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Diritto civile - successioni per causa di morte

Appunti di Diritto civile per l’esame del professor Mantucci sulle successioni per causa di morte. All'interno del file è presente un riassunto didattico preso dal libro di testo giuridico Perlingieri. Voto conseguito 30. Per problemi non esitate a contattarmi.

Esame di Diritto civile docente Prof. D. Mantucci

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ESTRATTO DOCUMENTO

Istituto in forza del quale i discendenti legittimi o naturali (c.d. rappresentanti) subentrano al loro

ascendente (Il chiamato-delato o rappresentato) nel diritto di accettare un lascito, qualora il

secondo non possa (premorienza del rappresentato al de cuius, commorienza di entrambi,

indegnità del primo rispetto al secondo, diseredazione dal de cuius o sua scomparsa) o non voglia

(rinunzia all’eredità o rifiuto del legato) succedere. Possibili rappresentati possono essere un figlio,

fratello/sorella del de cuius, quindi una persona con stretto rapporto di parentela. La delazione è

qui indiretta ed è esclusa nel caso in cui il de cuius abbia per testamento provveduto alla

sostituzione come vocato del rappresentato.

DIRITTO DI ACCETTARE L’EREDITA’

Il vocato-chiamato ha diritto di accettare l’eredità per primo e può esercitarlo in negativo

(rinunziando all’eredità o rifiutando il legato) o in positivo (con l’accettazione e l’acquisto); se

invece il delato, senza rinunziare o accettare l’eredita o legato, muore dopo l’apertura della

succesione, il diritto spettante gli è trasmesso ai vocati per testamento o per legge.

ACQUISTO E PERDITA DELL’EREDITA’

ACCETTAZIONE DELL’EREDITA’

L’acquisto dell’eredità necessita di una accettazione, quale negozio unilaterale, irrevocabile e

recettizio:

- Espressa: riguarda la esplicita manifestazione della volontà di acquistare l’eredità. La forma

e il contenuto di questa accettazione variano a seconda che si tratti di accettazione pure e

semplice, per cui è richiesta la dichiarazione i nato pubblico o in scrittura privata; con

l’accettazione pura e semplice, avviene la confusione tra il patrimonio del de cuius e quello

dell’erede, sì che questo potrebbe essere tenuto al pagamento dei debiti del de cuius,

anche se superino l’attivo che arriva dall’eredità. O accettazione con beneficio di inventario,

necessariamente fatta tramite dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del

tribunale competente; con il beneficio di inventario non avviene la confusione dei patrimoni

e l’erede è responsabile solo nei limiti di quanto ereditato: nello specifico l’erede conserva i

diritti e gli obblighi che aveva con il defunto; non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e

dei legati ultra vires oltre il valore dei beni a lui pervenuti; i creditori del defunto ed i legatari

hanno preferenza sul patrimonio ereditario di fronte ai creditori dell’erede, ma questi

possono domandare la separazione dei beni del dfunto da quelli dell’erede.

- Tacita: si ha quando il vocato-delato all’eredità compie un atto o dichiarazione che

presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare

se non nella qualità di erede, quale l’atto di disposizione di beni dell’eredità o la rinunzia

traslativa all’eredità. È nulla la dichiarazione di accettare sotto condizione termine in quanto

la dichiarazione è un actus legitimus.

- Presunta: nelle ipotesi previste dalla legge, il delato che sia in possesso di beni ereditari (o

li abbia sottratti o nascosti) e non abbia accettato con beneficio di inventario, diventa erede

per il semplice decorso del tempo e senza possibilità di rinunzia.

L’accettazione espressa o tacita viziata da violenza morale o dolo può essere annullata, purché

sia fatta istanza entro 5 anni dal giorni in cui la violenza sia cessata o il dolo scoperto; l’errore la

rende invalida solo quando è ostativo. Per accettare occorre la piena capacità di agire e naturale,

in caso contrario sono soggetti legittimati ad accettare il rappresentante legale (con

autorizzazione), il volontario (con procura), curatore fallimentare, gestore di affari altrui, ma non il

creditore personale del delato che agisce in surrogatoria. A seguito dell’accettazione, il delato

diventa erede per l’intero o una quota del patrimonio del de cuius e gli effetti retroagiscono sino al

momento dell’apertura della successione. Il diritto di accettazione si prescrive in 10 anni.

RINUNZIA ALL’EREDITA’

È una dichiarazione unilaterale non recettizia necessariamente espressa e formale, con la quale il

vocato-delato dismette volontariamente il diritto di acquistare l’eredità o il legato; dichiarazione

che deve essere ricevuta dal notaio o dal cancelliere del tribunale competente. Richiede la piena

capacità di agire, in caso contrario necessita della rappresentanza di tutore o curatore e non può

essere sottoposta a condizioni o termini. Circa gli affetti, chi rinuncia è considerato come se non

fosse mai stato chiamato (retroattività della rinunzia) e le altre conseguenze dipendono a seconda

che si tratti di:

- Successione legittima: la parte di colui che rinuncia va a favore di coloro che concorrono con il

rinunziante (diritto di accrescimento); se il rinunciante è solo nel grado (figlio unico del de cuius)

invece l’eredità si devolve ai chiamati di grado ulteriore.

- Successione testamentaria: qualora il testatore abbia previsto il caso delle rinuncia ed abbia

disposto una sostituzione, la quota del rinunciata si devolve allora alla persona indicata dal

testatore; se invece non è disposta una clausola di sostituzione, torna ad operare la

rappresentazione o l’accrescimento (se mancano i presupposti della rappresentazione).

Il rinunciatario o chi per lui legittimato, può revocare la rinuncia, perché il diritto non si sia

prescritto e non vi sia stata nel frattempo l’accettazione da parte del chiamato ulteriore o

l’accrescimento dia favore di altri coeredi. Come l’accettazione, può essere impugnata solo per

violenza o dolo, mentre quella per errore è esclusa.

PETIZIONE DELL’EREDITA’ ED EREDE APPARENTE

Spetta all’erede l’azione di petizione dell’eredità, volta al riconoscimento della qualità di erede nei

confronti di chiunque possegga beni ereditari sì da conseguirne la restituzione; è quindi a titolo

universale (a differenza dell’azione di rivendicazione) e assoluta. La legittimazione attiva di questa

azione spetta all’erede, al chiamato-delato e all’acquirente dell’eredità; in via surrogatoria anche ai

creditori personali delle’erede e al curatore fallimentare. Circa invece legittimati passivi, sono i

possessori o detentori di beni di una certa eredità, senza titolo o a titolo di erede. Tale azione è

imprescrittibile, salvo usucapione sui singoli beni. La tutela dell’erede che agisce in petizione,

trova dei limiti con il principio dell’apparenza e l’affidamento dei terzi acquirenti dei beni ereditari in

buona fede a titolo oneroso.

SUCCESSIONE DEI LEGITTIMARI

SUCCESSIONE NECESSARIA E CATEGORIE DI LEGITTIMARI

L’ordinamento pur consentendo al singolo di disporre dei propri beni mediante testamento per il

tempo in cui avrà cessato di vivere, per il principio di solidarietà familiare, qualora vi siano

determinati categorie di successibili, una parte dei beni del de cuius deve essere attribuita a

questi. La quota che la legge riserva a questi si chiama quota di legittima o riserva e i successibili

che vi hanno diritto sono detti legittimari o riservatari o successori necessari e non devo essere

confusi con i successori leggimi, cioè cloro ai quali l’eredità viene devoluta ex lege in mancanza di

testamento.

La categoria dei legittimari comprende:

- Coniuge: detiene la quota riservata più consistente e tutelata, al pari di ogni altro

legittimario, che comprende sia il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza

famigliare, sia il diritto di uso dei mobili.

- Figli: quelli legittimi e naturali sono trattati in modo eguale tra loro, salvo proposta dei figli

legittimi di proporre al figlio naturale la commutazione, in denaro o beni immobili ereditati,

della sua quota di riserva.

- Ascendenti legittimi (non naturali): quali i genitori, fratelli e sorelle discendenti di questi; tutti

soggetti che succedono qualora il de cuius muoia senza lasciare prole.

RIUNIONE FITTIZIA

Qualora alla morte del de cuius, si accerti che egli ha pretermesso o leso i legittimari, non

attribuendo loro nulla o meno di quanto spetti, questi, tramite azione di riduzione, possono

determinare l’inefficacia nei loro confronti degli atti compiuti dal de cuius a titolo di liberalità; è

prevista anche l’azione di restituzione nei confronti degli aventi causa dei donatari e successori. Il

legittimario pretermesso può far valere la quota riservata contro il relictum o del donatus, solo a

seguito di apertura della successione.

Quando all’apertura della successione vi sono dei legittimari, il patrimonio ereditario si distingue

idealmente in due parti: disponibile (quota dell’asse di cui il testatore era libero di disporre) o

riserva (quota della quale non poteva disporre); è vietato imporre sulla legittima pesi o condizioni.

Il principio dell’intangibilità della legittima. Altre eccezioni al principio derivano dalla cautela

sociniana e legato in sostituzione di legittima (evita il frazionamento o lo stato di comunione, di

certi cespiti: il testatore può infatti disporre un legato a favore di un legittimario che ha facoltà di

sceglie tra l’acquisto del legato, restando in caso legatario, o esperire l’azione di riduzione per

ottenere la legittima, diventando erede pretermesso). Per verificare se i legittimario abbia ricevuto

quanto gli spetta, egli può procedere ai sensi del 556 con la riunione fittizia, operazione di calcolo

consistente nell’accertamento del valore dell’asse ereditario al netto dei debiti (si vuole

considerare solo l’attivo ereditario); sull’asse ereditario attivo ottenuto si calcola poi la quota di cui

il testatore poteva disporre.

TUTELA DEL LEGITTIMARIO, comprende due azioni:

- Azione di riduzione: se a seguito di riunione fittizia (operazione preliminare), risulta che le

disposizioni testamentarie e le donazioni eccedono la quota di cui il testatore poteva

disporre, tramite questa azione ciascun legittimario può agire per la riduzione delle varie

disposizioni lesive, nella misura necessaria a soddisfare le pretese del legittimario; la legge

prevede che l’azione abbia efficacia prima le disposizioni testamentarie, che vengono

diminuite proporzionalmente; se non sia sufficiente ad integrare la legittima, si procede alla

riduzione delle donazioni. Legittimati attivi sono i legittimari e i loro eredi, nonché gli aventi

causa del legittimario leso e in via surrogatoria i creditori personali del legittimario; sono

legittimari passivi beneficiari della porzione indisponibile contro i loro eredi, sì che si

desume l’efficacia obbligatoria, oltre che personale, dell’azione di riduzione. Le condizioni

per l’esercizio dell’azione sono per il 564: accettazione del’eredità con il beneficio di

inventario e imputazione alla legittima del valore di quanto a favore del legittimario sia

astato disposto dal de cuius con testamento donazioni.

- Azione di restituzione: se un bene donato, con disposizione lesiva della legittima, è

stato nel frattempo alienato dal donatario o a terzi , il legittimario che avvia esperito con

successo l’azione di riduzione nei confronti del donatario, deve escute i beni del donatario,

per ottenere il rimborso del valore del bene; se il donatario.

PATTO DI FAMIGLIA

È il contratto, in forma di atto pubblico, tramite il quale, nella compatibilità con le disposizioni in

materia di impresa famigliare e rispetto delle varie tipologie societarie, il disponente (imprenditore

o soggetto titolare di partecipazioni societarie) trasferisce, in tutto in parte, l’azienda o anche per ci

il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote ad uno o più

discendenti (anche non legittimari, quali ad es. un nipote). Qualora i legittimari non assegnatari

non rinunzino, gli assegnatari dell’azienda o delle partecipazioni societarie hanno obbligo di

liquidarli con una somma di denaro o in natura corrispondente alle quote legittime previste; la ratio

è quella di evitare collazione e riduzione della attribuzioni già validamente operate con il patto. La

ratio di questo istituto è giustificato dalla esigenza di assicurare continuità all’attività di impresa,

evitando che il passaggio generazionale determina una eccessiva frammentazione del controllo;

ciò è permesso da una concezione della dottrina, secondo cui la legittima attiene in senso

quantitativo e non qualitativo, sì che il testatore con due figli, può ad es. cedere la azienda a

quello più capace e denaro all’altro. Il patto è funzionale a garantire un trasferimento

endofamiliare dell’azienda o delle partecipazioni societarie. In caso di contrasto o incompatibilità si

estende la disciplina per l’impresa familiare.

All’apertura della successione, ai legittimari non assegnatari spetta oltre la liquidazione della

quota di legittima, anche i beni eventualmente ricevuti dai legittimari dall’imprenditore che le

attribuzioni disposte a loro favore da de cuius.

Il patto di famiglia può essere sciolto o modificato, da color che lo hanno concluso, tramite un

successivo contratto con le stesse caratteristiche e stessi presupposti, oppure tramite recesso. Il

patto, ai sensi sempre del 768, può essere impugnato dai partecipanti per errore , violenza e dolo

nel termine di un anno.

SUCCESSIONE LEGITTIMA

NOZIONE

Se il singolo non ha disposto in tutto in parte dei suoi beni per testamento, ricorre la legge per

indicare come questi devono essere assegnati; trova di fatto limite nella successione necessaria e

testamentaria. La categoria dei successibili comprende:

- il coniuge: al coniuge spetta di norma la metà del patrimonio del defunto se in concorso con

un solo figlio; 1/3 se concorre alla successione con più figli, 2/3 se concorre con ascendenti

legittimi e fratelli o sorelle; in mancanza di tali soggetti l’intero patrimonio, il coniuge

separato conserva i diritti ereditari, tranne che nel caso in cui gli siano attribuita la

separazione; in tal caso ha diritto a solo un assegno vitalizio, in base alle sostanze

ereditarie, qualità e numero degli eredi legittimi; in caso di divorzio non ha titolo per

partecipare alla successione;

- discendenti legittimi e naturali, senza distinzione fra loro. Fa eccezione la proposta del figlio

legittimo di proporre al figlio naturale la commutazione, in denaro o beni immobili ereditati,

della sua quota di riserva.

- ascendenti legittimi: genitori, fratelli e sorelle discendenti di questi; tutti soggetti che

succedono qualora il de cuius muoia senza lasciare prole.

- collaterali, i

- genitori del figlio naturale;

- altri parenti entro il sesto grado;

- lo Stato: qualora nessun altro soggetto risulti chiamato, ex lege o ex testamento, alla

successione, cioè quando il diritto di tutti i chiamati risulti già estinto per rinuncia o

prescrizione.

SUCCESSIONE TESTAMENTARIA (587 ss.)

TESTAMENTO

È l’unico negozio mortis causa previsto al fine di disporre del proprio patrimonio per il periodo

successivo alla morte. È negozio:

- libero (c.d. libertà testamentaria): necessità la capacità di testare dell’individuo, quale astratta

capacità di agire e concreta di intendere e di volere al momento del concepimento dell’atto. Il

testamento di u incapace a testare è annullabile e soggetto ad azione di annullamento, salvo

decorsi 5 anni dal giorno dell’esecuzioni delle disposizione testamentarie e può essere fatta da

chiunque ne abbia interesse. La lege prevede anche la nullità per disposizione a favore di certi

soggetti che potrebbero ottenere indebiti benefici, quali il tutore e protutore, persone che hanno

concorso al ricevimento del testamento, persone interposte.

- personale: l'atto deve provenire esclusivamente dal testatore (dalla sua volontà), non essendo

possibile, di regola, la sostituzione con la volontà di altri soggetti.

- unilaterale non recettizio: si perfeziona senza la partecipazione del beneficiario;

- uni soggettivo: vi è solo una parte costituita da una sola persona fisica che manifesta una unica

manifestazione di volontà;

- dispositivo;

- revocabile: il testatore finché è in tempo utile (quindi in vita) può sempre revocare il testamento

redatto.

- riservato: il testatore non deve permettere l’ispezione, lettura ,rilasciare copia se non alla

persona alla quale il testatore ha concesso procura speciale;

formale: può essere redatto solo in una delle forme indicate.

FORME DI TESTAMENTO

Le forme ordinarie corrispondono tassativamente in quelle indicate agli artt. 601 ss.. cod.civ.: il

testamento olografo (art. 602 cod.civ.), il testamento pubblico (art. 603 cod.civ.), il testamento

segreto (art. 604 cod.civ.). Le forme speciali corrispondono al testamento redatto in caso di

pubbliche calamità, a bordo di nave o aeromobile, da militari o assimilati nel corso di operazioni

belliche. Tra le forme tipiche abbiamo:

- Testamento in forma olografa: è la forma più semplice, in quanto è redatto per intero di

proprio pugno, datato e sottoscritto dal testatore. I vantaggi sono la estrema semplicità, la

mancanza di costi, la riservatezza; gli svantaggi sono legati alla complessità del nostro sistema

successorio, in quanto è difficile per un soggetto da solo, salvo professionista, avvocato, che

conosca insomma tale sistema, fare il testamento che non incorra in qualche divieto, di fatto i

testamenti olografi risultano spesso nulli; altro problema è poi la perdita, la distruzione, salvo che

non lo si consegni ad un notaio ai fini della sua conservazione.

- Testamento in forma notarile o pubblica: è un atto ricevuto dal notaio in presenza di due

testimoni e sottoscritto dal testatore; se il testatore manifestasse una volontà che da un punto di

vista giuridico non è realizzabile, in quanto in contrasto con norme inderogabili, sarà compito del

notaio mostrare altre possibili vie per far raggiungere al testatore i suoi stessi fini: ad es. una

signora che voglia lasciare i suoi beni ai gatti, che non avendo capacità giuridica, né quindi


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giuseppe Di palma di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Mantucci Daniele.

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