Diritto Commerciale
APPUNTI PROF.SSA RABITO
Luisa Costanzo | Diritto Commerciale | 2014/2015
Impresa
Il punto di riferimento è il codice civile del 1942, ma esso non contiene la definizione di impresa bensì dell’imprenditore.
(Art. 2082 c.c. ) È imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello
scambio di beni o servizi.
Attività:
Serie continuativa di atti diretta alla produzione o allo scambio di beni o servizi.
Economica:
La legge non spiega cosa voglia dire economica, l’interpretazione è fornita dagli operatori del diritto.
Concetto di economicità:
Metodologia di produzione tale che i prezzi di produzione vengano coperti dai costi applicati (Metodo economico)
Organizzata:
L’organizzazione è data dal fatto che l’imprenditore mette insieme gli elementi per produrre e li
coordina. PERSONE /
Per fattori s’intende il capitale, le materie prime, i luoghi, ecc. (Elementi materiali/Organizzazione BENI O
Materiale) e la forza lavoro (Fattore Umano). ENTRAMBI
Professionalmente:
Un soggetto che continuativamente svolge una certa attività.
Sono considerate attività d’impresa anche attività che si interrompono nella prospettiva di riprendere (Attività stagionali).
Da tale definizione sono sorti alcuni problemi interpretativi:
1. Lo scopo di lucro;
2. La destinazione di beni/servizi prodotti da un soggetto.
È insito nell’attività imprenditoriale che beni e servizi siano destinati a terzi, ma se sono destinati all’imprenditore stesso ciò
impedisce la definizione di impresa?
L’attribuzione della qualifica è rilevante ai fini della normativa.
La tesi prevalente vuole che un soggetto per ottenere la qualifica di imprenditore debba svolgere l’attività per il mercato.
Il nostro testo dissente da questa tesi e ritiene che non si possono valutare le intenzioni di un soggetto;
3. L’attività economica deve essere necessariamente lecita o può anche essere illecita?
Un’attività può essere illecita perché contraria a norme imperative (es: mancanza di autorizzazioni).
Altra attività illecita potrebbe essere il commercio di droga.
Chi svolge queste attività può essere qualificato imprenditore?
Alla luce delle nuove interpretazioni ciò è possibile, tanto che il PIL tiene conto anche delle attività illegali.
Ovviamente l’impresa illecita non può invocare a proprio favore le norme nei confronti di chi ad esempio opera in concorrenza
sleale.
L’impresa illegale è però assoggettata alle norme a sfavore, come le procedure concorsuali.
Lavoro autonomo
Art. 2222 c.c. Quando una persona si obbliga a compiere dietro corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente
proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto
abbia una disciplina particolare nel Libro IV. La differenza tra lavoratore autonomo e imprenditore sta nel fattore dell’organizzazione.
Nel caso dell’idraulico si tratta di auto organizzazione. Bisogna valutare se gli strumenti di cui il soggetto si avvale facciano parte di
qualcosa di proprio o se si hanno più fattori da coordinare. PAGINA 2
Stabilire se un soggetto è imprenditore o lavoratore autonomo spetta all’autorità giudiziaria.
Contano le modalità con cui il soggetto svolge la sua attività lavorativa.
Liberi professionisti
(Avvocato, Farmacista, Medico) Il libero professionista offre servizi in maniera professionale ed economica finalizzata al mercato ed in
modo organizzato.
Il nostro legislatore però esclude la categoria dei liberi professionisti da quella degli imprenditori secondo l’art. 2331 c.c..
(Es: se il medico gestisce una casa di cura allora sarà considerato imprenditore, non in quanto medico, ma in quanto organizzatore). La
differenza fra imprenditore e libero professionista sta nella prestazione.
Dall’imprenditore ci aspettiamo un risultato che se disatteso ci permette di non pagare; dal libero professionista ci aspettiamo un
servizio, ma indipendentemente dal risultato paghiamo (prestazione di mezzi).
Altra ragione che giustifica tale differenza di trattamento è la differente organizzazione: l’organizzazione del libero professionista ha
una funzione ancillare, cioè la strumentazione serve, ma non è utile se non viene “interpretata” dal libero professionista.
(Es: la diagnosi è frutto della competenza del libero professionista alla luce della strumentazione che adopera).
Decidere di escludere la categoria dei liberi professionisti dalla categoria degli imprenditori è stata una scelta legislativa finalizzata
all’esonero di questa categoria dagli obblighi che gravano sugli imprenditori.
Qualificare l’imprenditore
D ’ ’ ’ :
ISTINGUERE L IMPRESA IN BASE ALLE MODALITÀ E ALL OGGETTO DELL IMPRESA
Imprenditore agricolo
La visione iniziale lo riteneva un soggetto che rischiava di più perché soggetto al rischio meteorologico.
Si riteneva inoltre non avesse bisogno di accedere al credito e fosse bisognoso di minor tutela. CRITERIO:
Oggi invece ricorre al credito e c’è l’esigenza di tutela, dunque la normativa fra le due tipologie (Imprenditore PREVALENZA
DELL’USO DEI
agricolo e Imprenditore commerciale) si sta via via assimilando. PRODOTTI
Art. 2135 c.c. “L’imprenditore agricolo esercita una delle seguenti attività: selvicoltura e allevamento di animali, DEL SUO
FONDO.
coltivazione del fondo: attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico … “
(Es: l’agriturismo è un’attività del fondo).
L’articolo è stato modificato nel 2001 e le modifiche vanno lette alla luce dei cambiamenti che hanno
riguardato l’impresa agricola: le modalità di svolgimento di tali attività sono cambiate come ad esempio il tipo
di animali allevati.
Imprenditore commerciale
Per lo svolgimento della sua attività ha bisogno di ricorrere al credito, per questo è sottoposto a normative restrittive al fine di
garantire i creditori.
Il codice civile non dà la definizione di imprenditore commerciale, si fa riferimento all’art. 2195 c.c. che elenca le attività che devono
iscriversi nel registro delle imprese. PAGINA 3
A TTIVITÀ CHE QUALIFICANO LE IMPRESE COME COMMERCIALI
Secondo l’art. 2195 c.c.:
Attività industriale diretta alla produzione industriale di beni e servizi; INDUSTRIALE
Attività intermedia o di scambio di beni e servizi; NEL SENSO DI ATTIVITÀ DI
PRODUZIONE DI BENI CHE
Attività di trasporto per terra, per acqua, per aria; NON RIENTRANO
NELL’AGRICOLTURA, PER
Attività bancaria e assicurativa; EVITARE CHE VI RIENTRINO
ARTIGIANATO (CHE
Attività ausiliarie delle precedenti SECONDO L’ART. 2195 C.C.
(Soggetti che svolgono attività che si collegano a una delle precedenti; NON POTREBBE ESSERE
INCLUSO NEGLI
Es: Agenti che procacciano affari alla società madre). IMPRENDITORI
COMMERCIALI. LA DOTTRINA
HA INFATTI INTRODOTTO LE
“IMPRESE CIVILI” CHE NON
TROVANO PERÒ RISCONTRO
NEL CODICE) E LE IMPPRESE
La definizione di impresa commerciale si potrebbe ricavare solo ai primi due punti, ma la ESTRATTIVE.
differenza con l’art. 2082 c.c. che definisce l’imprenditore in generale sta nell’aggettivo
“industriale”.
Quindi se un soggetto non acquisisce la qualifica di imprenditore agricolo rientrerà nella
categoria di imprenditore commerciale.
La distinzione è importante ai fini della normativa da applicare.
N ORMATIVA DEL CODICE CIVILE PER GLI IMPRENDITORI COMMERCIALI
“S ’ ”
TATUTO DELL IMPRENDITORE COMMERCIALE
Norme relative alla capacità commerciale
Per assumere la qualifica di imprenditore commerciale occorre la capacità d’agire (compimento dei 18 anni).
Per gli incapaci totali (minori – inabilitati - interdetti) è necessaria l’autorizzazione giudiziaria del giudice tutelare, ma ciò non può
avvenire nell’esercizio dell’attività imprenditoriale perciò si è optato per un’autorizzazione unica.
Gli incapaci totali non possono iniziare un’attività commerciale, ma possono continuarla, salvo autorizzazione.
Il minore emancipato ha un trattamento di favore in quanto ritenuto capace di continuare l’attività, ma anche di iniziarla. Ciò alla luce
del fatto che egli può compiere tutti gli atti di straordinaria amministrazione.
Per il soggetto assoggettato all’amministratore di sostegno bisogna guardare alle regole decise al momento della nomina.
La qualità di imprenditore, nel caso dell’incapace, viene acquisita dallo stesso come le conseguenze del fallimento, la responsabilità
penale invece si ripercuote sui soggetti che gestiscono materialmente il patrimonio.
Norme relative all’scrizione nel registro delle imprese
L’iscrizione nel registro delle imprese risponde ad una esigenza di pubblicità, occorre infatti che ci sia la conoscibilità da parte dei terzi
degli elementi che contraddistinguono l’impresa al fine di decidere se entrare o meno in rapporti con essa. Il registro delle imprese,
istituito nel 1942, ha trovato attuazione solo nel 1993.
Il registro è tenuto presso le sedi provinciali delle Camere di Commercio. L’iscrizione è un obbligo, se lo si viola si va incontro a sanzioni
pecuniarie.
L’imprenditore individuale ha l’obbligo di iscriversi entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.
Bisogna comunicare il nome della ditta, la sede dell’impresa, l’oggetto dell’attività, i dati anagrafici dell’imprenditore.
I dati vanno aggiornati e va comunicato l’eventuale trasferimento o la cessazione dell’impresa, poiché entro un anno dalla cessazione
dell’impresa questa corre ancora il rischio di incorrere nel fallimento.
Queste disposizioni valgono sia per la sezione ordinaria che per quelle speciali. PAGINA 4
S TRUTTURA DEL REGISTRO DELLE IMPRESE
Sezioni speciali
Prima sezione speciale:
Gli imprenditori agricoli che in origine erano esclusi dall’obbligo di iscrizione;
I piccoli imprenditori;
Gli imprenditori artigiani.
Seconda sezione speciale:
Società tra professionisti.
Terza sezione speciale:
Start Up innovative.
Quarta sezione speciale:
Imprese sociali.
Quinta sezione speciale:
Reti di imprese
(Forme di collaborazioni fra imprese che hanno stipulato un accordo di rete per incrementare la produttività e/o
affermarsi nel mercato).
Effetti relativi all’iscrizione nelle Sezioni speciali:
pubblicità notizia
Efficacia di (manca l’effetto di opponibilità a terzi)
Con la riforma del 2001 si è modificato anche l’effetto dell’iscrizione nel registro delle imprese delle imprese agricole che oggi ha
effetto di pubblicità dichiarativa.
Invece per tutte le altre iscrizioni contenute nelle sezioni speciali l’effetto è quello di pubblicità notizia.
Sezione ordinaria
Vi si iscrivono:
Tutti gli imprenditori che esercitano attività commerciali (imprenditori individuali e società, queste ultime anche se non
svolgono attività commerciali).
Enti pubblici economici (Stato, Regioni, comuni) che svolgono funzioni tipiche di soggetti privati (es: Inam, Ferrovie dello
Stato).
Oggi sono divenute società per azioni allo scopo di fare cassa (privatizzazione) quindi sono ormai rari. PAGINA 5
Effetti relativi all’iscrizione nella sezione ordinaria:
Per le imprese commerciali si ha pubblicità dichiarativa.
EFFICACIA DICHIARATIVA: Tutti i dati inseriti nel registro delle imprese sono opponibili, conoscibili, ai terzi dal
momento dell’iscrizione, ad eccezione delle società per azioni per le quali è previsto un
lasso di tempo di 15 giorni.
EFFICACIA COSTITUTIVA: A proposito delle società, dall’iscrizione nel registro delle imprese sorge la persona giuridica
che è soggetto di diritto e ha autonomia rispetto ai soci stessi.
EFFICACIA NORMATIVA: L’iscrizione nel registro delle imprese permette l’applicazione di norme che in assenza
dell’iscrizione non potrebbero essere applicate.
Norme relative all’obbligo di tenuta delle scritture contabili
Gli imprenditori commerciali hanno l’obbligo di tenere le scritture contabili nell’interesse dello stesso imprenditore, ma anche di terzi
nel momento in cui insorgono controversie.
Le scritture contabili hanno rilevanza nel momento in cui l’impresa si trova in una situazione critica, come nell’ipotesi di fallimento o
altre procedure concorsuali.
Sono:
Libro Giornale
Per la registrazione delle operazioni giornaliere;
Libro degli Inventari
Viene redatto inserendo passività e attività, anche del patrimonio individuale nel caso di imprenditore individuale
A seconda delle dimensioni e della tipologia dell’impresa possono adoperarsi anche altri tipi di scritture contabili aggiuntive.
Come vanno tenute:
Se in maniera informatica va usato un programma che consenta la marcatura temporale annuale con l’immissione della
firma digitale dell’imprenditore;
Se cartacee vanno numerate le pagine.
Valenza probatoria:
Valgono come prova contro gli imprenditori poiché egli potrebbe scrivervi cose non veritiere.
Diversamente, se si tratta di controversie fra imprenditori commerciali, valgono solo se tenute in modo regolare.
L’obbligo di tenere le scritture contabili non è previsto ad esempio per gli imprenditori agricoli. PAGINA 6
Norme relative alla soggezione delle imprese commerciali alle procedure concorsuali
Procedure concorsuali:
Nascono per tutelare il ceto creditorio.
Se l’imprenditore ha in capo diversi debiti e i singoli creditori volessero agire per recuperare il debito si correrebbe il rischio che alcuni
creditori non possano essere soddisfatti.
Con le procedure concorsuali si impedisce la possibilità che il singolo creditore possa aggredire il patrimonio, si stabilisce la vendita
dell’intero patrimonio e la ripartizione fra i creditori a seguito della dichiarazione di fallimento.
Negli ultimi anni la nota sanzionatoria del fallimento è scomparsa.
Si cerca anche di evitare il fallimento con procedure concorsuali alternative:
Concordato preventivo – accordo in presenza dell’autorità giudiziaria fra creditori e debitore;
Accordi di ristrutturazione – proposta che il debitore fa al creditore;
Piano di risanamento – predisposto dal debitore;
Amministrazione controllata - oggi abolita, veniva concesso un termine entro il quale il debitore doveva pagare, nel
frattempo poteva continuare a svolgere la sua attività. Veniva così data all’impresa la possibilità di risollevarsi.
Liquidazione coatta amministrativa – applicata solo a determinate categorie di imprese (assicurazioni, banche).
Disposta e gestita dal Ministero dello sviluppo economico. È uno strumento discrezionale in quanto è ad opera
dell’amministrazione pubblica.
Amministrazione straordinaria – delle imprese in stato di insolvenza allo scopo di salvare grandi aziende con
conseguenti numerosi posti di lavoro.
Tali procedure, ad eccezione degli accordi di ristrutturazione concessi anche alle imprese agricole, sono destinate alle imprese
commerciali.
Inizio e Cessazione dell’attività imprenditoriale
Lo statuto dell’imprenditore commerciale trova applicazione dal momento in cui l’attività imprenditoriale è iniziata.
La qualifica di imprenditore commerciale si acquista quando l’operatore economico pone in essere gli atti tipici dell’attività (criterio
dell’effettività). Per arrivare a ciò il soggetto si presume abbia precedentemente compiuto atti preparatori, questa fase è anch’essa
ritenuta come attività d’impresa per gli imprenditori individuali. In caso di società, invece, si parte dal momento della costituzione della
società stessa, me è meglio riferirsi all’interpretazione data per l’imprenditore individuale.
al momento in cui cessa.
La cessazione è legata alla scompaginazione della struttura posta in essere per lo svolgimento dell’attività imprenditoriale
(disgregazione del complesso aziendale). È difficile stabilire il momento esatto, ma è essenziale stabilirlo perché l’imprenditore per un
anno da questa data rischia ancora il fallimento. La decorrenza dell’anno è stata chiarita con la riforma della legge fallimentare: dalla
cancellazione dell’impresa del registro delle imprese. Anche se i creditori o il p.m. possono provare che il momento della cessazione è
diverso rispetto al momento della cancellazione del registro delle imprese (imprese individuali).
Per le società vale lo stesso con la riforma del 2006, ma prima la giurisprudenza aveva ritenuto che la società dovesse considerarsi
esistente finché avesse avuto in capo debiti. La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale tale interpretazione, a tutela del
creditore.
Oggi con la nuova normativa si è posto un punto fermo allineando le società agli imprenditori individuali. Se permangono debiti dopo la
cancellazione per la cessazione si tratta di fenomeno successorio, le obbligazioni si trasferiscono ai soci considerati “eredi” delle
posizioni della società stessa. In realtà questi principi stentano ad affermarsi. PAGINA 7
D ’ :
ISTINGUERE L IMPRESA IN BASE ALLE MODALITÀ DI ESERCIZIO
Impresa svolta in maniera individuale
Svolta dal singolo soggetto, persona fisica; i poteri decisionali sono spetta
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Lezioni, Diritto commerciale II
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Diritto Amministrativo - Appunti a.a. 2014/2015
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