Corso: Didattica generale
Codice: M-PED/03
Ore: 42 + 10 (laboratorio)
Cfu: 6 + 1 (laboratorio)
Prof: Zanon Francesca
Appunti “Didattica generale”
A.A. 2020-2021
Linda Zamparo
Come si inseriscono e si recuperano le informazioni nella memoria a lungo termine?
Ognuno di noi conserva le informazioni in strutture unitarie, organizzate, astratte e flessibili, chiamate
e
FRAMES SCRIPTS.
COSA SONO? riguarda l’aspetto fisico
STRUTTURA:
Il primo autore a parlare di frames fu Minsky. dell’oggetto, ciò che si vede in modo diretto.
“da cosa è composto?”
Il frame è un modello logico e operativo che “che colore/forma ha?”
raccoglie e organizza le informazioni di un “che caratteristiche ha?”
contesto. “come altro può essere?”
I frame possono essere collegati fra loro e La struttura si divide in ossia le cose
attributi,
appartenere a contesti diversi. Si crea, così, che si vedono a colpo d’occhio, e caratteristiche,
una rete di concetti, che, attraverso che derivano dalla riflessione sugli attributi.
l’esperienza, un bambino impara a conoscere. riguarda la conoscenza logica, serve
RELAZIONE:
ESEMPIO: il bambino ha il frame di sedia in mente: a definire le categorie di appartenenza
ha 4 gambe e uno schienale. Sa anche che può avere dell’oggetto, che così non è più un’informazione
forme e colori variabili, ma in ogni caso sa isolata, ma fa parte di una rete.
riconoscere il frame “sedia”. Sa che il frame “sedia”
può essere collegatoal frame “tavolo” e può
appartenere al contesto salotto o cucina.
DA COSA SONO COMPOSTI?
Per ogni frame si conoscono funzione,
struttura e relazione.
riguarda la conoscenza semantica del
FUNZIONE:
concetto, è la prima cosa che viene in mente.
“a cosa serve?”
“dove l’ho già visto?”
“con cosa lo uso”
È legato all’esperienza e se non c’è esperienza, è
la prima domanda che un bambino si fa.
COSA SONO?
Lo script è uno schema che descrive eventi ESEMPIO: uno script forte è ad esempio la sequenza
familiari e che fornisce informazioni. che si fa la mattina per andare in corriera. Si sa che è
Permette di affrontare una situazione e necessario avere l’abbonamento o il biglietto, che si
prevedere ciò che può succedere. deve salire e timbrare il biglietto, che poi ci si deve
sedere e fare attenzione alle fermate.
Lo script può essere:
che mantiene un preciso ordine
forte,
temporale;
quando l’ordine delle cose non è
debole,
influente.
COSA SONO? PERCHÈ USARLE?
Le mappe concettuali sono delle favoriscono l’apprendimento
rappresentazioni grafiche di processi di significativo, dove il bambino è
conoscenza. Sono degli strumenti per protagonista e manipola la sua
interpretare e rielaborare le informazioni. conoscenza;
Sono molto utilizzate a scuola, per la hanno funzione di socializzazione,
formazione di adulti e nei libri, ma le mappe perché le mappe possono essere
sono veramente utili quando vengono costruite costruite insieme;
dal singolo individuo, non da altri. servono allo sviluppo visivo del
concetto;
Uno dei primi autori che hanno lavorato sulle aiutano nella riflessione e nella
mappe e sulla loro importanza fu Novak. Disse discussione;
che la conoscenza non è solo fatta di frame, ma rendono attivo il bambino
anche dalle relazioni fra essi.
COME USARLE?
Per prima cosa l’ideale è lavorare sul frame con
un brainstorming, poi si collegano i concetto.
È sempre meglio lavorare sui pre-concetti che
un bambino ha già nella sua memoria a lungo
termine.
COME COSTRUIRLE?
Gli elementi che costituiscono le mappe sono: La sequenza da seguire per costruirle è:
ellissi, che contengono il concetto, il 1. decidere il concetto di partenza, che
soggetto; può essere dato dall’insegnante o
frecce, che indicano direzione e dall’alunno;
collegamento; 2. raccogliere più concetti collegati
parole legame, che danno significato alle possibile, senza porre limiti;
frecce; 3. selezionare i concetti più importanti;
linee spezzate, usate per gli esempi. 4. costruire legami, prima con le frecce poi
anche con le parole;
5. gerarchizzare la mappa. Lo si fa quando
ESEMPIO: il bambino acquisisce dimestichezza con
hanno le mappe e sa come usarle.
molecole movimento
H O
2
COS’È?
Per Damiano, nell’azione didattica avviene la Sono accomunate da alcuni principi:
mediazione tra progetto ed evento: l’insegnante - Significatività;
mette in atto la sua competenza nella pratica. - Motivazione;
Non è, dunque, qualcosa di improvvisato, ma è - Direzione;
un vero e proprio progetto. - Continuità;
L’insegnante non mette in atto solo la teoria, - Integrazione;
ma attraverso essa mette in atto anche la - Trasferibilità linguistica.
pratica. MODELLI DIDATTICI
Per Bruner, l’azione didattica è un modo di
risolvere le cose e non un’applicazione della Sono strumenti che servono per capire e
teoria. È un’azione comunicativa che serve per interpretare ciò che accade nella pratica.
stabilire una relazione con il sapere pratico. Dietro la scelta di tali strumenti, deve esserci la
consapevolezza di ciò che accade.
Dunque l’azione didattica va progettata, Non esiste un modello valido per tutti. Trovare
pensata e deve tener conto degli aspetti un modello aiuta chi agisce a diventare
comunicativi e relazionali. consapevole di ciò che mette in atto.
Ogni modello richiede competenze diverse.
L’azione didattica si sovrappone al concetto di
azione umana, sociale. Deve, infatti, tener Combinando le caratteristiche dell’azione
conto del contesto, degli stili cognitivi, delle didattica (insegnante, bambini, processo,
emozioni. prodotto) si creano quattro aree:
Si caratterizza per: 1) area dello sviluppo dei processi
Area Aa:
- cognitivi superiori. Si presta attenzione
Intenzionalità; costruttivismo
- al bambino (A) e al processo (a) con cui il
Sistematicità;
- bambino apprende. È importante che il
Medialità.
Per mediazione didattica Damiano intende la bambino sia attivo e che costruisca le
regolazione della distanza tra contenuti sue conoscenze;
culturali da trasmettere e i soggetti che stanno 2) coltivazione dei talenti
Area Ab:
apprendendo. personali. Il bambino (A) è al centro e si
presta attenzione sul prodotto (b) del
L’azione ha varie dimensioni: processo di apprendimento;
- modalità di 3) arricchimento culturale. Si dà
Dimensione metodologica: Area Ba:
insegnamento e apprendimento; importanza al contenuto (B) e al
classici
- processo (a). L’insegnante è più al
Dimensione relazionale-comunicativa:
gestione dell’interazione fra insegnante centro rispetto al bambino;
modelli
e allievi; 4) acquisizione delle competenze
Area Bb:
- come di base. Sono importanti l’oggetto (B) e il
Dimensione organizzativa:
organizzare l’ambiente per prodotto (b).
l’apprendimento.
Le tre dimensioni sono collegate fra loro e
l’insegnante agisce su tutte.
Il bambino è protagonista, costruisce la lavoro che mette insieme apprendistato
conoscenza e la fa sua. cognitivo e ricerca (il soggetto impara da
La conoscenza è un prodotto costruito in un un’altra persona, mantenendo le abilità
contesto specifico, in contatto con le culture metacognitive. Ha momenti specifici:
degli altri e in un tempo definito. articolazione, riflessione ed esplorazione);
È una conoscenza complessa e soggettiva. - Ruolo centrale della collaborazione in una
Secondo il costruttivismo, l’apprendimento è il comunità.
frutto di una costruzione, che ha come
obiettivo l’appropriazione di concetti. È un
processo dialogico e sociale, in cui il bambino
apprende in gruppo.
Esistono due dimensioni dell’apprendimento:
- il soggetto è immerso nei
Sociale:
processi sociali di comunicazione,
importanti per la costruzione dei
significati;
- il soggetto apprende
Culturale:
attraverso strumenti e segni.
Ci sono tre aspetti che creano un
apprendimento significativo:
Costruzione della conoscenza
- :
l’apprendimento è orientato a migliorare la
conoscenza di tutti. È un processo attivo, in
cui il bambino elabora una rappresentazione
della realtà, attraverso l’interpretazione
dell’esperienza personale. Si promuove il
pensiero esperto, caratterizzato dalla
conoscenza specifica, data dalla capacità di:
individuare i problemi, definirne il contesto ed
elaborare strategie di soluzione; avere un
repertorio di modalità di definizione e soluzione
di problemi; saper usare le conoscenze
specifiche; privilegiare le strategie che
consentono di ottimizzare lo sforzo;
Significatività del contesto di lavoro
- : è
necessario proporre compiti che abbiano
significato concreto per gli studenti. I tre
elementi che aiutano a creare il contesto sono
l’approccio situato (le attività sono sistemi di
azioni intenzionali in contesti sociali mediate da
strumenti culturali), la mediazione degli
artefatti (strumenti, segni), una modalità di
COS’È?
L’enattivismo è un paradigma che recupera Per l’enattivismo, a scuola l’agire umano deve
alcuni aspetti dal costruttivismo e ne contrasta essere visto come un’attività, una dinamica, non
altri. come un oggetto da rappresentare.
Rifiuta il dualismo fra mente e corpo, tra Ogni azione ha un punto di vista esterno e uno
soggetto e oggetto: la conoscenza non è una interno.
rappresentazione mentale della realtà esterna e ESEMPIO: il maestro di sci dice ai bambini di fare
non è nemmeno una costruzione soggettiva, ma un serpentone per far vedere ai genitori cosa
enazione
è un’ : il soggetto interagisce con tutto hanno imparato. Il serpentone non è l’intenzione
se stesso con l’ambiente e con gli altri. L’azione del bambino che scia, ma quello che si vede da
stessa è la conoscenza. fuori, il risultato dell’azione compiuta.
Se si chiede al bambino cosa ha fatto, non
risponde “il serpentone”, ma riporta le percezioni,
HOLTON: le emozioni, le preoccupazioni, i pensieri.
Holton parla dei benefici dell’enattivismo: Ciò che dice il maestro non è coerente con quello
non c’è più dualismo, ma è tutt’uno;
che accade, non c’è pertinenza.
c’è più umanizzazione;
c’è più inclusione;
si dà importanza all0 sviluppo della
persona.
Pone l’attenzione sull’interazione fra docente e
studente, che avvicina il soggetto al sapere.
AZIONE DIDATTICA Elemento fondante dell’azione didattica è
Importante nell’enattivismo è l’azione didattica. l’opera che l’insegnante fa affinché
di mediazione
Alcune definizioni: il bambino apprenda.
La didattica è azione, ma l’oggetto su cui si può
costruire è la pratica didattica (Damiano) Mediatori:
L’agire didattico è la connessione tra
insegnante, istituzione e attività (Parmigiani). I mediatori sono dei mezzi a metà strada fra
l’insegnante e l’alunno.
È l’insieme di elementi che concorrono a Damiano ha fatto una tabella per la
costituire il processo di insegnamento. Insieme suddivisione dei mediatori:
di gesti, atti, relazioni educative in cui si svolge
il processo di insegnamento, in un dato
contesto didattico, utilizzando diversi ATTIVI ICONICI ANALOGICI SIMBOLICI
strumenti e metodologie (Nigris).
La didattica è dotata di intenzionalità, riguardano
riguardano riguardano i
le immagini riguardano i
organicità, flessibilità e medialità (Grassilli, l’esperienza giochi di
e gli concetti
Fabbri). diretta simulazione
schemi
È un’azione che avviene in situazioni incerte e
mutevoli, immediate (Gola). Regole di alternanza fra i mediatori:
ATTIVI: sono i più vicini alla realtà,
riguardano l’esperienza diretta (es. esplorazioni, È importante alternare i vari mediatori durante
esperimenti, ricostruzioni); una o più lezioni.
ICONICI: sono vicini alla realtà, hanno un Ci sono due tecniche:
rapporto fisico-percettivo (es. foto, disegni, riscaldamento; utilizzare
Warming-up:
mediatori che motivino e smuovano emozioni;
video, schemi, mappe);
ANALOGICI: off:
si avvicinano alla finzione e deconcentrarsi e fare il punto;
Cooling-
riguardano i giochi di simulazione (es. recite, sistematizzazione delle conoscenze attraverso
teatro); mediatori simbolici.
SIMBOLICI: sono i più astratti e i più difficili
Prima è meglio utilizzare mediatori caldi, poi
da capire per il bambino; riguardano i concetti passare a quelli freddi.
(es. lettere, numeri, relazioni, narrazioni, L’insegnante può scegliere quali mediatori
definizioni). usare, l’importante è che faccia scelte
consapevoli e riflessive.
COS’È?
La progettazione è una fase fondamentale della Il secondo approccio fu quello di costruire dei
didattica e riguarda l’agire didattico. modelli complessi per risolvere i problemi in
Esistono diversi approcci e idee di modo semplice.
progettazione.
Il primo approccio fu quello di definire quale La progettazione nasce in opposizione alle
fosse il problema e cosa si volesse realizzare in teorie pratiche, dove il bambino è spontaneo e
una classe. Sono necessarie delle fasi di libero. Questo non significa, però, che la
procedura per arrivare all’obiettivo. progettazione limita il bambino.
MODELLI DI PROGETTAZIONE
FASI PROGETTUALI
Individuare le caratteristiche generali della Esistono diversi modelli di progettazione, i due
classe, sia quelle esterne all’oggetto da prodursi principali sono il modello della razionalità e
(spaziali, sociali, culturali), che quelle interne
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