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Diritto amministrativo

Appunti di Diritto amministrativo basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Giusti dell’università degli Studi di Perugia - Unipg, Facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea in funzionario giudiziario e amministrativo. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto amministrativo docente Prof. A. Giusti

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ESTRATTO DOCUMENTO

discende dalle norme dai regolamenti, quando emanare il provvedimento di

emanarlo o non emanarlo

nozione di discrezionalità tecnica un ambito di attività amm.va frutto di un

attività procedimentalizzata destinata a concludersi con l’emanazione di un

provvedimento che attiene a delimitazioni di ambiti in cui oltre alla valutazione

giuridica utilizza nozioni strumenti mutuati direttamente dall’attività tecnica

quindi alla P.A. è rimessa una valutazione di fatti alla stregua di conoscenze

tecniche specifiche o specialistiche (definizione di A.M. Sandulli) es. l’imposizione

del vincolo storico su immobili o aree dove l’organo tecnico è la sovrintendenza

testo unico 42 del 2004

quindi non sempre è possibile delineare una netta linea di demarcazione tra

l’attività discrezionale e l’attività tecnico-discrezionale

quindi una volta chiariti i principi e le regole entro cui circoscrivere l’attività

amministrativa proviamo a tracciare un quadro di quelli che sono gli svolgimenti

di questa azione in forma procedimentale, procedimento suddiviso in 4 fasi, cioè è

possibile sezionare l’attività amministrativa attraverso una concatenazione di fasi

che racchiudiamo nell’ambito di un unico contenitore

a) 1^ fase iniziativa: l’avvio del procedimento, la fase di avvio del procedimento amm.vo

può avvenire su iniziativa di parte, il cittadino chiede di dare avvio all’azione amm.va

al fine di ottenere quel provvedimento che lo abiliti es. costruire una casa, esercitare

un attività, dunque il singolo che nel rispetto della legge ed in ossequio alle modalità

che disciplinano i singoli procedimenti chiede che venga avviato un procedimento per

soddisfare un interesse legittimo di carattere pretensivo, è l’avvio del rapporto giuridico

che si viene a instaurare tra P.A. e cittadino affinchè quest’ultimo a seguito

dell’emanazione di un provvedimento amm.vo possa conseguire quel bene;

poi abbiamo l’azione amm.va che prende avvio d’ufficio per il perseguimento del

pubblico interesse il comune decide di realizzare la strada, l’opera pubblica con il

procedimento di esproprio di una area privata prenderà avvio su iniziativa della P.A.

d’ufficio

b) una volta avviato il procedimento, identificato l’oggetto su cui andrà a svolgersi

l’azione amm.va ecco che scatta la 2^ fase estremamente importante, fase in cui trova

reale attuazione quel principio che attiene all’esercizio delle potestà discrezionali, cioè

la comparazione tra interessi pubblici e gli interessi dei privati coinvolti dall’azione

amm.va è la fase istruttoria; in questa fase abbiamo una raccolta di dati apertura di

un fascicolo dove man mano vengono raccolti i fatti, gli elementi che poi andranno a

rappresentare la base su cui le scelte concrete della P.A. verranno ad essere attuate,

quindi raccolta di fatti documenti di accessi di documentazione anche da parte di altre

amministrazioni che sono chiamate per legge ad emanare dei pareri in sede consultiva,

quindi si viene a delineare una sorta di bozza di decisione, poiché anche la decisione

finale sarà collegata a quegli elementi che di fatto e giudizio frutto di accertamenti e di

valutazioni più o meno tecniche che concorrono alla formazione della decisione;

c) chiusa la 2^ fase, acquisita tutta la documentazione, inizia la 3^ fase decisione, dove

viene presa concretamente la scelta, dove si forma definitivamente la volontà dei

pubblici poteri che alla luce del materiale raccolto traggono le fila la conclusione di

quanto obbiettivamente è stato raccolto e predisposto come materiale utile affinchè

l’amministrazione sia messa nella migliore condizione possibile di ponderare le

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situazioni messe in gioco, da un lato il parametro obbligatorio del pubblico interesse

dall’altro la situazione dei singoli con le loro aspirazioni più o meno legittime, con le

modalità introdotte nel 1990 con la partecipazione del cittadino all’attività

amministrativa; quindi vengono tratte le conclusioni si arriva a determinare il

contenuto e le modalità con cui il provvedimento potrà produrre i suoi effetti; il

provvedimento viene confezionato vengono selezionati e eventualmente ritenuti

recessivi alcuni interessi privati dall’altro si ritiene perseguire il pubblico interesse

mediante il sacrificio degli interessi dei singoli, tutto ciò è racchiuso in un

provvedimento che dovrà avere determinati elementi costitutivi, da questo momento il

provvedimento è formalizzato in un atto scritto che a seconda delle fattispecie in cui il

legislatore ha previsto che possa produrre effetti, questo momento dipenderà o

dall’esito della fase decisoria ovvero ..

d) 4 fase del procedimento amministrativo meramente eventuale ovvero in seguito

all’esercizio di un controllo o alla rimozione degli ostacoli che sussistono in ordine

all’immediata produzione degli effetti da parte del provvedimento emanato dopo 3 fase,

quindi c’è una quarta fase integrativa dell’efficacia che in presenza di un

provvedimento completo e in grado astrattamente di produrre effetti dà il via libera al

rilascio del nulla osta dei permessi affinchè quel provvedimento già confezionato possa

passare alla successiva fase dell’efficacia;

a seguito della positiva conclusione della 4^ fase ci troviamo di fronte ad un

provvedimento efficace cioè in grado di produrre effetti ma non per questo legittimo per

tutto ciò che vedremo nel corso della patologia del provvedimento amm.vo

L’esercizio della potestà discrezionale

con la legge 241/90 il legislatore ha voluto disciplinare i vari momenti della funzione

amm.va

art.1 tratteggia i principi generali contiene la cornice entro cui di volta in volta calare i

singoli istituti

art. 2 tratteggia in primo luogo la conclusione del procedimento, fino al 1990 vi era il

segreto d’ufficio con un attività al riparo di occhi indiscreti, oggi invece vige il potere

antitetico della trasparenza dei pubblici poteri che fa da architrave su cui poggia

l’azione della P.A., in questo art. il legislatore precisa alcune cose:

1. quando inizia un procedimento, ci deve essere un provvedimento, questo per

evitare che l’amministrazione ancorchè sollecitata dall’istanza del privato a

deliberare si mantenga inerte ovvero non eserciti alcun tipo di funzione, quindi

l’opzione del legislatore del 90 è molto netta chiara inequivocabile, quindi

obbligo di provvedere entro un certo termine, al fine di verificare la correttezza o

meno dell’azione amministrativa; ecco affermarsi nel ns. ordinamento un nuovo

diritto ovvero diritto soggettivo al termine, prospettiva risarcitoria allorchè a

fronte di un inadempimento o ritardo o mancato rispetto degli obblighi e doveri

predeterminati dal legislatore anche l’Amministrazione al pari di ciascun altro

soggetto dell’ordinamento dovrebbe essere chiamata a reintegrare la situazione

soggettiva illegittimamente o illecitamente lesa mediante la propria attività o

comportamento; il cerchio si chiude con l’integrazione apportata dalla L.15 del

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2005, circa le modalità con cui possa essere tutelata la situazione

dell’interessato in presenza di un silenzio mantenuto dalla P.A.

Continuando a scorrere l’indice della 241 ecco apparire l’architrave della legge

generale sul procedimento amm.vo, ogni provv.to amm.vo deve essere motivato, a cosa

serve la motivazione? ogni atto che impegnano l’Amm.ne verso l’esterno a seguito della

formazione della sua volontà debbono essere preceduti da tutta una serie di dati

elementi cosidd.to preambolo nel quale rintracciare i presupposti di fatto e le

considerazioni di diritto che inducono l’Amm.ne competente a scegliere in una

determinata materia, per fare in modo a colui verso il quale il provv.to è diretto di

percepire l’iter logico e motivazionale che ha indotto l’Amministrazione a scegliere in

un modo anziché in un altro;

venendo sul piano più propriamente organizzativo altra novità che merita

particolarmente di essere sottolineata è quella del responsabile del procedimento, in

linea con la nuova linea di apertura e di trasparenza verso l’esterno, sicuramente

ignota prima della riforma del 1990, qui tocchiamo con mano la novità in passato

eventuali rimostranze si scontravano con la difficoltà di individuare un soggetto

responsabile dell’adozione del provv.to dell’istruttoria e dello svolgimento del

procedimento, incertezza frutto anche di una perversa commistione tra l’attività di

indirizzo politico e l’attività di gestione, quindi in presenza di un problema di

concessione edilizia il privato anziché rivolgersi all’istruttore che aveva concluso con

pareri giuridici la richiesta, andava dall’assessore competente in quanto sottoscrittore

insieme al sindaco del provved.to finale abilitativo, oggi questo non c’è più per il

motivo che è competente il responsabile del procedimento generalmente il dirigente

preposto a quella unità organizzativa che ha una competenza specifica di emanare i

provvedimenti che impegnano in virtù del rapporto organico che lo lega all’ente di

appartenenza di emanare un provvedimento i cui effetti sono imputati all’

Amministrazione di appartenenza, responsabile amm.vo che sarà lui a mettere

insieme a raccogliere tutto il materiale istruttorio i pareri più o meno vincolanti,

consultivi tecnici, per predisporre tutti i documenti sui quali poi l’organo decidente

dovrà esprimersi e dovrà valutare tenendo conto delle operazioni logiche e delle

vicende che lo hanno indotto a scegliere in un senso anziché nell’altro, quindi di

elementi che necessariamente confluiranno nella motivazione obbligatoriamente da

emanare ai sensi dell’art. 3

in passato c’era l’obbligo di coinvolgere prima dell’emanazione del provvedimento finale

il futuro destinatario del medesimo, la novità principale è che l’amm.ne è tenuta a

fornire notizia dell’avvio del procedimento, in un ottica opposta rispetto all’azione che

in passato aveva guidato l’esercizio dell’azione amm.va, il coinvolgimento

dell’interessato destinatari o di quanti potenzialmente potrebbero subire una

modificazione della propria situazione soggettiva sono chiamati a dire la loro subito, è

proprio in sede istruttoria che devono emergere dinanzi all’autorità decidente tutti

quegli interessi secondari comparati con quelli primari della potestà, da qui il ruolo dei

privati dei soggetti chiamati a manifestare il proprio punto di vista anticipatamente

prima che venga emanato il provv.to finale, questo anche per un fine pratico

facilmente intuibile cioè il legislatore con queste forme di partecipazione in

contraddittorio strumento deflattivo del contenzioso giurisdizionale che potrebbe

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derivare da un incerta applicazione delle norme o da un errata rappresentazione dei

fatti posti a base dell’azione amm.va che legittimino o meno il provv.to finale, quindi

un momento molto delicato che ha sconvolto lo schema procedurale tipico del passato

per l’esercizio dell’att.amm.va

come avviene la partecipazione del soggetto destinatario del provv.to? risposta

nell’art.8 L.241 c.2 a cui si aggiungono le lett.c bis e ter a corollario di questa funzione

garantistica cioè la data il termine entro cui deve concludersi il procedimento e i

rimedi esperibili in caso di inerzia dell’amm.ne, quindi rispetto al passato dove il

cittadino era vittima di un muro di gomma in grado di reprimere ogni richiesta di

chiarimenti inoltrata dal cittadino; è chiaro qualora risulti impossibile pervenire ad un

esatta identificazione la comunicazione di avvio del procedimento potrebbe essere

attuata mediante pubblicazione

art. 9 compare per la prima volta la nozione dell’interesse diffuso ma con quali

strumenti si attua questa partecipazione, lett.a e lett.b dell’art.10 diritti dei

partecipanti al procedimento, primo luogo prendere visione degli atti del procedimento

ad eccezione di quanto stabilito in materia dall’art.24 l.241, quindi diritto di accesso

endoprocedimentale per garantire un intervento diretto del privato nel corso del

procedimento (conoscere, accedere, estrarre copia, verificare ciò che è stato prodotto

dagli altri) con la possibilità di presentare memorie scritte strumenti che

l’Amministrazione ha l’obbligo di valutare su cui motivatamente dovrà esprimersi;

infine la comunicazione che attiene ai motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza

opposizione preliminare all’adozione del provvedimento finale di diniego, entro il

termine di cui all’art.10 bis l’Amm.ne dovrà comunicare i motivi ostativi

all’accoglimento della domanda 7


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in funzionario giudiziario e amministrativo
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sergio.parrella.18 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Giusti Annalisa.

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