Diritto commerciale
Definizione di imprenditore nel codice civile
Codice civile c.c. art. 2082 (1942 data di creazione del codice Civile)
Titolo II: Del lavoro nell'impresa
Capo I: Dell'impresa in generale
Sezione I: Dell'imprenditore
“È imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.”
Libro V del lavoro, La definizione di imprenditore è la definizione di base che serve a capire il fenomeno delle imprese, ma poi ci saranno altre definizioni che lo qualificano in maniera più precisa, come imprenditore agricolo, commerciali, piccolo, piuttosto che “non piccolo”, oppure una definizione che ricaviamo dall’interpretazione alla dottrina o dalle norme del loro sistema dei giudici ovvero giurisprudenziale e troviamo la definizione di imprenditore individuale piuttosto che collettivo. È un lavoratore. Imprenditore lo troviamo nel libro V del lavoro.
Elementi per la qualifica di imprenditore
Dalla definizione di sopra possiamo desumere che gli elementi necessari per essere qualificati come imprenditore sono:
- L’esercizio dell’attività economica;
- L’organizzazione dell’attività;
- La professionalità;
- La produzione o lo scambio di beni o servizi.
Il Codice Civile non fornisce la definizione di «impresa», ma quella di «imprenditore» (art. 2082 c.c.).
È evidente che l’attività citata dal codice (economica, organizzata, diretta alla produzione o allo scambio di beni e di servizi, esercitata professionalmente) non è altro che l’impresa. Quest’ultima può essere perciò definita come l’«attività dell’imprenditore». In base a questa definizione risulta chiaro che, affinché vi sia impresa, devono ricorrere le seguenti condizioni:
- L’esercizio di un’attività economica diretta alla produzione o allo scambio di beni e di servizi;
- L’organizzazione dell’attività;
- La professionalità.
Attività economica
Fabrizia è la titolare di una sartoria. Lei esercita un’attività economica. Come detto, l’imprenditore è colui che esercita un’attività economica. Con tale locuzione si intende una serie di atti coordinati e finalizzati alla produzione e allo scambio di beni e servizi. Normalmente, l’attività economica è svolta con il fine di conseguire un profitto, ovverosia lo scopo è far sì che i ricavi superino i costi. Tuttavia, per il diritto è sufficiente che essa miri alla copertura dei costi. In ogni caso, l’attività economica è sempre legata al rischio d’impresa, nel senso che l’imprenditore non ha mai la garanzia di poter realizzare profitti o coprire i costi. Da ultimo, si evidenzia che, anche se non risulta espressamente dalla definizione di imprenditore contenuta nel codice, l’attività economica deve essere lecita. Pertanto, non è imprenditore lo spacciatore che vende sostanze stupefacenti. Tale attività è illegale!
Ovvero un metodo economico -> che i ricavi che intendo avere coprono i costi. Attraverso un bilancio. Pareggio di bilancio coprire i costi con i ricavi. Ricomprende tutti quei soggetti che intendo avere un guadagno che viene suddiviso i profitti e quelle situazioni in cui l’obiettivo è senza lucro coprire i costi con i ricavi. ES imprese pubbliche pareggio di bilancio, il fine è offrire servizi e prodotti al cittadino, non si porrà l’asticella dei ricavi, non li metterò a superare i costi.
ES. Società cooperative, quelle imprese con uno scopo mutualistico cooperativo, l’obiettivo è quello di dare a tutti i soci un vantaggio. COOP società di cooperativa di consumo, ricavi e costi che ha sostenuto, il delta la differenza la distribuisce con la tecnica del ristorno la distribuisce ai soci, costi + ristorni deve raggiungere i ricavi. Ristorni sono i buoni sconti a tutti i soci vengano dati questi ristorni utilizzarli il prossimo anno per non pagare i prodotti successivamente comprati, coop avere un pareggio di bilancio e i costi che abbiamo nel bilancio ci sono i ristorni che vengono dati ai soci.
Consorzio
Consorzio: ente che raccoglie altri imprenditori, formato da imprenditori che creano questa impresa consorzio. Obiettivo di svolgere insieme una o più fasi del loro lavoro. Un consorzio di approvvigionamento per cui i ristoratori di una determinata area geografica decidono di approvvigionarsi insieme in un consorzio per il vino, il potere è così maggiore. Sconto relativo alla quantità nei confronti di un fornitore. Consorzio si intende trovare uno sbocco sul mercato dei prodotti, in quanto il singolo prodotto della singola impresa non sarebbe interessante in quanto di quantitativo troppo basso. Es. imprenditori agricoli che producono un determinato prodotto che vogliono rivolgersi ad una grande industria alimentare che ha bisogno di una ingente quantità di uova, quindi in un Consorzio molti imprenditori agricoli possono garantire il quantitativo di uova, non perdendo il cliente e i guadagni. Il Consorzio andrà a gestire l’attività in maniera economica, non guadagno personale. Ricavi verranno ribaltati tutti sui vari consorziati annullando il lucro. Attività economica, ma non di lucro. Impresa di tipo Mutualistico – Cooperativo.
Organizzata
Carmelo ha un’impresa di costruzioni di edifici. Per poter esercitare l’attività, Carmelo si serve dei macchinari edili e organizza la forza lavoro (gli operai). Per poter esercitare l’impresa è necessario che l’attività economica sia organizzata, cioè attuata mediante l’organizzazione e l’utilizzo di una serie di beni strumentali e persone. Sono beni strumentali all’attività d’impresa i macchinari, le attrezzature, i locali, i mezzi di trasporto, etc. Al contrario, con riferimento alle persone di cui l’imprenditore si può servire si parla dei lavoratori dipendenti. L’organizzazione è importantissima per l’andamento dell’attività economica. Essa, infatti, oltre a essere un requisito giuridico è una necessità dell’imprenditore. L’attività esercita professionalmente è un’attiva economica organizzata. Ovvero cercare di utilizzare le risorse nel miglior modo per le sue attività, le sue skills.
Professionalmente
Luigi gestisce un lido balneare nel Salento. Egli apre il lido ogni anno a partire da maggio e lo chiude a settembre, al termine della stagione estiva. L’attività economica, perché assuma il carattere dell’imprenditorialità, deve essere esercitata professionalmente. Questo avverbio ci dice che l’attività non deve essere svolta occasionalmente bensì deve essere abituale. Per questo motivo non è un imprenditore il proprietario che vende la propria auto per acquistarne una nuova ma lo è il concessionario di automobili. Ad ogni buon conto, abitualità non vuol dire continuità. Nell’esempio di sopra, abbiamo visto che Luigi è un imprenditore che svolge la sua attività solo nel periodo estivo. La gestione del lido balneare si interrompe durante il periodo invernale ma si ripete regolarmente ogni estate. L’attività di Luigi è quindi abituale e, di conseguenza, professionale. Deve essere un’attività continuata, produzione di beni. Es. soggetti che gestiscono impianti di risalata- lavorano in certi periodi dell’anno – bloccano la loro attiva quando inizia la stagione calda, è una interruzione, ma connessa all’attività svolta, ma nel soggetto che svolge questa attività si possono riconoscere le caratteristiche di imprenditore. Esempio applicabile anche al balneare. Identificare l’esercizio professionale dell’imprenditore, quando l’interruzione è legata all’attività in sé.
La produzione o lo scambio di beni o servizi
Giacomo, agricoltore, coltiva i terreni di sua proprietà al fine di produrre e vendere i frutti della terra. L’ultimo elemento richiesto per qualificare l’imprenditore è la produzione o lo scambio di beni o servizi. Nell’esempio di sopra, l’agricoltore Giacomo lavora al fine di produrre e vendere i frutti della sua terra. Egli è sicuramente un imprenditore. Tuttavia, la semplice produzione o il mero scambio di beni e servizi non è sufficiente. La dottrina è concorde nel ritenere che i beni e i servizi devono essere destinati al mercato (venduti). Di conseguenza, se Giacomo dovesse limitarsi a coltivare la terra per la produzione di beni sufficienti a soddisfare sé stesso e la sua famiglia, non saremmo in presenza di un’attività imprenditoriale. In questa ipotesi si parlerebbe di imprenditore per conto proprio. Non è nella definizione di imprenditore chi svolge professionalmente in maniera organizzata, economica, ma destinata all’autoconsumo. Es. Famiglia.
Gli imprenditori e i professionisti intellettuali
Francesco è un avvocato e quindi non è soggetto alla disciplina prevista per gli imprenditori. Gli avvocati sono professionisti intellettuali, non imprenditori. Dagli imprenditori si distinguono i professionisti intellettuali, ovvero i liberi professionisti che esercitano un’attività intellettuale. Essi sono, ad esempio, gli avvocati, i commercialisti e i geometri. In verità, se confrontiamo l’attività degli imprenditori con quella dei professionisti intellettuali ci accorgiamo che tutti i requisiti dell’art. 2082 sono rispettati. Infatti, come gli imprenditori, anche i professionisti intellettuali esercitano un’attività produttiva di ricchezza, che consiste nella prestazione di determinati servizi, in modo professionale e organizzato, a favore di altre persone.
Tuttavia, i professionisti non sono sottoposti agli obblighi previsti per l’imprenditore. La ragione principale di questa differenza è individuata in un privilegio sociale che, da sempre, l’ordinamento riconosce ai liberi professionisti. Probabilmente, in futuro questa dicotomia verrà meno per via della penetrazione dei principi europei che non distinguono nettamente tra le due figure. In ogni caso, anche i liberi professionisti possono esercitare l’attività d’impresa. Si pensi all’esempio del medico che apre una clinica privata. In questo caso, l’attività del medico sarà del tutto equiparata a quella degli imprenditori. Società ha all’interno intrinsecamente il lucro. Idea che può essere introdotta nel mercato, che è possibile piazzare sul mercato e che invogli i clienti, sennò manca il requisito di economicità.
Differenza tra imprenditore individuale e un libero professionista (PROF)
Es. Sarto è un imprenditore commerciale che lavora a livello artigianale e come attività prepara su misura per un soggetto che li commissiona, ha bisogno di organizzare determinati elementi, avrà uno spazio, tessuti, strumenti per lavorare, collaboratore si rivolge al mercato, svolgerà un’attività economica cercherà di ricavare quanto basta e più per coprire i costi della professione, lo farà in modo professionale (avrà un nome).
Avvocato, un libero professionista, dovrà organizzare la sua attività, dovrà consultare fonti – banche dati, giurisprudenza, disponibilità di un computer strumenti per inviare documenti ai clienti, software inviare telematicamente atti al tribunale, avrà dei collaboratori. Lo farà in maniera abituale, avere una laurea in materie giuridiche e superato un esame di stato e iscrizione all’albo professionale degli avvocati (tenersi aggiornato ecc.). Attività che svolge per il mercato, non per sé stesso, ma avrà bisogno i clienti.
Entrambi hanno gli stessi elementi sia imprenditore individuale che libero professionista.
MA -> All’imprenditore. La differenza tra le due figure sta nell’obbligazione a cui si impegnano. Chiedo un prodotto e lui deve farlo come io, cliente, l’ho richiesto. Il sarto dovrà rifare l’abito perché ha un’obbligazione di risultato nei confronti del cliente. Se l’obbligazione la contrae l’avvocato? L’obbligazione non è un’obbligazione di risultato, ma di mezzo, io chiedo al professionista di erogarmi il servizio e lui lo farà con obbligazione di mezzi con cui tende a perseguire un risultato/obiettivo. Giudice darà ragione alla controparte, il professionista ha svolto il suo lavoro, ma di fare del suo meglio livello professionale per assistermi e fornirmi il servizio.
- Imprenditore Individuale -> Obbligazione per risultato
- Libero professionista -> Obbligazione per mezzi
Situazione di confine, il libero professionista è iscritto ad un albo e può fare anche un’attività imprenditoriale, non sempre concesso, medico che svolge la sua attività in una clinica che gestisce, duplice figura. Medico è il professionista che mi segue, quello che gestisce la clinica in quel momento è imprenditore in quanto organizza la sua attività come un imprenditore. Si affianca al libero professionista. Si applicano determinate norme al libero professionista, norme tributarie e di identificazione del reddito prodotto e imposte applicate a quello e quindi è diverso dall’imprenditore individuale. Requisiti necessari a identificare il soggetto e la sua attività possono essere gli stessi, ma cambia l’obbligazione che hanno nei confronti del cliente.
Esiste una classificazione degli imprenditori, a seconda delle categorie a cui è riferibile quell’imprenditore si applica una disciplina diversa.
Differenza: Tra imprenditore individuale e quello collettivo
Imprenditore Individuale -> singolo individuo che svolge l’attività d’impresa, persona fisica questa per antonomasia è l’imprenditore individuale.
Caratteristiche
La ditta individuale (o impresa individuale) prevede la sola figura dell’imprenditore come titolare. L’imprenditore, infatti, promuove l’attività dell'impresa e, agendo autonomamente, è l’unico responsabile della gestione. Inoltre, in caso di fallimento o di debiti, il titolare si fa carico di tutte le obbligazioni derivanti dall’attività, con l’estensione del rischio di impresa a tutto il suo patrimonio personale: si parla, in questo caso, di responsabilità illimitata. L’impresa individuale è una delle forme giuridiche più semplici e comuni tra le forme imprenditoriali previste nel nostro ordinamento. È la più facile da costituire, per quanto riguarda gli adempimenti burocratici da ottemperare, e contemporaneamente la meno dispendiosa in rapporto all’impegno economico iniziale. Per le sue caratteristiche l’impresa individuale può essere indicata in particolare per attività di ridotte dimensioni.
Costituzione
Per avviare un’impresa individuale non sono necessarie particolari formalità. La costituzione avviene attraverso l'apertura della partita IVA e l’iscrizione, entro 30 giorni, presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio della provincia nella quale si trova la sede legale della ditta. Per determinate attività può essere inoltre richiesta l’iscrizione presso albi, registri o elenchi. L’imprenditore individuale può servirsi, oltre che della propria opera, di dipendenti o di collaboratori. Nel caso in cui l’imprenditore ricorra alla collaborazione dei propri familiari, la ditta diviene un’impresa familiare.
Scioglimento
Le procedure di chiusura dell’impresa individuale sono anch’esse piuttosto semplici e prevedono pochi passaggi da effettuare:
- Liquidazione di quanto dovuto all’Erario e agli Enti Previdenziali;
- Comunicazioni all’INAIL, all’INPS, alla Camera di Commercio e agli eventuali albi;
- Chiusura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate.
Impresa collettiva
Una attività d’impresa che viene svolta da un soggetto collettivo che corrisponde a un ente associativo che può avere più di una forma. Tantissimi esempi: La principale forma è quella della Un Impresa collettiva può essere svolto da una società, MA -> Società. Ente costituito da due o più persone che conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili. Una società, nel diritto e nella ragioneria, è un soggetto esercente attività di impresa: essa può essere costituita da un unico soggetto (società unipersonale) o da più soggetti detti soci (persone fisiche e/o giuridiche) riunite in un'impresa collettiva.
-> Non tutte le società svolgono un’attività d’impresa, ma la maggior parte la svolge. Si possono distinguere in:
Società
Le società si possono distinguere in base allo scopo, e quindi possiamo trovare:
- Società lucrative che hanno la finalità di dividere gli utili conseguiti tra i soci
- Società mutualistiche che hanno principalmente lo scopo di fornire ai soci stessi beni, servizi, od occasioni di lavoro a condizioni più vantaggiose di quelle offerte dal mercato
Nelle società ordinarie il perseguimento dello scopo di lucro attraverso una divisione degli utili fatta a valle della produzione del bilancio, verificare le attività d’impresa svolte dalla società quali definire i costi e ricavi in un determinato periodo, la differenza se positiva tra costi e ricavi, un utile va suddiviso, è uno degli scopi del contratto di società.
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