Che materia stai cercando?

Diritto civile - pegno e ipoteca Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto civile su pegno e ipoteca. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: i beni mobili, le universalità di mobili, i crediti e altri diritti aventi per oggetto beni mobili, pegno di crediti, condizioni della prelazione.

Esame di Diritto civile docente Prof. M. Nuzzo

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

pegno di azioni

2352. Pegno, usufrutto e sequestro delle azioni. — Nel caso di pegno o usufrutto sulle

azioni (2), il diritto di voto spetta, salvo convenzione contraria, al creditore pignoratizio o

all'usufruttuario. Nel caso di sequestro delle azioni il diritto di voto è esercitato dal custode.

Se le azioni attribuiscono un diritto di opzione, questo spetta al socio ed al medesimo sono

attribuite le azioni in base ad esso sottoscritte. Qualora il socio non provveda almeno tre

giorni prima della scadenza al versamento delle somme necessarie per l'esercizio del diritto

di opzione e qualora gli altri soci non si offrano di acquistarlo, questo deve essere alienato

per suo conto a mezzo banca od intermediario autorizzato alla negoziazione nei mercati

regolamentati.

Nel caso di aumento del capitale sociale ai sensi dell'art. 2442, il pegno, l'usufrutto o il

sequestro si estendono alle azioni di nuova emissione.

Se sono richiesti versamenti sulle azioni, nel caso di pegno, il socio deve provvedere al

versamento delle somme necessarie almeno tre giorni prima della scadenza; in mancanza il

creditore pignoratizio può vendere le azioni nel modo stabilito dal secondo comma del

presente articolo. Nel caso di usufrutto, l'usufruttuario deve provvedere al versamento, salvo

il suo diritto alla restituzione al termine dell'usufrutto.

Se l'usufrutto spetta a più persone, si applica il secondo comma dell'art. 2347.

Salvo che dal titolo o dal provvedimento del giudice risulti diversamente, i diritti

amministrativi diversi da quelli previsti nel presente articolo spettano, nel caso di pegno o di

usufrutto, sia al socio sia al creditore pignoratizio o all'usufruttuario; nel caso di sequestro

sono esercitati dal custode.

Cass. civ., sez. I, 23/07/1996, n.6596

Ai sensi dell'art. 3 r.d. 29 marzo 1942 n. 239, il pegno di titoli azionari non ha effetto nei

confronti della società emittente, se non in seguito all'annotazione nel libro dei soci, e ciò non

soltanto per l'esercizio dei diritti sociali, ma per l'effettiva disponibilità del titolo azionario,

comportante l'esercizio del diritto di credito rappresentato dal titolo stesso.

Mass. Giur. It., 1996 10

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

pegno irregolare

1851. Pegno irregolare a garanzia di anticipazione. — Se, a garanzia di uno o più crediti,

sono vincolati depositi di danaro, merci o titoli che non siano stati individuati o per i quali

sia stata conferita alla banca la facoltà di disporre (c. 1846), la banca deve restituire solo la

somma o la parte delle merci o dei titoli che eccedono l'ammontare dei crediti garantiti.

L'eccedenza è determinata in relazione al valore delle merci o dei titoli al tempo della

scadenza dei crediti (c. 1848).

Cass. civ., sez. III, 24/05/2004, n.10000

In tema di interpretazione dell'art. 1851 c.c. - norma che, riferita all'anticipazione bancaria,

costituisce tuttavia la regola generale di ogni altra ipotesi di pegno irregolare - deve ritenersi che,

qualora il debitore, a garanzia dell'adempimento della sua obbligazione, abbia vincolato al suo

creditore un titolo di credito o un documento di legittimazione individuati conferendo a

quest'ultimo anche la facoltà di disporre del relativo diritto, si esuli dall'ipotesi di pegno regolare

(artt. 1997 e 2748 c.c.) e si rientri, viceversa, nella disciplina, delineata dal predetto art. 1851 c.c.,

del pegno irregolare, in base alla quale il creditore garantito acquisisce la somma portata dal

titolo o dal documento, che dovrà restituire al momento dell'adempimento o, in caso di

inadempimento, dovrà rendere per quella parte eccedente l'ammontare del credito garantito,

determinata in relazione al valore delle cose al tempo della relativa scadenza.

Mass. Giur. It., 2004 11

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

pegno rotativo

Cass. civ., sez. I, 03/03/2004, n.4520

È legittimo, il cosiddetto pegno rotativo, che si realizza quando nella convenzione costitutiva della

garanzia le parti prevedano la possibilità di sostituire i beni originariamente costituiti in garanzia

con la conseguenza che la sostituzione posta non determina effetti novativi sul rapporto iniziale, a

condizione che risulti da atti scritti aventi data certa, che avvenga la consegna del bene e che il

bene offerto in sostituzione abbia un valore non superiore a quello sostituito. Ciò che è decisivo,

pertanto, perché possa realizzarsi una simile situazione e che possa riconoscersi l’unitarietà della

fattispecie è, anzitutto, l’esistenza di una convenzione che preveda un siffatto meccanismo di

sostituzione dei beni fatti in pegno, ferme poi restando le ulteriori suindicate condizioni.

Cass. civ., sez. I, 11/11/2003, n.16914

II patto di rotatività con il quale si prevede, sin dall’origine la sostituzione totale o parziale dei beni

oggetto della garanzia, considerati non nella loro individualità, ma per il relativo valore economico,

dà luogo alla formazione di una fattispecie progressiva che trae origine dall’accordo delle parti e si

perfeziona con la sostituzione dell’oggetto del pegno, senza necessità di ulteriori pattuizioni e,

quindi, nella continuità del rapporto originario, i cui effetti risalgono alla consegna dei beni

originariamente dati in pegno.

Cass. civ., sez. I, 27/09/1999, n.10685

La compatibilità tra continuità del rapporto di garanzia e natura reale del contratto di pegno, quando

deriva dalla convenzione con la quale le parti previdero la possibilità di sostituirne l’oggetto senza

estinzione del precedente rapporto, rende la surrogazione reale dell’oggetto del pegno conforme al

diritto positivo che prevede il c.d. patto di rotatività in virtù del quale è possibile fin dall’origine la

sostituzione totale o parziale dei beni oggetto della garanzia, considerati non nella loro individualità

ma per il loro valore economico. 12

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

- obblighi del creditore

2790. Conservazione della cosa e spese relative. — Il creditore è tenuto a custodire la

cosa ricevuta in pegno (c. 1770) e risponde, secondo le regole generali, della perdita e del

deterioramento di essa (c. 1218 ss., 1760, 1780).

Colui che ha costituito il pegno è tenuto al rimborso delle spese occorse per la

conservazione della cosa.

2792. Divieto di uso e disposizione della cosa. — Il creditore non può, senza il consenso

del costituente, usare della cosa (c. 1770) , salvo che l'uso sia necessario per la

conservazione di essa. Egli non può darla in pegno o concederne ad altri il godimento.

In ogni caso, deve imputare l'utile ricavato prima alle spese e agli interessi e poi al capitale.

2793. Sequestro della cosa. — Se il creditore abusa della cosa data in pegno, il costituente

può domandarne il sequestro (c. 2905; p. c. 670 ss.).

2794. Restituzione della cosa. — Colui che ha costituito il pegno non può esigerne la

restituzione, se non sono stati interamente pagati (c. 2799) il capitale e gli interessi e non

sono state rimborsate le spese relative al debito e al pegno (c. 1849, 1962).

Se il pegno è stato costituito dal debitore e questi ha verso lo stesso creditore un altro debito

sorto dopo la costituzione del pegno e scaduto prima che sia pagato il debito anteriore, il

creditore ha soltanto il diritto di ritenzione a garanzia del nuovo credito. 13

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

- diritti del creditore

2787. Prelazione del creditore pignoratizio. — Il creditore ha diritto di farsi pagare con

prelazione sulla cosa ricevuta in pegno (c. 2744, 2911).

La prelazione non si può far valere se la cosa data in pegno non è rimasta in possesso del

creditore o presso il terzo designato dalle parti.

Quando il credito garantito eccede la somma di lire cinquemila [euro 2,58], la prelazione

non ha luogo se il pegno non risulta da scrittura con data certa, la quale contenga sufficiente

indicazione del credito e della cosa (c. 2704, 2800, 28061).

Se però il pegno risulta da polizza o da altra scrittura di enti che, debitamente autorizzati,

compiono professionalmente operazioni di credito su pegno, la data della scrittura può

essere accertata con ogni mezzo di prova (att. c. 237).

2788. Prelazione per il credito degli interessi. — La prelazione ha luogo anche per gli

interessi dell'anno in corso alla data del pignoramento (p. c. 492, 518) o, in mancanza di

questo (p. c. 502), alla data della notificazione del precetto (p. c. 479 ss.). La prelazione ha

luogo inoltre per gli interessi successivamente maturati, nei limiti della misura legale (c.

1284), fino alla data della vendita (c. 2796).

2796. Vendita della cosa. — Il creditore per il conseguimento di quanto gli è dovuto può

far vendere la cosa ricevuta in pegno secondo le forme stabilite dall'articolo seguente (c.

2744; p. c. 502).

2797. Forme della vendita. — Prima di procedere alla vendita il creditore, a mezzo di

ufficiale giudiziario, deve intimare al debitore di pagare il debito e gli accessori,

avvertendolo che, in mancanza, si procederà alla vendita. L'intimazione deve essere

notificata anche al terzo che abbia costituito il pegno.

Se entro cinque giorni dall'intimazione non è proposta opposizione, o se questa è

rigettata, il creditore può far vendere la cosa al pubblico incanto (p. c. 534 ss.), o, se la

cosa ha un prezzo di mercato, anche a prezzo corrente (c. 1515) , a mezzo di persona

autorizzata a tali atti (att. c. 83). Se il debitore non ha residenza o domicilio eletto nel luogo

di residenza del creditore, il termine per l'opposizione è determinato a norma dell'art. 166

(ora 163-bis ) del codice di procedura civile (c. 18501) .

Il giudice, sull'opposizione del costituente, può limitare la vendita a quella tra più cose date

in pegno, il cui valore basti a pagare il debito.

Per la vendita della cosa data in pegno le parti possono convenire forme diverse.

2798. Assegnazione della cosa in pagamento. — Il creditore può sempre domandare al

giudice che la cosa gli venga assegnata in pagamento (c. 2925 ss.; p. c. 505 ss.) fino alla

concorrenza del debito, secondo la stima da farsi con perizia o secondo il prezzo corrente, se

la cosa ha un prezzo di mercato (c. 2744, 2803).

2795. Vendita anticipata. — Se la cosa data in pegno si deteriora in modo da far temere

che essa divenga insufficiente alla sicurezza del creditore, questi, previo avviso a colui che

ha costituito il pegno, può chiedere al giudice l'autorizzazione a vendere la cosa (p. c. 502).

14

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

Con il provvedimento che autorizza la vendita il giudice dispone anche circa il deposito del

prezzo a garanzia del credito. Il costituente può evitare la vendita e farsi restituire il pegno,

offrendo altra garanzia reale che il giudice riconosca idonea.

Il costituente può del pari, in caso di deterioramento o di diminuzione di valore della cosa

data in pegno, domandare al giudice l'autorizzazione a venderla oppure chiedere la

restituzione del pegno, offrendo altra garanzia reale che il giudice riconosca idonea.

Il costituente può chiedere al giudice l'autorizzazione a vendere la cosa, qualora si presenti

un'occasione favorevole. Con il provvedimento di autorizzazione il giudice dispone le

condizioni della vendita e il deposito del prezzo (p.c. 530).

2791. Pegno di cosa fruttifera. — Se è data in pegno una cosa fruttifera, il creditore, salvo

patto contrario, ha la facoltà di fare suoi i frutti (c. 821), imputandoli prima alle spese e agli

interessi e poi al capitale.

2789. Rivendicazione della cosa da parte del creditore pignoratizio. — Il creditore che ha

perduto il possesso della cosa ricevuta in pegno, oltre le azioni a difesa del possesso (c.

1168 ss.), può anche esercitare l'azione di rivendicazione (c. 948 ss.), se questa spetta al

costituente. 15

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

2799. Indivisibilità del pegno. — Il pegno è indivisibile (c. 28092) e garantisce il credito

finché questo non è integralmente soddisfatto, anche se il debito o la cosa data in pegno è

divisibile.

Cass. civ., sez. I, 05/07/2000, n.8970

Il principio di indivisibilità del pegno, contenuto nell'art. 2799 c.c., non esclude la possibilità che

il pegno stesso, unitariamente, sia concesso a garanzia di diversi crediti, purchè almeno uno di

essi sia, secondo l'accertamento del giudice di merito - non censurabile in sede di legittimità, se

sorretto da motivazione congrua ed immune da vizi logici e giuridici - sufficientemente

individuato. In tal caso, il pegno resta per intero a garanzia di quell'unico credito individuato. 16

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

Ipoteca

2808. Costituzione ed effetti dell'ipoteca. — L'ipoteca attribuisce al creditore il diritto di

espropriare, anche in confronto del terzo acquirente, i beni vincolati a garanzia del suo

credito e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dall'espropriazione.

L'ipoteca può avere per oggetto beni del debitore o di un terzo (c. 2868 ss.) e si costituisce

(c. 1376) mediante iscrizione nei registri immobiliari (c. 2827 ss.).

L'ipoteca è legale (c. 2817), giudiziale (c. 2818 ss.) o volontaria (c. 2821 ss.) (1).

2809. Specialità e indivisibilità dell'ipoteca. — L'ipoteca deve essere iscritta su beni

specialmente indicati e per una somma determinata in danaro.

Essa è indivisibile (c. 2799) e sussiste per intero sopra tutti i beni vincolati, sopra

ciascuno di essi e sopra ogni loro parte (c. 8533).

2810. Oggetto dell'ipoteca. — Sono capaci d'ipoteca:

1) i beni immobili che sono in commercio con le loro pertinenze (c. 812, 817);

2) l'usufrutto dei beni stessi (c. 326, 978 ss., 2814);

3) il diritto di superficie (c. 952 ss.);

4) il diritto dell'enfiteuta e quello del concedente sul fondo enfiteutico (c. 957 ss.).

Sono anche capaci d'ipoteca le rendite dello Stato nel modo determinato dalle leggi relative

al debito pubblico, e inoltre le navi (nav. 565 ss.), gli aeromobili (nav. 1027 ss.) e gli

autoveicoli, secondo le leggi che li riguardano.

Sono considerati ipoteche i privilegi iscritti sugli autoveicoli a norma della legge speciale

(c. 2779) (1).

2811. Miglioramenti e accessioni. — L'ipoteca si estende ai miglioramenti (c. 975, 985),

nonché alle costruzioni e alle altre accessioni (c. 934 ss.) dell'immobile ipotecato, salve le

eccezioni stabilite dalla legge (c. 2804, 2816, 2864, 28733).

******

Cass. civ., sez. II, 03/04/2000, n.3997

Il titolo costitutivo dell'ipoteca, al fine di soddisfare il requisito della specialità in riferimento al

credito garantito, deve contenere, a pena di nullità, l'indicazione dei soggetti, della fonte e della

prestazione che individuano il credito, così da assicurare la sua originaria determinatezza,

presupposto fondamentale della fattispecie ipotecaria; deve pertanto escludersi la possibilità di

un'ipoteca per crediti futuri, determinata unicamente in relazione ai soggetti del rapporto, e

ammettersi, a norma dell'art. 2852 c.c., la costituzione di ipoteca per crediti eventuali che possano

nascere in dipendenza di un rapporto già esistente, dovendo però in tal caso il titolo indicare gli

estremi idonei ad individuare "il rapporto già esistente" dal quale il credito può nascere. 17

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

- ipoteca legale

2817(*). Persone a cui compete. — Hanno ipoteca legale (c. 2874):

1) l'alienante sopra gli immobili alienati per l'adempimento degli obblighi che derivano

dall'atto di alienazione (c. 1498, 26503 , 2834, 28673);

2) i coeredi, i soci e altri condividenti per il pagamento dei conguagli sopra gli immobili

assegnati ai condividenti ai quali incombe tale obbligo (c. 723, 728, 1111, 2283, 26503 ,

28253 , 2834);

3) [lo Stato sopra i beni dell'imputato e della persona civilmente responsabile, secondo le

disposizioni del codice penale e del codice di procedura penale].

- ipoteca giudiziale

2818. Provvedimenti da cui deriva. — Ogni sentenza che porta condanna al pagamento

di una somma o all'adempimento di altra obbligazione ovvero al risarcimento dei danni

da liquidarsi successivamente è titolo per iscrivere ipoteca sui beni del debitore (c. 1565 ,

2828, 2830, 2874).

Lo stesso ha luogo per gli altri provvedimenti giudiziali ai quali la legge attribuisce tale

effetto (c. 2836; p. c. 186-ter 6 , 655) (1).

2819. Sentenze arbitrali. — Si può iscrivere ipoteca in base al lodo degli arbitri, quando è

stato reso esecutivo (p. c. 825) .

2820. Sentenze straniere. — Si può parimenti iscrivere ipoteca in base alle sentenze

pronunziate dalle autorità giudiziarie straniere, dopo che ne è stata dichiarata l'efficacia

dall'autorità giudiziaria italiana, salvo che le convenzioni internazionali dispongano

diversamente (1).

- ipoteca volontaria

2821. Concessione d'ipoteca. — L'ipoteca può essere concessa anche mediante

dichiarazione unilaterale. La concessione deve farsi per atto pubblico (c. 2699 ss.) o per

scrittura privata (c. 2702 ss., 2835), sotto pena di nullità (nav. 41).

Non può essere concessa per testamento (c. 26741 , 28822).

2822. Ipoteca su beni altrui. — Se l'ipoteca è concessa da chi non è proprietario della cosa,

l'iscrizione può essere validamente presa solo quando la cosa è acquistata dal concedente.

Se l'ipoteca è concessa da persona che agisce come rappresentante senza averne la qualità,

l'iscrizione può essere validamente presa solo quando il proprietario ha ratificato la

concessione (c. 1398, 1399).

2823. Ipoteca su beni futuri. — L'ipoteca su cosa futura può essere validamente iscritta

solo quando la cosa è venuta a esistenza (c. 458, 1348). 18

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

iscrizione, annotazione e rinnovazione

2827. Luogo dell'iscrizione. — L'ipoteca si iscrive (c. 28082) nell'ufficio dei

registri immobiliari del luogo in cui si trova l'immobile (c. 2839).

2835. Iscrizione in base a scrittura privata. — Se il titolo per l'iscrizione risulta da

scrittura privata (c. 2702 ss.), la sottoscrizione di chi ha concesso l'ipoteca deve

essere autenticata (c. 2703) o accertata giudizialmente (p. c. 214 ss.).

Il richiedente deve presentare la scrittura originale o, se questa è depositata in

pubblico archivio o negli atti di un notaio, una copia autenticata, con la certificazione

che ricorrono i requisiti innanzi indicati.

L'originale o la copia rimane in deposito nell'ufficio dei registri immobiliari (c.

2663, 26741 , 28822).

2836. Iscrizione in base ad atto pubblico o a sentenza. — Se il titolo per

l'iscrizione risulta da un atto pubblico ricevuto nello Stato (c. 2699 ss.) o da una

sentenza (p. c. 131 ss.) o da altro provvedimento giudiziale ad essa parificato (p. c.

655), si deve presentare copia del titolo.

2839. Formalità per l'iscrizione dell'ipoteca. — Per eseguire l'iscrizione deve

presentarsi il titolo costitutivo (c. 518, 2835 ss.) insieme con una nota sottoscritta

dal richiedente in doppio originale.

La nota deve indicare:

1) il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita e il numero di codice fiscale del

creditore, del debitore e dell'eventuale terzo datore di ipoteca; la denominazione o la

ragione sociale, la sede e il numero di codice fiscale delle persone giuridiche, delle

società previste dai capi II, III e IV del titolo V del libro quinto e delle associazioni

non riconosciute, con l'indicazione, per queste ultime e per le società semplici, anche

delle generalità delle persone che le rappresentano secondo l'atto costitutivo.

Per le obbligazioni all'ordine (c. 2008 ss.) o al portatore (c. 2003 ss.) si devono

osservare le norme dell'art. 2831. Per le obbligazioni all'ordine si deve inoltre esibire

il titolo al conservatore, il quale vi annota l'eseguita iscrizione dell'ipoteca. Per le

obbligazioni al portatore si deve presentare copia dell'atto di emissione e del piano di

ammortamento;

2) il domicilio eletto dal creditore nella circoscrizione del tribunale in cui ha sede

l'ufficio dei registri immobiliari;

3) il titolo, la sua data e il nome del pubblico ufficiale che lo ha ricevuto o

autenticato;

4) l'importo della somma per la quale l'iscrizione è presa (c. 2838) (1);

5) gli interessi e le annualità che il credito produce (c. 2855 );

6) il tempo della esigibilità;

7) la natura e la situazione dei beni gravati, con le indicazioni prescritte dall'art.

2826 (c. 2841 ; nav. 569) (2). 19

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

2840. Certificato dell'iscrizione. — Eseguita l'iscrizione, il conservatore restituisce

al richiedente uno degli originali della nota, certificando, in calce al medesimo, la

data e il numero d'ordine dell'iscrizione (c. 2678 ss., 28503).

I titoli consegnati al conservatore sono custoditi secondo quanto è disposto dall'art.

2664.

2841. Omissioni e inesattezze nei titoli o nelle note. — L'omissione o l'inesattezza

di alcune delle indicazioni nel titolo, in base al quale è presa l'iscrizione, o nella nota

(c. 28392) non nuoce alla validità dell'iscrizione, salvo che induca incertezza sulla

persona del creditore o del debitore o sull'ammontare del credito ovvero sulla

persona del proprietario del bene gravato, quando l'indicazione ne è necessaria, o

sull'identità dei singoli beni gravati.

Nel caso di altre omissioni o inesattezze, si può ordinare la rettificazione a istanza e

a spese della parte interessata (c. 28862).

2847. Durata dell'efficacia dell'iscrizione. — L'iscrizione conserva il suo effetto

(c. 2808) per venti anni dalla sua data. L'effetto cessa se l'iscrizione non è

rinnovata (c. 2850) prima che scada detto termine (att. c. 240).

2848. Nuova iscrizione dell'ipoteca. — Nonostante il decorso del termine indicato

dall'articolo precedente, il creditore può procedere a nuova iscrizione; in tal caso

l'ipoteca prende grado dalla data della nuova iscrizione.

La nuova iscrizione non può essere presa contro i terzi acquirenti dell'immobile

ipotecato che hanno trascritto il loro titolo (c. 2644) .

2850. Formalità per la rinnovazione. — Per ottenere la rinnovazione si presenta al

conservatore una nota in doppio originale conforme a quella della precedente

iscrizione (c. 2839) in cui si dichiari che s'intende rinnovare l'iscrizione originaria.

In luogo del titolo si può presentare la nota precedente.

Il conservatore deve osservare le disposizioni dell'art. 2840.

******

Cass. civ., sez. III, 02/10/2003, n.14675

Premesso che l'iscrizione ipotecaria ha natura di pubblicità costitutiva, e che essa prende

grado al momento della sua iscrizione, ex art. 2841 c.c., ogni volta che si verifichi una

omissione, una inesattezza o una incertezza nei titoli o nelle note di iscrizione ipotecaria,

che determini a sua volta incertezza sulla identità degli immobili gravati, ne consegue la

nullità della iscrizione ipotecaria.

Mass. Giur. It., 2003 20

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

2843. Annotazione di cessione, di surrogazione e di altri atti dispositivi del credito.

— La trasmissione o il vincolo dell'ipoteca per cessione (c. 1260 ss.), surrogazione

(c. 1201 ss.), pegno (c. 2800 ss.), postergazione di grado o costituzione in dote (c.

166-bis ) del credito ipotecario, nonché per sequestro (c. 2905 s.; p. c. 671 ss.),

pignoramento (c. 2913 ss.; p. c. 492 ss., 5442)o assegnazione (c. 2925 ss. ; p. c. 505

ss., 5542)del credito medesimo si deve annotare in margine all'iscrizione

dell'ipoteca.

La trasmissione o il vincolo dell'ipoteca non ha effetto finché l'annotazione non sia

stata eseguita (c. 28662) . Dopo l'annotazione l'iscrizione non si può cancellare senza

il consenso dei titolari dei diritti indicati nell'annotazione medesima (c. 28792) e le

intimazioni o notificazioni che occorrono in dipendenza dell'iscrizione devono essere

loro fatte nel domicilio eletto.

Per l'annotazione deve essere consegnata al conservatore copia del titolo e, qualora

questo sia una scrittura privata o un atto formato in paese estero, si applicano le

disposizioni degli artt. 2835 e 2837. ******

Cass. civ., sez. I, 21/03/2003, n.4137

L'annotazione del trasferimento dell'ipoteca, a norma dell'art. 2843 c.c., ha valore

costitutivo e si configura perciò come un elemento integrativo indispensabile della

fattispecie; ne consegue che il trasferimento dell'ipoteca a favore del creditore che abbia

soddisfatto (nella specie, in forza di obbligazione fideiussoria) il credito munito di

prelazione è inefficace nei confronti dei creditori concorrenti, ove non sia stata effettuata

l'annotazione della surrogazione.

FONTE Mass. Giur. It., 2003 21

Facoltà di giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

grado delle ipoteche

2852. Grado dell'ipoteca. — L'ipoteca prende grado (c. 2853) dal momento della

sua iscrizione (c. 28481), anche se è iscritta per un credito condizionale (c. 1357). La

stessa norma si applica per i crediti che possano eventualmente nascere in

dipendenza di un rapporto già esistente.

2853. Richieste contemporanee d'iscrizione. — Il numero d'ordine delle iscrizioni

determina il loro grado. Nondimeno, se più persone presentano contemporaneamente

la nota per ottenere iscrizione contro la stessa persona o sugli stessi immobili, le

iscrizioni sono eseguite sotto lo stesso numero, e di ciò si fa menzione nella ricevuta

spedita dal conservatore a ciascuno dei richiedenti (c. 2854).

2854. Ipoteche iscritte nello stesso grado. — I crediti con iscrizione ipotecaria

dello stesso grado (c. 2853) sugli stessi beni concorrono tra loro in proporzione

dell'importo relativo.

2855. Estensione degli effetti dell'iscrizione. — L'iscrizione del credito fa

collocare nello stesso grado le spese dell'atto di costituzione d'ipoteca, quelle

dell'iscrizione (c. 2846) e rinnovazione (c. 2847) e quelle ordinarie occorrenti per

l'intervento nel processo di esecuzione. Per il credito di maggiori spese giudiziali le

parti possono estendere l'ipoteca con patto espresso, purché sia presa la

corrispondente iscrizione.

Qualunque sia la specie d'ipoteca, l'iscrizione di un capitale che produce interessi

fa collocare nello stesso grado gli interessi dovuti, purché ne sia enunciata la misura

nell'iscrizione (c. 28392 n. 5). La collocazione degli interessi è limitata alle due

annate anteriori e a quella in corso al giorno del pignoramento (p. c. 491 ss.; nav.

576), ancorché sia stata pattuita l'estensione a un maggior numero di annualità; le

iscrizioni particolari prese per altri arretrati hanno effetto dalla loro data.

L'iscrizione del capitale fa pure collocare nello stesso grado gli interessi maturati

dopo il compimento dell'annata in corso alla data del pignoramento, però soltanto

nella misura legale (c. 1284) e fino alla data della vendita (att. c. 241) (1).

******

Cass. civ., sez. I, 09/09/2004, n.18188

Le ipoteche prendono grado unicamente a seconda dell'ordine cronologico con cui

vengono iscritte presso la Conservatoria dei registri immobiliari e ogni mutamento di

grado può avvenire solo mediante negozi giuridici bilaterali con i quali le parti

addivengano alla postergazione di detto grado. Non è sufficiente, pertanto, al fine della

postergazione del grado, la sola dichiarazione unilaterale resa da una parte.

Guida al Diritto, 2004, 45, 40

Cass. civ., sez. III, 18/02/2000, n.1869

Gli effetti dell'iscrizione ipotecaria si estendono agli interessi di cui ai commi 2 e 3 dell'art.

2855 c.c., senza che tale estensione possa intendersi contenuta entro i limiti dell'ammontare

22


PAGINE

29

PESO

215.50 KB

AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Docente: Nuzzo Mario
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof Nuzzo Mario.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto civile

Diritto civile - pubblicità e trascrizione
Appunto
Diritto civile - contratto
Appunto
Diritto civile - responsabilità patrimoniale
Appunto
Diritto civile - sanante
Appunto