Dinamiche e politiche dell'immigrazione
25/09
SOCIOLOGIA DELLE MIGRAZIONI definizione ampia:
wikipedia ita: "disciplina scientifica" -> dal punto di vista tecnico non c'è settore
• disciplinare; "si sta delineando da pochi anni" -> recente nel contesto italiano ('90) → in
altri contesti è più strutturata e consolidata
wikipedia eng: definizione più articolata → “fornisce comprensione sociologica di cultura,
• etnicità assimilazione e processi di marginalizzazione” → non solo migranti in senso stretto,
ma anche di gruppi della società che devono adattarsi → studio rapporti fra migranti,
autoctoni
Padri fondatori: sociologi americani (fine '800):
1) SCUOLA DI CHICAGO: immigrazione e questioni interetniche
Si interroga su mutamenti a livello urbano dati da ondate migratorie.
Idea di immigrato come uomo marginale.
Ciclo delle relazioni interetniche.
Europa sociologi europei → storia di Stati-Nazione → poco strutturata idea di “straniero”
2) SIMMEL (sociologo tedesco): straniero = legato a processi positivi di mutamento sociale
(mercanti, intellettuali). Lo straniero porta innovazione.
3) SOMBART: straniero = imprenditore .
(es cinesi, portano prodotti, innovazioni)
Lo studio delle migrazioni è condizionato da contesti storico-politici di riferimento:
USA '900 molte persone arrivano con mezzi di fortuna e poche risorse e capitali
➔ EU '900 persone altamente qualificate, intellettuali
➔
Espressione di Sayed (sociologo francese) “pensiero di stato” → migrazioni pensate in contesto
poltico → modo di vedere lo straniero riflette dottrina Stato e sua visione dell'essere straniero → es.
caso italiano: idea contratto di integrazione per permesso di soggiorno → dopo 2 anni deve
conoscere la lingua e la Costituzione → elemento distintivo dell'Italia è la legge
Negli ultimi anni dibattito su NAZIONALISMO METODOLOGICO: es Francia ius soli → le
seconde generazioni sono francesi → in Italia no, sono stranieri anche bambini nati da immigrati ma
in Italia → lo status influisce sul percorso di integrazione
APPROCCIO SOCIOLOGICO-POLITOLOGICO vs APPROCCIO PRATICO:
prospettiva del practionner :
coinvolgimento positivo o negativo,
– ricerca delle soluzioni,
– problemi/esperienze concrete
–
prospettiva del sociologo-politologo:
analisi a distanza,
– ricerca di spiegazioni generali del fenomeno,
– dialogo con teorie che cercano di spiegare fenomeno,
– tentativo di andare oltre esperienza concreta,
– questioni di metodo (di osservazione, di raccolta dati MTRS).
–
Prospettiva della sociologia critica e ricerca azione (sta nel mezzo):
espliciti e politicamente orientati,
– ob interventisti: portare il ricercatore a immedesimarsi con gli immigrati → NO tecniche
– statistiche, ma etnografiche; svelare le retoriche di molte politiche mostrandone il lato meno
evidente ; sostenere il cambiamento degli attori
(es delle sanatorie → svelare gli impliciti)
sociali,
perseguire questi ob non è facile soprattutto “mettersi nei panni di”, si tende a trasferire sul
– sogg la propria visione ,
(es vittima, debole, da aiutare)
il cambiamento sociale è un processo complesso (es centri di accoglienza '90 Bologna – Davide
– .
Però)
La ricerca oggi in Europa → IMISCOE network finanziato dall'UE
26/09
Concetti chiave:
EMIGRATO esce da un Paese
IMMIGRATO arriva in un Paese
SOCIETA DI ORIGINE dell'emigrato
SOCIETA RICEVENTI / DI ACCOGLIENZA dell'immigrato
MIGRANTE molti studiosi preferiscono questa espressione. Può riferirsi a una migrazione di tipo
stagionale o non definitiva e non necessariamente il migrante entra in una nuova società in modo
definitivo
Nelle recenti migrazioni dalla Libia arrivano in Italia e poi ulteriore spostamento → più spostamenti
periodici.
Le seconde generazioni in Italia, durante la crisi economica, migravano altrove.
TRANSMIGRANTE concetto della letteratura antropologica: molte persone vivono l'esperienza
migratoria sempre sentendosi in transizione → esperienza soggettiva → mantengono relazioni
sociali con paese di origine, di arrivo e altri paesi terzi → identità di tipo soggettivo
Chi sono gli IMMIGRATI?
La definizione varia molto a seconda dei sistemi giuridici dei vari paesi, delle vicende
– storiche (colonialismo) e delle contingenze politiche (alcuni gruppi ricevono accesso più
.
facilitato a cittadinanza, es allargamento UE)
Dipende da un confine fra cittadini nazionali e immigrati stranieri (es 1982 legge spagnola
– , è un confine labile e dipende dalla storia nazionale dei vari paesi.
sulla cittadinanza) Es: Italia,
legge restrittiva, le persone che acquisiscono la cittadinanza hanno origini diverse, è difficile
rintracciare i percorsi di integrazione di queste persone. Per molti la cittadinanza è avere passaporto,
non avere più permesso di soggiorno → si rintracciano i censimenti per avere un quadro più chiaro
(risalire ai genitori, ecc).
Diverse definizioni di immigrato rendono difficile la statistica comparata, il conteggio degli
– immigrati. Es: Francia e Germania hanno dati molto diversi, Germania normative restrittive per
molti anni, poi una sorta di ius soli → la popolazione straniera è più ampia rispetto alla Francia, .
anche se forse la Francia ha più immigrati, ma oggi c'è stata naturalizzazione (ne contano meno)
Problema definizione di migrante → definizione dell'ONU prescinde dalla cittadinanza: “migrante
persona che si è spostata da un paese di origine in un altro e ci vive da più di un anno”.
→ spostamento nello spazio verso un paese diverso da quello di nascita
→ permanenza prolungata, più di un anno
Problemi: migrazione fenomeno sfaccettato
non tiene conto delle migrazioni interne (da sud a nord in Italia, Africa)
– non tiene conto delle migrazioni stagionali (periodo inferiore a 1 anno) → talvolta si
– ripetono, es periodo della vendemmia, colture stagionali.
non tiene conto delle diverse visioni sociali e giuridiche delle migrazioni. Es le seconde
– generazioni a Zurigo nate da genitori italiani salentini decidono di tornare al paese di origine
dei genitori quando questi non l'avevano mai sentito come necessario. Quando arrivano
trovano realtà diversa da come l'avevano immaginata.
Migrazioni:
Processi che comportano adattamenti e modificazioni nel tempo
– Sistemi di relazioni che coinvolgono una pluralità di attori (autorità, organi di mediazione,
– comunità dello stesso paese di nascita, famiglia), le aree di transito e destinazione
Costruzioni sociali complesse in cui agiscono tre attori principali: la società di origine, i
– migranti attuali e potenziali, le società riceventi.
MINORANZE ETNICHE: prodotto dell'interazione fra popolazioni immigrate e società di arrivo
→ da un lato insediamento stabile di immigrai stranieri e emergere di nuove generazioni
→ dall'altro atteggiamenti di esclusione delle società di arrivo
Castles e Miller (1993) due studiosi anglosassoni, hanno parlato di 4 caratteristiche che devono
coesistere perché esista una minoranza etnica:
gruppi subordinati: relegati in nicchie del mercato del lavoro non molto attraenti
– aspetti fisici o culturali soggetti a valutazione negativa da parte della maggioranza
– autocoscienza di gruppo → anche il gruppo deve percepirsi come diverso es endogamia
– identità minoritaria che si trasmette alle generazioni successive
–
Diverse categorie giuridiche e sociali di migranti:
immigrati per lavoro / economici : componente importante e al centro della contabilità
– amministrativa
→ immigrati stagionali
→ immigrati qualificati e imprenditori
familiari ricongiunti : raggiungono persone che già si trovano in un altro paese (marito,
– moglie, figli). Es in Italia sotto Napolitano ingresso facilitato per i genitori (nucleo familiare
.
primario Legge 6 marzo 1998, n. 40)
richiedenti asilo : arrivano per ragioni politiche e chiedono tempo di permanenza (domanda
– di asilo)
rifugiati : ottengono lo status richiesto e quando la richiesta viene accettata diventano
– rifugiati
immigrati irregolari : entrano regolarmente e restano nel paese oltre la scadenza del
– permesso o dopo un diniego
clandestini : eludono del tutto i controlli e la loro presenza è sconosciuta, non vengono
– identificati ai controlli in ingresso
vittime del traffico di esseri umani : es donne entrate regolarmente ma
(es nigeriane)
– migrazione sponsorizzata da organizzazioni criminali per sfruttamento (es sessuale)
seconde generazioni : figli di stranieri, es in Italia rimangono stranieri molto a lungo
– migranti di ritorno : portano problemi anche per il reinsediamento
–
27/09
Queste categorie emergono nella storia delle migrazioni europee:
L'Europa per molti secoli fu continente sovrapopolato da cui si partiva → periodo dello
– sviluppo industriale (1830 – 1GM) verso altri continenti e verso altri paesi europei
→ espulsioni dalle campagne, concentrazione nelle città, troppa gente, poco lavoro → le persone
migrano altrove per cercare uno stile di vita migliore → c'era popolazione in eccesso → problema
→ emigrazione come valvola di sfogo per allontanare i poveri (società basata ancora sulle classi) →
America del Sud e America del Nord continenti poco popolati, c'era bisogno di popolazione,
lavoratori, ecc
Periodo fra le due guerre: rigidità al movimento delle persone nel continente e all'esterno →
– perdere uomini = perdere soldati. Anche i paesi di arrivo iniziano a porre paletti: a
immigrare erano gruppi sgraditi perchè rivoluzionari o con idee politiche pericolose
(opposizione ai regimi es gruppi anarchici).
Ricostruzione post-bellica (1945 – primi anni '50): emigrazione di esuli dai paesi dell'Est
– (favorita l'espulsione di alcuni soggetti non graditi), ritorno di forza lavoro dai campi
profughi e spostamenti interni al blocco europeo, arrivi da ex-colonie (visti con favore
perchè contribuiscono a forza lavoro, non si pensava che si sarebbero fermati a lungo)
Boom economico (anni '50 – '60) : atteggiamento liberale, favorita la regolarizzazione
– perchè c'è richiesta di forza lavoro (es miniere: italiani in Belgio). Anche se migranti
irregolari è favorita la rapida regolarizzazione.
Recessione economica ('68-'69) e blocco delle frontiere (anni '70): nel 1973 aumento del
– prezzo del petrolio → ristutturazione profonda della struttura economica, aumento dei prezzi
di produzione → stagnazione → recessione
Governi europei restrizione ai nuovi ingressi fino al blocco delle frontiere (es Inghilterra prime
restrizioni nel 1965 verso i cittadini delle ex-colonie; Francia e Belgio introducono lo stop e non
concedono regolarizzazioni; la Germania revoca gli accordi bilaterali). Si impone regolarizzazione
sempre più rigida degli ingressi (controlli, permessi di soggiorno, ecc). L'immigrazione verso
l'Europa però non diminuisce, diventa immigrazione di famiglie che si ricongiungono.
Scenario contemporaneo influenzato dagli eventi degli anni '70: contesto post-fordista ('80)
→ sistemi migratori europei cambiano → allargamento delle aree di partenza e di destinazione e
accelerazione dei flussi: venir meno di canali privilegiati, accelerazione e frammentazione, più
persone migrano verso un paese e arrivano in maniera spontanea → globalizzazione delle
migrazioni
Meno centralità della grande impresa dei settori economici, prima centrali → frammentazione in
distretti di piccole-medie imprese.
Città globali: lavori pesanti, poco riconosciuti
Femminilizzazione delle migrazioni: donne si dedicano a lavori di servizi e cura.
Differenziazione delle migrazioni: tipi diversi di migranti non solo per lavoro ma per asilo politico,
motivi familiari.
Come hanno descritto gli studiosi la storia europea delle migrazioni? Fasi e cicli dei processi
migratori: Bohning, Castles e Miller, Basteiner e Dassetto mettono in luce 4 fasi di questo processo:
1) arrivo per lavoro ( '50 – '60) da paesi più poveri con idea di ritornarci presto
2) prolungamento del processo migratorio: conveniente continuare a stare nei pesi di arrivo
3) coincide con la crisi del 1973: immigrati abbandonano il progetto del ritorno perchè la crisi
ha deteriorato i loro paesi di origine e nel tempo hanno maturato contributi (sanità, ecc).
Anche i paesi di arrivo devono modificare l'approccio verso le migrazioni. Le isittuzioni per
la prima volta devono interessarsi alla questione.
4) Inclusione nella cittadinanza giuridica, acquisizione del passaporto, crescente impegno su
piano sostanziale.
Ciclo migratorio → da fase iniziale di marginalità a crescente integrazione.
Problemi e critiche di queste 4 fasi: rappresentazione delle migrazioni dei paesi del sud europa, ad
esempio non tengono conto delle ex-colonie e dei migranti "coloniali". Sono modelli rigidi, fanno
fatica a cogliere la realtà dei flussi migratori contemporanei. Ad oggi considerate poco valide queste
fasi.
Perchè le migrazioni? Tre spiegazioni
1) spiegazioni macrosociologiche : economia, guerre, cambiamenti climatici → cause esterne
2) spiegazioni microsociologiche : decisioni individuali
3) spiegazioni di livello intermedio o meso : importanza delle relazioni sociali → spiegazioni
sociologiche, guardano all'importanza di gruppi, della famiglia
SPIEGAZIONI MACRO
push/pull factors : alcuni demografi sottolineano che le migrazioni originano da fattori di
– spinta; alcuni tendono a sottolineare fattori di attrazione → teoria dualistica del mercato del
lavoro → attrazione costante delle economie verso paesi meno ricchi
spiegazioni marosociologiche di matrice strutturalista : es teoria neomarxista della
– → dipendenza economica = dipendenza culturale : ex-madrepatria
dipendenza (Amin 1974)
punto di riferimento di supremazia, continua a proiettare progresso, dipendenza culturale.
→ ci sono relazioni di dipendenza economica, sociale,
Es teoria del sistema mondo (Wallerstein 1982)
culturale es Sud Europa si vive meglio e offre situazioni di pre-periferia, periferia (Sud del Mondo)
e il centro in cui si vive meglio e genera attrazione verso le periferie.
Teoria sistemica delle migrazioni : idea di un sistema migratorio → i paesi sono legati da
– relazioni privilegiate che i flussi migratori seguono es Sicilia – Tunisia ruotano attorno al settore
della pesca → canale di accesso privilegiato per i tunisini per poi andare altrove attraverso la Sicilia
02/10
[Manuale di Ambrosini → cap.Imprenditoria etnica, donne migranti e nuove generazioni solo chi fa
9 cfu. Chi fa 6 cfu si ferma al cap. 4.]
Critiche alle spiegazioni macro: emergere di schemi interpretativi diversi
Dati sui flussi migratori evidenziano che i migranti non provengono necessariamente dai
– paesi del Mondo più poveri in assoluti.
Gli emigrati non appartengono a classi sociali più povere delle società anzi molte ricerche
– dicono che provengono da strati delle classi medie che hanno subito improvviso
impoverimento causato da crisi economiche, politiche. Sono classi che si trovano a veder
danneggiata la propria condizione sociale. Non accettano questo improvviso impoverimento
e cercano un'altra via x colmare questo improvviso impoverimento.
Teorie push: superficiali, tengono conto dei migranti come soggetti passivi, non prendono
– decisioni autonome, sono vittime della situazione → immagine di soggetto passivo → in
realtà molte ricerche sottolineano una certa imprenditorialità dei migranti (progetti di vita
per i figli, per la famiglia, progetti sul dove andare, ecc).
Lato push/pull e teorie che si incentrano sui fattori pull: danno x scontato che il mercato del
– lavoro dei Paesi sviluppati sia scarsamente attraente → ci sono leggi, norme che favoriscono
arrivo di lavoratori stranieri? Gli immigrati scelgono anche sulla base della regolarizzazione
che alcuni paesi danno, rispetto ad altri. Ruolo della regolazione normativa → non tutte le
economie sviluppate attraggono le stesse quantità di migranti.
Es. Corea e Giappone: legislazione molto favorevole agli immigrati. Tassi elevati dei matrimoni
internazionali → molte donne arrivano direttamente nelle famiglie come spose (matrimonio
attraverso agenzie, ecc) es ingresso in Giappone di spose cinesi o filippine → non arrivano come
lavoratrici immigrate e spariscono dalle statistiche diventando cittadine, sposando un connazionale.
Diversità di età fra queste donne e l'uomo che sposano, lavorano per la famiglia allargata, alcune
volte accedono al mercato del lavoro della cura aperto solo a donne nazionali (lo sono diventate, ma
non lo sono x nascita).
SPIEGAZIONI MICRO
1) Spiegazione neoclassica (Borjas 1990): teoria neoclassica → migrante come individuo
razionale spinto alla massimizzazione dell'utilità (prospettive dei propri guadagni). Fa un
calcolo preciso di quanto la migrazione gli conviene. Secondo Borjas (economista) autore di
questa chiave interpretativa, emigrano coloro che nel calcolo costi-benefici pensano di avere
un guadagno, un'utilità marginale positiva al netto di quelli che sono i posti
dell'immigrazione.
2) La nuova economia delle migrazioni. Le strategie famigliari (Stark 1991): parte da una
critica all'approccio dell'economia neoclassica perchè ritiene che il migrante non sia un
individuo astratto, isolato che decide in modo individuale dove andare. Pe
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