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NESSO DI CAUSALITA’

Altro elemento dell’illecito è il nesso di causalità, vale a dire il collegamento tra

l’azione e l’evento dannoso. Il giudizio di responsabilità Accolla l’obbligo di

risarcimento al soggetto che con il suo comportamento ha provocato il danno o al

soggetto che si ritiene responsabile per la posizione che riveste (il proprietario per

es.) o ancora al soggetto che avendo partecipato alla creazione delle circostanze che

hanno causato il danno si ritiene possa essere accollato l’obbligo.

Il nesso di causalità assolve diverse funzioni: permette la ricostruzione degli eventi e

il collegamento tra danno e responsabile, e fa sì che si possa selezionare l’area dei

danni risarcibili.

Dal punto di vista normativo, non vi è nel codice una disciplina articolata: il

legislatore si limita a due tecniche, quella della presupposizione e del rinvio.

Presuppone cioè che l’interprete conosca la nozione di causalità quando vengano

utilizzate espressioni come cagionare, causare, cagionato, prodotto, derivato.. E rinvia

agli artt. 1223, 1226 1227 c.c. per il risarcimento. Rinvio non esaustivo in quanto

queste disposizioni presuppongono che sia già stato individuato il responsabile. La

dottrina e la giurisprudenza hanno operato altro rinvio agli artt. 40 e 41 del c.p.

Questa concezione penalistica ha influenzato dottrina e giurisprudenza civili anche

se le differenze concettuali e pratiche tra illecito civile e penale sono svariate.

Sulla nozione di causalità incide anche la descrizione dei regimi di responsabilità:

adottando il sistema del doppio binario, si devono costruire due diverse nozioni, una

riferita all’attività diretta, l’altra all’attività d’impresa. Se si accoglie il modello

articolato, conviene adottare una nozione unica.

DI RESPONSABILITA’ E CAUSALITA’

MODELLO DOPPIO BINARIO

Questo problema è stato affrontato dal Trimarchi. In sintesi, egli ritiene che vi sono

tre criteri per definire l’ambito di operatività del nesso causale e cioè:

1) la responsabilità copre i danni che anche se causati da attività coperte da

responsabilità oggettiva siano realizzazione dei rischi ai quali la vittima

sarebbe stata comunque esposta;

2) la responsabilità copre il nuovo rischio tipicamente creatosi attraverso una

particolare descrizione del rischio o degli incidenti;

3) La responsabilità non si estende agli eventi dannosi la cui gravità sia

sproporzionata al rischio tipico relativo all’attività in questione.

Così l’inevitabilità dell’evento non delimita la responsabilità oggettiva, mentre non si

ha responsabilità se la forza maggiore avesse causato lo stesso danno anche in

mancanza di un’attività d’impresa.

In tali circostanze non si può ammettere un concetto di nesso causale unitario.

La responsabilità da illecito copre i danni che siano realizzazione di un rischio

illecito, restando fuori i rischi che non raggiungono la soglia della illiceità…..


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Exxodus

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (CATANIA e RAGUSA)
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Di Rosa Giovanni.

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