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Prima di introdurre il TEMA DELLA CODIFICAZIONE ( fondamentale nell’evoluzione

del diritto nella storia e stato, è OPPORTUNO INTERROGARSI SULLA NECESSITA’

DEI CODICI.

Molti paesi hanno conosciuto soluzioni diverse.

Significativa è l’esperienza dei paesi anglosassoni i quali , pur avendo un numero enorme di

leggi, i c.d. STATUTES LAW, sono ancora retti dalla c.d. REGOLA DEL PRECEDENTE

GIURISPRUDENZIALE.

In Europa la codificazione nasce per ragioni contingenti, trovando ispirazione nelle più

diverse correnti ideologiche o filosofiche, dal giusnaturalismo al romanticismo, e

nell’esigenza di certezza del diritto.

Alle consuetudini( leggi non scritte tramandate di generazioni in generazioni). Si affiancano

le fonti più diverse che, collocate in uno stato grande quale poteva essere all’epoca la

Francia, rendono eccessivamente gravosa la conoscenza del diritto.

Soltanto dopo la rivoluzione francese, con Napoleone, si ha realmente il primo codice civile,

fondato su una tradizione giurisprudenziale e teorica.

In Italia si assiste ad una situazione diversa dovuta alla pluralità di stati.

Nonostante la presenza di scuole contrarie alla codificazione, ogni stato si detta un proprio

codice. In questa situazione sopravviene l’unità d’Italia: sorge l’esigenza di uniformare le

leggi nel territorio nazionale e prevale la ragione politica.

Il primo codice, a tratti tradizione di quello francese , consente alla giurisprudenza, di

adeguare le norme in esso contenute alla realtà italiana.

Il codice del 1865 può dirsi il codice dell’unità d’Italia, abolendo tutti i codici pre-unitari.

Sulle orme del codice napoleonico, pone al centro dell’ordinamento la proprietà privata, in

particolare la proprietà immobiliare terriera.

Il codice civile del 1942 invece pone al centro dell’attenzione l’impresa, l’attività produttiva,

la regolamentazione del lavoro.

Negli anni del regime fascista si completa il processo di codificazione in materia di

navigazione aerea e marittima, nasce il codice di diritto della navigazione; il processo trova

regolamentazione nel codice di procedura penale e civile, mentre il diritto penale ha la sua

disciplina nel codice di diritto penale del 1930.

Gli anni della guerra prima, e la caduta del regime dopo segnano lo sfascio dello Stato

corporativo

La codificazione fascista continua ad essere la “forma giuridica della Repubblica” benché il

suo contenuto vada lentamente mutando.

Prima la dottrina, poi la giurisprudenza iniziano una nuova fase dell’evoluzione giuridica,

che naturalmente non manca d’influenzare il diritto civile.

Il primo ventennio di democrazia si caratterizza per la riorganizzazione delle Stato senza

eccessive riforme.

I primi anni ’60 sono anche quelli della massima espansione economica: il sindacato

assume consapevolezza della sua forza. Giungono gli anni delle lotte delle categorie dei

lavoratori si pensi allo Statuto dei lavoratori, alla legge sulla casa, al divorzio, al nuovo

diritto di famiglia.

Tra le riforme più importanti, particolare rilievo assumono la L. 23/12/1978 n° 833, che si

propone il riordino del settore sanitario; le innovazioni in tema di FUSIONE SCISSIONE

E BILANCI delle società di capitali; il codice in materia di protezione dei DATI

PERSONALI; la c.d. “legge Biagi” sul lavoro ecc.

Il codice del 1942 ha certamente perduto la centralità di un tempo. Il ruolo unificante del

sistema è svolto, sempre più incisivamente, dalla Corte Costituzionale.

Nello Stato moderno, scaturito dalla rivoluzione Francese, il diritto soddisfa l’esigenza di

un ordine nella società. Lo stato ha soltanto o prevalentemente la funzione di mantenere

l’ordine;: è uno stato di Polizia.

Si è anche lontani dal diritto alla vita libera e dignitosa garantita dalla Costituzione.

ORDINAMNETO GIURIDICO E COMPLESSITA’

È bene chiarire che è parte dell’ordinamento giuridico tutto ciò che concorre ad ordinare,

cioè a regolare tutti i fenomeni che caratterizzano un comunità organizzata di persone.

È vero che non c’è societas senza ius, ma è anche vero che lo ius è parte della societas, che

dipende dal tipo di societas e viceversa.

La complessità può essere :

-UNIFORME quando i principi fondamentali dell’ordinamento sono contenuti in norme

dello stesso rango di tutte le altre e per questo l’ordinamento non conosce una gerarchia

delle norme.

- COMPOSITA quando le norme di rango inferiore non possono che essere conformi e

quindi compatibili con quelle superiori. Tale complessità è tipica dei sistemi giudice con

costituzione rigide.

La complessità che si articola in più livelli può essere RIGIDA ( e quindi consentire

integrazioni tra i diversi livelli), ,a può essere anche FLESSIBILE nelle sue articolazioni.

La complessità, infine, può essere :

- APERTA a principi e regole accreditate negli altri paesi;

- CHIUSA in un sistema normativo.

L’ordinamento giuridico non si esaurisce nella complessità della sua genesi è data

dall’impatto con il sistema socio-culturale di appartenenza. La complessità dell’ordinamento

dipende dal tipo di istituzioni esistenti, dall’architettura dei poteri che” governano” ed in

particolare dall’assetto effettivo del legiferare e del giudicare.

L’ordinamento di qualsiasi complessità si caratterizzi, non può che essere uno anche

se risultante da una pluralità di fonti e componenti.

La dottrina indica a parte la diversa forma di complessità dell’ordinamento, quando nel suo

ambito si formano plessi normativi di provenienza esterna.

Questa ipotesi, comporterebbe un ulteriore suddivisione del diritto positivo in due insiemi

normativi:


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (AVEZZANO, TERAMO)
SSD:
Università: Teramo - Unite
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Teramo - Unite o del prof Carleo Roberto.

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