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Diritto canonico

Diritto ecclesiastico e diritto canonico

Diritto ecclesiastico: diritto dello stato che regolamenta il fenomeno religioso. Rimane esclusivamente un diritto statuale, proveniente dagli organi del nostro ordinamento.

Diritto canonico: non è il diritto dello stato italiano, è il diritto di un ordinamento giuridico diverso dallo stato italiano, è il diritto dell’ordinamento giuridico della chiesa cattolica. Studiamo un diritto extra statuale.

Chiesa: insieme di tutti i fedeli; il popolo di Dio di tutto il mondo. Il diritto canonico è → sovranazionale (i battezzati, il battesimo è il primo sacramento di iniziazione).

Città del Vaticano

Città del Vaticano: entità territoriale, stato indipendente e sovrano il cui capo è il pontefice. Batte moneta solo per i collezionisti, usa l’euro ma non fa parte dell'Unione Europea, stampa i propri francobolli, esercito di guardie svizzere e armi del 15 sec.

La chiesa ha rivendicato il potere di stabilire gli ordinamenti giuridici attraverso la donazione di Costantino; prima dell’unità d'Italia la chiesa aveva il controllo sullo stato → pontificio. Con l’unità viene “annesso” al regno d'Italia con capitale Torino.

Dopo la capitale si sposta a Firenze fino al 1870 quando, in seguito alla breccia di Porta Pia, i sardo-piemontesi entrano a Roma (ultima città dello stato pontificio). I francesi nel 70 erano impegnati contro i prussiani, quindi la difesa dello stato pontificio era più debole. Resistenza nulla, il pontefice si rifugia entro le mura leonine (attuale stato vaticano). Il Papa diventa suddito del re d’Italia.

L’anno seguente si emanano le leggi sulle Quarantigie (garanzie), si garantiva al pontefice il potere di un capo di stato. Si apre la questione romana: il pontefice emana il non expedit in cui invita i cattolici a non prendere posizione nel nuovo ordinamento italiano.

Mussolini capisce che il consenso alla sua dittatura poteva essere rafforzato dalla soluzione della questione romana, affinché il cittadino si potesse riconoscere completamente nel modello del → regime fascista si arriva nel 1929 ai Patti Lateranensi.

Patti Lateranensi

Sono 3 documenti: un trattato internazionale (trattato del Laterano) con cui si disegnano i confini dello stato della Città del Vaticano e gli si attribuisce piena sovranità; convenzione finanziaria che regola i rapporti economici tra Italia e lo stato Città del Vaticano; il concordato tra Italia e Santa Sede che regolamenta la posizione dei cittadini cattolici in Italia (materia di diritto ecclesiastico).

Santa Sede e lingue ufficiali

Santa sede: è il pontefice e i suoi collaboratori, in particolare la segreteria di stato (portavoce del pontefice che tiene i rapporti con gli ordinamenti statali). Palazzo del Laterano gode di extra territorialità, a San Pietro vi è una convenzione con l’Italia per cui è permesso alle autorità italiane di mantenere l’ordine. In questo ambito non vi sono articoli, ma canoni (regola).

Il diritto canonico ha una lingua ufficiale: il latino; se parliamo invece dello stato Città del Vaticano, l’altra lingua ufficiale è l’italiano. I documenti della chiesa vengono comunque poi tradotti in più lingue.

Storia del Vaticano

Perché Si chiama Vaticano? Perché sorge sul colle Vaticanus, ex zona paludosa fuori dalle mura di Roma, che venne adibita a necropoli (si narra che in quel territorio sia stato sepolto San Pietro (64 / 67 d.C.), crocifisso a testa in giù, perché i cattolici furono accusati di aver incendiato Roma). Successivamente nel 16esimo sec iniziarono a costruire San Pietro.

Nel 1506 Giulio II inizia a far costruire l’attuale cattedrale di San Pietro: la cupola e il baldacchino sono sulla verticale del luogo di sepoltura del santo.

Categorie di fonti

  • Diritto divino: (fonte principale) Derivano direttamente da Dio, parola di Dio (es. matrimonio esiste perché Cristo ha partecipato a un matrimonio; solo i preti amministrano i sacramenti perché Cristo tra gli apostoli non ha ammesso donne, perché tutto questo deriva dalla parola di Dio. Una parte del diritto canonico è di due tipi rivelato e naturale (regole con cui Dio ha creato l’uomo). Il diritto rivelato è suscettibile di interpretazione attraverso la traditio.
  • Diritto umano: creato dalle istituzioni nel corso dei secoli; in ambito canonico viene chiamato diritto ecclesiastico.

Periodi del diritto canonico

  • Ius vetus: dalla nascita del diritto canonico (anno 0) al 1140 circa, data non certa ma data in cui generalmente si riconosce la nascita del decretum magistri Gratiani (della concordanza dei canoni discordanti). Basato su antico testamento e dati apostoli.
  • Ius novum: dal decreto di Graziano al concilio di Trento 1542-1563 (dogmi fondamentali della religione cattolica per salvaguardarla dai cristiani protestanti).
  • Ius novissimum: dal concilio di Trento ad oggi.

Ius vetus

Durante lo ius vetus la chiesa non ha avuto vita semplice, tra le persecuzioni tra cui quella di Nerone. Questa situazione cessa nel 313 d.C. con l’editto di Milano: la religione cristiana viene considerata lecita. L’impero romano attaccato dai barbari, dopo Teodosio, si divide (395 d.C.): Onorio ha Occidente e Arcadio quello d’Oriente.

Il diritto canonico riguarda sia il diritto della chiesa latino sia quello delle chiese orientali (ortodossi in comune con la chiesa cattolica cristiana, copti). Poco dopo l’Occidente cade (476 d.C.), mentre l’impero d’Oriente cade quasi 1000 anni → dopo nel 1453 d.C. si crea una divisione tra le due chiese, che solo in seguito verrà ricucita. 1542-1563 concilio di Trento.

→ 1869-70 primo concilio vaticano riunione di tutti i vescovi del mondo, per prendere → decisioni fondamentali sulla vita della chiesa. 1917 primo codice di diritto canonico libro in cui sistematicamente è presente la disciplina della materia, sul disegno dei codici napoleonici (prima c’era il corpus iuris canonici).

Concilio Vaticano II

Concilio vaticano secondo 1962-65: voluto da Giovanni XXIII e continuato da Paolo VI, concilio che vuole “modernizzare” la chiesa (messa non più in latino, il prete → guarda i fedeli ecc). 1929 concordato stato – chiesa Patti Lateranensi.

1983 viene pubblicato il nuovo codice di diritto canonico. 1990 Giovanni Paolo II fa uscire il nuovo canone delle chiese orientali che disciplina la chiesa orientale (armeni, ortodossi, copti) in comunione con quella di Roma.

Le chiese orientali sono il frutto del permanere per quasi mille anni dell'impero → romano d’Oriente distanza fisica e politica tra il pontefice di Roma e le chiese che rimanevano all’interno di un impero.

Ius vetus e sviluppo del diritto canonico

Ius vetus: nei primi due secoli il diritto canonico è un diritto rudimentale ma le prime comunità cristiano si organizzano, quindi è un diritto che tutela e protegge le prime comunità cristiane, da un punto di vista dei principi è regolato essenzialmente dai → precetti ricavabili dalla sacra scrittura vangeli, atti degli apostoli, lettere degli → apostoli ossia dal diritto divino rivelato. Contemporaneamente, vedono la luce i primi scritti liturgici.

A partire dal III secolo, gli scritti di diritto canonico si arricchiscono grazie ai padri → della chiesa (S. Agostino, Ambrogio e Girolamo) i loro insegnamenti assumono un valore normativo. A partire dal IV secolo iniziano a crearsi delle riunioni di vescovi e sono questi i primi concili ecumenici (concilio di Nicea, Costantinopoli, Calcedonia). Alla fine dei concili c’è la raccolta dei canoni conciliari, ossia di ciò che viene deciso in concilio.

Tra V e VI secolo il pontefice inizia a intervenire nella vita delle comunità locali con → provvedimenti di carattere normativo o amministrativo decretales o canones. La struttura gerarchica della chiesa, inizia a crearsi. Questo ha fatto sì che iniziarono, sempre nel V sec, le prime raccolte di decretali e canoni; parallelamente, soprattutto inizialmente in Irlanda e Scozia iniziano a → diffondersi i libri penitenziali si inizia ad avere una sorta di diritto penale, dove si → modulava la penitenza a seconda del soggetto che l’aveva trasgredita anche il → diritto canonico ha un diritto penale (non si può avvalere dell’uso della forza es. la scomunica). I decretali del pontefice spesso vengono raccolti in collezioni di canoni e decretali es la dionisiana di Dionigi Piccolo.

Decreto di Graziano

DECRETO DI GRAZIANO: Monaco insegnante a Bologna e intorno al 1140 si pensa scrisse il Concordia → discordantium canonum (della concordia dei canoni discordanti) mette ordine tra canoni discordanti tra loro, perché i tribunali ecclesiastici interpretavano troppo liberamente i canoni.

Alla luce di determinate fonti, inizia a porre ordine in questi canoni discordanti: testi biblici, canoni dei concili, canoni dei pontefici (normativa di Gregorio Magno), scritti dei padri della chiesa (S. Agostino); essendo un insegnante universitario tiene presente i testi di diritto romane non che le penitentiali. Si vogliono eliminare le antinomie della normativa canonica, ritrovando concordanza logica dei canoni e andando a ricavare da ciascun canone, lo spirito del precetto, quello che graziano chiamava le grationis (logica per cui viene emanata una norma) e contemporaneamente va a ricercare anche lo spirito dei precetti delle autorità.

Il decreto viene realizzato in libri il cui primo è dedicato alla fonti del diritto canonico, il secondo all’organizzazione funzioni e poteri del clero, alle norme di procedure nella cause ecclesiastiche, in quarto ai reati e alle sanzioni di natura religiosa, il quinto alla disciplina giuridica dei sacramenti. Graziano si avvale della scuola di Bologna e usa gli stessi metodo interpretativi dei glossatori: collega e commenta le fonti, indica l'interpretazione differenti e allega ad → esse le autoritates della dottrina riesce a individuare l’interpretazione corretta. Così graziano ottiene una grande razionalizzazione del diritto canonico.

Gregorio IX e il Liber Extra

Gregorio IX emana una serie di atti normativi detti decretales e li nomina “Liber extra” → Graziano non è un uomo che il papa incaricò per la composizione, ma Gregorio capisce che c’è la possibilità di dare una svolta all’ordinamento canonico: egli stabilisce che il diritto canonico fosse contenuto solamente nell’opera di Graziano, → aggiornata dal Liber extra attribuisce all’opera di Graziano l’esclusività delle fonti del diritto canonico fino ad allora. L’autorità pontificia, aggiungendo la propria normativa, rinomina l’opera di Graziano → “Decretum Magistri Gratiani” l’autorità si appropria dell’opera di Graziano trasformandola in legge obbligatoria.

Corpus Iuri Canonici

Successivamente i pontefici accrescono l’opera di Graziano e Gregorio IX e stabiliscono sempre l’esclusività del diritto così creato, fino alla pubblicazione di quello che viene chiamato Corpus Iuri Canonici (Gregorio XIII nel 1580).

L’opera di Graziano è importante perché è un periodo buio del medioevo, ma straordinario in relazione ai conventi dove l’attività è notevole (trascrizione dei manoscritti); Graziano scrisse questo libro facendo emergere l’interpretazione preferibile di un canone.

Verso un nuovo codice

Nel XVIII secolo si inizia a percepire che il corpus non offriva comunque al legislatore moderno una rapidità nell’accesso alla normativa, in quanto ogni passo di esso chiedeva un’ulteriore interpretazione, rendendo difficile l’uso da parte degli operatori del diritti. Iniziano così a maturare nell’ordinamento alcune idee di creare un strumento moderno come quello dei codici dei vari stati europei.

Nel 1869 nel concilio vaticano primo, questa idea fu presentata, ma il concilio vaticano primo termina in modo brusco a causa della questione romana (il papa di rinchiude nelle mura leonine a seguito della breccia di Porta Pia e contemporaneamente finisce il concilio), successivamente si ritiene che la chiesa debba riforma e il corpus, alla luce di 4 principi: brevità, chiarezza, sistematicità, completezza. I problemi della questione romana, accantona l’idea di un corpus, sia da Pio IX (fino 1878) sia da Leone XIII (fino al 1903).

Nel 1904 Pio X ufficialmente ripropone le esigenze di chiarezza e sistematicità istituendo un’apposita commissione ce si dedicasse allo studio di un progetto di un → codice di diritto canonico egli emana un motum proprio (decisione personale del pontefice) “arduum sanae mumus”. → Il pontefice si avvale di diverse fonti ilo motum non ha una valenza gerarchica maggiore, in quanto nell’ambito canonico, il diritto non ha subito la tripartizione dei poteri. Il diritto canonico è necessitato perché è obbligato a seguire ciò che sta scritto nelle sacre scritture.

Pio X e il nuovo codice

Successivamente una lettera di Pio X viene indirizzate alle università cattoliche e Gasparri spiega che la chiesa ha raggiunto il momento di darsi un codice simile a quello degli stati nazionali europei e si suggerisce di dividerlo in 3 parti: persone, cose e azioni. In seguito Pio X stesso precisa in una lettera le caratteristiche che questo codice dovrà avere: deve essere il latino, deve essere diviso in canoni, ogni canone nella parte dispositiva dovrà tener conto del corpus iuris canonici / dei documenti del concilio di Trento / degli atti de pontefici / gli atti delle congregazioni romane (sorta di ministeri) / giurisprudenza dei tribunali ecclesiastici. (dal concilio di Trento viene il “credo”).

Il primo codice di diritto canonico

Nel 1916 il codice è pronto, ma prima dell’emanazione, il pontefice emana alcune importanti provvedimenti che completano il codice per creare un ordinamento → organico e sistematico costituzioni sono gli atti del pontefice che disciplinano aspetti fondamentali dell’ordinamento canonico, è una costituzione che disciplina in modo organico l’elezione del pontefice; altro decreto importante sul matrimonio, nel 1929 → inizia la raccolta degli atti apostolici sedis (iniziano con Pio X 1909) gazzetta ufficiale dell’ordinamento canonico.

Nel 1917 si promulga, Pio X muore, e quindi lo promulga Benedetto XV. La costituzione del papa con cui promulga il codice, è “Provvidentissima madere ecclesia” viene pubblicato negli acta apostolicis sedis ed è diviso in 5 libri, ripartiti in titoli, i titoli sono distinti in capitoli e in alcuni casi sono suddivisi in articoli.

Il primo era dedicato alle norme generali, persone, il terzo alle cose, il quarto al processo, il quinto al diritto penale. Il codice rappresenta una collezione unica e autentica (fatta dal legislatore, in questo caso dal legislatore canonico (pontefice) a differenza del decretum che non è autentico.

Il codice del 1917 riguarda solo al chiesa latina, ossia la chiesa occidentale cattolica; non è una fonte esclusiva, nel senso che non riguarda le leggi liturgiche e non va ad abrogare i concordati stretti fino ad allora con gli stati temporali. Successivamente Benedetto XV istituisce anche una commissione per l’interpretazione autentica del codice.

Patti Lateranensi e oltre

Dopo il codice nel 1929 ci sono i patti lateranensi che istituiscono Città del Vaticano, → nello stesso anno c’è il concordato che regolarizza la posizione dei cittadini cattolici e si riconciliano stato e chiesa che fiorisce con i patti lateranensi, ma Mussolini già aveva fatto dei passi: aveva riformato al scuola inserendo l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole.

Dopo i patti lateranensi e dopo la 2GM, c’è il referendum tra monarchia e repubblica e si scrive la costituzione, si conservano i patti lateranensi (art.7): si pensava che la scelta di non mantenere questi accordi potesse minare la pace sociale.

Concilio Vaticano II e nuovo codice del 1983

Nel 1962-65 c’è il concilio vaticano II che ha l’idea di ammodernare i principi della chiesa, mettendo a contatto il vangelo con il mondo moderno: si emanano documenti che riguardano tutto l’ordinamento, rivoluziona l’ordinamento; i termini del concilio sono di → carattere pastorale la difficoltà fu quella di tradurre in modo giuridico i principi del concilio. Viene poi creata una commissione che traduce i lavori del concilio in quello che è il nuovo codice del 1983, diviso in 7 libri: norme generali, popolo di Dio, funzione di insegnare della chiesa, funzione di santificare della chiesa, beni temporali della chiesa, sanzioni nella chiesa, processi.

Divisione del diritto canonico

Nel codice anche nel diritto canonico si parla di legge: legge umana e divina. La legge divina sta al vertice delle fonti del diritto canonico, mentre la legge umana deve sottostare completamente ai principi di diritto divino. Bisogna tenere presente che la legge umana deve rispettare quella divina, e non può essere in contrasto con essa.

La legge umana non ha una definizione nel codice, che affronta solamente le tematiche della produzione della legge e della sua efficacia e interpretazione. → La dottrina fornisce una definizione Tommaso d’Aquino nel XIII secolo: la legge è una disposizione della ragione diretta al bene comune e promulgata da chi ha la responsabilità della collettività; questa definizione risponde ad un criterio di ragionevolezza: cosa intendeva Tommaso quando diceva che sarebbe dovuta essere ragionevole? Non è un criterio ispirato a principi di diritto umano, ma deve essere ragionevole in relazione alle disposizioni di diritto divino; già nel XIII sec. si pensava alla promulgazione della legge in maniera che fosse conosciuta, facendo riferimento → all’autorità che dovrebbe emanarla, autorità che si fa carico della collettività.

Successivamente nel XVI sec. Suarez (teologo spagnolo 1548-617): la S...

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Scienze giuridiche IUS/11 Diritto canonico e diritto ecclesiastico

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