Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

La a cui l’insegnante deve mirare consiste nel selezionare e graduare per spiegare con

potabilità

chiarezza, ma anche ricontestualizzare, focalizzare l’attenzione sugli aspetti di un sapere, aiutando a

formulare ipotesi.

Il lavoro dell’insegnante deve così essere inverso da quello del ricercatore:

- il deve decontestualizzare e depersonalizzare il suo risultato, al fine di

ricercatore

comunicare ciò che ha scoperto;

- il deve ricontestualizzare e ripersonalizzare le conoscenze, al fine di riproporre

docente

ai suoi allievi situazioni siili a quelle del ricercatore.

La tempestività

di un intervento didattico dipende sia da chi lo promuove che dall’atteggiamento

L’efficacia

mentale di chi lo riceve.

La dei nostri argomenti ha scarsa importanza se chi li ascolta ha gia preso le sue

persuasività

decisioni. Le però sono molto utili e determinanti se avvengono nel

esortazioni momento giusto.

Chi vuol insegnare qualcosa a qualcuno deve innanzitutto capire lo di colui a cui si

stato d’animo

rivolge e scegliere il momento opportuno. Perché il successo dei tentativi di persuasione, ma anche

di ogni altra attività, prima fra tutte quella d’insegnamento, è anche quella della TEMPESTIVITÀ.

Occorre innanzitutto effettuare delle al fine di conoscere lo stato cognitivo e

osservazioni analisi

motivazionale, tenendo presente le del soggetto.

conoscenze precedenti

Non vanno poi trascuratele occasioni pubblicizzate dai che possono essere colte per

mass- media

soddisfare attese cognitive, per provocare riflessioni più lucide, per indurre cambiamenti valutativi e

decisionali.

Occorre poi tale momento favorevole di ascolto- disponibilità attraverso percorsi

saper preparare

che generino forme di attenzione.

Quindi ma anche il

saper cogliere saper costruire momento giusto.

Il saper attendere.

La nostra esistenza è caratterizzata dalla che aumenta in ogni settore, con un ritmo che

velocità

rende difficile la loro percezione.

Occorre riscoprire la come dimensione che restituisce all’esistenza la sua misura,

lentezza

permettendole di far emergere le sue ricchezze nascoste.

Sul piano dell’insegnamento, aveva detto che il perder tempo a volte può essere un

Rousseau

guadagno.

L’elogio del rappresenta il riconoscimento del dell’allievo, che

saper attendere primato del tempo

tiene conto dello sviluppo personale, sul tempo dell’insegnante.

La ricerca Didattica dovrebbe consentire di affrontare questi temi in modo più la vera

qualitativo:

trasformazione risulta essere il nel contesto di una nuova organizzazione della

tempo didattico

conoscenza e della cultura della scuola, predisponendo un che si contrappone alla

orario flessibile

misura rigida del tempo scolastico.

L’orario flessibile però non è un che è invece l’esito della ricerca delle condizioni

tempo didattico,

favorevoli per l’allievo.

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net

La clinicità.

Il è presente in ogni soggetto, sia esso giovane che anziano.

problema affettivo

Occorre quindi dare rilevando il riduzionismo in cui è annegata la Didattica

spazio all’affettività,

del cognitivismo.

Le dinamiche affettive del rapporto didattico sono state messe al centro di uno studio sulla

secondo varie metodologie.

professionalità del docente,

Ne deriva che tutto scolastico, nei suoi contenuti e nei suoi metodi deve

l’apprendimento

agganciarsi a questi tra cui la motivazione e tutti gli altri elementi affettivi.

elementi affettivi, e emotiva, affrontando in modo

Occorre quindi promuovere un tra dimensione cognitiva

equilibrio

unificato i due aspetti del comportamento, tradizionalmente tenuti separati.

quindi non deve solo spiegare, ma si deve aprire anche a

L’insegnante dinamiche più affettive,

quali intuire, comprendere, argomentare.

Tutto questo quindi suppone non solo la necessità del ma anche del e del

docere, movere delectere.

La collattività.

Riguarda la costruzione di quel clima didattico in grado di generare la ad apprendere

motivazione

nell’allievo. spinge orienta

Per si può intendere lo stato interno che attiva, l’azione

MOTIVAZIONE

dell’apprendere .

La deriva dalla messa in crisi dalla del soggetto.

spinta motivazionale struttura conoscitiva

Questa struttura ha una certa stabilità. La presenza di un costituito dalla

elemento perturbatore,

presa di coscienza di lacune e incongruenze interne, o dall’erronea utilizzazione all’esterno,

produce disagio.

Questo è il dove sorge la motivazione che cerca di riportare alla

Conflitto Cognitivo, stabilità

struttura cognitiva.

I possono essere tre:

tipi di motivazione

I. motivazione sul in cui l’apprendimento è visto come

RINFORZO ESTRINSECO, mezzo

per uno ottenere un premio o evitare una punizione ( successo, approvazione

scopo:

dell’insegnante;

II. motivazione sul considerata come attività che ha valore in l’interesse

COMPITO, se stessa:

del docente è incentrato su ciò che sta facendo

III. motivazione o determinata dalla spinta che l’allievo ha nel

INTRINSECA, curiosità,

dimostrare la Vi sono di motivazione intrinseca:

propria competenza. due forme

in cui il soggetto effettua un fra l’informazione proveniente dagli

Percettiva, confronto

• stimoli e l’informazione necessaria a completarla o che gli risulta conflittuale.

che ha la funzione di Anche qui la motivazione è

Epistemica, fornire conoscenza.

• basato su tre

attivata dal conflitto. Essa determina un comportamento epistemico

categorie:

- come metodo per lo studio dei fenomeni

osservazione,

- di fonti di informazione

consultazione

- volto alla soluzione di un problema.

pensiero orientato,

Le della motivazione intrinseca dipendono sia dall’organismo che

condizioni ottimali

dagli stimoli esterni: importanti quindi sono le di questi stimoli, che

proprietà collattive

producono sorpresa, novità, producendo quindi conflitto e successiva spinta motivazionale.

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net

La porta a un’attività esploratoria rivolta al superamento dell’incertezza e del

curiosità

conflitto con la ricerca di nuove informazioni.

Perché questo avvenga deve essere media.

l’intensità delle stimolazioni

La pluralità dell’offerta.

Le offerte dal modello d’insegnamento tradizionale sono molto limitate.

risorse didattiche

L’ampliarsi dell’eterogeneità di coloro i quali l’insegnamento è destinato, definisce improbabile

l’uso di un di insegnare. Tale inadeguatezza si dimostra continuamente con l’aumento

unico modo

dei scolastica, ma anche di

tassi di dispersione dispersione del potenziale cognitivo.

Quest'ultima è la caratteristica di quegli alunni che, dopo aver frequentato regolarmente la scuola,

hanno un bagaglio di conoscenze al di sotto dei minimi standard previsti.

Questi fenomeni chiamano in causa la scuola che spesso è incapace di individuare le differenze

incapace così di valorizzare il potenziale cognitivo e umano di ognuno.

individuali,

Ne deriva la necessità di degli alunni, che

ridefinire i processi di insegnamento- apprendimento

hanno bisogno di proposte plurali, differenziate e flessibili, al fine di valorizzare le molteplici forme

di intelligenza.

Contestualmente si sottolinea la necessità di disporre di in grado di fornire

strumenti di valutazione

informazioni sull’identità cognitiva dei singoli alunni, indispensabili per introdurre nelle procedure

didattiche le opportune differenziazioni.

La progettualità

Attraverso la si è tentato di far uscire dalla routine il lavoro di tanti

PROGRAMMAZIONE

insegnanti, spesso prede dell’improvvisazione.

vuol dire assumere un

Programmare atteggiamento progettuale:

inteso a stabilire priorità tra gli obiettivi della formazione

effettuare percorsi rigorosi

accentuare il ruolo delle verifiche estendendole ad ogni aspetto del lavoro didattico.

Il dell’insegnamento diviene luogo dell’azione ma che della

luogo Didattica programmata, libertà

non schiacciato dall’abitudine.

di insegnamento

Indispensabili per il docente sono:

- una fine capacità di comprendere la realtà problematizzandola

- attitudine a manipolare le conoscenze ponendosi interrogativi

- una finezza nello scegliere, anticipare, posporre per il raggiungimento dell’obiettivo.

- Insistenza nell’incoraggiare

- Una valutazione serena degli esiti

- Disponibilità a ricalibrare i modi.

La gradualità.

Compito della Didattica è cercare di individuare e progettare che costituiscano un passo in

attività

avanti rispetto al gia appreso, ma non tali da rappresentare difficoltà insormontabili per le capacità

possedute dai discenti.

Con (readiness) si intende uno stato di

stato dinamico di idoneità ad apprendere maturazione

e di tale da consentire all’allievo di affrontare

biopsicologica maturazione cognitiva

apprendimenti specifici, richiesti dai programmi scolastici.

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net

L’insegnante deve intervenire nella cioè in quella zona in cui

zona di sviluppo prossimale, cose che da solo

l’alunno, adeguatamente sollecitato e accompagnato dall’adulto, può apprendere

apprenderebbe più tardi.

Il sollecita di quei che un determinato

principio di gradualità l’individuazione prerequisiti

compito di apprendimento richiede, quindi successivamente metterà in atto nozioni integrative e

secondo passi misurati e modalità calibrate, organizzando poi la scansione di

interventi di sostegno

passaggi ulteriori.

La flessibilità

Le situazioni di insegnamento- apprendimento sono piene di non sempre teoricamente

problemi

prevedibili, eppure la scuola affronta tali problemi con e ripetitive.

soluzioni semplificate

Alla invece occorre rispondere con la complessità, con una che si adegui alla

complessità risposta

presi in considerazione.

varietà di contesti non solo di

vuol dire contro ogni standardizzazione

FLESSIBILITÀ DIDATTICA avversione

metodi ma anche di contenuti e di valutazione di risultati e quindi una disponibilità verso la ricerca

di soluzioni idonee e inedite.

In una Didattica orientata verso la flessibilità, si configura come

l’insegnare progetto di ricerca

privo di ogni rigidezza aprioristica.

Una didattica flessibile deve rispondere alle seguenti condizioni:

prestando attenzione alle sue attese e ai suoi bisogni,nonché alla

- prontezza dell’allievo,

readiness

- alle risorse culturali e materiali del contesto scolastico

- alle opportunità offerte dall’extra- scuola

Un visto in questa Didattica è un docente che ha la e

docente capacità di gestire la novità

l’imprevisto, non teme i cambiamenti e che è sempre alla ricerca della modalità più congrua per

un’azione diretta a far crescere l’umanità dell’alunno.

L’efficacia.

è la capacità di produrre pienamente

L’efficacia l’effetto voluto.

Senza il degli alunni la proposta istruzionale educativa è nulla o poco probabile. Tuttavia

consenso

questo non può significare che il dipenda solo dal livello di capacità possedute

risultato scolastico

dall’allievo e non anche dall’azione insegnativa.

Il problema Didattica consiste nel l’insegnamento sulle capacità di chi apprende

saper calibrare

per introdurre motivi di cambiamento. Il che comporta la ricerca di a dare un esito

modalità idonee

positivo.

Eppure spesso l’insegnamento non cambia la degli alunni. Occorre quindi

situazione di partenza

distinguere una Didattica ratificativa da una Didattica modificativa, passando dalla prima alla

seconda:

la si limita a uno stato positivo o negativo. Essa si

Didattica RATIFICATIVA confermare

limita cioè a confermare il dell’alunno anziché tentare di elevarlo.

livello di ingresso

Oggetto di verifica è il degli alunni, sancendone il successo o

solo apprendimento

l’insuccesso di questi ultimi...mai la qualità dell’istruzione.

La invece tende a (quella di ingresso)

Didattica MODIFICATIVA modificare una realtà

dell’alunno. Proprio perché mira a introdurre cambiamenti negli allievi, muove dal

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net

presupposto che le dei ragazzi siano modificabili, in quanto

caratteristiche individuali

derivanti da esperienze culturali pregresse.

Essa procede attraverso formulazioni ipotetiche e percorsi alternativi. Non considera quindi

del quale l’allievo sia accreditato

un livello di capacità

predittivo del successo scolastico

prima che sia praticato.

l’intervento didattico

Svolgere vuol dire:

attività di insegnamento efficace

- orientare il comportamento verso il conseguimento di un fine

- variare la scelta se non si è più convinti della sua opportunità

- cercare nuove strade

L’esercizio

Oggi l’insegnamento cela il pericolo di impartire agli allievi una quantità eccessiva di e

nozioni

materie e non dedica tempo sufficiente alle esercitazioni.

consiste nella di un’attività che permette di acquisire abilità manuali

L’ESERCIZIO ripetizione

ma anche conoscenze.

Teorizzato dai permettendo di cogliere le relazioni fra stimolo e risposta,

comportamentismi,

favorisce e rafforza l’apprendimento. al risultato raggiunto: non deve poi essere troppo

Richiede uno che deve proporzionarsi

sforzo

altrimenti si hanno comportamenti automatici e fatica, la quale impedisce la continuità

lungo

dell’apprendimento.

La continuità.

In una la scuola deve portare alla indiriz-

logica pedagogica, gratificazione del diritto allo studio,

zando lo sviluppo e qualificandolo culturalmente, facilitando quindi una mobilità sociale.

In questa Didattica non è più riconducibile solo alla figura del docente e alla

logica la continuità

sua presenza stabile in classe, ma deve essere intesa:

- in fra i diversi gradi..

senso verticale,

- in fra i diversi luoghi formativi

senso orizzontale,

il termine ha quindi un significato duplice:

- la continuità è fra periodi dello sviluppo in metamorfosi che si

continuità dell’educare,

presenta tale da rendere evidenti differenziazioni successive

- che si colloca come esigenza anti- trauma

continuità fra le scuole e fra gli altri luoghi,

nel transito di ordine e grado di scuola e fra un luogo formale e un altro.

Il continum formativo si qualifica però prima nell’ordine che le diverse

personale istituzionale:

istituzioni educative devono risultare sempre dei che vengono offerti al soggetto perché li

servizi

utilizzi nell’ordine dell’autorealizzazione personale.

Così fondata la continuità mira a favorire lo dell’allievo, promuovendone

sviluppo unitario

l’integrazione e strutturazione della personalità.

Occorre però non solo considerare la continuità , ma anche la DISCONTINUITÀ.

L’apprezzamento della discontinuità è dovuta principalmente a due istanze:

quello della secondo la quale la scuola è

teoria dell’apprendimento e dell’istruzione,

• discontinua rispetto alle modalità naturali dell’apprendimento, in quanto deve evitare di

banalizzare la quotidianità

quello della come in quanto

teoria dello sviluppo formativo integrazione personale,

• alla si connette una struttura dinamica che ha varie opportunità di

struttura personale

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net

differenziazione, per cui l’identificazione presuppone sia l’esperienza della sicurezza che

della frustrazione, e quindi sia continuità che discontinuità.

La questione non è quindi garantire a tutti i costi all’alunno, ma consentirgli di

continuità

affrontare i necessari accettando le dimensioni delle situazioni maturative

livelli di discontinuità,

ascrivibili alla diversità umana.

La legge della continuità risulta così essere quella della delle

congiunzione/ mediazione differenze,

orientata a garantire all’alunno un personale itinerario di sviluppo.

La valutazione.

Sul piano dell’insegnamento la valutazione svolge un’importante funzione: la funzione regolativa,

che consiste nel far si che le informazioni relative a un processo in corso consentano l’immediata

di istruzione ai fini del del processo

ristrutturazione della proposta raggiungimento degli obiettivi

stesso.

In questo senso la è uno quindi si valuta sia il

VALUTAZIONE strumento per promuovere:

che il di crescita del soggetto, nell’ottica di un progetto educativo.

prodotto processo

Si passa così dalla valutazione dei risultati e dei prodotti alla valutazione dei processi e del

progetto.

Inoltre non è più uno strumento fiscale, bensì uno e quindi di formazione.

strumento informativo

In quest'ottica i diventano preziose per progettare gli interventi educativi più

risultati fonti

appropriati ed efficaci.

L’ESPERIENZA INSEGNATIVA COME RISORSA: IL CONTRIBUTO DELLA PRATICA

ALLA TEORIA. offre un contributo molto forte alla didattica generale. inoltre

L’esperienza insegnativa

l’esperienza di molti bravi insegnanti puo venire in aiuto all’azione educativa di altri insegnanti.

Occorre infine rimarcare l’importanza della dell’esperienza insegnativa, che oltre

memoria studio

ad essere utile alla pratica, è utile anche alla teoria.

Occorre quindi convertire il in riscattando in

patrimonio di conoscenze sapere organizzato,

termini di ricerca teorica la pratica degli insegnanti.

così diviene una molto importante per elaborare una teoria Didattica più

L’esperienza risorsa

articolata e complessa.

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net

Cap.III

L’INSEGNANTE.

Parlando di non intendiamo in senso limitato il docente di scuola, bensì colui

INSEGNANTE che

capace cioè dell’atto di tradurre la realtà in rappresentazione.

insegna,

Questo atto sancisce la tra quanto è possibile apprendere con l’esperienza diretta

differenza

(apprendimento e quanto richiede invece la presenza efficace di una

primario) mediazione

(apprendimento quindi mediatore.

secondario)

Il termine più di ogni altro termine riesce a coprire un campo semantico più ampio

insegnante

rispetto ad altri termini utilizzati, quali:

- che ha oggi assunto un significato prevalentemente inerente alla realtà

educatore,

extrascolastica

- che esprime una professionalità esclusivamente orientata verso

operatore didattico,

obiettivi predeterminati

- che è solo un abile conoscitore dei sistemi preconfezionati e

operatore tecnologico,

multimediali.

NON SI INSEGNA SE NON SI FA RICERCA.

Oggi vuol dire assumere un corretto che stabilisca una priorità

insegnare atteggiamento di ricerca

tra gli obiettivi, effettui percorsi rigorosi, che accentui il ruolo delle verifiche estendendole ad ogni

aspetto del lavoro didattico.

Il è divenuto paradigma guida della Didattica contemporanea, in quanto

paradigma della ricerca

ne garantisce la razionalità, la crescita critica ma anche l’innovazione.

Occorre quindi pensare all’insegnamento sia come che

luogo dell’azione Didattica programmata

della libertà d’insegnamento.

CONOSCERE Per COMPRENDERE.

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net

Nel tempo l’insegnamento si è costituito come che

progetto di educazione su misura d’uomo,

implica il rispetto delle risorse della persona.

La definizione degli e dei della scuola deve essere improntata proprio verso tale

obiettivi fini

comprensione.

Gli insegnanti devono quindi assumere un fondato sull’ascolto e sulla

atteggiamento ermeneutico,

comprensione, facendo propria la strategia del di Dilthey, che

CIRCOLO ERMENEUTICO

comporta un continuo passaggio dal dettaglio alla connessione globale del senso.

Le per la riuscita di questo lavoro sono:

condizioni favorevoli

- essere consapevoli della parzialità di ogni punto di vista

- impegnarsi in sforzi fondati su convinzioni condivise

- avere consapevolezza delle proprie precomprensioni..Inoltre il è utile per

pregiudizio

ridurre la complessità, ma occorre avere una coscienza critica di tali pregiudizi, non

considerandoli come certezze universalmente valide.

- Favorire un modo comune di interpretare le informazioni

- Capitalizzare le esperienze pregresse di alcune fasi di lavoro, documentandole per

iscritto e socializzandole, così da garantirsi una che faccia

spendibilità operativa

economizzare tempo e faciliti l’ottimizzazione delle proposte.

è un modo di stabilire un miglior rapporto con i colleghi.

Collaborare

DISPORSI Per LA COLLABORAZIONE CONSONANTE.

Costruire in direzione dell’unità costituisce uno degli scopi di ogni azione

itinerari formativi

Didattica.

Presupposto fondamentale è quindi la fra gli insegnanti, ossia la

collaborazione costruttiva

partecipazione attiva allo svolgimento di un compito attraverso la ricerca della consonanza delle

voci e la congruenza dei mezzi.

Il è quello di e, in una prospettiva personalistica, di farsi

compito educare promotori di valori

inerenti la persona. non significa però sommare i dati raccolti indipendentemente dai vari

COLLABORARE

componenti: significa che trovi la sua unità nel

costruire un percorso comune progetto educativo.

La ossia la preoccupazione dell’allievo che deve formarsi, deve essere

preoccupazione educativa,

presente fin dall’inizio, a partire dall’osservazione e ella diagnosi, al fine di sviluppare una

conoscenza pedagogica.

Mentre in passato gli erano lasciati a decidere nel proprio settore, oggi, una

insegnanti soli

collaborazione per l’attività programmatoria e valutativa è indispensabile. Oggi sono molte le

occasioni che consentono un occorre pertanto essere pronti a sostenere le proprie

lavoro di equipe:

ragioni professionali, rendendo chiaro il proprio orientamento. relativa a ogni aspetto

I quindi non devono considerarsi gli unici portatori di conoscenza

docenti

degli alunni. La di ognuno ha delle caratteristiche distintive, ma con

competenza professionale

stabiliti, oltre i quali occorre far riferimento ad altre persone.

confini significa essere in grado di il proprio sapere Didattico disciplinare in

Essere insegnanti tradurre

azione di nella consapevolezza che in molti casi questo necessita di una

mediazione, negoziazione

continua tra il proprio punto di vista con quello dei colleghi.

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net

LA DISCUSSIONE COME RISORSA E NON SOLO COME PROCEDURA.

Nelle relazioni quotidiane fra colleghi si verificano cognitivamente attive,

forme di conversazione

che si animano a vicenda.

Ma sono soprattutto gli incontri per i che si fanno occasione nelle quali intrecciare

consigli di classe

pensieri, riflessioni, consensi ma anche dissensi. La può far quindi riacquistare valenza

discussione

al consiglio di classe, che oggi spesso risulta banalizzato dalla routine professionale.

Nel consiglio di classe nasce così un desiderio di far valere le proprie opinioni, facendolo divenire

così luogo privilegiato di negoziazione Didattica.

Questa negoziazione alimenta la discutività dei punti di vista ed è aperta al confronto.

LA RICERCA NEL LABORATORIO DIDATTICO.

Il tra e è una sfida alla quale la Didattica non si può sottrarre.

nesso teoria pratica

Il diviene luogo ideale nel quale disegnare un

LABORATORIO DIDATTICO percorso teorico

perché esso salda problematizzazione/ ricerca e progettazione di interventi per il

pratico,

raggiungimento di un prodotto di elevata qualità.

Il laboratorio considera la Didattica non come momento applicativo, ma come momento per un

preciso tipo di che mette in evidenza le di un compito, l’azione insegnativa,

ricerca difficoltà

individuando i per superarle.

mezzi

Spazio funzionale alla ricerca/azione, il laboratorio si configura così come che:

luogo

- valorizza competenze

- sollecita la riflessione sulle esperienze didattiche ricostruendo i percorsi seguiti per

raggiungere determinati obiettivi

- fa emergere le conoscenze tacite, cioè quel livello di conoscenza che gli insegnanti non

riescono a tradurre in parole.

- Richiede la presenza di un esperto

- Offre testi per lo studio di temi

- Produce fascicoli, itinerari, proposte spendibili nell’insegnare.

Il laboratorio inoltre consente la lo stare insieme la discussione, rendendo possibile un

riflessione,

clima favorevole al lavoro comune.

L’AUTORIFLESSIVITA’.

La ricerca Didattica è consapevole che per costruire un sapere didattico non occorre solo

un’indagine ma occorre anche attingere degli insegnanti.

teorica, dall’esperienza

Questi da destinatari della ricerca divengono così dell’insegnamento.

fonti di analisi

Gli da mettere in atto sono:

obiettivi

- la riflessione sul proprio operato e sull’azione che si intraprende

- la messa in discussione del modo di fare Didattica

- la valutazione degli esiti dei cambiamenti effettuati

che sulla propria pratica ha imboccato la strada dell’esplorazione di percorsi

L’insegnante riflette

alternativi per migliorare la sua azione, partendo dall’osservazione in cui si raccolgono i dati

necessari per alimentare la riflessione/azione successiva.

Purtroppo però pur risolvendo molti problemi del contesto educativo

molti insegnanti, non

sulla loro azione.

riflettono

Spesso lo si fa per sono ritrosi a esporre il proprio lavoro in quanto non lo si

pudore didattico:

ritiene degno di diffusione o di una presentazione pubblica.

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net

Eppure lo Didattica anche di quella con esiti negativi, è molto importante:

studio dell’esperienza

- sia perché permette di rilevare la negatività di esperienze che si sono

dimostrateinefficaci consentendo così una che significherebbe uno spreco

ripetizione

inutile di forze

- sia perché apporta un potenziamento delle possibilità didattiche personali.

LA MEMORIA PROFESSIONALE

Solitamente gli le loro esperienze didattiche. Il docente appare

insegnanti non conservano

smemorato e lo stesso insegnamento risulta privato della propria pratica.

A differenza di altri luoghi infatti la scuola in azione si perde nel tempo: gran parte di ciò che è stato

finisce con l’essere perso o dimenticato e di essa rimangono solo le

fatto tracce istituzionalizzate,

quali leggi, circolari ecc.

La scuola dovrebbe invece preoccuparsi di della sua

conservare sistematicamente la memoria

azione.

In questa prospettiva assume estrema importanza la costituzione di un ARCHIVIO DI BENI

prodotti dagli insegnanti, finalizzato alla del patrimonio di esperienze

DIDATTICI valorizzazione

che sono state condotte all’interno di una determinata scuola.

Le da documentare e archiviare sono quelle che possono essere considerate per

esperienze modelli

altre sulla base di verifiche effettuate.

Occorrerà fare poi una duplice selezione del materiale:

materiale prodotto da parte dei docenti

senza preoccupazione documentativa

• quello presentato dagli insegnanti come come documento.

bene,

Il materiale da selezionare in realtà non dovrebbe riguardare esclusivamente i diari e i giornali di

classe, ma anche la vasta gamma di e quindi casi, metodologie usate ai percorsi

interventi didattici:

significativi. Ma anche la dei docenti finalizzate alla programmazione delle

memoria delle riunioni

varie attività e una serie di con altre scuole.

rapporti significativi

L’archivio si configura così non solo come luogo da visitare, ma soprattutto da Per

consultare.

questo occorre una dello stesso e una sua per una più facile consultazione.

mappatura schedatura,

Occorrerà anche attivare un idoneo a veicolare ogni elemento di

servizio di informazione

conoscenza che possa contribuire a rendere fruibile l’archivio.

Così organizzato l’archivio dovrebbe permettere di consolidare l’identità della singola scuola e del

suo corpo docente.

L’archivio non rappresenta quindi solo un ma anche di ampia. Può

luogo di memoria fruizione

porsi quindi come il per il lavoro dei docenti. È infatti produttivo ed

principale referente

economico poter disporre dell’esperienza gia condotta da altri colleghi in contesti analoghi anziché

ricominciare sempre da capo.

OLTRE LA NEGHITTOSITA’: VERSO L’INNOVAZIONE.

Tra i tratti qualificanti dell’insegnante, uno è quello di per essere al passo

aprirsi all’innovazione

con una Didattica efficiente ed efficace.

invece tende a riprodurre sempre gli stessi gesti, difendendo con

L’insegnamento neghittoso

ostinazione il proprio, muovendosi solo nella propria classe oltre la quale vi è solo il terreno

rischioso della novità e della diversità.

Non riesce a comprendere la bellezza e l’importanza dell’inedito e dell’innovativo.

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net

Eppure aprirsi al rischio e volare verso l’innovazione consente di riacquistare freschezza nel leggere

e interpretare la realtà.

LA PLURIFUNZIONALITA’ DELLA COMUNICAZIONE DIDATTICA.

Tra le funzioni dell’insegnamento troviamo:

la consiste nel comunicare agli allievi determinate

FUNZIONE TRASMISSIVA

perché le apprendano. Con il termine apprendere non si intende solo recepire,

conoscenze e comprendere.

ma anche capire

La è tesa a rafforzare nell’allievo le abilità alfabetiche, ad

funzione ABILITATIVA

affinare le capacità linguistiche, potenziare la padronanza di strumenti.

La è connessa alla con le

funzione CONSOLIDATIVA ripetizione modalità addestrative,

con gli esercizi. Questi però finiscono con l’abbassare i livelli motivazionali: quindi tale

funzione non deve essere mai a danno della motivazione.

cioè la capacità di seguire i

Funzione PROBLEMATIZZATIVA, processi di

e riflessione dell’esperienza. Tale funzione del

problematizzazione valorizza la mente

scuola che apprende, in quanto non solo acquisisce nozioni ma riflette su di esse ponendosi

domande.

Non si può presumere che gli allievi siano disposti ad apprendere

Funzione Incentivante.

quando accedono a scuola. Tale disposizione deve essere raggiunta con un adeguato

intervento didattico.

in cui l’insegnante diviene Suo

Funzione REFERENZIALE, modello di riferimento.

compito è quello di testimoniare con il proprio comportamento la sua adesione agli ideali, ai

significati e ai valori.

che si riferisce alla comunicazione didattica ed è priva di

Funzione ASCOLTATIVA,

fa parlare il ragazzo senza interpretarlo con categorie adulte.

pregiudizi:

consistente nel valutare individualmente per ogni alunno quali

Funzione VALUTATIVA

conoscenze sono state acquisite e quindi esprimere su di esse della valutazioni.

VALUTARE PER EDUCARE.

L’idea di valutazione ruota intorno a due poli:

Polo con la selezione

negativo,

• Polo con la promozione.

positivo

La ricerca attuale ha portato a minimizzare il primo in favore del secondo, al fine di rendere la

valutazione al servizio dell’allievo.

La non è più quindi uno strumento di rigida selezione, per passare al grado

VALUTAZIONE

successivo o bocciare, ma è uno strumento per promuovere.

Legata al concetto di valutazione è il concetto di che consiste nell’acquisizione di

MISURAZIONE

un’informazione relativa a determinati fenomeni.

organizzata

La misurazione:

- è se corrisponde a ciò che si vuole misurare

valida

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net

- è se è precisa e può essere sottoposta a controlli senza fornire dati

attendibile

contradditori.

La misurazione di per se però non costituisce Questa infatti comprende:

valutazione.

promuovere un nei confronti delle verifiche,

OBIETTIVI: atteggiamento positivo

• eliminando le situazioni competitive;

che devono essere prese in considerazione anche in itinere, tenendo presente

MODALITA’,

• il ruolo della Il rinvio di ogni controllo dell’apprendimento alla fine

valutazione intermedia.

delle attività di insegnamento porta a separare l’insegnamento dall’apprendimento.

compito della valutazione è consentire una di

STRUMENTI: pluralità di canali

• misurazione, ognuno dei quali si riveli appropriato in relazione a uno specifico contenuto o a

determinate esigenze individuali.

Importante è l’uso della in cui non vi sono solo i risultati di prove tradizionali, ma anche

scheda

quelli relativi a discussioni di gruppo, strutturate, prove scritte, prove pratiche...

L’IMPRESCINDIBILITA’ DEL SENSO: L’INSEGNANTE COME PRESENZA

PERSONALE.

Nell’insegnamento le parole disgiunte dall’esempio e dall’azione quotidiana sono inutili. Ciò che

rende significativo l’intervento quotidiano è la sua capacità di trovare

didattico riscontro nei fatti.

È diseducativo infatti parlare per esempio di senza associarle poi a scelte

interpretazioni del mondo

di vita quotidiana ad esse coerenti.

Compito del è con il proprio comportamento la sua adesione significativa ai

docente testimoniare

valori.

Il docente quindi è colui che non solo e li continuamente, ma li ricerca

insegna valori richiama

continuamente facendone un’esperienza personale attestativa.

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net

CAP. IV

L’INSEGNARE, OGGI.

L’AUTONOMIA DIDATTICA.

Il termine evoca valori di autoreferenzialità, esigenze di libertà e esprime bisogni di

autonomia

indipendenza. nella Didattica non significa però anarchia che rifiuta ogni parametro di

L’AUTONOMIA

riferimento in fatto di indirizzi e programmi, come non significa poter introdurre senza

approfondimento qualsiasi iniziativa.

Infine non è riducibile a libertà di insegnamento, anche se ad essa fa riferimento.

Solitamente con si fa riferimento a una

LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO condizione di

dell’insegnante: ogni confronto sul lavoro Didattico e sui suoi risultati viene ostacolato,

assolutezza

in quanto si ritiene che costituirebbe una violazione alla libertà di insegnamento.

In ottica di invece libertà di insegnamento è vista come la diverse

autonomia ricerca di soluzioni

da quelle solite, tradizionali e routinarie.

Ma non è semplice esercizio della libertà di insegnamento.

autonomia Didattica

Essa si configura come della e della delle singole

rafforzamento decisionalità responsabilità unità

in riferimento alla qualità dell’insegnamento.

che elaborano la propria identità

didattiche

Per non si intende solo la componente tecnica, ma anche chi fruisce del servizio

unità Didattica

educativo scolastico.

L’autonomia si esplica operativamente nella che rappresenta la

realizzazione di un progetto

capacità di trasformare i bisogni, rilevati dalla lettura del territorio e della comunità, in e

curricoli

progetti educativi, arricchiti e personalizzati rispetto agli definiti su scala nazionale.

standard

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net

La sostiene che l’autonomia Didattica si sostanzia nella libera e programmata

legge 59/97 scelta

da parte dei docenti di strumenti, organizzazione e in ogni iniziativa che sia

metodologie,

espressione di compresa l’eventuale offerta di

libertà progettuale, insegnamenti opzionali,

facoltativi o aggiuntivi.

Inoltre sostiene che l’autonomia Didattica è il risultato del bilanciamento di tre modalità del

l’art 9

diritto di libertà: del docente e della scuola

Libertà d’insegnamento

• dell’allievo

Libertà di apprendimento

• cioè della repubblica e dello stato, dettata da traguardi

Libertà della comunità nazionale,

• educativi e culturali da raggiungere, validi per tutti.

I dell’autonomia schematicamente sono:

tratti principali

- metanoia nella Didattica

- responsabilità progettuale

- l’esprit experimental

- valutazione della qualità dell’istruzione.

LA METANOIA NELLA DIDATTICA.

Vuol dire produrre un che rappresenta non una rivoluzione ma un

cambiamento evoluzione

si tratta di ripensare alcuni concetti chiave propri della terminologia scolastica,

culturale:

come:

- che non è messa in discussione ma collegata con la collegialità

libertà di insegnamento,

- che va contestualizzata in una scuola del progetto, facendo assumere

programmazione

importanza alla ricerca/ azione. Si prefigge non solo di interpretare i contesti nei quali la

ricerca viene svolta, ma anche di effettuare il cambiamento in questi contesti.

L’obiettivo del docente è di iniziare un che comprende:

processo di cambiamento

- la riflessione sul contenuto del proprio operato

- la messa in discussione del modo di fare scuola

- la valutazione degli esiti dei cambiamenti effettuati e le decisioni sulle azioni successive.

In questo modo il docente esamina il rapporto tra obiettivi, procedure, esiti.

LA RESPONSABILITA’ (Accountability) PROGETTUALE

Si tratta di assumersi l’onere di costruire un che affronti tutte

progetto formativo di istituto

le questioni connesse con un’interazione educativa locale, traducendo in proposta

gli generali fissati a livello nazionale.

operativa obiettivi

La infatti deve circostante, i suoi bisogni formativi e

scuola leggere l’ambiente sociale

socio-culturali, per definire gli standard locali e gli obiettivi che essa vuole perseguire.

L’ESPRIT EXPERIMENTAL

Si chiede un nell’insegnante. è

atteggiamento sperimentale L’esprit experimental

dell’azione,

l’atteggiamento di chi la via che conduce al successo

cerca criticamente

scegliendo tra le possibilità che può cogliere.

Purtroppo spesso nella scuola, sperimentale è sinonimo di La

improvvisazione.

sperimentazione spesso non è seriamente studiata e valutata, ne significativamente orientata.

invece non solo deve essere controllato e analizzato, ma

L’atteggiamento sperimentale

deve un atteggiamento sperimentale anche in coloro a cui è destinato: porsi

promuovere

domande, cercare e interpretare soluzioni...

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net

LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ DELL’ISTRUZIONE.

La valutazione assicura il del sistema e gli consente di in

controllo costante autoregolarsi

funzione dell’efficienze e dell’efficacia della pratica Didattica.

Visto che il dipende si dal consenso

processo di insegnamento apprendimento

dell’allievo, ma anche dall’azione insegnativa, il problema didattico consiste nel saper

prospettare- attuare- controllare- rettificare- valutare l’insegnamento, sapendo cioè trovare

le vie che sortiscano esiti positivi.

( didattica ratificativi/ Didattica modificativa).

Le condizioni di esercizio:

il POF, piano dell’offerta formativa.

Questo progetto risulta specifico di una scuola se ne rappresenta la sul piano della

distintività

domanda e dell’offerta educativa e sul piano di una propria legittimazione.

Il passaggio dal fissato a livello nazionale, al avviene attraverso

testo programmatico, progetto,

del testo stesso, con la quale si in un progetto i diritti- bisogni

una interpretazione traducono

educativi della persona degli allievi e la domanda formativa della comunità in cui opera la scuola. e

Quindi l’unità scolastica è legittimata da un costituito da un tra standard nazionali

progetto mix

standard locali.

Il POF è caratterizzato da:

FORME DI ORGANIZZAZIONE MODULARE.

In questo contesto l’unità scolastica è abilitata all’utilizzo flessibile di moduli

organizzativi, al fine di consentire l’attuazione di una Didattica del successo

nell’ottica della prevenzione e non della compensazione.

DUE NUOVI STILI NELLA FUNZIONE DOCENTE.

Occorre passare da un comportamento imitativo esecutivo a uno stile interpretativo

decisionale.

Il consiste nell’attuazione

COMPORTAMENTO IMITATIVO- ESECUTIVO

• di un del quale si è avuto in una pratica

iter didattico esperienza precedente

professionale o come allievi. Proseguire in un solco gia tracciato conferisce

sicurezza e fa assumere ai singoli aspetti della pratica Didattica un’apparenza

di naturalità. In questo senso sono gli che si devono

alunni adattare

all’insegnamento e non il contrario.

Lo consiste nella capacità

STILE INTERPRETATIVO DECISIONALE

• dell’insegnante di fra le delle quali dispone, quella

individuare possibilità

a dar luogo al risultato più vicino a quello desiderato. In questo senso si

idonea

ha un insegnamento da prospettare- attuare- controllare- rettificare- valutare e

riprogettare.

Occorre poi passare dall’individualismo alla L’insegnante è infatti

collegialità.

abituato a lavoro da solo. Ma questa ha

professionalità individualistica

conseguenze non sempre positive:

- il servizio fornito all’utenza è una somma di prestazioni disciplinari

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net

- ogni insegnante percepisce l’unità scolastica come struttura al proprio servizio

- la scuola diviene un sistema disintegrato., incapace di essere soggetto

imprenditoriale, cioè soggetto attivo e propositivo nella realtà territoriale.

risulta così essere oggi per gli insegnanti un

L’autonomia involucro privo di

contenuti.

Occorre quindi impegnarsi per costruire una che porti

cultura dell’autonomia,

che produce risultati verificabili e

alla percezione di svolgere un lavoro comune

migliorabili anche se mai definitivi, a alla volontà d contribuire alla qualità di un

servizio alla persona. nella Didattica è quindi strettamente legata

L’affermazione dell’autonomia

all’affermazione e alla della degli operatori

valorizzazione professionalità

scolastici: per questo è necessario sostenerli con aggiornamento e formazione in

servizio.

CONSIDERAZIONI FINALI

Innanzi tutto, occorrono, per l’attuazione dell’autonomia alcuni PRESUPPOSTI

POLITICI.

Occorre superare i che subordinano al

vincoli l’attuazione dell’autonomia

contenimento della Essa non deve essere strumento per ottenere risparmi nel

spesa.

sistema, ma deve essere uno strumento utilizzato intelligentemente per consentire il

passaggio di risorse dal alla

centro periferia.

Essa poi deve essere posta al riparo dal rischio di far divenire la scuola soggetta al

ponendo più attenzione al recupero di risorse

fenomeno delle privatizzazioni,

finanziarie che alla proposta formativa.

Spesso le non sono in grado di questo strumento,

scuole utilizzare adeguatamente

perché anche se ben impostato normativamente, ciò non vuol dire che le scuole

riescano a recepirlo in maniera automatica.

Occorre poi considerare la come Si tratta di fare del

scuola UNITA’ FORMATIVA.

singolo istituto uno spazio che favorisca l’apprendimento e l’auto apprendimento. Il

problema non è la quantità delle ma il loro impiego intelligente, la qualità del

risorse,

mix adottato e il tasso di innovazione.

Occorre infine L’autonomia si rivela come un involucro

SOSTENERE I DOCENTI.

privo di contenuti. Ma i non possono essere forniti che da una migliore

contenuti

e da efficaci organizzativi.

formazione professionale supporti

Gli insegnante non vanno lasciati soli, ma vanno loro offerti gli strumenti in termini

di aggiornamento, documentazione e supporto tecnico.

GLI OBIETTIVI DIDATTICI.

In un epoca in cui non solo non abbiamo le risposte ma non siamo neanche capaci di formulare

domande relative al senso della vita, occorre recuperare il senso del nostro andare.

Occorre prendere in considerazione alcuni che l’azione di insegnamento non può

obiettivi

trascurare:

NON MULTA

Non occorre preoccuparsi di che non sempre sono adatte all’età dei

insegnare tante cose

discenti e quindi spesso sono mal capite e mal assimilate.

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net


ACQUISTATO

4 volte

PAGINE

37

PESO

345.92 KB

AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica Generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Fabbri Loretta.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Didattica generale

Didattica Generale – Progettare la didattica
Appunto
Didattica Generale – Scritture pratiche
Appunto
Didattica Generale – Scrittura e pratica educativa
Appunto
Didattica Generale
Appunto