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Difesa integrata dagli infestanti

Introduzione

Gli infestanti principalmente sono:

  • Artropodi (insetti e acari)
  • Roditori (topi e ratti)

L’articolo 5 del Decreto Legislativo 283/62 dice che è vietato detenere, vendere, distribuire alimenti insudiciati e invasi dai parassiti. Il rispetto di questa legge deve essere di tutti gli enti alimentari: dai supermercati, alle aziende alimentari, ai magazzini di stoccaggio.

La maggior parte delle confezioni non protegge in modo assoluto dall’entrata di insetti o dal morso di roditori. In più, sono diverse le fasi che possono dare inizio a contaminazioni: confezionamento, trasporto, stoccaggio, distribuzione. La difesa integrata è un prerequisito dell’HACCP e presuppone conoscenze degli infestanti.

Si devono conoscere le caratteristiche:

  • Morfologiche
  • Fisiologiche
  • Etologiche
  • Biologiche

Per poterli eliminare o ridurre, occorre un monitoraggio, utilizzare mezzi fisici e, infine, usare mezzi chimici i quali non sono mai diretti ad eccezione dello stoccaggio dei cereali, in quanto possono causare un rischio biologico per il consumatore. È importante la prevenzione per ridurre il rischio di trovare infestanti nei prodotti. Inoltre non possono essere trattate le superfici su cui gli alimenti vengono appoggiati o trasportati, ma si effettuano quindi solo trattamenti dell’ambiente.

Classificazione scientifica

Il Regno animale è suddiviso in diversi phylum, che raggruppano specie con caratteristiche simili. Nell'ambito del phylum, le specie con ulteriori caratteristiche comuni danno origine alle classi; esempi di classi sono gli insetti, gli aracnidi, i mammiferi. Ulteriori somiglianze all'interno di una classe suddividono questo gruppo in altri sottogruppi, gli ordini. Ad uno stesso ordine appartengono differenti famiglie. Le famiglie raggruppano i vari generi. Ogni essere vivente viene identificato con una nomenclatura binomiale, in cui viene indicato il genere a cui l’organismo appartiene, seguito dalla specie.

Molte volte i nomi delle varie specie sono in latino ed alcune volte il nome della specie viene seguito da una o più lettere; essi sono l'abbreviazione del cognome della prima persona che ha descritto quella specie. In alcuni casi le lettere figurano tra parentesi, per indicare che la persona che ha scoperto la specie, l'aveva prima inserita in un altro genere e successivamente è stata spostata in un nuovo genere.

Ad un genere possono seguire i termini sp (specie di quel determinato genere, ma non indicata); spp (si tratta di più specie); s.l (si tratta di un gruppo di specie estremamente affini tra di loro, indicate in senso lato); s.str (specie ben individuata, in senso stretto, che fa parte di un gruppo s.l).

Gli insetti

Gli insetti fanno parte del phylum degli artropodi, che comprende oltre il 70% del Regno animale. La classe degli insetti occupa il 56% delle specie viventi nel mondo, questo perché essi si sono adeguati ad ogni tipo di ambiente sulla terra, quindi è molto difficile contrastarli.

Vantaggi degli insetti

  • Hanno delle piccole dimensioni: riescono facilmente a nutrirsi e a scappare.
  • Hanno l'olfatto molto sviluppato (anche 200-300 volte più dell'uomo); infatti gli insetti si riconoscono per gli odori che emettono, non grazie alla vista che è molto poco sviluppata, infatti vedono il mondo come una sorta di mosaico, non distinguono le forme.
  • Molti di essi si muovono velocemente grazie alle ali.
  • Hanno uno scheletro esterno (esoscheletro), simile a una corazza, costituito da più pezzi uniti fra di loro grazie a delle giunture elastiche. Esso ha una funzione principalmente protettiva dall’ingresso di patogeni o sostanze nocive e dalla perdita di acqua.
  • Hanno un particolare sviluppo post-embrionale: a differenza dei mammiferi non hanno un periodo fisso dal concepimento alla nascita, infatti la loro nascita avviene in funzione delle condizioni climatiche: le condizioni ideali sono temperature estive e una certa umidità. Depongono anche 100-200 uova e se si trovano in un ambiente non favorevole, entro certi limiti, attendono tempi migliori, quindi da un uovo ad un adulto ci si può impiegare da un mese a 6-7 mesi. Un fattore molto importante per lo sviluppo degli insetti è il tipo di alimento su cui crescono: se l'alimento non è un substrato completo, impiegano più tempo a crescere. Inoltre la larva è molto sensibile alle condizioni ambientali e all'assenza di cibo, infatti può rallentare la sua crescita se non possiede abbastanza nutrienti.
  • Sono eterotermi, ovvero non devono mantenere una certa temperatura corporea, la loro temperatura è uguale a quella dell'ambiente in cui stanno; se stanno a temperature basse, entro certi limiti, riescono a ridurre quasi a zero il loro metabolismo, non respirano più e sfruttano l'ossigeno che hanno a disposizione.

Insetti a stretto contatto con l'alimento

  • Coleotteri, sempre legati all'alimento;
  • Lepidotteri, si spostano da adulti sull'alimento;
  • Scarafaggi, si trovano nei pressi dell'alimento;
  • Insetti accidentali, finiscono nell'alimento per caso.

Gli insetti non possono essere presenti nell'alimento, perché sono vettori e insudiciano l'alimento stesso.

Morfologia degli insetti

Il corpo degli insetti si presenta suddiviso in 3 regioni: capo, torace e addome.

Il capo possiede degli occhi semplici o composti, un paio di antenne, ricche di sensilli. Inoltre gli insetti hanno delle appendici boccali, perché si nutrono in modo diverso rispetto agli altri animali. Il torace è diviso in tre parti, l’addome in diverse parti e da ogni segmento del torace parte un paio di zampe (3 paia in totale). Dalla seconda zona del torace proseguendo verso l'addome si notano gli stigmi, delle fessure utilizzate per respirare. Gli insetti infatti non hanno l'emoglobina come trasportatore di ossigeno, l'aria non entra nel sangue, ma arriva dagli stigmi direttamente ai tessuti. Gli insetti hanno le zampe, mentre le loro larve possono anche non averle. Molti insetti hanno anche due paia di ali, che crescono solo da adulti, a partire dal torace.

Cuticola

Gli insetti giovani quando vanno incontro ad aumento volumetrico cambiano la muta. In realtà perdono solo uno strato superficiale della loro corazza, la cuticola, o esoscheletro. La cuticola poggia sull'epidermide, che è un pavimento cellulare che la produce. A sua volta l'epidermide poggia sulla membrana basale. Il tegumento formato da questi tre strati è la zona in cui circola il sangue dell'insetto, chiamato emolinfa. Quando la cuticola diventa troppo tesa a causa di un aumento di volume dell'insetto, grazie a dei segnali prodotti dal sistema nervoso, lo strato cellulare inizia a produrre un liquido che facilita il distacco della vecchia cuticola. Nel frattempo il liquido può riassorbire alcune sostanze utili presenti nella cuticola, come proteine ed acqua. A questo punto inizia la produzione della nuova cuticola. Il distaccamento della vecchia cuticola avviene a partire da una zona tra il capo e il torace, dove la cuticola è più debole; viene utilizzato lo spostamento del sangue per lacerare la vecchia cuticola e l'insetto se ne libera uscendo come se si togliesse un vestito. Alcuni insetti utilizzano anche la gravità, ovvero si mettono appesi per facilitare la perdita della vecchia cuticola.

La cuticola deve essere resistente (non è uniformemente resistente in tutta la struttura) ed elastica. È costituita da:

  • Uno strato costituito da lipoproteine (come delle cere), importante perché si oppone alla perdita di acqua dell'insetto; un insetto può sopravvivere ad alte temperature con alta umidità, perché nonostante le alte temperature sciolgano lo strato esterno della cuticola, l'ambiente umido aiuta l'insetto a riacquisire l'acqua che perde, per questo alcuni insetti sopravvivono a trattamenti ad alte temperature ed alta umidità.
  • Uno strato sottostante costituito per il 60-70% da chitina (un’acetil-glucosammina), da una percentuale di proteine tannizzate che danno resistenza alla cuticola e da alcune proteine che danno elasticità alla struttura.
  • Un terzo strato costituito da ghiandole.

Capo

Il capo dell’insetto presenta delle appendici, le appendici boccali e le antenne. Le antenne sono più o meno evidenti, composte da un numero variabile di antennomeri, i pezzetti che le costituiscono. Gli antennomeri sono costituiti da sensilli, gli organi per la percezione olfattiva degli insetti; per questo le antenne si muovono moltissimo per percepire tutti gli odori. Il numero di antennomeri serve anche per identificare le diverse specie di insetti, e in alcuni casi nei filth test, si possono trovare degli antennomeri e si può risalire alla specie di insetto a cui appartenevano.

Può succedere anche che le antenne siano differenti tra maschio e femmina, per esempio abbiano delle protuberanze, o dei ciuffi di peli, oppure in base al sesso siano più pronunciate; nel caso del maschio sono più grandi per avere una superficie maggiore e per sentire meglio l’odore della femmina.

Per quanto riguarda gli occhi, l’insetto vive in un mondo di odori, quindi a livello sensoriale non domina la vista ma l’olfatto. La visione è più ridotta rispetto a un mammifero. L’insetto non ha una lente unica, ma per ogni occhio ha più lenti, perché la vista dell’insetto è a mosaico, quindi se il suo occhio è composto da poche lenti ci vede molto poco, e più aumentano le lenti, più vede un mosaico preciso e dettagliato.

Alcuni insetti, in particolare le larve, hanno la presenza sulla sommità del capo 3 lenti, sensibili alle variazioni minime di luce. L’apparato boccale degli insetti è diverso da quello dei mammiferi, e non tutti gli insetti lo hanno uguale. Quello che accomuna il maggior numero di insetti è l’apparato boccale masticatore, composto da un labbro superiore, un labbro inferiore, delle mandibole subpiramidali (destra e sinistra) che presentano delle denticolature (zigrinature), e delle mascelle. Le mandibole operano una triturazione grossolana, mentre le mascelle masticano più finemente l’alimento. Questo tipo di apparato rende l’insetto in grado di perforare l’imballaggio.

In particolare hanno un apparato masticatore sia nelle forme giovanili che in quelle adulte i Tisanuri, le Blatte, gli Ortotteri e i Coleotteri, le larve dei Lepidotteri e alcune larve degli Imenotteri. Un altro tipo di apparato boccale, che nasce dall’evoluzione dell’apparato masticatore, è quello dilaniante che ha il compito di “grattare” il substrato. In esso non sono presenti le mascelle, mentre le mandibole hanno la forma di due uncini. Questo apparato è tipico delle larve dei Ditteri, le quali non presentano le zampe ma si muovono grazie agli uncini dell’apparato boccale.

Abbiamo poi l’apparato succhiatore, tipico dei Ditteri muscidi adulti, in cui sono assenti mandibole e mascelle, il labbro superiore è allungato e quello inferiore è molto vistoso, tanto che forma una proboscide, ricca di labelli, che portano a dei canali, le pseudotrachee, che servono per ingerire il cibo. Siccome questi animali non possono alimentarsi con substrati troppo complessi o duri, effettuano un rigurgito di saliva ed enzimi sul substrato di cui si vogliono nutrire, in modo da effettuare una predigestione esterna dell’alimento e facilitare l’ingestione.

Esiste poi l’apparato boccale degli adulti dei Lepidotteri. Essi vivono per pochi giorni, hanno solo il tempo di accoppiarsi e deporre le uova, per cui non si alimentano, ma al massimo succhiano qualche goccia di acqua. Hanno per cui un apparato boccale lambente succhiante, in cui le mandibole, se presenti, non sono utilizzate (sono atrofizzate), mentre le mascelle hanno dato origine a un tubo unico, chiamato spirotromba. Per i lepidotteri che vanno di fiore in fiore, a seconda del tipo di vegetale, la spirotromba può essere più o meno lunga, e si arrotola quando non viene utilizzata.

Torace

Il torace degli insetti è composto da 3 segmenti: protorace, mesotorace e metatorace. Il primo pezzo del torace, il protorace, in molti casi slitta in avanti fino a ricoprire il capo dalla parte dorsale. A partire dalla seconda porzione del torace, si nota la presenza degli stigmi (fori che si possono chiudere o aprire per il passaggio dell’aria). Le appendici del torace sono le ali e le zampe.

Gli adulti hanno 3 paia di zampe mentre le larve possono averle oppure no. Le zampe delle larve sono molto corte, perché non hanno necessità di spostarsi velocemente, mentre quelle degli adulti, a seconda della specie possono essere più o meno pronunciate. Le zampe meno evidenti vengono chiamate zampe deambulatorie, e la maggioranza dei coleotteri le ha così, mentre gli scarafaggi hanno il primo paio di zampe di tipo deambulatorio, e le altre due paia molto allungate, di tipo cursorio.

Le zampe sono divise in diversi segmenti; il primo pezzo dei tarsi si chiama pretarso (pezzo finale). Su di esso possono essere presenti unghie o ventose, che aiutano l’insetto ad aderire alle superfici, quindi anche a muoversi. Gli insetti sono in grado anche di camminare sull’acqua in quanto presentano i tarsi ricchi di peli.

Un esempio è quello della blattella germanica che ha una struttura particolare: tra un’unghia e l’altra di ogni pretarso ha una struttura a ventosa, come la blatta orientalis, ma a differenza sua la blattella germanica ha queste strutture a ventosa anche sui tarsi. La blatta orientalis si è trovata più in difficoltà perché nelle case e nelle industrie è diminuito il legno a favore di materiali più scivolosi (metalli, vetri, piastrelle, ...), mentre la blattella germanica riesce a spostarsi ovunque, anche in verticale. Inoltre la blattella germanica da uovo ad adulto ci mette 3 mesi, la blatta orientalis 6 mesi.

Negli insetti solo gli adulti hanno le ali, e a seconda dei gruppi hanno forme diverse e trasparenze diverse: possono andare dal trasparente al molto sclerificato. Le ali delle mosche sono piccole e trasparenti, per cui si dicono membranose, ma nella loro piccolezza hanno un certo spessore. Per cui anche le ali hanno diversi strati: cuticola, epidermide e membrana basale. Anche dentro l’ala scorre l’emolinfa, e anche i nervi e le tracheole, i tubi sottilissimi che portano ossigeno. L’ala è un’espansione della zona del fianco del secondo e del terzo pezzo del torace, infatti si definisce espansione latero-tergale (tergo: parte superiore). I ditteri hanno solo un paio di ali (espansione latero-tergale del secondo pezzo del torace), gli imenotteri (api, vespe, formiche) hanno 2 paia di ali membranose (sul secondo e terzo pezzo). Negli ortotteri e negli scarafaggi il primo paio di ali è leggermente sclerificato e più consistente, i coleotteri hanno il primo paio di ali molto consistente e non trasparente, e si chiamano elitre mentre il secondo paio sono trasparenti. Sulle ali, in particolare in quelle membranose, troviamo delle nervature longitudinali e trasversali. Esse sono degli ispessimenti e servono a dare equilibrio al volo, e gli insetti meno evoluti, come le libellule, hanno moltissime venature, mentre gli insetti che hanno subito maggiori evoluzioni, come gli imenotteri, hanno molte meno nervature. Utilizziamo le varie caratteristiche delle nervature per risalire alle specie degli insetti.

Le ali dei lepidotteri sono membranose, ricoperte da qualcosa molto simile a delle tegole: le squame alari, ecco perché quando si tocca una farfalla rimane in mano una sorta di polverina, ovvero queste tegole. Le squame alari sono colorate e fanno sì che l’insetto sia di un colore particolare, e le ritroviamo nei filth test, e servono a equilibrare il volo, infatti se tocchiamo la farfalla essa non sarà più in grado di volare bene e avrà vita breve. Negli insetti che hanno 2 paia di ali, le 2 ali si uniscono per agevolare il volo, con vari sistemi: nelle api per esempio un’ala ha degli uncini, mentre l’altra ha delle tasche in cui agganciano gli uncini; molte farfalle invece hanno dei ciuffi di peli che si incrociano. Per alcuni scarafaggi le ali servono a volare, nel caso della blattella germanica o del maschio della blatta orientalis, le ali servono solo per voli planari (non in salita). Molti coleotteri hanno la capacità di volare, ma utilizzano le ali solo in casi eccezionali. Nei blattodei e ortotteri le ali vengono chiamate tegmina. In altri casi le ali non sono utilizzate e a causa dell’evoluzione di quelle anteriori che si sono fuse tra di loro e non si aprono più, ovvero hanno solo la funzione di protezione e non di volo.

Addome

L’addome è diviso in diversi pezzi (uriti), che variano da 6 a 12 in base alla specie, che lateralmente presentano gli stigmi (fori per respirare), in più troviamo l’apertura genitale e l’apertura anale. Nelle femmine, alcune volte a livello dell’apertura genitale ci sono delle appendici che generano un tubo, che serve per porre le uova all’interno delle superfici (è un ovopositore). I parassitoidi sono degli insetti che depongono le loro uova dentro una larva di un altro insetto, e la larva del parassitoide, con il suo apparato masticatore fora un tubo respiratorio per prendere dell’ossigeno e respirare, si nutre della larva che la ospita e la mantiene in vita finché non l’ha mangiata tutta, poi se ne va. In fondo all’addome alcuni insetti, per esempio gli scarafaggi, hanno delle appendici, chiamate cerci. Essi servono per percepire l’ambiente dalla parte opposta, per cui hanno dei sensilli nel caso delle blatte. Quella chiamata forbicina, dell’ordine dei dermatteri, ha dei cerci molto evidenti, che possono essere arcuati per i maschi, oppure dritti per le femmine: servono non solo per percepire l’ambiente, ma anche per far paura ai predatori, e anche per l’accoppiamento (perché si accoppiano in opposizione e si agganciano tramite i cerci).

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/11 Entomologia generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher piasentingiorgia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Difesa integrata degli infestanti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Locatelli Daria Patrizia.
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