DIRITTO AMMINISTRATIVO
CARATTERI FONDAMENTALI DELLE P.A. E DEI POTERI CAUSA: funzione
Le P.A. esistono per curare gli interessi generali della comunità giustificatrice dello scopo
attraverso strumenti che sono i poteri amministrativi (es. potere di dato alla P.A.
pianificare il territorio, di espropriare, ecc). Le leggi finalizzano i
poteri, cioè stabiliscono l'interesse pubblico che è causa del potere. INTERESSE PUBBLICO
PRIMARIO: interesse
Le norme che regolano il potere si dividono in: fissato dallo Stato che
- norme procedurali: definiscono l'iter con cui si snoda il potere passa per una valutazione
- norme sostanziali: si basano sui presupposti per l'esercizio del preventiva di un progetto
potere per eventuali attenuazioni
degli effetti conseguenti
Il provvedimento è caratterizzato da unilateralità e imperatività cioè
ha la capacità di imporsi nella sfera giuridica del destinatario anche PRINCIPIO DI LEGALITA':
contro il suo consenso. dare a un Ente il potere di
I provvedimenti ablatori sono quelli che privano il soggetto di un amministrare,
vantaggio, quelli ampliativi lo forniscono di un nuovo diritto o potere. conformemente alla
Legge, con lo scopo di
L'interesse legittimo è quella situazione giuridica sostanziale di tutelare le finalità per cui
vantaggio correlata a un potere amministrativo ossia in dialogo con sorge
esso e comporta due prerogative verso la P.A.: il poter influire sulla
procedura amministrativa e la possibilità di reagire tramite il ricorso PROCEDIMENTO:
al Tar che rappresenta la concretizzazione del principio di legalità esercizio in concreto del
(artt. 24 -113 Cost.) potere ovvero la forma che
Se il dialogo, anche se coinvolge una P.A., ha per oggetto diritti e/o assume la funzione
obblighi, la competenza è del giudice ordinario. Se ha per oggetto amministrativa. Il frutto del
un interesse legittimo la competenza è del giudice amministrativo procedimento è il
provvedimento.
Gli interessi legittimi si dividono in statici e dinamici.
Quelli statici, detti anche oppositivi, si manifestano di fronte a un
potere ablatorio. Il cittadino vuole mantenere un vantaggio che già
ha. Il procedimento si conclude con un provvedimento della P.A. di
archiviazione (conservativo del vantaggio) o espropriativo (lede la
sfera giuridica del cittadino).
Quelli dinamici, detti anche pretensivi, si manifestano con una
richiesta (es. un'autorizzazione) e si concludono con un
provvedimento della P.A. ampliativo (rilascio) o negativo (diniego).
Il potere della P.A., che deriva dalle leggi, può essere:
1) Vincolato
2) Discrezionale
3) Tecnico discrezionale
1) In quello vincolato le conseguenze di un presupposto accertato
dalla P.A. sono predeterminate. Es. sanzione in seguito ad una
infrazione
2) In quello discrezionale l'interesse pubblico (primario) è connesso
con altri interessi pubblici o privati (secondari). La discrezionalità è
il bilanciamento tra questi interessi.
Esempio 1: in un bando di gara d'appalto la P.A. fissa il requisito di
un certo fatturato in un periodo di tempo. All'interesse pubblico
primario della partecipazione alla gara si affianca l'ulteriore interesse
pubblico di un limite ai concorrenti al fine di garantirne l'affidabilità.
Esempio 2: nella concessione alla estrazione in una cava, l'interesse
1
pubblico primario la maggior efficienza dell'industria nazionale, uno
secondario è la salvaguardia dell'ambiente. Può essere scelto un
concorrente che, nel giudizio della P.A., contemperi nel modo
corretto i due interessi.
I principi giuridici che regolano la discrezionalità amministrativa sono
la ragionevolezza e il vincolo al fine.
Il vincolo al fine è la preordinazione a uno specifico interesse
primario.
Esempio 3: la Legge affida alla Consob un potere vincolato (di
irrogare sanzione) e discrezionale (la sanzione va da un minimo a
un massimo). La Consob commina una sanzione abnorme con lo
scopo di espellere dal mercato l'operatore marginale. Dato che la
Legge concede la possibilità di proporzionare la sanzione, l'interesse
pubblico accampato (espulsione) non è quello previsto (tutela del
risparmiatore). Con una sanzione sproporzionata si ha quindi
violazione del vincolo al fine.
Nell'esempio 2 non c'è un vincolo al fine.
Ragionevolezza
L’operato della Pubblica Amministrazione deve essere immune da
censure sul piano della logica, aderente ai dati di fatto ed agli
interessi emersi nel corso dell’istruttoria e coerente con le premesse
ed i criteri fissati dalla stessa P. A.
3) Nel caso le valutazioni che la P.A. deve compiere siano
altamente specialistiche, fatte tramite accertamenti con esiti opinabili
si ha discrezionalità tecnica (meglio definita come valutazione
tecnica complessa).
La differenza tra discrezionalità amministrativa e discrezionalità
tecnica è l'assenza, in quest'ultima, di una valutazione comparativa
degli interessi, così come un loro bilanciamento, tipico della prima.
Esempio 4
In un esame universitario a uno studente viene dato un voto e a un
altro un voto diverso anche se la preparazione si pensa sia la
stessa.
Esempio 5
Si deve valutare l'impatto ambientale di un progetto di impianto
industriale
Esempio 6
Si deve accertare se la patologia di un lavoratore sia insorta in
seguito alle condizioni di lavoro
In alcuni casi discrezionalità tecnica e discrezionalità amministrativa
possono coesistere.
Esempio 7
In un piano di edilizia pubblica, si deve identificare l'area che sarà
soggetta a edilizia residenziale. La scelta di fare o non fare edilizia
residenziale è discrezionalità amministrativa; la scelta di quale area
destinare o la scelta della dimensione dell'area sono valutazioni di
elementi complessi e quindi di discrezionalità tecnica (ad esempio
sulla base delle proiezioni demografiche della zona).
2
Sindacabilità della discrezionalità tecnica amministrativa
Dalla fine degli anni '90 i Tar hanno affermato di poter sindacare la
correttezza dei criteri tecnici e del procedimento applicativo. Ciò
nonostante la discrezionalità tecnica amministrativa viene valutata
ancora con i mezzi della discrezionalità amministrativa, ossia
l'eccesso di potere.
Il sindacato può essere estrinseco o intrinseco. Il primo avviene sulle
figure sintomatiche dell'eccesso di potere; il secondo nel valutare la
correttezza dei criteri tecnici e può essere forte (sostitutivo) o debole
(non sostitutivo).
La discrezionalità tecnica è sindacabile dal giudice?
a) è sindacabile al 100%
In questo caso il giudice si sostituirebbe alla P.A. e questo si
scontrerebbe con il fatto che la P.A. è parte del cosiddetto circuito
democratico (la sovranità popolare si esprime con la politica che dà
alle P.A. i poteri amministrativi). Il giudice è al di fuori di questo
circuito e quindi non può sostituirsi totalmente.
b) non è per nulla sindacabile
Questa soluzione non è corretta in quanto si scontra con gli artt. 24
e 113 della Costituzione dove si prevede la sempre ammissibile
tutela giurisdizionale.
c) La soluzione corretta è un sindacato possibile del giudice che,
attraverso il vizio dell'eccesso di potere, non si sostituisce alla P.A.
ma può valutarne la correttezza dei criteri tecnici adottati e del
procedimento applicativo.
I VIZI DI LEGITTIMITA'
L'invalidità del provvedimento può portare o all'annullabilità o alla
nullità. La seconda è la forma più grave di invalidità, comporta
inefficacia o inesistenza dell'atto.
Finchè non viene annullato, il provvedimento è annullabile. Quindi
sia che sia legittimo o illegittimo, il provvedimento resta efficace fino
a pronuncia del giudice. L'immediata efficacia, anche ad un
provvedimento ipoteticamente illegittimo, deriva dalla tutela degli
interessi pubblici che la Legge salvaguardia nel dare il potere alla
P.A.
Se il provvedimento non viene impugnato entro 60 giorni diventa SETTORE DI
inoppugnabile. Un'eventuale successiva istanza in autotutela non AMMINISTRAZIONE:
prevede nessun obbligo di risposta dalla P.A. insieme di poteri
amministrativi finalizzati
I vizi di legittimità sono tre fin dal 1889. allo stesso scopo attribuiti
1) Incompetenza a piú P.A. Es. Regione
2) Violazione di legge pianifica territorio, Comune
3) Eccesso di potere rilascia autorizzazioni
Incompetenza
L’incompetenza può essere relativa o assoluta.
È relativa se all’interno di un Ente un provvedimento viene adottato
da un organo interno al quale non spettava. Dà luogo a vizio di
legittimità.
È assoluta quando un Ente esercita un potere non previsto da
alcuna Legge o un provvedimento viene adottato da un Ente ma
spettava a un Ente diverso. Dà luogo a vizio di nullità.
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Come si determinano attribuzione e competenza?
L’attribuzione deriva disposizione di Legge che assegna all’Ente il
singolo potere. All’interno dell’Ente poi tra i vari organi L’attribuzione
si esplica a uno solo (sfera di competenza). La distribuzione avviene
con statuti, regolamenti, ecc.
La giurisprudenza ha introdotto una variante nei casi di
impugnazione di provvedimenti ablatori: di fronte all’adozione di un
atto da parte di un Ente spettante ad altro Ente non si ha CONVALIDA: emendare
incompetenza assoluta bensì relativa se si è all’interno di un settore provvedimento, affetto da
di amministrazione. La conseguenza è che resta competente il TAR vizio di legittimità.
perchè il provvedimento non è nullo, cioè inesistente, è quindi non si adottandone uno
passa alla competenza del giudice civile. Infatti se il provvedimento perfettamente identico
fosse inesistente non ci sarebbe dialogo con P.A. e la situazione (esempio, un organo
giuridica del cittadino resterebbe intatta. collegiale adotta una
Ciò richiama la teoria della degradazione: un provvedimento è delibera a scrutinio palese,
imperativo e quando incide su un diritto soggettivo lo degrada a ma lo statuto prevede
interesse legittimo oppositivo. obbligatoriamente lo
scrutinio segreto:
L’incompetenza relativa ha tradizionalmente un regime a sè, anche un'identica, nel testo,
se è una violazione di Legge. La specificità deriva dagli artt. 26 della delibera viene nuovamente
L. 1034/71 che istituisce i TAR e art. 6 della L. 249/68. adottata stavolta a
scrutinio segreto).
Art.26 Ma non tutti i
Se il TAR accoglie il ricorso per incompetenza annulla l’atto e rinvia provvedimenti sono
al l’organo competente. Se il ricorso è per più vizi, prima si esamina sanabili: non lo sono quelli
l’incompetenza. sostanziali e tra i
La ratio sta nel non voler influenzare il giudice destinatario del rinvio procedurali lo sono solo
con esame della questione di merito. alcuni.
La comunicazione di avvio
Art. 6 del procedimento è norma
Alla convalida degli atti viziati da incompetenza (relativa) può procedurale ma, se
provvedersi anche in pendenza di gravame in sede mancante, non è sanabile
amministrativa e giurisdizionale. ex post (sarebbe illogico).
Ratio dell'articolo (non chiara): per i vizi diversi dall'incompetenza L'incompetenza invece è
permettere la convalida significa vanificare l'interesse del cittadino, un vizio procedurale
che ha impugnato, ad ottenere una pronuncia. Nel caso sanabile.
dell'incompetenza il vizio però si traduce in vizio meramente formale
e quindi permettere la variazione in pendenza di giudizio non
modifica le motivazioni alla base del provvedimento. Negli altri casi il
vizio non è formale, e con efficacia retroattiva della convalida si
avrebbe una variazione della motivazione successiva all'atto, cosa
che non può essere perchè la motivazione deve sempre precedere
l'atto. Ma se la ratio allora è "non si cambiano le regole nel corso del
gioco" ossia se si è presentato un ricorso si ha sempre diritto a una
pronuncia, non si comprende comunque perchè la convalida debba
essere limitata alla sola competenza.
L'art. 6 secondo alcuna giurisprudenza è ancora in vigore, ma
normalmente si ritiene tacitamente abrogato dall'art. 21 nonies della
L. 241: "La convalida è ammessa sussistendone le ragioni
dell'interesse pubblico, entro un tempo ragionevole".
Con l'art. 21 nonies cade il divieto di convalida che è ora ancorato
alle sole ragioni di interesse pubblico, ossia che il provvedimento sia
impugnabile o già impugnato perchè in questi casi una convalida
può portare ad evitare che il provvedimento venga radicalmente
4
rimosso. Rispetto all'art. 6 il riferimento al tempo ragionevole, che
verrà fissato dal giudice, si discosta dal tempo individuato nella
generica pendenza di giudizio.
L'art. 26 è stato abrogato nel 2010, l'art. 6 è poco usato. Senza i
regimi di specificità, l'incompetenza rientra nella violazione di legge
(violazione di norme procedurali).
Violazione di legge
Per violazione di legge si intende violazione di norma in generale,
sia sostanziali (che fissano i requisiti per l'esercizio del potere) sia
procedurali (che fissano l'iter procedimentale)
Se il Tar annulla il diniego a un'autorizzazione non concede
l'autorizzazione in vece dell'Ente preposto. Per cui se
l'impugnazione verte su motivi sostanziali, si hanno maggiori
garanzie per il ricorrente perchè la rinnovazione del provvedimento
consentirà maggiori utilità.
Eccesso di potere
Nasce come sviamento del potere dal fine, come straripamento
(carenza di potere o incompetenza assoluta), ma la giurisprudenza
lo intende invece come cattivo esercizio della discrezionalità, cioè
legittimità del potere ma usato male.
Per aversi eccesso di potere, l'atto dev'essere discrezionale, in
quanto gli atti vincolati hanno un contenuto predeterminato.
Esempio 8
Una fabbrica viene chiusa per motivi di salute pubblica, ma nel
provvedimento appare che la vera finalità è la nazionalizzazione
dell'industria (caso reale, Francia fine '800).
Nella realtà sono rari i casi di annullamento del Tar per sviamento
del potere perche la P.A. ha l'accortezza di non mettere nel
provvedimento elementi che evidenzino lo sviamento.
La giurisprudenza ha creato allora figure sintomatiche dell'eccesso
di potere che danno concretezza al principio di
ragionevolezza/irragionevolezza. Se il giudice riscontra una figura
allora il provvedimento è illegittimo e viene necessariamente
annullato. La figura è quindi una presunzione assoluta di eccesso di
potere.
Le figure possono essere divise in 5 gruppi.
1° gruppo: contraddittorietà
La contraddittorietà può essere:
a) tra atti del medesimo procedimento: la P.A. chiede un parere ad
altro Ente, lo acquisisce ma nel provvedimento finale lo disattende
immotivatamente.
b) tra provvedimenti diversi: allo stesso destinatario (ad es. un
lavoratore), in riferimento al medesimo fatto, un provvedimento
assegna un encomio, un altro una sanzione disciplinare
c) nello stesso provvedimento: il provvedimento è composto da
motivazione e dispositivo. A una premessa segue una
contraddizione nel dispositivo.
2° gruppo: difetto di istruttoria 5
La P.A. deve conoscere la realtà su cui inciderà, ossia deve
compiere un'istruttoria che analizzi gli interessi in gioco. Ad esempio,
se decide di destinare ad area agricola un'area densamente abitata
non ha compiuto una corretta istruttoria.
Il travisamento dei fatti è simile al difetto di istruttoria. Si dà per
scontato un fatto che non esiste o viceversa. O si crede che il fatto
abbia certi contorni e caratteristiche che non corrispondono al vero.
3° gruppo: disparità di trattamento
Trattamento uguale per casi diversi o viceversa.
Esempio 9
Viene chiesta la concessione per uso spiaggia di un terreno
demaniale da due soggetti diversi. Una viene rilasciata, l'altra no. Se
la P.A. non motiva le scelte contrastanti, si ha disparità di
trattamento.
Esempio 10 MERITO
Nella stessa via dove c'è divieto di sosta a una macchina viene AMMINISTRATIVO: la
messa la multa, a un'altra no. In questo caso non c'è disparità di valutazione, con regole
trattamento perchè la multa è il frutto dell'esercizio di un potere non giuridiche (ad esempio
vincolato (sanzione predeterminata dalla Legge in conseguenza a economiche),
un fatto accertato), non discrezionale. Non si ha quindi eccesso di dell’opportunità dell’azione
potere che ha come presupposto un cattivo uso della discrezionalità, amministrativa
qui assente.
4° gruppo: difetto di proporzionalità
Il mezzo utilizzato deve essere idoneo al fine che la P.A. persegue e
strettamente necessario ad esso, senza che provochi danni ulteriori.
Esempio 11
Se un Comune con pochi abitanti espropria grandi aree per spazi
pubblici compie un atto sproporzionato.
5° gruppo: ingiustizia manifesta
Quasi mai usata, la più rara. Va contro un elementare concetto di
giustizia, di equità. Il provvedimento non è illegittimo, ma iniquo. Il
giudice si sostituirebbe alla P.A. su questioni non di legittimità ma di
merito.
Differenza tra legittimità e merito
Esempio 12
Il Comune vuole realizzare una strada di collegamento tra il centro e
una frazione. Si deve localizzare la strada scegliend
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