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Diritto civile - la bilateralità

Appunti di Diritto civile sulla bilateralità con analisi dei seguenti argomenti trattati: il concetto di bilateralità, la bilateralità dei contratti, l'onerosità, la corrispettività, la tutela del terzo, la responsabilità,  le garanzie dell’alienante o decedente, il... Vedi di più

Esame di Diritto civile docente Prof. G. Biscontini

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La corrispettività esprime un collegamento tra le attribuzioni

patrimoniali e, come vedremo in seguito, si pone come specificazione del

profilo della liberalità.

La corrispettività si pone quale elemento idoneo a distinguere i tipi

contrattuali e quindi utile ai fini della qualificazione del contratto.

La corrispettività non coincide con l’onerosità: non tutti i contratti corrispettivi

sono onerosi e non tutti i contratti onerosi sono corrispettivi. Possono esserci

contratti a prestazioni non corrispettive ma onerosi come ad esempio la

donazione modale, e contratti a prestazioni corrispettive gratuiti come ad

esempio la donazione mista.

L’onerosità e la corrispettività operano su piani distinti:l’onerosità esprime una

valutazione prevalentemente economica (valutazione sostanziale);

la corrispettività prende in considerazione il nesso intercorrente tra le attribuzioni

patrimoniali (valutazione formale).

Nella ricerca della disciplina da applicare alla fattispecie si deve tener conto sia del profilo

formale della vicenda, sia di quello sostanziale della qualità dell’acquisto.

PROBLEMA DELL’EQUIVALENZA ECONOMICA

Si distinguono due tipi di equivalenza tra le prestazioni:

l’equivalenza soggettiva: si ha quando le parti ritengono equivalenti le prestazioni,

anche se esse non hanno contenuto economico equivalente (ad esempio le parti

ritengono equivalente il valore di uno anello d’argento a 50mila euro perché tale anello

ha grande valore affettivo); tale equivalenza non ha alcuna incidenza né sulla

corrispettività, né sull’onerosità o gratuità, attenendo alla sfera dei motivi;

l’equivalenza oggettiva: si ha quando le prestazioni sono oggettivamente

proporzionate. La sproporzione oggettiva fra le prestazioni incide solo sul profilo

dell’onerosità e della gratuità, ma non rileva ai fini della corrispettività e quindi della

qualificazione del contratto.

Le parti possono determinare un regolamento contrattuale non oggettivamente

equivalente: il contratto può concludersi anche in presenza di prestazioni non equivalenti.

Ciò è confermato anche dall’art.1349 c.c.: il contenuto del contratto può essere rimesso al

mero arbitrio del terzo.

PROBLEMI COLLEGATI ALL’ASSENZA/PRESENZA DELLA

CORRISPETTIVITÀ

DONAZIONE MODALE SEMPLICE E DONAZIONE MODALE RISOLUBILE

Esempio di donazione modale: il proprietario di un antico palazzo ne fa dono all’Università

con l’onere di restaurarlo e destinarlo a Biblioteca della Facoltà di giurisprudenza.

La donazione modale è prevista dall’art.793 c.c. Si ha quando la donazione

è gravata da un onere (modus), ossia un peso imposto dal donante a carico

del donatario (beneficiario), il quale è tenuto ad adempierlo nei limiti del

valore della cosa donata. Di regola il modus è un elemento che incide

esclusivamente sull’onerosità o gratuità dell’atto e non muta la causa del

contratto che resta la liberalità e non diventa lo scambio. Quindi il modus non

è una prestazione corrispettiva. La donazione resta non corrispettiva anche in

presenza di un modus gravoso.

Per l’adempimento dell’onere può agire, oltre il donante, qualsiasi interessato,

anche durante la vita del donante stesso. Ciò significa che in caso di

inadempimento del modus della donazione modale semplice si può chiedere

solo il risarcimento dei danni e non la risoluzione.

Quindi la donazione modale semplice è non corrispettiva ma onerosa.

La donazione modale risolubile è prevista dall’art.793, comma 4 c.c. dove si stabilisce

che “la risoluzione per inadempimento dell’onere, se preveduta dall’atto di donazione, può

essere domandata dal donante o dai suoi eredi”.

La donazione modale risolubile si ha qualora le parti abbiano previsto una clausola

risolutiva espressa per l’ipotesi di inadempimento del modus. Per Biscontini il modus, nel

caso di cui all’art.793, comma 4, incide sulla qualificazione del contratto, in quanto si

prevede un rimedio tipico ed esclusivo dei contratti a prestazioni corrispettive, ossia la

risoluzione per un contratto tipicamente non corrispettivo quale è la donazione.

Quindi, secondo l’autore, la donazione modale risolubile, in quanto

corrispettiva, non può essere donazione poiché la donazione è un contratto

non corrispettivo.

MUTUO ONEROSO E MUTUO GRATUITO

Il mutuo è disciplinato dagli artt. 1813 e ss. del c.c. “È il contratto col quale una parte

consegna all’altra una determinata quantità di denaro o di altre cose fungibili e l’altra si

obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità”.

Si discute se il mutuo sia un contratto consensuale, che si perfeziona cioè con il

consenso o se sia un contratto reale, che si perfeziona con la consegna della cosa.

Dottrina e giurisprudenza prevalente considerano il mutuo un contratto reale, che si

perfeziona con la consegna del denaro o delle cose fungibili.

Ma l’art. 1822 c.c. ammette la promessa di mutuo, ossia un contratto preliminare di

mutuo che si perfeziona con il solo scambio di consensi, con cui una parte si obbliga a

prestare un futuro consenso e a consegnare la cosa oggetto della promessa di mutuo,

quindi un contratto consensuale.

Secondo Biscontini si può giungere ad una soluzione del problema del

rapporto tra l’art.1822 (promessa di mutuo) e la qualificazione del mutuo

come contratto reale distinguendo due fattispecie del contratto di mutuo e

cioè un mutuo oneroso e un mutuo gratuito.

Tale distinzione viene fatta sulla base della assenza/presenza della

corrispettività, che come sappiamo incide sulla qualificazione del rapporto.

Quindi distinguiamo:

mutuo oneroso: è un contratto a prestazioni corrispettive con funzione di scambio.

Il mutuante consegna il denaro o altre cose fungibili in vista della controprestazione del

pagamento degli interessi e il mutuatario assolve a questa sua obbligazione in virtù

della prestazione effettuata dalla controparte. Caratteristiche sono:

è un contratto consensuale: la consegna della cosa non sarebbe elemento della

o fattispecie, ma esecuzione di un’obbligazione assunta consensualmente;

ammette, in quanto contratto consensuale, la conclusione di un preliminare;

o è possibile risolverlo per inadempimento.

o

mutuo gratuito: è un contratto a prestazioni non corrispettive nel quale è assente

la funzione di scambio. Caratteristiche sono:

è un contratto reale, che si perfeziona con la consegna;

o non può essere oggetto di preliminare;

o non è risolvibile per inadempimento. Qualora il mutuante non adempie

o all’obbligo di consegna potrà incorrere solamente in una responsabilità

precontrattuale (risarcimento del danno).

CONTRATTO DI TRASPORTO

Il contratto di trasporto è disciplinato dagli artt.1678 e ss. Con il contratto di

trasporto il vettore si obbliga, verso corrispettivo, a trasferire persone o cose da un

luogo a un altro. Anche in questo caso il carattere della corrispettività è elemento

decisivo per la qualificazione del contratto. Infatti si distinguono:

1. trasporto oneroso: la prestazione del vettore è inserita in un rapporto di

scambio, con la previsione di un corrispettivo, ossia di un compenso. Tale

contratto è corrispettivo;

2. trasporto gratuito: in questo caso la prestazione del vettore è prestata senza

previsione di corrispettivo. Manca la corrispettività. Data la mancanza di

corrispettività parte della dottrina inserisce il trasporto gratuito nella donazione.

Secondo Biscontini tale collocazione è errata, in quanto il trasporto gratuito

presenta, rispetto alla donazione, una specifica e più distinta collocazione;

3. trasporto di cortesia: qui la prestazione del vettore è assunta per mera

cortesia.

Le prime 2 ipotesi hanno natura contrattuale, mentre la terza ha carattere

extracontrattuale: in caso di trasporto di cortesia (autostop), nell’eventualità di

lesione del trasportato si potrà configurare a carico del vettore solo una

responsabilità extracontrattuale.

LA CORRISPETTIVITÀ NEI CONTRATTI DI DEPOSITO, MANDATO E SEQUESTRO

CONVENZIONALE

In questi contratti la presenza o l’assenza di un compenso non è idonea ad incidere sulla

qualificazione del contratto e quindi a determinare un diverso tipo contrattuale. Il

compenso perciò non sempre può identificarsi come corrispettivo.

Il contratto di deposito è un contrattato naturalmente gratuito: la gratuità viene meno per

la manifestazione di una diversa volontà delle parti. Quando c’è l’obbligo di pagare un

compenso questo forma oggetto di un’obbligazione accessoria che non entra nella causa

custodiae che è oggetto del contratto. Non è quindi pensabile la risoluzione del contratto

per inadempienza del soggetto che non paghi il compenso pattuito.

Nel contratto di mandato è indifferente la presenza o meno di un compenso, in quanto

tale compenso non incide sulla qualificazione del contratto e non si identifica quindi come

corrispettivo. Quindi possiamo avere mandato gratuito o mandato oneroso: nel mandato

oneroso è previsto un compenso che non incide sulla qualificazione del contratto e quindi

non può identificarsi come corrispettivo.

Stessa cosa vale per il sequestro convenzionale che è “il contratto col quale due o più

persone affidano a un terzo una cosa o una pluralità di cose, rispetto alla quale sia nata tra

esse una controversia, perché la custodisca e la restituisca a quella a cui spetterà quando

la controversia sarà definita”.

Se viene pattuito un compenso per il sequestratario, il contratto è a titolo oneroso, ma il

compenso non incide sulla qualificazione del contratto e quindi non può identificarsi come

corrispettivo.

Quindi sono 3 ipotesi in cui la valutazione economica non incide sulla qualificazione, visto

che si tratta di contratti non corrispettivi che possono essere:

onerosi, se previsto un controvalore economico;

gratuiti se tale controvalore economico non è previsto.

Solo nel momento in cui il controvalore economico assume la veste di corrispettivo si ha

un contratto sinallagmatico, ad esempio il contratto d’opera.

LA FIGURA DEL NEGOZIO MISTO

Secondo la dottrina tradizionale il negozio misto sarebbe caratterizzato dalla

presenza di più cause che convergono nell’unicità di un tipo negoziale.

Per quanto riguarda la disciplina ad esso applicabile sono state elaborate 3

teorie:

1. teoria dell’assorbimento, secondo la quale al contratto misto sarebbe

applicabile la disciplina del contratto che presenta elementi prevalenti

sull’altro o sugli altri;

2. teoria dell’analogia, secondo la quale al contratto misto sarebbe

applicabile, per analogia, la disciplina dettata per i contratti più similari;

3. teoria della combinazione, secondo la quale al contratto misto sarebbe

applicabile, ciascuna per la parte relativa, la disciplina dei singoli contratti

che concorrono alla formazione del contratto misto.

Secondo Biscontini la figura del negozio misto non esiste nel nostro

ordinamento giuridico.

Il negozio misto non è autonomamente configurabile, in quanto esso si

può risolvere in:

un contratto tipico;

un contratto atipico;

un collegamento negoziale.

Secondo l’autore le 3 teorie di cui sopra non sembrano idonee a

spiegare il fenomeno del negozio misto.

La teoria dell’assorbimento non fa altro che estendere al contratto misto la stessa

disciplina prevista per il contratto tipico e quindi riconduce il contratto misto ad un contratto

tipico.

Secondo le teorie dell’analogia e della combinazione il contratto misto viene ad inserirsi tra

i contratti atipici, in quanto tali teorie comportano l’applicabilità in parte della disciplina di

un contratto tipico ed in parte di un altro contratto tipico per cui il risultato è un

regolamento di interessi non inquadrabile in un contratto tipico.

Secondo Biscontini il negozio misto costituisce un fenomeno negoziale

complesso dove sono presenti una pluralità di prestazioni.

Occorre allora accertare se tali prestazioni siano rivolte ad attuare un unico

interesse o più interessi autonomi ma funzionalmente diretti al

raggiungimento di un risultato unitario.

Nel primo caso, se la pluralità di prestazioni implica un unico interesse , un'unica

funzione, allora avremmo un unico fenomeno negoziale che si risolve in un contratto

tipico o atipico.

Nel secondo caso, se la pluralità di prestazioni implica più interessi autonomi, ossia

una pluralità di funzioni, si avrebbe una pluralità di fattispecie e avremo il fenomeno del

collegamento negoziale.

Per Biscontini, se ci sono più funzioni, la fattispecie non può essere unitaria. Ad ogni tipo

contrattuale infatti, corrisponde solo una funzione, solo una minima unità effettuale, ad

ogni contratto corrisponde soltanto una funzione.

LA DONAZIONE. CARATTERISTICHE DELLA DONAZIONE

Ex art.769 c.c. la donazione è il contratto col quale, per spirito di liberalità,

un parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o

assumendo verso la stessa un’obbligazione.

La dottrina tradizionale ritiene che requisiti essenziali della donazione sono:

1. requisito oggettivo: l’arricchimento del donatario cui corrisponde

l’impoverimento del donante;

2. requisito soggettivo: lo spirito di liberalità (animus donandi) del donante, ossia

l’intenzione di compiere una liberalità.

Secondo Biscontini questi due elementi non sono essenziali per la

qualificazione del contratto. Ciò che caratterizza la donazione è la

mancanza di corrispettività.

Osservazioni sull’animus donandi.

Secondo l’autore l’animus donandi non rileva ai fini della qualificazione

del contratto.

Esso fuoriesce dalla causa della donazione e rimane nella sfera dei motivi.

Anche qualora si accogliesse una nozione puramente soggettiva di causa

(scopo comune immediato perseguito dalle parti), l’animus donandi non vi

rientrerebbe perché esso non è comune ad entrambe le parti, in quanto

manca in capo al destinatario, il quale tende solo a ricevere la liberalità.

Lo spirito di liberalità, quindi, attiene al profilo soggettivo e va distinto dal profilo

funzionale, il quale è l’unico idoneo ai fini della qualificazione del contratto.

Si può donare per affetto o per beneficenza, per amore di fama o desiderio di fasto o

ancora per cattivarsi l’altrui favore, quindi per motivazioni diverse da quelle della pura

liberalità.

L’autore distingue due modi in cui si può intendere l’animus donandi:

1. in senso negativo come assenza di costrizione;

2. in senso positivo come libertà di scelta del donatario da parte del

donante.

L’animus donandi inoltre è anche presente in altre fattispecie diverse dalla donazione. Ad

esempio, inteso come “mancanza di costrizione”, è presente anche nell’adempimento

delle obbligazioni naturali, nella confessione giudiziale di un debito inesistente, nella

volontaria mancata interruzione della prescrizione.

Inoltre, inteso come “libertà di scelta del donatario da parte del donante”, non è presente in

tutte le ipotesi riconducibili al tipo. Ci sono infatti fattispecie donative in cui manca

l’elemento della libera scelta del donatario, come ad esempio la donazione rimuneratoria

(art.770 c.c.), ossia quella fatta per riconoscenza o in considerazione dei meriti del

donatario o per speciale rimunerazione. Anche se l’animus donandi, inteso come libertà di

scelta del beneficiario da parte del donante, nella donazione rimuneratoria manca,essa

resta comunque una donazione: ciò implica che lo spirito di liberalità non è elemento

essenziale del contratto di donazione.

Osservazioni sull’arricchimento del donatario.

Anche l’arricchimento del donatario non è, secondo Biscontini, elemento di

qualificazione della donazione.

Esso può essere inteso:

1. in senso economico;

2. in senso giuridico.

Sotto il profilo economico l’arricchimento del donatario non può considerarsi elemento

qualificante la donazione in quanto:

esso non costituisce una esclusiva della donazione, perché è presente anche in

altri negozi cosiddetti gratuiti, diversi dalla donazione;

inoltre esso può venire meno in presenza di determinate vicende sopravvenute alla

donazione, ad esempio con l’azione di riduzione o con il sopraggiungere

dell’obbligo alimentare. La donazione, infatti, può essere oggetto di azione di

riduzione da parte dei legittimari nel caso abbia leso la loro quota ed il donatario è

obbligato, con precedenza su ogni altro obbligato, a prestare gli alimenti al donante

(a meno che si tratti di donazione fatta in riguardo di un matrimonio o di una

donazione rimuneratoria);

infine tale elemento potrebbe mancare sin dall’inizio come nella donazione modale

a causa della previsione del modus.

I

nteso in senso giuridico, l’arricchimento del donatario consiste nell’attribuzione al

donatario di un determinato diritto patrimoniale senza corrispettivo.

Analogamente all’arricchimento in senso economico, occorre rilevare che l’arricchimento

in senso giuridico è fenomeno presente anche in altri contratti gratuiti, ad es. nel comodato

e nel mutuo gratuito. Infatti, anche in questi casi, il beneficiario acquista, sia pur

temporaneamente, una situazione giuridica soggettiva senza il pagamento di un

corrispettivo.

CAUSA DELLA DONAZIONE

La causa della donazione è la produzione di un effetto reale o

obbligatorio senza corrispettivo.

NEGOZIO MISTO CON DONAZIONE O DONAZIONE MISTA

Poiché secondo Biscontini il contratto misto non è configurabile come autonoma

figura negoziale, il cosiddetto negotium mixtum cum donatione per l’autore non è un

negozio misto.

Si tratta di un’operazione negoziale ascrivibile nelle cosiddette donazioni indirette.

Ipotesi tipica di contratto misto con donazione è quello di vendita di un immobile ad un

prezzo di gran lunga inferiore al suo valore. Si tratta di un contratto che a livello formale

presenta le caratteristiche proprie di una compravendita, ma sostanzialmente realizza un

effetto di parziale gratuità in quanto con essa si realizza un arricchimento dell’acquirente

ed una diminuzione patrimoniale del venditore.

Quindi la donazione mista dal punto di vista formale è qualificata dall’elemento della

corrispettività e va inserita nei contratti di scambio. Tuttavia essendo caratterizzata,nella

sostanza, da gratuità, può rientrare nell’ambito delle donazioni indirette. La donazione


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Appunti di Diritto civile sulla bilateralità con analisi dei seguenti argomenti trattati: il concetto di bilateralità, la bilateralità dei contratti, l'onerosità, la corrispettività, la tutela del terzo, la responsabilità,  le garanzie dell’alienante o decedente, il problema dell'equivalenza economica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Camerino - Unicam
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Camerino - Unicam o del prof Biscontini Guido.

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