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Diritto civile - pegno e ipoteca Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto civile su pegno e ipoteca. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: i beni mobili, le universalità di mobili, i crediti e altri diritti aventi per oggetto beni mobili, pegno di crediti, condizioni della prelazione.

Esame di Diritto civile docente Prof. M. Nuzzo

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Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

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Cass. civ., sez. III, 14/07/2003, n.10990

La partecipazione ad un fondo comune di investimento, in mancanza di un certificato individuale,

autonomo e separato, costituisce un credito e non un titolo di credito nei confronti del fondo stesso,

giacché il certificato cumulativo non incorpora il diritto alla prestazione, né può circolare

limitatamente ad uno dei soggetti partecipanti al fondo, e l'investitore acquisisce soltanto un diritto

di credito, rappresentato dall'obbligo della società di investimento di gestire il fondo e di

restituirgli il valore delle quote di partecipazione; pertanto, deve ritenersi legittimo il pegno

costituito sulla quota di partecipazione al fondo secondo la disciplina prevista per il pegno di

crediti dall'art. 2800 c.c. Mass. Giur. It., 2003 5

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

pegno di diritti diversi dai crediti

2806. Pegno di diritti diversi dai crediti. — Il pegno di diritti diversi dai crediti si

costituisce nella forma rispettivamente richiesta per il trasferimento dei diritti stessi, fermo

il disposto del terzo comma dell'art. 2787.

Sono salve le disposizioni delle leggi speciali.

pegno di titoli di credito

1997. Efficacia dei vincoli sul credito. — Il pegno (c. 2786 ss. ), il sequestro (p. c. 670

ss.), il pignoramento (p. c. 491 ss.) e ogni altro vincolo sul diritto menzionato in un titolo di

credito o sulle merci da esso rappresentate non hanno effetto se non si attuano sul titolo (c.

2014, 2024 ss.).

- titoli al portatore

2003. Trasferimento del titolo e legittimazione del possessore. — Il trasferimento del titolo

al portatore (c. 2410) si opera con la consegna del titolo (c. 1376 , 1994).

Il possessore del titolo al portatore è legittimato all'esercizio del diritto in esso menzionato

in base alla presentazione del titolo (c. 1992).

-titoli all’ordine

2008. Legittimazione del possessore. — Il possessore di un titolo all'ordine è legittimato

all'esercizio del diritto in esso menzionato in base a una serie continua di girate (c. 1992; l.

camb. 20; l. ass. 22).

2014. Girata a titolo di pegno. — Se alla girata è apposta una clausola che importa

costituzione di pegno (c. 2786), il giratario può esercitare tutti i diritti inerenti al titolo, ma la

girata da lui fatta vale solo come girata per procura (l. camb. 23).

L'emittente non può opporre al giratario in garanzia le eccezioni fondate sui propri rapporti

personali col girante, a meno che il giratario, ricevendo il titolo, abbia agito

intenzionalmente a danno dell'emittente (c. 19932 , 2026; l. camb. 23).

- titoli nominativi

2021. Legittimazione del possessore. — Il possessore di un titolo nominativo è legittimato

all'esercizio del diritto in esso menzionato per effetto dell'intestazione a suo favore

contenuta nel titolo e nel registro dell'emittente (c. 1992).

2022. Trasferimento. — Il trasferimento del titolo nominativo si opera mediante

l'annotazione del nome dell'acquirente sul titolo e nel registro dell'emittente o col rilascio

di un nuovo titolo intestato al nuovo titolare (c. 1376 ). Del rilascio deve essere fatta

annotazione nel registro.

Colui che chiede l'intestazione del titolo a favore di un'altra persona, o il rilascio di un

nuovo titolo ad essa intestato, deve provare la propria identità e la propria capacità di

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disporre, mediante certificazione di un notaio o di un agente di cambio. Se l'intestazione o il

rilascio è richiesto dall'acquirente, questi deve esibire il titolo e dimostrare il suo diritto

mediante atto autentico (c. 19992 , 2024).

Le annotazioni nel registro e sul titolo sono fatte a cura e sotto la responsabilità

dell'emittente.

L'emittente che esegue il trasferimento nei modi indicati dal presente articolo è esonerato da

responsabilità, salvo il caso di colpa (nav. 4643 , 9623).

2024. Vincoli sul credito. — Nessun vincolo sul credito produce effetti nei confronti

dell'emittente e dei terzi, se non risulta da una corrispondente annotazione sul titolo e nel

registro (c. 1674 , 1997).

Per l'annotazione si osserva il disposto del secondo comma dell'art. 2022.

2026. Pegno. — La costituzione in pegno (c. 2786) di un titolo nominativo può farsi

anche mediante consegna del titolo, girato con la clausola «in garanzia» o altra

equivalente (c. 2014).

Il giratario in garanzia non può trasmettere ad altri il titolo se non mediante girata per

procura (c. 2013, 2014). ******

Cass. civ., sez. I, 23/10/1998, n.10526

Il pegno di titoli di credito, quale vero e proprio diritto reale limitato sui titoli, si attua mediante

spossessamento del debitore pignoratizio e deve, ai fini dell'efficacia "erga omnes" del vincolo sul

diritto cartolare, essere attuato sul titolo (art. 1997 c.c.). Trattandosi di titoli all'ordine, la

legittimazione del creditore pignoratizio all'esercizio del diritto cartolare trae fondamento da una

serie continua di girate; onde è alla cosiddetta legge di circolazione del titolo che occorre far

riferimento per valutare se il diritto di garanzia sia validamente sorto (da qui la sufficienza ex art

2003 c.c. della consegna, per i titoli al portatore; la necessità che il possesso sia qualificato dalla

girata, per i titoli all'ordine; l'indispensabile adempimento della duplice intestazione di cui all'art.

2021 c.c., per i titoli nominativi). Ciò significa che, ove siano stati costituiti in pegno dei titoli

cambiari, la validità della girata dev'essere ragguagliata alla normativa degli art. 15 ss. della legge

sulla cambiale, ma non già anche che una valida costituzione del pegno richieda la specifica girata

con clausola "valuta in garanzia", "valuta in pegno", od altra che al pegno faccia riferimento. Infatti

il trasferimento del possesso del titolo al creditore pignoratizio, risultando dal documento, assolve

pienamente alla funzione di palesare ai terzi l'indisponibilità del titolo, e, per converso, di impedire

una circolazione abusiva di esso, senza che rilevi, rispetto ad essi, il carattere cd. pieno della girata,

e restando, nei rapporti interni, il diritto reale limitato del giratario - creditore pignoratizio, affidato

ad un pactum fiduciae del tutto legittimo (cosiddetta girata fiduciariamente traslativa in bianco),

mentre la posizione di quei particolari terzi che sono gli altri creditori del girante resterà tutelata

dalla disciplina sulla "certezza" della data (art. 2787, comma 3, c.c.) ai fini dell'opponibilità del

vincolo. Mass. Giur. It., 1998

Cass. civ., sez. I, 19/03/2004, n.5561

Il requisito della sufficiente indicazione della cosa data in pegno bene può ritenersi soddisfatto, in

caso di pegno di titoli di credito al portatore, dalla semplice menzione della natura del titolo e

dell'ammontare del credito in esso incorporato, senza necessità di ulteriori specificazioni di tutti

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gli elementi occorrenti per l'esatta identificazione del documento, superflua, rispetto all'interesse

tutelato. Guida al Diritto, 2004, 18, 63 8

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pegno di titoli dematerializzati

Art. 87 d.lgs. 58/98 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione

finanziaria, ai sensi degli artt. 8 e 21 della l. 6 febbraio 1996, n. 52 )

87. Vincoli sugli strumenti finanziari accentrati. — 1. I vincoli gravanti sugli strumenti

finanziari immessi nel sistema si trasferiscono, senza effetti novativi, sui diritti del

depositante con la girata alla società di gestione accentrata; le annotazioni dei vincoli sui

certificati si hanno per non apposte; di ciò è fatta menzione sul titolo. Detti vincoli e quelli

costituiti successivamente risultano da apposito registro tenuto dal depositario in

conformità agli artt. 2215, 2216 e 2219 del codice civile

2. L'iscrizione del vincolo nel registro, ai sensi del comma 1, produce gli effetti propri

della costituzione del vincolo sul titolo. Resta fermo, per gli strumenti finanziari

nominativi, l'obbligo dell'annotazione nel registro dell'emittente.

3. Nel caso di ritiro di strumenti finanziari dal sistema, il depositario fa annotazione dei

vincoli sui relativi certificati con l'indicazione della data della loro costituzione.

4. Le registrazioni e le annotazioni previste dal presente articolo sono comunicate, entro tre

giorni, all'emittente per le conseguenti annotazioni.

5. Nel caso di pignoramento di strumenti finanziari immessi nel sistema gli adempimenti

nei confronti dei comproprietari previsti dagli artt. 599 e 600 del codice di procedura civile

sono eseguiti nei confronti dei depositari.

Art. 34 d lgs. 98/213 (Disposizioni per l'introduzione dell'euro nell'ordinamento

nazionale, a norma dell'art. 1, comma 1, della legge 17 dicembre 1997, n. 433)

34. Costituzione di vincoli. — 1. I vincoli di ogni genere sugli strumenti finanziari

disciplinati dal presente Titolo V, ivi compresi quelli previsti dalla normativa speciale sui

titoli di debito pubblico, si costituiscono unicamente con le registrazioni in apposito conto

tenuto dall'intermediario.

2. Possono essere accesi specifici conti destinati a consentire la costituzione di vincoli

sull'insieme degli strumenti finanziari in essi registrati; in tal caso l'intermediario è

responsabile dell'osservanza delle istruzioni ricevute all'atto di costituzione del vincolo in

ordine alla conservazione dell'integrità del valore del vincolo ed all'esercizio dei diritti

relativi agli strumenti finanziari.

3. Le registrazioni di cui al presente articolo sono comunicate all'emittente nei casi e nei

termini previsti dalla legge. 9

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pegno di azioni

2352. Pegno, usufrutto e sequestro delle azioni. — Nel caso di pegno o usufrutto sulle

azioni (2), il diritto di voto spetta, salvo convenzione contraria, al creditore pignoratizio o

all'usufruttuario. Nel caso di sequestro delle azioni il diritto di voto è esercitato dal custode.

Se le azioni attribuiscono un diritto di opzione, questo spetta al socio ed al medesimo sono

attribuite le azioni in base ad esso sottoscritte. Qualora il socio non provveda almeno tre

giorni prima della scadenza al versamento delle somme necessarie per l'esercizio del diritto

di opzione e qualora gli altri soci non si offrano di acquistarlo, questo deve essere alienato

per suo conto a mezzo banca od intermediario autorizzato alla negoziazione nei mercati

regolamentati.

Nel caso di aumento del capitale sociale ai sensi dell'art. 2442, il pegno, l'usufrutto o il

sequestro si estendono alle azioni di nuova emissione.

Se sono richiesti versamenti sulle azioni, nel caso di pegno, il socio deve provvedere al

versamento delle somme necessarie almeno tre giorni prima della scadenza; in mancanza il

creditore pignoratizio può vendere le azioni nel modo stabilito dal secondo comma del

presente articolo. Nel caso di usufrutto, l'usufruttuario deve provvedere al versamento, salvo

il suo diritto alla restituzione al termine dell'usufrutto.

Se l'usufrutto spetta a più persone, si applica il secondo comma dell'art. 2347.

Salvo che dal titolo o dal provvedimento del giudice risulti diversamente, i diritti

amministrativi diversi da quelli previsti nel presente articolo spettano, nel caso di pegno o di

usufrutto, sia al socio sia al creditore pignoratizio o all'usufruttuario; nel caso di sequestro

sono esercitati dal custode.

Cass. civ., sez. I, 23/07/1996, n.6596

Ai sensi dell'art. 3 r.d. 29 marzo 1942 n. 239, il pegno di titoli azionari non ha effetto nei

confronti della società emittente, se non in seguito all'annotazione nel libro dei soci, e ciò non

soltanto per l'esercizio dei diritti sociali, ma per l'effettiva disponibilità del titolo azionario,

comportante l'esercizio del diritto di credito rappresentato dal titolo stesso.

Mass. Giur. It., 1996 10

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pegno irregolare

1851. Pegno irregolare a garanzia di anticipazione. — Se, a garanzia di uno o più crediti,

sono vincolati depositi di danaro, merci o titoli che non siano stati individuati o per i quali

sia stata conferita alla banca la facoltà di disporre (c. 1846), la banca deve restituire solo la

somma o la parte delle merci o dei titoli che eccedono l'ammontare dei crediti garantiti.

L'eccedenza è determinata in relazione al valore delle merci o dei titoli al tempo della

scadenza dei crediti (c. 1848).

Cass. civ., sez. III, 24/05/2004, n.10000

In tema di interpretazione dell'art. 1851 c.c. - norma che, riferita all'anticipazione bancaria,

costituisce tuttavia la regola generale di ogni altra ipotesi di pegno irregolare - deve ritenersi che,

qualora il debitore, a garanzia dell'adempimento della sua obbligazione, abbia vincolato al suo

creditore un titolo di credito o un documento di legittimazione individuati conferendo a

quest'ultimo anche la facoltà di disporre del relativo diritto, si esuli dall'ipotesi di pegno regolare

(artt. 1997 e 2748 c.c.) e si rientri, viceversa, nella disciplina, delineata dal predetto art. 1851 c.c.,

del pegno irregolare, in base alla quale il creditore garantito acquisisce la somma portata dal

titolo o dal documento, che dovrà restituire al momento dell'adempimento o, in caso di

inadempimento, dovrà rendere per quella parte eccedente l'ammontare del credito garantito,

determinata in relazione al valore delle cose al tempo della relativa scadenza.

Mass. Giur. It., 2004 11

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pegno rotativo

Cass. civ., sez. I, 03/03/2004, n.4520

È legittimo, il cosiddetto pegno rotativo, che si realizza quando nella convenzione costitutiva della

garanzia le parti prevedano la possibilità di sostituire i beni originariamente costituiti in garanzia

con la conseguenza che la sostituzione posta non determina effetti novativi sul rapporto iniziale, a

condizione che risulti da atti scritti aventi data certa, che avvenga la consegna del bene e che il

bene offerto in sostituzione abbia un valore non superiore a quello sostituito. Ciò che è decisivo,

pertanto, perché possa realizzarsi una simile situazione e che possa riconoscersi l’unitarietà della

fattispecie è, anzitutto, l’esistenza di una convenzione che preveda un siffatto meccanismo di

sostituzione dei beni fatti in pegno, ferme poi restando le ulteriori suindicate condizioni.

Cass. civ., sez. I, 11/11/2003, n.16914

II patto di rotatività con il quale si prevede, sin dall’origine la sostituzione totale o parziale dei beni

oggetto della garanzia, considerati non nella loro individualità, ma per il relativo valore economico,

dà luogo alla formazione di una fattispecie progressiva che trae origine dall’accordo delle parti e si

perfeziona con la sostituzione dell’oggetto del pegno, senza necessità di ulteriori pattuizioni e,

quindi, nella continuità del rapporto originario, i cui effetti risalgono alla consegna dei beni

originariamente dati in pegno.

Cass. civ., sez. I, 27/09/1999, n.10685

La compatibilità tra continuità del rapporto di garanzia e natura reale del contratto di pegno, quando

deriva dalla convenzione con la quale le parti previdero la possibilità di sostituirne l’oggetto senza

estinzione del precedente rapporto, rende la surrogazione reale dell’oggetto del pegno conforme al

diritto positivo che prevede il c.d. patto di rotatività in virtù del quale è possibile fin dall’origine la

sostituzione totale o parziale dei beni oggetto della garanzia, considerati non nella loro individualità

ma per il loro valore economico. 12

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- obblighi del creditore

2790. Conservazione della cosa e spese relative. — Il creditore è tenuto a custodire la

cosa ricevuta in pegno (c. 1770) e risponde, secondo le regole generali, della perdita e del

deterioramento di essa (c. 1218 ss., 1760, 1780).

Colui che ha costituito il pegno è tenuto al rimborso delle spese occorse per la

conservazione della cosa.

2792. Divieto di uso e disposizione della cosa. — Il creditore non può, senza il consenso

del costituente, usare della cosa (c. 1770) , salvo che l'uso sia necessario per la

conservazione di essa. Egli non può darla in pegno o concederne ad altri il godimento.

In ogni caso, deve imputare l'utile ricavato prima alle spese e agli interessi e poi al capitale.

2793. Sequestro della cosa. — Se il creditore abusa della cosa data in pegno, il costituente

può domandarne il sequestro (c. 2905; p. c. 670 ss.).

2794. Restituzione della cosa. — Colui che ha costituito il pegno non può esigerne la

restituzione, se non sono stati interamente pagati (c. 2799) il capitale e gli interessi e non

sono state rimborsate le spese relative al debito e al pegno (c. 1849, 1962).

Se il pegno è stato costituito dal debitore e questi ha verso lo stesso creditore un altro debito

sorto dopo la costituzione del pegno e scaduto prima che sia pagato il debito anteriore, il

creditore ha soltanto il diritto di ritenzione a garanzia del nuovo credito. 13

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- diritti del creditore

2787. Prelazione del creditore pignoratizio. — Il creditore ha diritto di farsi pagare con

prelazione sulla cosa ricevuta in pegno (c. 2744, 2911).

La prelazione non si può far valere se la cosa data in pegno non è rimasta in possesso del

creditore o presso il terzo designato dalle parti.

Quando il credito garantito eccede la somma di lire cinquemila [euro 2,58], la prelazione

non ha luogo se il pegno non risulta da scrittura con data certa, la quale contenga sufficiente

indicazione del credito e della cosa (c. 2704, 2800, 28061).

Se però il pegno risulta da polizza o da altra scrittura di enti che, debitamente autorizzati,

compiono professionalmente operazioni di credito su pegno, la data della scrittura può

essere accertata con ogni mezzo di prova (att. c. 237).

2788. Prelazione per il credito degli interessi. — La prelazione ha luogo anche per gli

interessi dell'anno in corso alla data del pignoramento (p. c. 492, 518) o, in mancanza di

questo (p. c. 502), alla data della notificazione del precetto (p. c. 479 ss.). La prelazione ha

luogo inoltre per gli interessi successivamente maturati, nei limiti della misura legale (c.

1284), fino alla data della vendita (c. 2796).

2796. Vendita della cosa. — Il creditore per il conseguimento di quanto gli è dovuto può

far vendere la cosa ricevuta in pegno secondo le forme stabilite dall'articolo seguente (c.

2744; p. c. 502).

2797. Forme della vendita. — Prima di procedere alla vendita il creditore, a mezzo di

ufficiale giudiziario, deve intimare al debitore di pagare il debito e gli accessori,

avvertendolo che, in mancanza, si procederà alla vendita. L'intimazione deve essere

notificata anche al terzo che abbia costituito il pegno.

Se entro cinque giorni dall'intimazione non è proposta opposizione, o se questa è

rigettata, il creditore può far vendere la cosa al pubblico incanto (p. c. 534 ss.), o, se la

cosa ha un prezzo di mercato, anche a prezzo corrente (c. 1515) , a mezzo di persona

autorizzata a tali atti (att. c. 83). Se il debitore non ha residenza o domicilio eletto nel luogo

di residenza del creditore, il termine per l'opposizione è determinato a norma dell'art. 166

(ora 163-bis ) del codice di procedura civile (c. 18501) .

Il giudice, sull'opposizione del costituente, può limitare la vendita a quella tra più cose date

in pegno, il cui valore basti a pagare il debito.

Per la vendita della cosa data in pegno le parti possono convenire forme diverse.

2798. Assegnazione della cosa in pagamento. — Il creditore può sempre domandare al

giudice che la cosa gli venga assegnata in pagamento (c. 2925 ss.; p. c. 505 ss.) fino alla

concorrenza del debito, secondo la stima da farsi con perizia o secondo il prezzo corrente, se

la cosa ha un prezzo di mercato (c. 2744, 2803).

2795. Vendita anticipata. — Se la cosa data in pegno si deteriora in modo da far temere

che essa divenga insufficiente alla sicurezza del creditore, questi, previo avviso a colui che

ha costituito il pegno, può chiedere al giudice l'autorizzazione a vendere la cosa (p. c. 502).

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anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

Con il provvedimento che autorizza la vendita il giudice dispone anche circa il deposito del

prezzo a garanzia del credito. Il costituente può evitare la vendita e farsi restituire il pegno,

offrendo altra garanzia reale che il giudice riconosca idonea.

Il costituente può del pari, in caso di deterioramento o di diminuzione di valore della cosa

data in pegno, domandare al giudice l'autorizzazione a venderla oppure chiedere la

restituzione del pegno, offrendo altra garanzia reale che il giudice riconosca idonea.

Il costituente può chiedere al giudice l'autorizzazione a vendere la cosa, qualora si presenti

un'occasione favorevole. Con il provvedimento di autorizzazione il giudice dispone le

condizioni della vendita e il deposito del prezzo (p.c. 530).

2791. Pegno di cosa fruttifera. — Se è data in pegno una cosa fruttifera, il creditore, salvo

patto contrario, ha la facoltà di fare suoi i frutti (c. 821), imputandoli prima alle spese e agli

interessi e poi al capitale.

2789. Rivendicazione della cosa da parte del creditore pignoratizio. — Il creditore che ha

perduto il possesso della cosa ricevuta in pegno, oltre le azioni a difesa del possesso (c.

1168 ss.), può anche esercitare l'azione di rivendicazione (c. 948 ss.), se questa spetta al

costituente. 15

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

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2799. Indivisibilità del pegno. — Il pegno è indivisibile (c. 28092) e garantisce il credito

finché questo non è integralmente soddisfatto, anche se il debito o la cosa data in pegno è

divisibile.

Cass. civ., sez. I, 05/07/2000, n.8970

Il principio di indivisibilità del pegno, contenuto nell'art. 2799 c.c., non esclude la possibilità che

il pegno stesso, unitariamente, sia concesso a garanzia di diversi crediti, purchè almeno uno di

essi sia, secondo l'accertamento del giudice di merito - non censurabile in sede di legittimità, se

sorretto da motivazione congrua ed immune da vizi logici e giuridici - sufficientemente

individuato. In tal caso, il pegno resta per intero a garanzia di quell'unico credito individuato. 16

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

Ipoteca

2808. Costituzione ed effetti dell'ipoteca. — L'ipoteca attribuisce al creditore il diritto di

espropriare, anche in confronto del terzo acquirente, i beni vincolati a garanzia del suo

credito e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dall'espropriazione.

L'ipoteca può avere per oggetto beni del debitore o di un terzo (c. 2868 ss.) e si costituisce

(c. 1376) mediante iscrizione nei registri immobiliari (c. 2827 ss.).

L'ipoteca è legale (c. 2817), giudiziale (c. 2818 ss.) o volontaria (c. 2821 ss.) (1).

2809. Specialità e indivisibilità dell'ipoteca. — L'ipoteca deve essere iscritta su beni

specialmente indicati e per una somma determinata in danaro.

Essa è indivisibile (c. 2799) e sussiste per intero sopra tutti i beni vincolati, sopra

ciascuno di essi e sopra ogni loro parte (c. 8533).

2810. Oggetto dell'ipoteca. — Sono capaci d'ipoteca:

1) i beni immobili che sono in commercio con le loro pertinenze (c. 812, 817);

2) l'usufrutto dei beni stessi (c. 326, 978 ss., 2814);

3) il diritto di superficie (c. 952 ss.);

4) il diritto dell'enfiteuta e quello del concedente sul fondo enfiteutico (c. 957 ss.).

Sono anche capaci d'ipoteca le rendite dello Stato nel modo determinato dalle leggi relative

al debito pubblico, e inoltre le navi (nav. 565 ss.), gli aeromobili (nav. 1027 ss.) e gli

autoveicoli, secondo le leggi che li riguardano.

Sono considerati ipoteche i privilegi iscritti sugli autoveicoli a norma della legge speciale

(c. 2779) (1).

2811. Miglioramenti e accessioni. — L'ipoteca si estende ai miglioramenti (c. 975, 985),

nonché alle costruzioni e alle altre accessioni (c. 934 ss.) dell'immobile ipotecato, salve le

eccezioni stabilite dalla legge (c. 2804, 2816, 2864, 28733).

******

Cass. civ., sez. II, 03/04/2000, n.3997

Il titolo costitutivo dell'ipoteca, al fine di soddisfare il requisito della specialità in riferimento al

credito garantito, deve contenere, a pena di nullità, l'indicazione dei soggetti, della fonte e della

prestazione che individuano il credito, così da assicurare la sua originaria determinatezza,

presupposto fondamentale della fattispecie ipotecaria; deve pertanto escludersi la possibilità di

un'ipoteca per crediti futuri, determinata unicamente in relazione ai soggetti del rapporto, e

ammettersi, a norma dell'art. 2852 c.c., la costituzione di ipoteca per crediti eventuali che possano

nascere in dipendenza di un rapporto già esistente, dovendo però in tal caso il titolo indicare gli

estremi idonei ad individuare "il rapporto già esistente" dal quale il credito può nascere. 17


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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Docente: Nuzzo Mario
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof Nuzzo Mario.

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