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Dinamicità industriali AA 2017-2018

Ripasso microeconomia

Il consumatore

Domanda individuale

Quanto sareste disposti a pagare per un bene X (ad es. pizza)?

Willingness to Pay max al quale si è disposti ad acquistare il bene. Ad es. per la seconda, terza ecc. unità questo scenderà. Il surplus del consumatore = WTP - P.

  • WTP = Willingness To Pay
  • P = Prezzo effettivamente pagato

Domanda aggregata

La domanda aggregata ci indica la quantità domandata per un dato prezzo con una curva continua (e non spezzata come prima).

Elasticità ci indica quanto varia la Q domandata al variare di P [Sensibilità della q domandata al variare del prezzo].

Tipicamente se £ < 0 Q diminuisce.

Concorrenza perfetta

Elasticità infinita, al variare del prezzo la domanda crolla. Se alzo P vendo 0. Se abbasso P ci vado a perdere.

L'impresa

I costi

L'impresa serve a trasformare gli input in output. L'efficienza è data dalla F di costo:

  • Costi fissi (FC): Non dipendono dalla q di output.
  • Costi variabili (VC): Dipendono dalla q di output.
  • Costi totali (TC): FC + VC
  • Costi medi (AC): TC/Q = FC + VC/Q
  • Costi marginali (MC): Costi per produrre unità addizionale di output (derivata TC per Q)

Costo opportunità: Costo di utilizzo di un’attività alternativa. Costi non recuperabili (sunk cost): relativi all’infungibilità di costi molto specifici. I costi medi (AC) e i costi marginali (MC) variano a seconda dell’output prodotto. MC e AC si intersecano nel punto di min di AC [Scala minima di efficienza (MES)], poiché è il livello più basso di output possibile a cui corrisponde il min AC.

Economie di scala: AC diminuiscono all’aumentare di Q fino al punto di min AC, oltre il quale si realizzano diseconomie di scala.

Economie di scopo: Nella produzione di due o più beni/servizi, si realizzano quando il costo della loro produzione congiunta è inferiore a quello della loro produzione separata C(q1;q2) < C(q1) + C(q2).

I profitti: Ricavi (Rq) - Costi (Cq) = Profitto (πq)

La massimizzazione dei profitti

Max π implica che la derivata prima della funzione sia = 0.

MAX π → π'(q) = R'(q) - C'(q) = 0 → MR - MC = 0 → MR = MC

Concorrenza perfetta

In un mercato competitivo in cui le imprese non sono in grado di modificare il prezzo, fissano l’output al livello che eguaglia prezzo e costo marginale (p=MC), le imprese si dicono price takers.

MAX π impone MR = MC, se R = p*q e ΔR = Δq*p → ΔR/Δq = P ma ΔR/Δq = MR per cui MR = P e MR = MC → p = MC

La curva del costo marginale (MC) nel tratto crescente coincide con la curva di offerta (S).

Efficienza allocativa

Capacità di un sistema di allocare risorse nel modo ottimale (+ efficiente).

Surplus = CS + PS

MAX surplus → D = MC

Efficiency Loss (EL) è la differenza tra il surplus tot e il suo massimo: perdita di efficienza che si verifica quando q < q* e p > p*

CS = Consumer Surplus; PS = Producer Surplus

Concetto statico, la concorrenza perfetta è quel tipo di struttura di mercato che elimina efficienza allocativa.

Efficienza

  • Allocativa: richiede che l’output sia al livello ottimale
  • Produttiva: richiede che l’output sia prodotto nel modo meno costoso per una data tecnologia
  • Dinamica: miglioramento dei prodotti e dei processi produttivi nel tempo

Struttura del mercato

Sono fattori determinanti per le strutture di mercato:

  • Nr. agenti nel mercato (venditori e acquirenti)
  • Potere negoziale, nel fissare i prezzi
  • Concentrazione/frammentazione del mercato
  • Differenziazione prodotti (sostituibilità)
  • Barriere entrata/uscita (contendibilità)

Monopolio

Forma di mercato con una sola impresa, che ha la possibilità di fissare il prezzo (price maker) e i consumatori domandano una q D(p). Per produrre q il monopolista sostiene costi C(q) e massimizza i profitti.

Logica del monopolio

  • Se MR < MC → q diminuisce: perdita ricavo < risparmio costo
  • Se MR > MC → q aumenta: incremento ricavo > incremento costo

Se q aumenta: maggior ricavo Δq*p, minor prezzo Δp*q.

Effetto complessivo Δr = Δq*p + Δp*q

Δr/Δq = p + (Δp/Δq)*q

A = Semplice trasferimento di surplus dal consumatore al monopolista. Effetto complessivo invariato.

B+C = Misura un aumento del surplus; valore che il consumatore e il produttore attribuiscono alla produzione addizionale. L’area B+C rappresenta la perdita netta di monopolio, il peggioramento del benessere complessivo quando si deve pagare un prezzo di monopolio Pm invece che Pc (prezzo di concorrenza perfetta).

Perché i monopoli esistono? Barriere all’entrata

  1. Impresa detiene una risorsa chiave
  2. Impresa detiene un diritto esclusivo (garantito dallo Stato, sulla produzione di un bene)
  3. Monopolio naturale (la struttura dei costi rende più efficiente la presenza di una sola impresa, come ad es. in presenza di una rete)

Monopolio naturale

Costi medi stabilmente decrescenti. Esempio: Telecom. Una volta costruita la rete (infrastruttura), più utenti usano il servizio e minori saranno i costi medi.

Effetti del monopolio

  • Inefficienze allocative
  • P > MC con conseguente Qm < Q* e Pm > P*

È una configurazione di mercato subottimale.

Limiti al potere di mercato

  • Aumentare il grado di concorrenza → Ciò non è possibile quando vi sono FC elevati o significative economie di scala
  • Se vi è monopolio naturale → Regolamentare il monopolista (o impresa dominante) → Fissando standard minimi → Un tetto al prezzo

Esempi di regolamentazione

Average cost pricing: fissare il prezzo più basso che renda i profitti non negativi, quindi pari al costo medio → Se l’impresa realizza un π >= 0 non ha incentivo a ridurre i costi.

Price cap regulation: Prezzi fissati dal regolatore per un periodo abbastanza lungo. Un’impresa che vuole massimizzare i profitti cercherà di ridurre i costi di produzione.

Confronto

Il price cap rispetto all’average cost pricing implica:

  • Forti incentivi per riduzioni di costo
  • Pochi incentivi per aumentare la qualità
  • Alto grado di rischio per l’impresa
  • Autonomia del regolamentatore nella gestione del tempo

Che cos’è un’impresa?

  • Un 'Black Box' che massimizza i profitti
  • I confini (boundaries) dell’impresa
  • Dal paradigma dell’impresa rappresentativa all’eterogeneità

In un’impresa moderna

Proprietà e controllo sono generalmente separate, per cui spesso azionisti e manager non hanno gli stessi obiettivi, come si possono allineare questi ultimi?

  • Manager possono essere avversi al rischio
  • Short-termisms
  • Vincoli finanziari
  • Contratto con giusto incentivo per i manager

Internal discipline: Problema di agenzia. Gli azionisti assumono un manager che agisca per conto loro, ma questo è più informato (asimmetria informativa). Un contratto che potrebbe essere adatto a bilanciare rischi e incentivi, dovrebbe avere base fissa e bonus variabile legato ai profitti.

Labor market discipline: Il manager non è legato a vita all’impresa e deve dare segnali positivi al mercato dei manager.

Product market discipline: Realizzare profitti è una condizione necessaria alla sopravvivenza di un’impresa.

Capital market discipline: Se un manager non massimizza i profitti, il valore dell’impresa diminuisce e può essere oggetto di acquisizione da parte di un’altra impresa che ne massimizzerebbe i profitti, licenziandolo.

I confini di un’impresa

  1. Estensione orizzontale: quanto un’impresa produce e quante linee di prodotti porta nel mercato. È determinata dalla struttura di costo (MES).
  2. Integrazione verticale: quanti stadi del processo produttivo sono svolti all’interno dell’impresa.
  3. Make or buy? Ricorso al mercato o ai mezzi dell’impresa (Transaction costs).
  4. Asset specificity e hold-up: chi ha realizzato investimenti specifici.
  5. Imprese simili possono avere un grado di integrazione verticale differente, in dipendenza di specificità degli assets, dagli incentivi e dalle strategie.

Perché le imprese sono diverse?

Le imprese sono molto diverse in termini di dimensione, performance, produttività, ecc. La distribuzione dimensionale è tipicamente asimmetrica, anche nello stesso settore.

Eterogeneità

Il saggio di profitto differisce anche tra imprese che operano nello stesso settore e hanno più o meno la stessa dimensione, queste differenze tendono a permanere nel tempo e sono causate da:

  • Innovazione e conoscenze tacite
  • Strategia
  • History matters

Concorrenza oligopolistica

Monopolio e concorrenza perfetta sono due casi limite, nella realtà le strutture di mercato si trovano a metà tra questi due estremi.

Oligopolio: Poche imprese con molti consumatori, curva di domanda inclinata negativamente per tutte le imprese, inoltre qui le imprese devono tener conto delle relazioni/decisioni dei loro concorrenti → Strategie

Interdipendenza strategica: Ciascuna impresa, in condizioni di interdipendenza, cerca di massimizzare il profitto, tenendo conto delle possibili reazioni dei suoi competitors. L’impresa in oligopolio deve tentare di incorporare le reazioni dei competitors nel proprio modello decisionale (nella funzione di profitto). Il tipo di oligopolio dipende dalla variabile strategica (o decisionale) → Prezzo o Quantità

Modello di Bertrand

Considerando due imprese che si fanno concorrenza attraverso il prezzo, determinando poi il mercato la quantità che le due imprese offriranno. L’idea di base è che i prezzi sono più flessibili delle quantità. L’ipotesi è che le imprese operano con la stessa tecnologia e con rendimenti di scala costanti, senza avere limiti di capacità produttiva. Il prodotto è omogeneo, per cui i consumatori acquistano sempre al prezzo più basso e se i prezzi delle due imprese sono uguali i consumatori distribuiscono uniformemente la loro domanda. Siamo in presenza di un equilibrio non cooperativo.

Rendimenti costanti

TC e Q sono direttamente proporzionali e crescono ad un tasso costante ΔQ/Q = ΔTC/TC.

Rendimenti crescenti

ΔQ/Q > ΔTC/TC

Equilibrio nel modello di Bertrand

Ciascuna impresa sa che fissando il prezzo anche solo un infinitesimo più basso di quello del rivale riuscirà ad ottenere l’intera domanda di mercato per la perfetta sostituibilità dei prodotti. Le imprese sono uguali e il prezzo si stabilirà al livello del costo marginale (p=MC), come in concorrenza perfetta. πa = πb = 0. Il numero delle imprese diventa irrilevante. Si ottiene quindi lo stesso risultato dell’equilibrio di concorrenza perfetta, quindi una configurazione di mercato strettamente concorrenziale con profitti nulli anche con solo due imprese.

La funzione di domanda sarà:

  • Qa (Pa, Pb) = 0 se Pa > Pb
  • Qa (Pa, Pb) = 1/2 (P) se Pa = Pb
  • Qa (Pa, Pb) = Pa se Pa < Pb

L’ipotesi che bastano due imprese che competono sul prezzo per configurare un mercato vicino alla concorrenza perfetta è del tutto irrealistica. Nella realtà il prezzo è al di sopra del costo marginale, poiché c’è:

  • Differenziazione di prodotto
  • Concorrenza dinamica: Strategie vendicative, guerre di prezzo ecc. (in Bertrand le imprese competono su un solo periodo)
  • Esistono limiti alla capacità produttiva

Modello di Cournot

Variabile strategica: Quantità

Due imprese determinano simultaneamente la quantità che intendono immettere nel mercato.

Ipotesi:

  • Livello di produzione dell’altra costante
  • Imprese non cooperano, ma in modo indipendente e non vi è collusione

Il mercato deciderà poi il prezzo a cui venderanno. La curva di domanda di mercato è data ed una variazione di offerta di un’impresa non compensata da una variazione di segno opposto dell’altra si riflette inversamente su P. Esiste quindi un legame di interdipendenza: a seconda delle scelte dell’altra, la curva di domanda di ciascuna impresa cambia.

Nel duopolio di Cournot le imprese scelgono simultaneamente le Q da produrre → ipotizzando la curva di reazione del competitor. Questa indica Qa per ogni Qb al fine di massimizzare i profitti. Se MCa = MCb in equilibrio produrranno la stessa quantità dividendosi il mercato a metà.

Domanda residuale: Relazione tra il prezzo di mercato e la quantità di un’impresa, quando le rivali mantengono fissa la loro produzione. Questa è determinata dalle aspettative dell’impresa circa l’output dei concorrenti.

Qa = Qm - Qb

Qm = Quantità di mercato

Curva di domanda (inversa): P(Q) = a - bQ = a - b(qa + qb)

Funzione di costo, uguale per entrambe le imprese: C(q)i = Ci i=a,b

L’impresa A risolve il problema: Max πa(qa, qb) = qaP - cqa = qa[a - b(qa + qb) - c] = qa[a - b(qa) - b(qb) - c]

→ Derivo per qa = a - 2b - b(qb) - c → Pongo = 0 a - 2b - b(qb) - c = 0

→ Isolo (qa) qa = (a - bqb - c) / 2b che è la funzione di reazione per A, data la scelta di B indica in termini di quantità la scelta ottimale di A.

→ Allo stesso modo la funzione di reazione dell’impresa B sarà qb = (a - bqa - c) / 2b

Risolvendo simultaneamente per le due Q ottimali → qa* = qb* = (a - c) / 3b

Che risulta poi essere l’unico punto di equilibrio, poiché ogni impresa reagisce alla q fissata dall’altra e le due funzioni di reazione sono uguali.

P > MC (come nel monopolio ma Pcournot < Pmon)

Funzioni di reazione con inclinazione negativa

Se A o B aumentano la q, P diminuisce seguendo la domanda

Modello di Cournot con n imprese

Domanda: P = a - bQ

Costo marginale: c

Domanda residuale dell’impresa 1: P = (a - b X) - bQ dove X è la produzione delle altre N-1 imprese

Calcoliamo la funzione di reazione dell’impresa 1: R(q) = P*Q → [(a-bX) - bQ]*Q → MR = (a-bX) - 2bQ → MR = MC → (a-bX) - 2bQ = c

Q1 = (a-c)/2b - X/2

Per simmetria: X = (N-1)*Q1

Quindi: Q1 = (a-c)/2b - (N-1)*Q1/2

→ (2Q1 + (N-1)Q1)/2 = (a-c)/2b

Q1[1+N]/2 = (a-c)/2b

Q1 = (a-c)/[(N+1)b]

Il prezzo di equilibrio diventa

P* = a - b (N*Q*)

P* = a - b*[N*(a-c)/(N+1)*b] = a/(N+1) + [N/(N+1)]*c

Se aumentano le concorrenti N → ∞ → P* = 0 + 1 (MC) p* = MC (come concorrenza perfetta)

Bertrand vs Cournot

L’impostazione è simile, ma dato il comportamento diverso delle imprese cambia l’equilibrio. Bertrand → Duopolio che comprime i prezzi fino MC. Cournot P* < Pmon ma P* > Pconc a meno che non ci siano N infinito (P* = Pconc = MC). Dipende dal settore per poter dire quale sia più attendibile, se la capacità produttiva si aggiusta in mondo più lento Cournot; se l’output si modifica più velocemente dei prezzi Bertrand.

Modello di Stackelberg

Variabile strategica: Quantità

2 Imprese: LEADER (L) e FOLLOWER (F)

L sceglie per prima Q, F osserva la scelta di L e poi sceglie QF

Curva di domanda inversa: P(Q) = a - bQ dove Q = QL + QF

Funzione di costo (con rendimenti di scala costanti): Ci = cqi con i = L, F

F sceglie prendendo QL come dato, agisce come un duopolista di Cournot con funzione di reazione: QF = (a-bQL-c)/2b

L deve massimizzare → πL = QL [a-b(QL + (a-bQL-c)/2b) - c]

Poiché L sceglie per primo, non inserisce F nella sua funzione di reazione ma direttamente nella sua funzione obiettivo.

QsL = (a-c)/2b

QsF = (a-c)/4b

QsL, QsF è l’equilibrio di Nash perfetto determinato con il meccanismo di Backward induction.

Stackelberg vs Cournot

QsF < QsCournot

QsL > QsCournot

Qtot Stackelberg > Qtot Cournot

P di mercato → PStackelberg < PCournot

πSL > πCournot e πSF < πCournot

Teoria dei giochi

Gioco → Situazione in cui le decisioni degli attori sono necessariamente indipendenti.

Strategia → Piano che descrive come il giocatore si comporterà in ogni situazione possibile.

Strategia dominante → Strategia del giocatore che domina tutte le altre, per questo è indipendente dalle strategie altrui.

Indici di concentrazione

Elementi caratterizzanti le misure di concentrazione:

  1. Numerosità (fewness) delle imprese
  2. Uguaglianza/disuguaglianza (inequality) delle quote di mercato

Si assume che la struttura di mercato sia tanto più concorrenziale, quanto più bassa è la porzione di domanda servita da ciascuna impresa. Abbiamo indici di concentrazione:

  1. Relativi: usano info solo sulla varianza delle dimensioni aziendali
  2. Assoluti: usano la varianza e anche il numero delle imprese

Caratteristiche necessarie

  1. Ranking Condition. Un indice deve poter stabilire un ranking tra situazioni con concentrazione diversa
  2. Sales Transfer Condition. Il trasferimento di vendite da imprese più piccole a grandi deve aumentare la misura di concentrazione
  3. Entry Condition. L’ingresso di nuove aziende di dimensioni sotto la media degli incumbent riduce la concentrazione mentre l’uscita delle stesse dovrebbe aumentarla
  4. Merger Condition. Fusioni aumentano la concentrazione

Non tutte le misure di concentrazione soddisfano tutti i criteri, tuttavia sono fortemente correlate.

Indice di Gini si basa sulla Curva di Lorenz

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ToroSeduto14 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Dinamiche industriali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Rullani Francesco.
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