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Diritti fondamentali, doveri di solidarietà e libertà economiche

Dopo il secondo dopoguerra vengono adottate costituzioni rigide e lunghe in cui c'è il riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo. La costituzione comprende libertà positive e negative.

Libertà negative e positive

Le libertà negative sono quelle che si realizzano in quanto lo Stato si impegna a non intervenire. Le libertà positive sono le libertà per lo Stato o attraverso lo Stato che per la loro realizzazione richiedono l'intervento delle istituzioni. Mentre le libertà negative sono tipiche dello stato liberale, quelle positive sono tipiche dello Stato sociale (diritto d'istruzione, alla salute ecc.).

Principio solidaristico e doveri costituzionali

L'assetto delle costituzioni del secondo dopoguerra è ispirato al principio solidaristico sia per la previsione del principio di uguaglianza sostanziale sia per la previsione (nell’art 2) dei doveri di solidarietà sociale. I doveri sono quelli previsti direttamente in costituzione (dovere di difendere la patria, dovere di fedeltà alla repubblica, dovere di concorrere alle spese pubbliche in ragione della capacità contributiva cioè si applica il principio di progressività dell'imposta anziché il principio di proporzionalità) o nelle leggi (art 23).

Il principio di progressività dell'imposta è lo strumento di attuazione dell'uguaglianza sostanziale.

Articolo 23

Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge. (Cioè tutto ciò che viene chiesto ai cittadini deve trovare un fondamento legislativo)

Garanzie dei diritti costituzionali

  • Rigidità della costituzione: non si possono negare questi diritti se non modificando la costituzione rigida con procedimento aggravato. Non basta una legge ordinaria per sovvertire i diritti.
  • I diritti fondamentali sono sottratti al procedimento di revisione costituzionale (clausola art 139 costituzione: la forma repubblicana è inviolabile).

Articolo 49

"Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale".

Il metodo democratico riguarda solo la concorrenza all'esterno dei partiti nel gioco democratico e non la garanzia della democrazia interna ai partiti. I partiti sono lo strumento per concorrere a definire la politica nazionale che poi si trasferisce negli indirizzi del parlamento e dell'esecutivo.

In altri ordinamenti come quello tedesco esiste una tradizione antica di controlli interni ai partiti a garanzia della democrazia interna. La tendenza dell'ordinamento verso forme di tipo maggioritario di sistemi elettorali richiede maggiori forme di garanzia di democrazia interna.

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

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