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Diritto civile - azione revocatoria Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto civile sull'azione revocatoria. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l'azione revocatoria ordinaria, la revocatoria fallimentare, gli atti a titolo oneroso, i pagamenti, le garanzie, i pegni, le anticresi e le... Vedi di più

Esame di Diritto civile docente Prof. M. Nuzzo

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Facoltà di Giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile (progredito) – Prof. Mario Nuzzo

Azione revocatoria ordinaria

Art. 2901. Condizioni. — 1. Il creditore, anche se il credito è soggetto a condizione

o a termine, può domandare (c. 2652 n. 5)

che siano dichiarati INEFFICACI NEI SUOI CONFRONTI

gli atti di disposizione del patrimonio

con i quali il debitore rechi pregiudizio alle sue ragioni (c. 524, 1113),

quando concorrono le seguenti condizioni:

1) che il debitore conoscesse il pregiudizio che l'atto arrecava alle ragioni del

creditore o, trattandosi di atto anteriore al sorgere del credito, l'atto fosse

dolosamente preordinato al fine di pregiudicarne il soddisfacimento;

2) che, inoltre, trattandosi di atto a titolo oneroso, il terzo fosse consapevole del

pregiudizio e, nel caso di atto anteriore al sorgere del credito, fosse partecipe

della dolosa

2. Agli effetti della presente norma, le prestazioni di garanzia, anche per debiti

altrui, sono considerate atti a titolo oneroso, quando sono contestuali al credito

garantito.

3. Non è soggetto a revoca l'adempimento di un debito scaduto (c. 1183).

4. L'inefficacia dell'atto non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi di

buona fede, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di revocazione (c. 2652

n. 5, 2690). Facoltà di Giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile (progredito) – Prof. Mario Nuzzo

Art. 2902. Effetti. — 1. Il creditore,

ottenuta la dichiarazione di ,

INEFFICACIA

può promuovere nei confronti dei terzi acquirenti le azioni esecutive (c.

29102) o conservative (c. 2905) sui beni che formano oggetto dell'atto

impugnato.

2. Il terzo contraente, che abbia verso il debitore ragioni di credito

dipendenti dall'esercizio dell'azione revocatoria, non può concorrere sul

ricavato dei beni che sono stati oggetto dell'atto dichiarato inefficace, se

non dopo che il creditore è stato soddisfatto.

Art. 2901, comma 4. L'inefficacia dell'atto non pregiudica i diritti

acquistati a titolo oneroso dai terzi di buona fede, salvi gli effetti della

trascrizione della domanda di revocazione (c. 2652 n. 5, 2690).

Art. 2652 Domande riguardanti atti soggetti a trascrizione. Effetti

delle relative trascrizioni rispetto ai terzi. — 1. Si devono trascrivere,

qualora si riferiscano ai diritti menzionati nell'art. 2643 (c. 2690), le

domande giudiziali indicate dai numeri seguenti, agli effetti per

ciascuna di esse previsti (c. 2654 , 2668; att. c. 225 ss.):

(omissis)

5) le domande di revoca degli atti soggetti a trascrizione, che siano

stati compiuti in pregiudizio dei creditori (c. 2901).

La sentenza che accoglie la domanda non pregiudica i diritti

acquistati a titolo oneroso dai terzi di buona fede in base a un atto

trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda;

2903. Prescrizione dell'azione. — 1. L'azione revocatoria si prescrive in

dalla data dell'atto (c. 2934 ss.).

CINQUE ANNI

2904. Rinvio. — 1. Sono salve le disposizioni sull'azione revocatoria in materia fallimentare e

in materia penale. Facoltà di Giurisprudenza

anno acc. 2007/2008

Diritto civile (progredito) – Prof. Mario Nuzzo

*****

Cass. civ., Sez. I, 08/04/2003, n.5455

L'azione revocatoria ha una finalità cautelare e conservativa del diritto di credito, essendo diretta a

conservare nella sua integrità la garanzia generica assicurata al creditore dal patrimonio del

debitore. In coerenza con tale sua unica funzione l'azione predetta, ove esperita vittoriosamente,

non travolge l'atto di disposizione posto in essere dal debitore, ma semplicemente determina

l'inefficacia di esso nei soli confronti del creditore che l'abbia esperita per consentire allo stesso

di esercitare sul bene oggetto dell'atto, l'azione esecutiva per la realizzazione del credito. Ne

consegue che detta azione non può essere esercitata dall'assegnatario della casa coniugale al fine di

inibire, agli acquirenti dell'immobile venduto dal coniuge titolare del bene, di chiedere la consegna

dello stesso in conseguenza dell'atto di acquisto.

Cass. civ., Sez. II, 02/02/2000, n.1131

Nell'ipotesi in cui un immobile venga alienato in tempi successivi a due diversi soggetti dei quali

solo il secondo trascriva il proprio acquisto rendendolo così opponibile al primo, quest'ultimo ha

diritto al risarcimento del danno e, per conservare la garanzia relativa al proprio credito, può

esercitare l'azione revocatoria della seconda alienazione; tuttavia, poichè la seconda alienazione è

anteriore al credito da tutelare (che nasce solo con la trascrizione), ai fini dell'accoglimento della

revocatoria non è sufficiente la mera consapevolezza della precedente vendita da parte del secondo

acquirente, ma è necessaria la prova della partecipazione di quest'ultimo alla dolosa

preordinazione dell'alienante, consistente nella specifica intenzione di pregiudicare la garanzia

del futuro credito.

Cass. civ. Sez. III, 21/07/2006, n. 16756

L'adempimento di un debito scaduto non è, ai sensi dell'art. 2901, comma terzo, cod. civ., soggetto a

revocazione e tale esenzione trova la sua ragione giustificatrice nella natura di atto dovuto della

prestazione del debitore, una volta che si siano verificati gli effetti della mora di cui all'art. 1209

cod. civ. Questa esclusione trova applicazione anche con riferimento all'azione revocatoria

esercitata avverso l'alienazione di un bene immobile da parte del debitore qualora il relativo prezzo

sia stato destinato, anche in parte, al pagamento di debiti scaduti del venditore-debitore, atteso che,

in tale ipotesi, la vendita riveste carattere di strumentalità necessaria nei riguardi del

soddisfacimento di debiti scaduti, che è da sola sufficiente ad impedire la revocabilità dell'atto di

disposizione, a condizione, però, che venga accertata la sussistenza della necessità di procedere

all'alienazione, quale unico mezzo al quale il debitore, privo di altre risorse, poteva far ricorso per

procurarsi il denaro, salva restando la revocabilità degli ulteriori atti con i quali il debitore abbia

disposto della somma residua. (Cassa con rinvio, App. Firenze, 29 Aprile 2002)


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Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto civile sull'azione revocatoria. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l'azione revocatoria ordinaria, la revocatoria fallimentare, gli atti a titolo oneroso, i pagamenti, le garanzie, i pegni, le anticresi e le ipoteche giudiziali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Docente: Nuzzo Mario
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof Nuzzo Mario.

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