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Diritto commerciale

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Esame di Diritto commerciale docente Prof. I. Kutufà

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obbiettivo comune. I contraenti del contratto societario (soci) perseguon stesso fine;

per questo e’ coniato il termine di contratto con comunione di scopo.

Conferimento e’ elemento fondamentale

E’ apporto di natura economica che socio deve dare alla societa’ per poter essere

considerato tale. Socio per poter far parte della societa’ deve questa prestazione.

Oggetto del conferimento puo’ essere un bene o un servizio, tutto cio’ che possa avere

una valutazione economica.

Socio d’opera e’ socio che offre alla societa’ un opera lavorativa e non un bene.

E’ necessaria la valutazione economica della prestazione perche’ attraverso questo

conferimento il socio acquista la partecipazione sociale.

Quota di societa’ sara’ attribuita in base al conferimento.

Socio offre conferimento e societa’ offre quota sociale.

Si conferisce per esercitare in comune un attivita’ economica

Esercizio in comune

Soci hanno unico scopo che realizzano unendo le loro forze

Attivita’ economica

Evoca concetto di economicita’ dell’art.2082 (e’ lo stesso concetto).

Attivita’ deve essere idonea ex ante a sopportare i costi con i ricavi.

Scopo di lucro

Si fa riferimento in questo caso al lucro soggettivo

Lucro oggettivo e’ profitto in se’; solo realizzazione del profitto

Lucro soggettivo e’ distribuzione del profitto creato

Problema: Se e’ normale che le societa’ puntino a profitto e’ vero anche che esistono

societa’ che non hanno questo scopo.

Scopo di lucro e’ elemento naturale ma non essenziale e necessario.

Scopo mutualistico e’ scopo non lucrativo piu’ importante ed e’ perseguito da societa’

cooperative.

Questo scopo punta ad offrire ai soci della societa’ cooperativa beni, servizi o

occasioni di lavoro a prezzi e condizioni piu’ vantaggiose di quelle che si troverebbero

sul libero mercato.

Anche queste societa’ comunque perseguono fine autodestinato (egoistico) sia che

questo sia lucro o che siano migliori condizioni nell’acquisto di beni e servizi.

Societa’ hanno sempre autodestinazione

Unico punto in comune tra imprenditore (art. 2082) e societa’ (art. 2247) e’

economicita’.

Societa’ puo’ svolgere solo attivita’ d’impresa?

Finalita’ produttiva e’ considerata essenziale in un attivita’ economica.

Societa’di mero godimento (di beni conferiti) sono illegittime.

Sono societa’ create per proteggere beni immobili da aggresione di creditori personali.

Beni immobili sono conferiti alle societa’ di mero godimento (senza finalita’ produttiva o

svolgimento concreto di attivita’) e sono in questo modo messe al riparo dalle

aggressioni di creditori. Societa’ quindi deve svolgere attivita’ produttiva (requisito

indicato all’art.2247) anche per ragione fiscale.

Sono legittime le attivita’ che svolgano attivita’ produttiva economica ma non

professionale?

Si, possono esistere societa’ occasionali, cioe’ che non esercitano attivita’ d’impresa

perche’ carenti del requisito della professionalita’.

Professionalita’ include anche un affare unico ma che deve essere abbastanza

complesso da richiedere piu’ atti e azioni continuate.

Societa’ occasionali sono societa’ che non svolgono attivita’ d’impresa.

Societa’ e’ soggetto giuridico che assume diritti e obblighi al posto delle persone

fisiche giuridiche che la compongono.

Societa’ tra professionisti sono societa’ senza impresa. Questo perche’ legislatore

esclude che prestatore d’opera intellettuale possa svolgere attivita’ d’impresa.

Questo anche perche’ prestazione di professionista prestatore d’opera intellettuale ha

forte carattere di personalita’.

Societa’ invece e’ ente impersonale che racchiude diversi soggetti eliminando il

carattere di personalita’ dell’opera da prestare.

(Prima c’era divieto della creazione di societa’ tra professionisti).

Solo societa’ tra professionisti avvocati ad oggi e’ disciplinata.

Per cliente in questo caso c’e’ diritto a scegliere il socio avvocato che dovra’ eseguire

materialmente la prestazione professionale. Cliente potra’ quindi rivalersi a titolo

risarcitorio sulla societa’.

Per societa’ vige principio di tipicita’ Gli statuti che le disciplinano sono diversificati.

Ogni societa’ ha un suo corpo normativo, ogni tipo ha il suo.

Non puo’ esistere societa’ di diverso tipo da quelli indicati dalla legge.

I privati non possono creare tipi diversi da quelli definiti per legge.

Tipi stabiliti dalla legge sono sei divisi in due gruppi

Primo gruppo formato dalle societa’ di persone che racchiude:

Societa’ semplice (S.S.), Societa’ in nome collettivo (S.N.C.) e Societa’ in accomandita

semplice (S.A.S.)

Secondo gruppo formato da societa’ di capitale che racchiude:

Societa’ per azioni (S.P.A.), Societa’ a responsabilita’ limitata (S.R.L.) e Societa’ in

accomandita per azioni (S.A.P.A.)

Per scopo ci sono altri due tipi di societa: le cooperative e mutue assicuratrici

Queste sono societa’ a finalita’ mutualistiche.

Questi due tipi sono diversificate dalle prime sei solo per il diverso scopo.

Automia privata non puo’ creare tipi diversi di societa’, puo’ solo incidere su aspetti

derogabili di disciplina. Codice Civile e’ fonte normativa di riferimento ma non e’ l’unica

Per SPA ci sono normative di settore.

Es. Le SPA quotate in borsa sono regolate dalla legge Draghi del 1998

I privati hanno possibilita’ di scelta tra i tipi societari. Ci sono pero’ delle eccezioni.

Se e’ vero che tutti i sei tipi di scoeita’ possono svolgere attivita’ agricola, non e’ pero’

vero che tutti i sei tipi di societa’ possono svolgere attivita’ commerciale.

Per legge la Societa’ Semplice puo’ svolgere solo attivita’ agricola. Questo e’ il

prototipo dell’attivita’ agricola.

Anche un SPA comunque potra’ svolgere attivita’ agricola.

Anche attivita’ commerciale ha un suo prototipo SNC

Distinzione piu’ grande e’ quella tra societa’ di persone e societa’ di capitale.

Autonomia patrimoniale

Societa’ e’ soggetto distinto dal soggetto che la compone (persone fisiche). La societa’

e’ soggetto di diritto e diventa titolare di obblighi e diritti. Societa’ e’ sempre separata

dai soci che la compongono ma questa separazione sara’ minore per societa’ di

persone e maggiore per le societa’ di capitali.

La societa’ avra’ autonomo patrimonio rispetto ai soci.

Societa’ di persone hanno autonomia imperfetta del patrimonio della societa’.

Schermo che separa i soci e la societa’ puo’ essere superato.

E’ possibile che per i debiti della societa’ di persone vengano chiamati a rispondere i

soci con i propri patrimoni personali.

Societa’ di capitali hanno autonomia perfetta del patrimonio della societa’

Dei debiti assunti risponde solo societa’ col proprio patrimonio e non anche i soci con i

loro patrimoni Questo deriva dall’acquisto della personalita’ giuridica che e’ concessa

solo alle societa’ di capitali.

Acquisto della personalita’ giuridica si avra’ con iscrizione al registro delle imprese

(solo societa’ di capitale).

In societa’ di persone si trovano i soci a responsabilita’ illimitata

In societa’ di capitale si trovano soci a responsabilita’ limitata

Il limite e’ conferimento; dal punto di vista patrimoniale non solo si rischia di perdere

conferimento ma anche il proprio patrimonio personale.

I soci di una societa’ di capitale nella peggiore delle ipotesi perdono loro conferimento

effettuato per poter diventare socio.

Societa’ di persone costano molto meno; non hanno capitale minimo di costituzione.

Non c’e’ minimo capitale sociale (somma dei conferimenti).

Societa’ di capitali hanno un minimo capitale sociale molto alto; sopratutto le SPA

(120.000 $)

Nelle societa’ di persone prevale la figura del socio rispetto al suo contributo

patrimoniale (conferimento). Prevale la persona rispetto al patrimonio.

Nelle societa’ di capitale prevale invece il profilo patrimoniale rispetto a quello

personale.

Il socio vale in proporzione a quanto puo’ contribuire economicamente.

Es. Le banche possono essere solo SPA e a seconda del tipo di banca ci sara’ un

certo limite di capitale sociale iniziale.

Disciplina base e’ quella di Societa’ Semplice. Residualmente e’ disciplinata SNC e

SAS ha disciplina diversa (perche’ ha due categorie diverse di soci).

SAS ha soci accomandatari a responsabilita’ illimitata e soci accomandanti a

responsabilita’ limitata.

Disciplina base delle societa’ di capitale e’ quella delle SPA; residualmente poi sono

disciplinate le SRL mentre le SAPA sono disciplinate diversamente (ancora due

categorie diverse di soci).

I soci sono da considerare comproprietari della societa’ ognuno in base a

conferimento e a relativa quota sociale di partecipazione.

La societa’ e’ di proprieta’ dei soci, ma societa’ non e’ comunione.

Art. 2248 tiene a precisare che le comunioni create al solo fine di godere della cosa

comune sono regolate dal libro terzo del codice civile (non nella sezione delle

societa’).

Attivita’ serve per la cosa non comune.

La societa’ non puo’ avere godimento dei beni messi in comune per attivita’ societa’

perche’ questi non hanno il fine di essere messi in comunione, ma per esercizio di

attivita’ d’impresa.

Bene in societa’ e’ sempre funzionale allo svolgimento dell’attivita’ d’impresa.

Per questo la societa’ non e’ comunione.

Beni conferiti sono un mezzo per giungere al fine della societa’ (esercizio dell’attivita’).

Con conferimento il socio si spoglia della proprieta’ esclusiva dei beni.

Non puo’ riaverli prima dello scioglimento della societa’.

In comunione di proprieta’ invece i comproprietari possono tutti disporre dei

conferimenti.

La societa’ non e’ una mera comunione dei beni.

Le societa’ sono di fatto quando si basano su comportamenti concludenti, non serve

necessariamente un accordo scritto tra i soci.

Le societa’ di capitale invece devono sempre essere istituite per forma scritta e

pubblica.

Per societa’ di persone puo’ esserci anche solo accordo orale.

Societa’ di persone

Le societa’ di persone hanno una regolamentazione piu’ leggera rispetto alle societa’

di capitale.

Scelta del tipo di societa’ e’ fatta in base a privati rispetto alle loro esigenze.

Societa’ semplice; societa’ in nome collettivo e societa’ in accomandita

semplice

Societa’ semplice (S.S.)

Questo tipo di societa’ e’ sia un prototipo d’impresa (attivita’) agricola e sia base

normativa per le societa’ di persone.

Per la sua costituzione non e’ richiesta una particolare forma dalla legge.

Non c’e’ obbligo infatti di forma scritta per societa’ di persone.

La forma dipendera’ dalla natura dei beni conferiti; per conferimento di beni immobili

sara’ richiesta la forma scritta. Quindi la societa’ semplice di persone puo’ venire ad

esistenza non solo per forma scritta ma anche per accordo orale o stretta di mano o

comunque per comportamenti concludenti.

Non necessariamente le societa’ di persone dovranno essere iscritte nel registro delle

imprese, invece le societa’ di capitale necessitano dell’iscrizione al registro delle

imprese per essere effettivamente costituite e venire ad esistenza.

Se soci della societa’ di persone decidono di iscrivere la societa’ a registro delle

imprese ci saranno comunque effetti pubblicita’ dichiarativa (opponibilita’ erga

omnes).

S.S. esercente attivita’ agricola si iscrivera’ ad una sezione speciale del registro delle

imprese.

SNC e SAS si iscrivono a sezione ordinaria del registro delle imprese.

Effetti della pubblicita’ dichiarativa sono comunque i medesimi.

SNC con iscrizione a registro delle imprese implica un effetto ulteriore.; la pubblicita’

normativa (consente di poter sottoporre il soggetto ad una determinata disciplina

normativa).

Se soci SNC non iscrivono la societa’ nel registro delle imprese questa sara’ soggetta

solo a disciplina che si usa per SS.

SNC non iscritta al registro delle imprese e’ irregolare; ma comunque valida ed

esistente.

Nei rapporti con i terzi ci sara’ differenza di disciplina a seconda che ci sia stata o

meno iscrizione al registro delle imprese.

I soci meno tutelati dal punto di vista patrimoniale sono i soci della SS.

Societa’ semplice ha autonomia patrimoniale ancora piu’ imperfetta rispetto alle altre

societa’ di persone.

Un creditore sociale (della societa’) puo’ decidere di rivalersi direttamente su uno,

alcuni o tutti i soci prima di aggredire il patrimonio societario.

C’e’ in questo caso la possibilita’ di utilizzare il principio di preventiva escussione

Il primo socio aggredito potra’ chiedere che sia chiesto prima pagamento al patrimonio

sociale, ma il socio dovra’ indicare i beni della societa’ sui quali il creditore puo’

facilmente rivalersi.

Se il socio non ci riesce sara’ tenuto a pagare il debito sociale per intero ed avra’ poi la

facolta’ di esercitare il diritti di regresso sugli altri soci (chiedere il pagamento della loro

parte di debito).

In SNC regolare il principio di preventiva escussione opera automaticamente; nessun

creditore sociale potra’ aggredire direttamente un socio prima di aver provato a

rivalersi su patrimonio sociale.

Sia in SS che in SNC i soci sono solidalmente responsabili, si puo’ chiedere quindi ad

uno solo l’intero e gli altri poi saranno tenuti a restituire al primo socio la loro rispettiva

parte.

In societa’ di persone i soci sono a responsabilita’ illimitata.

In questi casi abbiamo delle autonomie patrimoniali imperfette, che non danno la

garanzia della non aggressione del patrimonio dei soci.

Creditore sociale di una Societa’ Semplice puo’ direttamente aggredire singolo socio,

che a sua volta potra’ difendersi solamente indicando i beni della societa’ sui quali il

creditore sociale potra’ facilmente soddisfarsi.

Singolo socio puo’ anche essere chiamato a pagare l’intero del debito ad un creditore;

in questo caso ci sara’ poi diritto di regresso da parte del socio che ha pagato l’intero.

In Societa’ in nome collettivo (SNC) principio di escussione opera automaticamente;

creditore sociale deve sempre tentare di soddisfarsi prima con patrimonio sociale e

solo dopo aver dimostrato l’insufficienza del patrimonio sociale potra’ aggredire quello

personale di un singolo socio.

Soci della SNC sono piu’ protetti economicamente.

Societa’ di persone sono organizzate e disciplinate meno rigidamente rispetto alle

societa’ di capitali.

Per societa’ di persone la costituzione della societa’ puo’ avvenire anche tramite

accordo orale o stretta di mano. Societa’ di persone devono nascere necessariamente

dalla volonta’ di almeno due soggetti distinti.

Conferimento nella societa’ di persone

La legge non indica una lista di beni, c’e’ molta elasticita’ da questo punto di vista.

Si puo’ conferire tutto cio’ che e’ suscettibile di valutazione economica.

Quindi possono essere oggetto di conferimento per societa’ di persone beni sia mobili

che immobili, sia materiali che immateriali e anche servizi manuali o intellettuali.

Se socio conferisce alla societa’ una prestazione personale diventera’ socio d’opera.

Ci sara’ valutazione economica dell’opera prestata e proporzionalmente sara’ affidata

una quota sociale al nuovo socio.

Socio d’opera nella societa’ di persone non sara’ retribuito con salario come un

normale lavoratore subordinato, ma avra’ remunerazione derivante dalla propria quota

sociale assegnatagli.

Socio d’opera e’ distinto dai lavoratori dipendenti della societa’ (subordinati).

C’e’ possibilita’ anche del conferimento credito; posso chiedere che mio credito verso

un debitore personale sia ceduto alla societa’; cessione del credito e’ pro solvendo. In

caso di insolvenza creditore (societa’) si rivarra’ su socio.

Il capitale sociale e’ la somma dei conferimenti conferiti dai soci alla societa’ per la

sua costituzione

Essere titolare di quota sociale fa acquisire una serie di diritti sociali.

Questi diritti sociali si distinguono in patrimoniali ed amministrativi

Diritti patrimoniali comprendono il diritto agli utili cioe’ la distribuzione del guadagno

derivato dall’esercizio dell’attivita’ societaria.

C’e’ poi diritto alla quota di liquidazione; quando cessa una societa’ e l’attivita’ della

stessa ci sara’ divisione tra i soci del patrimonio residuo della societa’.

Questi due sono diritti fisiologicamente eventuali perche’ subordinati a rischio

d’impresa; sara’ infatti uno scenario possibile quello in cui non residui alcun attivo da

intascare per i soci.

Diritti amministrativi permettono a socio di incidere su vita e organizzazione della

societa’.

Il piu’ importante e’ sicuramente il diritto di voto grazie al quale al socio e’ permesso

di incidere sulle scelte gestionali e quindi sullo svolgimento ed andamento della

societa’.

Status di socio comporta ovviamente anche degli obblighi.

Obbligo del conferimento; ci sono dei casi in cui questo obbligo non si estingue con

la costituzione della societa’. Es. prestatore d’opera intellettuale che conferisca propria

prestazione personale.

Obbligo di sopportazione delle perdite e’ contrario di diritto agli utili.

Socio sa che societa’ puo’ pagare i debiti inestinti della societa’ stessa col suo

patrimonio.

Si puo’ perdere conferimento dato; non solo c’e’ possibilita’ di non avere diritti ai

guadagni in caso questi non residuino, ma c’e’ anche il rischio di vedere perduto il

conferimento dato alla societa’.

In societa’ i soci partecipano agli utili tanto quanto alle perdite proporzionalmente alla

quota sociale a loro assegnata.

C’e’ un limite per quanto riguarda tutti i tipi di societa’. Questo limite e’ il divieto di

patto leonino.

Il patto leonino e’ una convenzione che prevede che un determinato socio perda

completamente la partecipazione agli utili o alle perdite.

C’e’ possibilita’ di modificare la percentuale di partecipazione agli utili o alle perdite

(anche se il conto dovra’ essere sempre in pareggio) ma non c’e’ possibilita’ di

annullare totalmente la partecipazione di tutti i singoli soci.

Deve sempre esserci partecipazione sia alle perdite che agli utili, anche se

sproporzionate tra di loro. In caso di sbilanciamento positivo per un socio ci sara’ uno

sbilanciamento negativo per un altro socio.

Es. Se un socio ha una partecipazione maggiore agli utili del 20% un altro socio dovra’

avere una partecipazione minore agli utili del 20%.

Soci possono essere postergati nel pagamento di debiti sociali; e’ possibile prevedere

che un socio paghera’ le perdite societarie o i debiti sociali dopo che avranno pagato

tutti gli altri.

In questo caso c’e’ possibilita’ che socio non debba pagare ma il rischio c’e’

comunque.

Responsabilita’ dei soci di societa’ di persone e’ per legge illimitata, ma sono permessi

accordi (convenzioni) che permettono a determinati soci di sottrarsi alla responsabilita’

economica illimitata.

Per questi soci ci sara’ una maggiore protezione economica rispetto ai normali soci a

responsabilita’ illimitata. E’ previsto che questi soci possano al massimo perdere il

proprio conferimento.

Questi accordi possono trovarsi sia nel contratto di societa’ (lo statuto societario) che

in atti separati (accordi parasociali).

Questi ultimi sono documenti che non fanno parte del contratto sociale ma lo

affiancano.

Ovviamente e’ vietato che tutti i soci perdano la responsabilita’ economica illimitata,

altrimenti non si avrebbe piu’ societa’ di persone, che per legge richiede la

responsabilita’ illimitata dei soci.

Limitazione della responsabilita’ di uno o piu’ soci cambia a seconda del tipo di

societa’.

In Societa’ Semplice e’ permesso patto limitativo della responsabilita’ dei soci; questo

 patto e’ opponibile ai terzi se portato a loro conoscenza con mezzi idonei.

Basta che creditori sociali siano avvisati della limitazione della responsabilita’ e quindi

sappiano che quei determinati soci non saranno aggredibili personalmente (nel loro

patrimonio privato).

In Societa’ in Nome Collettivo patto di limitazione della responsabilita’ dei soci e’

 ammesso ma questo non avra’ mai efficacia verso soggetti terzi esterni alla societa’ (i

creditori sociali in primis). Se un socio e’ aggredito personalmente questo potra’

rivalersi nei confronti degli altri soci, non solo per la parte gravante sugli altri, ma potra’

farsi restituire l’intero debito pagato (anche la propria parte).

Creditori personali del socio

Il creditore personale del socio non potra’ mai e in alcun caso rivalersi sul patrimonio

sociale per vedere pagato il credito vantato verso un socio.

Questo vale sia per le SS che per le SNC.

Inoltre c’e’ anche divieto di compensazione, cioe’ se creditore personale del socio e’

allo stesso tempo un debitore della societa’, non potra’ esserci compensazione di tale

debito con credito vantato verso socio. Questo perche’ se ci fosse questa possibilita’ il

creditore/debitore esterno alla societa’ finirebbe col soddisfarsi sul patrimonio della

societa’.

Creditore personale del socio ha pero’ comunque una certa tutela.

Puo’ far valere i suoi diritti sugli utili societari spettanti al socio.

1) Puo’ compiere atti conservativi sulla quota spettante al socio nella liquidazione della

2) societa’.

Es. creditore personale di un socio puo’ procedere al sequestro conservativo da

attuarsi nella forma di sequestro verso terzi.

Nella SS e nella SNC irregolare il creditore personale puo’ inoltre chiedere anche la

liquidazione della quota del suo debitore personale (il socio).

Per fare questo pero’ il creditore personale dovra’ dimostrare efficacemente che gli

altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti.

Organizzazione interna – Poteri amministrativi del socio

Funzione deliberativa spetta ai soci con diritto di voto. E’ la funzione principale e

determina le scelte societarie.

Nella SAS c’e’ anche categoria di soci (accomandanti) a responsabilita’ limitata.

La regola di default; se lo statuto non decide a chi spetta la carica amministrativa, tutti

i soci a responsabilita’ illimitata saranno considerati amministratori.

Funzione amministrativa

I due versanti presi a riferimento sono il potere di gestione interna e il potere

rappresentanza esterna.

Gestione interna e’ gestire e organizzare internamente la societa’.

Il potere di rappresentanza e’ invece il profilo esterno dell’amministrazione nei rapporti

esterni verso i terzi.

I rappresentanti possono spendere il nome della societa’ e portare effetti giuridici in

capo alla stessa.

Quando sono nominati amministratori si deve specificare se hanno o meno potere di

rappresentanza. Altrimenti si usa la regola di default e in quel caso tutti avranno potere

di rappresentanza.

Gli amministratori possono essere nominati o nell’atto costitutivo (contratto con cui e’

fondata la societa’, lo statuto) o in atto separato.

C’e’ differenza tra gli atti quanto a revoca dell’incarico di amministratore.

Se amministratore e’ stato nominato con atto costitutivo servira’ il consenso di tutti i

soci (uninimita’ dei soci); questa unanimita’ dovra’ essere fondata su giusta causa.

L’amministratore revocato e’ comunque ancora socio.

In caso di nomina con atto separato si rinvia alla disciplina del mandato del diritto

privato.

Questo perche’ il rapporto tra amministratore e societa’ e’ simile a quello tra

mandatario e mandante. Si guardano le norme sul mandato collettivo.

I mandanti devono esprimere consenso alla nomina all’unanimita’.

La differenza sta nell’assenza di richiesta di giusta causa.

Con l’atto separato basta venga meno il rapporto fiduciario che ha fatto si che

soggetto venisse nominato amministratore.

Non c’e’ un minimo o un massimo di amministratori. Il numero pero’ incide sulle

modalita’ di gestione.

Ci sono due diverse modalita’ di gestione amministrativa.

Il modello di amministrazione disgiuntiva e il modello di amministrazione congiuntiva .

Modello di amministrazione disgiuntiva

Gli amministratori hanno il potere di gestire l’uno disgiuntamente dall’altro; ognuno ha

potere autonomo, non c’e’ bisogno del consenso degli altri amministratori per prendere

le decisioni di gestione.

Altri amministratori possono pero’ paralizzare l’attivita’ di un amministratore.

Diritto di veto

Questo diritto deve essere attivato prima che l’atto da paralizzare sia stato compiuto, il

veto non ha effetti retroattivi ma preventivi.

E’ necessario vi sia conoscenza dell’operato dell’amministratore del quale si vuole

paralizzare la prestazione.

Es. Prima che un amministratore firmi un contratto.

In caso questo diritto venga regolarmente esercitato, la decisione finale, sul

compimento o meno dell’atto e’ rimessa a tutti i soci nell’adempimento della loro

funzione deliberativa.

Tutti i soci sono chiamati a decidere la volonta’ della societa’.

Tramite voto sara’ nota la maggioranza (non e’ necessaria unanimita’).

Amministrazione disgiuntiva e’ sistema efficiente perche’ rapido e snello visto che non

serve il consenso o attesa della volonta’ degli altri amministratori.

Modello di amministrazione congiuntiva

Gli amministratori dovranno esercitare funzione congiuntamente.

Il modello puro richiede l’unanimita’ degli amministratori per assumere decisioni

gestorie.

Il modello spurio richiede maggioranza assoluta dei consensi tra gli amministratori .

Se lo statuto societario non precisa la formula da usare si utilizza la formula

pura.

Se l’atto costitutivo della societa’ (statuto) non indica affatto il modello di

amministrazione sara’ utilizzato il modello disgiuntivo.

Il modello congiuntivo prevede un’ipotesi eccezionale per far si che l’unico

amministratore agisca autonomamente rispetto agli altri.

Questo quando si tratta di compiere un atto urgente e necessario perche’ non si

verifichi danno irreparabile alla societa’.

Se nello statuto societario non e’ scritto nulla su amministratore e modello si reputano

tutti i soci a responsabilita’ illimitata come amministratori con modello disgiuntivo.

In societa’ di capitale spesso c’e’ amministratore esterno alla societa’, questo non e’

un socio della societa’.

In una societa’ di persone ci sono dubbi ma si reputa che ci sia la possibilita’ di poter

nominare amministratore esterno alla societa’.

SAS ha soci sia a responsabilita’ limitata che soci a responsabilita’ illimitata, per

questo, solo in questo caso, si precisa che gli amministratori possano essere

nominato solamente soci a responsabilita’ illimitata.

Tesi predominante vuole solo soci a responsabilita’ illimitata come amministratori in

societa’ di persone.

Funzione societaria amministrativa di controllo

Il controllo si riferisce alla vigilanza sulla gestione degli amministratori e della loro

condotta e metodo di gestione della societa’.

Anche la funzione di controllo e’ rimessa ai soci a responsabilita’ illimitata non

amministratori.

Se tutti i soci dovessere essere amministratori allora saranno in quel caso tutti allo

stesso tempo controllori.

Ci sono dei diritti legati alla funzione di controllo.

Diritto al rendiconto, diritto ad avere rendiconto delle azioni degli amministratori

tramite relazioni.

I controllori hanno il diritto d’ispezione; richiedere determinati documenti per avere il

quadro generale del soggetto sottoposto a controllo.

La funzione incide sulla conferma o sulla revoca della posizione amministrativa.

La legge non impone ai soci luoghi, modalita’ o tempi per la raccolta dei voti

deliberativi dei soci. Il codice non regola rigidamente la disciplina.

In societa’ di persone i soci sono liberi di andarsi a prendere decisioni come e quando

vogliono

Scioglimento del rapporto socio-societa’

Il socio ha molta importanza nella societa’ di persone.

Abbiamo visto come creditore personale non possa avvalersi del patrimonio sociale.

La quota sociale e’ un bene che puo’ avere sia valore positivo che negativo, a seconda

dell’andamento della societa’.

Essendo la quota sociale un bene questo puo’circolare tra vari soggetti, ma affinche’ ci

sia un sub ingresso al posto del socio precedente serve consenso unanime di tutti i

soci.

Per fare entrare un nuovo socio esterno al posto del vecchio socio questo deve avere

gradimento degli altri vecchi soci.

Exit di un socio e’ possibile in presenza di tre eventi a prescindere dalla vendita della

quota sociale:

Morte del socio

1. Recesso del socio (diritto del soggetto di sciogliersi dal rapporto contrattuale)

2. Esclusione (estromissione coatta, il socio subisce la decisione degli altri)

3. Morte del socio

Ipotesi drastica; alla morte del socio potrebbe esserci scioglimento anticipato della

societa’.

Altra ipotesi puo’ essere che la societa’ prosegue, la quota esiste ancora e in quanto

bene, cade in successione; a questo punto c’e’ o sub ingresso degli eredi nella

titolarita’ della quota o c’e’ liquidazione del valore attuale della quota.

In questo ultimo caso la quota viene distribuita tra i restanti soci.

La legge stabilisce il limite di 6 mesi in caso di morte per scegliere l’ipotesi da

percorrere.

Possono esserci clausole che indichino la scelta al momento della morte.

L’alienazione della quota sociale richiede il consenso unanime degli altri soci.

La modifica soggettiva di un socio e’ considerata modifica dell’atto costitutivo

della societa’.

Recesso

Esercizio di diritto potestativo di sciogliersi da vincolo contrattuale.

C’e’ differenza se societa’ sono a tempo determinato o intedeterminato.

Se la societa’ e’ a tempo determinato il diritto di recesso potra’ essere esercitato solo

per giusta causa.

Non c’e’ una precisa descrizione di cosa sia la giusta causa.

Giusta causa: ogni cosa che leda il rapporto fiduciario sul quale si fonda la societa’.

Qualsiasi evento o condotta che possa incrinare il rapporto fiduciario tra i soci.

Gli eventi devono coinvolgere e riguardare gli altri soci; e’ il socio stesso che chiede il

recesso perche’ ha perso la fiducia verso gli altri soci.

Es. Se gli altri soci sono morosi.

Es 2. Se sorgono differenze di vedute che possono minare la fiducia e il buono

svolgimento della societa’.

Societa’ a tempo determinato recesso solo per giusta causa

I singoli statuti societari possono stabilire le cause di recesso convenzionali per

incentivare i soci a partecipare alla societa’.

Societa’ a tempo in tempo indeterminato; il recesso e’ comunque garantito senza che

necessiti per questo la sussistenza di una giusta causa.

Recesso potrebbe essere anche se uno dovesse “non avere piu’ voglia”.

Unico peso su socio e’, rispettare il minimo di preavviso verso gli altri soci di 3 mesi.

Se la societa’ a tempo determinato e’ troppo prolungata nel tempo, ovvero se questa

durata superino le probabilita’ di vita dei soci, queste sono equiparate a societa’ a

tempo indeterminato.

Esclusione

C’e’ estromissione da parte degli altri soci di un determinato soggetto

Il socio subisce la volonta’ degli altri soci oppure una conseguenza legale che porta

comunque all’estromissione dalla societa’.

Esclusione puo’ essere per diritto o volontaria.

Esclusione per diritto e’ obbligatoria per legge.

Esclusione volontaria invece e’ facoltativa per i soci.

Esclusione di diritto; in questo caso la legge prevede delle ipotesi tassative verificatesi

le quali il socio sara’ automaticamente escluso dalla societa’.

Esclusione volontaria; in questo caso gli altri soci decidono di cacciare dalla societa’

un determinato socio.

Esclusione di diritto

Ci sono eventi definiti per legge che portano automaticamente ad esclusione; questi

riguardano la quota sociale di partecipazione.

1.Liquidazione a favore di creditore particolare (personale)

Se il creditore personale ottiene la quota sociale del socio come rimborso per credito

vantato il socio non e’ piu’ considerato tale.

2.Fallimento del socio (fallimento personale imprenditore individuale)

Il socio puo’ svolgere attivita’ d’impresa che non faccia concorrenza a quella della

societa’.

Se questo accade la quota del socio viene da lui separata e passera’ a curatore

fallimentare.

Il socio fallito non disponendo piu’ del suo patrimonio personale non dispone

nemmeno della quota sociale.

Queste sono le uniche due ipotesi nelle quali opera l’esclusione di diritto (per legge).

Non serve alcune dichiarazione da parte del socio o dei soci amministratori;

l’esclusione di diritto produce effetti automaticamente.

Esclusione volontaria

In determinate condizioni stabilite dalla legge i soci possono decidere autonomamente

se escludere o meno un socio. E’ opzione, non obbligo.

Gravi inadempienze; se socio non adempie ai propri obblighi contrattuali gli altri soci

1. possono escluderlo. Si considera qualsiasi obbligo derivante da status del socio.

Qualsiasi comportamento inadempiente del socio puo’ farlo escludere.

Inadempimenti possono essere di varia natura ma devono essere concreti motivi di

inadepimento (il socio non puo’ essere escluso per antipatia o altri motivi soggettivi).

Perdita sopravvenuta del conferimento; il conferimento potrebbe perire durante la

2. vita della societa’ e in questo caso socio potrebbe rischiare l’esclusione.

Es. Se conferisco un immobile, ma questo crolla non sussiste piu’ il mio conferimento

che giustificava l’acquisto della quota sociale.

Es 2. L’impossibilita’ sopravvenuta di fare opera intellettuale che il socio aveva

conferito alla societa’.

In questi casi, per cause non imputabili agli amministratori, il socio puo’ essere escluso

perche’ non c’e’ piu’ quel conferimento che giustificava la sua partecipazione sociale.

Se il perimento del conferimento del socio e’ colpa degli amministratori (hanno

compito di gestire i conferimenti dei soci) non sara’ attivabile il diritto di esclusione del

socio e sara’ possibile uno scenario nel quale sara’ il socio stesso a dover ricevere un

risarcimento dei danni dagli amministratori della societa’.

Perdita sopravvenuta della capacita’ di agire del socio; il socio potrebbe essere

3. interdetto o inabilitato durante la vita della societa’.

I tre casi detti sopra c’e’ possibilita’ degli altri soci di escluderne uno, non obbligo.

Essendo questa esclusione volontaria il socio escluso ha tutela.

La decisione di esclusione e’ presa a maggioranza per teste (non per quota sociale).

Il socio puo’ sollevare opposizione davanti ad un tribunale.

C’e’ limite di 30 giorni dalla dichiarazione di escluione.

Concretamente si opporra’ il socio che ritiene non verificate le condizioni viste prima.

Se il socio ha ragione davanti al tribunale, questo verra’ riammesso in societa’ a partire

dal momento in cui e’ stato escluso (con tutti gli oneri e gli onori).

Il socio puo’ chiedere sospensione degli effetti dell’esclusione e, se accettata, questo

sara’ ritenuto socio per tutto il tempo in cui il giudice avra’ bisogno per decidere sulla

legittimita’ o meno dell’esclusione fatta dagli altri soci.

Se poi viene deciso che l’esclusione e’ legittima sara’ invece il socio a dover restituire

gli utili e a dover ricevere dalla societa’ le perdite pagate alla stessa nel tempo in cui e’

stato socio per sospensione dell’esclusione (chiesta da giudice) dichiarata poi

legittima.

Se a causa di un suo voto sono state assunte decisioni che hanno fatto male alla

societa’ il socio dovra’ risarcire.

Comunque si sciolga il rapporto sociale con un socio questo ha diritto alla liquidazione

della quota. Per morte, recesso o esclusione.

Ci sara’ rimborso in denaro della quota.

Il diritto alla liquidazione della quota non e’ toccato dal comportamento del socio.

Questo diritto e’ fisiologicamente legato alle condizioni economiche della societa’.

Se la societa’ e’ in attivo il socio avra’ guadagni derivanti dalla liquidazione della quota.

Se la societa’ e’ in negativo il socio non ricevera’ guadagni.

Il valore della quota sara’ liquidato con valore reale attuale.

La quota sara’ valutata al momento della liquidazione, non al momento dell’acquisto

della quota al momento della costituzione della societa’.

La societa’ avra’ poi sei mesi di tempo per procedere al rimborso.

La legge impone agli amministratori di controllare anche gli affari in corso per valutare

l’entita’ della quota.

Al momento dell’avvenuta liquidazione il socio non e’ piu’ tale.

Questo resta comunque illimitatamente responsabile per le obbligazioni sociali sorte

fino al momento della dimissione della qualita’ del socio.

Per i soci sopravvenuti, in societa’ di persone, ci sara’ responsabilita’ illimitata anche

per le obbligazioni sociali pregresse.

Es. Se entro in societa’ nel 2011 avro’ responsabilita’ anche per obbligazioni sorte tra il

2008 e il 2010.

Puo’ esserci anche scioglimento totale della societa’ di persone.

Anche in questo caso la disciplina non distingue tra SS, SNC e SAS.

Come per scioglimento particolare di contratto sociale (del socio).

Societa’ a tempo determinato scadenza del termine

 Il termine temporale puo’ essere prorogato anche per comportamento concludente dei

soci.

I soci possono decidere volontariamente all’unanimita’ di sciogliere il contratto sociale

 e procedere alla liquidazione delle quote.

La societa’ si scioglie se viene meno la pluralita’ dei soci.

 Le societa’ di persone composte da un solo socio possono esistere al massimo per sei

mesi; questo e’ il tempo per ovviare alla perdita della pluralita’ di soci.

Non possono nascere societa’ di persone con un socio solo tramite atti costitutivi, ma

si puo’ avere una societa’ di persone con un solo socio per sei mesi se viene persa in

modo sopravvenuto la pluralita’ dei soci.

Nelle SAS esiste una duplice categoria di soci, se anche una sola delle due categoria

non e’ ricostituita in tempo la societa’ si sciogliera’ comunque.

SAS puo’ sciogliersi anche per sopravvenuta mancanza di pluralita’ delle categorie di

soci.

Es. Ci sono due soci residui a responsabilita’ illimitata; la societa’ si sciogliera’

comunque.

Se l’unico socio rimasto non era amministratore la legge lo considerera’

amministratore anche se questo non lo era.

Scioglimento societa

Oltre a clausole inserite nel contratto originario e’ prevista un’altra ipotesi di

scioglimento.

Societa’ ha scopo di realizzare attivita’, agricola o commerciale che sia; queste attivita’

sono di due tipi. Attivita’ della societa’ sono O destinate a continuare nel tempo, es.

Vendita abbigliamento, O attivita’ destinate a non ripetersi nel tempo, es. la costruzione

del nuovo centro commerciale di pisa, ci sara’ un solo ‘affare’.

Legge prevede due cause di scioglimento sociale:

Per raggiungimento dell’oggetto sociale; quando attivita’ non e’ destinata a ripetersi

 nel tempo...costruzione centro commerciale

Per sopravvenuta impossibilita’ di realizzare l’oggetto; doventa impossibile

 realizzare attivita’ che aveva dichiarato di voler realizzare; e’ impossibilita’

sopravvenuta, si viene a creare dopo la costituzione della societa’, quando attivita’

produttiva era gia in corso.

Non si richiede l’impossibilita’ originaria poiche’ questa implicherebbe la nullita’ del

contratto di societa’ per impossibilita’ dell’oggetto contrattuale (Da Diritto Privato).

Es. Centro commerciale, si parte con documenti in regola e tutte le attrezzature

necessarie e successivamente all’inizio dei lavori viene revocata una licenza per

costruire. Questa e’ impossibilita’ sopravvenuta.

Unica possibilita’ per soci per evitare estinzione e’ MODIFICARE L’OGGETTO

SOCIALE nel contratto originario, anche se per questa operazione serve l’unanimita’

dei soci (consenso di tutti).

Quando si verifica scioglimento di una societa’ si apre FASE DI LIQUIDAZIONE;

societa’ passa in una stato di inattivita’, cessa attivita’ produttiva, ma e’ ancora

esistente. Questa fase di transizione e’ fase di liquidazione.

Societa’ liquida il suo patrimonio per arrivare all’estinzione vera e propria.

In questa fase cambiano le regole di amministrazione della societa’ prima viste;

subentrano soggetti che entrano al posto degli amministratori e governano fase di

liquidazione

LIQUIDATORI Sono soggetti posti a governare la fase di inattivita’ e di liquidazione;

amministratori sono sostituiti dai liquidatori.

Amministratori esercitano esercizio sociale per bene della societa’, della sua attivita’ e

all’incremento del suo patrimonio.

Liquidatori puntano solo al lucro estinguendo patrimonio della societa’; non possono

compiere atti amministrativi o compiere azioni nuove di cui risponderebbero

personalmente.

Nel disgregare patrimonio devono seguire precise regole:

Patrimonio deve essere destinato al soddisfacimento dei debiti sociali prima di tutto.

Solo dopo aver pagato debiti si pensera’ ad estinguere rapporti economici dei soci; ai

soci andra’ assicurato il rimborso del conferimento (in caso di ATTIVO della societa’)

dato per la costituzione originaria della societa’; in caso di ulteriore attivo questo sara’

distribuito tra i soci in proporzione alle quote sociali dei singoli soci.

(CURATORE FALLIMENTARE: E’ chiamato a governare la societa’ solo in caso di

FALLIMENTO, liquidatore e’ chiamato a governare societa’ in caso di SCIOGLIMENTO

della societa’. Oggi secondo le norme fallimentari e’ possibile che fallimento non porti

necesarriamente a scioglimento della societa’)

Quando liquidatore procede a distribuzione di ulteriore attivo per le quote sociali questo

sta tutelando il DIRITTO ALLA QUOTA DI LIQUIDAZIONE dei soci.

E’ diritto dei soci alla porzione del residuo attivo che si trova nelle casse della societa’;

questo e’, come diritto agli utili, un DIRITTO EVENTUALE (in caso di passivo non ci

sara’ questo diritto).

E’ possibile che non ci sia neanche la possibilita’ di rimborsare il conferimento iniziale

in caso di mancanza di fondi della societa’, o addirittura che non ci sia la possibilita’ di

ripagare totalmente nemmeno i debitori sociali.

Soci hanno diritto di venire a conoscenza delle operazioni di liquidazione effettuate dai

liquidatori.

Patrimonio della societa’ va liquidato, monetizzato; se societa’ possiede immobili

questi saranno venduti per pagare debitori sociali, conferimenti dei soci e quote sociali.

Fase di monetizzazione del patrimonio puo’ durare molto tempo visto che beni societari

vanno materialmente venduti sul mercato e potrebbero non essere facilmente richiesti.

Es. Vendita all’asta ma non vengono venduti in fretta perche’ non appetibili.

Finita la fase di liquidazione del patrimonio sociale i liquidatori sono chiamati ad

estinguere formalmente societa’ chiedendo la CANCELLAZIONE DAL REGISTRO

DELLE IMPRESE DELLA SOCIETA’

.

Questo e’ momento formale che determina estinzione della societa’.

(Ovviamente questo riguarda le societa’ che hanno obbligo di iscrizione al registro delle

imprese; S.S., S.N.C., S.A.S. non hanno obbligo di iscrizione ai registri delle imprese;

possono essere costituite anche senza essere iscritte a registro delle imprese)

Se nonostante estinzione della societa’ residuino debitori, questi ultimi potranno

rivalersi sui soci a responsabilita’ illimitata; soci a responsabilita’ illimitata rimarranno

responsabili anche con estinzione della societa’; potranno liberarsi dalla responsabilita’

solo con la prescrizione del diritto di credito.

Puo’ essere dichiarata fallita anche una societa’ estinta con limite di 10 anni

dall’estinzione.

Spesso in passato veniva fatta finta estinzione per poi preseguire stessa attivita’ con

diverso nome per sfuggire ai creditori; per questo legislatore ha inserito possibilita’ di

fallimento anche dopo l’estinzione della societa’.

Soci non potranno chiedere in alcun modo una distribuzione del patrimonio societrario

che leda in alcun modo i diritti dei creditori; inoltre soci sanno che la loro responsabilita’

illimitata rimarra’ nonostante l’estinzione della societa’.

Ci sono ipotesi in cui registro delle imprese cancella d’ufficio (automaticamente)

una societa’:

Quando per 3 esercizi consecutivi societa’ non da segni di vita ; non c’e’ redazione

 delle scritture contabili, non ci sono aggiornamenti ai dati iscritti nel registro delle

imprese, ecc.

In questi casi societa’ e’ automaticamente dichiarata estinta. Questa norma dovrebbe

incentivare a mantenere un buon esercizio della societa’ sopratutto nella fase

liquidativa perche’ altrimenti ci saranno importanti sanzioni derivanti dalla

responsabilita’ di questa mancanza di attenzione nella gestione della societa’.

SOCIETA’ IN ACCOMANDITA SEMPLICE (S.A.S.)

Sono tipo piu’ differenziato rispetto alle altre societa’ di persone.

Quello che non viene trattato (es. conferimenti) vengono trattati come le altre societa’

di persone.

Caratteristica fondamentale e’ la coesistenza di una duplice categoria di soci;

soci accomandatari e soci accomandanti.

Soci accomandatari sono soci a responsabilita’ illimitata e solidale

 Soci accomandanti sono soci a respondabilita’ limitata (atipico per societa’ di

 persone)

Responsabilita’ limitata e’ fondamentale perche’ ci sia S.A.S.; legge lo stabilisce,

questo tipo di soci sono NECESSARI per la definizione di Societa’ Accomandita

Semplice.

Societa’ Accomandita Semplice fonde in se’ due diverse necessita societaria.

Necessita’ di migliore gestione attraverso soci a responsabilita’ illimitata poiche’ questo

permettera’ una piu’ oculata gestione della societa’

Ci sono poi soci che vogliono investire nella societa’ ma non vogliono rispondere con

patrimonio personale agli eventualii debiti della societa’.

Accomandite uniscono questi 2 interessi delle due categorie di soci.

Amministratori delle S.A.S possono essere scelti solo tra SOCI

ACCOMANDATARI (responsabilita’ illimitata dei debiti della societa’); poiche da

solo ci si aspetta una piu’ attenta gestione della societa’.

A carico degli accomandanti (responsabilita’ limitata) c’e’ divieto di essere nominati

amministratori (non potranno assumere decisioni gestorie) e DIVIETO DI IMMISTIONE ;

questo e’ divieto di intromissione negli affari societari normativamente sancito.

Si ammettono soci meramente finanziatori, che non gestiscano pero’ societa’, e questo

e’ motivo del divieto di immistione, pesantemente sanzionato.

In caso di violazione del divieto il socio accomandante e’ punito con PERDITA DEL

BENEFICIO DELLA RESPONSABILITA’ LIMITATA; viene degradato a socio a

responsabilita’ illimitata.

Questa e’ pesante sanzione perche’ non riguarda solamente assunzione della

responsabilita’ illimitata verso l’affare che gli ha fatto assumere questa posizione, ma

verso TUTTE le obbligazioni sociali, anche passate, assunte dagli altri soci

amministratori.

Perdita della responsabilita’ limitata e’ prevista anche in un altro caso per

accomandante

Societa’ di persone sono soggetti giuridici distinte dai soci; societa’ hanno nome che le

identifica e le distingue dai soci e questo deve essere accompagnate da acronimo

(S.S. S.N.C. S.A.S.).

E’ imposto che ci sia almeno il nome di uno dei soci a responsabilita’ illimitata inserito

insieme al nome della societa’ di persone.

Se nella ‘ragione sociale’ finisce nominativo di un socio accomandante (responsabilit’

limitata) questo genera delle aspettative verso i terzi che questo socio sia a

responsabilita’ illimitata e quindi nei confronti dei terzi questo socio sara’ considerato

come accomandatario (responsabilita’ illimitata).

In questo caso perdita della responsabilita’ limitata rileva solo nei rapporti con i terzi,

non nei rapporti interni alla societa’.

Queste sono 2 sono casi di sanzioni e quindi per socio accomandante comportano

solo aspetti negativi e non positivi; ad esempio socio accomandante non potra’

diventare amministratore della societa’ per il fatto di avere perso responsabilita’ limitata

a causa di una sanzione.

Divieto di immistione ha delle lievi eccezioni. Ci sono ipotesi in cui socio

accomandante possa occuparsi di qualche azione sociale.

E’ ammesso che accomandante possa concludere commisioni per la societa’ se e’

munito di procura speciale ad hoc (per ogni singolo affare) conferita dagli

amministratori societari.

Questa essendo speciale deve essere specificamente dettagliata per un singolo affare;

non e’ assolutamenta ammessa una PROCURA IN BIANCO (questa sarebbe elusione

del divieto di immistione)

Altra eccezione; statuto societario potrebbe richiedere che accomandante sia richiesto

del parere per precisi affari societari (es. Per affari di valore economico superiore a

50.000$).

Clausola statutaria dovra’ comunque essere limitata (non potra ”dire ‘in tutti i casi”)

Fatto che soci accomandanti siano estromessi dall’amministrazione non esclude che

questi possano scegliere gli amministratori societari; hanno divieto di gestione diretta

ma non indiretta tramite scelta degli amministratori. Hanno quindi diritto di votare gli

amministratori tra i soci accomandatari.

Nomina per atto separato (nomina degli amministratori non in atto costitutivo

della societa’)

Se amministratori sono nominati in atto costitutivo della societa’ serve UNANIMITA’ DEI

SOCI

Se amministratori sono nominati in atto separato, gli accomandanti votano a

maggioranza di quote (non si richiede consenso unanime degli accomandanti), mentre

gli accomandatari votano normalmente tra di loro ad uninimita’ (?)

Diversa modalita’ per modifica dell’atto costitutivo che prevede l’alienazione di una

quota sociale di un socio; in questa caso si richiede, in caso di cessione di quota di

accomandante, la votazione a maggioranza di capitale (???)

Scioglimento per venire meno della pluralita’ di soci

Nella S.A.S. si rischia lo scioglimento anche in caso in cui residuino 2 soci ma questi

appartengano alla stessa categoria.

S.A.S. puo’ sciogliersi anche per perdita della pluralita’ della duplice categoria di soci;

serve che dei due soci rimasti sia uno accomandante e uno accomandatario. E’

comunque data la possibilita’ di ricostituire la pluralita’ in 6 mesi.

Se si perde pluralita’ delle categorie societa’ puo’ O sciogliersi O essere degrata ed

essere trattata come una S.N.C. (accomandanti saranno trattati come soci a

responsabilita’ illimitata in questo caso).

In caso vengano meno tutti i soci accomandatari, e quindi anche gli amministratori,

sara’ nominato un amministratore straordinario e questo sara’ sceglibile anche tra i

soci accomandanti.

Amministratore straordinario non potra’ comunque compiere attivita’ amministrative

straordinarie (solo ordinaria amministrazione).

Punti in comune con le altre societa’ di persone

S.A.S. sono costituite come una normale societa’ di persone.

C’e’ iscrizione a registro delle imprese per essere regolare. Conferimenti sono regolati

come quelli delle altre societa’ di persone. Questi sono aspetti in comune con le altre

societa’di persone.

In questo caso iscrizione a registro delle imprese non ha solo funziona di pubblicita’

dichiarativa (di base applicabile agli imprenditori commerciali), ma anche funzione di

pubblicita’ normativa.

Iscrizione a registro delle imprese non mette in dubbio esistenza della societa’ S.A.S.

(non c’e’ funzione di pubblicita’ costitutiva come per societa’ di capitale), ma indica solo

disciplina che essa segue.

S.A.S. irregolare vede i propri soci trattati come soci a responsabilita’ illimitata; non

sara’ mai possibile avvalersi del beneficio della responsabilita’ illimitata, nemmeno le

eccezioni che permettono di ingerirsi nella gestione della societa’ (Procura speciale o

clausole nello statuto della societa’).

Nella S.A.S. regolare sono permesse le eccezioni al divieto di immistione.

 Nella S.A.S irregolare non sono mai permesse eccezioni al divieto di immistione.

 Socio sara’ sempre trattato come socio a responsabilita’ illimitata; socio accomandante

ha trattamento molto appesantito in una S.A.S. non regolarmente iscritta al registro

delle imprese. Societa’ per azioni

Con riforma del 2003 tra le societa’ di capitali si e’ fatta differenziazione tra societa’ per

azioni e societa’ a responsabilita’ limitata.

Oggi ci sono tra le societa’ di capitali, le SPA come modello e SRL hanno poi struttura

molto differenziata; SRL e’ modello sostanzialmente differente e distinto da quello della

SPA.

Primi si distingueva tra queste solo in base a dimensioni delle societa’ che si voleva

costituire, adesso queste rispondono a necessita’ diverse dei rispettivi soci.

Societa’ di capitali

Regime di autonomia patrimoniale

Godono di autonomia parimoniale perfetta; SPA ha patrimonio sociale del tutto

autonomo, svincolato, da quello dei singoli soci che la compongono.

Non c’e’ quasi mai possibilita’ che creditore sociale rimasto insoddisfatto possa

aggredire patrimonio dei singoli soci.

Questo sopratutto perche’ societa’ di capitali sono persone giuridiche .

Societa’ di persone sono invece soggetti di diritto distinti dalle persone fisiche che le

compongono, ma non arrivano mai ad avere rango di persone giuridiche; solo le

societa’ di capitali sono considerate come persone giuridiche.

Organizzazione delle societa’ di capitali

SPA si articola in struttura complessa che distribuisce le funzioni societarie in modo piu

complesso rispetto alle societa’di persone.

Funzioni sono attribuite ad organi il cui rigore e’ fondamentale per la validita’ degli atti

che vengono emati per l’esercizio di queste funzioni. Si parla di governance societaria;

mette in risalto il governo della societa’.

Quel che nelle societa’ di persone era rimesso ai soci, nelle societa’ di capitali e’

rimesso ad una rigida struttura formata da organi che hanno precisi compiti e precise

procedure da rispettare necessariamente.

SPA rappresentano modello di questo tipo di struttura organizzativa.

Oggi c’e’ subtipo di societa’ per azioni quotate.

Riforma del diritto societario del 2003 ha cambiato molte delle norme sulle societa’ di

capitali.

SPA sono modello tipo delle societa’ di capitali perche’ sono basate sul

contemperamento di due esigenze opposte; esigenze che i risparmiatori sentono in

maniera contrapposta.

C’e’ chi vuole solo finanziare societa’ senza partecipare alla vita e alla direzione

1. dell’attivita’ sociale; solo investimento per poi vederlo remunerato.

C’e’ chi oltre ad effettuare finanziamento vuole anche inserirsi all’interno della struttura

2. per pilotarla e incidere sulle decisione strategiche della societa’.

Portano ad individuazione di due diverse tipologie di soci nelle SPA:

Soci risparmiatori; soci interessati fondamentalmente all’andamento economico e non

1. alle scelte gestionali e di vita della societa’. Soci interessati a profilo patrimoniale.

Soci imprenditori; soci che oltre ad essere legati a profilo patrimoniale hanno volonta’

2. molto forte di incidenza sulla direzione della societa’ per contribuire alla formazione

della strategia imprenditoriale (Prendere decisioni).

Nelle SPA trovano accoglienza entrambe le categorie di soci; si trovano entrambi i tipi

di soci al loro interno.

Nelle societa’ di persone, apparte che nella SAS, non esiste questa dicotomia.

Per costituzione di una SPA e’ richiesto uno sforzo iniziale ai soci maggiore rispetto a

quello presente nelle societa’ di persone, sopratutto di natura economica.

Questo rende accessibile questo tipo di impresa solamente a chi riesce a dotare la

propria societa’ di un capitale minimo, stabilito dalla legge, necessario per costituire

una societa’ per azioni.

Capitale minimo previsto per costituire una societa’ per azioni e’ di 120.000 $;

non si possono costituire con meno.

Inoltre per tutta la durata della societa’ il capitale societario non puo’ scendere sotto ai

120.000 $

In caso capitale dovesse scendere sotto i 120.000 $ per motivi fuori dalla volonta’ dei

soci c’e’ previsione di una riduzione di capitale della societa’ per un breve periodo.

E’ modello accessibile a chi puo’ fare e mantenere un investimento importante.

Ci sono 3 profili importanti riguardo le SPA:

Costituzione, Profilo finanziario e Profilo organizzativo

COSTITUZIONE DI UNA SPA

SPA hanno rigido modello di costituzione; definite a formazione complessa o

progressiva.

(In societa’ di persone c’e’ un unico atto redatto per scritto o a voce)

In SPA sono almeno 2 gli elementi NECESSARI alla costituzione:

Redazione di atto costitutivo scritto e iscrizione a registro delle imprese dell’atto

costitutivo redatto. Oltre ad atto costitutivo redatto per scritto serve che questo sia

iscritto nel registro delle imprese.

Iscrizione a registro delle imprese ha effetto costitutivo (oltre che dichiarativo, legale

ecc)

Questi due elementi sono necessarie in entrambe le due modalita’ di costituzione di

una SPA.

Due modalita’ di costituzione di una SPA previste da codice:

Costituzione simultanea (piu’ frequente) e Costituzione per pubblica

sottoscrizione (quasi inesistente)

COSTITUZIONE PER PUBBLICA SOTTOSCRIZIONE

Societa’ si forma attraverso la raccolta distribuita nel tempo dei consensi seguiti alla

stipula di un atto costitutivo (??)

Uno o piu’ promotori manifestano volonta’ di costituire una SPA e chiedono a terzi di

promuovere progetto di costituzione;

quando si raggiunge il capitale minimo per costituire societa’ per azioni, atto costitutivo

viene redatto in forma pubblica e pubblicato nel registro delle imprese.

COSTITUZIONE SIMULTANEA

Non c’e’ pubblicita’ di un progetto di societa’ per azione.

Atto costitutivo si redige solo al momento che soci hanno gia manisfestato interesse di

costituire societa’ per azioni e si sono accordati tra loro; a quel punto si presentano dal

notaio per redarre atto costitutivo scritto della societa’.

Atto costitutivo deve avere forma pubblica (Per societa’ di persone poteva essere

anche vocale).

Forma pubblica e’ richiesta ab substantiam, a fini di validita’.

Notaio ha ruolo importante in costituzione della societa’; deve effettuare controllo sulle

clausole che soci vogliono inserire per regolare funzionamento della societa’ stessa;

c’e’ controllo di legalita’.

Fino al 2003 atti costitutivi delle societa’ avevano anche un controllo giudiziario;

venivano controllate in tribunale e omologate.

Dal 2003 quindi controllo del notaio viene considerato piu’ approfondito; dovra’

verificare obbiettivi e condizioni previsti nell’atto costitutivo stesso della societa’ per

azioni. Deve eseguire controllo di fattibilita’ e realizzabilita’ degli obbiettivi societari

in relazione al capitale iniziale (Spesso il minimo indicato dalla legge di 120.000 $ e’

troppo basso a seconda dell’oggetto dell’attivita’ della societa’ es. Banca o compagnia

di assicurazioni).

Deve inoltre verificare completezza delle informazioni poste nell’atto costitutivo.

Ci sono delle informazioni piu’ complesse rispetto a societa’ di persone e che non

possono mancare; 4 elementi fondamentali:

DENOMINAZIONE: Grande liberta’ di scelta, unico limite posto dall’ordinamento e’

 quello di non poter copiare un attivita’ gia’ esistente, ma solo se queste sono legate alla

stessa attivita’ merceologica o in caso di grande rinomanza e notorieta’ della societa’

copiata. Es. Anche vendendo vestiti al dettaglio non ci si potrebbe chiamare Barilla o

Coca-Cola.

INDICAZIONE DEI CONFERIMENTI DEI SOCI: Deve essere dettagliatamente indicato

 il tipo dei conferimenti fatti dai soci.

CAPITALE: Deve essere indicato capitale iniziale.

 OGGETTO DELL’ATTIVITA’ SOCIETARIA: Deve essere indicato il tipo di attivita’ che

 societa’ si prefigge di realizzare; notaio dovra’ far si che non si costituiscano societa’

con oggetti illeciti o impossibili.

Oggetto e’ problema serio negli atti costitutivi di SPA perche’ solitamente soci tengono

a tenersi larghi e a comprendere un attivita’ molto ampia; questo perche’ soci fondatori

si riservano in quasta maniera di cambiare l’oggetto della societa’ senza dover

cambiare atto costitutivo della societa’, che prevede procedimeni lunghi e complessi da

seguire rigidamente.

Notaio e’ chiamato quindi ad un controllo stringente sull’oggetto della societa’ che deve

evitare cosa sopra detto.

SPA possono essere a tempo determinato o indeterminato e questo e’ stabilito da

clausole nell’atto costitutivo; in caso non sia definito si considerano a tempo

indeterminato.

Varie clausole possono esserci ma non sono necessarie a differenza dei 4 elementi

fondamentali che non possono mancare pena nullita’ dell’atto costitutivo della societa’

per azioni.

Segue poi la pubblicaizione nel registro delle imprese a partire dal quale la societa’

viene ad esistenza.

Iscrizione puo’ essere richiesta o da notaio o da soci gia’ nominati amministratori della

societa’.

Sono previsti 20 giorni di vigenza dell’atto costitutivo scaduti i quali i soci possono

ritenersi svincolati dagli obblighi contenuti in esso (es. Obbligo di conferimento).

Nella prassi queste sono ipotesi molto marginali; solitamente si occupa di tutto notaio.

Dopo la richiesta di iscrizione ci sara’ controllo formale sulla completezza dell’atto da

parte del registro delle imprese.

Con iscrizione a registro delle imprese di conclude formazione della societa’ e questa e’

a tutti gli effetti esistente.

Societa’ e soci possono assumere obbligazioni tra la redazione dell’atto costitutivo e

l’iscrizione al registro delle imprese?

Es. Se socio stipulano un contratto di locazione per sede della societa’ prima

dell’iscrizione al registro delle imprese, chi risponde degli obblighi previsti da contratto

di locazione?

Risponderanno delle obbligazioni assunte in nome di una societa’ ancora non

formalmente costitutita coloro che hanno agito , chi ha stipulato il contratto. A meno che

societa’ al momento di venire ad esistenza non ci sia ratifica da parte della societa’ che

sollevi i soci dalle loro obbligazioni e queste passino in capo alla societa’ neocostituita.

Questo accade solitamente per le azioni che accadono nel periodo intermedio ma che

sono necessarie all’esercizio dell’attivita’ stessa (Es. Contratto locazione, pagamento

notaio).

Conferimento e creazione del capitale

Aspetto patrimoniale e’ aspetto prevalente nella SPA; ci sono regole inderogabili per la

creazione del capitale iniziale di una SPA.

Determinazione dei conferimenti: cosa si puo’ conferire in una SPA?

Non vale cio’ detto per societa’ di persone (cio’ che e’ suscettibile di valutazione

economica)

SPA conferimenti sono tipici e tassativi .

Principio generale e’che, essendoci capitale minimo da raggiungere per costituzione

della SPA, si accettano tutti i beni la cui valutazione economica e’ certa o puo’ essere

certa.

Sicuramente conferibile e’ il DENARO ; se non e’ convenuto nulla negli atti costitutivi

delle SPA si considera unico bene conferibile; solo soci possono ammettere possibilita’

che devono comunque essere previsti dalla legge.

BENE IN NATURA e CREDITO sono conferibili; NON SI PUO’ CONFERIRE ALTRO.

Disciplina cambia a seconda del tipo di bene conferibile

DENARO

Ha disciplina di compromesso;non e’ oggetto di valutazione poiche’ questa e’ in re ispa

(insita nella sua natura).

A socio che conferisca denaro e’ permessa una dilazione nel tempo

; c’e’ obbligo di

pagamento del conferimento solo del 25%; il restante 75% si versera’ in un momento

successivo non predeterminato dalla legge, ma rimesso alla discrezionalita’ degli

amministratori (che devono gestire capitale).

C’e’ pagamento in denaro del 25% subito e una promessa di pagamento del 75%

restante del conferimento in denaro.

Questo significa che al momento della costituzione della societa’ nelle casse sociali

non si trovano le somme dei conferimenti integrali promessi dai soci, ma solo il 25% dei

conferimenti dei soci.

SOCIETA’ SI PUO’ COSTITUIRE CON 120.000 $ ‘VIRTUALI’ COMPRENSIVI DEL

75% DA VERSARE IN UN SECONDO MOMENTO.

Quando capitale sara’ poi integralmente versato dai soci questo sara’ indicato da I.V.

(integralmente versato); questo e’ garanzia di maggior solvibilita’ e solidita’ della

societa’. Questo quando ‘promessa e’ mantenuta’.

Soci altrimenti sono in debito del restante 75% verso la societa’; societa’ e’ creditrice

verso i soci debitori; questi possono essere messi in mora dalla societa’ in caso di

mancato o ritardato pagamento di questa somma promessa alla societa’.

Quando versamenti mancanti saranno richiesti i soci debitori saranno obbligati a

pagare altrimenti questi saranno messi in mora e saranno sottoposti a serie sanzioni.

Questa rigidita’ e’ sopratutto in funzione della tutela e garanzia verso i terzi e del

soddisfacimento delle loro pretese.

Fase costitutiva SPA

Conferimenti

SPA utilizza una disciplina piu’ rigida rispetto alle societa’ di persone; non tutti i beni

suscettibili di valutazione economica possono essere conferiti, ma solo denaro, beni in

natura e crediti.

Denaro e’ conferimento tipico e tradizionale; in assenza di una clausola nello statuto

societario che indichi diversamente saranno ammessi solo conferimenti in denaro.

A differenza delle societa’ di persone, in questo caso, non c’e’ possibilita’ per creditori di

aggredire patrimonio personale dei soci; per questo troviamo questo tipo di disciplina

rigida e che prende in considerazione solamente questi 3 tipi di conferimenti.

Socio non deve versare immediatamente tutto il conferimento in denaro, ma puo’

invece versare il 75% del totale in un secondo momento rispetto al 25% di

conferimento iniziale.

Nel momento in cui amministratori richiedono ai soci l’adempimento dei conferimenti

promessi questi ultimi devono pagare subito; se socio non e’ adempiente, gli

amministratori, lo potranno mettere in mora.

Attraverso diffida formale e pubblica (sulla Gazzetta Ufficiale) il socio verra’ costituito in

mora; questo ha 15 giorni per versare i conferimenti ancora dovuti.

In caso in cui socio non adempia alla propria obbligazione, scatta la seconda fase del

procedimento.

Capitale sociale a questo punto non sara’ realmente rappresentato poiche’ la promessa

del conferimento del socio non e’ stata mantenuta; capitale sociale reale sara’ piu’

basso di quello indicato. Somma capitale sociale deve essere modificata.

E’ modificata attraverso una riduzione di capitale e questo tramite annullamento di

conferimenti non effettivamente versati.

E’ possibile che socio receda per parte di conferimento non versata (questo solo se

permesso; sara’ visto poi)

Altri 2 tipi di conferimento sono di piu’ difficile valutazione economica; per essere

conferiti questi beni dovranno necessariamente avere una valutazione economica per

individuarne il valore (stima del conferimento)

In SPA ci sono regole formali molto rigide per fare la stima.

Questa deve provenire da un perito super partes nominato dal tribunale .

Una volta ottenuta la perizia la societa’ sa quanto vale esattamente il conferimento del

socio e sa quanta partecipazione sociale dovra’ essere data al socio.

Valutazione del perito inoltre e’ soggetto ad una ulteriore stima proveniente dagli

amministratori della societa’.

Amministratori possono provvedere a modificare la prima valutazione entro 6 mesi

dalla prima stima; c’e’ revisione della prima stima del perito nominato dal tribunale.

In caso bene venga sopravvalutato; caso in cui c’e’ favore verso socio e sfavore verso

la SPA; socio ha maggiore partecipazione sociale rispetto a quella a cui avrebbe avuto

diritto rispetto al reale valore del bene conferito.

Caso in cui bene venga sopravvalutato di oltre il 20% rispetto alla sua reale

valutazione.

Ci sara’ anche un calcolo sbagliato del reale patrimonio sociale poiche’quel

determinato bene non varra’ quanto si era preventivato, ma almeno il 20% in meno.

Quella differenza di valore dovra’ essere coperto del socio a favore del quale e’ stata

fatta la valutazione; questo potra’ essere fatto solo con conferimento in denaro.

Questo evita ulteriori errori di valutazione.

In questo modo societa’ riallinea il gap e socio mantiene comunque la sua quota

pagando esattamente in relazione a quanto gli e’ stato attribuito sottoforma di

partecipazione sociale.

Se socio non puo’ pagare questa cifra in denaro o non vuole si procedera’ ancora una

volta a riduzione di capitale sociale e socio si vedra’ annullata la partecipazione sociale

in proporzione alla somma non pagata.

Socio puo’ anche cedere un credito vantato verso un terzo per coprire la differenza tra

valore reale e valutazione del suo conferimento alla SPA.

Socio conferente e’ creditore cedente e societa’ e’ creditore cessionario; in caso in cui

debitore ceduto non paghi il suo debito la societa’ potra’ comunque rivalersi sul

patrimonio del socio creditore cedente.

Socio non potra’ riavere suo conferimento fino a che societa’ vive o fino a che socio

non sciogliera’ il suo rapporto con questa. Patrimonio della societa’ dovra’ essere

mantenuto sempre sopra al limite minimo e sopra a quanto stabilito nell’atto costitutivo

della societa’ per azioni.

Parlando di fase costitutiva c’e’ da fare precisazione tra i 2 concetti di CAPITALE

SOCIALE e PATRIMONIO SOCIALE.

Capitale sociale e’ somma dei conferimenti; e’ dato da una cifra precisa almeno pari al

 minimo stabilito dalla legge che rimarra’ fissa nell’arco della vita della societa’ a meno

che non sia formalmente modificata in aumento o riduzione tramite una procedura ad

hoc molto rigido e formale.

Patrimonio sociale e’ dato dall’insieme delle attivita’ e delle passivita’ della societa’.

 Questo rappresenta consistenza finanziaria della societa’ nel bene o nel male.

Patrimonio netto e’ differenza aritmetica tra attivita’ e passivita’.

Solo in un momento queste due cifre coincidono: quando la societa’ nasce e la societa’

non ha ancora compiuto attivita’ che abbiano portato attivita’ o passivita’.

Graficamente il capitale sociale e’ una retta mentre il patrimonio sociale oscilla intorno

a questa retta a seconda delle attivita’ o passivita’ della societa’ per azioni.

Ci sono comunque delle passivita’ fisiologiche entro un certo limite; non e’ detto che

oscillazione molto inferiore a capitale sociale voglia dire che societa’ e’ in forte perdita;

debiti spesso si fanno per poi ottenere guadagni.

Es. Comprare le maglie, c’e’ una spesa che poi sara’ coperta e superata (attivo)

quando queste saranno vendute.

Unipersonalita’ azionaria

SPA possono essere costituite anche per atto unilaterale; sulla base di volonta’ di unico

socio.

Partecipazione sociale pari al 100% del capitale e’ nelle mani di un solo socio.

Puo’ accadere anche che una societa’ pluripersonale diventi unipersonale;

unipersonalita’ puo’ essere sia originaria che sopravvenuta.

Unipersonalita’ delle SPA rappresentano eccezione rispetto al modello generale

pluripersonale.

Ci sono delle differenze di disciplina.

Al socio unico sono imposti 2 obblighi ulteriori rispetto a quelli di societa’ pluripersonale

Socio unico e’ tenuto a versare integralmente conferimento in denaro o entro 90 giorni

dalla sopravvenuta unipersonalita’.

Questo perche’socio unico, come imprenditore individuale, risponde con tutto il proprio

conferimento dei debiti della societa’; imprenditore individuale invece rispondera’ con

tutto il proprio patrimonio; questo per schermo fatto dalla SPA che e’ una persona

giuridica diversa rispetto al socio unico.

Socio unico e ’ anche gravato dall’adempiere a formalita’ pubblicitarie ; unipersonalita’

deve essere resa nota, a carico del socio unico, ai terzi.

Questo dovra’ essere dichiarato attraverso registro delle imprese; socio unico dovra’

inserire nella denominazione l’unipersonalita’ della societa’ (Es. Coca-cola SPA

unipersonale).

Saranno inseriti inoltre tutti i dati personali del socio unico comprensivi dani anagrafici e

fiscali.

In quanto obblighi e’ prevista una sanzione abbastanza pesante per entrambi i casi.

In caso di inadempimento socio unico rischia di rispondere illimitatamente delle

obbligazioni sociali sorte nel perido di unipersonalita’ della societa’.

C’e’ ‘solo’ rischio perche’ questa possibilita’ e’ sussidiaria; prima risponde del debito la

SPA e in caso risulti insufficiente il capitale sociale sara’ il socio unico a rispondere

illimitatamente dei debiti societari.

E’ responsabilita’ illimitata molto eventuale ma comunque possibile.

Societa’ per azioni nulla

Questo e’ problema che riguarda le rigide fasi di costituzione di una SPA (viste prima).

In Diritto Privato la mancanza di uno dei requisiti essenziali del contratto e’ causa di

nullita’ dello stesso; o anche per principi generali di contrarieta’ a norme generali e a

buon costume.

Contratto nullo elimina effetti giuridici creati anche retroattivi.

Per societa’ per azioni c’e’ art. 2332 Codice Civile che riguarda le SPA iscritte al

registro delle imprese (che comunque deve essere obbligatorio...). Questa disciplina

riguarda solo SPA effettivamente costitutive e non la fase transitoria delle SPA in

formazione.

Per le SPA in formazione si utilizza la disciplina del Diritto Privato.

Per SPA effettivamente costituite ci sono 3 cause tassative di nullita’ :

Atto costitutivo non e’ redatto per forma pubblica.

1. Quando manca nell’atto costitutivo uno dei 4 elementi essenziali per l’individuazione di

2. quella SPA (Denominazione, Conferimenti, Capitale, Oggetto). E’ ipotesi remota.

In caso di illiceita’ dell’oggetto sociale.

3. Cause di nullita’ di SPA iscritta a registro delle imprese

In questo caso attivita’ sociale esercitata e’ fatta salva; non c’e’ rimozione ex tunc

(retroattiva) degli effetti giuridici verificatisi

Nullita’ operera’ solo per il futuro e questa rilevera’ come causa di scioglimento della

societa’.

Societa’ dovra’ sciogliersi a meno che societa’ non rimuova il vizio che e’ causa di

nullita’.

Sentenza che dichiara la nullita’ della SPA nominera’ anche i liquidatori (solitamente

nominati dai soci) in caso lo scioglimento sia conseguenza della nullita’ della societa’.

Si preferisce consolidare attivita’ societaria ed agire solo per il futuro per non

coinvolgere terzi che non centrano nulla con nullita’ della societa’ e che potrebbero

averne degli svantaggi.

C’e’ alleggerimento per favor verso ente societario e verso terzi.

Istituto dei patrimoni destinati ad uno specifico affare

E’ novita’ assoluta della riforma del diritto societario del 2003; adesso societa’ possono

istituire fondi destinati ad uno specifico affare.

Questo vuol dire utilizzare patrimonio sociale per la realizzazione di un distinto e

specifico oggetto svincolato dall’oggetto sociale che la societa’ si prefigge al momento

della costituzione della societa’.

E’ un oggetto piu’ specifico e dettagliato rispetto all’oggetto generale previsto nel

contratto costitutivo della societa’.

Novita’ sta nel fatto che questa operazione e’ consentita tramite operazione contabile

interna alla societa’ stessa.

Societa’ utilizza una parte gia’ esistente del suo patrimonio senza dover ricorrere ai

mezzi tradizionali (la costituzione di una nuova societa’).

Es. Se societa’ prima del 2003 avesse voluto investire in una diversa attivita’ rispetto a

quella originaria avrebbe potuto solamente creare una nuova societa’ in aggiunta o in

sostituzione alla vecchia.

In quel caso i soci sarebbero andati incontro all’onere di finanziare la nuova societa’

come fatto con la vecchia.

Con la riforma del 2003 c’e’ innanzitutto un risparmio di costi derivato dalla mancanza

di necessita’ della creazione di una nuova societa’.

Prima esigenza era quella di poter cambiare idea rispetto all’attivita’ inizialmente scelta

dalla loro societa’.

Seconda esigenza e’ quella di spalmare il rischio di non riuscita di attivita’ su due

attivita’ diverse.

Con patrimonio separato destinato ad uno specifico affare si consente di soddisfare

queste esigenze dei soci.

SPA possono decidere di destinare parte del loro patrimonio ad uno specifico affare;

decisione e’ dell’organo amministrativo, e’ una decisione gestoria.

Amministratori hanno alcuni limiti:

Natura quantitativa: C’e’ un massimo del 10% di possibile separazione del patrimonio

dato dalla legge.

Natura qualitativa: Amministratori nella loro delibera di destinazione patrimoniale

dovranno indicare lo specifico affare. Amministratori devono indicare dettagliatamente

l’oggetto che sara’ realizzato con la parte di patrimonio separata.

Questa indicazione e’ richiesta a pena la validita’ della delibera stessa.

Entrambi i limiti hanno funzione di dare trasparenza all’operazione di separazione del

patrimonio sociale.

Dalla separazione patrimoniale deriva un diverso regime di responsabilita’; per i debiti

sociali assunti in relazione all’oggetto sociale originario da ora in poi rispondera’

soltanto il patrimonio sociale residuo dopo la separazione.

Per questo c’e’ necessita’ di trasparenza e pubblicita’; perche’ i creditori dovranno

essere informati di una situazione che li interessa direttamente.

La delibera degli amministratori non e’ immediatamente efficace, ma ci puo’ essere

l’opposizione dei creditori sociali entro 90 giorni di tempo. C’e’ possibilita’ dei creditore

di paralizzare la delibera in caso la loro pretesa creditoria sia superiore al patrimonio

societario residuo.

Obbligazioni assunte per oggetto dello specifico affare queste potranno essere

soddisfatte soltanto dal patrimonio destinato allo specifico affare; mentre le obbligazioni

sociali dell’affare originario si potranno soddisfare solo con il patrimonio residuale dopo

la separazione dello stesso.

Solo in un caso per i debiti sociali non c’e’ distinzione per obbligazioni assunte per

oggetto originaio o specifico, solo in un caso patrimonio resta unitario; questo quando

le obbligazioni derivano da fatto illecito.

Creditore per fatto illecito subito e’ definito involontario poiche’ non e’ sua colpa l’illecito

del debitore e quindi questo avra’ diritto a soddisfarsi con tutto il patrimonio societario.

Esiste un altra modalita’ si separazione patrimoniale:

Formula dei finanziamenti destinati

Finanziamenti sono fondi provenienti dall’esterno della societa’ per la realizzazione di

uno specifico affare e NON per un affare interno alla societa’.

Nel caso del patrimonio questo e’ gia’ esistente e viene solo separato; nel caso del

finanziamento questo non e’ presistente ma viene creato al momento dell’arrivo del

finanziamento, non e’ gia nelle casse sociali.

Finanziatore che finanzia una societa’ come sara’ remunerato?

Finanziatori lo fanno per vedere remunerato il capitale investito.

Sara’ remunerato attraverso i proventi derivanti dallo specifico affare; guadagni

derivanti dallo specifico affare saranno interamente destinati al finanziatore.

Patrimonio originario della societa’ resta lo stesso al quale si aggiunge il patrimonio

dato in finanziamento dal finanziatore.

Anche in questo caso deve esserci trasparenza e pubblicita’.

In entrambe le ipotesi di separazione patrimonio o di finanziamento destinato e’

possibile che affare specifico da realizzare non vada a buon fine e non realizzi i frutti

sperati.

In questo caso gli amministratori dovranno liquidare patrimonio o finanziamento per

tentare di soddisfare i creditori sociali.

Per creditori speciali (per oggetto specifico) non e’ prevista la possibilita’ di promuovere

fallimento integrale della societa’; questi potranno solo sperare di rivalersi sul

patrimonio speciale destinato all’affare sperando che basti.

Struttura finanziaria

E’ struttura degli strumenti finanziari che le societa’ attribuiscono ai soggetti che si

trovano al loro interno.

Per conferimento a socio viene assegnata una quota sociale (partecipazione sociale).

Nelle SPA la quota sociale e’ rappresentata da azioni.

Socio di SPA prende nome di socio azionista.

Cosa e’ l’azione?

Frazione del capitale sociale

1) Partecipazione sociale

2) Documento cartaceo che incorpora una serie di situazioni giuridiche

3) Frazione del capitale sociale

Azione e’ emessa a fronte del conferimento di natura economica che aspritante socio

deve fornire alla societa’ per avere lo status giuridico di socio.

Azioni rappresentano unita’ di misura del capitale sociale, che e’ formato dalla somma

dei conferimenti.

A socio saranno assegnate tante azioni quante formano il valore del conferimento da

lui conferito per la creazione della societa’. Azioni danno la misura del peso economico

di ciascun socio all’interno della societa’.

Quota sociale e’ formata da tante azioni quante servono per raggiungere valore del

proprio conferimento alla societa’ e alla proporzione che il conferimento rappresenta

rispetto all’interno capitale sociale.

Azione rappresenta unita’ minima di capitale sociale che e’ nelle mani del singolo (e’

come un atomo).

Azione ha un valore economico; ogni azione ha un valore nominale che e’ dato da

operazione aritmetica.

VALORE NOMINALE = CAPITALE diviso NUMERO DI AZIONI ASSEGNATE A TUTTI I

SOCI

CAPITALE = NUMERO DI AZIONI ASSEGNATE A TUTTI I SOCI per VALORE

NOMINALE

VALORE REALE = PATRIMONIO diviso NUMERO DI AZIONI ASSEGNATE AI SOCI

Valore nominale e’ valore astratto che ogni singola azione ha sulla carta. Ogni azione

ha almeno il valore nominale.

Valore reale e’ valore di mercato che ha una singola azione.

Situazione effettiva della societa’ e’ data dal valore reale delle azioni societarie. Questo

e’ anche il valore che si guarda al momento di vendere delle azioni societarie.

Es. Valore nominale di un azione potrebbe essere 1 $ mentre il valore reale potrebbe

essere 1.000.000 $ in caso di situazione molto positiva.

Solitamente il valore nominale e’ reso noto nell’atto costitutivo della societa’.

Partecipazione sociale

In una SPA non si puo’ essere soci senza azioni assegnate. Sono necessarie alla

partecipazione societaria.

Azionista assume una serie di diritti ed obbligazioni nei confronti della societa’.

C’e’ distinzione tra diritti patrimoniali e diritti amministrativi.

Diritti patrimoniali: Diritto agli utili, ecc

Ogni singola azione da diritto a questi diritti; piu’ azioni si possiedono e piu’ si ha peso

in questi diritti.

Diritti amministrativi: Diritto di voto, diritto di convocare l’assemblea, diritto di impugnare

delibera assembleare invalida,ecc.

Ci sono poi 2 diritti sociali nelle SPA che sono a meta’ strada tra patrimoniali e

amministrativi.

Diritto di recesso e diritto di opzione

Diritto di recesso e’ diritto di uscita dalla societa’. E’ ibrido perche’ a diritto di recesso

segue il diritto di liquidazione della quota. Con uscita dalla societa’ il socio monetizza la

propria quota azionaria .

Questo e’ anche diritto amministrativo perche’ questo riguarda il profilo amministrativo

del socio perche’ quest’ultimo manifesta in questa maniera una volonta’ negativa

rispetto ad alcune decisioni prese da societa’.

Societa’ potrebbe modificare una propria decisione per paura di perdere uno o piu’ soci

per recesso.

Diritto di recesso e’ un arma nelle mani del socio per cercare di far cambiare

determinate scelte societarie.

Societa’ puo’ temere di perdere uno o piu’ soci perche’ SPA e’ per natura una societa’

aperta ai nuovi investimenti di nuovi soci e se soci escono in massa dalla societa’

quest’ultima perde credibilita’ sul mercato e questo significa perdere possibilita’ di nuovi

investimenti di nuovi soci.

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Societa’ per azioni sono suddivisibili in alcuni subtipi da codice:

SPA che fanno appello a mercato del capitale di rischio e SPA che NON fanno appello

a mercato del capitale di rischio

Noi le chiamiano SPA APERTE e SPA CHIUSE

SPA aperte sono SPA quotate e SPA diffuse (diffuse in maniera rilevante tra il

pubblico).

SPA quotata e’ SPA piu’ aperta possibile poiche’ esiste un mercato telematico dove

domanda e offerta si incontrano via etere; non c’e’ bisogno che venditore e compratore

si incontrino materialmente.

SPA aperte sono adatte a chi vuole effettuare investimento facilmente monetizzabile

(ad es. speculatori).

SPA diffuse sono tali se almeno il 5% del capitale sociale e’ nelle mani di almeno 200

azionisti diversi.

SPA chiuse sono quelle non quotate e non diffuse; hanno compagine sociale piu’

ristretta e non ricercano azionisti tramite la quotazione in borsa sui mercati azionari.

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Diritti sociali spettano ai soci appartenenti ad ogni subtipo di societa’ per azioni.

Non si puo’ essere soci senza diritti sociali.

Diritto di opzione e’ diritto in caso di aumento di capitale di mantenere stessa

partecipazione sociale; e’ diritto di mantenere stessa percentuale di capitale nelle

proprio mani.

Se capitale da 100 passa a 120 nostre azioni dovranno cambiare per poter valere la

stessa percentuale.

Ad es. Se avevo il 10% di azioni da 10 azioni dovranno diventare 12 per mantenere

stesso valore che avevano prima dell’aumento di capitale.

Questo diritto e’ amministrativo perche’ consente di mantenere inalterato il peso che

avevamo originariamente, di partecipare alla vita della stessa societa’ in misura uguale

a quanto avevamo prima.

E’ diritto patrimoniale perche’ diritto di opzione puo’ essere venduto. Diritto puo’ essere

venduto a terzi e questi ultimi diventeranno cosi nuovi soci.

Azionisti possono essere tra loro diversificati; questo in base alla diversa modulazione

dei diritti sociali a loro spettanti.

Quelle dette fino ad ora sono azioni ordinarie, ma esistono diverse categorie di azioni

nelle quali i diritti sociali sono assegnati in maniera diversa da quanto visto.

Principio di uguaglianza delle azioni rileva nel senso che uguaglianza deve essere

intesa come relativa; azioni sono tutte uguali all’interno di ciascuna cateoria di azioni,

poi ogni categoria e’ diversa dalle altre.

Categorie di azioni si creano modulando diversamente i diritti sociali.

E’ possibile creare delle categorie di azioni privilegiate nei diritti sociali (es. Diritti agli

utili piu’ che proporzionati o Eliminare diritto di voto)

Legge consente ampia autonomia nella creazione di categorie di azioni diverse tra loro

con diversa modulazione di diritti patrimoniali e amministrativi.

Ci sono solo 2 limiti invalicabili:

Non si puo’ violare divieto di patto leonino (si deve partecipare sia agli utili che alle

 perdite almeno in parte).

Divieto del voto plurimo (non esistono azioni alle quali spettino piu’ voti; peso del voto

 in base al numero di azioni)

Azione come titolo che incorpora una serie di diritti

Per essere soci in SPA e’ necessario detenere azioni, che incorporano diritti sociali che

azionista ha all’interno della societa’.

I diritti si dividono in quelli a natura patrimoniale e a natura amministrativa; ci sono

anche diritto di recesso e diritto di opzione che sono un ibrido tra le due forme.

Esistono anche obblighi legati alla partecipazione societaria

Il primo e’ il debito d’apporto, poiche’ ogni socio per partecipare alla societa’ sara’

tenuto a conferire una somma in denaro o beni in natura o cessione di un credito.

Per i beni in natura ad esempio bene deve essere pagato immediatamente e non puo’

esserci promessa di pagamento come nel caso del denaro. Stesso discorso per il

credito .

E’ possibile creare categorie di azioni che possono essere modulate e modificate a

piacere in modo da renderle piu’ adatte ad un tipo di socio piuttosto che un altro.

Autonomia privata ha solamente due limiti invalicabili:

Nella sfera dei diritti patrimoniali questo e’ il divieto di patto leonino (soci non possono

 sottrarsi interamente alle perdite o agli utili).

Possono pero’ esserci maggiorazioni nella partecipazione agli utili o partecipazione alle

perdite postergato (socio paghera’ solo dopo tutti gli altri soci e solo se c’e’ ancora un

debito da pagare).

Nella sfera dei diritti amministrativi questo e’ il divieto di voto plurimo ; un azione non

 potra’ mai votare piu’ di una volta, il socio avra’ piu’ potere nel voto solo possedendo

piu’ aizoni.

Diritto di voto puo’ essere modificato, limitato o condizionato (solo per determinate

condizioni).

Per azionisti risparmiatori nel mercato delle societa’ di capitale sono state create le

azioni di risparmio che non riconoscono diritto di voto ma riconoscono dei privilegi per

diritto agli utili e diritto alla quota liquidazione.

Questo e’ uno degli esempi di categorie che la legge ha tipizzato

Altro esempio sono le azioni di godimento; c’e’ rimborso anticipato del valore

nominale delle azioni al momento della liquidazione delle quote sociali.

Liquidazione delle quote sociali e’:

rimborso della quota nominale (rimborso del conferimento)

1) diritto agli utili eventualmente eccedenti

2) Azioni possono essere inventate dai singoli e dai soci, deve pero’ esserci il rispetto di

un procedimento formale.

C’e’ liberta’ nel determinare contenuto delle categorie di azione ma non c’e’ liberta’ nel

modo in cui questo vada fatto.

Azionisti di categoria devono essere rappresentati da assemblee di categoria.

Questo e’ tipo di tutela verso soci di categoria; assemblee di categorie hanno compito

di convalidare le decisioni societarie che riguardano i soci di categoria.

Azione come titolo di credito

Questa definizione non e’ sempre vera e sempre valida.

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NEL PROGRAMMA NON C’E’ PARTE SUI TITOLI DI CREDITO

Titolo di credito e’ un documento cartaceo che incorpora un diritto di credito

Pezzo di carta che ingloba un diritto di credito (diritto astratto).

Questo diritto astratto pero’ circola come un bene mobile (pezzo di carta).

Questa finzione giuridica serve a tutelare e a semplificare in riferimento al diritto di

credito che altrimenti dovrebbe essere ceduto con le modalita’ del diritto privato

comune.

Regola legata a circolazione bene mobile che offre la maggior tutela e’ “possesso vale

titolo” (art. 1153).

Non esiste un diritto simile nella disciplina del diritto commerciale

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Azione e’ titolo di credito quando e’ rappresentata da un pezzo di carta detto cartula.

Inizialmente le SPA potevano emettere azioni solo sottoforma di titoli di azioni cartacei.

Ora ci sono 3 tipi:

Cartula

1. Azione non rappresentata da titolo (non sottoforma di pezzo di carta che la

2. rappresenti)

Azione dematerializzata

3. Definizione non e’ sempre valida perche’ vale solo in caso azione sia rappresentata

come cartula.

Quando azione e’ cartacea questo documento deve possedere dei requisiti di forma:

Denominazione della societa’ che l’ha emessa

 Capitale sociale della societa’ che l’ha emessa

 Avere firma del rappresentante legale

 Contenere valore nominale dell’azione

 Indicare nominativo del socio a cui e’ assegnata

 Azione circola secondo regole dei titoli di credito in caso questi requisiti di forma siano

soddisfatti

Regole della circolazione dei titoli di credito

Ci sono 3 diversi modi alternativi, a seconda dei titoli di credito si applichera’ una od un

altra disciplina:

DALLA PIU’ RIGIDA ALLA MENO RIGIDA

Titoli nominativi; per circolare necessita’ una doppia intestazione. Titolare dell’azione

 deve risultare sia su pezzo di carta che sul registro della societa’ che l’ha emessa.

Ogni volta che titolo di credito circola queste due intestazioni devono cambiare ed il

cambiamento di titolare del diritto di credito non mutera’ finche’ non ci sara’

cambiamento delle due intestazioni.

Doppia intestazione puo’ avvenire attraverso due strumenti diversi:

Transfert ; cosi doppia intestazione avviene simultaneamente sia su documento

1. cartaceo che su registro dell’emittente.

Girata

; prima si corregge nominativo su documento cartaceo e con nominativo corretto

2. su documento cartaceo ci si presenta dall’emittente per modificare nominativo anche

su registro dell’emittente

Titoli all’ordine; circolazione avviene tramite semplice girata del titolo.

 Primo creditore attribuisce ad un soggetto diverso il titolo di credito tramite una firma,

senza che ci sia necessita’ di presenza nominativa su registro dell’emittente.

Es. Assegno bancario e’ emesso a favore di qualcuno (“all’ordine di...”) che potrebbe

anche usarlo per estinguere un debito; questo puo’ essere fatto tramite semplice

girata, con una firma da parte del possessore del titolo di credito.

Il terzo al quale e’ girato l’assegno potra’ riscuoterlo o girarlo a sua volta utilizzandolo

come strumento di pagamento sempre apponendo propria firma.

Titoli al portatore; questi titoli di credito circolano con la semplice consegna. Non c’e’

 apposizione di nessuna firma, passano di proprieta’ con la sola traditio.

Es. Libretti di risparmio (a meno che non siano nominativi)

Le azioni, per imposizione normativa, obbligatoriamente titoli di credito nominativi e

circoleranno seguendo le modalita’ di trasferimento piu’ rigida.

Azione per essere trasferita dovra’ essere regolarizzato l’adempimento formale della

doppia nominazione sul documento cartaceo e sul registro della societa’ emittente.

C’e’ inoltre una novita’ dalla riforma del 2003

Si e’ alleggerita disciplina dei titoli di credito nominativi per soci azionisti delle

societa’ per azioni; se azionista e’ giratario dell’azione (riceve azione per girata) e suo

nome compare soltanto sulla cartula questo ha legittimazione ad essere riconosciuto

come tale anche se non e’ ancora avvenuto il mutamento nel registro della societa’

emittente.

In questo caso obbligo di modificare registro societario diventa conseguente ai diritti

sociali; prima i diritti sociali venivano dopo l’aggiornamento del registro della societa’

emittente del titolo di credito nominativo.

C’e’ eccezione che ammette in casi speciali che le azioni possano essere anche al

portatore

Esistono categorie che, regolate da leggi, permettono il trasferimento di azioni

societarie semplicemente con il trasferimento da un soggetto all’altro senza che ci

siano firme.

(Azioni di risparmio viste prima sono azioni al portatore)

Il vantaggio sta nel fatto che queste circolano in maniera anonima (senza firma) e

anche distribuzione degli utili avviene in maniera anonima e quindi c’e’ anonimato

fiscale per i soggetti che ricevono utili da azioni considerate titoli di credito al portatore.

Quanto detto si ha nel caso in cui le azioni siano sottoforma cartacea; questa e’ solo

una delle tre possibili modalita’.

Azione potrebbe anche essere rappresentata esclusivamente da titoli virtuali (azione

non rappresentata da titoli) e noi siamo azionisti in quanto inseriti nel libro soci della

societa’ emittente.

Azione dematerializzata

Piu’ complicata e’ la tecnica dell’azione dematerializzata.

Azioni non e’ un bene materiale e quindi non e’ rappresentata da un bene mobile, ma

nemmeno rappresentata da titoli virtuali. Azione esiste seppur in maniera non tangibile.

C’e’ conto corrente (conto titoli) tenuto da un intermediario; azione nasce all’interno

del conto tenuto dall’intermediario (banca); societa’ si appoggia a banca che registra

telematicamente le azioni sui proprio conti.

Azione e’ registrata sui conti correnti telematici tenuto dall’intermediario.

Queste hanno stesso funzionamento di soldi su un conto corrente.

In caso di bonifico normale da conto corrente ci sara’ un trasferimento telematico di

denaro dal mio conto corrente a quello di un altro soggetto.

Questo e’ lo stesso che accade con azione dematerializzata.

Azioni scomparira’ da nostro conto e apparira’ su conto del nostro acquirente.

Questo facilita molto lo scambio delle azioni e permette che mercato delle borse abbia

una immediata possibilita’ di trasferimento di azioni per via telematica e senza avere

bisogno che ci sia nominazione su alcun documento.

C’e’ societa’ che controlla dall’alto mercato azionario.

E’ societa’ monte titoli; supervisione funzionamento del sistema della

dematerializzazione delle azioni.

Questa societa’ ha sguardo d’insieme del mercato e dei suoi movimenti.

C’e’ schema piramidale: ogni societa’ ha propri intermediari di fiducia (banche) al quale

si rivolge, questi intermediari avranno tanti conti titoli quanti sono gli intermediari’ che a

loro si rivolgono; societa’ monte titoli avra’ tanti conti titoli quanti quelli che si rivolgono

a sistema di scambio di mercato dematerializzato.

Per societa’ quotate la dematerializzazione e’ obbligatoria; se queste societa’ non

dematerializzano proprie azioni queste non possono essere quotate in borsa.

Per societa’ non quotate la dematerializzazione e’ facoltativa.

CONSOB che supervisiona mercati regolamentati, non consente accesso al mercato

azionario se societa’ non ha azioni dematerializzate.

Societa’ monte titoli aprira’ tanti conti quanti sono gli intermediari che operano nel

mercato.

Questo e’ sistema di gestione accentrata e scritturato.

Dematerializzazione puo’ essere anche sopravvenuta; ci possono essere societa’ che

procedono alla dematerializzazione delle azioni dopo la loro nascita.

Si parla di dematerializzazione debole in questo caso che vede una fase originaria

transitoria del titolo.

In questo caso c’e’ onere dell’azionista di depositare titolo cartaceo per vedersi

dematerializzare la propria partecipazione sociale dopo che questa e’ venuta ad

esistenza sottoforma caracea.

E’ invece dematerializzazione forte quella che sia originaria.

Se titolo di credito e’ nominativo serve doppia nominazione su titolo e su registro della

societa’ emittente per poter essere trasferito. Puo’ essere fatta tramite transfert o

tramite girata.

In questo caso serve iscrizione nel libro soci della societa’ per essere effettivamente

tali.

Nel regime della dematerializzazione si ritiene un socio come tale da quando l’azione

viene accreditata sul conto del socio. Dal momento che sul nostro conto titoli presso

l’intermediario compare l’azione noi saremo soci.

Esercizio di diritti sociali prescinde dal fatto che societa’ sia a conoscienza del nuovo

socio o meno. Banche (intermediari) non sono tenute a comunicare tutti i movimenti di

azioni dematerializzate sui loro conti.

Sono tenute solo se c’e’ esplicita richiesta da parte dell’emittente dei titoli azionari o al

momento in cui socio richiede di avvalersi dei propri diritti sociali.

Societa’ e’ ultima destinataria circa informazioni e identita’ dei propri soci; in alcuni casi

non li viene nemmeno a conoscere; es. in caso socio dismetta le proprie azioni prima di

avvalersi dei propri diritti.

Nelle societa’ quotate ci sono anche soci per poche ore visto che nello stesso giorno

hanno ampie oscillazioni e gli speculatori potrebbero decidere di comprare e vendere le

azioni a poche ore di distanza e in questo modo le societa’ non saprebbero nemmeno

di questo passaggio intermedio dei propri titoli di credito (azioni) dematerializzati.

Titolare di azioni dematerializzate esercita diritto agli utili tramite intermediario.

Sara’ la banca a chiedere la quota di liquidazione o gli utili per conto del proprio cliente

azionista che sara’ accreditato direttamente sul proprio conto titoli tenuto presso la

stessa banca.

Nel caso dei diritti di voto serve che la banca invii una conferma telematica del fatto

che quei determinati soggetti sono realmente soci e detengono un conto titoli presso la

stessa banca che contiene azioni di quella specifica societa’.

Banca ha una funzione essenziale per lo svolgimento della vita sociale e delle normali

funzioni sociali del socio. Caratteristiche delle azioni

Azione come frazione del capitale sociale ci mostra la caratteristica della

standardizzazione delle azioni

Se considerassimo azione come diritti sociali abbiamo visto invece che queste

categorie sono modulabili ed eterogenee tra loro.

Azione come attribuzione di diritti sociali troviamo invece il principio di uguaglianza

relativa.

Relativa perche’ azioni sono uguali all’interno di una categoria, ma divergono da

categoria a categoria.

Azionisti non sono tutti uguali; le azioni sono tutte uguali ed eterogenee all’interno di

ciascuna categoria, ma azionisti dal punto di vista soggettivo sono molto diversi tra loro

e “pesano”a seconda del numero di azioni detenute.

Azione come titolo di credito troviamo principio della indivisibilita’

Titoli di credito non possono essere divisi (pensiamo ad un assegno).

Azione e’ da considerarsi come un atomo di materia; e’ parte piu’ piccola attribuibile a

socio della partecipazione sociale. Azione non puo’ nemmeno dividere i propri diritti

sociali che saranno attribuiti ad un solo soggetto (socio).

Azione puo’ comunque essere detenuta in comproprieta’.

Es. Socio che muore e lascia in eredita’ azione a 3 soggetti.

In questo caso di chiede di nominare un rappresentante unico e comune che

esercitera’ negli interessi di quei 3 soggetti i diritti sociali.

C’e’ ipotesi in cui su azione gravino dei vincoli. Azione puo’ essere sottoposta a pegno

e usufrutto

In questo caso diritto di voto spetta a creditore pignoratizio e usufruttuario.

Trasferimento e circolazione di azione dal punto di vista della liberta’ e di limiti

In societa’ di persone ci sono molti vincoli e limiti alla vendita di azioni poiche’ serve

unanimita’ degli altri soci.

Nelle societa’ per azioni vige piu’ liberta’ in questo senso poiche’ sono per natura a

vocazione aperta. Soci in societa’ di capitali sono “fungibili”, contano solo come

disponibilita’ economica da apportare all’interno della societa’ e in questo senso va

vista questa maggiore liberta’.

Maggiore liberta’ puo’ essere limitata o addirittura esclusa.

Esistono limiti di natura legale e limiti di natura convenzionale.

Limiti legali

Azioni emesse a fronte di conferimenti di beni in natura non possono essere

vendute fino a che non si completa la procedura di stima del conferimento.

Procedura di stima viene fatta prima di tutto da un perito tecnico nominato dal tribunale

e in un secondo momento amministratori sono autorizzati a rivedere valore di stima

entro 6 mesi.

In questo lasso di tempo le azioni attribuite per quel conferimento non possono essere

trasferite.

Questo per evitare che societa’ resti fregata da meccanismo di acquisto in buonafede

in caso ci sia stata sopravvalutazione superiore a 1/5 del conferimento in bene in

natura del socio.

Azione con prestazione accessoria e’ azione emessa a fronte di conferimento in

denaro che pero’ richiede ad azionista una certa prestazione accessoria per poter

diventare soci.

Opera di prestazione accessoria non e’ oggetto di conferimento nelle societa’ di capitali

perche’ questo non e’ consentio dalle regole che disciplinano.

Queste azioni possono essere trasferite soltanto con il consenso degli amministratori.

Questo perche’ prestazione accessoria segue l’azione e in caso di cessione di azioni

questa prestazione sara’ a carico del nuovo socio. Questo potrebbe non essere

accettato dagli amministratori societari, per questo si chiede consenso.

Questi sono gli unici 2 limiti legali

Limiti convenzionali

Possono trovarsi nello statuto ( limiti statutari ) o nei patti parasociali (patti successivi

allo statuto societario; limiti parasociali ). Sono comunque sottoforma di clausole.

Nelle societa’ quotate certi tipi di limitazione al trasferimento sono illegittime proprio per

la naturale vocazione aperta delle stesse societa’ quotate.

Clausola di divieto di vendita delle azioni e’ valida in una SPA solo se contiene limite

temporale massimo di 5 anni .

Questa e’ clausola molto poco diffusa perche’ contraria allo spirito stesso delle SPA.

Clausola di prelazione e’ la clausola che impone a soci che vogliano vendere le

proprie azioni di preferire a terzi, a parita’ di condizioni, i vecchi soci.

Per trasferimento di azioni si deve preferire ad un non socio esterno alla societa’ un

socio gia’ presente in societa’

Clausola di gradimento impone di vendere soltanto a soggetto che riceva gradimento

di uno specifico organo sociale determinato nella clausola (solitamente gli

amministratori ).

Clausole di gradimento sono di 2 tipi:

Clausole di mero gradimento sono quelle in cui non si indica alcun requisito

1. specifico, in presenza del quale l’organo che deve dare il consenso, potra’ concedere

autorizzazione o meno. Gradimento in questo caso e’ arbitrario e discrezionale

Clausole di gradimento puro e semplice hanno invece precisamente indicati

2. determinati requisiti senza i quali l’aspirante socio non potra’ entrare a far parte della

societa’

Fino ale 2003 erano presenti solo clausole di gradimento puro e semplice poiche’ l’altro

tipo essendo legate solo a discrezionalita’ e arbitrarieta’ dell’organo erano giudicate

illegittime.

Clausola sara’ legittima solo presentando un correttivo idoneo a permettere di eliminare

pericolo in base al quale prima si riteneva illegittima questa clausola.

Questo correttivo e’ rappresentato da diritto di recesso per il socio e obbligo da parte di

societa’ di comprare le azioni e non permettere in questo modo che vadano in mano ad

un terzo.

Se clausola di prelazione o gradimento e’ inserita nello statuto questa ha validita’

erga omnes e non ammette prova contraria. In questo modo sono vincolati sia terzi che

la societa’ che non potra’ riconoscere come socio un terzo che abbia violato questi limiti

di circolazione.

Se clausola di prelazione o gradimento e’ inserito in accordo parasociale questa

ha validita’ solamente tra le parti che abbiano sottoscritto il patto e non riguarda la

societa’ o i terzi.

Se un patto parasociale mi vieta di vendere le mie azioni e io le vendo ad un terzo che

non e’ soggetto al patto stesso io non potro’ bloccare la vendita, terzo potra’

comportarsi come socio, ma io avendo tradito il patto parasociale saro’ tenuto a

risarcire il danno fatto agli altri aderenti al patto parasociale.

Questo per violazione del contratto parasociale da parte mia.

Parlando di struttura finanziaria si parla prima di tutto di azione. L’azione assegna

qualita’ di socio. Si deve pero’ analizzare anche lo strumento finanziario opposto

all’azione che una SPA puo’ emettere: l’obbligazione

Azione serve per dare qualita’ di socio a chi ha conferito ed ha contribuito a formare il

capitale sociale iniziale (capitale di rischio).

Obbligazione viene affidata ad un soggetto che abbia finanziato la societa’ senza

conferire e formando quindi un capitale che NON E’ CAPITALE SOCIALE ma e’

capitale comunque a disposizione della societa’ ed e’ chiamato capitale di debito .

Soggetto finanzia formando capitale di debito; societa’ avra’ obbligo di restituire

capitale investito dal socio.

Sia conferimento che finanziamento rappresentano forme di investimento.

Conferimento e’ apporto che forma capitale di rischio e che attribuisce qualita’ di socio

e quindi una posizione partecipativa interna alla societa’ con diritti sociali che ne

conseguono.

Finanziamento invece e’ prestito di denaro ad una societa’ diventando creditori (non

soci) ed acquisendo una posizione esterna alla societa’. Si forma cosi un capitale di

debito.

Socio ha diritto fisiologicamente eventuale, legato al buon andamento della societa’, a

vedersi restituito il conferimento. E’ diritti di credito eventuale verso la societa’.

Finanziatore ha un diritto patologicamente eventuale a vedersi rimborsato dal

finanziamento effettuato a vantaggio della societa’. E’ diritto di credito certo verso la

societa’.

SPA hanno possibilita’ di emettere questo strumento finanziario (obbligazione) per

vedere crescere proprio capitale.

Con queste operazioni una SPA si indebita poiche’ questo finanziamento dovra’ essere

certamente restituito.

Obbligazioni si fondano su contratto di mutuo in cui mutuante e’ il terzo finanziatore ed

il mutuatario e’ la SPA che dovra’ restituire le somme ricevute pagandoci sopra gli

interessi.

Per questo si ammettono le obbligazioni ma c’e’ un limite quantitativo all’emissione

delle stesse.

Nel 2003 questo limite e’ stato ampliato; SPA possono indebitarsi per una cifra che puo’

raggiungere il doppio della somma del capitale e delle riserve

Riserve sono accantonamenti di utili che societa’ utilizza come “fondi cuscinetto” per

eventuali emergenze.

Riserva legale e’ obbligatoria per legge e deve essere pari ad 1/5 del capitale sociale.

Ogni anno 1/20 degli utili sara’ destinato a formare la riserva legale

Societa’ particolarmente floride e virtuose hanno anche altre riserve che pero’ non sono

obbligatorie per legge

Questo significa che dal 2003 le societa’ possono assumere molte obbligazioni; in

pratica pari al doppio del proprio capitale piu’ riserve e quindi pari al doppio dei mezzi a

propria disposizione.

In alcuni casi questo limite, gia’ elevato, puo’ulteriormente essere superato

Nelle societa’ quotate non c’e’ proprio limite al numero delle obbligazioni

emesse.

Non c’e’ nessuno rapporto tra obbligazioni da poter emettere e mezzi economici

effettivamente disponibili per la societa’.

Per le non quotate ci sono 3 ipotesi in cui e’ possibile superare questo limite:

Quando societa’ per azioni che si indebita offre garanzie ipotecarie su proprie

1) proprieta’ limite puo’ essere superato fino ad un massimo di 2/3 del valore

dell’immobile.

Caso in cui l’eccedenza delle obbligazioni sia acquistata da investitori professionali

2) (banche, societa’ gestioni risparmio, ecc).

Quando esiste un provvedimento governativo; Stato puo’ fare un provvedimento nel

3) quale individua specifiche societa’ che possono eccedere le obbligazioni emesse.

Questo in caso si punti molto su una specifica societa’.

Terza ipotesi e’ molto remota e ultimo caso e’ quello della Parmalat che si e’ poi rivelato

uno dei piu’ grandi dissesti economici di tutto il paese.

Strumento finanziario delle azioni e obbligazioni

Azione e’ strumento volto a capitalizzare societa’ e obbligazioni sono un’alternativa a queste...

Obbligazione creano capitale di debito per la societa’, che la stessa dovra’ rimborsare ai

finanziatori che non sono soggetti al rischiod’impresa.

Questo capitale di debito sara’ utilizzato insieme al capitale sociale originario per operare sul

mercato e far si che societa’ possa completare la propria attivita’.

Finanziatori di obbligazione sono esterni alla societa’, non diventano soci, ma hanno comunque

diritto a rimborso del capitale mutuato e un diritto alla remunerazione.

Remunerazione deriva dagli interessi (variabili o fissi) che ci sono sul finanziamento.

Altre volte remunerazione dipende dala redditivita’ della societa’ (e’ elemeto aleatorio, di

rischio).

Rischio puo’ esserci solo per diritto di remunerazione e mai sul diritto al rimborso.

Legge individua un limite alle obbligazioni di possibili emissioni. Questo limite e’ molto elevato

(lezione precedente).

In SPA quotate non e’ previsto un limite di emissione delle obbligazioni perche’ si ritiene che

queste siano comunque controllate dal sistema alle quali sono sottoposte.

Diritto al rimborso del capitale finanziato e’ patologicamente incerto (potrebbe esserci in teoria

[es. Parmalat]) mentre per azionista il rischio e’ fisiologicamente incerto.

Nel 2005 Legge sulla tutela del risparmio cerca di risolvere problema di societa’ italiane che

per superare il limite di indebitamento da obbligazioni utilizzavano delle societa’ figlie estere

che avevano una normativa piu’ leggera.

Es. Questo sistema era stato usato dalla Cirio che aveva fatto questo con una societa’ figlia del

Lichtestein arrivando ad avere un indebitamento altissimo.

Questa legge impone che questo limite normativo debba essere rispettato anche da societa’

straniere sottoposte a controllo di una societa’ italiana

Legge ha imposto di fare una black list di paesi stranieri che abbiano una normativa societaria

troppo leggera rispetto a quella italiana sopratutto in materia di emissione di obbligazioni.

I paesi presenti nella black list devono rispettare le norme della legislazione italiana come detto

sopra. Societa’ offshore sono questo tipo di societa’ controllate.

Obbligazioni sono distribuite in massa da un organizzazione

Organizzazione si articola con la presenza di due organi diversi

Assemblea degli obbligazionisti alla quale intervengono solo titolari di obbligazioni

Rappresentante comune degli obbligazionisti e’ organo amministrativo e gestorio. Svolge

funzione di rappresentanza comune; partecipa alle assemblee degli obbligazionisti per poter

venire a conoscenza dei fatti che interessano gli obbligazionisti.

Obbligazioni convertibili in azioni sono strumento finanziario che nasce come obbligazione e

che puo’ trasformarsi in azione. Questo tipo di obbligazione attribuisce un diritto peculiare

ulteriore che e’ diritto di conversione.

Questo e’ appunto un diritto, non un obbligo; e’ una possibilita’.

Societa’ attribuisce un termine all’obbligazionista entro il quale questo puo’ decidere se far

convertire obbligazioni in azioni e quindi entrare a far parte della societa’ oppure se farsi

rimborsare normalmente obbligazioni.

Se socio decide di trasformare proprio finanziamento in conferimento e quindi trasformare le

obbligazioni in azioni la societa’ non restituira’ nulla all’obbligazionista e incamerera’

finanziamento come conferimento che viene sommato agli altri conferimenti e aggiunto al

capitale sociale di rischio.

Ci sara’ in questo caso aumento di capitale societario.

Per questo quando sono emesse obbligazioni convertibili in azioni si delibera la possibilita’

dell’aumento di capitale.

Obbligazioni con warrant attribuiscono in diritto di sottoscrizione di azioni di nuova emissione

(non di conversione). Obbligazionista restera’ tale e in piu’ potra’ diventare azionista

acquistando azioni di nuova emissione.

Emissione di obbligazioni convertibili e con warrant e’ rimessa alla decisione dell’assemblea

dei soci azionisti.

Azione rappresenta strumento finanziario di maggior rischio ma anche una speranza di maggior

guadagno.

Obbligazione elimina rischio d’impresa ma c’e’ un predeterminato margine di guadagno.

Queste sono due diverse figure di risparmiatori e quindi di esigenze su mercato

Codificazione della sicurezza dell’investimento e’ fatta tramite analisi del mercato da parte di

societa’ di rating .

Eventi che capitano nella vita di tutti i giorni incidono negativamente o positivamente su

mercato perche’ viene a mutare la fiducia nel mercato per un qualsiasi motivo (attentato,

disastro atmosferico, ecc).

Se investitore preferisce ritirare propri soldi e non tenerli in banca o in societa’ di azioni per

paura di perderli questo incidera’ negativamente sulle quotazioni di mercato che crolleranno.

Se invece ci sara’ fiducia nel mercato perche’ c’e’ stabilita’ politica, stabilita’ economica si tende

a fare piu’ investimenti per il futuro, a tenere congelato il proprio denaro che sara’ disponibile

quindi per banche e societa’ per azioni e quindi ci sara’ un aumento delle quotazioni di mercato.

Purtroppo anche sul titolo piu’ certo grava una certa quantita’ di rischio.

Dopo riforma del 2003 tra azione e obbligazione esiste una zona grigia ibrida.

Questi sono gli strumenti finanziari partecipativi.

Sono strumenti finanziari che societa’ puo’ emettere a fronte di apporti in denaro provenienti da

esterno che non vengono imputati a capitale sociale (simile ad obbligazione), ma attribuisce al

suo titolare non solo i diritti patrimoniali tipici dell’obbligazionista, ma anche dei diritti

amministrativi tipici dell’azionista (simile ad azione).

Legge lascia liberi di definire quali diritti amministrativi sono previsti da ogni strumento

finanziario partecipativo emesso.

Non potra’ essere attribuito il diritto di voto nell’assemblea generale dei soci azionisti; questo

perche’ in questo caso questo strumento sarebbe sbilanciato verso l’azione poiche’ questo diritto

e’ la prorogativa tipica dell’azionista socio.

Non c’e’ potere di voto generale e assoluto su ogni materia sulle quali potranno deliberare gli

azionisti. Diritto al voto ci sara’ solo per determinati argomenti e per determinate materie.

Statuti devono prevedere la possibilita’ di ricorrere a questo tipo di strumento finanziario e

indicano gli argomenti che possono essere oggetto di diritto di voto da parte dell’emissario dello

strumento finanziario partecipativo.

Emissario di strumenti finanziari partecipativi deve essere soddisfatto del proprio diritto di

rimborso prima degli azionisti; in questo c’e’ similitudine con obbligazioni.

Azionisti sono gli ultimi ad essere rimborsati e pagati.

In questa maniera e’ stata ampliata la struttura organizzativa

Struttura organizzativa (governance)

In questo caso si parla sopratutto di ripartizione di competenze (simile alle societa’ di persone).

In societa’ per azioni c’e’ ordinamento rigido e drastico per uffici differentemente dalle societa’

di persone.

C’e’ procedimento formale in cui ogni passaggio dell’iter ha una importanza tale da poter

inficiare la validita’ del provvedimento stesso.

Oggi esistono 3 sistemi di organizzazione e controllo:

Modello tradizionale era l’unico presente fino al 2003 ed e’ ancora quello piu’ utilizzato

1) Sistema dualistico e’ di derivazione tedesca

2) Sistema monistico e di derivazione anglosassone

3) Ultimi due sistemi sono stati introdotti in ottica di migliorare la competitivita’ delle societa’

italiane sul piano internazionale potendo dotare queste di strutture organizzative note ai possibili

investitori stranieri.

Modello tradizionale

Si basa su ripartizione delle funzioni su 3 organi

Assemblea dei soci (organo deliberativo)

 Organo amministrativo (organo gestorio):

 se pluripersonale sara’ consiglio di amministrazione se unipersonale sara’ amministratore unico

Collegio sindacale (organo di controllo)

 Assemblea dei soci e’ organo deputato a funzione deliberativa.

Dopo la riforma del 2003 questa viene depotenziata a favore dell’organo amministrativo.

Partecipanti all’assemblea sono i soci azionisti. Assemblea e’ convocata solo per detemirnate

materie.

A seconda della materia da trattare quest’organo si suddivide in due diverse fisionomie.

Assemblea ordinaria e straordinaria.

Queste non sono due assemblee diverse, e’ sempre la solita, la differenza sta nella materia da

trattare. Differenza tra ordinaria e straordinaria si avra’ nelle regole da seguire (oltre che negli

argomenti trattati)

Assemblea ordinaria e’ chiamata a deliberare su argomenti di minor rilevanza

Nomina e revoca dei membri del collegio sindacale

 Approvazione del bilancio

 Distribuzione degli utili (nelle SPA utili non sono distribuibili in automatico[come in societa’ di

 persone] ma serve una delibera ad hoc da parte dell’assemblea dei soci in sede ordinaria).

Statuti possono prevedere inoltre delle clausole che inseriscano la possibilita’ di assemblea

ordinaria di deliberare su argomenti gestori.

Assemblea ordinaria decide se esercitare diritto a far valere la responsabilita’ sui capi del

collegio sindacale (sindaci)

Assemblea decide attraverso assemblea ordinaria se fare causa ai sindaci che abbiano causato

danno con il loro operato.

Soci che sono detentori del capitale sociale non hanno funzioni gestorie e non hanno controllo

diretto, ma questi nominano coloro che li avranno (simile a come funziona in Parlamento).

Soci hanno poteri di nominare propri rappresentanti.

Questa e’ democrazia plutocratica (basata sul denaro) poiche’ socio che detiene piu’ parte di

azioni avra’ maggior potere nelle decisioni da prendere tramite voto.

Assemblea straordinaria decide su decisioni di maggiore importanza

Modifica dell’atto costitutivo

 Es. Delibera di aumento e riduzione del capitale sociale e’ rimessa a decisione di assemblea dei

soci in sede straordinaria.

Nomina e revoca dei liquidatori (fase di scioglimento della societa’)

 Cambiano regole di procedimento tra assemblea ordinaria e straordinaria.

Queste funzionano, come tutte le assemblee, tramite quorum

C’e’ quorum costitutivo che serve per la validita’ del voto dell’assemblea e c’e’ quorum

deliberativo che serve per l’assunzione della decisione.

Per assemblee straordinarie sono richiesti quorum piu’ elevati.

Voti sono sempre fatti in base a criterio della partecipazione azionaria dei soci (azioni detenute).

Assemblee sono convocate quando serve alla societa’, ma deve essere convocata almeno una

volta all’anno. Questo perche’ almeno una volta all’anno assemblea deve approvare il bilancio,

che e’ operazione necessaria per poter proseguire attivita’.

Approvazione bilancio deve essere fatta entro i 120 giorni della chiusura del bilancio da

apporvare. Es. Bilancio chiuso a Dicembre 2010 deve essere approvato entro Aprile 2011

Se assemblea non si dovesse convocare nemmeno per l’approvazione di bilancio la societa’

rischia lo scioglimento e la liquidazione.

Assemblee non sono necessarie ma eventuali; tutte tranne quella di approvazione del bilancio

annuale societario.

Azionisti hanno potere di monitoraggio sull’operato degli amministratori dal momento che

possono approvare o meno il bilancio della societa’, che come detto prima puo’ portare, in caso

di esito negativo, anche allo scioglimento della societa’.

Assemblea della societa’ per azioni

In queste situazioni un vizio di forma puo’ inficiare la validita’ dell’atto che l’organo deve

emanare. Con riforma del 2003 c’e’ depotenziamento dell’assemblea.

Solo se Statuto lo prevede assemblea puo’ ingerirsi negli affari gestori.

Altrimenti l’amministrazione e’ esclusivo affare dell’organo gestorio della governance.

Assemblea straordinaria e’ convocata per discutere le materie di maggior rilevanza per la

societa’. Non c’e’ differenza di composizione ma cambiano le maggioranze richieste per

approvare decisioni.

Coloro che hanno diritto di intervento in una assemblea sono i soci che hanno diritto di voto.

C’e’ sovrapposizione tra diritto di voto e diritto di intervento.

Non e’ detto ovviamente che tutti gli azionisti abbiano diritto di voto. Alcune categorie non

prevedono diritto di voto.

Categoria dei soci risparmiatori solitamente non prevedono il diritto di voto, ma favoriscono una

maggiore partecipazione agli utili societari.

Per quorum costitutivo e’ possibile conteggiare anche i soci che si trovano temporaneamente

sprovvisti del diritto di voto.

Ci sono situazioni in cui nonostante un socio abbia azioni ordinarie, ed abbia quindi diritto di

voto astrattamente, concretamente pero’ questo non puo’ essere esercitato.

Es. Caso in cui socio e’ costituito in mora dalla societa’ e questo non provvede a pagamento del

debito, a questo non e’ possibile esercitare diritto di voto.

Questo socio potra’ pero’ concorrere a raggiungere il quorum costitutivo.

Non sara’ pero’ calcolato per raggiungere il quorum deliberativo.

Chi e’ titolare di azioni che non prevedano diritto di voto non sono conteggiati nemmeno al fine

del quorum costitutivo.

Assemblea funziona attraverso procedimento formale molto rigido.

Questo procedimento e’ stabilito dal legislatore ed e’ composto da 5 fasi che devono infine

portare alla delibera assembleare.

Delibera rappresenta il prodotto della funzione dell’assemblea.

Convocazione, intervento, discussione, votazione e verbalizzazione sono le cinque fasi che

porteranno alla delibera.

Convocazione

Questa e’ fase preliminare; serve a radunare soci e farli incontrare per discutere.

Convocazione spetta all’organo amministrativo. Assemblea non si puo’ autoconvocare.

Soci possono sollecitare agli amministratori la convocazione, ma non possono autoconvocarsi.

Diritti riconosciuti legati alla percentuale di capitale si parla di diritti della minoranza dei soci.

Si prende in considerazione uno o piu’ soci che uniti abbiano almeno il 10% del capitale sociale.

Almeno una volta all’anno assemblea deve essere convocata per approvazione del bilancio.

Assemblea e’ convocata materialmente attraverso l’avviso di convocazione da parte degli

amministratori della societa’.

Per SPA almeno 15 giorni prima avviso e’ pubblicato sulla gazzetta ufficiale o su un quotidiano

a diffusione nazionale.

Nelle societa’ chiuse (ne’ quotate, ne’ diffuse) e’ possibile convocare l’assemblea, e quindi i

soci, anche con 8 giorni solamente di anticipo e anche tramite lettera privata (raccomandata),

fax, e-mail.

Nell’avviso di convocazione gli amministratori devono indicare dei precisi contenuti:

Giorno, ora e luogo dell’assemblea . Solitamente il luogo e’ sede della societa’ altrimenti serve

 che ci sia precisa clausola nello statuto societario perche’ si possa svolgere in un altro luogo.

Ordine del giorno ; materie discusse in quella precisa assemblea. Se c’e’ omissione di una

 materia da discutere nell’avviso di convocazione allora questa non sara’ trattata e non ci sara’

votazione per deliberare.

Questo serve a far si che soci giungano all’assemblea con cognizione di causa e se necessario

dopo aver richiesto un parere a tecnici qualificati.

C’e’ diritto di una minoranza qualificata di chiedere integrazione di una materia nell’ordine del

giorno. Ordine del giorno deve essere completo e circoscritto. Non puo’ esserci generalita’,

altrimenti si considera che materia non sia stata indicata nell’avviso di convocazione.

C’e’ ipotesi in cui si consente una sorta di sanatoria al caso in cui avviso di convocazione non si

stato rituale.

Caso in cui mancata convocazione, o non fatta secondo rito descritto, subisce una sorta di

sanatoria e non invalida delibera assembleare. Questa e’ assemblea totalitaria.

In questa assemblea e’ presente l’intero capitale sociale e tutti i soci che hanno diritto di votare e

la maggioranza di membri degli organi amministrativi e degli organi di controllo (sindaci) .

Si applica principio di raggiungimento dello scopo.

Questo perche’ se di fatto in assemblea compaiono tutti i soci e la maggioranza degli

amministratori e dei sindaci si ritiene che questo sia sufficiente a sanare il vizio della procedura

che e’ mirata a farli votare con cognizione di causa.

Intervento

C’e’ sovrapposizione tra diritto d’intervento e diritto di voto.

Non si calcola per raggiungimento di quorum costitutivo e deliberativo chi non ha diritto di

voto.

Per raggiungimento del quorum costitutivo sono invece calcolati i soci che hanno diritto di voto

ma non possono temporaneamente esercitarlo

Presidente dell’assemblea deve in primo luogo verificare la legittimita’ dell’intervento dei

convenuti in assemblea.

Presidente di assemblea puo’ essere qualsiasi socio, ma di prassi questo e’ il presidente del

consiglio di amministrazione.

Presidente puo’ escludere soci illegittimi, che non possono partecipare all’assemblea.

Solitamente unica legittimazione richiesta ai soci per partecipare all’assemblea e’ iscrizione a

 libro dei soci se azioni sono immateriali .

Se azione e’ invece cartacea e circola a mezzo girata potrebbero esserci dei soci giratari non

 ancora iscritti al libro dei soci e quindi questi soci potranno partecipare all’assemblea esibendo

la cartula dell’azione.

Se azione e’ dematerializzata come nelle societa’ quotate, presidente dovra’ controllare

 l’intermediario (banca) per poter vedere se effettivamente socio e’ titolare delle azioni richieste

per partecipare all’assemblea.

Ulteriori funzioni del presidente dell’assemblea sono quelle di coordinazione e direzione.

Presidenza ha funziona di dare o togliere parola ai partecipanti all’assemblea.

E’ possibile che convenzionalmente ci sia un regolamento assembleare, ma questo e’ usato

soprattutto nella grandi societa’ quotate e che quindi hanno molti partecipanti alle assemblee

della societa’.

Discussione

E’ fase funzionale alla deliberazione e alla fase di votazione.

In questa fase si puo’ anche chiedere chiarimento agli amministratori su qualcosa che non torna.

Es. Chiedere spiegazioni su bilancio

Proprio perche’ in questa fase possono essere chiariti dubbi dell’ultimo momento, legge prevede

che soci possano essere rappresentati da professionisti.

E’ possibile per socio delegare un soggetto che compaia in assemblea per discutere il proprio

voto. Questa e’ ipotesi mirata a far procedere al voto il socio con cognizione di causa.

Se socio non ha le cognizioni tecniche per capire cosa viene discusso allora questo potra’

facilmente avvalersi di un rappresentante legale che sia delegato ad occuparsi della votazione

del socio rappresentato.

Votazione

Questa e’ fase piu’ importante dell’assemblea. Questa e’ fase alla quale e’ volta tutta

l’assemblea.

In questa fase il socio mostra il proprio orientamento di fronte alla proposta di voto.

Socio puo’ essere favorevole, contrario o astenuto.

Voto dell’astenuto e’ conteggiato per raggiungimento del quorum costitutivo.

Voto dell’assemblea e’ pubblico, non segreto. Questo perche’ si deve poter calcolare la quota

sociale di ogni socio da assegnare alla parte a favore, contraria o astenuta. Ogni scheda vale in

proporzione alle azioni utilizzate per votare.

Voto del socio che possiede piu’ azioni avra’ piu’ peso in ambito decisionale al momento del

voto. Chi ha piu’ azione potrebbe anche utilizzarle con voto divergente.

Un socio che possiede 10 azioni teoricamente potrebbe votare con 6 azioni a favore di una

delibera da adottare e con 4 azioni contro una delibera da adottare.

Voto e’ divergente quando questo e’ difforme all’interno dello stesso azionista.

Voto divergente e’ ammesso ma e’ considerato contrario al principio di buonafede e correttezza

quando divergenza non e’ giustificata in alcun modo, e’ fine a se stessa, e non ha quindi alcun

fondamento se non quello di creare azione di mero disturbo della deliberazione sociale.

Questo voto divergente puo’ essere concepibile quando un socio si sia legato con un patto

parasociale a votare in una certa maniera. Patto parasociale e’ un patto con il quale alcuni soci si

impegnano a votare tutti in una certa maniera.

Socio puo’ stipulare un patto parasociale di voto in una certa maniera e poi cambiare idea.

Altri soci aderenti al patto potranno pero’ chiedere risarcimento per inadempimento del patto

parasociale in caso questo non venga rispettato.

Quindi socio che abbia cambiato idea votera’ con azioni vincolate al patto nella maniera in cui

era stato deciso assieme agli altri soci e con le azioni in eccedenza in modo che realmente il

socio vuole dopo il cambiamento di idea.

E’ bene dire comunque che queste ipotesi sono molto marginali rispetto alla prassi concreta che

prevede che se un socio abbia 50 azioni utilizzera’ tutte queste per votare nella stessa maniera.

Va annotato come ciascun voto abbia votato e andra’ verbalizzato chi ha votato come e quante

azioni sono state utilizzate per votare.

Verbalizzazione

Delibera dell’assemblea dovra’ essere registrata nella verbalizzazione assembleare.

E’ un documento che parte dalla costituzione dell’assemblea, tutti i dati circa i convenuti e il

capitale da questi rappresentato, informazioni circa la discussione e infine i voti e come i soci

hanno votata. Inoltre vi saranno indicati i motivi della positiva o negativa votazione.

Assemblea ordinaria: Verbale e’ materialmente redatto da un segretario che assiste il presidente

di assemblea. Ci sara’ sottoscrizione di presidente e segretario.

Assemblea straordinaria: Verbale e’ materialmente redatto da notaio come atto pubblico. Ci

sara’ sottoscrizione di presidente e notaio redattore.

Verbale deve essere redatto in modo tempestivo, ma non contestuale. Questo deve essere

confezionato prima di un’assemblea successiva.

Se questo non venisse rispettato puo’ essere inficiata la validita’ della delibera assembleare.

Assemblea ha proprio libro sociale delle adunanze assembleari nel quale verra’ trascritto il

risultato di ciascuna delibera raggiunta dalle assemblee di soci.

Per assemblea straordinaria il risultato della delibera viene scritto anche nel registro delle

imprese che e’ pubblico e consultabile da tutti.

S olo delibera di approvazione del bilancio, tra le delibere di assemblee ordinarie, finisce

scritta nel registro delle imprese.

Invalidita’ delle delibere assembleari

Questo e’ uno degli istituti piu’ importanti delle assemblee dei soci.

C’e’ forte raffronto con diritto privato comune e con l’invalidita’ dei contratti.

Anche in questo caso c’e’ differenziazione tra casi di nullita’ e annullabilita’ delle delibere

assembleari (come per contratti tra privati). Contratti sono nulli o annullabili per cause diverse.

Al di la’ del diritto privato i contratti sono nulli o annullabili secondo una categoria che e’

principale (annullabile) e l’altra che e’ residuale (nullo).

Annullabile quando e’ inficiato un vizio del consenso (causa, dolo) o quando contratto e’

stipulato dall’incapace di agire.

Nullo quando e’ contrario a ordine pubblico, norme imperative e buon costume.

Nelle delibere assembleari l’annullabita’ e’ la causa di invalidita’ generica mentre la nullita’ e’

tassativa. Delibere sono annullabili quando sono contrarie a legge, a ordine pubblico o allo

statuto societario. Statuto societario rileva ai fini dell’annullabilita’.

Nullita’ delle delibere sono invece tassativamente previste.

Nullita’ delle delibere assembleari invece e’ prevista in presenza di tre cause tassative stabilite

dalle legge. Due di queste cause riguardano i vizi del procedimento assembleare descritto prima.

Queste sono la mancanza della convocazione assembleare e la mancanza del verbale.

Terza causa riguarda invece contenuto della delibera. Delibera e’ nulla se il suo oggetto e’

illecito o impossibile.

Delibere sono annullabili per contrarieta’ a legge, ordine pubblico o allo statuto societario.

 Delibere sono nulle per mancanza della convocazione, mancanza del verbale o per contenuto

 della delibera.

Mancanza convocazione

Ogni volta manchi un elemento della convocazione, ci sia un problema dell’avviso che non sia

rispettato o sia stato dimostrato che avviso di assemblea non sia stato dato nei tempi e nei modi

previsti. In caso di assemblea totalitaria questo vizio sara’ sanato d’ufficio.

Mancanza verbale

Si puo’ ritenere mancante solo un verbale che giunga dopo l’assemblea successiva.

Assemblee possono avere anche piu’ convocazione se ad esempio non si raggiunge il quorum

costitutivo.

Mano a mano che si riconvoca un assemblea per delibera sara’ richiesto un quorum costitutivo

via via minore.

Es. Spesso funziona cosi anche nei condomini. Spesso negli avvisi di convocazione sono subito

inserite due date delle prime due convocazione auspicando che alla prima non ci andra’ nessuno

per poter prendere decisioni con un quorum minore nella seconda.

Ogni verbale deve essere poi sottoscritto, deve contenere elementi di data, ora e luogo

dell’assemblea.

Gli altri contenuti del verbale non sono necessari pena la nullita’ della delibera assembleare.

Contenuto della delibera

Se delibera devesse avere un contenuto contrario alla legge, ordine pubblico o buon costume

questa sara’ annullabile.

Es. Se assemblea approva delibera che decide un viaggio nel tempo (impossibile) sarebbe nulla

per contenuto della delibera.

Es 2. Se assemblea delibera la stipula di un affare di narcotraffico (illecito) questa sarebbe nulla

per contenuto della delibera.

Diritto di voto deve essere dato con cognizione di causa; e’ quindi richiesto che socio si presenti

in assemblea essendosi istruito ed essendosi creato una opinione.

In caso di approvazione di un bilancio falsificato il socio che ha votato a favore si fara’ carico di

questa decisione presa.

Delibere nulle sono tassativamente previste dalla legge in tre casi.

Due sono relative al procedimento e uno relativo al contenuto (nullita’ si ha per oggetto

impossibile o illecito della delibera raggiunta in assemblea di soci).

Contrarieta’ a legge, atto costitutivo (statuto societario) e buon costume implica l’annullabilita’

della delibera.

Annullabilita’ riguarda ogni tipo di contrarieta’ in generale.

Annullabilita’ puo’ essere fatta valere solo da soggetti predeterminati (art. 2377 e art. 2378)

Soggetti legittimati ad impugnare una delibera assembleare sono i soci che non hanno

acconsentito all’approvazione della delibera in sede di votazione. Potranno far valere

annullabilita’ solo i soci contrari, gli astenuti e gli assenti alla delibera.

Con riforma del 2003 c’e’ ulteriore restrinzione.

Non basta infatti essere soci non consenzienti ma bisogna essere detentori di una certa quantita’

di capitale sociale. Questo diritto spetta quindi ad una minoranza qualificata.

Questa minoranza e’ lo 5% per societa’ chiuse e lo 0,1% per le societa’ aperte.

Societa’ aperte hanno piu’ soci delle societa’ chiuse e ci sono molti di questi che hanno una

percentuale bassissima di azioni. E’ quindi richiesta una percentuale piu’ bassa nelle societa’

aperte. Anche membri dell’organo di controllo possono impugnare una delibera assembleare

annullabile.

Anche amministratori e sindaci possono impugnare una delibera assembleare annullabile.

Alcune delibere possono essere impugnate anche dalla CONSOB o dalla Banca d’Italia. In casi

eccezionali.

Quindi possono impugnare delibera assembleare annullabile:

Minoranza qualificata (5% di capitale sociale in societa’ chiuse o 0,1% di capitale sociale in

 societa’ aperte)

Amministratori e sindaci

 CONSOB e Banca d’Italia. In casi eccezionali

 Ci sono 90 giorni che decorrono dalla trascrizione del verbale dell’assemblea oppure

dall’iscrizione al registro delle imprese per poter impugnare delibera assembleare

annullabile.

Con questa impugnazione si instaura una causa processuale che avra’ dei suoi tempi.

Se in questo tempo l’eventuale socio che ha impugnato dovesse perdere delle azioni che gli

fanno perdere la quantita’ minima che serve per poter impugnare la delibera, allora non ci potra’

essere nessuna sentenza di annullamento.

Sentenza potra’ avere ad oggetto solo una eventuale condanna a risarcire danno che socio

impugnante avesse dovuto subire dalla delibera viziata da vizio di annullamento (annullabile).

In questo caso sentenza non sarebbe annullatoria ma risarcitoria. Non e’ comunque scontato che

una delibera annullabile causi un danno ad un socio.

Questo dimostra che c’e’ favoreggiamento di fondo per la conservazione degli atti societari.

Questo perche’ gli atti societari anche se viziati spesso producono effetti a cascata che vanno ad

inserirsi nei confronti di terzi rispetto alla societa’.

In questi casi se rimozione dovesse andare a toccare gli effetti a cascata ci potrebbero essere

delle conseguenze peggiori rispetto al non intervenire affatto.

Impugnazione di delibere nulle e’ meno complessa e di piu’ semplice rimozione.

C’e’ distinzione sia nei termini che nella legittimazione ad impugnare.

Delibera assembleare nulla puo’ essere impugnata da chiunque ne abbia interesse (come i

contratti nulli di Diritto Privato).

Legittimazione non e’ data a tutti i soggetti comunque in questo caso. Interesse deve essere

concreto per chi impugna.

Non e’ ammessa impugnazione da chi sia per es. “profondamente toccato o scandalizzato dalla

nullita’ della delibera”.

Termine di scadenza impugnazione esiste, ma e’ piu’ prolungato che per le delibere annullabili.

Nel Diritto Privato la nullita’ dei contratti e’ imprescrittibile.

Nullita’ delle delibere assembleari si prescrive in 3 anni dalla trascrizione del verbale

assembleare o dall’iscrizione al registro delle imprese, quando previsto.

In casi di delibera di approvazione del bilancio, obbligatoria a cadenza annuale, questa non puo’

essere impugnata se e’ stato approvato bilancio dell’esercizio successivo (termine e’ qui portato

ad un anno per impugnazione).

Questo perche’ con la nuova approvazione del bilancio la situazione economica non sara’ piu’

quella nulla.

Dichiarazione di nullita’ prima e’ fatta, in caso di approvazione del bilancio, perche’ questo tipo

di operazione crea molti diritti a cascata verso terzi che poi saranno di complessa risoluzione.

Richiesta di sospensione nell’esecuzione della delibera e degli effetti.

Questo e’ caso di tutela cautelare per evitare che tempi lunghi della sentenza producano effetti

che poi non potranno piu’ essere toccati o mutati (es. verso terzi).

Se sospensione viene concessa, per tutto il tempo di impugnazione, ne sono paralizzati gli

effetti e sara’ come se delibera non sia mai stata emessa.

Se sospensione non viene concessa ci sara’ produzione di effetti con il possibile effetto che una

volta arrivati alla sentenza definitiva sulla nullita’, in caso questa sia accettata c’e’ possibile

scenario in cui questa delibera abbia gia’ prodotto effetti verso terzi che non possono essere

rimossi nemmeno dalla sentenza di nullita’ della delibera assembleare.

Da procedura civile ci sono due principi:

Fummus boni iuris; non bisogna approfondire ma presumere che ci sia una fondatezza sommaria

della richiesta di nullita’

Periculum in morae; se sospensione non dovesse essere data questa potrebbe impedire il

raggiungimento dello scopo della sentenza (cose dette prima).

Nullita’ di una delibera assembleare si impugna davanti a tribunale del comune in cui la societa’

serve. Organo amministrativo della societa’

Dopo riforma del 2003 e’ organo con piu’ potere all’interno della societa’.

Nelle SPA questo puo’ essere pluripersonale (composto da piu’ soggetti Consiglio di

Amministrazione) o puo’ essere monocratico (composto da un solo soggetto Amministratore

unico). Funzione gestoria in entrambi i casi e’ esplicata per uffici. C’e’ procedimentalizzazione

per uffici della funzione amministrativa (governance).

Amministratori sono nominati dall’assemblea ordinaria (democrazia indiretta; come

Parlamento).

Possono essere nominati amministratori anche i non soci; questa’ e’ ipotesi piu’ probabile.

Spesso amministratori sono esterni e ricercati tra tecnici e professionisti qualificati.

Per amministrare una societa’ sono richieste delle competenze tecniche.

Per legge o per atto costitutivo societario (statuto societario), in alcuni casi, sono richiesti dei

titoli di studio particolari o determinate esperienze professionali.

Sono previsti requisiti di onorabilita’. Questi sono requisiti relativi ad assenza di condanne

penali o fallimentari in capo all’amministratore.

Assemblea ordinaria come revoca gli amministratori li puo’ anche revocare. Revoca segue le

regole del mandato.

Rapporto tra societa’ ed amministratori e’ in qualche modo assimilabile al rapporto di mandato.

Amministratore puo’ essere revocato per il venire meno del rapporto fiduciario.

Se amministratore ritenesse di essere stato revocato senza una giusta causa questo avra’ diritto

ad instaurare una causa contro la societa’ per risarcimento del danno. Risarcimento sara’ la

retribuzione mancata.

Amministratori durano in carica un triennio (non a tempo indeterminato come in societa’ di

persone e in SRL) e puo’ essergli rinnovata la carica sempre da assemblea ordinaria.

Compiti degli amministratori

Amministratori hanno potere di gestione e potere di amministrazione esterna.

Hanno poteri sia interni alla societa’ che esterni, nel concludere affari per conto della societa’.

Se organo e’ pluripersonale la rappresentanza sara’ affidata solo ad alcuni amministratori.

In caso di CdA si individuano solo alcuni ammnistratori dotati del potere di rappresentanza

esterno. Solitamente il potere di firma (rappresentanza) spetta a Presidente del CdA.

Appena nasce una SPA deve avere gia’ gli amministratori. Primi amministratori sono nominati

nell’atto costitutivo.

Prima assemblea utile provvedera’ a nomina definitiva degli amministratori societari.

Parlando dei doveri degli amministratori si distinguono quelli a contenuto generico e contenuto

specifico.

Doveri a contenuto generico sono divisi in due ipotesi specifiche: dovere di fedelta’ e dovere di

diligenza.

Doveri a contenuto generico sono norme di condotta alla quale amministratori devono attenersi

nel compimento del loro incarico gestorio.

Dovere di fedelta’ prevede che amministratori nel gestire la societa’ debbano agire secondo

condotta disinteressata.

Non potra’ mai essere preso in considerazione il loro interesse riguardo alla stipula di un affare o

al compimento dell’azione. Dovra’ essere perseguito solo interesse societario.

In caso di violazione di questo dovere ci sara’ possibile sanzione penale in caso di danno

cagionato da questa violazione.

Specificazione del dovere generico di fedelta’ e’ il divieto di concorrenza.

C’e’ divieto per gli amministratori di operare in concorrenza con la societa’ stessa.

Amministratori non potranno essere amministratori di societa’ che abbiano oggetto identico o

similare, ne’ potranno essere soci a responsabilita’ illimitata di societa’ di persone che abbia

oggetto identico o similare.

Per societa’ quotate c’e’ limite (molto alto) a cumulazione delle cariche amministrative. Questo

limite c’e’ dal 2005.

Amministratori manager di societa’ quotate possono esserlo per un massimo di cinque societa’

quotate.

Dovere di diligenza impone agli amministratori di eseguire il proprio incarico con una diligenza

commisurata alla natura del proprio incarico.

Devono incarico a loro affidato con perizia, con prudenza e con la diligenza che determinato

incarico richiede.

Diligenza richiesta non e’ quella del “buon padre di famiglia” che si richiede nel diritto privato.

Nel caso amministratore questa diligenza e’ intesa in senso professionale, e’ diligenza qualificata

di natura professionale.

Oltre ai doveri generici degli amministratori compaiono poi dei doveri specifici. Questi sono

stabiliti dalla legge.

Es. Amministratori hanno obbligo specifico di convocare l’assemblea quando ci sia richiesta da

quantita’ di soci che rappresenti almeno il 10% del capitale sociale.

Es 2. In caso di perdite rilevanti amministratori sono tenuti a convocare assemblea per dare

conto ai soci di questa perdita.

Es 3. Sono tenuti a redarre almeno una volta all’anno il progetto di bilancio, che rappresenta la

sintesi economica del loro operato.

Obblighi degli amministratori sono tutti obblighi di mezzo e non di risultato.

Amministratori sono gravati da obblighi che impongono un adempimento coerente con criterio

di fedelta’ e di diligenza richiesto per il loro operato.

Non sono pero’ responsabili del buon risultato dell’attivita’ sociale che e’ nelle loro mani.

Amministratori sono responsabili del modo di amministrazione della societa’, non della buona

riuscita della societa’ (massimo profitto per i soci).

Questo perche’ risultato di profitto dipende da una serie di fattori che nemmeno il piu’ bravo

degli amministratori puo’ prevedere e puo’ evitare.

Amministratori sono responsabili personalmente degli inadempimenti nei quali dovessero

intercorrere.

Doveri degli amministratori girano intorno ad un comune principio. Vale sia per obblighi

generici che specifici.

Amministratori devono adempiere a tutti gli obblighi che siano imposti da legge o da atto

costitutivo.

Inadempimento ad uno qualsiasi di questi obblighi li puo’ esporre a responsabilita’.

Piccolo riassunto dell’organo amministrativo

Organo amministrativo puo’ avere duplice sembianza, a seconda che sia monocratico o

collegiale. In entrambi i casi comunque si sta parlando di un organo.

Solitamente amministratori sono soggetti esterni alla societa’, sono importanti e formati

manager che hanno un alta qualita’ professionale.

Fattispecie del diritto comune piu’ vicina a questa pratica e’ quella del contratto di mandato, ma

non e’ totalmente sovrapponibile.

Contratto di amministrazione si basa sul compimento di doveri.

Doveri sono a contenuto generico (fedelta’ e diligenza) e a contenuto specifico (sono molto

ampi, abbiamo visto gli esempi).

Amministratori sono tenuti ad adempiere agli obblighi per quanto descritto nell’atto costitutivo

della societa’.

Sia atto costitutivo che legge hanno la stessa forza nel dare campo d’azione, obblighi e doveri

all’amministratore.

Regolarita’ dell’organo amministrativo

Organo amministrativo pluripersonale (CdA) puo’ avere una composizione variegata.

Variegata nel senso che numero dei membri puo’ variare; questo puo’ essere deciso dallo statuto

societario sia in modo preciso (CdA formato da 5 membri) , sia in modo da oscillare tra un

minimo e un massimo (CdA formato da minimo 3 membri e massimo 7 membri).

Solitamente gli organi amministrativi pluripersonali sono formati da membri in numero dispari,

per evitare la paralisi dell’amministrazione al momento di prendere decisioni.

In caso di numero pari di membri all’interno del CdA puo’ essere previsto che il voto del

presidente (che dovra’ sempre esserci) valga doppio.

Amministratori hanno mandato di incarico per un tempo massimo di 3 anni. Incarico e’

rinnovabile.

Amministratori possono pero’ venire meno prima della scadenza del mandato. Questo per:

Morte

 Rinuncia all’incarico (dimissione volontaria dell’amministratore)

 Revoca dall’incarico (amministratore revocato dall’assemblea ordinaria dei soci)

 Revoca e’ ammessa solo per giusta causa, altrimenti amministratore ingiustamente revocato puo’

chiedere il risarcimento del danno.

Se amministratore fosse unico e questo dovesse venire meno la societa’ perderebbe l’organo

gestorio. In questo caso si dovra’ convocare immediatamente l’assemblea dei soci per procedere

ad una nuova nomina.

In questo caso la convocazione dell’assemblea grava sull’organo di controllo; mentre nei

normali casi questo onere grava su sindaci.

Se amministratori sono piu’ di uno (CdA) il venire meno di uno o piu’ membri e’ diversamente

disciplinato.

Se la maggioranza dei membri resta al suo posto e’ possibile che quelli venuti meno siano

sostituiti con soggetti nominati dagli stessi amministratori ancora in carica, non venuti meno.

Questi sono amministratori cooptati; amministratore nominato non dall’assemblea ma dagli

amministratori stessi rimasti in carica.

Nella cooptazione sono gli amministratori stessi a nominare i nuovi amministratori in

sostituzione di quelli venuti meno. Questo serve a stringere i tempi di procedimento.

Se invece fosse venuta meno la maggioranza del CdA (3 membri di 5 vengono meno) si dovra’

invece convocare immediatamente l’assemblea per la nomina degli amministratori mancanti.

Ci puo’ essere clausola nello statuto societario che preveda il principio dello “simul

stabunt,simul cadent”. Simul stabunt simul cadent (insieme staranno, insieme cadranno), in

questo caso basta che venga meno un amministratore e anche gli altri verranno meno con lui.

Questo permette ai soci di mantenere un controllo forte sull’organo amministrativo.

CdA e’ presieduto da presidente che ha compito di controllare e convocare l’organo.

Convocazione ha stesse modalita’ viste per l’assemblea di soci.

Partecipanti devono essere avvisati preventivamente e convocazione dovra’ indicare l’ordine del

giorno. Amministratori partecipanti alla riunione collegiale devono essere edotti al momento di

parteciparvi. C’e’ fase di discussione delle diverse materie che precede la votazione.

Decisioni si assumono a maggioranza e per teste per voto pubblico.

Anche delibere consiliari sono verbalizzate in un verbale che contenga data, presenti, oggetto

della decisione, voti espressi e firme del presidente e del segretario.

In caso di decisioni di particolare importanza e’ richiesta la presenza del notaio a redigere il

verbale. Procedimento e’ importante ai fini della validita’ delle delibere gestorie consiliari.

Non c’e’ differenziazione tra nullita’ a annullabilita’.

Si fa riferimento a delibere che siano contrarie a ordine pubblico, norme imperative, buon

costume o atto costitutivo.

In questo caso le delibere saranno impugnabili da ogni amministratore facente parte del CdA.

Organo di controllo deve controllare gli amministratori; sono i sindaci i primi destinatari di una

disciplina del genere.

Sindaci sono i tutori della legalita’ e devono assicurarsi che organo amministrativo segua norme

del codice e dell’atto costitutivo della societa’.

In caso in cui delibera leda loro diritto personale questa potra’ essere impugnata anche dai soci.

Serve diligenza del buon amministratore e questa e’ calibrata sulle specifiche competenze e sulla

natura dell’incarico. Societa’ possono cercare competenze professionali anche molto

diversificate in un amministratore.

Amministratori sono, secondo una presunzione relativa, responsabili in solido; grava una

responsabilita’ solidale sull’amministratore per danni causati dalla loro cattiva gestione.

Presunzione e’ relativa e amministratore potra’ dimostrare a suo carico di non avere

responsabilita’ in relazione alle sue competenze e ai danni causati alla societa’ dal suo operato.

Prima del 2003 amministratori erano considerati tutti sullo stesso piano, senza considerare che

un amministratore potesse avere avuto un ruolo di maggior importanza o meno nel prendere una

decisione dannosa.

Questa e’ sempre una responsabilita’ per colpa, per negligenza dell’amministratore.

Importante e’ che in scelta gestoria l’amministratore abbia seguito le disposizioni di legge che

chiedono sia prestata dagli stessi la diligenza del buon amministratore e che questo abbia i

requisiti tecnici professionali richiesti.

Questo pero’ va valutato ex ante, prima che l’operazione intrapresa vada bene o male poiche’ un

affare di mercato puo’ andare bene o male anche e soprattutto per motivi estranei alla diligenza e

all’oculatezza degli amministratori.

Amministratori nel prendere decisioni devono assumere qualsivoglia decisione sempre e solo

tenendo il considerazione gli interessi della societa’.

Non puo’ essere considerato mai anche un interesse personale dell’amministratore stesso

(dovere di fedelta’).

Dovere di fedelta’ si coniuga in questo modo con il dovere di diligenza che amministratore

dovra’ usare.

Se si trattasse di decidere su azioni che comportano un interesse personale dell’amministratore,

se organo fosse pluripersonale e un amministratore avesse interesse nell’azione, questo ha

l’obbligo di far sapere all’assemblea collegiale e agli amministratori tutti il fatto che abbia

interessi personali in quell’affare.

Se decisione viene assunta nonostante l’interesse personale di uno degli amministratori questa

dovra’ essere profondamente e precisamente dettagliata per spiegare la positiva conclusione

dell’affare.

Se obbligo di comunicazione o l’obbligo di motivazione non fossero rispettati allora la decisione

assunta diverrebbe impugnabile nel caso in cui ci sia potenzialita’ di creare danno alla societa’.

Obbligo di comunicazione da parte di amministratore di far sapere agli altri amministratori la

presenza di un interesse personale nell’affare.

Obbligo di profonda e precisa motivazione data dagli amministratori riguardo alla decisione

presa dal CdA.

Compenso degli amministratori

C’e’ compenso fisso per incarico di amministratore.

Spesso c’e’ anche componente variabile che dipende dal raggiungimento di determinati

obbiettivi. Questo e’ metodo di fidelizzazione dell’amministratore.

Obbiettivo e’ il target; se target e’ raggiunto amministratori avranno un compenso ulteriore di,

es. 30.000 $

Interesse personale da conflitto di interesse e’ quello che esorbita dal fatto di essere

amministratori di quella societa’.

In questo caso e’ ammesso che l’interesse dell’amministratore abbia interesse a raggiungere un

determinato target per avere maggiore compenso. Questo non e’ causa di interesse personale che

possa rendere impugnabile una delibera.

Altra formula di fidelizzazione e’ pagamento della parte variabile del compenso tramite

sottoscrizione gratuite di una quota azionaria della societa’ (piano si stock options).

Agli amministratori sono assegnate delle azioni della societa’ al posto di pagarlo con denaro.

Amministratore e’ invece pagato facendolo diventare socio.

Questa e’ tecnica massima di fidelizzazione perche’ si stringe il socio a se’; amministratore

diventa comproprietario della societa’ e in questo modo ci si garantisce l’oculata gestione da

parte dell’amministratore che avra’ maggiore interesse a far si che societa’ sia positiva sul

mercato.

Difetto dello stock options e’ il rischio di alterare gli assetti societari. C’e’ rischio che

amministratore entrato nella societa’ possa scalarla acquistando azioni e diventi il socio di

maggioranza.

Es. E’ quello che e’ successo a Tronchetti Provera che era amministratore delegato della Olivetti

che utilizzo’ il piano di stock option per scalare la societa’.

Legge individua nel tipo azionario tre categorie di soggetti che potrebbero avere interessi a far

valere una responsabilita’ degli amministratori:

Societa’ (persona giuridica)

 Singoli soci

 Creditori sociali (soggetti da garantire attraverso corretta formazione del capitale).

 Responsabilita’ degli amministratori verso la societa’

Societa’ e’ soggetto che ha conferito incarico di gestione agli amministratori. Amministratori

hanno rapporto fiduciario con societa’. Questi hanno obbligo di adempiere i propri obblighi

come definiti dalla legge o da atto costitutivo.

Se la violazione di legge o di atto costitutivo dovesse causare danni alla societa’, gli

amministratori saranno tenuti a risarcire la stessa.

Se societa’ e’ stata danneggiata dal punto di vista patrimoniale saranno gli amministratori di

tasca propria a dover risarcire il danno causato.

Questa e’ responsabilita’ contrattuale poiche’ amministratori sono legati da contratto alla

societa’.

Danneggiato (societa’) non deve dare dimostrazione della colpa o del dolo del danneggiante

(amministratore).

Sara’ invece il danneggiante , l’amministratore, a dover dimostrare a suo carico di essere esente

da colpe.

Responsabilita’ degli amministratori verso singolo socio

Socio puo’ chiedere risarcimento del danno ad amministratore quando riesco a dimostrare che la

cattiva gestione dell’amministratore stesso ha provocato un danno diretto e immediato al proprio

patrimonio personale.

E’ richiesto danno diretto perche’ il socio in quanto comproprietario della societa’, se questa

subisce danno da cattiva gestione dell’amministratore, indirettamente ci sara’ sempre danno per

il patrimonio del socio.

Danno diretto al patrimonio personale del socio non deve essere provocato indirettamente dal

danneggiamento del patrimonio della societa’.

Es. Se amministratori redigono un bilancio falso occultando delle perdite e dei debiti, soci

potrebbero essere convinti da questa falsa rappresentazione ad aumentare propri conferimenti

verso la societa’.

Societa’ in questo caso non subisce danno ma si arricchisce; societa’ aumenta capitale sociale.

Danno patrimoniale e’ invece solo per i singoli soci.

Responsabilita’ degli amministratori verso creditori sociali

Creditori sociali potranno richiedere risarcimento del danno quando amministratori violino un

obbligo importante, in quanto gestori del capitale sociale, verso i creditori sociali.

Questo e’ obbligo di conservare integrita’ del patrimonio sociale .

Conservare integrita’ significa mantenere la capienza del patrimonio fintanto che ci saranno

creditori sociali da soddisfare; non vuol dire non utilizzare il patrimonio.

Se creditori dovessero trovare un patrimonio sociale insufficiente a soddisfare le proprie pretese

e questo dovesse essere imputabile ad una cattiva gestione ex ante da parte degli amministratori,

allora questi creditori sociali potranno chiedere agli amministratori di pagare di tasca propria il

credito rimanente non saldato con il patrimonio sociale.

Se societa’ ha debiti per 100 e patrimonio sociale e’ di 150; se amministratori prendono

decisioni che portano il patrimonio sociale a 110 allora verso questi non potra’ esserci

responsabilita’. Al massimo potra’ esserci revoca dal ruolo di amministratore per decisione

dell’assemblea dei soci ordinaria.

Nella responsabilita’ dell’amministratore verso creditori sociali c’e’ piu’ discussione.

Responsabilita’ verso i singoli soci terzi e’ di dubbia natura a sua volta.

Art. 2395 parla di responsabilita’ sia verso socio che verso il terzo.

Essendo singolo socio chiamato ad esprimere proprio voto per la nomina dell’amministratore

durante l’assemblea di soci si ritiene che di fatto contribuisca a costruire un vincolo contrattuale

nei confronti dell’amministratore.

Se quest’ultimo contribuisce a far venire meno il rapporto fiduciario creatosi con il socio si

ritiene che questo non sta adempiendo ad un obbligo contrattuale.

Si ritiene che se singolo socio propende per un amministratore piuttosto che per un altro questo

suo singolo voto avra’ valore per creare la volonta’ sociale, della societa’. La societa’ e’ da

considerarsi come persona giuridica del tutto distinta dai singoli soci che la compongono e che

votando formano la sua volonta’.

Soggetto giuridico che funge da mandante e contraente e’ la societa’, non il singolo socio con

proprio voto.

Il singolo voto servira’ solo per giungere alla delibera di nomina che e’ espressione della

societa’.

E’ fondamentale che amministratore accetti la nomina.

E’ da ritenere che responsabilita’ di amministratore verso socio o terzo si fondi sul principio del

non ledere nessuno .

Soggetto che lamenta di avere subito un danno dovra’ provare la colpa in capo

all’amministratore.

Responsabilita’ dell’amministratore verso i creditori sociali

Si ritiene che questa sia addirittura extracontrattuale.

Amministratori sono legati a societa’ da contratto. Amministratore agisce in nome e per conto

della societa’.

Amministratore come rappresentante della societa’ la rappresenta stipulando contratti e affari.

Questo rappresenta la societa’ tramite immedesimazione organica.

Creditori sociali contratto lo stipulano con la societa’, non con amministratore (che agisce per

conto della societa’).

Altro ragionamento si basa piu’ letteralmente sulla norma

Art. 2394 indica uno specifico obbligo giuridico in capo agli amministratori la cui violazione

fonda responsabilita’ in capo all’amministratore. Questo e’ obbligo della conservazione

dell’integrita’ del patrimonio sociale .

Destinatari della tutela prevista da questo articolo sono i creditori sociali.

Sugli amministratori grava uno status giuridico che gli obbliga di agire in modo piu’ preciso

rispetto al nemin ledere, il non ledere nessuno visto prima.

In questo articolo c’e’ ipotesi di inadempimento contrattuale dell’obbligo specifico di

conservazione integrita’ di patrimonio sociale.

Questo obbligo e’ previsto verso soggetto che non e’ legato di fatto ad amministratore da

contratto. Amministratore ha questo obbligo per suo status giuridico.

Discussione e’ ancora accesa in dottrina. Si preferiscono comunque:

Responsabilita’ extracontrattuale verso singolo socio o terzo.

Responsabilita’ contrattuale verso creditore sociale.

In caso sia chiamato in giudizio amministratore avra’ onere di provare che non ha avuto colpa

nella lesione dei diritti soggettivi di singolo socio, terzo o creditore sociale.

Causa sara’ un azione risarcitoria che vede amministratore e soggetti di prima contrapposti.

Attore in questo caso sara’ la societa’. Procedimento giudiziario dovra’ essere preceduta da

delibera assembleare che promuova azione di responsabilita’.

Societa’ in quanto ente impersonale deve avere una delibera assembleare che autorizza

l’esperimento della responsabilita’ dell’amministratore.

Assemblea ordinaria delibera seguendo i quorum standard previsti, ma dopo riforma del 2003 e’

possibile anche nelle ipotesi nelle quali non si raggiunga maggioranza l’azione si possa

comunque esercitare per voto di una minoranza qualificata.

Questo perche’ e’ ben possibile che maggioranza dei soci non sia disposta ad agire contro gli

amministratori poiche’ questi ultimi sono stati posti al loro incarico proprio dalla maggioranza

dei soci. E’ societa’ tutta insieme a decidere sull’azione processuale da fare verso amministratori

e sara’ societa’ tutta insieme a ricevere il risarcimento del danno da parte dell’amministratore in

caso di buon esito dell’azione.

Risarcimento sara’ poi equamente distribuito dalla societa’ ai soci interessati.

Responsabilita’ tra amministratori e creditori sociali (azione surrogatoria)

Dottrina si e’ chiesta se azione dei creditori sociali debba considerarsi un azione surrogatoria.

Leggendo art. 2394 e 2395 c’e’ incidenza di un’azione sull’altra.

Amministratori potrebbero trovarsi convenuti in due giudizi differenti; essere chiamati in

giudizio sia da societa’ che da creditori sociali.

Se amministratori prima di arrivare alla sentenza si accordano con la parte attrice (societa’),

questo fara’ venir meno la causa tra amministratore e societa’, ma non la causa dei creditori

sociali. Transigendo, attore ottiene meno della richiesta iniziale ma si arriva ad accordo prima

della sentenza finale e la causa sara’ estinta.

Sara’ possibile comunque estinguere solo una delle due cause sorte con societa’ e con creditori

sociali. Se societa’ rinunciasse ad azione verso i creditori sociali questo non inciderebbe sulla

causa dei singoli soci o terzi.

Azione verso creditori sociali deve essere intesa come azione surrogatoria?

Creditori sociali possono agire solo se societa’ non agisce o possono agire anche in via

autonoma?

Azione revocatoria e’ azione che creditore puo’ fare quando ritiene che debitore abbia eseguito

un atto che pregiudichi il suo patrimonio e quindi questo atto puo’ essere annullato per garantire

la conservazione del patrimonio del debitore.

Azione surrogatoria e’ azione che creditore esercita quando ritiene che proprio debitore, a sua

volta creditore di un altro terzo, sia inerte nel recuperare il credito vantato verso terzo.

Primo creditore ha interesse al che suo debitore riscuota il credito vantato verso un terzo

affinche’ suo patrimonio personale sia sufficiente a soddisfare il primo creditore.

Primo creditore in questo caso potra’ sostituirsi al suo debitore nella riscossione del credito che

quest’ultimo vantava verso terzo.

Ci si chiede se creditori sociali hanno possibilita’ di agire autonomamente o se questi debbano

agire in via surrogatoria, in risposta ad inerzia della societa’.

In caso di azione surrogatoria se pende gia’ azione della societa’ verso amministratore, il

creditore sociale non potra’ mai agire autonomamente ma dovra’ aspettare l’esito negativo

dell’azione della societa’.

Si tende a far prevalere l’ipotesi di azione autonoma e non surrogatoria da parte dei creditori

sociali verso amministratore

Questo e’ previsto dal fatto che ci sia incidenza di un azione contro amministratore sull’altra. E’

cioe’ previsto che ci possano essere parallelamente la causa verso amministratore sia da parte

della societa’ che da parte del creditore sociale e che le azioni di una di queste due cause

incidano sull’altra.

E’ quindi prevista azione autonoma da parte dei creditori sociali verso amministratori poiche’

codice stesso prevede ci possano essere due processi paralleli verso amministratore sia da parte

della societa’ che da parte dei creditori sociali.

Inoltre ci sono incidenza delle azioni di una causa sull’altra.

Fino ad ora abbiamo distinto tra organo amministrativo monocratico (amministratore unico) o

collegiale (CdA).

C’e’ ipotesi della societa’ di avvalersi di modello piu’ complesso di amministrazione.

Amministrazione delegata ha ulteriore organizzazione interna oltre al CdA.

Amministrazioni possono decidere di ricorrere a due diverse articolazioni interne:

Ricorrere a nomina di uno o piu’ amministratori delegati

Questi AD avranno poteri autonomi di decisione individuale. Potra’ compiere decisioni gestorie

autonomamente nelle materie di competenza.

Ricorrere a modello del comitato esecutivo

Questo e’ sotto organo all’interno di CdA che avra’ funzioni gestorie.

Comitato esecutivo e’ mini organo all’interno dell’organo piu’ grande del CdA.

Amministratore delegato e’ un amministratore singolo, non un mini organo.

In Italia si preferisce soluzione del singolo amministratore delegato perche’ comitato esecutivo

essendo un mini organo collegiale riporta in questa struttura le lungaggini delle procedure del

CdA.

Responsabilita’ dell’amministratore delegato

Parliamo solo di amministratore delegato perche’ e’ ipotesi straprevalente.

Grandi societa’ italiane piuttosto che avere comitato esecutivo si dotano di piu’ amministratori

delegati.

Delega e’ ammessa se c’e’ una clausola statutaria nell’atto costitutivo della SPA che lo consenta.

Deve esserci previsione all’origine dello statuto societario.

In caso non ci sia puo’ essere deciso tramite delibera assembleare dei soci riuniti in assemblea

ordinaria di soci.

Amministratore delegato sara’ scelto dagli amministratori solo tra amministratori membri del

CdA . AD potra’ agire senza chiedere maggioranza del consenso dei membri del CdA.

Questo snellisce funzione gestoria ed evita che per prendere decisioni gestorie si debba ricorrere

alla convocazione del CdA e seguire le lunghe procedure che queste comportano.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Diritto dell'Impresa, del Lavoro e delle Pubbliche Amministrazioni
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher paoloberardi91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Kutufà Ilaria.

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