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Università degli Studi di Perugia

Corso di laurea in funzionario giudiziario amministrativo

Diritto amministrativo

Docente: Prof.ssa Annalisa Giusti

Principi generali in materia di attività amministrativa procedimentalizzata

Principi ed istituti codificati dalla L. n. 241/90

Il tema che affrontiamo oggi in tema di procedimento amministrativo è quello delle modalità di formazione della volontà dei pubblici poteri, posto che la pubblica amministrazione può meglio ricondursi a un soggetto – persona giuridica e come tale non dotata di una sua fisicità. A differenza della formazione della volontà psichica delle persone fisiche, le persone giuridiche pervengono alla manifestazione di volontà attraverso tutta una serie di atti e di comportamenti che meglio vedremo definirsi sotto un'espressione che va sotto il nome di procedimento amministrativo.

In cosa consiste questo modo di manifestazione della volontà della pubblica amministrazione? Tradizionalmente la P.A. agisce esterna la propria volontà, il disegno attraverso il quale perviene a conseguire la tutela del pubblico interesse, finalità unica che istituzionalmente la legge attribuisce alle P.A. mediante atti e provvedimenti. Quindi, dobbiamo immaginare un iter logico attraverso il quale la P.A. addiviene alla manifestazione della sua volontà mediante l’emanazione di atti e provvedimenti, che non sono altro che il frutto di tutta un’attività che precede l’estrinsecazione di un documento formale del contenuto deliberativo di detta volontà che chiamiamo procedimento amministrativo. È evidente che tutto questo passa attraverso l’analisi di principi generali e di regole cercando di rendere il più accessibile possibile la percezione di tali nozioni che regolano appunto l’attività della P.A., facendo riferimento a del materiale di supporto che verrà illustrato.

Il primo principio fondamentale attorno al quale ruota tutto l’esercizio dell’attività amministrativa è sicuramente quello del principio di legalità. Cioè tutto quanto sta alla base e che conferisce il crisma della legittimità all’azione amministrativa deve essere ricondotto a una regola che deve risultare consacrata negli atti legislativi o atti aventi forza di legge, quindi una legalità formale e sostanziale (cfr. insegnamenti di Diritto Pubblico). Ma poi, calando i principi dell’attività amministrativa così come vengono proposti ed estrapolati dal testo dell’art. 97 della Costituzione, ciò che è il cuore della disciplina costituzionale che sta alla base di una sana e legittima quindi conforme a legge dell’attività amministrativa è sicuramente il principio di imparzialità e di buona amministrazione.

Principio di imparzialità

Il principio di imparzialità sta a significare una sorta di vero e proprio vincolo obbligo per l’attività amministrativa di svolgersi nel rispetto del principio di giustizia sostanziale, quindi una connotazione generale che va a caratterizzare l’attività dei pubblici poteri. In senso negativo, tale principio impone agli organi amministrativi di agire e deliberare secondo un altrettanto canone fondamentale interpretativo della legittimità dell’azione amministrativa, nel senso di vietare ogni discriminazione nei confronti di soggetti che si trovano pariteticamente in una posizione meritevole di essere trattata alla stessa maniera. Così come nel principio di imparzialità dottrina e giurisprudenza si sforzano di identificare una sorta di obbligo da parte della P.A. procedente di tutti gli interessi coinvolti, cioè apprezzare le situazioni dei singoli al fine di meglio definire ciò che risulta essere l’interesse pubblico, così come il legislatore ha voluto definire nell’ambito della sua competenza.

Ecco dunque già prefigurata una sorta di scenario nel quale andremo meglio a calare tutto ciò che attiene il farsi dell’azione amministrativa, lo svolgimento dell’azione amministrativa, cioè di tutte quelle attività e accertamenti che nel fatto e nel diritto poi porteranno alla vera e propria manifestazione all’esterno della volontà della P.A., che ribadiamo essere l’atto o meglio il provvedimento amministrativo.

Principio di buona amministrazione

Accanto al principio di imparzialità, non possiamo dimenticare l’altro principio di buona amministrazione come canone di base a cui si devono ispirare i singoli organi della P.A. I funzionari e gli agenti della P.A. devono svolgere la propria attività ai sensi della L. 241 cercando di perseguire, attuare l’efficacia, l’efficienza, la speditezza, l’economicità dell’azione amministrativa, facendo ben presente a non gravare in maniera esagerata, sproporzionata, irragionevole gli interessi particolari dei singoli. Se si scorrono gli obiettivi che il legislatore ha ritenuto opportuno di dover sottolineare e introdurre proprio con le nuove norme in materia di diritto amministrativo e di accesso ai documenti, si vede che è chiaramente possibile avere un quadro, una tavola sinottica di quelli che devono essere i criteri ispiratori dell’azione amministrativa.

Un'azione che proprio grazie a questa Legge generale si è venuta precisando e uniformando accanto ai criteri di economicità che abbiamo visto, anche mediante la previsione di principi di pubblicità e trasparenza voluti fortemente dal legislatore del 2005 come corollario di tutto quanto abbiamo definito. Così come altro segnale emblematico dell’evoluzione ordinamentale che è andata caratterizzando lo stato di diritto amministrativo in cui viviamo, il recepimento da parte del legislatore nazionale della progressiva integrazione delle regole degli istituti tipicamente affermatesi nell’ambito del nostro ordinamento interno con i principi dell’ordinamento comunitario che come tali vengono equiparati a tutto tondo a una serie di principi sopra richiamati.

Ecco un quadro generale dove operano i pubblici poteri; altra premessa sul tipo di attività demandata alla P.A., l’attività dei pubblici poteri avviene mediante l’esercizio di potestà discrezionali.

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Scienze giuridiche IUS/10 Diritto amministrativo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sergio.parrella.18 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Giusti Annalisa.
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