Premessa
Stiamo entrando in una nuova fase della storia della conoscenza: la terza fase del modo in cui l'uomo alimenta il patrimonio del suo sapere, in tutte le sue forme di conoscenza.
1° fase = Invenzione della scrittura (permette di fissare con segni scritti le informazioni su un supporto stabile, liberando la memoria individuale e collettiva dal peso dell'enorme quantità di dati prima registrati a mente).
2° fase = Invenzione della stampa (il libro, prima costosissimo e non riproducibile, diventa un bene a basso prezzo e popolare, disponibile ad un pubblico vastissimo). Entrambe queste fasi hanno comportato trasformazioni nel leggere e scrivere.
3° fase = Ultimi 20 anni del XX secolo, drastico cambiamento quantitativo, la quantità di cose che sappiamo per averle lette da qualche parte è molto minore, sappiamo molte cose per averle semplicemente viste (TV, cinema, PC). Oggi il senso della parola leggere è molto più ampio di 20 anni fa, non si leggono più solo cose scritte, non è l'unico o principale canale di cui ci si serve per acquisire conoscenza. Ci sono profondi effetti non solo sul contenuto delle conoscenze, ma sul modo in cui sono organizzate (forma). I saperi che circolano oggi sono meno articolati, possono fare a meno di basarsi su formulazioni verbali.
Il passaggio da una fase all'altra è prodotto da fenomeni di due categorie diverse: tecnico (nuove invenzioni di strumenti materiali connessi a conoscenza) e mentale (passaggio da oralità a scrittura, poi da lettura a visione/ascolto). Il cambiamento più importante è il lavoro che fa la mente sulle informazioni (ricezione, elaborazione).
Qual è il motore della terza fase?
- TV e computer: la TV non è più solo il cosiddetto elettrodomestico gentile (per svago), ma una vera scuola di pensiero; chiunque può assorbire conoscenze e informazioni dalle sue immagini.
- Apparizione dell'informatica e telematica: ha fatto cambiare natura, funzioni e significati a molti oggetti di uso quotidiano.
Il libro non è più l'emblema principale del sapere e della cultura. I nuovi media stanno modificando strutture profonde della nostra mente, declino delle forme di sapere ingenuamente considerate destinate a durare in eterno.
L'ordine dei sensi
Sordo o cieco?
Quale senso è più importante per noi? Quali informazioni sono davvero primarie per la nostra vita? Ciascuno dei due sensi percepisce cose diverse e dà accesso a diverse modalità di conoscenza; tutta la storia del pensiero si è interrogata per secoli sul peso dei diversi sensi per il formarsi delle conoscenze. L'uomo è un animale a mentalità visiva e uditiva.
Aristotele: Gli uomini amano di più il senso della vista, non solo ai fini dell'azione ma anche senza alcuna intenzione di agire; la vista ci fa conoscere più di tutte le altre sensazioni e ci rende manifeste molte differenze tra le cose.
Eraclito: Gli occhi sono più sicuri degli orecchi.
Platone: La vista è il senso più acuto.
L'antichità aveva stabilito due regie vie della percezione e stabilito un'opposizione gerarchica, tema costante nella riflessione filosofica seguente.
I sensi e l'anima
Versione mistica/teologica della contrapposizione occhio/orecchio. Tradizione platonica, cristianesimo, padri della chiesa, gnosticismo negano fiducia ai sensi del corpo (ingannevoli) a cui si oppongono i sensi interni.
Agostino: I sensi sono una fondamentale via di conoscenza e fonte di pericolo per l'anima; la conoscenza è a rischio continuo, l'orecchio è il canale da cui entrano più sollecitazioni e più pericolose, l'udito può indulgere al piacere della musica perdendo il senso delle parole; l'occhio è una delle vie principali per l'accesso alla bellezza delle forme.
Due diverse vie di senso: esterna/corporale (vede le cose in modo analitico e approssimativo) e interna/anima (coglie tutto d'un colpo in una conoscenza fulminea, è l'unico vero perché coglie la voce incorporea della coscienza).
Una ripresa illuministica
Nel 1600-1700 riemerge il rapporto vista/udito: la vista è il fondamento di molte innovazioni scientifiche (rinascita geometria, riscoperta del sapere empirico). La scienza del 1600 è soprattutto scienza della vista (nuovi mezzi di osservazione come cannocchiale, microscopio).
Condillac: Ogni senso permette di acquisire una nuova porzione di conoscenza e attivare nuove capacità; privilegia l'udito perché permette di percepire una varietà di stimoli nello stesso momento più concezione delle lingue come metodi analitici (risorsa che ha l'effetto di costringere il pensiero per sua natura disordinato, a scomporsi in parti e ordinarsi in successione). La percezione visiva non ha un'architettura temporale organizzata, nelle lingue il prima e il dopo sono fondamentali, è l'udito che impone alle lingue questa proprietà, costringe il pensiero ad articolarsi e diventare comunicabile.
Herder: Punto di transizione tra illuminismo e romanticismo. Produce una gerarchia di sensi ordinata secondo il contributo che ognuno dà all'acquisizione delle conoscenze. Al primo posto l'udito, ha carattere mediamo, centrale in relazione alla nascita del linguaggio, senza esso l'uomo non può inventare il linguaggio.
Lessing: Cerca la specificità e i limiti di pittura e poesia, il criterio distintivo è che ognuna attinge a una diversa modalità di senso. La poesia si serve di suoni articolati nel tempo, può rappresentare eventi successivi, la pittura presenta segni simultanei, oggetti che si presentano nello stesso momento.
In conclusione, i sensi hanno responsabilità diverse nell'acquisizione della conoscenza, tra questi i più importanti sono vista e udito.
Due modelli a confronto
Da qui abbiamo ereditato l'idea che esiste un ordine dei sensi per cui vista e udito sono le principali vie di conoscenza. Evento centrale è la scoperta della scrittura: la gerarchia dei sensi è più sfumata e complessa, rende possibile la memoria individuale e collettiva in cui si possono conservare informazioni prima tenute a mente. Effetti anche sull'attrezzatura sensoriale dell'uomo: esalta enormemente il vedere rispetto all'udire, la vista è trasformata in profondità, fa emergere un ulteriore modulo di percezione: la visione alfabetica (modalità di visione che permette di acquisire informazioni e conoscenze a partire da una serie lineare di simboli visivi).
Si sviluppa l'opposizione tra due tipi di intelligenza:
- Simultanea (opera su dati simultanei e sinottici, per esempio stimoli visivi in cui è difficile stabilire un ordine)
- Sequenziale (opera su successione degli stimoli, li dispone in linea e li articola; la scrittura fissa e stabilisce)
Dopo la scrittura questa è la gamma di risorse disponibili per acquisire conoscenza:
- Ascolto lineare: suoni disposti in successione, è lineare perché deve seguire lo svolgimento del segnale sonoro
- Visione non alfabetica: vedere oggetti in generale, non è lineare, non segue una successione ordinata
- Visione alfabetica: vedere scritture decifrandone il valore fonico e cogliendo il significato, la proprietà fondamentale è di essere disposti in una successione detta linearità, come il testo si svolge linearmente anche la visione deve essere allenata ad operare in questo senso
La nascita della visione alfabetica arricchisce l'ordine dei sensi, espande l'attrezzatura conoscitiva dell'uomo grazie all'intelligenza sequenziale, a differenza delle altre deve essere allenata (decifrare il segno scritto, dare un valore fonico, estrarre il significato).
Un cambiamento nei modelli di intelligenza
Fine del XX secolo: si è passati da una fase in cui la conoscenza evoluta si acquisiva soprattutto con libro/scrittura ad uno stato in cui si acquisisce anche attraverso l'ascolto (dall'intelligenza sequenziale a quella simultanea). Creazione di un nuovo ordine dei sensi, si torna alla dominanza dell'orecchio. Con l'invenzione della stampa, esplosione della conoscenza: si modificano gli strumenti della memoria, si sviluppa l'uso di immagini stampate.
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