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Diritto commerciale

Appunti di diritto commerciale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Martina dell’università degli Studi Ca' Foscari Venezia - Unive, della facoltà di Economia, Corso di laurea in commercio estero (TREVISO). Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto commerciale d'impresa docente Prof. G. Martina

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CONCORRENZA

Situazione di mercato con ampia libertà di accesso all’attività d’impresa, possibilità di

libera scelta per gli acquirenti (in particolare, i consumatori) e, in generale, la

possibilità per ciascuno di cogliere le migliori opportunità disponibili sul mercato.

Le norme antitrust sono finalizzate alla repressione di comportamenti illeciti e le

fattispecie tipiche oggetto dell’antitrust sono:

-le intese (cosiddetti cartelli): comportamenti di natura sostanzialmente contrattuale,

aventi per oggetto o per effetto una riduzione della concorrenza

-gli abusi di posizione dominante: comportamenti restrittivi della concorrenza assunti

unilateralmente da soggetti in posizione monopolistica od oligopolistica

-le concentrazioni: operazioni che provocano la costituzione o il rafforzamento di una

posizione dominante riducendo il numero degli operatori in un determinato settore.

GLI ATTI DI CONCORRENZA SLEALE

È atto di concorrenza sleale ogni atto idoneo a creare confusione con i prodotti o con

l'attività di un concorrente.

Atti di concorrenza sleale:

-CONFUSIONE: uso di nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o

con i segni distintivi legittimamente usati da altri imprenditori concorrenti;

imitazione servile dei prodotti di un concorrente (riproduzione delle forme esteriori dei

prodotti altrui).

-ATTI DI DENIGRAZIONE: appropriazione di pregi dei prodotti o delle imprese di un

concorrente.

MONOPOLIO LEGALE (limiti della concorrenza)

È possibile che per esigenze di carattere generale, la legge conceda a date imprese il

monopolio per la prestazione o la produzione di certi beni o servizi (es. fonti di

elettricità).

Per chi opera in regime di monopolio sono previsti due obblighi:

-l'obbligo di contrarre con chiunque richieda le prestazioni

-l’obbligo di rispettare la parità di trattamento tra i diversi richiedenti.

PATTO DI NON CONCORRENZA (limiti contrattuali)

Serve una forma scritta.

È limitato ad una determinata zona/attività.

Costituiscono esempi classici di questo fenomeno i contratti con i quali più

imprenditori possono prevedere impegni reciproci di vario tipo. 13

SOCIETA’

ART. 2247:

“Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio

in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili”

Le società sono quindi enti associativi a base contrattuale che si caratterizzano per la

contemporanea presenza di tre elementi:

1.i conferimenti dei soci

2.l'esercizio in comune di un'attività economica

3.lo scopo di divisione degli utili

1.I CONFERIMENTI: prestazioni cui le parti del contratto di società si obbligano.

Determina la formazione del capitale sociale iniziale, necessario per lo svolgimento

dell'attività d'impresa: col conferimento ciascun socio destina stabilmente parte della

propria ricchezza personale all'attività comune e si espone al rischio d'impresa.

Il patrimonio sociale: È una cifra che esprime il valore in denaro dei conferimenti

come risulta dall'atto costitutivo delle società, inizialmente costituito dai conferimenti

eseguiti o promessi dai soci.

Ha anche una funzione di garanzia verso i creditori della società. Il capitale sociale

nominale rimane immutato fin quando con modifica dell'atto costitutivo, non se ne

decide l'aumento o la riduzione: è quindi un valore storico.

2.L'ESERCIZIO IN COMUNE DI UN'ATTIVITÀ ECONOMICA:

In tutte le società l'oggetto sociale deve consistere nello svolgimento di un'attività

(serie coordinata di atti) e di un'attività economica (normalmente un'attività

produttiva, condotta cioè con metodo economico e finalizzata alla produzione o allo

scambio di beni o servizi). Le società non possono essere costituite al solo scopo di

consentire il godimento dei beni conferiti dai soci.

SOCIETA’ ≠ COMUNIONE

I beni vengono conferiti dai I comproprietari si limitano

soci come strumento al fine del a fruire direttamente dei beni

loro uso nell’esercizio di un’ in modo immediato e per uso

attività economica personale

LE SOCIETA’ TRA PROFESSIONISTI:

Architetto, medico, notaio, ingegnere non sono imprenditori.

Il professionista è assoggettato anche alla disciplina dell’imprenditore se l’attività è

svolta in maniera organizzata ed economica sotto forma d’impresa (es. cliniche

private). 14

LA SOCIETA’ DI FATTO, OCCULTA, APPARENTE E IRREGOLARE

-Società di fatto: società che viene a crearsi per effetto di comportamenti concludenti,

quindi anche in assenza di stipulazione espressa.

-Società occulta: costituita con l'espressa e concorde volontà dei soci di non rivelarne

l'esistenza all'esterno, lo scopo dei soci è quello di evitare le conseguenze del fallimento

e della responsabilità verso terzi.

-Società apparente: si realizza quando due o più persone, senza aver stipulato tra loro

un contratto, si comportino verso i terzi come se fossero soci.

-Società irregolare: non iscritta nel registro delle imprese.

SOCIETA’ A SCOPO DI LUCRO E NON

Il perseguimento dello scopo di lucro e della ripartizione tra i soci dell’utile conseguito

sembra essenziale al contratto di società, esistono però delle società speciali, ovvero

senza lo scopo di lucro: le imprese sociali.

Esse devono infatti “destinare gli utili allo svolgimento dell’attività statutaria o ad

incremento del patrimonio” e non possono distribuire utili in favore dei soci.

L’assenza di scopo di lucro va inserita nell’atto costitutivo.

Una società non può essere iscritta nel registro delle imprese se si proclama senza

scopo di lucro.

TIPI DI SOCIETA’

1. SOCIETA’ DI PERSONE: I soci rispondono illimitatamente con il proprio

patrimonio personale per i debiti della società, ne fanno parte:

-LA SOCIETÀ SEMPLICE (SS) può esercitare solo attività non commerciale o

attività agricole. Modello base di tutte le società di persone.

-LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (SNC) (anche per attività commerciale) è

soggetta all'iscrizione nel registro delle imprese con effetti di pubblicità legale.

Tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali.

-LA SOCIETÀ IN ACCOMANDITA SEMPLICE (SAS) si caratterizza per la presenza

di due categorie di soci: i soci accomandatari (rispondono solidalmente e

illimitatamente per le obbligazioni sociali) e i soci accomandanti (rispondono

limitatamente alla quota conferita).

2. SOCIETA’ DI CAPITALI: mancanza della responsabilità del socio per le

obbligazioni sociali, complessa struttura organizzativa, ne fanno parte:

-LA SOCIETA’ CON RESPONSABILITA’ LIMITATA (SRL)

-LA SOCIETA’ PER AZIONI (SPA) 15

-LA SOCIETA’ IN ACCOMANDITA PER AZIONI (SAPA)

3. SOCIETA’ COOPERATIVE: si distinguono dagli altri tipi di società per lo scopo

economico perseguito, ovvero uno scopo mutualistico che consiste nel fornire

beni o servizi od occasioni di lavoro direttamente ai membri dell'organizzazione

a condizioni più vantaggiose di quelle che otterrebbero sul mercato.

SOCIETA’ DI PERSONE - Costituzione

Il contratto di società: accordo fra più soggetti, non può trovare fonte in un atto

unilaterale; il venir meno della pluralità dei soci, può essere causa di scioglimento

della società. Per il contratto di società di persone non sono stabiliti, requisiti formali a

pena di invalidità.

Riguardo alla forma e al contenuto del contratto, il legislatore distingue la SS, dalla

SNC e dalla SAS:

Nelle SS: il contratto non è soggetto a forme speciali, può essere stipulato

verbalmente o per iscritto; l’esistenza della società può essere anche desunta dal

comportamento concludente dei soci (tacito).

La legge non prevede, per la SS, un contenuto minimo del contratto.

Per quanto attiene all’oggetto, la società semplice può svolgere solo attività d’impresa

agricola.

Nelle SNC e SAS: il contratto deve essere adottato con scrittura privata autenticata o

atto pubblico (notaio). Nell’atto devono essere indicati:

-le generalità dei soci, nella SAS quali sono gli accomandatari e quali gli

accomandanti;

-la ragione sociale;

-i soci che hanno l’amministrazione e la rappresentanza della società;

-la sede della società;

-l’oggetto sociale, cioè la descrizione dell’attività economica che la società intende

svolgere;

-i conferimenti di ciascun socio;

-le regole sulla ripartizione degli utili;

-la durata della società.

REGISTAZIONE NEL REGISTRO DELLE IMPRESE

Società semplice: iscrizione in una sezione speciale del registro delle imprese

Società semplice agricola

Snc vanno iscritti nel registro delle imprese

Sas

Se la società semplice non si iscrive nel registro delle imprese, ha l’impossibilità di

avvalersi, dell’efficacia dichiarativa della pubblicità. SNC e SAS, invece, se non

provvedono all’iscrizione, si definiscono irregolari e subiscono l’applicazione della

disciplina della società semplice per quanto concerne i loro rapporti con i terzi. 16

L’INVALIDITA’ DEL CONTRATTO

La legge non regola espressamente l’invalidità del contratto di società di persone.

Le cause di invalidità si identificano con quelle di nullità e di annullabilità previste in

generale per i contratti. (contratto: accordo fra le parti, causa, oggetto e forma)

Deve ritenersi che con l’invalidità della società di capitale:

- le cause di invalidità del contratto sociale operano quali cause di scioglimento della

società;

- gli atti compiuti in nome della società conservano i loro effetti e la vincolano nei

confronti dei soggetti con i quali sono intercorsi;

- i soci non sono liberati dall’attuazione dei conferimenti ancora non adempiuti e

rispondono, se a ciò tenuti, illimitatamente e solidalmente con la società per

l’adempimento delle obbligazioni sociali.

GLI OBBLIGHI DEI SOCI

Gli obblighi dei soci verso la società non si limitano soltanto agli aspetti patrimoniali

del conferimento dei beni promessi, ma sul socio grava una generale obbligo di

collaborazione verso la società.

I soci sono tenuti a effettuare in favore della società i conferimenti ai quali si sono

obbligati con il contratto sociale, anche nel silenzio del contratto. Nella società di

persone non vi sono limitazioni in ordine alle entità conferibili, essi possono essere:

-conferimenti di denaro

-conferimenti di beni

-conferimenti di crediti

-conferimenti d’opera (impresta il proprio lavoro)

-conferimenti di servizi

Per le s.n.c. e le s.a.s. il concetto di capitale sociale, non menzionato espressamente

come elemento del contratto, emerge in almeno due luoghi:

art. 2303: divieto di distribuire utili se il capitale è in perdita

art. 2306: tutela dei creditori in caso di riduzione del capitale

La disciplina legale dei singoli conferimenti è così sintetizzabile:

- nel silenzio del contratto sociale i conferimenti devono essere effettuati in denaro;

- i beni in natura possono essere conferiti in proprietà o in godimento;

- il conferimento di credito implica a carico del socio la garanzia della solvenza del

debitore ceduto;

- il conferimento d’opera può anche non essere capitalizzato, in questo caso conferisce

solo il diritto agli utili nella misura determinata dal contratto sociale.

NO PATTO LEONINO: è nullo il patto col quale uno o più soci sono esclusi da ogni

partecipazione agli utili o perdite. 17

C’è il divieto per i soci di servirsi delle cose appartenenti alla società per fini estranei a

quelli sociali senza il consenso degli altri soci.

Nelle società che possono svolgere attività commerciale è posto a carico dei soci (nella

s.a.s. dei soli accomandatari) il divieto di concorrenza nei suoi confronti.

La violazione dell’obbligo espone il socio sia alla sanzione dell’esclusione, sia al

risarcimento del danno eventualmente provocato alla società.

AUTONOMIA PATRIMONIALE E RESPONSABILITA’ PER OBBLIGAZIONI SOCIALI

Le società di persone sono dotate di autonomia patrimoniale: il loro patrimonio è

distinto da quello dei soci. Le forme e i limiti di questa responsabilità variano a

seconda dei tipi di società di persone:

- nella SS: illimitatamente e solidalmente responsabili per le obbligazioni sociali i soci

che hanno agito in nome e per conto della società.

I soci non amministratori possono limitare la loro responsabilità con un apposito patto

che è opponibile ai terzi solo se viene portato a loro conoscenza con mezzi idonei; in

caso contrario ha efficacia solamente interna: il socio potrà rivalersi sui consociati.

- nella SNC: tutti i soci sono illimitatamente e solidalmente responsabili per le

obbligazioni sociali nei confronti dei terzi ai quali non è opponibile alcun patto

limitativo della responsabilità

- nella SAS: illimitatamente e solidalmente responsabili per le obbligazioni sociali sono

soltanto gli accomandatari, gli accomandanti rischiano soltanto quanto conferito.

La responsabilità dei soci è connotata dalla sussidiarietà: i creditori che hanno agito

nei confronti del debitore principale e non sono stati interamente soddisfatti, possono

agire nei confronti degli altri soci.

Il socio al quale il creditore sociale chiede il pagamento può invocare il beneficio della

preventiva escussione del patrimonio sociale:

-nella SS è il socio che, per evitare il pagamento, indica al creditore i beni della

società sui quali egli può agevolmente soddisfarsi;

-nella SNC e nella SAS è il creditore che, per potersi rivolgere al socio, deve

dimostrare di aver preventivamente escusso il patrimonio sociale.

Il socio che entra a far parte di una società di persone risponde illimitatamente di

tutte le obbligazioni sociali, anche di quelle sorte precedentemente al suo ingresso; il

socio che, per qualsiasi ragione, esce dalla società rimane comunque responsabile per

tutte le obbligazioni sociali sorte o esistenti al momento dello scioglimento del

rapporto.

La responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali è illimitata e solidale: il creditore

può rivolgersi a ciascun socio per ottenere il pagamento dell’intero credito vantato

verso la società. Sarà poi il singolo socio a potersi rivalere nei confronti degli altri soci,

in conformità degli accordi interni sulla sopportazione delle perdite. 18

IL CREDITORE PARTICOLARE DEL SOCIO

C’è una distinzione tra patrimonio della società e patrimonio dei soci, i creditori del

socio non possono vantare diritti verso la società per il soddisfacimento del loro

credito. C’è divieto di compensazione dei crediti che un soggetto ha verso il socio con i

debiti che ha verso la società.

Il creditore particolare del socio, può però agire sulla quota di partecipazione del socio

nella società, nonché sugli utili maturati in suo favore.

Nelle società personali, infatti, non è possibile il mutamento della persona del socio

senza il consenso di tutti gli altri: da qui l’impossibilità per il creditore di compiere atti

esecutivi sulla quota che conducano alla sua vendita forzata.

La legge, allora, riconosce al creditore particolare il diritto, a certe condizioni, di

ottenere la liquidazione della quota del socio:

-nella società semplice può essere richiesta dal creditore se questi dimostra che gli

altri beni personali sono insufficienti a soddisfare il suo credito

-nella s.n.c. e nella s.a.s. vige il divieto di richiedere la liquidazione della quota del

socio durante tutta la vita della società e la tutela del creditore particolare è limitata

alla possibilità di opporsi alla proroga della società stessa.

ORGANIZZAZIONE E SCIOGLIMENTO

I soci sono liberi di determinare la struttura organizzativa societaria, cioè le regole

sull’adozione delle decisioni e l’amministrazione della società (congiuntiva o

disgiuntiva).

Amministrazione disgiuntiva:

-l’amministrazione della società spetta a ciascuno dei soci disgiuntamente dagli altri,

ovvero senza necessità di interpellare gli altri soci amministratori, il socio può decidere

e porre in essere atti di gestione, nella s.a.s. la norma va naturalmente riferita ai soli

soci accomandatari;

-ciascun socio amministratore ha diritto di opporsi all’operazione che un altro vuole

compiere, la maggioranza di soci, decide sull’opposizione

-si applica se non è stabilito diversamente

La nomina degli amministratori può avvenire in due modi:

1.direttamente nell’atto costitutivo;

2.se l’atto costitutivo lo consente, con atto separato da parte dei soci.

Revoca:

-Se la nomina dell’amministratore è stata effettuata nell’atto costitutivo, la revoca è

possibile solo per giusta causa

-Se la nomina dell’amministratore è stata effettuata con atto separato interviene la

volontà dei soci. 19

Amministrazione congiuntiva:

Il potere di gestione deve essere esercitato in accordo tra i soci amministratori e vige

la regola dell’unanimità (necessario il consenso di tutti i soci).

È possibile che le decisioni siano prese a maggioranza, che è calcolata in proporzione

alla rispettiva quota di partecipazione agli utili.

Anche in regime di amministrazione congiuntiva, ciascun amministratore può

compiere da solo atti di gestione nel caso in cui vi sia urgenza di evitare un danno alla

società.

IL POTERE DI RAPPRESENTANZA

Potere di spendere il nome della società e far sì che essa assuma obblighi e acquisti

diritti verso terzi.

Regola base (derogabile): la rappresentanza spetta a ciascun socio amministratore e

si estende a tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale, senza distinzione tra atti di

ordinaria o straordinaria amministrazione.

Limitazioni:

Si deve al riguardo distinguere:

-limiti legali, nelle società di persone sono sempre opponibili al terzo

-limiti convenzionali, sono trattati diversamente nel codice a seconda dei tipi sociali.

-Nelle s.n.c. e nelle s.a.s. le limitazioni del potere di rappresentanza che risultano

dall’atto costitutivo o dalla procura sono opponibili ai terzi se iscritte nel registro delle

imprese o, in difetto, ove se ne provi l’effettiva conoscenza da parte del terzo.

-Nella società semplice, le modificazioni e i limiti al potere di rappresentanza sono

opponibili solo ove portarti a conoscenza del terzo con mezzi idonei, salvo che se ne

provi l’effettiva conoscenza al momento della conclusione del contratto.

DOVERI E RESPONSABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI

Gli amministratori hanno, il dovere di gestire la società con la diligenza del

mandatario. L’operato degli amministratori va valutato sulla base del loro

comportamento al momento dell’assunzione delle scelte.

Il metro di valutazione della diligenza è quello del mandatario, e cioè del buon padre

di famiglia.

Gli amministratori devono rispettare una serie di doveri specifici previsti dalla legge,

come:

-tenuta della contabilità sociale

-compimento delle formalità pubblicitarie

-rispetto di determinate regole a tutela del patrimonio sociale

L’inadempimento ai loro obblighi espone gli amministratori a responsabilità solidale

verso la società per i danni a questa procurati. La solidarietà non si estende a chi

dimostri di essere esente da colpa. 20

CONTROLLO DEI SOCI

Nelle società di persone non è previsto alcun organo di controllo sulla gestione, il

controllo sull’attività degli amministratori è affidato agli stessi soci.

Anche ai soci non amministratori sono riconosciuti rilevanti poteri di informazione e

controllo sull’amministrazione.

-nella SAS: gli accomandatari non amministratori hanno gli stessi diritti previsti per i

soci di una SNC; gli accomandanti hanno solo diritto alla comunicazione annuale del

bilancio

-nella SS e nella SNC, i soci non amministratori hanno un ampio e generale diritto di

avere notizia dello svolgimento degli affari sociali, di consultare i documenti relativi

all’amministrazione e di ottenere il rendiconto quando gli affari della società sono stati

compiuti, ovvero al termine di ogni anno, questo perché tutti i soci sono esposti,

anche se privi del potere di gestione, alla responsabilità illimitata e solidale per le

obbligazioni sociali.

Richiesta di revoca degli amministratori per giusta causa: tale revoca può essere

richiesta contro altri amministratori indipendentemente dalla fonte della sua nomina

La giusta causa normalmente attiene alla violazione dei doveri di corretta

amministrazione e degli specifici obblighi stabiliti dalla legge e dall’atto costitutivo.

Strumenti di tutela davanti la revoca:

-Revoca per giusta causa: legittimazione individuale

-Esclusione del socio: decisione dei soci

SCIOGLIMENTO DEL RAPPORTO SOCIALE

Il socio può cessare di far parte della società per:

- morte

- recesso

- esclusione

MORTE

Con il venir meno di un socio non si ha lo scioglimento della società: è rimesso agli

altri soci la decisione di porre fine alla società o continuarla. Se muore un socio, i soci

bisogna liquidare la quota ai suoi eredi nel termine di sei mesi (i soci non sono tenuti a

subire il subingresso di eredi nella società). In alternativa possono:

-sciogliere anticipatamente la società: gli eredi partecipano alla divisione dell'attivo

che residua dopo l'estinzione dei debiti sociali;

-continuare la società con gli eredi del socio defunto: è necessario il consenso di tutti i

soci superstiti e degli eredi

RECESSO

Il recesso è lo scioglimento del rapporto sociale per volontà del socio:

-se la società è a tempo indeterminato ogni socio può recedere liberamente

comunicando la sua volontà ai soci con un preavviso di almeno tre mesi;

-se la società è a tempo determinato, il recesso è ammesso per legge solo se sussiste

una giusta causa

-casi previsti dal contratto sociale 21

ESCLUSIONE

Un'altra causa di scioglimento del rapporto sociale è costituita dall'esclusione del socio

dalla società (in alcuni casi ha luogo di diritto; in altri è facoltativa, cioè rimessa alla

decisione degli altri soci).

Esclusione di diritto: il socio che sia dichiarato fallito e il socio il cui creditore

particolare abbia ottenuto la liquidazione della quota.

Esclusione facoltativa:

-gravi inadempienze degli obblighi che derivano dalla legge o dal contratto sociale

(mancata esecuzione dei conferimenti, violazione del divieto di concorrenza,…);

-l'interdizione e l'inabilitazione del socio;

-la sopravvenuta impossibilità di esecuzione del conferimento per causa non

imputabile al socio (es. perimento della cosa da conferire, sopravvenuta inidoneità del

socio a svolgere l'opera conferita,…).

L'esclusione è deliberata dalla maggioranza dei soci calcolata per teste. La

deliberazione deve essere comunicata al socio escluso entro 30 gg dalla data di

comunicazione. Nella società composta da sue soli soci, l'esclusione di uno di essi è

pronunciata direttamente dal tribunale su domanda dell'altro.

LIQUIDAZIONE DELLA QUOTA

Spetta al socio uscente dalla società o agli eredi del socio defunto, essa consistente in

una somma di denaro che rappresenta il valore della quota. Il valore della quota è

determinato in base alla situazione patrimoniale della società nel giorno in cui si

verifica lo scioglimento del rapporto.

Il pagamento della quota deve essere effettuato entro sei mesi.

CAUSE DELLO SCIOGLIMENTO

Le cause di scioglimento sono:

- il decorso del termine fissato nell'atto costitutivo (la proroga della durata della

società può essere espressa o tacita);

- il conseguimento dell'oggetto sociale o la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo;

- la volontà di tutti i soci (o della maggioranza dei soci, se previsto nell'atto

costitutivo);

- il venir meno della pluralità dei soci, se nel termine di sei mesi questa non è

ricostituita;

- le altre cause previste nel contratto sociale (nelle SAS venir meno di una delle due

categorie accomandatari/accomandanti)

Al verificarsi di una delle ipotesi la società entra automaticamente in stato di

liquidazione. 22

IL PROCEDIMENTO DI LIQUIDAZIONE

Il procedimento di liquidazione: nomina di uno o più liquidatori che richiede il

consenso di tutti i soci.

Compito dei liquidatori:

-conversione in denaro dei beni

-pagamento dei creditori

-ripartizione fra i soci dell'eventuale residuo attivo

Con l'accettazione della nomina, i liquidatori prendono il posto degli amministratori i

quali devono presentare loro il bilancio dell'ultimo periodo; insieme devono poi

redigere l'inventario dal quale risulta lo stato attivo e passivo del patrimonio sociale.

I liquidatori per procedere al pagamento dei creditori sociali, possono chiedere ai soci i

versamenti ancora dovuti, ma solo se i fondi disponibili risultano insufficienti; se

occorre possono richiedere ai soci stessi le somme ulteriormente necessarie.

Sui liquidatori incombe un duplice divieto:

-non possono intraprendere nuove operazioni: se violano tale divieto essi rispondono

personalmente e solidalmente per gli affari intrapresi nei confronti dei terzi;

-non possono ripartire tra i soci, neppure parzialmente, i beni sociali finché i creditori

sociali non siano stati pagati.

Estinti tutti i debiti sociali, si può distribuire il patrimonio tra i soci.

(I soci che hanno conferito beni in godimento hanno il diritto di riprenderli nello stato

in cui si trovano, se i beni sono periti è possibile chiedere risarcimento danni.)

Il saldo attivo di liquidazione è destinato al rimborso del valore nominale dei

conferimenti. L'eventuale eccedenza è poi ripartita fra tutti i soci in proporzione della

partecipazione di ciascuno nei guadagni. Nessuna regola specifica è prevista per la

chiusura del procedimento di liquidazione nella SS.

Nella SNC, i liquidatori devono redigere il bilancio finale di liquidazione (rendiconto

della gestione dei liquidatori: entrate e uscite e situazione patrimoniale finale) e il

piano di riparto (proposta di divisione fra i soci dell'attivo residuo).

Per la SNC e per la SS: approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono

chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese.

I creditori sociali che non siano stati soddisfatti possono agire nei confronti dei soci,

che restano personalmente e illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali

insoddisfatte, anche dopo la cancellazione dell’impresa.

Dopo cancellazione: scritture contabili e documenti sociali, devono essere conservati

per 10 anni. 23

SAS

La società in accomandita semplice ha due categorie di soci:

1. i soci accomandatari, che rispondono solidalmente e illimitatamente per le

obbligazioni sociali (a loro spetta l'amministrazione della società);

2. i soci accomandanti, che rispondono limitatamente alla quota conferita (sono

obbligati solamente ad eseguire i conferimenti promessi).

Questo tipo di società consente l'esercizio in comune di un'impresa commerciale con

limitazione del rischio e non esposizione al fallimento personale per i soci

accomandanti. Proprio per questo ultimo fatto è un modello societario spesso soggetto

ad abusi.

COSTITUZIONE: per la SAS valgono le regole esposte per la SNC.

(L'atto costitutivo dovrà indicare quali sono i soci accomandatari e quali gli

accomandanti. L'atto costitutivo è soggetto ad iscrizione nel registro delle imprese).

RAGIONE SOCIALE:

elemento che contraddistingue la SAS dalla SNC, questa deve essere formata con il

nome di uno dei soci accomandatari, se è presente anche il nome dell'accomandante

egli risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente con i soci accomandatari

per le obbligazioni sociali, perdendo così il beneficio della responsabilità limitata.

ACCOMANDANTI:

-non possono gestire la società e se lo fanno diventano illimitatamente e solidalmente

responsabili

-possono compiere atti in nome della società solo con procura speciale per singoli

affari, dare autorizzazioni e pareri

Se l'accomandante viola quanto scritto sopra è esposto all'esclusione dalla società,

con decisione a maggioranza degli altri soci.

TRASFERIMENTO DELLA PARTECIPAZIONE SOCIALE:

I soci accomandatari sono sottoposti alla disciplina prevista per la s.n.c. (il

trasferimento per atto fra vivi della quota degli accomandatari può avvenire solo col

consenso di tutti gli altri soci e per la trasmissione a causa di morte sarà necessario

anche il consenso degli eredi).

Per gli accomandanti, la loro quota è liberamente trasferibile per causa di morte senza

che sia necessario il consenso dei soci. Per il trasferimento per atto fra vivi occorre il

consenso dei soci che rappresentano la maggioranza del capitale sociale.

SCIOGLIMENTO SAS:

-per le cause previste per la s.n.c.,

-quando rimangono soltanto soci accomandatari o soci accomandanti, sempre che nel

termine di sei mesi non sia stato sostituito il socio che viene meno.

-se sono venuti meno i soci accomandatari, i soci accomandanti devono nominare un

amministratore provvisorio, i cui poteri sono per legge limitati al compimento degli atti

di ordinaria amministrazione, l'amministratore provvisorio non diventa socio

accomandatario, può essere sia un accomandante che un terzo. 24

Per il procedimento di liquidazione e estinzione valgono le regole dettate per la s.n.c.;

tuttavia, i creditori rimasti insoddisfatti potranno soddisfarsi solo sulla quota di

liquidazione dei soci accomandanti, dato che essi non erano soci a responsabilità

illimitata.

LA SOCIETA’ DI CAPITALI

SOCIETA’ PER AZIONI

La società per azioni (S.p.a.) è caratterizzata da autonomia patrimoniale perfetta,

perciò risponde delle obbligazioni sociali solo con il proprio patrimonio.

Il capitale minimo per la costituzione di una società per azioni è di 50.000 euro.

Società aperte: fanno ricorso al mercato del capitale di rischio

Società chiuse: non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio

AMMINISTRAZIONE:

-la gestione è compito esclusivo degli amministratori, che compiono gli atti necessari

per la attuazione dell’oggetto sociale

-può essere affidata anche ai non soci

-se è affidata a più persone, esse formano il consiglio di amministrazione

PATRIMONIO CONFERITO:

deve essere protetto e deve essere indicata la durata della società

RESPONSABILITA’ LIMITATA DEI SOCI:

per le obbligazioni risponde la società

TRASFERIBILITA’ DELLE PARTECIPAZIONI:

La partecipazione = una azione

Se determinato nella statuto, il valore nominale delle azioni corrisponde a una frazione

del capitale sociale. A ciascun socio: numero proporzionale di azioni, alla parte di

capitale sottoscritta

PROPRIETA’ DEGLI INVESTITORI:

Diritto di controllare e di ricevere quanto eccede dalla soddisfazione dei creditor

AGENCY PROBLEM E CORPORATE GOVERNANCE 25

COSTITUZIONE SPA

La costituzione di una SPA si articola in due fasi:

1.la stipulazione dell’atto costitutivo

2.la sua iscrizione nel registro delle imprese

L’atto costitutivo va redatto per atto pubblico e può essere:

-sia un atto unilaterale: un soggetto può da solo costituire una società

-sia un contratto, in questo secondo caso la stipulazione può avvenire:

a) in forma simultanea (il contratto di SPA viene concluso tra soggetti

contestualmente presenti presso il notaio)

b) per pubblica sottoscrizione (esso è un antico istituto, poco usato);

ideato per coloro che non dispongono delle risorse necessarie alla

costituzione di una SPA, si articola in diverse fasi:

- presso il notaio, uno o più promotori devono predisporre un programma

che indichi gli elementi essenziali;

- una volta completate le sottoscrizioni, i promotori procedono a

sollecitare i versamenti del 25% a ciascuno dei sottoscrittori e a

convocarli in assemblea;

- l’assemblea dei sottoscrittori delibera sul contenuto dell’atto costitutivo

e dello statuto e nomina i primi componenti degli organi sociali.

Condizioni per la costituzione:

Per procedere alla costituzione devono esserci:

- la sottoscrizione integrale dell’intero capitale sociale che, nel minimo, deve essere

pari ad almeno 50.000 euro;

- il versamento dei conferimenti, almeno ¼ di quelli in denaro quando la SPA sia

costituita per contratto, integrale in caso di conferimenti in natura ovvero quando la

SPA sia costituita per atto unilaterale;

- le autorizzazioni e le altre condizioni eventualmente richieste da leggi speciali in

relazione all’oggetto della società.

Iscrizione nel registro delle imprese:

Il notaio che ha ricevuto l’atto costitutivo deve depositarlo entro 20 giorni presso il

registro delle imprese, allegando i documenti comprovanti la sussistenza delle

condizioni previste dall’art. 2329 c.c. e richiedendone l’iscrizione.

Spetta al notaio di verificare, in sede di stipulazione, che non risultino manifestamente

inesistenti le condizioni richieste dalla legge per la costituzione della società.

Qualora la società non venga iscritta entro 90 giorni dalla stipulazione dell’atto

costitutivo o dal rilascio delle autorizzazioni, i soci hanno diritto alla restituzione dei

conferimenti effettuati e l’atto costitutivo perde definitivamente efficacia.

Con l’iscrizione, la società acquista la personalità giuridica (senza personalità giuridica

= SPA irregolare).

Operazioni compiute prima dell’iscrizione:

Il codice non vieta di compiere operazioni in nome della s.p.a. prima della sua

iscrizione. Per esse sono illimitatamente e solidalmente responsabili verso i terzi:

- coloro che hanno agito

- i soci che hanno deciso, autorizzato, consentito il compimento dell’operazione

Prima dell’iscrizione della s.p.a. nel registro delle imprese è vietata l’emissione delle

azioni. 26

L’ATTO COSTITUTIVO

L’atto costitutivo, cioè il contratto sociale, ha un contenuto minimo determinato dalla

legge.

Al suo interno possono distinguersi tre componenti:

1. la parte storica: dove ci sono le indicazioni che fissano elementi non suscettibili di

modificazioni future;

2. la parte effimera: dove ci sono le indicazioni che in seguito possono variare senza

che ciò richieda una formale modifica del contratto;

3. la parte duratura: dove ci sono tutti quegli elementi che rappresentano le

fondamentali basi organizzative e finanziarie della società. Tra queste ultime vanno

ricordate: a) la denominazione e la sede della società, e le eventuali

sedi secondarie

b) l’attività che costituisce l’oggetto sociale

c) ammontare del capitale sottoscritto e versato

d) n° e valore nominale delle azioni e loro caratteristiche

e) norme per ripartizione degli utili

f) durata società

g) n° dei componenti del collegio sindacale

LO STATUTO

Ulteriori norme relative al funzionamento della società possono essere contenute nello

statuto. Questo, anche se forma oggetto di un atto separato, costituisce parte

integrante dell’atto costitutivo sulle cui clausole, in caso di contrasto, prevale.

Le regole per le modificazioni dello statuto sono identiche a quelle previste per l’atto

costitutivo.

I PATTI PARASOCIALI

Accade che una parte o anche tutti i soci di una s.p.a. stipulino fra loro contratti

ulteriori con i quali regolano determinati profili della loro partecipazione alla SPA: i

patti parasociali.

Hanno effetto meramente obbligatorio: essi vincolano solo quei soci che vi partecipano

e sono giuridicamente privi di effetti sia nei confronti della società sia nei confronti dei

terzi.

Questi patti non possono durare più di 5 anni, alla scadenza possono essere rinnovati.

27

LA NULLITA’ DELLA SPA

Prima dell’iscrizione: si applicano le comuni regole contrattuali sulla nullità e

sull’annullabilità del contratto

Dopo l’iscrizione: si applica il regime speciale secondo cui la nullità può essere

dichiarata solo nei seguenti casi:

- mancata stipulazione dell’atto costitutivo nella forma dell’atto pubblico

- illiceità dell’oggetto sociale

- mancanza nell’atto costitutivo di ogni indicazione riguardante la denominazione della

società, o i conferimenti, o l’ammontare del capitale sociale o l’oggetto sociale.

La dichiarazione di nullità non pregiudica l’efficacia degli atti compiuti in nome della

società dopo l’iscrizione nel registro delle imprese: si tratta, quindi, di una nullità non

retroattiva. Anche dopo la dichiarazione di nullità i soci non sono liberati dall’obbligo di

conferimento fino a quando non sono soddisfatti i creditori sociali.

In deroga al principio dell’insanabilità del contratto nullo, la nullità non può essere

dichiarata quando la sua causa è stata eliminata e di ciò è stata data pubblicità con

iscrizione nel registro delle imprese.

La c.d. nullità delle s.p.a. viene dunque considerata dalla legge come una speciale

causa di scioglimento che non estingue la società, ma la fa entrare in liquidazione per

provvedere alla regolazione dei rapporti pendenti.

CONFERIMENTI

Capitale sociale minimo di 50.000 euro.

Il capitale deve essere effettivo, deve cioè corrispondere al valore di quanto destinato

dai soci all’esercizio dell’attività sociale.

I conferimenti possono essere: -di denaro

-di crediti

-beni in natura

Non possono essere conferiti: - prestazione d’opera

-di servizi

Quando il valore delle azioni è superiore al loro valore nominale parliamo di azioni con

sovraprezzo.

L’importo dei conferimenti che eccede l’ammontare globale del capitale sociale è

imputato a patrimonio della società nella “riserva sovraprezzo azioni). 28

I conferimenti in denaro:

Al momento della sottoscrizione è sufficiente e necessario versare presso una banca il

25% del denaro. Il versamento di quanto ancora dovuto dai soci per completare i

conferimenti è richiesto dagli amministratori secondo le esigenze della società.

Il socio moroso: se il socio non adempie al versamento dei conferimenti ancora dovuti,

può essere promossa contro di lui una particolare procedura così articolata:

- pubblicazione di una diffida nella Gazzetta Ufficiale;

- dal momento in cui è costituito in mora, il socio non può esercitare il diritto di voto;

- decorsi 15 giorni dalla pubblicazione gli amministratori offrono le azioni agli altri soci

in proporzione alla loro partecipazione;

- in mancanza di offerte degli altri soci, gli amministratori possono far vendere le

azioni a rischio e per conto del socio, a mezzo di una banca o di un intermediario;

- in mancanza di compratori, gli amministratori possono dichiarare decaduto il socio,

trattenendo le somme riscosse;

- le azioni invendute devono essere estinte con la corrispondente riduzione del

capitale.

In caso di trasferimento di azioni non interamente liberate, il venditore è obbligato in

solido con l’acquirente per i versamenti ancora dovuti per 3 anni dall’annotazione del

trasferimento nel libro dei soci; il venditore risponde solo nel caso in cui la richiesta

all’attuale possessore delle azioni sia rimasta infruttuosa.

I conferimenti di beni in natura e crediti:

Chi conferisce beni in natura o crediti deve:

1.presentare la relazione giurata di un esperto designato dal tribunale contenente la

descrizione dei beni/crediti conferiti e l’attestazione che il loro valore è almeno pari a

quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale

2.entro 180 giorni dall’iscrizione della società, gli amministratori devono controllare le

valutazioni contenute nella relazione e, se sussistono fondati motivi, devono procedere

alla revisione della stima

3.se risulta che i beni o i crediti conferiti erano inferiori di oltre 1/5, la società deve

proporzionalmente ridurre il capitale sociale, annullando le azioni che risultano

scoperte salvo che: - il socio conferente versi la differenza in denaro

- il socio receda dalla società ottenendo la restituzione

del conferimento. 29

Acquisti pericolosi

Le rigorose regole sui conferimenti in natura potrebbero essere aggirate tramite

meccanismi elusivi, essi sono evitati tramite:

- l’acquisto da parte della società, per un corrispettivo pari o superiore a 1/10 del

capitale sociale, di beni o di crediti dei promotori, dei fondatori, dei soci o degli

amministratori, nei due anni dall’iscrizione della società nel registro delle imprese,

deve essere autorizzato dall’assemblea ordinaria;

- l’alienante deve presentare una relazione giurata di un esperto designato dal

tribunale analoga a quella prevista per i conferimenti in natura;

- gli amministratori devono depositare il verbale dell’assemblea con la relazione

dell’esperto presso il registro delle imprese.

La violazione delle suddette prescrizioni è sanzionata con la responsabilità solidale di

amministratori e alienante per i danni causati alla società, ai soci e ai terzi. La

repressione dell’elusione serve a proteggere la società nei primi 2 anni di vita da

operazioni pericolose per l’entità e per la connotazione soggettiva della controparte.

Per determinati conferimenti in natura, non è richiesta la relazione di stime:

-valori mobiliari: ai quali viene attribuito il loro prezzo medio ponderato di

negoziazione sui mercati regolamentati.

STRUTTURA FINANZIARIA SPA: AZIONI E OBBLIGAZIONI

CAPITALE DI RISCHIO:

-Azioni

-Strumenti finanziari partecipativi

DEBITI:

-Obbligazioni

-Strumenti finanziari partecipativi

-Tutte le altre forme di finanziamento

AZIONI

Le azioni sono unità di partecipazione indivisibili, autonome, dotate di un valore

economico e standardizzate. Esse seguono i principi di:

1. INDIVISIBILITA’: Essa rappresenta l’entità unitaria minima di partecipazione

alla società, non può essere frazionata, la consistenza dell’azione è indicata

nello statuto.

Può essere cambiata con la modificazione dello statuto tramite:

-frazionamento: quando l’azione ha raggiunto un valore elevato

-raggruppamento: quando il numero delle azioni in circolazione è eccessivo

2. AUTONOMIA: è possibile che il socio venda alcune azioni e ne conservi altre,

ogni azione è a sé. 30

3. STANDARDIZZATE: ogni azione ha identico valore nominale e conferiscono ai

possessori:

-il diritto a una parte proporzionale degli utili netti e del patrimonio netto

risultante dalla liquidazione;

-il diritto di voto.

4. VALORE ECONOMICO:

-valore nominale: corrisponde al valore del capitale sociale diviso il n° delle

azioni

-valore di emissione: valore per cui le azioni vengono offerte in sottoscrizione in

sede di costituzione della società o di aumento del capitale

-valore contabile: valore ottenuto dividendo il patrimonio netto per il numero

delle azioni in circolazione

-valore di scambio (o di mercato): il valore al quale effettivamente le azioni

possono essere scambiate.

I DIRITTI SOCIALI SECONDO LE MODALITA’ DI ATTRIBUZIONE

Essi sono i diritti derivanti dalle azioni e possiamo distinguere:

- diritti dell’azione: diritti che spettano a ciascuna azione in quanto tale (partecipare

all’assemblea, denunziare fatti censurabili al collegio sindacale, esaminare i libri

sociali…)

- diritti di minoranza: diritti che spettano a un numero di azioni tali da raggiungere

una certa frazione del capitale sociale (chiedere giudizialmente l’annullamento delle

deliberazioni assembleari invalide, esercitare l’azione sociale di responsabilità,

denunziare all’autorità giudiziaria il fondato sospetto di gravi irregolarità da parte degli

amministratori…)

- diritti proporzionali: diritti che spettano in misura proporzionale (diritto di voto,

diritto agli utili, diritto alla liquidazione in caso di scioglimento della società o di

recesso…)

- golden share: si colloca in una posizione particolare, essi sono poteri speciali che

possono essere introdotti nello statuto sociale in favore del Ministro dell’Economia per

consentirgli:

- di vietare determinate operazioni straordinarie

- di opporsi all’assunzione di partecipazioni rilevanti da parte di soggetti sgraditi

ovvero alla conclusione di patti parasociali

- di nominare un amministratore senza diritto di voto. 31

I DIRITTI SOCIALI SECONDO IL LORO CONTENUTO

Secondo il loro contenuto i diritti rivenienti dalle azioni possono distinguersi in:

- diritti amministrativi: quelli che riguardano la c.d. voce all’interno della società

(partecipazione all’assemblea, voto, facoltà di impugnare e denunziare i fatti

censurabili…);

- diritti patrimoniali: quelli che riguardano il ritorno finanziario dell’investimento

effettuato sottoscrivendo o acquistando le azioni (diritto all’utile e alla quota di

liquidazione in caso di scioglimento della società…);

- diritti misti: hanno una doppia componente, amministrativa e patrimoniale (ad

esempio, il diritto di recesso, che implica la possibilità di ottenere la liquidazione

della propria partecipazione e può anche indurre la maggioranza a non adottare

una decisione che legittimerebbe i soci non consenzienti a recedere oppure

anche a revocare una deliberazione già assunta).

LA CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI

La libera trasferibilità è un carattere naturale delle azioni. I titoli azionari circolano

come titoli di credito. Possono essere:

-nominative: è sufficiente la consegna accompagnata da girata autenticata da un

notaio

-al portatore: si trasferiscono con la consegna del titolo

LIMITI ALLA CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI NELLE S.P.A.

Limiti legali

I casi più importanti sono quelli:

- delle azioni liberate con conferimenti in natura che, fin quando non sia completa la

procedura di controllo della valutazione, sono inalienabili;

- delle azioni con prestazioni accessorie il cui trasferimento è subordinato al consenso

degli amministratori;

- delle azioni di società fiduciarie e di revisione che sono trasferibili solo con il

consenso degli amministratori.

Limiti convenzionali

Qualora le azioni siano nominative o non siano state emesse lo statuto può:

- vietarne il trasferimento per un periodo non superiore a 5 anni;

- sottoporre il trasferimento delle azioni a particolari condizioni. 32

Oltre a questi limiti, la società può stabilirne altri attraverso le clausole:

Le clausole di gradimento

Subordinano il trasferimento delle azioni al gradimento di organi sociali o di altri soci.

Tali clausole possono essere di due specie:

- di gradimento non mero, esse richiedono il possesso di determinati requisiti da parte

del soggetto per essere socio

- di mero gradimento, secondo cui l’organo deputato che rilascia il “gradimento” non

deve motivare il rifiuto al trasferimento della quota. Tuttavia esse sono efficaci solo se

prevedono un obbligo di acquisto a carico della società o degli altri soci oppure il

diritto di recesso dell’alienante.

Le clausole di prelazione

Clausola che impone al socio, che intende vendere le azioni, di offrirle

preventivamente (in prelazione) agli altri soci e di preferire ai terzi a parità di

condizioni. Per evitare opportunismi, sono le clausole a fissare i meccanismi di

determinazione del prezzo della prelazione.

Le clausole di riscatto

Sono le clausole che, ricorrendo determinate condizioni, consentono alla società stessa

oppure ad alcuni dei soci la facoltà di riscattare le azioni di un altro socio.

OPERAZIONI SULLE PROPRIE AZIONI: SOTTOSCRIZIONE, ACQUISTO E TRADING

Può apparire assurdo che una s.p.a. divenga socia di sé stessa.

Si tratta tuttavia di una operazione che può avere connotazioni positive.

La sottoscrizione

-Viene vietata la sottoscrizione di azioni proprie da parte della società.

Se la società potesse sottoscrivere azioni proprie, il capitale sociale sarebbe fittizio in

quanto la società sarebbe destinataria di un conferimento proveniente non da terzi,

ma da sé stessa. Le azioni sottoscritte in violazione del divieto si intendono

sottoscritte e devono essere liberate dai promotori e dai soci fondatori o dagli

amministratori (sono comunque esclusi coloro che dimostrino di essere esenti da

colpa).

-Gli amministratori non possono disporre delle azioni proprie se non per

autorizzazione dell’assemblea.

-Divieto di sottoscrivere azioni proprie in sede costituzione/ aumento di capitale

-Vietata è anche la sottoscrizione reciproca tra due società: gli effetti distorsivi sono,

infatti, assolutamente identici a quelli dell’auto sottoscrizione. 33

L’acquisto e il trading

Diverso dal caso della sottoscrizione è quello dell’acquisto di azioni proprie.

Non si tratta qui di mercato primario e di esecuzione dei conferimenti, ma di mercato

secondario nel quale si scambiano partecipazioni per le quali il conferimento è già

stato effettuato.

Si comprende perciò che in questa ipotesi al divieto si sostituisca una libertà

condizionata che opera su due livelli:

-al momento dell’acquisto;

-per le azioni proprie che la società abbia in portafoglio.

I limiti della SPA all’acquisto di azioni proprie

Una SPA può acquistare azioni proprie solo qualora ricorrano le seguenti condizioni:

- l’acquisto deve avvenire nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili

risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato

- possono essere acquistate solo azioni interamente liberate

- l’acquisto deve essere autorizzato dall’assemblea

- in nessun caso, il valore nominale delle azioni può eccedere 1/10 del capitale sociale.

La sanzione per l’acquisto di azioni proprie in violazione delle condizioni appena viste

non è l’invalidità, ma l’obbligo di rivenderle entro 1 anno dal loro acquisto. In

mancanza deve procedersi al loro annullamento e alla corrispondente riduzione del

capitale.

Le azioni con limitazione al voto

E’ possibile che lo statuto consenta la creazione di azioni:

- senza diritto di voto;

- con diritto di voto limitato a particolari argomenti;

- con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente

potestative

- divieto di voto plurimo (1 azione = 1 voto)

- azioni correlate: quelle azioni che la società può emettere correlate ai risultati

dell’attività sociale in un determinato settore.

Per evitare uno sfruttamento eccessivo dell’effetto leva, il valore delle azioni a voto

escluso o limitato non può complessivamente superare la metà del capitale sociale. 34

LE OBBLIGAZIONI

Le obbligazioni sono titoli di credito di massa al portatore o nominativi, per il cui

tramite la SPA può raccogliere denaro a titolo di mutuo. Ce ne sono di diverse

tipologie e sono:

1. OBBLIGAZIONI SUBORDINATE: quando il diritto da parte degli obbligazionisti

alla restituzione del capitale e degli interessi, può essere subordinato alla

soddisfazione dei diritti di altri creditori della società

2. OBBLIGAZIONI A PREMIO: nelle quali per i portatori sono previsti, oltre al

normale rendimento, bonus ulteriori assegnati a seguito di sorteggio.

3. OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI IN AZIONI: è data facoltà all’obbligazionista, nei

tempi e modi predeterminati nel regolamento, di “convertire” il proprio credito

in azioni della società che ha emesso l’obbligazione (c.d. metodo diretto) o di

altra società (c.d. metodo indiretto)

4. OBBLIGAZIONI CON WARRANT: l’obbligazionista, rimanendo tale, ha la facoltà

di sottoscrivere o acquistare azioni della società emittente o di altra.

Con la sottoscrizione dell’obbligazione si versa una determinata quantità di denaro alla

società e si consegue il diritto alla restituzione del capitale e alla corresponsione degli

interessi secondo quanto stabilito nel contratto sottostante all’emissione (regolamento

del prestito obbligazionario).

OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI IN AZIONI

L’emissione delle obbligazioni convertibili in azioni, spetta alla competenza

dell’assemblea in sede straordinaria.

La conversione è un diritto che spetta individualmente ai possessori delle obbligazioni

e avviene nel seguente modo:

-nel primo mese di ciascun semestre gli amministratori provvedono all’emissione delle

azioni spettanti agli obbligazionisti che hanno chiesto la conversione nel semestre

precedente;

-entro il mese successivo gli amministratori devono depositare per l’iscrizione nel

registro delle imprese un’attestazione dell’aumento del capitale sociale in misura

corrispondente al valore nominale delle azioni emesse.

La conversione può essere in azioni della stessa società emittente (c.d. metodo

diretto) oppure di altra società (c.d. metodo indiretto, in questo caso no modifica del

capitale sociale).

Importante è il rapporto di cambio, cioè quante azioni spetteranno per ciascuna

obbligazione qualora l’obbligazionista decida di convertirle. Si tratta di un rapporto che

viene fissato nel regolamento del prestito obbligazionario. 35

COMPETENZA E LIMITI DI EMISSIONE DELLE AZIONI

Salvo che lo statuto non assegni la relativa competenza all’assemblea, l’emissione di

obbligazioni è decisa dagli amministratori. Le obbligazioni possono essere emesse

sotto la pari.

Le obbligazioni possono emettersi solo per somma complessivamente non eccedente il

doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti

dall’ultimo bilancio approvato (c.d. limite quantitativo all’emissione).

Tale limite può essere superato in alcune ipotesi:

- se le obbligazioni sono garantite da ipoteca di primo grado su immobili di proprietà

della società, sino a del valore degli immobili medesimi.

- se le obbligazioni emesse in eccedenza sono destinate alla sottoscrizione da parte di

investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale.

L’ORGANIZZAZIONE COMUNE DEGLI AZIONISTI

È prevista per gli obbligazionisti un’organizzazione di gruppo basata sulla presenza di

un’assemblea e di un rappresentante comune.

Il rappresentante: può essere tra le persone giuridiche autorizzate all’esercizio dei

servizi di investimento e le società fiduciarie. Sono ineleggibili gli amministratori, i

sindaci e i dipendenti della società debitrice.

L’ assemblea delibera su: -nomina/revoca rappresentante comune

-modificazioni delle condizioni del prestito

-sulla costituzione di un fondo spese etc.

ALTRI STRUMENTI FINANZIARI PARTECIPATIVI

La scarsa disciplina legislativa che riguarda gli strumenti finanziari partecipativi si basa

sui seguenti punti fondamentali:

- in base all’art. 2346-6 c.c. la società, a seguito dell’apporto da parte dei soci o di

terzi anche di opera o di servizi, può emettere strumenti finanziari forniti di diritti

patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto in assemblea;

- ai sensi dell’art. 2349-2 c.c. l’assemblea straordinaria può deliberare l’assegnazione

ai dipendenti della società o di società controllate di strumenti finanziari, diversi da

azioni, forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto

nell’assemblea;

- l’art. 2351-5 c.c. prevede che gli strumenti finanziari possono essere dotati del

diritto di voto su argomenti specificamente indicati e in particolare che sia a essi

riservata la nomina di un componente indipendente del consiglio di amministrazione o

del consiglio di sorveglianza o di un sindaco;

- l’art. 2376 c.c. prevede le assemblee speciali dei possessori “di strumenti finanziari

che conferiscono diritti amministrativi”.

Una ricostruzione di queste norme può dare le seguenti indicazioni:

- richiede l’esecuzione di un apporto da parte del sottoscrittore; 36

- l’apporto può consistere in denaro, crediti, beni in natura, in prestazioni d’opera o di

servizi;

- gli apporti eseguiti a fronte di strumenti finanziari non vengono imputati a capitale e

i loro sottoscrittori non acquistano la qualità di soci;

- ciò peraltro non esclude che tali apporti possano essere caratterizzati dal rischio

d’impresa anche per il capitale;

In sintesi può allora dirsi che in taluni casi non vi è differenza di sostanza tra azioni e

“altri strumenti finanziari partecipativi” e che spetta alla società decidere se, a fronte

della richiesta al mercato di denaro, emettere azioni (imputando il conferimento a

capitale e attribuendo la qualità di soci ai sottoscrittori) oppure strumenti finanziari

(imputando l’apporto direttamente a patrimonio e non assegnando qualità di soci ai

sottoscrittori).

Emerge che la nozione di “altri strumenti finanziari partecipativi” è di carattere

residuale rispetto alle azioni e alle obbligazioni e serve per definire:

- quegli strumenti rappresentativi di apporti di vario tipo che, pur non imputabili o

comunque non imputati a capitale sociale (come le obbligazioni), rappresentano, in

tutto o in parte, un investimento di rischio (come le azioni) avendo un diritto al

rimborso del capitale condizionato all’andamento economico della società;

- quegli strumenti che pur non conferendo la qualità di socio tuttavia assegnano al

sottoscrittrice uno o più diritti di amministrazione.

L’ORGANIZZAZIONE CORPORATIVA E I SISTEMI DI AMMINISTRAZIONE E

CONTROLLO

Esistenza di tre organi:

- L’ASSEMBLEA: composta dai soci e chiamata a decidere sulle modificazioni del

contratto sociale, sulla nomina di amministratori e sindaci, sull’approvazione del

bilancio e sulla destinazione degli utili;

- L’ORGANO AMMINISTRATIVO: competente per la gestione dell’impresa sociale;

- IL COLLEGIO SINDACALE: chiamato a vigilare sull’operato dell’organo

amministrativo.

3 SISTEMI ESISTENTI:

1. SISTEMA TRADIZIONALE di amministrazione e controllo:

Il sistema tradizionale rappresenta quello che si applica in mancanza di una

diversa scelta da parte dei soci al momento della costituzione della società. In

questo sistema l’assemblea nomina sia gli amministratori (chi gestisce), sia i

sindaci (chi controlla).

2. SISTEMA DUALISTICO di origine germanica: l’assemblea nomina un organo (il

consiglio di sorveglianza) che, oltre ad esercitare le funzioni tipiche del collegio

sindacale, provvede anche ad eleggere i componenti dell’organo di gestione (il

consiglio di gestione) e ad approvare il bilancio. 37

3. SISTEMA MONISTICO di derivazione anglosassone: l’assemblea elegge un

consiglio di amministrazione al cui interno è costituito un apposito comitato per

il controllo sulla gestione.

L’ASSEMBLEA ORDINARIA E STRAORDINARIA

Dei diversi organi societari, l’assemblea è l’unico presente con la stessa

denominazione e le stesse regole.

L’assemblea rappresenta la collettività dei soci.

E’ un organo non elettivo e l’unica condizione per potervi partecipare è di avere

effettuato un investimento in azioni che assegnino il diritto di intervenire e votare.

La legge distingue tra assemblea ordinaria e straordinaria.

L’ASSEMBLEA ORDINARIA:

- approva il bilancio;

- nomina e revoca gli amministratori; nomina i sindaci e i presidenti del collegio

sindacale;

- determina il compenso degli amministratori e dei sindaci;

- delibera sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci;

- delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge alla competenza dell’assemblea;

- approva l’eventuale regolamento dei lavori assembleari.

L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA:

- delibera sulle modificazioni dello statuto

- sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori

- delibera su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua

competenza.

L’organo è in realtà il medesimo e la diversa denominazione serve soltanto a

richiamare l’applicazione di discipline differenti.

Altra distinzione corrente è quella tra assemblea generale e assemblee speciali.

In questo caso, però, si tratta proprio di organi diversi.

ASSEMBLEA GENERALE: quella a cui hanno diritto di partecipare tutti i soci aventi

diritto di voto.

ASSEMBLEE SPECIALI: quelle ove l’intervento e il voto sono riservati ai portatori di

categorie particolari di azioni (ovvero di strumenti finanziari che conferiscono diritti

amministrativi). L’assemblea speciale va convocata quando l’assemblea generale

abbia assunto una deliberazione lesiva. 38

LA CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI

La convocazione viene effettuata dagli amministratori mediante apposito avviso.

-Per assicurare ai soci conoscenza dell’avviso questo deve essere pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale o in un quotidiano indicato nello statuto almeno 15 giorni prima di

quello fissato per l’assemblea.

-L’ordine del giorno deve essere formulato con un grado di analiticità sufficiente a

consentire ai soci di scegliere consapevolmente se intervenire o no all’assemblea.

-Nell’avviso di convocazione dell’assemblea può essere fissato il giorno per la seconda

convocazione, qualora nella prima non si raggiunga il minimo di interventi richiesti

(quorum costitutivo). Se il giorno per la seconda convocazione non è indicato

nell’avviso, l’assemblea deve essere riconvocata entro 30 giorni dalla data della prima.

Gli amministratori possono convocare l’assemblea ogniqualvolta lo ritengano

opportuno (convocazione facoltativa). In certi casi, la convocazione è obbligatoria, i

più importanti casi di convocazione obbligatoria sono:

- almeno una volta all’anno entro il termine stabilito dallo statuto che comunque non

può essere superiore a 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale

- quando ne è fatta domanda da tanti soci che rappresentino almeno 1/10 del capitale

sociale

- senza indugio, quando risulta che il capitale è diminuito di oltre in conseguenza di

perdite

- contestualmente all’accertamento di una causa di scioglimento, per deliberare sulle

modalità della liquidazione.

ASSEMBLEA TOTALITARIA

L’assemblea si reputa regolarmente costituita quando è rappresentato l’intero capitale

sociale e partecipa all’assemblea la maggioranza dei componenti degli organi

amministrativi e di controllo.

Tuttavia, ciascuno dei partecipanti può opporsi alla discussione degli argomenti sui

quali non si ritenga sufficientemente informato.

L’assemblea totalitaria ha al contrario di quella regolarmente convocata, una

competenza generale ma precaria: generale perché non è limitata a un ordine del

giorno, precaria perché qualunque partecipante può opporsi alla discussione.

I QUORUM COSTITUTIVI E DELIBERATIVI

ASSEMBLEA ORDINARIA: Costitutivo Deliberativo

1° Convocazione Tanti soci che Maggioranza assoluta del

rappresentino la metà del capitale presente

capitale sociale

2° Convocazione o Non previsto Maggioranza assoluta del

successive capitale presente 39

-L’assemblea ordinaria in prima convocazione è regolarmente costituita con

l’intervento di tanti soci che rappresentino almeno la metà del capitale sociale e

delibera a maggioranza assoluta.

-L’assemblea ordinaria in seconda convocazione o nelle successive delibera sugli

oggetti che avrebbero dovuto essere trattati nella prima qualunque sia la parte di

capitale rappresentata dai soci partecipanti. Anche in seconda convocazione

l’assemblea ordinaria delibera a maggioranza assoluta del capitale presente.

ASSEMBLEA STRAORDINARIA SOCIETA’ CHIUSE

Costitutivo Deliberativo

1° Convocazione Tanti soci che Tanti soci che

rappresentino più della rappresentino più della

metà del capitale sociale metà del capitale sociale

2° Convocazione o del capitale sociale del capitale presente

⅓ ⅔

successive

-L’assemblea straordinaria in prima convocazione delle SPA chiuse delibera con il voto

favorevole di tanti soci che rappresentino più della metà del capitale sociale; in tale

quorum deliberativo è chiaramente implicito anche quello costitutivo.

- L’assemblea straordinaria in seconda convocazione, per tutte le SPA, è regolarmente

costituita con la partecipazione di oltre del capitale sociale e delibera con il voto

favorevole di almeno i del capitale rappresentato in assemblea.

ASSEMBLEA STRAORDINARIA SOCIETA’ APERTE

Costitutivo Deliberativo

1° Convocazione Tanti soci che del capitale presente

rappresentino almeno la

metà del capitale sociale

1

2° Convocazione o del capitale presente

del capitale sociale

5

successive

-Nelle SPA aperte, l’assemblea straordinaria in prima convocazione è regolarmente

istituita con la presenza di tanti soci che rappresentino almeno la metà del capitale

sociale e delibera con il voto favorevole di almeno del capitale rappresentato in

assemblea.

-L’assemblea straordinaria in seconda convocazione, per tutte le SPA, è regolarmente

1

costituita con la partecipazione di oltre del capitale sociale e delibera con il voto

5

favorevole di almeno i del capitale rappresentato in assemblea.

⅔ 40

IL PRESIDENTE

-colui che presiede l’assemblea

-indicato nello statuto

-assistito da segretario (il segretario non è necessario quando il verbale è redatto da

notaio)

-verifica la regolarità della costituzione dell’assemblea e dirige lo svolgimento dei

lavori assembleari

-redige il verbale senza ritardo

IL VERBALE

Nelle assemblee ordinarie: presidente e segretario

Nelle assemblee straordinarie: presidente e notaio

Deve indicare: -data

-l’identità dei partecipanti e il capitale

rappresentato da ciascuno

-modalità e risultato delle votazioni e

identificare i soci favorevoli, astenuti,

discordanti

-deve essere analitico

L’INTERVENTO DEI SOCI IN ASSEMBLEA

All’assemblea non possono intervenire tutti i soci, ma solo quelli titolari di azioni con

diritto di voto in quell’assemblea. Lo statuto delle società le cui azioni non sono

ammesse alla gestione accentrata, può richiedere il preventivo deposito delle azioni

presso la sede sociale alcuni giorni prima dell’effettivo deposito.

-Qualora le azioni emesse dalle società siano diffuse fra il pubblico in misura rilevante

(società aperte) il termine non può essere superiore a due giorni non festivi.

-Se le azioni sono nominative, provvedono all'iscrizione nel libro dei soci di coloro che

hanno partecipato all'assemblea o che hanno effettuato il deposito.

-Se le azioni sono dematerializzate, la legittimazione all’intervento/voto in assemblea

viene attestato dalla comunicazione dell’intermediario.

-Se le azioni sono di società quotate, la comunicazione è effettuata dall’intermediario

sulla base delle evidenze contabili al termine del settimo giorno antecedente la data

dell’unica convocazione

-Nelle società chiuse e aperte non soggette a obbligo di dematerializzazione delle

azioni è sufficiente che il socio depositi in assemblea il titolo azionario. 41

RAPPRESENTANZA IN ASSEMBLEA

Lo statuto può consente:

1. l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione

2. l’espressione del voto per corrispondenza e via elettronica

3. delega occasionale: -coloro che hanno diritto di voto, possono farsi

rappresentare nell’assemblea.

-La rappresentanza deve essere conferita per iscritto e

i documenti devono essere conservati dalla società

-La delega è sempre revocabile

Vi sono inoltre limiti soggettivi e quantitativi alla

delega:

- non possono essere delegati i membri degli organi

amministrativi o di controllo, né i dipendenti della

società;

- la stessa persona non può rappresentare in

assemblea più di 20 soci.

Nelle società quotate, vigono regole specifiche:

-Nelle SPA aperte la rappresentanza può essere

conferita solo per singole assemblee

INVALIDITA’ DELLE DELIBERAZIONI ASSEMBLEARI

Il sistema dell’invalidità delle delibere assembleari si articola nei due vizi

dell’annullabilità e della nullità.

1. Sono cause di NULLITA’ delle deliberazioni:

- la mancata convocazione dell’assemblea

- la mancanza del verbale

- l’impossibilità o l’illiceità dell’oggetto

La deliberazione nulla può essere impugnata da chiunque vi abbia interesse, ma

solo entro 3 anni dalla sua iscrizione o deposito nel registro delle imprese.

Si tratta di una nullità sanabile, basta infatti porre rimedio al vizio.

2. Sono cause di ANNULLABILITA’ le deliberazioni prese non in conformità della

legge o dello statuto.

La deliberazione non può essere annullata:

- per la partecipazione all’assemblea di persone non legittimate, salvo che tale

partecipazione sia stata determinante;

- per l’invalidità di singoli voti o per il loro errato conteggio, salvo che il voto

invalido o l’errore di conteggio siano stati determinanti ai fini del

raggiungimento della maggioranza richiesta;

- per l’inesattezza del verbale. 42

Il termine per proporre l’azione di annullamento è di 90 giorni dalla data della

deliberazione ovvero dall’iscrizione o dal deposito. In ogni caso sono salvi i

diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione

della deliberazione.

CONFLITTO D’INTERESSE DEL SOCIO

È annullabile, il voto del socio che vota avendo un interesse in conflitto con quello

della società, si ha conflitto di interessi quando il socio è personalmente o per conto

altrui portatore di un interesse il cui soddisfacimento può comportare un pregiudizio a

quello che egli stesso ha in quanto socio della società.

Il socio è libero di votare, ma la deliberazione è annullabile qualora sussistano

congiuntamente due condizioni:

- che il voto del socio in conflitto di interessi sia stato determinante per l’assunzione

della decisione

- che la deliberazione sia suscettibile di arrecare danno alla società (la delibera non

può essere annullata se essa ha effetti favorevoli o neutri per la società)

Gli amministratori, se soci, non possono votare nelle deliberazioni che riguardano la

loro responsabilità.

ORGANO AMMINISTRATIVO

“La gestione dell’impresa spetta esclusivamente agli amministratori”.

L’organo amministrativo può essere unipersonale (amministratore unico) o

pluripersonale, in questo caso si forma il consiglio di amministrazione: vale a dire che,

a differenza delle società di persone e delle s.r.l., gli amministratori devono attenersi

necessariamente e inderogabilmente al metodo collegiale. Non è necessario che gli

amministratori siano soci.

Nelle società con azioni quotate l’organo amministrativo deve essere pluripersonale,

poiché in esso vanno rappresentati anche interessi diversi rispetto a quelli dei soci di

maggioranza.

NOMINA E DURATA

La nomina degli amministratori spetta all’assemblea con sistema maggioritario.

Fanno eccezione a questo principio:

- la nomina dei primi amministratori nell’atto costitutivo

- la possibilità, nelle spa chiuse, che lo statuto conferisca la facoltà di nominare uno o

più amministratori allo Stato azionista della società

La durata:

-stabilita dallo statuto

-non può essere superiore a 3 esercizi

-gli amministratori sono rieleggibili.

L’assunzione della carica richiede, oltre alla nomina, l’accettazione da parte dell’eletto.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in commercio estero (TREVISO)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federicadallest di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Martina Giuliana.

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