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Una scienza bebè

La didattica è una scienza dell'educazione giovane e il suo battesimo epistemologico e prasseologico è stato ufficializzato soltanto nell'ultimo quarto di secolo.

La didattica, scienza della comunicazione

Emerge un'immagine finalistico-teleologica della didattica. Qual è il traguardo formativo che persegue la didattica? La didattica pone al centro della propria riflessione-progettazione una finalità dialettica e sinergica: l'interazione-comunicazione tra il soggetto in educazione e gli oggetti dell'educazione. La finalità è quindi mettere in comunicazione le dimensioni di sviluppo delle diverse età generazionali con i sistemi simbolico-culturali all'interno di ambienti formativi. La scienza della comunicazione è la mediazione formativa tra la natura dell'allievo e la cultura della società.

La didattica, scienza complessa

Emerge l'immagine fenomenologica-morfologica della didattica. La didattica generale pone al centro della propria riflessione teorica e della propria progettazione empirica le due capitali scientifiche del fare-scuola:

  • Il modello organizzativo (l'autonomia culturale e gestionale: la sperimentazione, i tempi e gli spazi, la partecipazione sociale, l'inserimento dei portatori di handicap, la multiculturalità).
  • Il modello curricolare (l'autonomia metodologica: il programma, la programmazione, la continuità, la collegialità, l'ambiente, l'insegnamento, l'apprendimento, il contesto, il laboratorio e la valutazione).

La didattica disciplinare pone al suo centro i saperi scolastici (il programma) e le relative strategie di insegnamento-apprendimento. Compito della didattica disciplinare è quello di ottimizzare i percorsi di insegnamento-apprendimento. Quindi deve tener conto sia delle dimensioni di sviluppo degli allievi, sia dei sistemi simbolico-culturali delle singole materie del programma.

La didattica, scienza autonoma dell'educazione

È possibile riconoscere nella didattica un congegno teorico ed uno empirico.

  • Il congegno epistemologico: la base teorica della didattica espone un'identità epistemologica nei:
    • Contenuti: il modello organizzativo e il modello curricolare;
    • Linguaggi: repertorio dei codici di comunicazione scolastica;
    • Ermeneutica: logica-prassi-teoria-prassi;
    • La metodologia della ricerca: di natura sperimentale, clinica, empirica e della ricerca-azione
    • Dispositivi euristici: nella didattica come scienza dinamica ed evolutiva
    • La validazione: comprende il criterio di contestualizzazione, di intenzionalità, problematicità e plurilateralità.
  • Il congegno prasseologico: Il DNA della didattica espone cellule diffusamente empiriche ed operative.

IL MODELLO ORGANIZZATIVO si articola in:

  • La sperimentazione: la didattica ha il compito di promuovere nella scuola un diffuso stile sperimentale che combatta una didattica iperformalizzata dell'insegnamento-apprendimento;
  • I tempi: la didattica ha l'obbligo di promuovere, nella scuola, un modello orario che sappia tener conto del carico culturale prescritto dai programmi, dalle risorse formative. La didattica ha il compito di rendere flessibile e modulare il monte-ore.
  • I luoghi: La didattica ha il compito di specializzare gli spazi della scuola.
  • La partecipazione: la didattica ha il compito di promuovere nella scuola, un diffuso clima democratico (antiautoritario e antidogmatico) usufruendo di partecipazione diretta (assembleare) e indiretta (delegata).
  • L'integrazione: la didattica ha il compito di far integrare i portatori di handicap e gli allievi provenienti da culture altre e salvare il loro diritto alla diversità e il diritto all'uguaglianza delle opportunità formative. In questa direzione la didattica è chiamata a combattere l'isolamento culturale (colpevole di blocchi cognitivi), l'individualismo didattico (che privatizza l'insegnamento/apprendimento dentro l'aula) e l'enfasi del metodo che è colpevole dell'espulsione dell'allievo in difficoltà dei processi di alfabetizzazione della scuola.

IL MODELLO CURRICOLARE ruota intorno al termine CURRICOLO che si collega al peculiare e intenzionale percorso formativo di un grado scolastico. Il suo scopo è assicurare autonomia formativa e dignità scientifica. Il curricolo è il luogo d'incontro tra il testo programmatico redatto dal centro e il progetto educativo redatto dalla periferia. Inoltre, la parola curricolo si lega al principio dell'intenzionalità formativa, nel senso che è generatrice sempre di un'educazione interessata ai disavanzi culturali e agli scarti cognitivi degli allievi. Il curricolo persegue obiettivi egualitari attraverso le procedure di osservazione-conoscenza dell'allievo e alle procedure di misurazione-valutazione.

  • Programma: si tratta del manifesto nazionale del curricolo. Il suo compito è quello di indicare i traguardi formativi di natura socioaffettiva (relazionali) allestendo una scuola aperta e di natura cognitiva (culturali) attraverso una stretta interconnessione tra insegnamento e apprendimento;
  • La programmazione: si configura come il manifesto locale. Concorre in modo determinante a stabilire il traguardo al viaggio annuale della scuola che prende il nome di progetto educativo di istituto o di circolo. Esso traccia le linee del percorso annuale. È un modello convenzionale di obiettivi, contenuti, procedure formative al quale la programmazione assicura aderenza al contesto;
  • La continuità: La didattica ha il compito di aprire nella scuola una duplice porta formativa; la porta della continuità verticale (dalla scuola materna all'elementare, alla scuola media e così via), perseguibile a partire da un itinerario curricolare dell'intero sistema scolastico, con un modello basato sulla socializzazione e l'alfabetizzazione, e la porta della continuità orizzontale (che rende più agevole l'interazione/reciprocità culturale tra la scuola e le agenzie formative: la famiglia, gli enti locali, l'associazionismo, le chiese). Quest'ultimo è perseguibile a partire da una scuola aperta ad una relazione di interdipendenza culturale con il territorio circostante.
  • La collegialità: la didattica ha il compito di assicurare un elevato traffico emotivo-affettivo ed etico-sociale. La collegialità è sinonimo di relazione intersoggettiva tra gli allievi, gli insegnanti e tra i primi ed i secondi. Bisogna stabilire il team come squadra docente dotata di più competenze specialistiche, il laboratorio come spazio di interclasse idoneo alla sperimentazione e alla interdisciplinarità, la biblioteca-ricerca, come spazio didattico autonomo e creativo di conoscenza; la programmazione come procedura di contestualizzazione e individualizzazione di programma e la multiculturalità come alfabeto antidogmatico e antiautoritario.
  • L'ambiente: la didattica deve creare dei ponti verso l'ambiente naturale e socioculturale e verso le agenzie formative come la famiglia, gli enti locali, l'associazionismo, il tutto nella prospettiva di un sistema formativo integrato. L'ambiente naturale concorre ad educare alla responsabilità-impegno nei confronti della salvaguardia-protezione-difesa del proprio territorio sociale e naturale in quanto "tempio" di risorse, valori e culture. L'ambiente sociale si presta proficuamente per l'acquisizione diretta dei linguaggi e dei metalinguaggi. Le aule didattiche decentrate sono la biblioteca, la mediateca, il museo, il parco naturale, la radio, tv locale.
  • L'insegnamento: La didattica ha il compito di suggerire un insegnamento che pratichi l'alternanza di strategie individualizzate (dove prevale l'etero-apprendimento): il docente ha il compito di predisporre differenziati contenuti di conoscenza (unità didattiche a livello) e di strategie non individualizzate dove prevale l'auto-apprendimento: qui i docenti hanno il compito di ottimizzare l'autoapprendimento attraverso strategie di approfondimento dei contenuti accumulati, di lavoro e di gruppo, di ricerca, di documentazione e altro.
  • L'apprendimento: la didattica ha il compito di mettere a disposizione degli allievi
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AngelViolante di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Basilicata o del prof Milito Domenico.
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