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d.lgs. 300/1999:istituisce 4 agenzie fiscali (agenzia delle entrate,delle dogane,del territorio,e del

demanio);l’agenzia industrie difesa;agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici;agenzia dei

trasporti terrestri e delle infrastrutture;agenzia di protezione civile;agenzia per la formazione e l’istruzione

professionale.

Le agenzie operano al servizio delle amministrazioni pubbliche. Hanno autonomia nei limiti stabiliti dalla

legge,e sono sottoposte al controllo della Corte dei conti e ai poteri di indirizzo e vigilanza del ministro.

A capo dell’agenzia è posto un direttore generale. Le agenzie possono anche avere personalità giuridica.

Strutture di raccordo tra i vari ministeri

Innanzitutto il collegamento tra i vari ministeri è garantito dall’azione politica del consiglio dei ministri,dal

presidente del Consiglio dei ministri e dai comitati dei ministri.

CONSIGLIO DI GABINETTO:organo collegiale ristretto costituito dal presidente del Consiglio dei ministri e

dai ministri da lui designati sentito il Consiglio dei ministri.

COMITATI INTERMINISTERIALI:possono essere formati anche da non ministri,in particolare esperti e

rappresentanti delle amministrazioni.

L. 537/1993 : soppressione di 13 comitati e ridistribuzione delle funzioni tra ministeri,regioni e CIPE.

CIPE:comitato interministeriale programmazione economica,presieduto dal presidente del C.d.M. e composto

da ministri.

d.lgs. 430/1997: il CIPE è competente in via generale su questioni di rilevante importanza economico-

finanziaria,e/o con prospettive di medio lungo termine,che necessitino di coordinamento a livello territoriale o

settoriale.

CICR:comitato interministeriale per il credito e il risparmio,si occupa di politica creditizia,esercitando poteri di

direttiva nei confronti del Tesoro e della Banca d’Italia.

CIS:comitato interministeriale per le informazioni,che si occupa di politica della sicurezza.

ORGANIZZAZIONE DELL

’AMMINISTRAZIONE CONTABILE DELLO STATO

Gli uffici centrali del bilancio sono dipendenti dalla ragioneria centrale dello Stato del ministero del tesoro,del

bilancio,e della programmazione economica.

DIPARTIMENTI PROVINCIALI,si occupano delle amministrazioni statali decentrate e sono articolati al loro

interno nelle ragionerie provinciali.

ISTAT:istituto centrale di statistica.

AVVOCATURA DELLO STATO:legali che forniscono consulenze alle amministrazioni statali e provvedono

alla loro difesa in giudizio. E’ incardinata presso la presidenza del consiglio dei ministri. Al vertice è l’avvocato

generale dello Stato,con sede a Roma e nominato con decreto del presidente della Repubblica su proposta del

presidente del C.d.M.

DIREZIONE GENERALE DEL DEMANIO

PROVVEDITORATO GENERALE DELLO STATO

AUTORITA’ PER L’INFORMATICA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (AIPA,istituita con d.lgs.

39/1993)

SERVIZIO DI TESORERIA DELLO STATO:insieme di operazioni ed atti attraverso i quali il denaro acquisito

dalla Pubblica amministrazione viene raccolto,conservato e impiegato.

CONSIGLIO DI STATO:organo di consulenza giuridico-amministrativa di tutela della giustizia

nell’amministrazione (art.100 co.1 Cost.)

CORTE DEI CONTI:oltre ad esercitare funzioni di controllo dispone di funzioni giurisdizionali e di funzioni

consultive,principalmente con riferimento ai disegni di legge governativi che modificano la legge sulla

contabilità dello Stato e alle proposte di legge riguardanti l’ordinamento e le funzioni della Corte. 14

3 sezioni di controllo (1 per gli atti del governo e dell’amministrazione centrale,1 per gli enti locali e 1 per gli

enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria,che prevede anche una sezione affari internazionali e comunitari)

CNEL,Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro,previsto dall’art.99 Cost. come organo ausiliario del

governo. Composto da un presidente e da 111 membri svolge compiti di consulenza tecnica.

AZIENDE AUTONOME,o amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo:

sono amministrazioni caratterizzate dal fatto di essere incardinate presso un ministero,ma di avere ciononostante

un’organizzazione separata da quella del ministero.

Svolgono attività prevalentemente tecnica,amministrano in modo autonomo le relative entrate,dispongono di

capacità contrattuale e sono titolari di rapporti giuridici,anche se non hanno un proprio patrimonio.

Molte di esse sono state trasformate in enti pubblici economici o in società per azioni,come previsto dal D.l.

386/1991 convertito in L.35/1992.

AMMINISTRAZIONI INDIPENDENTI

Come autorità indipendenti generalmente vengono ricordate:

 BANCA D’ITALIA

 CONSOB

 ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI PRIVATE (ISVAP)

 AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

 AUTORITA’ GARANTE PER LA CONCORRENZA ED IL MERCATO

 AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

 AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

 GARANTE PER LA TUTELA DELLE PERSONE E DI ALTRI SOGGETTI RISPETTO AL

TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

 COMMISSIONE DI GARANZIA PER L’ATTUAZIONE DELLA LEGGE SUL DIRITTO DI

SCIOPERO NEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI

Le autorità sono indipendenti dal potere politico del Governo pur dovendo di norma trasmettergli relazioni,oltre

che al Parlamento,in ordine all’attività svolta.

Di conseguenza non sono tenute ad adeguarsi all’indirizzo politico espresso dalla maggioranza e adottano

decisioni simili a quelle degli organi giurisdizionali.

Problematiche relative all’assenza di copertura costituzionale nei loro confronti.

ENTI PARASTATALI

Termine utilizzato dal 1975 per definire gli enti disciplinati dalla L. 70/1975. La legge si applica a tutti gli enti

con esclusione di quelli espressamente indicati e li raggruppa in 7 categorie in base al settore d’attività:

1. enti che gestiscono forme obbligatorie di previdenza e assistenza

2. enti di assistenza generica

3. enti di promozione economica

4. enti preposti a settori di pubblico interesse

5. enti preposti ad attività sportive,turistiche e del tempo libero

6. enti scientifici di ricerca e di sperimentazione

7. enti culturali e di promozione turistica

La legge ha reso uniforme lo stato giuridico e il trattamento dei dipendenti degli enti,ha stabilito le modalità di

nomina,revoca e conferma degli amministratori;ha disciplinato la gestione finanziaria e contabile e le modalità

di controllo e vigilanza

Art. 30 L.70/1975 :tutti gli enti del parastato sono soggetti al controllo della Corte dei Conti (ad esempio INPS

e INAIL)

Anche il CONI è ricompresso tra gli enti parastatali,ma non è stato trasformato (ma la L.178/2002 gli affianca

una società per azioni)

ENTI PUBBLICI ECONOMICI 15

Sono titolari d’impresa e agiscono con gli strumenti del diritto comune. Vi è una tendenza legislativa a

trasformarli in società per azioni. Ma la regola della trasformazione degli enti pubblici economici in società per

azioni non è assoluta. Infatti la L.59/1997 prevede che con i decreti legislativigli enti ad alto indice di

autonomia finanziaria siano trasformati in ente pubblico economico o in società di diritto privato.

Le aziende speciali ,cui possono essere equiparati ad alcuni consorzi,possono essere ricondotte sotto la categoria

degli enti pubblici economici.

Dato che gli enti pubblici economici operano con strumenti di diritto comune,si contesta la possibilità di riferire

loro la nozione di autarchia. Esiste comunque un minimum di potestà pubblica:

1. poteri di autocertificazione

2. poteri di autoorganizzazione interna

3. prerogativa dell’autotutela

ORDINI E COLLEGI PROFESSIONALI:enti pubblici associativi ad appartenenza necessaria,esponenziali

della categoria di professionisti che realizzano l’autogoverno della categoria stessa.

CAMERE DI COMMERCIO,INDUSTRIA,ARTIGIANATO E AGRICOLTURA:sono enti di diritto

pubblico che svolgono funzioni di interesse generale per il sistema della imprese. Sono enti d’appartenenza

necessaria di tipo associativo a competenza territoriale delimitata(a base provinciale) che raggruppano

commercianti,industriali,agricoltori e artigiani.

Compiti principali:

1. cura degli interessi delle categorie rappresentate

2. tenuta del registro delle imprese

3. formazione di mercuriali e listini prezzi

4. amministrazione delle borse valori

5. funzioni di supporto e di promozione degli interessi generali delle imprese

6. promozione della formazione di commissioni arbitrali e conciliative per la soluzione delle controversie

tra imprenditori e tra questi e gli imprenditori

AMMINISTRAZIONE STATALE PERIFERICA

Sul territorio nazionale convivono amministrazione statale periferica,quella regionale e degli enti locali.

Gli ambiti territoriali di decentramento più frequenti sono la provincia e talvolta la regione.

Art. 9 L.265/1999 Quando ragioni di economicità e di efficienza lo richiedono,gli uffici periferici

dell’amministrazione dello Stato possono essere situati nel capoluogo di provincia o in altro comune della

provincia.

Al vertice di ogni ufficio periferico è presente un dipendente del ministero,mentre la difesa in giudizio e le

funzioni consultive spettano alle avvocature distrettuali dello Stato,aventi sede in ogni luogo in cui opera una

Corte d’appello.

Controllo sulla spesa > esercitato da dipartimenti provinciali e in particolare dalle ragionerie provinciali.

PREFETTO:organo del ministero dell’interno,preposto all’ufficio territoriale del governo,chiamato a

rappresentare sia il potere esecutivo nella provincia,sia a svolgere la funzione di tramite tra centro e periferia.

d.p.r. 361/2000 Poteri in tema di riconoscimento delle persone giuridiche private.

d.lgs. 300/1999 ha istituito la conferenza permanente dei responsabili degli uffici statali,presieduto dal prefetto.

Art. 11 d.lgs. 300/1999 Ha trasformato le prefetture in uffici territoriali del Governo a cui sono preposti i

prefetti.

L. 131/2003 “Il prefetto preposto all’ufficio territoriale del governo avente sede nel capoluogo della regione

svolge le funzioni di rappresentante dello stato per i rapporti con il sistema delle autonomie”

Organizzazione amministrativa territoriale non statale (disciplina costituzionale e recenti riforme)

Art. 2 L. 131/2003 (recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge

costituzionale n.3/2001) conferisce ora una delega al governo ad emanare decreti legislativi per emanare decreti

legislativi per dare attuazione all’ art. 117 Cost.

L’art. 117 nel definire le materie di competenze esclusiva statale,indica alcuni ambiti trasversali : 16

 tutela della concorrenza

 determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono

essere garantiti su tutto il territorio nazionale

 ordine pubblico e sicurezza

Problema delle funzioni amministrative

L’art. 118 ammette 2 letture:

1. i comuni sono titolari di tutte le funzioni amministrative (poteri originari)

2. le funzioni ed i poteri sono ad essa conferiti da regioni e Stato (poteri derivati)

La riforma accoglie il criterio della generalità della funzione normativa regionale e della funzione

amministrativa comunale,ma si può osservare che le funzioni amministrative sono allocate tenendo conto

dell’attitudine dei vari livelli ad assicurare l’esercizio unitario.

Art. 118 C.:la distribuzione delle funzioni deve avvenire sulla base dei principi di

 SUSSIDIARIETA’

 DIFFERENZIAZIONE

 ADEGUATEZZA

Art.7 L.131/2003 “Lo Stato e le regioni,secondo le rispettive competenze,provvedono a conferire le funzioni

amministrative da loro esercitate alla data di entrata in vigore della presente legge,sulla base dei principi di

sussidiarietà,differenziazione ed adeguatezza,attribuendo alle province,città metropolitane,regioni e Stato

soltanto quelle di cui occorra assicurare l’unitarietà di esercizio,per motivi di buon andamento,efficienza o

efficacia dell’azione amministrativa,ovvero per motivi funzionali o economici o per esigenze di

programmazione o di omogeneità territoriale,nel rispetto,anche ai fini dell’assegnazione di ulteriori

funzioni,delle attribuzioni degli enti di autonomia funzionale ,anche nei settori della promozione dello sviluppo

economico e della gestione dei servizi. Stato,regioni,città metropolitane,province,comuni e comunità montane

favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini,singoli o associati,per lo svolgimento di attività di interesse

generale,sulla base del principio di sussidiarietà”.

Ai fini del trasferimento il Governo presenta al Parlamento uno o più disegni di legge collegati alla manovra

finanziaria annuale,per il recepimento degli accordi con le regioni e le autonomie locali,da concludere in sede di

conferenza unificata,diretta all’individuazione dei beni e delle risorse finanziarie,umane,strumentali e

organizzative necessarie per l’esercizio delle funzioni e dei compiti da conferire.

Fino alla data di entrata in vigore di tali provvedimenti ,le funzioni amministrative continuano ad essere

esercitate secondo le attribuzioni stabilite dalle disposizioni vigenti,fatti salvi gli effetti di eventuali pronunce

della Corte Costituzionale.

L’art. 117 prevede la potestà legislativa regionale concorrente,relativamente ad alcune materie e stabilisce che

alle regioni spetta (ma non è riservata) la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente

riservata alla legislazione dello Stato.

Art. 118 Le regioni esercitano funzioni amministrative conferite loro per assicurare l’esercizio unitario sulla

base dei principi di sussidiarietà,differenziazione ed adeguatezza (presumibilmente saranno le funzioni di

indirizzo,programmazione e controllo)

Art. 121 Cost. Il presidente della giunta regionale dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla

regione ,conformandosi alle istruzioni del governo della Repubblica.

La Costituzione prevede anche intese con altre regioni,per il migliore esercizio delle proprie funzioni,anche con

individuazione di organi comuni.

Potere governativo di indirizzo e coordinamento

L’art. 118 prevede che la legge statale disciplini forme di coordinamento tra Stato e regioni nelle materie di:

1. immigrazione

2. ordine pubblico e sicurezza

3. forme di intesa e coordinamento nella materia dei beni culturali

Art. 2 T.U. enti locali:”si intendono per enti locali

1. i comuni 17

2. le province

3. le città metropolitane

4. le comunità montane

5. le comunità isolane

6. le unioni di comuni

Il testo unico estende la propria disciplina ai consorzi cui partecipino enti locali.

Art. 93 T.U. : responsabilità patrimoniale dei dipendenti.

L. 59/1997 (legge Bassanini) contenente delega al governo per il conferimento di funzioni e compiti alle

regioni ed enti locali,per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa.

La legge mira a realizzare una localizzazione territoriale delle funzioni e dei compiti amministrativi in ragione

della loro strumentalità rispetto agli interessi della collettività.

Art. 2 La disciplina legislativa delle funzioni e dei compiti conferiti alle regioni spetta alle regioni quando è

riconducibile alle materie di cui all’art. 117 I co. C.

Nelle restanti materie spetta alle regioni emanare norme attuative.

Art. 5 d.lgs. 112/1998 prevede un potere sostitutivo in relazione alle funzioni e ai compiti spettanti alle regioni

e agli enti locali.

Art. 120 C. disciplina il potere sostitutivo del governo nei confronti degli organi delle regioni,delle città

metropolitane,delle province e dei comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della

normativa comunitaria oppure di grave pericolo per l’incolumità e la sicurezza pubblica,ovvero quando lo

richiedano la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali

delle prestazioni concernenti diritti civili e sociali,prescindendo dai confini territoriali dei governi locali.

Art. 8 L. 59/1997 “gli atti di indirizzo e coordinamento delle funzioni amministrative regionali,gli atti di

coordinamento,tecnico,e le direttive relative all’esercizio delle funzioni delegate,sono adottate previa intesa con

la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,le regioni,le province autonome di Trento e Bolzano,o con la

singola regione interessata.

Rapporti tra lo Stato e l’autonomia contabile della regione

La Corte costituzionale ha individuato quale principio generale per i rapporti tra Stato e regioni quello di

LEALE COOPERAZIONE.

Il principio impone la previsione di adeguate forme di raccordo procedurale tra regione e Stato per assicurare la

mutua informazione e il rispetto dell’obbligo di preavviso in vista dell’adozione di provvedimenti sostitutivi.

La L. 31/2003 prevede la figura del rappresentante dello Stato per i rapporti con il sistema delle autonomie.

Istituzione della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,la regione e le province autonome

(compiti di informazione,consultazione e raccordo,in relazione agli indirizzi di politica generale suscettibili di

incidere nelle materie di competenza regionale)

d.p.c.m. 2 luglio 1996 E’ stata istituita la Conferenza Stato-città-autonomie locali (compiti di coordinamento

nei rapporti tra lo Stato e le autonomie locali,e di studio,informazione e confronto sulle problematiche connesse

agli indirizzi di politica generale che possono incidere sulle funzioni proprie di comuni e province e quelle

delegate ai medesimi enti dallo Stato.

Potere governativo di annullamento degli atti regionali

Il potere di annullamento da parte del governo,riconosciuto dall’art. 6 t.u. 383/1934

Non è esercitatile nei confronti degli atti amministrativi regionali.

La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’art.2 co.3 lett. P L.400/1988 che attribuiva tale potere

al C.d.M. nei confronti delle regioni. 18

Art. 3 co. 4 l. 20/1994 Il controllo sulla gestione del bilancio e del patrimonio esercitato dalla corte dei conti

anche nei confronti delle amministrazioni regionali concerne il perseguimento degli obiettivi stabilititi dalle

leggi di principio e di programma.

Controllo sugli organ. l’art. 126 prevede la possibilità che il consiglio regionale venga sciolto e il presidente

della Giunta rimosso con decreto del presidente della repubblica,sentita una commissione di deputati e senatori

costituita per le questioni regionali,quando abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di

legge.

Rapporti finanziari tra Stato e regioni.

Art. 119 Cost. :le regioni,così come comuni,province e città metropolitane,hanno autonomia finanziaria di

entrata e di spesa. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri,in armonia con la Costituzione e secondo i

principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al

gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio.

Il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario è materia di legislazione concorrente.

Per quanto riguarda il ruolo dello Stato,l’art. 119 prevede l’istituzione di un fondo perequativo per i territori con

minore capacità fiscale per abitante e la destinazione da parte dello Stato di risorse aggiuntive nonché

l’effettuazione di interventi speciali in favore di determinati regioni o enti locali.

D.lgs. 76/2000 disciplina in particolare:

1. il bilancio pluriennale

2. il bilancio annuale

3. la legge finanziaria regionale

4. le leggi di spesa

5. il rendiconto.

Organizzazione regionale

1. Consiglio regionale:esercita le potestà legislative e le altre funzioni ad esso conferite dalla Costituzione

e dalle leggi

2. Giunta regionale:è l’organo esecutivo. Esercita potestà regolamentari e dispone anche di poteri

d’impulso e di iniziativa legislativa

3. Presidente della Giunta regionale:rappresenta la regione;dirige la politica della giunta e ne è

responsabile;promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali;dirige le funzioni amministrative

delegate dallo Stato alla regione,conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica

Art. 123 C. la forma di governo di ciascuna regione è determinata dallo Statuto

Delega di funzioni

Per la cura degli interessi ad essa affidati la regione ,oltre ad impiegare il modello di amministrazione diretta e il

conferimento di funzioni agli enti locali,può avvalersi anche di enti dipendenti,che si caratterizzano come uffici

regionali entificati.

ASL (aziende sanitarie locali) Hanno il compito di assicurare livelli di assistenza sanitaria uniforme nel

proprio ambito territoriale. Il D. lgs. 502/1992 modificato dal d.lgs. 517/1993,le qualifica come aziende dotate

di personalità giuridica pubblica di autonomia organizzativa,amministrativa,patrimoniale,contabile,gestionale e

tecnica.

Le regioni possono assumere partecipazioni in società finanziarie regionali.

L’art. 16 L. 127/1997 prevede la presenza di difensori civici regionali.

Posizione e funzione degli enti locali

Comuni,province e città metropolitane sono “enti autonomi con propri statuti,poteri e funzioni secondo i

principi fissati dalla Costituzione. 19

L. Cost. 3/2001 adegua il titolo V della parte seconda della Costituzione all’evoluzione ispirata dal principio di

sussidiarietà (legge Bassanini)

Evoluzione normativa relativa a province e comuni

 D.p.r. 616/1977

 L.142/1990 modificata dalla L.265/1999

 L.127/1997

L. 142/1990 Ha riconosciuto potestà statutaria a comuni e province ponendo una disciplina generale.

Art.1 co.4 T.U. enti locali “le leggi della repubblica non possono introdurre deroghe ai principi della presente

legge se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni.

Art.4 L.142/1990 “la legislazione in materia di ordinamento dei comuni e delle province e di disciplina

dell’esercizio delle funzioni ad essi conferite enuncia espressamente i principi che costituiscono limite

inderogabile per l’autonomia normativa dei Comuni e delle Province.

T.U. enti locali riconosce che “le comunità locali,ordinate in comuni e province sono autonome” e dispone che

“i comuni e le province hanno autonomia statutaria ,normativa,organizzativa,ed amministrativa,nonché

autonomia impositiva e finanziaria nell’ambito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento

della finanza pubblica.

L.131/2003 conferisce al governo il potere di emanare uno o più decreti legislativi al fine di dare attuazione

all’art.117 C.

Funzioni del comune

Art. 118 Al comune sono attribuite tutte le funzioni amministrative.

Comuni,province,città metropolitane e regioni sono titolari di funzioni amministrative proprie e di

quelle conferite con legge statale o regionale,secondo le rispettive competenze.

Funzioni della provincia

Art.3 t.u. enti locali:”la provincia è un ente intermedio tra comune e regione,che rappresenta la propria

comunità,ne cura gli interessi e ne coordina lo sviluppo”

Art.19 le sono attribuite le funzioni amministrative di interesse provinciale,che riguardino vaste zone

intercomunali o l’intero territorio provinciale,relative ad una serie di settori specifici e tassativamente indicati.

2 requisiti:

1. esistenza di un interesse provinciale

2. attinenza della funzione a vaste zone intercomunali o all’intero territorio provinciale

compiti provinciali in materia ambientale :L.61/1994 le regioni devono provvedere ai sensi dell’art 3

L.142/1990 all’organica ricomposizione in capo alle province delle funzioni amministrative in materia

ambientale.

Art.19 e 20 T.U. affidano alla provincia ,importanti compiti in tema di promozione e coordinamento di attività

e di realizzazione di opere di rilevante interesse provinciale sia nel settore economico,produttivo,commerciale e

turistico,sia in quello socia,culturale e sportivo,e compiti di programmazione e pianificazione territoriale.

Organizzazione di comuni e province

Art. 36 t.u. :Sono organi di governo il sindaco,il consiglio,e la giunta (ma esistono anche altri organi:direttore

generale,dirigente,revisore dei conti)

Art. 51 t.u. gli organi di governo durano in carica 5 anni

Sindaco (o il presidente della provincia) è l’organo responsabile dell’amministrazione del comune (o della

provincia).

 Rappresenta l’ente

 Convoca e presiede la giunta

 Sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all’esecuzione degli atti 20

 Sovrintende all’espletamento delle funzioni statali e regionali attribuite o delegate al comune e alla

provincia

Consiglio comunale (consiglio provinciale) è l’organo di indirizzo e di controllo politico amministrativo.

Ha competenza limitatamente ad alcuni atti fondamentali indicati dalla legge:

 Statuti

 Regolamenti

 Piani territoriali ed urbanistici

 Piani particolareggiati e di recupero

 Assunzione dei pubblici servizi

 Indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche

I consigli (comunali e provinciali) con popolazione superiore a 15000 abitanti sono presieduti da un presidente

eletto tra i consiglieri nella prima seduta,cui sono attribuiti autonomi poteri di convocazione e di direzione dei

lavori e delle attività del consiglio.

Giunta comunale (o provinciale) Organo a competenza residuale. Collabora con il sindaco o con il presidente

della provincia nell’amministrazione,attua gli indirizzi generali del consiglio e svolge attività propositiva e

d’impulso nei confronti del Consiglio. Sindaco e presidente della provincia nominano il presidente della

giunta,tra cui un vicesindaco e un vicepresidente.

Adotta regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei serviz,nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal

consiglio.

Art.53 co.23 L.388/2000 modificato dall’ art. 29 L.488/2001.

Negli enti locali con popolazione inferiore ai 5000 abitanti il regolamento degli uffici e dei servizi prevede

l’attribuzione ai componenti dell’organo esecutivo della responsabilità degli uffici e dei servizi e il potere di

adottare atti anche di natura tecnica gestionale.

Art. 90 t.u. :uffici di supporto per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo.

Nei comuni con popolazione superiore a 15000 abitanti e nelle province gli assessori sono nominati anche al di

fuori dei componenti il consiglio (negli altri la possibilità può essere prevista dallo statuto)

Elezioni comunali e provinciali

Sindaco e presidente della provincia sono eletti a suffragio universale e diretto dai cittadini. Nei comuni con

popolazione fino a 15000 abitanti è previsto un sistema proporzionale con un premio di maggioranza.il sindaco

è eletto con un doppio turno elettorale,con ballottaggio tra i due canditati che abbiano ottenuto il maggior

numero di voti.

L’elezione del presidente della provincia è a suffragio universale e diretto,con doppio turno e ballottaggio tra i

due candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti.

L’elezione del consiglio provinciale avviene sulla base di collegi uninominali:al gruppo o ai gruppi di candidati

collegati al candidato eletto presidente è comunque assegnato il 60% dei seggi.

Dirigenti comunali/provinciali

Svolgono la propria attività sulla base di incarichi a tempo determinato,e sono responsabili,in relazione agli

obiettivi dell’ente,della correttezza amministrativa e dell’efficienza della gestione ed hanno tutti i compiti di

attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con atti di indirizzo adottati dall’organo politico.

Ai dirigenti è attribuita la gestione amministrativa,finanziaria e tecnica mediante autonomi poteri di spesa ,di

organizzazione delle risorse umane ,strumentali e di controllo. Sulla base dello Statuto e del regolamento

possono esercitare funzioni delegate dal sindaco

City manager (direttore generale)

Art. 108 Il sindaco nei comuni con popolazione superiore ai 15000 abitanti e il presidente della provincia,previa

deliberazione della giunta comunale o provinciale,possono nominare un direttore generale,al di fuori della 21

dotazione organica e con contratto a tempo determinato .Può essere revocato dal sindaco,previa deliberazione

della giunta.

Quest’organo costituisce un fiduciario del sindaco.

Segretario (comunale/provinciale)

Organo alle dipendenze dello Stato e nominato dall’amministrazione degli interni

(dopo la L. 549/1995)

Tale organo,pur legato da un rapporto funzionale con l’ente,dipende da apposita agenzia avente personalità

giuridica di diritto pubblico sottoposta alla vigilanza del ministero dell’interno,ed è nominato dal sindaco tra gli

iscritti in apposito albo,per la durata del mandato del sindaco.

Compiti e funzioni

Il segretario svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti

degli organi dell’ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi,allo Statuto e ai

regolamenti (art 97 t.u.)

Tale organo partecipa,con funzioni consultive,referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio e della giunta

e ne cura la verbalizzazione.

Controllo sugli atti e sugli organi degli enti locali

Co.re.co. (organo regionale)

Difensore civico

La L. 142/1990 aveva già soppresso il controllo di merito e ridotto le categorie di atti soggetti a controllo.

Ulteriori limitazioni si sono avute con la L. 127/1997

Art. 136 t.u. qualora i comuni e le province ritardino od omettano di compiere atti obbligatori per legge,si

provvede a mezzo di commissario ad acta nominato dal difensore civico regionale ovvero dal comitato

regionale di controllo.

Art.138 T.U. tra i controlli si cita l’annullamento straordinario governativo di cui alla L.400/1988.

Art. 147 T.U. disciplina i controlli interni degli enti locali.

Il controllo sugli organi,in quanto espressione del momento di unitarietà dell’ordinamento complessivo,spetta

allo Stato ed è disciplinato dagli artt. 39 e ss. L.142/1990.

Il presidente della repubblica,su proposta del ministro dell’interno,ha il potere di scioglimento dei consigli

comunali e provinciali.

Le cause di scioglimento sono:

1. compimento di atti contrari alla Costituzione,gravi e persistenti violazioni di legge,gravi motivi di ordine

pubblico

2. impossibilità di assicurare il normale funzionamento degli organi e dei servizi per

dimissioni,impedimento permanente,rimozione,decadenza,decesso del sindaco,o del presidente della

provincia,per cessazione dalla carica per dimissioni di almeno la metà più uno dei consiglieri

3. mancata approvazione del bilancio nei termini

Istituti di partecipazione negli enti locali

Art. 8 T.U. :i comuni valorizzano le libere forme associative e promuovono gli organismi di partecipazione

all’amministrazione locale.

 Potere per gli interessati di partecipare al procedimento amministrativo relativo all’adozione di atti che

incidono su situazioni giuridiche soggettive

 Forme di consultazione della popolazione e procedure per l’ammissione di istanze ,petizioni e proposte

dei cittadini singoli

Tra gli istituti di partecipazione sono compresi :

1. l’azione popolare

2. il diritto di accesso agli atti amministrativi

3. il diritto di accesso alle informazioni di cui è in possesso l’amministrazione,alle strutture e ai servizi

degli enti,alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni 22

L. cost. 3/2001 la materia degli istituti di partecipazione rientra ora nella potestà legislativa delle regioni.

Territorio. E’ elemento costitutivo del comune,considerato ente a fini generali;la regione,con propria

legge,sentite le popolazioni interessate,istituisce nuovi comuni e può modificare le loro circoscrizioni e la loro

denominazione.

Art.15 T.U. salvo i casi di fusione tra più comuni,non possono essere istituiti nuovi comuni con popolazione

inferiore ai 10000 abitanti.

SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE E LORO VICENDE

Interessi:aspirazioni dei soggetti verso i beni ritenuti idonei a soddisfare bisogni

Situazione giuridica soggettiva:concreta situazione in cui è collocato un soggetto dall’ordinamento.

 Diritto soggettivo

 Interesse legittimo

 Potere

 Obbligo

 Dovere

Qualità giuridiche:modi di essere giuridicamente definiti di una persona,di una cosa,di un rapporto giuridico,di

cui l’ordinamento faccia altrettanti presupposti per l’applicabilità di disposizioni particolari o generali alla

persona,alla cosa,al rapporto.

Status:qualità attinenti ad una persona che globalmente derivano dalla sua appartenenza necessaria o volontaria

ad un gruppo e rappresentano il presupposto per l’applicazione al soggetto di una serie di norme.

Capacità giuridica:idoneità di un soggetto ad essere titolare di situazioni giuridiche.

Capacità giuridica degli enti pubblici:l’amministrazione ha una capacità giuridica in ordine ai poteri di diritto

comune meno estesa di quella delle persone fisiche. Inoltre vi sono disposizioni che escludono la possibilità per

alcuni enti di compiere talune attività di diritto comune,ovvero di contrattare con soggetti diversi da quelli

specificamente indicati dalla legge.

Capacità di agire:idoneità a gestire le vicende delle situazioni giuridiche di cui il soggetto è titolare,e che si

acquista con il compimento del 18esimo anno d’età.

Legittimazione ad agire:si riferisce a situazioni specifiche e concrete,effettivamente sussistenti,ed ai singoli

rapporti.

Potere:potenzialità astratta di tenere un certo comportamento ed espressione della capacità del soggetto. Il

potere è collocato al di fuori di un rapporto concreto e consente di produrre modificazioni delle situazioni.

Non necessariamente il potere è autoritativo e unilaterale.

Provvedimenti:atti giuridici mediante i quali si concretizza la possibilità di tenere un certo comportamento

produttivo di effetti giuridici.

Vicende giuridiche:sono rappresentate dalla costituzione,modificazione,estinzione di situazioni giuridiche.

Diritto soggettivo:situazione in cui la legge attribuisce al titolare la possibilità di realizzare il proprio interesse

indipendentemente dalla soddisfazione dell’interesse pubblico curato dall’amministrazione .

Può essere definito come la situazione giuridica di immunità dal potere.

Norme di relazione:norme che attribuendo poteri,riconoscono interessi pubblici superiori a quelli privati.

Dovere:vincolo giuridico a tenere un dato comportamento positivo o negativo 23

Obbligo:vincolo del comportamento del soggetto in vista di uno specifico interesse di chi è il titolare della

situazione di vantaggio.

Interesse pretensivo:la soddisfazione dell’aspirazione del soggetto passa attraverso il comportamento attivo

dell’amministrazione.

Interesse oppositivo:il soggetto vedrà soddisfatta la propria pretesa quando la pubblica amministrazione non

avrà esercitato il potere.

Norme di azione:disciplina che regolamenta l’esercizio in concreto del potere,accanto a quella che lo

attribuisce.

Interesse legittimo:pretesa alla legittimità dell’azione amministrativa.

Situazione soggettiva di vantaggio,costituita dalla protezione giuridica di interessi finali che si attua non

direttamente e autonomamente ma attraverso la protezione indissolubile ed immediata di un altro interesse del

soggetto,meramente strumentale,alla legittimità dell’atto amministrativo e soltanto nei limiti della realizzazione

di tale interesse strumentale.

Riferimenti all’interesse legittimo nella Costituzione:

1. art. 24 C. è accostato al diritto soggettivo,garantendone la tutela giurisdizionale

2. art. 103 C. è contemplato come oggetto principale della giurisdizione amministrativa

3. art. 113 C. La sua tutela è sempre ammessa contro gli atti della pubblica amministrazione

poteri di reazione:il loro esercizio si concretizza nei ricorsi amministrativi e nei ricorsi giurisdizionali,volti ad

ottenere l’annullamento dell’atto amministrativo

poteri di partecipazione al procedimento amministrativo:documenti e osservazioni che rappresentano il punto

di vista del cittadino devono essere presi in considerazione dall’amministrazione procedente.

Potere di accedere a documenti amministrativi:art. 22 L. 241/1990 ammette la possibilità per i portatori di

interessi giuridicamente rilevanti.

Interessi procedimentali:hanno la caratteristica di attenere a fatti procedimentali

Nota Bene:l’interesse legittimo non sorge tutte le volte in cui un soggetto venga implicato dall’esercizio di un

potere,bensì quando la soddisfazione del suo interesse dipende dall’esercizio di un potere.

L’interesse legittimo è un interesse differenziato rispetto ad altri interessi e qualificato da una norma.

Interessi diffusi:dal punto di vista soggettivo appartengono ad una pluralità di soggetti ;dal punto di vista

oggettivo attengono a beni non suscettibili di fruizione differenziata (non frazionabilità del loro oggetto)

Interessi collettivi:interessi che fanno capo ad un gruppo organizzato. Hanno il carattere della personalità e

della differenziazione,necessario per qualificarli come legittimi e per le tutela davanti al giudice

amministrativo.

Associazioni in materia ambientale e di tutela del consumatore:

art. 18 L. 349/1986 le associazioni in materia ambientale possono impugnare gli atti amministrativi.

l. 281/1998 riconosce la legittimazione ad agire a tutela degli interessi collettivi a quelle iscritte in apposito

elenco delle associazioni e degli utenti rappresentative a livello nazionale,presso il ministero dell’industria,del

commercio e dell’artigianato.

Degradazione o affievolimento del diritto:vicenda di un diritto il quale,venendo a configgere con un potere,si

trasforma in un interesse legittimo.

Diritto in attesa di espansione:situazione in cui l’esercizio di un diritto dipende dal comportamento

dall’amministrazione che consentirebbe la sua espansione. 24

Facoltà:possibilità di tenere un certo comportamento materiale. costituisce una delle forme di estrinsecazione

del diritto e non produce modificazione giuridiche.

Aspettativa:situazione in cui versa un soggetto nelle more del completamento della fattispecie sostitutiva di

una situazione di vantaggio,diritto,potere.

Principio di libera circolazione delle persone:implica l’abolizione delle discriminazioni tra i lavoratori degli

Stati membri fondate sulla nazionalità. Una deroga alla libertà di circolazione è ammessa per motivi di ordine

pubblico,sicurezza pubblica e sanità pubblica.

Art. 38 d. lgs 165/2001 disciplina gli impieghi presso la pubblica amministrazione.

Libertà di stabilimento (artt.43-48 trattato CE):comporta l’accesso alle attività non salariate ed al loro

esercizio,nonché la costituzione e la gestione di imprese alle medesime condizioni fissate dall’ordinamento del

paese di stabilimento per i propri cittadini.

Libera prestazione di servizi:il servizio è ogni prestazione fornita dietro remunerazione da un cittadino di uno

Stato membro a favore di una persona stabilita in uno Stato diverso (ma sempre dell’Unione)

Libertà di concorrenza

Libertà di circolazione dei beni

Obblighi di servizio pubblico

Modalità di produzione degli effetti giuridici

Schema NORMA-FATTO-EFFETTO la norma disciplina direttamente il fatto e vi collega la produzione di

effetti.

Legge provvedimento:la legge può determinare la produzione dell’effetto non già in relazione a tutti i rapporti

di un certo tipo,bensì in riferimento ad un singolo rapporto. La legge provvedimento non presenta il carattere

della generalità.

Schema NORMA-POTERE-EFFETTO l’effetto non risale immediatamente alla legge,ma vi è

l’intermediazione di un soggetto che pone in essere un atto,con il quale si regolamenta il fatto e si pone in essere

la norma giuridica.

POTERI AMMINISTRATIVI

Potere autorizzatorio ha l’effetto di rimuovere i limiti posti dalla legge all’esercizio di una preesistente

situazione di vantaggio (previa verifica della compatibilità dell’esercizio con l’interesse pubblico)

esempio:permesso di costruire

Abilitazione:sono atti il cui rilascio è subordinato all’accertamento della idoneità tecnica di soggetti a svolgere

una determinata attività.

Omologazione:rilasciata dall’autorità in seguito all’accertamento della sussistenza in una cosa di tutte le

caratteristiche fissate dall’ordinamento.

Nullaosta:atto endoprocedimentale necessario emanato da un’amministrazione diversa da quella

procedente,con cui si dichiara che,in relazione ad un particolare interesse non sussistono ostacoli per l’adozione

del provvedimento finale.(compatibilità con l’interesse curato) 25

Dispensa:provvedimento con cui l’ordinamento prevede che l’amministrazione possa consentire in alcuni casi

una deroga all’osservanza del relativo divieto o obbligo.

Approvazione:provvedimento permissivo,avente ad oggetto un atto rilasciato ,a seguito di una valutazione di

opportunità e convenienza dell’atto stesso.

Approvazione condizionata:annullamento con indicazione dei correttivi necessari per conseguire

l’approvazione.

Licenza:provvedimento che permette lo svolgimento di un’attività previa valutazione della sua corrispondenza

ad interessi pubblici ,ovvero della sua convenienze in settori cui soprintende la P.A. con fini di coordinamento.

Poteri concessori:poteri il cui esercizio determina effetti favorevoli per i privati.

Concessione-contratto:convenzione bilaterale di diritto privato,per dare assetto a rapporti patrimoniali tra

concessionario e concedente.

La concessione è detta traslativa quando il diritto preesiste in capo all’amministrazione ,ed è trasmesso al

privato;è costitutiva nei casi in cui il diritto attribuito è totalmente nuovo.

Concessione di opere pubbliche:la legislazione le equipara all’appalto ,o comunque limita la discrezionalità

dell’amministrazione,per tutelare la concorrenza.

Concessione di servizi pubblici:l’amministrazione affida lo svolgimento a privati mediante un provvedimento

concessorio per garantire alla collettività alcune prestazioni ed attività.

Sovvenzioni:attribuiscono al destinatario vantaggi economici. Categoria disciplinata dall’art.12 L.241/1990 (si

riferisce sovvenzioni,contributi,sussidi ed ausili finanziari,e all’attribuzione di vantaggi economici di qualunque

genere a persone ed enti pubblici e privati).

Contributi:attengono ad attività culturali o sportive.

Sussidi:attribuzioni rientranti nella beneficenza generale.

Poteri ablatori:incidono negativamente nella sfera giuridica del destinatario;impongono obblighi ovvero

sottraggono situazioni favorevoli in precedenza pertinenti al privato,attribuendole di norma all’amministrazione.

Il destinatario si presenta come titolare di interessi legittimi oppositivi.

L’effetto ablatorio può incidere su diritti reali,diritti personali o su obblighi a rilevanza patrimoniale.

(espropriazioni,occupazioni,requisizioni,confische,sequestri)

Espropriazione: provvedimento che ha l’effetto di costituire un diritto di proprietà o un altro diritto reale in

capo ad un soggetto previa estinzione del diritto in capo ad altri soggetti al fine di consentire la realizzazione di

un’opera pubblica e dietro il versamento di un indennizzo (art.42 co.3 Cost.)

Occupazione temporanea (occupazione d’urgenza nel caso in cui l’opera da realizzare sia considerata

indifferibile e urgente)

Occupazione acquisitiva

Occupazione usurpativa

Requisizioni:provvedimenti mediante i quali l’amministrazione dispone della proprietà ,o utilizza il bene di un

privato per soddisfare un interesse pubblico.

Requisizioni in proprietà:riguardano soltanto cose mobili e possono essere disposte dietro corresponsione di

un’indennità.

Requisizione in uso:provvedimento che ha come presupposto l’urgente necessità;riguarda sia beni mobili che

immobili e prevede la possibilità di utilizzare il bene che rimane in proprietà del titolare.

Ordinanze di necessità e urgenza:non aprono la via all’indennizzo.art. 7 L.2248/1868:”allorché per grave

necessità pubblica l’autorità amministrativa debba disporre della proprietà privata…” 26

Confisca:provvedimento ablatorio a carattere non già espropriativi,bensì sanzionatorio,e consegue alla

commissione di un illecito amministrativo.

Sequestro:provvedimento ablatorio di natura cautelare

Ordini:impongono un comportamento al destinatario.Si distinguono in comandi e divieti.

Direttive:presentano,rispetto agli ordini,una minore vincolatività.

Diffida:consiste nel formale avvertimento ad osservare un obbligo che trova il proprio fondamento nella legge.

POTERI SANZIONATORI

Sanzione:conseguenza sfavorevole di un illecito applicata coattivamente dallo Stato o da altro ente pubblico.

Illecito:violazione di un precetto compiuta da un soggetto

Sanzione:

 ha carattere affittivo

 è la conseguenza del comportamento antigiuridico dio un soggetto,di cui è diretta e immediata

conseguenza

sanzione amministrativa misura affittiva non consistente in una pena criminale o in una sanzione

civile,irrogata nell’esercizio di potestà amministrativa come conseguenza di un comportamento assunto da un

soggetto in violazione di una norma o di un provvedimento amministrativo.

Sanzioni ripristinatorie:che colpiscono le res e mirano a reintegrare l’interesse pubblico leso.

Sanzioni afflittive:si rivolgono direttamente all’autore dell’illecito.

Sanzioni disciplinari:si riferiscono ai soggetti che si trovano in un peculiare rapporto con l’amministrazione.

Ai dipendenti presso le pubbliche amministrazioni si applicano l’art.2106 c.c. e art. 7 L.300/1970.Sono

devolute al giudice ordinario tutte le controversie attinenti al loro rapporto di lavoro,comprese quelle riguardanti

le sanzioni disciplinari.

Sanzioni accessorie:consistono nella privazione o nella sospensione di facoltà o diritti derivanti da

provvedimenti della P.A.

L. 689/1981 prevede una riserva di legge per l’illecito amministrativo.Ai fini dell’esistenza dell’illecito si

richiede il dolo o la colpa.

Potere di ordinanza:esercitatile nelle situazioni di necessità e urgenza.La legge non predetermina in modo

compiuto il contenuto della statuizione in cui il potere può concretarsi.

Il suo esercizio dà luogo alla emanazione delle ordinanze di necessità e urgenza.

Ordinanze con tingibili e urgenti del sindaco;ordinanze dell’autorità di pubblica sicurezza.

Poteri di pianificazione e di programmazione:

la programmazione indica il complesso degli atti mediante i quali l’amministrazione,individua le misure

coordinate.La legge caratterizza i procedimenti di programmazione e di pianificazione sotto il profilo

procedimentali (art.24 L.241/1990)

vincolo amministrativo:la legge attribuisce alla P.A. di sottoporre alcuni beni immobili che presentano

peculiari caratteristiche ambientali e urbanistiche a vincolo amministrativo.

Efficacia dichiarativa:incide su una situazione giuridica preesistente rafforzandola ,specificandone il

contenuto o affievolendola.

Atti di certazione:producono certezze che valgono extra omnes. Sono tipici e nominati ed è da ritenere che

siano espressione di un potere certificativo che partecipa di molti caratteri di quella procedimentali.

Certificato:documento tipico rilasciato da un’amministrazione avente funzione di ricognizione,riproduzione e

partecipazione a terzi di Stati,qualità personali e fatti contenuti in albi,elenchi o registri pubblici o comunque

accertati da soggetti titolari di funzioni pubbliche.

Certificazioni:dichiarazioni di scienze esternate mediante certificato (rapporto tra contenuto e contenente) 27

Registrazione:non è un certificato,in quanto la sua funzione prevalente è quella di acquisire conoscenze rispetto

a quella di esternare.

Attestati:atti amministrativi sempre tipici,ma insuscettibili di creare la medesima certezza legale creata dalle

certazione e che non mettono in circolazione una certezza.

Attestazioni atipiche:sul piano dell’ordinamento generale creano una presunzione.

Atti di notorietà:atti formati,su richiesta di un soggetto,da un pubblico ufficiale,in base alle dichiarazioni

simultanee rese in sua presenza e sotto giuramento da alcuni testimoni.

Dichiarazione sostitutiva:dichiarazione del privato capace di sostituire una certificazione pubblica

producendone lo stesso effetto giuridico.

La mancata accettazione della dichiarazione sostitutiva costituisce violazione dei doveri d’ufficio (art. 74

T.U.):la legge attribuisce alla P.A. il compito di controllare la veridicità delle dichiarazioni sostitutive,che

avviene con il raffronto del contenuto delle stesse e quello degli atti di certazione.

2 TIPI DI DICIHARAZIONI SOSTITUTIVE

1. dichiarazione sostitutiva di certificazione:documento,sottoscritto dall’interessato in sostituzione dei

certificati.

2. dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà:atti con cui il privato comprova,nel proprio interesse e

a titolo definitivo,tutti gli stati,fatti e qualità personali non compresi in pubblici registri,albi ed

elenchi,nonché stati,fatti e qualità personali relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza.

Art. 71 T. U.:il controllo sulle dichiarazione sostitutive deve avvenire in tutti i casi in cui sorgano fondati dubbi

sulla loro veridicità.E’ effettuato secondo due modalità:

1. consultando gli archivi dell’amministrazione certificante

2. richiedendo conferma scritta della corrispondenza di quanto dichiarato con le risultanze dei registri

Atti amministrativi generali:sono in grado di produrre effetti nei confronti di una generalità di soggetti,titolari

di quei rapporti,pur se risultano privi di forza precettiva.

Esempio:chiamata alle armi,bandi di concorso,ordinanze del ministero della pubblica amministrazione per la

determinazione delle modalità di conferimento di incarichi e di supplenze e di trasferimento degli insegnanti,atti

con cui si aggiornano i canoni di concessione di beni demaniali e patrimoniali dello Stato.

Sono ricollegabili allo schema NORMA-POTERE-EFFETTO.Non sono caratterizzati dall’astrattezza,in

quanto la produzione dell’effetto non necessità di ulteriore esercizio di poteri da parte di altro o medesimo

soggetto pubblico.

Autorizzazioni generali:L. 675/1996 in materia di autorizzazioni rilasciate dal garante per la protezione dei

dati personali per intere categorie di titolari o di trattamenti.

Decorso del tempo:produce la modificazione di una serie di diritti ed è alla base degli istituti della prescrizione

e della decadenza.

Rinuncia:negozio avente effetto abdicativi cui può seguire un effetto traslativo o estintivo.

Il potere,intrasmissibile e imprescrittibile,non può essere oggetto di un atto di rinunzia. Anche l’interesse

legittimo è irrinunciabile. I diritti soggettivi invece normalmente sono rinunciabili.

L’azione correlata a interesse legittimo è rinunciabile.

ESERCIZIO DEL POTERE

Norme di azione:norme che hanno ad oggetto l’azione dell’amministrazione e non l’individuazione di assetti

intersoggettivi.

Discrezionalità amministrativa:spazio di scelta che residua allorché la normativa di azione non predetermini

in modo completo tutti i comportamenti dell’amministrazione. 28

Discrezionalità tecnica:possibilità di scelta che spetta all’amministrazione allorché sia chiamata a qualificare

fatti suscettibili di varia valutazione,e si riduce ad un’attività di giudizio a contenuto scientifico.

L’essenza della discrezionalità risiede nella ponderazione,comparativa dei vari interessi secondari in ordine

all’interesse pubblico al fine di assumere la determinazione concreta.

FONTI DEL DIRITTO

Norme di relazione nella Costituzione:anche nella Costituzione possono essere individuate norme

direttamente attributive di poteri e di diritti.

Le norme di relazione proteggono in particolare i diritti soggettivi. Quindi la violazione di una norma di

relazione comporta la lesione di un diritto soggettivo.

Carenza di potere e nullità degli atti amministrativi. L’atto amministrativo emanato in assenza di potere è da

qualificare come nullo ed è sindacabile dal giudice ordinario. Il giudice ordinario ha la giurisdizione nei casi in

cui l’amministrazione abbia agito in carenza di potere.

L’azione amministrativa che non rispetti le norme di azione è sicuramente illegittima ;ma se sono rispettate le

norme di relazione che attribuiscono il potere,l’atto finale non è nullo,perché sussiste per esso la giuridica

possibilità di produrre effetti .Gli effetti così prodotti sono precari,nel senso che l’ordinamento non può tollerare

che siano equiparati a quelli derivati da un’azione legittima.

L’atto illegittimo può essere disapplicato dal giudice ordinario.

Fonti soggettivamente amministrative

Regolamenti:sono emanati da organi amministrativi (dello Stato,della regione e degli altri enti pubblici) titolari

del potere normativo,consistente nella possibilità di emanare norme astratte.

L’attività normativa dell’amministrazione è soggetta non solo al principio di preferenza della legge,ma anche a

quello di legalità,che impone che ogni manifestazione di attività normativi trovi il proprio fondamento in un a

legge generale,che indichi l’organo competente e le materie in ordine alle quali esso può esercitarla.

La L. 400/1988 ha comportato un deciso aumento degli atti ministeriali emanati al di fuori delle regole

procedurali (volontà dell’organo politico di sottrarsi ai condizionamenti che comportano)

Se ricorre lo schema norma-potere-effetto,atti amministrativi generali e atti amministrativi presentano queste

differenze:

 solo gli atti normativi sono astratti

 gli atti normativi sono espressione di un potere diverso da quello amministrativo nel senso che non

costituiscono esercizio di azione dell’amministrazione,ma ne disciplinano il futuro svolgimento

Regolamenti governativi La loro disciplina è fissata dalla L. 400/1988 che ha superato i problemi di una legge

L. 100/1926 emanata prima dell’entrata in vigore della Costituzione.

L’art. 17 della L. 400/1988 prevede diversi tipi di regolamenti governativi.

Regolamenti esecutivi rappresentano le fonti governative mediante cui sono poste norme di dettaglio rispetto

alla legge o al decreto legislativo da eseguire.

Regolamenti attuativi e integrativi rispetto a leggi che pongono norme di principio,possono essere adottati al

di fuori delle materie riservate alla competenza regionale. Possono sviluppare i principi posti dalla

legge,introducendo elementi d’integrazione.

Regolamenti indipendenti sono emanati per disciplinare le materie in cui ancora manchi la disciplina da parte

di leggi o atti aventi forza di legge,sempre che non siano materie comunque riservate alla legge.

Regolamenti che disciplinano l’organizzazione e il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo

le disposizioni dettate dalla legge.

Art. 17 L. 400/1988 l’organizzazione e la disciplina degli uffici dei ministeri sono determinate con regolamento

governativo emanato ai sensi del co. 2.

L’art. 17 co. 2 L. 400/1988 disciplina i regolamenti di delegificazione:”con decreto del presidente della

Repubblica,previa deliberazione del C.d.M.,sentito il Consiglio di Stato,sono emanati i regolamenti per la

disciplina delle materie,non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione,per le quali la legge

29

della Repubblica,autorizzando l’esercizio della potestà regolamentare del governo,determinano le norme

generali regolatrici della materia e dispongono l’abrogazione delle norme vigenti,con effetto dall’entrata in

vigore delle norme regolamentari”.

L’effetto abrogante è da riferire alla legge che autorizza l’emanazione e non al regolamento stesso.

Regolamenti ministeriali e regolamenti interministeriali

I regolamenti ministeriali devono trovare il fondamento in una legge che conferisca il relativo potere al ministro

ed essere attinenti alle materie di competenza del ministro.

Fonti secondarie

L’autonomia normativa è riconosciuta non solo a Stato e regioni ma anche ad altri enti pubblici,con

l’emanazione di Statuti e regolamenti. L’autonomia statutaria e regolamentare è stata espressamente

riconosciuta dalla L. 142/1990,secondo un modello nel quale alla legge spetta dettare linee fondamentali

dell’organizzazione dell’ente,lasciando alle scelte autonome la possibilità di specificare.

E’ un atto espressione di autonomia costituzionalmente garantita,che deve osservare i principi fissati dalla

Costituzione.

L. cost. 3/2001 “comuni,province e città metropolitane sono enti autonomi con propri statuti,secondo i principi

fissati dalla Costituzione.

La normazione degli enti locali non si esaurisce nello Statuto,perché la legge riconosce loro anche la potestà

regolamentare (art. 117 co. 6 Cost.).

Il T.U. enti locali prevede diverse materie da disciplinare con regolamento:

 accesso ai documenti

 individuazione dei responsabili del procedimento

 organizzazione delle circoscrizioni

 poteri,organizzazione e forme di pubblicità dei lavori delle commissioni costituite in seno al Consiglio

N.B. :non sono fonti del diritto le circolari,gli atti che pongono le norme interne e la prassi.

Principi enunciati dalla legge 241/1990

Art. 1 l’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta dai criteri di

economicità,efficacia e di pubblicità.

L’economicità si traduce nell’esigenza del non aggravamento del procedimento.

L’efficacia è il rapporto tra obiettivi prefissati e obiettivi conseguiti ed esprime la necessità che

l’amministrazione miri al perseguimento nel miglior modo possibile delle finalità ad essa affidate.

La pubblicità è un carattere che costituisce conseguenza diretta della natura pubblica dell’amministrazione

.Necessaria preordinazione della sua attività alla soddisfazione di interessi pubblici e richiede la trasparenza

dell’amministrazione stessa.

Applicazione concreta del principio di pubblicità è costituita dal diritto di accesso ai documenti amministrativi.

Si rapportano alla pubblicità anche gli istituti della partecipazione al procedimento amministrativo e della

motivazione del provvedimento.

Un ulteriore principio ricavabile dalla l. 241 è quello dell’azione in via provvedimentale:ai sensi dell’art.

2l’amministrazione deve concludere il procedimento mediante l’adozione di un provvedimento espresso.

Fasi del procedimento:

 fase preparatoria

 fase decisoria

 fase integrativa dell’efficacia

Tra i due estremi del procedimento trovano posto gli atti endoprocedimentale (generano l’impulso alla

progressione del procedimento,e contribuiscono a condizionare in vario modo la scelta discrezionale

finale,ovvero la produzione dell’effetto sul piano dell’ordinamento generale).

L’illegittimità di uno degli atti del procedimento determina in via derivata l’illegittimità del provvedimento

finale. 30

In sede giurisdizionale,il terzo potrà far valere e dedurre anche i vizi che attengono agli atti

endoprocedimentale,in quanto hanno concorso alla formazione del provvedimento che ha concluso il

procedimento.

Pluriqualificazione e delle fattispecie giuridiche:lo stesso atto può rilevare sia come atto del procedimento sia

come atto lesivo di posizioni giuridiche di alcuni terzi.

L’effetto esterno può essere prodotto anche da un atto che determini l’arresto del procedimento.

Rapporto tra procedimenti amministrativi

Il rapporto può derivare dal fatto che alcuni procedimenti costituiscono una fase di un procedimento principale

(subprocedimenti)

I procedimenti si dicono connessi quando l’atto conclusivo di un autonomo procedimento,condiziona l’esercizio

del potere che si svolge nel corso di un altro procedimento (connessione funzionale)

Presupposizione:al fine di esercitare legittimamente un potere,occorre la sussistenza di un certo atto che funge

da presupposto di un altro procedimento in quanto crea una qualità in un bene,cosa o persona che costituisce

oggetto anche del successivo provvedere (esempio:dichiarazione di pubblica utilità ripetto all’emanazione del

decreto di esproprio).

Presupposto: art. 3 L. 241/1990 Si tratta di una circostanza che deve sussistere affinché il potere sia

legittimamente esercitato.

Consecuzione:per svolgere una certa attività il privato deve ottenere distinti provvedimenti non connessi sotto

il profilo giuridico,ma di fatto attinenti al medesimo bene della vita. In tali ipotesi il nesso tra i vari

procedimenti non è di presupposizione,ma di consecuzione,i vari procedimenti corrono cioè in parallelo,mentre

la soddisfazione delle aspirazioni del privato è subordinata alla conclusione dell’ultimo degli stessi.

Iniziativa del procedimento amministrativo

Il procedimento si apre con l’iniziativa,che può essere ad istanza di parte ovvero d’ufficio. L’iniziativa ad

istanza è caratterizzata dal fatto che il dovere di procedere sorge a seguito dell’atto di impulso proveniente da un

soggetto privato oppure da un soggetto pubblico diverso dall’amministrazione cui è attribuito il potere o da un

organo differente da quello competente a provvedere. In questi ultimi 2 casi l’istanza consiste in un atto

amministrativo.

Proposta:atto di iniziativa,anche con contenuto valutativo,con cui si suggerisce l’esplicazione di una certa

attività. Può essere vincolante o non vincolante. Se vincolante,la proposta comporta il dovere

dell’amministrazione procedente di conformarsi alla stessa,e di far proprio il contenuto dell’atto proposto. Se

invece la proposta non è vincolante,l’amministrazione ha la possibilità di seguirla o no.

Richiesta:atto d’iniziativa,consistente in una manifestazione di volontà,mediante il quale un’autorità sollecita

ad un altro soggetto pubblico l’emanazione di un determinato atto amministrativo.

Designazione:consiste nell’indicazione di uno o più nominativi all’autorità competente a provvedere ad una

nomina.

Istanza:proviene dal solo cittadino ed è espressione della sua autonomia privata.

Art. 39 T.U.:è fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di richiedere l’autenticazione della sottoscrizione

delle domande per la partecipazione a selezioni per l’assunzione nelle pubbliche amministrazioni,nonché ad

esami per il conseguimento di abilitazioni,diplomi o titoli culturali.

Le istanze hanno anche contenuto rappresentativo d’interessi,svolgendo una funzione anticipatrice di quella che

la legge affida alle memorie e osservazioni che possono essere prodotte nel corso dell’istruttoria. A fronte

dell’istanza,l’amministrazione deve dar luogo al procedimento,ma può anche rilevarne l’erroneità o

l’incompletezza. In tale ipotesi deve procedere alla richiesta della rettifica. Il dovere per l’amministrazione di

procedere sorge soltanto quando l’ordinamento riconosca la sussistenza di una posizione qualificata in capo al

privato. In caso contrario l’atto del privato si configura come mera denuncia,mediante la quale si rappresenta

31

una mera situazione di fatto all’amministrazione,chiedendo l’adozione di provvedimenti,o più in generale di

misure,senza tuttavia che l’ordinamento riconosca in capo al privato un interesse protetto.

La nozione di denuncia è usata anche per indicare la comunicazione da parte del privato dell’inizio dell’attività

sottoposta al controllo previsto dall’art. 19 L. 241/1990.

Iniziativa d’ufficio: 32

Dovere di concludere il procedimento

Art. 2 L.241/1990 entro il termine stabilito il procedimento deve essere concluso.

Il procedimento si conclude con l’emanazione dell’ultimo atto della serie

procedimentale,che non necessariamente coincide con il provvedimento.

esempio:atti di controllo o accettazione dell’interessato,che seguono l’emanazione

del provvedimento.

Il legislatore chiarisce che la P.A. ha il dovere di concludere il

procedimento,mediante l’adozione di un provvedimento espresso.il termine si

provvedimento finale

intende rispettato quando entro 30 giorni emani il .

Se li termine decorre inutilmente senza che l’amministrazione abbia emanato, il

cittadino ha a disposizione una serie di rimedi giuridici .il ritardo può causare una

responsabilità dell’amministrazione per la lesione di interessi meritevoli di tutela.

Silenzio inadempimento:si forma quando l’amministrazione non ha emanato

l’atto nel termine prefissato,in una situazione in cui l’ordinamento non attribuisce

a questo comportamento nessun effetto giuridico,equivalente al rilascio di un

provvedimento positivo o di un diniego.

poteri sostitutivi

Talora l’ordinamento riconosce in capo ad amministrazioni

diverse da quelle competenti a provvedere che siano rimaste inerti.

Illecito disciplinare:il ritardo nell’emanazione dell’atto amministrativo può

illecito disciplinare

integrare un’ipotesi di a carico del dipendente. L’ordinamento

responsabilità civile

prevede altresì la a carico dell’agente. Il privato può chiedere

il risarcimento dei danni conseguenti all’omissione o al ritardo nel compimento di

atti o di operazioni cui l’impiegato sia tenuto per legge o per regolamento.

60

L’interessato,quando siano trascorsi giorni dalla data di presentazione

dell’istanza ,deve notificare una diffida all’amministrazione e all’impiegato,a

mezzo di ufficiale giudiziario;decorsi inutilmente 30 giorni dalla diffida,egli può

proporre l’azione volta al risarcimento del danno.

328 c.p. (modificato dalla L.86/1990) il pubblico ufficiale o incaricato di

pubblico servizio ,che,entro 30 giorni dalla richiesta redatta in forma scritta da chi

vi abbia interesse, non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le

ragioni del ritardo,è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino

ad 1032 euro.

Mancato coordinamento tra l’art.329 c.p. e la L.241/1990

Perché si integri il reato è sufficiente l’inerzia nel compiere un atto,che non è

necessariamente il provvedimento finale (richiedendosi il requisito del dolo). 33

Dovere di concludere il procedimento

Art. 2 L.241/1990 entro il termine stabilito il procedimento deve essere concluso.

Il procedimento si conclude con l’emanazione dell’ultimo atto della serie procedimentale,che non necessariamente

coincide con il provvedimento. esempio:atti di controllo o accettazione dell’interessato,che seguono l’emanazione d

provvedimento.

Il legislatore chiarisce che la P.A. ha il dovere di concludere il procedimento,mediante l’adozione di un provvedimen

espresso.il termine si intende rispettato quando entro 30 giorni emani il provvedimento finale.

Se li termine decorre inutilmente senza che l’amministrazione abbia emanato, il cittadino ha a disposizione una serie

rimedi giuridici .il ritardo può causare una responsabilità dell’amministrazione per la lesione di interessi meritevoli d

tutela.

Silenzio inadempimento:si forma quando l’amministrazione non ha emanato l’atto nel termine prefissato,in una

situazione in cui l’ordinamento non attribuisce a questo comportamento nessun effetto giuridico,equivalente al rilasc

di un provvedimento positivo o di un diniego.

Talora l’ordinamento riconosce poteri sostitutivi in capo ad amministrazioni diverse da quelle competenti a

provvedere che siano rimaste inerti.

Illecito disciplinare:il ritardo nell’emanazione dell’atto amministrativo può integrare un’ipotesi di illecito disciplina

a carico del dipendente. L’ordinamento prevede altresì la responsabilità civile a carico dell’agente. Il privato può

chiedere il risarcimento dei danni conseguenti all’omissione o al ritardo nel compimento di atti o di operazioni cui

l’impiegato sia tenuto per legge o per regolamento. L’interessato,quando siano trascorsi 60 giorni dalla data di

presentazione dell’istanza ,deve notificare una diffida all’amministrazione e all’impiegato,a mezzo di ufficiale

giudiziario;decorsi inutilmente 30 giorni dalla diffida,egli può proporre l’azione volta al risarcimento del danno.

328 c.p. (modificato dalla L.86/1990) il pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio ,che,entro 30 giorni dall

richiesta redatta in forma scritta da chi vi abbia interesse, non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporr

le ragioni del ritardo,è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino ad 1032 euro.

Mancato coordinamento tra l’art.329 c.p. e la L.241/1990

Perché si integri il reato è sufficiente l’inerzia nel compiere un atto,che non è necessariamente il provvedimento final

(richiedendosi il requisito del dolo).

Principio tempus regit actum Ogni atto deve essere disciplinato dalla normativa vigente al momento in cui essa è

posta in essere.il principio vale anche per il provvedimento finale,così,nell’ipotesi in cui la sua emanazione richieda,

sensi della normativa sopravvenuta,l’esistenza di atti endoprocedimentali non previsti dalla legge precedente e non

sussistenti,l’amministrazione dovrà rifiutarsi di emanarlo (fatta salva l’ipotesi di integrazione).

Responsabile del procedimento

Soggetto che svolge importanti compiti sia in relazione alla fase di avvio dell’azione amministrativa sia allo

svolgimento del procedimento nel suo complesso.

Art. 4 L.241/1990 le pubbliche amministrazioni sono tenute a determinare l’unità organizzativa responsabile

dell’istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale,nonché all’adozione del provvedimento finale.

Seguirà l’individuazione del responsabile del procedimento,persona fisica che agirà in concreto.

Compiti del responsabile art. 6 L.241/1990

Guida del procedimento,coordinatore dell’istruttoria,organo d’impulso.Inoltre il responsabile

rappresenta il punto centrale di riferimento per i privati,per l’amministrazione procedente,e per gli

organi di altre amministrazione.

Il responsabile può anche chiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze

erronee o incomplete.

Il responsabile ha compiti di impulso del procedimento:propone l’indizione,o (se ne ha la competenza) indice la

conferenza di servizi,che hanno un rilievo istruttorio.

Il responsabile instaura il dialogo con i soggetti interessati al procedimento mediante la comunicazione dell’avvio de

procedimento,lo prosegue nella fase della partecipazione e anche dopo l’emanazione del provvedimento finale.

34

Conclusione del procedimento amministrativo:provvedimento e accordi amministrativi

L’amministrazione conclude il procedimento emanando una decisione.

Decisione:il termine è usato oggi dal legislatore con riferimento a tutti i provvedimenti anche perché tutti i

procedimenti devono consentire la partecipazione e il contraddittorio con gli interessati.la fase decisoria può essere

costituita da una serie di atti,da un atto proveniente da un unico organo,da un fatto ovvero da un accordo.

Allorché la fase decisoria consista nella emanazione di atti o deliberazioni preliminari determinati dal contenuto del

provvedimento finale,si assiste all’adozione da parte di un organo di un atto che per produrre effetti deve essere

esternato ad opera di un altro organo.

Atto complesso:Determinazione preliminare e atto finale:i 2 atti si fondono in un medesimo atto dando luogo all’atto

complesso ,formato appunto da più manifestazioni di volontà,tutte attinenti alla fase decisoria.

Concerto:istituto che si riscontra di norma nelle relazioni tra organi dello stesso ente:solo l’autorità concertante ha

potere di iniziativa.

Intesa:di norma viene raggiunta tra enti differenti ai quali si imputa l’effetto (un’amministrazione deve chiedere

l’intesa ad altra autorità ,il cui consenso condiziona l’atto finale)

Conferenza di servizi decisoria

La legge ammette che gli atti determinativi o condizionanti il contenuto della decisione finale possono

essere sostituiti dalla determinazione assunta in seno alla conferenza di servizi.

L’art 14 della l.241/1990 differisce dalla conferenza istruttoria,anche se in alcune parti la disciplina è

identica:introduce infatti i modello della conferenza decisoria.

Il legislatore la circoscrive ai casi in cui sia necessario acquisire intese,concerti,nullaosta o assensi comunque

denominati di altre amministrazioni pubbliche. La conferenza di servizi tende ad un accordo tra amministrazioni il

quale non elimina la necessità dell’emanazione del successivo provvedimento. In caso di dissenso espresso da un

soggetto convocato alla conferenza,l’art 14 della L.241/1990 consente che la determinazione conclusiva del

procedimento possa essere comunque assunta dall’amministrazione procedente “sulla base della maggioranza delle

posizioni espresse in sede di conferenza di servizi. Alla determinazione conclusiva favorevole della conferenza

decisoria si conforma il provvedimento finale,che sostituisce autorizzazioni,concessioni,nulla osta e atti di assenso.

SILENZIO-INADEMPIMENTO,SILENZIO-RIGETTO,SILENZIO SIGNIFICATIVO,SILENZIO

DEVOLUTIVO

Silenzio-inadempimento:è un mero fatto e si realizza quando l’amministrazione,ometta di provvedere senza che vi

sia una particolare attribuzione legislativa di significato a tale inerzia.

Art.2 L.241/1990 trascorso il termine fissato per la conclusione del procedimento,il silenzio può ritenersi formato.

Si ritiene formato il silenzio inadempimento allo scadere del termine per provvedere,a partire dal quale decorre il

termine per proporre ricorso giurisdizionale,volto ad ottenere una sentenza dichiarativa dell’obbligo di provvedere.

Silenzio-rigetto:si forma nei casi in cui l’amministrazione,alla quale sia stato indirizzato un ricorso

amministrativo,sia rimasta inerte.La disciplina è stabilita dal d.p.R. 1199/1971 che dispone che il ricorso si ritiene

respinto trascorsi 90 giorni dalla presentazione del ricorso gerarchico.

Silenzio significativo:l’ordinamento collega al decorso del termine la produzione di un effetto equipollente

all’emanazione di un provvedimento favorevole (silenzio assenso) o di diniego (silenzio-diniego) a seguito di

un’istanza di un privato titolare di un interesse pretensivo.

Esempio di silenzio diniego:art. 53 d.lgs. 165/2001 ai sensi del quale l’autorizzazione richiesta dai dipendenti

pubblica all’amministrazione di appartenenza al fine dello svolgimento di incarichi retribuiti si intende

definitivamente negata quando sia inutilmente decorso il termine di 30 giorni per provvedere.

In caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni il dichiarante è punito con la sanzione di cui all’art.483 c.p.

35

Silenzio devolutivo:art. 17 L.241/1990 l’inutile decorso del termine consente al soggetto pubblico procedente di

rivolgersi ad un’altra amministrazione,al fine di ottenere una valutazione tecnica non resa dall’amministrazione alla

quale era stata inizialmente richiesta.

Denuncia di inizio attività,disciplinata dall’art. 19 L.241/1990

Con la denuncia di inizio attività è eliminata l’intermediazione di un potere amministrativo in ordine all’esplicazione

di un’attività privata,con la conseguenza che lo svolgimento di siffatta attività trova il proprio titolo di

legittimazione nella legge ,che ne fissa il regime. A differenza del silenzio assenso,la denuncia di inizio attività non

costituisce una forma di conclusione del procedimento amministrativo,che manca,in assenza di un potere abilitativo.

Unico onere del privato è quello di comunicare l’avvio dell’attività con un atto che non è una domanda,ma una

informativa cui è subordinato l’esercizio del diritto.

Spetta all’amministrazione competente,entro e non oltre 60 giorni dalla denuncia,verificare d’ufficio la sussistenza

del presupposto e dei requisiti di legge richiesti e disporre,se del caso,con provvedimento motivato da notificare

all’interessato entro il medesimo termine il divieto di prosecuzione dell’attività e la rimozione dei suoi effetti salvo

che,l’interessato provveda a conformare alla normativa vigente della attività ed i suoi effetti entro il termine

prefissato dall’amministrazione stessa.

Potere di controllo non costituisce l’esercizio di autotutela. L’ amministrazione si limita a riscontrare la

corrispondenza con la normativa di quanto dichiarato dal privato ,senza operare ponderazioni tra l’interesse pubblico

e quello del privato.

Atto amministrativo:è definito come qualsiasi manifestazione di volontà,desiderio,giudizio o conoscenza

proveniente da una pubblica amministrazione nell’esercizio di una potestà amministrativa.

Provvedimento:atto con cui si chiude il procedimento amministrativo (è emanato dall’organo competente). Soltanto

il provvedimento è dotato di effetti sul piano dell’ordinamento generale.

Comunque l’amministrazione pone anche in essere comportamenti giuridicamente rilevanti che non sono atti

amministrativi in senso proprio (operazioni materiali e misure di partecipazione)

Interpretazione del provvedimento giuridica qualificazione del provvedimento stesso,del suo contenuto e dei suoi

effetti. L’atto di norma è composto da una intestazione (indica l’autorità emanante),da un preambolo (in cui sono

enunciate le circostanze di fatto e quelle di diritto),dalla motivazione (ragioni giuridiche e presupposti di fatto del

provvedere) e dal dispositivo (rappresenta la parte precettiva del provvedimento e contiene la concreta statuizione)

Agli atti amministrativi si applicano alcune delle norme del codice civile per l’interpretazione del contratto:

art. 1362 c.c. rilevanza dell’intenzione del soggetto e comportamento complessivo

art.1363 c.c. le clausole si interpretano l’una per mezzo delle altre

art. 1364 c.c. l’atto non si riferisce che agli oggetti suoi propri

art.1367 c.c. le disposizioni devono interpretarsi nel senso in cui possono avere qualche effetto.

Art.1366 c.c. il contratto si deve interpretare secondo buona fede.

Non è possibile l’interpretazione autentica vincolante per i terzi da parte dell’amministrazione autrice dell’atto

(riconosciuta solo al legislatore).

Componente fondamentale del procedimento è la volontà intesa come volontà procedimentale.

Autoritatività:connotazione del potere rivolto alla cura dei pubblici interessi e preordinato alla produzione di effetti

giuridici in capo ai terzi,propria di ogni provvedimento amministrativo con cui tale potere si

esercita,indipendentemente dalla natura favorevole o sfavorevole degli effetti.

Unilateralità,tipicità e nominatività del potere

Il provvedimento è sempre caratterizzato dal perseguimento unilaterale di interessi pubblici e dalla produzione

unilaterale di vicende giuridiche sul piano dell’ordinamento generale in ordine a situazioni giuridiche dei privati.

Tipicità del provvedimento amministrativo:diretta espressione del principio di legalità,è in primo luogo correlata

agli effetti di modificazione delle situazioni giuridiche soggettive di terzi. 36

Principio di nominatività:la P.A. per conseguire effetti tipici può ricorrere soltanto agli schemi individuati in

generale dalla legge.

La distinzione tra nominatività e tipicità si percepisce se si pensi alle ordinanze di necessità e urgenza,atti

nominati,ma i cui effetti non sono compiutamente definiti dalla legge.

L’ordinamento generale appresta 2 tipi di vicende giuridiche che possono essere prodotte dall’amministrazione,la

predeterminazione degli elementi del potere che può essere esercitato per conseguire quegli effetti.

Elementi essenziali del provvedimento e clausole accessorie

Elementi la cui assenza impedisce al provvedimento di venire in vita,e che costituiscono i limiti del potere attribuito

all’amministrazione il cui provvedimento è espressione.

Soggetto:il potere è conferito ad un soggetto pubblico,dotato di personalità giuridica.La violazione della norma

relativa ai limiti soggettivi del potere determina la nullità del provvedimento. Lo svolgimento da parte di un’autorità

di una potestà spettante ad altro ente dà luogo ad un atto che non produce effetti straripamento del potere o

incompetenza assoluta)

Contenuto del provvedimento

Il potere consiste nella possibilità di produrre una determinata vicenda giuridica:contenuto dispositivo del potere.La

dottrina distingue tra contenuto:

 Necessario

 Accidentale

 Implicito o naturale

L’insieme delle disposizioni,dette anche clausole accessorie,che la volontà dell’amministrazione può produrre

nell’atto,in aggiunta a quelle di contenuto necessario,costituisce il contenuto eventuale o accidentale dell’atto

(condizione,termine,modo)

Sono apponibili ai provvedimenti le condizioni sempre che l’amministrazione disponga di discrezionalità.

Termine:spesso la limitazione temporale all’efficacia di un atto deriva direttamente dalla legge.

Modo:è proprio solo degli atti di liberalità.

Oggetto del provvedimento

termine passivo della vicenda che verrà a prodursi in seguito all’azione amministrativa:deve essere

possibile,lecito,determinato e determinabile. l’oggetto può essere il bene,la situazione giuridica o l’attività destinati

a subire effetti giuridici.

Il potere e il corrispondente provvedimento sono caratterizzati dalla preordinazione alla cura dell’interesse pubblico

che è risultato vincente nel giudizio di bilanciamento tra valori diversi,risolto dalla norma di relazione (finalità o

causa del potere).

La legge attributiva del potere può inoltre prevedere che l’atto debba rivestire una certa forma a pena di nullità (di

norma si tratta della forma scritta)

Difformità del provvedimento dal paradigma normativo :nullità e illiceità del provvedimento amministrativo

Le conseguenze che l’ordinamento prevede con riferimento ai casi in cui il provvedimento sia difforme dal

paradigma normativo variano a seconda del tipo di norma non rispettata.:

 Il provvedimento emanato in violazione delle norme attributive del potere è nullo.

 Nel caso del mancato rispetto di una norma attributiva del potere in concreto,il provvedimento va

qualificato come illecito.

 Ove sia difforme dalle norme di azione che disciplinano l’esercizio del potere va qualificato come

annullabile

La dottrina amministrativa riconduce nullità,illiceità e annullabilità nell’ambito della categoria

dell’invalidità,consistente nella difformità dell’atto dalla normativa che lo disciplina. Il regime giuridico della

nullità è ripreso da quello codicistico:assenza di effetti,insanabilità,rilevabilità d’ufficio,e possibilità di conversione

dell’atto in qualsiasi tempo. 37

Secondo la giurisprudenza,il criterio di discriminazione tra la giurisdizione del giudice amministrativo e quella del

giudice ordinario si fonda sulla contrapposizione tra cattivo esercizio del potere e carenza di potere. Il potere non

esiste e l’effetto non si produce quando l’amministrazione agisce violando una norma attributiva del potere.

L’illegittimità del provvedimento amministrativo

L’atto emanato nel rispetto delle norme attributiva del potere ma in difformità di quelle di azione è affetto da

illegittimità ed è sottoposto al regime dell’annullabilità.

Produce effetti perché le norme che riconoscono la possibilità di produrre effetti sono state rispettate;questi effetti

sono precari,nel senso che l’ordinamento prevede strumenti giurisdizionali per eliminarli. L’atto illegittimo inoltre è

annullabile da parte della stessa amministrazione in via di autotutela,ovvero in sede di controllo o di decisione di

ricorsi amministrativi;può essere disapplicato dal giudice ordinario che incidentalmente sia chiamato a verificarne la

legittimità al fine di decidere una controversia che attiene alla lesione di diritti soggettivi. Il provvedimento legittimo

può essere convalidato.

Tipi di illegittimità (4 tipi)

1. illegittimità originaria:L’illegittimità si determina con riferimento alla normativa in vigore al momento

della perfezione dell’atto.

2. illegittimità sopravvenutaLa normativa sopravvenuta successivamente all’emanazione del

provvedimento in generale non incide sulla validità dello stesso. Il mutato quadro normativo può aprire

la via all’adozione di provvedimenti di riesame.

3. illegittimità derivata:l’ipotesi di annullamento dell’atto che costituisce il presupposto di altro atto dà

luogo ad un caso di illegittimità derivata.E’ incerto se l’annullamento dell’atto presupposto travolga

automaticamente gli atti successivi. Dall’illegittimità caducante si distingue l’illegittimità meramente

invalidante dell’atto successivo,che deve essere impugnato o annullato autonomamente.

4. illegittimità parziale:si riscontra quando solo una parte del contenuto sia illegittimo ,sicchè soltanto

essa sarà oggetto di annullamento,salvo che eliminandola non sia più possibile configurare come tale

l’atto amministrativo;la restante parte resta in vigore,determinando un cambiamento del contenuto

originario dell’atto.

Vizi di legittimità del provvedimento amministrativo

I vizi di legittimità degli atti amministrativi sono :

1. incompetenza

2. violazione di legge

3. eccesso di potere

l’analisi dei vizi va condotta tenendo conto che essi conseguono alla violazione delle norme di azione,cioè delle

disposizioni che attengono alle modalità di esercizio di un potere..

incompetenza:vizio che consegue alla violazione della norma di azione che definisce la competenza dell’organo,e

cioè il quantum di funzioni spettante all’organo stesso.

Incompetenza assoluta:violazione di una norma attinente all’elemento soggettivo ma che sia norma di relazione.

Incompetenza relativa:consegue alla violazione di norme di azione (l’atto sarà nullo per carenza di potere).

Tipi di incompetenza:

l’incompetenza può aversi per:

 materia

 valore

 grado

 territorio

Il vizio di violazione di legge sussiste allorché si violi una qualsiasi altra norma di azione generale ed astratta che

non attenga alla competenza. 38

Il vizio ricorre dunque in tutti i casi in cui sia violata una norma di azione,indipendentemente dal fatto che essa sia

contenuta nella legge in senso formale,ovvero in altra fonte (Costituzione,normativa

comunitaria,regolamento,statuto,etc..)

La violazione di legge abbraccia moltissime situazioni:

 violazioni procedimentale

 vizi di forma

 Carenza di presupposti fissati dalla legge

 Violazione delle norme sulla formazione della volontà collegiale

 Violazione del principio di parità di trattamento

VIZIO DI ECCESSO DI POTERE

Sussiste quando la facoltà di scelta spettante all’amministrazione non è correttamente esercitata.

Principio di logicità congruità

Forma classica dell’eccesso di potere è lo sviamento,che ricorre quando l’amministrazione persegue un fine

differente da quello per il quale il potere le è stato conferito.

La giurisprudenza ha elaborato una serie di figure sintomatiche. Per il giudice amministrativo è di norma

sufficiente ,ai fini dell’annullamento,rilevare il sintomo senza che si avverta l’urgenza di compiere indagini ulteriori.

 Violazione della prassi

 Manifesta ingiustizia (sproporzione tra sanzione e illecito)

 Contraddittorietà tra più parti dello stesso atto (tra dispositivo e preambolo o motivazione) o tra più atti

 Disparità di trattamento tra situazioni simili

 Travisamento dei fatti

 (si assume a presupposto dell’agire una situazione che non sussiste in realtà )

 incompletezza e difetto dell’istruttoria

 inosservanza dei limiti dei parametri di riferimento

 e dei criteri prefissati per lo svolgimento futuro dell’azione

meritano un cenno particolare i vizi della motivazione e la violazione delle circolari e delle norme interne.

Ricorre eccesso di potere allorché la motivazione sia:

 insufficiente

 incongrua (dà peso indebito ad alcuni profili)

 contraddittoria

 apodittica

 dubbiosa

 illogica

 perplessa

in tali ipotesi si parla di difetto di motivazione.

L’assenza di motivazione (altrimenti detta carenza di motivazione) oggi dà luogo al vizio di violazione di

legge,atteso che la motivazione è obbligatoria.

Costituiscono eccesso di potere anche le violazione i di circolari ,di ordini e di istruzioni di servizio e il mancato

rispetto della prassi amministrativa.

Circolare:atto non avente carattere normativo,mediante la quale l’amministrazione fornisce indicazioni in via

generale e astratta in ordine alle modalità con cui dovranno comportarsi in futuro i propri dipendenti e i propri uffici.

Prassi amministrativa:comportamento costantemente tenuto da un’amministrazione nell’esercizio di un potere.

Non si tratta di una fonte del diritto:tale qualifica spetta alla consuetudine,che si differenzia dalla prassi perché è il

risultato del comportamento di una certa generalità di consociati è perché è caratterizzata dall’opinio juris ac

necessitatis. Quindi l’inosservanza della prassi non dà luogo a violazione di legge ,ma può essere sintomo (senza

adeguata motivazione) di eccesso di potere.

Norme interne 39

Norme non operanti per l’ordinamento generale,non aventi la natura di norme giuridiche e destinate a disciplinare

soltanto i rapporti interni.

Motivazione di provvedimenti e di atti amministrativi

Il dovere di motivazione è stato introdotto dall’art. 3,co. 1 L. 241/1990,secondo cui ogni provvedimento

amministrativo deve essere motivato. Fanno eccezione gli atti normativi e gli atti a contenuto generale. Secondo la

giurisprudenza invece è richiesta per gli atti di alta amministrazione.

Contenuto della motivazione

La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione

amministrativa,in relazione alle risultanze dell’istruttoria.la legge raggruppa in un’unica definizione sia ciò che

precedentemente la dottrina qualificava come motivazione in senso stretto (indicazione dei motivi) sia la

giustificazione (indicazione dei presupposti dell’agire). Quindi anche i provvedimenti vincolati devono essere

motivati.

Ai sensi dell’art.3 L.241/1990 il dovere di motivare è soddisfatto se il provvedimento richiama altro atto che

contenga esplicita motivazione e questo sia reso disponibile (motivazione per relationem). La motivazione deve

essere comunque formata contestualmente all’adozione della decisione.

L’esclusione del dovere di motivazione degli atti a contenuto generale non impedisce che,quando contengano

clausole specifiche di peculiare applicazione,queste possano essere considerate provvedimentali e debbano essere

quindi motivate.

Vizi di merito e irregolarità del procedimento

Merito amministrativo:insieme delle soluzioni compatibili con il canone di congruità-logicità che regola l’azione

discrezionale,distinguibili e graduabili tra di loro soltanto utilizzando criteri di opportunità e convenienza.

Irregolarità:l’atto,pur difforme dal diritto,non solo è pienamente efficace,ma non illegittimo. La violazione della

norma comporterebbe soltanto sanzioni a carico dell’agente o altre conseguenze che non incidono sull’atto.

Sarebbero ipotesi di irregolarità:

 la mancata indicazione,nel provvedimento,del termine e dell’autorità cui deve essere presentato

l’eventuale ricorso

 l’errore nell’intestazione del provvedimento o nell’indicazione di una legge

 violazione di disposizioni relative alle procedure concorsuali

La figura dell’irregolarità è riferita in dottrina alle carenze di natura fiscale:in questi casi in attesa della

regolarizzazione l’atto è spesso inefficace.

Procedimenti di riesame dell’atto illegittimo:convalida,conferma,annullamento,riforma

I provvedimenti di secondo grado sono caratterizzati dal fatto di essere espressione di autotutela e di avere ad

oggetto altri e precedenti provvedimenti amministrativi e fatti equipollenti.

 Poteri di riesame sotto il profilo della validità

 Poteri di revisione relativi all’efficacia di precedenti atti

Il procedimento di riesame può avere esiti differenti:

1. conferma della legittimità

2. riscontro dell’illegittimità (sanabile) dell’atto

3. riscontro dell’illegittimità non sanabile dell’atto

il provvedimento che viene adottato quando l’amministrazione verifica l’insussistenza di vizi nell’atto sottoposto a

riesame viene definito atto di conferma o atto confermativo.

Convalida:provvedimento di riesame a contenuto conservativo,posto in essere dall’amministrazione competente ad

emanare l’atto viziato o dall’amministrazione gerarchicamente superiore.

Sanatoria:ricorre allorché il vizio dipende dalla mancanza,nel corso del procedimento,di un atto

endoprocedimentali la cui adozione spetta a soggetto diverso dall’amministrazione competente ad emanare il

provvedimento finale.L’ atto può essere sanato da un intervento tardivo che dà luogo ad una sostanziale inversione

dell’ordine procedimentale. 40


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto del manuale di Diritto Amministrativo. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Nozione di pubblica amministrazione, Nozione di diritto amministrativo, Amministrazione comunitaria, Principio di sussidiarietà, Ordinamento giuridico e amministrazione. Disciplina costituzionale, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Sandulli Aldo.

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