporzionalità;

 nell’ipotesi in cui lo statuto introduca il principio di non proporzionalità, resta necessario il

coincidere delle azioni con il conferimento;

 la regola della non proporzionalità è lo strumento per remunerare conferimenti atipici, cioè

attribuzioni suscettibili di valutazione economica ma nel contempo non idonei oggetti di

conferimento;

 l’azione viene assegnata più per quello che una persona dimostra di essere, non tanto per

quello che essa dovrà fare.

Peculiarità delle azioni

Oltre alle azioni ordinarie e a quelle speciali, esistono altre due tipologie di azioni:

1. Azioni riscattabili per queste azioni è previsto, al verificarsi di determinati eventi, il

diritto di riscatto* da parte della società.

* [dichiarazione unilaterale recettizia, che determina il trasferimento coattivo da

parte del titolare a favore dei soggetti indicati nel riscatto stesso]

2. Azioni correlate sono azioni speciali che derogano il principio generale della ripartizione

dell’utile in quanto sono remunerate in relazione ad una specifica attività dell’impresa. Si

definiscono “correlate” perché il rendimento di queste è riferito all’utile prodotto da un

ramo dell’azienda.

SHAREHOLDER

Sono i titolari di interessi in una spa. In particolare abbiamo tre sottocategorie:

1) Shareholder (art 2346)

2) Bondholder (art 2410)

3) Stockholder (art 2346, sesto comma) v. pag 14

Possiamo dire che in una società gli shareholder sono I protagonisti, mentre I bondholder egli

stockholder sono i coprotagonisti che intervengono solo se gli azionisti vogliono. Questi interventi

vengono ufficializzati attraverso le modifiche dello statuto.

 Gli SHAREHOLDER apportano alla società il capitale di rischio, che viene messo a disposizione

durevolmente (disponibile alla società per tutta la sua vita). Questo conferimento è sottoposto

al rischio di impresa, ovvero al rischio di perdita (il capitale di rischio cambia nel caso in cui la

società non dovesse andare bene). Lo shareholder non ha nessun diritto di credito nei

confronti della società.

 I BONDHOLDER sono anche riconosciuti come obbligazionisti. Il termine deriva da

OBBLIGAZIONI. Le obbligazioni sono frazioni standardizzate di una quota unitaria, che hanno

lo scopo di essere collocate più facilmente tra il pubblico. Sono gli amministratori che decidono

di ricorrere alle obbligazioni.

Partiamo da un esempio: la spa cerca 100 euro per il finanziamento di un progetto. È più probabile

che essa trovi 100 persone disposte a dare un euro piuttosto che un’unica persona disposta a

pagare 100 euro. In questo caso ho frazionato la mia quota unitaria di 100 euro.

Gli obbligazionisti sono i creditori, mentre la società è il debitore. La somma che l’obbligazionista

mette a disposizione è allo stesso tempo un credito dell’obbligazionista e un debito della società.

L’obbligazione è un titolo di credito o di debito, un importo che il titolare dell’obbligazione ha il

diritto di ricevere.

Art 2433: abbiamo due tipi titoli di credito:

A. Nominativi: intestati all’acquirente dell’obbligazione

B. Al portatore: se la proprietà risulta dal semplice possesso

Nel manifesto di emissione dell’obbligazione viene stabilito:

- Quante sono le obbligazioni che la società riceve

- L’ammontare dell’unitaria operazione di finanziamento

- Quando verrà rimborsato il capitale

- Qual è il tasso di interesse al quale sarà remunerato il prestito.

Poiché si tratta di un capitale di debito (in questo caso è la società che deve restituire il capitale),

devo considerare con molta attenzione a chi dare il credito:

1) A chi mi dà garanzie

2) A chi ha un flusso di reddito sufficiente per pagare il debito

o Devo valutare il merito creditizio o rating (come fanno le banche)

Se la società emette obbligazioni in una misura eccessiva, il creditore non è più certo di incassare.

Dunque il legislatore fa in modo che l’emissione delle obbligazioni sia sostenibile. Il debito è

insostenibile quando è maggiore del doppio del capitale sociale e delle risorse sociali (quindi

maggiore del doppio del patrimonio netto). Come mai il doppio? Perché secondo gli studi

finanziari è questo il limite che non mette in difficoltà l’obbligazionista.

Se ad esempio ho un patrimonio netto di 120.000, posso emettere obbligazioni per 240.000. Se ho

anche 120.000 di riserve, il totale del patrimonio netto è 240.000, e l’ammontare delle

obbligazioni è 480.000

Una volta esaurito il capitale sociale, rimane la riserva occulta che è uguale ad un valore molto più

alto rispetto a quello del capitale sociale.

Tuttavia vi sono tre deroghe (o correttivi):

a. Le obbligazioni sono collocate presso investitori istituzionali (attività d’impresa) soggetti a

vigilanza prudenziale (soggetti al controllo della Banca d’Italia). Queste obbligazioni non

vengono date a persone a caso del mercato, ma a persone specifiche. Di conseguenza è

possibile superare il doppio del patrimonio netto. Come mai accade questo? Come posso

essere sicuro che non c’è il rischio di solvenza? Perché la banca per mestiere valuta il

rischio, chiede le garanzie, e le varie informazioni per valutare il profilo di credito dei

debitori, e solo nel momento in cui la banca è convinta essa erogherà le obbligazioni (essa

non è obbligata a comprare le obbligazioni). L’obbligazione cambia valore in relazione alla

durata del prestito: se Marzia ha conferito a gennaio un’obbligazione con il 5% di interessi,

e a luglio vende quest’obbligazione a Carlo, l’obbligazione che ha Carlo ha il 10% di

interessi.

Art 2411: se l’obbligazione acquistata dalla banca viene rimessa in circolazione, è

responsabilità della banca la solvenza della società emittente (ovvero la capacità di

restituire)

b. Costituire un’ipoteca. È possibile emettere obbligazioni fino all’importo di 2/3 del valore

dell’immobile, garantendoli con un’ipoteca di primo grado sul valore dell’immobile

c. L’emissione in eccesso è autorizzata dall’autorità governativa nell’interesse dell’economia

nazionale.

L’OBBLIGAZIONE CONVERTIBILE (non devi sapere tutti i tipi di obbligazioni)

Art 2420 + 2420 bis. La società ha bisogno di soldi; ci sono varie opzioni: o chiede un aumento del

capitale sociale facendo entrare nuovi soci (o dai soci stessi), o attraverso le obbligazioni, oppure

può sollecitare il pubblico.

Partiamo da un esempio: la mia società vuole lanciare un nuovo tablet sul mercato; oltre

all’interesse del 5% sull’obbligazione, viene garantito, a coloro che si prestano, un ulteriore

premio: durante il periodo del lancio del tablet (tempo di conversione) sarà possibile convertire il

capitale di debito (o credito) in capitale di rischio, ovvero convertire le obbligazioni in azioni.

TABELLA 1

Attivo Passivo

Cassa PN

120.000 120.000

240.000 Debito vs

obbligazioni

240.000

Tot Tot

360.000 360.000

Se avviene la conversione, elimino il debito vs obbligazioni: i 240.000 non saranno più un prestito

ma un conferimento, in quanto gli obbligazionisti restituiscono le obbligazioni (rinunciando al

capitale di debito) e in cambio ricevono le azioni. Sotto il profilo della cassa non cambia niente,

cambia solo lo stato patrimoniale. Viene dunque convertito/modificato il rapporto

o RAPPORTO DI CAMBIO: è molto importante per capire il tema della conversione.

Tutto ciò che segue è la premessa che introduce il rapporto di cambio, e quali sono i rischi che

avremmo nel caso in cui il rapporto di cambio non esistesse.

TABELLA 2

Attivo Passivo

Cassa Cap

240.000 120.000

Riserve

120.000

Tot Tot

240.000 240.000

In questa società ci sono 120.000 azioni. [Le riserve sono ad esempio gli utili non restituiti].

Calcoliamo:

 Valore nominale delle azioni (VN): è il valore dell’azione intesa come frazione del capitale

sociale

CAPITALE SOCIALE

NUMERO DELLE AZIONI

In questo caso => 120.000 : 120.000 = 1 euro

 Valore patrimoniale delle azioni (VP): è il valore che l’azione avrebbe nel caso in cui la

società si sciogliesse. È il più semplice tra i criteri di valutazione delle azioni perché non

dobbiamo stimare altre componenti.

PATRIMONIO NETTO

NUMERO DELLE AZIONI

In questo caso=> 240.000 : 120.000 = 2 euro

Torniamo al tema del rapporto di cambio. È molto importante valutare il rapporto di cambio

quando si emettono le obbligazioni convertibili. L’assemblea straordinaria:

- Delibera l’emissione delle obbligazioni

- Delibera l’aumento del capitale a servizio del prestito obbligazionario, quindi l’aumento del

capitale a disposizione degli obbligazionisti convertibili.

TABELLA 3

Attivo Passivo

Cassa Cap sociale

120.000 120.000

Riserve

120.000

240.000 Debito vs

obbligazioni

120.000

Tot Tot

360.000 360.000

Bianco e Grigio sono soci, ciascuno ha il 50% (entrambi hanno 60.000 azioni, il VN = 1 euro; VP = 2

euro). Se Rossi prende 120.000 obbligazioni e le converte in azioni, il numero totale delle azioni

sarà 240.000 (e il PN = 360.000)

o Di conseguenza, poiché cambia il valore del patrimonio netto, cambierà anche quello di VP

(360.000 : 240.000 = 1,5 euro)

 

Cosa succede? Grigio è triste perché il valore di VP è diminuito. Rossi è felice perché,

essendo aumentato il valore delle sue azioni, ha investito 120.000 euro e se ne ritrova 180.000.

MA tutto ciò non è possibile! Non posso permettere che i soci ci perdano economicamente dalla

conversione…e quindi?????

Quindi introduciamo finalmente il RAPPORTO DI CAMBIO. Esso è l’indicazione del numero di

azioni che competono all’obbligazionista, ovvero il numero di obbligazioni necessario per ottenere

un’azione. Se ad esempio il rapporto di cambio è 1:2, vuol dire che devi annullare due obbligazioni

per ottenere un’azione. Dunque, quante azioni otteniamo in questo caso? 60.000 [quello che resta

è riserva con cambio?????? Non ho capito ale]

Qui c’è una parte che aggiungiamo a mano, non so fare la tabella, comunque questo passaggio in

generale non mi è chiaro

Il rapporto di cambio viene stabilito dagli amministratori e viene proposto agli azionisti nel

momento in cui delibero l’emissione delle obbligazioni. Questo serve ad evitare che

l’obbligazionista in sede di conversione possa avvantaggiarsi delle riserve.

[Se all’esame ti chiede “quante azioni vengono assegnate all’obbligazionista?” non devi

assolutamente rispondere “il numero corrispondente delle obbligazioni” MA devi rispondere che

“i soci deliberano un aumento del capitale in misura corrispondente alle azioni da attribuire in

conversione, ovvero quelle stabilite sulla base del rapporto di cambio”

L’OBBLIGAZIONE WARRANT

Le obbligazioni warrant permettono agli obbligazionisti di acquistare, sottoscrivere le azioni al

prezzo determinato preventivamente nel manifesto di emissione (e non di convertirle).

L’obbligazionista ha una doppia funzione:

- Obbligazionista

- Azionista: mantiene il diritto di credito e di percepire i dividendi.

L’obbligazionista warrant somma al rapporto di finanziamento, un rapporto sociale, eseguendo un

nuovo conferimento. Nell’obbligazione convertibile il debito vs obbligazioni viene eliminato, qui

invece il debito resta, ma si ha un aumento del capitale e nuova cassa. Il vantaggio che si ottiene è

che il diritto di opzione sta ai soci.

 Gli STOCKHOLDER sono i titolari di una quota di interesse (quindi coloro che vantano un

interesse nei confronti della società, in un senso più ampio inglobiamo in questa categoria

anche gli obbligazionisti e i lavoratori in alcuni contesti), ma soprattutto solo titolari di

STRUMENTI FINANZIARI PARTECIPATIVI.

Approfondiamo dunque l’argomento sugli strumenti finanziari (SF). A differenza della norma sulle

obbligazioni, quella sugli strumenti finanziari è più complicata: c’è una norma principe (art 2346

comma 6) alla quale si collegano altre norme (2351, 2411).

- Elemento soggettivo degli SF: pur essendo inseriti in un articolo dedicato alle azioni, gli SF

non attribuiscono a chi li possiede la qualità di socio/azionista (come accade per le

obbligazioni). Essi possono essere acquisiti da un socio (attraverso le azioni) o da terzi

- Elemento oggettivo degli SF: è possibile ottenere uno SF attraverso qualunque elemento

suscettibile di una valutazione patrimoniale. Chiunque può acquistare SF attraverso un

apporto di qualunque entità.

? A cosa servono gli strumenti finanziari? Essi attribuiscono:

 Diritti amministrativi

 Diritti patrimoniali: un diritto patrimoniale è la remunerazione dell’investimento (con una

parte dell’utile), che non è solo remunerazione ma è anche parametrazione

? Se apporto denaro, esso verrà restituito? (non c’è sul libro)

Gli strumenti finanziari hanno una duplice natura (la società decide al momento dell’emissione

quale sarà la natura di un determinato strumento finanziario):

1) Capitale di debito: vige l’obbligo di restituzione da parte della società a favore del titolare

(come avviene per le obbligazioni)

2) Capitale di rischio: la società non ha obblighi di restituzione nei confronti del titolare (è un

meccanismo simile a quello per le azioni)

o Diciamo che lo strumento finanziario ha causa variabile, in quanto può essere emesso a

fronte del capitale di debito o del capitale di rischio.

[se ti chiede: dove abbiamo già parlato di causa variabile? Devi parlare della cessione delle azioni]

Art 2351: questa norma l’avevamo vista quando abbiamo studiato i diritti amministrativi

dell’azionista. I titolari di strumenti finanziarti hanno diritto di voto solo in casi particolari e per la

nomina di:

 Membri del collegio sindacale

 Membri del consiglio di sorveglianza

 Amministratore indipendente

Che sono organi di controllo dei sistemi di amministrazione e non di gestione!!!

Art 2411: la disciplina delle obbligazioni si applica a determinate condizioni agli strumenti

finanziari che subordinano il rimborso del capitale. Il proprium dell’apporto del capitale di debito è

il diritto al rimborso.

RECESSO Art 2437


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sollinz

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Corso di laurea: Corso di laurea in Esperto linguistico d'impresa
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sollinz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Giordano Giuseppe.

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