DIRITTO COMMERCIALE
Il diritto commerciale è la parte del diritto che ruota attorno all’impresa.
Il diritto commerciale nasce attorno all’anno 1000 perché vi è un’esplosione
demografica e quindi ci sono degli spostamenti (migrazione: dai campi alle
città; dai fondi al comune). Nell’ambito del comune si sviluppano nuove
attività, come il commercio, e i commercianti diventano la classe dominante.
Il diritto, di base immobiliare, diventa in gran parte mobiliare.
Intorno al commerciante ruota l’economia.
Il diritto commerciale è il frutto di questi cambiamenti.
Le prime fonti del diritto commerciale sono:
La consuetudine mercantile;
Decisioni della magistratura consolare (espressione della classe
mercantile);
Statuti delle corporazioni (chi non era iscritto in una corporazione non
poteva svolgere determinate attività).
Due conseguenza di questo sistema:
Autonomia: i commercianti avevano la loro struttura di regole
Formalismo: le regole si applicavano ai commercianti attraverso le
corporazioni
L’accordo è sufficiente per vincolare le parti. Si riducono le formalità.
Si mette un limite alla possibilità di rivendicare la cosa propria. Se qualcuno ha
acquistato un bene, senza anomalie, l’acquirente è protetto. Il passaggio
successivo è la formula per il trasferimento dei beni mobili (possesso vale
titolo). Queste regole valgono per i beni. Si può immaginare di incorporarli in un
documento quando i beni sono altrove. La prima è la lettera di cambio. Il
passaggio successivo della lettera di cambio (cambiale) è farla circolare
autonomamente (girata). Il documento incorpora il diritto alla somma di denaro
e non più la somma di denaro stessa.
Successivamente nascono i titoli di credito.
Azienda insieme dei beni che l’imprenditore organizza per l’esercizio della
sua impresa.
Nasce anche la società, per affrontare delle esigenze specifiche verificatesi.
Non era lecito prestare denaro contro interessi la chiesa condannava l’usura.
Se conferisco del denaro in un’iniziativa gestita da altri soggetti e ricavo degli
utili, questo è il frutto dell’attività che il mio denaro ha reso possibile.
Una start-up è un’idea finanziata da qualcuno che crede che chi ha avuto l’idea
posso produrre qualcosa che successivamente abbia un riscontro positivo.
Nasce il mercato finanziario. In realtà il mercato finanziario vero e proprio
nasce nel 1600 in Olanda.
Con il ‘600 ci sono le grandi esplorazioni e le iniziative imprenditoriali iniziano a
diventare onerose.
Si arriva in seguito alla codificazione delle norme. La prima risale al 1773.
In Italia, fino a pochi anni prima dall’emanazione del c.c. c’era un progetto di
codice di commercio. Poi, per motivi incerti, nel ’42, quando viene emanato il
nuovo c.c., il codice di commercio scompare. Le norme tipiche del diritto
commerciale vengono inserite nel libro 5° del lavoro.
In realtà, le norme di impianto commercialistico hanno poi condizionato gran
parte del c.c. per le obbligazione tra più soggetti si prevede il principio di
solidarietà dei co-obbligati.
L’art. 1282 dice che per i crediti liquidi ed esigibili il calcolo degli interessi è
indipendente dalla messa in mora. Queste sono norme di portata
commercialistica.
Tutta la disciplina del codice del ’42 ruota attorno alla figura dell’imprenditore,
che svolge la sua attività nell’ambito del sistema corporativo.
Nell’ambito del sistema corporativo vi è l’imprenditore che è il capo
dell’impresa.
IMPRENDITORE colui che esercita professionalmente un’attività economica
organizzata per la produzione o lo scambio di beni e servizi (art. 2082).
Ci sono diverse norme che si applicano ai diversi tipi di imprenditore, in base
all’attività commerciale o all’imprenditore.
L’insieme delle norme che riguardano ciascuna categoria di imprenditori viene
definito: statuto dell’imprenditore agricolo, commerciale…
CARATTERISTICHE DELL’IMPRENDITORE
professionalmente:
Esercita la professionalità riguarda l’attività svolta
dall’imprenditore. È il modo in cui l’attività viene svolta. Non vuol dire che
deve essere un’attività esclusiva. Non deve essere un’attività prevalente
e nemmeno continuativa.
Deve essere una sola attività? Dipende!
Es: decido di vendere la mia macchina perché è vecchia e ricavo molto di
più di quanto previsto. Sono un imprenditore? No!
Un mio amico ha saputo che ho venduto bene la mia macchina e chiede
di vendergli anche la sua. Sono imprenditore? No!
Se però gli amici diventano tanti, mi conviene affittare un piazzale in cui
mettere tutte le auto da vendere. Le cose cambiano.
Es: sono un imprenditore individuale. Viene da me l’imprenditore cinese
chiedendomi di costruire la diga. Sono un imprenditore? Si!
Quello che conta è una valutazione specifica, caso per caso.
Professionalità: non occasionalità. Va valutata caso per caso in
funzione dell’attività svolta.
Attività economica: un’attività è economica nell’ottica dell’impresa
quando vi è una plusvalenza, un utile e quindi quando c’è uno scopo di
lucro. In realtà, l’art. 2247, che parla di società commerciale, prevede
espressamente che vi sia lo scopo di dividere gli utili. Se non si consegue
l’utile, la società viene meno perché manca uno dei requisiti della
società? No! Se non c’è, vi sono tutta una serie di conseguenze come ad
esempio il fallimento.
Per l’imprenditore, nella definizione non si parla di utile ma di attività
economica. Bisogna affrontare una serie di fenomeni importanti che però
non hanno uno scopo di lucro (attività no-profit, cooperative classiche…).
Le cooperative sono delle entità che svolgono delle attività. Esse hanno
una caratteristica fondamentale: non distribuiscono utili. La funzione
tipica delle cooperative è quella di dare lavoro agli associati, ma non
ricevono utili; ricevono dei compensi. Tipicamente, il bilancio di una
cooperativa dovrebbe sempre chiudere in pareggio oppure potrebbe dare
una serie di vantaggi. Non vi sono utili in denaro che vengono distribuiti
ma vi sono dei risparmi di spese.
Se diciamo che l’attività economica ha uno scopo di lucro, allora non si
farà riferimento alle cooperative, alle mutue assicuratrici… e questo non
è vero!
Quindi, per attività economia intendiamo un’attività che, rispondendo
ad alcuni requisiti previsti dall’art. 2082, preveda almeno la tendenziale
copertura con i ricavi. Perché vi sia un’effettiva attività d’impresa il
progetto deve nascere con una astratta previsione della copertura dei
costi.
Ci sono poi altri profili che vanno considerati.
Es: mio cugino ha diversi appartamenti in centro a Milano, li affitta e ne
trae un reddito/utile. È un’attività di impresa o no? No! È un’attività di
puro godimento del bene.
Ci sono dei casi particolari.
HOLDING società che come attività propria detiene delle
partecipazioni di altre società. L’attività della holding è un’attività di
impresa o no? Se la holding è attività di impresa avrà tutte le
conseguenze dell’esercizio dell’impresa (fallimento), altrimenti no.
Quindi, dipende da quello che fa con le partecipazioni. Se fa qualcosa che
può essere definita come attività di direzione e coordinamento delle
controllate allora è qualcosa di più di un’attività di mero godimento e
quindi diventa un’attività di impresa commerciale perché non trae solo
degli utili.
Organizzazione: ci sono delle imprese in cui l’organizzazione del
personale è minima (es: organizzazione in serie in cui tutto è svolto dai
robot). L’organizzazione di lavoro può ridursi molto, ma se essa si riduce
allora aumenta l’organizzazione di mezzi.
Ci può essere un’attività di impresa senza organizzazione? Se andiamo ai
minimi non ci può essere alcuna attività senza un minimo di
organizzazione.
Se arriviamo a definire organizzazione qualunque elemento che aiuta o
sostiene l’attività, il concetto di organizzazione non servirebbe più in
quanto si farebbe riferimento a qualunque cosa.
Il mediatore, colui che mete in contatto due o più soggetti per la
conclusione di un negozio giuridico, è un imprenditore e può non avere
organizzazione (ha bisogno solo di un telefono).
L’elemento organizzazione, oggi, si è sostanzialmente svalutato. Viene
ancora usata nell’ambito della normativa civilistica per distinguere il
piccolo imprenditore dall’imprenditore medio-grande.
Produzione o scambio: la produzione fine a sé stesso non è sufficiente a
differenza dello scambio fine a sé stesso che invece è sufficiente.
Produzione o scambio vuol dire fare uscire dalla propria sfera i beni o i
servizi che uno fornisce, indipendentemente da dove finiscono.
Produzione: atto di fabbricare o trasformare un determinato bene.
Scambio: il bene o il sevizio prodotto esce dalla mia sfera ed è destinato
ad altri.
La produzione in quanto tale non è sufficiente (finché produco solo
qualcosa e li tengo in casa non è attività di impresa). Bisogna quindi fare
riferimento ad una qualche forma di scambio.
Quando parliamo di scambio, cioè un’attività intermedia fra la produzione
e il mercato, non è necessario che sia io a produrre il bene e quindi lo
scambio è di per sé sufficiente anche se non sono io ad aver prodotto il
bene.
PROFESSIONISTA INTELLETTUALE
Il codice civile prevede una serie di norme specifiche (artt. 2229-2238 c.c.).
Il professionista intellettuale è un soggetto che fornisce un servizio di tipo
intellettuale (avvocato, medico, geometra, psicologo…).
Le caratteristiche sono le stesse dell’imprenditore ma le norme civilistiche
delineano una disciplina diversa per l’imprenditore intellettuale.
Cosa distingue il professionista intellettuale dall’imprenditore? Storicamente si
diceva l’organizzazione ma oggi questo non funziona sia perché il concetto di
organizzazione è svanito e sia perché ci sono degli studi legali che hanno
un’organizzazione da media impresa. Quindi in un caso o nell’altro
l’organizzazione non serve.
Il professionista intellettuale ha un’obbligazione di mezzi e non di risultato.
Questo però è un elemento della disciplina e non della fattispecie.
Ci sono alcune professioni intellettuali note, ma perché queste categorie sono
professionisti intellettuali? Perché c’è stato un riconoscimento da parte del
legislatore del fatto che questi soggetti svolgono un’attività particolare, il che
comporta alcune caratteristiche comuni, cioè:
Superamento di un esame di stato
Iscrizione ad un albo
Organismo interno della professione che ha poteri di controllo
Quando tutto questo avviene abbiamo una professione intellettuale. La
definizione di professionista intellettuale la fa il legislatore.
Cosa comporta questo riconoscimento?
1. Il professionista intellettuale ha un’obbligazione di mezzi e non di
risultato;
2. Non è soggetto al fallimento;
3. Non è obbligato alla tenuta delle scritture contabili (se non le tiene va in
guai grossi).
Perché si vuole avere un riconoscimento come professione intellettuale? Il
riconoscimento si accompagna a dei limiti all’accesso, quindi un limite alla
concorrenza.
Art. 2238 c.c. la normativa sull’impresa si applica all’attività svolta in quanto
impresa e non in quanto professionista intellettuale. Se a fianco dell’attività di
professionista svolge un’attività identificabile come attività d’impresa, in
funzione di questa attività è imprenditore e gli si applicano le norme relative
all’impresa.
Es: il medico che gestisce una casa di cura la sua attività in quanto medico è
attività di professione intellettuale ma la sua attività di gestore di una casa di
cura non è attività medica vera e propria ma è un’attività di impresa.
IMPRENDITORE
Come si distingue l’imprenditore dagli altri soggetti coinvolti in un’impresa?
l’imprenditore è colui che possiede i mezzi di produzione e che ha si assume il
rischio della gestione e prende le decisioni relative. Non è solo l’imprenditore
ad assumersi il rischio: l’imprenditore è il soggetto che si assume direttamente
i rischi dell’impresa ma ci sono altri soggetti che, seppur indirettamente,
corrono dei rischi. Essi sono i dipendenti e i collaboratori, i fornitori…. In caso di
fallimento dell’impresa, l’imprenditore risponde con il proprio patrimonio ma se
questo non è sufficiente si va ad intaccare il patrimonio dei dipendenti.
Ci possono essere dei casi particolari: IMPRENDITORE OCCULTO.
Cosa succede quando un imprenditore, di fatto, fa gestire l’impresa da un altro
soggetto (solitamente nullatenente, o quasi, che gestisce l’impresa in nome
proprio)? Il primo effetto è quello di un trasferimento di rischio nei confronti di
altri soggetti (dipendenti, fornitori…).
Immaginiamo che i creditori, innervositi dalla situazione, facciano delle indagini
e scoprono che colui che credevano fosse l’imprenditore in realtà era un
prestanome.
Qual è il rapporto fra l’imprenditore occulto e l’imprenditore palese?
L’imprenditore palese si impegna ad esercitare un’attività di impresa per conto
di un altro ma in nome proprio. È un mandato senza rappresentanza.
ART. 1705 c.c. il mandatario che agisce in nome proprio acquista i diritti e
assume gli obblighi relativi, anche se i terzi sanno del mandato.
Viene fuori che in realtà c’era un altro soggetto alle spalle, ricchissimo. C’è
modo di incastrarlo? Si è andati a vedere la legge fallimentare.
Comma 4-5 ART. 147 c.c. 4°: se dopo la dichiarazione di fallimento della
società (a responsabilità illimitata) risulta l’esistenza di altri soci responsabili
illimitatamente, il tribunale dichiara, su istanza di un creditore o altri soggetti, il
fallimento dei medesimi. [perché si possa applicare questa norma bisogna
individuare una società e quindi devono essere presenti gli elementi tipici che
caratterizzano la società].
5°: allo stesso modo si procede, qualora dopo la dichiarazione di fallimento di
un imprenditore individuale risulti che l’impresa è riferibile ad una società di cui
il fallito è socio illimitatamente responsabile. [prima bisogna dimostrare che
esiste una società, di fatto].
La società di fatto può essere solo una società di persone e non di capitali.
La fattispecie imprenditore non prevede espressamente un altro elemento: non
dice che l’attività di impresa deve essere lecita.
Vi sono diversi tipi e forme di attività illecita:
Attività che hanno un oggetto illecito: accettare un importo per un
assassinio;
Attività che non sono propriamente illecite ma possono essere illegali:
sono un prof. ma svolgo anche l’attività di banca, questo è illegale in
quanto per aprire la banca bisogna avere determinate certificazioni.
Il legislatore non ha previsto che per la fattispecie impresa vi deve essere
anche la liceità.
Art. 2195 l’imprenditore che svolge determinate attività è soggetto
all’obbligo di iscrizione nel registro delle imprese.
Ci si è posti il problema del momento in cui ha inizio l’impresa.
ATTI DI ORGANIZZAZIONE
ATTI DELL’ORGANIZZAZIONE: se svolgo un’attività di impresa come la
mediazione, ho bisogno dell’azienda e quindi di un po’ di strutture
(capannone, macchinari, dipendenti…). Secondo questa teoria non sono
ancora imprenditore ma ho compiuto degli atti diretti all’organizzazione
della mia attività di impresa.
Quando l’impresa ha inizio? Dipende! Ciò che importa non sono i singoli atti
che compio ma il collegamento funzionale degli atti ai fini di una certa
destinazione.
Dipende perché non è individuabile a priori il momento in cui viene fuori la
figura dell’impresa ma varia da caso a caso. Per l’impresa non si può
individuare il momento di inizio. Questo interessa relativamente, nel caso in cui
l’imprenditore fallisca prima di aver iniziato.
Il momento va individuato volta per volta.
Quando avviene la fine dell’impresa? Fino a quando può fallire l’imprenditore? Il
legislatore aveva detto che l’imprenditore può essere dichiarato fallito entro 1
anno dalla cessazione dell’impresa, ma non risolveva il momento della
cessazione.
La giurisprudenza diceva che l’impresa non era mai cessata fino a che
sopravviveva un rapporto giuridico (es: avevo ancora un debito).
ART. 10 legge fallimentare prevede un anno per il fallimento ma specifica che
gli imprenditori, individuali e collettivi, possono essere dichiarati falliti entro 1
anno dalla cancellazione dal registro delle imprese. [l’imprenditore quando
cessa l’attività chiede la cancellazione dal registro delle imprese; l’impresa
cessa con la cancellazione. Ques
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.