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4. VALORE ECONOMICO:

-valore nominale: corrisponde al valore del capitale sociale diviso il n° delle

azioni

-valore di emissione: valore per cui le azioni vengono offerte in sottoscrizione in

sede di costituzione della società o di aumento del capitale

-valore contabile: valore ottenuto dividendo il patrimonio netto per il numero

delle azioni in circolazione

-valore di scambio (o di mercato): il valore al quale effettivamente le azioni

possono essere scambiate.

I DIRITTI SOCIALI SECONDO LE MODALITA’ DI ATTRIBUZIONE

Essi sono i diritti derivanti dalle azioni e possiamo distinguere:

- diritti dell’azione: diritti che spettano a ciascuna azione in quanto tale (partecipare

all’assemblea, denunziare fatti censurabili al collegio sindacale, esaminare i libri

sociali…)

- diritti di minoranza: diritti che spettano a un numero di azioni tali da raggiungere una

certa frazione del capitale sociale (chiedere giudizialmente l’annullamento delle

deliberazioni assembleari invalide, esercitare l’azione sociale di responsabilità,

denunziare all’autorità giudiziaria il fondato sospetto di gravi irregolarità da parte degli

amministratori…)

- diritti proporzionali: diritti che spettano in misura proporzionale (diritto di voto, diritto

agli utili, diritto alla liquidazione in caso di scioglimento della società o di recesso…)

- golden share: si colloca in una posizione particolare, essi sono poteri speciali che

possono essere introdotti nello statuto sociale in favore del Ministro dell’Economia per

consentirgli:

- di vietare determinate operazioni straordinarie

- di opporsi all’assunzione di partecipazioni rilevanti da parte di soggetti sgraditi

ovvero alla conclusione di patti parasociali

- di nominare un amministratore senza diritto di voto.

I DIRITTI SOCIALI SECONDO IL LORO CONTENUTO

Secondo il loro contenuto i diritti rivenienti dalle azioni possono distinguersi in:

- diritti amministrativi: quelli che riguardano la c.d. voce all’interno della società

(partecipazione all’assemblea, voto, facoltà di impugnare e denunziare i fatti

censurabili…); 30

- diritti patrimoniali: quelli che riguardano il ritorno finanziario dell’investimento

effettuato sottoscrivendo o acquistando le azioni (diritto all’utile e alla quota di

liquidazione in caso di scioglimento della società…);

- diritti misti: hanno una doppia componente, amministrativa e patrimoniale (ad

esempio, il diritto di recesso, che implica la possibilità di ottenere la liquidazione

della propria partecipazione e può anche indurre la maggioranza a non adottare

una decisione che legittimerebbe i soci non consenzienti a recedere oppure

anche a revocare una deliberazione già assunta).

LA CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI

La libera trasferibilità è un carattere naturale delle azioni. I titoli azionari circolano

come titoli di credito. Possono essere:

-nominative: è sufficiente la consegna accompagnata da girata autenticata da un

notaio

-al portatore: si trasferiscono con la consegna del titolo

LIMITI ALLA CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI NELLE S.P.A.

Limiti legali

I casi più importanti sono quelli:

- delle azioni liberate con conferimenti in natura che, fin quando non sia completa la

procedura di controllo della valutazione, sono inalienabili;

- delle azioni con prestazioni accessorie il cui trasferimento è subordinato al consenso

degli amministratori;

- delle azioni di società fiduciarie e di revisione che sono trasferibili solo con il

consenso degli amministratori.

Limiti convenzionali

Qualora le azioni siano nominative o non siano state emesse lo statuto può:

- vietarne il trasferimento per un periodo non superiore a 5 anni;

- sottoporre il trasferimento delle azioni a particolari condizioni.

Oltre a questi limiti, la società può stabilirne altri attraverso le clausole:

Le clausole di gradimento

Subordinano il trasferimento delle azioni al gradimento di organi sociali o di altri soci.

Tali clausole possono essere di due specie:

- di gradimento non mero, esse richiedono il possesso di determinati requisiti da parte

del soggetto per essere socio

- di mero gradimento, secondo cui l’organo deputato che rilascia il “gradimento” non

31

deve motivare il rifiuto al trasferimento della quota. Tuttavia esse sono efficaci solo se

prevedono un obbligo di acquisto a carico della società o degli altri soci oppure il

diritto di recesso dell’alienante.

Le clausole di prelazione

Clausola che impone al socio, che intende vendere le azioni, di offrirle

preventivamente (in prelazione) agli altri soci e di preferire ai terzi a parità di

condizioni. Per evitare opportunismi, sono le clausole a fissare i meccanismi di

determinazione del prezzo della prelazione.

Le clausole di riscatto

Sono le clausole che, ricorrendo determinate condizioni, consentono alla società stessa

oppure ad alcuni dei soci la facoltà di riscattare le azioni di un altro socio.

OPERAZIONI SULLE PROPRIE AZIONI: SOTTOSCRIZIONE, ACQUISTO E TRADING

Può apparire assurdo che una s.p.a. divenga socia di sé stessa.

Si tratta tuttavia di una operazione che può avere connotazioni positive.

La sottoscrizione

-Viene vietata la sottoscrizione di azioni proprie da parte della società.

Se la società potesse sottoscrivere azioni proprie, il capitale sociale sarebbe fittizio in

quanto la società sarebbe destinataria di un conferimento proveniente non da terzi,

ma da sé stessa. Le azioni sottoscritte in violazione del divieto si intendono

sottoscritte e devono essere liberate dai promotori e dai soci fondatori o dagli

amministratori (sono comunque esclusi coloro che dimostrino di essere esenti da

colpa).

-Gli amministratori non possono disporre delle azioni proprie se non per autorizzazione

dell’assemblea.

-Divieto di sottoscrivere azioni proprie in sede costituzione/ aumento di capitale

-Vietata è anche la sottoscrizione reciproca tra due società: gli effetti distorsivi sono,

infatti, assolutamente identici a quelli dell’auto sottoscrizione.

L’acquisto e il trading

Diverso dal caso della sottoscrizione è quello dell’acquisto di azioni proprie.

Non si tratta qui di mercato primario e di esecuzione dei conferimenti, ma di mercato

secondario nel quale si scambiano partecipazioni per le quali il conferimento è già

stato effettuato.

Si comprende perciò che in questa ipotesi al divieto si sostituisca una libertà

condizionata che opera su due livelli:

-al momento dell’acquisto;

-per le azioni proprie che la società abbia in portafoglio. 32

I limiti della SPA all’acquisto di azioni proprie

Una SPA può acquistare azioni proprie solo qualora ricorrano le seguenti condizioni:

- l’acquisto deve avvenire nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili

risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato

- possono essere acquistate solo azioni interamente liberate

- l’acquisto deve essere autorizzato dall’assemblea

- in nessun caso, il valore nominale delle azioni può eccedere 1/10 del capitale sociale.

La sanzione per l’acquisto di azioni proprie in violazione delle condizioni appena viste

non è l’invalidità, ma l’obbligo di rivenderle entro 1 anno dal loro acquisto. In

mancanza deve procedersi al loro annullamento e alla corrispondente riduzione del

capitale.

Le azioni con limitazione al voto

E’ possibile che lo statuto consenta la creazione di azioni:

- senza diritto di voto;

- con diritto di voto limitato a particolari argomenti;

- con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente

potestative

- divieto di voto plurimo (1 azione = 1 voto)

- azioni correlate: quelle azioni che la società può emettere correlate ai risultati

dell’attività sociale in un determinato settore.

Per evitare uno sfruttamento eccessivo dell’effetto leva, il valore delle azioni a voto

escluso o limitato non può complessivamente superare la metà del capitale sociale.

LE OBBLIGAZIONI

Le obbligazioni sono titoli di credito di massa al portatore o nominativi, per il cui

tramite la SPA può raccogliere denaro a titolo di mutuo. Ce ne sono di diverse tipologie

e sono:

1. OBBLIGAZIONI SUBORDINATE: quando il diritto da parte degli obbligazionisti alla

restituzione del capitale e degli interessi, può essere subordinato alla

soddisfazione dei diritti di altri creditori della società

2. OBBLIGAZIONI A PREMIO: nelle quali per i portatori sono previsti, oltre al

normale rendimento, bonus ulteriori assegnati a seguito di sorteggio. 33

3. OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI IN AZIONI: è data facoltà all’obbligazionista, nei

tempi e modi predeterminati nel regolamento, di “convertire” il proprio credito

in azioni della società che ha emesso l’obbligazione (c.d. metodo diretto) o di

altra società (c.d. metodo indiretto)

4. OBBLIGAZIONI CON WARRANT: l’obbligazionista, rimanendo tale, ha la facoltà di

sottoscrivere o acquistare azioni della società emittente o di altra.

Con la sottoscrizione dell’obbligazione si versa una determinata quantità di denaro alla

società e si consegue il diritto alla restituzione del capitale e alla corresponsione degli

interessi secondo quanto stabilito nel contratto sottostante all’emissione (regolamento

del prestito obbligazionario).

OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI IN AZIONI

L’emissione delle obbligazioni convertibili in azioni, spetta alla competenza

dell’assemblea in sede straordinaria.

La conversione è un diritto che spetta individualmente ai possessori delle obbligazioni

e avviene nel seguente modo:

-nel primo mese di ciascun semestre gli amministratori provvedono all’emissione delle

azioni spettanti agli obbligazionisti che hanno chiesto la conversione nel semestre

precedente;

-entro il mese successivo gli amministratori devono depositare per l’iscrizione nel

registro delle imprese un’attestazione dell’aumento del capitale sociale in misura

corrispondente al valore nominale delle azioni emesse.

La conversione può essere in azioni della stessa società emittente (c.d. metodo

diretto) oppure di altra società (c.d. metodo indiretto, in questo caso no modifica del

capitale sociale).

Importante è il rapporto di cambio, cioè quante azioni spetteranno per ciascuna

obbligazione qualora l’obbligazionista decida di convertirle. Si tratta di un rapporto che

viene fissato nel regolamento del prestito obbligazionario.

COMPETENZA E LIMITI DI EMISSIONE DELLE AZIONI

Salvo che lo statuto non assegni la relativa competenza all’assemblea, l’emissione di

obbligazioni è decisa dagli amministratori. Le obbligazioni possono essere emesse

sotto la pari.

Le obbligazioni possono emettersi solo per somma complessivamente non eccedente il

doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti

dall’ultimo bilancio approvato (c.d. limite quantitativo all’emissione).

Tale limite può essere superato in alcune ipotesi:

- se le obbligazioni sono garantite da ipoteca di primo grado su immobili di proprietà

della società, sino a ⅔ del valore degli immobili medesimi. 34

- se le obbligazioni emesse in eccedenza sono destinate alla sottoscrizione da parte di

investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale.

L’ORGANIZZAZIONE COMUNE DEGLI AZIONISTI

È prevista per gli obbligazionisti un’organizzazione di gruppo basata sulla presenza di

un’assemblea e di un rappresentante comune.

Il rappresentante: può essere tra le persone giuridiche autorizzate all’esercizio dei

servizi di investimento e le società fiduciarie. Sono ineleggibili gli amministratori, i

sindaci e i dipendenti della società debitrice.

L’ assemblea delibera su: -nomina/revoca rappresentante comune

-modificazioni delle condizioni del prestito

-sulla costituzione di un fondo spese etc.

ALTRI STRUMENTI FINANZIARI PARTECIPATIVI

La scarsa disciplina legislativa che riguarda gli strumenti finanziari partecipativi si

basa sui seguenti punti fondamentali:

- in base all’art. 2346-6 c.c. la società, a seguito dell’apporto da parte dei soci o di

terzi anche di opera o di servizi, può emettere strumenti finanziari forniti di diritti

patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto in assemblea;

- ai sensi dell’art. 2349-2 c.c. l’assemblea straordinaria può deliberare l’assegnazione

ai dipendenti della società o di società controllate di strumenti finanziari, diversi da

azioni, forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto

nell’assemblea;

- l’art. 2351-5 c.c. prevede che gli strumenti finanziari possono essere dotati del diritto

di voto su argomenti specificamente indicati e in particolare che sia a essi riservata la

nomina di un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del

consiglio di sorveglianza o di un sindaco;

- l’art. 2376 c.c. prevede le assemblee speciali dei possessori “di strumenti finanziari

che conferiscono diritti amministrativi”.

Una ricostruzione di queste norme può dare le seguenti indicazioni:

- richiede l’esecuzione di un apporto da parte del sottoscrittore;

- l’apporto può consistere in denaro, crediti, beni in natura, in prestazioni d’opera o di

servizi;

- gli apporti eseguiti a fronte di strumenti finanziari non vengono imputati a capitale e i

loro sottoscrittori non acquistano la qualità di soci;

- ciò peraltro non esclude che tali apporti possano essere caratterizzati dal rischio

d’impresa anche per il capitale;

In sintesi può allora dirsi che in taluni casi non vi è differenza di sostanza tra azioni e

“altri strumenti finanziari partecipativi” e che spetta alla società decidere se, a fronte

della richiesta al mercato di denaro, emettere azioni (imputando il conferimento a

capitale e attribuendo la qualità di soci ai sottoscrittori) oppure strumenti finanziari

(imputando l’apporto direttamente a patrimonio e non assegnando qualità di soci ai

sottoscrittori).

Emerge che la nozione di “altri strumenti finanziari partecipativi” è di carattere

residuale rispetto alle azioni e alle obbligazioni e serve per definire: 35

- quegli strumenti rappresentativi di apporti di vario tipo che, pur non imputabili o

comunque non imputati a capitale sociale (come le obbligazioni), rappresentano, in

tutto o in parte, un investimento di rischio (come le azioni) avendo un diritto al

rimborso del capitale condizionato all’andamento economico della società;

- quegli strumenti che pur non conferendo la qualità di socio tuttavia assegnano al

sottoscrittrice uno o più diritti di amministrazione.

L’ORGANIZZAZIONE CORPORATIVA E I SISTEMI DI AMMINISTRAZIONE E

CONTROLLO

Esistenza di tre organi:

- L’ASSEMBLEA: composta dai soci e chiamata a decidere sulle modificazioni del

contratto sociale, sulla nomina di amministratori e sindaci, sull’approvazione del

bilancio e sulla destinazione degli utili;

- L’ORGANO AMMINISTRATIVO: competente per la gestione dell’impresa sociale;

- IL COLLEGIO SINDACALE: chiamato a vigilare sull’operato dell’organo amministrativo.

3 SISTEMI ESISTENTI:

1. SISTEMA TRADIZIONALE di amministrazione e controllo:

Il sistema tradizionale rappresenta quello che si applica in mancanza di una

diversa scelta da parte dei soci al momento della costituzione della società. In

questo sistema l’assemblea nomina sia gli amministratori (chi gestisce), sia i

sindaci (chi controlla).

2. SISTEMA DUALISTICO di origine germanica: l’assemblea nomina un organo (il

consiglio di sorveglianza) che, oltre ad esercitare le funzioni tipiche del collegio

sindacale, provvede anche ad eleggere i componenti dell’organo di gestione (il

consiglio di gestione) e ad approvare il bilancio.

3. SISTEMA MONISTICO di derivazione anglosassone: l’assemblea elegge un

consiglio di amministrazione al cui interno è costituito un apposito comitato per

il controllo sulla gestione.

L’ASSEMBLEA ORDINARIA E STRAORDINARIA

Dei diversi organi societari, l’assemblea è l’unico presente con la stessa

denominazione e le stesse regole.

L’assemblea rappresenta la collettività dei soci.

E’ un organo non elettivo e l’unica condizione per potervi partecipare è di avere

effettuato un investimento in azioni che assegnino il diritto di intervenire e votare.

La legge distingue tra assemblea ordinaria e straordinaria.

L’ASSEMBLEA ORDINARIA:

- approva il bilancio;

- nomina e revoca gli amministratori; nomina i sindaci e i presidenti del collegio

sindacale;

- determina il compenso degli amministratori e dei sindaci; 36

- delibera sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci;

- delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge alla competenza dell’assemblea;

- approva l’eventuale regolamento dei lavori assembleari.

L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA:

- delibera sulle modificazioni dello statuto

- sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori

- delibera su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua

competenza.

L’organo è in realtà il medesimo e la diversa denominazione serve soltanto a

richiamare l’applicazione di discipline differenti.

Altra distinzione corrente è quella tra assemblea generale e assemblee speciali.

In questo caso, però, si tratta proprio di organi diversi.

ASSEMBLEA GENERALE: quella a cui hanno diritto di partecipare tutti i soci aventi

diritto di voto.

ASSEMBLEE SPECIALI: quelle ove l’intervento e il voto sono riservati ai portatori di

categorie particolari di azioni (ovvero di strumenti finanziari che conferiscono diritti

amministrativi). L’assemblea speciale va convocata quando l’assemblea generale

abbia assunto una deliberazione lesiva.

LA CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI

La convocazione viene effettuata dagli amministratori mediante apposito avviso.

-Per assicurare ai soci conoscenza dell’avviso questo deve essere pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale o in un quotidiano indicato nello statuto almeno 15 giorni prima di

quello fissato per l’assemblea.

-L’ordine del giorno deve essere formulato con un grado di analiticità sufficiente a

consentire ai soci di scegliere consapevolmente se intervenire o no all’assemblea.

-Nell’avviso di convocazione dell’assemblea può essere fissato il giorno per la seconda

convocazione, qualora nella prima non si raggiunga il minimo di interventi richiesti

(quorum costitutivo). Se il giorno per la seconda convocazione non è indicato

nell’avviso, l’assemblea deve essere riconvocata entro 30 giorni dalla data della prima.

Gli amministratori possono convocare l’assemblea ogniqualvolta lo ritengano

opportuno (convocazione facoltativa). In certi casi, la convocazione è obbligatoria, i

più importanti casi di convocazione obbligatoria sono:

- almeno una volta all’anno entro il termine stabilito dallo statuto che comunque non

può essere superiore a 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale 37

- quando ne è fatta domanda da tanti soci che rappresentino almeno 1/10 del capitale

sociale

- senza indugio, quando risulta che il capitale è diminuito di oltre ⅓ in conseguenza di

perdite

- contestualmente all’accertamento di una causa di scioglimento, per deliberare sulle

modalità della liquidazione.

ASSEMBLEA TOTALITARIA

L’assemblea si reputa regolarmente costituita quando è rappresentato l’intero capitale

sociale e partecipa all’assemblea la maggioranza dei componenti degli organi

amministrativi e di controllo.

Tuttavia, ciascuno dei partecipanti può opporsi alla discussione degli argomenti sui

quali non si ritenga sufficientemente informato.

L’assemblea totalitaria ha al contrario di quella regolarmente convocata, una

competenza generale ma precaria: generale perché non è limitata a un ordine del

giorno, precaria perché qualunque partecipante può opporsi alla discussione.

I QUORUM COSTITUTIVI E DELIBERATIVI

ASSEMBLEA ORDINARIA: Costitutivo Deliberativo

1° Convocazione Tanti soci che Maggioranza assoluta del

rappresentino la metà del capitale presente

capitale sociale

2° Convocazione o Non previsto Maggioranza assoluta del

successive capitale presente

-L’assemblea ordinaria in prima convocazione è regolarmente costituita con

l’intervento di tanti soci che rappresentino almeno la metà del capitale sociale e

delibera a maggioranza assoluta.

-L’assemblea ordinaria in seconda convocazione o nelle successive delibera sugli

oggetti che avrebbero dovuto essere trattati nella prima qualunque sia la parte di

capitale rappresentata dai soci partecipanti. Anche in seconda convocazione

l’assemblea ordinaria delibera a maggioranza assoluta del capitale presente.

ASSEMBLEA STRAORDINARIA SOCIETA’ CHIUSE

Costitutivo Deliberativo

1° Convocazione Tanti soci che Tanti soci che

rappresentino più della rappresentino più della

metà del capitale sociale metà del capitale sociale

2° Convocazione o ⅓ del capitale sociale ⅔ del capitale presente

successive

-L’assemblea straordinaria in prima convocazione delle SPA chiuse delibera con il voto

favorevole di tanti soci che rappresentino più della metà del capitale sociale; in tale

quorum deliberativo è chiaramente implicito anche quello costitutivo. 38

- L’assemblea straordinaria in seconda convocazione, per tutte le SPA, è regolarmente

costituita con la partecipazione di oltre ⅓ del capitale sociale e delibera con il voto

favorevole di almeno i ⅔ del capitale rappresentato in assemblea.

ASSEMBLEA STRAORDINARIA SOCIETA’ APERTE

Costitutivo Deliberativo

1° Convocazione Tanti soci che ⅔ del capitale presente

rappresentino almeno la

metà del capitale sociale

1

2° Convocazione o ⅔ del capitale presente

del capitale sociale

successive 5

-Nelle SPA aperte, l’assemblea straordinaria in prima convocazione è regolarmente

istituita con la presenza di tanti soci che rappresentino almeno la metà del capitale

sociale e delibera con il voto favorevole di almeno ⅔ del capitale rappresentato in

assemblea.

-L’assemblea straordinaria in seconda convocazione, per tutte le SPA, è regolarmente

1

costituita con la partecipazione di oltre del capitale sociale e delibera con il voto

5

favorevole di almeno i ⅔ del capitale rappresentato in assemblea.

IL PRESIDENTE

-colui che presiede l’assemblea

-indicato nello statuto

-assistito da segretario (il segretario non è necessario quando il verbale è redatto da

notaio)

-verifica la regolarità della costituzione dell’assemblea e dirige lo svolgimento dei

lavori assembleari

-redige il verbale senza ritardo

IL VERBALE

Nelle assemblee ordinarie: presidente e segretario

Nelle assemblee straordinarie: presidente e notaio

Deve indicare: -data

-l’identità dei partecipanti e il capitale

rappresentato da ciascuno

-modalità e risultato delle votazioni e

identificare i soci favorevoli, astenuti,

discordanti

-deve essere analitico

L’INTERVENTO DEI SOCI IN ASSEMBLEA 39

All’assemblea non possono intervenire tutti i soci, ma solo quelli titolari di azioni con

diritto di voto in quell’assemblea. Lo statuto delle società le cui azioni non sono

ammesse alla gestione accentrata, può richiedere il preventivo deposito delle azioni

presso la sede sociale alcuni giorni prima dell’effettivo deposito.

-Qualora le azioni emesse dalle società siano diffuse fra il pubblico in misura rilevante

(società aperte) il termine non può essere superiore a due giorni non festivi.

-Se le azioni sono nominative, provvedono all'iscrizione nel libro dei soci di coloro che

hanno partecipato all'assemblea o che hanno effettuato il deposito.

-Se le azioni sono dematerializzate, la legittimazione all’intervento/voto in assemblea

viene attestato dalla comunicazione dell’intermediario.

-Se le azioni sono di società quotate, la comunicazione è effettuata dall’intermediario

sulla base delle evidenze contabili al termine del settimo giorno antecedente la data

dell’unica convocazione

-Nelle società chiuse e aperte non soggette a obbligo di dematerializzazione delle

azioni è sufficiente che il socio depositi in assemblea il titolo azionario.

RAPPRESENTANZA IN ASSEMBLEA

Lo statuto può consente:

1. l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione

2. l’espressione del voto per corrispondenza e via elettronica

3. delega occasionale: -coloro che hanno diritto di voto, possono farsi

rappresentare nell’assemblea.

-La rappresentanza deve essere conferita per iscritto e

i documenti devono essere conservati dalla società

-La delega è sempre revocabile

Vi sono inoltre limiti soggettivi e quantitativi alla

delega:

- non possono essere delegati i membri degli organi

amministrativi o di controllo, né i dipendenti della

società;

- la stessa persona non può rappresentare in

assemblea più di 20 soci.

Nelle società quotate, vigono regole specifiche:

-Nelle SPA aperte la rappresentanza può essere

conferita solo per singole assemblee

INVALIDITA’ DELLE DELIBERAZIONI ASSEMBLEARI 40

Il sistema dell’invalidità delle delibere assembleari si articola nei due vizi

dell’annullabilità e della nullità.

1. Sono cause di NULLITA’ delle deliberazioni:

- la mancata convocazione dell’assemblea

- la mancanza del verbale

- l’impossibilità o l’illiceità dell’oggetto

La deliberazione nulla può essere impugnata da chiunque vi abbia interesse, ma

solo entro 3 anni dalla sua iscrizione o deposito nel registro delle imprese.

Si tratta di una nullità sanabile, basta infatti porre rimedio al vizio.

2. Sono cause di ANNULLABILITA’ le deliberazioni prese non in conformità della

legge o dello statuto.

La deliberazione non può essere annullata:

- per la partecipazione all’assemblea di persone non legittimate, salvo che tale

partecipazione sia stata determinante;

- per l’invalidità di singoli voti o per il loro errato conteggio, salvo che il voto

invalido o l’errore di conteggio siano stati determinanti ai fini del

raggiungimento della maggioranza richiesta;

- per l’inesattezza del verbale.

Il termine per proporre l’azione di annullamento è di 90 giorni dalla data della

deliberazione ovvero dall’iscrizione o dal deposito. In ogni caso sono salvi i diritti

acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione della

deliberazione.

CONFLITTO D’INTERESSE DEL SOCIO

È annullabile, il voto del socio che vota avendo un interesse in conflitto con quello

della società, si ha conflitto di interessi quando il socio è personalmente o per conto

altrui portatore di un interesse il cui soddisfacimento può comportare un pregiudizio a

quello che egli stesso ha in quanto socio della società.

Il socio è libero di votare, ma la deliberazione è annullabile qualora sussistano

congiuntamente due condizioni:

- che il voto del socio in conflitto di interessi sia stato determinante per l’assunzione

della decisione

- che la deliberazione sia suscettibile di arrecare danno alla società (la delibera non

può essere annullata se essa ha effetti favorevoli o neutri per la società)

Gli amministratori, se soci, non possono votare nelle deliberazioni che riguardano la

loro responsabilità.

ORGANO AMMINISTRATIVO

“La gestione dell’impresa spetta esclusivamente agli amministratori”.

L’organo amministrativo può essere unipersonale (amministratore unico) o

pluripersonale, in questo caso si forma il consiglio di amministrazione: vale a dire che,

a differenza delle società di persone e delle s.r.l., gli amministratori devono attenersi

necessariamente e inderogabilmente al metodo collegiale. Non è necessario che gli

amministratori siano soci. 41

Nelle società con azioni quotate l’organo amministrativo deve essere pluripersonale,

poiché in esso vanno rappresentati anche interessi diversi rispetto a quelli dei soci di

maggioranza.

NOMINA E DURATA

La nomina degli amministratori spetta all’assemblea con sistema maggioritario.

Fanno eccezione a questo principio:

- la nomina dei primi amministratori nell’atto costitutivo

- la possibilità, nelle spa chiuse, che lo statuto conferisca la facoltà di nominare uno o

più amministratori allo Stato azionista della società

La durata:

-stabilita dallo statuto

-non può essere superiore a 3 esercizi

-gli amministratori sono rieleggibili.

L’assunzione della carica richiede, oltre alla nomina, l’accettazione da parte dell’eletto.

Entro 30 giorni dalla notizia della loro nomina, gli amministratori devono chiederne

l’iscrizione nel registro delle imprese.

Cause di ineleggibilità:

-l’interdizione

-l’inabilitazione

-il fallimento

-la condanna a una pena che importi l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici

uffici o l’incapacità a esercitare uffici direttivi.

-la titolarità di una carica di governo (cause di incompatibilità)

CESSAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI

Cause di cessazione dalla carica degli amministratori sono:

1. per decorso del termine

2. per morte

3. per decadenza qualora sopravvenga una causa di ineleggibilità

4. per revoca da parte dell’assemblea: può intervenire in qualunque tempo, salvo

il diritto dell’amministratore al risarcimento dei danni, se avviene senza giusta

causa

5. per rinunzia all’incarico (c.d. dimissioni): l’amministratore deve darne

comunicazione scritta al consiglio di amministrazione e al presidente del

consiglio sindacale. La rinunzia ha effetto immediato se rimane in carica la

maggioranza del consiglio di amministrazione; in caso contrario, dal momento

in cui la maggioranza del consiglio si è ricostituita.

6. simul stabunt - simul cadent: clausola con la quale si prevede che, in caso di

cessazione della carica per qualsiasi motivo di uno o più amministratori, cessi

anticipatamente l’intero consiglio e si debba provvedere alla sua integrale

sostituzione.

La cessazione degli amministratori dall’ufficio per qualsiasi causa deve essere iscritta

entro 30 giorni nel registro delle imprese. 42

LA SOSTITUZIONE DEGLI AMMINISTRATORI cessati dalla carica prima della scadenza

per decorso del periodo di nomina segue regole particolari:

-se, nonostante la cessazione, la maggioranza è sempre costituita da amministratori

nominati dall’assemblea, sono questi che provvedono a sostituire i componenti cessati

con deliberazione approvata dal collegio sindacale (c.d. cooptazione);

-se, invece, viene meno la maggioranza degli amministratori nominati dall’assemblea,

quelli rimasti in carica devono convocarla perché provveda alla sostituzione dei

mancanti;

-se opera la clausola simul stabunt, simul cadens, l’assemblea è convocata d’urgenza

degli amministratori rimasti in carica;

-se vengono a cessare l’amministratore unico o tutti gli amministratori, l’assemblea

deve essere convocata d’urgenza dal collegio sindacale, il quale può compiere nel

frattempo gli atti di ordinaria amministrazione.

REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI

In materia la legge distingue tra:

- per membri del consiglio di amministrazione la remunerazione è stabilita all’atto

della nomina

- per amministratore delegato la remunerazione degli amministratori stabilita dal

consiglio di amministrazione

Sia i primi che la seconda possono essere costituiti:

-da partecipazioni agli utili

-dall’attribuzione del diritto di sottoscrivere a prezzo predeterminato azioni o strumenti

finanziari di futura emissione (stock-option).

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Quando l'amministrazione è affidata a più persone si costituisce il cda che gestisce la

società, esso:

-opera tramite deliberazioni assunte a maggioranza

-elegge il suo presidente se questi non è già stato nominato dall’assemblea

-gli amministratori sono tenuti ad agire in modo informato

-per la validità delle deliberazioni è previsto un quorum costitutivo (rappresentato

dalla maggioranza degli amministratori in carica) e uno deliberativo (rappresentato

dalla maggioranza assoluta degli amministratori presenti)

-valuta l’andamento della società

-deve intervenire se viene a conoscenza di fatti pregiudizievoli

Le riunioni consiliari possono svolgersi anche mediante mezzi di telecomunicazione, se

ciò è previsto dallo statuto (c.d. teleconferenza), mentre è vietato il voto per

rappresentanza.

Invalidità: deliberazioni prese non in conformità della legge o dello statuto possono

essere impugnate:

- dal collegio sindacale e dagli amministratori assenti o dissenzienti entro 90 giorni

dalla data della deliberazione;

- dai soci, ma solo se si tratta di deliberazioni lesive dei loro diritti 43

In ogni caso sono salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti

compiuti in esecuzione delle deliberazioni

GLI ORGANI DELEGATI

Può accadere che il consiglio d’amministrazione decida di delegare le proprie

attribuzioni per gestire la società in modo più agile e abbiamo quindi:

- comitato esecutivo (opera come organo collegiale)

- amministratore delegato (operano via disgiuntiva anche se sono in più di uno)

Alcune funzioni sono indelegabili: -redazione di bilancio

- aumento del capitale delegato al consiglio

Gli organi delegati riferiscono al consiglio di amministrazione (almeno ogni 6 mesi):

-il generale andamento della gestione

-prevedibile evoluzione

-le operazioni di maggior rilievo effettuate dalla società

LA RAPPRESENTANZA

Mentre il potere di gestire la società spetta collegialmente al consiglio di

amministrazione, il potere di rappresentare la società, cioè di assumere obbligazioni e

acquistare diritti in nome e per conto della società in modo per essa vincolante, spetta

solo a chi abbia avuto la specifica attribuzione di tale potere.

Tutela verso i terzi:

-Inopponibilità delle cause di nullità o di annullabilità della nomina degli amministratori

che hanno la rappresentanza della società dopo l’iscrizione nel registro delle imprese:

la pubblicità crea un affidamento che va protetto.

-il potere di rappresentanza attribuito agli amministratori dallo statuto è generale, ne

deriva che le limitazioni ai poteri degli amministratori che risultano dallo statuto non

sono opponibili ai terzi, anche se pubblicate, salvo che si provi che questi abbiano

intenzionalmente agito a danno della società.

GLI INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI

Perseguono l’interesse sociale.

Nel caso in cui abbiano un interesse proprio hanno l’obbligo di dare notizia ai colleghi

e ai sindaci del fatto e l’informazione deve essere precisa in quanto a natura e origine

dell’interesse. In tale ipotesi l’amministratore delegato non deve compiere

l’operazione, ma la rimette al cda. In caso di amministratore unico, invece,

l’operazione può essere compiuta e l’amministratore deve darne notizia ai soci alla

prima assemblea utile.

Qualora il consiglio debba decidere su una questione per la quale un suo componente

ha denunziato un proprio interesse, la deliberazione deve adeguatamente motivare le

ragioni e la convenienza per la società dell’operazione.

L’amministratore “interessato” non è tenuto ad astenersi, ma può partecipare alla

deliberazione. La deliberazione del consiglio è, impugnabile entro 90 giorni dalla data

della deliberazione.

L’amministratore risponde altresì dei danni che siano derivati alla società 44

dall’utilizzazione a vantaggio proprio o di terzi di dati, notizie o opportunità di affari

appresi nell’esercizio del suo incarico.

RESPONSABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI

Gli amministratori devono adempiere ai doveri imposti dalla legge e dallo statuto con

la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle loro specifiche competenze.

I doveri degli amministratori possono distinguersi in:

-doveri generici (gestire diligentemente l’impresa perseguendo l’interesse sociale)

-doveri specifici (per esempio, tenere la contabilità, provvedere a iscrizioni e depositi

di legge, ecc…).

Per il loro operato gli amministratori non rispondono solo nei confronti della società,

ma anche dei creditori nonché del singolo socio o terzo direttamente danneggiato.

Anche gli amministratori non esecutivi, sono solidalmente responsabili se non hanno

osservato gli obblighi di esame e valutazione.

In mancanza di organi delegati, la solidarietà è esclusa solo per l’amministratore che:

sia immune da colpa;

abbia fatto annotare senza ritardo il suo dissenso nel libro delle adunanze e delle

deliberazioni del consiglio;

ne abbia data immediata notizia per iscritto al presidente del collegio sindacale.

L’AZIONE SOCIALE DELIBERATA DALL’ASSEMBLEA CONTRO L’AMMINISTRATORE

L’azione di responsabilità contro gli amministratori è promossa in seguito a

deliberazione dell’assemblea ordinaria.

-gli amministratori che siano soci non possono votare sulla loro responsabilità.

-implica l’automatica revoca degli amministratori se il voto favorevole è adottato da

almeno 1/5 del capitale sociale.

-la società può rinunziare all’azione purché sia approvata con maggioranza dei soci

L’AZIONE DI RESPONSABILITÀ DEI CREDITORI

Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi

inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale.

L’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio risulta insufficiente al

soddisfacimento dei loro crediti.

L’AZIONE DI RESPONSABILITÀ DEL SOCIO O DEL TERZO

È responsabilità extra-contrattuale perché si fonda sul compimento di atti colposi o

dolosi degli amministratori che abbiano provocato un danno diretto al patrimonio del

singolo socio o del terzo.

Es: Gli amministratori che abbiano predisposto una situazione patrimoniale falsa con la

quale inducono un soggetto a sottoscrivere azioni della società o ad accordarle un

finanziamento.

L’AMMINISTRATORE DI FATTO DELLA SOCIETÀ 45

Le regole viste in tema di responsabilità, si applicano anche agli amministratori che lo

sono solo “di fatto”, cioè a coloro che, pur non nominati (o irregolarmente nominati)

hanno svolto in modo continuativo e sistematico, le funzioni tipiche

dell’amministratore.

IL DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI

SOCIETARI

La legge sulla tutela del risparmio ha stabilito che lo statuto delle società con azioni

quotate deve prevedere questo soggetto che di solito coincide con il direttore

finanziario ha il compito di predisporre adeguate procedure adeguate procedure

amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio

COLLEGIO SINDACALE

La funzione è di vigilare:

- sull’osservanza della legge e dello statuto

- sul rispetto dei principi di corretta

- sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo amministrativo e contabile della società

NOMINA E COMPOSIZIONE

SPA quotata SPA non quotata

Composizione: la legge si limita a Composizione: 3 o 5 membri effettivi,

stabilire il numero minimo dei soci o non soci e devono essere nominati

componenti del collegio: 3 membri anche 2 sindaci supplenti. Almeno un

effettivi e 2 supplenti membro effettivo e uno supplente

devono essere scelti tra gli iscritti nel

registro dei revisori contabili istituito

presso il ministero della giustizia.

Nomina: spetta all’assemblea con Nomina: spetta all’assemblea con

sistema maggioritario e un membro sistema maggioritario

effettivo va eletto dalla minoranza

Non possono essere eletti alla carica di sindacato e, se eletti, decadono dall’ufficio:

- coloro che si trovano nelle condizioni previste dall’art. 2382 c.c. (perdita della

capacità di agire, per interdizione, inabilitazione, condanna, ecc…);

- il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori della società;

La nomina dei sindaci e la cessazione dall’ufficio devono essere iscritte, a cura degli

amministratori, nel registro delle imprese. 46

I sindaci restano in carica per 3 esercizi e scadono alla data dell’assemblea convocata

per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica.

Sono cause di cessazione: - la scadenza del termine

- la morte;

- la revoca da parte dell’assemblea che è

o per giusta causa e va approvata con

decreto dal tribunale; - la rinunzia del sindaco;

- la decadenza qualora si verifichi in corso

di carica una causa di ineleggibilità.

In caso di morte, di rinunzia o di decadenza di un sindaco, subentrano i supplenti in

ordine di età.

I nuovi sindaci restano in carica fino all’assemblea successiva, la quale provvede alla

sostituzione definitiva.

La retribuzione annuale dei sindaci deve essere determinata dall’assemblea all’atto

della nomina per l’intero periodo di durata del loro ufficio.

DOVERI E POTERI

I sindaci del collegio sindacale:

-devono partecipare alle assemblee nonché alle riunioni del consiglio di

amministrazione e del comitato esecutivo

-possono chiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o

su determinati affari

-possono convocare l’assemblea se trovano fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia

urgente necessità di provvedere;

Il collegio sindacale deve indagare sulle denunzie presentate dai soci.

In particolare:

-ogni socio può denunziare i fatti che ritiene censurabili al collegio sindacale, il quale

deve tenerne conto nella relazione all’assemblea; se però la denunzia è fatta da tanti

soci che rappresentino 1/20 del capitale sociale (1/50 nelle s.p.a. aperte), il collegio

sindacale deve indagare senza ritardo sui fatti denunziati e presentare le sue

condizioni ed eventuali proposte all’assemblea.

STRUMENTI

Il collegio sindacale deve fare annualmente una relazione che va depositata presso la

sede sociale nei 15 giorni che precedono l’assemblea convocata per l’approvazione del

bilancio.

Qualora nell’espletamento dei suoi compiti ravvisi il fondato sospetto che gli

amministratori, in violazione dei loro doveri, abbiano compiuto gravi irregolarità nella

gestione che possano arrecare danno alla società o a una o più società controllate, il

collegio sindacale è legittimato a presentare al tribunale la relativa denunzia.

Inoltre, il collegio sindacale, con la maggioranza di ⅔ dei suoi componenti, può

promuovere l’azione di responsabilità contro gli amministratori in tutte le s.p.a.

FUNZIONAMENTO

L’organo sindacale opera collegialmente.

Le riunioni del collegio devono avvenire almeno ogni 90 giorni e possono svolgersi

anche con mezzi di telecomunicazione. Le riunioni sono regolarmente costituite con la

47

presenza della maggioranza dei sindaci e le delibere assunte a maggioranza assoluta

dei presenti. Delle riunioni deve redigersi verbale.

LA RESPONSABILITA’ DEI SINDACI

I sindaci devono adempiere i loro doveri con la professionalità e la diligenza richieste

dalla natura dell’incarico.

A loro carico è prevista la responsabilità:

-sulla verità delle loro attestazioni

-sulla conservazione del segreto aziendale

-in solido nel caso in cui non hanno vigilato adeguatamente sulle azioni che hanno

provocato danno alla società

All’azione di responsabilità contro i sindaci si applicano, in quanto compatibili, le

disposizioni previste per gli amministrazioni.

CONTROLLO CONTABILE

La riforma ha generalizzato per tutte le s.p.a. l’attribuzione del controllo contabile a un

revisore esterno.

In particolare, il controllo contabile:

- nelle s.p.a. chiuse può essere esercitato da una società di revisione o anche da una

persona fisica purché iscritta nel registro dei revisori contabili istituito presso il

ministero della giustizia;

- nelle s.p.a. ad azionariato diffuso deve essere svolto da una società di revisione

iscritta nel medesimo registro;

- nelle s.p.a. con azioni quotate va effettuato da una società iscritta nell’albo speciale

tenuto e vigilato dalla Consob.

FUNZIONI:

-verificare con periodicità almeno trimestrale la regolare tenuta della contabilità

-verificare se il bilancio d’esercizio, corrisponde alle scritture contabili

-esprimere con apposita relazione un giudizio sul bilancio d’esercizio

NOMINA: L’incarico di controllo contabile è conferito dall’assemblea la quale determina

anche il corrispettivo per l’intera durata dell’incarico.

Nelle società con azioni quotate la nomina va trasmessa alla Consob.

DURATA: 3 esercizi, con scadenza alla data dell’assemblea convocata per

l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio dell’incarico.

Nelle società con azioni quotate l’incarico ha la durata fissa di 9 esercizi.

REVOCA: Solo per giusta causa, sentito il parere del collegio sindacale.

Per le società con azioni non quotate la deliberazione di revoca va approvata con

decreto del tribunale; per quelle quotate la delibera va comunicata alla Consob, la

quale può vietarne l’esecuzione qualora rilevi la mancanza della giusta causa.

La Consob può disporre d’ufficio la revoca dell’incarico di revisione contabile qualora

rilevi una causa di incompatibilità ovvero siano state accertate gravi irregolarità nello

svolgimento dell’attività di revisione. 48

NON ELEGGIBILI: -i sindaci della società o delle società da questa controllate

-coloro che si trovano nelle condizioni previste dall’art. 2399 c.c.

(cioè per le stesse tre cause di ineleggibilità dei sindaci).

RESPONSABILITA’: Sono responsabili nei confronti della società, dei soci e dei terzi per

i danni derivanti dall’inadempimento ai loro doveri.

SISTEMA DUALISTICO

ASSEMBLEA:

Lo statuto può prevedere che l’amministrazione e il controllo siano esercitati, invece

che da organo amministrativo e collegio sindacale, da un consiglio di gestione e da un

consiglio di sorveglianza: sistema dualistico.

Il sistema dualistico comporta una modifica nelle competenze dell’assemblea

ordinaria, essa:

- nomina e revoca i consiglieri di sorveglianza;

- determina il compenso a essi spettante;

- delibera sulla responsabilità dei consiglieri di sorveglianza;

- delibera sulla distribuzione degli utili;

- nomina il revisore;

- delibera l’azione di responsabilità contro i gestori;

- se lo statuito lo prevede, stabilisce il compenso dei gestori;

- approva il bilancio d’esercizio, se lo statuto lo prevede, nei seguenti casi:

- in caso di sua mancata approvazione da parte del consiglio di sorveglianza;

- qualora lo richieda almeno ⅓ dei componenti del consiglio di gestione o di quello di

sorveglianza;

- tutti gli altri casi in cui l’assemblea ordinaria è competente anche nel sistema

tradizionale;

Per quanto riguarda l’assemblea straordinaria non vi sono differenze rispetto al

sistema tradizionale.

IL CONSIGLIO DI GESTIONE:

Organo che gestisce l’impresa e che compie le operazioni necessarie per l’attuazione

dell’oggetto sociale. Il consiglio di gestione è organo necessariamente collegiale.

Nomina: nominato dal consiglio di sorveglianza, salvo i primi componenti che sono

nominati nell’atto costitutivo. Restano in carico per massimo 3 esercizi e non sono

rieleggibili.

Incompatibilità: i membri del consiglio di gestione, non possono essere anche membri

del consiglio di sorveglianza.

Composizione: almeno due componenti anche non soci.

Revoca: revocati dal sistema di sorveglianza, se essa avviene senza giusta causa,

spetta il risarcimento danni.

La responsabilità dei componenti del consiglio di gestione è regolata come quella degli

amministratori. 49

CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA:

Funzioni:

- approva e revoca i componenti del consiglio di gestione;

- approva il bilancio di esercizio;

- vigila sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta

amministrazione e in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo,

amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento;

- promuove l’esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti dei componenti del

consiglio di gestione;

- presenta la denunzia al tribunale;

- riferisce per iscritto almeno una volta all’anno all’assemblea sull’attività di vigilanza

svolta.

Il consiglio di sorveglianza non può mai esercitare il controllo contabile che è sempre

inderogabilmente svolto dal revisore esterno.

Nomina: nominato dall’assemblea ordinaria, salvo i primi componenti che sono

nominati nell’atto costitutivo. Restano in carico per massimo 3 esercizi e non sono

rieleggibili.

Durata: 3 esercizi, salvo diversa disposizione dello statuto, i componenti del consiglio

di sorveglianza sono rieleggibili.

Composizione: almeno 3 componenti, anche non soci

Il consiglio di sorveglianza opera secondo il metodo collegiale.

Il consiglio deve riunirsi almeno ogni 90 giorni anche utilizzando mezzi di

telecomunicazione. È regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei

membri e delibera a maggioranza assoluta dei presenti.

Delle riunioni deve redigersi verbale.

Responsabilità: Essi devono adempiere i loro doveri con la diligenza richiesta dalla

natura dell’incarico.Sono responsabili solidalmente con i componenti del consiglio di

gestione per i fatti o le omissioni di questi quando il danno non si sarebbe prodotto se

avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica.

IL SISTEMA MONISTICO

L’amministrazione e il controllo sono esercitati rispettivamente dal consiglio di

amministrazione e da un apposito comitato costituito al suo interno. Tende a

privilegiare la circolazione delle informazioni tra l’organo amministrativo e il comitato

deputato al controllo, conseguendo risparmi di tempo e di costi.

Vi è quindi:

-un consiglio di amministrazione obbligatorio al posto di un eventuale amministratore

unico, cui spetta esclusivamente la gestione d’impresa

-un comitato per il controllo sulla gestione scelto all’interno del consiglio di

amministrazione 50

COMITATO DI CONTROLLO SULLA GESTIONE

Funzione: sostituisce il collegio sindacale, il comitato per il controllo sulla gestione:

- elegge, al suo interno, il presidente;

- vigila sull’adeguatezza della struttura organizzativa della società, del sistema di

controllo interno e del sistema amministrativo e contabile;

- svolge gli ulteriori compiti affidatigli dal consiglio di amministrazione.

Non vigila sul rispetto dei principi di corretta amministrazione; del resto, gli stessi

membri del comitato sono amministratori e, in quanto tali, devono comunque valutare

il generale andamento della gestione e così certamente anche la sua conformità ai

principi di corretta amministrazione. Il comitato non può mai esercitare il controllo

contabile che è sempre inderogabilmente svolto dal revisore esterno.

Nomina: da parte del consiglio di amministrazione. I componenti del comitato possono

essere solo amministratori:

- in possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità stabiliti dallo statuto e dei

requisiti di indipendenza.

MODIFICHE STATUTARIE

Competente a modificare lo statuto è l’assemblea straordinaria. La delibera di

modificazione statutaria, deve sempre essere verbalizzata da notaio il quale, entro 30

giorni, ne richiede l’iscrizione del registro delle imprese allegando le eventuali

autorizzazioni richieste. Dopo ogni modifica, il testo integrale aggiornato dello statuto

deve essere depositato nel registro delle imprese.

Il notaio:

-in sede di atto costitutivo deve procedere al controllo di legalità dell’atto e se

illegittimo, rifiutarsi di stipularlo; se lo stipula, deve procedere all’iscrizione.

-nelle modificazioni statutarie, il controllo notarile è di tipo successivo: in quanto

verbalizzante, il notaio si limita a prendere atto della deliberazione assunta; solo in

seguito procede alla verifica dei requisiti di legge e, se reputa che sussistano, procede

all’iscrizione; qualora, invece, il notaio ritenga non adempiute le condizioni stabilite

dalla legge, ne dà comunicazione tempestiva agli amministratori, i quali, entro 30

giorni, possono convocare l’assemblea per gli opportuni provvedimenti, oppure

ricorrere al tribunale. La deliberazione di modifica statutaria produce i suoi effetti

soltanto dopo l’iscrizione.

IL DIRITTO DI RECESSO

Dichiarazione di voler cessare di far parte e ottenere rimborso delle proprie azioni.

C’è l’esigenza di tutelare l’investimento dei soci minoritari e il loro recesso non

rappresenta:

-uno strumento di disinvestimento

-un’opposizione all’assunzione delle decisioni da parte della maggioranza.

Può essere esercitato dai soci: -dissenzienti=contrari non hanno concorso

-astenuti con la loro volontà

-assenti all’approvazione

Cause di recesso possono essere: -legali inderogabili

-legali derogabili 51

Legali inderogabili:

- modifica della clausola dell’oggetto sociale

- trasformazione della società

- trasferimento della sede sociale all’estero

- modifica dei criteri di liquidazione

- modifica dei criteri di determinazione del valore dell’azione in caso di recesso

- modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto o di partecipazione

Legali derogabili, cioè possono essere statutariamente escluse sono:

- la proroga del termine

- l’introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli azionari

Il diritto di recesso va esercitato mediante lettera raccomandata:

- se la società è costituita a tempo indeterminato e le azioni non sono quotate in un

mercato regolamentato, il socio può recedere con il preavviso di almeno 180gg

- entro 15 gg. dall’iscrizione della delibera “sgradita” nel registro delle imprese

-entro 30 gg. dalla conoscenza del fatto, diverso dalla delibera, che fa

sorgere nel socio il diritto al recesso

Il preavviso serve alla società per prepararsi a liquidare la quota al socio.

Se la società entro 90 giorni revoca la delibera che ha causato il recesso e quando sia

stato deliberato lo scioglimento della società, il recesso non potrà essere più

esercitato, e se già esercitato, perderà efficacia.

Eseguite le valutazioni, si terrà l’assemblea e tutti i soci hanno diritto a prendere

visione di queste valutazioni almeno 15 giorni prima dell’assemblea. È possibile,

infatti, che s’intenda contestare le valutazioni eseguite dagli amministratori.

L’importo che il socio receduto ha diritto di ricevere a seguito dell’uscita, è

determinato dagli amministratori e il rimborso delle quote può avvenire:

-mediante acquisto da parte dei soci proporzionalmente alle loro partecipazioni,

-da un terzo concordemente individuato dai soci medesimi; qualora ciò non avvenga,

-il rimborso è effettuato utilizzando riserve disponibili o, in mancanza,

corrispondentemente riducendo il capitale sociale;

MODIFICHE CAPITALE SOCIALE

Tra le modificazioni statutarie le più rilevanti sono quelle che variano l’importo del

capitale sociale determinato nell’atto costitutivo (c.d. capitale nominale).

Le modificazioni ammesse dalla legge sono sia quelle in aumento sia quelle in

diminuzione. Entrambe possono essere:

-reali: aumento o riduzione del patrimonio della società

-nominali: non incidono sul patrimonio della società o perché si limitano a una diversa

allocazione delle poste di patrimonio netto o perché sono causate da una perdita

patrimoniale già verificatasi

L’AUMENTO DEL CAPITALE

Può essere: -gratuito

-a pagamento

Aumento del capitale gratuito: 52

-la società può imputare a capitale le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio.

-non richiede nuovi conferimenti

Si può fare: -emissione di nuove azioni

-aumento del valore nominale delle azioni in circolazione

Aumento del capitale a pagamento:

-procurare alla società nuovi mezzi finanziari (es. emissione di nuove azioni)

-comporta nuovi conferimenti

-l’aumento non può essere eseguito finché le vecchie azioni non sono completamente

liberate

L’aumento del capitale sociale è deliberato dall’assemblea. Sia nella SPA che nella SRL

è consentito attribuire agli amministratori la possibilità di aumentare il capitale. Entro

30 giorni dalla deliberazione dell’aumento del capitale gli amministratori devono

iscrivere nel registro delle imprese l’aumento.

C’è poi il diritto di opzione sulle azioni o quote di nuova emissione: diritto di essere

preferiti rispetto ai terzi nella sottoscrizione delle azioni o quote di nuova emissione, in

misura proporzionale alle azioni o quote già possedute.

Gli amministratori hanno l’obbligo di redigere una relazione che illustri la proposta di

aumento del capitale sociale e le ragioni del conferimento in natura.

RIDUZIONE DEL CAPITALE

Può essere: -reale (coscientemente)

-obbligatoria (in seguito a perdite)

RIDUZIONE DEL CAPITALE REALE

Modalità di riduzione:

-mediante liberazione dei soci dall’obbligo dei versamenti ancora dovuti

-sia mediante rimborso del capitale ai soci

Una volta che la delibera sia stata votata e approvata, dovrà essere iscritta al registro

delle imprese, ma non sarà immediatamente esecutiva. I creditori della società (ma

anche uno solo), si ritengono danneggiati alla riduzione, possono entro 90gg,

dalla iscrizione della delibera nel registro delle imprese, fare opposizione

alla riduzione innanzi al tribunale. Gli scenari possibili sono tre:

1) trascorrono i 90 gg. dall’iscrizione e nessun creditore si è opposto alla

riduzione: la deliberazione potrà essere eseguita

2) entro i 90 gg. dall’iscrizione c’è opposizione di uno o più creditori sociali: sarà

necessario attendere l’esito dell’opposizione per eseguire, o meno, la delibera;

3) entro i 90 gg. dall’iscrizione c’è opposizione di uno o più creditori sociali: il

tribunale, quando ritenga infondato il pericolo di pregiudizio per i creditori oppure

la società abbia prestato idonea garanzia, dispone che la riduzione abbia luogo

nonostante l'opposizione.

LIMITI della riduzione reale:

- la società deve comunque avere il capitale minimo indicato

- deve essere rispettato il rapporto tra l’importo delle obbligazioni emesse e

l’ammontare del capitale sociale (non si possono emettere obbligazioni per importo

eccedente il doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili)

53

- deve effettuarsi con modalità tali che le azioni proprie eventualmente possedute

dopo la riduzione non eccedano la decima parte del capitale sociale

RIDUZIONE DEL CAPITALE OBBLIGATORIA:

Nel caso in cui, il valore del patrimonio netto risulti inferiore a quello del capitale

sociale, si verifica una perdita. Due situazioni:

a) il capitale sociale non è diminuito di oltre un terzo: non vi sarà obbligo di

riduzione

b) il capitale sociale è diminuito di oltre un terzo: obbligo di riduzione per adeguare

il capitale sociale all’effettivo patrimonio (netto) della società.

Nel caso b il collegio sindacale ovvero il consiglio di sorveglianza, devono senza

indugio convocare l'assemblea per gli opportuni provvedimenti.

All’assemblea deve essere sottoposta una relazione sulla situazione patrimoniale della

società ed essa deve consistere nella redazione di bilancio anticipato rispetto al

dovuto.

Quindi, l’assemblea è chiamata a prendere i provvedimenti opportuni, ma la legge non

dice quali siano tali provvedimenti; possiamo immaginare siano:

-reintegrazione delle perdite, in modo da ridurre le perdite a meno di un terzo

-decisione immediata di ridurre il capitale sociale

-rinviare la decisione circa la riduzione del capitale.

L’assemblea aspetta di vedere se, nel corso dell’esercizio successivo, si riuscirà a far

diminuire la perdita: se nel corso dell’esercizio successivo la perdita subita in

precedenza non risulta diminuita a meno di un terzo, non si potrà evitare la riduzione

del capitale sociale.

Se l’assemblea (il consiglio di sorveglianza), non procede con la riduzione, gli

amministratori e i sindaci o il consiglio di sorveglianza devono chiedere al tribunale

che sia disposta la riduzione del capitale in ragione delle perdite risultanti dal bilancio.

Nell’ipotesi dove la perdita subita dalla società faccia scendere il valore del capitale

sociale sotto il limite legale: è necessario convocare l’assemblea straordinaria per

prendere, contemporaneamente, due decisioni:

1. deliberare la riduzione del capitale sociale

2. aumentarlo di un valore tale che risulti almeno pari al minimo stabilito dalla

legge

Se, però, la società non vuole o non può compiere queste operazioni, dovrà

necessariamente trasformarsi in un altro tipo di ente, magari una S.r.l.

SAPA: società in accomandita per azioni

La società in accomandita per azioni (s.a.p.a.) è un modello societario la cui disciplina

è interamente mutuata da quella della s.p.a. di cui rappresenta una “variante”.

L’elemento differenziale consiste nella presenza di una categoria di soci (gli

accomandatari), amministratori che rispondono illimitatamente e solidalmente per le

obbligazioni sociali, alla quale si contrappone la categoria degli accomandanti, che

sono invece integralmente assimilabili ai soci di SPA. 54

In sostanza può dirsi che la s.a.p.a. è una s.p.a. nella quale gli amministratori

rispondono personalmente per le obbligazioni sociali.

I tratti differenziali della s.a.p.a. rispetto alla s.p.a. riguardano essenzialmente la

disciplina degli accomandatari e sono così sintetizzabili:

1. la denominazione sociale deve contenere, oltre all’indicazione di SAPA, il nome

di almeno uno degli accomandatari

2. l’atto costitutivo deve indicare i nomi degli accomandatari

3. gli accomandatari sono amministratori di diritto della società e sono soggetti

agli obblighi degli amministratori di s.p.a

4. Il potere di gestire la società non può esser disgiunto dalla qualità di

accomandatario e viceversa

5. la revoca degli accomandatari è ammessa solo se deliberata con le

maggioranze previste per l’assemblea straordinaria della s.p.a. e, se avviene

senza giusta causa, l’accomandatario ha diritto al risarcimento del danno

6. la sostituzione o la nomina di un nuovo accomandatario implica una

modificazione dell’atto costitutivo e va approvata da tutti gli accomandatari

7. qualora venga meno una delle due categorie di soci, la società si scioglie se nel

termine di 180 giorni essa non viene ripristinata

8. sono ammissibili sia il sistema di amministrazione tradizionale che quelli

alternativi

9. le modificazioni dell’atto costitutivo vanno deliberate dall’assemblea

straordinaria e approvate da tutti i soci accomandatari

10. i soci accomandatari rispondono personalmente e illimitatamente verso i

terzi per l’adempimento delle obbligazioni sociali. Essi godono tuttavia del c.d.

beneficio della preventiva escussione, così che il creditore prima di poter

aggredire il patrimonio personale dell’accomandatario deve avere

infruttuosamente escusso la società.

SRL: SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA

Con la società a responsabilità limitata (SRL) i soci possono organizzare la propria

attività economica accedendo al beneficio della responsabilità limitata per le

obbligazioni sociali a costi inferiori rispetto alla SPA, sia sotto il profilo finanziario, sia

dei vincoli organizzativi.

Capitale minimo richiesto: 10.000 euro

COSTITUZIONE 55

Si articola in due fasi:

la stipulazione dell’atto costitutivo: va redatto nella forma dell’atto pubblico,

1. può trattarsi di un contratto o di un atto unilaterale.

L’unica modalità di costituzione è quella simultanea, in cui le parti compaiono

contestualmente innanzi al notaio incaricato di rogare l’atto pubblico, al quale

spetta il compito di verificare la sussistenza delle condizioni previste per la

costituzione.

la sua iscrizione nel registro delle imprese

2.

Gli elementi necessari dell’atto costitutivo sono:

- i dati anagrafici di ciascun socio, la sede e la denominazione sociale che deve

contenere l’indicazione di s.r.l.

- l’attività che costituisce l’oggetto sociale; il quale deve essere, oltre che lecito e

possibile, anche sufficientemente determinato

- l’ammontare del capitale sociale, il cui importo minimo è di 10.000 euro

- la quota di partecipazione di ciascun socio che non può essere mai rappresentata da

azioni

- le norme relative al funzionamento della società indicando quelle concernenti

l’amministrazione e la rappresentanza, nonché le persone cui è affidata

l’amministrazione e gli eventuali soggetti incaricati del controllo contabile

- l’importo globale, almeno approssimativo, delle spese per la costituzione poste a

carico della società.

La disciplina della s.r.l. non fa menzione dello statuto, cioè di quel documento

destinato a contenere le regole di funzionamento della società. Probabilmente perché

le regole di funzionamento della società sono contenute direttamente nell’atto

costitutivo.

Quanto all’iscrizione nel registro delle imprese e ai suoi effetti, la disciplina della s.r.l.

richiama integralmente quella delle s.p.a., lo stesso vale per la disciplina delle nullità.

La s.r.l. non contiene alcuna disciplina dei c.d. patti parasociali, nel caso in cui i soci li

facessero, comunque vale il limite generale di validità dei patti parasociali: cioè che le

loro previsioni non urtino contro norme inderogabili.

CONFERIMENTI

L’importo globale del capitale sociale non può essere superiore al valore dei

conferimenti.

Tutti “gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica” possono essere

conferiti. Rispetto alla s.p.a., nella s.r.l. possono formare oggetto di conferimento, oltre

al denaro, ai crediti e ai beni in natura, anche le prestazioni d’opera o di servizi.

I conferimenti in denaro

Se l’atto costitutivo non prevede diversamente, i conferimenti vanno effettuati in

denaro. Al momento della sottoscrizione, almeno il 25% dei conferimenti in denaro

devono essere versati presso una banca; in caso di società unipersonale il versamento

56

deve essere integrale.

I conferimenti di beni in natura e di crediti

Se l’atto costitutivo lo prevede, è possibile conferire beni in natura o crediti.

In tal caso, la legge prevede che il conferimento sia effettuato integralmente al

momento della sottoscrizione.

Le regole sono le medesime già viste per la s.p.a. con un'unica, ma rilevante,

eccezione: il procedimento di stima dei beni:

- l’esperto che deve predisporre la relazione giurata di stima non viene nominato dal

tribunale, ma è scelto direttamente dal conferente tra le persone fisiche e le società di

revisione iscritte nel registro dei revisori;

nulla è previsto per la verifica della valutazione.

A prescindere da tale vuoto legislativo, può tuttavia ritenersi, in base alle regole

generali, che, ferma restando la responsabilità dell’esperto, gli amministratori

debbano sottoporre a tempestiva verifica l’attendibilità della stima presentata dal

socio, in esecuzione del generale dovere di diligenza nella gestione, e rispondano per i

danni che dall’omissione derivino alla società.

I conferimenti d’opera e di servizi

La conferibilità delle prestazioni d’opera o di servizi, importante indice della

personalizzazione della disciplina della s.r.l., è subordinata, oltre che alla previsione

statutaria, alla prestazione da parte del socio conferente di “una polizza di

assicurazione o di una fideiussione bancaria con cui vengono garantiti, per l’intero

valore, gli obblighi assunti dal socio aventi per oggetto la prestazione d’opera e di

servizi a favore della società”.

I ruolo essenziale della polizza e della fideiussione per la conferibilità dell’opera o dei

servizi, ha indotto alcuni a ritenere che in realtà il conferimento avrebbe per oggetto il

valore loro assegnato, monetizzato con la garanzia.

Questa tesi trascura il fatto che, comunque, l’integrale adempimento dell’opera o del

servizio conferito fa venir meno la garanzia prestata.

Se il socio non esegue il conferimento, gli amministratori lo devono diffidare a

eseguirlo entro 30 giorni.

I FINANZIAMENTI DEI SOCI

Durante la sua vita, la società avrà necessità di ottenere ulteriori risorse finanziarie, le

modalità con cui i soci possono incrementare la liquidità aziendale sono

essenzialmente di due tipi:

-finanziamento inteso come vero e proprio prestito fruttifero o infruttifero di interessi;

-versamento (a fondo perduto, in conto futuro aumento di capitale o per copertura

perdite).

Il legislatore è intervenuto con una disciplina che assoggetta a un regime speciale i

finanziamenti concessi in situazioni critiche particolari; a tutela degli altri creditori, si

prevede che il rimborso di tali finanziamenti è postergato rispetto al soddisfacimento

dei creditori terzi: gli altri creditori, cioè, devono esser pagati prima dei soci. 57

LE PARTECIPAZIONI

Nella S.r.l. le partecipazioni sono rappresentate da quote e non da azioni, ciò significa

che ogni socio sarà titolare di una sola quota che corrisponde ad una frazione del

capitale sociale da lui sottoscritta. Le quote non formano oggetto di offerta al pubblico

di prodotti finanziari.

DIRITTI PARTICOLARI

L’atto costitutivo può prevedere l’attribuzione a singoli soci di particolari diritti

riguardanti l’amministrazione della società o la distribuzione degli utili: una golden

quota.

Unico limite è quello del conflitto con norme imperative: per esempio, il divieto di

patto leonino, oppure regole organizzative inderogabili sulle decisioni dei soci.

I diritti particolari così attribuiti, salva diversa previsione statutaria, possono essere

modificati solo con il consenso di tutti i soci; il socio, inoltre, ove in via di fatto

vengano compiute operazioni che ne comportino una rilevante modificazione, ha

diritto di recedere dalla società.

CIRCOLAZIONE DELLA PARTECIPAZIONI

In linea di principio le partecipazioni in s.r.l. sono liberamente trasferibili per atto tra

vivi o a causa di morte, ma l’atto costitutivo può impedirne o limitare la libera

trasferibilità e le limitazioni possono essere:

-subordinate al mero gradimento della società

-limite per causa di morte

Il socio volendo ha il diritto di recesso.

Forma: é necessaria la scrittura privata autenticata, il trasferimento deve essere

depositato entro trenta giorni, a cura del notaio autenticante, presso l'ufficio del

registro delle imprese.

Il trasferimento della partecipazione non produce alcun effetto nei confronti della

società fin quando non viene iscritto nel libro dei soci.

VINCOLI DELLA PARTECIPAZIONE IN SRL

La partecipazione in s.r.l. può essere oggetto sia di diritti reali limitati o di

garanzia (usufrutto e pegno), sia di vincoli conservativi (sequestro) sia di

pignoramento.

Regole espresse vi sono solo per il pignoramento, che si esegue con

notificazione al debitore e alla società e successiva iscrizione nel registro delle

imprese: gli amministratori procedono poi all’annotazione nel libro dei soci.

IL RECESSO NELLE SRL

-Recesso del socio

-Esclusione del socio: possibilità per la società di escludere il socio inadempiente agli

obblighi sociali 58

Per legge, il diritto di recesso spetta al socio che non abbia consentito:

- a decisioni; di modificazione del tipo o dell’oggetto della società; di fusione o

scissione; di revoca dello stato di liquidazione; di trasferimento della sede all’estero; di

eliminazione di cause di recesso; di introduzione o soppressione di clausole

compromissorie; di esclusione del diritto di opzione;

- a operazioni che comportino una sostanziale modificazione dell’oggetto sociale;

- a operazioni che determinino una rilevante modificazione dei diritti attribuiti ai soci.

Il diritto di recesso spetta inoltre a ogni socio:

- quando la società sia costituita a tempo indeterminato, salvo preavviso di almeno

180 giorni;

- quando l’atto costitutivo preveda particolari limiti alla trasferibilità delle

partecipazioni.

Esercitato il recesso, i soci hanno diritto di “ottenere il rimborso della propria

partecipazione in proporzione del patrimonio sociale” entro 180 giorni dalla

comunicazione del recesso alla società. Il legislatore, a tutela del socio, ha

espressamente previsto che l’ammontare del rimborso va “determinato tenendo conto

del suo valore di mercato al momento della dichiarazione di recesso”.

La quantificazione, se non avviene in accordo fra le parti, è compiuta da un esperto

nominato dal tribunale.

Tutela dei creditori: la liquidazione del socio receduto può avvenire mediante acquisto

della sua quota da parte degli altri soci in proporzione alle rispettive partecipazioni

ovvero da parte di un terzo; se si realizza questa ipotesi, la liquidazione avviene senza

alcun esborso da parte della società.

Qualora questo non si realizzi, il rimborso deve avvenire da parte della società

utilizzando le riserve disponibili. Se ciò non è possibile deve procedersi a riduzione del

capitale: in tal caso però è consentito ai creditori di bloccare l’operazione mediante

opposizione. Se la riduzione del capitale non può aver luogo per effetto

dell’opposizione, la società viene posta in liquidazione.

TITOLI DI DEBITO

Tradizionalmente alla s.r.l. è stato precluso il ricorso al pubblico risparmio per

raccogliere risorse finanziarie. La riforma ha però introdotto una rilevante e

significativa apertura: si concede alle s.r.l., se l’atto costitutivo lo prevede, di emettere

titoli di debito.

È l’atto costitutivo infatti che:

- deve prevedere l’organo della società competente a deliberare l’emissione;

- può determinare gli eventuali limiti all’emissione, le sue modalità e le maggioranze

necessarie per la decisione.

I titoli di debito, a tutela del pubblico risparmio, possono essere sottoscritti solo da

investitori professionali (banche, assicurazioni, società finanziarie).

COMPETENZE DEI SOCI

Ai soci sono inderogabilmente delegati dalla legge le seguenti competenze:

- l’approvazione del bilancio e la distribuzione degli utili;

- la nomina degli amministratori; 59


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in commercio estero (TREVISO)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federicadallest di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Martina Giuliana.

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