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avente ad oggetto atti del CONI o delle Federazioni sportive, non riservata agli organi di

giustizia dell’ordinamento sportivo ai sensi dell’articolo 2, è devoluta alla giurisdizione

esclusiva del giudice amministrativo”.

Questa disposizione individua nel TAR del Lazio (in quanto Roma è la sede delle

organizzazioni sportive), l’organo della giustizia ordinaria competente per le questioni che,

ancorché abbiano avuto origine in ambito sportivo, ledono un diritto riconosciuto dalle leggi

ordinarie delle stato,ed hanno pertanto rilevanza per l’ordinamento sportivo.

Altro dato importante relativo alla legge 280 è l’imposizione al giudice di svolgere un

processo estremamente celere per i connessi rischi di ordine pubblico legati agli eventi

sportivi.

CALCIOPOLI

3 QUESTIONI:

1. A.C. Arezzo;

2. L’arbitro De Santis;

3. L’a.d. del FC Juventus, Luciano Moggi.

Ricorso proposto da Luciano Moggi contro la decisione della Corte Federale del 2006,

nella parte in cui la Corte decide l’inibizione per 5 anni dai ranghi federali, con proposta di

preclusione di permanenza nei ranghi federali e ammenda di 50.000euro.

Chi si è costituito?

Il ricorso è stato proposto anche nei confronti della squadra di uno dei 2 scudetti

riassegnati (in base alla decisione della Corte Federale).

Sentenza del TAR del Lazio, Sezione Terza-ter del 19 marzo 2008 n°2472:

vengono dedotti diversi motivi:

♪ Dove c’è la giurisdizione dello Stato e dove c’è solo quella sportiva;

♪ Utilizzo delle intercettazioni.

A noi interessa il primo aspetto concernente i rapporti tra gli ordinamenti. Infatti, la prima

eccezione sollevata dalla FIGC, difesa dall’Avvocatura dello Stato, è quella di difetto di

giurisdizione del TAR dicendo che in realtà questo è un procedimento disciplinare

riguardante un fenomeno rilevante solo nell’ordinamento sportivo e di cui il giudice

nazionale non se ne può occupare, quindi in questo caso il TAR avrebbe un difetto

assoluto di giurisdizione.

Si dice che le azioni interdittive e patrimoniali hanno rilevanza al di fuori dell’ordinamento

sportivo; quindi il TAR conferma la sua giurisdizione. Questa, però, è la sentenza di primo

grado che il Consiglio di Stato potrebbe riformare.

Il Consiglio di Stato dovrebbe riconfermare la prima parte, ma sulla seconda ci sono dei

dubbi.

Le intercettazioni non sarebbero utilizzabili nel procedimento disciplinare, in quanto non

sarebbero utilizzabili neanche nel procedimento penale.

Certo è che se non fossero state utilizzabili non ci sarebbero stati così tanti rinvii a

giudizio.

Ma nel procedimento disciplinare sportivo, valgono le stesse regole del

procedimento penale? 9

Motivando la sua decisione ai sensi dell’art.266 c.p.p., il TAR osserva che il divieto di

utilizzazione dell’uso delle intercettazioni vale per i procedimenti penale e non anche per

quelli disciplinari.

Quindi il TAR respinge il ricorso proposto da Moggi. Ovviamente tutto questo andrà

verificato in Appello. Art.3 comma 3 legge n°280/2003

Davanti al giudice amministrativo il giudizio è definito son sentenza succintamente

motivata ai sensi dell’articolo 26 della legge n°1034/1971 e si applicano i commi 2 e

seguenti dell’articolo 23bis della stessa legge.

Si richiede celerità dei processi, anche per evitare problemi di ordine pubblico da parte

delle tifoserie delle squadre. 10

TERZA

CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano)ù

Coordina e sovrintende le organizzazioni sportive nazionali.

È un ente pubblico al quale è demandata l’organizzazione e il potenziamento dello sport

nazionale e promuove la massima diffusione della pratica sportiva.

Dopo le ultime modifiche normative apportate nel 2004, il CONI è la Confederazione delle

Federazioni sportive e delle Discipline Associate.

Il CONI è stato fondato il 9 e 10 giugno del 1914 a Roma in via permanente (La data

storica cui si fa risalire la nascita del CONI, coincide con la prima Olimpiade moderna

svoltasi ad Atene del 1897).

Nel 1908 venne istituito il CONI quale rappresentanza degli sportivi e primo

inquadramento delle federazioni.

Soltanto nel 1942 si ha una vera e propria legge che disciplina il CONI diventando così un

ente pubblico.

Oggi il CONI è presente in 102 Province e 19 Regioni, riconosce:

43 Federazioni Sportive Nazionali;

♫ 16 Discipline Associate;

♫ 17 Enti di Promozione sportiva nazionali;

♫ 1 ente territoriale;

18 Associazioni benemerite (ex. associazione medaglie d’oro al valore atletico

♫ AMOVA).

A questi organismo aderiscono circa 65.000 società sportive per un totale di circa 8 milioni

di tesserati.

Altra legge importante è quella n°91/1981 che disciplina il rapporto fra Federazioni

sportive e professionisti e disciplina anche indirettamente il CONI.

Rivoluzione del 1999: venne approvato il decreto legge Melandri di riordino del CONI

sulla base di quanto disposto nella Legge Bassanini sul decentramento e il riordino della

PA.

La riforma del CONI abrogò la legge istitutiva del ’42.

Capisaldi del Decreto Melandri (decreto n°242/1999):

♪ Riconoscimento al CONI della personalità giuridica di diritto pubblico;

♪ Riconferma della vigilanza ministeriale ad opera del ministero dei beni e delle

attività culturali (in precedenza spettava al ministero del turismo);

♪ Viene per la prima volta previsto uno Statuto e ne vengono stabilite le finalità;

♪ Le federazioni che nel 1942 erano soggetti del CONI, hanno perso la personalità

giuridica di diritto pubblico diventando soggetti che hanno rapporti con il CONI

come associazioni di diritto privato;

♪ Vengono anche dettate norme relative agli organi, all’organizzazione e al personale. 11

Il nuovo Statuto del CONI è stato adottato dal Consiglio Nazionale del CONI il 26

febbraio 2008. Discipline sportive associate (DSA)

Trattasi di soggetti associativi che aspirano a raggiungere uno sviluppo pari alle

federazioni, ma che non presentano ancora tutti i requisiti per esserlo.

Alcuni esempi di associazioni attualmente riconosciute:

∞ Federazioni arrampicata sportiva;

∞ Federazioni italiana biliardo sportiva.

Attualmente sono 16.

Le Federazioni Sportive Nazionali svolgono l’attività sportiva in armonia con le

deliberazioni e gli indirizzi del CIO e del CONI.

Le federazioni sportive nazionali hanno natura di associazione con personalità di diritto

privato e non perseguono fini di lucro.

Sono riconosciute, ai fini sportivi, dal Consiglio Nazionale.

VIGILANZA

La vigilanza del Ministero sul CONI si estrinseca:

♦ Nell’approvazione con decreto dello Statuto;

♦ Approvazione delle convenzioni quadro del personale delle federazioni;

♦ Potere di acconsentire alla costituzione di società di tipo privato (già il decreto

Melandri prevedeva la possibilità di costituire un ente operativo strumentale, ovvero

società di capitali). I rapporti tra il CONI e queste società sono regolati sulla base di

convenzioni. CONI SERVIZI S.P.A.

Potere di nomina dei commissari, di scioglimento della Giunta Esecutiva e di revoca del

Presidente.

Partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia: le sue azioni sono possedute dal

Ministero, ma i suoi membri sono nominati dal CONI.

Svolge le sue funzioni sulla base di un contratto di servizio con il CONI

Art.8 comma11 d.l. n°138/2002

La CONI servizi s.p.a. succede al CONI in tutti i rapporti, attivi e passivi, compresi i

rapporti di finanziamento con le banche nella titolarità dei beni facenti capo all’ente

pubblico.

Il Tribunale di Roma ha sottolineato che il CONI non scompare, ma che a questo si

aggiunge a livello strumentale la CONI servizi s.p.a.

Rapporto tra l’ordinamento statale, del CONI e delle Regioni

Ci sono alcune materie di competenza esclusiva dell’ordinamento statale, altre di

competenza concorrente.

Con il d.p.r.n°616/1977 sono state trasferite alle Regioni le funzioni amministrative attinenti

alla promozione delle attività sportive e ricreative e alla realizzazione dei relativi impianti.

Al CONI spetta l’organizzazione delle attività agonistiche e delle relative attività

promozionali. 12

Nei casi delle attività non programmate, la competenza esclusiva spetta alle Regioni.

Art.118 Cost.

Le competenze amministrative in materia di promozione di attività creative e sportive

appartengono ai Comuni.

Sono trasferite alle Regioni le competenze in merito all’approvazione dei programmi

relativi alla realizzazione e ristrutturazione degli impianti sportivi e loro pertinenze.

In altri casi l’intervento dello Stato è determinante (ricorrenza di eventi importanti) perciò

viene emanata una legge ad hoc come è accaduto per i giochi Olimpici invernali di Torino

2006.

Laddove ci sia la necessità di rispettare le norme varate dal CIO interviene lo Stato.

Possibilità di disporre il commissariamento delle federazioni in caso di gravi irregolarità

nella gestione o gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi federali,

ovvero nel caso di constata impossibilità di funzionamento dei medesimi.

Con riguardo al controllo delle società sportive professionistiche, il CONI ha un’importante

competenza soprattutto per gli atti di straordinaria amministrazione, infatti per questi ultimi

è necessaria l’approvazione del CONI. Contro i provvedimenti di diniego al compimento di

questi atti era esperibile il ricorso alla Giunta Esecutiva. Secondo la dottrina questo ricorso

è ancora esperibile, anche se il decreto n°242/1999 sul punto tace.

CIO

Ha sede in Svizzera ed è un’associazione di diritto privato, regolato, dunque, secondo il

diritto privato svizzero in materia associativa.

È composto da un Presidente che dura in carica 8 anni e può essere rieletto per

successivi periodi di 4 anni.

È coadiuvato da una Commissione esecutiva: i rappresentanti degli Stati aderenti non

vengono eletti, ma nominati per cooptazione direttamente dal CIO.

Funzioni:

♣ Redige il protocollo dei giochi olimpici e ne stabilisce il programma;

♣ Stabilisce che cos’è il dilettantismo;

♣ Designa la città che dovrà ospitare i Giochi Olimpici;

♣ Convocare il Congresso olimpico al quale prendono parte i rappresentanti ufficiali

dei Comitati Nazionali Olimpici e delle Federazioni Sportive Internazionali.

In sostanza, il CIO è un ente organizzatore di gare al cui interno partecipano anche le

federazioni sportive internazionali con il compito prevalente di emanare regole tecniche. 13

QUARTA

3 FIGURE SOGGETTIVE:

1. Persone fisiche:

a. Atleti;

b. Ausiliari sportivi;

c. Soggetti non tesserati.

2. Enti associativi:

a. Associazioni sportive;

b. Federazioni sportive nazionali ed internazionali;

c. CIO e Comitati Olimpici Nazionali.

3. Figure eterogenee:

a. Allevatori di cavalli da corsa: occorre aprire una parentesi circa la FISE

(Federazione italiana sport equestri): per tutto ciò che concerne

l’allevamento, la disciplina non rientra nell’ordinamento sportivo, ma in

ambito dell’agricoltura. Lo Stato contribuisce attraverso delle provvidenze. In

questo ambito occorre precisare che ci sono problematiche proprio per il

fatto che l’allevamento equino non rientra nell’ordinamento sportivo, sì lo

sport equestre.

b. Società che gestiscono gli impianti sportivi.

ATLETA: è tale nel momento in cui gareggia.

GAREGGIARE: la finalità consiste nel miglioramento del risultato e secondo certe regole.

ATTO DI TESSERAMENTO: incontro della volontà dell’atleta con l’organizzazione.

ATLETA PROFESSIONISTA(Art.2 legge n°91/1981): è colui che svolge prestazioni

agonistiche con retribuzione. Continuità dell’attività e riceve questa qualifica dalla

Federazione sportiva nazionale di appartenenza.

AUSILIARI SPORTIVI: prestano la loro attività al solo fine di collaborare al miglioramento

del risultato dell’atleta. Si distinguono perciò dai lavoratori il cui fine è quello di migliorare

la loro posizione economica.

Gli ausiliari si distinguono in:

∞ Dirigenti sportivi;

∞ Arbitri;

Ufficiali di gara;

∞ Giudici;

∞ Tecnici.

FEDERAZIONI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI: hanno come fine la disciplina e la

regolamentazione dei singoli sport.

Le Federazioni nazionali attuano sul territorio nazionale le regole adottate a livello

mondiale dalle Federazioni internazionali, aderendo a queste ultime.

Come può la Federazione nazionale far parte di quella internazionale? 14

Deve provare di essere l’unica istituzione che disciplina un determinato sport nel suo

Paese.

La Federazioni internazionale non può influire sulla libertà di organizzazione interna degli

enti associativi che la compongono.

Trasformazione delle associazioni sportive in società per azioni: trasformazione imposta

agli enti sociali impegnati contrattualmente con atleti professionisti.

ATLETA (art.31 Statuto CONI)

L’ordinamento sportivo consente all’atleta di poter raggiungere il suo scopo, cioè, di

partecipare alle gare gareggiando contro altri atleti, in un contesto disciplinato, al fine di

vincere le competizioni e rientrare all’interno di una graduatoria di valori atletici.

Lo status di atleta si acquisisce con il tesseramento, ovvero iscrizione del soggetto ad

un’associazione sportiva la quale iscrive lo stesso alla Federazione.

Il tesseramento risulta disciplinato nei regolamenti delle varie Federazioni e si conclude

con una decisione degli organi federali.

Quale natura presenta questo atto?

In caso di diniego di tesseramento di un atleta, l’atto rileva solo all’interno

dell’ordinamento sportivo?

Siccome le regole sono fissate dalle Federazioni che operano non come soggetto di diritto

privato, ma come organi del CONI, si configurano atti amministrativi; le controversie hanno

dunque natura amministrativa e rientrano nella giurisdizione del giudice amministrativo

(Sentenza Cassazione SU n°3091/1986).

Il decreto legge n°220/2003 (decreto salva calcio) prevedeva diverse ipotesi per la

competenza delle controversie in tema di trasferimento, ma nella conversione in legge

queste controversie sono state sottratte all’ordinamento sportivo, dunque trattandosi di

norme organizzative rientrano nella competenza del giudice amministrativo.

Il principale criterio di partizione degli atleti è quello che prende in considerazione la

disciplina sportiva praticata.

Altro criterio di differenziazione è quello che distingue gli atleti a seconda del collegamento

ad un certo ente territoriale, quale ad esempio la città o lo Stato (il tesseramento è

consentito solo ad atleti di nazionalità italiana).

Ancora, gli atleti si differenziano a seconda dell’ente associativo cui appartengono e per il

quale gareggiano (ex. fiamme gialle).

Altro criterio è quello in base ai requisiti fisici (il principale è quello del sesso; altri sono il

peso, l’età, etc.): alcune discipline sportive sono riservate solo al sesso maschile o

femminile.

Altra importante categoria è quella che differenzia gli atleti in base al fattore economico, in:

♦ Dilettanti: economicamente autosufficienti;

♦ Semi-professionisti: parzialmente mantenuti dall’ordinamento;

♦ Professionisti:integralmente mantenuti dall’ordinamento.

AUSILIARI SPORTIVI (art.33 Statuto CONI)

I dirigenti sportivi possono essere distinti in: 15

♠ Dirigenti sportivi delle Federazioni: entrano a far parte dell’ordinamento sportivo al

momento della nomina.

♠ Dirigenti sportivi delle associazioni e società sportive: entrano a far parte

dell’ordinamento sportivo all’accettazione della domanda di affiliazione dell’ente

associativo.

Il rapporti tra il dirigente e la società sportiva è da qualificare come rapporti di lavoro

subordinato. In tema di licenziamento deve trovare applicazione il criterio della

giustificatezza e diretto riferimento ai principi generali di correttezza e buona fede.

Per quanto concerne gli arbitri, in alcune discipline sportive svolgono sostanzialmente

funzioni accertative, in altre (ex. calcio; pallanuoto) svolgono anche importanti compiti

decisori, in alcuni casi, addirittura decisivi per l’esito della gara (ex. pattinaggio artistico).

Questa categoria di ausiliari presta la propria attività in via gratuita, essendo previsti solo

rimborsi spese ed eventualmente indennità.

Per quanto concerne gli arbitri di calcio c’è un divario in giurisprudenza, in quanto, per

alcuni è da qualificare come un pubblico ufficiale, per altri, invece, come l’incaricato di un

pubblico servizio. Tuttavia, deve preferirsi l’opinione, corrente in dottrina e giurisprudenza,

che agli arbitri di calcio non possano essere attribuite tali qualifiche, in quanto sono

chiamati solo a dirigere e valutare tecnicamente l’evento sportivo.

I tecnici (art.32 Statuto CONI) possono essere distinti in:

♣ Istruttori;

♣ Allenatori;

♣ Selezionatori;

♣ Maestri.

Ad essi spettano compiti di preparazione degli atleti e avviamento alla disciplina.

L’assunzione della qualifica è subordinata alla sussistenza di particolari requisiti

professionali. Il loro comportamento, ove negligente o imprudente, considerata ad

esempio la pericolosità della disciplina, può dar luogo anche a responsabilità di natura

civile e penale.

Un esempio di tecnico può essere l’allenatore di calcio o il maestro di tennis.

Specificazioni:

Procuratore del pugile: figura articolata in quanto svolge per l’atleta molteplici

 funzioni, quali l’organizzazione degli incontri, l’assistenza tecnica, la tutela della

salute e dell’integrità fisica.

Maestro di sci: abbiamo una specifica disciplina che si preoccupa di fissare i

 requisiti necessari per poter svolgere questa attività data la sua diffusione e

pericolosità.

Agente di calcio: la FIGC nel 2001 ha deliberato il nuovo regolamento per

 l’esercizio di tale attività. Questo regolamento istituisce un apposito albo presso la

Federazione.

La qualifica è subordinata al rilascio di una licenza da parte della FIGC e di altra

federazione estera.

Prima le società calcistiche e i calciatori potevano soltanto avvalersi dei cosiddetti

procuratori sportivi. Oggi, quest’ultima attività, può soltanto essere svolta da

avvocati iscritti agli appositi albi. 16

L’agente può avvalersi di una società alla quale conferire i diritti economici e

patrimoniali derivanti dall’incarico e previa autorizzazione del calciatore, specificare

che oggetto dell’attività della società sia solo l’attività procuratoria e che la

rappresentanza legale spetti all’agente.

Si può instaurare il rapporti tra agente e calciatore e/o società sportiva senza che

però ciò comporti conflitto di interessi. Le eventuali controversie vengono devolute

ad un’apposita camera arbitrale.

FEDERAZIONI SPORTIVE

La legge n°426/1942 prevedeva le Federazioni come organi del CONI, ma in seguito al

decreto Melandri sono divenute associazioni di diritto privato riconosciute, rispetto alle

quali il CONI ha poteri di controllo.

Il problema che viene in essere dopo il decreto legislativo del 1999 è relativo alla qualifica

delle federazioni.

Sono soggetti di diritto pubblico o privato? Sussistono ancora dubbi, anche se la legge

afferma che trattasi di soggetti di diritto pubblico.

Decreto salva calcio: prevedeva l’ipotesi di far rientrare gli atti delle Federazioni

nell’autonomia sportiva, ipotesi poi esclusa, in quanto la legge di conversione prevedeva la

giurisdizione esclusiva in capo al giudice amministrativo.

Il testo della legge 280 afferma che le Federazioni svolgono attività di diritto pubblico

proprio perché le controversie rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice

amministrativo.

Secondo la Consulta n°204/2004, per aversi giurisdizione esclusiva è necessario un

esercizio diretto o indiretto di poteri pubblicistici (la materia dei pubblici servizi può essere

oggetto di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo se in essa la PA agisce

esercitando il suo potere autoritativo). 17


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Moses

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo dello sport e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Protto Mariano.

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