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Diritto civile - l'accettazione con beneficio d'inventario

Appunti di Diritto civile per l'esame del professor Lonardo sull'accettazione con beneficio d'inventario. Gli argomenti trattati sono i seguenti: gli effetti, il beneficio d'inventario e la persona giuridica, la prescrizione, la decadenza, i poteri e gli obblighi dell'erede, i limiti nell'amministrazione, la liquidazione dei creditori ereditari, la... Vedi di più

Esame di Diritto civile docente Prof. L. Lonardo

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PRESCRIZIONE I termini sono quelli ordinari secondo i quali il chiamato

all'eredità, che non è nel possesso di beni ereditari, può fare la dichiarazione di

accettare col beneficio di inventario fino a che il diritto di accettare non è prescritto.

DECADENZA. Tale decadenza comporta, per la dottrina prevalente e per la

Cassazione con sent. del 1979, la incapacità per la persona giuridica a succedere

nell'eredità (in quanto la persona giurid., se vuole accettare efficacemente, deve farlo

con beneficio di inventario; se essa decade da tale beneficio, la sua accettazione

diventerà inefficace per causa sopravvenuta). Peraltro, ribatte tale dottrina, se

seguissimo quanto dice la norma (chi decade dal beneficio diviene erede puro e

semplice), verrebbe meno ogni tutela di coloro nel cui interesse è prescritta

l'osservanza dei termini e delle modalità da eseguire per conservare il beneficio).

Per altra parte della dottrina tale decadenza comporta, come è previsto espressamente

dalla norma, seppur generica, dell'art.487 2° comma, il divenire erede puro e

semplice.

B.- Non vige invece l'eccezione fissata dall'art.489 per gli incapaci. Le persone

giuridiche decadono dal beneficio se i loro rappresentanti non abbiano osservato le

norme in materia di accettazione beneficiata.

L'art.489 fissa un eccezione che riguarda solo gli incapaci: essi non decadono se entro

anno dalla maggiore età o dal cessare dello stato d'interdizione o d'inabilitazione si

sono conformati alle surriferite norme.

La ragione della esclusione della persona giuridica da tale norma è da ricollegarsi al

fatto che la norma medesima è speciale agli incapaci: infatti presuppone che gli

incapaci possano divenire capaci (per i minori questo accade sempre con la maggiore

età) e che sia equo consentire loro di adeguarsi alle norme. Le persone giuridiche

invece rimarranno sempre tali.

POTERI E OBBLIGHI DELL'EREDE CON BENEFICIO D'INVENTARIO

CHIAMATO Prima di accettare, il chiamato ha i poteri ex art. 460; se il chiamato ha

il possesso dei beni, ha la legittimazione passiva processuale. Qualora al chiamato

venga fissato dall'A.G. un termine per accettare, richiesto sulla base di un'actio

interrogatoria, entro questo termine dovrà anche fare l'inventario (qualora egli voglia

accettare un'eredità beneficiata).

EREDE

LIMITI NELL'AMMINISTRAZIONE In qualità di dominus egli può compiere

qualunque atto di amministrazione sui beni ereditati, tuttavia, vista la particolare

destinazione di quel patrimonio, egli deve rispettare (a pena talvolta di decadenza,

talaltra di risarcimento danni) alcuni limiti.

Innanzi tutto egli risponde dell'amministrazione dei beni ereditari solo quando ricorre

colpa grave.

Ha l'obbligo di rendere conto della sua amministrazione ai creditori e ai legatari, i

quali possono fare assegnare un termine all'erede dal pretore del luogo in cui si è

aperta la successione. Se egli non rispetta tale termine, può venire costituito in mora:

in tale caso può essere costretto al pagamento dei creditori ereditari o dei legati con i

propri beni (cioè decade dal beneficio) (496-7).

Se i creditori o altri aventi interesse lo richiedono, l'erede deve dare idonea garanzia

per il valore dei beni mobili compresi nell'inventario, per i frutti degli immobili e per

il prezzo dei medesimi che sopravanzi al pagamento dei creditori ipotecari (492).

L'erede può alienare o sottoporre a pegno o ipoteca beni ereditari, o transigere

relativamente a questi beni. Per tali atti di straordinaria amministrazione devono

ricorrere alcuni requisiti (non richiesti invece per gli atti di ordinaria

amministrazione. Per la divisione è stata discussa l'opportunità di tali requisiti: alcuni

sostenevano che essa non potrebbe mai pregiudicare i creditori ereditari e i legatari;

in realtà tale possibilità non può essere esclusa sicché anche per la divisione sono

necessari tali requisiti.

1) richiedere l'autorizzazione giudiziaria osservando le forme prescritte dal codice di

procedura civile (cioè proporre ricorso diretto per i mobili al pretore e per gli

immobili al tribunale del luogo in cui si è aperta la successione. Nel caso in cui i beni

appartengano a incapaci deve essere sentito il giudice tutelare). Per i beni mobili

l'autorizzazione non è necessaria trascorsi cinque anni dalla dichiarazione di accettare

con beneficio d'inventario;

2) l'atto di amministrazione richiesto deve essere connesso con l'attività di

liquidazione del patrimonio ereditario (cioè l'atto deve essere determinato da

necessità o utilità evidenti del patrimonio medesimo).

2 bis) Tale requisito non è richiesto per gli incapaci (per i quali il beneficio è

obbligatorio): l'atto può essere richiesto per soddisfare esigenze urgenti dell'incapace

medesimo;

3) compiere la vendita dei beni ereditari nelle forme del pubblico incanto.

L'erede che non osservi tali requisiti decade dal beneficio d'inventario e diviene erede

puro e semplice.

LIQUIDAZIONE DEI CREDITORI EREDITARIE E DEI LEGATARI Deve

liquidare i diritti dei creditori ereditari e dei legatari (nell'esercizio di tale funzione

egli è titolare di un ufficio di diritto privato).

Per la liquidazione dei debiti vi sono tre modi

1. liquidazione individuale: è necessario che trascorso un mese dalla accettazione e

dalle relative formalità, che i creditori o legatari non si oppongono e l'erede non

intenda promuovere la liquidazione concorsuale. In tale liquidazione l'erede paga i

creditori e i legatari alla spicciolata, a misura che si presentano, salvi i loro diritti di

poziorità.

Esaurito l'asse ereditario, i creditori rimasti insoddisfatti hanno soltanto diritto di

regresso contro i legatari (ancorché di cosa determinata appartenente al testatore), nei

limiti del valore del legato. Tale diritto si prescrive in tre anni dal giorno dell'ultimo

pagamento, salvo che il credito si sia anteriormente prescritto.

Se si segue tale liquidazione, la separazione dei patrimoni termina per quanto

riguarda i beni mobili allo scadere dei 5 anni dalla dichiarazione di accettazione

beneficiata (493 2°c.). I beni immobili rimangono invece eternamente ereditari,

perciò l'erede, se vuole raggiungere la confusione dei due patrimoni, deve compiere

uno di quegli atti che comportano la perdita del beneficio.

2. liquidazione concorsuale. Si ha tale liquidazione nelle seguenti ipotesi: non è

ancora trascorso un mese dalla accettazione e dalle relative formalità, o i creditori o

legatari si siano opposti alla intenzione dell'erede di promuovere la liquidazione

concorsuale; oppure è stato l'erede stesso a decidere per tale forma di liquidazione. I

momenti essenziali di questa procedura sono i seguenti

a) formazione dello stato passivo, che si attua invitando i creditori a presentare le

dichiarazioni di credito (l'invito è spedito per raccomandata ai creditori e ai legatari

dei quali è noto il domicilio o la residenza ed è pubblicato nel foglio degli annunzi

legali della provincia)

b) liquidazione dell'attivo: si attua alienando i beni necessari a pagare i debiti, una

volta formato lo stato passivo e cioè scaduto il termine entro il quale devono

presentarsi le dichiarazioni di credito. (L'erede provvede, con l'assistenza del notaio, a

liquidare le attività ereditarie facendosi autorizzare alle alienazioni necessarie. Se


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto civile per l'esame del professor Lonardo sull'accettazione con beneficio d'inventario. Gli argomenti trattati sono i seguenti: gli effetti, il beneficio d'inventario e la persona giuridica, la prescrizione, la decadenza, i poteri e gli obblighi dell'erede, i limiti nell'amministrazione, la liquidazione dei creditori ereditari, la perdita del beneficio.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Lonardo Loris.

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